SEMINARIO INTERNAZIONALE PROBLEMI E COMPITI DELLA TERMINOLOGIA DI ESTONIA, LETTONIA E LITUANIA NELL’UNIONE EUROPEA
Il 5 e 6 ottobre di quest’anno si è svolto presso l’Istituto di lingua lituana un seminario internazionale organizzato dal Centro di terminologia, Problemi e compiti della terminologia di Estonia, Lettonia e Lituania nell’Unione europea. Gli ospiti sono arrivati non solo dai Paesi baltici, ma anche dall’Austria, dall’Ungheria e dalla Russia. Non sono mancati contributi provenienti da importanti istituzioni lituane: la Commissione statale per la lingua lituana, il Dipartimento lituano di standardizzazione e l’Istituto di matematica e informatica.
Dopo il saluto della direttrice dell’Istituto di lingua lituana, Jolanta Zabarskaitė, il seminario è stato aperto da Christian Galinski, direttore del Centro internazionale di informazione terminologica (INFOTERM), con una relazione sul tema Linee guida dell’UNESCO per le politiche terminologiche, più precisamente sulla lingua influenzata dalla globalizzazione, sulla formulazione e attuazione di diverse politiche terminologiche e sulla pianificazione terminologica a livello nazionale, regionale o locale, in organizzazioni intergovernative e non governative, grandi istituzioni e organizzazioni (comprese le imprese internazionali).
A nome di Valentīna Skujiņa, responsabile della sezione di terminologia dell’Istituto di lingua lettone, la studiosa di Riga Ilze Ilzina ha presentato alcune tesi della relazione Situazione e prospettive della terminologia in Lettonia.
La terminologa Hije Tamm del Centro estone di lingua giuridica ha presentato il tema Organizzazione del lavoro terminologico orientato alla traduzione a Tallinn, Lussemburgo e Bruxelles dopo l’adesione all’UE. Secondo la relatrice, i fondatori del centro estone per le traduzioni giuridiche compresero molto bene l’importanza del lavoro terminologico per la traduzione dopo l’adesione dell’Estonia all’UE; perciò, fin dall’inizio, si fece molto. Dopo alcune riflessioni si è concluso che, a prescindere dal fatto che l’UE sostenga o meno il lavoro terminologico dei nuovi Stati membri, la responsabilità ricade innanzitutto sul Paese in cui tale terminologia viene utilizzata.
Lo studioso ungherese János Pusztayus (Collegio Berzsenyi Daniel), nella relazione Creazione della terminologia nell’Europa centrale alla luce della terminologia dell’UE, ha discusso la creazione della terminologia ungherese, un processo piuttosto spontaneo e dovuto soprattutto al lavoro quotidiano dei traduttori. Questa attività richiede una politica linguistica approfondita e ben ponderata, nonché la creazione di istituzioni adeguate. In molti Stati dell’UE esistono già istituzioni che si occupano della creazione e dello studio della terminologia; in Ungheria ciò deve ancora essere realizzato.
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