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JURGITA JAROSLAVIENĖ

Istituto di lingua lituana

GINTARĖ JUDŽENTYTĖ-ŠINKŪNIENĖ

Università di Vilnius

DIVERSITÀ LINGUISTICA NEL MONDO MODERNO: POTERE E PRESTIGIO DELLA LINGUA

26ª Conferenza Jonas Jablonskis

PAROLE CHIAVE: Jonas Jablonskis, conferenza, diversità linguistica, potere della lingua, prestigio.

Il 3–4 ottobre 2019, presso l’Istituto di lingua lituana si è svolta la 26ª1 conferenza scientifica internazionale Jonas Jablonskis DIVERSITÀ LINGUISTICA NEL MONDO MODERNO: POTERE E PRESTIGIO DELLA LINGUA (Linguistic Diversity in the Modern World: Language Power and Prestige). Gli organizzatori dell’evento, il Centro di ricerca sulla lingua standard dell’Istituto di lingua lituana (di seguito LKI) e la Cattedra di lingua lituana dell’Istituto di linguistica applicata della Facoltà di Filologia dell’Università di Vilnius (di seguito VU), hanno invitato la comunità accademica internazionale a discutere della diversità linguistica nelle lingue, nei dialetti e nelle comunità linguistiche, delle peculiarità dell’uso e della normazione delle lingue, del cambiamento delle norme linguistiche, dei rapporti tra lingua standard e varietà dialettali e altre varietà linguistiche, delle tendenze della politica e della pianificazione linguistica europea, del potere e del prestigio della lingua, dello sviluppo di strumenti linguistici avanzati e di servizi elettronici, dei vantaggi delle risorse linguistiche digitali e di altro ancora. Su questi temi, i partecipanti provenienti da 15 paesi hanno presentato 45 relazioni. Gli abstract delle relazioni sono stati preparati in formato elettronico2. Sulla base delle relazioni, nel 2020 saranno pubblicati contributi scientifici e di divulgazione scientifica sulla rivista Bendrinė kalba.

Entrambe le giornate della conferenza si sono aperte con sessioni plenarie. Alla prima sessione, presieduta dalla dott.ssa Albina Auksoriūtė (LKI) e dalla prof.ssa Irena Smetonienė (VU), l’ospite invitata

1 Ulteriori informazioni sulle altre conferenze Jonas Jablonskis si possono trovare http://lki.lt/26-oji-tarptautine-moksline-jono-jablonskio-konferencija/ e http://www.jablonskio-konferencija.flf.vu.lt/lt/.

2 Gli abstract possono essere scaricati dal sito web dell’LKI all’indirizzo http://lki.lt/26-oji-tarptautine-moksline-jono-jablonskio-konferencija/.

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L’ospite, vicepresidente della Federazione europea delle istituzioni nazionali per la lingua (European Federation of National Institutions for Language, EFNIL; di seguito, la Federazione), presidente del Comitato per le tecnologie della lingua danese ed ex direttrice del Consiglio della lingua danese, la dott.ssa Sabine Kirchmeier, ha illustrato l’attività della Federazione, ha passato in rassegna le questioni relative alla politica linguistica europea, le tendenze nella pianificazione delle politiche e la situazione dello sviluppo delle tecnologie linguistiche in Danimarca e in altri paesi europei.

FIG. 1. Da sinistra: la dott.ssa Albina Auksoriūtė (direttrice dell’Istituto della lingua lituana), la prof.ssa dott.ssa Irena Smetonienė (professoressa all’Università di Vilnius), la dott.ssa Sabine Kirchmeier (vicepresidente della Federazione europea delle istituzioni nazionali per la lingua, presidente del Comitato per le tecnologie della lingua danese ed ex direttrice del Consiglio della lingua danese), la prof.ssa dott.ssa Inesa Šeškauskienė (preside della Facoltà di Filologia dell’Università di Vilnius)

Secondo quanto riferito dalla relatrice, attualmente la Federazione riunisce i rappresentanti di 40 tra le più importanti organizzazioni linguistiche e altre istituzioni linguistiche nazionali di diversi Stati europei (cfr. fig. 2). I principali obiettivi e ambiti di ricerca della Federazione riguardano la diversità delle lingue ufficiali europee, il multilinguismo, la regolamentazione giuridica delle lingue ufficiali (nazionali), la politica e la pianificazione linguistiche, la situazione generale delle lingue, le risorse linguistiche digitali, le tecnologie linguistiche, l’uso delle lingue nei mezzi di comunicazione, nell’istruzione e in altri importanti

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ambiti della vita pubblica, l’insegnamento delle lingue e la diffusione linguistica. Per conseguire i propri obiettivi, realizza diversi progetti, conduce sondaggi e organizza ogni anno una conferenza e altri incontri mirati.

FIG. 2. Cartolina informativa della Federazione europea delle istituzioni nazionali per la lingua

Sulla base dei risultati di uno dei più recenti studi, la dott.ssa Sabine Kirchmeier ha osservato che in 21 paesi europei le lingue sono disciplinate dalla Costituzione, da una legge linguistica e/o da altri documenti. Le differenze nella regolamentazione dipendono dalle circostanze e dalle tradizioni storicamente consolidate, dalla formazione delle lingue standard e da altre peculiarità. In Danimarca, per esempio, la Costituzione fu adottata nel 1849 e in seguito vi furono apportate solo poche modifiche di scarsa rilevanza. Quando il paese era ancora omogeneo e vi si parlava una sola lingua, nessuno pensava ancora a inserire nella Costituzione disposizioni specifiche sull’uso della lingua danese.

La lingua o le lingue ufficiali sono disciplinate da disposizioni costituzionali, da una legge linguistica e da altri documenti nei seguenti paesi: Lituania, Lettonia, Estonia, Austria, Finlandia, Slovacchia e Slovenia. In Danimarca, Norvegia, Svezia, Islanda, Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Regno Unito, Grecia, Portogallo e Repubblica Ceca,

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in Ungheria e Bulgaria la lingua o le lingue sono disciplinate dalla Costituzione oppure da una legge linguistica e/o da altri documenti, mentre in Belgio lo sono dalla Costituzione e da una legge linguistica.

L’ospite ha parlato delle tecnologie linguistiche e delle risorse linguistiche digitali come di strumenti per mantenere viva una lingua o persino per rivitalizzarla e rafforzarla (cfr. le lingue islandese, groenlandese e sami).

Un altro illustre relatore ospite, il prof. dott. Frans Hinskens dell’Istituto Meertens e dell’Università Radboud nei Paesi Bassi, ha illustrato il passato e il presente della lingua standard olandese, richiamando l’attenzione sulle norme linguistiche in rapido mutamento e sulla regolamentazione della lingua per legge. L’ospite ha presentato i risultati di un recente sondaggio online condotto su larga scala, che hanno permesso di valutare la situazione dell’uso dell’olandese standard nei principali ambiti della vita quotidiana e hanno rivelato l’atteggiamento degli utenti nei confronti della lingua (cfr. fig. 3).

FIG. 3. Prof. dott. Frans Hinskens (Istituto Meertens, Università Radboud, Paesi Bassi)

Il terzo relatore ospite della sessione plenaria, il prof. dott. Ari Páll Kristinsson dell’Istituto Árni Magnússon per gli studi islandesi, ha parlato della situazione attuale della lingua islandese, ha discusso l’importanza della politica linguistica in Islanda e la necessità di informare il pubblico, nonché della lingua

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ha sottolineato la disponibilità e la diffusione degli strumenti di promozione, l’impatto e l’importanza delle tecnologie linguistiche, degli strumenti digitali e di altri strumenti avanzati nella valorizzazione della lingua madre e nel rafforzamento del prestigio linguistico (si veda la fig. 4).

FIG. 4. Prof. dr. Ari Páll Kristinsson (Istituto Árni Magnússon per gli studi islandesi)

Le discussioni scientifiche sono poi proseguite in quattro sessioni. La prima sessione è stata presieduta dalla prof.ssa associata dr.ssa Gintarė Judžentytė-Šinkūnienė (VU). La relazione dedicata alla lingua catalana e ai suoi dialetti è stata tenuta dal prof. Pietro Umberto Dini, dall’Italia (Università di Pisa). Nel contesto delle politiche, delle ideologie e delle pratiche linguistiche, il professore ha trattato il catalano come una lingua «di medie dimensioni», sottolineando l’importanza della lingua per una nazione e presentando esempi tratti dalla storia del catalano. Il dr. Audrius Valotka (VU) ha sollevato una questione di carattere dibattimentale sul prescrittivismo e sul carattere scientifico della linguistica, ha analizzato il passaggio dalla scienza pura a quella applicata e ha discusso le prospettive della ricerca sperimentale e dello sviluppo. Natalia Dankova (Università del Québec, Canada) ha esaminato gli aggettivi e la loro variazione in francese dal punto di vista della psicolinguistica. Il prof. dr. Jurgis Pakerys e Ignas Rudaitis (VU) hanno presentato il fondamento formale delle declinazioni dei sostantivi lituani. Hanno ricordato che la prima descrizione delle declinazioni lituane fu opera di Kleinas, nel 1653. La classificazione da lui proposta è stata successivamente perfezionata. La relazione ha presentato un nuovo tentativo di formalizzare la distinzione tra le declinazioni dei sostantivi mediante un determinato algoritmo. I risultati ottenuti sono stati confrontati

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con le precedenti classificazioni delle declinazioni dei sostantivi lituani. La prof.ssa associata dr.ssa Danila Zuljan Kumar (Istituto di lingua slovena Fran Ramovš, Centro di ricerca dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti) ha concluso la sessione riflettendo su come rivitalizzare una lingua in via di estinzione e su come ricorrere alla cultura e all’arte per risvegliare nuovamente la forza della lingua.

La seconda sessione, presieduta dalla prof.ssa dr.ssa Danguolė Mikulėnienė (LKI), è stata dedicata soprattutto alla discussione dell’identità linguistica e della variazione dialettale. La prof.ssa dr.ssa Daiva Aliūkaitė (Facoltà di Kaunas della VU) ha parlato della vitalità delle varietà locali nelle regioni, presentando gli atteggiamenti degli abitanti della Samogizia e dell’Alta Lituania meridionale, nonché i relativi paradossi. Ci si è chiesti se la vitalità e le prospettive dei codici locali siano sempre legate soltanto ad atteggiamenti linguistici favorevoli. La relazione ha argomentato che la somiglianza del codice della patria linguistica con la lingua standard può determinare la diffusione e la vitalità del codice locale. In conclusione, si è affermato che la vitalità delle varietà locali nelle regioni può dipendere non solo da fattori extralinguistici (cfr. atteggiamenti favorevoli), ma anche dalle caratteristiche linguistiche della varietà stessa.

La prof.ssa dr.ssa Ineta Dabašinskienė (VDU) ha esaminato l’identità linguistica e gli atteggiamenti della comunità di Visaginas, nonché le realtà a essi connesse. La relazione ha mostrato ciò che accade nella pratica linguistica quotidiana, a partire dal nazionalismo etnolinguistico; è stata richiamata l’attenzione sul predominio dell’eredità post-sovietica e sull’approccio postmoderno alla diversità e al multilinguismo. La dottoranda Christa Schneider (Università di Berna, Svizzera) e il prof. dr. Vytautas Kardelis (VU) hanno presentato la rappresentazione cartografica della variazione linguistica, ieri e oggi. La sessione si è conclusa con l’intervento della dr.ssa Nijolė Tuomienė (LKI), che ha discusso l’uso delle lingue nelle aree di confine, richiamando l’attenzione sugli aspetti della competizione e dell’interazione e analizzando situazioni di comunicazione spontanea in cui si verifica l’alternanza linguistica (di codice): i parlanti conoscono bene e usano contemporaneamente più lingue, alternandole attivamente nelle conversazioni. Secondo la studiosa, sebbene le varietà locali di lituano, polacco e bielorusso siano oggetto di studio da oltre un secolo, solo le ricerche approfondite degli ultimi anni hanno dimostrato che lo studio di un ambiente bilingue o persino trilingue avrà successo se le due o tutte e tre le lingue utilizzate vengono esaminate contemporaneamente, anziché separatamente, approfondendo ciascuna come sistema autonomo; in un ambiente linguistico complesso non si può studiare, per esempio, soltanto la fonetica o il lessico di una lingua.

La terza sessione è stata presieduta dalla dr.ssa Larisa Taranenko (Istituto politecnico di Kiev Igor Sikorsky dell’Università tecnica nazionale dell’Ucraina). La sessione si è aperta con la relazione del dr. Pijus Kasparaitis e della dr.ssa Margarita Beniušė (VU) sulla sintesi parametrica statistica della voce lituana: è stato presentato un metodo parametrico statistico, applicato per la prima volta alla sintesi della voce lituana, che utilizza reti neurali implementate nel pacchetto software

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Merlin; è stato inoltre elaborato un insieme specifico di caratteristiche linguistiche adattate al lituano, con le relative regole di raggruppamento. Si è valutato che l’intelligibilità e l’accettabilità della voce sintetizzata con il metodo parametrico statistico superano nettamente quelle del sintetizzatore finora considerato il migliore, basato sul metodo di selezione delle unità. Inoltre, l’accettabilità della voce sintetizzata è vicina a quella delle registrazioni vocali naturali. In seguito, L. Taranenko ha presentato una descrizione dei fonoconcezioni tipici della tradizione popolare inglese di carattere minore. Zinaida Pakholok (Università internazionale aperta per lo sviluppo umano, Istituto di sviluppo umano di Lutsk) ha analizzato la categoria della ripetizione nel discorso linguistico.

La quarta sessione, presieduta dalla dottoranda Agnė Aleksaitė (LKI), è stata aperta da Santa Jērāne (Istituto di lingua lettone dell’Università della Lettonia). Ha parlato delle definizioni lessicografiche, distinguendo problemi teorici e pratici. La prof.ssa associata dr.ssa Yuliya Vyshenskaya, dalla Russia (Università pedagogica statale Herzen), ha analizzato gli aspetti linguistici e non linguistici specifici che influiscono sul processo di generazione dello stile. La sessione si è conclusa con l’intervento della dr.ssa Anželika Smetonienė (LKI): la studiosa ha parlato della varietà di slavismi e forme ibride nelle Patarlėse žemaičių di Motiejus Valančius.

La sera del primo giorno della conferenza, i relatori hanno partecipato a una visita guidata al museo interattivo della lingua dell’LKI, Lituanistikos židinys, che ospita numerosi giochi linguistici unici, libri e oggetti appartenuti a linguisti, nonché documenti importanti per la lingua.

Il secondo giorno della conferenza, la sessione plenaria è stata presieduta dalla dr.ssa Jurgita Jaroslavienė (LKI). Ha parlato per prima l’illustre ospite d’onore, la prof.ssa dr.ssa Birutė Klaas-Lang, dall’Estonia (Università di Tartu) (si veda la fig. 5). Ha presentato le questioni della politica linguistica estone e della sostenibilità nel settore dell’istruzione superiore. Si è discusso di discriminazione positiva, di educazione a un atteggiamento consapevole verso la lingua e della responsabilità personale di parlare la propria lingua madre. È stato espresso apprezzamento per il sostegno statale volto a garantire la sostenibilità della lingua estone in tutti gli ambiti della vita, compresi l’istruzione superiore e la ricerca scientifica.

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FIG. 5. Prof.ssa dr.ssa Birutė Klaas-Lang (Università di Tartu) e dr.ssa Albina Auksoriūtė (Istituto di lingua lituana)

Un’altra relatrice plenaria invitata, la dr.ssa (HP) Rita Miliūnaitė (LKI), ha presentato la situazione della lingua lituana standard nel contesto della dinamica delle lingue standard europee nel periodo di post-standardizzazione (cfr. fig. 6).

FIG. 6. Dr.ssa (HP) Rita Miliūnaitė (Istituto di lingua lituana)

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Partendo dalle caratteristiche principali che definiscono la lingua standard, quali la diffusione nell’intera società, l’omogeneità delle norme, una codificazione stabile e il prestigio, la studiosa ha formulato considerazioni teoriche che permetterebbero di applicare alla lingua lituana standard l’uno o l’altro modello della sua dinamica: de-standardizzazione, demotizzazione o ri-standardizzazione. È stato attualizzato il concetto di varietà intermedia tra i regioletti e la lingua standard, il substandard, che può contribuire a spiegare i cambiamenti nell’uso contemporaneo della lingua lituana standard.

La sessione plenaria si è conclusa con l’intervento della prof.ssa dr.ssa Irena Smetonienė (VU): la professoressa ha analizzato che cosa significhi per un lituano il concetto lingua, ha parlato della lingua come fondamento della nazionalità e parte della cultura e ha sottolineato che attraverso la lingua è possibile trasmettere le tradizioni, indipendentemente dal luogo di residenza di una persona (cfr. fig. 7). Nella relazione sono stati individuati tutti i principali concetti associati alla nozione di lingua.

FIG. 7. Prof.ssa dr.ssa Irena Smetonienė (Università di Vilnius)

In seguito, le discussioni scientifiche si sono svolte in sessioni separate. Nella quinta sessione, presieduta dalla dr.ssa Elena Riekhakaynen (Università statale di San Pietroburgo), numerosi interventi sono stati dedicati alla fonetica sperimentale. La dr.ssa Alla Kalyta (Istituto Politecnico di Kiev Igor Sikorsky dell’Università tecnica nazionale dell’Ucraina) ha presentato un metodo per l’analisi emotiva e pragmatica del linguaggio, mentre un altro relatore proveniente dall’Ucraina, il dr. Mykolas Kutsenko (Istituto militare delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell’informazione), ha analizzato il ruolo dei mezzi fonetici nell’individuare la sincerità nelle espressioni di cordoglio in inglese. La dentista Victoria Artjomenko di Riga («DentalArt») e la dr.ssa Solveiga Čeirane (Università Stradiņš di Riga) hanno parlato della ricerca di parametri acustici utili a valutare

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l’effetto delle protesi sperimentali sulla qualità delle consonanti lettoni. Le ospiti dalla Lettonia hanno presentato i risultati preliminari dello studio sperimentale. V. Artjomenko ha parlato anche del cambiamento nella pronuncia della consonante [s] in seguito a una riabilitazione estetica del cavo orale. La dr.ssa E. Riekhakaynen e Iuliia Telova (Università statale di San Pietroburgo) hanno analizzato le forme ridotte delle parole come indicatore della competenza linguistica.

La sesta sessione è stata presieduta dalla dr.ssa Jolita Urbanavičienė (LKI). Il primo intervento è stato tenuto dalla dr.ssa Miroslava Gavurová (Università di Prešov, Slovacchia). Ha sottolineato la necessità di presentare le fiabe popolari periferiche come peculiarità linguistiche e motivazionali. Il ricercatore Claudio Barna (Università di Milano) ha confrontato il prefisso lituano su- con il prefisso del greco classico συν-. La dr.ssa Diana Dambrauskienė (LKI), discutendo le peculiarità della formazione del geolètto di Raseiniai, si è concentrata soprattutto sull’influenza dei fattori extralinguistici sugli atteggiamenti linguistici degli informatori. La relazione ha sottolineato che i raseiniaiškiai della Samogizia meridionale fondano la percezione del proprio dialetto (o della propria lingua) su caratteristiche soggettive della nozione di dialettale o non dialettale. È stato osservato che l’attrattiva del codice non dialettale e l’importanza del fattore della patria linguistica nella valutazione della propria varietà linguistica dialettale o non dialettale implicano, tra i raseiniaiškiai della Samogizia meridionale, il desiderio di identificarsi con un utente del codice non dialettale e una possibile evoluzione verticale del sottodialetto, ossia la convergenza della lingua dialettale con quella standard.

La prof.ssa dr.ssa G. Judžentytė-Šinkūnienė (VU) ha spiegato perché, nei dialetti dell’Aukštaitija che ha scelto di studiare, «lontano» a volte diventa «vicino». La relazione ha mostrato che la distanza fisica non è sempre il fattore determinante nella scelta di un dimostrativo o di un altro. Spesso questo processo è determinato da altri fattori. Il dott. abilitato Kazimieras Garšva (LKI) ha parlato dei nomi propri degli abitanti di Panevėžys, in particolare della loro pronuncia, ortografia e norma; si è inoltre discusso del perché, nel definire le procedure per il cambiamento dei cognomi, sia necessario disciplinare con maggiore chiarezza la combinazione di diversi tipi di nomi propri e la modifica dei loro suffissi e delle loro desinenze.

Nella settima sessione della conferenza, presieduta dalla dr.ssa Aurelia Tamulionienė (LKI), sono stati presentati i poster preparati dalla dr.ssa Iryna Borbenchuk e dalla dr.ssa Zoja Kornjeva (Istituto Politecnico di Kiev Igor Sikorsky dell’Università tecnica nazionale dell’Ucraina), dalla dr.ssa Inna Humeniuk (Università pedagogica statale A. S. Makarenko di Sumy), da Irina Korobeynikova, dalla dr.ssa Elena Riekhakaynen e dal dr. Anatoly Ventsov (Università statale di San Pietroburgo), dalla dr.ssa Liudmyla Naumenko, dalla prof.ssa dr.ssa Liliia Bilas e dalla prof.ssa dr.ssa Vira Ponomarova (Università nazionale Taras Ševčenko di Kiev), da Oleksandra Palchevska e Petro Hubych (Università statale di sicurezza di Leopoli), dalla ricercatrice Valerija Prokaeva (Università statale di San Pietroburgo), dalla dr.ssa Anna Solomennik, dal dr. Boris Lobanov e dal dr. Vladimir Zhitko (Università nazionale della Bielorussia

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Istituto congiunto per i problemi informatici dell’Accademia delle scienze), della dott. Jana Taperte (Università della Lettonia).

Nella seduta conclusiva, presieduta dalla dott.ssa (HP) R. Miliūnaitė (LKI), l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla lituanistica scolastica: si è discusso della necessità di modificare l’esame di maturità di lingua e letteratura lituane; sono stati presentati i risultati delle ricerche più recenti e le riflessioni sugli atteggiamenti degli studenti e sull’influenza delle altre lingue sul loro lituano; è stato esaminato il rapporto tra uso della lingua, insegnamento e apprendimento. La situazione della lingua e della letteratura lituane come materia scolastica nelle scuole di istruzione generale della Lituania è stata illustrata dalla docente associata, dott.ssa Zita Nauckūnaitė (LKI). La relatrice ha sottolineato l’importanza di sviluppare la competenza argomentativa, poiché si tratta di uno dei criteri più importanti per valutare il contenuto del tema. È stato osservato che oltre il 90 per cento degli studenti sceglie proprio il tema argomentativo, anziché quello letterario. Mentre la Lituania si prepara ad aggiornare i programmi generali per tutti i livelli di istruzione, ci si è chiesti quali competenze siano necessarie a una persona del XXI secolo. Sulla base dell’analisi dei documenti dell’istruzione lituana, della letteratura scientifica e dei lavori degli studenti, nonché di un’indagine tra gli insegnanti, Z. Nauckūnaitė ha concluso che l’esame scritto di maturità di lingua e letteratura lituane deve essere modificato. Anche la prova orale deve cambiare: durante l’esame, gli studenti potrebbero analizzare un nuovo testo non letterario e fondare la propria analisi sulla loro esperienza culturale.

Nida Poderienė (LKI) e la docente associata, dott.ssa Sonata Vaičiakauskienė (LKI) hanno parlato del prestigio della lingua lituana e degli atteggiamenti degli studenti nei suoi confronti, tenendo conto del contesto delle politiche educative. Nel formarsi degli atteggiamenti degli studenti verso la lingua lituana, il ruolo dell’insegnante è molto importante: la ricerca ha rivelato che oltre la metà degli intervistati è d’accordo sul fatto che i docenti dovrebbero prestare maggiore attenzione a come parlano e scrivono in lituano. L’analisi dei documenti sull’istruzione mostra che agli insegnanti del paese non vengono imposti i più elevati requisiti di padronanza della lingua lituana. Si conclude che, nell’elaborazione delle politiche educative, è necessario attribuire maggiore attenzione all’importanza della lingua lituana nel processo formativo.

La dott.ssa A. Tamulionienė (LKI) ha analizzato l’influenza delle altre lingue sul lituano usato dagli studenti. Basandosi sui dati forniti dagli studenti di alcune classi e raccolti in varie città della Lituania (per esempio Druskininkai, Kaunas, Klaipėda, Panevėžys, Šiauliai e Vilnius), la studiosa ha indicato quali lingue straniere prevalgano nel parlato degli studenti intervistati e ha esaminato i legami tra le risposte fornite dagli studenti e il loro atteggiamento nei confronti delle lezioni di lingua lituana, dell’insegnamento della lingua lituana e della lingua lituana stessa.

Nell’ultima seduta della conferenza sono state presentate altre due relazioni. La docente associata, dott.ssa Lina Murinienė (VU), parlando delle denominazioni delle persone giuridiche e della loro correttezza linguistica,

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ha illustrato brevemente le procedure per la formazione e la registrazione delle denominazioni delle persone giuridiche costituite in Lituania, ha evidenziato i principali problemi giuridici e linguistici e ha incoraggiato la discussione e la ricerca di soluzioni adeguate. La dottoranda A. Aleksaitė (LKI) ha presentato il lessico emotivo-espressivo riportato nel Lietuvių kalbos naujažodžių duomenyne (http://naujazodziai.lki.lt/),). Ha illustrato le cause della comparsa di questo lessico e i suoi procedimenti di formazione, ha trattato brevemente la concezione tradizionale dei neologismi e le loro tipologie e ha proposto una prospettiva innovativa sui neologismi lituani, intesi come segni delle questioni attuali del proprio tempo.

L’evento è stato sostenuto dal Consiglio lituano per la ricerca; partner della conferenza è stato Go Vilnius.

La prossima conferenza Jonas Jablonskis è prevista per il 2020, anno in cui celebreremo il 160º anniversario della nascita del celebre linguista.

Ricevuto il 17 dicembre 2019

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DIVERSITÀ LINGUISTICA NEL MONDO MODERNO:

POTERE E PRESTIGIO DELLA LINGUA

Il 26th convegno di Jonas Jablonskis

Riassunto

Nel contributo viene presentato il 26th convegno internazionale di Jonas Jablonskis, DIVERSITÀ LINGUISTICA NEL MONDO MODERNO: POTERE E PRESTIGIO DELLA LINGUA. Il convegno si è svolto il 3–4 ottobre 2019 presso l’Istituto della lingua lituana, in Lituania.

Scienziati provenienti da 15 paesi hanno presentato relazioni sui seguenti temi: la diversità linguistica nelle lingue e nei dialetti o nelle comunità linguistiche; l’adattamento e la standardizzazione delle lingue; il rapporto tra varietà standard e non standard o regionali delle lingue; attualità e sfide nelle politiche, ideologie e pratiche linguistiche; le dinamiche del potere e del prestigio delle lingue, e altri aspetti legati alla diversità linguistica e al prestigio linguistico.

PAROLE CHIAVE: Jonas Jablonskis, convegno, diversità linguistica, potere della lingua, prestigio.

JURGITA JAROSLAVIENĖ

Istituto della lingua lituana

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gintare.judzent [email protected]

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