scieee Science in your language
[it] (orig)

Il diritto romano delle obbligazioni e specialmente intorno alla teorica dei contratti innominati e del "ius poenitendi" del dottor Eduardo Gans

Read accessible full text

Il diritto romano delle obbligazioni e specialmente intorno alla teorica dei contratti innominati e del "ius poenitendi" del dottor Eduardo Gans

Author: Gans, Eduard; Salvetti, Eduardo
Publisher: Napoli : Libreria Strada Toledo, 1858
Year: 1858
Source: https://idus.us.es/bitstreams/202b20bc-c158-405e-b9c3-4aaa34f9f83e/download
Di i o Romano
DELLE OBBLIGAZIONI. Biblio eca PixeLEGIS. Uni e sidad de Se illa.
E SPECIALMENTE
INTORNO ALLA TEORICA DEI CONTRATTI
INNOMINATI
E DEL
JUS POENITEIVDI
DEL DOTTOR
EDUARDO GANS
T aduzione da! edesco , p ecedu a da un disco so Bulle ope e del GANS
PER
EDUARDO SALVETTI
Seconda edizione i edu a
NAPOLI
166k
LIBRERIA STRAD1 TOLEDO
So o le Rezan Finanze
1858
^-
EDUARDO GALAS
E LE
SUE
OPERE.
- e
∎
11111•••-
N
EL
1845 si pubblicò a Pa igi la aduzione di
una pa e della g ande ope a del nos o au o e, in i-
ola a Il
d i o di successione nel suo s olgimen o
s o ico uni e sale.
Alla aduzione ancese p ecede
una
No ice su la ie e les ou ages de
GÁNS
di un chia o sc i o e ancese , memb o della ca-
me a de' depu a i , dell' accademia e del consiglio
d' is uzione pubblica , il quale a e a a u o la en-
u a di conosce e pe sonalmen e e pe mol i anni
1'
au o e. Io b le o con a idi à ques a
no ice su la
ie e su les ou ages de Gans, sc i a
dall' amico
di qua dal Reno. Che cosa m' imp ome e a io di o-
a e in ques o disco so? gli e a
chia issimo.
Se si
osse a a o di a e no izia d'un eg egio capi ano , mi
sa ei aspe a o a ba aglie; se di un agheggino , ad
amo i ed a en u e ; se di un iloso o, a iloso ia : qui
si a a a di un giu is a- iloso o caposcuola ; dunque
io mi aspe a a a ede e come in lui si desse o la mano
e iloso ia e giu ep udenza ; quali
ne osse o
le ope e,
che il le a ono à caposcuola ,
seudo le ope e
i
a i
dello
sc i o e ; e
qual passo a ess'egli a o a e
alla
scienza con la no ella scuola ch' ei onda a.
Ebbene, nulla di u o ques o. L'amico di qua dal
Reno , pa lando del giu is a , non no e a pu una
1
1
delle sue ope e di giu e ; pa lando dello scola o del-
l'Hegel, non ci mos a ne la iloso ia del maes o, nè
i u i che p oduce nel discepolo. Un olume o a
i
dodici s ampa i ,
a
mia no izia , Ball' au o e , in i-
ola o
Ruecl blie e au Pe sonen und Zas aende,
che
iI
chia o au o ancese aduce le e almen e Co2p
d'oeil é ospee i su les pe>
sonnes e les ci con-
o
s ances , è
1' unico lib o di cui si pa li nella no izia
sulla i a del g ande giu is a : e ques o lib o non si
b iga pun o di giu e. 11 Gans e a Alemanno in ossa
e
polpa ; e 1' au o e della no izia dimen ica 1' Alema-
gna e ci aspo a a Pa igi. Ripo a de' b ani di le -
e e e di con e sazioni a lui ed Edua do Gans ; e
ques a con e sazione è legge a, piena di g azia e di a-
meni à. Se ole e sape e che e a Edua do Gans, secondo
ques a no izia, bisogna ch'io e lo dica in ancese; al-
men e è ancesissimo il Gans dell' au o e ed amico di
qua dal
Reno:
c' é ai un homnie d'esp i , qui ec ¿ ai
des li es de d oi pa dessus e mai-ehé.
E non a eb-
be po u o esse ale anco a la biog a ia di Al ed deMus-
se , il poe a leggiad o e spensie a o , an o alla moda a
Pa igi; e, men che il poe a, non e a
un homme d'ep i
1' azzima o ad apollineo lion Do ce , idolo di u i
gli odie ni salo i du Faubou /
Saini Ge main? L'esp
i
ecco ciò che ede 1' au o e della no izia ; ecco
la
lode sup ema ! Su, dunque, iloso i , giu is i, e poe i
e
bellimbus i, da e i la mano ed in eccia e una gaia
e
spi i osa ca ola ! Sie e u i una cosa sola ; anzi
non
sie e nulla nessuno: omb e, che alla in usa anno qual-
che scambie o e passano sulla scena del mondo ; lan-
e na magica più o meno alle ie ole. Ma, oialè, qual
is o e scon o a o spe acolo è mai la scienza e l'a e
e la i a conside a e a ques o
modo!
Chi d'
innanzi
ad
una scenica app esen azio
ne
,
o
ad un •sac i lzio eligioso, o ad una sposizione scien-
i ica si collochi da es aneo ad es aneo , senza in-
chiede e di più , senza sen i e nè pensa e più adden-
o di quello gli o a 1' agi a si di un a o e, il p o-
umo degl' incensi , la ilza degli a gomen i e de' sil-
logismi ; mu o spe a o e di più
mu o spe acolo ,
il
cuo e, la ede, la men e, e u o il c ea o, e sè s esso,
gli o ne anno o i nomi e casuali immagini : la i a
u aguan a , ques o io e olezzan e ed i aggia o
d.'
i-
deal i à, gli a à i epa abilmen e alli o. Ma se d' in-
nanzi a quelle o me sup eme il cuo e e la men e i
si scaldi , se i casi e lie i e dolo osi della s o ia e
della i a , non più digiunai e come mena i da una
cieca o una , si adano nella men e a compo e in-
sieme come in una
in ini a
co ona; e se, di ques a i-
ce cando il ce chio p imo su cui la si ele a , i ba-
leni al pensie o la P o iden e necessi à , che le sin-
gole pa i s inge ed in esse insieme ; quegli a eni-
men i , innanzi po e i e digiuni, si colloche anno cia-
scuno al suo pos o , ed il p egio e la maes à di quel
u o (poichè quel u o é il compos o di ciascuna di
quelle gemme) le e à ques e in g azia ed ono anza
a a coscienza della i a , la i a ci so iden i lie a
ed in esa al bene. Quel mu o
spe a o e ,
quel più
mu o spe acolo di poc' anzi son a i ainei,dne elo-
quen i : quella e e ea co ona li compone a elli insie-
me;
1' uomo si lance à consape ole di sè nell' in ini o,
iconosce à sè s esso come una gemma del se o im-
mo ale ; e ques o iconosce e la p op ia essenza co-
me spi i uale ed in ini a, ompe i
limi i
lel 'in elle o,
e conduce 1' uomo alla ideali à sua.
É
ques a
la me a cui ende in aíigabilmen e e pe
in ima
o za è spin a la gen e umana. E ciascuno de-
gli s o zi onde a ques a me a a iciniamo , ciasc:in

IV
lib o che ne spiana Un a o di ia , ciascun co i eo
della scienza che a ques a me a a anza, è un i ido
lo e dell' e e na ghi landa. E se ci si dia di sco ge e
da quali adici ei p ende la i a, quali u i p ome e;
ciascun lib o ci appa i à come una conquis a a a ,
che ne addi a
un'
al a da a e ; ciascun g ande sc i -
o o come un e oe , cui al i p ecesse o ed al i e -
an die o ; ed un acque [amen o che con iene un no-
ello deside io ; e 1'
an ico
nosce le ipsum,
che si i-
sol e semp e e iman semp e p oblema. Talmen e agli
occhi nos i la scienza non sa à più una mag a ilza
di a gomen i, ma i o il d amma e e no della glo i i-
cazione dello spi i o , a cui assis e e non è più da o
da es aneo ad es aneo ; ma , a pa e dell' azione
commossi e commo en i insieme , ogni e o app eso
dalla men e ci di en a un palpi ó del cuo e, e si e on-
de in un inno di glo ia all' E e no.
Io ò udi o usci e da ce e ]abb a,con a e pe un i-
solino sa cas ico, ques e pa ole: Oggi la poesia di enia
iloso ica) pe ò in icambio è o za la iloso ia di en i
poe ica. Ci e a chi c ede e ques e pa ole con enesse o
un' accusa pe la scienza, e solleci o p ese a iba e le,
chiedendo quale osse, se non la ecip ocanza della co -
esia, il legame logico a
la p oposizione di e a e 1' in-
e sa. Io engo dai p incípi pe cui iene colui che con-
u a a: pu e ques a ol a a ò causa comune col suo a -
e sa io : io concedo che oggi la scienza sia insieme
e i à della men e , e commozione del cuo e , e ede
dell' animo.
E
se ques o mio en a e a pa la e di un
la o o di d i o posi i o con pa ole, che chi sa come
sa anno quali ica e, non o e à g azia p esso i se e i
censo i , Io sa à ce amen e assai buon a es a o della
i e enza, e oglian di e dell'en usiasmo, ch'io ò pe
lo sc i o e da me ado o , e pe la pa e ch' egli
a
compiu a da alo oso
Ilei imena e ques a scienza al
suo
indi izzo
iloso ico.
All' nomo dagli sce ici cachin-
ni
poi
po anno ques e pa ole a es a e che , sebbene
nel nìio senso assai di e so da quello ch' egli ole a
da e alla sua p oposizione,
io
engo pe la e i à del
suo mo o spi i oso.
Quando io , le o p ima
il lib o , compii 1' ul ima
pagina
della aduzione , che p esen o ai miei
conci -
adíni , chiusi gli occhi e, pensando meco medesimo ,
mi
sen ii p imamen e a o di mol a igno anza. Po-
scia, conside ando come ques e e disse azioni p en-
dan pos o nel sis ema del (sans , e come in ques o
sc i o e la disciplina del d i o posi i o si sia icon-
do a e collega a alle scienze iloso iche; ui commosso
dal co so necessa io dello spi i o, ed esul ai c eden e
nel egno del e o. Pe ò io sen ii il debi o di di e
b e emen e che sia 1' au o e nella s o ia della giu-
isp udenza , e che il p esen e lib o nel sis ema del-
1'
au o e ; ché a me non pa e bas i di e del G ans
ch' ei u
homme d' esp i ,
né che i suoi lib i di d i -
o ci enisse o
pa dessus de ma ché.
Laonde il mio
disco so do à occa e dello s a o in cui e ano ques i
s udi p ima del Gans; dello s a o, cui egli li condus-
se; del pos o che a gli sc i i di lui iene il p esen e
lib o. Ma mos a e l'in imo legame
a
il lib o ed il si-
s emae a ques o
e
i p eceden i logici momen i della no-
s a disciplina ; è mos a e come il lib oe l'au o e e la
disciplina speciale si sieno enu i a g adi a g adi i-
conducendo p esso alla on e donde
aggono- e luce e
e i à , iconoscendosi come i a applicazione del sa-
pe e iloso ico. Quindi ciascuna special disciplina p en-
de le mosse : qui i, dopo la necessa ia mig azione pe
la ia p op ia, ciascuna, come il igliuQi p odigo, i-
o na icca di espe ienza.
Segui e ques o logico cammino , e
no a e
a qual
passo della glo iosa ia si collochi il lib o cl.' io p e-
Vi
sen o al pubblico, sa à mos a e insieme com'ci
s'in-
essa nel ce chio in
i
ni o della s o ia ideale del pen-
sie o.
I.
La agione uni e sa , a asi i a di uo i nei a i
del mondo isico e mo ale , giunge nell' uomo a co-
scienza di sè. L' ul imo p onunzia o di ques a coscien-
za , che ila
azionale è eale, ed il eale è a ,io-
p
ale ,
salu a nell' in imo co so dei a i mondiali
il
co so logico della agione is essza. 1 a i di ogni o -
dine s anno alla agione, in quella p opo zione che il
co po all' anima : il lo o insieme è la i a. llice -
ca e la agione nei a i è come ce ca e il ba -
e e dell' a e ia as ando il polso di uo i. Nei p i-
mi momen i, in cui la coscienza dell' nonno p ese a
conside a e i a i della agione, quel di uo i e que-
s a pa e in ima o ma ano, con usi in un ascio
dis in o,
il subbie o delle sue ice che. Dipoi ques a
p ima uni à dei due insepa abili elemen i, sia dell'es-
se e sia del sape e, si uppe ; e ciascuno di essi
en-
ne
acendo da solo la ia a sè p op ia. L' in elle o,
ponendo ad analisi diligen e le pa i di quel u o, le
epu ò in sè s esse di ise e dis in e : ma ciò acendo,
men e dall' un can o a icchi a, il sape e di no izie
minu e , d' al a banda scolo a a la i a della scien-
za, quella i a
che
è il compos o necessa io di quelle
pa i. Il co so delle discipline u e mos a nel
s ^o
s olgimen o che dopo quel l' uni à p imi i a ed
in-
consape ole , dopo quel disgiunge e dell' analisi , le
discipline u e
.e
ciascuna lo pa e anno aspi a o a
icongiunge si in un ul imo amplesso, consape oli della
lo o iden i à e della lo di e enza. La iloso ia in ese
a pene a e i a i ed a giugne e
in
essi a eal à
ed a ila ; le discipline speciali a lo ol a in ese o
VII
a imena e lo s udio de' a i a quel pun o onde p en-
desse o so io anima o e dalla iloso ia : 1' una si ico-
nobbe come as a a senza le al e ; Ie al e , come
mo e e non e e senza 1' una. l)a ques o co e e a
ale sup ema iconciliazione nacque o , come ul imi
u i ,. la enciclopedia delle scienze iloso iche , e la
a azione compa a a o iloso ica delle speciali
discipli-
ne.
L'una é la pa e in ima de' di e si g uppi di a i,
il lo o logico legame , la agione mos a a come i a
in ima de' mol iplici a i es e io i , ol i alle limi a-
zioni di spazio e di empo ; 1' al a , p esupponendo
ques o co so logico , lo ice ca nei a i speciali
di
ciascuna disciplina, seguendoli e s udiandoli nelle de-
e minazioni dello spazio e del. empo.
Tale , ch' io. c eda , è il appo o in cui sono
la iloso ia del di i o e la giu isp udenza ; ale il ap-
po o iii cui sono amendue ispe o alla iloso ia in ge-
ne e. Amendue , anima e dallo spi i o iloso ico , mo-
s ano l' una la iloso ia che discende nei a i; l'al a
i
a i che isalgono alla iloso ia. Ma, siccome di so-
p a no ammo , innanzi di giugne e a. ques o pe iodo
di iconciliazione, ciascuna.. scienza , guida a dall' ana-
lisi, ece lungamen e ia (la sè. La iloso ia la o ò
gameil e pei campi della agione as a a p ima di i-
congiunge si ai a i, in cui poscia in o mò co po ea-
le ; le discipline speciali lungamen e in e oga ono e
ianda ono i a i- p ima di icompo li insieme ed ani-
ma li me cé scien i iche nozioni.. Nondimeno ciascun
passo di quella scienza e di ques a disciplina , anco
guando l' una dall' al a digiun e eneano ie di e se,
è un passo e so- la Io •o iconciliazione. La s o ia della
iloso ia espone quel logico co so della pa e in ima
e gene ale del pensie o umano ; la s o ia della giu-
isp udenza do ebbe mos a e piel medesimo logico
XIV
lia , consape oli a nendne della, lo o iden i à e della
lo di e enza.
Un g ande uomo sole a a mo' di pa agone mos a-
e il logico co so dell idea anche nella i a na a-
ale dell' albe o. Vede e l'
albe o,
dice a egli ai suoi
discepoli : nel seme ci s a già u o acchiuso
in da
p incipio. I)i
poi'
sbuccia da e a e ien me endo o-
glie e ami , i quali ce lo mos ano come a a o di-
e so da quella sua po e a o igine. Ma da ul imo an a
icchezza di ami e onchi e e zu a p odu un
u --
io , me a di u a quella lunga ege azione : e ques o
u o non é null'al o, che un seme idel-Aleo di nuo o
alla
sua p ima na u a. Pa imen i la nos a d issi pl i na
nel suo p imo pe iodo scien i ico ci si mos a in una
uni à po e a ed inconsape ole con la liloso a del
d i o. La iloso ia di C is iano
T
ol compi a , nei
suoi empi , un u izio della, cui impo anza ci è
ali-
do
a es a o il lungo impe io della scuola ol iana.
La iloso ia del Leibni z , che in u e le sue pa i
non alica a il campo della me a isica dell'
in elle -
lo ,
acquis ò nel suo segui a o e un
elemen o
no-
ello , il quale , quan unque semb asse di le issi-
mo p egio , pu e a ea quello non pun o lie e di i-
mena e la iloso ia dal campo della pu a me a isica
in quello anco a della iloso ia p a ica. Il Wol non
aggiugne a
p
ulla alla pa e specula i a , che anzi ,
con in elle i e suddi isioni e con un p ocede e ma e-
ma icamen e, la ende a anco pi ìi igida ed
im mobile
che non 1' a ea p odo a il suo au o e. Egli enne e -
mo alla Monodologia ed alla Teodicea, aggiugnendo
pe sua pa e a ques o con enu o iloso ico
^
un
alcun
che di empi ico, a o da' sen imen i, dalle endenze
e dagli is iiì ,i umani. Ma, come accade semp e del-
1' empi ismo in qualsi oglia sua o ma ,
ques e
endenze
e ques i sen imen i, che si dice ano umani, e ano le

^i
^^,
Ili7^^
11;
,;I11:'
i
,
,1
:
,
x
endenze cd i sen imen i del empo del Wol ; e ano
i
conce i che domina ano allo a. Le quali giun e
empi iche, se nella logica e nella me a isica wol iana
s' innes a ano quasi come un sop assello alla dimos a-
zione eo e ica , nelle ope e di iloso ia p a ica ( a
cui è il di i o di na u a) o ma ano il ondo is esso
del lib o, cui 1' o dinamen o sis ema ico s' impone a di
uo i, anzi come pa izione in elle i a che come le-
game logico. Ma se è e o che la iloso ia del di i o
al o
non è
che la pa e in ima e azionale del d i -
o posi i o di u i i empi e di
u i i
luoghi iu ciò
che à di logico ed assolu o ; la iloso ia del di i o
de' wol iani , ogliendo a con enu o i conce i em-
pi ici de' suoi empi, do e a necessa iamen e o na-
e ad una pa ziale as azione in elle i a del d i o po-
si i o dominan e nell'epoca. Ciò uol di e ch'ella p e-
se un con enu o, il quale , quan unque o malmen e
si dis ancasse dalle speciali limi azioni di una spe-
ciale legislazione , pu e in ondo
n011
e a al o che
1'
as azione
di
ques a. La gene ali à azionale u pu-
amen e o male pel d i o na u ale de' wol iani ; i
quali, quando al ondo, imane ano sugge i ai conce i
empi ici dell' epoca , e pe ò limi a i en o lo
spazio
ed il empo.
Pa imen i i giu is i posi i i , pe idu e ad in-
sieme scien i ico la ma e ia della lo disciplina, im-
p on a ano a ques a iloso ia del d i o le pa izioni
e
le
ca ego ie, p esen ando, quan o al ondo, il
isul-
lamen o
de' conce i dell' epoca in a o di d i o
posi i-
o.
Ecco a che modo il medesimo nos o a. espo-
ne i isul amen i di ques o p imo pe iodo: a
Come
la me a isica de' wol iani olse a p incipio, senza
al-
a c i ica , i conce i dominan i in quel empo , così
il
d i o di na u a di ques a scuola si enne pago ad
o dina e solamen e i conce i del Tempo in o no al (li-
01'
XVI
i o , senza a si pun o a mos a ne la necessi à
in-
ima. Né al imen i nel di i o posi i o p ocedendo
3
non si p ese ad in es iga e di p esso nè il di i o o-
mano nè il di i o ge manico, pe ca a e da ale s u-
dio i conce i giu idici p op i di ques i popoli. In cam-
bio di ciò, si ce cò di es i e la ma e ia giu idica o-
mana o ge manica della o ma dei conce i dominan i
nell' epoca. I1 p odo o scien i ico di ques a scuola u
pe ò un di i o na u ale che con ene a di i o oma-
no
e
di i o ge manico, quali 11 app esen a a la p a-
ica del empo ; e un d i o omano ed un d i o
ge manico, i quali e pe la o ma e pe il con enu o
non e ano al o che il d i o na u ale della scuola wol-
iana. Ciò che ci à di e o in ques o modo di a azione
si è, che in ondo s' in o ma a di ques o pensie o :
che il azionale non is à di incon o al eale , che
anzi è eale : ciò che ci à di e oneo si è, che, in
al guisa p ocedendo, si ace a pe a es a e il azio-
nale à incoli e con ini di ini e as azioni dell' in-
elle o (i) ». Una p uo a lucen issima che il p odo o
della scuola wol iana osse ques a immedia a e po e-
a uni à della iloso ia del di i o e della posi i a di-
sciplina del giu e , ci si mos a i issima nell' Ein-
necio. Ques o sc i o e sen ì il debi o di a si maes o
in una ol a e di me a isica , e di d i o na u ale , e
di d i o posi i o. Quan o sia e o che egli abbia po-
s o pe con enu o del suo d i o na u ale , ol e alle
psicologiche in amesse , gli schemi as a i del d i o
omano dominan i nel empo , e pe o dinamen o scien-
i ico del di i o omano posi i o null' al o che le ca-
ego ie del suo di i o na u ale ; è no issimo mas-
simamen e a noi, i quali in' oggi in pubbliche o p i-
(I)
Gans.
Das
E b ecb
in
Wel geschich liche Bn wickelung —
Be lino

P eamb. pag.
7-8.
ale lezioni siamo s a i ammaes a i semp e
sui
olumi.
dell' Einnecio.
Ma men e ques o illus e sc i o e dall' un can o ien
e mo alla scuola cui appa iene , dall' al a banda è
quasi p esago della ia no ella in cui e a pe en a-
e la giu isp udenza. Egli sen i che l'an ichi à oma-
na e ce a no izia di quella s o ia u a do esse eni e
in
ausilio all'in elligenza di quel d i o. Ma ques o pen-
sie o, anzi
che
mos a si con chia a coscienza, aspa e
inconsape olmen e dalle g andi ope e dell' Einnecio. Lo
s udio del d i o omano do e a o a spoglia e quella
pa ziali à in
cui
si o a a; oglio di e, che il d i o o-
mano del secolo decimo a o a e a a di en a e di-
i o omano di .Roma. Solamen e quando ques o passo
osse da o, o na a possibile di segna e l' in imo legame
di u a la s o ia , e di no a e come sia uno e con i-
nuo lo s olgimen o del di i o in u e le e 2 del mondo.
Poco innanzi ogliemmo quasi a pa agone del
lo-
gico co so dell'idea la i a ed il na u ale s olgimen o
dell' albe o. Ci pa e di a isa e quel p imo seme,
già capace di u o l.' albe o ed inconsape ole della sua
o za,in quella p ima iden i à inconsape ole anco a essa,
in
cui pe la scuola ol iana si palesa ano con i e e
insieme la iloso ia del d i o e la disciplina del d i o
posi i o. Ma allo chb p endemmo ques o pa agone, no-
lamino anco a che lo sbuccia e e me e oglie dell'
al-
be o
lo mani es a di uo i come a a o dissimile dal suo
seme. Il pe iodo della nos a discipline, o 'ella ompe
dalla uni à immedia a, in cui e a con la iloso ia del di i -
o,
e p ende a pe co e e una ia a sè p op ia, si asso-
miglia nel nos o p oposi o all' in onda e dell'albe o.
Chi p endesse a s udia e 1' uomo p esupponendo la
i a ,
acilmen e po ebbe po e
a disamina i sensi
e la pa e isica , e la coscienza e la pa e mo a-
2
XVIII
le , conside ando ques e pa i siccome momen i del.
u o, disgiun i solo dall' in elle o e dalla analisi.
Pe
chi si ponga all' ope a con . ques o pensie o , quelle
pa i non sono al imen i e e , se non in quan o si
compongano insieme e o mino u e una cosa sola , la
i a. Chi pe con a io, s udiando aluna di ques e pa i,
non abbia più in men e il lo o insieme, e an o egga
quan o occhi , do i°à necessa iamen e iusci e a nega e
al e pa i che non gli occo ono, se oglia s a e al
ma ello del agionamen o; o e o, se non gli dia
l'ani-
mo
di nega e ciò che pu si ede , non po à icono-
sce ne l'esis enza, se
non
spiccando un sal o mo ale.
L'abisso ch'ei non po à mai colma e é appun o il lega-
me ed il passaggio dall'una all'al a di ques e pa i,che,
così conside a e isola amen e, non a an mai i ù di
p esen a e. La s a ua sensi i a non po è mai agio-
na e , come pu e la agione as a a non po à mai
giugne e a sen i e , se pe la e i à di ques a non
si p esupponga la i a di uo i, e pe la ideali à della
i a di uo i, non si p esupponga la agione. Non di
meno , comechè ale sia il e o , la mon e umana nol
po à u o app ende e, che p ima non 1' abbia s udia o
a pa e a pa e. Ma ques a analisi , che è pe iodo

di ansizione necessa ia , ice che à pe - al guisa un

^i1{
elemen o del e o a spese dell' al o , che non dubi-

11
^

e à di nega e. Ad una coscienza supe io e è se ba o

^l
di accoglie e insieme u e ques e pa ziali ice che,
u e ques e esclusi e a e mazioni ; e ciò acendo, col

accoglie le ed a e ma le u e quan e esse sono, es a

;g u
di pe sè ol o di mezzo e nega o ciò che ciascuna di
esse, isola amen e conside a a, nega a delle al e.

O a ques o pe iodo di analisi é o ni o nella nos a

c^o
disciplina dalla
scuola s o 2ca,la
quale co isponde alla

iloso ia c i ica. Disgiun i il eale ed il azionale, sono

9
ice ca i nel campo p op io con una diligen issima
111'
XIX
analisi da' giu is i s o ici da un can o e da' iloso i
kan iani
dan' al o.
La iloso ia di Emmanuele Kan de e 1' ul imo c ollo
al. wol ismo , che ino al le a si del iloso o di Koe-
nishe ga ene a u a ia il pensie o degli Alemanni
siccome lo iloso ia popola e. Quel mis o di
specu-
lazione e di empi ismo, onde si compone a la iloso-
ia del Vol , u segno al c i icismo kan iano. I wol-
iani agionando a e ma ano come e i in sè s essi gli
obbie i ed i isul amen i delle lo o ice che, senza
inchiede e in p ima qual ede me i asse il agionamen-
o lo o. Gli e a, a di la col linguaggio o ense, una
quis ion
pe en o ia
quella cui anda a sogge a la me-
a isica di ali iloso i. Ed il Ran , p endendo pe isco-
po del suo capola o o la c i ica della acol à cono-
scen e , pose dinanzi a' wol iani la emenda quis ion
pe en o ia. P ima di p ende e a conosce e checches-
sia , dice a egli , bisogna s udia e quale e quan a
sia ques a acol à del conosce e. E poichè noi giu-
gniamo ad a e ma e al cosa come e a la me ce
di ques a acol à conoscen e , ei ci con e à, p ima di
iposa e sulla ce ezza della nos a a e mazione, a -
ci a s udia e quale sia la na u a
e
la capaci à di
ques a acol à , che e nelle nos e mani come l'is u-
men o onde ice chiamo il e o. Il quale s udio p e-
limina e è di g ande impo anza pe non inciampa-
e a i ene e come quali à della cosa ciò che o se
po ebbe esse e 1' e e o dell' al e azione p odo a
del-
1'
is u nen o (1).
A
compie e ques o assen o, il
ilo-
so o
oglie ad obbie o del suo conosce e e delle sue
conside azioni la agione is essa, in quello ch'essa si a
a
conside a e ed a conosce e gli obbie i di uo i. E, popo-
la o u o un mondo di ques i a i in e io i ,
non sa
(1) Kan . K i ik de einen Ve nun -P eambolo p. XVIII-XIX.

XX
a e ma e che il di uo i sia in
sè
s esso quale la a-
gion pu a (
che
è ciò
solo
ch'
egli conosca) ce lo i-
ae. Pos o pe ques a ia il Kan nega ogni obbie ia-
i e alle de e minazioni della me a isica wol iana , e
mos a coni' esse appa engano solamen e al pensa e
subbie i o. Le ope e di .Emanuele Kan , dice il
iloso o di Be lino , i aggono la s o ia de' a i della
agione indi iduale: esse sono un' o ima in oduzione
allo s udio della iloso ia, ma e a assai chi le olesse
conside a e siccome la iloso ia is essa. Non di meno
quella icchezza di a i psicologici non po e a esse-
e s udia a se non e sando su quello a gomen o solo
u a la men e. Ma ciò u alle spese del mondo
di
uo i, il quale es ò ascu a o, anzi a a o nega o in
g azia della agion pu a. I a i non ánuo ninna im-
po anza in sè s essi pe' kan iani: iu iloso ia del d i -
o
essi iesci ono a cos ui e Io S a o
a p ?o i ,
noci
pun o quale e a nè quale
u ,
ma ale che me i asse,
a
di lo o di esse e.
men e così dall' un can o i iloso i sconosce ano i
a i pe is udia e la agion pu a ,
i
giu is i posi i i
della scuola s o ica dall' al o, seguendo lo s esso me-
o in al o uono , sconosce ano la agione pe is u-
dia e i a i. Siccome i kan iani oppone ano alla me-
a isica wol iana che, p ima di po e come e i de' o-
a i della agione, si do esse s udia e quale sia la a-
gione essa s essa ; pa imen i i giu is i s o ici oppone-
ano ai wol iani che, p ima di c ea e un sis ema del
d i o omano, si a esse a s udia e quale osse il d i o
omano in sè s esso. Si s udi la s o ia , si ice chino
le on i del d i o : ques o u il mo o cos an e ed in-
a iabile della scuola s o ica. Ciò che ci è di e o
in

I
ques a p o ession di ede si è,
che
il di i o (sendo
mo o e e la conseguenza insieme della s o ia is essa
di
un popolo) si mani es a almen e con ques a coma
XXI
pene a o che non ci à e so di giugne e ad esa a
no izia dell'uno senza i i e e nell'al a. Quan o adun-
que al la o o del giu is a e udi o , il quale s udii il
d i o non più come cosa i a, ma siccome un. elemen-
o p incipale e sin e ico di un' epoca asco sa , i. giu -
is i s o ici colpi ano al segno. Ed anche il onda o e
della scuola iloso ica
noia
solo il concesse , ma dimo-
s ò coi a i quan a diligenza con enga po e a ice -
ca e nella s o ia di un popolo passa o il suo d i o po-
si i o. Ciò che ci à di pa ziale e di e oneo nel si-
s ema di ques a scuola u l' e e o del nega e ch'essi
ece o ogni elemen o azionale, in g azia della eal à
de' a i s o ici. Siccome i iloso i kan iani ip ende a-
no
ne' wol lani 1' empi ismo in me a isica, si pa imen i
i
giu is i s o ici ip ende ano. ne' lo o p edecesso i
iloso ismo in giu ep udenza.Quindiinnanzi di en ò
ca ne
la pa ola dell' ana ema il di e ad un giu is a ch' ei
pizzicasse del iloso o: gli e a lo s esso come gli si
dicesse igno an e ; pe ciocchè le cos uzioni as a e
de' wol ani e an enu e come il pa o della iloso ia ;
ed in e e i i giu is i wol iani manca ano della
no i-
zia p ecisa della s o ia. Pe ò men e
da un can o i
kan iani poco cu a ano la eal à de' a i ,
pe po si
con u a la men e a ice ca e le ca ego ie della
a-
gion pu a ; i giu is i s o ici d' al a banda do e o le
spalle alla agione-, spe ando unica ia di salu e nella
eal à de' a i. Colloca i in ques i con ini, è acile in-
ende e cii' essi non po e ano es ima e nè niun sis ema,
nè pe ino aduna eo ica di d i o posi i o, quando lo
mancasse u la s o ia già
condi a
o e po esse o p ende e
unico lo c i e io. il nos o a. dice su ques o p o-
posi o, « io
no
n
.
so bene se la essenza della scuola s o-
ica consis a nella eo ia di nega e il p esen e, o nella
p a ica di ianda e il passa o
(1) ». Ce amen e u i
. G +n5, S
s
em p. 159
XXII
abbandona ono il p esen e ed emig a ono nel passa o,
e mando lo case nel medio e o , se a e ano a a -
a e di d i o ge manico; nell'an ica Roma, se di d i o
omano. Il p esen e, come quello che non anco a e a a o
s o ia
condi a,
non po e a pe niun e so nè con ene e
nè p esen a e il d i o: gli e a o za pe ò di pesca lo
nel passa o (I). Ma ciò acendo essi dimen ica ano che
îl
di i o, non che dimo a e nel p esen e, è il p esen-
e is esso : incaccia lo nel passa o è minaccia e su-
s anzialmen e la sua i a ; gli è dis ugge lo a a o
siccome d i o (2). Non di meno i la o i della scuola
s o ica ánno g andemen e a icchi o la
ma e ia
della
scienza. Ei si po ebbe di e di ques i, ciò che 1' Ilegel.
disse de' lib i del Kan : sa ebbe o un' o ima in o-
duzione allo s udio del di i o posi i o.
Ques i la o i si possono dis ingue e in e o dini
la ice ca delle on i e la lo o esposizione ; la
c i i-
ca
s o ica ; 1' o dinamen o ed il sis ema s o ico. Que-
s e e specie di la o i non si possono così ecisa-
men e 1' una dall' al a di ide e che nell' una non

['
si a isi es igia dell' al a. Ne' la o i in o no alle
on i ben si sco ge à alcunchè di c i ica ed un o -

>>
dinamen o qualunque, e ice e sa. Ma ques o si può

il
ben a isa e , che ciascun la o o di ques a se o-

s(
la s' indi izza o alla ice ca delle on i , o alla c i ica

Il'
s o ica , o allo s o ico o dinamen o. In qualunque di
ques i e o dini di la o i, non di meno

^,
ques a seno-

^:^,
,
la non po e e alica e i limi i in elle i i in cui s'e a
inchiusa. Nella sposizione delle on i non occo e al-
o agionamen o, se non quello in o no alla genuini à

¡^
de' es i: 1' e meneu ica o dina ia qui è bas e ole, nè
a a e i e il o o del sis ema. I la o i c i ici si
ele-
(1)
V.
Gans op.
ci .
p,
156..
(2)
p. 157.
XX
I
II
ano, ad una e meneu ica supe io e , quella del nesso
causale de' a i s o ici a lo o; e al ol a s o icamen e
assegnano il mo i o della legge (1). I la o i sis ema ici
e d'insieme non iconoscono al o legame se non quello
del a o e della c onologia. Gus a o Hugo, e colo o
che il salu a ono eg egio campione della scuola capi-
ana a dal de Sa igny, enne o e mo a ques a sen en-
za: « La scienza del d i o é la sua s o ia ». Ma que-
s a a e mazione , non giusla nel senso che le dáuno
gli au o i della o mola , è d' al a banda e issima
nel senso pii' la go , che le si de e di poi. Tu o
il
sape e è iden ico con la s o ia del sape e: solamen e
che la s o ia di u o il sape e , come pa imen i la
s o ia di u o il di i o , non si e mano in lino spa-
zio ci cosc i o ed in u i empo de e mina o. Una a -
azione s o ica qualunque giugne à a e i à e ad idea-
li à compiu a quando, a asi al di sop a di uno spazio
e di un empo ci cosc i i, abb acce à nella sua am-
piezza u o quan o é, pe quel ispe o, lo s olgimen o
dello spi i o umano. Egli iandando il suo co so, no ando
la sua s essa diale ica, onde è enu o a coscienza assolu-
a della sua essenza spi i uale; sco ge à insieme qual
sia il suo esse e e quale la sua agion di esse e;
i
suoi a i e la sua logica.
1
isul amen i p esen a i dalla scuola s o ica sono di
na u a iden ica a quelli della iloso ia kan iana : en-
ambi sono anima i dallo s esso p incipio ,
il c i i-
cismo. 11
azionale ecl il eale , palesa isi in una in-
consape ole uni à
p
ella compene azione i
q
cui s a ano
1a
iloso ia e la disciplina del giu e app esso i wol-
iani , a e ano in ques o secondo pe iodo a disgiun-
ge si ed a epu a si come con a ii. Non di meno, an-
che in ques a appa en e con a ie à , le due scienze
(1) Con '.

Op
ol,
S, S.
i>
4 ol. Be lino 182
,
1-1823,, Síu (ga d l 829-18u, ,
,Scì i (
a i

s o ici ed es e ici,
2 ol. Be lino 18:51;
Sgua di e conside azioni in o no ad uomini ed a cose
I ol. Be lino 1836 :
In o no al ondamen o del pos-
sesso,
1 olume o Be lino 18'59. Di ques e ope e già
son a e accessibili agli I aliani s udiosi della nos a
scienza le seguen i: gli
Scolii in Gajo
ed il
sis e-
ma del d i o omano
iassun i ed espos i da A,
Tu chia uIo , I ol. in i ola o
S udi sop a Gang
ela i i al B illo Romano , Napoli
1851 ; Il
d i o
omano delle successioni,
aduzione di A. Tu chia-
ulo Napoli, I ol.; e del medesimo :
S udi in o no
al e
successioni in I alia nel medio e o,
Napoli, 1855 ;
i quali due la o i comp endono il 2.° e b e e pa e del
3.° olume dell' ope a in 4 ol. dell' a.:
Osse azioni
in o no alla eo ica del eso o ,
a o dal 1. ° ol .
degli sc i i a i dell' a.: aduzione di A. Tu cilia-
ulo , inse i a nella Gazze a de' T ibunali di Napoli
n.° 925. L'
Amle o di Sclialispea e
a o dal 2."
ol. degli sc i i a i dell'
a. :
e pubblica o in e -
sione i aliana nel n.° 9, anno 1.° 1855 di un gio nale
le e a io in i ola o la
musica , il
quale ede a la luce
in Napoli. Ol e a ques e aduzioni già pubblica e ,
so che ci é un' accu a a aduzione dell'opuscolo in-
o no
al Possesso
sc i a da un nos o conci adino
la quale io ace a o i, in un al a occasione, di ede
pubblica a.
O a io , col deside io di ede ado e le ima-
nen i ope e dell' a. , p esen o agl' i a,liaiii giu is i
il
p imo lib o ch' ei de e alla luce. Che io sappia , e
pe quan o ne abbia po u o a ice che , non ce ne
sono al e aduzioni , ne se ne o ano age olmen e
al e copie in edesco. Tu e le aduzioni che abbiamo di
ques o a. sono napoli ane : in F ancia si é ado o , ch' io
sappia,solo una pa e del suo 4 ° ol .
delle successioni,
i
n i-

XXXI
olando la aduzione :
His oi e du d
p
oi
de succes-
sion en T ance , au molen-age , pa
L.
de Lomé-
n.ie ,
Pa igi 1845. Nè posso nasconde e ce a soddi-
s azione, no ando che quasi u e le aduzioni de'li-
b i di ques o al issimo pensa o e sono napoli ane: ciò
po ebbe o ni e una comp uo a di quello à sc i o
non à gua i un al o nos o conci adino ; che la
men-
e
de' nos i pa e a acconcia a ques a manie a di s u-
di g a i.
Ol e a ques e ope e, l' a. pubblicò in Be lino, 1830
1832, degli sc i i in o no alla legislazione p ussiana;
ma non mi è s a o possibile di p ocu a meli. De ò
inol e egola men e le lezioni dalla ca ed a , e pe
alcun empo in a enne un udi o io di ogni o dine di
pe sone con la sposizione della s o ia degli ul imi Tempi
nos i. Il calo e e 1' ingegno, onde e a anima o il suo
disco so, e 1' in e esse che anche di pe sè des a a que-
s a ma e ia, an o p ossima agli uomini ed ai casi p e-
sen i, gli asse o un pubblico di ben mille
e
cinquecen-
o udi o i (1), ino all' en usiasmo plauden i. Pe o dine
dell'au o i à ques i disco si u ono in e o i. Nel 1826
ondò il
gio nale di c i ica scien i ica,
no o come il
capola o o di ques o gene e di pubblicazione pe iodica.
La men e e lo scopo di ques o gio nale e a di a e la
c i ica scien i ica dall' indi izzo nega i o in cui si o a-
a ed in cui icadde os o che u manca o il conco so
de' alen uomini p imi collabo a o i. A aggiugne e lo
scopo a u o in men e e a mes ie i di mos a e quan o
sia a bi a ia la c i ica di ope e scien i iche onda a sul
gus o e sulle opinioni indi iduali. E mos a e 1' a bi io
di ques o indi izzo non e a possibile se non e mando
delle p emesse scien i iche obbie i e , onde si p en-
(1) Sain -Ala e-Gi a din —
Cuelgues Sou eni s
s
u
M:
Gans --
Pa-
igi 18'15 p. XI.
X,YY1
desse o le mosse pe dimos a e il bene o il male
de
1' ope a ol a a disamina e. Ques e p emesse s abili
ed obbie i e e an pos e dalla iloso ia : l' Hegel da a
il
ono ed il eno e a u a la schie a de'do i, i quali,
capi ana i dal p incipe de' pensa o i , di onde ano
ques o gio nale

sape e e aceanlo popola e pe' ipi
del p incipe degli edi o i, il Co a (1). In b e e que-
s o gio nale u gene almen e no o come gio nale he-
geliano (2), quan unque il Gans e non l'Ilegel ne osse
s a o il onda o e. Ma u a ia il giudizio del pubblico,
in i olando dal nome del iloso o ques a pe iodica pub-
blicazione , e a a a o na u ale ; chè se è e o che
ciascuna cosa mos a la sua no a ca a e is ica in ciò che
à di
in imamen e p op io e i ale , e a ben agione
che ale gio nale scien i ico si addimandasse da quella
iloso ia che u a ne in o ma a la i a.
Il
Gans u discepolo , amico e compagno dell' He-
gel : ei lo chiama a suo maes o , p o e o e ed ami-
co (3). Dopo la mo e dell' illus e iloso o el u uno
de' se e chia i uomini , che pubblica ono le ope e del
maes o.
La iloso ia del d i o
e
la iloso ia del a
s o ia
u ono pubblica e pe le cu e speciali del Gans,
il
quale
i
p epose due p e azioni sc i e a 29 mag-
gio 1833, quella p epos a all' una , ed. agli 8 di gi -
gno 1837, quella p epos a all' al a ope a.
Ques o ingegno p ecoce ed ele o ebbe la en u a
di esse e insieme sapien e nella scienza e do o degli
uomini e della i a : umano , socie ole , conosci o e
non pu e de'suoi conci adini, ma de' F ancesi e
degl'Ia-
glesi,
p esso
i
quali ed in !s izze a e nel Belgio sog-
gio nò pe ben e ol e. Ciò gli pe ezionò p a ica-
(1)
Gans Rueckblicke
p. 215 e
sea.
(2)
1 i
p.
250.
(3)
Gans Rueckblicke
p. 228.
X
X
XI
I
I
-men e quel diliea o senso s o ico, che in ano si a ende
dallo s udio de' soli lib i. I lib i e gli uomini , la eo-
ica e la p a ica; ecco le due acce di una sola me-
daglia, la i a: in quando esse es ino digiun e , non
pe e anno mai a o ma e un uomo eg egio.
Ed in e e i nel suo olume in i ola o
Sgua di e
conside azioni
ec. ec, el si mos a insieme p o ondo
osse a o e e
leggiad issimo na a o e. Ques o lib o ,
il quale con iene de' accon i sul gene e di quelli che
i F ancesi chiamano
i np essions de oyages ,
ag-
giunge all' ameni à di ali sc i o i la p o ondi à del
pensa o e alemanno.

-
^^
Edua do Gans mo ì p o esso e di d i o della Uni-
e si à di Be lino a dì 5 maggio 1839 di 41 anni.
Ma non e a solamen e il p o esso e di d i o , che
Be lino pe de a quel gio no : Edua do Gans e a di-
en a o pe'suoi conci adini maes o ed amico,
scien-
i,

zia o e ibuno. Quan unque allo a Be lino non a e a
¡o

anco a assemblea delibe an e , Edua do Gans o ò mo-
el
do di des a e lo spi i o poli ico con le lezioni di S o-
ia con empo anea, che con an a eloquenza a e a de -
a e. Pochi anni anco a di i a , ed ei sa ebbe s a o
eminen e uomo p a ico di S a o , come u eminen e
giu is a ed es ima o della s o ia ! E ques o pensie o
che una mo e p ema u a s appa a in quel gio no ne-
as o alla P ussia ed al mondo un uomo già celeb e,
il
quale imp ome e a di esse e ai suoi con empo a-
nei u ilissimo anche nel go e no dello S a o ,
come
u nella scienza ; ques o pensie o , io dice a , di p o-
ondo dolo e u esp esso dalla olla di ogni o dine di
pe sone , che asse mes amen e alle sue esequie.
Non solo s uden i, ma bo ghesi di ogni o dine e
popo-
lani e mili a i segui ono il e e o (1) . Anzi ques i
(1)
No ice
su la ie e les o u ages de Gans , pa M. Sain -Ma c-
Gi a din. Pa is 1M5 p. XI.
3
XX I V
ul imi
e
non gli scienzia i a e ano a impiange e
e-
amen e la pe di a del g ande uomo ; pe ciocchè
i
empi
non
a e an consen i o a ques o ingegno p i i-
legia o di esse e al o nel campo della poli ica, se non
che una semplice spe anza ; laddo e nella scienza ,
quan unque si gio ane , la sua i a e a bas a a a
compie e la sua missione. Egli a e a già p ecisissima-
men e segna o la ia no ella della disciplina del di-
i o ci ile posi i o ; clllella ia , che succede do e a
all' al a già pe co sa dalla scuola s o ica. La icon-
ciliazione della disciplina speciale e della iloso ia u
solennemen e p onunziala dal nos o
a. :
la s o ia della
scienza lo salu a onda o e della scuola iloso ica (1) .
Ecco a che modo 1' a. chiude a la b e e nec ologia
dell'amico e maes o suo, mo o ai 14 no emb e 1851.
« Ben p es o i discepoli e gli amici ado ne anno di
nn
monumen o il sepolc o del g ande uomo. Ma i-
a ci di an a pe di a non po a mai nessuno. Kan
ide in sua i a so ge e lich e , Fich e ide scin il-
la si d'incon o l'ingegno gio ane ed acu o di Schel-
ling ; Schelling ide le a si accan o di lui 1' Ilegel,
ed o a, i a osi pe en i anni dalla iloso ia, gli so-
p a i e (2). Ilegel lascia dopo di sè
mol i
alo osi
discepoli
ma niun
successo e. Con
lui
la iloso ia a
conchiuso il suo ce chio. Quindi innanzi il p og esso della
scienza non consis e à

al o che nel la o a e e i-
maneggia e la ma e ia, secondo quel me odo, che co
n
.
la massima p ecisione e chia ezza ne spose 1' eg egio
uomo
i epa abilmen e pe du o (5) » .
(1)
o a o le no izie di ques i b e i cenni biog a ici dai luoghi
che son enu o
ci ando
e dal Con e sa ion Lexicon. Lipsia 9.
1
E-
dizione.
(2)
Schelling é mo o il 20 agos o 1851.
(3; Gans
Ve niscb e Sch inen
ol. 2.° p. 251-251
xxx
Che
ciò sia e o appa e chia issimo guando si con-
side a che quello a e ano di also, e pe ò di con u a-
hile, i sis emi de' p eceden i iloso i e a appun o che
ciascun pensa o e , ciascuna scuola , a e a a o co-
scienza di un la o della e i à ; e negando e com-
ba endo gli al i la i u i , a e ma a quell' un la o,
ol o a s udia e , come la e i à u aquan a.
Pa-
imen i ciò che ciascuno p esen a a di e o si e a lo
s udio e le no izie di quel la o. Ciascuno , con u ando
i
p eceden i , sco ge a una no ella acce a di ques o
diaman e splendidissimo.
Manda e
ad una ad una que-
s e mille e mille acce e, inchè u e si a esse o po u e
a
isa e,
non più spicciola am
en e,
ma nel
lo o
insieme,
ecco la g ande ope a iloso ica che lo spi i o umano
à
compiu o dopo il gi o di ci ca en icinque secoli (1).
Que' empi e quelle men i , cui si palesa solamen e
ciò che ánno di nega i o ques i mol iplici la i , cioè
1'
esse mol i e cozzan i , sodo i empi e le men i
che p onunziano le sce iche sen enze. Ma allo chò lo
s esso sce icismo è iconosciu o anch'esso come un' al-
a delle mille acce e ,
ei
si ien collocando al suo
pos o necessa io ; ed, in cambio di appa i e nega i o
e dis u o e, si appalesa siccome un al o passo pe
cui lo spi i o umano è giun o a comp ende e il suo
logico cammino. I empi che seguono non eggono
piú
ne' mol i sis emi il la o 1o nega i o , sibbene
i
sco -
gono la lo pa e posi i a , il lo o in imo legame. Ed,
assegna o a ciascuna acce a il suo pun o di e a lu-
ce , ciascuna è iconosciu a come una e i à pa ziale;
u e insieme come la e i à u aquan a. Vede e come
u i i sis emi logicamen e si colleghino, ede e come
ciascuno di essi è la conseguenza del p eceden e e la
p emessa del susseguen e; sco i e ciò che i e di ne-
(1) Hegel
op.
ol. 15. p. 608.

'xx i
cessa io ciel segui si di u e quelle acce e , com-
p endendo u i i sis emi pa ziali in un gene ale sis e-
ma dei sis emi, é iconosce e il azionale nel succe-
de si del eale , e a isa e la iloso ia nella s o ia
ideale del pensie o. P ende e a con u a e ques o si-
s ema sa ebbe nega e la P o idenza come anima
della s o ia , e i o na e ad uno di quegli s adi in-
e io i ,
i
quali e ano inchiusi ne' limi i del empo
e
dell' in elle o ini o; Riconosciu a la s o ia u a in
qualsi oglia amo come il p op io s olgimen o del-
l' idea di ina , il azionale si appalesò come iden ico
col eale , pe modo che la s o ia di ques o, e la
lo-
gica i ela a in ques o di eni e nel empo, o mano
la scienza. O a poiché il
azionale
è
eale , ed il
eale è azionale , il
logico
di eni e
di quello
è i.l
p op io
iconosce si
di ques o. Ques o logico di eni e
o ma il me odo assolu o. A e dichia a o ques o me-
odo è il massimo me i o che la s o ia della iloso ia
iconosce ali' Hegel (1). Ed il me odo, s a o la me a
degli s o zi di u i i p eceden i sis emi , non po e a
i i iusci e se non ad un o a o indi iduale e pa -
ziale , come pa ziali e ano le e i à iloso iche che
il so egge ano. Laonde nell' ul imo g ande pensa o e
esso acquis a quella obbie i i à e necessi à che solo
po e a in eni si quando il me odo si osse mos a o
siccome la es e io i à necessa ia di u o lo s olgi-
men o logico della agione , e pe ò iden ico col suo
con enu o.
Siccome il la o o male dell'idealismo assolu o
è il
me odo assolu o , sì pa imen i il suo la o ma e iale
e il sis ema assolu o delle scienze iloso iche. Ques o
sis ema, in cui engono a assegna si al lo pos o
u e
(1) V. Micliele
Bn
wickelun;;sgeschich e I e neues en deu schen
Philosopliie — Be lino 1813 p. 213-219.
XXXVII
le
scienze , segue quel logico co so , onde la agione
uni e sa giunge ad assolu a coscienza di
sè
medesi-
ma. li pensie o iloso ico i o na su
u i i
a i della
agione e ne ice ca
1'
in ima necessi à e connessione.
E
p imamen e
ice ca ques a logica connessione nelle
de e minazioni as a e dell' idea, o mandone la scien-
za della logica : di poi la a isa nel mondo na u-
ale , nell' oppos o dell' idea as a a , e o ma la
i-
`^'

loso ia della na u a :

ul imo
salu a ques o iden ico
co so logico nel mondo dell' umana coscienza , e ne
o ma la iloso ia dello spi i o. In ques ' ul imo e
con-
c e issimo g uppo di a i la scienza p ende a a si
.^^

coscienza del logico co so , onde
,
la agione à a o
n

coscienza ; in al i e mini", del logico cammino onde
lo spi i o umano è
en ilo
a consape olezza della sua
essenza spi i uale. E qui nuo amen e , dopo di a e
1
e,

pe co so le de e minazioni as a e dello spi i o,quasi
conside a o in sè s esso ; ci si mos a il suo a si
es e-
io e negli a i umani , ne' a i obbie i i degli no-
mini, in
que'
a i
clic
sono il p odo o della libe a
o-
'^`^

lon à. E ques a libe a olon à , endendo del pa i a
giunge e alla sua massima spi i uali à , comincia
a
mos a si nella

g ossa nozione di p op ie à, e si
ele a a ma
g
no a mano alla più spi i uale o ma
,
di mo-
Wi'

ali à assolu a. Da ques o pun o, da ques a es e io i-
dello spi i o , a isa a nel campo
del
.
d i o , esso
Munge à a coscienza assolu a di sè medesimo
nell'a
s'O

e ,
p
ella eligione e nella scienza. Ma noi , es in-
gendoci nel subbie o nos o, lasce emo ogni al o
a °-
^ 1

gonien o, e ci e me emo aneo poco al o alla ilo-
,^^^

so ia del d i o, onde pa i a ed a cui si icongiunge-
^o

1;a
il nos o au o e.
s
^^^

,z
I'1
pensie o è la sus anza delle cose a
,
dice l'illu-
s e csposi o e » ; < o a quando egli si pone siccome
on e della eal à delle cose, il pensie o si amu a
in
XXXV! H
olon à , o e o spi i o p a ico. Lo spi i o p a ico ,
conside a o siccome olon à sensi i a , ende a soddi-
s a e ques o o quello is in o na u ale, ma, conside a-
o come a bi io , è libe o nella scel a del modo di
soddis a e ques i a ii is in i. Pu e in qui non à ag-
giun o anco a la e a libe à , pe ciocchè in ques o
s adio imane semp e dipenden e da un is in o. La e-
a libe à consis e a ole e , anche nell' is in o , non
più 1' is in o , ma la libe à ; consis e a con empla e
eo e icamen e la agione come sus anza delle cose an-
che Ile' a ichi p a ici della i a. Ques a olon à a-
zionale è la libe à , che uole la libe à.
» Si a amen e lo spi i o è di en a o spi i o obbie -
i o. Esso, come olon à che uole la libe à, è
pe so-
na;
e la esis enza, che p ende la olon à libe a,
è il
di i o.
La es e io e esis enza del d i o in una cosa è
la
p op ie à.
Allo ehè l'a bi io di una pe sona,
che
non
sia il p op ie a io, en a in mezzo a s a ui e con
ques i in o no alla p op ie à , abbiamo il
con a o.
Ma quando : a bi io., assumendo la o ma del deli o,
lede 1' esis enza della libe à ,
con
ques o a o ele a
a p incipio che anche la p op ia libe à possa esse
iola a. Sicché la legge del aglione iconduce la o-
lon à ingius a al
sen imen o del di i o.
Si a amen-
e l' indi iduo giunge a coscienza del d i o , sicco-
me di una libe à is abili a me cé la negazione del-
la es e io e sua esis enza : pe ò I' esis enza della li-
be à non is à più in una cosa es e io e, sibbene nel
lo spi i o del subbie o is esso. Ques a seconda esi-
s enza della libe à è la
mo ale.
11 subbie o à il di-
i o di iconosce e come esis enza della sua libe à
solamen e ciò che egli già p ima a e a sapu o e o-
lu o
den o di se : ed ecco i
impu azione
degli a i
umani. Dal momen o in che il ine delle umane azio-
ni non p esen a più come elici ai 1' acque amen o di
XXXIX
ale o di ale al o is in o, né di u i insieme, il ine
di en a
Lene , il
quale è il con enu o gene ale della
agione , ed è o a o nell' in e no della coscienza del
subbie o. Da e ad un is in o la p eponde anza sop a
ques o ine uni e sale , che è la agion mo en e i-
nale , ponendo così la olon à pa icola e al di sop a
della gene ale ,. ecco il
male.
» Quando il bene sca u isce non solamen e dalle azio-
ni subbie i e , ma anco a dalla condizione delle cose
in gene e, ale quale è ne' sen imen i e ne' cos umi de-
gl'indi idui, abbiamo la
mo ale obbie i a.
o
mo ali e ;
che è l'esis enza della libe à dell'indi iduo ili un ap-
po o mo ale, siccome in un che di sus anziale, e non
più in un ogge o es e io e. Ques i appo i mo ali so-
no le o ze
che
eggono la i a dell' indi iduo , e lo
ele ano a memb o di una cosa_ pubblica" , di un in e-
esse gene ale più al o. La p ima comuni à na u ale
è
la
aniz:glia ,
la quale iposa sul incolo na u ale del
sangue : in essa la mo ale uni à s a congiun a con
la disuguaglianza delle pe sone , le quali edono la
lo o olon à come incen a a nella; olon à del pad e
di amhñia..
» Col dissol e si della amiglia
si
pone la indipen-
denza delle pe sone
che
la compone ano, le quali o a
mano nuo e amiglie
,
, che engono. 1' una d' incon o
ali' al a nel
comune ,
siccome i
n
,. un sis ema di
l'ami-
;
e qui col la o o semb ano ciascuna di acco -
e e a p o ede e a' p op i bisogni. Ma poiché cia-
scuno col p op io la o o , nei di e si mes ie i e
p o-
essioni, soddis a insiememen e i bisogni c
e
li" u i ; così
in ques a ecip oca limi azione e dipendenza della
so-
cie à cib7adina, il
ine gene ale
e c"
il benesse e di u -
i , quan unque inconsape olmen e ; è in ondo il in-
colo
che unisce la socie ì.
La socie à ci adina , la quale dalla disgiunziono
XLV I
o è lo s udio isiologico di ques o esse e eale , p e-
supponendo la s ia i a psicologica.
ealmen e pe l.'
ai
iloso ia del d i o e d i o posi i o s anno in equazione
a lo o come l'anima al co po, i quali due e mini non
al imen i che nella lo o uni i, p esen ano la i a. Pe
al guisa il sis ema della. p esen a la coscienza della
iden i à e della di e enza che è a la iloso ia dei d i o
ed il d i o posi i o, laddo e i giu is i i ol iaui ne a e -
ma ano la iden i à immedia a , ed i giu is i s o ici
l'
as a a di e enza (1) .
Dosi concepi o il me odo di a azione ed il sis e-
ma della scienza del giu e posi i o , si possono no a e
e momen i , pe' quali la esposizione di ques o si
compie. P imamen e qualsi oglia legislazione ,
in
qualsi oglia sua o ma ed in qualunque pe iodo del-
la s o ia , de e p esen a e
in
sè s essa delle di-
sposizioni posi i e isponden i ai logici momen i della
iloso ia del di i o. Laonde un p imo modo di iloso-
ica a azione delle discipline giu idiche consis
e
a ian-
da e in un da o momen o della s o ia , ln un da o po-
polo, a che modo le mol eplici disposizioni legali posi-
i e i elino 1' idea del di i o. In al pun o della
disciplina il giu is a de e o dina e la ma e ia posi i a
secondo il co so logico addi a o dalla iloso ia del d i -
o , ice cando nelle mol eplici disposizioni posi i e
il
conce o giu idico del empo in o no alla
pe sona ,
alla
p op ie à ,
al
con a o,
alla amiglia. Si a a-
men e, p esuppos a la nozione gene ale di quel pe iodo
s o ico e di quel da o popolo , bisogna s udia e nelle
sue disposizioni legisla i e , comunque codi ica e o con-
sue udina ie, il suo d i o p i a o posi i o, ice cando
di so o a quella polpa, pe se i ci della igu a già
(i) V.La disse azione
di on Ilenning in o no al appo o della
i
l
o
s
o ia
Con la
gin
isp ndenza—Nuo o gio nale mensile di Be lino
ol. 2.°
p.
1-23, 89-115.

XLVII
adope a a , la i a sua in ima , elle la nozione
iloso-
ica del ghi o ù dino a o. In al modo , quasi
qua-
, ,
di s udia e un da o pe iodo s o ico del
d i o , la sposizione scien i ica p esuppone la ilo-
so ia della s o ia , onde ca a la nozione as a a del
popolo da o , ed applica la iloso ia del d i o , in quan-
o ce ca nella polpa delle disposizioni posi i e 1'
in-
imo
polso della nozione di d i o. A ques o modo
î
quindi innanzi possibile lo s udio di mia da a legisla-
zione, in u o o in pa e, come sa ebbe della o ien-
ale , della g eca , della omana , o della odie na.
Ila ol e a ques o p imo modo, che abbiamo de o
quali a i o ,
ci a un secondo modo che di ei quasi
quan i a i o,
onde si può iloso icamen e spo e la ma-
e ia del di i o. Laddo e nell' uno si ice ca ano le
eo iche u e , nell'al o modo s' in ende ad espo e
una eo ica singola , nel sao s olgimen o s o ico uni-
e sale. Ques o secondo modo s a al p imo come la
successione
nel empo alla
gius aposizione
nello
spazio. La a azione qui , p esupponendo la no-
zione as a a di un da o appo o di d i o , ice ca
nelle disposizioni legisla i o s o iche , che successi a-
men e án egola o quel appo o giu idico , cole' egli
si sia semp e enu o conducendo a pe ezione e co-
scienza maggio e nel empo. Siccome nel p imo modo
si p esuppone a la iloso ia della s o ia e si applica a
la iloso ia del d i o, nel secondo modo, pe con a io,
si p esuppone la iloso ia del d i o e si applica la i-
loso ia della s o ia Si a amen e, sia la do ina della
pe sona,
sia quella della
p opì ie à,
della
amiglia
e
ia, anno isola amen e espos e nel lo Iogico di eni-
e , in p ima nel mondo o ien ale , poscia nel g eco,
di poi nel omano e da ul imo nel c is iano.
Il
e zo momen o di a azione iloso ica del d i o
i ile
sa ebbe la iunione de'due p eceden i. Tu e le
1 L^^
1 i .
eo iche eli d i o , logicamen e conca ena e e s udia e
Bella suecessione in lempo , p esen e ebbe o la s o ia
uni e sale iloso ica . e' appo i giu idici ci ili della
specie umana , o e o o me ebbe o la p ima pa e
della gigan esca enciclopedia delle discipline giu idi-
che. posi i e ; il
co pus ju is
di u i :i luoghi e di
u i i empi.
Ma compie e u a la iloso ica sposizione del d i o
ci ile uni e sale esse non po e a il a o eli un uo-
mo solo. Come dalla comp ensi i à della men e si
discende alla es ensi i à del di uo i , quasi pa i
al
discende e dell' idea nella g a e ma e ia , la ga-
glia dia di un pensie o iloso ico si spe pe a e di onde
nella mul iplici à de' a i. Ed o e la meu e di un
uomo po e e pe gaglia dia esse da an o (la com-
p ende e e agg uppa e il ondamen o di u a la en-
ciclopedia delle scienze iloso iche , la i a di un uomo
solo non bas ò a ianda e e ad espo e iloso ica men e
i
a i uni e sali di d i o ci ile. 11 Gans al o noci
po è che accia ne la ia , p esen ando due splen-
didi esempli de' due modi p imi di a azione di sop a
indica i.
Co es i due esempli splendidissimi sono il
Sis ema
del d i o Romano ; il D i o di successione nel suo
s olgimen o s o ico uni e sale.
Nel
Sis ema del d i -
o Romano
l'au o e collega la ma e ia secondo i logici
momen i , segna i dalla iloso ia del d i o , sponendo
in p ima la nozione posi i a di d i o , poscia passando
alla pe sona,alla p op ie à e quindi alle obbligazioni,con
che si compie la a azione del d i o as a o. Da al
pun o la iloso ia del d i o passa alla
mo ale ,
la quale
accenna ad una disciplina posi i a di e sa da quella del
di i o ci ile ;dopo di che giunge alla amiglia. Il ma i-
monio, pe ò che pun ualmen e è un appo o di d i o coi
impe ano le o me e i canoni eligiosi ed i ci ili insieme,
xLI
si o a come il p incipio della a azione del d i o ci-
ile amilia e , la quale è slega a dalla ma e ia con-
a uale, se il legame si olesse in accia e nel pu-
o d i o posi i o. La ansizione dal d i o ci ile p i-
a o al d i o amilia e de e esse e pe' giu is i
posi-
i i
acce a a dalla iloso ia del d i o.
Tu a la ma e ia del d i o ci ile omano ice e pe
an o un o dinamen o esa amen e scien i ico in ques o
la o o, il quale o emmo osse segui o ale quale è
nell' insegnamen o del d i o omano , e conio no ma
u ilissima , con poche modi icazioni a e dalla na-
u a delle cose , nell'insegnamen o del d i o ci ile di
u i
i
empi e di u i i luoghi.
Lo s olgimen o s o ico uni e sale del d i o di suc
cessione, spone l'idea del d i o amilia e, ed in ispe-
zie la isoluzione della amiglia, in u e le g andi epo-
che s o iche della specie umana. L'a. consac a il p imo
olume alle successioni nel mondo o ien ale e g eco ,
secondo a quelle di Roma , il e zo ed il qua o a
quelle del mondo c is iano
i
no a u o il medio e o ,
pe co endo il. d i o di u i
i
popoli ci ili mode ni.
In ques i due g andi la o i di d i o posi i o la ma-
e ia del giu e è ice ca a diligen issimamen e, a endo
il p incipio ed il me odo iloso ico come s ella pola e,
e quasi— as ando dal di uo i delle disposizioni legisla-
i e l' in imo polso dell'idea e della coscienza giu idi-
ca , la quale dalla sua più g ossa mani es azione a -
i a logicamen e e c onologicamen e a spi i uali á
semp e maggio e. Nel p imo la o o si ce ca nella
ma e ia legale l'in imo nesso logico delle singole a a-
zioni, e me en o lo spazio ed en o il empo dell'an ica
Roma ; nel secondo si espone il logico co so dell'idea,
che in o ma la singola eo ica delle successioni, in u o
lo spazio ed in u o il empo. Nell' uno, p esuppos a
la nozione as a a della s o ia omana,
la si
mos a
4
conc e a in quella legislazione ci ile

nell' al o ,
p esuppos a la nozione as a a della amiglia e della sua
isoluzione, la si mos a conc e a nel succede si di u a
quan a la s o ia. Ma si a amen e
l'a.
con ques i due
capi la o i ci à da o nell' uno la azionale sposizione
di u i i momen i del d i o ci ile in un momen o pa -
ziale della s o ia , e nell' al o la azionale sposizione
di un momen o del d i o ci ile in i i
-
i momen i
della s o ia. Ciò acendo
l'a.
á pos o il ondamen o
di quella scuola di giu is i posi i i, nella quale la spe-
ciale disciplina del giu e giunge alla pe e a sua con-
ciliazione con la iloso ia. E siccome 1' Hegel segnò
il
ondamen o della enciclopedia delle scienze iloso iche,
il
cui pe ezionamen o e compimen o e a se ba o alla
sua scuola , sì pa imen i Edua do Gans non ece che
indica e la ia da ene e nella a azione iloso ica delle
posi i e discipline giu idiche.
L'
a. à segna o pe
lungo e pe la go i due modi p imi di ques a a a-
zione. Ma io di sop a no ai che il e zo momen o in
cui essa giugne à a compimen o sa à quando pe u e
le legislazioni si i accia ciò che 1' au o e à a o pe
la legislazione ci ile de' Romani ; o e o quando si i-
pe a pe u e le eo iche di d i o ci ile ciò ch'egli
ece pe la eo ica delle successioni. Ecco a mio c e-
de e lo scopo che oggi si pone innanzi alla men e dei
giu is i ; ecco ciò che compie do à la scuola del
Gans.
Ma le due g andi ope e dell'a., delle quali abbia-
mo es è disco so , ondano una scuola no ella. Ed
una scuola no ella uol di e u o un sis ema scien-
i ico no ello , e ques o non è mica il a o di una
elice ispi azione , che un bel ma ino spun i nel
ce ello dell'au o e. Ol e alle s o iche condizioni de'
empi e de' luoghi , che endono possibile e necessa-
ia
insieme la nuo a scuola; ol e
a
ques o , che di-
LI
ei quasi p ocesso es e io e , ci
á
un p ocesso in e-
io e , il quale
si
compie nella men e del capo
scuola.
Ciascuna scienza , conside a a nel suo insieme ed
in sé s essa , è un' idea , la quale , pe immanen e
sua o za plas ica , si iene s olgendo e pe ezionan-
do. Ma ella si iene si a amen e s olgendo e pe e-
zionando pe mezzo di quelle in elligenze p i ilegia e
che chiamiamo g andi pensa o i. O nella men e de'
g andi pensa o i accade un al o consimile p ocesso ,
acco cia o in b e e , come acco cia a e b e e è
la
i a
di
uno scienzia o ispe o a quella della scienza;
la i a di un uomo s o ico ispe o alla s o ia u a.
Se ino a ò a o d' indica e pe sommi capi quel
p ocesso obbie i o della nos a disciplina ino ad Edua -
do Gans , ce che ò o a pe ul imo di espo e un a o
del p ocesso subbie i o della men e di
lui. Il
lib o.
che o a
io
p esen o ado o, mi sa à occasione ed a -
gomen o insieme pe ques o che mi imane a di e.
Si a amen e io o ni ò il compi o che mi sono p o-
pos o , d' indica e qual sia il mio conce o in o no al
lib o, dopo di a e de o quello che mi e a o ma o del-
l'au o e.
Nella i a dell' uomo si a igu a in ischizzo
la
i a
della umani à u a ; negli s udi dello scienzia o , chi
gua da a esamen e , la i a ed il co so della scienza
u a. A chi comincia lo s udio del di i o è o za sul
p incipio di a la da glossa o e delle leggi che egli
p ende
a
s udia e. A mano a mano egli ne
di en-
e à c i ico pa ziale , e da ul imo do o e gius o es i-
ma o e. Il lib o, ch'io qui p esen o ado o
agli i a-
liani cul o i della nos a scienza, è il isul amen o de-
gli s udi
speciali e posi i i a i dall' a. p esso il
Thi-

1.11
W a in Eidell)e ga , allo cliè la scuola s o ica isplen-
de a del suo più i ido lume. Lo scopo p incipale di
ques o lib o è di sba bica e un e o e secola e , quello
che i
con a i innomina i
osse o una specie p op ia,
e che il
jus poeni endi
ne osse una e e ocli a conse-
enza. Ma ciò che

in ques o la o o annunzia
u
l'eg egio pensa o e , cui la scienza esse do e a ico-
noscen e di un al o passo , si è che, quan unque egli
qui si dichia i seguace della scuola s o ica e p ome a
di p ocede e a a o s o icamen e in ques e sue ice -
che di d i o posi i o , pu e il me odo de' giu is i ge-
nuinamen e s o ici non bas a ali' a. Comechè in dal-
1' en a e nel suo agionamen o ( p. 10 ) e' accia
p o ession di ede da giu is a s o ico, u a ia
á
bi-
sogno di so egge e la sua dimos azione me cè ge.
ne ali nozioni di agione, non già me cè speciali a go-
men i di a o,a in i da al i immediali a i s o ici. Ma
di ques o elemen o no ello , onde l'a. a icchisce in
da ques o suo p imo lib o la scien i ica a azione del
omano di i o , egli non ne à pun o anco a coscienza.
Ogni p imo momen o di una scienza , di un pe iodo
di essa , di una i a , di una idea qualunque , è mo-
men o di spon anei à ; quello che si pone senza sape e
anco a qual esso sia ; che è senza sape e anco a la
sua agione di esse e. Già innanzi no ammo che i a i
p eco ono la coscienza de' a i ; il che uol di e che
semp e la spon anei à spiana la ia alla i lessione.
Ques a legge logica o a chia a la sua esa a appli-
cazione anche nell' o dine mo ale e ne' a i della a-
gion conoscen e. Lo spi i o iloso ico, onde pe 1' a.
s' in o mò la special disciplina del di i o , ebbe pa i-
men i nel pensie o di lui ques i due pe iodi di i a
quello della spon anei à , e quello della compiu a co-
scienza. Quando ques o lib o eni a uo i, l'Idealismo
assolu o non
e a anco
no o al
G ans. Quel me odo
LIII
azionale , che nel
SISTEMA.
DEL DRITTO ROMANO
e nel
DRITTO DI SUCCESSIONE NEL SUO SVOLGIMENTO STORICO
UNIVERSALE
giunge a chia a coscienza , non anco a si
sco ge qui nel
DIRITTO
ROMANO DELLE OBBLIGAZIONI.
Sibbene da u o il la o o spi a le emen e l'ali o
i-
ale
della spi i o iloso ico, siccome da un olezzan e io e,
igna o della gen ile i ù sua. Ques o lib o, il
DIRITTO
ROMANO DELLE OBBLIGAZIONI ,
a
me pa e che s ia alle
al e due ope e dell' a. es è ico da e , in quel mede-
simo appo o in che s a il a o alla coscienza del
a o. La.onde io
epu o
che il
DIRETTO DELLE OBBLIGA-
ZIONI ,
il
SISTEMA I)EL DIRETTO ROMANO
ed il
DIRITTO
DI
succEssioNE, o mino
le
e ope e maggio i del Gans.
In esse , conside a e nel lo o insieme , si sco ge
il
sis ema scien i ico dell'
a.
dal s o p imo spun a e ,
come spi i o iloso ico ,_ ed inconsape ole an agonismo
alla scuola s o ica , ino alla sua.. più compiu a mani-
es azione , come me odo iloso ico applica o al di i o
posi i o..
Leggendo il lib o noi a ise emo ques o inconsa-
pe ole dipa i si dal sis ema s o ico, e quan o al ge-
ne ale e quan o ai pa icola i del la o o. Quan o
al
con enu o gene ale ; pe ciocchè semp e gli se ono, c
o
-
me plin o di pa i a, non già nessi causali di a i im-
media i , sibbene nozioni gene ali in o no a u o
il
pe iodo omano ed in o no alla essenza in ima degli
a i e de' a i legali e giu idici ; della qual cosa
i se-
guaci della scuola pu amen e- s o ica gli ece o accusaca-
pi ale. Quan o a'pa icola i, i si sco ge ch'egli incon-
sape olmen e indo ina assai bene spesso delle eo iche,
le quali dipoi enne o uo i siccome p op ie della
scuola iloso ica da lui onda a. E di ques e eo iche
abbozza e, anzi di ei quasi a ischia e in ques o
lib o,
l'
a, mos ò chia a coscienza scien i ica ne' suoi la o i
LI
Y
os e io i o e con la massima p ecisione segnò
P

ii
no ello indi izzo della scienza.
Veggia o o a come più apidamen e si possa, che
sia in iassun o il conce o gene ale del lib o. L' a.
in ende di mos a e che i qua o schemi de'con a i
innomina i
non
sieno delle o nole di speciali con a i,
ma che in ece essi sieno gli schemi di ogni possibile
obbligazione bila e ale. in ende inol e di
mos a e
che il
j
us poenz end2
non e a pun o una anomalia p o-
p ia de' con a i innomina i ; che anzi , non essendo
ques i nulla di speciale , il
jus poenizendz
non po e a
esse e nulla di anomalo. A aggiugne e ques o scopo
i' a. de e s abili saldamen e che sieno le omane ob-
bligazioni ed in quan e specie p incipali si po esse o
con e i à pa i e. Ma pe is abili e la pa izion p in-
cipale delle omane obbligazioni egli à mes ie i di
- ianda e la scien i ica pa izione delle omane azioni.
Ed ecco la agione ch' ei ne adduce. Pe
7
Hom.ani
il
di i o non e a alcunchè di as a o , sì e a alcunchè
di
eminen emen e
a uoso e p a ico : la giu isp udenza
iìon e a una scienza silenziosa e i a a , che anzi essa
o ma a il ca dine ed il campo di u a la i a
e
di
u o il p og esso di quel pe iodo s o ico.
Pe ò una obbligazione , la quale non si aducesse
di p esen e in o o, sa ebbe Yin' as azione non pun o
omana. E
1'
obbligazione non al imen i si aduce a
in o o che me cé l'azione isponden ele. Laonde, sondo
l'azione, e non l'obbligazione in sé s essa, ciò che ci à di
a uoso, ed essendo all'a uosi à p incipalmen e in esa
la men e de'B.omani ; quella sa à e a e genuinamen e
omana pa izione delle giu idiche obbligazioni, la qua-
le iposi e
si
modelli sulla pa izione delle omano
azioni. E di e o i giu econsul i classici adop ano spes-
so come sinonimi le oci
obl2
,
ga io
ed ad o.
O a di
azioni ci à
due specie p incipali ; o e si sco gono Vi i
LV
i due p incipi , dal cui con li o sca u ì la s o ia u a
ed il ca a e e p op io della ci il á, omana ; oglio
di e lo
s e o di i o ,
e la
buona ede.
Adunque le
azioni , e pe ò le obbligazioni, sono di due specie p in-
cipali : di s e o d i o le une , e sono quelle nascen i
dalla legge o dall' a o o male simile alla legge ; d
i
.
buona ede le al e , e nascono dagl' in ini i appo i
giu idici della i a ci adina. Ma come i appo i giu-
idici della i a ci adina anda ono a mano a mano
c escendo , niuna di quelle azioni assegna e ne' due
o dini
es é
indica i po e a soppe i e a' bisogni di ob-
bligazioni d'indole no ella Quindi una mol i udine di
azioni ausilia ie, in odo e in massima pa e dal
di-
i o ono a io , in ese o a iempie e i o i che le
azioni
de'
due sis emi lascia ano.
Segna o così il disegno gene ale di u e le possi-
bili azioni, l'a. no a che ben ci posson.) esse e di ali
negozi , ne' quali conco ano insieme azioni d' indole
di e sa. I con a i innomina i non sono al a cosa se
non che gli schemi gene ali di u e le possibili con-
a azioni ; di u e le possibili obbligazioni bila e ali
di qualunque manie a. Il
jus poeni endi
non é pun o
un'
anomalia p op ia
de'
con a i innomina i ;
pa i-
men i come i con a i innomina i non sono nulla di
p op io e dis in o. Il
jus poeni endi
in gene ale non
è al o se non che il conco so di due azioni nello s es-
so negozio e con o lo s esso obbliga o ; e pe ò non
induce pun o il di i o di ecede e unila e almen e e
pe me o a bi io dalla obbligazione.Ciò che p odusse
ques o e o e si u la legge ezza degli sc i o i e l'igno-
anza della s o ia ; pe ciocchè il e o
jus poeni endi,
sensu s ic o,
cioè l'a bi io di ecede e, non à luogo
se non nel solo caso della manomissione dello schia-
o ; a bi io concesso al pad one pe conseguenza di
una cos i uzione dell' impe a o e Ma co Au elio ico -
LXII
col
acce a o come a o : gl' in e de i possesso ii e ano

0
e iden emen e dichia a i i di un d i o, in quan o p o -

lliil

ede ano ch'ei
non osse u ba o.A
concilia e
il pa adosso

o

che da un me o a o sca u isce una dichia azione di

li e

d i o , la scuola s o ica ace a ques o a gomen o : co-

ci
^
lui che iene a u ba e il possesso e ese ci a una io-

lenza : e siccome ciascuno à il
di i o
di non pa i

a
iolenza; il possesso e à il d i o di non esse u ba o

nel a o
del
possede e , pe ché à il d i o di non pa-

!o

i iolenza. Adunque pe l
a
scuola s o ica il g op-

¡ii
po della quis ione s a in ques o : Il
Possesso
e un

,; }
me o a o nchè non accada la u ba i a: ma os och

'''^:

la u ba i a accade, la iolenza, ese ci a a dal u ba o e,

'
amu a nel possesso e il a o del
Possesso
in
d i o a
possede e. Laonde pe co ali giu is i il u ba o e è
un esse e bene ico che a il p ò di colui in cui pe pe-
a la iolenza. E ques a iolenza è la condizione
sine
qua non
pe da e al possesso e il d i o di possede e.
O a se si negasse che la iolenza sia la condizione

sine qua non
pe amu a e il a o del
Possesso
in

I 11
d i o a possede e , si neghe ebbe insieme che il
Pos-

Uü

sesso
osse mai s a o un pu o e nudo a o. Ebbene,

spii

is e i così i e mini della quis ione , leggiamo le

W

imide e b e issime pa ole dell' a. a p. 188. «
A

.V1

noi non pa e neppu bisogno di onda e il ca a e e

1
obbliga o io del
Possesso
sulla illegali à della iolen-

¡^
za in gene e ; che anzi si può age olmen e concepi e

(il
^^
che il a o del possede e di en i un d i o a possede e

ei
pe ciò che colui che i si oppone non à neppu

1111:
ques o a o dal can o suo » . Ed ecco ne
g
a a la ne-

cessi à di ico e e al p incipio della iolenza , e pe ò

,,, i 1

con u a a , conuna bonomia senza pa i , u a
quan a

'n
dl
X
0
la
,
eo ica
de'
giu is i s o ici. Ed app esso segue: « e

ai poi
c

io a di e enza di quello accade pe la p op ie à, n cui

4 o
Og i

il d i o e onda o senza a e ispe o a colui solo che

li
g
ioL
Gaie
Co

con as a » . Ed ecco pos i i ge mi della scien i ica di e-
enza a Possesso e
P op ie à:
l'uno
ale ispe o a co-
lui che lo u ba; l'al a ale ispe o a
u i:
l'uno è
un di i o incipien e e subbie i o ; 1' al a è un di-
i o obbie i o e pe e o. L' a. in ques o pun o disse
ciò che do e a: ma non ebbe la ede nè la coscienza
di con as a e alla scuola s o ica : disse la cosa ; ma
non ebbe co aggio di chiama la col suo
nome, e p ocla-
ma e che il
Possesso
non e a un a o, ma e a un d i -
o. Ciò ece più a di nel
Sis ema
del d i o omano
in p ima, ed in una apposi a disse azione p eziosissima
di poi, in i ola a
Del Possesso,duplica con o la scuola
s o ica,
o 'ei non ece che s olge e, con la coscienza
del no a o e , ciò che nel
D i o delle obbligazioni
egli a e a già pos o in ge me (1).
A accoglie e in b e e ciò che di usamen e ò mos a-
o in ques o ul imo capo del mio disco so,di ò come a me
semb i si egga i a o in piccolo nelle ope e maggio i
dell' a. il co so logico della scienza u a. Egli u no a o-
e di ale al ezza che, lui i o, ide egis a e il suo no-
me nella s o ia del pensie o iloso ico. Il suo sis ema si
ap i a alla p ima inconscia esis enza nel
D i o delle
obbligazioni;
si i e mò ed ebbe splendida co ona nel
Sis ema del d i o omano
e col
D i o di successione.
Già odo aluno accagiona mi di a e de o oppo
in una p e azione del adu o e : son 64 pagine
di p e azione pe un lib o di 250 pagine. Non im-
po a : amo meglio 1' accusa di a e edu o oppe cose
(1) Mi à
eca o g ande me a iglia di ede e
nel Sis ema del d i -
o omano
1' au o e medesimo a c ede e di a e segui o, nel la o-
o di cui disco iamo , la e onea opinione del de Sa igny in o no
al Possesso, Sys em. ec. p. 202.
Ad ogni modo il conce o eh' io
mi
e a o ma o di ques o p esen-
e lib o a me semb a u a ia saldo e e o, né eggo e so di con-
inzione con a ia , quan unque semb i a di o eh' io
qui di enda
il Gans
con o la
opinione medesima del Gaas.
LXIY
da di e in p oposi o di ques o lib o, che l'accusa di a e -
ene edu e oppo poche. Un lib o di un g ande sc i o-
e è semp e come il esponso di un o acolo; dell'o acolo
e e no, il pensie o. Chi i sco ge poco, chi pochissimo,
chi mol o, chi il gius o, chi l'e o e. Se io son giun-
o ad indica e come la scuola iloso ica si conca eni con
le p eceden i , e come il lib o ch' io p esen o al pub-
blico si collochi a i la o i ondamen ali della scuola
iloso ica, a ò aggiun o sia comunque il mio scopo.
Leggendo il lib o, oso di e che ciascuno ci o e à di
che appaga e il suo gus o. Gli e udi i si con ince anno
di quan a e udizione e di quan o s udio coscienzioso e p o-
ondo son pieni pe ino i la o i che de e o l'inizio a que-
s 'ul imo indi izzo della nos a disciplina. Chi gua da il
d i o dal la o della sua u ili à p a ica, o e à in ques e
pagine del Gans p o i e oli ammaes amen i in o no al-
la di e sa na u a di u e le possibili obbligazioni, ed
in o no alle lo o conseguenze pe la alu azione p a-
ica degli s ipula i , del danno obbie i o e del
sub
-bie i o in e esse. A chi esul a alla is a di ques o in-
sieme della scienza , e s' inchina c eden e innanzi al
co so della logica e e na , ques o lib o sa à il segno
di un' al a non lie e i o ia dello spi i o umano. E
se u a la gen e umana pe mes ie i , pe a i , pe
iscienze , lo a a a ella a e ince ad ogni passo , ed
ogni passo é pe lei un al o inno che innalza alla glo-
i icazione dello spi i o ; l' ope a del adu o e non
sa à meschina né ana: gli animosi e gli ele i di lon ane
egioni en e anno pe al mezzo in ischie a co' lon ani
a elli: da un capo all'al o del mondo non ci sa à s o -
zo che ada pe du o, non pa ola, che i eli un e o, che
non ischia i la men e e non ib i nel
cuo e
di
u i.
Napoli, se emb e 1856.
EDUARDO SALVETTI.
DR.EA LBOLO DELL AUTORE
Coi
p esen e la o o 1' au o e o e al pubblico e dis-
se azioni , le quali si sa ebbe o anche po u e di e
e capi oli di una disse azione unica. La agione di
ques o s ano modo di chiama e le pa i di ques o sc i o
è semplicissima. Chi pa la di capi oli mos a, adop ando
ques o ocabolo , ch' egli si pose all' ope a in endendo
di mos a e innanzi u o 1'
uni à
del subbie o p eso a
a a e. O a , co nechè 1' au o e sia conscio della uni i,
del conce o che in o ma u o il p esen e lib o , pu e
non o ebbe des a e nel le o e desidè i, ne' quali poi
po esse ques i pe a en u a ene si non
del
u o appaga-
lo. 11 la o o è s a o u o condo o co i la men e di com-
pie e con esso la a azione segui a di un subbie o uni-
co. Ma se mai co es o p oposi o sia imas o in econdo
di e e i, almeno il i olo del lib o non a à ce amen e
imp omesso al pubblico ciò che u come una s ida, che
1
'
au o e ece a sè medesimo.
2

P8EA14113OLO
La
s ana con usione e le innume e oli con addizioni,
che domina ano nella sposizione a a in oggi de' con-
a i innomina i , dando nell' occhio all' au o e in dal
p incipio de' suoi s udi giu idici , lo sospinse o a a si
più amilia e con ques a pa e del di i o omano. E ciò
acendo egli ebbe ad acco ge si ben p es o che la cagione,
onde ques a eo ica u a andò sì alsamen e in esa, non
is a a solamen e nello s e o campo della speciale a a-
zione de'con a i innomina i, ma si me e a capo in u o
il sis ema in oggi o ma o del di i o delle obbligazioni.
Pe la qual cosa pa e all' au o e ch' ei bisognasse in
p ima s o za si a in eni e un no ello aspe o, donde si
po esse acconciamen e mi a e il u o , e poscia en a e
di colloca e in buona luce ciascuna singola eo ica. Tal-
men e il omano di i o delle obbligazioni si. ece 1' ob-
bie o p incipale cui a ese l'au o e: ed il p esen e sc i o
con iene i isul amen i de' suoi s udi , cosi come gli è
iusci o di compo li insieme.
O a sien pu e ai isul amen i incompiu i e in sè s essi
poco soddis acen i; sia pu e 1' au o e con in o ch' essi
non me i an pun o al o nome se non solamen e di p imo
abbozzo delle ice che , che quindi innanzi si a anno
sulla ma e ia, pu e, e massimamen e pe ques e conside-
azioni e pe acili a e ali u u e ice che, egli á enu o
suo debi o di ende e il pubblico pa ecipe di quello
ei
e-
pu a abbia in o a in o no a ques a ma e ia s udia o. Pe
^:,
DE.LL,' AUTORE

3
quan o pu o emen e possa l'uomo isola o a a ica si a
aggiugne e il e o, ei sa à semp e pa ziale e p eoccu-
pa o ne' p op i conce i gli é bisogno indispensabile la
lo a, la con addizione enu agli di uo i, pe ché la e-
i à gli si possa p esen a e non ela a e pu a. Con ques a
men e 1' au o e , men e s udia pe eca e ad a o un
sis ema più ampio del omano di i o delle obbligazio-
ni , si é u a ia a ida o
.
di spo ne in ques e disse a-
zioni que' a i ondamen ali , su' quali egli non o a
più dubbiezza di so a da oppo e a sè medesimo. Ed
ei si consen e di ciò
a e
a inché gli es ima o i non
p eoccupa i e anchi , ai quali si i olge, ogliano a -
e i lo
pe
empo de
g
li scogli e degli e o i, ne' quali
egli , abbandona o al p op io co so , po ebbe pe a -
en u a inciampa e.
Quan o alla disposizione del la o o si può qui dichia-
a e che 1' au o e à ce ca o di s olge e ques o conce o
da lui o ma o,. che un, sis ema del omano di i o delle
obbligazioni non possa al imen i che iposa e sulla di e-
enza ondamen ale delle azioni... A ciò segue la sposi-
zione de' due p incipali sis emi delle azioni: quello
delle
«c i ones si i eli u is
e quello delle
bonae idei ,.
E, seb-
bene ques i due sis emi si sieno ,. ch' ci c eda ,_ esa a-
men e
di isi 1' un dall' al o in ciò che ànno di gene ale
ed in ciò che ànno di pa icola e; egli,. d' al a banda ,
non iene pun o di a e qui p esen a o un la o o coni-
,pin o sulla ma e ia. Chè, quan unque ci s
p
esi anda o quà

4

PREAMBOLO
e
colá adden ando ne' pa icola i, ii cib a o solamen e
pe ché a al guisa á c edu o di po e meglio s abili e
i1 conce o gene ale ch' egli pone.
La seconda disse azione , la quale a a delle al e
obbligazioni che sono uo i i sis emi dello
s iclu n jus
e
della
bona cícs ,
uole esse e conside a a pe ogni
e so come uno schizzo. E comeché 1' au o e abbia espo-
s o la nozione del!'
adio u ilis ,
dell'
ac io in ac u n,
c?eTI' ac io a bi a ia
alquan o più compiu amen e de-
gli al i obbie i della a azione , pu e nel suo com-
plesso essa u a nella sua o ma p esen e , non é nul-
i' al o se non solamen e un iassun o di ciò che , se
gli ima à empo , sa à iI p ossimo la o o , cui egli
da à ope a.
La e za disse azione inalmen e , la quale a a dei
con a i innomina i e del
jus poeni ena
i
,
é
in esa, sic-
come la p uo a
a
della ope azione a i me ica, a
clima.
s a e I' u ili à del sis ema espos o in u o ques o la o-
o. Le innume e oli con addizioni, onde ques a eo ica
pe gli an ichi conce i o ma isene do e a necessa ia-
men e esse piena, o e anno qui una soluzione e sem-
plice e na u ale , la quale si o i à spon anea di pe
s essa col solo colloca e la ma e ia in un' al a lu-
ce. E con ciò si a à insieme e iden e s' ei sia
bene
lacconcio l'aspe o, nel quale in ques o la o o si é mi a o
i
di i o delle obbligazioni. La eo ica
de'
con a i innomi-
na i e del
jas poeni enc
i
u
il
p imo
onde 1' au o e p ese
bELL'
AUTORE

j'
le mosse pe le sue ice che: ogni al a in es igazione se ì
solamen e come mezzo p op io ad app o ondi quella;
il
pe ché essa de 'esse e na u almen e anche l'ul imo cui l'au-
o e a i o no, e con che es a insieme p o a o u o quel-
lo onde si enne acendo disco so. Ciò che abbiam de o in
qui gius i ica anche il i olo pos o all'in e o la o o. Ché,
se il i olo debbe b e emen e dino a e ii con enu o del
lib o , 1' in e a epig a e della e za disse azione, sendo
ques a la me a di u o il la o o , ole a en a e nel
i olo pos o in on e al lib o u o.
Ris e o solamen e nello s udio delle on i 1' au o e
non ha po u o ene mol o 1' occhio alla es esa le e a-
u a giu idica. Pe ò ei p ese anzi a segui e senza dis a-
zione la ia p op ia , che ad impiglia si da des a e
da manca nella sel a delle quis ioni con o e se : le
quali e amen e, le pili ol e, non o nano salu a i alla
scienza. Non pe an o egli non ha passa o senza a ne
p o i o quello gli o i ano alcuni a i miglio i an ichi
e mode ni sc i o i di d i o. E quelle con o e sie, che
gli si p esen a ano d'incon o p op io sulla ia ch' egli
ene a , non sono s a e pos e di can o senza p ima %eni
da
lui occa e. In ol e ei spe a
che
niun le o e possa
biasima e ch' egli non si enne pago alla semplice ci a-
zione de' passi in oca i in sos egno, eleggendo meglio di
asc i e ne i più impo an i. In e iene spessissimo che
non si iscon ano da chi legge i luoghi delle sc i u e
ci a e ol e che colui che imp ende una dimos azione
'!OG11n
PREAMBOLO DELL' AUTORE
de e spesso
a ile a e, da'passi ol i a sos egno, segna-
amen e ce i pun i , su' quali il le o e , pe co endo
l'in e o passo, o se non a ebbe pu pos o men e.
In ques o la o o , e specialmen e nel p imo oglio
sono co se , senza colpa dell' au o e, mol e mende
ipo-
g a iche ,
le
quali , poichè non al e ano il senso , ó -
anno esse e pe dona e dal bene olo le o e. Pe quan o
è
possibile o necessa io esse sa anno no a e in ul imo (1).
Del imanen e , a endo 1' au o e in dal p incipio di-
chia a o che quello il sospinge a pubblica e ques o sc i -
io sia la spe anza di is u i e osse azioni di uomini.
impa ziali , non ha mes ie i di aggiugne e nuo amen e
come egli a enda con g andissimo deside io una c i ica
ammaes a ice ed , in g azia della scienza , spoglia di
pe sonali à. Ossequen e a null'al o che al e o egli a à
gioia g ande se , pe con inzione da agliene , ei enga
indo o a imu a e i conce i qui s ol i in al i miglio-
i. E se colo o ., cui si addice di da e un giudizio sulla
ma e ia , o e anno in ques o sc i o pu e una piccola
pa e con e i a allo s olgimen o della scienza , i desi-
dè i dell' au o e sa anno pienamen e appaga i.
Eidelbe ga nel se emb e del 1819.
(1)
Non pe appo ci a p egio la maggio a ica , che
la
sco ezione
del es o á p odo o , ma pe do e e e pe e econdia e so i le o i
e e so 1' illus e sc i o e non ci siam a o leci o neppu e di oglie e
ques o pun o, il quale igua da solamen e la edizione dell'o iginale edesco.
(l ad .)
6
DISSERTAZIONE
PRiMA
11 sis ema
del
d i o omano delle obbligazioni de e s abili si
p incipalmen e sulla di e enza a
ac iones s iai ju is
e
bonae (idei.
§.
I.
Lo
maggio pa e di colo o, che in oggi si sono occu-
pa i a o ma e un sis ema del omano di i o delle ob-
bligazioni si sono imas i edeli , quan o a' suoi a i
ondamen ali , al sis ema delle Is i uzioni. Pe ò essi
án
semp e c edu o bene di segui e la pa izione in
con al-
i , c elil i , quasi con a i e quasi deli i,
e quella
dei
con a i in
eali , e bali , consensuali
e
le e ali,
co-
me quella ch' essi epu a ano la più con o me alla in-
dole del d i o omano. Ma ques a pa izione à pe solo
suo ondamen o 1' o igine delle obbligazioni e i modi on-
de esse si s ingono ;
le
quali cose non p esen ano ca-
a e i meglio che es e io i ,
e
pe ò non con e iscono
g a
n
. a o alla cognizione del di i o delle obbligazioni.
A
l
lempo di Gajo , che u immagina o ques o sis ema
1$

DISSERTAZIONE PRI11IA
conside a e come di i i sui beni ; consegue che il di-
e so ca a e e delle azioni do à o i e anche la p in-
cipal di e si à delle obbligazioni. E se una pa izione
de e in gene ale mos a e ch'ella sia s a a dedo a da ciò
che ci á di ca a e is ico nella cosa , ce amen e la pa -
izione p incipale delle obbligazioni , ca a a dai ca a e i
ondamen ali delle azioni, non po à manca e di co i-
sponde e a ques o deside io. E quan unque la pa izione
delle azioni in
acliones s ic i ju is
e
bonae
i
cíei
non
comp enda u e le obbligazioni, pu e ci appaga pe -
e amen e in quello qui cí siamo a i a p e ende e; o-
gliam di e ch' ella sia ale da o i e nei suoi isul a i
la p incipale di e enza delle singole obbligazioni. Que-
s a pa izione si conca ena s e amen e con- la p ima
pa izione ehe Gius iniano ci dà delle obbligazioni me-
desime.
§. 1. J.
de
obliga ionibus
(5. 14. )
Omnium au em
obliga ionum summa di isio in duo gene a
deduci u ; namque au ci iles sun , au p ae o iae .
Ci iles sun , quae
au
legibus cons i u cce , au ce o
ju e ci ili
comp oba e sun .
Egli dice : le obbligazioni engono o dal d i o ci ile
o dal d i o p e o io: le p ime (delle quali sole qui ci
dobbiamo occupa e) sono o pu amen e p oceden i delle
leggi (
legibus cos i u ae
o
legi imae ) , o i e ma e
dal d i o ci ile (
ce o ju e ci ili comp obale
o u-
is gen ium ) ;
o e o , secondo che le di ide Teo ilo ,
a
&1 0
oih µw
xà2
oX xw a '- cw
1%,o a'Z
1.
3
:
1
2)
luiaan, (1).
O a à ques a pa izioni delle s esse obbligazioni a a da
Gius iniano co isponde pe e amen e la pa izione
del-
(I) Tl eophilus
ad
55.
3. J.
d
e
ac . ( 4.
6. ).

OBBLTG.
STRICTI JURIS
E
BONAE FIDEL

15
le
azioni a a
di
sop a ,
in
()Ojones
s iai
ju is
e
bo-
nae idei.
Tu e
le
obligaciones, quae
legibus
cons ilu-
ae sun ,
p oducono
acciones
s iai
ju is;
e la
maggio
pa e
delle obbligazioni
ju is gen ium
sono congiun e
con
bonae
/idei
ac ionibus.
E
osi o iamo semp e
la
bona lo
es , il
bonum
e
aequum ,
con appos o
alla
lex.
Cíce o o a o iae pa i iones Cap. 28.
I am omnia ,
quae
de ju e
ci ili au
de aequo
e
bono
discep an u .
Cíce o de oí iciis Lib. 5. Cap. 15.
e
sine lege judiciis
in quibus addi u ex bona ide.
§. 2.
Adunque dalle di e si à che
-s
i
sco gono a le
a-
zioni noi a emo a dedu e una no ella pa izione
ondamen ale delle obbligazioni . Ma ques a pa izio-
ne delle azioni s a nella più s e a connessione con
la pa izione p incipale già a a delle obbligazioni.
E s' egli è e o che la di e enza a
acliones
s i-
di j'i is
e
bonae idei
non po à comp ende e 1' in-
e o di i o delle obbligazioni, non pe an o a à ad
o i e un' ampia pa izione u ilissima.. Pe ò bisogna
innanzi u o po e quì ad una analisi quan o più sia
possibile p ecisa iI ca a e e delle due manie e di a-
zioni e le lo o delimi azioni.
Pe u o il di i o omano sco ono due.p incìpi giu-
idici: l'uno o male, ma e iale 1' al o; il sis ema del-
la legge se e a e della o ma che dalla legge isul a, ed
il sis ema dell' equi à, il quale non á
se e e
ci cosc i-
zioni. Nell' un sis ema si mani es a il p incipio giu i-
dico immu abile, e mo, o male, il quale non può es-
16

DI FSERTAZI0NE PRIMA
se dis u o da null'al o che da sè medesimo; nell'al o
il p incipio modi icabile, ma e iale, dipenden e delle ci -
cos anze. Ques o non à no ma de e mina a al a di quella
che o e il caso singolo che si p esen a , laddo e
il
p imo è an o ipico che il caso singolo non ci ese -
ci a in luenza ed azione di so a. Pe ò ques i due si-
s emi ogliono esse e s udia i sepa a amen e pe ede e
ciò che in essi ci abbia di in imamen e ca a e is i-
co ; e , pos i 1' uno accan o all' al o , debbono ese ci-
a e di p esen e un' azione ed in luenza ecip oca. Il
di i o o male sa à in ce o modo scosso dalle con-
side azioni che non si po à ammeno di a e sulla di -
e enza ma e iale, la quale si insinua in quello. L'equi-
à all' incon o acille ebbe oppo unes amen e se non
le si ponesse pun o di con ine, e sia ques o pu e ampissi-
mo. Ciò accade anche in u o il imanen e d i o omano.
Pa e pe la na u a is essa della cosa, pa e pe 1' inop-
po uno acciaba e e di mol i Impe a o i in a o di legi-
slazione quelle delimi azioni osse a e innanzi se e amen-
e a' due sis emi si enne o a poco a poco ilassando,
ma non sì che non lasciasse o egge e mol e consegue-
ze lo p op ie. Ond' è ch' el ci uole un dilica o senso
s o ico pe sen i e quali osse o i p imi i i cen ini di
ques i due sis emi; al che se non si ponga men e con
ogni diligenza iesce impossibile di o ma sene un con-
ce o gius o.
Pe quello che o a ci occupa è mes ie i di pa e a
a on o come più si può esa amen e i limi i di que-
s i
due sis emi in ciò che isga da il di i o dellle ob-
bligazioni.
La legge ,
sex ,
onde nascono le
acliones s1 icii j i is,
é
secondo la sua na u a s abilmen e de e mina a ed im-
OTiBLAG.
STRICTI
JURIS
E
BONAE
FIDEL
mu abile. Da ciò consegue del pa i che essa non pub
a e al o se non solamen e comanda e, p oibi e un al
a o, e puni e quando alla legge non si sia obbedi o.
lilodes inus lib. 2. egula um.
L. 7. de
legibus
(1. 3. )
Legis i us hace es : impe a e, e a e, pe me e e, puni e.
Adunque se aluno p. e. abbia acquis a o pe mini-
s e o di legge una
ob!igaíio ,
non
a à acquis a o al-
o se non che 1' au o i à di p e ende e qualche cosa
da colui , che è obbliga o a p es a gliela. E Ia pe -
sona obbliga a a p es a e non po ebbe al imen i a e-
e anch'essa au o i à di p e ende e, se non solamen e pe
minis e io di un' al a legge o di un al o caso p e e-
du o da quella legge .medesima che lo obbliga a a p e-
s a e. Le obbligazioni che s abiliscono appo i bila e-
ali, come la socie à, ( o e ciascuno è insieme au o iz-
za o a p e ende e ed obbliga o a p es a e) ogliono ben
esse e con e ma e dalla legge, ma non possono dalla leg-
ge p ocede e , nel senso omano di ques a esp essione;
pe ciocchh la Iegge conosce una o ma sola e ma ed
in a iabile, e a a solamen e di casi, in cui si abbia
ad obbliga e aluno e so alun al o.
Ma da ques o , che la Iegge à pe sua in ima
na u a
l'esse e eminen emen e de e mina a, consegne pa imen i,
che ogni
obligadio
nascen e dalla legge debbo indi izza -
si a consegui e un
ce uni.
O a l'obbie o di qualunque
p e esa legale pub esse e o un
da e
o un
Tace e ;
in
al i e mini o la asmissione della p op ie à di una
cosa , o la p es azione di qualunque al o a o che non
sia un de e mina o
da e.
Ciò essendo , pogniamo che la
legge p esc i esse un
Tace e ,
essa do ebbe insieme-
men e , pe ciò ch' ella come dicemmo di iplice na-
3
17
llESSEI TAZIONP
PRIMA
lo a ,
aggiugne e una penale pe il caso
che
al
aeepe
non si obbedisse. Pe ò , is i uendosi un azione nascen e
dalla legge 'con o colui che non á -adempiu o a ciò che
do e a a e , -ques ' azione non ad al o iusci ebbe se
non se alla dimanda della penale dalla legge de e . mi-
'
la a. E poiché ogni -penale de e esse e la es e io e
mi-
su a della asg essione pe la quale
s
i p onunzia, de e
necessa iamen e esse ale pe sua na u a che non possa
pa i e al a es i nazione ; de e , in al i e mini , la pe-
na e consis e e in ulna
pecunia ce a.
Laonde es a
gius i ica o dall' in ima essenza della
lex
ques o p inci-
pio , •che ogni •azione na a dalla •legge debba di- izza si
¿il da e di
u
n
ce i m.
O a ogni o mola, álla quale é congiun a - o za di Iegge,
a igua da a siccome la legge is essa (1). In ques o senso
un es amen o ed una
slipulalio
ànno il alo e di leg-
ge (2). E siccome in p oposi o di una legge non ci à pun o da
a quis ione pe ché ella sia s a a emana a,
bas ando
alla
sua e icacia che ella esis a come legge, pa imen i in p o-
posi o di un a o che abbia una o ma con e ma a dalla leg-
ge non si •può pun o a quis ione di ciò che á a o nasc e
ques o a o o male, bas ando alla sua e icacia che esso
esis a ealmen e come ale. Pe esempio ,pun o da
ice ca e se debi o o donazione abbiano indo o ad una
s ipulazione pe ede e poscia, ogliendo a conside a e e
(I) L. 6. De pac is
(2. 14. ) Legi ima con en io
.es .,
quae lege
ali
-qua con i ma u ;
e
ideo in e dum
ex pac o ac io nasci u e1 olli u
quo iens lege , el sena usconsul o adju a u .
(2)
L. 1. De he ed. pe . ( 5. 3 ) Ile edi as ad nos pe line
au
e-
e e ju e
au no o.
Ve e e e
lege duodecim alula um, i-el
ex
Les amen-
e ,
quod
ju e ac um
es ,
e
1B 1G.
S7'I1IOPI JIIRIS-
E
EON.AE ZIDE

1`9
nel suo più-
p op io
signi ica o la agion mo en e-, co
-
me si abbia. ques a s ipulazione a a a e;.ma solamen e
con iene conside a e se la o mola. della s ipulazione sia
s a a. legalmen e concepi a ; oglio di e- p. e•: se dalle
due pa i si è pa la o e icacemen e , o se • non, si sie o
p omesse
.
cose che pe lo o na u a
non..
po e ano esse e
s ipula e._.
QUI
a lunque non anno ol e-a
.
conside a e di -
e enze ma e iali : la dimanda in giudizio alla base
di
una s ipulazione-
.
. non khisogno cli al o, pe esse e ben
onda a , se non_ che la s ipulazione esis a.
9u,inc ilianus osi.
o a ..._
lib.
4, cap. 2.
Aecidi aliquando al e i,
e saepius
a o i ca.usae,
el quia
sa is es p_ opoìze e ,
el quia sic ma is: expedi .
Sa i.9
es dixisse • ce am c eclà am peeuniam pe o ex s ipu-
la ione ,.., lega um pe o ex
es amen o....
Di e sa-e pa is
exposi io es , cu ea non debean u ..
Da. ques o ca a e e essenziale degli a i o mali , che
cioé,_
iu
essi si debba a ende e solamen e a ciò
clic
i
si esp ime e non pun o alle agioni che de e lo o o i-
gine , consegue di pe sè , .che nei
s i i ju is
nego ia
può
esse pa ola di
dolus
solamen e• ne' casi in..
cui
ci
enga puni o in una p op ia o ma legale.. Pe ciocchè i.1
dolus
cade semp e sulle agioni ma e iali, quali ece o
eca e ad e e o 1' a o o male , e ques e agioni,
com
e
già si è de o , non. debbono i e gene ale esse
p ese
i
conside azione.
Che se il dolo cadesse sulla o ma is essa..
ddell' a o , ques o cesse ebbe
ipso
ju e
di esse alido.
Non. pe
an o ciò non u semp e osse a o pu ual.
men e: A mano
a
mano- si enne o-amme endo consi-
de azioni ma e iali con o gli a i o mali. L' Impe a-
o e Ma co Au elio pe mise anche negli
s idi ju is ne-
go ia. la
co npensazimne in o ma, di una
cloli m,ili e -

90

DISSERTAZIONE PRII1I L
c p io
(1) , la quale quindi innanzi si po e a oppo e
semp e alle s ipulazioni che p. e. osse o senza causa.
E ciò acendo si commise o se la s essa inconseguenza
che si osse a qua e colà in ce e giu isp udenze , le •
quali amme ono la
exceplio non nuìne aíae peeu-
niae
in a o di le e e di cambio , quan unque anche
in ques i a i le esp essioni o mino ciò che ci a di es-
senziale.
O a da ques a na u a degli a i o mali, clic in essi la
lo o essenza is essa è ipos a nella o mola, e che s'in-
di izzano al
cu e
di un
ce lum ,
consegue un al o co-
olla io ; ogliain di e , ebe con 1' azione alla base di un
al o o male o si o e à pun ualmen e u o ciò che si
domanda o non si o e à nulla. Pe ciocchè la o mola
A è in e amen e gius a o in e amen e alsa : la sua in-
dole non compo a ia di mezzo. Se è in e amen e
gius a 1' a o e de e o ene e u o ciò che domanda ,
chè se l' o enesse in pa e si amme e ebbe implici a-
men e che la o mola osse in pa e gius a : se ella è
in u o alsa, non si a e à assolu amen e nulla. Pe ò
(1) §. 30. J. de ac ion. (4. 6.) Sed e in
s ic i ju is
judiciis ex e-
sc ip o Di i Ma ci opposi a doli mali excep ione compcnsa io indu-
ceba u .
gli au o i delle Ius i uzioni sconoscono pun o ques a inconse-
guenza.
Cj. 1. J.
de
excep .
(4. 13.) Ve bi g a ia si me us coac us , au dolo
induc us , au : e o e lapsus s ipulan i Ti io p omisis i quod non de-
bue as p omi e e, palam es
ju e ci ili
e obliga um esse; e ac io, qua
in endi u da e e oppo e e
e icax es : sed iniquum es e
condemna i.
Ideoque da u ibi
excep io , quod me us causa , au doli- ,:ali , au
in
ac um composi a ad impugnandam ac ionem.
Pa imen i il seguen e §. 2.
OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
BONAE FIDEI

21
anche neI d i o omano si o a s abili o come mas-
sima, che chi in
sl ic i ju is
nego iis
si a a
p e ende e
più
di
quello gli spe a pe de
la
li e ,
causa
ca di!.
Cíce o de inn en l ionne lib. 2. cap. 19.
I a
jus
ci ile
habemus
cons i u um
u
causa cada is
qui
non quemadmodum oppo e ege i .
Quinnc iliannus
declauna ionnes 260.
Si . ole abile o mula e a e
e
in
pe i ione pecuniae
non u i ju e
concesso.
Qainnc ilianus ins i . o al. lib. 3. cap. S.
in
omnibus
e e causis in quibus excidisse quis o mula
dici u hae sun quaes iones an hui , an
cum hoc
an Iiac lepe ,
an apud hunc , an
hoc empo e
licea
age e.
Idem lib. 7. cap. 3.
Es e iam pe iculosum cum si
uno e bo
si e a um o a
causa cecidisse ideamu .
Quindi
consegue come un al o co olla io , Che quando
una
obliga io s iai ju is
non è
s a a in e amen e es in a
dall'obbliga o; colui che gode a della
obbligazione, non che
limi a si al esiduo non anco a p es a o , de e demanda e
1' adempimen o del o ale. E poichè ques e
acliones s idi
ju is
comp endono solo
pe iciones ce i,
la pa e della o -
mola che con iene la
in encio è
ques a:
si pa el cia e op-
po e e.
Fin o a
abbiamo pa la o delle azioni di s e o d i o, che
nascono dalla legge o da quegli a i o mali, coi
quali a
congiun a
o za di legge. Ma ol e a ques e ci sono anche
di ce e al e azioni, che quan unque non so gano da a i
o mali pu e p oducono e e i simili, e
che
pe ò si debbono
assegna e a le azioni di s e o d i o. Esse sono quelle
azion
i,
le quali à mo pe base una
pecuniae nu ne alio.
N è
22

DISSERTAZIONE PRIMA
os a il passo di Gius iniano, o e si no e a il mu uo come
di
d i o na u ale:
S.
2. c .
J.
7. 2. (de Ju e na u ali )
E ex hoc ju e gen ium omnes pene con ae us ind oduc i
sun , u em io je endi io , Ioca io e conduc io , so-
cie as , deposi um ,
mic uuan
e alii inn ume abiles.
Pe ciocchè quan unque la
obliga io ex peeuniae nume a-
ione
non appa enga allo s e o d i o ci ile, u a ia le a-
zioni che ne isul ano ànno il medesimo scopo : esse
so-
no indi izza e al
da e
di un
ce lum
pe ques a agione
semplicissima , che il
ce una
che si domanda si o a
p esso la pe sona obbliga a senza una agion su icien e.
Ma di ciò si a à meglio pa ola app esso.
Fin qui delle
ac iones s iai ju is
in gene ale. La
p op ie à più essenziale ch' esse abbiano è ques a , che
u e si debbono indi izza e al
da e
di un
ce um ,
che
possono esse e solamen e unila e ali ; cioè , che esse non
anno al o che po e un obbligo in uno e so di un al-
o , non po endo mai s abili e un appo o , pe cui
aluno sia insieme pa e che obbliga e pa e obbliga a;
e pe ò non danno mai luogo a
con a ium judiciu n.
La
esp essione ecnica omana esp ime benissimo ques a p o-
p ie à lo o, dicendo ch' esse non possono esse mai
ul o
ci oque (1).
O a dobbiamo po e d' incon o a ques e
ac iones
s iai ju is
le
ac iones bonae /cdei.
Dicemmo che le
p ime nascono solamen e dalla legge ,
lege ,
dall' a o
(1) L. 19 de e b. signi . (
50.
16. ) E ac um quidem gene ale
e -
bum esse , si e e bis , si e
e quid
aga u , u
in
s ipula ione
el
lap,
me a ione.
Cin ac um aù em
ni o
ci oque
obliga ionem, quod G aeci
a
a»lacy
ll
a ocan , elu i emp ionem , endi ionem , loca ionem,
con-
duc ionem.
OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
I3ON.4E F'IDEI

23
o male , pa i alla legge , e dal a o che l'obbliga o i-
enga p esso di sè qualche cosa senza agione ,
e :
di-
cemmo inol e , che , s ando il a o che o e la base
all' azione semp e in una sola delle pa i , le
ac iones
s icii ju is
sono semp e unila e ali ; e , quando pe
a en u a la pa e , che gode la obbligazione , osse a
sua ol a anche obbliga a , ciò do ebbe dipende e da
un al o a o. Tali essendo i ca a e i p incipali delle
azioni di d i o s e o , le
bonae ld6i acliones
all' in-
con o nascono sia da con a i (1), i quali si di amano
in una in
i
ni a mul iplici à di casi , che pe lo o in ima
na u a sono semp e bila e ali, sia anco a da al i a -
ichi della i a; nel qual caso non ànno un con a o pe
base,ma sono pu semp e bila e ali. In complesso il di i o
omano p esen a a ques o conce o assai conseguen e, che
quella legge, la quale gl' indi idui pe au onomo po e e
pongono a sàmedesimi, non può ice e e o za di legge uni-
e salmen e, se non se bando quelle o me,
le
quali
gi à
come ali
di en ano
pa i alla legge p op iamen e de a
(sii-
pula io,expensila io);
o e o dandosi il caso che alcuno i-
enga p esso di sè senza agione qualche cosa; sendo allo a
ciò che senza agione si è asmesso epu a o u o a
come appa enen e a colui che lo ipe e. Dominando ques o
conce o gene ale, i più consue i negozi della i a gio na-
lie a ùnno anco a mes ie i che la legge li p enda in p o-
(1) Quan unque la
s ipula io ,
la
expensila io
iposino anche su di
un con a o, sulla olon à bila e ale, pu e non é (
T
ues o ciè che in essi ci
à di p incipale. Gli é l)en e o
che
la olon à eca ad e e o la
s ipu-
la io ,
cd in ce o modo
é
pa e in eg an e della o ma ; ma una ol a
che la
s ipula io
esis e , non si a ende più . come pe p ende ne no ma,
alla olon i delle pa i : la sola esp essione dello s ipula o è ciò che
a s a o.
30
DISSRI TAZ10N PI INA
le
azioni che appa engano a ques o ge
ne
e sa anno
1'
una di e sa dall' al a pe la, lo o di e enza ma-
e iale , sondo semp e 1' in e esse de e mina o dal ca-
a e e p op io del negozio che lo gene a; se , pe con-
seguenza , ci debbono esse e di e se
acciones bonae idei,
con una delle quali si o iene più e con un'al a meno;
d' al a banda , aIl' incon o , la nozione che abbiamo
dello
s ic um jus
in gene e non consen e al o che una
sola
condicho ,
non po endosi, in a o di d i o s e o,
domanda e mai al o se non una sola e medesima cosa,
cioè quello che qualche o ma esis en e au o izza a do-
manda e. Fa emo di dichia a e meglio ques o nos o con-
ce o a ques o modo.
I
bonae idei negolia
es endono la
lo o di e sa e icacia in sop a quello che si de e o -
ene e dalle pa i : 1' in e esse , che può nasce e , in un
con a o di comp a endi a è
di e so
da quello , che
può nasce e dalla locazione. Ma nelle
acciones s iai
ju is
pe con a io , quan unque le o me che dan d i o
a dimanda e sien di e se , ques e non ese ci ano niuna
azione ed in luenza su quello che
si
domanda in giudi-
zio. Laonde le azioni di s e o d i o sono di e se sola-
men e quan o alla lo causa, ma imangono u e iden iche
quan o agli e e i. II
pe chè , di idendo le azioni se-
cando il con enu o ma e iale , ca e emo pe conse-
guenza ques o
,
p incipio , che non ci può esse e se non
una
as io sc ic i ju is,
una
condicho.
Ed i Romani eb-
be o ques o medesimo conce o : essi iconosce ano una
si o a usa o pe
le
legis ac iones ,
il
ocabolo
condic io.
Iiugo ,
s o ia del d i o , 6. Ediz. p. 187. Il ocabolo
condicho si
usi
massi-
mamen e pe le azioni che nascono
dal a o che alcuno conse i p esso
di sé
qualche
cosa
senza agione,
i
1

oBBLIG.
STRIC I JURIS
E
DONAR FIDEI

31
condicho
sola , e
mol e di e en i cause ond' ella p en-
de a nascimen o. I mode ni àn a o 1' oppos o : essi àn
c edu o di sco ge e an e di e se
condic iones
quan e
ci a e a di cause. I giu econsul i omani dicono semp e:
condicho compe il ;
ed alcune ol e , indipeuden emen e
da ques o , aggiungono la causa :
idelicel ex causa
u i a (1).
E ciò dichia a lucidissimamen e pe ché
Gius iniano non no e i nelle lns i uzioni le
sl icli ju is
ac iones ,
siccome a delle
bonae idei ;
essendoci , se-
condo il conce o genuinamen e omano , una sola
adio
s idi ju is
in gene ale (2). Ma che ques o , ed unica-
men e
ques o , sia s a o il conce o de' Romani si può
dimos a e chia amen e. Essi dichia ano che la e
ondi-
elio z-no ebi i
e quella
ex mu uo
so o una sola e mede-
sima azione.
Gaius lib. 5. au eo um.
L. b'. §. 3. de O. el d. (44. 7. )
Is quoque,
qui
non debi um aceipi pe e o em sol en is,
obliga u quidein ,
quasi
ex
mu ui
da ione ,
e
eadem
accione
ene n , qua debi o es c edi o ibus (3).
Ugualmen e quella
che
nasce
ex slipulalu e
quella
che
nasce
ex mu uo
sono
una
medesima azione.
Uipiauus lib. sing. Pandec a um.
1. 24 de ebus c ecí. (12. 1.)
Si quis ce um s ipula us ue i ,
ex
s ipula o
ac ionem
non habe ; sed
illa condichiia aciione
id pe sequi debe ,
pe qua n
ce um pe i u .
(1)
L. 29.
D. de
con .
culi. ( 18. 1.
1
(2)
Cosi
dice anche Ma ciano
nella
1. 5.
§. 4.
de in li em
ju ..ndo
in
ae ione
s ic i
^ju licü.
(3)
55.
1. J. quib. mod. e. I. 3.
5.
32

DISSERTAzIONE PRIMA
Paulus lib. 5. quaes ionum.
L. 926 §. 2,
in . de V
O.
(4k. >. )
Nani quo iens pecuniam mu uam dan es eandem s ipu-
lamu , non
dune
obliga iones naseun u :
sed
una
e bo um.
La
epig a e is essa del i olo
de ebus e edihs
o i à
una lucida dimos azione della uni à delle
condic iones.
Essa dice : De ebus c edi is , si ce um po e u e
de
con ii c i one.
Ma dal conce o che se ne Anno o ma o i mode ni ,
ol e a mol e al e con o e sie , à do u o nasce e an-
che quella g a e in o no alla di e enza a
condicho
ob u pem
e
condicho ob i jus aìn causa e.
La qnal
dispu a in ul imo iesce alla analisi del alo g am-
ma icale de ocaboli
u p
2
ed
iì
juslum (1).
Adunque , se si a enda alla essenza ed all' e e o ,
ci à una sola
adio s idi ju is (condicho) ;
ce ne
à
mol e , se si a enda alle di e se cause delle azioni. O a,
se qui ci siamo a i a no e a e le di e se ondamen a
di ques e azioni , abbiamo insiememen e p esen a o u e
le
ac ion-s s idii ju is.
E di e o di sop a abbiamo
indica o la
lex,
in quan o dà ondamen o ad
obliga io-
nes ,
siccome la p ima sca u igine delle
condichones
(
da o a in poi chiame emo semp e a ques o modo le
ac iones s idii ju is).
Ogni
obligalio ,
isul an e dalla
legge , de e , pe la na u a sua de e mina a , indi iz-
za si al
di e
di un
ce uni ;
e pe ò 1'
adio ,
che
-
ne
sca u isce è na u almen e una
condicho.
(1) Cujacio po a la
opinione
in pa e gius n, comechè con usa pe
le
mol e p oposizioni
accessc ie. Com. ad
Ti .
de eb. c ed. ( Ediz.
Napol.
om.
7, p. 650. )
OBBLIG.
sn lc3
I
JUn s
E
d3oIVA F DE

33
Paulus lib. g. ad Plau iu ii.
De concli c ione ex lege ( 13. 9. )
Si obliga io
lege no a
in oduc a si , nec cau um eadem
lege , quo gene e ac ionis expe iamu , ex lege agen-
dum es .
Cioè
se la legge , donde . sca u isce 1' azione , è de'
p imi empi della epubblica omana , allo a 1' azione
non si chiama mai
condicho- ;
pe ciocchè , come si è
de o di sop a a p. 29 e 30 , in empi più ecen i si p e-
se ad usa e il ocabolo
condicho
pe dino a e le azio-
ni , che s' indi izza ano ad un pu o
da e.
Laonde
le
acciones ex lege
si po e e o chiama e piu os o
conciic-
iones
solamen e da quel empo in poi , nel quale si
p ese ad usa e ques o ocabolo , non più nel p imi i o
signi ica o di
adio in pe sonam
e sia qualunque , ma
abusi e
pe una azione in esa ad un
da e oppo ene.
Così la esp essione
lege no a ,
nel passo es è ipo a o
di Paolo , a à il suo gius o signi ica o . In ques o sen-
so pe ò u e le azioni , che sca u iscono da obbliga-
zioni onda e dalle leggi delle dodici a ole , sono
con-
die iones ,
comechè non po ino
ques o
nome. Sono ali
p. e. le azioni che nascono dal d i o ci ile e si olgo.
no al
pagamen o
di una penale non a bi a ia ma de-
e mina a. Onde è che I'
adio de igno junc o , l'ac io
inju ia um ex lege Co nelia ,
la s essa
adio u i
sono
e e
concieliones;
benchè ques ' ul ima ,
pe
dis in-
gue la dall' azione
ei pe secu o ia ,
si chiami semp e
ac io u i.
Ma poichè
quì non possiamo
dis ende ci
più ol e su ques o a gomen o , non sa à lie e la di-
mos azione che pe o a ne possiam o e dalla
1. 1.
e . an . (
25. 2. ). I i è de o
che 1' adio
e : am.
si
amme e in ece dall'
adio u i ;
e l'
adio e . a a. ,
5
34

DIFSERTAZIONE PRIMA
come
pin pa icola eggia amen e di emo app esso ,
è
una e a
condicho.
Anche l' azione , che nasce dalla
lex Aquilia
pe un
damnum inju ia da u a
e s' indi-
izza al
da e
della
aeshma io
de e mina a secondo la
me cu iale più al a dell'in e o anno , pe quello abbiam
de o innanzi è una e a
condicho ;
comechè , pe le
agioni o o a indica e , si chiami quasi semp e
acho
legis 4quiliae.
E che essa si di izzi al
da e
di un
ce una
secondo la p eceden e igo osa
aes imaíio ei ,
è mos a o da
ll
e pa ole della legge ;
Quan i id in eo
anno plu iini ui ,
lanlum a s da e domino damnas
es o.
Senza che un luogo di Ulpiano dice alla le e a
che essa è una e a
condicho.
L. 9.
SS.
1. de cb. c edi . (12- 1. )
Compe i haec as io ( si pa la della
condicho ce i
el ex lege Aq
u
ilia.
In ol e una o e dimos azione che ques a non
sia null' al o che una
condicho è il
(al o che Ulpiano
1. 2. §. 3.
de p i a i s Beli chis
(47. 1.) pone la seguen e
quis ione :
Quesi um es , si condie/us ue i ex causa
u i a an nihilominus lege 11quilia agi possi .
Il che al
di e in al i e mini : quando
conclic us es
pe una
causa , si
pub
a lo
-
anche pe un' al a causa ? La i-
spos a è che in ques o caso si può , pe chè la
aes ima io
della legge Aquilia è di e sa di quella della
condicho
u i a.
Ma di ciò pa le emo più lungamen e app esso.
A ciò che semb a si può i ene e che già p ima de'
empi di Augus o ogni azione na a da legge
si
chia-
ma a
condicho ex
lege.
Ciò ien dimos a o dall' azione
con o il also denunzia o e di uno schia o , di e a ad
o ene e il doppio del suo alo e ,
la
quale azione u
OBBLiG.
STRICTI JURIS
E
RONAE FIDET

35
s abili a dalla
lex Julia de adulie iis coe cendis.
Chè
ques a azione si chiama
condicho
ex lege
(se.
Julia);
Illa eellus lib. 2. de Judiciis publicis (48. 1. )
L. 28
ad leg. Ji liam de adul e iis coe eendis.
Quod ex his causis debe u , pe
condic ione n ,
quaé
ex lege
descendi , pe i u .
Laonde quan e azioni es i ui e da leggi ci à, pe
il
da e
di un
ce uni ,
an e ci a à di
condicliones ex
lege.
P ende le
qui u e a no e a e sa ebbe la o o inu-
ile e sope chio , massimamen e pe ciò che mol e di
esse sono in ese unicamen e alla p a ica
o
ense. Cosi
incon iamo nel §. 3!i.
J. de ac .
una
condicho
pe
il quad uplo con o gli
execulo es lili2 m, i
quali ca pi-
ano da' lo o clien i degli ono a i maggio i di quelli e an
lo o do u i. L' azione onda a da Gius iniano con la
1.
35.
C.
de don.. , pe la p omessa di donazione , è pe ò
una
condicho ex lege ,
siccome si è semp e e amen e
chiama a. S' in ende poi age olmen e e
seni' al a di-
chia azione che qualunque sia la o ma , che
p ende
la legge ,
é
semp e capace di onda e
condicliones ;
nè
p oduce di e enza di so a se la legge sia un plebi-
sci o , un sena oconsul o o una cos i uzione dell' Im-
pe a o e.
Ulpiaezus
lib.
26.
ad
Edic um.
L.
P. de
eb.
c ee/. (
12. 1. ).
S
ed
si ex
sena usconsul o age u , compe i haec
acLio
(
se.
condic io
ce i ).
Theopk.
ad
§..
24.
J. de
ae . ( 4.
6. )
Z%
y«q
ex
lege
Ko
ó
x í Y.
O
L àu.á^
j/w5 ^x L1
a x4aw5 íx aQ,^a
.

.,
cs p.i a.'-)ai
(1^.
E
ciò delle condizioni
che
sono
onda e
da
leggi
in.
(1)
Non
enim dubium
es , quin ex
cous i u ione condic io
ex
hge
nasca u .

36

DISSERTAZIONE PRIMA
gene ale. Ma di sop a sponenlmo al e basi sulle quali
si ondano condizioni : 1' a o o male , simile alla legge,
ed il a o del i ene e p esso di
sé
qualche cosa senza
agione. Pe ò ci a emo qui a pa la ne pa amen e.
Se ogliamo sape e quan e di ques e o me con e ma e
dalla legge ci abbia , sulla cui base si po e a
agi e
in
giudizio pe un
da e oppo ene , un
passo classico di
Cice one ci giugne mol o a p oposi o , o endoci la
ispos a.
CIce o p o loscio
Comocdo
cap. 5.
Adnume asse sese nega : expensum úlisse non dici ,
cum abulas non eci a , eliquum es , u s ipula um
se esse dica : p ae e ea enim quemadmodum ce am
pecuniam po e e possi non epe io.
Pecunia pe i a es ce a : haec pecunia necesse es
au da a , au expensila a , au s ipulala si .
In e modi adunque opina Cice one possa a e luogo
la
pe i io ce i :
o pe una
pecuniae dalio ,
o pe una
$1? ulalio ,
o pe una
lille a um obliga io.
O a di que-
s e e basi della
pelilio ce i
po emo da can o, ino a
più ampia disamina ,
Ia pecuniae nume a lo ,
come quella
che non si assegna a gli a i o mali. Pe ò delle basi
no e a e nel passo es è ipo a o di Cice one iman-
gono la s ipulazione e la espensilazione (1). Ed ei si pub
dimos a e , anche con passi del nos o
Co pus ju is,
che
ques i due a i o mali dieno ondamen o a
pe ion s ce i,
cioè ad azioni indi izza e al
da e oppo e e,
o, secondo
la oce enu a in uso nel d i o nuo o , a
condi-
e iones.
(1) F a le di e se opinioni che si po ano sulla ma e ia io engo pe
e a gaclla
che
iconosce i lib i domes ici (
codices expensi e
aecep i )
come la e a o ma del con a o le e ale an ico.
OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
11oNAE FIDEI

37
lllb les inus lib. 3. Pandec a um.
I. 103. de e b. oblig.
(4 . >. )
Libe ho no in s ipula um
deduci
non po es , quia nec
da i oppo e e in eudi ,
nec aes ima io ejus p aes a i
po es , non magis , quam si quis da i s ipula us ue i
mo uum
hominem au
undum
hos ium.
Pa.u us lib. 6. ad Sabinum.
L.
19.
e
se .
p aed.
asi.
(8. 3.)
Si unus ex sociis s ipule u
i e
ad communem undum
inu ilis
es s ipula io ,
quia nec da é el po es .
Sed si
omnes
s ipulen u , si e communis se us , singuli ex
sociis
sibi da á oppo e e
pe e e possun .
E , dopo che u spen a del u o 1' an ica
oxpensilaiio,
1'
azione
acco da a dal d i o Gius inianeo pe la
li e a-
?°um obligado ,
si chiama nelle Ins i uzioni pa imen i
condicho.
o.
T.
22.
J.
lib. 5. (de
li i.
obl. )
Sic i , u hodie , dum quae i non po es sc ip u a obli-
ge u , e ex ea nasca u
condic io ,
cessan e se. e b.
obliga ione.
Cosi , adunque , la
e bo um
e
la
li le a um obligado,
sendo o me legali , ondano azioni pe un
da e , con-
diciiones.
Ma, si domanda inol e : Cice one à poi spos o
u e le o me legali possibili , donde possono nasce e
con Jicdon s?
ed a ciò dobbiamo isponde e di no; pe cioc_
chè
Gice one
pa la di que' casi solamen e , i quali si
po e ano p esen a e nella specie , che egli a a a. Le
pa ole : p ae e ea
enim non epe io si
ogliono
i e i
non ce amen e a u o il d i o , ma
solamen e alle ci -
cos anze speciali del caso , che Cice one di ende. Ed un
caso a' p incipali pe non a e e nessuna connes-
sione con la specie di Roscio Comoedo è anche lascia-
o in dimen icanza da Cice one ; oglio di e 1'
ac io ex
38

DISSERTAZIONE PRIMA
es amen o ,
la quale u a ia non è nè più
nè meno di
una pu a
condi c io ce i.
Ciò uole esse qui dimo-
s a o.
Pe d i o Romano an ico ci e ano , come è isapu o,
due specie p incipali di lega i , il
lega u a indicalionis
ed il
lega u a damna ionis. Il legc um indica ionis
non
p oduce a nessuna
obligado ,
ma da a immedia amen e
un
dominium ;
il lega a io po e a e indica e dall'e ede
le cose lega e , come se. elle già osse o p op ie à sua.
I1
legalum damna ionis , pe
con a io , onda a una
obligado s ic i ju is ,
cioè e a un' al a o ma dalla
quale po e a nasce e una
condielio.
Siccome il
lega um
indica ionis
s abili a , senza bisogno di adizione o
al o modo di asmissione ( secondo la esp essione s a-
nissima de' mode ni
pe ansi uin legalem) ,
un di-
i o eale ; sì pa imen i nasce a dal
lega u a damna-
ionis
una
obligado s iai ju is ,
simile a a o alla s i-
pulazione , ma senza bisogno del conco so dell' e ede e
del lega a o , che ne sa ebbe o le pa i. Con ques a
obli-
galio s iai ju is
anche nelle nos e on i é semp e
congiun a la acol à
di
ci a e sulla base del es a-
men o.
Pomponius lib. 9. Epis ola um.
L. 46. de
leg. J. (30.)
Quae de
lega o
dic a sun ,
eadem ans e e Iicehi ad
cu a,
qui
e! S ichum el
hominem
da i p omise i .
Illpianus lib. 21. ad Sabinum.
L. 39. §. I. eodem.
Ipsius quoque
ei
in e i um pos mo am debe ,
sicu
in s ipula ione.
OB13L1G.
STRICTI JURIS
E
BO1VAE FIDEI

39
Pomponius lib. 7.
ex
Plan io.
L. 50. de O. el A. (44.
7.)
Quod
quis aliquo
anno
da e
p omi i ,
au
da e da-
mna u .
Pomponius lib. 9. ul Sabinum.
L. 23. de F.0.( 4S. 1.) .
Si ex
lega i
causa ,
au
ex s ipula u
hominem
ce um
mihi debeas.
Paulus lib. 26. ad Edic um.
L. 6. a
e in
li em ju ando
(92. 3.)
Alias si
ex s ipula u ,
el
ex es amen o
aga u , non
sole in li em ju a é.
lUlpianus lib. 25. ad
Edic um.
L. 27. a
e solul. (46. 3.)
E iam
ci ca
s ipula ionem,
e
ex
es amen o
ac ionem.
Pomponius lib. 9. Epis ola um.
L. 92- de sol. (46. 3.)
Si mihi alienum se um
da é p omise is ,
au
es a-
men o
da e
jussus ue is (1).
ed
un
passo
gia
ipo a o
di
Quinc ilianus
ius .
o a . lib. 4. cap. 2.
Sa is
es
dixisse ce am c edi am pecuniam
pe o ex s i-
pula ione , lega um pe o ex es amen o.
O a da
ques i ammen i isul a chia a
1'
analogia
del
lega um damnalionis
é
della s ipulazione ,
come
pu e
l'uguaglianza de' lo o
e e i p a ici. Senza
che, quan un-
que
non
osse
necessa io di
dimos a lo più al e ,
si
pub
p o a e
con la
es imonianza
di
al i passi
che
1'
as io
ex es amen o
non é nuil'
al o
che una
con-
(helio .
(1) C . C. 35.
J.
de ac ., 1. 18. de O.
e
A. ( 44. 7. )
46

DISSERTAZIONE P1.11l1,A
la
condicho
indebi i
la seguen e
1.
66
de cond. znd.
di c-:
haec condicho ex bono e aequo in oduc a , quod al-
e ius
,
apud al e um sine causa dep ehendi u . E la
1.
15
de conci. ind.,
dice : Indebi i solu i condic io na u-
alis es . E con pa i age olezza si pub d' al a banda
dimos a e che u e le
condi cli ones ex nume alio-
ne
sieno s a e dai Romani no e a e a le
ac ionib?, s
s ic i ju is ;
ché que' giu econsul i ene an l'occhio anzi
agli e e i che alla o igine delle azioni. Così la
nume-
a io
a semp e congiun a con la
s ipula io ,
sendo
i-
conosciu a l'analogia ch' é a lo o.
Ulpianus
lib. 26. ad
Eclic um.
1.
7. D de
eb. c ed:
(/2.
1. )
Omnia ,
quae inse i
s ipula ionibus
possun ,
cade a
possun e iam
nnme a ioni pecuniae :
e ideo e con-
dic iones.
Ulpianus
lib. 26. ad
Edic um.

-^1
L.
.9.
D.
de eb. e ed.
(/2.
1. )

^c
Quoniam igi u ex
omnibus
con ac ibus haec
ce i

'ci
condic io
compe a ,
si e
e
ue i con ac us ac us ,

,^1
si e
e bis ;
si e conjunc im.
Ulpianus
lib. 9. ad
Edic um.
L. 19.
de
e b. sign. (50.
16 )
1
1141
E ac um quidem
gene ale
e bum
esse ,
si e
e bis,
si e
e
quid
aga u :
u
in
s ipula ione el
nume a-
ione (1).

^^l
Quando si o ano ' congiun e
obliga iones e el e bis

^^p
-(1)
Si o ano al e p uo e anco a
a
1. 2. §. 4. ad S. C. Yellejanum.-
4. 47. J. de ac . ( 4. 6. ) , o e si dice :
elu i quibus mu uam pecu.
niam , e/ in
s ipula u n deduc am pe i ac o .
li

OBBLIG.
STRICTI
JURIS
E
BDN. 1E FID1cI

47
sì uole in ende e pe
e
solamen e la
nume alio ,
o
qualche al o modo , onde si sia i enu o qualche cosa
in p op ie à senza agione ; cioè ogni a o dal quale
nasce una
condicho ,
ma non pun o que' con a i, che
Gajo no e a a con a i eali, come sa ebbe o
pignus,
deposilum, commodalum.
E ciò ien dimos a o non pu e
dalla ipo a a 1. 19.
de e b. sig. ,
o e
il ocabolo
e
è app esso dichia a o dal ocabolo
nume alio ,
ma an-
co a e più se si ponga men e che que' e con a i non
ànno niuna simiglianza con la s ipulazione. Anzi io c e-
do di po e e senza pe icolo ca a e da ques o equen e
congiunge e che si a di
e e e bis
la conclusione, che
i giu econsul i omani , ol one Gajo non àn pun o no-
e a o ques i e con a i a quelli qui
e ¡iunl.
Ed ol e alle p uo e già eca e u ibocco , si á una
se e a dimos azione che i Romani colloca ano
le
con-
dic iones ex nume alione
come le al e u e a le
si i-
cii ju is ac iones ,
an o dalla esposizione a a di so-
p a che ci è una sola condicho , quan o anco a da
ll
a
1. 2!i. de eb. c ed., o e è de o che l'azione nascen e
dalla s ipulazione e gnella nascen e dal mu uo sono una
cosa medesima. Ma della duplice indole delle
cond'ic io-
nes ex nume a ióne ,
secondo che si a enda al onda-
men o o all' e e o lo o , pa lano due impo an issimi
luoghi di
l' i onio l' uno e di Ma ciano l'al o , i quali
pe ò non oglionsi qui asanda e.
T iphonius lib. 7. Dispu alionuin.
L. 64. de cond. incl. (12. 6.)
U enini libe as na u ali ju e con ine u , e
domina.
io ex gen ium ju e in oduc a es , i a debi i el non
debi i a io
in con i c ione na u ali e in elligendca
es .
DISSERTAZIONI:
PRIMA
Illa elanus lib. 5. Regula lum.
L. 23
1
.
in
.
de a . e . amo . (23'.
2. )
I am
ju e gen ium ,
condi i pu o posse es ab bis ,
qui non ex jus a causa possiden .
Onde si pu
l)
onda amen e pensa e che anche i Pe e-
g ini gode ano della
condicho ex nlcme alione , i
quali
ce amen e non gode ano di quella
ex shpulalione, ex-
pensila ione
(1) e
es amen o.
Fo se il Gajo , che con an o
deside io aspe iamo (a) , ci da à su ques o p oposi o
no izie più pa icola eggia e.
O a , dopo il nos o agionamen o e dopo le deduzio-
ni, che ne siam enu i ca ando , non ci è ce amen e
mes ie i di gius i ica e più ol e il p incipio da noi po-
s o , che le
condic iones ex nume a ione
o
ex da ione
adan comp ese u e in una sola nozione. Dappoichè ,
essendo di sop a s a o dimos a o ch' egli ci à una sola
condicho,
anzi seudo ciò de o esp essamen e dalle leggi
in p oposi o della
condicho ex mu uo
e della
indebi-
i
(2) ; le di e se cause delle
condic iones
non possono
o
ma e an i o dini quan e ess(sono , e u e si engo-
no ondendo nella nozione ondamen ale della
dalio..
E
di e o gli é del u o indi e en e sia che io abbia da o
qualche cosa in p es i o , cioè con la men e che mi si
es i ui ebbe , sia che la cosa di p op ie à mia si o i
senza agione nelle mani al ui ; e ciò qualunque possa
esse e il a o, pe cui manca la agione dell' al ui i-
(1)
Secando la s o ia del d i o di Hugo, 6. Ediz. p. 597., Gajo pa -
la di
li e a um obliga iones
p op ie de' Pe eg ini.
(a) L' anno app esso usci alla luce la Edizione di Be lino. (il ad.)
(2)
La
1_18.
e
la
1.
32
de eb. c eed.
lo
dicono pe le al e
condic-
iones.
48
OBBLIG.
STXICTI JUIIIS
E
BON14E FIDEI

49
ene e la cosa mia : che ques o a o sia cagiona o da alse
supposizioni di colui che á asmesso (
causa non secu-
a
o
indebi i ), sia
da male p a iche di colui che i-
ce e
(íu pis causa ,
o
u i a) ,
o inalmen e sia anche
che ques a mancanza di agione non nasca nè
daI
a o
di colui che dà, nè dal a o di colui che ice e (
sine cau-
sa),
gli è cosa a a o indi e en e. Dal momen o in cui com-
pe e al mu uan e la
condicho ex mu uo
à già cessa o di
esis e e`la agione, onde il con enu o possede a la cosa
mu ua a : e pe ò la
condicho ex mu uo
non è in ondo
nè più nè meno di una e a
condicho sine causa ,
e
icade pe an o nel g ande ce chio , che u e comp en-
de ali condizioni ; il a o del i ene e senza agione.
Ques o conce o è esp esso chia issimamen e da seguen i
luoghi.
Ja oleuus lib. 1. ex Plau io.
L. 10. in
.
de
cond. causa dala, causa non secula (12.4.)
Quia nihil in e es , u um ex nume a ione pecunia ad
eum
sine causa ,
an pe accep ila ionem pe ene i .
Paulus lib. 3. ad
Sabinum.
L. 14. eodem.
Si p ocu a o i also indebi um solu um si , i a demum
a p ocu a o e epe i non po es , si dominus a um
habue i : sed ipse dominas ene u , u Julianus sc i-
bi . Quod si dominas a um non habuisse , e iam si
debi a pecunia solu a uisse , ab ipso p ocu a o e e-
pe e u ; non enim
quasi
indebi zcnz dalunz
epe e u ;
sed
quasi
ob
eni da u a ,
nec es secu a si , a iha-
bi ione non in e ceden e, el quod
a um ace e pe-
euniae
alsus p ocu a o , culli quo non an um u i
agi , sed
e ianz
cosmici
el posse.
E
qui
con un
esempio p a ico
si
mos a
pe la p i-
7
V
i
)

DISST'RTAZIni11E PRIMA
ma ol a a quali e o i conduca an o la pa izione
p incipale delle azioni in. con a i , quan o la poca a -
enzione pos a a ciò che ci à di in imamen e essenziale
in esse. II disgiunge e , p. e. , il mu uo dalle al e con-
dizioni mena al conce o che ciascuna
condicho
sia un
azione dis in a e di e sa. E quando Glueck (1), con al-
i mol i , ci a na ando di ce e
conche iones ,
che
egli p e ende
bonae (idei ,
mons a con ciò di a e e ele-
a o alla massima po enza il isul a o di quel sis ema
da noi espin o.
I sis ema ici c edono di a e abbas anza, a enden-
do solamen e alle di e enze ma e iali , senza pun o e-
de e che non si può a a o iusci e ad in ende e il d i o
omano se non si ponga men e sop a ogni al o alla
iden i à o male. Così ileise (2) pone u e le
condie-
hones ,
dal mu no in uo i , insieme col deposi o e con
i' ini e de o
de
p eca io.
Ma egli non ò ce amen e pos-
sibile che ques e obbligazioni di e gene i di e si, e na e
da on i di e en i si s ieno paci icamen e 1' una d' ac-
can o all'al a senza de u pa e o dis ugge e le lo o no-
zioni. Che a di nos i sien cessa e le di e enze o mali,
e gli a e i delle azioni , a un di p esso , sieno gli s essi
e amen e una scusa , che non può g an a o con e-
i e a po e il di i o omano nella sua buona luce.
Ei
mi
o na e amen e inaudi o, anzi a a o inconcepibile,
come mai si possa p ende e a scalza e la base ad una
scienza , e non pe an o poscia ole e che le sue con-
seguenze ge moglino, apian andole in e eno s anie-
o. Che ciò accian colo o , che digiuni di p incipi, com-
(1)
Gluecla
Comm.
ol. 13. p. 260.
(2)
$else
Compendio. 3. Ediz. p.
102.
Seg.
OBELIG.
STRICTi
JURIS
E
B4NAE EIDEI

5I
pongono legge men e una p a ica iziosa , lo ogliain
. ole a e ; ma
non
già mai
che ciò acciano gli s udiosi
ed i maes i nella scienza. To nando al nos o p oposi o
adunque i e emo che an conside a e come p oceden i
dal i ene e senza agione le
condie iones ex 7nuluo,causa
da a causa non secu a , ob u °pem caausan' , indebi i ,
u i a.
Ma ol e a ques e ci à un' al ' azione di che , pe
compie e ques o no e o , si uol quì a pa ola. Se du-
an e il ma imonio la moglie a esse in ola o qualche
cosa al ma i o , il conce o dilica o, che i Romani a e-
ano della comunanza di i a a ma i o e moglie , non
eonsen i a ch' ella osse pe segui a a con un
«elio u i,
anche dopo cessa o il ma imonio : che anzi , secondo
la opinione di molli giu econsul i , ella , con al al o,
non consuma a pu e un u o (1). Il pe ché non
pu-
e
i'
as io u i ,
ma neanche una
condicho u i a
si
po e a da e con o di lei : non esis endo o non si po-
endo pun o ico da e (2) il a o del u o , non ci
sa ebbe o non si po ebbe nomina e la causa , donale
sca u isse la
condiclio.
Ma poiché , cl' al a banda , il
ma i o de uba o de e icupe a e il s o , sic in odus-
se
una p op ia
as io e um amni«) i m.
Ques a azio-
ne e amen e non con iene la pa ola uTíuin , ma non
di meno in u i i suoi e e i e nella sua essenza é una
e a
sondi elio u i a : l' adio e um amola um
pe
(I) Quia socie as
i ae gzwdainmodo donzi,aanz
eani ace e .
L. 1, e .
amo , (25. 2. )
(2) L. 1.
codea guibusdaìn exis inzan i!as
zie
guidenz
u um eain
a-
ce e.
Del
imanen e
pe l'uomo e so la
donn
a
algono
le
s ese
massi-
me.
I. 7. eodcm,

!;l
52

DISS':RTAZIONE PRIMA
a en u a è alla
condicho u i a
quello che l'
adio
in ac una
con o il pa ono , all'
adio de dolo.
Con
1'
adio e um amo a um
si o iene u o quello che si
o e ebbe con la
condicho
u i a.
Paulus lib. 7. ad Sabinum.
L. 6. §. 4.
h.
. (2,Y. 2. )
I em he es mulie is
ex hac causa
enebi u , sicu
condic ionis nomine ex causa u i a.
Pe ò lo s esso Gajo con agione la chiama
condicho.
Gaius lib. 4. ad Edic um p o inciale.
L. 26.
h. .
Re um amo a um ac io condic io
es .
Ma a ques a nos a a e mazione , che i'
adio e um
amo a um
supplisca alla
condicho u i a,
semb e anno
o se con addi e alcuni luoghi di Ulpiano , i quali a
p ima giun a appaiono mos a e che la
condicho o i-
a
conco a con l'
adio e um amo a um.
Pe ò non si
pub a meno di po e ques i passi esege icamen e a di-
samina , a inchè s anisca anche il più lie e dubbio ,
che alimen a po esse ques o e o e.
Illpianus lib. 30 ad Edic um.
L. /7. §. 2.
I . 1.
Non
solum
eas es, quae
ex an
in e um amo a um
ju-
dicium eni e, Iulianus ai , e um e íam eas, quae in
e um na u a esse desie un . Simili modo e iam
ce i
condi i eas
posse a .
Dalle ul ime pa ole di ques o
b ano,
chi Ie conside i
l
egge men e, si po ebbe dedu e che la
condicho u i a
si possa amme e e accan o
all'
acíio e um amo a um;
OBI3LIG.
STRIC7'I JURIS
E
BONAE FIDEI

Y j
onde ques ' ul ima o ne ebbe del u o supe lua. La
glossa (1) e Cujacio , (2) e gli au o i esege ici con esso,
si
spacciano b e emen e de' ias ìdi. Essi, con o la s o ia
e senza ondamen o alcuno , amme ono con le al e con-
dizioni anche una
condicho ce i gene alis.
Ammessa
che ques a sia, il ammen o di Ulpiano non o e lo o
niuna speciale di icol à : essi ico ono alla lo o
con-
dicho
ce i gene alis ,
e u o è gius i ica o. Ma poi-
ch^
il
isul amen o della sposizione , che siamo enu i
acendo , è s a o il icondu e u e le
condic iones
alla
semplice lo base s o ica ; poichò si è dimos a o che ,
quan o agli a e i , ci à in
gdne e una
condicho ce i
unica , e ce ne à di e se solamen e quan o alle cause ;
ques a enigma ica
condicho ce i gene alis ,
la quale
secondo il nos o conce o sa ebbe una
condicho
senza
ondamen o , de e necessa iamen e i o na e nel p op io
nulla. Pe ù a dichia a e il passo di sop a ipo a o ci
è mes ie i di segui e una esegesi più pu a delle
pa o-
le.
Ulpiano non dice pun o che Giuliano a esse de o s a -
sene 1' adio
e um anzola um
di cos a alla
condicho
ce i , se, u i a, s
iccome si po ebbe o e oneamen e
in ende e le pa ole simili
modo eliam ce i condi i eas
posse ail.
Ques e pa ole si ogliono a icina e a ció ch'ei
dice di sop a, che, anco quando la cosa messe cessa-
o di esis e e in
e um na u a,
pu e si pub a e e
1'aclio
e um anzola um.
Allo a le ul ime pa ole del a njncn-
0 :
simili
modo
ec a anno ques o senso , che , come
a iene con 1' aclio
e um anzola um,
anche con 1' aclio
(1)
Glossa ad
leg.
17. SS. 2.

.
(2)
Cujac.

i .
1.
d
e
eb. c ed.
Edige Nap. on/.
7. p. 639.
54

DISSERTAZIONE PRIMA
u i a
si possa
condice e
la
aes ima io (1).
A ques a
spiegazione si ada ano anche mol o meglio le pa ole si-
mili modo,
anzi po ei di e che esse si p es ano a ques a
sola spiegazione , e che quì , come in al i luoghi (2) ,
si
uol a no a e solamen e 1' uguaglianza degli e e i
della
condic io u i a
e
dell'ac io e um amola u n.
Ma ol e a ques o è mes ie i dichia a e ún al o pas-
so di Ulpiano.
Ulpiaiius lib. 5 Regula um.
L. 24. D. h.
1.
Ob
es amo as , el p op ias i i ,
e! e iam do ales,
am
indica io ,
quam
condic io
i o ad e sus mulie-
em compe i ; e in po es a e es , qua eli ac io-
ne
u i.
La glossa qui ci o e di bel
nuo o
la sua
condic io
ce i gene alis:
e quì di bel nuo o sa à bas e ole una
dichia azione assai più semplice. Dappoichè Ulpiano in-
ende quì pe
condic io l' adio e um
umola um
me-
desima , la quale, dice Gajo nella I. 26, è p ecisamen e
una
condic io.
E che ciò sia così isul a necessa iamen e
se si conside i che , o e cio non osse , Ulpiano in que-
s o medesimo luogo a ebbe a o menzione anco a del-
1'
adio e um
amola um,
pe ciocchè
qui se ne
do e a
a a e ex p o esso. Ma il
1am incLica io
quam condi-
c io
esclude ch' ei pa li di ogni al a azione. Ond' è che,
s' egli a ebbe qui do u o pa la e
dell'ac io e um a o a-
II
(1)
L.
5.
de
cond.
n i a (
13. 1 ).

!
In e u i a
condic io ipso uin co po um compe Z ,
sed
-u um
cam-

i^üu
diu , quamdiu ex cn , an
e o e si
desie in
esse
in
ebus
Iaumanis —
Si non
ob uli da u concdic io aes ima ionis.
(2)
L. 21. §.
5. D, h,
.
`:4
OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
110NAE FIDEL

55
mum,
e in e e i non pa la che di
indica io
e di
condicho,
bisogna con eni e assolu amen e che pe
condicho
si deb-
ba in ende e
l'as io e um amo a um;
iI che non ima à
pun o più in dubbio , o e si ponga men e alla colloca-
zione delle due azioni
1'
una accan o all' al a. Che poi
1'
as io e um amo a um
ispe o all'
as io u i a
non
sia null' al o che un'
as io in ac um
uole esse e quì
no a o e i enu o già pe an icipo, in che non giungia-
mo ad espo e in gene ale ques e azioni; an o piìi, che
pe mos a ques o nos o conce o abbiamo do u o a -
a e dell'
adio e um «mola um più
di usamen e di
quello ci p opone ano nel disegno di ques o la o o.
O a , pe compie e ques o pa ag a o , non dobbiamo
al o che ipe e e in b e e ciò che "di usamen e si
i
enu o a ando. Tu e le
ac iones s idi ju is
s' indi-
izzano solamen e al
o a e
di un
ce um ;
ed in ques o
senso
ac iones s ic i ju is
e
condicliones
sono oci si-
nonime. S udiando la essenza delle
condic iones
si sco -
ge ch' elleno possono esse e di e se solamen e quan o
al ondamen o lo o , ma , quan o agli e e i , sono una
cosa sola. I ondamen i , onde p endono o igine le
con-
dic iones ,
an di isi in e classi p incipali : la leg-
ge , la o mola , il a o del i ene e qualche cosa senza
agione. Alla p ima appa iene Ia
lex
ed in
gene ale ogni azione nascen e da obbligazioni onda e
dalla legge. Della seconda classe abbiam no e a o e
specie : la
s ipula io ,
la
li e a um obliga io , il es a-
nun uìn ,
accan o alle quali an colloca e come
ecce-
zioni la
do is dicho
e il giu amen o del libe o.
Da
ul imo u e le condizioni, che p ocedono
ex e,
e che
si addimandano
ex mu uo , causa da a cansa non secu-
la , sine causa , ob u pem causa o u i a
icadono,
'141
^ 1^
62

DISSERTAZIONE PRIMA
essenza e del alo p op io di ques a seconda pa izio-
ne in gene ale.
Quan o al nome da da e alla
con lic io
di en a a così
doppia ispe o alla specie , cui appag iene 1' obbie o
ch' ella domanda , non si p esen ano di
icol à pe deno-
mina e l'una delle due manie e; pe occhè, essendo una di
essa indi izza a solamen e ad o ene e un an o in dana o,
non ci sa à nessuno, il quale con as i che la
condicho
indi izza a al dana o
à la
condicho
che s' indi izza ad
una
pecunia ce a (si ce lucm pelelu ) (î).
Ma edem-
mo
che , di incon o al dana o , s anno u e le al e
cose : il nome da da e alla
condicho ,
che se e a que-
s ' o dine di cose , p esen a meno age olezza. Ei non è
possibile di da e al complesso di mol e cose di ge-
ne e
a a o di e so un nome , che
le comp ende u -
e. Ciò che si pub a e è di imp on a e ad una di que-
s e cose il nome , il quale , adope a o a dino a le u -
e , di en i pe di così il app esen an e delle al-
e. Ciò accade appun o nel p oposi o che ci occupa :
il
nome di quella cosa , di cui più si a ica, p es a na u-
almen e il suo nome pe indica le u e. E quis ione
pe ò oziosissima , pe ché i Romani abbian
chiama o
condicho
i icia ia
pe oppos o a quella indi izza a
ad una
pecunia ce a
la condizione,- che si olge a u e
le
cose
del dana o in uo i. Se osse s a o 1' olio la me -
cé di cui più a esse o i Romani a
ica o , oggi si an-
d ebbe in es igando con pa i agione , pe ché p esso di
lo o ci osse s a a una
condicho olea ia.
Ma noi sap-
piamo con ce ezza che Roma so ì semp e penu ia di
(1) L. 1. p . de cond. i . (13. 3. ) La
pecunia ce a
si puL chia-
ma e
$a
b
l
o
xì
y
,
ce um,
pe ché signi ica semp e assolu amen e lo s esso.

OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
BONAE FIDEI

63
g ani : la Sicilia e a la sua came a umen a ia
;e
p o-
babilmen e il umen o u la me ce, pe la quale
si
o ma a la maggio pa e de' con a i di p es i o , de'
es amen i e delle s ipulazioni, sendo semp e quello, onde
si à più s ingen e bisogno , ciò di che più si ai

lea.
Laonde , non solo non debbe eca pun o di me a iglia,
ma uolsi anche conside a come la più na u ale cosa
del mondo che una specie di g ani ( umen o) di en-
ò come il p o o ipo di u e le cose , del dana o in uo-
i ;
e che , endu asi necessa ia la di isione delle cose
comme ciabili nelle due specie di sop a dichia a e , si
osse chiama a
condicho ihcia ia
quella
condicho
con
che si domanda a un
ce um
che non osse una
pecu-
nia
num e a 'i.
Ripe iamo in poche pa ole ciò che in
qui siam e-
nu i sponendo. In gene e non i à che una sola
condi-
cho.
Ma ella può a e e di e se ondamen a ,
e
ques e
si son no e a e nel pa ag a o p eceden e. Inol e l'ob-
bie o , che si chiede in giudizio con la
condicho, é
in-
di e en e pe la essenza di ques a. Non di meno la na-
u a is essa delle cose o ma qui una impo an e ecce-
zione. Di ise le cose, che sono in comme cio, in due o -
dini p incipali, non s' incon a niun dubbio pe aggiudi-
ca e l'obbie o della dimanda quando esso appa iene al
p imo ; ma , quando appa iene al secondo , è bisogno
di una de e minazione più p ecisa di quella che si o -
e dalla dimanda is essa. Ciò ichiede , ol e alla pa -
izione pe le basi, che la
condicho
si dis ingua anco a
pe l' obbie o clil è in esa. Quindi abbiamo
condicho
si ce hum pelelu
e
condicho ihcia ia (1).
(1) O a u i gli s o zi , che si son a i , pe dichia a e ques a eni
Ú^

DISSERTAZIONE PRITMA
Adunque la
condicho ilicia ia
non è una no ella
azione p op ia ; nè p esen a
adjec i ia guali as
o
deno-
minazione di so a , che gene asse l' e o e capi ale p e-
so da' giu is i in p oposi o di essa. Ella non è al o se
non solamen e una pa e di una u ' al a pa izione
della
condicho ,
la qual pa izione è a a a enden-
do agli e e i dell' azione. Pe ò la
condicho ,
sia
i-
hieia ia
o non sia , do à semp e nasce e dalla s i-
pulazione , dal es amen o o dal a o del i ene e qual-
che cosa senza agione. Se il più de' giu is i si a esse o
imp esso bene in men e ques o p incipio logico , che
ci
possono esse e più
aciones di idendi,
non ne sa ebbe-
o
ce amen e giun i pe ino a po e come quesi o
pe chè si
sia
in odo a la
condicho i icia ia
quando
già
se ne a eano
di al e. E da ul imo , se essi a esse-
o le o con alcun
poco di p o ondi à il passo di Ulpia-
no , il
quali non
semp e a menzione delle di e se on-
damen a
della
condizione , di icilmen e sa ebbe a enu-
o ciò che é a enu o , che, seguendo un esempio pos o
pe maggio dichia azione , si è p eso a i a e la pa -
izione pe ondamen a , enendo 1' occhio a quella pe
lo scopo.
Ulpianus lib. 27. ad
Edic um.
L. 1.
de
condi .
i ic. (13. 3.)
Qui
ce um pecuniam nume a am
pe i .
lila ac ione
u i u ,
si
ce um pe e u :
qui
au em alias es , pe
ma i a denominazione, an passa i so o silenzio. Essi si possono po e
d' accan o agli s o zi a i in o no
al cosidde o u ile dell' azione. Non
di meno non si uol asanda e di no a e che in u o il
Co pus
,
1u is
non sii in iene ques a pa ola al o che nella epi g a e e nella
1.
1.
h. .
:1
A
OBBLIG.
Si"R C JURIS
E
BUIVAE FIDET

GJ
i ici c i zen
coiac1ic ionem
pe e . E gene ali e dicen.
dam es , eas es pe
.
hanc ac ionem pe i, si quae sin
p ae e pecunia i nume a ám : i e in ponde e , si e
in mensu a cons en ; si e mobiles sin , si e soli.
Qua e undum quoque pe hanc ac ionem pe imus, e "
si ec igalis si : si e j s s ipula us quis si , ela i
usun7 uc um , el se i u em u o umque p aedio um.
§, i Idem au em suam pe hanc ac ionem nemo pe e ,
Siisi ex eciusis , ex
quibu
po es ,
elu i ex causa
u i a , e! e mobili i ob ep a.
In u o il
ammen o
si a pa ola solo degli obbie i
delle condizioni , e si pa la dell' azione solo pe quan o
essa si i e isce a ques i. II 55. 1. poi esp ime esplici-
amen e un conce o
uni o me
al nos o, ecando, come
a a o digiun e da ques a azione , quelle
causae delle
condizioni , le quali ondano una pa izione ; e , a a
ques a digiunzione a le cause e la
condicho
di cui
pa liamo , i e isce a ques ' azione u e quan e le cau-
se , niuna ecce ua a ;
isi
ex causis ex quibus
po si.
E ciò quan o al signi ica o della
condicho
ilicia ia e
quan o al pos o , che le a assegna o nel sis ema. Ma
o a ci imangono mol e cose da dichia a e , le quali ,
se così senz' al o di ne le lasciassimo , semb e ebbe-
o cozzan i con quello di sop a abbiamo e ma o. Vo-
glio di e che noi di sop a abbiam e ma o , come es-
senza
in ima
delle
ac ione s s ic i ju is ,
ch' elle s' indi-
izzino al
cl
a e
di un
ce um :
quindi in e i amo che
non mai si po esse pe ò o ene e con ali azioni nè più
nè
meno di qnello si e a domanda o. O a, pos e ques e
cose , noi semb e emo a p ima giun a di da e in ce a
con addizione non pun o lie e, quando d' al a banda ci
acciamo a sos ene e
che
u a ia le pili ol e si debba
9
GG

DI iSERTÀ7.IONE PRIMA
s a
con en i ,
o enendo alcun che di di e so di ciò che
in p ima si domanda a ; in b e e , che
le
più ol e si
o enga non la cosa s essa ma solamen e la
aeslimalio.
Pu e una b e e p oposizione in e media sa à bas e ole
a imuo e e os o l' appa en e con addizione. Secondo
guel o abbiam de o di sop a una
pecunia ce a ,
non
a endo al a misu a che sè s essa , è e amen e l'unico
ce lum, il
quale non dependa da al o. E p esso i Ro-
mani la
pecunia ce a ,
adegua amen e alla sua na u a,
e a pe così di e la adice ul ima di u e le cose. Pe-
ò la
aeslimalio è il p eliicm ei ,
non già alcun che
di di e so dalla cosa domanda a ; anzi quella si adegua
si a amen e a ques a , che in ondo la p ima non
è
null' al o se non il pun o inale della seconda ; la cosa
domanda a ien app esen a a so o al a o ma dalla sua
aeslimalio.
Ed in comp uo a di ciò possiamo a e ma e
senza ema come nell' an ico di i o omano non ci e a
niuna
obligalio
pel
d'a e
di un
ce o n ,
dal dana o in
uo i, la duale non po asse insieme la
aeslimalio
de e -
mina a, pel caso che l' al o
ce uni
non si po esse i-
ce e e. Se la
obliga o
nasce a
ex lege,
o ci a e a una
poena
in ece di
aeslimalio,
o, come nella
condic io
na-
scen e dalla
lex .ìlquilia
la s' indi izza a di pe sè s es-
sa alla
aeslimalio ,
che la legge s essa de e mina a
non
p ima conco e ano u e
le condizioni- dalla legge o-
lu e e de e mina e. Ed in quelle
obligaliones ,
che na-
sce ano da s ipulazioni o da es amen i , eggiamo es-
se e an ó consue o la
obliga io
al e na i a
e inalmen e
le clausole penali , che ben si sco ge come i Romani si
pensasse o che la
aeslimalio
non e a nulla di di e so
dalla cosa domanda a , che anzi e a il suo semplice equi-
alen e ,- ciò che po e a app esen a la pun ualmen e.
•
OBBLTG.
S RICTI
3
URIS
E
B01Vl1E FIDEI

67
Ques o che diciamo sa à anche più chia o se ci accia-
mo a s udia e un a o la e imologia ed il alo p op io
del
ocabolo; chè, quì come al o e , è ques a la ia pili
sicu a pe giunge e ad una dimos azione compiu a.
Se la
pecunia
ce a
in ondo è l' ul imo pun o inale,
in
cui si isol ono u e le cose , uolsi concede e an-
co a come necessa io che u e le cose in ine sien com-
p ese nella nozione di
pe unia.
E ale u p esso i Roma-
ni.
Essi non chiama ano
pecunia
solamen e il dana o
con an e , ma con al nome addimanda ano
li die
le cose
che po e ano esse e i a
bonis.
Illpianus lib. 49. ad Sabinu.n.
L.
/78.
de
.
S.
(50. /6. )
Pecuniae
e bum
non
solum nume a am pecuniam
com-
plec i u , e um omnem omnino pecuniam hoc es
omnia co po a ; nani co po a quoque pecuniae appel-
la ione con ine i , nemo es qui aiubige .
Celsus lib. 11.11.
Dig.
L. 88.
eodem.
Tan um quisque pecuniae eiinqui , quan um ex bo-
nis ejus e ici po es ; sic dicímus cen ies au eo um
habe e , qui an um in p ediis , cae e isque similibus
ebus habea (1).
In
ques o senso Cice ene dice a nella o azione p o Ro-
^cio Comoedo :
j.cdici .m es pecuniae ce lae ;
in ques o
senso si pub a e ma e , senza enia d' incon a con-
addi o i , che u e le
acliones s ic i ju is
s' indi iz-
zano al
da e
di un
ce um , il
quale
ce lu n ,
ele a o
alla sua più alla po enza , di en a una
pecunia ce a.
(1)
Ed
anco a 1.
5, 1. 77.
de
e h. signi . ( 50. 16. ) 1, 64. in
.
de
solu o
ma . 1. pen.
Cod.
de cons . pecunia.

DIS5ERTAZIONE PRIMA
11Ia
se, come semb a p obabilissimo, u egola nel d i -
ó an ico, quando non si a a a di
pecunia ce a ,
di
aggiugne e semp e una
poena
o, ciò che al quasi lo s es-
so, la
aes imalio
delle cose ; ques a p a ica col empo
do e e segui si meno se e amen e : spesso si do e e
manca e dí muni e a ques o modo le obbligazioni. Laon-
de e a necessa io che osse e mi i p incipi in esi a go-
e na e la
acslinialio ,
nel caso ch'_ essa non si in enis-
se già de e mina a. Nè il de e mina la po e asi abban-
dona e all' a bi io del giudice , pe ciocchè ne'
judicia
ex lege
non ci a e a pun o luogo ad. a bi io. E, po en-
do la
a slima io
esse e di e sa , an o se si abbia ispe -
o al luogo , quan o se al empo , è chia o che, o e os-
se o manca e s abili dilimi azioni e egole pe la es i-
mazione , a ebbe ben po u o in e eni e che il cc iu'7a
si osse amu a o in
ince um.
O a ques e egole pe la
es imazione si in e anno age olmen e nelle s abili no -
me canoniche , le quali go e nano u e le
acliones slni-
cli ju is.
Di sop a alliam p eso le mosse dal p incipio
che con una
condic io
non si po esse in gene ale o ene-
e nè più nè meno di quello si e a domanda o. S abi-
limmo anco a pe massima cos an e , che la
aeslimalio
è
adeguala alla cosa is essa. O a , se n(
'
s idi junis ju-
dicia
non si può o ene e al o se non la cosa al quale
u domanda a, segue di pe sè che
la
aeslimdlio,
la (¡u ile
s a in luogo della
cosa
domanda a, debba esse e quella
del dì della domanda
(judicii ~(0 1.
Che se pe a -
en u a po esse la es imazione esse e di empo pos e io e,
po ebbe in e eni e che si o enesse più o meno della
cosa domanda a : e se osse
di
empo p eceden e allo a
la aeslima io is essa sa ebbe la cosa o igina ia e non già
il semplice equi alen e della cosa domanda a. Adunque
^ul
L^^l
'4u
OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
BOYAL'
FIDEI

69
noi dobbiamo necessa iamen e i ene e , come illazione
della nozione delle
acliones s ic i ju is,
ques o p incipio
giu idico , che in ques e azioni il
.
empo della
aes ima io
è il empo della con es azione della li e ,
empus
accepli :
pel con a io di quello ch'è ne'bonae
i
dei nego-
ia ,
o e la
aeslimalio è
quella del empo della
condemna-
lìo.
Non pe an o ei con ien no a e di ce e eccezioni a
ques o p incipio , le quali nascono dalla na u a in essa
delle
condic iones.
Se si e a s abi i o un gio no isso pe
l'adempi nen lo della obbligazione, bisegne à domanda e
la cosa, che si do e a p es a e , quale essa
e a
in quel
gio no. I1 pe chè in ques o caso la
aeslima io
do à es-
se quella del gio no, in cui si mancò di adempie e alla
obbligazione. Pa imen i quando la cosa è pe i a. Anche
in ques o caso la
aeslima io ,
sendo l' equi alen e della
cosa , non può esse e al a se non quella del dì in cui
la cosa è pe i a. La mo a o ma un caso simiglian e al
p eceden e. Chi s a in mo a non
si
libe a in e amen e
dalla obbligazione col da e la cosa do u a, quando essa
osse di en ala peggio e pe la mo a : egli de e aggiu-
gne e an o di pio , quan o la cosa à scema o di alo e.
Ques o, in al i e mini, uol di e che in caso di mo a il
empo, cui bisogna a ende e nella
aes imalio, è il
km-
pus
mo ae.
Ciò de o s' in ende à legge men e che quello
eggiamó in e eni e pe la
condicho
u i a,
cioè che
la es imazione debba esse e la maggio e di u o il em-
po dall' in olamen o
in poi , non è pun
o u ia eccezione
alla egola es è e ma a , nè o e di e si à di so a dagli
e e i della
condicho
in
gene ale. La agione ne è chia-
issima; chè il lad o da che in ola 1' ogge o è semp e
in mo a : pe ò è in mo a anche al empo, in cui la cosa
in ola a a ebbe aggiun o il suo più al o p ezzo. Adun-
70 DISSERTAZIONE PIUMA.
que p incìpi , che egolano la
aeslimalio
sono mu a i
nella
condicho u i a
non già pe cl è la causa u i a
sia di e sa dalle al e , ma pe chè ci si e i ica ale una
mo a, che e amen e s' incon a con al ca a e e solo in
ques a condIiclio.
O a ques o, che noi abbiam ca a o come conseguenza
di un p incipio , sa à mos a o pa imen i da mol i pas-
si. E poichè ques i engono agionando appun o come
abbiam agiona o noi , non occo e à di a e su ques o
p oposi o al a esegesi di so a.
Ulpiauus lib.
2S. ad Edic uni.
L. 3. §. 2. Commoda i el con a ( 13. 6. )
In
hac ac ione , sicu in cae e is
boncce dei judiciis,
simili e in li em ju abi u ;
e ei
judicandae empus,
quan i es si , obse a u , quam is
in s 1c i , li is
con es a ae
empus spec e u .
Gaius lib. 9. ad Edic um p o incialem.
L.

cond.
ilicia ia (13.
3.)
Si me a aliqua , quae ce o die
da i
debeba ,
pe í a
si elu i inum , oleum , umen um ;
an i
li em
aes imandam , Cassius ai , quan i luisse
eo die , quo
du i
debui .
Si de die nihil con eni , quan i um ,
cum
judicium accipe e u .
Julianus lib. I. ex 11Iinicio.
L. 22. D. de eb. c edi is (12. 1. )
Vinum ,
quod
mu uum da um
e a ,
pe judicem
pe-
i um
es ,
quaesi um
es ,
cujus empo is aes ima io
ie e : u um
cum
da um esse , an
cum
li em con-
es a us uisse , an
cum
es judica e u ? Sabinus e-
spondi , si
dic um esse , quo
empo e
edde e u ,
quan i uno
uisse :
si non , quan i unc cuuc pe i-
u n esse .
OB13L1G.
.STRICTI JURIS
E
BONAE FIDE!

71
Celsus lib. . Diges o um.
L. 1i. de e jud. (42.
1.)
Si Kalendis ie i aliquid s ipula us sum, nempe quan
docuinque pos Kalendas accep o judicio , an i a uen
aes imanda lis es , quan i in e ui mea, Kalendis id
ie i ;
ex
eo enim empo e quidquid aes ima u , quod
o issime sol i po e i (1).
Julianus lib. SS,
Di ,.
L. 59.
de.
VO.(45.
1.)
Quo ies in diem , el sub condi ione oleum quis s i-
-pula u : ejus aes ima ionem eo empo e spec a i op-
po e e , quo dies obliga ionis eni :
unc enim ab
eo pe i po es , alioquin alias ei cap i() e i (2).
Non è nel disegno
di
ques a disse azione di anda di-
chia ando u e le
singole an inomie, che la ma e ia p e-
sen a quasi come accesso io di quello noi a iamo,
sen-
do anzi nos o
scopo p incipale di segna e quì
le
on-
damen a di un no ello sis ema. Non di meno il seguen e
passo , come quello
che , mos andosi con addicen e col
nos o assun o , acquis a impo anza
pe l'insieme del-
la
a azione , non
uol
esse
passa o sanza dichia a-
zione.
(1)
Le pa ole :
quod no issime sol i po e ,
indicano p ecisamen e
che la
aes ima io
debba
esse e necessa iamen e quella del di della do-
manda.
(2)
Ques e ul ime pa ole :
unc enim ab eo pe i po es ,
p esen ano in
b e e la agione da
me
da a di sop a , pe ché la
aes iina io
debba es-
se
quella
del
gio no de e mina o della domanda. Anco meglio
la
p e-
sen a la giun a :
alioquin alias ea
cap o
e i .
Con .
1. 22. D. de oblig.
e ac . — 1.
37, man i.
78

DISSERTAZIONE
PRIMA
che a le azioni penali (1). E qui pa lando noi della
legge
Aquilia non dobbiamo asanda e di disco e e
anco a di quel non is a e mi al alo e dell'ogge o nella
s ima del danno , p endendosi anche in conside azio-
ne il
clamnwn ,
che media amen e pa i a la pa e ; del
qual modo di alu a e u cagione non an o la pa ola
della legge , quan o la in e p e azione da ane da' giu e-
consul i amani.
§. 10. J. de lege Aquilia (J. 3.)
Illud
non ex e bis legi s. , sed ex i nle p . ela ione
plaeui ,
non solum pe en i co po is aes ima ionem
habendam esse , secundum ea , g iae diximus ; sed eo
anlplius quidquid p ae e ea , pe em o eo co po e ,
damni o is illa um ue ì ; ela i si se um uum
he edem ab aliquo ins i u um, an e quis occidc i ,
quam is jussu uo he edi a em adie i ; nam he edi a
is
quoque amissae a ionem esse habendam cons a .
Ques o danno media o pub conside a si , di ei quasi ,
come una
causa
nega i a; oglio di e , come una
causa,
la quale non a e a luogo pel a o del con enu o : non
pe an o non ci à nulla che pugni assolu amen e ad
amme e e una
aeslima io
maggio e del alo della co-
sa in essa ; poichè ques o caso è simile a quello , in cui
si aggiungano alla cosa delle accessioni. Non di meno
ques o caso è una delle in asioni , che enne acendo nel
campo dello s e o di i o il p incipio della equi à ,
quale in ques a specie è p opugna o e caccia o innanzi
dalla in e p e azione. E noi di sop a gene almen e no-
(1) 5. 9.
J.
li.
.
qua ca ione
c edi u n
es ,
POENALEM
esse I ujus le-
gis
ac ionem : quia non
solum an i
quisque obliga u , quan um
damni
dede i ,,
sed
aliquando longe plu is.

o13l3LIG.
.STI?ICTI

DON
AE FIDEI

79
lammo che ques o p incipio equi a i o si andò semp e
più e più dis endendo pe modo , che la ma e iale no-
zione del
dolu8
e della
culpa
pene asse ino nel di i -
o o male. Il pe chè noi dobbiamo del pa i p ende le
mosse dal p incipio della equi à pe ispiega e , che nella
condic io u i a,
come nella
lex Aquilia,
si uoIe es i-
nia e il danno media o (1) ; ma semp e pe modo, an o
nell' una quan o nell' al a , che non si p enda in con-
side azione p op io l' in e esse , nel senso in cui , co-
me di emo app esso, uole esse e in esa ques a esp es-
sione.
Paulas lib. 2.
a
g
i
Plan illa'.
L. 33. ac.leg. Aqu. (9.
2. )
Si
se um meum occidis i , non
a¡Tec iones aes iman-
das
esse
pu o (
elu i si ilium uam na u aiein quis
occide i , quem u magno emp um ellos) sed
quan-
i
omnibus
ale e . . . . In lege enim Anula
cla'n-
num consequimu ; el amisisse dicemu , quod
au
consequi po uimus , ami e oga e cogimu .
Da
ques o ammen o sca u isce
che pe la
lex
íiqui-
lia ,
come pe u i
gli al i
s iai
ju is
j ud i el a ,
a s i-
ma o solamen e iI
danno obbie i o,
la consue a
ei
ae-
(1) La con o e sia. , se il alo e di a ezione do esse en a e o pu
no nell i es imazione , è na a pe ché la eo ica dell'
id quod in e es ,
che si do e a a a e pa landosi di
d
uella de'
bonae dei nego ia , è
s a a con usa con quella della
ei aes ima io ,
e igua da a come a que-
s a congiun a. A quella no a quis ione non è pun o di icile isponde e
a ques o modo : nei
s ic i ju is judicia ,
o e non bisogna a ende e ad
al o che alla obbie i a
ei aes ima io ,
il alo e di a ezione non a
ol o a conside a e ; pe ciocchè
esso
è u o subbie i o; cd in ció edi
1. 33 ad
leg.
Aquil. Ma nei
bon. cd. neg.
1' a ezione è appun o quello
di clic si de e giudica e ; ed in ció I. 54. nana.
80

DISSERTAZIONE PRIMA
s inza io ,
senza a e pun o ispe o a ciò che ci
pos-
sa esse e di p op io del subbie o a o e
(a
ecius , id
quod in e es ) ;
e ciò pe con a io di ciò che in e ie-
ne nelle
bonae idei ac lones ,
o e appun o il subbie o
a o e uole esse p eso in conside azione. E quì oglia-
mo a e a e i i i nos i le o i che , quando incon a
an o nell'
as io legis dquiliae
quan o nella
condic ao
u i a ,
di legge e che i i à luogo la
aes ima io ejus
quod
in e es ,
bisogna po mol a diligenza nel
ede e
il
sen imen o , che con iene da e a ques a esp essione.
I1li)ia us lib.
IS.
ad
Edic um.
L. 2/.
j.
2. ad
leg.
4qu. (9.
2. )
Sed u um
co pus ejus
solum
aes imamus ,
quan i
ue i ,
cum
occide e u , an po ius , quan i in e ui
nos a ,
non
esse
occisum?
E hoc
ju e u imu ,
u
ejus
quod
in e es
ia
aes ima io.
Paulus lib. J. ad
Sabiuum.
L.
3. de coni[. u i a. 03.
.1. )
Si
condica u se us ex causa u i a , id eni e in
condic ionem ce um es , quod in e si agen is.
Ei non bisogna p ende e quì l'
id quod in e es
nel
sen imen o, che á in a o di
bonae idei acliones: l'id
quod
in e es
à un doppio signi ica o: alcune oI e ques a esp es-
sione signi ica solamen e la
aes ima io
es esa , la quale
comp ende 1' immedia o danno e le
causae ,
come è in
ques i due passi;
e pe ò , pe dis ingue e dalla pu a
ae-
s ima io co po is,
si chiama
aes ima io quae agen is in-
e es .
Alcune
al e ol e poi
id quod in e es
pe appo-
s o alla s ima obbie i a signi ica la alu azione
dell'in-
OBBLIG.
STRICI'I
JURIS
E
BONAE FIDEI

81
e esse subbielli o dell' a o e , come a iene nei
bonae
idei ne9o ia.
(1).
E ciò della
aeslima io
negli
si icíi ju is
juclicia ,
pe
ciò che isgua da il empo e la s e a en o cui si abbia
ad es ende e la alu azione. Ciò pos o ei ci imane anco-
a alcuna cosa da no a e in o no al luogo , nel quale
si abbia a a e la
aes imalio.
Dappoichè , seudo nelle
s i i ju is ac ion's
ogge o della domanda un
cen um,
e
po endo la
acs i na io ,
che
il app esen a , esse mag-
gio e o mino e così pel empo come pel luogo in cui si
accia ; necessa iamen e do anno ispe o al luogo a-
le e anco a quelle de e minazioni , delle quali abbiamo
disco so pe ispe o al empo. Ei non si può ice e e
più di qnello che si è domanda o. _Pe ò , quando si è
(1) Ques o doppio signi ica o della esp essione si puá innanzi a o
mos a e , ponendo a a on o alcuni passi. Men e la 1, 198. de V. S.
pone il
quan i ea es es
d' incon o all'
id quod in e es ,
con ques e
pa ole :
haec e ba , quan i eam em pa e esse , non ad quod in-
e es sed ad ei aes iìna ionem e e un n ,
pu e la 1. 3. 1. 11.
u i
possid. (
43. 17. ) dice : In
hoc i
-
n e dic o condemna ionis summa e-
e u ad ei ipsius aes i!na ionem. Quan i es es sic accipinnus, quan i
uni is cujusque in e es , possessionem e ine e.
E 1. 68.
de ei ind .
(
6. 1. )
Si e o nec po es es i ue e , nec dolo eci , quo minus pos-
si , non piu is , quam
QUANTI
RES'
EST ,
id es ,
QUANTI ÁDF-ERSARII
INTERFUIT
condemnand'us es .
L'
id quod in e es
in gene ale non si i-
e isce pun o alla cosa ; esso é del u o subbie i o, Pe ò l' id
quod
in e es
si ede con appos o alla
aes ima io,
che e la obbie i a alu-
azione indica a con la esp essione :
quan i ea es es
o
esse pa e ,
1.
179 , de Y. S. Ma anche la
aes ima io
può esse e di due manie e : o
pub con ene e unicamen e la
aes ima io co po is ,
o pub include e an-
che gli accesso i , nel qual caso á anche una
aes ima io' ejus quod in-
e es ,
come nella
lex Aquilia e
nella
condic io u i a.
Ques a
aes i-
ma io
la i é indica a p op iamen e dalli esp essione :
quan i ea es es .
11
82

DISSERTAZIONE PRIMA
s abili o un da o luogo pe il pagamen o , non si puú
domanda e al o e (1) , nè si può da e al a
aes inza-
io
che quella del luogo de e mina o. Quando poi non
si é indica o il luogo del pagamen o , bisogna a ca-
po a!le egole di giu: ep udenza in o no al o o com-
pe en e. In al caso si po a o ene e solamen e la
aes i-
ma io
di quel luogo , o e si può domanda e , o , se si
possa domanda e in più luoghi , quella del luogo o e
ealmen e si é domanda o. E di ciò pa lano i seguen i
passi.
Gaius lib. 9. ad Ed. p o .
L, 4.
í.
.
D.
de
-cond. ii. (I3,
3. )
Idemque ju is (
p ima si è pa la o della
aes ima io
del empo ) in loco
esse ;
u p imdan' aes ima io su-
ma u
ejus lo i , quo dani debui ,
si de loco nihil
con eni , is locus spec e u , quo pe e e u .
Julianus lib. 4. e illinicio.
I_.
22.
i. . de eb. c ed, (92. 1. )
In e oga i cujus lo i p e ium sequi oppo ea ? Re-
spondi si con enisse u ce o loco edde ezi ,
qua di
eo loco esse ;
si dic um non esse -,
quan i ,
ubi
es-
se pe i um.
Il che allude al luogo più acconcio pe in odu e
l'a-
zione , onde i mode ni , seguendo il modo già innanzi
indica o, deduce ano ci osse un' al a
condic io
p op ia
pe il luogo , alla quale lo c eazione de e o il nome di
condic io de eo quod ce io loco.
Siccome o o a si è
de o negli
s i i ju is judicia
non si po e a pun o do-
manda e in un luogo di e so da quello , ch' e a s abili o
pel pagamen o ; il a ciò sa ebbe s a o mani es amen e
(1) Se aluno domandasse
in olio loco
a ebbe una
plus pe i io.
nBB
-
LdG.
STRICTI
JURIS
E
BONAE FIDEI

83
una
plus p i io.
Ma ques a se e i à del d i o o male
e a pe ogni ispe o danne ole ai c edi o i. Facciamo
caso che il debi o e, sia casualmen e sia a bella pos a,
non ponesse il piede in quel si o , nel quale solo
po e-
a
esse con enu o in giudizio, ed ecco che il c edi o e
non a e a più e so alcuno di a ale e il di i o p o-
p io. E come ca a si di ques o impaccio ? Elude e il
d i o o male , acendo una eccezione pe il luogo, a eb-
be o escia o u a 1' essenza dello
s iclum jus.
D'
al a
banda non si ole a abbandona e così il c edi o e, sen-
za app es a gli qualche imedio giu idico.
I
Romani se ne
ca a ono conseguen emen e a' lo o p incipi.. Concede e al
c edi o e una
concíiclio
in un al o luogo non si po e a
senza o escia e u o 1' edi izio del di i o omano : una
bonae idei adio
neanche si po e a , pe ciocchè ques a a-
ebbe olu o a sua base un da o negozio, il quale me -
esse capo nella
bona icles.
Si concede e adunque al c e-
di o e , pe is i ui la domanda i i ogni al o luogo, uo i
quello de e mina o pel pagamen o , un'
ac io u ilis
(1) ,
la quale , ondandosi nell'
a bil zuìn ¡udicis ,
e a una di
quelle
aciiones a bi a iae, il
cui ca a e e indiche emo
b e emen e app esso.
L'
ogge o dell'azione non e a più
un
ce uni ,
ma il giudice , ogliendo a conside a e nel
suo beneplaci o in che appo o osse il luogo indica o
pel pagamen o col luogo o e in al o s' is i ui a l'azione,
a ende a a giudica e nell' in e esse di ambo le pa i. Se
lo scambio de' luoghi , senza colpa del con enu o, ne me-
nasse danno al cos ui in e esse , 1' a o e ice e a an o
di meno quan o e a lo scapi o
che
all' al o sa ebbe oc-
(1) L. L i. , de eo
quod
ce io loco ( 13. 4, )
ideo
Visu»a es u ilen:
oc one?I zn eam on compa a e.

4!
DISSERTAZIONE PRIMA
ca o : se pe con a io scapi a a 1' as o e , is i uendo la
domanda in un luogo che non e a quello indica o pel pa-
gamen o , ed allo a si po e a aggiudica e a cos ui anche
più di quello pe d i o s e o gli sa ebbe occa o. In
b e e , l'in e o ca a e e del appo o eli obbligazione
quale si e a o ma o , si imu a a : di una
obliga i o ce -
a
nasce a una.
ince a (1).
E ciò has a anche a con u-
a e la opinione della maggio pa e de'giu is i , i quali
pa lano di una
condic io de co quod ce io loco (2).
Chè ,
non po endo mai 1'
as io s ic i ju is
iposa e sull'a bi io
del giudice, segue di pe sè che i' azione di cui disco ia-
mo non può esse pun o una
condic io.
Nè po ebbe es-
se e n' appendice della
condic io ce i
consue a , sondo,
pe oppos o a ques a , un
ince u n
ciò che con quella si
o iene. Se ci á pe a en u a cui non bas i ques a dimo-
s azione , che noi qui , pe mos a e come un'
as io
a -
bi a ia
non può esse mai una
condic io ,
abbian a o
da quello di sop a si è s abili o ; non po à ce amen e
alimen a e più ol e il suo dubbio se ponga men e alle
seguen i p uo e. 'lu i i p eceden i i oli delle leggi o-
mane -po ano pe epig a e : de
condic ione ,
con 1a giun a
della causa ; ed il i olo , che a a del p esen e nos o
sugge o po a semplicemen e ques a in es azione : cíe
eo
quod ce o loco cíani oppo ie .
Aggiugni che in u o que-
s o i olo non si adope a mai la oce
condice e
o
pe e e ,
(1)
L. 2. p . de
eo quod ce o loco
(13. 4. )
(2)
Nood
ad Dig.
Com. h. . p. 306. e Glueck ol. 13. p. 301 --
360 , pa lano di una
condicho de eo quod ce o loco
si de e mina amen e
come se ella osse p op io nomina a nelle Pande e : e ciò senza
da si
un pensie o al mondo pe sape e se osse o pu no s a a mai indica a
dai Romani ques a condic io; quis ione che o se s ima ono oziosa.
OBBLIG.
STRICTI JURIS
E
BON. 1E
FIDEI

$:i
e si
pa la unicamen e dell'
a bi ium judicis.
Senza che ,
il
ca a e e di ques a azione è di e sissimo da quello della
condic io;
poichè ques a s' indi izza ad un
da e oppo e e,
e quella dà al magis a o il po e e di de e mina e ciò che
1' a o e
debba ice e e. E me i che i passi p incipali di
ques o i olo sono ol i dal lib o 27.° di Ulpiano e dal lib o
9.° di Gajo
adediclum,
quei lib i medesimi, donde si è p e-
so mol o pel p eceden e i olo
de condic ione i icia ia.
E u i quei passi mos ano di i e i si a ciò che in ques o
i olo si è de o solamen e quan o al
locus solu ionis.
Ma
poichè Gius iniano sepa ò ques i passi dagli al i ; pe
pa la e
dell'
adio a bi a ia
in un i olo apposi o , i giu-
is i , con una onnipo enza u a lo o e senza disco e e
più che an o del ondamen o della eo ica di cui pa la-
ano , ànno ele a o l'
adio a bi a ia
a
condic io ;
e ció ,
non pu e senza gius i ica e il a o lo o , ma non si dando
pe ò neppu un as idio al mondo.
Da ciò che abbiamo in qui de o s' in ende à di pe sè
che ques '
ac io a bi a ia
à luogo in u i que' casi , che,
essendosi s abili o il luogo del pagamen o , non si po eb-
be , mu ando il luogo , da campo alla
condic io.
La causa
della
condic io è
indi e en e pe 1' ammisibili à dell'
as io
a bi a ia.
E quan unque le s ipulazioni sieno pe
le
con-
dic icnes
le basi più comunemen e men o a e nel i olo
che pa la dell' azione a bi a ia , pu e essa à luogo pa i-
men i in a o di
mu uum
e di
es a nen u n.
Paulus lib. 2S. ad Edic unn.
L.

li.
.
(13.
4.
)
Si he es a es a o e jussus si , ce o loco quid da e ,
a bi a ia ac io compe i .
86

DIFS?RTAG[nNE
PRIMA
PoJQIj)011i11S lib..
22.
ad
S ibinum.
L.6.h. .
Au mu ua pecunia sic da a ue i , u ce o oco ed-
da n .
Ei noi consegue eli pe sé che solamen e in
s icii
ju is
c clionibus
puó a si sen i e il bisogno di una u i is
a -
bi a ia ~ci o.
Dappoichè in.
bonae dei jndiciis
la
plus
pe ilio
non nuoce ;. che anzi é della essenza di ques e
azioni che 1' in e esse delle pa i sia alu a o e de e -
mina o
d all'a bi ium jzcdiczs;
onde è che l'acco do delle
pa i è ció
che
s inge l
obbligazione , ed esso s esso
subo dina o alla buona ede ed all'a bi io del giudice.
Paulus lib. 2S., ad Edic un .
L. 7. h . .
ln bonae idei jndiciis , e iam si
-
in
con a iendo
co i-
eni , u "ce o loco quid p es e u , ex
empio ei ea-
dilo ,
el deposi i as io compe a ,
non a bi a ia as io.
Si amen ce o loco adi u um se quis
s ipula us
si ;
lacce ac ione
u enduni e i .
Dopo di a e disco so in ques o pa ag a o del e o
signi ica o della
conldic io i icia ia,
del suo pos o
nel
sis ema
e
della essenza della
aes i na io
in
si icli ju is
jndiciis ,
o a dobbiamo po e la pie a inale della in-
e a
do ina delle
obliga iones si icli
ju is ,
s olgendo
la eo ica della
condic io incei i.
E p endendo a a a-
e
di ques a dobbiamo p imamen. e annoda e ciò che
siamo pe di e con quello di sop a si è s abili o. Ob-
bie o di ogni
obliga io
s ic i ju is
de e esse e necessa-
iamen e un
ce uni.
E quan unque iT ce um pe eccel-
lenza , inal e abile sia pe sua na u a la
pecunia ce a,
non
pe ò le imanen i cose co po ali cessano di esse e
013B1JTG.
STEIC I
J IRIS
1E
DONAR
FIDEI

87
e
g
i ce lae ;
po endo ques e esse da e desse s esse
o
i-
solu e nel lo o equi alen e , me cè de e mina a alu a-
zione in dana o. Laoncle 1' essenza del
ce lum
non
isla
in
ques o , che la cosa debba esse e p op io dana o con-
an e , ma sl in ques o , che , sia pu e qual si oglia
l'
ogge o , si possa in. ine isol e e pon ualmen e in da-
na o. Ma ( nei si consen a 1' esp essione ma ema ica ,
giacchè è quella che meglio indica ciò che oglio di e )
pe chè il dana o possa combacia e esa amen e con la
cosa da alu a e , è mes ie i ine ilabilmen e che i li-
mi i dell'ogge o , il quale in ul imo si con e i à in dana-
o , Meno con p ecisione de e mina i ; pe ciocchè se cosi
no i osse non sa ebbe -possibile , non che il combaeia-
men o , pu e ogni uguaglianza
(acsliìna io)
con una
pe-
cunia
ce a.
Adunque non
ci
sa ì.
obli yalio ce i
di
so a quando , s ingendosi
1'
obbligazione , 1'
obl)ie o
suo
n
on sia no o pe e amen e in u a la sua pe i e ia;
chè al imen e non sa ebbe possibile a ne la esa a a-
lu azione. E mes ie i inol e che l'ogge o abbia un a-
lo e obbie i o , una me cu iale ; chè al imen i la
(le-
s ima io ;
che se ne de e a e sa ebbe possibile solo i-
sicamen e pa lando , ma non sa ebbe mia p a icabile.
S udia a cosi la nozione del
ce uìn ,
a
mallo
a mano
ci
siamo a i di p esso anche alla nozione
dell'inee i wm,
la quale necessa iamen e , come nozione ondameniaL
di i a la eo ica
che
abbian p eso a s olge e ,
de e
esse e saldamen e s abili a a
suo
ondamen o
.
Ché
se
la
nozione del
ce)• un
c' indica
come
ca a e i di ques o
l' esse e esso una cosa co po ale de e mina a, conosciu a
esa amen e
nella sua
pe i e ia
e che
abbia un alo e
uni e sale, obbie i o nè
a ichi
e
nel comme cio, senza
dipende e menomanien e dalla
subbie i i ià delI' a o e
DISSERTAZIONE TERZA
COMMIC
In o no alla a olosa eo ica de' con a i innomina i
e del
jus poen endi.
§.
9.
Nelle due p eceden i disse azioni abbiamo ce ca o di
espo e i a i ondamen ali di un sis ema del d i o delle
obbligazioni , onda o su' p incipali e e i di ques e , i
quali sono appun o le azioni. Ciò a o noi ben egg.ia-
mno
che
quelle due disse azioni già algono senz' al-
o aggiugne e a dichia a e molle nozioni in a o cli
d i o s a e in o a dubbiose ed oscu e pe cagione del-
l' e oneo o dinamen o della ma e ia, usualmen e segui-
o. Non pe an o o a ci occupe emo a da e la p uo a
della u ili à che si ae dal nos o sis ema , il quale ,
anche senza ques a con e ma a pos e io i, con idiamo di
a e ma e pe e o, eziandio in ciò che igua da la in el-
ligenza
di
•
u o il d i o, di cui ci occupiamo, p eso
nel-
l' insieme. Nè p ima d' o a
si
po e a p esen a e la io

CONTR. iíYiVO117 NATI
E
JUS
POENITENDI

191
p uo a
di
cui pa liamo pe ciocchè essa consis e á
Pi-
condu e, me cè le p emesse espos e d' innanzi , ál suo
e o pun o di luce una eo ica s a a in o a g ossamen-
e an esa pe l' an ico sis ema ed o dinamen o del-
la ma e ia da noi o a imaneggia a. Ques a eo ica g an-
demen e alsa a , non pun o occa nè discussa l
g
do e
e amen e s a a la piaga , ed in ece s a a obbie o di
s e ili quis ioni accesso ie , ci è pe enu a , passando
dai Glossa o i ai giu is i pos e io i, e dagli sc i i di que-
s i ino a noi , come un malaugu a o edecommesso, in-
a á e non pun o emenda a. E ciò e amen e ne dimos a
pu oppo chia amen e quan o sia cosa danne olissima
il
p ende e a conside a e il d i o omano in gene e dal
la o ma e iale, in cambio di conside a lo dal o male.
La adizione lega aci dice che , ol e a' con a i ne-
mina i , ogni pa o sia un
pac um nuduìn ,
il che uol
di e ch' ei non alga a p odu e azione alcuna. Ma se-
gue dicendo che , se una delle pa i abbia da o dal suo
can o o a o la p es azione di checchessia , se ne mu a
dalle ondamen a la condlzion delle cose : colúi che à
da o o p es a o ciò che do e a dal can o suo, pub chie-
de e con 1'
as io p aese ip is e bis
che
1'
al o suo com-
paciscen e adempia alla sua ol a dall'al o can o. Cosi -
a i con a i sono s a i in i ola i dalla adizione con a -
i innomina i, non ci essendo qui e amen e niun
nomen ,
ma sì una
causa con ae us.
Ma con ciò noi non siam
giun i al e mine di ciò che ci à di s ano nella a-
dizione. Ciò che non mai accade in qualsi oglia al a
manie a di con a i accade in ques i con a i inno-
mina i : ei si p e ende che in ques i possa uno de'con-
aen i ecede e a suo libico dal con a o. Colui che á
da o o a o la p es azione do u a dal suo can o à la
192

bISSEÀ iAZIONE
F EÍ z
scel a sia di chiede e che l'al o con aen e dia o p e_
s i ciò che p omise , sia di a si es i ui e ciò ch' egli
de e o p es ò. E ques o d i o di elegge e uno de' due
pa i i u conside a o come una anomalia , ed in i ola.
o con nome a sè p op io
jus poeni endi .
Nè ques a
p e esa anomalia è s a a p i a di comen i : app esso ne
pe co e emo alcuni. O a poichè í con a i e ano s a i
di isi in e bali , le e ali , censensuali e eali ,
e
poi-
chè i con a i con di i o anomalo nasce ano col a o
della p es azione di una cosa , e a na u alissimo che
si
a esse o do u i colloca e a con a i eali. Laonde i
con a i eali u ono suddi isi in due classi : con a i
nomina i e con a i innomina i ; e di ques i ul imi si
no a ono qua o specie :
do u des , do ul acias , a-
cio u des , acio u acias.
P ima di en a e a disamina e la ma e ia sa à bene
di conside a e un a o c i icamen e ques a eo ica, che
in poche pa ole abbiamo espos a. Essa è s a a acce a-
a ed ammessa da u i i giu is i quale noi 1' abbiamó
mos a a. I capi d' accusa che o a noi ele iamo con o
ques a eo ica si possono iassume e a' seguen i. Che né
il
nome nè la nozione
de' con a i innomina i
u mai
no a
a'
Romani : che le qua o
o
me da ene sono sche-
mi uni e sali en o cui si assegna qualsi oglia con-
a o : che il colloca e i con a i innomina i a i ea-
li é in sè s esso una con addizione : che , inalmen e
nel d i o omano non ci á pu o ma del
jus poeniíen-
di
p eso nel senso de' mode ni.
Che in u o il
Co pus Ju is
non s' incon i mai la
de-
nominazione
con aclus innomina us
é
cosa consen i a
da u i i di enso i e pa igiani di ques a eo ica. Cib
e amen e non ile e ebbe g an a o s'ei si o asse qual+
CONTR. INNOAIIN.
►
TI
E
JUS POE'NITTiNDI

193
che al o epi e o o nome che dino asse ques o conce o
di nomi se ne son conia i an i anche là do e ce n'e a-
no di eccellen i , come sa ebbe
bene ieium compe en iae
in
ece di
condemna io in quan um ace e possun ,
o
jus ad em
in cambio di
obliga io.
Ed il Cujacio ed
il
de Re es (1) , e sulle lo o o me al i mol i , e amen-
e
ánno
c edu o di a e e anche qui semplicemen e a mu-
a e una esp essione : la esp essione genuinamen e o-
mana
con ac us ince i ,
che a quando a quando
si
in iene (2) , si as o mò pe lo o nell' al a , che
non pecca pun o di so e chio odo classico ,
con ac us
innomina i.
Ed in ciò a e pa e lo o di a e o a o
una gius i icazione più che su icien e in ques o, che al-
cune ol e 1'
adio p aesc ip is e bis
é chiama a
adio
ince i.
É e amen e inconcepibile la legge ezza con che
que' due uomin g a i , ed al i sulla lo ede , abbiano
c edu o esse ques o la p uo a della e i à della lo o e -
onea opinione. Essi non àn pun o edu o che ogni con-
a o , la cui azione s' indi izza aIl' in e esse, e pe ò al-
]'
ince um ,
sia un
con ac us ince us ;
del pa i come
ogni azione con cui si chiede un
ince lum
é un'
adio i a,
ce i.
Pe al agione 1'
ac io ad exhibendum è
chiama a
ac io ince i.
(1)
Mee manni Thesau us To
m
. G; p. 103.
el seg.
(2)
L.
y.'
p .
de
eb. c e d. ( 12. 1. ) ; 1.
1
.
§•
b'• de
conS . pec.
(
1 .

)
1.
ls.
p . c1e
accep .
k
4

4
.
).
Z5
l g

$TS$ RTÁZION! TERZI{,
Lobeo libo 6. Poo e lo uni a Ja oleno
epl oma o um.
1. 33.dep.(16.3.)
Fosse dixi cuna eo apud
quem deposi a esse
ince i
ago e ,
id es ,
ad exhibendum.
Similmen e ien chiama a 1' azione nascen e dalla s ipu-
lazione , quando ques a con iene un
ac u n ;
e non pe
an o la s ipulazione non é pun o conside a a da quei
medesimi giu is i come un
coni aclus ince us.
O a que-
s e
con addizioni i elano
palesemen e che men e da un
can o
essi
eni an c eando a bi a iamen e il lo o conce -
o, anda ano insieme a pesca del p imo nome, il quale
p esen asse ce a simiglianza con quel conce o immagi-
na o : e pesca o ques o nome o ques a esp essione , che
pa esse acconcia , s' insacca a come con enu o di ques a
esp essione u o il pa o della an asia concepi o
a p io-
i.
Ed é e amen e ma a iglioso come , ad on a che in
u e le nos e on i non ci à nessun nome che indichi
i
con a i innomina i , pu e ques o a o non é also a
gene a e se non al o de' dubbi in o no alla esis enza
della nozione di essi. Voglio che possa bene in e eni e di
o a e un conce o già a u o innanzi, e non di meno di
non o a e la pa ola che l'esp ima ; ma sa à pe lo
meno in e isimile che una scienza posi i a lasci una
nozione an o impo an e , quan o sa ebbe ques a ,
sen-
za
una esp essione che 1' indichi. Ma p ocediamo ol e.
con a i
innomina i
(e
lo dicono i pa igiani della
eo ica) sa ebbe o
nuda pacca
il che uol di e che
non sa ebbe o pun o con a i , se non si osse conces-
sa, pe p o egge li , un
adio p ae:c ip i: e bi:.
Non
pe an o ques i medesimi giu is i opinano , gius a pa-
CONTR. INNOIVIIIRATI
E
JUS POENITENDI
195
ecchi passi chia issimi , che 1'
ac io
p aesc ip is e bis
á luogo anche quando non é il caso di con a i inno-
nima i (I). Così pe il
p eca ium ,
che in ondo é anzi
donalio che obliga io (2).
In ol e se il pad e à dona o
una e edi à alla igliuola , cos ei pub esse e compulsa a
con '
ac io p aesc ip is e bis a
paga e i debi i e edi-
a i (3) ; nè in o a nessuno à de o che
la
dona io sub
modo
osse un con a o innomina o. Così pa imen i o-
iamo 1' azione
p aesc ip is e bis
come ausilia ia del-
1'
ac io amiliae e ciscundae (4)
e della
communi di i-
dundo (5) ,
le quali due azioni non sono mica con a -
uali ; né si è p e eso da chicchesia che quell'ac io
p ae-
sc iplis e bis ,
la quale á luogo anche quando non è il
caso di con a i innomina i , osse al a cosa di quella
che à luogo quando n' é il caso. Ma qui noi siamo a e-
s a i da un ine i abile dilemma. Chè se 1'
ac io p ae-
sc ip is e bis
non coincide unicamen e e solamen e con
la nozione de' con a i innomina i , come sa ebbe 1'
a-
elio
em i
con la nozione della
em io ,
ma abocca uo i
i casi de'con a i innomina i, sa à chia issimo che quel-
1' azione à una pe i e ia più ampia di quella di co es i
con a i. O a ciò ammesso consegue con pa i necessi à
che ques i con a i , non is ando all'
ac io p aesc ip is
e bis
come ogni con a o all' azione sua esclusi a , o
debbono dis ende si al conce o più gene ale , che com-
p ende gli obbie i dell'
ac io p aesc ip is e bis ,
a ,
(1)
de Re es op. ci .
(2)
L. 14
de p eca io (43 26'.).
Thibau sis . §. 893
conseguen e.
men e ne a un con a o innomina o.
(3 L. 28.
c e dom
(39. 5. ).
(4)
L. 18. §.
2. h. .
(5)
L,
23.
com.
di isi.
(10. 3. }.

1 96

01,5E4l ic7:iOIS
TEAZA
as azion a a da ques a , debbono a e e di pe sé una
s e a indipenden e di nozione p op ia. E poiché di so-
p a abbian edu o che i con a i innomina i sono ali
solamen e nne cè 1'
ac io p aesc ip is e bis ,
e qui pe
con a io dobbiam con eni e che debbono a e e una s e-
a di nozione p op ia ; la con addizione in cui cade la
opinione
in
oggi po a a è mos a a a igo di Iogica.
O a abbiam edu o che ques a eo ica nau aga in un
dilemma insolubile ed ine i abile: ma p ocediamo ol e in
ques a sco sa c i ica. Di sop a è s a o dimos a o che
ii sis ema di Gajo e di Gius iniano non è s a o segui o
in u o e pe u o dagli al i giu econsul i omani ; pe-
ò le Is i uzioni esse e l' unica on e di ques o sis ema.
Quindi è chia o che se una pa e an o impo an e dei
con a i , quale è quella degl' innomina i , o e essi os-
se o s a i no i ai Romani a ebbe do u o ce amen e
p ende pos o in iga con le al e pa i imanen i. Ma
checchè ne dicano i pa igiani della eo ica , con lo o
g ande me a iglia si debbono assegna e a ede e ques i
lo o con a i a a o asanda i dalle s esse Is i uzioni ;
e pe maggio co doglio debbono ede e che i i si pa la
dell'
adio p aesc ip is e bis
solamen e in p oposi o del -
la comp a e della locazione : il che pe noi è cosa na-
u alissima , se ico diamo che le is i uzioni non anno
pa ola delle
ac iones in ac um.
O a , come ognun pen-
se ebbe , ques o a o a ebbe do u o p e eni con o la
eo ica ; a ebbe do u o sospinge e i giu is i a più ac-
cu a e
ice che. Ebbene
s en u a amen e non u così : si
è a o appun o il con a io ; si è ce ca o di cansa e il mal
passo chiudendo gli occhi e sal andolo a piè pa i: e siccome
la coscienza lo dice a quan o ques a eo ica imanesse
di icile a pe suade e, ce ne Sono s a i di mol i, i quali non

g'
u

GON1R. INNOMINÁTI F
JVS P01IVITE'NDI

191

1 diR,

á dubi a o di di e con
1'
Hahnio (1) che Gius iniano á
II
I: aciu o su ques o a gomen o pe e i a e ai discen i una

9'w
,

eo ica so e chiamen e di icile. E così si è c edu o in
sul

II
&,,

se io di spiega e
pe chè
in le Is i uzioni acesse o
di

i,,,,

ques a eo ica , che non di meno do esse esse e anm-

,,

messa. Ma be iam g osso : passiamo ol e c eden-
,, do alla se ie à ed alla e i à di ques a spiegazio-
ne ; anzi aggiugniamo che Gius iniano abbia a u o
le
sue buoni agioni pe ace e su ques o p oposi o ,
e
che neppu ques e agioni ci abbia olu o di e ; anzi
amme iamo pu e che Gius iniano se gli abbia dimen-
ica i in quel momen o i con a i innomina i : iem-
piamo noi il uo o ch'
ei
uQ1 lascia e nelle Is i uzioni.
Ma p op io qui comincia la di icol à capi ale. I con a i
innomina i non possono esse e nè e bali , nè le e ali,
nè consensuali; pe ò, non imanendoci che i eali , bi-
sogna assolu amen e colloca li a ques i. S a bene : ma
nel po ci all' op a incon iamo un g a e scoglio. Buona
pa e de' con a i innomina i cominciano con un a o
non
con la
da io
di
una cosa : pe ò ci ocche à di do-
e c ea e de' con a i eali,
che non comincino con la
es;
e ciò e amen e semb a che accia oppo a calci
col conce o che i Romani s' e an o ma o su ques o p o-
posi o. Ma ci à di più : le
acliones
p aesc ip is e bi s,
le quali , sia comunque , nascono da' con a i innomi-
na i , sono s a e de e
acliones símiles
ac ionibus em i,
locali , manda i ;
ed ecco che iusciamo a ali con a i
eali , che pe a en u a sono que' medesimi che si ad-
dimandano con a i consensuali.
Men e u i gli al i con a i son p o edu i di un
(1) Hah li
JJissé e
de
can .
in ima
198

DISSERTAZIONE TERZA
nome , ques i di cui pa liamo son digiuni a a o di al
bene icio. Non ci á al o e so pe isce ne li se non che
acco li in qua o o me gene ali :
do u des , do u
acias , acio u des , ac o u acias.
Se chiediamo
quali sieno le on i di ques e o me , che
si
p e endono
speciali
e
p op ie de' con a i innomina i, ci si isponde :
edi 1.
5,
de p aesc . e b.
(19. 5. ) e 1. 7. §. 2.
de pacais
(
2. 14 ). Il p imo di ques i due es i è di g an lunga il più
impo an e. E che dice ques o es o ? o se che ques e qua -
o o me sieno le o me de'con a i innomina i? Pun o
del mondo : anzi ques o es o pa la di un
do ul des ,
che é
anche una
em io;
di un
do u acias ,
che è in-
sieme una
loca io ;
di un
acio u acias ,
che è pa-
imen i un
manda um ;
e i si pa la anco a di quelle
o me che non sono comp ese in ques i conce i e pe
le quali ien concesso , gius o pe chè non i appa en-
gono , un'
adio p aesc ip is e bis.
E di
e o non ci
pu
l)
esse e pu e il menomo dubbio in o no al signi ica o
di ques e o me. Ogni negozio o a o consis e, come spes-
so abbiam ipe u o, o
in dando
o
in aciendo.
Pe ?)
un
negozio bila e ale pub consis e e in an i modi solamen-
e quan i ci á di e se combinazioni possibili di da e
e di a e a le due pa i. Ma ciò essendo è e iden e che
le qua o o me asc i e ai con a i innomina i sono le
possibili o me di qualunque negozio bila e ale
in
ge-
ne e.
1.1
giu econsul o Paolo nel passo ci a o olle mo-
s a e gene almen e in quai casi 1'
ac io p aesc ip is e -
bis
possa sos i ui e le al e azioni con a uali. Pe ó
egli
segnò (ed e a ciò na u alissimo) le possibili o me di
qualunque bila e ali á in gene e , ed ebbe cu a d' indica e
quando ques a o ma conco di anco a con un
bonae -
dei negolium. La
più lucen e
dimos azione di ciò è
ap-
COI TR. INNOMINATI E
Ji7S P®ENITENDI
199
pun o ch' egli pe la o ma del
acio ul des ,
non eg-
gendo co isponde i nessun con a o nomina o già. i-
conosciu o , non concede 1'
ae io p aesc ip is e bi:.
I1 pe ehè il
acio u des
non po ebbe neanche pe' pa -
igiani del a eo ica esse e un con a o
innomina o.
Laonde a cos o o , che opinano abbia Paolo olu o
no-
e a e nel passo ci a o le o me de' con a i innomina i,
imane come cosa s anissima ch'- egli ponga a que..
s e o me anche il
acio ul des,
il quale non è mo-
dula di con a o innomina o. Ques o , che pe' an o i
della eo ica è una s anezza inesplicabile , secondo
il
conce o nos o è la cosa più na u ale. Paolo in que-
s o passo á olu o p esen a e il quad o di u e le pos-
sibili combinazioni di bila e ali à, acendo a e i e in-
sieme quali con a i gin, no i coincidesse o con ques i
schemi uni e sali. Pe ò è chia issimo che , a ende e
compiu o il quad o delle combinazioni , egli non ome -
e neanche quel caso , il quale, quan unque non com-
p enda niun con a o già no o , pu e è a i possibili.
O a conside a a la cosa a ques o modo , la opinione che
osse o due soli i con a i innomina i , sos enu a ul i-
mamen e dal lleichheln (1), pe de ogni impo anza.
Ma
ques i p e esi con a i innomina i alle an e lo-
o s anezze ne aggiungono un' al a e o issima.
ín
niun al o negozio accade che 1' uno de' con aen i pos-
sa ecede e a bi a iamen e e pe solo suo a o dal
con a o : in al i e mini : ne' con a i non ci á
pen imen o , e se mai a enga imane a a o, s e-
ile di e e i. Ne' con a i innomina i , pe con a io,
( ) «
Saggio
di
dimos azione
che i
Romani
non
conobbe o
che dui
Pule
manie o
di cgn a i lunumi a i;
do
u
des ,
e
do
u: acias
».
206

DISSTsIETAZIONE TERZA
s a a agi a a p op io nel empo di Labeone e da luí de-
cisa. Così Ulpiano dice nella 1. 26.
p aesc . e b.
(19.
5.)
.APUD LABEONEM QUAERITUR ,
si ibi equos enales
expe iendos decle o , u , si in iduo clisplicuissen , ed-
de es, oque desul o in his cucu e is, e ice is, de-
inde eme e
nolue 2s ,
AN SIT ADI'ERSUS TE EX PENDITO
AcTIO ?
Ed aggiunge come decisione:
el pu o e ius esse
p aesc ip is e bis agendum.
Così Ulpiano medesimo di-
ce di Labeone in p oposi o di un negozio che non en-
a a pe e amen e nella nozione della comp a- endi a:
1. 19. cod. Rogas i me , u ibi nummos mu uos da em,
ego , cum non habe em , decdi ibi em endendam , u
p e io u e e is. Si non endidis i, au endidis i quicdem,
peeuniam au e a non accepis i mu uam ,
TUTIUS EST
ITA AGERE UT LABEO AIT
p aesc ipl s e bis ; quasi ne-
go io quoclam in e nos ges o p op ii con ac us.
Così
Papiniano ci a Labeone nella
I.
1. eod. ,
dicendo che
ques o giu econsul o abbia pensa o do e si acco e e con
un'
ac io in ac u
a
ci ilis
in que' casi che non
si
po-
e ano comp ende e pe e amen e nella nozione di un
negozio di buona ede.
Domino me cium in magis um
na is , si si inee um , u um na em conduxe i , an
menees ehendas loca e i ,
CIVILEM ACTIONEM IN
FACTUM
ESSE DANDAM LABEO SCRIBIT.
E inalmen e nello s esso
i olo ci
sono mol i passi o e
Labeone non á neppu de-
ciso in o no
all' azione che compe a in simiglian i ca-
si(1).
Ma
se noi segui iamo anco ol e le ice che s o iche
in o no all' o igine ed alla o mazione dell'
adio p ae-
sc ip is e bis
ci- si mos e à e iden e che, anche mol o
(1) L. 17•
§.
, .
20.
§. 2. de
p ac8c . e b. ( 19: 3' ).

CONTR. INNOMINATI E
JUS PORNITENDI

207
dopo di Labeone, ques 'azione non e a ammessa uni e sal-
men e da u i i giu econsul i ; che anzi e a assai ben
g ande il nume o di quelli, che p e e i ano di es ende e
le azioni di buona ede al di là della lo nozione. Se-
gna amen e i Sabiniani e ano coni a issimi a
ques 'azio-
ne. Di ciò si possono eca e mol e
p uo e. Nella 1. 17.
§. 5 . h. . Ulpiano ige a nel seguen e modo la opinio-
ne di Sabino.
Si quis sponsionis causa anulos accepe-
i , nec eddi ic o i, p aesc ip is e bis adio in eum
compe a.
NEC ENIII2 RECIPIENDA EST SABINI
OPINIo, qui
condici el u i agi ex hac causa pula .
Nè sa ebbe a
di e che Sabino a esse opina o po esse
la
condicho u -
i a
e
1'ac io u i
conco e e in ques a specie con
l'a-
elio p aesc ip is e bis;
pe ciocchè Ulpiano qui non po-
ne quel suo amilia issimo
ETIAM:
se Sabino a esse opi-
na o che la
condicho u i a
e 1'
as io u i
a esse o
po u o conco e e con la
p aesc iplis e bis ,
Ulpiano
a ebbe de o :
qui
ETIAM
condici el u i agi ex hac
causa pula .
Ma Sabino pe con a io , s imò che non
si
a esse a concede e 1'
as io p aesc ip is e bis,
e c e-
de a di a isa e un ondamen o
di
condicho
u i a
o e
pe e i à non ce n' e a a a o.
Nè ques o modo di conside a e la cosa inì con Sabi-
no : anche mol o dopo di Iui ci sono s a i degl'
illus i
giu econsul i, i quali inchina ano anzi ad es ende e le
azioni di buona ede ol e la lo nozione che a conce-
de e un' azione
p aesc ip is e bis.
Così UIpiano I. 17.
p . h. . ci dice di Vi iano , giu econsul o issu o so o
Ad iano (1).
Si g alui am ibi habila ionem
( ede o ,
an
commoda i age e possim ?
ET VI
PIANUS AIT
POSSE.
Ma
Ulpiano ci aggiugne :
sed es lo ius p aesc ip is e bis
(1) 4l.a.
GEN ILls Lec . e Epia . lib.
3• cap. 4.
208
DISSERTAZIONE
TERZA
age e.
Similmen e Ulpiano 1. 20. §. 1. h. . ci i e isce
ciò che segue di un Mela , giu econsul o i u o p oba-
bilmen e anche so o Ad iano.
Ilem
apud Melam quae-
i zl : Si mulas ibi
decle o ,
ul expe ia is, e si plaeu-
issenl , eme es , si displicuissen , u in dies singulos
aliquid p aes a es, deinde mulae a g assalo ibus ue in
ablalae in a dies expe imen i , quid essel p aes andum,
u um p elium el me ces , an me ces lanlum ? el ai
Mela in e esse , u um e np io jam e al con ac a , an
u u a;
ni
si
acies,
p elium pe a u ; si u u a, me ces
pela u .
Ed Ulpiano segue con ques a impo an e osse -
azione :
SED NON EXPRIMIT DE ACTIONIBUS.
Pu o
au-
la!'
si quidem pe ec a uil emplio , compe e e ex en-
dilo ac ionem, SI
VERO
MONDO]
PERFECTA ESSET
ACTIo
NEM
TALEM,
QUALEM ADVERSUS DESULTOREM DARI.
E que-
s a e a un' azione
p aesc ip is e bis (1).
11 empo che in e cede da Augus o ad Ad iano sem-
b a sia s a o quello, in cui a poco a poco si sia enu a
o mando 1'
ac io p aesc iplis e bis.
F a' giu econsul i
di ques o pe iodo , i quali più a o i ono ques 'azione,
e che pe ò ogliono esse e nomina i nella s o ia di essa ,
a no e a o Ti o A isco, issu o. so o T ajano. Plinio il
gio ane (2) a al issime lodi di ques o giu econsul o, del
(1)
Anche Giuliano pa e non a esse concesso un'
ac io p aesc ip is
e bis
in
u i que' casi in cui di poi u soli o di concede la. Ciò
é chia issimo dalla Iegge 7. §. 2.
de pa . (
2.
14. ) , o e Ma -
ciano lo biasima , pe ché de e un'
ac io
in ac um p ae o ia
nel caso
di una de e mina a e izione , quando , pe la somiglianza del caso con
la locazione , a ebbe do u o da e un'
ac io ci ilis in ac um.
Paolo
nella 1. 5. §. 2. D. ( 19. 5. ) accon a di e samen e lo s esso caso , e
semb a che la modi icazione sia s a a a a pigliando no ma da quel
gius o biasimo di Ma ciano.
(2)
Plinii ep. L 22. VIII. 14.
CONTE. ]NNO111TNATI
E
JIlS POENITENDI :209
quale non ci imane nessun ammen o nelle Pande e.
Solamen e s' incon a spesso il suo nome ci a o dagli
al^
i giu econsul i omani con mol a i e enza e come au-
o i à ponde osa. A is o , come
si
sco ge da mol i passi,
semb a a e a o delle ice che p op ie in o no ai li-
mi i della
dona io
e
della
obliga io ;
e che pe ò abbia
do u o eni e a pa la e dei casi dell'
as io p aesc ip is
e bis,
i quali casi ei so opone a igo oso esame, mas-
simamen e quando semb ano di coincide e con una
d'o-
na io (1).
App esso i o ne emo su ques o a gomen o. I
giu econsul i omani si i e iscono spesso ad A is o nei
casi , in cui bisogna decide e se si abbia a concede e
o pu no un'
as io ince i ci ilis.
Laonde semb a che,
seguendo le sue o me , si sia p eso a concede e gene al-
men e 1'
adio p aesc ip is e bis ,
comechè 1' in i ola e
a ques o modo ques ' azione non osse s a o gene almen e
usa o se non dopo Pomponio. I giu econsul i che p e-
cedono , come P oculo (2) , Ne azio (3) ed anche Giu-
liano , dicono più spesso
as io in ac uni
o u o al più
as io in
ac um
ci ilis,
e
ci ili in en ione ince i agen-
dum es .
La giun a : id
es p aesc ip is e bis,
appos a
a ques e esp essioni , si sco ge chia issimamen e esse e
s a a spesso a a sia da' giu econsul i pos e io i , che
(1)
Non solo Ulpiano si i e isce a lui , 1.
7. §.
2.
de pae á (
2.
14. ) , e 1.
14. §.
3.
de p aesc . e b.
(19. 5. ) ,
ma
anche Pompo.
nio 1. 16.
eod. (nullam ju is ci ilem ac ionem esse , A is o ai ).
Che
poi A is o abbia a o delle impo an i ice che in o no ai con ini della
obliga io si
ede chia amen e dalla 1, 18.
de don.
(38. 5. ) , o e egli
solo é ci a o come au o i á.
(2)
L. 12.
de p aesc . e b.
(19. 5. ).
(3)
L. 6, h. .
27
210

D $sE lTAZIONV TERZA
pa lano ipo ando i esponsi de' lo o maggio i, sia dai
compila o i , che i ide o i passi.
Nel pe iodo di Gajo, Papiniano, Ulpiano e Paolo l'a-
elio
p aesc ip is e bis é
già di en a a spicca amen e
azione ausilia ia di u e
le
azioni di buona ede senza ec-
cezione. E quando i giu econsul i omani o a ano un
caso , che non calza a bene nella nozione de' giudizi
di buona ede, sole ano aggiunge e :
sed o ius e i p ae-
sc ipks e bis ila i ac ione n (1),
o e o :
sed pu o e-
ius esse p aese ip is e bis agendun (2):
e quando lo
es a dubbio po esse bas a e 1'
czeíio
bonae iclei
dico-
no : auí
Be e ac áone n ince i ci ilem eddendam.
Ulpianus
lib.
432. ad
Edic nm.
L. 23. .
.
comm. di . ( >0. 3.).
E
pu o magis
communi di idundo judiciu n ,
quam
ex conduc o locum habe e. Quae
enim loca io es cum
me ces non in e cesse i ?
au
ce e ac ionem ince i
ci ilemn eddendam.
Ma pe ali nos e s o iche conside azioni eccoci giun i
al pun o , in cui , con appos o a quello degli a e sa i
il sis ema da noi s abili o, do à ques o mos a e quan o
e
come o ni gio e ole. Noi p endemmo le mosse dalla
nozione dell' azione , sendo ques a nozione quella che
sola pub indica e i ca a e i e le condizioni necessa-
ie della
obliga io.
Conseguen i
a
ale p incipio pa -
immo i negozi di buona ede non più pe con a i e
non con a i , ma pe ciò che le lo o azioni a e a-
no di p op io e ca a e is ico. Quì giun i la nos a
pa izione si addimos a di pe sé s essa e a e ben
(1)
L.
5.
§.
4.
in
.
de
p aese .
e b. (
19. 5. ).
(2)
L. 19.
2
1. 20.
h. .
7
1,
CONTR. INNOBIIIVATI E
JTIS P®aNIT.EIVD .
211
onda a : 1'
ac io p aese ip1is e bis
isul a come azio-
ne ausilia ia di u e le azioni di buona ede senza
ec-
cezione , nè ci é bisogno di dis ingue e, come anno
i
pa igiani dell' an ico sis ema. Noi non abbiamo bisogno
di sepa a e 1'
ac io p aesc ip is e bis
quando é
ae io
^c ila
di un' azione con a uale , poiché nè le
ac iones
bonae dei
ea con ae u, nè
d' al a banda 1'
ac io
in
ac um ci ilis ,
che si pub concede e in ece dell'
ae io
coinmuni di idendo, amiliae e cisc dae, nego io um
ges o um ,
à« bisogne di esse e ido e,
come
è pe gli
a e sa i , ad una pu a
adio, p aesc ip is
e bis ;
po-
sciachè essa ope a come 1'
ac io ince i ci ili: ex con-
ac u.
Que'giu is i,
che dis inguono le obbligazioni pe
con a i e non con a i , sono s o za i di ipe e e que-
s a pa izione anche pe le
ac iones p aesc iplis e bis;
e così iescono necessa iamen e alla mos uosa cos u-
zione de' con a i innomina i , non conosciu a nè pe ò
iconosciu a pun o dal di i o omano. E iusci i che so-
no a ques a eo ica allace, non possono neanche o a
pace , se lo capi i a mani l'ac:io
p aesc ip is e bis
che non so ga da con a o: essi non possono al imen i
cansa e ques a ul ima moles ia se non ís o nandone il
gua do e passando ol e ;, ed appun o ques o è ciò che
anno.
Quando una obbligazione nasce dalla olon à
conco -
de
di più pe sone si à il con a o. Pe ò qualche ol a
1'
ac io p aesc ip:is
e bi:
è
ce amen e un' azione con-
a uale , e pe ò ci à dei con a i innomina i ; chè il
nome , sia qualunque , non mu a la cosa. Ma o a noi
ogliam sape e se i Romani li no e a ano a' con a i,
non già se e li no e iamo noi. Ed a ques a quis ione
la ispos a è nega i a. Pe chè mai non si assegnano a'

DISSERTAZIONE TERZA
con a i anche il
ecep um ,
la
cons i u a pecunia ,
la
obliga io do is
e inalmen e i mol i casi o e occo e
un'
adio in ac u
a
p ae o ia ex eon ac u ?
Se ciò si
acesse, non si a ebbe men o o di quello che busca-
no pe' con a i innomina i. Ma ques i, si isponde, so-
no dino a i col nome di
pacla p ae o ia
o
legi ima
e
colloca i in p op ie ub iche, pe chè non is anno nel o-
mano
sis ema
delle Is i uzioni. Ma i con a i innomina i
ci s anno o se nel sis ema delle Is i uzioni ? Signo no.
Almeno ne acesse o menzione, sia pu e semplicemen e
come di con a i, i omani giu econsul i ? Signo . no. Ma
ciò
non di meno si p e ende che ques i sie o e aci e
genuini con a i eali , e sulla lo legi imi à non dubi a
un momen o di assicu a e gli s udiosi qualunque
com-
pendio
ci capi i a mani.
Qui o se si c ede à di po e e oppo e, con buon suc-
cesso, a ciò che dico p op io quella 1. 7. S. 2.
de
pa-
elis
(2. 1.) , quel amige a o ammen o che sos iene
la causa de'con a i innomina i: i si p e ende di leg-
ge e la dimos azione lampan issima che i Romani
li
a esse o conosciu i e iconosciu i. Ebbene che dice que-
s o passo? Ulpiano dopo di a e de o nel §. 1. che u i
i
con a i
ju is
gen ium
abbiano un nome Io p op io,
e olendo passa e ai
nuda pac a,
aggiugne :
Sed
si in alium con ac um es non ansea , subsi
amen causa ; elegan e
A is o Celso espondi , esse
obliga ionem :
u
pu a dedi ibi em ,
u
mihi alia
a
da es , dedi , u aliquid acias , hoc
ana/aocyµa , id es
con ac un esse , e hinc nasci ci ilem obliga ionem.
EL
ideo pu o , e e Julianum
a
Ma ciano ep ehen
C
sum in hoc ; Dedi ibi S ichum , u PamphiIum man
numi as : manumisis i, e ic us es S ichus. Julianus
212
CORTR. INN01
y
IIP¡ATI E
JUS POENITENDI
213
sc ìbi
in
ac um ac ionem
a P ae o e dandam , ille
ai
cz il
e
m
ince i
ac ione?IE
id es
p aeSC ip is e bi
su lice e :
esse
eni n con ac um,
quod
A is o a ak-
Aa a dici , unde haec nasci u ac io.
Ecco il
passo in cui si è c edu o di a isa e lucen is
simamen e che la eo ica de' con a i innomina i osse
pa e in eg an e del sis ema omano. E ciò si è c edu o
si ciecamen e, che mai, ch' io sappia, non se n' è a o
il
menomo
dubbio. Tu i i con a i, si dice (e si p e-
ende di sco ge lo in ques o passo) ànno due pa i co-
s i uen i:
nomen
e
causa.
La
causa
ogliono
che sia
il
eale
da e
o
ace e
dell'una pa e, dopo
'
del quale
da e
o ace e
si ende obbliga o ia la p es azione dell' al a
pa e. O a, con inuano, quan unque manchi il
nomen,
ba-
s a ci sia la
causa,
pe chè il pa o cessi di esse e un
nu-
dum pac um
ed acquis i il pieno suo igo e come con-
a o innomina o. Tu o a o imamen e ; se non che
bisogna anco a dimos a e che il ocabolo
causa
abbia
il senso, che qui gli
si
a ibuisce. E e amen e il
o-
cabolo
causa
non solo
non si i e isce pun o alla p e-
s azione a a dall' una pa e , come si p e ende , ma
á
un signi ica o diame almen e oppos o ; pe ciocchè si i-
e isce a ciò che si de e p es a e dall'al a pa e. Ei si
dice
do ob causam, condic io
CAUSA NON SECUTJ1, ma
i Ro-
mani non àn mai pensa o ad una
causa con ac us,
i-
pos a in ciò che accade unila e almen e pe a o del-
l' una delle pa i. O a ediamo il senso delle pa ole :
sed si in alium con ac um es non ansea , subsil
lamen causa, elegan e d is o Gelso espondil, esse
o-
bliga ionem.
Ei non è di icile : eccolo. Pognamo che
il
caso occo so non si assegni nella nozione di uno dei
15I55ERTAZIONE TERZA,
con a i di sop a men o a i
(sed si in alium conl ac una
es non ansea ,
il che uol di e se è s a a da a qual-
che cosa
IN VISTA. DI UNA FUTURA. PRESTAZIONE (
e qui bi-
sogna in le e e la oce nel p onunzia e 1' in e a p opo-
sizione) ; in al i e mini, se è e iden e un negozio bi-
la e ale ; allo a, dice A is o Celso , si possa con buona
agione a e ma e che ci abbia una obbligazione (1). E
ques a bila e ali à è una condizione necessa ia della ob-
bligazione ci ile; pe ciocchè, se quella non osse, il ne-
gozio non sa ebbe simile a quelli di buona ede. Di ciò
pa lando con inua Ulpiano :
u pu a dedi ibi em ,
u
mi i aliam da es, dedi, u aliquid acias, hoe
auyaaaz'
id es con ac um esse, e hine nasci ci ilem obliga ionem.
Ma noi già sappiamo da un passo spesso ci a o d' in-
nanzi 1. 19.
de e b, sign.
(50. 16. ). che
au a»,ayua
si-
gni ica
obliga io ni o cil oque,
cioè bila e ale. Ed ecco
la più s ingen e dimos azione di quello abbiamo a -
e ma o ; pe ciocchè qui si annoda essenzialmen e l'a-
zione
p aese ip is e bis
al a xnx u
'
a
,
cioè al negozio
bila e ale simile al
bonae
Idei nego ium ;
ed in ques o
senso il pal o è alido. O a possiamo eca e mol i passi
anco a pe dimos a e che 1' azione
p aesc ip is e bis
non
è
p odo a dalla p es azione a a dall'una pa e, ma
bene che ien p odo a dalla con enzione bila e ale,pe cui
l'al a pa e é enu a a sua ol a a
p es a e.Così Pomponio
nella 1. 8.
de p aesc .
e b.
a
dipende e u o dalla
lex
con acius
o dalla
ce a lex.
Ei dice :
si lamen
LEY
(I) Come si
é
de o di sop a A is o a e a a o degli s udi speciali
in o no ai con ini della
obliga io,
ed alla di e enza che passa a
ques a
e la
dona io.
O a nella specie il caso é ale che A is o a e ma ci sia
una
obliga io
appun o pe ché la
dacio
e a a a
ob causa»•
214,
CONTRI
INNOMINA,,TI
E
JUS
POENIT'ENDI
215
(11
CONTRACTUS NON LATERET,
p aesc ip is e bis ince i e
hie agi posse, nec ide i nudum pac u n in e enisse,
1

quo iens
CERTI LEGE
da i p oba e u .
Così Ulpiano dice
nella 1. 15.
eod.
QUOD SI SOLUTUM QUIDEM NIHIL SIT, SED
PACTIO INTERCESSIT OB
INDICIUM , hoc es ,
ni
si
Zndi-
casse , app ehensusque essel ugi i us, ce lum aliquid
da e u , ideamus, an possil age e? .E quidem eon en-
lio isla non es nuda, u quis dicai, ex pac o ac ionem
o ini, sed
habe
in
se
NEGOTIUM ALIQUOD :
e go
ci-
ilis adio o ini poleas, id es p aesc ip is e bis.
Adun
que ciò che qui o ma la condizione necessa ia della
alidi à del pal o ; ciò che o ma il
nego ium ,
non
è
pun o il a o della dazione o della p es azione dell'una
delle pa i , ma sì la con enzione di p es azione o di
dazione bila e ale , il
o'u aIlxyp,a
che è quello appun o
che p oduce la somiglianza con un negozio di buona
ede , e che, pe conseguenza di ques a somiglianza, p o-
duce
l'aclio p aesc ip is e bis,
come chia amen e si sco -
ge dalla 1. 5.
de p aese . e b.
D' al a banda, quando
si pa la
ex p o esso
di un cosidde o con a o innomi-
na o, si suole
a menzione della p eceden e p es azione
già a enu a dall'una delle pa i. Pe ò sa à bene di e -
ma ci un a o a dichia a e ques o pun o. Come si
è edu o nella apida s o ia da noi a a dell' azione
p aesc ip is e bis ,
essa eni a concessa in u i quei
casi , in che la specie occo sa non calza a pe e amen e
alla nozione di un negozio di buona ede. O a ciò può
accade e anche quando si a esse che la base dell'azione
non osse che un semplice pa o , essendo a ciò
su i-
cien e
che il pa o o e isse qualche somiglianza co' ne-
gozi di buona ede. Se non che ei non è possibile indi-
ca p ecisamen e quale ca a e e essenziale debba a e e
DISSERTAZIONE TERZA
iizionc in con a i e deli i , ma in ece si onda sulla
di e enza deIIe azioni ; cosa a cui dimos a e è in eso
ques o sc i o u o. Ma ciò non bas a: ques a di e si à
di sis emi ed il a on o a one, ci mos a anco a che
il sis ema delle Is i uzioni , onda o sulla pa izione in
con a i e deli i, è angus o e non de e mina niuna no-
zione :
ino
i cosidde i con a i innomina i non ci pos-
sono o a pos o.
Ma le ice che in qui a e ci àn pos o in g ado di
comba e e la a olosa eo ica del
jus poenilendi ,
con
che a emo o ni o il compi o impos oci in ques o la-
o o.
§.
10.
Nella apida esposizione a a di sop a della adizio-
nale eo ica de' con a i innomina i mos ammo come
a le al e sue me a iglie ci e a il a o s anissimo
e di icilissimo a spiega e , che anomalamen e, e pe
o escio di ciò che
è
in u i gli al i con a i, po e a
l' un con aen e ecede e dal con a o senza lo consen-
isse l'al o con aen e: il qual consenso dell' al o con-
aen e é indispensabile pe iscio e qualsi oglia al-
o con a o. Ques o di i o anomalo ebbe anche un
none ecnico suo p op io : u in i ola o
jus poeni-
áencli.
Mol i giu is i si son a aglia i lungamen e pe
ispiega e ques o di i o s a agan e. Ques o di i o e
gli s o zi in econdi de' suoi comen a o i ,
a
conside-
a li di p esso , gene anmi un senso assai dolo oso.
Tan i s o zi sciupa i pe dichia a e un p incipio e o-
neo , senza p ima inchiede e se il p incipio s esse, co-
me s esse, e se poi osse e amen e un'anomalia ch' el ci
222

CONTA. INNOMINATI E
JUS POENITENDI

223
s esse : an e minu e so igliezze escogi a e pe isca a e
ques o di i o nelle isce e del d i o omano : an a os-
sequenza , onde ques o p e eso
jus
poenilendi é
apas-
sa o in a o pe ben se e secoli da pad e in iglio ,
da
maes o in discepolo ; ecco
i
lag ime olí segni , i quali
ne palesano come nella nos a scienza, più che in al a
mai , s' in il i e conna u i e co ompa un indelebile
con aggio ; il ipe e e senza a sene coscienza ciò che
al i disse o. Si acce a 1' anomalia e si a di spiega -
Ia, E mol e spiegazioni del
jus poeni endi
ga eggiano con
esso di s a aganza. Schil e (1) uole spiega e ques o
caso s ano con un ce a
libe as quini a ía.
Langsdo (2)
iconosce pe e a la eo ica, ed anzi opina che non ab-
bia nulla di s ano. Ei dice che il deponen e , il man-
dan e, il socio, possono ecede e unila e almen e , e ciò
pa e a lui
una
agione pe ispiega e il
jus poeni endi
come cosa o ia. E mol i al i (3) pensano che la cosa
sia
na u alissima. Essi dicono che la p es azione a e-
nu a dall' un de' la i ò quella che o ma la condizion
necessa ia pe chè il con a o s ia; e pe ò conchiudono
(e qui s a il so isma) che colui , il quale
a a o la
p es azione dal suo can o, sia l'unico a en e di i o , e
che 1' al o , cui si ò a a la p es azione, sia semplice-
men e obbliga o. O a concediamo pe un momen o che
sia così : da ciò che la p es azione a a ende alido
il con a o non segue pun o che colui , che b, p es a o,
debba a e e un' al o d i o : dalla p emessa pos a con-
segue solamen e ques o , che
a a
la p es azione il con-
(1)
Schil e Exe ci . n. 24.
(2)
Hugo Aiagaz. ol.
1.
Quad. 4.
n.
18.
(3)
Thibau
Paud. 1. 161.
di
91i
1-
224
DISSERTAZIONE TERZA
a o è s e o; il che uol di e che a a la p es azio-
ne il con al o è alido in sè; ed il con a o alido in
sè uol di e che i con aen i i debbono ubbidi e ; ed
ubbidi i uol di e che non se ne possa ecede e unila-
e almen e. Ed ecco che la conseguenza esa a delle
p emesse è p ecisamen e l'oppos o di quello che si p e-
ende a di dimos a e.
11
izio ma e iale del aziocinio
di ali sc i o i s a in ques o, ch' essi non àn a o di -
e enza i a la p es azione, e colui che p es a : gli è e.
o che la p es azione s inge il con a o ed è la sua
condizione necessa ia , ma non è e o che ques a con-
dizione necessa ia sia la pe sona di colui che à, p e-
s a o : si a amen e ques a pe sona di en e ebbe
1'
a -
bi o assolu o del con a o (1). Ed in al i e mini
poiché ogni pa o p oduce pe lo meno una
excep io ,
a colui che uol ipe e e ciò che á p es a a do ebbe ad
ogni
modo os a e la
excep io pac i.
Pe ende e più age ole la nos a analisi ci dobbiam
a e un po' più da al o. La donazione consis e pe sua
essenza nel p es a e spon aneamen e al ui qualche co-
sa pel cos ui bene e senza pensie o di esse ne e ibui-
o. Pe ò non esis e donazione p ima di da e la cosa ;
cessa
a a o dopo che si
è
da o ; e u a la sua du a a
giu idica s a nel al o del da e ,
in dando.
In esa così
la essenza della donazione u i
i suoi
enomeni
si
spiegano age olmen e. Non si può esse enu o pe la
e izione , pe chè dopo da a la cosa è u o ini o senza
lascia e o ma alcuna. non è possibile che ci sia un'a-
zione pe a si dona e , pe chè p ima del
.
da e non
ci
è
nessun legame o appo o giu idico. Ei si ede chia-
(1)
Nel deposi o pe con a io é il deponen e clic o ma la condizio-
ne necessa ia del con a o.
CONTR. I11TNÓh7INATI
E
JUS POENITENDI

225
amen e che ques o non con addice al caso della dona-
zione p omessa in una s ipulazione; pe ciocchè in que,
s o caso la condizione necessa ia alla esis enza
dell'azio-
ne è
la o ma della s ipulazione , non già la donazione.
Gius iniano con u e le sue disposizioni di legge su que-
s a ma e ia non à mu a o di un capello il igo e della
p oposizione es é s abili a: le sue disposizioni non ànna
a o al o se non che da e pe minis e o di legge ad ogni
p omessa di donazione gli e e i dalla s ipulazione : ma
la donazione come ale non puú al imen i consis e e
che semplicemen e
in dando (1).
Pe
con a io P obbligazione bila e ale consis e essen-
zialmen e in ques o , che P una delle
pa i nel da e á
in pensie o che l'al o suo con aen e
p es i a sua ol a
qualche cosa. E qui la di e enza a
donalio
ed obli ga-
lio
si o e chia issima: la
dona io
non á a a o nulla di
obbliga o io ; la sua essenza é ipos a nel da e unila e-
ale, senza al i ispe i ol e a quel da e : la
obliga io
all' incon o non ichiede essenzialmen e e pe condì-
zion necessa ia che si sia p es a o , ma si che si debba
p es a e da amendue le pa i. O a in ques o p oposi o
a enu o come dell' accoppia si di due specie di-
e se , onde nasce un pa o
che
iene insieme dell'una
e dell'al e specie : nel di i o omano abbiamo il pa o
e ma odi o na o dal disposa si della
obliga io
con la
adona-
lio.
Ecco il caso in cui nasce ques o appo o giu idico
(1) II
esponso con enu o nella 1. 9.
5
.
3.
de don.
(39.
5. ) esp i-
me b e emen e ció che qui abbiamo espos o. Eccone le pa ole :
Do.
a i
non po es ,
isi , quod
ejus
i cui
dona u .
Cosi conside a o que.
s
o passo non ó ce amen e an o i iale quan a il de Sa igny si pensa.
Gio n. di Giu isp .
s o .
ol, 4.
qua.
1.
29
DiSSFI TAZTONF TERZA
e ma odi o
.
Taluno dà senza a e pe
i
ne che 1' al a
pa e il debba i ale e di ciò che à da o, non di meno
pone come condizione del suo da e che 1' al a pa e
debba dal suo can o p es a qualche piccola cosa , ma
ale che la le ezza di ques a p es azione quasi non a
p esa in conside azione ispe o a ciò • che si è da o.
O a ques o appo o giu idico sa à una donazione, se il
a o del da e e non la enue p es azione dell'al a pa e
me i i la massima conside azione ; sa à pe con a io
una obbligazione , se si conside i come impo an e la
bila e ali à. Adunque secondo , pe così di e , che si
debba da e maggio peso alla donazione o al modo ;
la
donali sub modo
sa à o
dona io
o
obligalio.
Ulpianus lib. 71. ad Edic um.
L. 98. p°. de don. (39. u. ).
A is o ai , cum mix um si
nego iu n, eum donazione,
obliga ionem non con ahi
eo casa ,
quo dona io es ,
e i a e Pomponius eum exis ima e e e .
Ma qui si chiede : quale obbligazione conco e , pe
così di e, con la donazione , quando il appo o giu i-
dico si i iene come o man e una
dona io sub modo ;
e, quando non si conside i come donazione, quale
obli-
galio
à luogo ? La soluzione del quesi o na u almen e
è
doppia. Se 1' impo anza massima cade sul a o del-
1' a e da o, e si accia dipende e da ciò u o il es o ,
allo a 1'
obligalio
non po à comincia e se p ima non
si sia a o il caso dell' inadempienza al
modus.
A e-
nu a la inadempienza , 1' obbligazione a à il ca a e-
e di quella che occo e quando si i iene qualche
cosa senza agione ; pe ò a emo una
obligalio ob cau-
sam cla o um ,
e quindi la
cona
i
c io causa
da a causa
226
CONTR. INNOn1INATI
E
JF/S . 'oENI7'ENDI
227
non
semi a.
Come ognun ede ques a obbligazione non
si onda sul
pae um ;
essa comincia nel momen o in
pa e

cui si a e a iI a o del i ene e senza agione. Pe
1,1

con a io , acendo as azione dalla
dacio
in gene e e
I
:

dalla obbligazione che nasce da quella , la donazione
da i

$ub
modo
pub esse e conside a a come assolu amen e
1i

bila e ale. In al
caso,
se as aendo dalla donazione si
)a ;

conside i solamen e il
pae um ,
si pub o a e che la
a ;

dona io sub modo
con enga un negozio, il quale somigli
l
i

ad un negozio di buona ede. Allo a la donazione mo-
^^ dale p odu à l'azione
p aeso iplis e bis.
E ques a azio-
ne allo a nasce da al pa io che non si pub imena e p e-
cisamen e alla nozione di un negozio di buona ede, nè
si
p ende pun o in conside azione che ques o negozio sia
insie nemen e una donazione modale.
Pe al modo ci siam a i di p esso alla nos a
i-
ce ca p incipale. Poni che in una
&caio sub modo
il.
modus
osse an o impo an e che pa eggiasse la
da io,
ed ecco che spa isce a a o iI conce o della donazione
e imane un appo o obbliga o io. Ma , come pocanzi
edémmo a eni e della obbligazione modale, pa imen i
nella
dallo ob
causam
conco ono due manie e dis in e
di obbligazioni. Ques e obbligazioni
non
pu e sono di-
s in e pe la specie cui appa engono, ma anco a digiun e
pel empo in cui nascono. Se io do
ob causai e
si con-
side i la dazione e la causa acendo es a insieme mas
-
-simamen e nell' una delle pa i , non si a à pa o di
so a , ma
in ece un a o unila e ale di
colui
che dà.
In ale appo o giu idico, poni che non sí adempia alla
causa , ed ecco che nasce una
obbligazione
pa inen e
unila e ale pe ipe e e ; a emo
la.
condiclio , e la
accenda é e mina a. Pe con a ia conside iamo la

223

DTSSETITAZIONE TERZA
dazione ob
eausam
come un con a o allo a non
sa-
á
più
necessa io di e ma si a no a e che 1
3
una pa -
e abbia da o , e 1' al a non anco a p es a o ciò che
dal suo can o do e a ; in al caso non si a à ad in-
chiede e se non solamen e ques o : se il negozio somi-
gli
ad un negozio di buona ede ; e, somigliandoci , a à
luogo 1' azione
p aese ip is e bis.
Ed ecco che nell' un
caso a emo la
condic io;
nell'al o
l'as io p aesc iplis
e bis ,
le quali due azioni sono dis in e pe la specie
cui appa engono , e sono digiun e pei empo in cui
na-
scono, pe ciocchè la
condicho
non a à luogo se non
quando si sia manca o di adempie e alla causa, e
l'as io
p aesc iplis e bis
compe e come p ima si è conchiuso
il
negozio, che somigli ad
un
negozio di buona ede.
O a inalmen e abbiamo o a o la chia e de'con a i
a
innomina i e del
jus poeni endi.
Come a iene nelle al-
e obbligazioni può adunque a eni pa imen i qui
che conco a 1'
obligadio ince i ci ilis
con l'
obligalio
ob causam da o unb. Nello schema
do u des,
do
u
a-
cias é
con enu a ques a conco enza : è un'
ac io bonae
idi o
a bi a ia
che conco e con un'
ac io s ic i ju is;
un'azione nascen e dal pa o con un' azione nascen e dai
a o del i ene e qualche cosa senza agione. O a se a-
luno abbia insieme pe un solo negozio 1'
as io man-
da i
e 1'
ac áo deposi i ,
e pe ò la acol à di elegge e
quale delle due gli con enga meglio d' is i ui e a non si
di à ce amen e ch' egli abbia un
JUs
POENITENDI :
si po-
ebbe di e più acconciamen e ch'egli abbia un
jus elio
Bendi ;
e ques o medesimo é il
pus
di cui ci occupia-
mo. Già s' in ende di pe sl che 1' una delle
due azio-
ni esclude 1'
al a,
pe ciocchè in al caso 1' in e esse
saá
ebbe cessa o. Anche
colui , che , is i ui a 1'
as io
maxá
pccic
i na,
non
ío
Foil
CORTE.
INNOMINATI
E
JUS FOENITENDI
229
da i
á o enu o
1'
in e esse , non pub pe lo s esso
ne*
gozio is i ui e
1'
ae io deposili.
A ques o modo é chia is-
simo che ció che ci
á di e o nel malamen e de o jus
poenz endi
non ó pun o una anomalia , la quale non
incon i negli al i con a i. Come edemmo di sop a
§. 6 pub accade e benissimo che conco a la
condicho
con
I'ac io bonae (
i
dei.
Nel caso dall'
a ha,
p. e. quan-
do , pe eziona a la comp a endi a , non si es i ui-
sca 1'
a ha ,
compe e à a colui che la ipe e an o l'a-
e io ex em o
quan o la
condicho causa da a causa non
secu a
(1) ;
pe ciocché in ques o caso ci ó una
dalia ob
causa a.
Ques o s esso conco so di due azioni à luogo
ne' con a i de i innomina i. In ques i pub incon a e
che un'
as io ince i ci ilis,
concessa pe chè il caso so-
miglia ad un negozio di buona ede , conco a con la
obliga io ob causam da o um.
E siccome nel caso dell'a -
g
lia non es i ui a si pub elegge e a l'azione
ex em o
e quella
ob dahione
a
,
sì pa imen i in ques i si pub eleg-
ge e a
1'
azione che sca u isce dal pa o e quella
che nasce dal i ene e qualche cosa senza agione.
1
se-
guaci della alsa eo ica non ànno pos o men o che qui
una delle due azioni non pub esse e bene in esa se non
conside andola dal la o o male. In cambio di ció ànno
a o di u addue un ascio solo ,
e
conside a olo dal
la o ma e iale. Così è lo su a a mani una obbliga-
zione, la quale , u ochè sia una , pu o si sdoppia. Allo a
ànno do u o necessa iamen e iusci e
a
a iposa e l'a-
zione
p°aesc ip is e bis
sulla p es azione a enu a
e
non
s ill' obbligo dell' al a pa e di p es a e a sua ol a:.
Ciò a o, quando
si
sono acco i della
condicho causa
(1) L. 11. §. 6.
de
ac .
e a .
(19. 1. ).
230

DISsER' AZIONE TERZA
da a causa non semi a,
che conco e a, non anno o-
a o più do e onda la : le anno pe ò da o dello s a a-
gan e ; ed in i olano ques a s a aganza
jus poeni endi .
A
me pa e che u o 1' andamen o della nos a spo-
sizione , e ques o p esen a si spon aneo e semplicissimo
della soluzione ul ima, bas e ebbe o a dimos a e
la
e-
i à del nos o assun o. Ma o e ciò pe a en u a non
giunga a con ince e , aggiugne emo di ben più speciali
p uo e. Gli a e sa i , come es è dicemmo , engono
che ne' con a i innomina i incon i una obbligazione
sdoppia a : noi pe con a io abbiam dimos a o
che
le
obbligazioni sono due, dis in e e di ise. O a ne' casi di
ques i con a i , in i ola i innomina i dai mode ni , i
Romani non ede ano una obbligazione doppia, ma due
obbligazioni dis in e e di ise. La p uo a i e agabile di
ciò si è che di ques e due obbligazioni essi an pa ola
in due luoghi a a o di e si. Nel i olo o e si pa la della
condic io causa d. c. n. s.
non si a menzione pu e
una ol a dell' ac io
p aesc ip is e bis ,
quan unque i
casi di cui i i si a disco so sien ali , che , se osse
gius a la opinione degli a e sa i , si a ebbe semp e
do u o ico da e ques ' azione come il o escio della
medaglia (1). Pa imen i Ulpiano nella
1. 7. §.
2.
de paca.
pa la dell'
ac io ince i ci ilis, e
non si b iga pun o
della
condic io c. d. c. n. s. ; e
si no i che i i
é
pa-
ola p op io del
do u des
e
do ui /
l
acias,
Paolo nella
d.
5. de p aesc . e bis
pa la della conco enza delle
(1) Il caso occo e spicca amen e nella
1, ul . de c. c. d. c. n. s.
Non
di meno non si aggiunge sillab
i
, della
obliga io ince i ci ilis ,
come se
non esis esse pun o ,
e
si pa la solamen e della
obliya io ob e a
da i
e
non $ecu
_
a.
CONTR. INNOMINATI E
JUS POENITENDI 231
due azioni , è e o , ma segna la di e si à della
causa
di qnes e due azioni con le seguen i impo an issime p
a
-
ole :
IN
QUA
ACTIONE ID VENIET ,
NON
UT REDDAS , QUOD
ACCEPERIS ,
sed u damne is
mihi ,
quan i in e esl mea,
illud de quo con eni accipe e , el
si
meum ecipe e
elim ,
REPETATUR QUOD DATUM EST , QUASI DB REM
TUM , RE11'0N SECUTA.
Inol e qui ci cade in aglio un
buon a gomen o
ab absu do.
Gli è chia o che la
condic-
io c. d. c. n. s.
non is ia semp e in conco so con
1'
aclio p aese. e bis. :
gli è chia o anco a che ques a
pa imen i non is ia semp e in conco so con quella. O a
noi dobbiamo cos ui e de'con a i innomina i, ne'quali
amendue ques e azioni anno insieme 1' u izio unico di
azioni con a uali. A a ciò possiamo ene e due sole
ie.
Se
ogliamo che ques i con a i abbiano un' azio-
ne che li enda e icaci , dobbiamo a e iI seguen e
la o io ; dobbiamo ompe e in due la
condiclio c. d.
c.
n. s.
da un can o , e ompe e in due 1'
aclio p aesc .
e b.
Ciò a o p ende emo una me à dell' una ed una
me à dell' al a , e le mande emo a a e il lo o u icio
consue o. Le imanen i me à dell'una e dell'al a le impe-
gole emo sì enacemen e insieme che acciano un sol co -
po; e ques e due mezze azioni così ma i a e sa anno l'azia-
ne de' con a i innomina i. Se ques a ia ci is ucca op-
po non ce ne es a al a che una : bisogna assegna si
ad amme e e con a i che non dieno azioni ; salu e e-
mo i con a i innomina i, come ali che eggano di pe
sè. Da ul imo, con o la opinione della uni à di azione
ne' con a i innomina i ci è ques a p uo a di a o. Di
sop a abbiam edu o che la
condiclio e l'ac io p aesc .
e b.
ne' con a i de i innomina i debbono comincia e
necessa iamen e in epoche di e se. Ciò essendo ben po-
DISSERTAZIONE TERZA
I. 5.
SS.
1. in
.
de cond: c.
c .
c. n.
s.
(12.
4. ):
Plano
si non manumise i ,
cons ilu io
succedi aei -
que eum libe um ,
si nondum poeni ue a eum , qui
in hoc dedil.
La agione pe cui si acco dò ques a acol à di imu a e
il
ole e esp esso è mul o age ole. Colui , il quale do-
e a a e la manumissione, in gene ale non a e a in e-
esse alcuno che la manumissione seguisse o no : pe
io più il appo o giu idico, a colui che da a e colui
che ice e a il dana o, e a un manda o : ed il dana o
se i a pe soppe i e alla spesa, o pe icompensa. Ciò
essendo non è me a iglia che la cos i uzione pe me es-
se aI mandan e di ecede e ad a bi io dal manda o, che
a e a da o (1). O a si possono acilmen e spiega e i passi
con addi o ii, i quali acco da ano la
condicho
pe
me-
o
pen imen o. La
obliga io ob causani
dalo um è
una
obbligazione pu amen e o male. Essa comincia come
p ima accada il a o del i ene e
sine causa.
I p incì.
pi giu idici ma e iali, i quali dànno occasione a ques a
mancanza di
causa,
non en ano nel ce chio della
con-
dichio ,
e non le igua dano pun o. Pe esempio, se io,
pe ubbidi e alla condizione impos ami con es amen o,
ò da o , e poi ipudii la c edi à, po ò ben ipe e e ciò
che ò da o ; pe ciocchè colui che lo ice e e comin-
cia a i ene lo
sine causa (2).
I p incipi e le agioni
giu idiche, secondo cui
si
do à decide e se posso o
non
posso più ipudia e la e edi à, anno alu a e
nella p o.
p ia s e a: ma, essendo ma e iali, non possono igua -
258
(1)
Cosi
la •
5: g.
2.
di
sap a ei a a
pa la di u
n
semplice manda e.
(2)
L. 9. 1.
,
A.
à.

CONTE. INNOMINATI E
3US ?QENITENDI
x;239
da e la obbligazione
ob causam da o um :
gùes a
non á
bisogno di al o ondamen o se non che ci sia
l'habe °
sine causa.
Così è
pa imen i nel caso che ci occupa. Se
io do a aluno del dana o, pe chè egli manome a Silo
co , po ò
condice e
pe la
es i uzione quando sa i
passa a la possibili à di più manome e lo: solo quando
ques a possibili à sa à cessa a, colui che do e a mano-
me e e comincia a i ene e
sine causa il
dana o a ciò
da ogli. O a incon a pe a en u a una legge, la quale
dispone che chi á da o inca ico di manome e e uno
schia o può , inché non sia già manomesso , i i a e
iT
suo manda o, e non a più a eni e la manumissio-
ne. Chia amen e ques a legge con iene una disposizione
ma e iale , che p epa a o dà occasione all'a e a si del-
l'
azione o male. E di e o, poni che colui, il quale com-
mise a aluno di manome e e lo
schia o , abbia a o
uso della acol à di i a a si, concessagIi dallo. legge ;
ed ecco che di p esen e colui, che ice e e dana o pe
manome e e, comincia a i ene lo
sine causa;
pe cioc-
chè la
causa è
cessa a pe un al o e so : nè ci è più
bisogno di aspe a e che asco a il empo, in cui essa
si do e a e po e a a e a e. Siccome o na indi e en-
le , ispe o alla acol à di ipe e e , che la
causa
non
sia a enu a pe ché asco so il empo illimi a o o pe -
ché asco so il e mine limi a o en o cui
si
po e a
a e a e ; pa imen i o na indi e en e che ques o non
a e a si accada pe asco imen o di empo, o pe ché
un' al o a o abbia al imen i dis u o la
possibili à
che la
causa
si a e asse :
la
condicho c. d. e. n.
s:
è un' azione pu amen e o male , e pe ò po à semp e
is i ui si,
quando la
causa
non è
secu a ;
e sia ciò a -
N'enuEo pe la impossibili à di più manome e e, sia pe -
210

DIáSERTAZIONE TERZA
Chè colui, che ciò ole a, lo dis olle ed a e a il di i o di
dis ole e.
P emesse ques e b e i osse azioni, u o il con es o
della
1. 3. §.
2
e
3. h. . isul a o io e sensa issimo
Ulpiano dice :
Sed si ibi dede o ,u1 S ichu n manumi -
las , si non acis possum condice e ,
AUT s
ME POE-
.wI EA
condice e possum.
Ciò uol di e che in ques o
caso la
condic io
può esse onda a in due modi : o
pe chè è cessa a in sè la possibili à di piú manome e.
e , o pe chè u o il a o , di cui la
causa
e a un la-
o solo , sia al imen i cessa o : il che a iene col i-
a a si di colui che ole a a manome e e. E ciò
dice anche il pa ag a o seguen e :
Quid, si
i a dedi
u
in a ce una empus manumi las ? si nondum emp s
p ae e ii innibenda e i epe i io, N s
.POENITEAT;
il
che è un a o es inseco , che non igua da la
condic-
h o
in sè.
O a noi abbiamo a e ma o che ques i passi alludono
al dis ole e, concesso da leggi speciali a colui, che o-
le a a manome e e , siccome pocanzi con la sco sa
s o ica si è spos o. O a la e i à di ques a nos a a e -
mazione non pu e isul a dalla agione , ma anco a da
p uo e speci iche. Noi abbiamo a e ma o che ques o
po e si pen i e della manumissione commessa u conces-
so dalla legge dell' Impe a o e Ma co. E che sia così ,
ediamo se p ima di ques a cos i uzione ci sia o ma di
ques o concesso pen imen o. Il giu econsul o Giuliano
disamina Io s esso caso disamina o da Ulpiano nel passo
ci a o. Giuliano isse so o I' Impe a o e Ad iano e pe-
ò p ecesse Ma co e la sua cos i uzione. O a , se la no-
s a a e mazione sa à ` e a , Giuliano non do à a
pa ola del caso
isi poe i ea1.
Ebbene, leggiamo il suo
passo.