Go to originalLocalized version was produced by AI. It may contain inaccuracies.
Preparing document pages…
Page 1
JONAS KLIMAVIČIUS
Istituto di lingua lituana
С. Б. Гринев-Гриневич, В. П. Гринева, Л. П. Минкова, Т. Г. Скопюк. INDICE DELLE DISSERTAZIONI TERMINOLOGICHE. Manuale di consultazione, Białystok – Mosca, 2006, 752 p.
Sul tavolo è posato il libro, spesso sfogliato e consultato, che il caro collega prof. Sergej Griniov-Griniewicz ha donato con dedica al nostro Centro di Terminologia. Il professore e tutti i curatori di questa bibliografia, così come tutti gli autori delle 2165 dissertazioni del 1946–2005 (alcuni ne hanno scritte due) e la Società russa di terminologia (ROSSTERM), possono legittimamente essere orgogliosi davanti al mondo del loro enorme lavoro (purtroppo, la stampa del libro risale ai tempi della penuria sovietica...).
L’autore dell’introduzione, Sergej Griniov-Griniewicz, parla della terminologia come disciplina scientifica complessa (si usano sinonimicamente терминология e l’ibrido терминоведение), delle problematiche che si sono delineate in questo periodo e menziona gli orientamenti emersi negli ultimi 20 anni: la terminologia comparativa, onomasiologica, semasiologica, tipologica, funzionale, storica e cognitiva; la terminologia settoriale, in base alla materia, e anche la terminografia. L’autore sottolinea la necessità di riassumere e sintetizzare i risultati: il futuro della terminologia dipende dalla necessità di passare dalle descrizioni alle spiegazioni.
Ciò ha determinato anche la struttura della bibliografia.
La parte I è una bibliografia sistematica degli orientamenti della terminologia:
1. Terminologia e sue principali sezioni.
2. Terminologia tipologica. Tipi di lessico specialistico e di terminologia (prototermini e lessico specialistico popolare, lessico artigianale, professionalismi, microterminologie, terminologie areali e nazionali, terminologie d’autore; terminologia storica e descrizione diacronica della terminologia; descrizione comparativa delle terminologie).
3. Terminologia descrittiva (descritttiva).
174
Jonas Klimavičius |
Page 2
4. Terminologia semasiologica.
5. Terminologia onomasiologica. Formazione dei termini.
6. Terminologia funzionale.
7. Terminologia applicata. Lavoro terminologico.
8. Terminografia.
9. Terminologia cognitiva.
Parte II – bibliografia sistematica della terminologia dei diversi ambiti terminologici: dapprima degli argomenti generali (lessico specialistico, termini, lessico scientifico, lessico scientifico generale, lessico tecnico e lessico tecnico generale), poi delle scienze specifiche – 8 ambiti – 88 indirizzi (l’ultimo dei quali è la terminologia della linguistica, con 85 dissertazioni).
Parte III – indice alfabetico.
Torniamo ancora all’Introduzione di S. Griniov. L’autore afferma che, nella scienza della scienza, uno dei principali indicatori della velocità di sviluppo di un ambito scientifico e delle direzioni del suo sviluppo è considerato il numero delle pubblicazioni e la loro tematica. Pertanto, l’andamento delle pubblicazioni (complessive) è il seguente (per decenni del XX secolo): IV – 11, V – 11, VI – 44, VII – 480, VIII – 150–200 all’anno. S. Griniov considera le dissertazioni principali
Terminologija | 2007 | 14 1 7 5
Page 3
ricerche quanto a completezza e profondità dell’analisi. La crescita del loro numero è impressionante: V – 6, VI – 64, VII – 226, VIII – 483, IX – 972, anche se qui inizia il calo: X – 269, 2001–2005 – 147. Le dissertazioni di terminologia costituiscono un decimo delle dissertazioni di linguistica.
2165 dissertazioni: ecco il patrimonio della terminologia russa (e dell’ex URSS). Vi figurano anche le dissertazioni di A. Balasaitis (1961), K. Gaivenis (1969), A. Kaulakienė (1983), S. Kein iо (1968). Vi sono inoltre altri lavori di linguisti lituani: A. Sabaliauskas (iniziali errate – И. И.) Происхождение названий сельскохозяйственных растений в балтских языках (1958), J. Karac iejaus История социальных терминов литовского языка (1987), R. Žukaitės-Buivydienės Термины брачного родства в литовском языке (1992), nonché A. Radzevičiūtės Дендронимы и производные от них образования в балтских языках (Принципы номинации) (Kaunas, 1988), D. Eigirdienės Литовская народная текстильная терминология (Vilnius, 1989). Le ultime due dissertazioni non sono incluse nell’indice bibliografico Lietuvių kalbotyra. Non vi figurano neppure Z. Bareikytės Устойчивость словосочетаний в научной речи (Mosca, 1982), L. Jurevičiūtės Процесс интернационализации научно-технической терминологии в условиях развития русского двуязычия (Mosca, 1992). R. Jasudavičiūtės Историческое исследование словообразовательных гнезд слов (на материале имён существительных, обозначающих части дерева в английском языке (Leningrado, 1979) appartiene all’anglistica. La dissertazione di Z. Daunienės Торговая лексика в белорусской деловой письменности в 15–нач. 17 вв. (Vilnius, 1965) e quella di R. Dailidėnas Литуянизмы в старобелорусской деловой письменности (Minsk, 1989) sono certamente collegate agli studi lituanistici, ma non sono neppure loro presenti nell’indice menzionato. La dissertazione di Z. Babickienės Регулярная полисемия в русской и литовской лексикографии (Leningrado, 1983) non è un lavoro di terminologia. La dissertazione di L. Nevskajos Балтийская географическая терминология в сопоставлении со славянской (Mosca, 1973) appartiene in parte agli studi lituanistici, ma non è registrata nell’indice. La dissertazione di E. Telešas (Э. Ю. Тяляшос) Исследование и реализация концептуальной модели предметной области для поддержки человеко-машинного диалога (Kaunas, 1983) non appartiene alle discipline umanistiche.
* * *
Escludendo le dissertazioni di terminologia lituanistica e quelle sulle lingue straniere dei popoli dell’ex URSS e della Russia odierna, la quota russa resterebbe la più ampia. Non si sa come apparirebbe la terminologia lituana a confronto, per esempio, con quella kazaka o persino turkmena. Quanto al confronto con quella russa, non c’è nemmeno bisogno di dirlo... Disser-
176
Jonas Klimavičius |
Page 4
tazioni – escludendo la terminologia popolare – ha raggiunto appena il numero delle dita di entrambe le mani (cfr. A. Rimkutė. Le dissertazioni di terminologia lituana. – Terminologija 14, 179–187). Tra il 1949 e il 1989 sono state discusse 141 dissertazioni di candidato in scienze filologiche e 22 di dottorato (Istruzione superiore. Bollettino informativo, n. 4. Dissertazioni di linguisti, studiosi di letteratura e folkloristi lituani (1949–1989), Vilnius, 1991): 163 in tutto (e all’epoca, 4 di terminologia). È già un bene che ci siamo stati e che, dopo una pausa, possiamo tornare a essere – direttamente o indirettamente – allievi e, nella nostra rivista, anche colleghi. Non dobbiamo sprofondare nel pessimismo, ma dobbiamo valutare bene la situazione.
La problematica di cui ci occupiamo è piuttosto circoscritta. Ma dobbiamo difenderci dalle valutazioni dei profani della terminologia e dalla pianificazione manageriale impulsiva. Quando i burocrati della scienza (basandosi su perizie!..) scrivono che Terminologija è una rivista di pratica e, quando viene chiesto loro di motivarlo, sostengono che è di specializzazione ristretta e ha un chiaro carattere applicativo (pratica linguistica), dobbiamo dire che non sanno quello che fanno: nella rivista (e nel Centro di terminologia) questi temi sono davvero molto marginali; oggi vengono trattati soprattutto nell’ambito del lavoro della sottocommissione di terminologia della Commissione statale della lingua lituana (anche se, senza la partecipazione dei collaboratori del Centro di terminologia, tale attività zoppicherebbe su entrambe le gambe, soprattutto sul piano della linguistica teorica).
Convinti dai richiami secondo cui, confidando nelle proprie forze, si dovrebbe tirare rapidamente per i capelli la terminologia lituana fino ai massimi livelli dedicandosi alla creazione di una teoria pura, non si sa perché pensino che il modo migliore sia procedere in marcia da Est a Ovest. Del resto, secondo i dati di S. Griniov, le dissertazioni di terminologia e di lessicologia storica sono lì cento volte meno numerose... Nella scienza, in generale, non esiste una simile separazione; tanto meno diventeremo un centro europeo di terminologia cambiando rotta a grandi balzi. Dopo Jonas Jablonskis, la teoria della terminologia lituana (linguistica, nota da poche affermazioni e dalla sua applicazione pratica) fu sviluppata con maggiore continuità, seppur con interruzioni, soltanto da Kazimieras Gaivenis; Stasys Keinys contribuì in parte allo sviluppo e, soprattutto, all’insegnamento. Ora c’è una pausa; è già un bene che i nostri lavori di ricerca, pur non rivestiti di piume accademiche, abbiano una solida base teorica (non la si vede in superficie, ma c’è). Occorre tuttavia preparare un progetto teorico puro di ampio respiro, dal quale ci si possa attendere una monografia o, come primo passo, almeno un manuale, oppure che possa riunire un gruppo attorno a una monografia collettiva. A tal fine, bisogna anzitutto assimilare ciò che è stato elaborato e ha superato la prova del tempo. Qui bisogna rendersi conto che i terminologi russi hanno sviluppato molte questioni su scala epica, ma, se facessimo lo stesso, le risorse di noi pochi linguisti terminologi basterebbero per una parte esigua della problematica. Non vergogniamoci di riprendere quanto è stato fatto; soprattutto, impariamo a farlo in modo approfondito, accurato,
Terminologija | 2007 | 14 1 7 7
Page 5
ma in modo cumulativo e sistematico. Attualità e prospettive dovrebbero guidarci.
Per parlare delle direzioni della terminologia linguistica lituana, bisogna partire dai risultati raggiunti (e da quelli non raggiunti). Anzitutto dobbiamo mettere meglio a punto la terminologia onomasiologica descrittiva, che è quella da noi coltivata soprattutto. È necessario correggere con decisione una distorsione: il problema non è che questa direzione sia troppo incentrata sulla formazione delle parole, ma che l’analisi derivazionale dei termini creati per terminizzazione falsi il quadro della creazione della terminologia. La penna del redattore non può eliminare questo difetto con un solo colpo; serve un orientamento condiviso: analisi derivazionale per i neologismi e i calchi. Delle altre direzioni disponiamo soltanto dei complementi indispensabili, necessari alla direzione principale e al suo sostegno (la più ampia, e quella da cui si attendono ancora risultati di dissertazioni, è la terminologia storica), oppure di vari primi tentativi, il cui sviluppo e futuro restano del tutto incerti.
C’è una questione di chiarezza molto importante che va risolta assolutamente e rapidamente: quanto manca perché le dissertazioni di terminologia e il numero dei terminologi raggiungano un decimo di quelli della linguistica, e quando ciò accadrà.
Ricevuto il 2006-12-04
Jonas Klimavičius Istituto della lingua lituana P. Vileišio g. 5, LT – 10308 E-mail: [email protected]