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Acta Linguistica Lithuanica 2025, t. 92, p. 1–26 Contents link / Turinio nuoroda ISSN 2669-218X (online / elektroninis)
LA RICEZIONE DEL REPERTORIO DEI SURINKIMININKAI NELLE PUBBLICAZIONI DELLA LITUANIA PRUSSIANA DELLA SECONDA METÀ DEL XIX SECOLO
Ricezione del repertorio dei Surinkimininkai nelle opere della Lituania prussiana della seconda metà del XIXth secolo
INGA STRUNGYTĖ-LIUGIENĖ Lietuvių kalbos institutas El. paštas: [email protected] ORCID ID: https://orcid.org/0000-0003-1949-0874 Mokslinių tyrimų kryptys: surinkimininkų ir lituanistinis Moravijos judėjimo rašytinis paveldas, XVIII–XIX a. Prūsijos Lietuvos kultūrinis ir konfesinis kontekstas, pietizmo istorija.
https://doi.org/10.35321/all92-09
ABSTRACT
L’obiettivo dell’articolo è esaminare l’influenza del canzoniere dei Surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai sulle pubblicazioni della Lituania prussiana della seconda metà del XIX secolo e mettere in luce l’atteggiamento del clero delle parrocchie lituane e degli operatori dell’istruzione nei confronti del repertorio dei Surinkimininkai. Le fonti selezionate per l’analisi sono: i canzonieri di Friedrich Kurschat Giefmių bey Maldū=Knygos Karališkojo Prūſų Wajko (1854, Königsberg) e Trečioji Dalis Giefmių Knygų (1857, Königsberg); il canzoniere scolastico di Karl Wilhelm Otto Glogau 64 Giefmes (1856, 1862, Tilsit); l’antologia di Karl Rudolph Jacoby Litauische Chrestomathie zum Schulgebrauch (1880, Memel); il libro di letture di Maximilian Voelkel Litauisches elementarbuch (1898, Heidelberg); la raccolta di melodie di Karl Theodor Waldemar Hoffheinz Giefmių Balfai (1894, Heidelberg, Tilsit) e gli articoli sul tema innodico pubblicati nella rivista scientifica periodica Mitteilungen der Litauischen litterarischen Gesellschaft. La ricerca adotta un metodo analitico, comparativo e testologico.
PAROLE CHIAVE: canzoniere dei Surinkimininkai, canzoniere ecclesiastico, canzoniere dei soldati, antologie scolastiche, Società letteraria lituana di Tilsit, Lituania prussiana del XIX secolo.
RIASSUNTO
L’articolo si propone di esaminare l’influenza del canzoniere dei SurinkimininkaiVisokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai sui libri della Lituania prussiana della seconda metà del XIXth secolo e di rivelare l’atteggiamento del
il clero delle parrocchie lituane, nonché quello dei membri della Società Letteraria Lituana di Tilsit (che comprendeva rappresentanti della Chiesa luterana e operatori dell’istruzione), nei confronti del repertorio dei Surinkimininkai. Per l’analisi sono state selezionate le seguenti fonti: i libri di inni Giesmų̄ bey Maldū=Knygos Karališkojo Prūfų Waijko (1854, Königsberg) e Trečioji Dalis Giesmjų Knygų (1857, Königsberg) di Friedrich Kurschat; il libro di inni scolastico 64 Giesmes (1856, 1862, Tilsit) di Carl Wilhelm Otto Glogau; l’antologia Litauische Chrestomathie zum Schulgebrauch (1880, Memel) di Carl Rudolph Jacoby; il libro di lettura Litauisches elementarbuch (1898, Heidelberg) di Maximilian Voelkel; la raccolta di melodie Giesmių Balfai (1894, Heidelberg, Tilsit) di Carl Theodor Waldemar Hoffheinz; e le pubblicazioni di argomento innologico apparse nella rivista scientifica Mitteilungen der Litauischen litterarischen Gesellschaft. Per la ricerca sono stati impiegati i metodi analitico, comparativo e testologico.
PAROLE CHIAVE: libro di inni dei Surinkimininkai, libro di inni ecclesiastico, libri di inni militari e scolastici, antologie scolastiche, Società Letteraria Lituana di Tilsit, ricezione, Lituania prussiana nel XIXth secolo.
INTRODUZIONE
«Sento quasi il dovere di denunciare pubblicamente la questione, affinché gli ispettori e i pastori lituani vi prestino attenzione e si oppongano seriamente a un simile progetto, che impedisce ai lituani di istruirsi e di formarsi»¹: con queste parole il cantore di Pilkallen Kristijonas Gotlybas Milkus (Christian Gottlieb Mielcke, 1733–1807) accolse la prima edizione, pubblicata a Königsberg nel 1800, del libro di inni dei Surinkimininkai² di Kristijonas Endrikis Mertikaitis (~1775 – prima del 1856), Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai. La critica del cantore ebbe effetto? Qual era l’atteggiamento dei pastori delle parrocchie lituane nei confronti del repertorio dei Surinkimininkai? Lo consideravano la produzione creativa di un gruppo marginale oppure, al contrario, testi proposti da un’influente comunità di fedeli, adatti a rafforzare la pietà, la pratica del canto e l’istruzione religiosa?
Il libro di inni dei Surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai costituì un fenomeno nuovo nel campo della letteratura religiosa, poiché modificò la tradizione, consolidatasi a partire dal XVI secolo, delle raccolte innologiche lituane di carattere più ecclesiastico. La necessità di una pubblicazione specifica emerse con l’aumento del numero dei fedeli e la crescente popolarità e diffusione delle riunioni religiose, dette surinkimai, nelle parrocchie lituane della Lituania prussiana. Fin dall’inizio, la raccolta di inni si distinse dagli altri libri di inni luterani della Lituania prussiana. I libri di inni ecclesiastici, militari e scolastici (gli ultimi due furono pubblicati nella seconda metà del XIX secolo) si caratterizzavano per l’approvazione ufficiale, la stabilità dei contenuti e una pubblicazione sistematica³. Il libro di inni dei Surinkimininkai, al contrario, era una pubblicazione innologica non ufficiale e non sottoposta a censura. La sua compilazione non era controllata dal concistoro di Königsberg né da altre istituzioni statali. Il libro di inni, infatti, non era destinato alle funzioni ecclesiastiche, ma veniva usato privatamente nelle case e nei surinkimai che si svolgevano al di fuori della chiesa. La traduzione e la revisione non furono affidate a un gruppo di pastori appositamente nominato, bensì a laici di estrazione sociale inferiore e senza studi universitari: i responsabili delle funzioni domestiche,
¹ Mielcke 1806: XVI–XVII.
² Nell’articolo si usano i termini lituani entrati nell’uso scientifico surinkimininkai oppure maldininkai (cfr. Gaigalatis 1905; Žostautaitė 1996; Barasa 2018; Strungytė-Liugienė 2019). Essi definiscono una comunità locale specifica della parte meridionale della Lituania prussiana e i suoi membri, sottolineano maggiormente l’appartenenza linguistica, nazionale e regionale e riflettono meglio la dimensione sociale del movimento religioso dei Surinkimininkai rispetto al termine pietistai.
³ Kaunas 1996: 61–63, 388.
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chiamati predicatori e insegnanti («šulmistrai»). Lo status non ufficiale del libro di inni lasciò ai compilatori (K. E. Mertikaitis, Johann Ferdinand Kelch (1801–1877)) la libertà di formare il repertorio senza vincoli e di decidere autonomamente i criteri di selezione delle opere di autori lituani e tedeschi⁴. Va sottolineato che non ebbero un ruolo importante neppure la qualità della traduzione e i requisiti di versificazione e di lingua lituana (per quanto riguarda le prime edizioni)⁵. I compilatori si accontentavano anche del lavoro di autori e traduttori meno alfabetizzati. Ciononostante, la raccolta suscitò l’interesse dei fedeli e ottenne un grande successo editoriale.
Un fattore importante per valutare il repertorio dei Surinkimininkai sono dunque le dichiarazioni pubbliche sulla stampa dei pastori delle parrocchie lituane, che erano indubbiamente esperti di innologia protestante (evangelica luterana, evangelica riformata e della Chiesa morava). Anche l’adozione e la pubblicazione di testi nelle opere da loro curate possono fungere da criterio di valutazione. L’obiettivo di questo articolo è analizzare l’influenza del repertorio del libro di inni dei Surinkimininkai sulle pubblicazioni della Lituania prussiana nella seconda metà del XIX secolo. Gli obiettivi sono ricostruire la posizione dei rappresentanti della Chiesa e degli operatori dell’istruzione della Lituania prussiana nei confronti dell’innologia dei Surinkimininkai⁶ e indagare i legami tra i contenuti dei libri e delle pubblicazioni da loro curati e il libro di inni dei Surinkimininkai. Per cogliere le tendenze di predominio dei testi dei Surinkimininkai nel periodo considerato, sono state selezionate pubblicazioni di generi diversi (raccolte di inni e antologie scolastiche).
La ricerca ha adottato i metodi analitico, comparativo e testologico. Sono analizzate le pubblicazioni che attestano l’adozione di un inno dal libro di inni dei Surinkimininkai. Le testimonianze sono state individuate nelle prefazioni in tedesco, negli indici o nei commenti delle pubblicazioni, dove il libro di inni dei Surinkimininkai viene indicato generalmente con il solo titolo lituano psalmų knygos o con quello tedesco Psalmbuch, senza però specificare l’edizione del libro di inni (tranne in un unico caso). I testi dei Surinkimininkai adottati vengono confrontati con gli inni di diverse edizioni del loro libro di inni, Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai. Per il confronto sono state selezionate le edizioni del libro di inni dei Surinkimininkai cronologicamente più vicine alla fonte analizzata. Uno studio della storia degli inni non sarebbe completo senza affrontare la questione dell’identificazione degli autori e dei traduttori. Nelle fonti esaminate gli inni sono presentati anonimamente. Il problema dell’attribuzione viene affrontato tenendo conto del repertorio di Alberto Friedrich Wilhelm Fischer Kirchenlieder-Lexicon (1967), della storia degli inni e dei libri di inni di Eduard Emil Koch Geschichte des Kirchenlieds und Kirchengesangs (4, 1868), nonché dei libri di inni protestanti in tedesco di Königsberg e di altri territori del Regno di Prussia (in seguito Impero tedesco), nei quali è attestata l’autorialità degli inni. I cognomi dei traduttori sono indicati sulla base delle ricerche dell’autrice della pubblicazione⁷.
⁶ Il termine innologia dei Surinkimininkai comprende l’insieme degli inni e ne definisce la forma testuale e/o musicale e il loro impiego.
⁷ Cfr. Strungytė–Liugienė 2014: 31–34.
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Finora non sono stati condotti studi sulla ricezione del repertorio dei surinkimininkai. Va ricordato il contributo del ricercatore degli innari della Lituania prussiana Guido Michelini, «Le raccolte di inni compilate da Jonas Pipiras nel contesto tedesco» (2009). Nel suo studio, l’autore ha affrontato la questione delle origini degli innari lituani, analizzando la storia della raccolta di inni del pastore luterano Jonas Pipiras (1833–1912) e il suo rapporto con le fonti tedesche. G. Michelini ha mostrato che J. Pipiras integrò il libretto Pasiuntinýstės arpos (1890) con cinque testi tratti dall’innario dei surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai. Il pastore riprese un inno ciascuno dal pietista di Halle Karl Heinrich von Bogatzki e dal pastore riformato Friedrich Wilhelm Krummacher, nonché diversi inni di autori anonimi. Secondo G. Michelini, J. Pipiras modificò alcuni testi sia nella struttura sia nel contenuto⁸. Nella monografia Mažosios Lietuvos giesmynų istorija: nuo Martyno Mažvydo iki XIX a. pabaigos (2009), lo studioso italiano ha esaminato l’innario scolastico di K. W. O. Glogau e anche gli innari compilati da F. Kuršaitis e il loro repertorio. Ha accennato al rapporto tra l’innario dei surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai e i libri di questi ecclesiastici. Tuttavia, negli studi di G. Michelini permangono alcune ambiguità; non è stata trattata l’edizione del 1862 dell’innario scolastico 64 Giefmes di K. W. O. Glogau⁹. Non sempre l’autore è riuscito a identificare gli autori degli inni tedeschi¹⁰.
1. GLI INNI DEI SURINKIMININKAI NEGLI INNARI DI F. KURŠAITIS
L’innario dei surinkimininkai e il suo repertorio erano noti al pastore di Königsberg F. Kuršaitis (1806–1884). È ragionevole ritenere che egli ne abbia tenuto conto nel compilare l’innario specializzato Giesmių bey Maldū=Knygos Karališkojo Prūsų Waiſko (pubblicato nel 1854, senza note musicali), destinato ai soldati di lingua lituana della Lituania prussiana. Questa ipotesi è suggerita dal commento lasciato dal compilatore. Presentando brevemente, alla fine dell’innario, la provenienza del corpus dei testi, F. Kuršaitis accennò al fatto che l’inno contrassegnato dal numero 92 era stato tratto dall’innario dei surinkimininkai (in tedesco littauſche Pfalmbuch):
Il n. 92 è tratto dal libro dei salmi lituano; gli altri, invece, sono stati presi dal consueto libro di inni lituano¹¹.
È stato stabilito che il compilatore inserì nell’innario per i soldati l’opera «Radau, radau jau Gruntą ſawo» del pastore luterano di Berthelsdorf e autore religioso tedesco Johann Andreas Rothe (Johann Andreas Rothe, 1688–1758), tradotta da un anonimo dall’originale «Ich habe nun den Grund gefunden».
Nella sua monografia, G. Michelini ha osservato che, nel compilare la pubblicazione, F. Kuršaitis si basò sull’innario pubblicato a Königsberg per i soldati tedeschi, Kirchenbuch für das Königliche Preußische
Krigsheer¹². Seguendo il modello tedesco, egli trascrisse dall’innario dei surinkimininkai non l’intero testo di J. A. Rothe, ma la strofa 5 invece della 10.
La traduzione dell’inno di J. A. Rothe fu pubblicata per la prima volta nella seconda parte dell’innario dei surinkimininkai, aggiunta come supplemento all’edizione dell’innario Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai pubblicata a Tilsit nel 1825¹³. Pertanto, quando preparò il libretto di inni per i soldati, sul tavolo di lavoro di F. Kuršaitis si trovava un’edizione uscita tra il 1825 e il 1850. Si confronti l’inno di J. A. Rothe (strofe 1–3 e 5) nell’innario dei surinkimininkai con la sua variante nel libretto di inni di F. Kuršaitis:
1. Radau, radau jau Gruntą fawo.‖ Laikys amžʼnay tas Inkarą. ‖ Nẽs į Ronas įkibtʼ‖jis gawo. Cƶe Gruntas buvo wiffada. Tas‖ Gruntas amžinay ƒtowẽs, kad ir wfikas ƒu=‖ gaibʒtʼ turẽs. 2. Tas Grunts yrʼ amžʼna Malonybe, perll wiffą Umą einanti; jis Mẽilẽs Tojo yrʼ Di=‖dybe, kurs Griekinin̄kams dūdafi; Kuro be ‖ luʒtʼ wiffadʼ Sʒirdis, ar eitumʼ Iopʼ, ar nʼ lleitumʼ wis. 3. Kad ne prapultumʼ Diews norẽjo. Iſill nor, kad butʼ mums gẽlbẽta. Todẽley ir Su=‖nus atẽjo, todẽl wẽl ʒenge Danguna; todẽl‖tuzgẽnʼ dar wis uʒ wis į mufû kietafes Sʒirdis. ‖
1. Rądau, rądau‖ jau Gruntą‖ fawo, laikys amžʼnay tas ‖ Inkarą, nẽs į Ronas įkibtʼ ‖ jis gãwo, czę jis gulėjo wi=‖ fada. Tas Gruntas amžinay‖ ƒtowẽs, kad wifas Swietas ‖ lufebkẽs. ‖ 2. Tas Grunts yrʼ amžʼna ‖ Malonybe, per wifą Umą ‖ einanti. Iis Mẽilẽs tojo ‖ yr Didybe, kurs Griekinin=‖ kams dūdafi, kurio be lubtll wifad Sʒirdis, ar eitum ‖ Iop, ar nʼ eitumʼ wis. ‖ 3. Kad ne prapultum, ‖ Diews norėjo, jis nor, kad ‖ but mums gẽlbẽta. Todẽ= ley ir Sunus atẽjo, todẽl ‖ wẽl ʒenge Danguna; todẽll tuzgẽnʼ jis wis uʒ wis įl mufû kietafes Sʒirdis. ‖
¹² Michelini 2009b: 195–207.
¹³ Sull’edizione della tipografia di Tilsit del 1825 circa e sulla datazione della seconda parte, cfr. Strungytė–Liugienė 2019: 152–156.
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5. Immergendomi in quell’abisso, mi affido al sangue che scorre; ricordando i miei peccati, guardo nel cuore di Dio. Infatti, senza la Legge, trovo presso di Lui grazia e misericordia=14.¶
5. Immergendomi in quell’abisso=, mi affido al sangue di Cristo=; ricordando i miei peccati=, guardo nel cuore di Dio=. Infatti, senza la Legge, trovo presso di lui grazia e misericordia15.¶
Si dovrebbe dire che la raccolta dei pietisti non ebbe una grande influenza su F. Kuršaitis. Al canzoniere è riconducibile soltanto il testo già menzionato. Tuttavia, come vedremo in seguito, l’inno di J. A. Rothė, giunto dal libro dei devoti, nella seconda metà del XIX secolo si affermò in pubblicazioni di vario genere, diventando un’opera riconosciuta e quasi rappresentativa del repertorio pietista.
Nello stesso anno F. Kuršaitis pubblicò sul periodico Keleiwis di Königsberg l’articolo «Žalnieriškofios Giesmių bei Maldų Knygos», nel quale annunciava la pubblicazione di un nuovo canzoniere, destinato appositamente ai soldati lituani della Lituania prussiana. In un articolo piuttosto ampio, il pastore di Königsberg trattava più diffusamente la pratica del canto e la sua importanza per il «cristianesimo evangelico», sottolineando il valore dei salmi dell’Antico Testamento e dei nuovi inni, incentrati sulla storia del Salvatore Gesù Cristo. L’autore si soffermava sulla pratica religiosa quotidiana e sull’autodisciplina, sottolineando che ogni cristiano doveva possedere personalmente i libri di inni e impararne i testi «a memoria»16. Parlando degli inni, esprimeva un’opinione positiva anche sul canzoniere pietista, pur riconoscendo che alcune traduzioni lituane erano inferiori agli originali tedeschi:
Dunque gli inni sono un tesoro assai prezioso per noi, che la nostra Chiesa evangelica non vorrebbe vendere per nulla al mondo. In questo campo, come in molti altri, i tedeschi sono particolarmente ricchi. Possiedono moltissimi inni belli e gloriosi, che si trovano in ogni sorta di libro. Ma grazie a Dio! Anche i lituani non sono privi di questo tesoro. Per la benevolenza del Signore Dio, vi è una buona raccolta di bei inni tradotti dal tedesco in lituano, che si trova tanto nei nostri libri di canto quanto nei salmi evangelici raccolti [enfasi dell’autore]. È vero, qualche altro inno è tradotto in lituano meno bene di quanto non sia in tedesco, ma nondimeno non vogliamo essere ingrati: dobbiamo rallegrarci che il Signore ci abbia concesso tanto17.
Il pastore di Königsberg tornò in seguito al repertorio pietista, quando preparò un supplemento autonomo al canzoniere ecclesiastico Pagerintos Giefmių Knygos, intitolato Trecżioji Dalis Giefmių.
14 Wiffokios naujos Giefmes arba Ewangelìßki Pſalmai 1850: 495.
15 Kuršaitis 1854a: 75, Nr. 92.
16 Kuršaitis 1854b: 87.
17 Kuršaitis 1854b: 87.
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Knygų (1857; senza notazione musicale). In questo supplemento F. Kuršaitis incluse lo stesso inno del religioso J. A. Rothe, «Radau, radau jau Gruntą fawo». Accanto vi indicò anche la fonte: «Tratto dal libro dei salmi»18.
In sintesi, si dovrebbe dire che l’inno di J. A. Rothe selezionato dal repertorio dei devoti veniva cantato durante le funzioni luterane negli anni Cinquanta del XIX secolo; anche i soldati lituani che prestavano servizio nell’esercito del Regno di Prussia potevano conoscerne il contenuto.
2. IL REPERTORIO PIETISTA NEI LIBRI SCOLASTICI
Il repertorio pietista si affermò gradualmente nei libri scolastici. I testi pietisti erano apprezzati da K. W. O. Glogau (1805–1875), sovrintendente di Tilsit. Lo dimostrano i suoi tentativi di arricchire con testi provenienti dal canzoniere pietista il canzoniere delle scuole popolari (ted. Volksschulen), 64 Giefmes Szuilems19, presentandoli con melodie in notazione numerica20.
È stato accertato che nell’edizione del 1856 del canzoniere scolastico furono incluse la traduzione dell’inno di Heinrich Jonathan Werenberg (1651–1713), «Unverfälchtes Chriftenthum», intitolata «Ak, tikrafis Krikščionum’s»21, e la traduzione del pastore di Joneikiai (Naujoji), Kristijonas Lovynas, dell’inno barocco di Paul Gerhardt (1607–1676), «Tikt Swẽczias ał ant Swieto» (originale «Ich bin ein Gaft auf Erden»)22. Nel registro degli inni, «Prirodijimas Giefmjû», K. W. O. Glogau indicò che questi inni provenivano dai «Pfalmbuch=». Il curatore non specificò l’edizione precisa su cui si era basato, ma aggiunse la numerazione degli inni secondo la fonte. Nel supplemento fu trasferita la prima strofa dell’inno «Krift aus Kraujas ir Teifybė» (originale «Chrifti Blut und Gerechtigkeit»). Nel registro si indicava che questo inno proveniva dai «Pfalmbuch=», dove recava il numero 158.
Nell’edizione del 1862 del canzoniere scolastico furono stampati altri cinque inni associati al repertorio pietista. Nella prefazione alla terza edizione, «Zur 3ten Auflage», si afferma che il numero degli inni era salito a 80. Questa edizione comprendeva 16 inni provenienti da libri diversi: dal canzoniere ecclesiastico (ted. Kirchengefangbuch), dal canzoniere destinato ai soldati (ted. Militaĭrgefangbuch), dalla parte antica del canzoniere pietista (ted. Pfalmbuch) e una traduzione del curatore stesso:
I 16 inni aggiunti furono tratti dal Kirchengefangbuch, dalla parte più antica del Pfalmbuch e dal Militairgefangbuch; soltanto per il bel inno «Wach auf du Geift der erften Zeugen» (n. 77) non trovai una traduzione adeguata, perciò essa fu realizzata dal curatore nel modo più fedele e scorrevole possibile23.
18 Kuršatis 1857: 38, Nr. 45. 19 Aprašant giesmyną, remtasi 1856 ir 1862 metų (t. y. antrosios ir penktosios laidos) egzemplioriais, nes 1855, 1858 ir 1860 m. laidos egzempliorių nežinoma, žr. LB I 113–114, Nr. 300–303; LBP 26, Nr. 301; LB II(2) 127–128, Nr. 3262. 20 Apie melodijas skaitmenimis K. W. O. Glogau giesmyne plačiau žr. Strungytė-Liugienė 2023: 159–180. 21 Glogau 1856: 30, Nr. 38; plg. Wifókios naujos Giefmes arba Ewangelifki Pfalmai 1856: 533, Nr. 277. 22 Glogau 1856: 50, Nr. 63; plg. Wifókios naujos Giefmes arba Ewangelifki Pfalmai 1856: 219, Nr. 101. 23 Glogau 1862: [2].
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La ricerca ha rivelato che K. W. O. Glogau integrò l’appendice del libro di inni «Pridėjimas I» con i seguenti inni: «Ak, jeib Liežuwjú ab turėczau» di Johann Mentzer (1658–1734) (originale «O, daß ich tausend Zungen hätte»), tradotto da K. Lovynas²⁴, e «Žėngk toliaus:; Žion žėngk toliaus» di Johann Eusebius Schmidt (1669–1745), tradotto anonimamente (originale «Fahre fort:; Zion! fahre fort im Licht»)²⁶. Nel registro degli inni annotò che la traduzione di K. Lovynas proviene dai «Pſalmų=Knygų», dove è stampata al numero 54²⁷. Nel registro dell’edizione del 1862 la numerazione dell’inno di J. E. Schmidt è indicata erroneamente. L’informazione è stata confusa con l’inno «Žmogaus jau Kūną pakalkim»28
Anche la seconda appendice, «Pridėjimas II», contiene inni ripresi dal libro di inni dei Surinkimininkai. Vi è stampata una versione modificata dell’inno «Ich will’s wagen» di Nikolaus Ludwig von Zinzendorf (1700–1760), capo della Chiesa morava, che inizia con la quinta strofa «Pilnos Rankos»²⁹. Accanto all’inno è stata lasciata una nota secondo cui lo si può trovare nel libro di inni dei Surinkimininkai, al numero 155: «[W]eiždek Pf. Knyg. Nr. 155: Ak tikt dryfu: 5 Perßelis: „Pilnos Rankos“³⁰. Vi fu inserito anche «Eikim Bėn, eikim Bėn» di Gustav Friedrich Ludwig Knak (1806–1878), sostenitore delle missioni cristiane (originale «Laßt mich gehn»)³¹, insieme alla nota che il testo si trova nel libro di inni dei Surinkimininkai al numero 348: «Weiždėk Pf. Knyg. Nr. 348»³².
La pubblicazione di inni dei Surinkimininkai nel libro di inni testimonia che gli allievi venivano introdotti al repertorio dei fedeli già nelle classi inferiori delle scuole popolari. È importante sottolineare che il libro di inni di K. W. O. Glogau era una pubblicazione approvata e sottoposta a censura; il curatore ne concordò il contenuto con il concistoro di Königsberg e con le autorità del distretto di Gumbinnen. Gli inni non suscitarono obiezioni nei revisori né nei pastori delle parrocchie lituane, come dimostra il successo del libro, che ebbe più di una ristampa. È interessante notare che il libro di inni scolastico non aveva una raccolta di testi fissa: veniva arricchito con nuove composizioni, a dimostrazione della flessibilità di questo tipo di libri per quanto riguarda il corpus dei testi.
Il pastore della chiesa di Klaipėda e presidente della Società letteraria lituana di Tilsit, K. R. Jacoby (1817–1881), incluse inni tratti dalla raccolta dei Surinkimininkai nell’antologia scolastica Litauische Chrestomathie zum Schulgebrauch (1880, Klaipėda). La necessità di un simile sussidio didattico sorse dopo la decisione di introdurre la lingua lituana nel ginnasio della città portuale
24 Glogau 1862: 67, Nr. 71; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifßki Pſalmai 1861: 106, Nr. 54.
25 Il segno <;:> indica la ripetizione di un frammento di testo o di una frase. È frequente nel libro di inni dei Surinkimininkai.
26 Glogau 1862: 68, Nr. 72; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifßki Pſalmai 1861: 606, Nr. 322.
27 Glogau 1862: 91.
28 Glogau 1862: 93.
29 Glogau 1862: 81, Nr. III; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifßki Pſalmai 1861: 314, Nr. 155.
30 Glogau 1862: 81.
31 Glogau 1862: 81, Nr. IV; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifßki Pſalmai 1861: 650, Nr. 348.
32 Glogau 1862: 81.
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dell’insegnamento della lingua33. L’antologia curata da K. R. Jakoby era molto richiesta: veniva utilizzata non solo dal ginnasio di Klaipėda, ma anche da altre scuole della Prussia Lituana34.
Va osservato che, nel preparare il libro, il curatore combinò opere profane e religiose. Accanto alle favole di Esopo, a estratti di Kristijonas Donelaitis Metų, a canti popolari lituani, indovinelli, proverbi, fiabe e componimenti patriottici che celebravano il sovrano prussiano, il libro fu arricchito con brani dell’Antico e del Nuovo Testamento e con inni dal libro dei canti dei Surinkimininkai Wijókios naujos Giefmes arba Ewangelijbki Pfalmai35. Il curatore dedicò il secondo capitolo dell’antologia ai testi dei Surinkimininkai, intitolandolo «Evangelische Psalmen». Per questo capitolo selezionò quattro inni (senza musica), che, secondo K. R. Jakoby, vengono cantati volentieri nelle riunioni di devozione, con melodie singolari e molto belle:
Questi canti vengono eseguiti volentieri, accanto a quelli presenti nel libro dei canti ecclesiastico, nelle riunioni dei Surinkimininkai, cioè nelle ore di devozione privata, su melodie particolari, per lo più molto belle36.
Il curatore trascrisse i testi dall’edizione del libro dei canti dei Surinkimininkai pubblicata a Klaipėda nel 1876. All’inizio del capitolo indicò l’edizione specifica: «Memel 1876, gedruckt und verlegt von Heinr. Holz»37.
33 Juška 2003: 693.
34 Juška 2003: 695.
35 Juškos knygoje Mažosios Lietuvos bažnyčia (XVI–XX) (1997) suklysta nurodant, kad giesmės chrestomatijai imtos iš „1876 m. Klaipėdoje išėjusios D. Hollazo knygos „Evangelškas malonės davadas“ (išvertė K. Lovynas)“ (Juška 1997: 282). Tiesa, vėliau išėjusioje autoriaus monografijoje Mažosios Lietuvos mokykla (2003) šis apsirikimas ištaisytas (žr. Juška 2003: 694).
36 Jacoby 1880: 32.
37 Jacoby 1880: 32.
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Figura 1. L’inno dei surinkimininkai «Išzeik, duszélé, džiaugkisi» (autore P. Gerhardtas) nella Litauische Chrestomathie zum Schulgebrauch (1880, Klaipėda) di K. R. Jacoby
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Figura 2. L’inno dei surinkimininkai «Ißeik, Dubele, džiaugkiſi» (autore P. Gerhardtas) nel canzoniere Wiſókios naujos Gieſmės arba Ewangeliſki Pſalmai (1876, Klaipėda)
L’analisi ha mostrato che il pastore inserì nell’antologia le traduzioni di Gotfrydas Ostermejeris (Gottfried Oster meyer, 1716–1800), attivo nel campo della letteratura religiosa38: «Be cė́so, Dė́we, tu esį» del klaipėdiese Simonas Dachas (1605–1659) (originale «Du Gott! bist außer aller Zeit»)39 e «Iszeik, duszėlę, dzaúgkisi» di P. Gerhardtas (1607–1676) (originale «Geh’ aus, mein Herz, und suche Freud’»)40. Entrambi gli inni provengono dalla parte antica (prima) del canzoniere. Per l’antologia, K. R. Jacoby scelse due inni anonimi dalla seconda parte del canzoniere: «Dė́we, juk ant iszgánimo»41 e «Vė́ną mùszant kad girdì»42.
Il curatore dell’antologia mantenne le stesse rubriche dell’edizione di Klaipėda. Assegnò «Iszeik, duszėlę, dzaúgkisi» di P. Gerhardtas alla rubrica «Apė liaúpsę ir dekawônę»,
38 Il numero delle traduzioni di G. Ostermejeris indicato da Juška non è del tutto preciso: «<...> vi sono <...> salmi tratti dal Salterio stampato da H. Holz a Klaipėda nel 1876, quattro inni tradotti da G. Ostermejeris», Juška 2003: 694. Nell’antologia sono state pubblicate due, e non quattro, sue traduzioni. Gli altri componimenti sono attribuibili ad autori anonimi.
39 Jacoby 1880: 37; plg. Wiſókios naujos Gieſmės arba Ewangeliſki Pſalmai 1876: 205, Nr. 99. 40 Jacoby 1880: 32; plg. Wiſókios naujos Gieſmės arba Ewangeliſki Pſalmai 1876: 92, Nr. 53. 41 Jacoby 1880: 34; plg. Wiſókios naujos Gieſmės arba Ewangeliſki Pſalmai 1876: 403, Nr. 211. 42 Jacoby 1880: 35; plg. Wiſókios naujos Gieſmės arba Ewangeliſki Pſalmai 1876: 588, Nr. 321.
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«Be czėsó, Dėwė, tu esi» di S. Dachas è indicato come «Gėsmė apė smertį⁴³», «Dėwe, juk ant išgánimo» come «Apė Dėwo žodį» e «Vėną mùszant kad girdį» come «Adýnų gėsmė». Gli inni ripresi furono trascritti in caratteri latini e modificati strutturalmente: per esempio, nell’inno di P. Gerhardtas furono omesse le strofe 11, 12 e 15, mentre in quello di S. Dachas la strofa 4.
È del tutto comprensibile che K. R. Jacoby, in quanto rappresentante della Chiesa, abbia deciso di arricchire il contenuto dell’antologia con testi canonici, importanti per la comunità cristiana: brani delle Sacre Scritture. La decisione di selezionare inni dei surinkimininkai mostra che K. R. Jacoby conosceva il loro repertorio canoro e ne apprezzava alcuni testi, sebbene il canzoniere non fosse mai stato sottoposto all’approvazione ufficiale dei pastori. D’altra parte, i poeti tedeschi P. Gerhardtas e S. Dachas erano rappresentanti ben noti dell’innodia protestante dell’epoca barocca; le loro opere venivano incluse sia nei canzonieri tedeschi di Königsberg sia nei canzonieri ecclesiastici luterani in lingua lituana.
Quasi due decenni più tardi uscì un’altra pubblicazione scolastica di genere analogo, il cui curatore decise di arricchirla con inni dei surinkimininkai. Nel preparare il libro di letture Litauisches elementarbuch (1898, 2ª edizione⁴⁴), Maximilianas Voelkelis (Voelkel, fino alla metà del XIX secolo – circa 1912), insegnante senior del ginnasio reale di Tilsit e membro attivo della Società letteraria lituana, tenne conto del contenuto del canzoniere dei surinkimininkai. M. Voelkel compose le letture con testi della letteratura lituana, opere del folclore e brani dell’Antico e del Nuovo Testamento; si avvalse inoltre di inni ecclesiastici, salmi e inni tradotti dal pastore F. Kuršaitis e inserì la preghiera «Tėve mūsų». M. Voelkel aggiunse alla quarta parte, «Lesebuch», due inni (senza notazione musicale) legati al canzoniere dei surinkimininkai. Nel libro di letture furono inclusi la traduzione dell’inno di J. A. Rothė, «Radau, radau jau gruntą łáwo⁴⁵», apprezzata da F. Kuršaitis, e «Eikim Bėn, eikim Bėn» di G. F. L. Knakas⁴⁶. Accanto all’inno di J. A. Rothė, specificò di averlo tratto dai «Pſalmų Knygų»⁴⁷.
Il superintendent K. W. O. Glogau⁴⁸ sollecitò M. Voelkel a preparare le letture. È molto probabile che, prima di mettersi al lavoro per preparare il libro, Voelkel avesse preso visione del contenuto del canzoniere scolastico di K. W. O. Glogau. Forse la decisione di includere un componimento di G. F. L. Knakas, autore religioso tedesco allora celebre e all’apice della popolarità, fu influenzata dal fatto che quell’inno era stato valorizzato in precedenza nel canzoniere di K. W. O. Glogau.
Vale la pena sottolineare che gli inni svolgevano non solo una funzione di educazione religiosa: cantandoli o leggendoli, gli alunni imparavano a pronunciare correttamente le parole e sviluppavano le proprie competenze linguistiche. Sia K. R. Jakoby sia M. Voelkel evidenziarono graficamente (con il grassetto o con segni prosodici) le sillabe toniche, intendendo così mettere in risalto la dimensione linguistica dei libri scolastici.
⁴³ smèrtį corr. smèrti.
⁴⁴ Nella prima edizione, del 1879, non erano presenti inni dei surinkimininkai.
⁴⁵ Voelkel 1898: 91; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelijßki Pfalmai 1897: 479, Nr. 250.
⁴⁶ Voelkel, 1898: 92; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelijßki Pfalmai 1897: 630, Nr. 348.
⁴⁷ Voelkel 1898: 92.
⁴⁸ Citavičiūtė 2004: 266.
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3. LA SOCIETÀ LETTERARIA LITUANA DI TILŽĖ E GLI INNI DEI SURINKIMININKAI
Negli ultimi decenni del XIX secolo, l’innodia dei surinkimininkai fu oggetto d’interesse dei membri della Società letteraria lituana (in tedesco Litauische Literarische Gesellschaft, attiva dal 1879 al circa 1923) di Tilžė⁴⁹. Ne sono testimonianza gli sforzi di K. R. Jakoby e M. Voelkel volti ad arricchire i libri scolastici con testi dei surinkimininkai, nonché le conferenze pubbliche tenute da altri membri della Società, le pubblicazioni preparate per la rivista scientifica periodica della Società Mitteilungen der Litauischen litterarischen Gesellschaft e la pubblicazione della raccolta.
L’11 ottobre 1881 il vescovo K. T. W. Hoffheínzas (1823–1907), eletto presidente della Società letteraria lituana l’anno successivo, tenne durante una riunione della Società a Tilžė una conferenza sulla storia dei libri di inni luterani lituani. Il vescovo richiamò l’attenzione su una raccolta manoscritta di inni del cantore K. G. Milkus, rinvenuta nella canonica, e passò in rassegna in ordine cronologico i libri di inni dal XVI al XIX secolo, cominciando da Martynas Mažvydas. K. T. W. Hoffheínzas presentò brevemente anche il libro di inni dei surinkimininkai pubblicato a Priekulė Wifokios naujos Giefmes arba Ewangelifki Pfalmai⁵⁰, che i lituani usano nelle loro case e che, secondo l’osservazione del vescovo, essi apprezzano molto più del libro ufficiale di inni luterani della Chiesa⁵¹.
I vecchi libri di Berentas e Glaferis e di Schimmelpfennig, con i loro 542 inni, sono ancora oggi in uso; più volte migliorati e più volte riveduti, da ultimo dal professore Kurβaitis a Karaliaučius e infine dal precentore Kelkis di Kretinga, restano tuttavia sempre vecchi libri doppi, privi di qualsiasi accordo nella disposizione delle sezioni. In realtà non sono mai piaciuti ai lituani, e ancora oggi non piacciono loro; perciò nelle loro case usano altri libri di inni, intitolati: «Wifokios naujos Giefmes arba Ewangelifki Pfalmai»⁵².
K. T. W. Hoffheínzas non si limitò alla conferenza tenuta durante la riunione della Società, ma intraprese anche un’attività concreta con l’aiuto dei suoi collaboratori: trascrisse e annotò le melodie degli inni luterani e le pubblicò. K. T. W. Hoffheínzas comprese che nella Lituania prussiana doveva esserci
⁴⁹ Apie mokslinės draugijos veiklos pobūdį plačiau žr. Milius 1993: 42–87; Banytė-Rowell 2018: 117–130.
⁵⁰ [Hoffheinz] 1883: 46.
Un’opinione simile fu espressa anche da un altro membro della società scientifica, Johannes Sembrzycki. Nel 1889 pubblicò sulla rivista Alpreussische Monatsschrift un contributo intitolato «C. G. Mielcke’s verschollenes litauisches Gesangbuch», che concluse con la locuzione latina «Habent sua fata libelli!» («I libri hanno i loro destini»). Con questa locuzione riassunse la sorte toccata a tre libri di inni lituani della Lituania prussiana (di G. Ostermejeris, K. G. Milkus e K. E. Mertikaitis). I libri di inni ecclesiastici di G. Ostermejeris e K. G. Milkus subirono la stessa sorte: non avendo ottenuto il favore del clero, finirono al macero. Fa eccezione la raccolta dei surinkimininkai lituani, che, secondo Sembrzycki, ancora oggi gode di grande stima («noch heute das in hohem Ansehen stehende Hausgesangbuch der Litauer») (Sembrzycki 1889: 369).
⁵² [Hoffheinz] 1883: 46.
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venivano raccolte e trascritte non solo le canzoni popolari lituane, ma anche le melodie degli inni religiosi. Come altri membri della Società, egli era dell’opinione che il popolo lituano potesse estinguersi e, con esso, anche un prezioso patrimonio: gli inni. Era quindi necessario affrettarsi e, con uno sforzo comune, trascrivere e conservare per le esigenze della scienza questo prezioso materiale dei lituani della Lituania prussiana. Il risultato di questo progetto fu la pubblicazione, nel 1887, nel mensile della Società Mitteilungen der Litauischen litterarischen Gesellschaft, dell’articolo «Proben litauischer Choralmelodien». Nel contributo K. T. W. Hoffheinz mise in risalto la religiosità e la devozione dei lituani, rappresentate dalla tradizione del canto, che presenta differenze rispetto a quella tedesca. Pubblicò 17 melodie trascritte in varie località della Lituania prussiana. Alle melodie aggiunse anche frammenti di testo: le strofe iniziali degli inni. La ricerca ha rivelato che 6 dei 17 inni monodici sono collegati al canzoniere dei surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai. Nella pubblicazione, K. T. W. Hoffheinz contrassegnò i brani tratti dal canzoniere dei surinkimininkai con l’abbreviazione tedesca «Pslmbch» (o «Pslbuch»), accompagnata dalla numerazione dei testi nella fonte (senza indicare l’edizione del canzoniere dei surinkimininkai).
Dal canzoniere dei surinkimininkai furono incluse nella pubblicazione le seguenti melodie di inni: «Ak Iezau, kurs Dangu» (originale «Ach alles, was Himmel und Erde umschließet»)53, «Ak jus Waikai Karalystės»54 (originale di Christophо Augusto Spоlederio «O ihr auserwählten Kinder!», traduzione di Kristijonas Demkis), «Ak kur kelauji tu»55 (anonimo), e una versione modificata di «Aß tikt dryfū» di N. L. von Zinzendorf (originale «Ich will’s wagen»)56. Tutti i brani provengono dalla prima parte del canzoniere. La raccolta fu inoltre integrata con inni della seconda parte: «Ar tai ne Džiaugsmas bus» (originale «Wird dann57 nicht Freude sein»)58 e «Triumph! Triumph! sżtay pergаlįs» di Benjamin Praetorius (1636–1674) (originale «Triumph! Triumph! es kommt mit Pracht!»)59. Le melodie di questi inni furono trascritte a Tilsit e Vilkyškiai.
L’interesse per gli inni dei surinkimininkai non scemò né si esaurì con la pubblicazione di un singolo contributo. K. T. W. Hoffheinz e i suoi collaboratori, come avevano previsto, continuarono a raccogliere e trascrivere melodie. Sette anni dopo, con i fondi della Società, fu pubblicata la sua opera di ampio respiro Giesmių Balfai (1894). Si tratta di una raccolta di 115 melodie di inni religiosi, trascritte in varie località della Lituania prussiana, armonizzate e adattate all’organo. La preparazione di una simile raccolta fu un lavoro pianificato in anticipo e coordinato da diversi membri della Società. Gran parte degli inni fu armonizzata da Wilhelm Wollff, organista della chiesa luterana di Tilsit. Aiutò a preparare la stampa e a completare il lavoro anche Aleksandras Teodoras Kuršaitis (Alexander Theodor
53 Hoffheinz 1887: 398; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifki Pfalmаi 1879: 303, Nr. 156. 54 Hoffheinz 1887: 398; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifki Pfalmаi 1879: 236, Nr. 113. 55 Hoffheinz 1887: 399; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifki Pfalmаi 1879: 177, Nr. 79. 56 Hoffheinz 1887: 404; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifki Pfalmаi 1879: 302, Nr. 155. 57 dann corr. das. 58 Hoffheinz 1887: 401; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifki Pfalmаi 1879: 709, Nr. 389. 59 Hoffheinz 1887: 405; plg. Wifókios naujos Giefmės arba Ewangelifki Pfalmаi 1879: 383, Nr. 195.
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Kurschat, 1857–1944), Franz Siemering e Rudolf Schwede60, che, tra le altre cose, si occupò anche di un’attività supplementare: descrivere scientificamente i canzonieri dei surinkimininkai.
K. T. W. Hoffheinz aprì la raccolta con un’introduzione in cui sottolineava l’originalità degli inni lituani. Mise in evidenza le differenze rispetto alla tradizione canora tedesca. Secondo lui, il tono e la ritmica presentano sfumature regionali. Alcune melodie derivano da canzoni popolari lituane, altre sono rielaborazioni di antiche melodie ecclesiastiche; in alcune si possono riconoscere anche tratti di melodie tedesche.
Da dove provengono queste melodie? Chi può ancora scoprirlo oggi? Certamente molte sono nate da antiche melodie di Dainos=; molte sono, come direbbero i bravi compositori tedeschi di corali, melodie ecclesiastiche antiche, completamente trasformate e corrotte; molte presentano echi di melodie tedesche note61.
K. T. W. Hoffheinz osservò inoltre che nelle diverse regioni lituane gli inni possono essere eseguiti con melodie differenti o con diverse varianti della stessa melodia:
Ciò spiega anche il fatto che lo stesso canto venga eseguito in modo del tutto diverso in alcune regioni lituane, mentre in altre presenta la stessa melodia, spesso con variazioni molto significative62.
È stato accertato che 29 delle 115 melodie documentate sono collegate al canzoniere Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai. La ricerca ha mostrato che questo libro occupa il posto più importante nella ricezione degli inni dei surinkimininkai.
La raccolta fu compilata secondo un principio simile a quello del precedente contributo dell’autore. Nel libro non è indicata l’edizione specifica dei surinkimininkai a cui K. T. W. Hoffheinz fece riferimento: vi figurano soltanto il titolo tedesco (Pfalmbuch) e il numero dell’inno nel canzoniere dei surinkimininkai.
Dal punto di vista della selezione del repertorio, la raccolta di K. T. W. Hoffheinz si distingue per la varietà. Vi sono testi che riflettono la prima fase di sviluppo dell’innodia dei surinkimininkai, segnata dalle traduzioni in lituano di opere di pietisti tedeschi del XVIII secolo. Nel numero, nella raccolta di K. T. W. Hoffheinz prevalgono gli inni di Ernst Gottlieb Woltersdorf (1723–1761), pietista di Halle della generazione più giovane e pastore a Bunzlau (oggi Bolesławiec, Polonia): sono cinque in tutto. Due di essi furono tradotti dal predicatore dei surinkimai e maestro Mikelis Jurkšaitis. La raccolta comprende opere di sostenitori della corrente pietistica di Halle, quali K. H. von Bogatzki (1690–1774), C. A. Sporleder (1708–1763), Johann Ludwig Konrad Allendorf (1693–1773) e Joachim Lange (1670–1744). Nel volume di melodie sono inclusi «Amžę tu Dangaus63» di K. E. Mertikaitis, compilatore del canzoniere dei surinkimininkai, e «Rādau, rādau jau Gruntą savo» di J. A. Rothe, ormai consolidato nelle funzioni religiose lituane. Si decise di selezionare le melodie trascritte dallo stesso K. T. W. Hoffheinz a Įsė e Skaisgiriai, sulle quali viene eseguito l’inno «Als likt» del capo della Chiesa morava N. L. von Zinzendorf
la variante «dryfu» («Ich will’s wagen») (cfr. tabella). Questo inno era particolarmente amato dai lituani e, a giudicare dalla sua diffusione, predominava sugli altri inni.
La tabella seguente presenta gli inni identificati dei surinkimininkai nella raccolta di K. T. W. Hoffheinz (1894). I dati relativi all’innario dei surinkimininkai si basano sull’edizione pubblicata a Priekulė nel 1893 Wifokios naujos Giesmės arba Ewangelißki Pfalmai.
Lentelė. Surinkimininkų giesmės K. T. W. Hoffheinzo rinkinyje Giesmių Balƒai (1894) ir giesmyne Wifokios naujos Giesmės arba Ewangelißki Pfalmai (1893)
Giesmės autorius | Giesmė K. T. W. Hoffheinzo (1894) rinkinyje | Giesmė (puslapis ir numeris) surinkimininkų giesmyne (1893, Priekulė)
Allendorf, Johann Ludwig Konrad (1693–1773) | „Ißkank Dubia“ (originalas „Einfт ruht die Seel’ in Ieƒu Armen“), 54, Nr. 59. | 693, Nr. 373
Bogatzky, Carl Heinrich von (1690–1774) | „Pon’ lėžau miels, atwerk man tawo Ronas“ (originalas „Nun öffne mir, mein Ieƒu, deine Wunden“), 90, Nr. 95. | 258, Nr. 117
Connow, Christian Friedrich (1612–1682) | „Kas Ieƒų tur fawÿi“ (originalas „Wer Ieƒum bei fich hat“), 61, Nr. 66. | 523, Nr. 267
Lange, Joachim (1670–1744) | „Pone! kada budawofi“ (originalas „Herr, wann wirft du Zion bauen“), 89, Nr. 94. | 603, Nr. 320
Meyfart, Johann Matthäus (1590–1642) | „Ieruſalę, aukßtais Dieẃ=Miefte“ (originalas „Ierusalem, du hoch gebaute Stadt“), 51, Nr. 56. | 697, Nr. 376
Mertikaitis, Kristijonas Endrikis (~1775 – prima del 1856) | «Amžę tu Dangaus», 10–11, n. 14–15. | 673, n. 363
Praetorius, Benjamin (1636–1674) | „Triump! Triump! ßtay pergalis“⁶⁴ (originalas „Triumph! Triumph! Es kommt mit Pracht“), 103–104, Nr. 109–110. | 399, Nr. 195, 602, Nr. 319
Rist, Johann (1607–1667) | „Sielwartai manę apftojo“ (originalas „Jammer hat mich ganz umgeben“), 2 melodijos, 95–96, Nr. 100–101. | 470, Nr. 237
⁶⁴ Nella seconda parte dell’innario dei surinkimininkai la traduzione dell’inno di Praetorius «Triump! Triump! ßtay pergalis» fu inclusa solo in parte; il seguito si trova nell’inno contrassegnato dal numero 319, «Adoms jau kelaf» (cfr. Wifokios naujos Giesmės arba Ewangelißki Pfalmai 1893: 602).
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Rothe, Johann Andreas (1688–1758)
«Rådau, rådau jau Gruntą savo» (originale «Ich habe nun den Grund gefunden»), 92, n. 97.
495, n. 250
Sinold von Schütz, Philipp Balthasar; Creutzberg, Amadeus (1657–1742)
«Kas pergales, tam dėlī́u» (originale «Wer überwindet, soll vom Holz genießen»), 62, n. 67.
658, n. 357
Sporleder, Christoph August (1708–1763)
«Ak, jus Waikai Karalytės» (originale «O ihr auserwählten Kinder»), traduzione di Kristijonas Demkis, 6, n. 9.
252, n. 113
Woltersdorf, Ernst Gottlieb (1723–1761)
«Daug Gero Wießpats mums darė» (originale «Der HErr hat viel an uns gethan»), 27, n. 31.
107, n. 52
Woltersdorf, Ernst Gottlieb (1723–1761)
«Eikßte, Kudikei mielieji!» (originale «Kommt doch o ihr lieben Kinder»), 45, n. 49.
441, n. 228
Woltersdorf, Ernst Gottlieb (1723–1761)
«Eikßte mieli Waikái» (originale «Kommt, o lieben Kinder»), traduzione di Mikelis Jurkšaitis, 46, n. 50.
«Nekoks Garfas palinkimin» (originale «Welch ein Schall erquickt mein Ohr»), traduzione di Mikelis Jurkšaitis, 80, n. 85.
245, n. 110
Zinzendorf, Nicolaus Ludwig von (1700–1760)
«Aß tikt dryfu» (originale «Ich will’s wagen»), nella raccolta inizia con la strofa 5 «Pilnos Rankos», 86–88, nn. 91–93.
318, n. 155
Anonimo
«Non sarà forse una gioia?» (originale: «Wird das nicht Freude sein?»), 12–13, nn. 16–17.
725, n. 389
Anonimas
«Ah Gesù, che il cielo» (originale: «Ach alles, was Himmel und Erde umschließet»), 4, n. 6.
319, n. 156
Anonimas
«Ah, svegliati, svegliati, anima», 4, n. 7.
212, n. 91
Anonimas
«Ah, dove vai tu», 5, n. 8.
193, n. 79
Anonimas
«Ora il Principe celeste»65, 22, n. 26.
385, n. 188; 669, n. 362
Nel libro dei canti dei surinkimininkai il canto «Ora il Principe celeste» presenta due varianti. Accanto alla seconda variante (n. 362) è stato lasciato un commento, nel quale si dice che non è originale, bensì tradotta da un anonimo, ormai defunto
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Anonimas
«Loda Dio, o Dubia», 30, n. 34.
320, n. 157
Anonimas
«Va’, va’, corri verso il cielo» (originale «Fort, fort zum Himmel zu»), 44, n. 48.
303, n. 145
Anonimas
«Quanto è amabile laggiù la dimora» («Wie lieblich ist die Wohnung dort»), tradotto da Mikelis Jurkšaitis, 58, n. 63.
247, n. 111
Anonimas
«Chi vuole essere discepolo di Gesù» (originale «Wer will ein Jünger Iesu sein»), 60, n. 65.
196, n. 81
Anonimas
«Il mio miracoloso innamorato», 97–98, n. 102–103.
316, n. 154
Anonimas
«Sɠlownas Džiaug͂mas! Ak Linkim̃bẏe!», 100, n. 105.
502, n. 254
Anonimas
«Trumps Cɜi̇ėžas Bis», 106, n. 112.
740, n. 397
La raccolta di K. T. W. Hoffheinz era la più ampia, ma non l’unica pubblicazione di genere analogo. Albertas Niemann (1846 – dopo il 1913), cantore della chiesa di Katinava, raccolse e trascrisse 24 melodie (tra cui anche quelle di inni dei surinkimininkai) a Tilsit, Priekulė, Lauksargiai e in altre località. Il fascicolo, intitolato 24 litthauische Choräle, fu preparato per la stampa dal conte Bülow von Dennewitz e stampato nel 1902 a Königsberg66. Non si hanno notizie che questo opuscolo fosse in qualche modo legato alla Società scientifica di Tilsit (Niemann partecipò alle attività della società «Birutė» e ne diresse il coro), ma è indubbio che il compilatore della raccolta fosse stato influenzato dalle idee diffuse dalla società scientifica e dalle iniziative promosse da K. T. W. Hoffheinz e dai suoi collaboratori.
Nel periodo in cui venivano trascritte e raccolte le melodie degli inni religiosi lituani, nel 1891 apparve sulla rivista mensile della società l’articolo «Zur Geschichte der litauischen Gefangbücher», pubblicato da Rudolph Schwede, bibliotecario della società e ispettore scolastico. Schwede raccolse materiali e nell’articolo descrisse scientificamente i libri di inni luterani in lingua lituana della Lituania prussiana, fornendo la prima classificazione tipologica di queste pubblicazioni. L’autore suddivise i libri di inni in quattro gruppi: ecclesiastici, scolastici, dei soldati e dei surinkimininkai (ted. Pfalmbuch). Tra i libri di inni dei surinkimininkai, dedicò maggiore attenzione all’analisi del libro Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai. Nell’articolo Schwede
L. iš T. Nella raccolta Giefmių Balfai è riportata una variante più antica del testo (n. 188) (cfr. Wifokios naujos Giefmes arba Ewangelifki Pfalmai 1893: 385).
⁶⁶ Delle 24 melodie, 4 sono associate ai testi del libro di inni dei surinkimininkai. Nella raccolta sono indicate con l’abbreviazione L. Ps. (dal ted. litauische Psalmbuch). La raccolta di Niemann comprende due melodie dell’inno di C. F. Connow «Kas Iezu tur sawy» («Wer Iesum bei sich hat»), registrate a Kintai e Būdviečiai, e la melodia di «Pilnos rankos» di N. L. von Zinzendorf, trascritta a Saugos. Nel fascicolo fu inclusa la melodia dell’inno di J. A. Rothe «Radau, radau, jau Grünta sawo», registrata a Priekulė. La raccolta accolse varianti delle melodie di Praetorius «Triump! triump! stai pergalys» («Triumph! Triumph! Es kommt mit Pracht»), udite a Lauksargiai e Tilsit, Niemann 1902: 15, n. 13a–13b; 19, n. 19; 20, n. 21; 22–23, n. 23a–23b.
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minėjo kelias surinkimininkų giesmyno laidas – 1825, 1856 ir 1876-ųjų. Sprendžiant iš aprašymo, su dviem pastarosiomis buvo rimčiau susipažinęs. Jis kalbėjo apie giesmyno struktūrą ir jos pokyčius, priedą su melodijomis skaitmenine notacija⁶⁷, išskyrė kelis leidėjus – Postą Tilžėje, Heinrichą Holżą ir Martyną Šernių Klaipėdoje. Autorius pažymėjo, kad dalis giesmių – vertimai iš vokiečių kalbos, kita dalis – originalios. Apie giesmyno nelietuviškus šaltinius kalbėjo lakoniškai. Esą trečioje giesmyno dalyje galima rasti giesmių iš latvių giesmyno („aus dem kurischen Gefangbuch“), didelis skaičius tekstų – iš lietuviško šaltinio, periodinio leidinio „Nūdidawimai apie Ewangelijos Praplatinimą tarp žydų ir Pagonų“⁶⁸. Schwede’e publikacijoje palietė ir atribucijos klausimą. Iš vertėjų ir lietuvių autorių minėjo K. E. Mertikaitį, K. Demkį, M. Jurkšaitį, G. Ostermejerį, K. Lovyną. Spėjo, kad naujausiais laikais dalį giesmių iš vokiečių kalbos vertęs J. F. Kelchis.
Sono menzionati come traduttori o autori E. Mertikaitis, un insegnante, Chriftian Demke, Michel Iurkßat, Gottlieb Ostermeyer e Chriftian Lovin. Tra quelli di epoca più recente molte traduzioni sono indicate con la lettera K (Kelch?)⁶⁹.
Tuttavia, l’autore dei testi originali tedeschi non interessava a Schwede. Gli stava più a cuore l’aspetto lituanistico. Schwede individuò dunque e mise in risalto, tra gli altri innari lituani della Lituania prussiana del XIX secolo, una raccolta richiesta e apprezzata dai lituani, mostrandone il posto nel panorama complessivo delle pubblicazioni di questo genere. Fu il primo autore a inserire l’innario dei surinkimininkai nella circolazione scientifica.
CONCLUSIONI
La ricerca ha rivelato che l’innario dei surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai fu una pubblicazione influente nella seconda metà del XIX secolo. Il suo repertorio influenzò l’innario ecclesiastico e quello dei soldati della Lituania prussiana, i libri destinati alle esigenze scolastiche e i lavori di carattere innologico dei membri della Società letteraria lituana di Tilsit. Non fu d’ostacolo il fatto che l’innario non avesse un’approvazione istituzionale ufficiale. Il valore dell’innario era accresciuto dalla sua popolarità e dall’atteggiamento positivo dei lituani nei confronti del libro, dal loro giudizio, che i rappresentanti della Chiesa della Lituania prussiana e gli operatori dell’istruzione non potevano ignorare.
I legami con il repertorio dei surinkimininkai si riscontrano nell’innario del pastore di Königsberg F. Kuršaitis Giefmijų bey Maldū=Knygos Karalißkojo Prufų Waifko (1854, Königsberg). Dall’innario dei surinkimininkai Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai fu ripresa la composizione «Rądau, rądau jau Gruntą ſawo» del pastore luterano di Berthelsdorf J. A. Rothe. Qualche anno dopo F. Kuršaitis tornò ancora una volta su questo testo e lo pubblicò nell’appendice dell’innario ecclesiastico Trecźioji Dalis Giefmijų Knygų (1857, Königsberg).
Anche il programma scolastico fu rinnovato con i canti dei surinkimininkai. Il sovrintendente di Tilsit K. W. O. Glogau si adoperò affinché l’innario delle scuole popolari 64 Giesmės
(1856, 1862, Tilsit) fosse arricchito di canti del repertorio dei surinkimininkai, corredati di melodie in notazione numerica. Il progetto di K. W. O. Glogau di basarsi su un innario non ufficiale non incontrò obiezioni né da parte del concistoro di Königsberg né da parte delle autorità del distretto di Gumbinnen, con il cui assenso la raccolta fu pubblicata.
Il pastore della chiesa di Klaipėda K. R. Jacoby selezionò testi dall’innario dei surinkimininkai per l’antologia scolastica Litauische Chrestomathie zum Schulgebrauch (1880, Klaipėda), mentre l’insegnante di Tilsit M. Voelkel li scelse per il libro di lettura Litauisches elementarbuch (1898, Heidelberg). Le selezioni di K. R. Jacoby e M. Voelkel non coincidevano: i curatori avevano opinioni diverse al riguardo. A K. R. Jacoby parvero degni di attenzione i componimenti di autori barocchi S. Dach e P. Gerhardt tradotti da G. Ostermejer e i testi anonimi, forse originali, in lituano; M. Voelkel, invece, scelse le traduzioni di canti di J. A. Rothe e del contemporaneo G. F. L. Knako. K. R. Jacoby indicò l’edizione specifica dell’innario dei surinkimininkai cui si era rifatto. Trascrisse i testi dall’edizione pubblicata nel 1876 dalla tipografia di Klaipėda.
Negli ultimi decenni del XIX secolo anche l’innodia dei surinkimininkai rientrava tra gli interessi della Società letteraria lituana di Tilsit. Il presidente della società e vescovo della Chiesa K. T. W. Hoffheinz, insieme ai suoi collaboratori, pubblicò le melodie dei canti dei surinkimininkai trascritte sul periodico scientifico della società Mitteilungen der Litauischen literarischen Gesellschaft e nella raccolta pubblicata a cura della società Giesmių Balfai (1894, Heidelberg, Tilsit). La raccolta comprendeva 29 canti dei surinkimininkai, con melodie armonizzate e adattate all’organo. Le iniziative dei membri della società e gli sforzi comuni per trascrivere le melodie dei canti e pubblicarle dimostrano che l’innodia dei surinkimininkai era considerata materiale prezioso, utile alla ricerca scientifica.
L’esame della ripresa dei canti dei surinkimininkai e della loro pubblicazione nelle opere qui considerate rivela una tendenza al predominio di composizioni del periodo in questione. Spiccano «Radau, radau jau Gruntą ławo» di J. A. Rothe, la versione modificata di «Aß tikt dryfu» di N. L. von Zinzendorf, che inizia con la strofa «Pilnos Rankos», i canti di G. F. L. Knako, poeta religioso dell’epoca, «Eikim Bėn, eikim Bėn», e le composizioni di E. G. Woltersdorf, pietista di Halle della generazione più giovane. Tra gli autori lituani si possono ricordare il predicatore laico, autore di canti e primo compilatore dell’innario dei surinkimininkai K. E. Mertikaitis e il suo componimento «Amžę tu Dangaus».
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Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai 1856: Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai [Various New Hymns or Evangelical Psalms], kuriós pirmó taipo po wieną kaip ir po keles į mažás Knygelės ſuraßytos buwo <...>, Septinta Karta Raßtais ißſpaustos Tilżėje prie Endrikio Poſto.
Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai 1861: Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai [Various New Hymns or Evangelical Psalms], kuriós pirm to taipo po wieną kaip ir po keles į mažás Knygelės ſuraßytos buwo <...>, Aßtuonta Karta Raßtais ißſpaustos Tilżėje, prie Endrikio Poſto.
Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai 1876: Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai [Various New Hymns or Evangelical Psalms], kuriós pirm to taipo po wieną kaip ir po keles į mažás Knygelės ſuraßytos buwo <...>, Memel: Gedruckt und verlegt von Heinr. Holz.
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Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai 1897: Wifókios naujos Gieſmės arba Ewangelijſki Pſalmai [Various New Hymns or Evangelical Psalms], kuriós pirm to taipo
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Una per volta, come pure diverse alla volta, furono trascritte in piccoli libri <...>, Memel: Gedruckt und verlegt von Holz & Szernus Nachfolger.
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Accoglienza del repertorio dei Surinkimininkai nelle opere della Lituania prussiana della seconda metà del XIXth secolo
SINTESI
L'innario dei Surinkimininkai, Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai, fu un fenomeno nuovo nella letteratura religiosa, che trasformò la tradizione delle pubblicazioni innodiche della Lituania prussiana esistente fin dal XVIth secolo. La necessità di una raccolta specifica emerse con l'aumento del numero dei fedeli e la crescente popolarità delle riunioni religiose (in lituano surinkimai) nelle parrocchie lituane. Fin dall'inizio, la raccolta di inni in questione si distinse dagli altri innari luterani della Lituania prussiana. La sua compilazione non era sottoposta al controllo del Concistoro di Königsberg né delle autorità statali. La traduzione e la redazione non furono affidate a un gruppo di sacerdoti nominati, bensì a conduttori provenienti dagli strati sociali più bassi e privi di istruzione universitaria, i cosiddetti sakytojai e insegnanti. Lo status non ufficiale dell'innario garantì ai suoi compilatori la libertà di plasmare il repertorio senza vincoli e di decidere autonomamente la scelta degli inni di autori lituani e tedeschi. È importante notare che la qualità della traduzione, così come i requisiti di versificazione e della lingua lituana, svolgevano un ruolo secondario. I compilatori si accontentavano del lavoro svolto da traduttori meno competenti. La pubblicazione non era destinata alle funzioni della Chiesa luterana, ma all'uso privato in casa e nelle riunioni (surinkimai) tenute fuori dalla Chiesa.
Questo articolo si propone di analizzare l'influenza del repertorio innodico dei Surinkimininkai sulle pubblicazioni della seconda metà del XIXth secolo. Tra gli obiettivi vi sono l'indagine dell'atteggiamento dei compilatori degli innari lituani ufficiali, delle antologie scolastiche e dei membri della Società letteraria lituana di Tilsit (che comprendeva ecclesiastici di alto rango e operatori dell'istruzione del sistema educativo della Lituania prussiana) nei confronti dell'innodia dei Surinkimininkai, nonché l'esame dei legami tra il contenuto dei libri e delle pubblicazioni da loro preparati e l'innario dei Surinkimininkai. Per individuare le tendenze dominanti degli inni dei Surinkimininkai nel periodo considerato, sono state selezionate pubblicazioni di generi diversi (raccolte di inni e antologie scolastiche).
L'indagine ha rivelato che l'innario dei Surinkimininkai, Visokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai, fu una pubblicazione influente nella seconda metà del XIXth secolo. Il repertorio influenzò i compilatori degli innari ecclesiastici e militari lituani, delle antologie scolastiche della Lituania prussiana e delle opere innodiche dei membri della Società letteraria lituana di Tilsit. Ciò non fu impedito dalla mancanza di approvazione istituzionale ufficiale dell'innario. Il suo valore fu accresciuto dall'atteggiamento dei lituani nei confronti del libro e
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dalla loro voce critica, che i rappresentanti della Chiesa e gli educatori non potevano ignorare.
L'analisi ha mostrato che per il sacerdote di Königsberg F. Kurschat l'innario dei Surinkimininkai fu una risorsa nella compilazione dell'innario militare Giełmõ bej Maldū=Knygos Karališkojo Prūſū Waiſko (1854, Königsberg). Dall'innario dei Surinkimininkai attinse l'inno di J. A. Rothe «Rądau, rądau jau Gruntą ſawo», successivamente incluso nell'appendice autonoma Trečioji Dalis Giełmū Knygū (1857, Königsberg) all'innario ecclesiastico Pagėrintos Giełmū=Knygos.
Anche i libri scolastici furono permeati dal repertorio dei Surinkimininkai. Il sovrintendente di Tilsit C. W. O. Glogau fece sì che l'innario scolastico 64 Giełmes (1856, 1862, Tilsit) fosse integrato con sette inni del repertorio dei Surinkimininkai, insieme alle melodie in notazione numerica. L'idea di C. W. O. Glogau non incontrò l'opposizione né del Concistoro di Königsberg né delle autorità del distretto di Gumbinnen, che approvarono la raccolta. C. R. Jacoby, sacerdote della chiesa di Memel, selezionò testi dall'innario dei Surinkimininkai (quattro in totale) per l'antologia scolastica Litauische Chrestomathie zum Schulgebrauch (1880, Memel), mentre M. Voelkel, insegnante di Tilsit, ne selezionò due per il libro di lettura Litauisches elementarbuch (1898, Heidelberg). C. R. Jacoby e M. Voelkel non selezionarono i testi secondo gli stessi criteri; i loro atteggiamenti in merito differivano. A C. R. Jacoby parvero degne di nota le opere degli autori barocchi S. Dach e P. Gerhardt, tradotte da G. Ostermeyer, e forse anche testi originali lituani; M. Voelkel preferiva invece gli inni tradotti di J. A. Rothe e del suo contemporaneo G. F. L. Knak.
I membri della Società letteraria lituana di Tilsit erano interessati alla tradizione canora dei Surinkimininkai e al loro innario, cui dedicarono attenzione negli ultimi decenni del XIXth secolo. Il presidente della Società, C. T. W. Hoffheinz, insieme ai suoi collaboratori, incluse melodie di inni dei Surinkimininkai nel periodico scientifico della Società Mitteilungen der Litauischen litterarischen Gesellschaft e nella raccolta Giełmū Balſai (1894, Heidelberg, Tilsit), pubblicata sotto gli auspici della Società, che presentava 29 inni dei Surinkimininkai con melodie armonizzate e adattate per organo. Le iniziative dei membri della Società dimostrano che l'innodia dei Surinkimininkai era considerata di valore duraturo e utile a fini scientifici.
Dopo aver esaminato l'adozione degli inni dei Surinkimininkai e la loro comparsa nelle pubblicazioni discusse, emergono le tendenze dominanti di alcuni inni nel periodo considerato. Spiccano i seguenti: «Rądau, rądau jau Gruntą ſawo» di J. A. Rothe, «Aß tikt dryſū» di N. L. von Zinzendorf, «Eikim Bėn, eikim Bėn» di G. F. L. Knak, gli inni di E. G. Woltersdorf, esponente della generazione più giovane del pietismo di Halle, e «Amžę tu Dangaus» di K. E. Mertikaitis, primo compilatore dell'innario dei Surinkimininkai, Viſokios naujos giesmės arba evangeliški psalmai.