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Anna Franchi e lo stupro di guerra: dalla mortificazione del corpor alla libertà di scelta

Abstract

Il fulcro di questo intervento è il corpo abusato delle donne negli anni del primo conflitto mondiale, ma vuole approfondire anche la discussione, portata avanti da giornalisti, medici e diverse scrittrici, sulla possibilità di scegliere, per alcuni, o sulla necessità di ricorrere obbligatoriamente, per altri, all’aborto “terapeutico”. In particolare, ci concentreremo sull’ideologia di Anna Franchi e sulla disputa avvenuta, tra quest’ultima e il giornalista Zandrino, sulle pagine del quotidiano “Il popolo D’Italia”. La diatriba si concentra, da un lato, sulla necessità di porre fine alla vita di una creatura bastarda, pronta ad inquinare la purezza della razza latina e, di contro, sulla necessità di una libera scelta, auspicata per tutte le donne, sul proprio corpo e sulla propria vita.

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Anna Franchi e lo stupro di guerra: dalla mortificazione del corpor alla libertà di scelta

Author: Zambella, Nicoletta; Delgado Fernández, Lidia
Publisher: Universidad de Sevilla
Year: 2025
DOI: 10.12795/RICL2025.i28.05
Source: https://idus.us.es/bitstreams/9665dc9c-95ab-4fbf-be2a-e2ca9d101942/download
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Re is a In e nacional de Cul u as y Li e a u as
ISSN: 1885-3625
DOI: h p://dx.doi.o g/10.12795/RICL.2025.i28.05
Nicole a Zambella
Lidia Delgado Fe nández
Uni e sidad de Se illa
ANNA FRANCHI E LO STUPRO DI GUERRA: DALLA
MORTIFICAZIONE DEL CORPO ALLA LIBERTÀ DI SCELTA
ANNA FRANCHI AND WAR RAPE: FROM MORTIFICATION OF THE BODY TO
FREEDOM OF CHOICE
Riassun o:
Il ulc o di ques o in e en o è il co po
abusa o delle donne negli anni del p imo
con li o mondiale, ma uole app o ondi e
anche la discussione, po a a a an i da
gio nalis i, medici e di e se sc i ici, sulla
possibili à di sceglie e, pe alcuni, o sulla
necessi à di ico e e obbliga o iamen e, pe
al i, all’abo o “ e apeu ico”. In pa icola e, ci
concen e emo sull’ideologia di Anna F anchi
e sulla dispu a a enu a, a ques ’ul ima
e il gio nalis a Zand ino, sulle pagine del
quo idiano “Il popolo D’I alia”. La dia iba si
concen a, da un la o, sulla necessi à di po e
ine alla i a di una c ea u a bas a da, p on a
ad inquina e la pu ezza della azza la ina e,
di con o, sulla necessi à di una libe a scel a,
auspica a pe u e le donne, sul p op io co po
e sulla p op ia i a.
Pa ole chia e:
P ima gue a mondiale, Anna F anchi, s up o
di gue a, abo o.
Abs ac :
This a icle ackles he ape o women du ing
he Fi s Wo ld Wa , in pa icula , we will
ocus on he ideology o Anna F anchi and he
dia ibe ha we wi nessed on he pages o he
news pape Il popolo d’I alia, which ega ded
he necessi y o abo ion.
In ac , many hough ha child en esul ed
om he sexual assaul dese ed o die, in
o de o p ese e he pu i y o he La in ace.
Consequen ly, he discussion also in ol ed
he women ad oca ing o hei igh s o
decide abou hei bodies.
Keywo ds:
Fi s Wo ld Wa , Anna F anchi, wa ape,
abo ion.
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1. LO STUPRO DI GUERRA
Con il e mine s up o di gue a ci si i e isce ad una e e a a iolenza, ipica della
P ima gue a mondiale e che coin olge, innanzi u o, le donne belghe, i ime dei
sop usi e della e ocia del solda o in aso e.
La iolenza subi a dalle donne belghe, du an e l’occupazione del p op io e i o io,
e à de ini a e di usa in u a Eu opa a a e so la locuzione s up o del Belgio. Pe
Ba aba a Meazzi, ale de inizione “di en a una sineddoche che imanda alla iolenza
cui u so opos o il paese e che nega di a o alle donne del Belgio la possibili à di esse e
iconosciu e legi imamen e come i ime” (Meazzi, 2015:261).
Tu a ia, ale esp essione, pe quan o p i a della sua essenza, ela i a alla iolenza
subi a dalle donne, ha comunque con ibui o, nel co so degli s essi anni, a di onde e e
amplia e le azioni compiu e dall’an iuomo1. Ques a nuo a modali à di comunicazione,
che amplia ad una in e a nazione il sop uso subi o dal gene e emminile, di a o,
con ibuisce a di ulga e l’e e a ezza di un enomeno e, conseguen emen e, la
discussione sull’abo o, pe così di e, “ e apeu ico”, aciu o e passa o in so dina, in ece,
nei p imi anni, a le quo idiane a oci à.
Si a a di un enomeno che non ispa mia neanche l’I alia. Ne è es imonianza la
nasci a dell’Is i u o San Filippo Ne i, nella ci adina di Po og ua o, impegna o nella
cu a e il sos en amen o dei igli di gue a. La s u u a nasce, a il 1918 e il 1919, con
la inali à di accoglie e i bambini na i dalle donne che a e ano subi o iolenza da
pa e dei solda i dell’impe o aus o unga ico nella P ima gue a mondiale (Sand on,
2008:57-80).
A al p oposi o, nel 2010, è s a o pubblica o un lib o che, pa endo dalle elazioni
della eale commissione d’inchies a, ip ende le modali à e la e ocia con cui, sop a u o
nei e i o i di con ine del Vene o e del F iuli, le donne eni ano s up a e dall’ese ci o
aus o unga ico. Nume ose sono le es imonianze di e e, nel lib o-documen o di
Michele S azza, anche se si calcola che la maggio pa e delle donne, a causa dei sensi
colpa, nel en a i o di nasconde e il disono e e pe la e gogna di do e i e i e a
u iciali e so u iciali, u i uomini, abbia aciu o l’e e a ezza di ali c imini (Be olo,
2015: 261).
Luigi Ma ia Bossi, medico, ginecologo ma anche poli ico i aliano, ele o nel
pa lamen o nella XXI legisla u a, p omuo e pe p imo, in I alia, la discussione sulla
possibili à dell’abo o in caso di s up o.
1 Così e à de ini o l’uomo edesco da Anna F anchi, chia amen e in con apposizione all’uomo la ino,
ci ilizza o ed e olu o.
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Nel no emb e del 1917, il medico pubblica un es o dal i olo In di esa della donna e della
azza, una documen azione dei p imi anni del con li o che accoglie di e si ma e iali:
es imonianze di e e, a icoli di gio nali e esocon i di con e enze enu e p esso
l’Accademia medica di Geno a. In ques a sede, ci concen e emo, p e alen emen e,
sulle pagine che p incipiano con il i olo: il ca aclisma umano (1914-1917) e nelle quali
in acciamo alcuni pun i imp escindibili pe la comp ensione del suo pensie o:
De inizione del edesco come an iuomo: “poli icamen e e socialmen e, anche
an opologicamen e, nemico del gene e umano” (Bossi, 1917:X).
Dimos azione degli o o i commessi quo idianamen e e sis ema icamen e con o
le donne Belghe: es imonianze ocula i e i ica e, desc izioni pa icola eggia e sulle
depo azioni delle gio ani agazze dei e i o i conquis a i.
Rip oposizione del p op io in e en o enu o p esso l’accademia Medica di Geno a,
dal i olo: Di ese delle donne belghe e ancesi iolen a e dai solda i edeschi.
All’in e no di ques ’ope a Luigi Ma ia Bossi accoglie, al esì, la documen azione,
con enen e una discussione sull’abo o di gue a; il diba i o si di onde in I alia a pa i e
dal 1916. Il p incipio della discussione è app esen a o dalla p opos a di un e e endum,
p omosso dallo s esso Bossi sulle pagine del quo idiano Il popolo d’I alia:
Vo ei che il Popolo d’I alia ap isse le sue colonne a un e e endum a le donne,
medici, sociologici, giu is i e le e a i sulle due g a i ques ioni.
- Se le donne iolen a e dal nemico in gue a abbiano o meno di i o (di i o e non
il do e e) all’abo o.
- Di quali mezzi i popoli ci ili possono e debbono usa e pe a es a e la sis ema ica
iolazione delle donne da pa e dei edeschi (Bossi, 1917: 92).
Sos eni o e dell’abo o di s up o, pe il ginecologo, i igli delle iolenze si i elano: “mise i
isicamen e e con le s imma e inelu abili alla degene azione e cioè o dei de icien i nello
s iluppo, des ina i a i e e a ca ico della pubblica bene icenza, o dei u u i pazzi e delinquen i”
(Ven one, 2003:173). È bene so olinea e che, in ques a p esa di posizione, non i è
nessuna in enzione di di ende e l’ono e e la i a delle donne; in a i, le mo i azioni
che spingono il p o esso Bossi a sos ene e l’in e uzione di g a idanza, in caso di
iolenza mili a e, igua dano esclusi amen e la di esa della pa ia e della azza.
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Nel suo saggio, In di esa della donna e della azza, di cui abbiamo accenna o
p eceden emen e, l’au o e ci dà, al esì, es imonianza delle nume ose oci che
pa ecipano al diba i o. Tali in e en i con ibuiscono, pe la maggio pa e, ad una
chia a de inizione del nemico: ip o e ole, sp ege ole e po a o e di disumani à. Si
a a di una isione impie osa che, ipo a a alla ibal a, au o izza, implici amen e,
la sopp essione della u u a genealogia, u o del male e, quindi, na u almen e
squilib a a. T a le sc i ici che pa ecipano a ques o diba i o ico diamo: Anna F anchi,
Annie Vi an i e Sibilla Ale amo2.
Lo s up o di gue a non può esse e conside a o un aspe o seconda io del con li o,
né la iolenza pe pe a a con o le donne un male mino e ispe o alla mo e dei solda i.
Pe Ad iana Ca a e o, la iolenza con o una pe sona ine me è un a o ipugnan e
che supe a l’uccisione e la mo e ipica di u e le gue e in quan o non si limi a ad
uccide e, pe ché uccide e sa ebbe oppo poco, ma uole dis ugge e l’unici à del
co po e si accanisce sulla sua cos i u i a ulne abili à:
L’ine me è chi non ha a mi e quindi non può uccide e, e i e, […] indi eso e in
balia dell’al o, ine me è sos anzialmen e chi si o a in una condizione di passi i à
e subisce una iolenza alla quale non può s uggi e né isponde e. La scena è
u a sbilancia a su una iolenza unila e ale. Non c’è né simme ia, né pa i à, né
ecip oci à. (Ca a e o, 2007:43).
Pe la iloso a, si a a di una scena u a sbilancia a su una iolenza unila e ale, non c’è
simme ia, né pa i à, né ecip oci à. È una iolenza e oce, con o una i ima ulne abile
e impo en e, a cui Ad iana Ca a e o dà il nome di “o o ismo”:
Rido o a ogge o o almen e disponibile, anzi, ogge i a o dalla eal à s essa
del dolo e, al cen o della scena s a un co po so e en e su cui la iolenza la o a
p endendosi empi lunghi. La mo e se c’è iene igo osamen e alla ine non
essendo comunque il ine (Ca a e o, 2007: 44).
2. IL DIBATTITO SULL’ABORTO E L’INTERVENTO DI ANNA FRANCHI
In ispos a al e e endum di Luigi Ma ia Bossi, pe p imo Zand ino, gio nalis a e seg e a io
della lega an i edesca, p ende la pa ola a a e so la pubblicazione di un a icolo dal i olo:
2 Tale pa ecipazione è es imonia a, in p imo luogo, dagli in e en i e le p ese di posizioni p esen i,
e pubblica e, dal p o esso Luigi Ma ia Bossi, nel lib o In di esa della donna e della azza, già ci a o
p eceden emen e.
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“Pe la di esa della donna dalla iolenza dell’an iuomo”. Già dalla le u a dell’in es azione, è
possibile pun ualizza e come, accan o alla necessi à di di ende e la donna, eme ga il p o ondo
disp ezzo e so il nemico edesco. Tale sp ezzo conduce il gio nalis a a una imp escindibile
dis inzione a “homo sapiens, chiama o a espinge e l’agg essione iolen a dell’an iuomo e
homo ge manicus, i ela osi, in ques a gue a, con u a la sua bes iali à” (Bossi, 1917:94).
L’au o e dell’a icolo p incipia il p op io in e en o dalla con inzione che le donne
non pa ecipe anno al e e endum in quan o ammu oli e dall’o o e o, nel caso delle
in elle uali, indi e en i e poco co aggiose nell’espo si, “le nos e le e a e che in gene e
non hanno che il co aggio della lo o sensuali à”. (Bossi, 1917:94).
Le pa ole di Zand ino, in e p e abili come un chia o e inu ile a acco misogino sul
alo e delle donne e sulla capaci à di in e eni e all’in e no di un diba i o, isul ano,
innanzi u o, uo i luogo, conce ualmen e inu ile anche il i e imen o alla mancanza
di co aggio emminile. D’al o can o, sa à p op io il cuo e dell’a icolo a con e ma e
quella che, al momen o, è solo una supposizione di ape a misoginia:
Non le donne iola e dal solda o nemico hanno il di i o di sopp ime e
a i icialmen e il u o delle lo o isce e ol aggia e, ma la socie à ci ile, e pe essa
lo S a o, il quale ha, più che il di i o, il do e e assolu o di di ende e la socie à,
sopp imendo comunque ques i bas a di edeschi (Bossi, 1917:99).
Nelle pa ole di Zand ino, la donna iola a e ol aggia a si eclissa. Quello a cui
assis iamo, è, in ece, la de-umanizzazione della iolenza; in a i, la i ima, ulne abile
e ine me, si o usca pe da spazio a pa ole che si concen ano sui e mini quali: socie à,
socie à ci ile, s a o. Chia o è che, pe il gio nalis a, il p oblema non igua da la di esa
della donna e il suo co po ol aggia o, ma la sal agua dia dello s a o dalla nasci a di un
bambino de ini o un pe e i o e una on e in ini a di male, innanzi u o pe la socie à:
Se nascesse o e i esse o, po ando in on e come Caino un indelebile ma chio
d’in amia, sa ebbe o pe le lo o o igini psichiche e isiologiche dei degene a i, dei
delinquen i na i, e quindi, a un empo, degli in elici e un pe manen e pe icolo pe
lo S a o e pe la Socie à (Bossi, 1917:99).
Pe Zand ino, così come pe la maggio pa e degli in elle uali e lo s esso Bossi,
l’Abo o di gue a è legi imo e necessa io poiché il anciullo na o dalla iolenza isen i à,
a li ello psichico, dell’o o e e della epulsione p o a i dalla donna nel momen o della

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iolazione. Si a e à, inol e, pe Zand ino di un bas a do edesco p on o ad inquina e
la pu ezza della azza la ina.
Sa à p op io Anna F anchi pe p ima a p ende e pa e a i a in ques o diba i o,
esp imendo la p op ia opinione su una agedia che la s essa i iene poco adica a nel
nos o e i o io, g azie al alo e dei comba en i e dei gene ali che di endono senza
sos a le e e i aliane3.
Anna F anchi si con appone, innanzi u o, a Zand ino in di esa di u e le donne,
ingius amen e accusa e:
Il suo giudizio sulle le e a e non ha alo e. In ques o caso non si a a di sape e
se le donne le e a e siano più o meno ada e a isponde e, ma si a a solo di
conosce e il giudizio delle donne sul caso espos o dal p o . Bossi (F anchi,1916:
s.p).
Nel p osieguo del suo a icolo, la sc i ice, in opposizione alla maggio pa e dei
colleghi e delle colleghe, a e ma di non o a e scon a o e na u ale con appo e
l’abo o alla iolenza commessa dal ba ba o edesco.
Se, da un la o, nelle pa ole di Anna F anchi, non i è un comple o allon anamen o
dall’eugene ica, in quan o, eme gono nel suo a icolo, alcuni i e imen i al male che
i na i dall’odio e dalla iolenza po ebbe o appo a e alla azza la ina, dall’al o, la
sc i ice di ende con o za un iglio na o dalla iolenza, sos enendo che la scel a
appa enga sol an o alla mad e, e che ques a, nonos an e il dolo e e la so e enza,
possa p e e i e, comunque, di c esce lo con amo e e dedizione:
È un p oblema ques o al quale il p o . Bossi de e con eni e, non ha i ispos a p ecisa.
Va ie le anime, a ie le conside azioni. Alcune emmine o anno al deli o con appo e
il deli o al e donne chine anno il capo dinanzi all’immenso sac i icio della p op ia i a
(F anchi, 1916: s.p).
Pe la sc i ice, in de ini i a, non i è una soluzione al quesi o pe ché non i è una
scel a che possa esse e de ini a gius a o sbaglia a.
3 Anna F anchi anco a disconosce le so i e le iolenze che mol e donne i aliane subi anno, sop a u o a
pa i e dal 1917, p op io nei gio ni della dis a a di Capo e o.
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La ispos a di Zand ino, sen endosi chiama o di e amen e in causa da Anna F anchi,
non si a a ende e, in a i, in da a 9 se emb e 1916, p ende la pa ola sul quo idiano
il Popolo d’I alia, con un a icolo dal i olo: “Anco a in di esa della donna con o le
iolenze dell’an iuomo edesco”4. Il gio nalis a concen a il p op io in e en o su una
se ie di calunnie e insinuazioni: imp o e a l’au ice di ingiu ia e e umilia e le donne
che hanno un pensie o di e so: “Ella ingiu ia qualsiasi al a donna, che e en ualmen e
possa esse e di un’opinione con a ia alla sua” (Bossi, 1917:103); insinua che, nella
i lessione della sc i ice, si celi un’inu ile in ocazione alla ma e ni à a qualunque cos o;
in accia nelle sue pa ole a eggiamen i an ipa io ici, iloge manici e, sop a u o,
ico da che la nasci a di un iglio del disono e igua da, sop a u o, l’uomo di amiglia,
che ien a nella p op ia casa, da e oe, dopo, la ine della gue a:
Tu o il bell’edi icio della signo a F anchi, e di chi la pensa com’essa, non può
sussis e e che in un solo caso; allo ché la iola a non a esse più amiglia. […].
Quali consolazioni e quali con o i somminis e anno agli e oi che o e anno
la lo o casa allie a a dalla p esenza del u o i en e del lo o disono e? (Bossi,
1917:104-105).
A ques o pun o, nel lib o del do o Luigi Ma ia Bossi, il diba i o e mina con le
accuse di Zand ino e il suppos o silenzio di Anna F anchi, che con e me ebbe, a
l’al o, l’indi e enza e l’incapaci à dell’in elle uale donna di in e eni e. Nella eal à
della s o ia, Anna F anchi isponde al collega. Abbiamo es imonianza di ques o
a icolo, in quan o in accia o, insieme a an i al i a icoli sul ema, nel ondo di Anna
F anchi (F anchi, 1916: s.p).
Nel suo in e en o, la sc i ice si p opone, già dall’incipi , di ole e i a e inu ili
polemiche i iu andosi di con oba e e, con lo s esso ono, alle pesan i accuse ice u e:
Signo Zand ino, non è mai s a o mio uso i iu a mi alle polemiche, ma ques a
ol a e in ques ’o a epu o più deco oso il silenzio, anche se mi do esse u a e
una pa en e di ine i udine a capi e. Il caso p opos o ichiede a gomen azioni
oppo as e, complica e e a ie. Il p o . Bossi po ebbe, ice cando nelle sue
con inzioni an e io i alla gue a e nella scienza che u i i medici acquis ano
dell’anima emminile, isponde le meglio di me. In b e e: una discussione sulla
necessi à dell’abo o po a dei p esuppos i in ini i e pe eni e ad una conclusione
bisogne ebbe con eni e di capo olge e l’o dine odie no delle cose umane, a e e
della coscienza emminile una al issima s ima e c ea e una legge igilan e su u i i
casi ‒ a i di iolenza isica, in ini i di iolenza mo ale‒ (F anchi, 1916: s.p).
4 Il i olo dell’a icolo, non p esen e nel lib o di Luigi Ma ia Bossi, è s a o in accia o nel ondo di Anna
F anchi, insieme a u a la discussione, documen a a solo in pa e dal do o Bossi nel suo es o.
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Pe Anna F anchi, la gue a coin olge non solo donne, p i e nella quo idiani à dei
p op i uomini, ma l’in e o gene e umano. Il p oblema dell’abo o, quindi, na o dalle
iolenze di gue a non può esse e discusso negli anni della gue a, in quan o, pe Anna
F anchi, alla iolenza isica, pu semp e a a, si può con appo e il quo idiano sop uso
mo ale che le donne subiscono quo idianamen e, al di uo i del con li o. Si a a di
una iolenza che non è ipica dei empi di gue a, ma ca a e is ica peculia e della
pace5. A a e so ques a a e mazione, la sc i ice ap e ad una polemica, ipicamen e
emminis a, che, p op io pe la pa icola i à della si uazione, si i iu a di imbas i e
ape amen e.
L’in e en o di Anna F anchi, dal i olo Pe la di esa della donna, si p esen a,
innanzi u o, p i o dei e mini “nemico e azza”, che, in ece, nei i oli pubblica i
p eceden emen e dai colleghi a e ano accompagna o, se ogliamo anche in manie a
p edominan e, la iolenza subi a dalle donne.
Le donne, con il p op io ca ico di dolo e, sono le uniche p o agonis e di ques o
in e en o: so ono, hanno l’anima lace a a dell’a esa, palpi ano ad ogni squillo di
campanello, imbiancano so o il pondo dei pensie i, in quan o la quo idiani à della
gue a app esen a, pe u e le donne, una g ande on e di dolo e.
La olon à della sc i ice è quella di ipo a e al cen o dell’a enzione la condizione
della donna, comp omessa, a causa del con li o, in ogni aspe o della sua i a.
L’au ice ci ico da che è, sop a u o, in nome di ques e ul ime, pe la so e enza che
i ono quo idianamen e, den o e uo i la gue a, che si de e o non si de e diba e e.
Pe quan o igua da il caso speci ico dell’abo o, in ece, Anna F anchi in e iene
con l’unica, possibile a gomen azione, quella di una donna e di una emminis a, che,
quindi, in i a gli uomini ad abbandona e un campo che non appa iene lo o e dona,
in ece, alle donne la libe à di sceglie e sul p op io co po e sul p op io u u o:
Oggi con iene lascia e ad ogni coscienza di decide e a seconda dei p op i sen imen i
[...] Nessuno, né gli scienzia i, né i minis i di un qualsiasi s a o possono decide e
un ale p oblema. È una delle in amie della gue a… e della pace pu oppo
(F anchi, 1916: s.p).
5 La sc i ice a i e imen o ad una espe ienza au obiog a ica, ma condi isa con mol e donne, di cui
pa le à con do izia di pa icola i nel suo lib o A an i il di o zio.
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Le pa ole di Anna F anchi, compassione oli e icche di umani à, ci iconducono
na u almen e alle eo ie di Judi h Blu e , esp esse nel suo lib o “Vi e p eca ie. I po e i
del lu o e della iolenza” (Bu le , 2013: 142 ). Se, in a i, pe la iloso a, la poli ica e ica
della non iolenza p incipia dalla app esen azione dell’umano e dalla sua capaci à
di app esen azione, possiamo no a e come Anna F anchi, nel p op io in e en o,
allon anando olon a iamen e l’a e sione al nemico, “usciamo dal caso unico p opos o
e ispi a o al nos o odio pe la azza edesca” (F anchi, 1916: s.p), pa a p op io dalla
olon à di concen a e le p op ie a enzioni sulla donna. Ques ’ul ima è il pe no su
cui uo a l’a icolo, la sua p esenza: so e en e, sop a a a dal dolo e e dall’a esa, ci
po a, pe la p ima ol a, all’umanizzazione del sogge o e, nella desc izione di Anna
F anchi, alla isione della sua ulne abili à.
Nella pe soni icazione della donna i è ce amen e la olon à di icondu e l’ase ica
discussione, a cui abbiamo assis i o, all’umano. La sc i ice ci spinge a ice ca e
l’umano anche nell’o o e della gue a e ci conduce a in accia lo nel ol o di donna,
che si concede nella sua ulne abili à e chiede di non esse e e i o6.
i e imen i bibliog a ici
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6 Il ol o è una nozione in odo a dal iloso o Lé inas pe spiega e come a iene che al i ci a anzino
delle ichies e mo ali che noi non siamo libe i di i iu a e. Lé inas, Emmanuel, To ali à e in ini o. Saggio
sull’es e io i à, Vol. 92, Edi o iale Jaca Book, Milano, 1986.