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Il diritto romano delle obbligazioni e specialmente intorno alla teorica dei contratti innominati e del "ius poenitendi" del dottor Eduardo Gans

Gans, Eduard; Salvetti, Eduardo

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Di i o Romano DELLE OBBLIGAZIONI. Biblio eca PixeLEGIS. Uni e sidad de Se illa. E SPECIALMENTE INTORNO ALLA TEORICA DEI CONTRATTI INNOMINATI E DEL JUS POENITEIVDI DEL DOTTOR EDUARDO GANS T aduzione da! edesco , p ecedu a da un disco so Bulle ope e del GANS PER EDUARDO SALVETTI Seconda edizione i edu a NAPOLI 166k LIBRERIA STRAD1 TOLEDO So o le Rezan Finanze 1858 ^- EDUARDO GALAS E LE SUE OPERE. - e ∎ 11111•••- N EL 1845 si pubblicò a Pa igi la aduzione di una pa e della g ande ope a del nos o au o e, in i- ola a Il d i o di successione nel suo s olgimen o s o ico uni e sale. Alla aduzione ancese p ecede una No ice su la ie e les ou ages de GÁNS di un chia o sc i o e ancese , memb o della ca- me a de' depu a i , dell' accademia e del consiglio d' is uzione pubblica , il quale a e a a u o la en- u a di conosce e pe sonalmen e e pe mol i anni 1' au o e. Io b le o con a idi à ques a no ice su la ie e su les ou ages de Gans, sc i a dall' amico di qua dal Reno. Che cosa m' imp ome e a io di o- a e in ques o disco so? gli e a chia issimo. Se si osse a a o di a e no izia d'un eg egio capi ano , mi sa ei aspe a o a ba aglie; se di un agheggino , ad amo i ed a en u e ; se di un iloso o, a iloso ia : qui si a a a di un giu is a- iloso o caposcuola ; dunque io mi aspe a a a ede e come in lui si desse o la mano e iloso ia e giu ep udenza ; quali ne osse o le ope e, che il le a ono à caposcuola , seudo le ope e i a i dello sc i o e ; e qual passo a ess'egli a o a e alla scienza con la no ella scuola ch' ei onda a. Ebbene, nulla di u o ques o. L'amico di qua dal Reno , pa lando del giu is a , non no e a pu una 1 1 delle sue ope e di giu e ; pa lando dello scola o del- l'Hegel, non ci mos a ne la iloso ia del maes o, nè i u i che p oduce nel discepolo. Un olume o a i dodici s ampa i , a mia no izia , Ball' au o e , in i- ola o Ruecl blie e au Pe sonen und Zas aende, che iI chia o au o ancese aduce le e almen e Co2p d'oeil é ospee i su les pe> sonnes e les ci con- o s ances , è 1' unico lib o di cui si pa li nella no izia sulla i a del g ande giu is a : e ques o lib o non si b iga pun o di giu e. 11 Gans e a Alemanno in ossa e polpa ; e 1' au o e della no izia dimen ica 1' Alema- gna e ci aspo a a Pa igi. Ripo a de' b ani di le - e e e di con e sazioni a lui ed Edua do Gans ; e ques a con e sazione è legge a, piena di g azia e di a- meni à. Se ole e sape e che e a Edua do Gans, secondo ques a no izia, bisogna ch'io e lo dica in ancese; al- men e è ancesissimo il Gans dell' au o e ed amico di qua dal Reno: c' é ai un homnie d'esp i , qui ec ¿ ai des li es de d oi pa dessus e mai-ehé. E non a eb- be po u o esse ale anco a la biog a ia di Al ed deMus- se , il poe a leggiad o e spensie a o , an o alla moda a Pa igi; e, men che il poe a, non e a un homme d'ep i 1' azzima o ad apollineo lion Do ce , idolo di u i gli odie ni salo i du Faubou / Saini Ge main? L'esp i ecco ciò che ede 1' au o e della no izia ; ecco la lode sup ema ! Su, dunque, iloso i , giu is i, e poe i e bellimbus i, da e i la mano ed in eccia e una gaia e spi i osa ca ola ! Sie e u i una cosa sola ; anzi non sie e nulla nessuno: omb e, che alla in usa anno qual- che scambie o e passano sulla scena del mondo ; lan- e na magica più o meno alle ie ole. Ma, oialè, qual is o e scon o a o spe acolo è mai la scienza e l'a e e la i a conside a e a ques o modo! Chi d' innanzi ad una scenica app esen azio ne , o ad un •sac i lzio eligioso, o ad una sposizione scien- i ica si collochi da es aneo ad es aneo , senza in- chiede e di più , senza sen i e nè pensa e più adden- o di quello gli o a 1' agi a si di un a o e, il p o- umo degl' incensi , la ilza degli a gomen i e de' sil- logismi ; mu o spe a o e di più mu o spe acolo , il cuo e, la ede, la men e, e u o il c ea o, e sè s esso, gli o ne anno o i nomi e casuali immagini : la i a u aguan a , ques o io e olezzan e ed i aggia o d.' i- deal i à, gli a à i epa abilmen e alli o. Ma se d' in- nanzi a quelle o me sup eme il cuo e e la men e i si scaldi , se i casi e lie i e dolo osi della s o ia e della i a , non più digiunai e come mena i da una cieca o una , si adano nella men e a compo e in- sieme come in una in ini a co ona; e se, di ques a i- ce cando il ce chio p imo su cui la si ele a , i ba- leni al pensie o la P o iden e necessi à , che le sin- gole pa i s inge ed in esse insieme ; quegli a eni- men i , innanzi po e i e digiuni, si colloche anno cia- scuno al suo pos o , ed il p egio e la maes à di quel u o (poichè quel u o é il compos o di ciascuna di quelle gemme) le e à ques e in g azia ed ono anza a a coscienza della i a , la i a ci so iden i lie a ed in esa al bene. Quel mu o spe a o e , quel più mu o spe acolo di poc' anzi son a i ainei,dne elo- quen i : quella e e ea co ona li compone a elli insie- me; 1' uomo si lance à consape ole di sè nell' in ini o, iconosce à sè s esso come una gemma del se o im- mo ale ; e ques o iconosce e la p op ia essenza co- me spi i uale ed in ini a, ompe i limi i lel 'in elle o, e conduce 1' uomo alla ideali à sua. É ques a la me a cui ende in aíigabilmen e e pe in ima o za è spin a la gen e umana. E ciascuno de- gli s o zi onde a ques a me a a iciniamo , ciasc:in IV lib o che ne spiana Un a o di ia , ciascun co i eo della scienza che a ques a me a a anza, è un i ido lo e dell' e e na ghi landa. E se ci si dia di sco ge e da quali adici ei p ende la i a, quali u i p ome e; ciascun lib o ci appa i à come una conquis a a a , che ne addi a un' al a da a e ; ciascun g ande sc i - o o come un e oe , cui al i p ecesse o ed al i e - an die o ; ed un acque [amen o che con iene un no- ello deside io ; e 1' an ico nosce le ipsum, che si i- sol e semp e e iman semp e p oblema. Talmen e agli occhi nos i la scienza non sa à più una mag a ilza di a gomen i, ma i o il d amma e e no della glo i i- cazione dello spi i o , a cui assis e e non è più da o da es aneo ad es aneo ; ma , a pa e dell' azione commossi e commo en i insieme , ogni e o app eso dalla men e ci di en a un palpi ó del cuo e, e si e on- de in un inno di glo ia all' E e no. Io ò udi o usci e da ce e ]abb a,con a e pe un i- solino sa cas ico, ques e pa ole: Oggi la poesia di enia iloso ica) pe ò in icambio è o za la iloso ia di en i poe ica. Ci e a chi c ede e ques e pa ole con enesse o un' accusa pe la scienza, e solleci o p ese a iba e le, chiedendo quale osse, se non la ecip ocanza della co - esia, il legame logico a la p oposizione di e a e 1' in- e sa. Io engo dai p incípi pe cui iene colui che con- u a a: pu e ques a ol a a ò causa comune col suo a - e sa io : io concedo che oggi la scienza sia insieme e i à della men e , e commozione del cuo e , e ede dell' animo. E se ques o mio en a e a pa la e di un la o o di d i o posi i o con pa ole, che chi sa come sa anno quali ica e, non o e à g azia p esso i se e i censo i , Io sa à ce amen e assai buon a es a o della i e enza, e oglian di e dell'en usiasmo, ch'io ò pe lo sc i o e da me ado o , e pe la pa e ch' egli a compiu a da alo oso Ilei imena e ques a scienza al suo indi izzo iloso ico. All' nomo dagli sce ici cachin- ni poi po anno ques e pa ole a es a e che , sebbene nel nìio senso assai di e so da quello ch' egli ole a da e alla sua p oposizione, io engo pe la e i à del suo mo o spi i oso. Quando io , le o p ima il lib o , compii 1' ul ima pagina della aduzione , che p esen o ai miei conci - adíni , chiusi gli occhi e, pensando meco medesimo , mi sen ii p imamen e a o di mol a igno anza. Po- scia, conside ando come ques e e disse azioni p en- dan pos o nel sis ema del (sans , e come in ques o sc i o e la disciplina del d i o posi i o si sia icon- do a e collega a alle scienze iloso iche; ui commosso dal co so necessa io dello spi i o, ed esul ai c eden e nel egno del e o. Pe ò io sen ii il debi o di di e b e emen e che sia 1' au o e nella s o ia della giu- isp udenza , e che il p esen e lib o nel sis ema del- 1' au o e ; ché a me non pa e bas i di e del G ans ch' ei u homme d' esp i , né che i suoi lib i di d i - o ci enisse o pa dessus de ma ché. Laonde il mio disco so do à occa e dello s a o in cui e ano ques i s udi p ima del Gans; dello s a o, cui egli li condus- se; del pos o che a gli sc i i di lui iene il p esen e lib o. Ma mos a e l'in imo legame a il lib o ed il si- s emae a ques o e i p eceden i logici momen i della no- s a disciplina ; è mos a e come il lib oe l'au o e e la disciplina speciale si sieno enu i a g adi a g adi i- conducendo p esso alla on e donde aggono- e luce e e i à , iconoscendosi come i a applicazione del sa- pe e iloso ico. Quindi ciascuna special disciplina p en- de le mosse : qui i, dopo la necessa ia mig azione pe la ia p op ia, ciascuna, come il igliuQi p odigo, i- o na icca di espe ienza. Segui e ques o logico cammino , e no a e a qual passo della glo iosa ia si collochi il lib o cl.' io p e- Vi sen o al pubblico, sa à mos a e insieme com'ci s'in- essa nel ce chio in i ni o della s o ia ideale del pen- sie o. I. La agione uni e sa , a asi i a di uo i nei a i del mondo isico e mo ale , giunge nell' uomo a co- scienza di sè. L' ul imo p onunzia o di ques a coscien- za , che ila azionale è eale, ed il eale è a ,io- p ale , salu a nell' in imo co so dei a i mondiali il co so logico della agione is essza. 1 a i di ogni o - dine s anno alla agione, in quella p opo zione che il co po all' anima : il lo o insieme è la i a. llice - ca e la agione nei a i è come ce ca e il ba - e e dell' a e ia as ando il polso di uo i. Nei p i- mi momen i, in cui la coscienza dell' nonno p ese a conside a e i a i della agione, quel di uo i e que- s a pa e in ima o ma ano, con usi in un ascio dis in o, il subbie o delle sue ice che. Dipoi ques a p ima uni à dei due insepa abili elemen i, sia dell'es- se e sia del sape e, si uppe ; e ciascuno di essi en- ne acendo da solo la ia a sè p op ia. L' in elle o, ponendo ad analisi diligen e le pa i di quel u o, le epu ò in sè s esse di ise e dis in e : ma ciò acendo, men e dall' un can o a icchi a, il sape e di no izie minu e , d' al a banda scolo a a la i a della scien- za, quella i a che è il compos o necessa io di quelle pa i. Il co so delle discipline u e mos a nel s ^o s olgimen o che dopo quel l' uni à p imi i a ed in- consape ole , dopo quel disgiunge e dell' analisi , le discipline u e .e ciascuna lo pa e anno aspi a o a icongiunge si in un ul imo amplesso, consape oli della lo o iden i à e della lo di e enza. La iloso ia in ese a pene a e i a i ed a giugne e in essi a eal à ed a ila ; le discipline speciali a lo ol a in ese o VII a imena e lo s udio de' a i a quel pun o onde p en- desse o so io anima o e dalla iloso ia : 1' una si ico- nobbe come as a a senza le al e ; Ie al e , come mo e e non e e senza 1' una. l)a ques o co e e a ale sup ema iconciliazione nacque o , come ul imi u i ,. la enciclopedia delle scienze iloso iche , e la a azione compa a a o iloso ica delle speciali discipli- ne. L'una é la pa e in ima de' di e si g uppi di a i, il lo o logico legame , la agione mos a a come i a in ima de' mol iplici a i es e io i , ol i alle limi a- zioni di spazio e di empo ; 1' al a , p esupponendo ques o co so logico , lo ice ca nei a i speciali di ciascuna disciplina, seguendoli e s udiandoli nelle de- e minazioni dello spazio e del. empo. Tale , ch' io. c eda , è il appo o in cui sono la iloso ia del di i o e la giu isp udenza ; ale il ap- po o iii cui sono amendue ispe o alla iloso ia in ge- ne e. Amendue , anima e dallo spi i o iloso ico , mo- s ano l' una la iloso ia che discende nei a i; l'al a i a i che isalgono alla iloso ia. Ma, siccome di so- p a no ammo , innanzi di giugne e a. ques o pe iodo di iconciliazione, ciascuna.. scienza , guida a dall' ana- lisi, ece lungamen e ia (la sè. La iloso ia la o ò gameil e pei campi della agione as a a p ima di i- congiunge si ai a i, in cui poscia in o mò co po ea- le ; le discipline speciali lungamen e in e oga ono e ianda ono i a i- p ima di icompo li insieme ed ani- ma li me cé scien i iche nozioni.. Nondimeno ciascun passo di quella scienza e di ques a disciplina , anco guando l' una dall' al a digiun e eneano ie di e se, è un passo e so- la Io •o iconciliazione. La s o ia della iloso ia espone quel logico co so della pa e in ima e gene ale del pensie o umano ; la s o ia della giu- isp udenza do ebbe mos a e piel medesimo logico XIV lia , consape oli a nendne della, lo o iden i à e della lo di e enza. Un g ande uomo sole a a mo' di pa agone mos a- e il logico co so dell idea anche nella i a na a- ale dell' albe o. Vede e l' albe o, dice a egli ai suoi discepoli : nel seme ci s a già u o acchiuso in da p incipio. I)i poi' sbuccia da e a e ien me endo o- glie e ami , i quali ce lo mos ano come a a o di- e so da quella sua po e a o igine. Ma da ul imo an a icchezza di ami e onchi e e zu a p odu un u -- io , me a di u a quella lunga ege azione : e ques o u o non é null'al o, che un seme idel-Aleo di nuo o alla sua p ima na u a. Pa imen i la nos a d issi pl i na nel suo p imo pe iodo scien i ico ci si mos a in una uni à po e a ed inconsape ole con la liloso a del d i o. La iloso ia di C is iano T ol compi a , nei suoi empi , un u izio della, cui impo anza ci è ali- do a es a o il lungo impe io della scuola ol iana. La iloso ia del Leibni z , che in u e le sue pa i non alica a il campo della me a isica dell' in elle - lo , acquis ò nel suo segui a o e un elemen o no- ello , il quale , quan unque semb asse di le issi- mo p egio , pu e a ea quello non pun o lie e di i- mena e la iloso ia dal campo della pu a me a isica in quello anco a della iloso ia p a ica. Il Wol non aggiugne a p ulla alla pa e specula i a , che anzi , con in elle i e suddi isioni e con un p ocede e ma e- ma icamen e, la ende a anco pi ìi igida ed im mobile che non 1' a ea p odo a il suo au o e. Egli enne e - mo alla Monodologia ed alla Teodicea, aggiugnendo pe sua pa e a ques o con enu o iloso ico ^ un alcun che di empi ico, a o da' sen imen i, dalle endenze e dagli is iiì ,i umani. Ma, come accade semp e del- 1' empi ismo in qualsi oglia sua o ma , ques e endenze e ques i sen imen i, che si dice ano umani, e ano le ^i ^^, Ili7^^ 11; ,;I11:' i , ,1 : , x endenze cd i sen imen i del empo del Wol ; e ano i conce i che domina ano allo a. Le quali giun e empi iche, se nella logica e nella me a isica wol iana s' innes a ano quasi come un sop assello alla dimos a- zione eo e ica , nelle ope e di iloso ia p a ica ( a cui è il di i o di na u a) o ma ano il ondo is esso del lib o, cui 1' o dinamen o sis ema ico s' impone a di uo i, anzi come pa izione in elle i a che come le- game logico. Ma se è e o che la iloso ia del di i o al o non è che la pa e in ima e azionale del d i - o posi i o di u i i empi e di u i i luoghi iu ciò che à di logico ed assolu o ; la iloso ia del di i o de' wol iani , ogliendo a con enu o i conce i em- pi ici de' suoi empi, do e a necessa iamen e o na- e ad una pa ziale as azione in elle i a del d i o po- si i o dominan e nell'epoca. Ciò uol di e ch'ella p e- se un con enu o, il quale , quan unque o malmen e si dis ancasse dalle speciali limi azioni di una spe- ciale legislazione , pu e in ondo n011 e a al o che 1' as azione di ques a. La gene ali à azionale u pu- amen e o male pel d i o na u ale de' wol iani ; i quali, quando al ondo, imane ano sugge i ai conce i empi ici dell' epoca , e pe ò limi a i en o lo spazio ed il empo. Pa imen i i giu is i posi i i , pe idu e ad in- sieme scien i ico la ma e ia della lo disciplina, im- p on a ano a ques a iloso ia del d i o le pa izioni e le ca ego ie, p esen ando, quan o al ondo, il isul- lamen o de' conce i dell' epoca in a o di d i o posi i- o. Ecco a che modo il medesimo nos o a. espo- ne i isul amen i di ques o p imo pe iodo: a Come la me a isica de' wol iani olse a p incipio, senza al- a c i ica , i conce i dominan i in quel empo , così il d i o di na u a di ques a scuola si enne pago ad o dina e solamen e i conce i del Tempo in o no al (li- 01' XVI i o , senza a si pun o a mos a ne la necessi à in- ima. Né al imen i nel di i o posi i o p ocedendo 3 non si p ese ad in es iga e di p esso nè il di i o o- mano nè il di i o ge manico, pe ca a e da ale s u- dio i conce i giu idici p op i di ques i popoli. In cam- bio di ciò, si ce cò di es i e la ma e ia giu idica o- mana o ge manica della o ma dei conce i dominan i nell' epoca. I1 p odo o scien i ico di ques a scuola u pe ò un di i o na u ale che con ene a di i o oma- no e di i o ge manico, quali 11 app esen a a la p a- ica del empo ; e un d i o omano ed un d i o ge manico, i quali e pe la o ma e pe il con enu o non e ano al o che il d i o na u ale della scuola wol- iana. Ciò che ci à di e o in ques o modo di a azione si è, che in ondo s' in o ma a di ques o pensie o : che il azionale non is à di incon o al eale , che anzi è eale : ciò che ci à di e oneo si è, che, in al guisa p ocedendo, si ace a pe a es a e il azio- nale à incoli e con ini di ini e as azioni dell' in- elle o (i) ». Una p uo a lucen issima che il p odo o della scuola wol iana osse ques a immedia a e po e- a uni à della iloso ia del di i o e della posi i a di- sciplina del giu e , ci si mos a i issima nell' Ein- necio. Ques o sc i o e sen ì il debi o di a si maes o in una ol a e di me a isica , e di d i o na u ale , e di d i o posi i o. Quan o sia e o che egli abbia po- s o pe con enu o del suo d i o na u ale , ol e alle psicologiche in amesse , gli schemi as a i del d i o omano dominan i nel empo , e pe o dinamen o scien- i ico del di i o omano posi i o null' al o che le ca- ego ie del suo di i o na u ale ; è no issimo mas- simamen e a noi, i quali in' oggi in pubbliche o p i- (I) Gans. Das E b ecb in Wel geschich liche Bn wickelung — Be lino  P eamb. pag. 7-8. ale lezioni siamo s a i ammaes a i semp e sui olumi. dell' Einnecio. Ma men e ques o illus e sc i o e dall' un can o ien e mo alla scuola cui appa iene , dall' al a banda è quasi p esago della ia no ella in cui e a pe en a- e la giu isp udenza. Egli sen i che l'an ichi à oma- na e ce a no izia di quella s o ia u a do esse eni e in ausilio all'in elligenza di quel d i o. Ma ques o pen- sie o, anzi che mos a si con chia a coscienza, aspa e inconsape olmen e dalle g andi ope e dell' Einnecio. Lo s udio del d i o omano do e a o a spoglia e quella pa ziali à in cui si o a a; oglio di e, che il d i o o- mano del secolo decimo a o a e a a di en a e di- i o omano di .Roma. Solamen e quando ques o passo osse da o, o na a possibile di segna e l' in imo legame di u a la s o ia , e di no a e come sia uno e con i- nuo lo s olgimen o del di i o in u e le e 2 del mondo. Poco innanzi ogliemmo quasi a pa agone del lo- gico co so dell'idea la i a ed il na u ale s olgimen o dell' albe o. Ci pa e di a isa e quel p imo seme, già capace di u o l.' albe o ed inconsape ole della sua o za,in quella p ima iden i à inconsape ole anco a essa, in cui pe la scuola ol iana si palesa ano con i e e insieme la iloso ia del d i o e la disciplina del d i o posi i o. Ma allo chb p endemmo ques o pa agone, no- lamino anco a che lo sbuccia e e me e oglie dell' al- be o lo mani es a di uo i come a a o dissimile dal suo seme. Il pe iodo della nos a discipline, o 'ella ompe dalla uni à immedia a, in cui e a con la iloso ia del di i - o, e p ende a pe co e e una ia a sè p op ia, si asso- miglia nel nos o p oposi o all' in onda e dell'albe o. Chi p endesse a s udia e 1' uomo p esupponendo la i a , acilmen e po ebbe po e a disamina i sensi e la pa e isica , e la coscienza e la pa e mo a- 2 XVIII le , conside ando ques e pa i siccome momen i del. u o, disgiun i solo dall' in elle o e dalla analisi. Pe chi si ponga all' ope a con . ques o pensie o , quelle pa i non sono al imen i e e , se non in quan o si compongano insieme e o mino u e una cosa sola , la i a. Chi pe con a io, s udiando aluna di ques e pa i, non abbia più in men e il lo o insieme, e an o egga quan o occhi , do i°à necessa iamen e iusci e a nega e al e pa i che non gli occo ono, se oglia s a e al ma ello del agionamen o; o e o, se non gli dia l'ani- mo di nega e ciò che pu si ede , non po à icono- sce ne l'esis enza, se non spiccando un sal o mo ale. L'abisso ch'ei non po à mai colma e é appun o il lega- me ed il passaggio dall'una all'al a di ques e pa i,che, così conside a e isola amen e, non a an mai i ù di p esen a e. La s a ua sensi i a non po è mai agio- na e , come pu e la agione as a a non po à mai giugne e a sen i e , se pe la e i à di ques a non si p esupponga la i a di uo i, e pe la ideali à della i a di uo i, non si p esupponga la agione. Non di meno , comechè ale sia il e o , la mon e umana nol po à u o app ende e, che p ima non 1' abbia s udia o a pa e a pa e. Ma ques a analisi , che è pe iodo  di ansizione necessa ia , ice che à pe - al guisa un  ^i1{ elemen o del e o a spese dell' al o , che non dubi-  11 ^  e à di nega e. Ad una coscienza supe io e è se ba o  ^l di accoglie e insieme u e ques e pa ziali ice che, u e ques e esclusi e a e mazioni ; e ciò acendo, col  accoglie le ed a e ma le u e quan e esse sono, es a  ;g u di pe sè ol o di mezzo e nega o ciò che ciascuna di esse, isola amen e conside a a, nega a delle al e.  O a ques o pe iodo di analisi é o ni o nella nos a  c^o disciplina dalla scuola s o 2ca,la quale co isponde alla  iloso ia c i ica. Disgiun i il eale ed il azionale, sono  9 ice ca i nel campo p op io con una diligen issima 111' XIX analisi da' giu is i s o ici da un can o e da' iloso i kan iani dan' al o. La iloso ia di Emmanuele Kan de e 1' ul imo c ollo al. wol ismo , che ino al le a si del iloso o di Koe- nishe ga ene a u a ia il pensie o degli Alemanni siccome lo iloso ia popola e. Quel mis o di specu- lazione e di empi ismo, onde si compone a la iloso- ia del Vol , u segno al c i icismo kan iano. I wol- iani agionando a e ma ano come e i in sè s essi gli obbie i ed i isul amen i delle lo o ice che, senza inchiede e in p ima qual ede me i asse il agionamen- o lo o. Gli e a, a di la col linguaggio o ense, una quis ion pe en o ia quella cui anda a sogge a la me- a isica di ali iloso i. Ed il Ran , p endendo pe isco- po del suo capola o o la c i ica della acol à cono- scen e , pose dinanzi a' wol iani la emenda quis ion pe en o ia. P ima di p ende e a conosce e checches- sia , dice a egli , bisogna s udia e quale e quan a sia ques a acol à del conosce e. E poichè noi giu- gniamo ad a e ma e al cosa come e a la me ce di ques a acol à conoscen e , ei ci con e à, p ima di iposa e sulla ce ezza della nos a a e mazione, a - ci a s udia e quale sia la na u a e la capaci à di ques a acol à , che e nelle nos e mani come l'is u- men o onde ice chiamo il e o. Il quale s udio p e- limina e è di g ande impo anza pe non inciampa- e a i ene e come quali à della cosa ciò che o se po ebbe esse e 1' e e o dell' al e azione p odo a del- 1' is u nen o (1). A compie e ques o assen o, il ilo- so o oglie ad obbie o del suo conosce e e delle sue conside azioni la agione is essa, in quello ch'essa si a a conside a e ed a conosce e gli obbie i di uo i. E, popo- la o u o un mondo di ques i a i in e io i , non sa (1) Kan . K i ik de einen Ve nun -P eambolo p. XVIII-XIX. XX a e ma e che il di uo i sia in sè s esso quale la a- gion pu a ( che è ciò solo ch' egli conosca) ce lo i- ae. Pos o pe ques a ia il Kan nega ogni obbie ia- i e alle de e minazioni della me a isica wol iana , e mos a coni' esse appa engano solamen e al pensa e subbie i o. Le ope e di .Emanuele Kan , dice il iloso o di Be lino , i aggono la s o ia de' a i della agione indi iduale: esse sono un' o ima in oduzione allo s udio della iloso ia, ma e a assai chi le olesse conside a e siccome la iloso ia is essa. Non di meno quella icchezza di a i psicologici non po e a esse- e s udia a se non e sando su quello a gomen o solo u a la men e. Ma ciò u alle spese del mondo di uo i, il quale es ò ascu a o, anzi a a o nega o in g azia della agion pu a. I a i non ánuo ninna im- po anza in sè s essi pe' kan iani: iu iloso ia del d i - o essi iesci ono a cos ui e Io S a o a p ?o i , noci pun o quale e a nè quale u , ma ale che me i asse, a di lo o di esse e. men e così dall' un can o i iloso i sconosce ano i a i pe is udia e la agion pu a , i giu is i posi i i della scuola s o ica dall' al o, seguendo lo s esso me- o in al o uono , sconosce ano la agione pe is u- dia e i a i. Siccome i kan iani oppone ano alla me- a isica wol iana che, p ima di po e come e i de' o- a i della agione, si do esse s udia e quale sia la a- gione essa s essa ; pa imen i i giu is i s o ici oppone- ano ai wol iani che, p ima di c ea e un sis ema del d i o omano, si a esse a s udia e quale osse il d i o omano in sè s esso. Si s udi la s o ia , si ice chino le on i del d i o : ques o u il mo o cos an e ed in- a iabile della scuola s o ica. Ciò che ci è di e o in  I ques a p o ession di ede si è, che il di i o (sendo mo o e e la conseguenza insieme della s o ia is essa di un popolo) si mani es a almen e con ques a coma XXI pene a o che non ci à e so di giugne e ad esa a no izia dell'uno senza i i e e nell'al a. Quan o adun- que al la o o del giu is a e udi o , il quale s udii il d i o non più come cosa i a, ma siccome un. elemen- o p incipale e sin e ico di un' epoca asco sa , i. giu - is i s o ici colpi ano al segno. Ed anche il onda o e della scuola iloso ica noia solo il concesse , ma dimo- s ò coi a i quan a diligenza con enga po e a ice - ca e nella s o ia di un popolo passa o il suo d i o po- si i o. Ciò che ci à di pa ziale e di e oneo nel si- s ema di ques a scuola u l' e e o del nega e ch'essi ece o ogni elemen o azionale, in g azia della eal à de' a i s o ici. Siccome i iloso i kan iani ip ende a- no ne' wol lani 1' empi ismo in me a isica, si pa imen i i giu is i s o ici ip ende ano. ne' lo o p edecesso i iloso ismo in giu ep udenza.Quindiinnanzi di en ò ca ne la pa ola dell' ana ema il di e ad un giu is a ch' ei pizzicasse del iloso o: gli e a lo s esso come gli si dicesse igno an e ; pe ciocchè le cos uzioni as a e de' wol ani e an enu e come il pa o della iloso ia ; ed in e e i i giu is i wol iani manca ano della no i- zia p ecisa della s o ia. Pe ò men e da un can o i kan iani poco cu a ano la eal à de' a i , pe po si con u a la men e a ice ca e le ca ego ie della a- gion pu a ; i giu is i s o ici d' al a banda do e o le spalle alla agione-, spe ando unica ia di salu e nella eal à de' a i. Colloca i in ques i con ini, è acile in- ende e cii' essi non po e ano es ima e nè niun sis ema, nè pe ino aduna eo ica di d i o posi i o, quando lo mancasse u la s o ia già condi a o e po esse o p ende e unico lo c i e io. il nos o a. dice su ques o p o- posi o, « io no n . so bene se la essenza della scuola s o- ica consis a nella eo ia di nega e il p esen e, o nella p a ica di ianda e il passa o (1) ». Ce amen e u i . G +n5, S s em p. 159 XXII abbandona ono il p esen e ed emig a ono nel passa o, e mando lo case nel medio e o , se a e ano a a - a e di d i o ge manico; nell'an ica Roma, se di d i o omano. Il p esen e, come quello che non anco a e a a o s o ia condi a, non po e a pe niun e so nè con ene e nè p esen a e il d i o: gli e a o za pe ò di pesca lo nel passa o (I). Ma ciò acendo essi dimen ica ano che îl di i o, non che dimo a e nel p esen e, è il p esen- e is esso : incaccia lo nel passa o è minaccia e su- s anzialmen e la sua i a ; gli è dis ugge lo a a o siccome d i o (2). Non di meno i la o i della scuola s o ica ánno g andemen e a icchi o la ma e ia della scienza. Ei si po ebbe di e di ques i, ciò che 1' Ilegel. disse de' lib i del Kan : sa ebbe o un' o ima in o- duzione allo s udio del di i o posi i o. Ques i la o i si possono dis ingue e in e o dini la ice ca delle on i e la lo o esposizione ; la c i i- ca s o ica ; 1' o dinamen o ed il sis ema s o ico. Que- s e e specie di la o i non si possono così ecisa- men e 1' una dall' al a di ide e che nell' una non  [' si a isi es igia dell' al a. Ne' la o i in o no alle on i ben si sco ge à alcunchè di c i ica ed un o -  >> dinamen o qualunque, e ice e sa. Ma ques o si può  il ben a isa e , che ciascun la o o di ques a se o-  s( la s' indi izza o alla ice ca delle on i , o alla c i ica  Il' s o ica , o allo s o ico o dinamen o. In qualunque di ques i e o dini di la o i, non di meno  ^, ques a seno-  ^:^, , la non po e e alica e i limi i in elle i i in cui s'e a inchiusa. Nella sposizione delle on i non occo e al- o agionamen o, se non quello in o no alla genuini à  ¡^ de' es i: 1' e meneu ica o dina ia qui è bas e ole, nè a a e i e il o o del sis ema. I la o i c i ici si ele- (1) V. Gans op. ci . p, 156.. (2) p. 157. XX I II ano, ad una e meneu ica supe io e , quella del nesso causale de' a i s o ici a lo o; e al ol a s o icamen e assegnano il mo i o della legge (1). I la o i sis ema ici e d'insieme non iconoscono al o legame se non quello del a o e della c onologia. Gus a o Hugo, e colo o che il salu a ono eg egio campione della scuola capi- ana a dal de Sa igny, enne o e mo a ques a sen en- za: « La scienza del d i o é la sua s o ia ». Ma que- s a a e mazione , non giusla nel senso che le dáuno gli au o i della o mola , è d' al a banda e issima nel senso pii' la go , che le si de e di poi. Tu o il sape e è iden ico con la s o ia del sape e: solamen e che la s o ia di u o il sape e , come pa imen i la s o ia di u o il di i o , non si e mano in lino spa- zio ci cosc i o ed in u i empo de e mina o. Una a - azione s o ica qualunque giugne à a e i à e ad idea- li à compiu a quando, a asi al di sop a di uno spazio e di un empo ci cosc i i, abb acce à nella sua am- piezza u o quan o é, pe quel ispe o, lo s olgimen o dello spi i o umano. Egli iandando il suo co so, no ando la sua s essa diale ica, onde è enu o a coscienza assolu- a della sua essenza spi i uale; sco ge à insieme qual sia il suo esse e e quale la sua agion di esse e; i suoi a i e la sua logica. 1 isul amen i p esen a i dalla scuola s o ica sono di na u a iden ica a quelli della iloso ia kan iana : en- ambi sono anima i dallo s esso p incipio , il c i i- cismo. 11 azionale ecl il eale , palesa isi in una in- consape ole uni à p ella compene azione i q cui s a ano 1a iloso ia e la disciplina del giu e app esso i wol- iani , a e ano in ques o secondo pe iodo a disgiun- ge si ed a epu a si come con a ii. Non di meno, an- che in ques a appa en e con a ie à , le due scienze (1) Con '.  Op ol, S, S. i> 4 ol. Be lino 182 , 1-1823,, Síu (ga d l 829-18u, , ,Scì i ( a i  s o ici ed es e ici, 2 ol. Be lino 18:51; Sgua di e conside azioni in o no ad uomini ed a cose I ol. Be lino 1836 : In o no al ondamen o del pos- sesso, 1 olume o Be lino 18'59. Di ques e ope e già son a e accessibili agli I aliani s udiosi della nos a scienza le seguen i: gli Scolii in Gajo ed il sis e- ma del d i o omano iassun i ed espos i da A, Tu chia uIo , I ol. in i ola o S udi sop a Gang ela i i al B illo Romano , Napoli 1851 ; Il d i o omano delle successioni, aduzione di A. Tu chia- ulo Napoli, I ol.; e del medesimo : S udi in o no al e successioni in I alia nel medio e o, Napoli, 1855 ; i quali due la o i comp endono il 2.° e b e e pa e del 3.° olume dell' ope a in 4 ol. dell' a.: Osse azioni in o no alla eo ica del eso o , a o dal 1. ° ol . degli sc i i a i dell' a.: aduzione di A. Tu cilia- ulo , inse i a nella Gazze a de' T ibunali di Napoli n.° 925. L' Amle o di Sclialispea e a o dal 2." ol. degli sc i i a i dell' a. : e pubblica o in e - sione i aliana nel n.° 9, anno 1.° 1855 di un gio nale le e a io in i ola o la musica , il quale ede a la luce in Napoli. Ol e a ques e aduzioni già pubblica e , so che ci é un' accu a a aduzione dell'opuscolo in- o no al Possesso sc i a da un nos o conci adino la quale io ace a o i, in un al a occasione, di ede pubblica a. O a io , col deside io di ede ado e le ima- nen i ope e dell' a. , p esen o agl' i a,liaiii giu is i il p imo lib o ch' ei de e alla luce. Che io sappia , e pe quan o ne abbia po u o a ice che , non ce ne sono al e aduzioni , ne se ne o ano age olmen e al e copie in edesco. Tu e le aduzioni che abbiamo di ques o a. sono napoli ane : in F ancia si é ado o , ch' io sappia,solo una pa e del suo 4 ° ol . delle successioni, i n i- XXXI olando la aduzione : His oi e du d p oi de succes- sion en T ance , au molen-age , pa L. de Lomé- n.ie , Pa igi 1845. Nè posso nasconde e ce a soddi- s azione, no ando che quasi u e le aduzioni de'li- b i di ques o al issimo pensa o e sono napoli ane: ciò po ebbe o ni e una comp uo a di quello à sc i o non à gua i un al o nos o conci adino ; che la men- e de' nos i pa e a acconcia a ques a manie a di s u- di g a i. Ol e a ques e ope e, l' a. pubblicò in Be lino, 1830 1832, degli sc i i in o no alla legislazione p ussiana; ma non mi è s a o possibile di p ocu a meli. De ò inol e egola men e le lezioni dalla ca ed a , e pe alcun empo in a enne un udi o io di ogni o dine di pe sone con la sposizione della s o ia degli ul imi Tempi nos i. Il calo e e 1' ingegno, onde e a anima o il suo disco so, e 1' in e esse che anche di pe sè des a a que- s a ma e ia, an o p ossima agli uomini ed ai casi p e- sen i, gli asse o un pubblico di ben mille e cinquecen- o udi o i (1), ino all' en usiasmo plauden i. Pe o dine dell'au o i à ques i disco si u ono in e o i. Nel 1826 ondò il gio nale di c i ica scien i ica, no o come il capola o o di ques o gene e di pubblicazione pe iodica. La men e e lo scopo di ques o gio nale e a di a e la c i ica scien i ica dall' indi izzo nega i o in cui si o a- a ed in cui icadde os o che u manca o il conco so de' alen uomini p imi collabo a o i. A aggiugne e lo scopo a u o in men e e a mes ie i di mos a e quan o sia a bi a ia la c i ica di ope e scien i iche onda a sul gus o e sulle opinioni indi iduali. E mos a e 1' a bi io di ques o indi izzo non e a possibile se non e mando delle p emesse scien i iche obbie i e , onde si p en- (1) Sain -Ala e-Gi a din — Cuelgues Sou eni s s u M: Gans -- Pa- igi 18'15 p. XI. X,YY1 desse o le mosse pe dimos a e il bene o il male de 1' ope a ol a a disamina e. Ques e p emesse s abili ed obbie i e e an pos e dalla iloso ia : l' Hegel da a il ono ed il eno e a u a la schie a de'do i, i quali, capi ana i dal p incipe de' pensa o i , di onde ano ques o gio nale  sape e e aceanlo popola e pe' ipi del p incipe degli edi o i, il Co a (1). In b e e que- s o gio nale u gene almen e no o come gio nale he- geliano (2), quan unque il Gans e non l'Ilegel ne osse s a o il onda o e. Ma u a ia il giudizio del pubblico, in i olando dal nome del iloso o ques a pe iodica pub- blicazione , e a a a o na u ale ; chè se è e o che ciascuna cosa mos a la sua no a ca a e is ica in ciò che à di in imamen e p op io e i ale , e a ben agione che ale gio nale scien i ico si addimandasse da quella iloso ia che u a ne in o ma a la i a. Il Gans u discepolo , amico e compagno dell' He- gel : ei lo chiama a suo maes o , p o e o e ed ami- co (3). Dopo la mo e dell' illus e iloso o el u uno de' se e chia i uomini , che pubblica ono le ope e del maes o. La iloso ia del d i o e la iloso ia del a s o ia u ono pubblica e pe le cu e speciali del Gans, il quale i p epose due p e azioni sc i e a 29 mag- gio 1833, quella p epos a all' una , ed. agli 8 di gi - gno 1837, quella p epos a all' al a ope a. Ques o ingegno p ecoce ed ele o ebbe la en u a di esse e insieme sapien e nella scienza e do o degli uomini e della i a : umano , socie ole , conosci o e non pu e de'suoi conci adini, ma de' F ancesi e degl'Ia- glesi, p esso i quali ed in !s izze a e nel Belgio sog- gio nò pe ben e ol e. Ciò gli pe ezionò p a ica- (1) Gans Rueckblicke p. 215 e sea. (2) 1 i p. 250. (3) Gans Rueckblicke p. 228. X X XI I I -men e quel diliea o senso s o ico, che in ano si a ende dallo s udio de' soli lib i. I lib i e gli uomini , la eo- ica e la p a ica; ecco le due acce di una sola me- daglia, la i a: in quando esse es ino digiun e , non pe e anno mai a o ma e un uomo eg egio. Ed in e e i nel suo olume in i ola o Sgua di e conside azioni ec. ec, el si mos a insieme p o ondo osse a o e e leggiad issimo na a o e. Ques o lib o , il quale con iene de' accon i sul gene e di quelli che i F ancesi chiamano i np essions de oyages , ag- giunge all' ameni à di ali sc i o i la p o ondi à del pensa o e alemanno.  - ^^ Edua do Gans mo ì p o esso e di d i o della Uni- e si à di Be lino a dì 5 maggio 1839 di 41 anni. Ma non e a solamen e il p o esso e di d i o , che Be lino pe de a quel gio no : Edua do Gans e a di- en a o pe'suoi conci adini maes o ed amico, scien- i,  zia o e ibuno. Quan unque allo a Be lino non a e a ¡o  anco a assemblea delibe an e , Edua do Gans o ò mo- el do di des a e lo spi i o poli ico con le lezioni di S o- ia con empo anea, che con an a eloquenza a e a de - a e. Pochi anni anco a di i a , ed ei sa ebbe s a o eminen e uomo p a ico di S a o , come u eminen e giu is a ed es ima o della s o ia ! E ques o pensie o che una mo e p ema u a s appa a in quel gio no ne- as o alla P ussia ed al mondo un uomo già celeb e, il quale imp ome e a di esse e ai suoi con empo a- nei u ilissimo anche nel go e no dello S a o , come u nella scienza ; ques o pensie o , io dice a , di p o- ondo dolo e u esp esso dalla olla di ogni o dine di pe sone , che asse mes amen e alle sue esequie. Non solo s uden i, ma bo ghesi di ogni o dine e popo- lani e mili a i segui ono il e e o (1) . Anzi ques i (1) No ice su la ie e les o u ages de Gans , pa M. Sain -Ma c- Gi a din. Pa is 1M5 p. XI. 3 XX I V ul imi e non gli scienzia i a e ano a impiange e e- amen e la pe di a del g ande uomo ; pe ciocchè i empi non a e an consen i o a ques o ingegno p i i- legia o di esse e al o nel campo della poli ica, se non che una semplice spe anza ; laddo e nella scienza , quan unque si gio ane , la sua i a e a bas a a a compie e la sua missione. Egli a e a già p ecisissima- men e segna o la ia no ella della disciplina del di- i o ci ile posi i o ; clllella ia , che succede do e a all' al a già pe co sa dalla scuola s o ica. La icon- ciliazione della disciplina speciale e della iloso ia u solennemen e p onunziala dal nos o a. : la s o ia della scienza lo salu a onda o e della scuola iloso ica (1) . Ecco a che modo 1' a. chiude a la b e e nec ologia dell'amico e maes o suo, mo o ai 14 no emb e 1851. « Ben p es o i discepoli e gli amici ado ne anno di nn monumen o il sepolc o del g ande uomo. Ma i- a ci di an a pe di a non po a mai nessuno. Kan ide in sua i a so ge e lich e , Fich e ide scin il- la si d'incon o l'ingegno gio ane ed acu o di Schel- ling ; Schelling ide le a si accan o di lui 1' Ilegel, ed o a, i a osi pe en i anni dalla iloso ia, gli so- p a i e (2). Ilegel lascia dopo di sè mol i alo osi discepoli ma niun successo e. Con lui la iloso ia a conchiuso il suo ce chio. Quindi innanzi il p og esso della scienza non consis e à  al o che nel la o a e e i- maneggia e la ma e ia, secondo quel me odo, che co n . la massima p ecisione e chia ezza ne spose 1' eg egio uomo i epa abilmen e pe du o (5) » . (1) o a o le no izie di ques i b e i cenni biog a ici dai luoghi che son enu o ci ando e dal Con e sa ion Lexicon. Lipsia 9. 1 E- dizione. (2) Schelling é mo o il 20 agos o 1851. (3; Gans Ve niscb e Sch inen ol. 2.° p. 251-251 xxx Che ciò sia e o appa e chia issimo guando si con- side a che quello a e ano di also, e pe ò di con u a- hile, i sis emi de' p eceden i iloso i e a appun o che ciascun pensa o e , ciascuna scuola , a e a a o co- scienza di un la o della e i à ; e negando e com- ba endo gli al i la i u i , a e ma a quell' un la o, ol o a s udia e , come la e i à u aquan a. Pa- imen i ciò che ciascuno p esen a a di e o si e a lo s udio e le no izie di quel la o. Ciascuno , con u ando i p eceden i , sco ge a una no ella acce a di ques o diaman e splendidissimo. Manda e ad una ad una que- s e mille e mille acce e, inchè u e si a esse o po u e a isa e, non più spicciola am en e, ma nel lo o insieme, ecco la g ande ope a iloso ica che lo spi i o umano à compiu o dopo il gi o di ci ca en icinque secoli (1). Que' empi e quelle men i , cui si palesa solamen e ciò che ánno di nega i o ques i mol iplici la i , cioè 1' esse mol i e cozzan i , sodo i empi e le men i che p onunziano le sce iche sen enze. Ma allo chò lo s esso sce icismo è iconosciu o anch'esso come un' al- a delle mille acce e , ei si ien collocando al suo pos o necessa io ; ed, in cambio di appa i e nega i o e dis u o e, si appalesa siccome un al o passo pe cui lo spi i o umano è giun o a comp ende e il suo logico cammino. I empi che seguono non eggono piú ne' mol i sis emi il la o 1o nega i o , sibbene i sco - gono la lo pa e posi i a , il lo o in imo legame. Ed, assegna o a ciascuna acce a il suo pun o di e a lu- ce , ciascuna è iconosciu a come una e i à pa ziale; u e insieme come la e i à u aquan a. Vede e come u i i sis emi logicamen e si colleghino, ede e come ciascuno di essi è la conseguenza del p eceden e e la p emessa del susseguen e; sco i e ciò che i e di ne- (1) Hegel op. ol. 15. p. 608. 'xx i cessa io ciel segui si di u e quelle acce e , com- p endendo u i i sis emi pa ziali in un gene ale sis e- ma dei sis emi, é iconosce e il azionale nel succe- de si del eale , e a isa e la iloso ia nella s o ia ideale del pensie o. P ende e a con u a e ques o si- s ema sa ebbe nega e la P o idenza come anima della s o ia , e i o na e ad uno di quegli s adi in- e io i , i quali e ano inchiusi ne' limi i del empo e dell' in elle o ini o; Riconosciu a la s o ia u a in qualsi oglia amo come il p op io s olgimen o del- l' idea di ina , il azionale si appalesò come iden ico col eale , pe modo che la s o ia di ques o, e la lo- gica i ela a in ques o di eni e nel empo, o mano la scienza. O a poiché il azionale è eale , ed il eale è azionale , il logico di eni e di quello è i.l p op io iconosce si di ques o. Ques o logico di eni e o ma il me odo assolu o. A e dichia a o ques o me- odo è il massimo me i o che la s o ia della iloso ia iconosce ali' Hegel (1). Ed il me odo, s a o la me a degli s o zi di u i i p eceden i sis emi , non po e a i i iusci e se non ad un o a o indi iduale e pa - ziale , come pa ziali e ano le e i à iloso iche che il so egge ano. Laonde nell' ul imo g ande pensa o e esso acquis a quella obbie i i à e necessi à che solo po e a in eni si quando il me odo si osse mos a o siccome la es e io i à necessa ia di u o lo s olgi- men o logico della agione , e pe ò iden ico col suo con enu o. Siccome il la o o male dell'idealismo assolu o è il me odo assolu o , sì pa imen i il suo la o ma e iale e il sis ema assolu o delle scienze iloso iche. Ques o sis ema, in cui engono a assegna si al lo pos o u e (1) V. Micliele Bn wickelun;;sgeschich e I e neues en deu schen Philosopliie — Be lino 1813 p. 213-219. XXXVII le scienze , segue quel logico co so , onde la agione uni e sa giunge ad assolu a coscienza di sè medesi- ma. li pensie o iloso ico i o na su u i i a i della agione e ne ice ca 1' in ima necessi à e connessione. E p imamen e ice ca ques a logica connessione nelle de e minazioni as a e dell' idea, o mandone la scien- za della logica : di poi la a isa nel mondo na u- ale , nell' oppos o dell' idea as a a , e o ma la i- `^'  loso ia della na u a :  ul imo salu a ques o iden ico co so logico nel mondo dell' umana coscienza , e ne o ma la iloso ia dello spi i o. In ques ' ul imo e con- c e issimo g uppo di a i la scienza p ende a a si .^^  coscienza del logico co so , onde , la agione à a o n  coscienza ; in al i e mini", del logico cammino onde lo spi i o umano è en ilo a consape olezza della sua essenza spi i uale. E qui nuo amen e , dopo di a e 1 e,  pe co so le de e minazioni as a e dello spi i o,quasi conside a o in sè s esso ; ci si mos a il suo a si es e- io e negli a i umani , ne' a i obbie i i degli no- mini, in que' a i clic sono il p odo o della libe a o- '^`^  lon à. E ques a libe a olon à , endendo del pa i a giunge e alla sua massima spi i uali à , comincia a mos a si nella  g ossa nozione di p op ie à, e si ele a a ma g no a mano alla più spi i uale o ma , di mo- Wi'  ali à assolu a. Da ques o pun o, da ques a es e io i- dello spi i o , a isa a nel campo del . d i o , esso Munge à a coscienza assolu a di sè medesimo nell'a s'O  e , p ella eligione e nella scienza. Ma noi , es in- gendoci nel subbie o nos o, lasce emo ogni al o a °- ^ 1  gonien o, e ci e me emo aneo poco al o alla ilo- ,^^^  so ia del d i o, onde pa i a ed a cui si icongiunge- ^o  1;a il nos o au o e. s ^^^  ,z I'1 pensie o è la sus anza delle cose a , dice l'illu- s e csposi o e » ; < o a quando egli si pone siccome on e della eal à delle cose, il pensie o si amu a in XXXV! H olon à , o e o spi i o p a ico. Lo spi i o p a ico , conside a o siccome olon à sensi i a , ende a soddi- s a e ques o o quello is in o na u ale, ma, conside a- o come a bi io , è libe o nella scel a del modo di soddis a e ques i a ii is in i. Pu e in qui non à ag- giun o anco a la e a libe à , pe ciocchè in ques o s adio imane semp e dipenden e da un is in o. La e- a libe à consis e a ole e , anche nell' is in o , non più 1' is in o , ma la libe à ; consis e a con empla e eo e icamen e la agione come sus anza delle cose an- che Ile' a ichi p a ici della i a. Ques a olon à a- zionale è la libe à , che uole la libe à. » Si a amen e lo spi i o è di en a o spi i o obbie - i o. Esso, come olon à che uole la libe à, è pe so- na; e la esis enza, che p ende la olon à libe a, è il di i o. La es e io e esis enza del d i o in una cosa è la p op ie à. Allo ehè l'a bi io di una pe sona, che non sia il p op ie a io, en a in mezzo a s a ui e con ques i in o no alla p op ie à , abbiamo il con a o. Ma quando : a bi io., assumendo la o ma del deli o, lede 1' esis enza della libe à , con ques o a o ele a a p incipio che anche la p op ia libe à possa esse iola a. Sicché la legge del aglione iconduce la o- lon à ingius a al sen imen o del di i o. Si a amen- e l' indi iduo giunge a coscienza del d i o , sicco- me di una libe à is abili a me cé la negazione del- la es e io e sua esis enza : pe ò I' esis enza della li- be à non is à più in una cosa es e io e, sibbene nel lo spi i o del subbie o is esso. Ques a seconda esi- s enza della libe à è la mo ale. 11 subbie o à il di- i o di iconosce e come esis enza della sua libe à solamen e ciò che egli già p ima a e a sapu o e o- lu o den o di se : ed ecco i impu azione degli a i umani. Dal momen o in che il ine delle umane azio- ni non p esen a più come elici ai 1' acque amen o di XXXIX ale o di ale al o is in o, né di u i insieme, il ine di en a Lene , il quale è il con enu o gene ale della agione , ed è o a o nell' in e no della coscienza del subbie o. Da e ad un is in o la p eponde anza sop a ques o ine uni e sale , che è la agion mo en e i- nale , ponendo così la olon à pa icola e al di sop a della gene ale ,. ecco il male. » Quando il bene sca u isce non solamen e dalle azio- ni subbie i e , ma anco a dalla condizione delle cose in gene e, ale quale è ne' sen imen i e ne' cos umi de- gl'indi idui, abbiamo la mo ale obbie i a. o mo ali e ; che è l'esis enza della libe à dell'indi iduo ili un ap- po o mo ale, siccome in un che di sus anziale, e non più in un ogge o es e io e. Ques i appo i mo ali so- no le o ze che eggono la i a dell' indi iduo , e lo ele ano a memb o di una cosa_ pubblica" , di un in e- esse gene ale più al o. La p ima comuni à na u ale è la aniz:glia , la quale iposa sul incolo na u ale del sangue : in essa la mo ale uni à s a congiun a con la disuguaglianza delle pe sone , le quali edono la lo o olon à come incen a a nella; olon à del pad e di amhñia.. » Col dissol e si della amiglia si pone la indipen- denza delle pe sone che la compone ano, le quali o a mano nuo e amiglie , , che engono. 1' una d' incon o ali' al a nel comune , siccome i n ,. un sis ema di l'ami- ; e qui col la o o semb ano ciascuna di acco - e e a p o ede e a' p op i bisogni. Ma poiché cia- scuno col p op io la o o , nei di e si mes ie i e p o- essioni, soddis a insiememen e i bisogni c e li" u i ; così in ques a ecip oca limi azione e dipendenza della so- cie à cib7adina, il ine gene ale e c" il benesse e di u - i , quan unque inconsape olmen e ; è in ondo il in- colo che unisce la socie ì. La socie à ci adina , la quale dalla disgiunziono XLV I o è lo s udio isiologico di ques o esse e eale , p e- supponendo la s ia i a psicologica. ealmen e pe l.' ai iloso ia del d i o e d i o posi i o s anno in equazione a lo o come l'anima al co po, i quali due e mini non al imen i che nella lo o uni i, p esen ano la i a. Pe al guisa il sis ema della. p esen a la coscienza della iden i à e della di e enza che è a la iloso ia dei d i o ed il d i o posi i o, laddo e i giu is i i ol iaui ne a e - ma ano la iden i à immedia a , ed i giu is i s o ici l' as a a di e enza (1) . Dosi concepi o il me odo di a azione ed il sis e- ma della scienza del giu e posi i o , si possono no a e e momen i , pe' quali la esposizione di ques o si compie. P imamen e qualsi oglia legislazione , in qualsi oglia sua o ma ed in qualunque pe iodo del- la s o ia , de e p esen a e in sè s essa delle di- sposizioni posi i e isponden i ai logici momen i della iloso ia del di i o. Laonde un p imo modo di iloso- ica a azione delle discipline giu idiche consis e a ian- da e in un da o momen o della s o ia , ln un da o po- polo, a che modo le mol eplici disposizioni legali posi- i e i elino 1' idea del di i o. In al pun o della disciplina il giu is a de e o dina e la ma e ia posi i a secondo il co so logico addi a o dalla iloso ia del d i - o , ice cando nelle mol eplici disposizioni posi i e il conce o giu idico del empo in o no alla pe sona , alla p op ie à , al con a o, alla amiglia. Si a a- men e, p esuppos a la nozione gene ale di quel pe iodo s o ico e di quel da o popolo , bisogna s udia e nelle sue disposizioni legisla i e , comunque codi ica e o con- sue udina ie, il suo d i o p i a o posi i o, ice cando di so o a quella polpa, pe se i ci della igu a già (i) V.La disse azione di on Ilenning in o no al appo o della i l o s o ia Con la gin isp ndenza—Nuo o gio nale mensile di Be lino ol. 2.° p. 1-23, 89-115. XLVII adope a a , la i a sua in ima , elle la nozione iloso- ica del ghi o ù dino a o. In al modo , quasi qua- , , di s udia e un da o pe iodo s o ico del d i o , la sposizione scien i ica p esuppone la ilo- so ia della s o ia , onde ca a la nozione as a a del popolo da o , ed applica la iloso ia del d i o , in quan- o ce ca nella polpa delle disposizioni posi i e 1' in- imo polso della nozione di d i o. A ques o modo î quindi innanzi possibile lo s udio di mia da a legisla- zione, in u o o in pa e, come sa ebbe della o ien- ale , della g eca , della omana , o della odie na. Ila ol e a ques o p imo modo, che abbiamo de o quali a i o , ci a un secondo modo che di ei quasi quan i a i o, onde si può iloso icamen e spo e la ma- e ia del di i o. Laddo e nell' uno si ice ca ano le eo iche u e , nell'al o modo s' in ende ad espo e una eo ica singola , nel sao s olgimen o s o ico uni- e sale. Ques o secondo modo s a al p imo come la successione nel empo alla gius aposizione nello spazio. La a azione qui , p esupponendo la no- zione as a a di un da o appo o di d i o , ice ca nelle disposizioni legisla i o s o iche , che successi a- men e án egola o quel appo o giu idico , cole' egli si sia semp e enu o conducendo a pe ezione e co- scienza maggio e nel empo. Siccome nel p imo modo si p esuppone a la iloso ia della s o ia e si applica a la iloso ia del d i o, nel secondo modo, pe con a io, si p esuppone la iloso ia del d i o e si applica la i- loso ia della s o ia Si a amen e, sia la do ina della pe sona, sia quella della p opì ie à, della amiglia e ia, anno isola amen e espos e nel lo Iogico di eni- e , in p ima nel mondo o ien ale , poscia nel g eco, di poi nel omano e da ul imo nel c is iano. Il e zo momen o di a azione iloso ica del d i o i ile sa ebbe la iunione de'due p eceden i. Tu e le 1 L^^ 1 i . eo iche eli d i o , logicamen e conca ena e e s udia e Bella suecessione in lempo , p esen e ebbe o la s o ia uni e sale iloso ica . e' appo i giu idici ci ili della specie umana , o e o o me ebbe o la p ima pa e della gigan esca enciclopedia delle discipline giu idi- che. posi i e ; il co pus ju is di u i :i luoghi e di u i i empi. Ma compie e u a la iloso ica sposizione del d i o ci ile uni e sale esse non po e a il a o eli un uo- mo solo. Come dalla comp ensi i à della men e si discende alla es ensi i à del di uo i , quasi pa i al discende e dell' idea nella g a e ma e ia , la ga- glia dia di un pensie o iloso ico si spe pe a e di onde nella mul iplici à de' a i. Ed o e la meu e di un uomo po e e pe gaglia dia esse da an o (la com- p ende e e agg uppa e il ondamen o di u a la en- ciclopedia delle scienze iloso iche , la i a di un uomo solo non bas ò a ianda e e ad espo e iloso ica men e i a i uni e sali di d i o ci ile. 11 Gans al o noci po è che accia ne la ia , p esen ando due splen- didi esempli de' due modi p imi di a azione di sop a indica i. Co es i due esempli splendidissimi sono il Sis ema del d i o Romano ; il D i o di successione nel suo s olgimen o s o ico uni e sale. Nel Sis ema del d i - o Romano l'au o e collega la ma e ia secondo i logici momen i , segna i dalla iloso ia del d i o , sponendo in p ima la nozione posi i a di d i o , poscia passando alla pe sona,alla p op ie à e quindi alle obbligazioni,con che si compie la a azione del d i o as a o. Da al pun o la iloso ia del d i o passa alla mo ale , la quale accenna ad una disciplina posi i a di e sa da quella del di i o ci ile ;dopo di che giunge alla amiglia. Il ma i- monio, pe ò che pun ualmen e è un appo o di d i o coi impe ano le o me e i canoni eligiosi ed i ci ili insieme, xLI si o a come il p incipio della a azione del d i o ci- ile amilia e , la quale è slega a dalla ma e ia con- a uale, se il legame si olesse in accia e nel pu- o d i o posi i o. La ansizione dal d i o ci ile p i- a o al d i o amilia e de e esse e pe' giu is i posi- i i acce a a dalla iloso ia del d i o. Tu a la ma e ia del d i o ci ile omano ice e pe an o un o dinamen o esa amen e scien i ico in ques o la o o, il quale o emmo osse segui o ale quale è nell' insegnamen o del d i o omano , e conio no ma u ilissima , con poche modi icazioni a e dalla na- u a delle cose , nell'insegnamen o del d i o ci ile di u i i empi e di u i i luoghi. Lo s olgimen o s o ico uni e sale del d i o di suc cessione, spone l'idea del d i o amilia e, ed in ispe- zie la isoluzione della amiglia, in u e le g andi epo- che s o iche della specie umana. L'a. consac a il p imo olume alle successioni nel mondo o ien ale e g eco , secondo a quelle di Roma , il e zo ed il qua o a quelle del mondo c is iano i no a u o il medio e o , pe co endo il. d i o di u i i popoli ci ili mode ni. In ques i due g andi la o i di d i o posi i o la ma- e ia del giu e è ice ca a diligen issimamen e, a endo il p incipio ed il me odo iloso ico come s ella pola e, e quasi— as ando dal di uo i delle disposizioni legisla- i e l' in imo polso dell'idea e della coscienza giu idi- ca , la quale dalla sua più g ossa mani es azione a - i a logicamen e e c onologicamen e a spi i uali á semp e maggio e. Nel p imo la o o si ce ca nella ma e ia legale l'in imo nesso logico delle singole a a- zioni, e me en o lo spazio ed en o il empo dell'an ica Roma ; nel secondo si espone il logico co so dell'idea, che in o ma la singola eo ica delle successioni, in u o lo spazio ed in u o il empo. Nell' uno, p esuppos a la nozione as a a della s o ia omana, la si mos a 4 conc e a in quella legislazione ci ile  nell' al o , p esuppos a la nozione as a a della amiglia e della sua isoluzione, la si mos a conc e a nel succede si di u a quan a la s o ia. Ma si a amen e l'a. con ques i due capi la o i ci à da o nell' uno la azionale sposizione di u i i momen i del d i o ci ile in un momen o pa - ziale della s o ia , e nell' al o la azionale sposizione di un momen o del d i o ci ile in i i - i momen i della s o ia. Ciò acendo l'a. á pos o il ondamen o di quella scuola di giu is i posi i i, nella quale la spe- ciale disciplina del giu e giunge alla pe e a sua con- ciliazione con la iloso ia. E siccome 1' Hegel segnò il ondamen o della enciclopedia delle scienze iloso iche, il cui pe ezionamen o e compimen o e a se ba o alla sua scuola , sì pa imen i Edua do Gans non ece che indica e la ia da ene e nella a azione iloso ica delle posi i e discipline giu idiche. L' a. à segna o pe lungo e pe la go i due modi p imi di ques a a a- zione. Ma io di sop a no ai che il e zo momen o in cui essa giugne à a compimen o sa à quando pe u e le legislazioni si i accia ciò che 1' au o e à a o pe la legislazione ci ile de' Romani ; o e o quando si i- pe a pe u e le eo iche di d i o ci ile ciò ch'egli ece pe la eo ica delle successioni. Ecco a mio c e- de e lo scopo che oggi si pone innanzi alla men e dei giu is i ; ecco ciò che compie do à la scuola del Gans. Ma le due g andi ope e dell'a., delle quali abbia- mo es è disco so , ondano una scuola no ella. Ed una scuola no ella uol di e u o un sis ema scien- i ico no ello , e ques o non è mica il a o di una elice ispi azione , che un bel ma ino spun i nel ce ello dell'au o e. Ol e alle s o iche condizioni de' empi e de' luoghi , che endono possibile e necessa- ia insieme la nuo a scuola; ol e a ques o , che di- LI ei quasi p ocesso es e io e , ci á un p ocesso in e- io e , il quale si compie nella men e del capo scuola. Ciascuna scienza , conside a a nel suo insieme ed in sé s essa , è un' idea , la quale , pe immanen e sua o za plas ica , si iene s olgendo e pe ezionan- do. Ma ella si iene si a amen e s olgendo e pe e- zionando pe mezzo di quelle in elligenze p i ilegia e che chiamiamo g andi pensa o i. O nella men e de' g andi pensa o i accade un al o consimile p ocesso , acco cia o in b e e , come acco cia a e b e e è la i a di uno scienzia o ispe o a quella della scienza; la i a di un uomo s o ico ispe o alla s o ia u a. Se ino a ò a o d' indica e pe sommi capi quel p ocesso obbie i o della nos a disciplina ino ad Edua - do Gans , ce che ò o a pe ul imo di espo e un a o del p ocesso subbie i o della men e di lui. Il lib o. che o a io p esen o ado o, mi sa à occasione ed a - gomen o insieme pe ques o che mi imane a di e. Si a amen e io o ni ò il compi o che mi sono p o- pos o , d' indica e qual sia il mio conce o in o no al lib o, dopo di a e de o quello che mi e a o ma o del- l'au o e. Nella i a dell' uomo si a igu a in ischizzo la i a della umani à u a ; negli s udi dello scienzia o , chi gua da a esamen e , la i a ed il co so della scienza u a. A chi comincia lo s udio del di i o è o za sul p incipio di a la da glossa o e delle leggi che egli p ende a s udia e. A mano a mano egli ne di en- e à c i ico pa ziale , e da ul imo do o e gius o es i- ma o e. Il lib o, ch'io qui p esen o ado o agli i a- liani cul o i della nos a scienza, è il isul amen o de- gli s udi speciali e posi i i a i dall' a. p esso il Thi- 1.11 W a in Eidell)e ga , allo cliè la scuola s o ica isplen- de a del suo più i ido lume. Lo scopo p incipale di ques o lib o è di sba bica e un e o e secola e , quello che i con a i innomina i osse o una specie p op ia, e che il jus poeni endi ne osse una e e ocli a conse- enza. Ma ciò che  in ques o la o o annunzia u l'eg egio pensa o e , cui la scienza esse do e a ico- noscen e di un al o passo , si è che, quan unque egli qui si dichia i seguace della scuola s o ica e p ome a di p ocede e a a o s o icamen e in ques e sue ice - che di d i o posi i o , pu e il me odo de' giu is i ge- nuinamen e s o ici non bas a ali' a. Comechè in dal- 1' en a e nel suo agionamen o ( p. 10 ) e' accia p o ession di ede da giu is a s o ico, u a ia á bi- sogno di so egge e la sua dimos azione me cè ge. ne ali nozioni di agione, non già me cè speciali a go- men i di a o,a in i da al i immediali a i s o ici. Ma di ques o elemen o no ello , onde l'a. a icchisce in da ques o suo p imo lib o la scien i ica a azione del omano di i o , egli non ne à pun o anco a coscienza. Ogni p imo momen o di una scienza , di un pe iodo di essa , di una i a , di una idea qualunque , è mo- men o di spon anei à ; quello che si pone senza sape e anco a qual esso sia ; che è senza sape e anco a la sua agione di esse e. Già innanzi no ammo che i a i p eco ono la coscienza de' a i ; il che uol di e che semp e la spon anei à spiana la ia alla i lessione. Ques a legge logica o a chia a la sua esa a appli- cazione anche nell' o dine mo ale e ne' a i della a- gion conoscen e. Lo spi i o iloso ico, onde pe 1' a. s' in o mò la special disciplina del di i o , ebbe pa i- men i nel pensie o di lui ques i due pe iodi di i a quello della spon anei à , e quello della compiu a co- scienza. Quando ques o lib o eni a uo i, l'Idealismo assolu o non e a anco no o al G ans. Quel me odo LIII azionale , che nel SISTEMA. DEL DRITTO ROMANO e nel DRITTO DI SUCCESSIONE NEL SUO SVOLGIMENTO STORICO UNIVERSALE giunge a chia a coscienza , non anco a si sco ge qui nel DIRITTO ROMANO DELLE OBBLIGAZIONI. Sibbene da u o il la o o spi a le emen e l'ali o i- ale della spi i o iloso ico, siccome da un olezzan e io e, igna o della gen ile i ù sua. Ques o lib o, il DIRITTO ROMANO DELLE OBBLIGAZIONI , a me pa e che s ia alle al e due ope e dell' a. es è ico da e , in quel mede- simo appo o in che s a il a o alla coscienza del a o. La.onde io epu o che il DIRETTO DELLE OBBLIGA- ZIONI , il SISTEMA I)EL DIRETTO ROMANO ed il DIRITTO DI succEssioNE, o mino le e ope e maggio i del Gans. In esse , conside a e nel lo o insieme , si sco ge il sis ema scien i ico dell' a. dal s o p imo spun a e , come spi i o iloso ico ,_ ed inconsape ole an agonismo alla scuola s o ica , ino alla sua.. più compiu a mani- es azione , come me odo iloso ico applica o al di i o posi i o.. Leggendo il lib o noi a ise emo ques o inconsa- pe ole dipa i si dal sis ema s o ico, e quan o al ge- ne ale e quan o ai pa icola i del la o o. Quan o al con enu o gene ale ; pe ciocchè semp e gli se ono, c o - me plin o di pa i a, non già nessi causali di a i im- media i , sibbene nozioni gene ali in o no a u o il pe iodo omano ed in o no alla essenza in ima degli a i e de' a i legali e giu idici ; della qual cosa i se- guaci della scuola pu amen e- s o ica gli ece o accusaca- pi ale. Quan o a'pa icola i, i si sco ge ch'egli incon- sape olmen e indo ina assai bene spesso delle eo iche, le quali dipoi enne o uo i siccome p op ie della scuola iloso ica da lui onda a. E di ques e eo iche abbozza e, anzi di ei quasi a ischia e in ques o lib o, l' a, mos ò chia a coscienza scien i ica ne' suoi la o i LI Y os e io i o e con la massima p ecisione segnò P  ii no ello indi izzo della scienza. Veggia o o a come più apidamen e si possa, che sia in iassun o il conce o gene ale del lib o. L' a. in ende di mos a e che i qua o schemi de'con a i innomina i non sieno delle o nole di speciali con a i, ma che in ece essi sieno gli schemi di ogni possibile obbligazione bila e ale. in ende inol e di mos a e che il j us poenz end2 non e a pun o una anomalia p o- p ia de' con a i innomina i ; che anzi , non essendo ques i nulla di speciale , il jus poenizendz non po e a esse e nulla di anomalo. A aggiugne e ques o scopo i' a. de e s abili saldamen e che sieno le omane ob- bligazioni ed in quan e specie p incipali si po esse o con e i à pa i e. Ma pe is abili e la pa izion p in- cipale delle omane obbligazioni egli à mes ie i di - ianda e la scien i ica pa izione delle omane azioni. Ed ecco la agione ch' ei ne adduce. Pe 7 Hom.ani il di i o non e a alcunchè di as a o , sì e a alcunchè di eminen emen e a uoso e p a ico : la giu isp udenza iìon e a una scienza silenziosa e i a a , che anzi essa o ma a il ca dine ed il campo di u a la i a e di u o il p og esso di quel pe iodo s o ico. Pe ò una obbligazione , la quale non si aducesse di p esen e in o o, sa ebbe Yin' as azione non pun o omana. E 1' obbligazione non al imen i si aduce a in o o che me cé l'azione isponden ele. Laonde, sondo l'azione, e non l'obbligazione in sé s essa, ciò che ci à di a uoso, ed essendo all'a uosi à p incipalmen e in esa la men e de'B.omani ; quella sa à e a e genuinamen e omana pa izione delle giu idiche obbligazioni, la qua- le iposi e si modelli sulla pa izione delle omano azioni. E di e o i giu econsul i classici adop ano spes- so come sinonimi le oci obl2 , ga io ed ad o. O a di azioni ci à due specie p incipali ; o e si sco gono Vi i LV i due p incipi , dal cui con li o sca u ì la s o ia u a ed il ca a e e p op io della ci il á, omana ; oglio di e lo s e o di i o , e la buona ede. Adunque le azioni , e pe ò le obbligazioni, sono di due specie p in- cipali : di s e o d i o le une , e sono quelle nascen i dalla legge o dall' a o o male simile alla legge ; d i . buona ede le al e , e nascono dagl' in ini i appo i giu idici della i a ci adina. Ma come i appo i giu- idici della i a ci adina anda ono a mano a mano c escendo , niuna di quelle azioni assegna e ne' due o dini es é indica i po e a soppe i e a' bisogni di ob- bligazioni d'indole no ella Quindi una mol i udine di azioni ausilia ie, in odo e in massima pa e dal di- i o ono a io , in ese o a iempie e i o i che le azioni de' due sis emi lascia ano. Segna o così il disegno gene ale di u e le possi- bili azioni, l'a. no a che ben ci posson.) esse e di ali negozi , ne' quali conco ano insieme azioni d' indole di e sa. I con a i innomina i non sono al a cosa se non che gli schemi gene ali di u e le possibili con- a azioni ; di u e le possibili obbligazioni bila e ali di qualunque manie a. Il jus poeni endi non é pun o un' anomalia p op ia de' con a i innomina i ; pa i- men i come i con a i innomina i non sono nulla di p op io e dis in o. Il jus poeni endi in gene ale non è al o se non che il conco so di due azioni nello s es- so negozio e con o lo s esso obbliga o ; e pe ò non induce pun o il di i o di ecede e unila e almen e e pe me o a bi io dalla obbligazione.Ciò che p odusse ques o e o e si u la legge ezza degli sc i o i e l'igno- anza della s o ia ; pe ciocchè il e o jus poeni endi, sensu s ic o, cioè l'a bi io di ecede e, non à luogo se non nel solo caso della manomissione dello schia- o ; a bi io concesso al pad one pe conseguenza di una cos i uzione dell' impe a o e Ma co Au elio ico - LXII col acce a o come a o : gl' in e de i possesso ii e ano  0 e iden emen e dichia a i i di un d i o, in quan o p o -  lliil  ede ano ch'ei non osse u ba o.A concilia e il pa adosso  o  che da un me o a o sca u isce una dichia azione di  li e  d i o , la scuola s o ica ace a ques o a gomen o : co-  ci ^ lui che iene a u ba e il possesso e ese ci a una io-  lenza : e siccome ciascuno à il di i o di non pa i  a iolenza; il possesso e à il d i o di non esse u ba o  nel a o del possede e , pe ché à il d i o di non pa-  !o  i iolenza. Adunque pe l a scuola s o ica il g op-  ¡ii po della quis ione s a in ques o : Il Possesso e un  ,; } me o a o nchè non accada la u ba i a: ma os och  '''^:  la u ba i a accade, la iolenza, ese ci a a dal u ba o e,  ' amu a nel possesso e il a o del Possesso in d i o a possede e. Laonde pe co ali giu is i il u ba o e è un esse e bene ico che a il p ò di colui in cui pe pe- a la iolenza. E ques a iolenza è la condizione sine qua non pe da e al possesso e il d i o di possede e. O a se si negasse che la iolenza sia la condizione  sine qua non pe amu a e il a o del Possesso in  I 11 d i o a possede e , si neghe ebbe insieme che il Pos-  Uü  sesso osse mai s a o un pu o e nudo a o. Ebbene,  spii  is e i così i e mini della quis ione , leggiamo le  W  imide e b e issime pa ole dell' a. a p. 188. « A  .V1  noi non pa e neppu bisogno di onda e il ca a e e  1 obbliga o io del Possesso sulla illegali à della iolen-  ¡^ za in gene e ; che anzi si può age olmen e concepi e  (il ^^ che il a o del possede e di en i un d i o a possede e  ei pe ciò che colui che i si oppone non à neppu  1111: ques o a o dal can o suo » . Ed ecco ne g a a la ne-  cessi à di ico e e al p incipio della iolenza , e pe ò  ,,, i 1  con u a a , conuna bonomia senza pa i , u a quan a  'n dl X 0 la , eo ica de' giu is i s o ici. Ed app esso segue: « e  ai poi c  io a di e enza di quello accade pe la p op ie à, n cui  4 o Og i  il d i o e onda o senza a e ispe o a colui solo che  li g ioL Gaie Co con as a » . Ed ecco pos i i ge mi della scien i ica di e- enza a Possesso e P op ie à: l'uno ale ispe o a co- lui che lo u ba; l'al a ale ispe o a u i: l'uno è un di i o incipien e e subbie i o ; 1' al a è un di- i o obbie i o e pe e o. L' a. in ques o pun o disse ciò che do e a: ma non ebbe la ede nè la coscienza di con as a e alla scuola s o ica : disse la cosa ; ma non ebbe co aggio di chiama la col suo nome, e p ocla- ma e che il Possesso non e a un a o, ma e a un d i - o. Ciò ece più a di nel Sis ema del d i o omano in p ima, ed in una apposi a disse azione p eziosissima di poi, in i ola a Del Possesso,duplica con o la scuola s o ica, o 'ei non ece che s olge e, con la coscienza del no a o e , ciò che nel D i o delle obbligazioni egli a e a già pos o in ge me (1). A accoglie e in b e e ciò che di usamen e ò mos a- o in ques o ul imo capo del mio disco so,di ò come a me semb i si egga i a o in piccolo nelle ope e maggio i dell' a. il co so logico della scienza u a. Egli u no a o- e di ale al ezza che, lui i o, ide egis a e il suo no- me nella s o ia del pensie o iloso ico. Il suo sis ema si ap i a alla p ima inconscia esis enza nel D i o delle obbligazioni; si i e mò ed ebbe splendida co ona nel Sis ema del d i o omano e col D i o di successione. Già odo aluno accagiona mi di a e de o oppo in una p e azione del adu o e : son 64 pagine di p e azione pe un lib o di 250 pagine. Non im- po a : amo meglio 1' accusa di a e edu o oppe cose (1) Mi à eca o g ande me a iglia di ede e nel Sis ema del d i - o omano 1' au o e medesimo a c ede e di a e segui o, nel la o- o di cui disco iamo , la e onea opinione del de Sa igny in o no al Possesso, Sys em. ec. p. 202. Ad ogni modo il conce o eh' io mi e a o ma o di ques o p esen- e lib o a me semb a u a ia saldo e e o, né eggo e so di con- inzione con a ia , quan unque semb i a di o eh' io qui di enda il Gans con o la opinione medesima del Gaas. LXIY da di e in p oposi o di ques o lib o, che l'accusa di a e - ene edu e oppo poche. Un lib o di un g ande sc i o- e è semp e come il esponso di un o acolo; dell'o acolo e e no, il pensie o. Chi i sco ge poco, chi pochissimo, chi mol o, chi il gius o, chi l'e o e. Se io son giun- o ad indica e come la scuola iloso ica si conca eni con le p eceden i , e come il lib o ch' io p esen o al pub- blico si collochi a i la o i ondamen ali della scuola iloso ica, a ò aggiun o sia comunque il mio scopo. Leggendo il lib o, oso di e che ciascuno ci o e à di che appaga e il suo gus o. Gli e udi i si con ince anno di quan a e udizione e di quan o s udio coscienzioso e p o- ondo son pieni pe ino i la o i che de e o l'inizio a que- s 'ul imo indi izzo della nos a disciplina. Chi gua da il d i o dal la o della sua u ili à p a ica, o e à in ques e pagine del Gans p o i e oli ammaes amen i in o no al- la di e sa na u a di u e le possibili obbligazioni, ed in o no alle lo o conseguenze pe la alu azione p a- ica degli s ipula i , del danno obbie i o e del sub -bie i o in e esse. A chi esul a alla is a di ques o in- sieme della scienza , e s' inchina c eden e innanzi al co so della logica e e na , ques o lib o sa à il segno di un' al a non lie e i o ia dello spi i o umano. E se u a la gen e umana pe mes ie i , pe a i , pe iscienze , lo a a a ella a e ince ad ogni passo , ed ogni passo é pe lei un al o inno che innalza alla glo- i icazione dello spi i o ; l' ope a del adu o e non sa à meschina né ana: gli animosi e gli ele i di lon ane egioni en e anno pe al mezzo in ischie a co' lon ani a elli: da un capo all'al o del mondo non ci sa à s o - zo che ada pe du o, non pa ola, che i eli un e o, che non ischia i la men e e non ib i nel cuo e di u i. Napoli, se emb e 1856. EDUARDO SALVETTI. DR.EA LBOLO DELL AUTORE Coi p esen e la o o 1' au o e o e al pubblico e dis- se azioni , le quali si sa ebbe o anche po u e di e e capi oli di una disse azione unica. La agione di ques o s ano modo di chiama e le pa i di ques o sc i o è semplicissima. Chi pa la di capi oli mos a, adop ando ques o ocabolo , ch' egli si pose all' ope a in endendo di mos a e innanzi u o 1' uni à del subbie o p eso a a a e. O a , co nechè 1' au o e sia conscio della uni i, del conce o che in o ma u o il p esen e lib o , pu e non o ebbe des a e nel le o e desidè i, ne' quali poi po esse ques i pe a en u a ene si non del u o appaga- lo. 11 la o o è s a o u o condo o co i la men e di com- pie e con esso la a azione segui a di un subbie o uni- co. Ma se mai co es o p oposi o sia imas o in econdo di e e i, almeno il i olo del lib o non a à ce amen e imp omesso al pubblico ciò che u come una s ida, che 1 ' au o e ece a sè medesimo. 2  P8EA14113OLO La s ana con usione e le innume e oli con addizioni, che domina ano nella sposizione a a in oggi de' con- a i innomina i , dando nell' occhio all' au o e in dal p incipio de' suoi s udi giu idici , lo sospinse o a a si più amilia e con ques a pa e del di i o omano. E ciò acendo egli ebbe ad acco ge si ben p es o che la cagione, onde ques a eo ica u a andò sì alsamen e in esa, non is a a solamen e nello s e o campo della speciale a a- zione de'con a i innomina i, ma si me e a capo in u o il sis ema in oggi o ma o del di i o delle obbligazioni. Pe la qual cosa pa e all' au o e ch' ei bisognasse in p ima s o za si a in eni e un no ello aspe o, donde si po esse acconciamen e mi a e il u o , e poscia en a e di colloca e in buona luce ciascuna singola eo ica. Tal- men e il omano di i o delle obbligazioni si. ece 1' ob- bie o p incipale cui a ese l'au o e: ed il p esen e sc i o con iene i isul amen i de' suoi s udi , cosi come gli è iusci o di compo li insieme. O a sien pu e ai isul amen i incompiu i e in sè s essi poco soddis acen i; sia pu e 1' au o e con in o ch' essi non me i an pun o al o nome se non solamen e di p imo abbozzo delle ice che , che quindi innanzi si a anno sulla ma e ia, pu e, e massimamen e pe ques e conside- azioni e pe acili a e ali u u e ice che, egli á enu o suo debi o di ende e il pubblico pa ecipe di quello ei e- pu a abbia in o a in o no a ques a ma e ia s udia o. Pe ^:, DE.LL,' AUTORE  3 quan o pu o emen e possa l'uomo isola o a a ica si a aggiugne e il e o, ei sa à semp e pa ziale e p eoccu- pa o ne' p op i conce i gli é bisogno indispensabile la lo a, la con addizione enu agli di uo i, pe ché la e- i à gli si possa p esen a e non ela a e pu a. Con ques a men e 1' au o e , men e s udia pe eca e ad a o un sis ema più ampio del omano di i o delle obbligazio- ni , si é u a ia a ida o . di spo ne in ques e disse a- zioni que' a i ondamen ali , su' quali egli non o a più dubbiezza di so a da oppo e a sè medesimo. Ed ei si consen e di ciò a e a inché gli es ima o i non p eoccupa i e anchi , ai quali si i olge, ogliano a - e i lo pe empo de g li scogli e degli e o i, ne' quali egli , abbandona o al p op io co so , po ebbe pe a - en u a inciampa e. Quan o alla disposizione del la o o si può qui dichia- a e che 1' au o e à ce ca o di s olge e ques o conce o da lui o ma o,. che un, sis ema del omano di i o delle obbligazioni non possa al imen i che iposa e sulla di e- enza ondamen ale delle azioni... A ciò segue la sposi- zione de' due p incipali sis emi delle azioni: quello delle «c i ones si i eli u is e quello delle bonae idei ,. E, seb- bene ques i due sis emi si sieno ,. ch' ci c eda ,_ esa a- men e di isi 1' un dall' al o in ciò che ànno di gene ale ed in ciò che ànno di pa icola e; egli,. d' al a banda , non iene pun o di a e qui p esen a o un la o o coni- ,pin o sulla ma e ia. Chè, quan unque ci s p esi anda o quà 4  PREAMBOLO e colá adden ando ne' pa icola i, ii cib a o solamen e pe ché a al guisa á c edu o di po e meglio s abili e i1 conce o gene ale ch' egli pone. La seconda disse azione , la quale a a delle al e obbligazioni che sono uo i i sis emi dello s iclu n jus e della bona cícs , uole esse e conside a a pe ogni e so come uno schizzo. E comeché 1' au o e abbia espo- s o la nozione del!' adio u ilis , dell' ac io in ac u n, c?eTI' ac io a bi a ia alquan o più compiu amen e de- gli al i obbie i della a azione , pu e nel suo com- plesso essa u a nella sua o ma p esen e , non é nul- i' al o se non solamen e un iassun o di ciò che , se gli ima à empo , sa à iI p ossimo la o o , cui egli da à ope a. La e za disse azione inalmen e , la quale a a dei con a i innomina i e del jus poeni ena i , é in esa, sic- come la p uo a a della ope azione a i me ica, a clima. s a e I' u ili à del sis ema espos o in u o ques o la o- o. Le innume e oli con addizioni, onde ques a eo ica pe gli an ichi conce i o ma isene do e a necessa ia- men e esse piena, o e anno qui una soluzione e sem- plice e na u ale , la quale si o i à spon anea di pe s essa col solo colloca e la ma e ia in un' al a lu- ce. E con ciò si a à insieme e iden e s' ei sia bene lacconcio l'aspe o, nel quale in ques o la o o si é mi a o i di i o delle obbligazioni. La eo ica de' con a i innomi- na i e del jas poeni enc i u il p imo onde 1' au o e p ese bELL' AUTORE  j' le mosse pe le sue ice che: ogni al a in es igazione se ì solamen e come mezzo p op io ad app o ondi quella; il pe ché essa de 'esse e na u almen e anche l'ul imo cui l'au- o e a i o no, e con che es a insieme p o a o u o quel- lo onde si enne acendo disco so. Ciò che abbiam de o in qui gius i ica anche il i olo pos o all'in e o la o o. Ché, se il i olo debbe b e emen e dino a e ii con enu o del lib o , 1' in e a epig a e della e za disse azione, sendo ques a la me a di u o il la o o , ole a en a e nel i olo pos o in on e al lib o u o. Ris e o solamen e nello s udio delle on i 1' au o e non ha po u o ene mol o 1' occhio alla es esa le e a- u a giu idica. Pe ò ei p ese anzi a segui e senza dis a- zione la ia p op ia , che ad impiglia si da des a e da manca nella sel a delle quis ioni con o e se : le quali e amen e, le pili ol e, non o nano salu a i alla scienza. Non pe an o egli non ha passa o senza a ne p o i o quello gli o i ano alcuni a i miglio i an ichi e mode ni sc i o i di d i o. E quelle con o e sie, che gli si p esen a ano d'incon o p op io sulla ia ch' egli ene a , non sono s a e pos e di can o senza p ima %eni da lui occa e. In ol e ei spe a che niun le o e possa biasima e ch' egli non si enne pago alla semplice ci a- zione de' passi in oca i in sos egno, eleggendo meglio di asc i e ne i più impo an i. In e iene spessissimo che non si iscon ano da chi legge i luoghi delle sc i u e ci a e ol e che colui che imp ende una dimos azione '!OG11n PREAMBOLO DELL' AUTORE de e spesso a ile a e, da'passi ol i a sos egno, segna- amen e ce i pun i , su' quali il le o e , pe co endo l'in e o passo, o se non a ebbe pu pos o men e. In ques o la o o , e specialmen e nel p imo oglio sono co se , senza colpa dell' au o e, mol e mende ipo- g a iche , le quali , poichè non al e ano il senso , ó - anno esse e pe dona e dal bene olo le o e. Pe quan o è possibile o necessa io esse sa anno no a e in ul imo (1). Del imanen e , a endo 1' au o e in dal p incipio di- chia a o che quello il sospinge a pubblica e ques o sc i - io sia la spe anza di is u i e osse azioni di uomini. impa ziali , non ha mes ie i di aggiugne e nuo amen e come egli a enda con g andissimo deside io una c i ica ammaes a ice ed , in g azia della scienza , spoglia di pe sonali à. Ossequen e a null'al o che al e o egli a à gioia g ande se , pe con inzione da agliene , ei enga indo o a imu a e i conce i qui s ol i in al i miglio- i. E se colo o ., cui si addice di da e un giudizio sulla ma e ia , o e anno in ques o sc i o pu e una piccola pa e con e i a allo s olgimen o della scienza , i desi- dè i dell' au o e sa anno pienamen e appaga i. Eidelbe ga nel se emb e del 1819. (1) Non pe appo ci a p egio la maggio a ica , che la sco ezione del es o á p odo o , ma pe do e e e pe e econdia e so i le o i e e so 1' illus e sc i o e non ci siam a o leci o neppu e di oglie e ques o pun o, il quale igua da solamen e la edizione dell'o iginale edesco. (l ad .) 6 DISSERTAZIONE PRiMA 11 sis ema del d i o omano delle obbligazioni de e s abili si p incipalmen e sulla di e enza a ac iones s iai ju is e bonae (idei. §. I. Lo maggio pa e di colo o, che in oggi si sono occu- pa i a o ma e un sis ema del omano di i o delle ob- bligazioni si sono imas i edeli , quan o a' suoi a i ondamen ali , al sis ema delle Is i uzioni. Pe ò essi án semp e c edu o bene di segui e la pa izione in con al- i , c elil i , quasi con a i e quasi deli i, e quella dei con a i in eali , e bali , consensuali e le e ali, co- me quella ch' essi epu a ano la più con o me alla in- dole del d i o omano. Ma ques a pa izione à pe solo suo ondamen o 1' o igine delle obbligazioni e i modi on- de esse si s ingono ; le quali cose non p esen ano ca- a e i meglio che es e io i , e pe ò non con e iscono g a n . a o alla cognizione del di i o delle obbligazioni. A l lempo di Gajo , che u immagina o ques o sis ema 1$  DISSERTAZIONE PRI11IA conside a e come di i i sui beni ; consegue che il di- e so ca a e e delle azioni do à o i e anche la p in- cipal di e si à delle obbligazioni. E se una pa izione de e in gene ale mos a e ch'ella sia s a a dedo a da ciò che ci á di ca a e is ico nella cosa , ce amen e la pa - izione p incipale delle obbligazioni , ca a a dai ca a e i ondamen ali delle azioni, non po à manca e di co i- sponde e a ques o deside io. E quan unque la pa izione delle azioni in acliones s ic i ju is e bonae i cíei non comp enda u e le obbligazioni, pu e ci appaga pe - e amen e in quello qui cí siamo a i a p e ende e; o- gliam di e ch' ella sia ale da o i e nei suoi isul a i la p incipale di e enza delle singole obbligazioni. Que- s a pa izione si conca ena s e amen e con- la p ima pa izione ehe Gius iniano ci dà delle obbligazioni me- desime. §. 1. J. de obliga ionibus (5. 14. ) Omnium au em obliga ionum summa di isio in duo gene a deduci u ; namque au ci iles sun , au p ae o iae . Ci iles sun , quae au legibus cons i u cce , au ce o ju e ci ili comp oba e sun . Egli dice : le obbligazioni engono o dal d i o ci ile o dal d i o p e o io: le p ime (delle quali sole qui ci dobbiamo occupa e) sono o pu amen e p oceden i delle leggi ( legibus cos i u ae o legi imae ) , o i e ma e dal d i o ci ile ( ce o ju e ci ili comp obale o u- is gen ium ) ; o e o , secondo che le di ide Teo ilo , a &1 0 oih µw xà2 oX xw a '- cw 1%,o a'Z 1. 3 : 1 2) luiaan, (1). O a à ques a pa izioni delle s esse obbligazioni a a da Gius iniano co isponde pe e amen e la pa izione del- (I) Tl eophilus ad 55. 3. J. d e ac . ( 4. 6. ). OBBLTG. STRICTI JURIS E BONAE FIDEL  15 le azioni a a di sop a , in ()Ojones s iai ju is e bo- nae idei. Tu e le obligaciones, quae legibus cons ilu- ae sun , p oducono acciones s iai ju is; e la maggio pa e delle obbligazioni ju is gen ium sono congiun e con bonae /idei ac ionibus. E osi o iamo semp e la bona lo es , il bonum e aequum , con appos o alla lex. Cíce o o a o iae pa i iones Cap. 28. I am omnia , quae de ju e ci ili au de aequo e bono discep an u . Cíce o de oí iciis Lib. 5. Cap. 15. e sine lege judiciis in quibus addi u ex bona ide. §. 2. Adunque dalle di e si à che -s i sco gono a le a- zioni noi a emo a dedu e una no ella pa izione ondamen ale delle obbligazioni . Ma ques a pa izio- ne delle azioni s a nella più s e a connessione con la pa izione p incipale già a a delle obbligazioni. E s' egli è e o che la di e enza a acliones s i- di j'i is e bonae idei non po à comp ende e 1' in- e o di i o delle obbligazioni, non pe an o a à ad o i e un' ampia pa izione u ilissima.. Pe ò bisogna innanzi u o po e quì ad una analisi quan o più sia possibile p ecisa iI ca a e e delle due manie e di a- zioni e le lo o delimi azioni. Pe u o il di i o omano sco ono due.p incìpi giu- idici: l'uno o male, ma e iale 1' al o; il sis ema del- la legge se e a e della o ma che dalla legge isul a, ed il sis ema dell' equi à, il quale non á se e e ci cosc i- zioni. Nell' un sis ema si mani es a il p incipio giu i- dico immu abile, e mo, o male, il quale non può es- 16  DI FSERTAZI0NE PRIMA se dis u o da null'al o che da sè medesimo; nell'al o il p incipio modi icabile, ma e iale, dipenden e delle ci - cos anze. Ques o non à no ma de e mina a al a di quella che o e il caso singolo che si p esen a , laddo e il p imo è an o ipico che il caso singolo non ci ese - ci a in luenza ed azione di so a. Pe ò ques i due si- s emi ogliono esse e s udia i sepa a amen e pe ede e ciò che in essi ci abbia di in imamen e ca a e is i- co ; e , pos i 1' uno accan o all' al o , debbono ese ci- a e di p esen e un' azione ed in luenza ecip oca. Il di i o o male sa à in ce o modo scosso dalle con- side azioni che non si po à ammeno di a e sulla di - e enza ma e iale, la quale si insinua in quello. L'equi- à all' incon o acille ebbe oppo unes amen e se non le si ponesse pun o di con ine, e sia ques o pu e ampissi- mo. Ciò accade anche in u o il imanen e d i o omano. Pa e pe la na u a is essa della cosa, pa e pe 1' inop- po uno acciaba e e di mol i Impe a o i in a o di legi- slazione quelle delimi azioni osse a e innanzi se e amen- e a' due sis emi si enne o a poco a poco ilassando, ma non sì che non lasciasse o egge e mol e consegue- ze lo p op ie. Ond' è ch' el ci uole un dilica o senso s o ico pe sen i e quali osse o i p imi i i cen ini di ques i due sis emi; al che se non si ponga men e con ogni diligenza iesce impossibile di o ma sene un con- ce o gius o. Pe quello che o a ci occupa è mes ie i di pa e a a on o come più si può esa amen e i limi i di que- s i due sis emi in ciò che isga da il di i o dellle ob- bligazioni. La legge , sex , onde nascono le acliones s1 icii j i is, é secondo la sua na u a s abilmen e de e mina a ed im- OTiBLAG. STRICTI JURIS E BONAE FIDEL mu abile. Da ciò consegue del pa i che essa non pub a e al o se non solamen e comanda e, p oibi e un al a o, e puni e quando alla legge non si sia obbedi o. lilodes inus lib. 2. egula um. L. 7. de legibus (1. 3. ) Legis i us hace es : impe a e, e a e, pe me e e, puni e. Adunque se aluno p. e. abbia acquis a o pe mini- s e o di legge una ob!igaíio , non a à acquis a o al- o se non che 1' au o i à di p e ende e qualche cosa da colui , che è obbliga o a p es a gliela. E Ia pe - sona obbliga a a p es a e non po ebbe al imen i a e- e anch'essa au o i à di p e ende e, se non solamen e pe minis e io di un' al a legge o di un al o caso p e e- du o da quella legge .medesima che lo obbliga a a p e- s a e. Le obbligazioni che s abiliscono appo i bila e- ali, come la socie à, ( o e ciascuno è insieme au o iz- za o a p e ende e ed obbliga o a p es a e) ogliono ben esse e con e ma e dalla legge, ma non possono dalla leg- ge p ocede e , nel senso omano di ques a esp essione; pe ciocchh la Iegge conosce una o ma sola e ma ed in a iabile, e a a solamen e di casi, in cui si abbia ad obbliga e aluno e so alun al o. Ma da ques o , che la Iegge à pe sua in ima na u a l'esse e eminen emen e de e mina a, consegne pa imen i, che ogni obligadio nascen e dalla legge debbo indi izza - si a consegui e un ce uni. O a l'obbie o di qualunque p e esa legale pub esse e o un da e o un Tace e ; in al i e mini o la asmissione della p op ie à di una cosa , o la p es azione di qualunque al o a o che non sia un de e mina o da e. Ciò essendo , pogniamo che la legge p esc i esse un Tace e , essa do ebbe insieme- men e , pe ciò ch' ella come dicemmo di iplice na- 3 17 llESSEI TAZIONP PRIMA lo a , aggiugne e una penale pe il caso che al aeepe non si obbedisse. Pe ò , is i uendosi un azione nascen e dalla legge 'con o colui che non á -adempiu o a ciò che do e a a e , -ques ' azione non ad al o iusci ebbe se non se alla dimanda della penale dalla legge de e . mi- ' la a. E poiché ogni -penale de e esse e la es e io e mi- su a della asg essione pe la quale s i p onunzia, de e necessa iamen e esse ale pe sua na u a che non possa pa i e al a es i nazione ; de e , in al i e mini , la pe- na e consis e e in ulna pecunia ce a. Laonde es a gius i ica o dall' in ima essenza della lex ques o p inci- pio , •che ogni •azione na a dalla •legge debba di- izza si ¿il da e di u n ce i m. O a ogni o mola, álla quale é congiun a - o za di Iegge, a igua da a siccome la legge is essa (1). In ques o senso un es amen o ed una slipulalio ànno il alo e di leg- ge (2). E siccome in p oposi o di una legge non ci à pun o da a quis ione pe ché ella sia s a a emana a, bas ando alla sua e icacia che ella esis a come legge, pa imen i in p o- posi o di un a o che abbia una o ma con e ma a dalla leg- ge non si •può pun o a quis ione di ciò che á a o nasc e ques o a o o male, bas ando alla sua e icacia che esso esis a ealmen e come ale. Pe esempio ,pun o da ice ca e se debi o o donazione abbiano indo o ad una s ipulazione pe ede e poscia, ogliendo a conside a e e (I) L. 6. De pac is (2. 14. ) Legi ima con en io .es ., quae lege ali -qua con i ma u ; e ideo in e dum ex pac o ac io nasci u e1 olli u quo iens lege , el sena usconsul o adju a u . (2) L. 1. De he ed. pe . ( 5. 3 ) Ile edi as ad nos pe line au e- e e ju e au no o. Ve e e e lege duodecim alula um, i-el ex Les amen- e , quod ju e ac um es , e 1B 1G. S7'I1IOPI JIIRIS- E EON.AE ZIDE  1`9 nel suo più- p op io signi ica o la agion mo en e-, co - me si abbia. ques a s ipulazione a a a e;.ma solamen e con iene conside a e se la o mola. della s ipulazione sia s a a. legalmen e concepi a ; oglio di e- p. e•: se dalle due pa i si è pa la o e icacemen e , o se • non, si sie o p omesse . cose che pe lo o na u a non.. po e ano esse e s ipula e._. QUI a lunque non anno ol e-a . conside a e di - e enze ma e iali : la dimanda in giudizio alla base di una s ipulazione- . . non khisogno cli al o, pe esse e ben onda a , se non_ che la s ipulazione esis a. 9u,inc ilianus osi. o a ..._ lib. 4, cap. 2. Aecidi aliquando al e i, e saepius a o i ca.usae, el quia sa is es p_ opoìze e , el quia sic ma is: expedi . Sa i.9 es dixisse • ce am c eclà am peeuniam pe o ex s ipu- la ione ,.., lega um pe o ex es amen o.... Di e sa-e pa is exposi io es , cu ea non debean u .. Da. ques o ca a e e essenziale degli a i o mali , che cioé,_ iu essi si debba a ende e solamen e a ciò clic i si esp ime e non pun o alle agioni che de e lo o o i- gine , consegue di pe sè , .che nei s i i ju is nego ia può esse pa ola di dolus solamen e• ne' casi in.. cui ci enga puni o in una p op ia o ma legale.. Pe ciocchè i.1 dolus cade semp e sulle agioni ma e iali, quali ece o eca e ad e e o 1' a o o male , e ques e agioni, com e già si è de o , non. debbono i e gene ale esse p ese i conside azione. Che se il dolo cadesse sulla o ma is essa.. ddell' a o , ques o cesse ebbe ipso ju e di esse alido. Non. pe an o ciò non u semp e osse a o pu ual. men e: A mano a mano- si enne o-amme endo consi- de azioni ma e iali con o gli a i o mali. L' Impe a- o e Ma co Au elio pe mise anche negli s idi ju is ne- go ia. la co npensazimne in o ma, di una cloli m,ili e - 90  DISSERTAZIONE PRII1I L c p io (1) , la quale quindi innanzi si po e a oppo e semp e alle s ipulazioni che p. e. osse o senza causa. E ciò acendo si commise o se la s essa inconseguenza che si osse a qua e colà in ce e giu isp udenze , le • quali amme ono la exceplio non nuìne aíae peeu- niae in a o di le e e di cambio , quan unque anche in ques i a i le esp essioni o mino ciò che ci a di es- senziale. O a da ques a na u a degli a i o mali, clic in essi la lo o essenza is essa è ipos a nella o mola, e che s'in- di izzano al cu e di un ce lum , consegue un al o co- olla io ; ogliain di e , ebe con 1' azione alla base di un al o o male o si o e à pun ualmen e u o ciò che si domanda o non si o e à nulla. Pe ciocchè la o mola A è in e amen e gius a o in e amen e alsa : la sua in- dole non compo a ia di mezzo. Se è in e amen e gius a 1' a o e de e o ene e u o ciò che domanda , chè se l' o enesse in pa e si amme e ebbe implici a- men e che la o mola osse in pa e gius a : se ella è in u o alsa, non si a e à assolu amen e nulla. Pe ò (1) §. 30. J. de ac ion. (4. 6.) Sed e in s ic i ju is judiciis ex e- sc ip o Di i Ma ci opposi a doli mali excep ione compcnsa io indu- ceba u . gli au o i delle Ius i uzioni sconoscono pun o ques a inconse- guenza. Cj. 1. J. de excep . (4. 13.) Ve bi g a ia si me us coac us , au dolo induc us , au : e o e lapsus s ipulan i Ti io p omisis i quod non de- bue as p omi e e, palam es ju e ci ili e obliga um esse; e ac io, qua in endi u da e e oppo e e e icax es : sed iniquum es e condemna i. Ideoque da u ibi excep io , quod me us causa , au doli- ,:ali , au in ac um composi a ad impugnandam ac ionem. Pa imen i il seguen e §. 2. OBBLIG. STRICTI JURIS E BONAE FIDEI  21 anche neI d i o omano si o a s abili o come mas- sima, che chi in sl ic i ju is nego iis si a a p e ende e più di quello gli spe a pe de la li e , causa ca di!. Cíce o de inn en l ionne lib. 2. cap. 19. I a jus ci ile habemus cons i u um u causa cada is qui non quemadmodum oppo e ege i . Quinnc iliannus declauna ionnes 260. Si . ole abile o mula e a e e in pe i ione pecuniae non u i ju e concesso. Qainnc ilianus ins i . o al. lib. 3. cap. S. in omnibus e e causis in quibus excidisse quis o mula dici u hae sun quaes iones an hui , an cum hoc an Iiac lepe , an apud hunc , an hoc empo e licea age e. Idem lib. 7. cap. 3. Es e iam pe iculosum cum si uno e bo si e a um o a causa cecidisse ideamu . Quindi consegue come un al o co olla io , Che quando una obliga io s iai ju is non è s a a in e amen e es in a dall'obbliga o; colui che gode a della obbligazione, non che limi a si al esiduo non anco a p es a o , de e demanda e 1' adempimen o del o ale. E poichè ques e acliones s idi ju is comp endono solo pe iciones ce i, la pa e della o - mola che con iene la in encio è ques a: si pa el cia e op- po e e. Fin o a abbiamo pa la o delle azioni di s e o d i o, che nascono dalla legge o da quegli a i o mali, coi quali a congiun a o za di legge. Ma ol e a ques e ci sono anche di ce e al e azioni, che quan unque non so gano da a i o mali pu e p oducono e e i simili, e che pe ò si debbono assegna e a le azioni di s e o d i o. Esse sono quelle azion i, le quali à mo pe base una pecuniae nu ne alio. N è 22  DISSERTAZIONE PRIMA os a il passo di Gius iniano, o e si no e a il mu uo come di d i o na u ale: S. 2. c . J. 7. 2. (de Ju e na u ali ) E ex hoc ju e gen ium omnes pene con ae us ind oduc i sun , u em io je endi io , Ioca io e conduc io , so- cie as , deposi um , mic uuan e alii inn ume abiles. Pe ciocchè quan unque la obliga io ex peeuniae nume a- ione non appa enga allo s e o d i o ci ile, u a ia le a- zioni che ne isul ano ànno il medesimo scopo : esse so- no indi izza e al da e di un ce lum pe ques a agione semplicissima , che il ce una che si domanda si o a p esso la pe sona obbliga a senza una agion su icien e. Ma di ciò si a à meglio pa ola app esso. Fin qui delle ac iones s iai ju is in gene ale. La p op ie à più essenziale ch' esse abbiano è ques a , che u e si debbono indi izza e al da e di un ce um , che possono esse e solamen e unila e ali ; cioè , che esse non anno al o che po e un obbligo in uno e so di un al- o , non po endo mai s abili e un appo o , pe cui aluno sia insieme pa e che obbliga e pa e obbliga a; e pe ò non danno mai luogo a con a ium judiciu n. La esp essione ecnica omana esp ime benissimo ques a p o- p ie à lo o, dicendo ch' esse non possono esse mai ul o ci oque (1). O a dobbiamo po e d' incon o a ques e ac iones s iai ju is le ac iones bonae /cdei. Dicemmo che le p ime nascono solamen e dalla legge , lege , dall' a o (1) L. 19 de e b. signi . ( 50. 16. ) E ac um quidem gene ale e - bum esse , si e e bis , si e e quid aga u , u in s ipula ione el lap, me a ione. Cin ac um aù em ni o ci oque obliga ionem, quod G aeci a a»lacy ll a ocan , elu i emp ionem , endi ionem , loca ionem, con- duc ionem. OBBLIG. STRICTI JURIS E I3ON.4E F'IDEI  23 o male , pa i alla legge , e dal a o che l'obbliga o i- enga p esso di sè qualche cosa senza agione , e : di- cemmo inol e , che , s ando il a o che o e la base all' azione semp e in una sola delle pa i , le ac iones s icii ju is sono semp e unila e ali ; e , quando pe a en u a la pa e , che gode la obbligazione , osse a sua ol a anche obbliga a , ciò do ebbe dipende e da un al o a o. Tali essendo i ca a e i p incipali delle azioni di d i o s e o , le bonae ld6i acliones all' in- con o nascono sia da con a i (1), i quali si di amano in una in i ni a mul iplici à di casi , che pe lo o in ima na u a sono semp e bila e ali, sia anco a da al i a - ichi della i a; nel qual caso non ànno un con a o pe base,ma sono pu semp e bila e ali. In complesso il di i o omano p esen a a ques o conce o assai conseguen e, che quella legge, la quale gl' indi idui pe au onomo po e e pongono a sàmedesimi, non può ice e e o za di legge uni- e salmen e, se non se bando quelle o me, le quali gi à come ali di en ano pa i alla legge p op iamen e de a (sii- pula io,expensila io); o e o dandosi il caso che alcuno i- enga p esso di sè senza agione qualche cosa; sendo allo a ciò che senza agione si è asmesso epu a o u o a come appa enen e a colui che lo ipe e. Dominando ques o conce o gene ale, i più consue i negozi della i a gio na- lie a ùnno anco a mes ie i che la legge li p enda in p o- (1) Quan unque la s ipula io , la expensila io iposino anche su di un con a o, sulla olon à bila e ale, pu e non é ( T ues o ciè che in essi ci à di p incipale. Gli é l)en e o che la olon à eca ad e e o la s ipu- la io , cd in ce o modo é pa e in eg an e della o ma ; ma una ol a che la s ipula io esis e , non si a ende più . come pe p ende ne no ma, alla olon i delle pa i : la sola esp essione dello s ipula o è ciò che a s a o. 30 DISSRI TAZ10N PI INA le azioni che appa engano a ques o ge ne e sa anno 1' una di e sa dall' al a pe la, lo o di e enza ma- e iale , sondo semp e 1' in e esse de e mina o dal ca- a e e p op io del negozio che lo gene a; se , pe con- seguenza , ci debbono esse e di e se acciones bonae idei, con una delle quali si o iene più e con un'al a meno; d' al a banda , aIl' incon o , la nozione che abbiamo dello s ic um jus in gene e non consen e al o che una sola condicho , non po endosi, in a o di d i o s e o, domanda e mai al o se non una sola e medesima cosa, cioè quello che qualche o ma esis en e au o izza a do- manda e. Fa emo di dichia a e meglio ques o nos o con- ce o a ques o modo. I bonae idei negolia es endono la lo o di e sa e icacia in sop a quello che si de e o - ene e dalle pa i : 1' in e esse , che può nasce e , in un con a o di comp a endi a è di e so da quello , che può nasce e dalla locazione. Ma nelle acciones s iai ju is pe con a io , quan unque le o me che dan d i o a dimanda e sien di e se , ques e non ese ci ano niuna azione ed in luenza su quello che si domanda in giudi- zio. Laonde le azioni di s e o d i o sono di e se sola- men e quan o alla lo causa, ma imangono u e iden iche quan o agli e e i. II pe chè , di idendo le azioni se- cando il con enu o ma e iale , ca e emo pe conse- guenza ques o , p incipio , che non ci può esse e se non una as io sc ic i ju is, una condicho. Ed i Romani eb- be o ques o medesimo conce o : essi iconosce ano una si o a usa o pe le legis ac iones , il ocabolo condic io. Iiugo , s o ia del d i o , 6. Ediz. p. 187. Il ocabolo condicho si usi massi- mamen e pe le azioni che nascono dal a o che alcuno conse i p esso di sé qualche cosa senza agione, i 1 oBBLIG. STRIC I JURIS E DONAR FIDEI  31 condicho sola , e mol e di e en i cause ond' ella p en- de a nascimen o. I mode ni àn a o 1' oppos o : essi àn c edu o di sco ge e an e di e se condic iones quan e ci a e a di cause. I giu econsul i omani dicono semp e: condicho compe il ; ed alcune ol e , indipeuden emen e da ques o , aggiungono la causa : idelicel ex causa u i a (1). E ciò dichia a lucidissimamen e pe ché Gius iniano non no e i nelle lns i uzioni le sl icli ju is ac iones , siccome a delle bonae idei ; essendoci , se- condo il conce o genuinamen e omano , una sola adio s idi ju is in gene ale (2). Ma che ques o , ed unica- men e ques o , sia s a o il conce o de' Romani si può dimos a e chia amen e. Essi dichia ano che la e ondi- elio z-no ebi i e quella ex mu uo so o una sola e mede- sima azione. Gaius lib. 5. au eo um. L. b'. §. 3. de O. el d. (44. 7. ) Is quoque, qui non debi um aceipi pe e o em sol en is, obliga u quidein , quasi ex mu ui da ione , e eadem accione ene n , qua debi o es c edi o ibus (3). Ugualmen e quella che nasce ex slipulalu e quella che nasce ex mu uo sono una medesima azione. Uipiauus lib. sing. Pandec a um. 1. 24 de ebus c ecí. (12. 1.) Si quis ce um s ipula us ue i , ex s ipula o ac ionem non habe ; sed illa condichiia aciione id pe sequi debe , pe qua n ce um pe i u . (1) L. 29. D. de con . culi. ( 18. 1. 1 (2) Cosi dice anche Ma ciano nella 1. 5. §. 4. de in li em ju ..ndo in ae ione s ic i ^ju licü. (3) 55. 1. J. quib. mod. e. I. 3. 5. 32  DISSERTAzIONE PRIMA Paulus lib. 5. quaes ionum. L. 926 §. 2, in . de V O. (4k. >. ) Nani quo iens pecuniam mu uam dan es eandem s ipu- lamu , non dune obliga iones naseun u : sed una e bo um. La epig a e is essa del i olo de ebus e edihs o i à una lucida dimos azione della uni à delle condic iones. Essa dice : De ebus c edi is , si ce um po e u e de con ii c i one. Ma dal conce o che se ne Anno o ma o i mode ni , ol e a mol e al e con o e sie , à do u o nasce e an- che quella g a e in o no alla di e enza a condicho ob u pem e condicho ob i jus aìn causa e. La qnal dispu a in ul imo iesce alla analisi del alo g am- ma icale de ocaboli u p 2 ed iì juslum (1). Adunque , se si a enda alla essenza ed all' e e o , ci à una sola adio s idi ju is (condicho) ; ce ne à mol e , se si a enda alle di e se cause delle azioni. O a, se qui ci siamo a i a no e a e le di e se ondamen a di ques e azioni , abbiamo insiememen e p esen a o u e le ac ion-s s idii ju is. E di e o di sop a abbiamo indica o la lex, in quan o dà ondamen o ad obliga io- nes , siccome la p ima sca u igine delle condichones ( da o a in poi chiame emo semp e a ques o modo le ac iones s idii ju is). Ogni obligalio , isul an e dalla legge , de e , pe la na u a sua de e mina a , indi iz- za si al di e di un ce uni ; e pe ò 1' adio , che - ne sca u isce è na u almen e una condicho. (1) Cujacio po a la opinione in pa e gius n, comechè con usa pe le mol e p oposizioni accessc ie. Com. ad Ti . de eb. c ed. ( Ediz. Napol. om. 7, p. 650. ) OBBLIG. sn lc3 I JUn s E d3oIVA F DE  33 Paulus lib. g. ad Plau iu ii. De concli c ione ex lege ( 13. 9. ) Si obliga io lege no a in oduc a si , nec cau um eadem lege , quo gene e ac ionis expe iamu , ex lege agen- dum es . Cioè se la legge , donde . sca u isce 1' azione , è de' p imi empi della epubblica omana , allo a 1' azione non si chiama mai condicho- ; pe ciocchè , come si è de o di sop a a p. 29 e 30 , in empi più ecen i si p e- se ad usa e il ocabolo condicho pe dino a e le azio- ni , che s' indi izza ano ad un pu o da e. Laonde le acciones ex lege si po e e o chiama e piu os o conciic- iones solamen e da quel empo in poi , nel quale si p ese ad usa e ques o ocabolo , non più nel p imi i o signi ica o di adio in pe sonam e sia qualunque , ma abusi e pe una azione in esa ad un da e oppo ene. Così la esp essione lege no a , nel passo es è ipo a o di Paolo , a à il suo gius o signi ica o . In ques o sen- so pe ò u e le azioni , che sca u iscono da obbliga- zioni onda e dalle leggi delle dodici a ole , sono con- die iones , comechè non po ino ques o nome. Sono ali p. e. le azioni che nascono dal d i o ci ile e si olgo. no al pagamen o di una penale non a bi a ia ma de- e mina a. Onde è che I' adio de igno junc o , l'ac io inju ia um ex lege Co nelia , la s essa adio u i sono e e concieliones; benchè ques ' ul ima , pe dis in- gue la dall' azione ei pe secu o ia , si chiami semp e ac io u i. Ma poichè quì non possiamo dis ende ci più ol e su ques o a gomen o , non sa à lie e la di- mos azione che pe o a ne possiam o e dalla 1. 1. e . an . ( 25. 2. ). I i è de o che 1' adio e : am. si amme e in ece dall' adio u i ; e l' adio e . a a. , 5 34  DIFSERTAZIONE PRIMA come pin pa icola eggia amen e di emo app esso , è una e a condicho. Anche l' azione , che nasce dalla lex Aquilia pe un damnum inju ia da u a e s' indi- izza al da e della aeshma io de e mina a secondo la me cu iale più al a dell'in e o anno , pe quello abbiam de o innanzi è una e a condicho ; comechè , pe le agioni o o a indica e , si chiami quasi semp e acho legis 4quiliae. E che essa si di izzi al da e di un ce una secondo la p eceden e igo osa aes imaíio ei , è mos a o da ll e pa ole della legge ; Quan i id in eo anno plu iini ui , lanlum a s da e domino damnas es o. Senza che un luogo di Ulpiano dice alla le e a che essa è una e a condicho. L. 9. SS. 1. de cb. c edi . (12- 1. ) Compe i haec as io ( si pa la della condicho ce i el ex lege Aq u ilia. In ol e una o e dimos azione che ques a non sia null' al o che una condicho è il (al o che Ulpiano 1. 2. §. 3. de p i a i s Beli chis (47. 1.) pone la seguen e quis ione : Quesi um es , si condie/us ue i ex causa u i a an nihilominus lege 11quilia agi possi . Il che al di e in al i e mini : quando conclic us es pe una causa , si pub a lo - anche pe un' al a causa ? La i- spos a è che in ques o caso si può , pe chè la aes ima io della legge Aquilia è di e sa di quella della condicho u i a. Ma di ciò pa le emo più lungamen e app esso. A ciò che semb a si può i ene e che già p ima de' empi di Augus o ogni azione na a da legge si chia- ma a condicho ex lege. Ciò ien dimos a o dall' azione con o il also denunzia o e di uno schia o , di e a ad o ene e il doppio del suo alo e , la quale azione u OBBLiG. STRICTI JURIS E RONAE FIDET  35 s abili a dalla lex Julia de adulie iis coe cendis. Chè ques a azione si chiama condicho ex lege (se. Julia); Illa eellus lib. 2. de Judiciis publicis (48. 1. ) L. 28 ad leg. Ji liam de adul e iis coe eendis. Quod ex his causis debe u , pe condic ione n , quaé ex lege descendi , pe i u . Laonde quan e azioni es i ui e da leggi ci à, pe il da e di un ce uni , an e ci a à di condicliones ex lege. P ende le qui u e a no e a e sa ebbe la o o inu- ile e sope chio , massimamen e pe ciò che mol e di esse sono in ese unicamen e alla p a ica o ense. Cosi incon iamo nel §. 3!i. J. de ac . una condicho pe il quad uplo con o gli execulo es lili2 m, i quali ca pi- ano da' lo o clien i degli ono a i maggio i di quelli e an lo o do u i. L' azione onda a da Gius iniano con la 1. 35. C. de don.. , pe la p omessa di donazione , è pe ò una condicho ex lege , siccome si è semp e e amen e chiama a. S' in ende poi age olmen e e seni' al a di- chia azione che qualunque sia la o ma , che p ende la legge , é semp e capace di onda e condicliones ; nè p oduce di e enza di so a se la legge sia un plebi- sci o , un sena oconsul o o una cos i uzione dell' Im- pe a o e. Ulpiaezus lib. 26. ad Edic um. L. P. de eb. c ee/. ( 12. 1. ). S ed si ex sena usconsul o age u , compe i haec acLio ( se. condic io ce i ). Theopk. ad §.. 24. J. de ae . ( 4. 6. ) Z% y«q ex lege Ko ó x í Y. O L àu.á^ j/w5 ^x L1 a x4aw5 íx aQ,^a .  ., cs p.i a.'-)ai (1^. E ciò delle condizioni che sono onda e da leggi in. (1) Non enim dubium es , quin ex cous i u ione condic io ex hge nasca u . 36  DISSERTAZIONE PRIMA gene ale. Ma di sop a sponenlmo al e basi sulle quali si ondano condizioni : 1' a o o male , simile alla legge, ed il a o del i ene e p esso di sé qualche cosa senza agione. Pe ò ci a emo qui a pa la ne pa amen e. Se ogliamo sape e quan e di ques e o me con e ma e dalla legge ci abbia , sulla cui base si po e a agi e in giudizio pe un da e oppo ene , un passo classico di Cice one ci giugne mol o a p oposi o , o endoci la ispos a. CIce o p o loscio Comocdo cap. 5. Adnume asse sese nega : expensum úlisse non dici , cum abulas non eci a , eliquum es , u s ipula um se esse dica : p ae e ea enim quemadmodum ce am pecuniam po e e possi non epe io. Pecunia pe i a es ce a : haec pecunia necesse es au da a , au expensila a , au s ipulala si . In e modi adunque opina Cice one possa a e luogo la pe i io ce i : o pe una pecuniae dalio , o pe una $1? ulalio , o pe una lille a um obliga io. O a di que- s e e basi della pelilio ce i po emo da can o, ino a più ampia disamina , Ia pecuniae nume a lo , come quella che non si assegna a gli a i o mali. Pe ò delle basi no e a e nel passo es è ipo a o di Cice one iman- gono la s ipulazione e la espensilazione (1). Ed ei si pub dimos a e , anche con passi del nos o Co pus ju is, che ques i due a i o mali dieno ondamen o a pe ion s ce i, cioè ad azioni indi izza e al da e oppo e e, o, secondo la oce enu a in uso nel d i o nuo o , a condi- e iones. (1) F a le di e se opinioni che si po ano sulla ma e ia io engo pe e a gaclla che iconosce i lib i domes ici ( codices expensi e aecep i ) come la e a o ma del con a o le e ale an ico. OBBLIG. STRICTI JURIS E 11oNAE FIDEI  37 lllb les inus lib. 3. Pandec a um. I. 103. de e b. oblig. (4 . >. ) Libe ho no in s ipula um deduci non po es , quia nec da i oppo e e in eudi , nec aes ima io ejus p aes a i po es , non magis , quam si quis da i s ipula us ue i mo uum hominem au undum hos ium. Pa.u us lib. 6. ad Sabinum. L. 19. e se . p aed. asi. (8. 3.) Si unus ex sociis s ipule u i e ad communem undum inu ilis es s ipula io , quia nec da é el po es . Sed si omnes s ipulen u , si e communis se us , singuli ex sociis sibi da á oppo e e pe e e possun . E , dopo che u spen a del u o 1' an ica oxpensilaiio, 1' azione acco da a dal d i o Gius inianeo pe la li e a- ?°um obligado , si chiama nelle Ins i uzioni pa imen i condicho. o. T. 22. J. lib. 5. (de li i. obl. ) Sic i , u hodie , dum quae i non po es sc ip u a obli- ge u , e ex ea nasca u condic io , cessan e se. e b. obliga ione. Cosi , adunque , la e bo um e la li le a um obligado, sendo o me legali , ondano azioni pe un da e , con- diciiones. Ma, si domanda inol e : Cice one à poi spos o u e le o me legali possibili , donde possono nasce e con Jicdon s? ed a ciò dobbiamo isponde e di no; pe cioc_ chè Gice one pa la di que' casi solamen e , i quali si po e ano p esen a e nella specie , che egli a a a. Le pa ole : p ae e ea enim non epe io si ogliono i e i non ce amen e a u o il d i o , ma solamen e alle ci - cos anze speciali del caso , che Cice one di ende. Ed un caso a' p incipali pe non a e e nessuna connes- sione con la specie di Roscio Comoedo è anche lascia- o in dimen icanza da Cice one ; oglio di e 1' ac io ex 38  DISSERTAZIONE PRIMA es amen o , la quale u a ia non è nè più nè meno di una pu a condi c io ce i. Ciò uole esse qui dimo- s a o. Pe d i o Romano an ico ci e ano , come è isapu o, due specie p incipali di lega i , il lega u a indicalionis ed il lega u a damna ionis. Il legc um indica ionis non p oduce a nessuna obligado , ma da a immedia amen e un dominium ; il lega a io po e a e indica e dall'e ede le cose lega e , come se. elle già osse o p op ie à sua. I1 legalum damna ionis , pe con a io , onda a una obligado s ic i ju is , cioè e a un' al a o ma dalla quale po e a nasce e una condielio. Siccome il lega um indica ionis s abili a , senza bisogno di adizione o al o modo di asmissione ( secondo la esp essione s a- nissima de' mode ni pe ansi uin legalem) , un di- i o eale ; sì pa imen i nasce a dal lega u a damna- ionis una obligado s iai ju is , simile a a o alla s i- pulazione , ma senza bisogno del conco so dell' e ede e del lega a o , che ne sa ebbe o le pa i. Con ques a obli- galio s iai ju is anche nelle nos e on i é semp e congiun a la acol à di ci a e sulla base del es a- men o. Pomponius lib. 9. Epis ola um. L. 46. de leg. J. (30.) Quae de lega o dic a sun , eadem ans e e Iicehi ad cu a, qui e! S ichum el hominem da i p omise i . Illpianus lib. 21. ad Sabinum. L. 39. §. I. eodem. Ipsius quoque ei in e i um pos mo am debe , sicu in s ipula ione. OB13L1G. STRICTI JURIS E BO1VAE FIDEI  39 Pomponius lib. 7. ex Plan io. L. 50. de O. el A. (44. 7.) Quod quis aliquo anno da e p omi i , au da e da- mna u . Pomponius lib. 9. ul Sabinum. L. 23. de F.0.( 4S. 1.) . Si ex lega i causa , au ex s ipula u hominem ce um mihi debeas. Paulus lib. 26. ad Edic um. L. 6. a e in li em ju ando (92. 3.) Alias si ex s ipula u , el ex es amen o aga u , non sole in li em ju a é. lUlpianus lib. 25. ad Edic um. L. 27. a e solul. (46. 3.) E iam ci ca s ipula ionem, e ex es amen o ac ionem. Pomponius lib. 9. Epis ola um. L. 92- de sol. (46. 3.) Si mihi alienum se um da é p omise is , au es a- men o da e jussus ue is (1). ed un passo gia ipo a o di Quinc ilianus ius . o a . lib. 4. cap. 2. Sa is es dixisse ce am c edi am pecuniam pe o ex s i- pula ione , lega um pe o ex es amen o. O a da ques i ammen i isul a chia a 1' analogia del lega um damnalionis é della s ipulazione , come pu e l'uguaglianza de' lo o e e i p a ici. Senza che, quan un- que non osse necessa io di dimos a lo più al e , si pub p o a e con la es imonianza di al i passi che 1' as io ex es amen o non é nuil' al o che una con- (helio . (1) C . C. 35. J. de ac ., 1. 18. de O. e A. ( 44. 7. ) 46  DISSERTAZIONE P1.11l1,A la condicho indebi i la seguen e 1. 66 de cond. znd. di c-: haec condicho ex bono e aequo in oduc a , quod al- e ius , apud al e um sine causa dep ehendi u . E la 1. 15 de conci. ind., dice : Indebi i solu i condic io na u- alis es . E con pa i age olezza si pub d' al a banda dimos a e che u e le condi cli ones ex nume alio- ne sieno s a e dai Romani no e a e a le ac ionib?, s s ic i ju is ; ché que' giu econsul i ene an l'occhio anzi agli e e i che alla o igine delle azioni. Così la nume- a io a semp e congiun a con la s ipula io , sendo i- conosciu a l'analogia ch' é a lo o. Ulpianus lib. 26. ad Eclic um. 1. 7. D de eb. c ed: (/2. 1. ) Omnia , quae inse i s ipula ionibus possun , cade a possun e iam nnme a ioni pecuniae : e ideo e con- dic iones. Ulpianus lib. 26. ad Edic um.  -^1 L. .9. D. de eb. e ed. (/2. 1. )  ^c Quoniam igi u ex omnibus con ac ibus haec ce i  'ci condic io compe a , si e e ue i con ac us ac us ,  ,^1 si e e bis ; si e conjunc im. Ulpianus lib. 9. ad Edic um. L. 19. de e b. sign. (50. 16 ) 1 1141 E ac um quidem gene ale e bum esse , si e e bis, si e e quid aga u : u in s ipula ione el nume a- ione (1).  ^^l Quando si o ano ' congiun e obliga iones e el e bis  ^^p -(1) Si o ano al e p uo e anco a a 1. 2. §. 4. ad S. C. Yellejanum.- 4. 47. J. de ac . ( 4. 6. ) , o e si dice : elu i quibus mu uam pecu. niam , e/ in s ipula u n deduc am pe i ac o . li OBBLIG. STRICTI JURIS E BDN. 1E FID1cI  47 sì uole in ende e pe e solamen e la nume alio , o qualche al o modo , onde si sia i enu o qualche cosa in p op ie à senza agione ; cioè ogni a o dal quale nasce una condicho , ma non pun o que' con a i, che Gajo no e a a con a i eali, come sa ebbe o pignus, deposilum, commodalum. E ciò ien dimos a o non pu e dalla ipo a a 1. 19. de e b. sig. , o e il ocabolo e è app esso dichia a o dal ocabolo nume alio , ma an- co a e più se si ponga men e che que' e con a i non ànno niuna simiglianza con la s ipulazione. Anzi io c e- do di po e e senza pe icolo ca a e da ques o equen e congiunge e che si a di e e e bis la conclusione, che i giu econsul i omani , ol one Gajo non àn pun o no- e a o ques i e con a i a quelli qui e ¡iunl. Ed ol e alle p uo e già eca e u ibocco , si á una se e a dimos azione che i Romani colloca ano le con- dic iones ex nume alione come le al e u e a le si i- cii ju is ac iones , an o dalla esposizione a a di so- p a che ci è una sola condicho , quan o anco a da ll a 1. 2!i. de eb. c ed., o e è de o che l'azione nascen e dalla s ipulazione e gnella nascen e dal mu uo sono una cosa medesima. Ma della duplice indole delle cond'ic io- nes ex nume a ióne , secondo che si a enda al onda- men o o all' e e o lo o , pa lano due impo an issimi luoghi di l' i onio l' uno e di Ma ciano l'al o , i quali pe ò non oglionsi qui asanda e. T iphonius lib. 7. Dispu alionuin. L. 64. de cond. incl. (12. 6.) U enini libe as na u ali ju e con ine u , e domina. io ex gen ium ju e in oduc a es , i a debi i el non debi i a io in con i c ione na u ali e in elligendca es . DISSERTAZIONI: PRIMA Illa elanus lib. 5. Regula lum. L. 23 1 . in . de a . e . amo . (23'. 2. ) I am ju e gen ium , condi i pu o posse es ab bis , qui non ex jus a causa possiden . Onde si pu l) onda amen e pensa e che anche i Pe e- g ini gode ano della condicho ex nlcme alione , i quali ce amen e non gode ano di quella ex shpulalione, ex- pensila ione (1) e es amen o. Fo se il Gajo , che con an o deside io aspe iamo (a) , ci da à su ques o p oposi o no izie più pa icola eggia e. O a , dopo il nos o agionamen o e dopo le deduzio- ni, che ne siam enu i ca ando , non ci è ce amen e mes ie i di gius i ica e più ol e il p incipio da noi po- s o , che le condic iones ex nume a ione o ex da ione adan comp ese u e in una sola nozione. Dappoichè , essendo di sop a s a o dimos a o ch' egli ci à una sola condicho, anzi seudo ciò de o esp essamen e dalle leggi in p oposi o della condicho ex mu uo e della indebi- i (2) ; le di e se cause delle condic iones non possono o ma e an i o dini quan e ess(sono , e u e si engo- no ondendo nella nozione ondamen ale della dalio.. E di e o gli é del u o indi e en e sia che io abbia da o qualche cosa in p es i o , cioè con la men e che mi si es i ui ebbe , sia che la cosa di p op ie à mia si o i senza agione nelle mani al ui ; e ciò qualunque possa esse e il a o, pe cui manca la agione dell' al ui i- (1) Secando la s o ia del d i o di Hugo, 6. Ediz. p. 597., Gajo pa - la di li e a um obliga iones p op ie de' Pe eg ini. (a) L' anno app esso usci alla luce la Edizione di Be lino. (il ad.) (2) La 1_18. e la 1. 32 de eb. c eed. lo dicono pe le al e condic- iones. 48 OBBLIG. STXICTI JUIIIS E BON14E FIDEI  49 ene e la cosa mia : che ques o a o sia cagiona o da alse supposizioni di colui che á asmesso ( causa non secu- a o indebi i ), sia da male p a iche di colui che i- ce e (íu pis causa , o u i a) , o inalmen e sia anche che ques a mancanza di agione non nasca nè daI a o di colui che dà, nè dal a o di colui che ice e ( sine cau- sa), gli è cosa a a o indi e en e. Dal momen o in cui com- pe e al mu uan e la condicho ex mu uo à già cessa o di esis e e`la agione, onde il con enu o possede a la cosa mu ua a : e pe ò la condicho ex mu uo non è in ondo nè più nè meno di una e a condicho sine causa , e icade pe an o nel g ande ce chio , che u e comp en- de ali condizioni ; il a o del i ene e senza agione. Ques o conce o è esp esso chia issimamen e da seguen i luoghi. Ja oleuus lib. 1. ex Plau io. L. 10. in . de cond. causa dala, causa non secula (12.4.) Quia nihil in e es , u um ex nume a ione pecunia ad eum sine causa , an pe accep ila ionem pe ene i . Paulus lib. 3. ad Sabinum. L. 14. eodem. Si p ocu a o i also indebi um solu um si , i a demum a p ocu a o e epe i non po es , si dominus a um habue i : sed ipse dominas ene u , u Julianus sc i- bi . Quod si dominas a um non habuisse , e iam si debi a pecunia solu a uisse , ab ipso p ocu a o e e- pe e u ; non enim quasi indebi zcnz dalunz epe e u ; sed quasi ob eni da u a , nec es secu a si , a iha- bi ione non in e ceden e, el quod a um ace e pe- euniae alsus p ocu a o , culli quo non an um u i agi , sed e ianz cosmici el posse. E qui con un esempio p a ico si mos a pe la p i- 7 V i )  DISST'RTAZIni11E PRIMA ma ol a a quali e o i conduca an o la pa izione p incipale delle azioni in. con a i , quan o la poca a - enzione pos a a ciò che ci à di in imamen e essenziale in esse. II disgiunge e , p. e. , il mu uo dalle al e con- dizioni mena al conce o che ciascuna condicho sia un azione dis in a e di e sa. E quando Glueck (1), con al- i mol i , ci a na ando di ce e conche iones , che egli p e ende bonae (idei , mons a con ciò di a e e ele- a o alla massima po enza il isul a o di quel sis ema da noi espin o. I sis ema ici c edono di a e abbas anza, a enden- do solamen e alle di e enze ma e iali , senza pun o e- de e che non si può a a o iusci e ad in ende e il d i o omano se non si ponga men e sop a ogni al o alla iden i à o male. Così ileise (2) pone u e le condie- hones , dal mu no in uo i , insieme col deposi o e con i' ini e de o de p eca io. Ma egli non ò ce amen e pos- sibile che ques e obbligazioni di e gene i di e si, e na e da on i di e en i si s ieno paci icamen e 1' una d' ac- can o all'al a senza de u pa e o dis ugge e le lo o no- zioni. Che a di nos i sien cessa e le di e enze o mali, e gli a e i delle azioni , a un di p esso , sieno gli s essi e amen e una scusa , che non può g an a o con e- i e a po e il di i o omano nella sua buona luce. Ei mi o na e amen e inaudi o, anzi a a o inconcepibile, come mai si possa p ende e a scalza e la base ad una scienza , e non pe an o poscia ole e che le sue con- seguenze ge moglino, apian andole in e eno s anie- o. Che ciò accian colo o , che digiuni di p incipi, com- (1) Gluecla Comm. ol. 13. p. 260. (2) $else Compendio. 3. Ediz. p. 102. Seg. OBELIG. STRICTi JURIS E B4NAE EIDEI  5I pongono legge men e una p a ica iziosa , lo ogliain . ole a e ; ma non già mai che ciò acciano gli s udiosi ed i maes i nella scienza. To nando al nos o p oposi o adunque i e emo che an conside a e come p oceden i dal i ene e senza agione le condie iones ex 7nuluo,causa da a causa non secu a , ob u °pem caausan' , indebi i , u i a. Ma ol e a ques e ci à un' al ' azione di che , pe compie e ques o no e o , si uol quì a pa ola. Se du- an e il ma imonio la moglie a esse in ola o qualche cosa al ma i o , il conce o dilica o, che i Romani a e- ano della comunanza di i a a ma i o e moglie , non eonsen i a ch' ella osse pe segui a a con un «elio u i, anche dopo cessa o il ma imonio : che anzi , secondo la opinione di molli giu econsul i , ella , con al al o, non consuma a pu e un u o (1). Il pe ché non pu- e i' as io u i , ma neanche una condicho u i a si po e a da e con o di lei : non esis endo o non si po- endo pun o ico da e (2) il a o del u o , non ci sa ebbe o non si po ebbe nomina e la causa , donale sca u isse la condiclio. Ma poiché , cl' al a banda , il ma i o de uba o de e icupe a e il s o , sic in odus- se una p op ia as io e um amni«) i m. Ques a azio- ne e amen e non con iene la pa ola uTíuin , ma non di meno in u i i suoi e e i e nella sua essenza é una e a sondi elio u i a : l' adio e um amola um pe (I) Quia socie as i ae gzwdainmodo donzi,aanz eani ace e . L. 1, e . amo , (25. 2. ) (2) L. 1. codea guibusdaìn exis inzan i!as zie guidenz u um eain a- ce e. Del imanen e pe l'uomo e so la donn a algono le s ese massi- me. I. 7. eodcm, !;l 52  DISS':RTAZIONE PRIMA a en u a è alla condicho u i a quello che l' adio in ac una con o il pa ono , all' adio de dolo. Con 1' adio e um amo a um si o iene u o quello che si o e ebbe con la condicho u i a. Paulus lib. 7. ad Sabinum. L. 6. §. 4. h. . (2,Y. 2. ) I em he es mulie is ex hac causa enebi u , sicu condic ionis nomine ex causa u i a. Pe ò lo s esso Gajo con agione la chiama condicho. Gaius lib. 4. ad Edic um p o inciale. L. 26. h. . Re um amo a um ac io condic io es . Ma a ques a nos a a e mazione , che i' adio e um amo a um supplisca alla condicho u i a, semb e anno o se con addi e alcuni luoghi di Ulpiano , i quali a p ima giun a appaiono mos a e che la condicho o i- a conco a con l' adio e um amo a um. Pe ò non si pub a meno di po e ques i passi esege icamen e a di- samina , a inchè s anisca anche il più lie e dubbio , che alimen a po esse ques o e o e. Illpianus lib. 30 ad Edic um. L. /7. §. 2. I . 1. Non solum eas es, quae ex an in e um amo a um ju- dicium eni e, Iulianus ai , e um e íam eas, quae in e um na u a esse desie un . Simili modo e iam ce i condi i eas posse a . Dalle ul ime pa ole di ques o b ano, chi Ie conside i l egge men e, si po ebbe dedu e che la condicho u i a si possa amme e e accan o all' acíio e um amo a um; OBI3LIG. STRIC7'I JURIS E BONAE FIDEI  Y j onde ques ' ul ima o ne ebbe del u o supe lua. La glossa (1) e Cujacio , (2) e gli au o i esege ici con esso, si spacciano b e emen e de' ias ìdi. Essi, con o la s o ia e senza ondamen o alcuno , amme ono con le al e con- dizioni anche una condicho ce i gene alis. Ammessa che ques a sia, il ammen o di Ulpiano non o e lo o niuna speciale di icol à : essi ico ono alla lo o con- dicho ce i gene alis , e u o è gius i ica o. Ma poi- ch^ il isul amen o della sposizione , che siamo enu i acendo , è s a o il icondu e u e le condic iones alla semplice lo base s o ica ; poichò si è dimos a o che , quan o agli a e i , ci à in gdne e una condicho ce i unica , e ce ne à di e se solamen e quan o alle cause ; ques a enigma ica condicho ce i gene alis , la quale secondo il nos o conce o sa ebbe una condicho senza ondamen o , de e necessa iamen e i o na e nel p op io nulla. Pe ù a dichia a e il passo di sop a ipo a o ci è mes ie i di segui e una esegesi più pu a delle pa o- le. Ulpiano non dice pun o che Giuliano a esse de o s a - sene 1' adio e um anzola um di cos a alla condicho ce i , se, u i a, s iccome si po ebbe o e oneamen e in ende e le pa ole simili modo eliam ce i condi i eas posse ail. Ques e pa ole si ogliono a icina e a ció ch'ei dice di sop a, che, anco quando la cosa messe cessa- o di esis e e in e um na u a, pu e si pub a e e 1'aclio e um anzola um. Allo a le ul ime pa ole del a njncn- 0 : simili modo ec a anno ques o senso , che , come a iene con 1' aclio e um anzola um, anche con 1' aclio (1) Glossa ad leg. 17. SS. 2.  . (2) Cujac.  i . 1. d e eb. c ed. Edige Nap. on/. 7. p. 639. 54  DISSERTAZIONE PRIMA u i a si possa condice e la aes ima io (1). A ques a spiegazione si ada ano anche mol o meglio le pa ole si- mili modo, anzi po ei di e che esse si p es ano a ques a sola spiegazione , e che quì , come in al i luoghi (2) , si uol a no a e solamen e 1' uguaglianza degli e e i della condic io u i a e dell'ac io e um amola u n. Ma ol e a ques o è mes ie i dichia a e ún al o pas- so di Ulpiano. Ulpiaiius lib. 5 Regula um. L. 24. D. h. 1. Ob es amo as , el p op ias i i , e! e iam do ales, am indica io , quam condic io i o ad e sus mulie- em compe i ; e in po es a e es , qua eli ac io- ne u i. La glossa qui ci o e di bel nuo o la sua condic io ce i gene alis: e quì di bel nuo o sa à bas e ole una dichia azione assai più semplice. Dappoichè Ulpiano in- ende quì pe condic io l' adio e um umola um me- desima , la quale, dice Gajo nella I. 26, è p ecisamen e una condic io. E che ciò sia così isul a necessa iamen e se si conside i che , o e cio non osse , Ulpiano in que- s o medesimo luogo a ebbe a o menzione anco a del- 1' adio e um amola um, pe ciocchè qui se ne do e a a a e ex p o esso. Ma il 1am incLica io quam condi- c io esclude ch' ei pa li di ogni al a azione. Ond' è che, s' egli a ebbe qui do u o pa la e dell'ac io e um a o a- II (1) L. 5. de cond. n i a ( 13. 1 ).  ! In e u i a condic io ipso uin co po um compe Z , sed -u um cam-  i^üu diu , quamdiu ex cn , an e o e si desie in esse in ebus Iaumanis — Si non ob uli da u concdic io aes ima ionis. (2) L. 21. §. 5. D, h, . `:4 OBBLIG. STRICTI JURIS E 110NAE FIDEL  55 mum, e in e e i non pa la che di indica io e di condicho, bisogna con eni e assolu amen e che pe condicho si deb- ba in ende e l'as io e um amo a um; iI che non ima à pun o più in dubbio , o e si ponga men e alla colloca- zione delle due azioni 1' una accan o all' al a. Che poi 1' as io e um amo a um ispe o all' as io u i a non sia null' al o che un' as io in ac um uole esse e quì no a o e i enu o già pe an icipo, in che non giungia- mo ad espo e in gene ale ques e azioni; an o piìi, che pe mos a ques o nos o conce o abbiamo do u o a - a e dell' adio e um «mola um più di usamen e di quello ci p opone ano nel disegno di ques o la o o. O a , pe compie e ques o pa ag a o , non dobbiamo al o che ipe e e in b e e ciò che "di usamen e si i enu o a ando. Tu e le ac iones s idi ju is s' indi- izzano solamen e al o a e di un ce um ; ed in ques o senso ac iones s ic i ju is e condicliones sono oci si- nonime. S udiando la essenza delle condic iones si sco - ge ch' elleno possono esse e di e se solamen e quan o al ondamen o lo o , ma , quan o agli e e i , sono una cosa sola. I ondamen i , onde p endono o igine le con- dic iones , an di isi in e classi p incipali : la leg- ge , la o mola , il a o del i ene e qualche cosa senza agione. Alla p ima appa iene Ia lex ed in gene ale ogni azione nascen e da obbligazioni onda e dalla legge. Della seconda classe abbiam no e a o e specie : la s ipula io , la li e a um obliga io , il es a- nun uìn , accan o alle quali an colloca e come ecce- zioni la do is dicho e il giu amen o del libe o. Da ul imo u e le condizioni, che p ocedono ex e, e che si addimandano ex mu uo , causa da a cansa non secu- la , sine causa , ob u pem causa o u i a icadono, '141 ^ 1^ 62  DISSERTAZIONE PRIMA essenza e del alo p op io di ques a seconda pa izio- ne in gene ale. Quan o al nome da da e alla con lic io di en a a così doppia ispe o alla specie , cui appag iene 1' obbie o ch' ella domanda , non si p esen ano di icol à pe deno- mina e l'una delle due manie e; pe occhè, essendo una di essa indi izza a solamen e ad o ene e un an o in dana o, non ci sa à nessuno, il quale con as i che la condicho indi izza a al dana o à la condicho che s' indi izza ad una pecunia ce a (si ce lucm pelelu ) (î). Ma edem- mo che , di incon o al dana o , s anno u e le al e cose : il nome da da e alla condicho , che se e a que- s ' o dine di cose , p esen a meno age olezza. Ei non è possibile di da e al complesso di mol e cose di ge- ne e a a o di e so un nome , che le comp ende u - e. Ciò che si pub a e è di imp on a e ad una di que- s e cose il nome , il quale , adope a o a dino a le u - e , di en i pe di così il app esen an e delle al- e. Ciò accade appun o nel p oposi o che ci occupa : il nome di quella cosa , di cui più si a ica, p es a na u- almen e il suo nome pe indica le u e. E quis ione pe ò oziosissima , pe ché i Romani abbian chiama o condicho i icia ia pe oppos o a quella indi izza a ad una pecunia ce a la condizione,- che si olge a u e le cose del dana o in uo i. Se osse s a o 1' olio la me - cé di cui più a esse o i Romani a ica o , oggi si an- d ebbe in es igando con pa i agione , pe ché p esso di lo o ci osse s a a una condicho olea ia. Ma noi sap- piamo con ce ezza che Roma so ì semp e penu ia di (1) L. 1. p . de cond. i . (13. 3. ) La pecunia ce a si puL chia- ma e $a b l o xì y , ce um, pe ché signi ica semp e assolu amen e lo s esso. OBBLIG. STRICTI JURIS E BONAE FIDEI  63 g ani : la Sicilia e a la sua came a umen a ia ;e p o- babilmen e il umen o u la me ce, pe la quale si o ma a la maggio pa e de' con a i di p es i o , de' es amen i e delle s ipulazioni, sendo semp e quello, onde si à più s ingen e bisogno , ciò di che più si ai  lea. Laonde , non solo non debbe eca pun o di me a iglia, ma uolsi anche conside a come la più na u ale cosa del mondo che una specie di g ani ( umen o) di en- ò come il p o o ipo di u e le cose , del dana o in uo- i ; e che , endu asi necessa ia la di isione delle cose comme ciabili nelle due specie di sop a dichia a e , si osse chiama a condicho ihcia ia quella condicho con che si domanda a un ce um che non osse una pecu- nia num e a 'i. Ripe iamo in poche pa ole ciò che in qui siam e- nu i sponendo. In gene e non i à che una sola condi- cho. Ma ella può a e e di e se ondamen a , e ques e si son no e a e nel pa ag a o p eceden e. Inol e l'ob- bie o , che si chiede in giudizio con la condicho, é in- di e en e pe la essenza di ques a. Non di meno la na- u a is essa delle cose o ma qui una impo an e ecce- zione. Di ise le cose, che sono in comme cio, in due o - dini p incipali, non s' incon a niun dubbio pe aggiudi- ca e l'obbie o della dimanda quando esso appa iene al p imo ; ma , quando appa iene al secondo , è bisogno di una de e minazione più p ecisa di quella che si o - e dalla dimanda is essa. Ciò ichiede , ol e alla pa - izione pe le basi, che la condicho si dis ingua anco a pe l' obbie o clil è in esa. Quindi abbiamo condicho si ce hum pelelu e condicho ihcia ia (1). (1) O a u i gli s o zi , che si son a i , pe dichia a e ques a eni Ú^  DISSERTAZIONE PRITMA Adunque la condicho ilicia ia non è una no ella azione p op ia ; nè p esen a adjec i ia guali as o deno- minazione di so a , che gene asse l' e o e capi ale p e- so da' giu is i in p oposi o di essa. Ella non è al o se non solamen e una pa e di una u ' al a pa izione della condicho , la qual pa izione è a a a enden- do agli e e i dell' azione. Pe ò la condicho , sia i- hieia ia o non sia , do à semp e nasce e dalla s i- pulazione , dal es amen o o dal a o del i ene e qual- che cosa senza agione. Se il più de' giu is i si a esse o imp esso bene in men e ques o p incipio logico , che ci possono esse e più aciones di idendi, non ne sa ebbe- o ce amen e giun i pe ino a po e come quesi o pe chè si sia in odo a la condicho i icia ia quando già se ne a eano di al e. E da ul imo , se essi a esse- o le o con alcun poco di p o ondi à il passo di Ulpia- no , il quali non semp e a menzione delle di e se on- damen a della condizione , di icilmen e sa ebbe a enu- o ciò che é a enu o , che, seguendo un esempio pos o pe maggio dichia azione , si è p eso a i a e la pa - izione pe ondamen a , enendo 1' occhio a quella pe lo scopo. Ulpianus lib. 27. ad Edic um. L. 1. de condi . i ic. (13. 3.) Qui ce um pecuniam nume a am pe i . lila ac ione u i u , si ce um pe e u : qui au em alias es , pe ma i a denominazione, an passa i so o silenzio. Essi si possono po e d' accan o agli s o zi a i in o no al cosidde o u ile dell' azione. Non di meno non si uol asanda e di no a e che in u o il Co pus , 1u is non sii in iene ques a pa ola al o che nella epi g a e e nella 1. 1. h. . :1 A OBBLIG. Si"R C JURIS E BUIVAE FIDET  GJ i ici c i zen coiac1ic ionem pe e . E gene ali e dicen. dam es , eas es pe . hanc ac ionem pe i, si quae sin p ae e pecunia i nume a ám : i e in ponde e , si e in mensu a cons en ; si e mobiles sin , si e soli. Qua e undum quoque pe hanc ac ionem pe imus, e " si ec igalis si : si e j s s ipula us quis si , ela i usun7 uc um , el se i u em u o umque p aedio um. §, i Idem au em suam pe hanc ac ionem nemo pe e , Siisi ex eciusis , ex quibu po es , elu i ex causa u i a , e! e mobili i ob ep a. In u o il ammen o si a pa ola solo degli obbie i delle condizioni , e si pa la dell' azione solo pe quan o essa si i e isce a ques i. II 55. 1. poi esp ime esplici- amen e un conce o uni o me al nos o, ecando, come a a o digiun e da ques a azione , quelle causae delle condizioni , le quali ondano una pa izione ; e , a a ques a digiunzione a le cause e la condicho di cui pa liamo , i e isce a ques ' azione u e quan e le cau- se , niuna ecce ua a ; isi ex causis ex quibus po si. E ciò quan o al signi ica o della condicho ilicia ia e quan o al pos o , che le a assegna o nel sis ema. Ma o a ci imangono mol e cose da dichia a e , le quali , se così senz' al o di ne le lasciassimo , semb e ebbe- o cozzan i con quello di sop a abbiamo e ma o. Vo- glio di e che noi di sop a abbiam e ma o , come es- senza in ima delle ac ione s s ic i ju is , ch' elle s' indi- izzino al cl a e di un ce um : quindi in e i amo che non mai si po esse pe ò o ene e con ali azioni nè più nè meno di qnello si e a domanda o. O a, pos e ques e cose , noi semb e emo a p ima giun a di da e in ce a con addizione non pun o lie e, quando d' al a banda ci acciamo a sos ene e che u a ia le pili ol e si debba 9 GG  DI iSERTÀ7.IONE PRIMA s a con en i , o enendo alcun che di di e so di ciò che in p ima si domanda a ; in b e e , che le più ol e si o enga non la cosa s essa ma solamen e la aeslimalio. Pu e una b e e p oposizione in e media sa à bas e ole a imuo e e os o l' appa en e con addizione. Secondo guel o abbiam de o di sop a una pecunia ce a , non a endo al a misu a che sè s essa , è e amen e l'unico ce lum, il quale non dependa da al o. E p esso i Ro- mani la pecunia ce a , adegua amen e alla sua na u a, e a pe così di e la adice ul ima di u e le cose. Pe- ò la aeslimalio è il p eliicm ei , non già alcun che di di e so dalla cosa domanda a ; anzi quella si adegua si a amen e a ques a , che in ondo la p ima non è null' al o se non il pun o inale della seconda ; la cosa domanda a ien app esen a a so o al a o ma dalla sua aeslimalio. Ed in comp uo a di ciò possiamo a e ma e senza ema come nell' an ico di i o omano non ci e a niuna obligalio pel d'a e di un ce o n , dal dana o in uo i, la duale non po asse insieme la aeslimalio de e - mina a, pel caso che l' al o ce uni non si po esse i- ce e e. Se la obliga o nasce a ex lege, o ci a e a una poena in ece di aeslimalio, o, come nella condic io na- scen e dalla lex .ìlquilia la s' indi izza a di pe sè s es- sa alla aeslimalio , che la legge s essa de e mina a non p ima conco e ano u e le condizioni- dalla legge o- lu e e de e mina e. Ed in quelle obligaliones , che na- sce ano da s ipulazioni o da es amen i , eggiamo es- se e an ó consue o la obliga io al e na i a e inalmen e le clausole penali , che ben si sco ge come i Romani si pensasse o che la aeslimalio non e a nulla di di e so dalla cosa domanda a , che anzi e a il suo semplice equi- alen e ,- ciò che po e a app esen a la pun ualmen e. • OBBLTG. S RICTI 3 URIS E B01Vl1E FIDEI  67 Ques o che diciamo sa à anche più chia o se ci accia- mo a s udia e un a o la e imologia ed il alo p op io del ocabolo; chè, quì come al o e , è ques a la ia pili sicu a pe giunge e ad una dimos azione compiu a. Se la pecunia ce a in ondo è l' ul imo pun o inale, in cui si isol ono u e le cose , uolsi concede e an- co a come necessa io che u e le cose in ine sien com- p ese nella nozione di pe unia. E ale u p esso i Roma- ni. Essi non chiama ano pecunia solamen e il dana o con an e , ma con al nome addimanda ano li die le cose che po e ano esse e i a bonis. Illpianus lib. 49. ad Sabinu.n. L. /78. de . S. (50. /6. ) Pecuniae e bum non solum nume a am pecuniam com- plec i u , e um omnem omnino pecuniam hoc es omnia co po a ; nani co po a quoque pecuniae appel- la ione con ine i , nemo es qui aiubige . Celsus lib. 11.11. Dig. L. 88. eodem. Tan um quisque pecuniae eiinqui , quan um ex bo- nis ejus e ici po es ; sic dicímus cen ies au eo um habe e , qui an um in p ediis , cae e isque similibus ebus habea (1). In ques o senso Cice ene dice a nella o azione p o Ro- ^cio Comoedo : j.cdici .m es pecuniae ce lae ; in ques o senso si pub a e ma e , senza enia d' incon a con- addi o i , che u e le acliones s ic i ju is s' indi iz- zano al da e di un ce um , il quale ce lu n , ele a o alla sua più alla po enza , di en a una pecunia ce a. (1) Ed anco a 1. 5, 1. 77. de e h. signi . ( 50. 16. ) 1, 64. in . de solu o ma . 1. pen. Cod. de cons . pecunia. DIS5ERTAZIONE PRIMA 11Ia se, come semb a p obabilissimo, u egola nel d i - ó an ico, quando non si a a a di pecunia ce a , di aggiugne e semp e una poena o, ciò che al quasi lo s es- so, la aes imalio delle cose ; ques a p a ica col empo do e e segui si meno se e amen e : spesso si do e e manca e dí muni e a ques o modo le obbligazioni. Laon- de e a necessa io che osse e mi i p incipi in esi a go- e na e la acslinialio , nel caso ch'_ essa non si in enis- se già de e mina a. Nè il de e mina la po e asi abban- dona e all' a bi io del giudice , pe ciocchè ne' judicia ex lege non ci a e a pun o luogo ad. a bi io. E, po en- do la a slima io esse e di e sa , an o se si abbia ispe - o al luogo , quan o se al empo , è chia o che, o e os- se o manca e s abili dilimi azioni e egole pe la es i- mazione , a ebbe ben po u o in e eni e che il cc iu'7a si osse amu a o in ince um. O a ques e egole pe la es imazione si in e anno age olmen e nelle s abili no - me canoniche , le quali go e nano u e le acliones slni- cli ju is. Di sop a alliam p eso le mosse dal p incipio che con una condic io non si po esse in gene ale o ene- e nè più nè meno di quello si e a domanda o. S abi- limmo anco a pe massima cos an e , che la aeslimalio è adeguala alla cosa is essa. O a , se n( ' s idi junis ju- dicia non si può o ene e al o se non la cosa al quale u domanda a, segue di pe sè che la aeslimdlio, la (¡u ile s a in luogo della cosa domanda a, debba esse e quella del dì della domanda (judicii ~(0 1. Che se pe a - en u a po esse la es imazione esse e di empo pos e io e, po ebbe in e eni e che si o enesse più o meno della cosa domanda a : e se osse di empo p eceden e allo a la aeslima io is essa sa ebbe la cosa o igina ia e non già il semplice equi alen e della cosa domanda a. Adunque ^ul L^^l '4u OBBLIG. STRICTI JURIS E BOYAL' FIDEI  69 noi dobbiamo necessa iamen e i ene e , come illazione della nozione delle acliones s ic i ju is, ques o p incipio giu idico , che in ques e azioni il . empo della aes ima io è il empo della con es azione della li e , empus accepli : pel con a io di quello ch'è ne'bonae i dei nego- ia , o e la aeslimalio è quella del empo della condemna- lìo. Non pe an o ei con ien no a e di ce e eccezioni a ques o p incipio , le quali nascono dalla na u a in essa delle condic iones. Se si e a s abi i o un gio no isso pe l'adempi nen lo della obbligazione, bisegne à domanda e la cosa, che si do e a p es a e , quale essa e a in quel gio no. I1 pe chè in ques o caso la aeslima io do à es- se quella del gio no, in cui si mancò di adempie e alla obbligazione. Pa imen i quando la cosa è pe i a. Anche in ques o caso la aeslima io , sendo l' equi alen e della cosa , non può esse e al a se non quella del dì in cui la cosa è pe i a. La mo a o ma un caso simiglian e al p eceden e. Chi s a in mo a non si libe a in e amen e dalla obbligazione col da e la cosa do u a, quando essa osse di en ala peggio e pe la mo a : egli de e aggiu- gne e an o di pio , quan o la cosa à scema o di alo e. Ques o, in al i e mini, uol di e che in caso di mo a il empo, cui bisogna a ende e nella aes imalio, è il km- pus mo ae. Ciò de o s' in ende à legge men e che quello eggiamó in e eni e pe la condicho u i a, cioè che la es imazione debba esse e la maggio e di u o il em- po dall' in olamen o in poi , non è pun o u ia eccezione alla egola es è e ma a , nè o e di e si à di so a dagli e e i della condicho in gene ale. La agione ne è chia- issima; chè il lad o da che in ola 1' ogge o è semp e in mo a : pe ò è in mo a anche al empo, in cui la cosa in ola a a ebbe aggiun o il suo più al o p ezzo. Adun- 70 DISSERTAZIONE PIUMA. que p incìpi , che egolano la aeslimalio sono mu a i nella condicho u i a non già pe cl è la causa u i a sia di e sa dalle al e , ma pe chè ci si e i ica ale una mo a, che e amen e s' incon a con al ca a e e solo in ques a condIiclio. O a ques o, che noi abbiam ca a o come conseguenza di un p incipio , sa à mos a o pa imen i da mol i pas- si. E poichè ques i engono agionando appun o come abbiam agiona o noi , non occo e à di a e su ques o p oposi o al a esegesi di so a. Ulpiauus lib. 2S. ad Edic uni. L. 3. §. 2. Commoda i el con a ( 13. 6. ) In hac ac ione , sicu in cae e is boncce dei judiciis, simili e in li em ju abi u ; e ei judicandae empus, quan i es si , obse a u , quam is in s 1c i , li is con es a ae empus spec e u . Gaius lib. 9. ad Edic um p o incialem. L.  cond. ilicia ia (13. 3.) Si me a aliqua , quae ce o die da i debeba , pe í a si elu i inum , oleum , umen um ; an i li em aes imandam , Cassius ai , quan i luisse eo die , quo du i debui . Si de die nihil con eni , quan i um , cum judicium accipe e u . Julianus lib. I. ex 11Iinicio. L. 22. D. de eb. c edi is (12. 1. ) Vinum , quod mu uum da um e a , pe judicem pe- i um es , quaesi um es , cujus empo is aes ima io ie e : u um cum da um esse , an cum li em con- es a us uisse , an cum es judica e u ? Sabinus e- spondi , si dic um esse , quo empo e edde e u , quan i uno uisse : si non , quan i unc cuuc pe i- u n esse . OB13L1G. .STRICTI JURIS E BONAE FIDE!  71 Celsus lib. . Diges o um. L. 1i. de e jud. (42. 1.) Si Kalendis ie i aliquid s ipula us sum, nempe quan docuinque pos Kalendas accep o judicio , an i a uen aes imanda lis es , quan i in e ui mea, Kalendis id ie i ; ex eo enim empo e quidquid aes ima u , quod o issime sol i po e i (1). Julianus lib. SS, Di ,. L. 59. de. VO.(45. 1.) Quo ies in diem , el sub condi ione oleum quis s i- -pula u : ejus aes ima ionem eo empo e spec a i op- po e e , quo dies obliga ionis eni : unc enim ab eo pe i po es , alioquin alias ei cap i() e i (2). Non è nel disegno di ques a disse azione di anda di- chia ando u e le singole an inomie, che la ma e ia p e- sen a quasi come accesso io di quello noi a iamo, sen- do anzi nos o scopo p incipale di segna e quì le on- damen a di un no ello sis ema. Non di meno il seguen e passo , come quello che , mos andosi con addicen e col nos o assun o , acquis a impo anza pe l'insieme del- la a azione , non uol esse passa o sanza dichia a- zione. (1) Le pa ole : quod no issime sol i po e , indicano p ecisamen e che la aes ima io debba esse e necessa iamen e quella del di della do- manda. (2) Ques e ul ime pa ole : unc enim ab eo pe i po es , p esen ano in b e e la agione da me da a di sop a , pe ché la aes iina io debba es- se quella del gio no de e mina o della domanda. Anco meglio la p e- sen a la giun a : alioquin alias ea cap o e i . Con . 1. 22. D. de oblig. e ac . — 1. 37, man i. 78  DISSERTAZIONE PRIMA che a le azioni penali (1). E qui pa lando noi della legge Aquilia non dobbiamo asanda e di disco e e anco a di quel non is a e mi al alo e dell'ogge o nella s ima del danno , p endendosi anche in conside azio- ne il clamnwn , che media amen e pa i a la pa e ; del qual modo di alu a e u cagione non an o la pa ola della legge , quan o la in e p e azione da ane da' giu e- consul i amani. §. 10. J. de lege Aquilia (J. 3.) Illud non ex e bis legi s. , sed ex i nle p . ela ione plaeui , non solum pe en i co po is aes ima ionem habendam esse , secundum ea , g iae diximus ; sed eo anlplius quidquid p ae e ea , pe em o eo co po e , damni o is illa um ue ì ; ela i si se um uum he edem ab aliquo ins i u um, an e quis occidc i , quam is jussu uo he edi a em adie i ; nam he edi a is quoque amissae a ionem esse habendam cons a . Ques o danno media o pub conside a si , di ei quasi , come una causa nega i a; oglio di e , come una causa, la quale non a e a luogo pel a o del con enu o : non pe an o non ci à nulla che pugni assolu amen e ad amme e e una aeslima io maggio e del alo della co- sa in essa ; poichè ques o caso è simile a quello , in cui si aggiungano alla cosa delle accessioni. Non di meno ques o caso è una delle in asioni , che enne acendo nel campo dello s e o di i o il p incipio della equi à , quale in ques a specie è p opugna o e caccia o innanzi dalla in e p e azione. E noi di sop a gene almen e no- (1) 5. 9. J. li. . qua ca ione c edi u n es , POENALEM esse I ujus le- gis ac ionem : quia non solum an i quisque obliga u , quan um damni dede i ,, sed aliquando longe plu is. o13l3LIG. .STI?ICTI  DON AE FIDEI  79 lammo che ques o p incipio equi a i o si andò semp e più e più dis endendo pe modo , che la ma e iale no- zione del dolu8 e della culpa pene asse ino nel di i - o o male. Il pe chè noi dobbiamo del pa i p ende le mosse dal p incipio della equi à pe ispiega e , che nella condic io u i a, come nella lex Aquilia, si uoIe es i- nia e il danno media o (1) ; ma semp e pe modo, an o nell' una quan o nell' al a , che non si p enda in con- side azione p op io l' in e esse , nel senso in cui , co- me di emo app esso, uole esse e in esa ques a esp es- sione. Paulas lib. 2. a g i Plan illa'. L. 33. ac.leg. Aqu. (9. 2. ) Si se um meum occidis i , non a¡Tec iones aes iman- das esse pu o ( elu i si ilium uam na u aiein quis occide i , quem u magno emp um ellos) sed quan- i omnibus ale e . . . . In lege enim Anula cla'n- num consequimu ; el amisisse dicemu , quod au consequi po uimus , ami e oga e cogimu . Da ques o ammen o sca u isce che pe la lex íiqui- lia , come pe u i gli al i s iai ju is j ud i el a , a s i- ma o solamen e iI danno obbie i o, la consue a ei ae- (1) La con o e sia. , se il alo e di a ezione do esse en a e o pu no nell i es imazione , è na a pe ché la eo ica dell' id quod in e es , che si do e a a a e pa landosi di d uella de' bonae dei nego ia , è s a a con usa con quella della ei aes ima io , e igua da a come a que- s a congiun a. A quella no a quis ione non è pun o di icile isponde e a ques o modo : nei s ic i ju is judicia , o e non bisogna a ende e ad al o che alla obbie i a ei aes ima io , il alo e di a ezione non a ol o a conside a e ; pe ciocchè esso è u o subbie i o; cd in ció edi 1. 33 ad leg. Aquil. Ma nei bon. cd. neg. 1' a ezione è appun o quello di clic si de e giudica e ; ed in ció I. 54. nana. 80  DISSERTAZIONE PRIMA s inza io , senza a e pun o ispe o a ciò che ci pos- sa esse e di p op io del subbie o a o e (a ecius , id quod in e es ) ; e ciò pe con a io di ciò che in e ie- ne nelle bonae idei ac lones , o e appun o il subbie o a o e uole esse p eso in conside azione. E quì oglia- mo a e a e i i i nos i le o i che , quando incon a an o nell' as io legis dquiliae quan o nella condic ao u i a , di legge e che i i à luogo la aes ima io ejus quod in e es , bisogna po mol a diligenza nel ede e il sen imen o , che con iene da e a ques a esp essione. I1li)ia us lib. IS. ad Edic um. L. 2/. j. 2. ad leg. 4qu. (9. 2. ) Sed u um co pus ejus solum aes imamus , quan i ue i , cum occide e u , an po ius , quan i in e ui nos a , non esse occisum? E hoc ju e u imu , u ejus quod in e es ia aes ima io. Paulus lib. J. ad Sabiuum. L. 3. de coni[. u i a. 03. .1. ) Si condica u se us ex causa u i a , id eni e in condic ionem ce um es , quod in e si agen is. Ei non bisogna p ende e quì l' id quod in e es nel sen imen o, che á in a o di bonae idei acliones: l'id quod in e es à un doppio signi ica o: alcune oI e ques a esp es- sione signi ica solamen e la aes ima io es esa , la quale comp ende 1' immedia o danno e le causae , come è in ques i due passi; e pe ò , pe dis ingue e dalla pu a ae- s ima io co po is, si chiama aes ima io quae agen is in- e es . Alcune al e ol e poi id quod in e es pe appo- s o alla s ima obbie i a signi ica la alu azione dell'in- OBBLIG. STRICI'I JURIS E BONAE FIDEI  81 e esse subbielli o dell' a o e , come a iene nei bonae idei ne9o ia. (1). E ciò della aeslima io negli si icíi ju is juclicia , pe ciò che isgua da il empo e la s e a en o cui si abbia ad es ende e la alu azione. Ciò pos o ei ci imane anco- a alcuna cosa da no a e in o no al luogo , nel quale si abbia a a e la aes imalio. Dappoichè , seudo nelle s i i ju is ac ion's ogge o della domanda un cen um, e po endo la acs i na io , che il app esen a , esse mag- gio e o mino e così pel empo come pel luogo in cui si accia ; necessa iamen e do anno ispe o al luogo a- le e anco a quelle de e minazioni , delle quali abbiamo disco so pe ispe o al empo. Ei non si può ice e e più di qnello che si è domanda o. _Pe ò , quando si è (1) Ques o doppio signi ica o della esp essione si puá innanzi a o mos a e , ponendo a a on o alcuni passi. Men e la 1, 198. de V. S. pone il quan i ea es es d' incon o all' id quod in e es , con ques e pa ole : haec e ba , quan i eam em pa e esse , non ad quod in- e es sed ad ei aes iìna ionem e e un n , pu e la 1. 3. 1. 11. u i possid. ( 43. 17. ) dice : In hoc i - n e dic o condemna ionis summa e- e u ad ei ipsius aes i!na ionem. Quan i es es sic accipinnus, quan i uni is cujusque in e es , possessionem e ine e. E 1. 68. de ei ind . ( 6. 1. ) Si e o nec po es es i ue e , nec dolo eci , quo minus pos- si , non piu is , quam QUANTI RES' EST , id es , QUANTI ÁDF-ERSARII INTERFUIT condemnand'us es . L' id quod in e es in gene ale non si i- e isce pun o alla cosa ; esso é del u o subbie i o, Pe ò l' id quod in e es si ede con appos o alla aes ima io, che e la obbie i a alu- azione indica a con la esp essione : quan i ea es es o esse pa e , 1. 179 , de Y. S. Ma anche la aes ima io può esse e di due manie e : o pub con ene e unicamen e la aes ima io co po is , o pub include e an- che gli accesso i , nel qual caso á anche una aes ima io' ejus quod in- e es , come nella lex Aquilia e nella condic io u i a. Ques a aes i- ma io la i é indica a p op iamen e dalli esp essione : quan i ea es es . 11 82  DISSERTAZIONE PRIMA s abili o un da o luogo pe il pagamen o , non si puú domanda e al o e (1) , nè si può da e al a aes inza- io che quella del luogo de e mina o. Quando poi non si é indica o il luogo del pagamen o , bisogna a ca- po a!le egole di giu: ep udenza in o no al o o com- pe en e. In al caso si po a o ene e solamen e la aes i- ma io di quel luogo , o e si può domanda e , o , se si possa domanda e in più luoghi , quella del luogo o e ealmen e si é domanda o. E di ciò pa lano i seguen i passi. Gaius lib. 9. ad Ed. p o . L, 4. í. . D. de -cond. ii. (I3, 3. ) Idemque ju is ( p ima si è pa la o della aes ima io del empo ) in loco esse ; u p imdan' aes ima io su- ma u ejus lo i , quo dani debui , si de loco nihil con eni , is locus spec e u , quo pe e e u . Julianus lib. 4. e illinicio. I_. 22. i. . de eb. c ed, (92. 1. ) In e oga i cujus lo i p e ium sequi oppo ea ? Re- spondi si con enisse u ce o loco edde ezi , qua di eo loco esse ; si dic um non esse -, quan i , ubi es- se pe i um. Il che allude al luogo più acconcio pe in odu e l'a- zione , onde i mode ni , seguendo il modo già innanzi indica o, deduce ano ci osse un' al a condic io p op ia pe il luogo , alla quale lo c eazione de e o il nome di condic io de eo quod ce io loco. Siccome o o a si è de o negli s i i ju is judicia non si po e a pun o do- manda e in un luogo di e so da quello , ch' e a s abili o pel pagamen o ; il a ciò sa ebbe s a o mani es amen e (1) Se aluno domandasse in olio loco a ebbe una plus pe i io. nBB - LdG. STRICTI JURIS E BONAE FIDEI  83 una plus p i io. Ma ques a se e i à del d i o o male e a pe ogni ispe o danne ole ai c edi o i. Facciamo caso che il debi o e, sia casualmen e sia a bella pos a, non ponesse il piede in quel si o , nel quale solo po e- a esse con enu o in giudizio, ed ecco che il c edi o e non a e a più e so alcuno di a ale e il di i o p o- p io. E come ca a si di ques o impaccio ? Elude e il d i o o male , acendo una eccezione pe il luogo, a eb- be o escia o u a 1' essenza dello s iclum jus. D' al a banda non si ole a abbandona e così il c edi o e, sen- za app es a gli qualche imedio giu idico. I Romani se ne ca a ono conseguen emen e a' lo o p incipi.. Concede e al c edi o e una concíiclio in un al o luogo non si po e a senza o escia e u o 1' edi izio del di i o omano : una bonae idei adio neanche si po e a , pe ciocchè ques a a- ebbe olu o a sua base un da o negozio, il quale me - esse capo nella bona icles. Si concede e adunque al c e- di o e , pe is i ui la domanda i i ogni al o luogo, uo i quello de e mina o pel pagamen o , un' ac io u ilis (1) , la quale , ondandosi nell' a bil zuìn ¡udicis , e a una di quelle aciiones a bi a iae, il cui ca a e e indiche emo b e emen e app esso. L' ogge o dell'azione non e a più un ce uni , ma il giudice , ogliendo a conside a e nel suo beneplaci o in che appo o osse il luogo indica o pel pagamen o col luogo o e in al o s' is i ui a l'azione, a ende a a giudica e nell' in e esse di ambo le pa i. Se lo scambio de' luoghi , senza colpa del con enu o, ne me- nasse danno al cos ui in e esse , 1' a o e ice e a an o di meno quan o e a lo scapi o che all' al o sa ebbe oc- (1) L. L i. , de eo quod ce io loco ( 13. 4, ) ideo Visu»a es u ilen: oc one?I zn eam on compa a e. 4! DISSERTAZIONE PRIMA ca o : se pe con a io scapi a a 1' as o e , is i uendo la domanda in un luogo che non e a quello indica o pel pa- gamen o , ed allo a si po e a aggiudica e a cos ui anche più di quello pe d i o s e o gli sa ebbe occa o. In b e e , l'in e o ca a e e del appo o eli obbligazione quale si e a o ma o , si imu a a : di una obliga i o ce - a nasce a una. ince a (1). E ciò has a anche a con u- a e la opinione della maggio pa e de'giu is i , i quali pa lano di una condic io de co quod ce io loco (2). Chè , non po endo mai 1' as io s ic i ju is iposa e sull'a bi io del giudice, segue di pe sè che i' azione di cui disco ia- mo non può esse pun o una condic io. Nè po ebbe es- se e n' appendice della condic io ce i consue a , sondo, pe oppos o a ques a , un ince u n ciò che con quella si o iene. Se ci á pe a en u a cui non bas i ques a dimo- s azione , che noi qui , pe mos a e come un' as io a - bi a ia non può esse mai una condic io , abbian a o da quello di sop a si è s abili o ; non po à ce amen e alimen a e più ol e il suo dubbio se ponga men e alle seguen i p uo e. 'lu i i p eceden i i oli delle leggi o- mane -po ano pe epig a e : de condic ione , con 1a giun a della causa ; ed il i olo , che a a del p esen e nos o sugge o po a semplicemen e ques a in es azione : cíe eo quod ce o loco cíani oppo ie . Aggiugni che in u o que- s o i olo non si adope a mai la oce condice e o pe e e , (1) L. 2. p . de eo quod ce o loco (13. 4. ) (2) Nood ad Dig. Com. h. . p. 306. e Glueck ol. 13. p. 301 -- 360 , pa lano di una condicho de eo quod ce o loco si de e mina amen e come se ella osse p op io nomina a nelle Pande e : e ciò senza da si un pensie o al mondo pe sape e se osse o pu no s a a mai indica a dai Romani ques a condic io; quis ione che o se s ima ono oziosa. OBBLIG. STRICTI JURIS E BON. 1E FIDEI  $:i e si pa la unicamen e dell' a bi ium judicis. Senza che , il ca a e e di ques a azione è di e sissimo da quello della condic io; poichè ques a s' indi izza ad un da e oppo e e, e quella dà al magis a o il po e e di de e mina e ciò che 1' a o e debba ice e e. E me i che i passi p incipali di ques o i olo sono ol i dal lib o 27.° di Ulpiano e dal lib o 9.° di Gajo adediclum, quei lib i medesimi, donde si è p e- so mol o pel p eceden e i olo de condic ione i icia ia. E u i quei passi mos ano di i e i si a ciò che in ques o i olo si è de o solamen e quan o al locus solu ionis. Ma poichè Gius iniano sepa ò ques i passi dagli al i ; pe pa la e dell' adio a bi a ia in un i olo apposi o , i giu- is i , con una onnipo enza u a lo o e senza disco e e più che an o del ondamen o della eo ica di cui pa la- ano , ànno ele a o l' adio a bi a ia a condic io ; e ció , non pu e senza gius i ica e il a o lo o , ma non si dando pe ò neppu un as idio al mondo. Da ciò che abbiamo in qui de o s' in ende à di pe sè che ques ' ac io a bi a ia à luogo in u i que' casi , che, essendosi s abili o il luogo del pagamen o , non si po eb- be , mu ando il luogo , da campo alla condic io. La causa della condic io è indi e en e pe 1' ammisibili à dell' as io a bi a ia. E quan unque le s ipulazioni sieno pe le con- dic icnes le basi più comunemen e men o a e nel i olo che pa la dell' azione a bi a ia , pu e essa à luogo pa i- men i in a o di mu uum e di es a nen u n. Paulus lib. 2S. ad Edic unn. L.  li. . (13. 4. ) Si he es a es a o e jussus si , ce o loco quid da e , a bi a ia ac io compe i . 86  DIFS?RTAG[nNE PRIMA PoJQIj)011i11S lib.. 22. ad S ibinum. L.6.h. . Au mu ua pecunia sic da a ue i , u ce o oco ed- da n . Ei noi consegue eli pe sé che solamen e in s icii ju is c clionibus puó a si sen i e il bisogno di una u i is a - bi a ia ~ci o. Dappoichè in. bonae dei jndiciis la plus pe ilio non nuoce ;. che anzi é della essenza di ques e azioni che 1' in e esse delle pa i sia alu a o e de e - mina o d all'a bi ium jzcdiczs; onde è che l'acco do delle pa i è ció che s inge l obbligazione , ed esso s esso subo dina o alla buona ede ed all'a bi io del giudice. Paulus lib. 2S., ad Edic un . L. 7. h . . ln bonae idei jndiciis , e iam si - in con a iendo co i- eni , u "ce o loco quid p es e u , ex empio ei ea- dilo , el deposi i as io compe a , non a bi a ia as io. Si amen ce o loco adi u um se quis s ipula us si ; lacce ac ione u enduni e i . Dopo di a e disco so in ques o pa ag a o del e o signi ica o della conldic io i icia ia, del suo pos o nel sis ema e della essenza della aes i na io in si icli ju is jndiciis , o a dobbiamo po e la pie a inale della in- e a do ina delle obliga iones si icli ju is , s olgendo la eo ica della condic io incei i. E p endendo a a a- e di ques a dobbiamo p imamen. e annoda e ciò che siamo pe di e con quello di sop a si è s abili o. Ob- bie o di ogni obliga io s ic i ju is de e esse e necessa- iamen e un ce uni. E quan unque iT ce um pe eccel- lenza , inal e abile sia pe sua na u a la pecunia ce a, non pe ò le imanen i cose co po ali cessano di esse e 013B1JTG. STEIC I J IRIS 1E DONAR FIDEI  87 e g i ce lae ; po endo ques e esse da e desse s esse o i- solu e nel lo o equi alen e , me cè de e mina a alu a- zione in dana o. Laoncle 1' essenza del ce lum non isla in ques o , che la cosa debba esse e p op io dana o con- an e , ma sl in ques o , che , sia pu e qual si oglia l' ogge o , si possa in. ine isol e e pon ualmen e in da- na o. Ma ( nei si consen a 1' esp essione ma ema ica , giacchè è quella che meglio indica ciò che oglio di e ) pe chè il dana o possa combacia e esa amen e con la cosa da alu a e , è mes ie i ine ilabilmen e che i li- mi i dell'ogge o , il quale in ul imo si con e i à in dana- o , Meno con p ecisione de e mina i ; pe ciocchè se cosi no i osse non sa ebbe -possibile , non che il combaeia- men o , pu e ogni uguaglianza (acsliìna io) con una pe- cunia ce a. Adunque non ci sa ì. obli yalio ce i di so a quando , s ingendosi 1' obbligazione , 1' obl)ie o suo n on sia no o pe e amen e in u a la sua pe i e ia; chè al imen e non sa ebbe possibile a ne la esa a a- lu azione. E mes ie i inol e che l'ogge o abbia un a- lo e obbie i o , una me cu iale ; chè al imen i la (le- s ima io ; che se ne de e a e sa ebbe possibile solo i- sicamen e pa lando , ma non sa ebbe mia p a icabile. S udia a cosi la nozione del ce uìn , a mallo a mano ci siamo a i di p esso anche alla nozione dell'inee i wm, la quale necessa iamen e , come nozione ondameniaL di i a la eo ica che abbian p eso a s olge e , de e esse e saldamen e s abili a a suo ondamen o . Ché se la nozione del ce)• un c' indica come ca a e i di ques o l' esse e esso una cosa co po ale de e mina a, conosciu a esa amen e nella sua pe i e ia e che abbia un alo e uni e sale, obbie i o nè a ichi e nel comme cio, senza dipende e menomanien e dalla subbie i i ià delI' a o e DISSERTAZIONE TERZA COMMIC In o no alla a olosa eo ica de' con a i innomina i e del jus poen endi. §. 9. Nelle due p eceden i disse azioni abbiamo ce ca o di espo e i a i ondamen ali di un sis ema del d i o delle obbligazioni , onda o su' p incipali e e i di ques e , i quali sono appun o le azioni. Ciò a o noi ben egg.ia- mno che quelle due disse azioni già algono senz' al- o aggiugne e a dichia a e molle nozioni in a o cli d i o s a e in o a dubbiose ed oscu e pe cagione del- l' e oneo o dinamen o della ma e ia, usualmen e segui- o. Non pe an o o a ci occupe emo a da e la p uo a della u ili à che si ae dal nos o sis ema , il quale , anche senza ques a con e ma a pos e io i, con idiamo di a e ma e pe e o, eziandio in ciò che igua da la in el- ligenza di • u o il d i o, di cui ci occupiamo, p eso nel- l' insieme. Nè p ima d' o a si po e a p esen a e la io CONTR. iíYiVO117 NATI E JUS POENITENDI  191 p uo a di cui pa liamo pe ciocchè essa consis e á Pi- condu e, me cè le p emesse espos e d' innanzi , ál suo e o pun o di luce una eo ica s a a in o a g ossamen- e an esa pe l' an ico sis ema ed o dinamen o del- la ma e ia da noi o a imaneggia a. Ques a eo ica g an- demen e alsa a , non pun o occa nè discussa l g do e e amen e s a a la piaga , ed in ece s a a obbie o di s e ili quis ioni accesso ie , ci è pe enu a , passando dai Glossa o i ai giu is i pos e io i, e dagli sc i i di que- s i ino a noi , come un malaugu a o edecommesso, in- a á e non pun o emenda a. E ciò e amen e ne dimos a pu oppo chia amen e quan o sia cosa danne olissima il p ende e a conside a e il d i o omano in gene e dal la o ma e iale, in cambio di conside a lo dal o male. La adizione lega aci dice che , ol e a' con a i ne- mina i , ogni pa o sia un pac um nuduìn , il che uol di e ch' ei non alga a p odu e azione alcuna. Ma se- gue dicendo che , se una delle pa i abbia da o dal suo can o o a o la p es azione di checchessia , se ne mu a dalle ondamen a la condlzion delle cose : colúi che à da o o p es a o ciò che do e a dal can o suo, pub chie- de e con 1' as io p aese ip is e bis che 1' al o suo com- paciscen e adempia alla sua ol a dall'al o can o. Cosi - a i con a i sono s a i in i ola i dalla adizione con a - i innomina i, non ci essendo qui e amen e niun nomen , ma sì una causa con ae us. Ma con ciò noi non siam giun i al e mine di ciò che ci à di s ano nella a- dizione. Ciò che non mai accade in qualsi oglia al a manie a di con a i accade in ques i con a i inno- mina i : ei si p e ende che in ques i possa uno de'con- aen i ecede e a suo libico dal con a o. Colui che á da o o a o la p es azione do u a dal suo can o à la 192  bISSEÀ iAZIONE F EÍ z scel a sia di chiede e che l'al o con aen e dia o p e_ s i ciò che p omise , sia di a si es i ui e ciò ch' egli de e o p es ò. E ques o d i o di elegge e uno de' due pa i i u conside a o come una anomalia , ed in i ola. o con nome a sè p op io jus poeni endi . Nè ques a p e esa anomalia è s a a p i a di comen i : app esso ne pe co e emo alcuni. O a poichè í con a i e ano s a i di isi in e bali , le e ali , censensuali e eali , e poi- chè i con a i con di i o anomalo nasce ano col a o della p es azione di una cosa , e a na u alissimo che si a esse o do u i colloca e a con a i eali. Laonde i con a i eali u ono suddi isi in due classi : con a i nomina i e con a i innomina i ; e di ques i ul imi si no a ono qua o specie : do u des , do ul acias , a- cio u des , acio u acias. P ima di en a e a disamina e la ma e ia sa à bene di conside a e un a o c i icamen e ques a eo ica, che in poche pa ole abbiamo espos a. Essa è s a a acce a- a ed ammessa da u i i giu is i quale noi 1' abbiamó mos a a. I capi d' accusa che o a noi ele iamo con o ques a eo ica si possono iassume e a' seguen i. Che né il nome nè la nozione de' con a i innomina i u mai no a a' Romani : che le qua o o me da ene sono sche- mi uni e sali en o cui si assegna qualsi oglia con- a o : che il colloca e i con a i innomina i a i ea- li é in sè s esso una con addizione : che , inalmen e nel d i o omano non ci á pu o ma del jus poeniíen- di p eso nel senso de' mode ni. Che in u o il Co pus Ju is non s' incon i mai la de- nominazione con aclus innomina us é cosa consen i a da u i i di enso i e pa igiani di ques a eo ica. Cib e amen e non ile e ebbe g an a o s'ei si o asse qual+ CONTR. INNOAIIN. ► TI E JUS POE'NITTiNDI  193 che al o epi e o o nome che dino asse ques o conce o di nomi se ne son conia i an i anche là do e ce n'e a- no di eccellen i , come sa ebbe bene ieium compe en iae in ece di condemna io in quan um ace e possun , o jus ad em in cambio di obliga io. Ed il Cujacio ed il de Re es (1) , e sulle lo o o me al i mol i , e amen- e ánno c edu o di a e e anche qui semplicemen e a mu- a e una esp essione : la esp essione genuinamen e o- mana con ac us ince i , che a quando a quando si in iene (2) , si as o mò pe lo o nell' al a , che non pecca pun o di so e chio odo classico , con ac us innomina i. Ed in ciò a e pa e lo o di a e o a o una gius i icazione più che su icien e in ques o, che al- cune ol e 1' adio p aesc ip is e bis é chiama a adio ince i. É e amen e inconcepibile la legge ezza con che que' due uomin g a i , ed al i sulla lo ede , abbiano c edu o esse ques o la p uo a della e i à della lo o e - onea opinione. Essi non àn pun o edu o che ogni con- a o , la cui azione s' indi izza aIl' in e esse, e pe ò al- ]' ince um , sia un con ac us ince us ; del pa i come ogni azione con cui si chiede un ince lum é un' adio i a, ce i. Pe al agione 1' ac io ad exhibendum è chiama a ac io ince i. (1) Mee manni Thesau us To m . G; p. 103. el seg. (2) L. y.' p . de eb. c e d. ( 12. 1. ) ; 1. 1 . §• b'• de conS . pec. ( 1 .  ) 1. ls. p . c1e accep . k 4  4 . ). Z5 l g  $TS$ RTÁZION! TERZI{, Lobeo libo 6. Poo e lo uni a Ja oleno epl oma o um. 1. 33.dep.(16.3.) Fosse dixi cuna eo apud quem deposi a esse ince i ago e , id es , ad exhibendum. Similmen e ien chiama a 1' azione nascen e dalla s ipu- lazione , quando ques a con iene un ac u n ; e non pe an o la s ipulazione non é pun o conside a a da quei medesimi giu is i come un coni aclus ince us. O a que- s e con addizioni i elano palesemen e che men e da un can o essi eni an c eando a bi a iamen e il lo o conce - o, anda ano insieme a pesca del p imo nome, il quale p esen asse ce a simiglianza con quel conce o immagi- na o : e pesca o ques o nome o ques a esp essione , che pa esse acconcia , s' insacca a come con enu o di ques a esp essione u o il pa o della an asia concepi o a p io- i. Ed é e amen e ma a iglioso come , ad on a che in u e le nos e on i non ci à nessun nome che indichi i con a i innomina i , pu e ques o a o non é also a gene a e se non al o de' dubbi in o no alla esis enza della nozione di essi. Voglio che possa bene in e eni e di o a e un conce o già a u o innanzi, e non di meno di non o a e la pa ola che l'esp ima ; ma sa à pe lo meno in e isimile che una scienza posi i a lasci una nozione an o impo an e , quan o sa ebbe ques a , sen- za una esp essione che 1' indichi. Ma p ocediamo ol e. con a i innomina i (e lo dicono i pa igiani della eo ica) sa ebbe o nuda pacca il che uol di e che non sa ebbe o pun o con a i , se non si osse conces- sa, pe p o egge li , un adio p ae:c ip i: e bi:. Non pe an o ques i medesimi giu is i opinano , gius a pa- CONTR. INNOIVIIIRATI E JUS POENITENDI 195 ecchi passi chia issimi , che 1' ac io p aesc ip is e bis á luogo anche quando non é il caso di con a i inno- nima i (I). Così pe il p eca ium , che in ondo é anzi donalio che obliga io (2). In ol e se il pad e à dona o una e edi à alla igliuola , cos ei pub esse e compulsa a con ' ac io p aesc ip is e bis a paga e i debi i e edi- a i (3) ; nè in o a nessuno à de o che la dona io sub modo osse un con a o innomina o. Così pa imen i o- iamo 1' azione p aesc ip is e bis come ausilia ia del- 1' ac io amiliae e ciscundae (4) e della communi di i- dundo (5) , le quali due azioni non sono mica con a - uali ; né si è p e eso da chicchesia che quell'ac io p ae- sc iplis e bis , la quale á luogo anche quando non è il caso di con a i innomina i , osse al a cosa di quella che à luogo quando n' é il caso. Ma qui noi siamo a e- s a i da un ine i abile dilemma. Chè se 1' ac io p ae- sc ip is e bis non coincide unicamen e e solamen e con la nozione de' con a i innomina i , come sa ebbe 1' a- elio em i con la nozione della em io , ma abocca uo i i casi de'con a i innomina i, sa à chia issimo che quel- 1' azione à una pe i e ia più ampia di quella di co es i con a i. O a ciò ammesso consegue con pa i necessi à che ques i con a i , non is ando all' ac io p aesc ip is e bis come ogni con a o all' azione sua esclusi a , o debbono dis ende si al conce o più gene ale , che com- p ende gli obbie i dell' ac io p aesc ip is e bis , a , (1) de Re es op. ci . (2) L. 14 de p eca io (43 26'.). Thibau sis . §. 893 conseguen e. men e ne a un con a o innomina o. (3 L. 28. c e dom (39. 5. ). (4) L. 18. §. 2. h. . (5) L, 23. com. di isi. (10. 3. }. 1 96  01,5E4l ic7:iOIS TEAZA as azion a a da ques a , debbono a e e di pe sé una s e a indipenden e di nozione p op ia. E poiché di so- p a abbian edu o che i con a i innomina i sono ali solamen e nne cè 1' ac io p aesc ip is e bis , e qui pe con a io dobbiam con eni e che debbono a e e una s e- a di nozione p op ia ; la con addizione in cui cade la opinione in oggi po a a è mos a a a igo di Iogica. O a abbiam edu o che ques a eo ica nau aga in un dilemma insolubile ed ine i abile: ma p ocediamo ol e in ques a sco sa c i ica. Di sop a è s a o dimos a o che ii sis ema di Gajo e di Gius iniano non è s a o segui o in u o e pe u o dagli al i giu econsul i omani ; pe- ò le Is i uzioni esse e l' unica on e di ques o sis ema. Quindi è chia o che se una pa e an o impo an e dei con a i , quale è quella degl' innomina i , o e essi os- se o s a i no i ai Romani a ebbe do u o ce amen e p ende pos o in iga con le al e pa i imanen i. Ma checchè ne dicano i pa igiani della eo ica , con lo o g ande me a iglia si debbono assegna e a ede e ques i lo o con a i a a o asanda i dalle s esse Is i uzioni ; e pe maggio co doglio debbono ede e che i i si pa la dell' adio p aesc ip is e bis solamen e in p oposi o del - la comp a e della locazione : il che pe noi è cosa na- u alissima , se ico diamo che le is i uzioni non anno pa ola delle ac iones in ac um. O a , come ognun pen- se ebbe , ques o a o a ebbe do u o p e eni con o la eo ica ; a ebbe do u o sospinge e i giu is i a più ac- cu a e ice che. Ebbene s en u a amen e non u così : si è a o appun o il con a io ; si è ce ca o di cansa e il mal passo chiudendo gli occhi e sal andolo a piè pa i: e siccome la coscienza lo dice a quan o ques a eo ica imanesse di icile a pe suade e, ce ne Sono s a i di mol i, i quali non  g' u  GON1R. INNOMINÁTI F JVS P01IVITE'NDI  191  1 diR,  á dubi a o di di e con 1' Hahnio (1) che Gius iniano á II I: aciu o su ques o a gomen o pe e i a e ai discen i una  9'w ,  eo ica so e chiamen e di icile. E così si è c edu o in sul  II &,,  se io di spiega e pe chè in le Is i uzioni acesse o di  i,,,,  ques a eo ica , che non di meno do esse esse e anm-  ,,  messa. Ma be iam g osso : passiamo ol e c eden- ,, do alla se ie à ed alla e i à di ques a spiegazio- ne ; anzi aggiugniamo che Gius iniano abbia a u o le sue buoni agioni pe ace e su ques o p oposi o , e che neppu ques e agioni ci abbia olu o di e ; anzi amme iamo pu e che Gius iniano se gli abbia dimen- ica i in quel momen o i con a i innomina i : iem- piamo noi il uo o ch' ei uQ1 lascia e nelle Is i uzioni. Ma p op io qui comincia la di icol à capi ale. I con a i innomina i non possono esse e nè e bali , nè le e ali, nè consensuali; pe ò, non imanendoci che i eali , bi- sogna assolu amen e colloca li a ques i. S a bene : ma nel po ci all' op a incon iamo un g a e scoglio. Buona pa e de' con a i innomina i cominciano con un a o non con la da io di una cosa : pe ò ci ocche à di do- e c ea e de' con a i eali, che non comincino con la es; e ciò e amen e semb a che accia oppo a calci col conce o che i Romani s' e an o ma o su ques o p o- posi o. Ma ci à di più : le acliones p aesc ip is e bi s, le quali , sia comunque , nascono da' con a i innomi- na i , sono s a e de e acliones símiles ac ionibus em i, locali , manda i ; ed ecco che iusciamo a ali con a i eali , che pe a en u a sono que' medesimi che si ad- dimandano con a i consensuali. Men e u i gli al i con a i son p o edu i di un (1) Hah li JJissé e de can . in ima 198  DISSERTAZIONE TERZA nome , ques i di cui pa liamo son digiuni a a o di al bene icio. Non ci á al o e so pe isce ne li se non che acco li in qua o o me gene ali : do u des , do u acias , acio u des , ac o u acias. Se chiediamo quali sieno le on i di ques e o me , che si p e endono speciali e p op ie de' con a i innomina i, ci si isponde : edi 1. 5, de p aesc . e b. (19. 5. ) e 1. 7. §. 2. de pacais ( 2. 14 ). Il p imo di ques i due es i è di g an lunga il più impo an e. E che dice ques o es o ? o se che ques e qua - o o me sieno le o me de'con a i innomina i? Pun o del mondo : anzi ques o es o pa la di un do ul des , che é anche una em io; di un do u acias , che è in- sieme una loca io ; di un acio u acias , che è pa- imen i un manda um ; e i si pa la anco a di quelle o me che non sono comp ese in ques i conce i e pe le quali ien concesso , gius o pe chè non i appa en- gono , un' adio p aesc ip is e bis. E di e o non ci pu l) esse e pu e il menomo dubbio in o no al signi ica o di ques e o me. Ogni negozio o a o consis e, come spes- so abbiam ipe u o, o in dando o in aciendo. Pe ?) un negozio bila e ale pub consis e e in an i modi solamen- e quan i ci á di e se combinazioni possibili di da e e di a e a le due pa i. Ma ciò essendo è e iden e che le qua o o me asc i e ai con a i innomina i sono le possibili o me di qualunque negozio bila e ale in ge- ne e. 1.1 giu econsul o Paolo nel passo ci a o olle mo- s a e gene almen e in quai casi 1' ac io p aesc ip is e - bis possa sos i ui e le al e azioni con a uali. Pe ó egli segnò (ed e a ciò na u alissimo) le possibili o me di qualunque bila e ali á in gene e , ed ebbe cu a d' indica e quando ques a o ma conco di anco a con un bonae - dei negolium. La più lucen e dimos azione di ciò è ap- COI TR. INNOMINATI E Ji7S P®ENITENDI 199 pun o ch' egli pe la o ma del acio ul des , non eg- gendo co isponde i nessun con a o nomina o già. i- conosciu o , non concede 1' ae io p aesc ip is e bi:. I1 pe ehè il acio u des non po ebbe neanche pe' pa - igiani del a eo ica esse e un con a o innomina o. Laonde a cos o o , che opinano abbia Paolo olu o no- e a e nel passo ci a o le o me de' con a i innomina i, imane come cosa s anissima ch'- egli ponga a que.. s e o me anche il acio ul des, il quale non è mo- dula di con a o innomina o. Ques o , che pe' an o i della eo ica è una s anezza inesplicabile , secondo il conce o nos o è la cosa più na u ale. Paolo in que- s o passo á olu o p esen a e il quad o di u e le pos- sibili combinazioni di bila e ali à, acendo a e i e in- sieme quali con a i gin, no i coincidesse o con ques i schemi uni e sali. Pe ò è chia issimo che , a ende e compiu o il quad o delle combinazioni , egli non ome - e neanche quel caso , il quale, quan unque non com- p enda niun con a o già no o , pu e è a i possibili. O a conside a a la cosa a ques o modo , la opinione che osse o due soli i con a i innomina i , sos enu a ul i- mamen e dal lleichheln (1), pe de ogni impo anza. Ma ques i p e esi con a i innomina i alle an e lo- o s anezze ne aggiungono un' al a e o issima. ín niun al o negozio accade che 1' uno de' con aen i pos- sa ecede e a bi a iamen e e pe solo suo a o dal con a o : in al i e mini : ne' con a i non ci á pen imen o , e se mai a enga imane a a o, s e- ile di e e i. Ne' con a i innomina i , pe con a io, ( ) « Saggio di dimos azione che i Romani non conobbe o che dui Pule manie o di cgn a i lunumi a i; do u des , e do u: acias ». 206  DISSTsIETAZIONE TERZA s a a agi a a p op io nel empo di Labeone e da luí de- cisa. Così Ulpiano dice nella 1. 26. p aesc . e b. (19. 5.) .APUD LABEONEM QUAERITUR , si ibi equos enales expe iendos decle o , u , si in iduo clisplicuissen , ed- de es, oque desul o in his cucu e is, e ice is, de- inde eme e nolue 2s , AN SIT ADI'ERSUS TE EX PENDITO AcTIO ? Ed aggiunge come decisione: el pu o e ius esse p aesc ip is e bis agendum. Così Ulpiano medesimo di- ce di Labeone in p oposi o di un negozio che non en- a a pe e amen e nella nozione della comp a- endi a: 1. 19. cod. Rogas i me , u ibi nummos mu uos da em, ego , cum non habe em , decdi ibi em endendam , u p e io u e e is. Si non endidis i, au endidis i quicdem, peeuniam au e a non accepis i mu uam , TUTIUS EST ITA AGERE UT LABEO AIT p aesc ipl s e bis ; quasi ne- go io quoclam in e nos ges o p op ii con ac us. Così Papiniano ci a Labeone nella I. 1. eod. , dicendo che ques o giu econsul o abbia pensa o do e si acco e e con un' ac io in ac u a ci ilis in que' casi che non si po- e ano comp ende e pe e amen e nella nozione di un negozio di buona ede. Domino me cium in magis um na is , si si inee um , u um na em conduxe i , an menees ehendas loca e i , CIVILEM ACTIONEM IN FACTUM ESSE DANDAM LABEO SCRIBIT. E inalmen e nello s esso i olo ci sono mol i passi o e Labeone non á neppu de- ciso in o no all' azione che compe a in simiglian i ca- si(1). Ma se noi segui iamo anco ol e le ice che s o iche in o no all' o igine ed alla o mazione dell' adio p ae- sc ip is e bis ci- si mos e à e iden e che, anche mol o (1) L. 17• §. , . 20. §. 2. de p ac8c . e b. ( 19: 3' ). CONTR. INNOMINATI E JUS PORNITENDI  207 dopo di Labeone, ques 'azione non e a ammessa uni e sal- men e da u i i giu econsul i ; che anzi e a assai ben g ande il nume o di quelli, che p e e i ano di es ende e le azioni di buona ede al di là della lo nozione. Se- gna amen e i Sabiniani e ano coni a issimi a ques 'azio- ne. Di ciò si possono eca e mol e p uo e. Nella 1. 17. §. 5 . h. . Ulpiano ige a nel seguen e modo la opinio- ne di Sabino. Si quis sponsionis causa anulos accepe- i , nec eddi ic o i, p aesc ip is e bis adio in eum compe a. NEC ENIII2 RECIPIENDA EST SABINI OPINIo, qui condici el u i agi ex hac causa pula . Nè sa ebbe a di e che Sabino a esse opina o po esse la condicho u - i a e 1'ac io u i conco e e in ques a specie con l'a- elio p aesc ip is e bis; pe ciocchè Ulpiano qui non po- ne quel suo amilia issimo ETIAM: se Sabino a esse opi- na o che la condicho u i a e 1' as io u i a esse o po u o conco e e con la p aesc iplis e bis , Ulpiano a ebbe de o : qui ETIAM condici el u i agi ex hac causa pula . Ma Sabino pe con a io , s imò che non si a esse a concede e 1' as io p aesc ip is e bis, e c e- de a di a isa e un ondamen o di condicho u i a o e pe e i à non ce n' e a a a o. Nè ques o modo di conside a e la cosa inì con Sabi- no : anche mol o dopo di Iui ci sono s a i degl' illus i giu econsul i, i quali inchina ano anzi ad es ende e le azioni di buona ede ol e la lo nozione che a conce- de e un' azione p aesc ip is e bis. Così UIpiano I. 17. p . h. . ci dice di Vi iano , giu econsul o issu o so o Ad iano (1). Si g alui am ibi habila ionem ( ede o , an commoda i age e possim ? ET VI PIANUS AIT POSSE. Ma Ulpiano ci aggiugne : sed es lo ius p aesc ip is e bis (1) 4l.a. GEN ILls Lec . e Epia . lib. 3• cap. 4. 208 DISSERTAZIONE TERZA age e. Similmen e Ulpiano 1. 20. §. 1. h. . ci i e isce ciò che segue di un Mela , giu econsul o i u o p oba- bilmen e anche so o Ad iano. Ilem apud Melam quae- i zl : Si mulas ibi decle o , ul expe ia is, e si plaeu- issenl , eme es , si displicuissen , u in dies singulos aliquid p aes a es, deinde mulae a g assalo ibus ue in ablalae in a dies expe imen i , quid essel p aes andum, u um p elium el me ces , an me ces lanlum ? el ai Mela in e esse , u um e np io jam e al con ac a , an u u a; ni si acies, p elium pe a u ; si u u a, me ces pela u . Ed Ulpiano segue con ques a impo an e osse - azione : SED NON EXPRIMIT DE ACTIONIBUS. Pu o au- la!' si quidem pe ec a uil emplio , compe e e ex en- dilo ac ionem, SI VERO MONDO] PERFECTA ESSET ACTIo NEM TALEM, QUALEM ADVERSUS DESULTOREM DARI. E que- s a e a un' azione p aesc ip is e bis (1). 11 empo che in e cede da Augus o ad Ad iano sem- b a sia s a o quello, in cui a poco a poco si sia enu a o mando 1' ac io p aesc iplis e bis. F a' giu econsul i di ques o pe iodo , i quali più a o i ono ques 'azione, e che pe ò ogliono esse e nomina i nella s o ia di essa , a no e a o Ti o A isco, issu o. so o T ajano. Plinio il gio ane (2) a al issime lodi di ques o giu econsul o, del (1) Anche Giuliano pa e non a esse concesso un' ac io p aesc ip is e bis in u i que' casi in cui di poi u soli o di concede la. Ciò é chia issimo dalla Iegge 7. §. 2. de pa . ( 2. 14. ) , o e Ma - ciano lo biasima , pe ché de e un' ac io in ac um p ae o ia nel caso di una de e mina a e izione , quando , pe la somiglianza del caso con la locazione , a ebbe do u o da e un' ac io ci ilis in ac um. Paolo nella 1. 5. §. 2. D. ( 19. 5. ) accon a di e samen e lo s esso caso , e semb a che la modi icazione sia s a a a a pigliando no ma da quel gius o biasimo di Ma ciano. (2) Plinii ep. L 22. VIII. 14. CONTE. ]NNO111TNATI E JIlS POENITENDI :209 quale non ci imane nessun ammen o nelle Pande e. Solamen e s' incon a spesso il suo nome ci a o dagli al^ i giu econsul i omani con mol a i e enza e come au- o i à ponde osa. A is o , come si sco ge da mol i passi, semb a a e a o delle ice che p op ie in o no ai li- mi i della dona io e della obliga io ; e che pe ò abbia do u o eni e a pa la e dei casi dell' as io p aesc ip is e bis, i quali casi ei so opone a igo oso esame, mas- simamen e quando semb ano di coincide e con una d'o- na io (1). App esso i o ne emo su ques o a gomen o. I giu econsul i omani si i e iscono spesso ad A is o nei casi , in cui bisogna decide e se si abbia a concede e o pu no un' as io ince i ci ilis. Laonde semb a che, seguendo le sue o me , si sia p eso a concede e gene al- men e 1' adio p aesc ip is e bis , comechè 1' in i ola e a ques o modo ques ' azione non osse s a o gene almen e usa o se non dopo Pomponio. I giu econsul i che p e- cedono , come P oculo (2) , Ne azio (3) ed anche Giu- liano , dicono più spesso as io in ac uni o u o al più as io in ac um ci ilis, e ci ili in en ione ince i agen- dum es . La giun a : id es p aesc ip is e bis, appos a a ques e esp essioni , si sco ge chia issimamen e esse e s a a spesso a a sia da' giu econsul i pos e io i , che (1) Non solo Ulpiano si i e isce a lui , 1. 7. §. 2. de pae á ( 2. 14. ) , e 1. 14. §. 3. de p aesc . e b. (19. 5. ) , ma anche Pompo. nio 1. 16. eod. (nullam ju is ci ilem ac ionem esse , A is o ai ). Che poi A is o abbia a o delle impo an i ice che in o no ai con ini della obliga io si ede chia amen e dalla 1, 18. de don. (38. 5. ) , o e egli solo é ci a o come au o i á. (2) L. 12. de p aesc . e b. (19. 5. ). (3) L. 6, h. . 27 210  D $sE lTAZIONV TERZA pa lano ipo ando i esponsi de' lo o maggio i, sia dai compila o i , che i ide o i passi. Nel pe iodo di Gajo, Papiniano, Ulpiano e Paolo l'a- elio p aesc ip is e bis é già di en a a spicca amen e azione ausilia ia di u e le azioni di buona ede senza ec- cezione. E quando i giu econsul i omani o a ano un caso , che non calza a bene nella nozione de' giudizi di buona ede, sole ano aggiunge e : sed o ius e i p ae- sc ipks e bis ila i ac ione n (1), o e o : sed pu o e- ius esse p aese ip is e bis agendun (2): e quando lo es a dubbio po esse bas a e 1' czeíio bonae iclei dico- no : auí Be e ac áone n ince i ci ilem eddendam. Ulpianus lib. 432. ad Edic nm. L. 23. . . comm. di . ( >0. 3.). E pu o magis communi di idundo judiciu n , quam ex conduc o locum habe e. Quae enim loca io es cum me ces non in e cesse i ? au ce e ac ionem ince i ci ilemn eddendam. Ma pe ali nos e s o iche conside azioni eccoci giun i al pun o , in cui , con appos o a quello degli a e sa i il sis ema da noi s abili o, do à ques o mos a e quan o e come o ni gio e ole. Noi p endemmo le mosse dalla nozione dell' azione , sendo ques a nozione quella che sola pub indica e i ca a e i e le condizioni necessa- ie della obliga io. Conseguen i a ale p incipio pa - immo i negozi di buona ede non più pe con a i e non con a i , ma pe ciò che le lo o azioni a e a- no di p op io e ca a e is ico. Quì giun i la nos a pa izione si addimos a di pe sé s essa e a e ben (1) L. 5. §. 4. in . de p aese . e b. ( 19. 5. ). (2) L. 19. 2 1. 20. h. . 7 1, CONTR. INNOBIIIVATI E JTIS P®aNIT.EIVD . 211 onda a : 1' ac io p aese ip1is e bis isul a come azio- ne ausilia ia di u e le azioni di buona ede senza ec- cezione , nè ci é bisogno di dis ingue e, come anno i pa igiani dell' an ico sis ema. Noi non abbiamo bisogno di sepa a e 1' ac io p aesc ip is e bis quando é ae io ^c ila di un' azione con a uale , poiché nè le ac iones bonae dei ea con ae u, nè d' al a banda 1' ac io in ac um ci ilis , che si pub concede e in ece dell' ae io coinmuni di idendo, amiliae e cisc dae, nego io um ges o um , à« bisogne di esse e ido e, come è pe gli a e sa i , ad una pu a adio, p aesc ip is e bis ; po- sciachè essa ope a come 1' ac io ince i ci ili: ex con- ac u. Que'giu is i, che dis inguono le obbligazioni pe con a i e non con a i , sono s o za i di ipe e e que- s a pa izione anche pe le ac iones p aesc iplis e bis; e così iescono necessa iamen e alla mos uosa cos u- zione de' con a i innomina i , non conosciu a nè pe ò iconosciu a pun o dal di i o omano. E iusci i che so- no a ques a eo ica allace, non possono neanche o a pace , se lo capi i a mani l'ac:io p aesc ip is e bis che non so ga da con a o: essi non possono al imen i cansa e ques a ul ima moles ia se non ís o nandone il gua do e passando ol e ;, ed appun o ques o è ciò che anno. Quando una obbligazione nasce dalla olon à conco - de di più pe sone si à il con a o. Pe ò qualche ol a 1' ac io p aesc ip:is e bi: è ce amen e un' azione con- a uale , e pe ò ci à dei con a i innomina i ; chè il nome , sia qualunque , non mu a la cosa. Ma o a noi ogliam sape e se i Romani li no e a ano a' con a i, non già se e li no e iamo noi. Ed a ques a quis ione la ispos a è nega i a. Pe chè mai non si assegnano a' DISSERTAZIONE TERZA con a i anche il ecep um , la cons i u a pecunia , la obliga io do is e inalmen e i mol i casi o e occo e un' adio in ac u a p ae o ia ex eon ac u ? Se ciò si acesse, non si a ebbe men o o di quello che busca- no pe' con a i innomina i. Ma ques i, si isponde, so- no dino a i col nome di pacla p ae o ia o legi ima e colloca i in p op ie ub iche, pe chè non is anno nel o- mano sis ema delle Is i uzioni. Ma i con a i innomina i ci s anno o se nel sis ema delle Is i uzioni ? Signo no. Almeno ne acesse o menzione, sia pu e semplicemen e come di con a i, i omani giu econsul i ? Signo . no. Ma ciò non di meno si p e ende che ques i sie o e aci e genuini con a i eali , e sulla lo legi imi à non dubi a un momen o di assicu a e gli s udiosi qualunque com- pendio ci capi i a mani. Qui o se si c ede à di po e e oppo e, con buon suc- cesso, a ciò che dico p op io quella 1. 7. S. 2. de pa- elis (2. 1.) , quel amige a o ammen o che sos iene la causa de'con a i innomina i: i si p e ende di leg- ge e la dimos azione lampan issima che i Romani li a esse o conosciu i e iconosciu i. Ebbene che dice que- s o passo? Ulpiano dopo di a e de o nel §. 1. che u i i con a i ju is gen ium abbiano un nome Io p op io, e olendo passa e ai nuda pac a, aggiugne : Sed si in alium con ac um es non ansea , subsi amen causa ; elegan e A is o Celso espondi , esse obliga ionem : u pu a dedi ibi em , u mihi alia a da es , dedi , u aliquid acias , hoc ana/aocyµa , id es con ac un esse , e hinc nasci ci ilem obliga ionem. EL ideo pu o , e e Julianum a Ma ciano ep ehen C sum in hoc ; Dedi ibi S ichum , u PamphiIum man numi as : manumisis i, e ic us es S ichus. Julianus 212 CORTR. INN01 y IIP¡ATI E JUS POENITENDI 213 sc ìbi in ac um ac ionem a P ae o e dandam , ille ai cz il e m ince i ac ione?IE id es p aeSC ip is e bi su lice e : esse eni n con ac um, quod A is o a ak- Aa a dici , unde haec nasci u ac io. Ecco il passo in cui si è c edu o di a isa e lucen is simamen e che la eo ica de' con a i innomina i osse pa e in eg an e del sis ema omano. E ciò si è c edu o si ciecamen e, che mai, ch' io sappia, non se n' è a o il menomo dubbio. Tu i i con a i, si dice (e si p e- ende di sco ge lo in ques o passo) ànno due pa i co- s i uen i: nomen e causa. La causa ogliono che sia il eale da e o ace e dell'una pa e, dopo ' del quale da e o ace e si ende obbliga o ia la p es azione dell' al a pa e. O a, con inuano, quan unque manchi il nomen, ba- s a ci sia la causa, pe chè il pa o cessi di esse e un nu- dum pac um ed acquis i il pieno suo igo e come con- a o innomina o. Tu o a o imamen e ; se non che bisogna anco a dimos a e che il ocabolo causa abbia il senso, che qui gli si a ibuisce. E e amen e il o- cabolo causa non solo non si i e isce pun o alla p e- s azione a a dall' una pa e , come si p e ende , ma á un signi ica o diame almen e oppos o ; pe ciocchè si i- e isce a ciò che si de e p es a e dall'al a pa e. Ei si dice do ob causam, condic io CAUSA NON SECUTJ1, ma i Ro- mani non àn mai pensa o ad una causa con ac us, i- pos a in ciò che accade unila e almen e pe a o del- l' una delle pa i. O a ediamo il senso delle pa ole : sed si in alium con ac um es non ansea , subsil lamen causa, elegan e d is o Gelso espondil, esse o- bliga ionem. Ei non è di icile : eccolo. Pognamo che il caso occo so non si assegni nella nozione di uno dei 15I55ERTAZIONE TERZA, con a i di sop a men o a i (sed si in alium conl ac una es non ansea , il che uol di e se è s a a da a qual- che cosa IN VISTA. DI UNA FUTURA. PRESTAZIONE ( e qui bi- sogna in le e e la oce nel p onunzia e 1' in e a p opo- sizione) ; in al i e mini, se è e iden e un negozio bi- la e ale ; allo a, dice A is o Celso , si possa con buona agione a e ma e che ci abbia una obbligazione (1). E ques a bila e ali à è una condizione necessa ia della ob- bligazione ci ile; pe ciocchè, se quella non osse, il ne- gozio non sa ebbe simile a quelli di buona ede. Di ciò pa lando con inua Ulpiano : u pu a dedi ibi em , u mi i aliam da es, dedi, u aliquid acias, hoe auyaaaz' id es con ac um esse, e hine nasci ci ilem obliga ionem. Ma noi già sappiamo da un passo spesso ci a o d' in- nanzi 1. 19. de e b, sign. (50. 16. ). che au a»,ayua si- gni ica obliga io ni o cil oque, cioè bila e ale. Ed ecco la più s ingen e dimos azione di quello abbiamo a - e ma o ; pe ciocchè qui si annoda essenzialmen e l'a- zione p aese ip is e bis al a xnx u ' a , cioè al negozio bila e ale simile al bonae Idei nego ium ; ed in ques o senso il pal o è alido. O a possiamo eca e mol i passi anco a pe dimos a e che 1' azione p aesc ip is e bis non è p odo a dalla p es azione a a dall'una pa e, ma bene che ien p odo a dalla con enzione bila e ale,pe cui l'al a pa e é enu a a sua ol a a p es a e.Così Pomponio nella 1. 8. de p aesc . e b. a dipende e u o dalla lex con acius o dalla ce a lex. Ei dice : si lamen LEY (I) Come si é de o di sop a A is o a e a a o degli s udi speciali in o no ai con ini della obliga io, ed alla di e enza che passa a ques a e la dona io. O a nella specie il caso é ale che A is o a e ma ci sia una obliga io appun o pe ché la dacio e a a a ob causa»• 214, CONTRI INNOMINA,,TI E JUS POENIT'ENDI 215 (11 CONTRACTUS NON LATERET, p aesc ip is e bis ince i e hie agi posse, nec ide i nudum pac u n in e enisse, 1  quo iens CERTI LEGE da i p oba e u . Così Ulpiano dice nella 1. 15. eod. QUOD SI SOLUTUM QUIDEM NIHIL SIT, SED PACTIO INTERCESSIT OB INDICIUM , hoc es , ni si Zndi- casse , app ehensusque essel ugi i us, ce lum aliquid da e u , ideamus, an possil age e? .E quidem eon en- lio isla non es nuda, u quis dicai, ex pac o ac ionem o ini, sed habe in se NEGOTIUM ALIQUOD : e go ci- ilis adio o ini poleas, id es p aesc ip is e bis. Adun que ciò che qui o ma la condizione necessa ia della alidi à del pal o ; ciò che o ma il nego ium , non è pun o il a o della dazione o della p es azione dell'una delle pa i , ma sì la con enzione di p es azione o di dazione bila e ale , il o'u aIlxyp,a che è quello appun o che p oduce la somiglianza con un negozio di buona ede , e che, pe conseguenza di ques a somiglianza, p o- duce l'aclio p aesc ip is e bis, come chia amen e si sco - ge dalla 1. 5. de p aese . e b. D' al a banda, quando si pa la ex p o esso di un cosidde o con a o innomi- na o, si suole a menzione della p eceden e p es azione già a enu a dall'una delle pa i. Pe ò sa à bene di e - ma ci un a o a dichia a e ques o pun o. Come si è edu o nella apida s o ia da noi a a dell' azione p aesc ip is e bis , essa eni a concessa in u i quei casi , in che la specie occo sa non calza a pe e amen e alla nozione di un negozio di buona ede. O a ciò può accade e anche quando si a esse che la base dell'azione non osse che un semplice pa o , essendo a ciò su i- cien e che il pa o o e isse qualche somiglianza co' ne- gozi di buona ede. Se non che ei non è possibile indi- ca p ecisamen e quale ca a e e essenziale debba a e e DISSERTAZIONE TERZA iizionc in con a i e deli i , ma in ece si onda sulla di e enza deIIe azioni ; cosa a cui dimos a e è in eso ques o sc i o u o. Ma ciò non bas a: ques a di e si à di sis emi ed il a on o a one, ci mos a anco a che il sis ema delle Is i uzioni , onda o sulla pa izione in con a i e deli i, è angus o e non de e mina niuna no- zione : ino i cosidde i con a i innomina i non ci pos- sono o a pos o. Ma le ice che in qui a e ci àn pos o in g ado di comba e e la a olosa eo ica del jus poenilendi , con che a emo o ni o il compi o impos oci in ques o la- o o. §. 10. Nella apida esposizione a a di sop a della adizio- nale eo ica de' con a i innomina i mos ammo come a le al e sue me a iglie ci e a il a o s anissimo e di icilissimo a spiega e , che anomalamen e, e pe o escio di ciò che è in u i gli al i con a i, po e a l' un con aen e ecede e dal con a o senza lo consen- isse l'al o con aen e: il qual consenso dell' al o con- aen e é indispensabile pe iscio e qualsi oglia al- o con a o. Ques o di i o anomalo ebbe anche un none ecnico suo p op io : u in i ola o jus poeni- áencli. Mol i giu is i si son a aglia i lungamen e pe ispiega e ques o di i o s a agan e. Ques o di i o e gli s o zi in econdi de' suoi comen a o i , a conside- a li di p esso , gene anmi un senso assai dolo oso. Tan i s o zi sciupa i pe dichia a e un p incipio e o- neo , senza p ima inchiede e se il p incipio s esse, co- me s esse, e se poi osse e amen e un'anomalia ch' el ci 222 CONTA. INNOMINATI E JUS POENITENDI  223 s esse : an e minu e so igliezze escogi a e pe isca a e ques o di i o nelle isce e del d i o omano : an a os- sequenza , onde ques o p e eso jus poenilendi é apas- sa o in a o pe ben se e secoli da pad e in iglio , da maes o in discepolo ; ecco i lag ime olí segni , i quali ne palesano come nella nos a scienza, più che in al a mai , s' in il i e conna u i e co ompa un indelebile con aggio ; il ipe e e senza a sene coscienza ciò che al i disse o. Si acce a 1' anomalia e si a di spiega - Ia, E mol e spiegazioni del jus poeni endi ga eggiano con esso di s a aganza. Schil e (1) uole spiega e ques o caso s ano con un ce a libe as quini a ía. Langsdo (2) iconosce pe e a la eo ica, ed anzi opina che non ab- bia nulla di s ano. Ei dice che il deponen e , il man- dan e, il socio, possono ecede e unila e almen e , e ciò pa e a lui una agione pe ispiega e il jus poeni endi come cosa o ia. E mol i al i (3) pensano che la cosa sia na u alissima. Essi dicono che la p es azione a e- nu a dall' un de' la i ò quella che o ma la condizion necessa ia pe chè il con a o s ia; e pe ò conchiudono (e qui s a il so isma) che colui , il quale a a o la p es azione dal suo can o, sia l'unico a en e di i o , e che 1' al o , cui si ò a a la p es azione, sia semplice- men e obbliga o. O a concediamo pe un momen o che sia così : da ciò che la p es azione a a ende alido il con a o non segue pun o che colui , che b, p es a o, debba a e e un' al o d i o : dalla p emessa pos a con- segue solamen e ques o , che a a la p es azione il con- (1) Schil e Exe ci . n. 24. (2) Hugo Aiagaz. ol. 1. Quad. 4. n. 18. (3) Thibau Paud. 1. 161. di 91i 1- 224 DISSERTAZIONE TERZA a o è s e o; il che uol di e che a a la p es azio- ne il con al o è alido in sè; ed il con a o alido in sè uol di e che i con aen i i debbono ubbidi e ; ed ubbidi i uol di e che non se ne possa ecede e unila- e almen e. Ed ecco che la conseguenza esa a delle p emesse è p ecisamen e l'oppos o di quello che si p e- ende a di dimos a e. 11 izio ma e iale del aziocinio di ali sc i o i s a in ques o, ch' essi non àn a o di - e enza i a la p es azione, e colui che p es a : gli è e. o che la p es azione s inge il con a o ed è la sua condizione necessa ia , ma non è e o che ques a con- dizione necessa ia sia la pe sona di colui che à, p e- s a o : si a amen e ques a pe sona di en e ebbe 1' a - bi o assolu o del con a o (1). Ed in al i e mini poiché ogni pa o p oduce pe lo meno una excep io , a colui che uol ipe e e ciò che á p es a a do ebbe ad ogni modo os a e la excep io pac i. Pe ende e più age ole la nos a analisi ci dobbiam a e un po' più da al o. La donazione consis e pe sua essenza nel p es a e spon aneamen e al ui qualche co- sa pel cos ui bene e senza pensie o di esse ne e ibui- o. Pe ò non esis e donazione p ima di da e la cosa ; cessa a a o dopo che si è da o ; e u a la sua du a a giu idica s a nel al o del da e , in dando. In esa così la essenza della donazione u i i suoi enomeni si spiegano age olmen e. Non si può esse enu o pe la e izione , pe chè dopo da a la cosa è u o ini o senza lascia e o ma alcuna. non è possibile che ci sia un'a- zione pe a si dona e , pe chè p ima del . da e non ci è nessun legame o appo o giu idico. Ei si ede chia- (1) Nel deposi o pe con a io é il deponen e clic o ma la condizio- ne necessa ia del con a o. CONTR. I11TNÓh7INATI E JUS POENITENDI  225 amen e che ques o non con addice al caso della dona- zione p omessa in una s ipulazione; pe ciocchè in que, s o caso la condizione necessa ia alla esis enza dell'azio- ne è la o ma della s ipulazione , non già la donazione. Gius iniano con u e le sue disposizioni di legge su que- s a ma e ia non à mu a o di un capello il igo e della p oposizione es é s abili a: le sue disposizioni non ànna a o al o se non che da e pe minis e o di legge ad ogni p omessa di donazione gli e e i dalla s ipulazione : ma la donazione come ale non puú al imen i consis e e che semplicemen e in dando (1). Pe con a io P obbligazione bila e ale consis e essen- zialmen e in ques o , che P una delle pa i nel da e á in pensie o che l'al o suo con aen e p es i a sua ol a qualche cosa. E qui la di e enza a donalio ed obli ga- lio si o e chia issima: la dona io non á a a o nulla di obbliga o io ; la sua essenza é ipos a nel da e unila e- ale, senza al i ispe i ol e a quel da e : la obliga io all' incon o non ichiede essenzialmen e e pe condì- zion necessa ia che si sia p es a o , ma si che si debba p es a e da amendue le pa i. O a in ques o p oposi o a enu o come dell' accoppia si di due specie di- e se , onde nasce un pa o che iene insieme dell'una e dell'al e specie : nel di i o omano abbiamo il pa o e ma odi o na o dal disposa si della obliga io con la adona- lio. Ecco il caso in cui nasce ques o appo o giu idico (1) II esponso con enu o nella 1. 9. 5 . 3. de don. (39. 5. ) esp i- me b e emen e ció che qui abbiamo espos o. Eccone le pa ole : Do. a i non po es , isi , quod ejus i cui dona u . Cosi conside a o que. s o passo non ó ce amen e an o i iale quan a il de Sa igny si pensa. Gio n. di Giu isp . s o . ol, 4. qua. 1. 29 DiSSFI TAZTONF TERZA e ma odi o . Taluno dà senza a e pe i ne che 1' al a pa e il debba i ale e di ciò che à da o, non di meno pone come condizione del suo da e che 1' al a pa e debba dal suo can o p es a qualche piccola cosa , ma ale che la le ezza di ques a p es azione quasi non a p esa in conside azione ispe o a ciò • che si è da o. O a ques o appo o giu idico sa à una donazione, se il a o del da e e non la enue p es azione dell'al a pa e me i i la massima conside azione ; sa à pe con a io una obbligazione , se si conside i come impo an e la bila e ali à. Adunque secondo , pe così di e , che si debba da e maggio peso alla donazione o al modo ; la donali sub modo sa à o dona io o obligalio. Ulpianus lib. 71. ad Edic um. L. 98. p°. de don. (39. u. ). A is o ai , cum mix um si nego iu n, eum donazione, obliga ionem non con ahi eo casa , quo dona io es , e i a e Pomponius eum exis ima e e e . Ma qui si chiede : quale obbligazione conco e , pe così di e, con la donazione , quando il appo o giu i- dico si i iene come o man e una dona io sub modo ; e, quando non si conside i come donazione, quale obli- galio à luogo ? La soluzione del quesi o na u almen e è doppia. Se 1' impo anza massima cade sul a o del- 1' a e da o, e si accia dipende e da ciò u o il es o , allo a 1' obligalio non po à comincia e se p ima non si sia a o il caso dell' inadempienza al modus. A e- nu a la inadempienza , 1' obbligazione a à il ca a e- e di quella che occo e quando si i iene qualche cosa senza agione ; pe ò a emo una obligalio ob cau- sam cla o um , e quindi la cona i c io causa da a causa 226 CONTR. INNOn1INATI E JF/S . 'oENI7'ENDI 227 non semi a. Come ognun ede ques a obbligazione non si onda sul pae um ; essa comincia nel momen o in pa e  cui si a e a iI a o del i ene e senza agione. Pe 1,1  con a io , acendo as azione dalla dacio in gene e e I :  dalla obbligazione che nasce da quella , la donazione da i  $ub modo pub esse e conside a a come assolu amen e 1i  bila e ale. In al caso, se as aendo dalla donazione si )a ;  conside i solamen e il pae um , si pub o a e che la a ;  dona io sub modo con enga un negozio, il quale somigli l i  ad un negozio di buona ede. Allo a la donazione mo- ^^ dale p odu à l'azione p aeso iplis e bis. E ques a azio- ne allo a nasce da al pa io che non si pub imena e p e- cisamen e alla nozione di un negozio di buona ede, nè si p ende pun o in conside azione che ques o negozio sia insie nemen e una donazione modale. Pe al modo ci siam a i di p esso alla nos a i- ce ca p incipale. Poni che in una &caio sub modo il. modus osse an o impo an e che pa eggiasse la da io, ed ecco che spa isce a a o iI conce o della donazione e imane un appo o obbliga o io. Ma , come pocanzi edémmo a eni e della obbligazione modale, pa imen i nella dallo ob causam conco ono due manie e dis in e di obbligazioni. Ques e obbligazioni non pu e sono di- s in e pe la specie cui appa engono, ma anco a digiun e pel empo in cui nascono. Se io do ob causai e si con- side i la dazione e la causa acendo es a insieme mas - -simamen e nell' una delle pa i , non si a à pa o di so a , ma in ece un a o unila e ale di colui che dà. In ale appo o giu idico, poni che non sí adempia alla causa , ed ecco che nasce una obbligazione pa inen e unila e ale pe ipe e e ; a emo la. condiclio , e la accenda é e mina a. Pe con a ia conside iamo la 223  DTSSETITAZIONE TERZA dazione ob eausam come un con a o allo a non sa- á più necessa io di e ma si a no a e che 1 3 una pa - e abbia da o , e 1' al a non anco a p es a o ciò che dal suo can o do e a ; in al caso non si a à ad in- chiede e se non solamen e ques o : se il negozio somi- gli ad un negozio di buona ede ; e, somigliandoci , a à luogo 1' azione p aese ip is e bis. Ed ecco che nell' un caso a emo la condic io; nell'al o l'as io p aesc iplis e bis , le quali due azioni sono dis in e pe la specie cui appa engono , e sono digiun e pei empo in cui na- scono, pe ciocchè la condicho non a à luogo se non quando si sia manca o di adempie e alla causa, e l'as io p aesc iplis e bis compe e come p ima si è conchiuso il negozio, che somigli ad un negozio di buona ede. O a inalmen e abbiamo o a o la chia e de'con a i a innomina i e del jus poeni endi. Come a iene nelle al- e obbligazioni può adunque a eni pa imen i qui che conco a 1' obligadio ince i ci ilis con l' obligalio ob causam da o unb. Nello schema do u des, do u a- cias é con enu a ques a conco enza : è un' ac io bonae idi o a bi a ia che conco e con un' ac io s ic i ju is; un'azione nascen e dal pa o con un' azione nascen e dai a o del i ene e qualche cosa senza agione. O a se a- luno abbia insieme pe un solo negozio 1' as io man- da i e 1' ac áo deposi i , e pe ò la acol à di elegge e quale delle due gli con enga meglio d' is i ui e a non si di à ce amen e ch' egli abbia un JUs POENITENDI : si po- ebbe di e più acconciamen e ch'egli abbia un jus elio Bendi ; e ques o medesimo é il pus di cui ci occupia- mo. Già s' in ende di pe sl che 1' una delle due azio- ni esclude 1' al a, pe ciocchè in al caso 1' in e esse saá ebbe cessa o. Anche colui , che , is i ui a 1' as io maxá pccic i na, non ío Foil CORTE. INNOMINATI E JUS FOENITENDI 229 da i á o enu o 1' in e esse , non pub pe lo s esso ne* gozio is i ui e 1' ae io deposili. A ques o modo é chia is- simo che ció che ci á di e o nel malamen e de o jus poenz endi non ó pun o una anomalia , la quale non incon i negli al i con a i. Come edemmo di sop a §. 6 pub accade e benissimo che conco a la condicho con I'ac io bonae ( i dei. Nel caso dall' a ha, p. e. quan- do , pe eziona a la comp a endi a , non si es i ui- sca 1' a ha , compe e à a colui che la ipe e an o l'a- e io ex em o quan o la condicho causa da a causa non secu a (1) ; pe ciocché in ques o caso ci ó una dalia ob causa a. Ques o s esso conco so di due azioni à luogo ne' con a i de i innomina i. In ques i pub incon a e che un' as io ince i ci ilis, concessa pe chè il caso so- miglia ad un negozio di buona ede , conco a con la obliga io ob causam da o um. E siccome nel caso dell'a - g lia non es i ui a si pub elegge e a l'azione ex em o e quella ob dahione a , sì pa imen i in ques i si pub eleg- ge e a 1' azione che sca u isce dal pa o e quella che nasce dal i ene e qualche cosa senza agione. 1 se- guaci della alsa eo ica non ànno pos o men o che qui una delle due azioni non pub esse e bene in esa se non conside andola dal la o o male. In cambio di ció ànno a o di u addue un ascio solo , e conside a olo dal la o ma e iale. Così è lo su a a mani una obbliga- zione, la quale , u ochè sia una , pu o si sdoppia. Allo a ànno do u o necessa iamen e iusci e a a iposa e l'a- zione p°aesc ip is e bis sulla p es azione a enu a e non s ill' obbligo dell' al a pa e di p es a e a sua ol a:. Ciò a o, quando si sono acco i della condicho causa (1) L. 11. §. 6. de ac . e a . (19. 1. ). 230  DISsER' AZIONE TERZA da a causa non semi a, che conco e a, non anno o- a o più do e onda la : le anno pe ò da o dello s a a- gan e ; ed in i olano ques a s a aganza jus poeni endi . A me pa e che u o 1' andamen o della nos a spo- sizione , e ques o p esen a si spon aneo e semplicissimo della soluzione ul ima, bas e ebbe o a dimos a e la e- i à del nos o assun o. Ma o e ciò pe a en u a non giunga a con ince e , aggiugne emo di ben più speciali p uo e. Gli a e sa i , come es è dicemmo , engono che ne' con a i innomina i incon i una obbligazione sdoppia a : noi pe con a io abbiam dimos a o che le obbligazioni sono due, dis in e e di ise. O a ne' casi di ques i con a i , in i ola i innomina i dai mode ni , i Romani non ede ano una obbligazione doppia, ma due obbligazioni dis in e e di ise. La p uo a i e agabile di ciò si è che di ques e due obbligazioni essi an pa ola in due luoghi a a o di e si. Nel i olo o e si pa la della condic io causa d. c. n. s. non si a menzione pu e una ol a dell' ac io p aesc ip is e bis , quan unque i casi di cui i i si a disco so sien ali , che , se osse gius a la opinione degli a e sa i , si a ebbe semp e do u o ico da e ques ' azione come il o escio della medaglia (1). Pa imen i Ulpiano nella 1. 7. §. 2. de paca. pa la dell' ac io ince i ci ilis, e non si b iga pun o della condic io c. d. c. n. s. ; e si no i che i i é pa- ola p op io del do u des e do ui / l acias, Paolo nella d. 5. de p aesc . e bis pa la della conco enza delle (1) Il caso occo e spicca amen e nella 1, ul . de c. c. d. c. n. s. Non di meno non si aggiunge sillab i , della obliga io ince i ci ilis , come se non esis esse pun o , e si pa la solamen e della obliya io ob e a da i e non $ecu _ a. CONTR. INNOMINATI E JUS POENITENDI 231 due azioni , è e o , ma segna la di e si à della causa di qnes e due azioni con le seguen i impo an issime p a - ole : IN QUA ACTIONE ID VENIET , NON UT REDDAS , QUOD ACCEPERIS , sed u damne is mihi , quan i in e esl mea, illud de quo con eni accipe e , el si meum ecipe e elim , REPETATUR QUOD DATUM EST , QUASI DB REM TUM , RE11'0N SECUTA. Inol e qui ci cade in aglio un buon a gomen o ab absu do. Gli è chia o che la condic- io c. d. c. n. s. non is ia semp e in conco so con 1' aclio p aese. e bis. : gli è chia o anco a che ques a pa imen i non is ia semp e in conco so con quella. O a noi dobbiamo cos ui e de'con a i innomina i, ne'quali amendue ques e azioni anno insieme 1' u izio unico di azioni con a uali. A a ciò possiamo ene e due sole ie. Se ogliamo che ques i con a i abbiano un' azio- ne che li enda e icaci , dobbiamo a e iI seguen e la o io ; dobbiamo ompe e in due la condiclio c. d. c. n. s. da un can o , e ompe e in due 1' aclio p aesc . e b. Ciò a o p ende emo una me à dell' una ed una me à dell' al a , e le mande emo a a e il lo o u icio consue o. Le imanen i me à dell'una e dell'al a le impe- gole emo sì enacemen e insieme che acciano un sol co - po; e ques e due mezze azioni così ma i a e sa anno l'azia- ne de' con a i innomina i. Se ques a ia ci is ucca op- po non ce ne es a al a che una : bisogna assegna si ad amme e e con a i che non dieno azioni ; salu e e- mo i con a i innomina i, come ali che eggano di pe sè. Da ul imo, con o la opinione della uni à di azione ne' con a i innomina i ci è ques a p uo a di a o. Di sop a abbiam edu o che la condiclio e l'ac io p aesc . e b. ne' con a i de i innomina i debbono comincia e necessa iamen e in epoche di e se. Ciò essendo ben po- DISSERTAZIONE TERZA I. 5. SS. 1. in . de cond: c. c . c. n. s. (12. 4. ): Plano si non manumise i , cons ilu io succedi aei - que eum libe um , si nondum poeni ue a eum , qui in hoc dedil. La agione pe cui si acco dò ques a acol à di imu a e il ole e esp esso è mul o age ole. Colui , il quale do- e a a e la manumissione, in gene ale non a e a in e- esse alcuno che la manumissione seguisse o no : pe io più il appo o giu idico, a colui che da a e colui che ice e a il dana o, e a un manda o : ed il dana o se i a pe soppe i e alla spesa, o pe icompensa. Ciò essendo non è me a iglia che la cos i uzione pe me es- se aI mandan e di ecede e ad a bi io dal manda o, che a e a da o (1). O a si possono acilmen e spiega e i passi con addi o ii, i quali acco da ano la condicho pe me- o pen imen o. La obliga io ob causani dalo um è una obbligazione pu amen e o male. Essa comincia come p ima accada il a o del i ene e sine causa. I p incì. pi giu idici ma e iali, i quali dànno occasione a ques a mancanza di causa, non en ano nel ce chio della con- dichio , e non le igua dano pun o. Pe esempio, se io, pe ubbidi e alla condizione impos ami con es amen o, ò da o , e poi ipudii la c edi à, po ò ben ipe e e ciò che ò da o ; pe ciocchè colui che lo ice e e comin- cia a i ene lo sine causa (2). I p incipi e le agioni giu idiche, secondo cui si do à decide e se posso o non posso più ipudia e la e edi à, anno alu a e nella p o. p ia s e a: ma, essendo ma e iali, non possono igua - 258 (1) Cosi la • 5: g. 2. di sap a ei a a pa la di u n semplice manda e. (2) L. 9. 1. , A. à. CONTE. INNOMINATI E 3US ?QENITENDI x;239 da e la obbligazione ob causam da o um : gùes a non á bisogno di al o ondamen o se non che ci sia l'habe ° sine causa. Così è pa imen i nel caso che ci occupa. Se io do a aluno del dana o, pe chè egli manome a Silo co , po ò condice e pe la es i uzione quando sa i passa a la possibili à di più manome e lo: solo quando ques a possibili à sa à cessa a, colui che do e a mano- me e e comincia a i ene e sine causa il dana o a ciò da ogli. O a incon a pe a en u a una legge, la quale dispone che chi á da o inca ico di manome e e uno schia o può , inché non sia già manomesso , i i a e iT suo manda o, e non a più a eni e la manumissio- ne. Chia amen e ques a legge con iene una disposizione ma e iale , che p epa a o dà occasione all'a e a si del- l' azione o male. E di e o, poni che colui, il quale com- mise a aluno di manome e e lo schia o , abbia a o uso della acol à di i a a si, concessagIi dallo. legge ; ed ecco che di p esen e colui, che ice e e dana o pe manome e e, comincia a i ene lo sine causa; pe cioc- chè la causa è cessa a pe un al o e so : nè ci è più bisogno di aspe a e che asco a il empo, in cui essa si do e a e po e a a e a e. Siccome o na indi e en- le , ispe o alla acol à di ipe e e , che la causa non sia a enu a pe ché asco so il empo illimi a o o pe - ché asco so il e mine limi a o en o cui si po e a a e a e ; pa imen i o na indi e en e che ques o non a e a si accada pe asco imen o di empo, o pe ché un' al o a o abbia al imen i dis u o la possibili à che la causa si a e asse : la condicho c. d. e. n. s: è un' azione pu amen e o male , e pe ò po à semp e is i ui si, quando la causa non è secu a ; e sia ciò a - N'enuEo pe la impossibili à di più manome e e, sia pe - 210  DIáSERTAZIONE TERZA Chè colui, che ciò ole a, lo dis olle ed a e a il di i o di dis ole e. P emesse ques e b e i osse azioni, u o il con es o della 1. 3. §. 2 e 3. h. . isul a o io e sensa issimo Ulpiano dice : Sed si ibi dede o ,u1 S ichu n manumi - las , si non acis possum condice e , AUT s ME POE- .wI EA condice e possum. Ciò uol di e che in ques o caso la condic io può esse onda a in due modi : o pe chè è cessa a in sè la possibili à di piú manome e. e , o pe chè u o il a o , di cui la causa e a un la- o solo , sia al imen i cessa o : il che a iene col i- a a si di colui che ole a a manome e e. E ciò dice anche il pa ag a o seguen e : Quid, si i a dedi u in a ce una empus manumi las ? si nondum emp s p ae e ii innibenda e i epe i io, N s .POENITEAT; il che è un a o es inseco , che non igua da la condic- h o in sè. O a noi abbiamo a e ma o che ques i passi alludono al dis ole e, concesso da leggi speciali a colui, che o- le a a manome e e , siccome pocanzi con la sco sa s o ica si è spos o. O a la e i à di ques a nos a a e - mazione non pu e isul a dalla agione , ma anco a da p uo e speci iche. Noi abbiamo a e ma o che ques o po e si pen i e della manumissione commessa u conces- so dalla legge dell' Impe a o e Ma co. E che sia così , ediamo se p ima di ques a cos i uzione ci sia o ma di ques o concesso pen imen o. Il giu econsul o Giuliano disamina Io s esso caso disamina o da Ulpiano nel passo ci a o. Giuliano isse so o I' Impe a o e Ad iano e pe- ò p ecesse Ma co e la sua cos i uzione. O a , se la no- s a a e mazione sa à ` e a , Giuliano non do à a pa ola del caso isi poe i ea1. Ebbene, leggiamo il suo passo.