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RITA MILIŪNAITĖ

Istituto di lingua lituana

PRINCIPALI MANUALI DI CONSULENZA LINGUISTICA DEL LITUANO

(CARATTERISTICHE DEL GENERE)

PAROLE CHIAVE: lingua standard, normazione, manuale linguistico, raccomandazioni linguistiche, linguistica normativa.

ABSTRACT

La destandardizzazione delle lingue standard europee, intensificatasi nell’ultimo decennio, non solo ha spinto i ricercatori linguistici a occuparsi del fenomeno, ma ha anche dato impulso a un nuovo sguardo sulla storia e sulle peculiarità evolutive delle stesse lingue standard. Parallelamente, è cresciuto l’interesse per il processo di normazione delle lingue standard e per la codificazione delle norme. L’evoluzione della lingua standard è influenzata in misura considerevole dalle raccomandazioni linguistiche rivolte ai suoi utenti. Le pubblicazioni pratiche di consultazione linguistica che le presentano in modo sistematico (determinati dizionari) sono anche chiamate manuali linguistici. L’articolo esamina le caratteristiche di genere di tre principali manuali di lingua lituana, che emergono nelle loro sezioni introduttive: Kalbos patarėjo (1939), Kalbos praktikos patarimų (1976, 1985) e Kalbos patarimų (2002–2013). L’analisi si basa su studi analoghi sui manuali linguistici condotti all’estero.

INTRODUZIONE

A una più attenta analisi dei manuali di consulenza linguistica lituani – pubblicazioni con consigli pratici sull’uso della lingua standard – hanno spinto due ragioni. In primo luogo, nell’ultimo decennio le lingue standard europee stanno attraversando un periodo di post-standardizzazione (per approfondimenti, cfr. Ghyselen e

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kt. 2016: 75–91; Miliūnaitė 2018: 78–88) ir dėl to išaugo kalbos tyrėjų susidomėjimas veiksniais, lemiančiais bendrinių kalbų ir jų normų funkcionavimą.

I ricercatori di linguistica hanno cominciato a interessarsi all’approccio normativo alla lingua, alla sua varietà standard, rimasto per qualche tempo in secondo piano e denigrato dalla linguistica descrittiva come superato1 (per un approfondimento, cfr. Beal 2018: 1–30). Sebbene dalla seconda metà del XX secolo il prescrittivismo, soprattutto nei paesi anglofoni, sia stato contrapposto all’approccio accademico alla lingua e considerato un’attività riservata soltanto ad appassionati di lingua poco seri2, negli ultimi tempi ci si chiede sempre più spesso perché l’ideologia della lingua standard e il prescrittivismo, in quanto una delle manifestazioni di tale ideologia, siano sempre rimasti così vitali nella società e tra i parlanti, mentre il mondo accademico sarebbe estraneo a queste esigenze. A questa domanda si risponde in parte affermando che, se una lingua standard è normata e codificata, la prescrizione è inevitabile: le persone consultano dizionari normativi e grammatiche, considerandoli autorità in materia di norme (cfr. Milroy, Milroy 1999: 22).

Accanto ai dizionari e alle grammatiche consultati per questioni di uso linguistico, si citano spesso anche le guide linguistiche, che esercitano un’innegabile influenza sul funzionamento, sull’evoluzione e sulla diffusione delle norme della lingua standard. All’inizio del XXI secolo sono comparsi studi in lingua inglese sulle guide linguistiche, nei quali

1 Sebbene nella linguistica straniera l’approccio prescrittivo venga spesso presentato in contrapposizione a quello descrittivo, il termine «prescrittivo» è troppo ristretto, perché non comprende alcuni aspetti caratteristici di lingue standard relativamente giovani, nelle quali permane la necessità di un lavoro normativo sistematico (per un approfondimento, cfr. Miliūnaitė 2018: 168–182). Nell’articolo, soprattutto quando si parla della realtà della lingua lituana, si utilizzano principalmente i termini linguistica normativa, pubblicazione normativa.

2 Joan’a C. Beal, professoressa all’Università di Sheffield in Gran Bretagna, osserva che la contrapposizione tra descrittivismo e prescrittivismo nell’ambito della lingua inglese si acuì negli anni Sessanta del XX secolo, quando cominciarono a diffondersi le idee del linguista americano Noam’o Chomsky’io, fondatore della grammatica generativa, dopo la pubblicazione nel 1957 dell’opera Sintaksinės struktūros (Syntactic Structures). Secondo Chomsky, la grammatica è innata in ogni essere umano, perciò sarebbe assurdo impartire regole grammaticali e insegnarle. Sulla base di questa concezione, nelle scuole anglofone si smise di insegnare la grammatica e ci si allontanò anche dal prescrittivismo. Tre decenni dopo, però, gli istituti di istruzione superiore cominciarono a lamentare l’analfabetismo degli studenti; dopo accese discussioni, la grammatica fu quindi reintrodotta nelle scuole per correggere la situazione, ma in modo paradossale: ora si basava sull’approccio descrittivo, rinunciava completamente alla prescrizione e tollerava le varietà non standard (Beal 2018: 3–5). Gli sviluppi successivi esulano dall’ambito di questo articolo.

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si esaminano l’evoluzione della loro forma e del loro contenuto nell’arco di diversi secoli: dai libri di questo genere, la cui pubblicazione ebbe inizio alla fine del XVIII secolo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d’America, fino ai blog attuali (cfr. Straaijer 2018: 11–29). L’abbondanza di consigli linguistici nei forum di discussione e nei social network dimostra che l’ideologia della lingua standard ha trovato nuovo terreno e si è affermata su diverse piattaforme Internet (Vriesendorp 2016: 18). Nel 2011, all’Università di Leiden nei Paesi Bassi, è stato avviato il progetto Bridging the unbridgeable: linguists, prescriptivists and the general public, incentrato su tre gruppi di soggetti coinvolti nel prescrittivismo e sulle loro relazioni: gli specialisti di lingua, i prescrittivisti, in quanto redattori di guide linguistiche, e i parlanti (per un approfondimento, cfr. Miliūnaitė 2018: 277 e le fonti ivi citate). Tra gli obiettivi del progetto vi era anche quello di indagare il ruolo delle pubblicazioni di pratica linguistica nella risoluzione dei problemi legati all’uso della lingua (Straaijer 2015: 1–47). I risultati del progetto sono stati pubblicati in diverse raccolte di articoli e in un’ampia monografia sulle guide linguistiche pubblicate in inglese nell’arco di due secoli e sui consigli linguistici in esse contenuti (Describing prescriptivism. Usage guides and usage problems in British and American English, cfr. Tieken-Boon van Ostade 2020)3.

La seconda ragione che ha spinto a esaminare le guide linguistiche lituane, le loro somiglianze e differenze, è che le principali pubblicazioni di questo genere – Kalbos patarėjas (1939), Kalbos praktikos patarimai (1976, 1985) e Kalbos patarimai (2002–2013) – sono state digitalizzate e vengono preparate per la pubblicazione, presso l’Istituto di lingua lituana, nel sistema delle risorse digitali della lingua lituana E. kalba. Sia i ricercatori di linguistica sia i parlanti potranno cercare consigli linguistici secondo il principio dello sportello unico oppure filtrare i dati desiderati secondo diversi criteri e analizzare i cambiamenti nella codificazione. Nella preparazione dei dati era importante esaminare la struttura delle guide linguistiche

3 Nel periodo menzionato sono state pubblicate complessivamente 345 guide linguistiche in inglese, 77 delle quali sono state inserite in una banca dati apposita e analizzate in modo particolarmente approfondito nel libro. In questa banca dati sono inoltre descritte strutturalmente le 123 questioni più frequenti e caratteristiche trattate nelle guide linguistiche (dall’ortografia e dalla punteggiatura alla sintassi), che gli utenti della lingua inglese si trovano ad affrontare.

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e le caratteristiche del contenuto, così da individuare un denominatore comune per la presentazione di dati di varia natura.

L’obiettivo dell’articolo è esaminare e confrontare, sulla base delle sezioni introduttive, le caratteristiche di genere di tre principali pubblicazioni consultive sulla lingua lituana, uscite in periodi diversi della vita politica della Lituania e dell’evoluzione della lingua standard: Kalbos patarėjo (1939), Kalbos praktikos patarimų (1976, 1985) e Kalbos patarimų (2002–2013). Si prende dunque in esame un elemento della macrostruttura delle guide linguistiche4 come uno dei possibili assi di confronto tra queste pubblicazioni; non si intende ricostruire in modo esaustivo la storia della compilazione delle guide linguistiche, bensì considerarle come genere. Il contesto aggiuntivo tratto da altre fonti viene fornito nella misura necessaria a chiarire quanto non risulta sufficientemente esplicito nelle introduzioni delle guide stesse.

L’articolo si prefigge i seguenti obiettivi: 1) descrivere brevemente il contesto editoriale delle guide linguistiche esaminate; 2) analizzarne le sezioni introduttive e individuare i principali elementi del loro contenuto; 3) confrontare la natura di queste pubblicazioni sulla base degli obiettivi dichiarati dai redattori, dei principi di selezione dei dati esplicitati e di altri aspetti. I metodi applicati sono quello analitico, descrittivo e comparativo.

Nelle sezioni introduttive delle guide linguistiche esaminate si dedica spazio anche alla descrizione dei consigli linguistici in esse forniti: struttura, sistema dei gradi di valutazione, selezione delle raccomandazioni, esempi illustrativi e così via; tuttavia, in questo articolo non si esamina la microstruttura delle guide linguistiche5.

La ricerca e le conclusioni dell’articolo sono rilevanti sotto tre aspetti: 1) si porta all’attenzione una questione poco studiata in Lituania, quella delle guide linguistiche, poiché finora l’interesse si è concentrato soprattutto sulla loro compilazione

4 Cfr.: la macrostruttura di un dizionario è «la struttura generale del dizionario, la disposizione delle sue parti maggiori e delle voci» (Jakaitienė 2005: 33).

5 Cfr.: la microstruttura di un dizionario è «la struttura della voce, l’estensione e il contenuto stabiliti per ciascuna delle sue componenti (lemma, campi informativi), i sistemi scelti per contrassegnare i diversi tratti, i tipi di illustrazioni e le informazioni supplementari» (Jakaitienė 2005: 36). Nelle guide linguistiche, alla voce del dizionario corrisponde solitamente una raccomandazione sull’uso o il non uso di un fenomeno linguistico.

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la storia e il contenuto delle raccomandazioni linguistiche, ma non le caratteristiche di genere; 2) vengono forniti dati sui principali elementi strutturali delle guide linguistiche, importanti per aggiornare le raccomandazioni linguistiche odierne, così da mantenere la continuità della tradizione delle guide linguistiche lituane e far emergere le nuove esigenze degli attuali utenti della lingua; 3) senza uno studio approfondito delle guide linguistiche lituane in sé, non sarebbero possibili neppure studi comparativi nel contesto internazionale di ricerche di questo tipo.

Sono possibili due diversi approcci al tema in esame: quello cronologico (che assume come base l’ordine di pubblicazione delle guide linguistiche oggetto dello studio) e quello strutturale (che assume come base le caratteristiche di genere delle guide linguistiche). Nell’articolo è stato scelto il primo approccio, che consente di mantenere uno sguardo unitario sulle guide linguistiche stesse. Delle quattro parti dell’articolo, la prima è dedicata a delineare le caratteristiche generali della guida linguistica come genere, tenendo conto del contesto di studi analoghi condotti all’estero. La seconda, la terza e la quarta parte esaminano in ordine cronologico le sezioni introduttive delle guide linguistiche oggetto dello studio, individuandone i principali elementi strutturali. Le conclusioni riassumono le caratteristiche di genere delle guide linguistiche esaminate.

1. LA GUIDA LINGUISTICA COME GENERE EDITORIALE DELLA LINGUISTICA NORMATIVA

Le guide linguistiche sono considerate pubblicazioni di carattere pratico (del tipo manuale di consultazione o dizionario), destinate a consigliare quali mezzi espressivi scegliere a chi usa una varietà della lingua standard, affinché il testo scritto, tradotto da un’altra lingua o sottoposto a revisione, oppure la lingua standard parlata, sia conforme alle norme di tale varietà e adeguato ai destinatari (cfr. Straaijer 2018: 11). Nel descrivere le guide linguistiche, si cerca di mettere in luce le differenze di questo genere rispetto a dizionari, grammatiche e manuali di stile, in base alla finalità, all’oggetto, ai destinatari, alla struttura e ad altre caratteristiche di genere (cfr. Ebner 2016: 310–320).

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La struttura dei dizionari e quella delle guide linguistiche sono simili, poiché entrambe seguono l’ordine alfabetico; tuttavia, i dizionari sono perlopiù descrittivi, non normativi (anche se in alcuni paesi, come la Lituania, vengono pubblicati anche dizionari normativi) e mirano quindi a registrare e descrivere l’uso effettivo. L’oggetto delle guide linguistiche è l’uso che suscita difficoltà, dubbi e discussioni, mentre la gamma dei destinatari è ampia: utenti della lingua che non si sentono sicuri e non madrelingua che la stanno imparando. Queste pubblicazioni hanno carattere divulgativo e formativo: spiegano che cosa si dovrebbe o non si dovrebbe usare. I dizionari non trattano i problemi relativi all’uso della lingua e di norma evitano le norme oscillanti o variabili; le guide linguistiche spiegano invece che cosa è opportuno usare nella lingua standard e che cosa no.

Skirtis tarp kalbos ir stiliaus vadovų nėra labai aiški (žr. Ebner 2016: 310–311), nes ir pati stiliaus samprata skiriasi. Vienur labiau pabrėžiamas stil ingumas kaip išpuoselėtos, vartojimo tikslą ir adresatą atitinkančios kalbos ypatybė, kitur – vienodumas kaip tam tikrų formaliųjų teksto organizavimo kriterijų atitikimas. Anglakalbiuose kalbos vadovuose, be įvairių lygmenų kalbos klaidų taisymų, taip pat patariama, kaip kalbą padaryti glaustesnę, tikslesnę ir logiškesnę, vengti nuvalkiotų žodžių ir pan. stiliaus ydų. Grynuosiuose stiliaus vadovuose, kuriuos dažnai naudoja uždaros vartotojų grupės (taigi siauresnis adresatų laukas, pavyzdžiui, stambiosios žiniasklaidos priemonės), daugiausia dėmesio skiriama teksto struktūrai, rišlumui, formatavimui, dažniau vartojamų santrumpų vienodumui ir pan. (plg. Europos Sąjungos institucijų vertimo į lietuvių kalbą vadovas. Liuksemburgas, 2014). Kalbos stil ingumui ugdyti skirti stiliaus vadovai dažniau yra skaitomi, o kalbos vadovai naudojami kaip žinynai ar enciklopedijos, t. y. nėra skirti ištisam skaitymui.

I tre manuali di consultazione della lingua lituana scelti come oggetto di studio possono essere considerati pubblicazioni fondamentali di questo genere. A collocarli tra le principali guide linguistiche sono il carattere collettivo del lavoro, la finalità generale (poiché trattano numerosi problemi comuni dell’uso) e il livello di approvazione. Le guide linguistiche fondamentali hanno costituito

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la base per la pubblicazione di molte altre opere analoghe, spesso però più circoscritte o rivolte a destinatari più specifici, che riprendono le raccomandazioni principali delle prime. Le guide linguistiche esaminate sono il risultato di un lavoro normativo collettivo e organizzato, fondato su discussioni e deliberazioni; inoltre, Kalbos patarimai è stato anche sottoposto all’esame della Commissione statale per la lingua. Le altre guide linguistiche e le pubblicazioni consultive analoghe sono invece opere di singoli autori o di piccoli gruppi.

Poiché la lunghezza dell’articolo non consente di illustrare più approfonditamente la storia dello sviluppo delle guide linguistiche lituane e non ci si prefigge inoltre di passare in rassegna in modo più ampio le altre pubblicazioni consultive in lingua lituana, per ciascuna guida trattata vengono menzionate soltanto alcune opere più importanti, che delineano il contesto generale delle raccomandazioni linguistiche e mostrano l’importanza delle guide linguistiche fondamentali.

2. IL CONSIGLIERE LINGUISTICO

Alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX, con l’avvio del rapido processo di formazione della lingua lituana standard, cominciarono a comparire anche diverse pubblicazioni destinate alla pratica linguistica. Tra queste si ricordano il Dizionario di parole straniere e incomprensibili, compilato da Jurgis Šlapelis e pubblicato a Tilsit nel 1907, il Breve dizionario delle scorrettezze linguistiche e dei barbarismi di Viktoras Kamantauskas, pubblicato a Kaunas nel 1928, e il dizionario dello stesso autore Parliamo lituano, pubblicato anch’esso a Kaunas nel 1933. Si può dire che queste pubblicazioni prepararono il terreno per un nuovo genere e per la sua prima manifestazione: il Consigliere linguistico (di seguito KP), che rifletteva l’esperienza del lavoro normativo collettivo.

KP (1939) buvo nemokamas tuo metu ėjusio bendrinės kalbos laikraščio Gimtoji kalba (1933–1941) priedas, Lietuvių kalbos draugijos leidinys, kurį, kaip rašoma viršelyje, paruošė L. Dambrauskas, redagavo A. Salys ir Pr. Skardžius. Jis apibendrino XX a.

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il lavoro di normazione della lingua lituana standard, avviato all’inizio del secolo e proseguito dopo la morte di Jonas Jablonskis, nel 1930, dalla cosiddetta generazione di linguisti post-jablonskiani (per maggiori dettagli, cfr. Miliūnaitė 2000a: 24–35).

KP (1939) Pratarmė užima beveik keturis stalinio kalendoriaus dydžio puslapius (p. 5–86) ir yra pasirašyta visų trijų ją rengusių autorių inicialais. Daug dalykų apibūdinta glaustu, nugludintu tekstu, tik, skirtingai nei vėlesniuose kalbos vadovuose, nepateikiama konkrečių kalbos rekomendacijų ar vertinamųjų kalbos reiškinių pavyzdžių. Toliau apžvelgiami pagrindiniai šio kalbos vadovo turinio elementai.

2.1. Motivo della preparazione. Nella prefazione si afferma che ai lettori del periodico sulla lingua standard Gimtoji kalba, la cui pubblicazione era iniziata nel 1933, era stata promessa la preparazione di una pubblicazione separata con consigli linguistici, e che la promessa fu mantenuta. Per inciso, la tiratura di 12.000 copie indicata nella pubblicazione corrisponde all’incirca a quella dello stesso periodico Gimtoji kalba.

2.2. Obiettivo della pubblicazione. I curatori lo descrissero così: «l’obiettivo è molto circoscritto: offrire, in forma concisa e per quanto possibile, a chi si occupa della pratica linguistica ciò che finora era stato scritto qua e là e in modi diversi, da noi stessi o da altri, in vari luoghi, negli ultimi anni <...> e che ora è meno accessibile all’utente quotidiano». Si intendeva dunque raccogliere in un’unica pubblicazione i consigli linguistici sparsi nel periodico Gimtoji kalba e in altre fonti, e presentarli ai lettori in modo pratico. Questo obiettivo di raccogliere e sistematizzare i consigli linguistici resterà centrale anche nei successivi manuali linguistici fondamentali.

2.3. Funzione della pubblicazione. Nella prefazione si sottolinea che non si tratta di una descrizione sistematica della lingua standard, bensì di un aiuto agli utenti della lingua per le questioni che presentano difficoltà pratiche: «<...> nel mettere a disposizione del pubblico un Consigliere linguistico di questo tipo, non pensiamo che esso possa, o anche solo pretenda di, sostituire un manuale organico e sistematico della lingua standard, <...>».

6 Questo e gli altri due manuali linguistici qui esaminati sono citati di seguito dalle pagine delle Prefazioni e di altre sezioni introduttive indicate, salvo diversa indicazione.

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No, con questa pubblicazione vogliamo soltanto fornire l’aiuto più necessario al pubblico interessato alle questioni della lingua standard <...>». La funzione così formulata è proprio tipica del genere del manuale linguistico e consente di distinguerlo dalle opere descrittive sulla lingua.

2.4. Destinatari della pubblicazione. In tutta la Prefazione si fa riferimento sia al pubblico in generale sia ai singoli utenti della lingua, per esempio: «pubblico più ampio», «pubblico interessato alle questioni della lingua standard», «esperto di pratica linguistica», «utente quotidiano», «operatore linguistico quotidiano». La funzione pratica del manuale linguistico corrisponde dunque a una platea di destinatari intesa in senso ampio.

2.5. Oggetto della pubblicazione. Il KP (1939) raccoglieva dati «sulle questioni più attuali della lingua standard, soprattutto del lessico»; i fenomeni linguistici sottoposti a valutazione erano «tratti per lo più dall’uso fino ad allora». L’oggetto è definito chiaramente: la lingua lituana standard e il suo uso; tuttavia, in questo manuale linguistico la lingua standard in sé non veniva definita separatamente.

2.6. Fondamento metodologico della pubblicazione. I curatori del KP (1939) dichiarano di basarsi su due fonti delle norme della lingua standard: i dati della lingua viva e i nuovi fatti linguistici conformi alle tendenze della lingua viva. In questo modo prosegue la tradizione di normazione della lingua standard di Jonas Jablonskis: «nel formulare le nostre affermazioni, abbiamo innanzitutto cercato di avvalerci di dati autentici della lingua viva o di neologismi che potessero facilmente essere giustificati da esempi tratti dalla lingua viva stessa». D’altra parte, è evidente che i curatori, considerando la lingua standard un oggetto mutevole, non hanno precluso la strada alle nuove tendenze d’uso in via di formazione: «Tuttavia, tenendo conto delle esigenze dell’uso odierno, abbiamo dovuto formulare in modo un po’ più nuovo qualche punto; oppure, non trovando per il momento una soluzione del tutto chiara, ci siamo limitati a segnalare una nuova tendenza che si stava delineando nell’uso di questa o quella parola o espressione».

Sebbene già nel 1936, sulla stessa Gimtoji kalba, fossero state pubblicate risoluzioni sull’organizzazione del lavoro relativo alla lingua standard, che sintetizzavano l’esperienza precedente di normazione della lingua standard, i criteri stessi di normazione furono precisati e pubblicati solo nel novembre 1938

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numeryje (žr. Miliūnaitė 1991: 17–21), tad greičiausiai Pratarmėje nebespėta jų bent glaustai paminėti.

2.7. Rapporto con altre pubblicazioni linguistiche.

KP (1939) rengėjai nurodo, kad ankstesnės, kaip jie vadina, brošiūrėlės – Viktoro Kamantausko Trumpas kalbos netaisyklingumų ir barbarizmų žodynėlis ir Kalbėkime lietuviškai, Rygiškių Jono Mūsų kalbos žodynėlio dalykai – „savo požiūriu bei aiškinimais yra didžiai trūktinos, o rašomosios kalbos žodynas Lituanistikos Instituto kalbos skyriaus tik dabar pradėtas ruošti“. Be to, minimasis žodynas esantis kitokios paskirties ir negalintis apimti tų dalykų, kurie pateikiami Kalbos patarėjuje: „čia pirmoje vietoje imami taisytinieji arba aiškintinieji, o ten, rašomajame žodyne, tegalės būti duodami tik vartotinieji dalykai, t. y. taisyklingieji mūsų gyvosios kalbos duomenys arba visai vykę naujadarai“. Taigi tie abu leidiniai „tiek savo pobūdžiu, tiek turiniu yra visai skirtingi ir todėl vienas kito negalės atstoti“. Tokiu būdu išryškinamas svarbiausias kalbos vadovo žanro požymis – jame pateikiami nenorminiai, taisytini kalbos reiškiniai arba įvairūs svyruojančių, nenusistovėjusių, kalbos vartotojams abejonių keliančių bendrinės kalbos normų atvejai.

2.8. Dati e principi di selezione e presentazione.

I curatori raccolsero quanto discusso nell’arco di 7 anni sul periodico Gimtoji kalba, vi aggiunsero «parecchio altro reperito altrove» e lo presentarono «riordinato in forma di dizionario». Pertanto, il KP (1939) può essere considerato un piccolo dizionario di consigli linguistici. Tuttavia, per quanto riguarda le categorie dei fenomeni linguistici, differiva notevolmente dai suoi predecessori, poiché non si concentrava soltanto sul lessico, ma anche sugli «errori linguistici del tutto evidenti riscontrabili nell’uso quotidiano o nei dizionari». I più rilevanti erano, naturalmente, i forestierismi: «presentiamo parecchi forestierismi che nella nostra lingua standard sono decisamente inammissibili e che si possono sostituire con parole autoctone appropriate della lingua viva o con neologismi»7. L’attenzione si rivolse anche a

7 Benché nella Prefazione non se ne faccia menzione, il piccolo dizionario contiene anche numerose raccomandazioni riguardanti l’adattamento grammaticale e ortografico di prestiti considerati normativi.

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l’uso improprio dei significati delle parole: «per alcune parole vengono definite più rigorosamente (precisate) accezioni specialistiche finora non distinte». Con l’espansione della lingua standard, occorreva separarne anche «qualche uso da evitare». Poiché su Gimtoji kalba erano state pubblicate numerose raccomandazioni grammaticali, alcune di esse confluirono anche in questa guida linguistica: nella Prefazione si accenna all’inclusione di «alcuni costrutti sintattici infelici, altrimenti piuttosto frequenti». È interessante che non sia stata dimenticata nemmeno la lingua standard parlata. Si afferma che nel KP (1939) sono stati inseriti «alcuni vocaboli accentati in modo del tutto inappropriato»; nel piccolo dizionario stesso si trovano anche alcuni casi di pronuncia corretti (palatalizzazione della consonante l non normativa, per esempio nelle parole Aldona, alfabetas, o di indurimento). Pertanto, per la natura dei fenomeni linguistici trattati, anche il KP (1939) corrisponde al genere della guida linguistica, poiché offre assistenza agli utenti della lingua cercando di coprire la gamma più ampia possibile di fenomeni linguistici variabili.

3. CONSIGLI DI PRATICA LINGUISTICA

Secondo Aldonas Pupkis, curatore di questa pubblicazione, l’idea di pubblicare Kalbos praktikos patarimus (di seguito KPP) nacque dall’esigenza di sistematizzare e riassumere quanto era stato ampiamente scritto sulla stampa, dal 1967 in poi, in materia di pratica linguistica, poiché in epoca sovietica «ovunque abbiamo sperimentato un’ondata di russismi, un forte impatto sul sistema grammaticale e un vero declino della lingua» (cfr. Musteikis 2016). In quella moltitudine di raccomandazioni si trovavano anche elementi soggettivi; dopo aver raccolto un enorme schedario di correzioni, era quindi necessario selezionare e valutare «quali fossero errori gravi, quali piccole incongruenze o violazioni stilistiche» (Musteikis 2016).

Secondo il curatore del KPP, in epoca sovietica non era possibile adottare misure di politica linguistica per fermare la russificazione; si cercò pertanto di influenzare l’uso almeno attraverso attività pratica di normazione e divulgazione, ampiamente sostenuta dalla società: le persone volevano difendersi dalla penetrazione forzata della lingua russa e dai suoi effetti negativi, e vedere la propria lingua

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Švaresnę ir taisyklingesnę“ (Mustეikis 2016: plačiau apie KPP sumanymą ir rengimą žr. Pupkis 2016: 147–186). Ši veikla neapsiribojo tik kalbos taisymais ir XX a. 7–9 dešimtmečiais išaugo į ištisą kalbos sąjūdį; stengtasi nuolat skatinti kuriamąsias kalbos galias, plačiau naudotis lietuvių kalbos stilistikos teikiamomis raiškos priemonėmis (žr. Pupkis 2016). Todėl naujasis kalbos vadovas įsiliejo į bendrą pasipriešinimo rusų kalbos poveikiui judėjimą.

KPP, kaip ir KP (1939), buvo kolektyvinis darbas; autorių branduolį, taip pat redaktorių kolegiją8 sudarė daugiausia Vilniaus universiteto ir Lietuvių kalbos ir literatūros instituto kalbininkai. Šio kalbos vadovo9 buvo išleisti du leidimai – 1976 ir 1985 m. Spaudoje sulaukta entuziastingų atsiliepimų, o pirmojo leidimo tiražas – 25 tūkst. egzempliorių – buvęs išpirktas per kelias savaites, antrojo leidimo tiražas buvo jau 35 tūkstančiai (Mustეikis 2016).

Le sezioni introduttive delle due edizioni differiscono poco, quindi vengono esaminate insieme qui di seguito, mettendo in evidenza le differenze, se presenti. Rispetto a KP (1939), le sezioni introduttive di KPP sono molto più lunghe e dettagliate. KPP (1976) è composto da: Prefazione (p. 3–5), Ambito dei consigli (p. 6–9), Struttura dei consigli (p. 10–13), Fonti (p. 13–14). KPP (1985) è composto da: Prefazione (p. 3–5), Contenuto dei consigli (p. 6–9), Struttura dei consigli (p. 9–14), Fonti (p. 14–15). Dunque, nella seconda edizione la sezione Ambito dei consigli è stata rinominata Contenuto dei consigli, ma in entrambe si trattano sostanzialmente gli stessi argomenti; nella seconda edizione, tuttavia, si indica anche che cosa è cambiato rispetto alla prima.

3.1. Motivo della redazione. Nella Prefazione di KPP (1976), la situazione attuale della lingua pubblica viene valutata sinteticamente come tutt’altro che negativa in alcuni ambiti, ma al contempo si afferma che «non si può

8 Per l’elenco completo del gruppo di redattori di KPP, si veda la bibliografia dell’articolo.

9 Per inciso, i primi titoli provvisori di KPP erano Manuale di pratica linguistica e Manuale linguistico (Pupkis 2016: 148).

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non individuare anche alcuni difetti della lingua scritta e parlata». Si sottolinea inoltre la necessità di una pubblicazione che raccolga sistematicamente le correzioni linguistiche.

KPP (1985) pirmosios kelios Pratarmės pastraipos kartojamos, toliau rašoma apie pirmojo leidimo patirtį: Patarimai „visuomenės buvo palankiai sutikti“, „tapo parankine redaktorių, žurnalistų, mokytojų ir kitų sričių specialistų knyga“, tiražas buvo išpirktas, tad kilęs reikalas parengti naują leidimą.

3.2. Scopo e obiettivi della pubblicazione. Con uno stile tipico del periodo sovietico («combattere i problemi che ancora si presentano»), si afferma che lo scopo di KPP è «continuare a perfezionare la lingua scritta lituana e combattere le scorie linguistiche che ancora si riscontrano nella lingua parlata e talvolta anche in quella scritta». Si intende contribuire al perfezionamento della lingua lituana e coltivarne tutti gli stili e le varietà. L’importanza di questo obiettivo è motivata da due argomenti correlati. In primo luogo, si pone in risalto la funzione informativa della lingua; in secondo luogo, la lingua è considerata un valore culturale: «Solo una lingua logica, precisa, chiara e corretta può trasmettere adeguatamente le informazioni e contribuire opportunamente alla crescita della cultura»; «soddisfare sempre meglio le accresciute esigenze culturali della nostra società»; «una lingua perfetta è di per sé un valore culturale. Ogni società colta comprende bene la necessità di prendersi cura della propria lingua scritta e parlata, della sua efficacia informativa e della sua perfezione».

KPP, plačiau nei KP (1939), nurodomi ir uždaviniai iškeltam tikslui pasiekti. Susidarius panašiai padėčiai, kaip ir pojablonskiniu bendrinės kalbos norminimo laikotarpiu, prieš išleidžiant KP (1939), pažymima būtinybė „sisteminti kalbos taisymus“, nes praktinių kalbos patarimų esą prisikaupę nemažai, bet jie išsklaidyti po įvairius leidinius ir ne visada pasiekia adresatą. Todėl vienas iš uždavinių – „surinkti į vieną vietą tas rekomendacijas, jas apibendrinti ir padėti įtvirtinti tuos kalbos reiškinius, kurių normiškumas kalbos mokslo jau yra aptartas ir nustatytas“. Be to, pažymima, kad „kartais vartotojui sunkoka atskirti stambias kalbos klaidas (ypač leksikos ir gramatikos) nuo

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di piccoli difetti stilistici contestuali». Era dunque chiara ai redattori di KPP la necessità di distinguere le violazioni delle norme linguistiche e separarle dalle carenze stilistiche.

KPP (1985) Pratarmėje pridėta, kad siekiama „diegti ir propaguoti aiškias kalbos normas“, papildyti Patarimus naujais taisymais, taip pat pakoreguoti kai kurias pirmojo leidimo rekomendacijas, nes „kiek pasikeitė ir pažiūra į vieną kitą pačių patarimų ir kitų norminamųjų darbų rekomendaciją“. Kartu pabrėžta, kad svarbiausias antrojo leidimo uždavinys buvo „palaikyti kalbos normų stabilumą ir norminamųjų rekomendacijų perimamumą“.

3.3. Destinazione della pubblicazione. I redattori di KPP erano ben consapevoli dei due principali pilastri per il funzionamento delle norme della lingua standard e per il suo sviluppo. Da un lato, occorre basarsi sulle descrizioni della lingua standard e del suo sistema normativo; dall’altro, sulle correzioni delle violazioni delle norme. Nella Prefazione si afferma che a promuovere la cultura della lingua lituana contribuiscono le «opere fondamentali dei nostri linguisti»: la Grammatica della lingua lituana accademica, il Dizionario della lingua lituana, il Dizionario del lituano contemporaneo, i dizionari terminologici e bilingui ecc.; inoltre, per la promozione della cultura linguistica si pubblicano le riviste La nostra lingua e Cultura linguistica, sui giornali e sulle riviste compaiono rubriche dedicate alla lingua e la radio di Vilnius trasmette brevi programmi di educazione linguistica. KPP rientra tra le pubblicazioni volte a promuovere la cultura linguistica; la sua destinazione è dunque tipica del genere dei manuali linguistici.

3.4. Destinatari della pubblicazione. KPP è «destinato innanzitutto a coloro che, nel lavoro e nella vita, si confrontano con la valutazione di vari fenomeni linguistici e il cui lavoro è legato alla scuola, alla redazione e revisione di testi o ad altre forme d’uso della lingua». Si rivolge dunque agli utenti della lingua standard che si pongono questioni pratiche. Questo è un tratto importante del genere dei manuali linguistici.

3.5. Oggetto della pubblicazione. KPP si concentra soprattutto sugli ambiti della lingua pubblica parlata e scritta: la lingua dei libri, della stampa periodica, della radio e della televisione. La stessa lingua standard

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la lingua come varietà autonoma non viene nemmeno distinta, poiché, secondo la concezione dell’epoca, tutto ciò che era pubblico doveva essere espresso nella lingua standard, mentre le altre varietà linguistiche, compresi i dialetti, restavano ai margini della lingua pubblica.

3.6. Fondamento metodologico della pubblicazione. Il KPP (1976) nella Prefazione sottolinea in particolare il carattere collettivo del lavoro: si svolgevano discussioni e dibattiti sui temi della pubblicazione in preparazione. I principi di redazione furono esaminati in seminari e pubblicati sulla rivista Mūsų kalba. Nel formulare le raccomandazioni linguistiche ci si basò sui lavori di normazione linguistica e si cercò di ridurre al minimo le contraddizioni di codificazione.

Kaip matyti iš KPP (1985) Pratarmės, kolektyvinis darbo pobūdis bei atvirumas įvairioms nuomonėms buvo išlaikytas ir toliau: pažymėta, kad buvo dirbamas kalbos mokslo tiriamasis ir norminamasis darbas, o Patarimų leidimo kryptis apsvarstyta Respublikinės kalbos komisijos 1980 m. gruodžio 15 d. teoriniame seminare. Ši data rodo, kad, išleidus pirmąjį leidimą, darbas nesustojo, išlaikytas jo tęstinumas iki pat antrojo leidimo. Parengtas tekstas apsvarstytas bendruose autorių ir redaktorių posėdžiuose, taip pat stengtasi atsižvelgti ir į kitų kalbos specialistų bei KPP skaitytojų siūlymus ir pastabas.

Nella letteratura linguistica dell’epoca si discuteva ampiamente dei principi e dei criteri di normazione della lingua standard, ma non se ne fa menzione né nella prima né nella seconda edizione, benché nel 1980 fosse già uscito il libro di Aldonas Pupa Kalbos kultūros pagrindai, nel quale veniva esposto l’intero sistema di tali principi e criteri. Si può supporre che, come per il KP (1939), si sia probabilmente evitato di gravare i lettori dei manuali linguistici con considerazioni teoriche.

3.7. Rapporto con altre pubblicazioni linguistiche. Nella Prefazione si elencano i precedenti «tentativi di sistematizzare le correzioni linguistiche», osservando tuttavia che «non esercitano un’influenza significativa su tutti gli utenti della lingua»:

1939: Kalbos patarėjas;

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1970: V. Nečiūnas, Medikų kalbos klaidos;

1970: Trumpas dokumentų įforminimo ir rašybos žinynas (a cura di J. Žemaitis);

1972: il Trumpas kalbos vadovas (svarbesnių klaidų taisymai) di Vytenis Grabauskas, destinato alle scuole (a cura di A. Šoblinskas);

elenchi di consigli linguistici destinati a specialisti di singoli settori.

Forse i redattori non menzionarono proprio tutto, ma da questo elenco si vede che per tre decenni dopo Kalbos patarėjas non era uscito alcun manuale linguistico di ampio respiro10; era dunque evidente la necessità di preparare il KPP. Nella Prefazione, i redattori stessi del KPP (1976) affermarono che si trattava del «primo lavoro di sintesi più ampio di questo genere negli anni sovietici».

Come ultimo capitolo della parte introduttiva del KPP è incluso l’elenco della bibliografia utilizzata (Šaltiniai), che comprende anche alcune opere fondamentali di autori autorevoli: Juozas Balčikonis, Kazimieras Būga, Jonas Jablonskis e Juozas Pikčilingis. Nella seconda edizione l’elenco è stato modificato solo in misura limitata; sono stati aggiunti altri articoli sulla lingua pubblicati nella stampa periodica (1945–1982), nonché Kalbos kultūros pagrindai (1980) di Aldonas Pupkis Kalbos kultūros pagrindai e due libri di Jonas Šukys sull’uso dei casi e delle preposizioni, pubblicati nel 1976 e nel 1978.

KPP (1985) Pratarmėje atskirai pažymėta, kad į leidinį vengiama dėti tokius kalbos reiškinius, kurių taisymai prieštarautų kitiems norminamiesiems darbams, t. y. Lietuvių kalbos gramatikai ir tuometiniam antrajam Dabartinės lietuvių kalbos žodyno (1972) leidimui. Taigi KPP rengėjai turėjo platų tuometinių kalbotyros darbų kontekstą, ir matyti pastangos derinti skirtingas nuomones, kad bendrinės kalbos normų kodifikacija būtų kuo nuoseklesnė ir pagrįstesnė.

10 Per ragioni politiche, nella parte introduttiva del KPP non furono menzionate almeno alcune opere applicative di rilievo pubblicate dagli emigrati lituani, per esempio il Lietuvių kalbos vadovas, pubblicato in Germania nel 1950 in 5 000 copie (a cura di Pranas Skardžius, Stasys Barzdūkas e Jonas Martynas Laurinaitis), e il libro di Pranas Skardžius Lietuviški tarptautinių žodžių atitikmenys (Chicago, 1973). All’epoca non potevano esercitare un’influenza significativa sull’evoluzione delle norme della lingua standard in Lituania, ma in seguito furono conosciuti e utilizzati dai normatori linguistici.

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3.8. Dati e principi di selezione e presentazione. Come per KP (1939), il principio di presentazione dei fenomeni linguistici è rimasto alfabetico11 e la pubblicazione stessa, nella sezione Estensione dei consigli, viene definita un dizionario delle correzioni. La copertura dei fenomeni sia lessicali sia grammaticali si è ampliata, e le tipologie dei fenomeni linguistici sono state maggiormente differenziate. Per quanto riguarda il lessico, «si discutono parole che, per qualche ragione, non sono affatto adatte alla lingua standard (gergalismi, prestiti non ammessi, ibridi, calchi non ammessi o neologismi inaccettabili, dialettismi)», nonché «buone parole autoctone polisemiche, qualora uno o più dei loro significati (di solito calchi) siano in un modo o nell’altro da correggere». Il KPP comprende inoltre una quantità incomparabilmente maggiore di questioni grammaticali, relative alla formazione delle parole, alla morfologia e alla sintassi: «nel dizionario delle correzioni sono elencate alfabeticamente parole non ammesse, non delle migliori o soggette a una norma oscillante, le loro forme, combinazioni, costruzioni e affissi».

Kitaip nei KP (1939), visai nedėta tarties bei kirčiavimo ir rašybos rekomendacijų: „nėra įtraukti rašybos ir skyrybos dalykai, neaptariami tarties ir kirčiavimo klausimai“; atskirta tikrinių žodžių dalis – dažnesnių norminių (kartais su normos variantais) Lietuvos vietovardžių sąrašas.

I curatori del KPP osservano che «non pretendono nemmeno di rispondere a t u t t e le questioni di pratica linguistica»; «non si sono neppure posti il compito di stabilire le norme di tutti i fenomeni variabili nella lingua, ma hanno cercato di trattare soltanto le questioni linguistiche più attuali, che hanno una tradizione di correzione e d’uso e le cui norme oggi non suscitano grandi dubbi tra i linguisti». Analogamente a KP (1939), considerando la lingua standard come una varietà linguistica in costante evoluzione e consapevoli che la cristallizzazione delle norme è un processo che si protrae nel tempo, riconoscevano che, al momento, è semplicemente impossibile valutare con chiarezza la normatività di alcuni fenomeni linguistici in formazione: «laddove l’uso concreto non è consolidato o non è stato affatto studiato, ci si limita a indicare la tendenza alla standardizzazione linguistica e a formulare indicazioni non prescrittive sull’uso dei fenomeni linguistici

11 Per inciso, anche il testo del KPP fu redatto in ordine alfabetico, con gli autori che si divisero le singole lettere.

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rekomendacijomis“. KPP (1976) sudėta ir tokių taisymų, kurie, kaip pažymima skyriuje Patarimų apimtis, „nebeaktualūs išprusiam bendrinės kalbos vartotojui, tačiau gali praversti kalbos kultūros propagavimui visuomenėje“.

KPP (1985) Pratarmėje duomenų atrankai skirta daugiau dėmesio. Pabrėžta, kad Patarimai „nėra visų neaiškių kalbos praktikos dalykų žinynas“, todėl nesiekta duoti atsakymų dėl visų įvairiojančių reiškinių normos, o parodyta tai, dėl ko kalbos kultūros specialistams nekyla didesnių abejonių. KPP turinio pokyčių būta dvejopų. Pirma, atsisakyta kai kurių kalbos reiškinių iš pirmojo leidimo:

1) barbarismi ormai non più attuali o quelli «che molti riconoscono chiaramente come forestierismi da evitare e sanno con che cosa sostituirli»;

2) correzioni ed esempi occasionali e atipici, la cui natura temporanea era stata constatata durante la preparazione della seconda edizione;

3) termini specifici di uso ristretto ed esempi di linguaggio professionale;

4) fenomeni linguistici appartenenti all’ambito della stilistica;

5) correzioni «la cui motivazione si è rivelata non del tutto sufficiente».

In secondo luogo, sono stati aggiunti nuovi fenomeni linguistici che «sono ben fondati sul piano teorico e non sono stati confutati pubblicamente da nessuno» e sui quali il gruppo dei curatori ha raggiunto un accordo.

Benché i curatori del KPP sostenessero che nella pubblicazione dovessero essere valutati soltanto fenomeni linguistici stilisticamente neutri, dalla parte introduttiva si può comunque dedurre che non si è potuto evitare il contatto con la stilistica. In primo luogo, «alcune parole o costruzioni sintattiche corrette nei Consigli possono essere usate con una specifica funzione stilistica», e quindi a tali fenomeni viene associata qualche indicazione stilistica. In secondo luogo, vi sono anche raccomandazioni stilistiche, necessarie quando un fenomeno linguistico, pur essendo caratteristico di un determinato stile, «si insinua aggressivamente negli altri stili e ne altera il sistema». Questi legami con la stilistica mostrano che il KPP mirava a rispecchiare una fase dello sviluppo delle norme della lingua standard in cui questa varietà è ormai sufficientemente matura da consentire che la sua

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normoms natūraliai būdinga stilistinė skaida, kurios dar nebuvo matyti KPP (1939). Tačiau šios sąsajos su stilistika nėra gausios ir jokiu būdu nebūtų galima teigti, kad KPP peržengia kalbos vadovo kaip žanro ribas ir iš dalies pereina į stiliaus vadovo žanrą.

4. CONSIGLI LINGUISTICI

Dopo la pubblicazione di Consigli di pratica linguistica, cominciarono a comparire pubblicazioni consultive linguistiche sia di portata più limitata sia specializzate, che si basavano essenzialmente sulle raccomandazioni del KPP12 ed erano maggiormente adattate a gruppi mirati di utenti della lingua. Non tutte potrebbero essere definite guide linguistiche tipiche; di seguito se ne menzionano quindi solo alcune.

Una delle opere più consistenti è il volume Uso pratico della lingua lituana, preparato da Juozas Vaišnys e pubblicato a Chicago nel 1985, la cui parte preponderante è costituita da un dizionario di parole ed espressioni da evitare. Nella prefazione l’autore indica di essersi basato soprattutto sul KPP (1939) e sul KPP (1976). È comprensibile che quest’opera fosse destinata alle esigenze della diaspora e che all’epoca non potesse circolare in Lituania.

In Lituania fu pubblicata la raccolta intitolata dizionario degli errori Come non si deve parlare (1991), curata da Danguolė Mikulėnienė; per la lingua amministrativa uscirono i Consigli per la lingua della cancelleria, preparati da Pranas Kniūkšta (1ª ed. 1993, cinque edizioni in volume in totale)13; i Consigli linguistici per i giornalisti di Nijolė Linkevičienė e Laimutis Laužikas (1997); i Consigli linguistici per gli insegnanti di storia di Jonas Šukys (1998); i Consigli linguistici per gli specialisti di educazione fisica e sport di Genovaitė Irtmonienė e Jonas Šukys (2000); la versione online di Lina Murinienė e

12 Di seguito si menziona soltanto una parte delle pubblicazioni (derivate) che più corrispondono al genere della guida linguistica e si basano sul KPP, sebbene siano state pubblicate anche altre importanti opere normative di Arnoldas Piročkinas, Aldona Paulauskienė, Danutė Tarvydaitė, Pranas Kniūkšta e altri.

13 La versione online di questa pubblicazione è curata e aggiornata da Rasuolė Vladarskienė. Disponibile online http://kanceliariniaipatarimai.lki.lt.

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La pubblicazione Questioni attuali della lingua amministrativa (2014)14, curata da Rasuolė Vladarskienė, e altre.

Molte raccomandazioni linguistiche furono pubblicate sulle riviste Cultura della lingua, Lingua materna, nonché nella stampa periodica.

In questo contesto ricco di informazioni normative, poco più di un decennio dopo l’edizione del KPP (1985), si cominciò a pensare a una terza edizione (per maggiori dettagli, cfr. Miliūnaitė 2000b: 180–189). Il gruppo degli autori15 e le modalità di preparazione cambiarono considerevolmente. Si decise di organizzare il testo non più per singole lettere, bensì suddividendolo per livelli linguistici e tipi di fenomeni linguistici, in modo che la pubblicazione stessa risultasse più sistematica e coerente.

Matant, kad po KPP (1985) leidimo periodinėje ir kalbinėje spaudoje vėl pradėjo kauptis paskiros kalbos rekomendacijos, Lietuvių kalbos institute sukurta skaitmeninė Kalbos rekomendacijų duomenų bazė, apimanti nemažą dalį kodifikacijos šaltinių, kurie pasirodė nuo to laiko, kai nustota rinkti duomenis antrajam KPP (1985) leidimui. Šie duomenys vėliau pateikti naujojo kalbos vadovo – Kalbos patarimų (KP (2002–2013)) autoriams. Be to, per 1997–2005 metus išleista 20 Kalbos patarimų informacinių biuletenių sąsiuvinių, kuriuose pateiktos svarbiausių kalbos praktikai skirtų periodinėje ir mokslinėje spaudoje skelbtų straipsnių santraukos ir rodyklės. Tai taip pat buvo pagalba tiek rengėjams, tiek kalbos vartotojams, laukiantiems naujo KPP leidimo.

Dopo i lavori preparatori furono pianificati otto fascicoli pilota e un Dizionario dei toponimi separato, corrispondente all’elenco dei toponimi del KPP, notevolmente ampliato e aggiornato16. Come si legge nella Prefazione del KP (2002–2013), durante il lavoro ci si rese conto che «mentre si aggiungevano contenuti,»

14 Disponibile online: http://administracinek...

15 Per l’elenco completo del gruppo di redazione del KPP, si veda la bibliografia dell’articolo.

16Dizionario dei toponimi è stato preparato, esaminato dalla Commissione statale per la lingua lituana e pubblicato nel 2002 (Dizionario dei toponimi, a cura di: Aldonas Pupkis (curatore e redattore capo), Marytė Razmukaitė (curatrice), Rita Miliūnaitė, Vilnius: Istituto di editoria scientifica ed enciclopedica) – nello stesso periodo in cui uscì anche il primo opuscolo di raccomandazioni grammaticali. Nel 2007 il dizionario è stato digitalizzato presso l’Istituto della lingua lituana ed è disponibile pubblicamente all’indirizzo http://vietovardziai.lki.lt/. Ciò testimonia l’intenso lavoro svolto all’epoca dal gruppo Raccomandazioni linguistiche.

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viene riscritto e precisato a tal punto da diventare, in sostanza, un’opera diversa, che si discosta più o meno dalle precedenti Kalbos praktikos patarimų sia per l’ampiezza degli argomenti trattati, sia per il modo in cui sono presentati e, talvolta, anche per la valutazione».

Poiché il testo doveva essere esaminato dalla Commissione statale della lingua lituana, si decise di non aspettare che tutti gli autori scrivessero le rispettive parti e di pubblicare un volumetto alla volta, dopo averlo esaminato, per poi, una volta ricevute le osservazioni dei lettori, riunire il tutto in un’unica pubblicazione ordinata alfabeticamente. Tuttavia, questo lavoro, benché fosse iniziato in modo scorrevole e pianificato, in seguito procedette con grandi interruzioni.

Nel 2002 fu pubblicato il primo volumetto, Gramatinės formos ir jų vartosena, e nel 2003 tre volumetti dedicati a questioni di sintassi. Nel 2005 uscì la prima edizione del volumetto sui prestiti lessicali (la seconda nel 2013). Nel 2002, dopo il cambio dei vertici della Commissione linguistica, la sottocommissione temporanea che aveva esaminato Kalbos patarimus fu sciolta e furono nuovi autori ad assumersi il compito di proseguire il lavoro; tuttavia, i tre volumetti rimanenti non furono né preparati né pubblicati. Dopo un ulteriore cambio dei vertici della Commissione linguistica nel 2012, nel 2015 la curatrice riprese in mano la pubblicazione e si mise a preparare le parti mancanti, mentre il gruppo di autori, data l’età avanzata, non proseguì più il lavoro. Insieme agli altri due manuali linguistici, tutti i volumetti di Kalbos patarimų pubblicati fino ad allora hanno iniziato a essere digitalizzati dal 2018 e ne è stata creata una banca dati comune delle raccomandazioni linguistiche contenute. Essa è integrata nel sistema delle risorse digitali della lingua lituana E. kalba (https://ekalba.lt).

KP (2002–2013) gramatikos knygelių įvadinių dalių Pratarmės (p. 4–6) skiriasi nežymiai, o tolesniuose jų skyriuose „Kalbos patarimų“ sandara, Linksnių vartojimas (Prielinksnių ir polinksnių vartojimas ir kt.), Straipsnių pobūdis ir sandara, Funkcinis apibūdinimas, Vertinimo laipsniai, Nuorodos į kitus straipsnius (p. 6–16) aprašomi kiekvienai knygelei būdingi duomenų atrankos, skirtumo nuo KPP (1985), rekomendacijų pateikimo, vertinimo ir kt. dalykai. Kadangi knygelės buvo tik bandomosios ir skirtos ne tiek visai

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sia al pubblico sia ai destinatari specifici, non sono state redatte introduzioni dettagliate, tanto più che questi destinatari conoscevano bene il precedente manuale linguistico.

4.1. Motivi della preparazione. KP (2002–2013) Nelle prefazioni, come nei precedenti manuali linguistici, si osserva che dall’edizione del KPP (1985) «si è accumulato un numero considerevole di questioni da esaminare e sono emerse nuove questioni che interessano gli utenti della lingua standard». Già nel 1998 la Commissione statale della lingua lituana aveva approvato i fondamenti e i principi per la preparazione della terza edizione di „Kalbos praktikos patarimų“ (cfr. Gimtoji kalba, 1998, n. 12, pp. 4–6); sulla base di essi, dal 1999 il gruppo incaricato della preparazione di questa pubblicazione si mise a esaminare i dati d’uso, a differenziare con maggiore precisione e in modo più mirato le varianti d’uso, a riconsiderare la valutazione dei fenomeni linguistici, a precisare, se necessario, i confini tra norme ed errori e, in seguito, a redigere i testi dei singoli volumetti.

4.2. Scopo e obiettivi della pubblicazione. Nelle prefazioni si indica che lo scopo di KP (2002–2013) è «valutare i fenomeni linguistici rilevanti per l’uso della lingua standard, indicare le norme principali (di norma neutre) delle varianti oscillanti e distinguere i fenomeni che si collocano ai margini della lingua standard o al di fuori di essa». Gli obiettivi di questo manuale linguistico, si può dire, emergono dalle affermazioni delle Prefazioni su ciò che è stato realizzato: «si presentano concisamente le questioni variabili rilevanti per l’uso attuale della lingua standard, si mostra, attraverso diversi gradi di valutazione, il rapporto dei fenomeni linguistici con le norme della lingua standard e si cerca di mettere in luce le tendenze dell’uso normativo».

Lo stile delle parti introduttive di KP (2002–2013) differisce notevolmente da quello del KPP, poiché è più accademico ed è destinato a un gruppo specifico di lettori, ai quali non occorre spiegare diffusamente a che cosa serva una pubblicazione del genere e quali siano i suoi obiettivi.

4.3. Destinazione della pubblicazione. Proseguendo la tradizione del KPP, i nuovi curatori intesero KP (2002–2013) come una pubblicazione di pratica linguistica, senza quindi allontanarsi dal genere del manuale linguistico. Nella sezione introduttiva intitolata „La struttura di Kalbos patarimų“, giustificando la presentazione dei fenomeni linguistici in modo sistematico (e solo in seguito alfabetico), anziché anzitutto alfabetico, si afferma che «nella pratica linguistica

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è utile disporre non soltanto di un elenco alfabetico di tutti gli aspetti linguistici corretti e oggetto di raccomandazioni, come era stato il caso dei «Kalbos praktikos patarimai». L’esposizione sistematica dei fenomeni linguistici valutati, suddivisi per livelli della lingua, non solo permette di comprendere meglio la natura degli aspetti da correggere e di quelli di cui si raccomanda l’uso, ma aiuta anche a memorizzare più facilmente le raccomandazioni stesse».

4.4. Destinatari della pubblicazione. KP (2002–2013) Nelle prefazioni si menzionano gli utenti della lingua standard, mentre nelle schede delle pubblicazioni si indica che si tratta di «una raccolta di consigli per redattori, addetti alla cura della lingua, insegnanti, studenti, per tutti coloro che hanno a cuore la cultura linguistica».

4.5. Oggetto della pubblicazione. KP (2002–2013) Nelle prefazioni si menzionano spesso l’uso attuale del lituano (nel quale funzionano fenomeni linguistici normativi e non normativi di vario tipo) e la lingua lituana standard, con i suoi diversi stili e sottostili funzionali. È interessante notare che la formulazione degli obiettivi e dei compiti della pubblicazione rivela un intento preciso e sottolineato di distinguere la lingua standard dalle altre varietà linguistiche e le sue norme dai fenomeni linguistici non normativi. Questa tendenza non era stata dichiarata esplicitamente nelle precedenti guide linguistiche.

4.6. Fondamenti metodologici della pubblicazione. Sebbene nelle sezioni introduttive di KP (2002–2013) non se ne facesse menzione, il fondamento teorico su cui si basava KP era indubbiamente il documento approvato nel 1997 dalla Commissione statale della lingua lituana, Lietuvių bendrinės kalbos tvarkybos principai, kodifikacijos kriterijai ir jų taikymas (Principi 1997), nonché i già menzionati fondamenti e principi per la preparazione della terza edizione di «Kalbos praktikos patarimai», che richiamano i principi di funzionalità (utilità sociale), sistematicità e purezza, nonché quello della modifica delle norme attraverso le varianti. Nelle prefazioni viene indicata una sola delle disposizioni più importanti: «Si cerca di attenersi al principio della stabilità delle norme e di modificarle non bruscamente, ma irrigidendo o allentando gradualmente la valutazione stessa». Va inoltre rilevato che è stato elaborato un sistema più coerente e definito di gradi di valutazione dei fenomeni linguistici, fondato sulla teoria della norma della lingua standard, e che questo viene discusso in una sezione separata delle Prefazioni.

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4.7. Rapporto con altre pubblicazioni linguistiche e fonti delle norme. Le fonti di riferimento delle norme della lingua standard sono rimaste sostanzialmente le stesse pubblicazioni accademiche — dizionari e grammatiche — e pertanto non sono neppure menzionate nelle sezioni introduttive. È emersa tuttavia una differenza sostanziale rispetto alle precedenti guide linguistiche: con l’avvio della digitalizzazione di varie risorse linguistiche e della creazione di banche dati, non è più stato necessario raccogliere schedari cartacei di correzioni linguistiche. Ai redattori è stata utile non solo la già menzionata banca dati delle raccomandazioni linguistiche, ma anche, come si legge nella Prefazione del libretto sui prestiti lessicali KP (2005), la banca informatica delle consulenze linguistiche dell’Istituto di lingua lituana e la banca delle consulenze della Commissione statale della lingua lituana (in seguito trasformata nella Banca delle consulenze). A proposito, in seguito sono state inserite in questa Banca delle consulenze anche tutte le raccomandazioni dei volumi cartacei di KP (2002–2013) pubblicati17.

4.8. I dati e i principi della loro selezione e presentazione. La selezione e il contenuto dei dati non differiscono in linea di principio molto da quelli delle precedenti guide linguistiche, poiché si è cercato di mantenere la tradizione delle correzioni e di integrare le raccomandazioni linguistiche soltanto con fenomeni nuovi i cui orientamenti d’uso fossero già emersi e sulla cui valutazione i redattori fossero più o meno concordi. I cambiamenti più significativi hanno riguardato la riorganizzazione della forma della guida linguistica. La presentazione sistematica delle raccomandazioni linguistiche ha permesso di collegare le voci grammaticali generali ai casi lessicalizzati specifici, che nelle precedenti guide linguistiche erano sparsi in ordine alfabetico per l’intera pubblicazione. Inoltre, già allora si era compreso che prima o poi KP avrebbe assunto la forma digitale di una banca dati; perciò le raccomandazioni linguistiche stesse sono state ampiamente formalizzate e la loro struttura è stata descritta in dettaglio nella sezione introduttiva «Carattere e struttura delle voci».

17 Le possibilità offerte dalle fonti digitali (spazio illimitato, rapidità di revisione quando necessario, praticità di ricerca e così via) hanno consentito di passare gradualmente dalle guide cartacee di raccomandazioni linguistiche al formato digitale. Tuttavia, la Banca delle consulenze non può sostituire una pubblicazione unitaria redatta sistematicamente; pertanto non si è rinunciato a Kalbos patarimų come genere di guida linguistica, che sarà però disponibile anche online.

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Kadangi kol kas liko neišleistos trys planuotos KP (2002–2013) knygelės, skirtos žodžių sandaros ir žodžių reikšmių bei kitiems įvairuojantiems leksikos reiškiniams, šis leidinys dar negavo išbaigto pavidalo. Tačiau ir paskelbti tekstai leidžia priskirti jį kalbos vadovo žanrui, nors įvadinės dalys gana glaustos ir neatskleidžia visų šio leidinio ypatybių.

A vent’anni dall’inizio della pubblicazione dei libretti di Kalbos patarimų, gli utenti della lingua lituana standard sono profondamente cambiati: i processi di democratizzazione, la liberalizzazione della vita sociale e la diffusione di Internet stanno trasformando sia gli atteggiamenti linguistici sia le modalità di presentazione delle informazioni. Nel periodo di poststandardizzazione diventano sempre più importanti la motivazione delle raccomandazioni linguistiche e la chiara argomentazione della valutazione dei fenomeni linguistici. Tenendo conto di ciò, sono già stati compiuti i primi passi: le principali guide linguistiche lituane sono state digitalizzate e saranno messe a disposizione del pubblico in una forma che permetterà di osservare l’evoluzione della codificazione delle norme della lingua standard negli ultimi otto decenni.

CONCLUSIONI

1. Per le caratteristiche di genere, le tre pubblicazioni fondamentali della linguistica normativa lituana – Kalbos patarėjas (1939), Kalbos praktikos patarimai (1976, 1985) e Kalbos patarimai (2002–2013) – presentano i tratti distintivi delle guide linguistiche diffuse in Europa da diversi secoli e costituiscono il più importante patrimonio sistematizzato di raccomandazioni sull’uso del lituano standard. La loro comparsa e la loro natura sono state determinate sia dai compiti di normazione emersi nelle diverse fasi dello sviluppo della lingua standard, sia dalle differenti circostanze politiche e dalle mutevoli esigenze della società. Le sezioni introduttive delle guide linguistiche esaminate nell’articolo riflettono solo una parte del contesto della loro elaborazione, ma forniscono dati sulle caratteristiche e sull’evoluzione del genere stesso, nonché sui cambiamenti delle norme della lingua standard

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lituana, sullo sviluppo degli stili funzionali, sulla differenziazione funzionale dei mezzi espressivi della lingua e sull’evoluzione del pensiero teorico in materia di normazione.

2. Nella redazione delle guide linguistiche lituane sono state affrontate le seguenti questioni principali (che si riflettono, in misura maggiore o minore, anche nelle sezioni introduttive delle pubblicazioni):

2.1. definire lo scopo, la funzione e gli obiettivi della pubblicazione;

2.2. scegliere i destinatari della pubblicazione;

2.3. definire l’oggetto della pubblicazione (a quale varietà linguistica e a quali stili funzionali riferirsi, quali fenomeni linguistici dei diversi ambiti d’uso valutare);

2.4. stabilire o scegliere i fondamenti teorici per la normazione dei fenomeni linguistici (principi e criteri);

2.5. definire il rapporto con le altre pubblicazioni linguistiche;

2.6. definire i principi di selezione e presentazione dei dati.

3. Il KP (1939) fu pubblicato quando il lituano standard aveva appena iniziato ad affermarsi nella lingua scritta e parlata pubblica; occorreva non solo proseguire la codificazione delle sue norme avviata da Jonas Jablonskis e sistematizzare l’esperienza della rivista Gimtosios kalbos e delle altre raccomandazioni linguistiche dell’epoca, ma anche stabilizzare un uso oscillante. Il KP (1939) può essere considerato la prima opera del genere delle guide linguistiche redatta professionalmente da un gruppo di specialisti della lingua; la sua introduzione – la Pratarmė – presenta in forma concisa tutti i principali elementi strutturali caratteristici di tali pubblicazioni.

4. Il KPP (1976), e in particolare il KPP (1985), rappresentò un notevole salto quantitativo e qualitativo nella codificazione delle norme del lituano standard. Le sezioni introduttive di entrambe le edizioni sono molto dettagliate e informative. Da esse emerge che negli anni Settanta del XX secolo la lingua standard, pur fortemente influenzata dal russo, era già diventata una varietà linguistica pienamente autonoma e i suoi stili funzionali si stavano sviluppando rapidamente. Si comprende quindi perché l’obiettivo dichiarato dal KPP fosse più ampio di quello del KP (1939): l’attenzione si rivolse anche alle esigenze stilistiche dei diversi ambiti d’uso della lingua standard.

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Nel periodo sovietico, non potendo parlare di politica linguistica, tutto il carico semantico del lavoro di promozione linguistica fu affidato alla parola cultura. I curatori di KPP consideravano la lingua un valore culturale e sottolineavano il ruolo della lingua corretta e stilisticamente appropriata nella formazione di una società colta. Il carattere educativo e divulgativo è una caratteristica tipica dei manuali linguistici.

Uno dei tratti più importanti di questo manuale linguistico è la continuità mantenuta dei lavori, sul modello del manuale precedente, e la coerenza, venuta meno in seguito quando il gruppo di curatori perse il sostegno istituzionale.

5. KP (2002–2013) si differenziava notevolmente dai manuali linguistici precedenti. A causa della natura della pubblicazione (fascicoli sperimentali), molti aspetti descritti nelle parti introduttive dei manuali precedenti rimasero documentati al di fuori della pubblicazione, nei documenti della Commissione statale della lingua lituana e nei lavori scientifici:

5.1. con l'inizio dell'era digitale, la raccolta e la sistematizzazione dei dati divennero più complesse per coloro che li raccoglievano, poiché era necessario creare anche banche dati, ma risultarono molto più agevoli per coloro che utilizzavano tali dati;

5.2. durante il periodo dei fascicoli sperimentali, il pubblico di riferimento si restrinse, poiché si prevedeva di migliorare la pubblicazione sulla base delle osservazioni e dei suggerimenti dei gruppi destinatari specializzati e di proporla poi all'intera società;

5.3. la pubblicazione stessa veniva redatta in modo più sistematico e pianificato, considerando non più singoli fenomeni linguistici ordinati alfabeticamente, bensì i diversi livelli e i sottosistemi propri dei fenomeni linguistici variabili;

5.4. le raccomandazioni linguistiche divennero più formalizzate, allo scopo di conservarne tutte le componenti strutturali, fornire la motivazione delle valutazioni e applicare un sistema più coerente di gradi di valutazione.

6. Lo studio delle caratteristiche di genere dei tre manuali fondamentali della lingua lituana ha mostrato che, nel complesso, esse sono mutate poco nel tempo, benché siano cambiate le circostanze, le modalità e i contenuti della redazione delle pubblicazioni e se ne sia ampliata la portata. La funzione, gli obiettivi, i destinatari, l'oggetto dei manuali linguistici, il rapporto con

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Insieme ai lavori descrittivi sulla lingua presi in esame, ciò consente di considerare questo genere ormai formatosi e consolidato nella linguistica normativa lituana. Gli studi comparativi sulla microstruttura dei principali manuali di lingua lituani dovrebbero inoltre mostrare i cambiamenti nella forma e nel contenuto delle raccomandazioni linguistiche stesse. Sulla base di tali studi e nell’ambito dell’aggiornamento di Kalbos patarimus, resta da riesaminare i principi e i criteri di standardizzazione della lingua comune, aggiornare i contenuti delle raccomandazioni linguistiche, rivedere la codificazione e valutare i fenomeni emersi di recente. L’esperienza nella redazione dei manuali linguistici, trasmessa nelle parti introduttive di queste pubblicazioni, costituisce una buona base per proseguire questo lavoro.

ŠALTINIAI

KP (1939) – Kalbos patarėjas, paruošė L. Dambrauskas, redagavo A. Salys ir P. Skardžius, Kaunas, 1939.

KP (2002) – Kalbos patarimai 1: Gramatinės formos ir jų vartojimas, sud. R. Miliūnaitė, teksto aut. R. Miliūnaitė, A. Paulauskienė, vyr. red. A. Pupkis, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2002; 2-as leid.: 2003; 3-ias leid.: 2004.

KP (2003) – Kalbos patarimai 2: Sintaksė: linksnių vartojimas (S1), sud. R. Miliūnaitė, teksto aut. V. Labutis, A. Pupkis, J. Šukys, vyr. red. A. Pupkis. – Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2003; 2-as leid.: 2005.

KP (2003) – Kalbos patarimai 2: Sintaksė: prielinksnių ir polinksnių vartojimas (S2), sud. R. Miliūnaitė, teksto aut. A. Pupkis, J. Šukys, vyr. red. A. Pupkis, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2003.

KP (2005) – Kalbos patarimai 2: Sintaksė: įvairūs dalykai (S2), sud. R. Miliūnaitė, teksto aut. V. Labutis, A. Pupkis, vyr. red. A. Pupkis, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2003; 2-as leid.: 2005.

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KP (2005) – Kalbos patarimai. Kn. 4: Leksika: 1. Skolinių vartojimas (L1), aut. ir sud. D. Mikulėnienė, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2005.

KP (2013) – Kalbos patarimai 4: Leksika: skolinių vartojimas (Leksikos skolinių sąrašas ir Senųjų svetimybių sąrašas) (L2), sud. D. Mikulėnienė, A, Dvylýtė, 2-as patais. ir papild. leid., Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 2005.

KPP (1976) – Kalbos praktikos patarimai, sud. Aldonas Pupkis, aut. A. Paulauskienė, V. Labutis, A. Pupkis, J. Šukys, A. Vanagas, J. Žemaitis, Vilnius: Mokslas.

KPP (1985) – Kalbos praktikos patarimai, sud. A. Pupkis, vyr. red. Z. Zinkevičius, aut. A. Paulauskienė, V. Labutis, A. Pupkis, J. Šukys, A. Vanagas, J. Žemaitis. Vilnius: Mokslas.

LITERATŪRA

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Jakaitienė Evalda 2005: Leksikografija, Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas.

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Straaijer Robin 2018: The Usage Guide: Evolution of a Genre. – English Usage Guides: History, Advice, Attitudes, ed. Ingrid Tieken-Boon van Ostade, Oxford: Oxford University Press, 11–29.

Tieken-Boon van Ostade Ingrid 2020: Describing Prescriptivism. Usage Guides and Usage Problems in British and American English, London and New York: Routledge.

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DOI: https://doi.org/10.1017/S0266078416000365.

Gauta 2020 12 11

Priimta 2020 12 30

BASIC LITHUANIAN LANGUAGE GUIDES

(GENRE CHARACTERISTICS)

Summary

The functioning of standard language norms is affected to a significant degree by various advice to language users. The language practice publications that feature such advice on a systematic basis fall within the genre of language guides. In Lithuania, the first language guide appeared in early 20th century. The three most prominent guides were published in different periods of political life and standard language development in Lithuania: Kalbos Pata­rėjas was issued in 1939, Kalbos Praktikos Patarimai, in 1976 and in 1985, and Kalbos Patarimai, in 2002–2013.

The article addresses the genre characteristics of these language guides that are described in their introductory parts. Reliance is made on comparable studies of language guides conducted abroad (cf. Straaijer 2015; Ebner 2016; Straaijer 2018; Tieken–Boon van Ostade 2020).

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The importance of the study and the conclusions made in the article is three-fold: (1) they give relevance to the issues covered by language guides, a subject that has not been scrutinised in any kind of detail in Lithuania yet, because research has so far been focusing on the history of their preparation and the content of language advice rather than the characteristics of the genre; (2) they offer data on the structural elements of language guides, which is important in the light of updating modern-day language advice; (3) an in-depth scrutiny of Lithuanian language guides would open up possibilities for conducting further comparable studies within the international context of this kind of research.

The genre characteristics of the three Lithuanian language guides in question mirror the genre characteristics of European language guides that have been in existence for centuries; furthermore, they constitute the most significant structured legacy of advice on the usage of the standard Lithuanian language. Their origins and nature were the product of the different standardisation goals that emerged during different phases of standard language development, the different political circumstances, and the shifting needs of the public. The introductory parts of the Lithuanian language guides in question describe, to a greater or lesser extent, the following elements of contents: (1) the goal, purpose, and objectives of the publication, (2) the audience; (3) the object (the language varieties, its domains of usage and functional styles), (4) theoretical principles of standardisation of language phenomena; (6) the principles of data selection and presentation.

The introductory parts of the language guides covered in the article only cast a light on a small segment of the entire context of their preparation, yet they offer some insights into the characteristics and development of the genre per se, as well as into the shift in the norms of the standard language, the development of its functional styles, the functional

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differentiation of means of linguistic expression, and the evolution of the theory of standardisation of the standard language.

KEYWORDS: standard language, standardization, usage guide, language advice, prescriptive linguistics.

RITA MILIŪNAITĖ

Lietuvių kalbos institutas

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