Depiktyvų žymėjimas lietuvių kalboje
Full text
VESLAVA ČIŽIK-PROKAŠEVA
Istituto di lingua lituana
Ambiti di ricerca: gerarchie sintattiche, predicativi secondari liberi.
LA MARCATURA DEI DEPICTIVI IN LITUANO
Marcatura dei depictivi in lituano
ANNOTAZIONE
L’articolo esamina la marcatura dei predicativi secondari liberi non risultativi (depictivi) in lituano e presenta brevemente una rassegna della classificazione dei depictivi negli studi linguistici stranieri. Nell’articolo i depictivi sono suddivisi in due gruppi — sintattici e semantici — e si discutono in dettaglio le forme espressive di ciascun gruppo. Si intende mostrare in che cosa i depictivi lituani differiscano da quelli di altre lingue e integrare i dati presentati nelle grammatiche del lituano e negli studi di sintassi. Sulla base della frequenza vengono stabilite gerarchie delle forme dei depictivi e delle parti del discorso con cui essi sono espressi.
ANNOTAZIONE
L’articolo tratta la marcatura dei predicati secondari non risultativi (depictivi) nella lingua lituana. Nell’articolo, i depictivi sono suddivisi in due gruppi: depictivi sintattici e depictivi semantici; ciascun gruppo viene discusso in dettaglio, considerando ogni possibile forma del depictivo. L’articolo si propone di mostrare in che modo i depictivi nella lingua lituana differiscano da quelli di altre lingue e di integrare i dati forniti nelle grammatiche della lingua lituana e negli studi di sintassi. Sulla base della frequenza d’uso di determinati depictivi, vengono presentate due gerarchie: una gerarchia dei casi dei depictivi e una gerarchia delle loro forme.
0. INTRODUZIONE
Nella linguistica lituana, gli autori che rappresentano la grammatica strutturale e funzionale (si ricordino innanzitutto l’articolo di Adelė Valeckienė (1967), Lietuvių kalbos gramatika (1976), Dabartinės lietuvių kalbos gramatika (1996)), avevano già esaminato i predicativi secondari
PAROLE CHIAVE: predicato secondario, depictive, marcatura dei depictive.
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predicativi1, ma nei loro lavori non si avvalevano del concetto di predicazione secondaria: il fenomeno sintattico a livello di frase — il predicativo secondario — costituiva per loro, nel migliore dei casi, una parte del sintagma verbale (attributo predicativo / del predicato), ma spesso semplicemente la parte nominale di un predicato composto o un elemento di un complemento predicativo. Probabilmente, a impedire che i predicativi in questione fossero considerati un fenomeno a livello di frase era soprattutto la concezione della relazione sintattica bipartita, consolidatasi nella tradizione grammaticale lituana2. Nei lavori sintattici più recenti (gli articoli di Axel Holvoet e dei suoi coautori, nonché di Loreta Vaičiulytė-Semenienė) si ricorre al concetto di predicazione secondaria, ma
1 Nella letteratura scientifica straniera i predicativi secondari sono denominati anche praedicativum, predicative attributes, predicative adjuncts, copredicates, copredicatives, labeled adjuncts, attributes, predicate nominals, predicate modifiers, postnominal and postverbal adjectives (Nichols 1978b: 114; Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 60; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 4 e la bibliografia ivi citata). Nella linguistica lituana, il termine tarininis pažyminys usato per designarli non è appropriato, perché, nelle parole di Axel Holvoet, ogni aggettivo che funge da attributo è predicativo (la predicazione è semplicemente trasferita al livello del sintagma nominale); il predicativo secondario non è un attributo nel senso che non forma un sintagma nominale con il sostantivo (Holvoet 2003: 74; Holvoet 2009b: 99). Confrontando il concetto di predicativo secondario usato nella letteratura straniera con quello di attributo del predicato / predicativo affermatosi nella tradizione lituana, si osserva che il primo definisce una predicazione aggiuntiva a livello di frase, mentre il secondo suggerisce che il predicativo sia soltanto parte integrante del sintagma verbale o persino del predicato della frase. Sebbene i sostenitori del concetto di attributo predicativo parlino anche di una nuova parte autonoma della frase, tale denominazione rimane tuttavia orientata verso l’attributo, come se si trattasse di una sua varietà particolare. In realtà questa parte della frase differisce notevolmente dall’attributo (si veda anche Labutis 1998: 250–251). Pertanto, nell’articolo si usa il termine predicativo.
2 La concezione della relazione sintattica bipartita va respinta per diverse ragioni. In primo luogo, nei lavori linguistici precedenti (per es., Valeckienė 1967; Ulvydas, a cura di, 1976; Ambrazas, a cura di, 1996) erano considerati attributi predicativi / del predicato non solo quelli accordati per caso, ma anche quelli non accordati per caso, in contrasto con le definizioni proposte: si sottolineava che gli attributi predicativi / del predicato sono caratterizzati da relazioni bipartite: una con il verbo (giustapposizione), l’altra con il soggetto o il complemento (accordo); tuttavia, i predicativi non accordati per caso nella frase sono collegati da una sola relazione sintattica, con il verbo, e quindi nei lavori citati non avrebbero dovuto essere considerati attributi predicativi. In secondo luogo, poiché nei lavori linguistici precedenti, nei capitoli dedicati all’attributo predicativo / del predicato, si trattavano soltanto i predicativi secondari liberi, mentre quelli obbligatori, retti dal verbo, non erano discussi, in tali lavori si parlava soltanto di giustapposizione. Si presumeva che il verbo e il predicativo fossero collegati da una relazione sintattica e, poiché questa relazione non era né accordo né reggenza, veniva descritta come giustapposizione. Nella grammatica tradizionale, dunque, la relazione tra il verbo e il predicativo veniva stabilita senza ricorrere a un tratto morfosintattico. Nei lavori più recenti (nella serie di studi grammaticali sulla lingua lituana) si è abbandonata la giustapposizione come relazione di dipendenza sintattica, poiché non esiste alcun tratto morfosintattico che indichi una relazione sintattica, ed è stato introdotto il concetto di modificazione, che consente di considerare predicativi sia quelli accordati per caso sia quelli non accordati per caso. In questo articolo si adotta l’approccio più recente: si ritiene cioè che i predicativi secondari liberi non costituiscano un attributo predicativo / del predicato né una parte di un predicato secondario, ma una parte autonoma a livello di frase; sintatticamente dipendono soltanto dal verbo principale, mentre semanticamente sono legati a un argomento del predicato principale. Perciò nell’articolo si usa il termine depictive, non quello di attributo predicativo / del predicato.
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Questi lavori non coprono l’intero quadro morfosintattico del fenomeno. Questo articolo esamina la marcatura in lituano dei predicativi secondari liberi non risultativi3, ossia dei depittivi. Si intende mostrare in che cosa i depittivi lituani differiscano da quelli di altre lingue e integrare i dati presentati nelle grammatiche e negli studi di sintassi del lituano. Sulla base della frequenza4, si stabiliscono gerarchie delle forme dei depittivi e delle parti del discorso che li esprimono.
I depittivi5 hanno nella frase relazioni doppie: la relazione sintattica intercorre tra il depittivo e il predicato principale, quella semantica tra il depittivo e l’argomento del predicato principale da esso descritto6 (cfr. Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 74–77). La relazione semantica del depittivo con l’argomento del predicato principale è uno dei criteri più importanti per distinguere i depittivi dagli altri costituenti della frase (funzioni grammaticali). Un altro criterio molto importante che distingue i depittivi (modificatori del verbo7) dagli argomenti richiesti dai verbi (argomenti obbligatori) è la non-obbligatorietà del depittivo, cfr. (1) Il formaggio giaceva nel frigorifero avvolto nella carta e (2) Il formaggio giaceva nel frigorifero, (1) Juozas uscì dalla festa arrabbiato e (2) Juozas uscì dalla festa, in cui il contenuto delle seconde frasi è lo stesso di quello delle prime, nonché le frasi Luiza sembra stanca e Il bambino diventerà pittore, nelle quali il participio e il sostantivo sono predicativi obbligatori e, senza di essi, le frasi sarebbero incomplete: *Luiza appa-
3 Per i concetti di predicativo secondario, predicativo secondario libero (risultativo/non risultativo) si veda Veslava Čižik-Prokaševa 2010.
4 Sono stati raccolti 991 esempi di depittivi. Sono stati tratti dalla Sintassi della lingua lituana (1911) e da Casi e preposizioni (1928) di Jonas Jablonskis, dalla Sintassi del lituano contemporaneo (1963) di Jonas Balkevičius, dall’articolo del 1967 di Adelė Valeckienė, dalla Grammatica della lingua lituana (1976), dalla Sintassi della lingua lituana (1994) e dall’articolo del 1992 di Vitas Labutis, dalla Grammatica del lituano contemporaneo (1996), dal libro di Jonas Šukys Casi e preposizioni del lituano: uso e norme (1998), da articoli di Holvoet e coautori, di Vaičiulytė-Semėnienė e di linguisti stranieri che trattano il tema dei predicativi secondari, dal corpus del lituano contemporaneo dell’Università Vytautas Magnus di Kaunas (accessibile online http://donelaitis.vdu.lt) e dal web tramite Google (accessibile online http://www.google.lt).
5 In questo articolo i depittivi sono intesi in senso ampio, cioè comprendono i depittivi in senso stretto e i predicativi secondari circostanziali (per maggiori dettagli, cfr. Čižik-Prokaševa 2010).
6 Cfr. «…l’attributo predicativo è collegato mediante relazioni sintattiche doppie al verbo lessicalmente autonomo che funge da predicato, a un sintagma verbale che contiene tale verbo o a un’altra parola con la funzione corrispondente, e al nominativo del soggetto o ai casi del complemento» (Valeckienė 1967: 115); «l’attributo predicativo è un costituente della frase che, allo stesso livello di articolazione della frase, intrattiene relazioni di dipendenza doppie: con il predicato e, al tempo stesso, con il soggetto o il complemento» (Ambrazas, a cura di, 1996: 490); «i predicativi secondari liberi sono parole predicative (aggettivi, participi e sostantivi) che svolgono nella frase la funzione di modificatori del verbo e sono legate a uno degli argomenti della predicazione principale da una particolare relazione semantica e morfosintattica» (Holvoet, Mikulskas B: 1).
7 In questo lavoro, reggenza e modificazione sono intese come nei volumi della serie Studi di grammatica della lingua lituana (per maggiori dettagli, cfr. Holvoet, Judžentis 2003: 12–15; Holvoet, Judžentis 2005: 16).
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mostra e *Il bambino diventerà. Nelle lingue in cui l’accordo contribuisce a collegare il predicativo secondario all’argomento del predicato principale, anche l’accordo è considerato uno dei criteri più importanti: indica che la parola è usata come depittivo (cfr. Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 62). In lituano, il caso del depittivo è di norma determinato dal caso del controllore dell’accordo⁸. L’accordo del depittivo con il controllore riflette la relazione semantica del controllore nella frase e non indica che il depittivo e il controllore formino un sintagma nominale (Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 82). In lituano, il caso contribuisce a evitare ambiguità, mostrando chiaramente con quale parola della frase è collegato il depittivo. Per esempio, nella frase Sceglierò un fidanzato vigile e agile, è chiaro che i depittivi vigile e agile descrivono l’oggetto diretto, non il soggetto⁹.
Nella letteratura scientifica straniera i depittivi vengono suddivisi in gruppi in base alla funzione grammaticale svolta nella frase dall’argomento della predicazione principale descritto dal depittivo. Si afferma più spesso che i predicativi secondari depittivi sono collegati al soggetto (ingl. subject) o all’oggetto diretto (ingl. direct object) (Brown, Miller, a cura di, 1999: 325; Marušič, Marvin, Žaucer 2003: 375; Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 72; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 54; Holvoet, Mikulskas B; Šarić 2008: 297–298). Sono rare le lingue in cui i depittivi descrivono un oggetto indiretto (ingl. indirect object) o un obliquo (ingl. oblique), oppure una costruzione preposizionale¹⁰. Di norma si sostiene che, per esempio, in inglese il depittivo non può descrivere un oggetto indiretto (frasi (3), (5)) né una costruzione preposizionale (frase (4)); sono possibili soltanto frasi in cui i depittivi sono collegati al soggetto (frasi (1), (5)) e all’oggetto diretto (frase (2)):
8 Poiché il predicativo secondario di norma concorda nel caso con l’argomento del predicato principale, è appropriato chiamare quest’ultimo controllore dell’accordo (ingl. agreement controller, agreement trigger) e il predicativo secondario bersaglio dell’accordo (ingl. agreement target). Sono i termini usati da Vaičiulytė-Semėnienė (2007b: 116–117). Per la definizione di questi termini, cfr. anche Corbett (1998: 1; 2003: 110).
9 In questo articolo, i concetti di soggetto, oggetto diretto, indiretto e obliquo corrispondono ai termini semantici inglesi subject, direct / indirect / oblique object (cfr. anche Morkūnas, a cura di, Ambrazas, a cura di, 2008: 378, 515).
10 Per esempio, in walbiri (warlpiri) il controllore dell’accordo può avere la forma di un oggetto al dativo o di un altro oggetto obliquo. Un controllore dell’accordo con la forma di un oggetto al dativo si trova anche nelle lingue georgiane. Nelle lingue australiane il controllore dell’accordo è spesso l’oggetto indiretto di una frase passiva; anche nelle lingue finlandesi è possibile usare un depittivo che descriva un argomento corrispondente a un oggetto indiretto (per maggiori dettagli, cfr. Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 73–74; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 54 e la bibliografia ivi citata). In croato il depittivo può descrivere oggetti al dativo e all’strumentale e un complemento locativo (Šarić 2008: 298); in slovacco può descrivere il soggetto, l’oggetto diretto, l’oggetto indiretto e una costruzione preposizionale (Šarić 2008: 298–299). Lo stesso avviene nelle lingue romanze e in albanese (cfr. Irimia 2005). In sloveno può descrivere il soggetto, l’oggetto diretto e indiretto, oggetti al genitivo e all’strumentale, un complemento locativo e una costruzione preposizionale (Marušič, Marvin, Žaucer 2003: 373–375).
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(1) Johni bevve il caffè stancoi. (Marušič, Marvin, Žaucer 2003: 376)
‚Jonas bevve il caffè stanco‘
(2) John bevve il caffèi caldoi. (Marušič, Marvin, Žaucer 2003: 376)
‚Jonas bevve il caffè caldo‘
(3) *Ho dato a Maryi la carne affamatai. (Irimia 2005: 21)
‚Ho dato del cibo a Maria affamata‘
(4) *Ho parlato con Suei ubriacai. (Irimia 2005: 21)
‚Ho parlato con Sue ubriaca‘
(5) Johni ha dato a Maryi il caffè stancoi/*i. (Marušič, Marvin, Žaucer 2003: 376)
‚Jonas ha dato del caffè a Maria stanco / *stanca‘
Il fatto che in inglese il depittivo non possa riferirsi a un oggetto indiretto (oggetto al dativo), ad esempio nella frase *L’infermiera ha dato a Johni la medicina malatoi ‚L’infermiera ha dato le medicine a John malato‘, Susana Rothstein (1985) lo spiegava sostenendo che il depittivo può riferirsi a un agente o a un paziente (esperiente), ma non a un beneficiario11. In realtà, più di un autore segnala delle eccezioni (ad es. Marušič, Marvin, Žaucer 2003; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005).
In alcune lingue esistono determinati indizi, costruzioni e mezzi che permettono di distinguere chiaramente i depittivi dalle altre parti della frase (Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 81–94). L’uso di un depittivo associato a un controllore dell’accordo diverso dal soggetto, dall’oggetto diretto o indiretto può dipendere dal parlante, dal contesto, dal genere, dal fatto che la lingua sia scritta o parlata, dalla distribuzione di tema e rema e dall’ordine delle parole (cfr. Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 54; Nichols 1982: 320). In lituano i depittivi possono riferirsi non solo al soggetto e all’oggetto diretto, ma anche ad altri oggetti indiretti e obliqui e ai circostanziali. Classificando le funzioni grammaticali secondo la tradizione linguistica straniera, si può affermare che in lituano i depittivi possono essere semanticamente collegati a:
a) il soggetto, ad es.:
(6) Con grande sorpresa di tutti, dopo sette giorni Taraila tornò quasi vivo. DLKT12
b) l’oggetto diretto, ad es.:
(7) Con l’arrivo della primavera, nel mese di marzo rividi Bilaišis – Perkūnelis, stanco, ma allegro. DLKT
11 Taip buvo aiškinamas depiktyvų tinkamumas ir vokiečių kalboje (Wunderlich 1997). Hubert Haideris (1985) tokius atvejus aiškino tuo, kad vardininkas ir galininkas yra struktūriniai linksniai, o naudininkas – leksinis (daugiau apie tai žr. Müller 2001: 3–4).
12 I depictivi sono evidenziati negli esempi. Le fonti degli esempi sono indicate subito dopo ciascun esempio (l’elenco delle fonti è riportato alla fine dell’articolo insieme alla bibliografia). Gli esempi senza indicazione della fonte sono stati inventati dall’autrice; quelli contrassegnati con DLKT sono tratti dal corpus di testi del lituano contemporaneo dell’Università Vytautas Magnus di Kaunas, mentre quelli con il riferimento a una determinata pagina web provengono dal web tramite Google.
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c) dall’oggetto indiretto, ad es.:
(8) «Ora», dice Elvidijus, «non sento più dolore, solo che da piccolo avevo terribili depressioni. Ora non ci sono più. Ho speranza.» DLKT
d) da oggetti più distanti, ad es.:
(9) Lo scultore confessò che gli era stato difficile creare la scultura di un uomo che non aveva mai visto da vivo13. DLKT
(10) Risposi, meravigliato dalla curiosità sfrenata di quei bambini.
(11) ...molte piante mi conoscono personalmente, proprio come io conosco loro; le ho seminate o piantate io stesso, alcune sono germogliate spontaneamente e le ho conosciute quando erano ancora piccole14... (http://toltikkontaktai.blogas.lt/kvieciu-i-svecius-2.html)
e) da un complemento circostanziale, ad es.:
(12) Ricordo che mi misi a correre e, con un solo respiro, mi ritrovai nell’anticamera ancora calda15.
Poiché il caso è uno dei principali criteri formali per riconoscere le funzioni grammaticali, i depictivi sono discussi non in base alla funzione grammaticale del controllore dell’accordo, bensì secondo un criterio formale: i casi e la forma del controllore e del bersaglio dell’accordo (come, ad esempio, nei già menzionati Francas Marušičiūs, Tatjana Marvina e Rokas Žauceris (2003), cfr. nota 15). Anche nelle più ampie descrizioni dei predicativi secondari liberi in lituano, i depictivi sono discussi in base al loro caso (Valeckienė 1967; Ulvydas, a cura di,
13 Apie kilmininko linksnio kaip tolimesnio objekto traktavimą žr. Holvoet (2009c).
14 Il depictivo si riferisce a una costruzione preposizionale.
15 Cfr. gli esempi sloveni con quelli lituani (Marušič, Marvin, Žaucer 2003: 373–374): Soggetto: Peter ha dato a Meta dei biscotti tutti rotti. ‘Peter ha dato a Meta dei biscotti tutti rotti (= con la schiena indolenzita).’ Oggetto diretto: Peter ha dato a Meta dei biscotti tutti sbriciolati. ’Peter ha dato a Meta dei biscottii tutti sbriciolatii (= sbriciolati).’ Oggetto indiretto: Peter ha dato a Metai dei biscotti tutti sbriciolatii. ’Peter ha dato a Metai dei biscotti tutti sbriciolatii (= con la schiena indolenzita).’ Soggetto al dativo: A Vidi piace Budweiser quando è ubriaco, ma non quando è sobrio. ’A Vidi può piacere Budweiser da ubriaco, ma certamente non da sobrio.’ Locativo: Peter ha messo i biscotti nel cestino tutti sbriciolati. ’Peter ha messo i biscottii nel cestino tutti sbriciolatii.’ Genitivo: Ha toccato i quadri ancora tutti bagnati. ’Ha toccato i quadrii ancora tutti bagnatii.’ Strumentale: Ha faticato con l’ascia già tutta smussata. ’Ha lottato con l’asciai quando era già tutta smussatai.’ Per gli esempi croati con depictivi che descrivono il soggetto, l’oggetto diretto, l’oggetto indiretto, l’oggetto strumentale, il complemento locativo e la costruzione preposizionale, cfr. Ljiljana Šarić (2008: 298).
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1976). In primo luogo, in base al caso del controllore dell’accordo, saranno discussi i depictivi sintattici (accordati) (casi in cui coincidono i casi del controllore e del controllato dell’accordo); successivamente, in base alla forma del depictivo, saranno discussi i depictivi semantici (casi in cui il depictivo è orientato verso uno degli argomenti del predicato principale, in determinati casi concorda con esso nel genere e/o nel numero, ma è espresso morfosintatticamente in un caso diverso da quello dell’argomento del predicato principale a cui si riferisce).
1. DEPICTIVI SINTATTICI
1.1. Nominativo
Come già menzionato, uno dei depictivi più frequenti e possibili in molte lingue è il predicativo secondario libero, correlato al nominativo del soggetto della frase. In lituano, la forma tipica del soggetto è il nominativo di un sostantivo o di un pronome; di conseguenza, anche il depictivo, per effetto dell’accordo, assume il caso nominativo. I predicativi secondari liberi al nominativo sono espressi da diverse parti del discorso:
• depictivo espresso da un aggettivo, per es.:
(13) 100 g di semi di lino vengono versati con mezzo bicchiere d’acqua bollente, si lasciano riposare per mezz’ora, poi i semi gonfi, ancora caldi, vengono rovesciati16... (http://www.ekopasaulis.com/index.php?cid=591&new_id=833&page_nr=)
Gli aggettivi e i sintagmi aggettivali sono indicati dai linguisti come il gruppo che più spesso compare come predicativo secondario depictivo; in altre parole, sono depictivi prototipici, che esprimono una condizione fisica o emotiva, uno stato, una posizione, una postura, una posa o un comportamento (cfr. Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 95–97; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 8, 57).
• depictivo espresso da un participio, per es.:
(14) Dalla stazione ferroviaria, dopo aver accompagnato Saulė, Ignas tornò triste e pensieroso. DLKT
Le proprietà sintattiche e semantiche dei depictivi participiali sono le stesse dei predicativi secondari aggettivali e nominali (Nichols 1978b: 123–124). In lituano si considerano depictivi soltanto i participi che esprimono uno stato coincidente temporalmente con l’azione espressa dal predicato principale, mentre i participi che
16 Va menzionato che si verificano casi in cui il controllore dell’accordo è un sintagma nominale, mentre il controllato dell’accordo è un aggettivo o un participio. In tali casi il depictivo concorda nel caso con la parola principale del sintagma e nel genere e/o nel numero con la parola dipendente del sintagma, per es.: La maggior parte delle bambine è rimasta scalza. Non riuscirò a nutrire una simile mandria di maiali da chiuso (Jablonskis 1911: 467).
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indica un’azione secondaria, non coincidente con quella espressa dal predicato principale (di solito compiuta prima dell’azione espressa dal predicato principale), per es.: Tornata a casa, ho nascosto tutti i dolci. Si svegliò sentendo che qualcuno era entrato dalla porta non chiusa a chiave e si sdraiò sul divano (DLKT), vanno considerati non depictivi, bensì circostanziali (per ulteriori dettagli, cfr. Valeckienė 1967: 110; Sirtautas, Grenda 1988: 91). Valeckienė non considera attributi predicativi, e quindi depictivi, neppure i participi passivi presenti al nominativo e i semiparticipi, poiché «quasi sempre presentano una sfumatura più marcata di significato di azione secondaria, e non di stato, che coincide temporalmente con l’azione principale della frase» (Valeckienė 1967: 111). Vengono riportate alcune frasi, per es.: Il vecchio, senza che gli fosse chiesto (= benché nessuno glielo avesse chiesto) si sedette sulla panchina vicino alla finestra. Juras si allontanò di corsa dalla recinzione per vedere come la vecchia, strillando, batteva il grano (= strilla e batte il grano) il miscredente. In realtà non è possibile considerare depictivi i participi passivi presenti, poiché in questi casi l’azione secondaria che essi esprimono è compiuta da un’altra persona o da altre persone. Occorrono ulteriori ricerche per stabilire se in lituano i semiparticipi vadano considerati depictivi. Nell’esempio riportato da Valeckienė Jurgis Martynaitis sta accanto al suo carro al mercato, nella piazza dei maiali, e mastica distrattamente un filo di paglia il semiparticipio nuobodžiaudamas indica piuttosto uno stato (cfr. nuobodžiauti ‘provare noia’, LKŽ) che un’azione secondaria. I linguisti stranieri tendono a considerare i semiparticipi depictivi. Per esempio, Johanna Nichols (1978a: 330–331) considera la forma sidja ‘seduto’ nella frase On spit sidja ‘dorme seduto’ un predicativo secondario17. Anche in lituano i semiparticipi potrebbero essere considerati depictivi per diverse ragioni: il soggetto del predicato principale e quello del semiparticipio coincidono, i due stati coincidono temporalmente, il semiparticipio concorda con un argomento del predicato principale e indica una proprietà caratteristica dell’entità, uno stato durante l’azione espressa dal predicato principale (Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 97–99).
• depictivo espresso da un numerale, per es.:
(15) Non voleva cedere e accettare che Skinderis per primo facesse irruzione nella stanza segreta. DLKT
Tali numerali ordinali, come primo, secondo, quarto e così via, sono senza dubbio orientati verso un partecipante dell’azione principale, concordano con un argomento del predicato principale e la proprietà che esprimono è rilevante durante l’azione principale. In latino i numerali ordinali concordano con gli argomenti che descrivono e sono trattati come predicativi. In altre lingue, per es. in tedesco, i numerali ordinali con funzione predicativa sono contrassegnati allo stesso modo dei prototipici di funzione/ruolo
17 Per una possibile interpretazione come depictive delle costruzioni con essere e semiparticipio, per es. essendo ubriaco, da bambino, cfr. Vaičiulytė-Semenienė (2010).
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e di fase della vita18 (Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 36). Nichols (1981: 137–139) considera depictivi i numerali ordinali e l’aggettivo ultimo (usa il termine «nome predicativo», ingl. predicate nominal). Distingue due tipi semantici: il tipo temporale (ingl. temporal type) e il tipo spaziale (ingl. spatial type). I depictivi di tipo temporale indicano l’ordine, la sequenza secondo cui i partecipanti all’azione vi prendono parte, per es. Люба первая вскочила в кабину ‘Liuba saltò per prima nella cabina’, mentre i depictivi di tipo spaziale indicano la posizione che i partecipanti assumono durante l’azione, per es. Наша команда стартовала первой ‘La nostra squadra partì per prima’. I numerali ordinali sono considerati depictivi (si usano i termini attributo predicativo, complemento predicativo, predicativo secondario, depictivo) da Valeckienė (1967: 98–99), Kazys Ulvydas (1976: 447, 449–450), Vytautas Ambrazas (1996: 627), Labutis (1998: 250) e Vaičiulytė-Semenienė (2007b: 124).
depictivo espresso da un pronome, per es.:
(16) Sì, tutti devono abitare da qualche parte, ma può lei da sola resistere a tutto il mondo ostile? DLKT
Pronomi come uno, tutto, stesso vanno considerati depictivi, poiché mostrano chiaramente di riferirsi a un argomento del predicato principale, concordano con i propri controllori di accordo e, inoltre, sono modificatori liberi e la proprietà che esprimono è rilevante durante l’azione principale. I depictivi pronominali indicano la quantità dei partecipanti coinvolti nell’azione (per ulteriori informazioni su tali depictivi, cfr. Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 35; Boeder 2005: 211; Kutscher, Genç 2005: 254–255; McGregor 2005). I pronomi sono considerati depictivi anche da Valeckienė (1967: 98–99), Ulvydas (1976: 447–448, 450), Ambrazas (1996: 627), Labutis (1998: 250) e Vaičiulytė-Semenienė (2007b: 124).
depictivo espresso da un sostantivo, per es.:
(17) Grande, vestita di una grigia tunica di lana e avvolta in un fazzoletto nero, uscì nel cortile, dove era cresciuta e dove correva da piccola bambina. (Ulvydas, a cura di, 1976: 448)
Sono ampiamente noti anche i depictivi espressi da sostantivi; questi depictivi denotano una fase della vita oppure indicano un ruolo temporaneo, uno stato o una posizione dell’oggetto (Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 95 e segg.; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 57–58). Gli indicatori grammaticali aiutano a distinguere i sostantivi che svolgono la funzione di depictivo da quelli che svolgono altre funzioni grammaticali. Secondo L. Vaičiulytė-Semenienė, gli indicatori grammaticali ancora, già segnalano la funzione di depictivo e possono essere d’aiuto nell’individuazione dei depictivi.
18 Eva Schultze-Berndt ir Nikolaus P. Himmelmannas (2004: 120) nustatė tokią depiktyvo reikšmių hierarchiją: BŪSENA (angl. Condition / State) > KIEKIS (angl. Quantity) > DRAUGĖ (angl. Concomitance) > LYGINIMAS (angl. Comparison) > BŪDAS (angl. Manner) > VIETA (angl. Location) > LAIKAS (angl. Time). Apie visas įmanomas depiktyvo reikšmes žr. Himmelmann, Schultze-Berndt (2005: 29).
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tyvą atskirti nuo kitų gramatinių funkcijų (žr. Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 119 ir ten nurodytą literatūrą). Palyginkite su Nichols (1982: 339) nuomone, jog rusų kalbos esče ‚dar‘ yra tam tikros konstrukcijos gramatinis rodiklis, o ne visavertis semantinis elementas, kad jis traktuotinas kaip predikatinės vardažodinės konstrukcijos gramatinis laiko rodiklis19.
• depictivo espresso dalla costruzione come + sostantivo / aggettivo, ad es.:
(18) Gli abitanti di Joniškis erano rinomati da tempo come buoni coltivatori di orzo su terre fertili e ottimi birrai della regione. DLKT
(19) Talvolta davvero il gallo, come il più coraggioso di tutti, saltato sul paletto della recinzione, cantava con rabbia. (Žukauskaitė 1961: 251)
Valeckienė straipsnyje (1967) pateikia tik lyginimą reiškiančių konstrukcijų kaip + daiktavardis pavyzdžių. Lietuvių kalbos gramatikoje pateikiami lyginimą reiškiančios ir jo nereiškiančios šios konstrukcijos pavyzdžiai (Ulvy das, red., 1976: 448, 450). Dabartinės lietuvių kalbos gramatikoje požiūris į tokio tipo konstrukcijas su jungtuku kaip skiriasi. Vienoje vietoje rašoma, kad tokio tipo vardažodžių linksnių formos su jungtuku kaip „nereiškia lyginimo, tik žymi subjekto ar objekto būseną veiksmo atžvilgiu“ (Ambrazas, red., 1996: 627), kitoje vietoje tokios konstrukcijos laikomos lyginamaisiais posakiais, „kuriais lyginami dalykai nurodant tapatumą tam tikru atžvilgiu“ (Ambrazas, red., 1996: 634). Vaičiulytė-Semėnienė (2007b: 122–123) mano, kad lyginimo reikšmės konstrukcijos laikytinos (būdo) aplinkybėmis, kadangi jos nenusako tikrosios daiktui ar būtybei būdingos būsenos (požymio) pagrindiniu predikatu reiškiamo vyksmo metu, o tik nusako tos būsenos panašumą (dar žr. Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 112 ir ten nurodytą literatūrą; Šarić 2008: 306–307), plg. sakinį (18) ir sakinį Vienas vargas būdavo tokiomis valandomis su juo: atsisės kaip koks rukata skiedryne, dirvoje, žiūrės į tolį rankas nuleidęs, nebylys lyg akmuo (Valeckienė 1967: 99); sakinį (19) ir sakinį Kiškeliai kaip lapas prikrito, guli ant vietos kaip negyvi (Ulvy das, red., 1976: 445). Depiktyvinėmis konstrukcijomis šiame straipsnyje laikomos tik tokios konstrukcijos su kaip kurios nereiškia lyginimo, ir kurios yra susijusios su sakinio predikatu ir su vienu jo argumentų20.
• depictivo espresso da una costruzione aggettivale o participiale, ad es.:
(20) Tornarono a Vilnius pieni di forza, salute ed energia. DLKT
(21) Il bambino giaceva esanime, smorto in volto, bianco come un filo di ragnatela. (Valeckienė 1967: 101)
19 Dar apie depiktyvų rodiklius žr. Schultze-Berndt, Himmelmann (2004: 91–93).
20 Per ulteriori informazioni sulle costruzioni depictive del lituano con come, si veda Vaičiulytė-Semėnienė (2007a) e si confronti Rolandą Mikulską (2007, 2009).
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Tali costruzioni sono da considerarsi depictivi sintattici (accordati) tipici, poiché i nuclei di queste costruzioni concordano in numero, genere e caso con i rispettivi elementi controllori dell’accordo.
1.2. Genitivo
In lituano, i depictivi espressi al caso genitivo e concordati con un argomento della predicazione principale si usano in frasi con verbi negativi e con verbi che reggono il genitivo. Casi simili si riscontrano anche, per esempio, in sloveno (cfr. nota 15); Schultze-Berndt e Himmelmann trattano soltanto i depictivi al genitivo «non concordati», poiché in molte lingue, per esempio in inglese, il genitivo si usa nel sintagma nominale e indica il possessore (ingl. possessor). I depictivi al caso genitivo possono essere espressi da diverse parti del discorso, per esempio:
• un depictivo espresso da un aggettivo, per esempio:
(22) Si sa che possono vivere persino a una profondità di 1500 km, ma nessuno ha mai visto un calamaro così grande vivo. DLKT
• un depictivo espresso da un participio, per esempio:
(23) Neanche legato riuscirai a trattenermi. (Šukys 1998: 119)
• un depictivo espresso da un numerale, per esempio:
(24) Appena mi vedeva, letteralmente mi saltava in braccio, non riusciva a stare nella pelle. Per la gelosia mostrava i denti in modo terrificante se non ero io ad avvicinarmi a lui per primo. DLKT
• un depictivo espresso da un pronome, per esempio:
(25) I coetanei non volevano lasciarlo solo, ma, vedendo che il ragazzo era entrato nel cortile di casa sua, si tranquillizzarono. DLKT
• un depictivo espresso da un sostantivo, per esempio:
(26)Era ormai da tempo diventato indipendente: i suoi genitori non lo vedevano più la sera adolescente.
• un depictivo espresso da una costruzione con come, per esempio:
(27) Avevamo paura di Vladimir Ivanovič come di un insegnante molto severo. (traduzione da Křížková 1969: 17)
I depictivi al genitivo possono essere associati anche a una costruzione preposizionale, cosa che in linea di principio, come già menzionato, è impossibile, per esempio, in inglese e in tedesco. Tali depictivi non sono trattati neppure nell’articolo di Valeckienė (1967),
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nei Lietuvių kalbos gramatikoje (1976), nei Dabartinės lietuvių kalbos gramatikoje (1996), nei Lietuvių kalbos enciklopedijoje (2008). Kaip ir jau išvardytais atvejais, šie depiktyvai reiškiami skirtingomis kalbos dalimis bei derinami su prielinksninės konstrukcijos vardažodžiu, pvz.:
• depictivo espresso da un aggettivo, ad es.:
(28) Perché sei arrabbiato con me, innocente?
• depictivo espresso da un numerale, ad es.:
(29) Non ridere mai di lui quando sei il primo a farlo, potresti pentirtene.
• depictivo espresso da un pronome, ad es.:
(30) Tutti se la prendono solo con me, con me solo si prendono gioco.
1.3. Dativo
Axelis Holvoetas e Rolandas Mikulskas ritengono che «alcuni depictivi espressi al dativo presentino un valore circostanziale concessivo o temporale, che relega in secondo piano il loro significato depictivo», e riportano i seguenti esempi: A lui, anche da piccolo, nessuno ha mai detto una parola gentile e Io, anche affamato, non avrei voglia di mangiare una cosa così disgustosa (Holvoet, Mikulskas B: 6, nota 3). Tuttavia, vi sono ragioni per dissentire: i depictivi che indicano una fase della vita non sono espressi soltanto al dativo, ma anche in altri casi (si vedano gli esempi (17), (26), (47)); nella letteratura straniera sono menzionati tra i depictivi più tipici (Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 8). Secondo Vaičiulytė-Semėnienė, i nomi che indicano una fase della vita svolgono più spesso la funzione di depictivo che quella di circostanziale (Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 123). Inoltre, sebbene i depictivi al dativo possano presentare sfumature di significato circostanziale, il loro orientamento verso il controllore dell’accordo è chiaramente indicato dalla loro funzione di depictivi. I depictivi al caso dativo possono essere associati a un soggetto al dativo (ingl. dative subject) e a un oggetto indiretto21. Tali depictivi assumono il caso dativo per accordo con un argomento della predicazione principale e possono essere espressi da diverse parti del discorso, ad es.:
Descrivono un soggetto al dativo:
• depictivo espresso da un aggettivo, ad es.:
(31) Inspiro l’aria della casa, che sa di tabacco e di zacirka, e quanto mi è cara, da piccolo, nel nido dei fratelli ancora impiumati, tanto che mi culla. DLKT
21 Come avviene, ad es., in sloveno, si veda la nota 15.
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depittivo espresso con un participio, ad es.:
(32) Com’era bello allora stare innevato nel bosco. (Ul vydas, red., 1976: 451)
depittivo espresso con un numerale, ad es.:
(33) Vis dėlto, likus iki kelinio pabaigos 15 min., R. Žaliui grūstyje prie “Žalgirio-2” vartų, pirmam pavyko suskubti prie kamuolio ir iš arti pelnyti taip trokštamą įvartį. DLKT
depittivo espresso con un pronome, ad es.:
(34) – Dabar greta yra nauja pretendentė? – Ne. Man dabar labai gera gyventi vienam. Tuo mėgaujuosi. Gyventi kartu – labai didelis įsipareigojimas. DLKT
depittivo espresso con una costruzione con come, ad es.:
(35) Per lui in quanto allievo non era appropriato comportarsi così con il direttore.
(36) A me, naturalmente, in quanto estraneo e piccolo toccava la parte peggiore. (Balkevičius 1963: 438)
Descrive l’oggetto al dativo (oggetto indiretto):
depittivo espresso con un aggettivo, ad es.:
(37) Ricordo che mia madre mi da piccolo diceva: se diventerai prete, mangerai tutta la carne bianca che vorrai. DLKT
depittivo espresso con un participio, ad es.:
(38) Le consigliò di dormire senza essersi coperta.
depittivo espresso con un numerale, ad es.:
(39) La sua stessa teoria offre a Soros la possibilità di arrivare per primo nel vortice degli eventi finanziari e cogliere i frutti maturi proprio nel momento più opportuno. DLKT
depittivo espresso da un pronome, ad es.:
(40) ...e pur avendo indicato quando i ladri avrebbero chiamato di nuovo, V. Čižauskas non ricevette aiuto. Gli fu proposto di agire da solo. «Mi è stato proposto di agire da solo e, se fossi riuscito a mettermi d’accordo con i ladri, di chiamare la polizia». DLKT
depittivo espresso da un sostantivo, ad es.:
(41) Jam dar visai vaikui tėvai patarė pradėti mokytis lotynų kalbos.
depittivo espresso da una ¹costruzione con come, ad es.:
(42) La regina ha pensieri del genere che, a quanto pare, non le si addicono affatto, come madre. (Ul vydas, red., 1976: 556)
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1.4. Accusativo
Come già menzionato, il depittivo è più spesso orientato verso il soggetto e l’oggetto diretto. I depittivi che, per effetto dell’accordo, assumono il caso accusativo, come quelli negli altri casi, possono essere espressi da diverse parti del discorso, ad es.:
depittivo espresso da un aggettivo, ad es.:
(43) Raffreddate leggermente l’acqua e, ancora calda versatela sui cavoli. (http://gyvenimas.delfi.lt/cooking/article.php?id=11115441)
depittivo espresso da un participio, ad es.:
(44) Dopo la fuga, i compagni di E. Rancovas lo lasciarono disteso privo di sensi sul selciato insanguinato. DLKT
depittivo espresso da un numerale, ad es.:
(45) Abbi pietà di colui che è inginocchiato dall’altra parte della pozzanghera, pentiti anche tu e non cedere alla superbia; con i tuoi segni incoraggialo ad alzarsi per primo. DLKT
depittivo espresso da un pronome, ad es.:
(46) A volte dovevo lasciare i cani imbrigliati da soli per mezz’ora e anche più a lungo. (Labutis 1998: 277)
un depictivo espresso da un sostantivo, ad es.:
(47) L’ho conosciuto quando era ancora studente. (Ambrazas, a cura di, 1996: 627)
un depictivo espresso dalla costruzione come + sostantivo / aggettivo, ad es.:
(48) Ma cosa potrei portare con me adesso, uscendo, come garanzia, potrei prendere... (Žukauskaitė 1961: 271)
(49) Lo riportarono nel gregge come uno dei poveri. (tradotto da Křížková 1969: 17)
Come nel caso dei depictivi al genitivo, anche il depictivo all’accusativo può riferirsi a una costruzione preposizionale; concorda con il nome della costruzione preposizionale, ad es.: parlava di lui come del suo migliore amico. (tradotto da Křížková 1969: 17)
1.5. Strumentale
I depictivi al caso strumentale sono ampiamente attestati anche in molte lingue, ma nella maggior parte dei casi non assumono tale forma per effetto della concordanza (in senso stretto)22 con un argomento della predicazione principale, bensì per determinate ragioni semantiche (tali depicti-
22 La concordanza in senso stretto è intesa come copia della forma del controllore della concordanza, mentre la concordanza in senso ampio è intesa come selezione della forma del bersaglio della concordanza in base al controllore. Cfr. la concordanza piena e incompleta di Labutis (1994 I: 18–19).
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gli esempi di depittivi saranno discussi più avanti). Ma in lituano si usano non solo depittivi strumentali «non concordati», bensì anche depittivi concordati, che ricevono il caso strumentale proprio perché concordano con un argomento del predicato principale (come, per esempio, anche in croato (cfr. Šarić 2008: 298) e in sloveno (cfr. nota 15); questi casi non sono menzionati né nell’articolo di Valeckienė (1967), né nella Lietuvių kalbos gramatikoje (1976), né nella Dabartinės lietuvių kalbos gramatikoje (1996), né nella Lietuvių kalbos enciklopedijoje (2008)). Questi depittivi possono essere espressi da diverse parti del discorso, per esempio:
depittivo espresso da un aggettivo, per esempio:
(50) Il purè di rape è simile a quello di patate; bisogna applicarlo (ancora caldo) sulla parte dolorante e fasciarla ben calda. Questi rimedi aiutano ad alleviare il dolore. (http://www.sveikaszmogus.lt/index.php?pa grid=rudens&lid=2&rodyti=str&strid=36585&subtema=118)
depittivo espresso da un participio, per esempio:
(51) Rallegrati per tuo figlio ancora non cresciuto. (Labutis 1992: 53)
depittivo espresso da un numerale, per esempio:
(52) A lui per prima lei credette.
depittivo espresso da un pronome, per esempio:
(53) Avere lo spirito del povero significa comprendere la propria impotenza e piccolezza davanti a Dio, confidare in Lui e soltanto in Lui solo. DLKT
depittivo espresso da un sostantivo, per esempio:
(54) La madre è fiera di suo figlio primo della classe.
depittivo espresso da una costruzione con kaip («come»), per esempio:
(55) A lui come benefattore lei credette.
Come nel caso dei depittivi al genitivo e all’accusativo, anche il depittivo strumentale può riferirsi a un sintagma preposizionale; anch’esso concorda con il nome del sintagma preposizionale e può essere espresso da diverse parti del discorso, per esempio:
depittivo espresso da un aggettivo, per esempio:
(56) Con lui ubriaco non si riesce a comunicare. (Labutis 1992: 53–54)
depittivo espresso da un pronome, ad es.:
(57) Jėzus sako: eik ir kalbėkis su juo vienu. DLKT
depittivo espresso da un sostantivo, ad es.:
(58) Su manim dar visai mergaite norėjo žaisti ir paaugę kiemo vaikai.
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1.6. Locativo
In alcune lingue si trovano anche depittivi al caso locativo, ma, come nel caso dell’istrumentale, il depittivo assume questo caso per lo più non per accordo con un argomento della predicazione principale (esempi di tali depittivi saranno forniti più avanti). Tuttavia, in lituano, come ad es. in sloveno (cfr. nota 15) e in croato (cfr. Šarić 2008: 298), sono possibili anche depittivi locativi concordati (casi del genere non sono menzionati né nell’articolo di Valeckienė (1967), né nella Grammatica della lingua lituana (1976), né nella Grammatica del lituano contemporaneo (1996), né nell’Enciclopedia della lingua lituana (2008)). Sono molto rari: sono stati trovati solo 5 esempi con depittivi locativi. Come nei casi elencati in precedenza, sono espressi da varie parti del discorso, ad es.:
• depittivo espresso da un aggettivo, ad es.:
(59) Risčia kad pasileidau lėkti ir tik vienu kvapu priemenėje atsidūriau dar šiltoje.
• depittivo espresso da un participio, ad es.:
(60) Laiške vis dar neatplėštame slypėjo baisi naujiena.
• depittivo espresso da una costruzione con kaip, ad es.:
(61) Juk Lietuvoje kaip demokratinėje valstybėje turėtų būti žodžio laisvė.
Anche Vaičiulytė-Semėnienė menziona tali depittivi concordati; in base alla loro relazione con un caso di valore circostanziale, li definisce circostanziali (avverbiali) (Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 116).
I casi d’uso dei casi e delle forme dei depittivi sintattici sono riassunti nella Tabella 1.
1 T A B E L L A. Depittivi sintattici
Forma del controller dell’accordo | Caso del depittivo (controller dell’accordo) | Totale | Nom. | Gen. | Dat. | Acc. | Instr. | Loc. | Aggettivo | 128 | 25 | 28 | 67 | 5 | 2 | 255 | Participio | 104 | 24 | 11 | 81 | 5 | 2 | 227 | Numerale | 28 | 2 | 6 | 5 | 2 | | 43 | Pronome | 36 | 9 | 15 | 15 | 1 | | 76 | Sostantivo | 20 | 3 | 11 | 18 | 7 | | 59 | kaip + sostantivo | 64 | 9 | 6 | 40 | 6 | 1 | 126 | kaip + aggettivo | 6 | | 1 | 2 | | | 9 | Totale | 386 | 72 | 78 | 228 | 26 | 5 | 795
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2. DEPICTIVI SEMANTICI
I depictivi non sempre concordano nel caso con un argomento della predicazione principale. Tali depictivi, come i depictivi tipici (concordati), sono collegati a uno degli argomenti della predicazione principale, ma sono marcati morfosintatticamente con un caso diverso da quello dell’argomento: possono essere espressi mediante un nome o un numerale all’istrumentale o al locativo, un participio avverbiale, una costruzione preposizionale o nominale (strumentale o genitivo con parole dipendenti). Un altro fatto che consente di considerare tali predicativi come depictivi è che, in alcuni casi, concordano con gli argomenti della predicazione principale in genere e/o numero (se ne parlerà più avanti). Se intendessimo la concordanza in senso ampio23, come descritto nella sezione 2.5, potremmo considerare anche tali depictivi come concordati (sintatticamente). Poiché non tutti i depictivi discussi qui presentano concordanza di genere e/o numero, in questo lavoro tutti i depictivi orientati verso uno degli argomenti del predicato principale, ma espressi morfosintatticamente con mezzi diversi da quelli del depictivo tipico (concordato), cioè senza concordanza (in senso stretto), saranno denominati depictivi semantici24. Inoltre, tali predicativi arricchiscono in misura significativa la predicazione principale e, a differenza dei predicativi obbligatori, possono essere omessi, il che induce a considerarli predicativi liberi25.
2.1. I predicativi espressi mediante un nome all’istrumentale e collegati a un controller di concordanza che presenta un caso diverso (di norma, come mostrano gli esempi raccolti, il soggetto della frase) sono considerati depictivi sia nella letteratura straniera sia nei più recenti studi di linguistica lituana, cfr.:
(62) 1976 m. išvyko pas vyrą į JAV ir papildė Bostono lietuvių ansamblio gretas. Dirba drau-dimo bendrovėje kompiuterių programuotoja. Augina du sūnus. DLKT
(63) Dvylika brolių dieną juodvarniais lakstė, naktį žmonėmis viename kalne gyveno.
(Balkevičius 1963: 109)
(64) Darbams talkininkų neturėtų stigti. Atvažiuavai vienas ar būriu, padirbėjai iš peties, užsi-rašei Belvederio atstatymo knygoje ir... iki greito pasimatymo. (DLKT)
23 Si veda inoltre l’affermazione di Himmelmann e Schultze-Berndt: «Agreement, as usually understood, involves the categories of gender, number and / or case» (Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 62).
24 Vaičiulytė-Semėnienė usa questo termine solo per designare i predicativi secondari espressi mediante costruzioni nominali o preposizionali (Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 116).
25 Holvoet e Mikulskas osservano che, in certi casi, omettendo il depictivo la frase potrebbe essere considerata completa solo con grandi riserve, poiché l’ordine delle parole nelle frasi «riflette una struttura informativa diversa da quella delle frasi originali» (Holvoet, Mikulskas A: 3). In effetti, per stabilire se un depictivo fosse libero o obbligatorio si è preso in considerazione se, omettendo il depictivo, la frase rimanesse pienamente adeguata e corretta dal punto di vista strutturale e semantico. Cfr. Nichols (1981: 17): «the removal of non-governed predicate nominals affects the communicative structure and completeness of sense, but does not render the construction ungrammatical».
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I predicativi programuotoja, juodvarniais, žmonėmis, būriu in queste frasi sarebbero considerati depictivi sia da Nichols (1978b: 122), sia da Schultze-Berndt e Himmelmann (2004: 87–88), sia da Winfried Boeder (2005: 203), sia da Vaičiulytė-Semėnienė (2007b: 117), sia da Holvoet e Mikulskas (B: 4–5; Holvoet 2008: 126)26. Vaičiulytė-Semėnienė osserva che «l’uso del caso concordato e/o dello strumentale è un indicatore formale del fatto che un nome che funge da modificatore nella frase può essere un depictivo» (Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 117). Anche Nichols distingue lo strumentale come mezzo specifico per marcare i predicativi secondari in russo (cfr. Nichols 1978b, 1981). Holvoet sostiene che «nonostante le restrizioni lessicali, non si vede alcun motivo per cui dovremmo riconoscere tali strumentali come predicativi obbligatori retti dai verbi: sebbene con alcuni verbi questo strumentale sia usato regolarmente, non è da essi richiesto» (Holvoet, Tamulionienė 2005: 135). Inoltre, anche in altre lingue si riscontrano tendenze a marcare con lo strumentale i predicativi secondari nominali. Nichols (1978b: 124) ritiene che il fattore che determina se al predicativo secondario venga assegnato il caso concordato o quello non concordato sia semantico, non sintattico27 (su questo tema cfr. anche Filip 2001: 3–4). Indica i seguenti fattori che possono influire in russo28 sulla concordanza o mancata concordanza: tempo e aspetto del verbo, se il verbo è affermativo o negativo, ordine delle parole, genere, parte del discorso con cui è espresso il predicativo secondario, caso dell’argomento principale cui è associato il predicativo (per ulteriori informazioni sulla marcatura dei depictivi con lo strumentale cfr. Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 87–88; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 64–65; Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 121; Heringa 2009: 3–4 e la bibliografia ivi citata). Tali depictivi si trovano non solo con predicati che denotano lo svolgimento o l’assegnazione di funzioni di vario tipo, ad esempio, Mio marito lavora dak-
26 Dalle definizioni e dagli esempi forniti da Valeckienė, Ulvydas e Ambrazas emerge l’ipotesi che gli autori considerino attributi predicativi — e dunque depictivi — soltanto i predicativi espressi allo strumentale con parole dipendenti strutturalmente necessarie (cfr. Valeckienė 1967: 100; Ulvydas, red., 1976: 451; Ambrazas, red., 1996: 490, 627). Non è chiaro come, a loro avviso, si dovrebbe trattare uno strumentale privo di parole dipendenti.
27 «I fattori che determinano la scelta tra il caso concordato e quello non concordato sono sottili e principalmente semantici, piuttosto che sintattici» (Nichols 1978b: 124); «i copredicati possono essere o meno morfologicamente dipendenti dal controllore (una parola è morfologicamente dipendente da un’altra se assume la propria forma morfologica in base a quest’ultima mediante reggenza o concordanza), a seconda della tipologia linguistica e della natura morfologica del copredicato stesso» (Nichols 1978a: 331).
Gerdas Hentschelis (2005) nustatė predikatyvų hierarchiją – PIRMINIS (DAIKTAVARDŽIO) PREDIKATYVAS < ANTRINIS PREDIKATYVAS (< DEPIKTYVAS < KOMPLEMENTAS) – pagal kurią, kuo dešiniau hierarchijoje skiriamas predikatyvas, tuo dažnesnis daiktavardžio įnagininkas. Daugiau žr. Vaičiulytė-Semėnienė (2007a).
28 In russo, i predicativi secondari nominali sono allo strumentale oppure concordano con il controllore della concordanza.
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taru29, ma può esprimere anche alcuni dei significati più prototipici dei depictivi: una fase della vita (frase (65)), una funzione o un ruolo (frasi (62), (68)), una quantità o collettività (frase (64)), una distribuzione (frase (66)) e un determinato stato (frase (67))30. I depictivi allo strumentale possono essere associati al soggetto e agli oggetti al dativo e all’accusativo, ad esempio:
• il depictivo descrive il soggetto:
(65) La pastorella si accontentava di un giaciglio nella mangiatoia. (Šukys 1998: 235)
(66) I bambini di prima elementare vanno a coppie. (traduzione da Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 35)31
• il depictivo descrive l’oggetto al dativo:
(67) È difficile vivere a Mosca da scapolo.
• il depictivo descrive l’oggetto all’accusativo:
(68) Il direttore ha assunto la sua amante come segretaria. (Holvoet, Mikulskas B: 4)
Tali depictivi concordano sempre con il numero degli argomenti del predicato principale e, nella maggior parte dei casi, anche nel genere.
2.2. Locativo è anch’esso noto come uno degli indicatori dei depictivi (cfr. Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 88–90, 115–117; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 38–39). I depictivi al locativo non descrivono il luogo dell’intera situazione, come avviene con i circostanziali, ma esprimono lo stato di un argomento della predicazione principale, ad esempio, nella frase Il cuoco ha preparato il pollo in una salsa agrodolcepadaže si indica lo stato del pollo, non che l’azione stessa si svolga nella salsa (per maggiori dettagli cfr. Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 38–39, 65; Šarić 2008: 322). Anche nell’articolo di Valeckienė (1967: 100–101) e nella Grammatica della lingua lituana (Ulvidas, red., 1976: 451–452) tali predicativi sono considerati attributi predicativi, ossia depictivi, mentre non sono menzionati nella Grammatica del lituano contemporaneo (1996) e nell’Enciclopedia della lingua lituana (2008). I depictivi al locativo possono esprimere il significato più prototipico di stato (frasi (69), (71)), quello di quantità (frasi (70), (72)) e quello di fase della vita (frase (73)).
29 Vaičiulytė-Semėnienė (2007a: 86) linkusi manyti, kad su funkcionavimo reikšmės veiksmažodžiais vartojami įnagininkai laikytini tų veiksmažodžių komplementais, vadinasi, būtinaisiais predikatyvais. Jai pritarė ir Mikulskas (2007: 126, 130). Vėliau pasiūlyta tokius predikatyvus laikyti tarpiniais tarp laisvųjų ir būtinųjų antrinių predikatyvų (Holvoet, Mikulskas B: 5). Autorė linkusi šiuos predikatyvus laikyti laisvaisiais, nes juos praleidus sakiniai netampa netaisyklingi ir beprasmiai (dar žr. 25 išnašą), o pavartotas sakinyje predikatyvas papildo, patikslina pagrindinę sakinio mintį (plg. faktą, kad iš 521 sakinio su veiksmažodžiu dirba, pateikto vienoje DLKT dalyje, tik keturiuose sakiniuose buvo pavartotas įnagininko predikatyvas).
30 La gerarchia dei significati dei depictivi è presentata nella sezione 2.1, nota 18.
31 Anche i circostanziali di distribuzione della quantità (in inglese distributivity) sono considerati depictivi (cfr. Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 35; Kutscher, Genç 2005: 254; Vaičiulytė-Semėnienė 2007b: 124–125).
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(69) Un albero sta impaurit fino al mattino. (cfr. spaventato) (Šukys 1998: 312)
(70) In cinque tornarono percorrendo la strada maestra. (Ambrazas, a cura di, 1996: 423)32
I depictivi al locativo possono essere associati al soggetto, agli oggetti al dativo e all’accusativo e a una costruzione preposizionale, per esempio:
• il depictivo descrive il soggetto:
(71) Monika si svegliò accaldata, dopo essersi liberata dal sogno con grande sforzo, e si mise a cercare il marito. (Ulvydas, a cura di, 1976: 452)
• il depictivo descrive il soggetto al dativo:
(72) – Si può in due, in tre o in cinque a vivere tutti insieme e le case saranno vuote, dice Danielius. DLKT
• il depictivo descrive l’oggetto all’accusativo:
(73) Nel formarsi di una visione idealistica del mondo, contribuirono molto gli insegnanti, i compagni di classe, in breve, coloro che mi circondavano in gioventù (cfr. giovane)33. DLKT
• il depictivo descrive una costruzione preposizionale:
(74) Gli occhi guardano e non si stancano di guardare quelle montagne illuminate dal sole. (Šukys 1998: 320)
2.3. A questi depictivi semantici si possono ascrivere anche i predicativi espressi mediante converbi. Jonas Jablonskis e Jonas Balkevičius trattano i predicativi al converbio insieme ai predicativi concordati all’accusativo e al genitivo e li considerano complementi complessi (cfr. Jablonskis 1911: 472–474; Balkevičius 1963: 193–195). Valeckienė (1967: 114–115) considera tali predicativi un caso distinto di uso degli attributi predicativi. V. Labutis li considera complementi complessi e scrive: «esistono complementi complessi articolati che costituiscono un centro predicativo secondario. Tale oggetto complesso è costituito anzitutto da un genitivo o da un accusativo con un converbio o, nella posizione di quest’ultimo, con un participio attivo» (Labutis 1994 II: 57–58, 1998: 276–277).34
32 È possibile considerare il numerale in cinque un depictivo sulla base di vari fatti: primo, l’orientamento del numerale verso un argomento del predicato principale (il soggetto loro), e non verso l’evento (tornarono); secondo, il fatto che lo stato espresso dal depictivo coincide temporalmente con l’azione espressa dal predicato principale; terzo, il numerale non è richiesto dal verbo e quindi non è necessario; quarto, il numerale non forma un sintagma nominale con il soggetto; quinto, la parafrasi tipica dei depictivi propriamente detti: Loro tornarono percorrendo la strada maestra ed erano in cinque; sesto, la posizione del numerale nella frase. Sui numerali depictivi, cfr. inoltre Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 108t; Boeder 2005: 212; McGregor 2005: 178–196; Šarić 2008: 320–321.
33 In questa frase in gioventù non è un argomento richiesto dal verbo circondava. Questo locativo descrive il pronome me, ne indica una proprietà: mi circondava quando ero giovane.
34 Tali casi non sono menzionati né nella Grammatica della lingua lituana (1976), né nella Grammatica del lituano contemporaneo (1996), né nell’Enciclopedia della lingua lituana (2008).
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Tra questi complementi riepilogativi V. Labutis propone di includere anche «tutti i complementi con parole aggettivali a doppio legame», cioè le costruzioni con casi doppi. Poiché l’autrice dell’articolo considera depittivi tutti i casi menzionati, tende a classificare tra i depittivi anche i predicativi espressi da converbi. Il fatto che i converbi siano facoltativi e non richiesti dal verbo, che indichino uno stato di un oggetto o di un essere in corso contemporaneamente all’azione principale e che siano orientati verso un argomento del predicato principale, mostra la somiglianza dei converbi con i predicativi secondari sintattici (concordati) tipici. Inoltre, presentano il significato di stato, il più prototipico dei depittivi. I depittivi di questo tipo sono più spesso associati a oggetti all’accusativo e al genitivo, ma possono riferirsi anche al soggetto, per esempio:
il depittivo descrive il soggetto:
(75) In lontananza, quasi sull’altra sponda della laguna, si vede passare una nave più grande. (Ul vydas, red., 1971: 395)
il depittivo descrive l’oggetto al genitivo:
(76) Nessuno lo vide morire (cfr. morente). (Šukys 1998: 120)
il depittivo descrive l’oggetto all’accusativo:
(77) Vide una lucina tremolare (cfr. tremolante). (Labutis 1998: 277) (78) Quando mi accorsi che l’orologio aveva battuto (cfr. battuto) a un’ora del tutto inopportuna, mi venne da ridere. (Ul vydas, red., 1971: 392)
2.4. Anche A. Valeckienė considera predicativi secondari, e dunque depittivi, i predicativi costituiti da costruzioni nominali (all’istrumentale o al genitivo, con parole dipendenti) o preposizionali (cfr. Valeckienė 1967: 100–101)35. Nelle grammatiche della lingua lituana tali predicativi sono classificati tra i non-de-
35 Valeckienė osserva che esistono predicativi secondari espressi da costruzioni nominali e preposizionali che «non sono legati al nominativo del soggetto e non esprimono uno stato, ma indicano soltanto come si svolge l’azione del predicato» (Valeckienė 1967: 112–113). Valeckienė propone di considerarli circostanziali. Vengono forniti i seguenti esempi: Mi spezzerò il collo, purché passi soltanto senza cavallo. Džiugas tornò a casa a mani vuote, avendo ceduto al tedeschino tutto il frutto del suo lavoro della giornata. Sembra che in entrambi i casi le costruzioni in questione vadano considerate depittive, perché sono più strettamente legate ai soggetti delle frasi che ai verbi. Nel primo caso il predicativo non descrive il modo in cui si torna, ma indica che cosa accadrà se l’uomo tornerà da solo, senza cavallo. Nel secondo caso si indica che Džiugas è tornato a casa e, inoltre, che non aveva niente. Cfr. l’esempio di Boeder, in cui la costruzione a mani vuote concorda con un controllore dell’accordo ed è considerata un depittivo: Tkvenistana pativsacem kac-s xel-cariel-s ver gavistumreb «Non posso lasciar andare un uomo così rispettabile come te senza offrirti da mangiare (a mani vuote)» (Boeder 2005: 203); cfr. anche la frase Col-švil-ian-ad movida «È venuto con la moglie e i figli» (Boeder 2005: 222), in cui la costruzione con la moglie e i figli è anch’essa considerata una costruzione depittiva con significato comitativo (si vedano inoltre Schultze-Berndt, Himmelmann 2004: 110–111; Himmelmann, Schultze-Berndt 2005: 36–37).
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rinamųjų predikatinių / tarininių pažyminių (žr. Ulvydas, red., 1976: 451–454; Ambrazas, red., 1996: 490–491)36. Labutis (1994 II: 41–42) veiksnio daiktavardines konstrukcijas laiko papildomu tariniu. Vaičiulytė-Semėnienė (2007b: 116) juos vadina semantiniais depiktyvais, o Holvoetas ir Mikulskas šių predikatyvų depiktyvais nelaiko. Jie tokius junginius siūlo vadinti orientuotomis aplinkybėmis, kadangi jų orientacija pasireiškia tik semantiškai, o ne morfosintaksiškai (Holvoet, Mikulskas B: 3–4). Su jais nesutikti leidžia keli faktai: pirma, tų konstrukcijų reikšmė, antra, kartais įžiūrimas derinimas skaičiumi ir, trečia, jau minėta orientacija į pagrindinio predikato argumentą. Pvz., sakinyje Jau viena bonka stovėjo aplupta galva ir ištraukta kamščiu (Valeckienė 1967: 100) akivaizdu, kad konstrukcijos aplupta galva ir ištraukta kamščiu pažymi sakinio subjektą bonka, o ne nurodo stovėjimo būdą. Jeigu šio sakinio subjekto vienaskaitos formą pakeistume daugiskaitos forma, tai ir daiktavardinės konstrukcijos turėtų būti pavartotos daugiskaita: Jau dvi bonkos stovi apluptomis galvomis ir ištrauktais kamščiais. Daiktavardinės konstrukcijos orientacija į subjektą šiame sakinyje akivaizdi, vadinasi, tokio tipo konstrukcijos laikytinos depiktyvais. Dėl derinimo skaičiumi dar plg.:
(79) Con questa barba hai un aspetto strano (cfr. non rasato). / Con queste barbe avete un aspetto strano.
(80) Poi si alzò di nuovo a fatica, si trascinò in bagno, da dove tornò con la vestaglia sbottonata. DLKT / Poi i malati si alzarono a fatica, si trascinarono in bagno, da dove tornarono con le vestaglie sbottonate.
(81) Molti tornarono a casa con il cuore spezzato. (traduzione da Boeder 2005: 207) / Il ragazzo tornò a casa con il cuore spezzato.
Tali costruzioni possono indicare uno stato emotivo o mentale (frasi (81), (82), (88)), l'aspetto (frasi (80), (83), (84), (85), (86)), l'amicizia / inimicizia (frasi (89), (87)). Queste costruzioni sono considerate depictivi anche dai linguisti stranieri, ad es. Nichols (1978a: 330); Müller (2001: 2); Schultze-Berndt, Himmelmann (2004: 89–90); Enfield (2005: 387, 389); Boeder (2005: 220–223); Šarić (2008: 321–322). Questi depictivi possono presentarsi in varie forme ed essere riferiti al soggetto, agli oggetti al genitivo e all'accusativo:
• il depictivo descrive il soggetto; la costruzione è espressa al genitivo:
(82) Dopo aver trascorso del tempo con i bambini, lei torna sempre a casa di buon umore (cfr. allegra).
• il depictivo descrive il soggetto; la costruzione è espressa allo strumentale:
(83) Il ragazzo fu tirato fuori da sotto il letto nudo, con mani e piedi legati (cfr. legato), con stracci con la bocca imbavagliata. DLKT
36 Lietuvių kalbos enciklopedijoje (2008) (skyrius parašytas Ambrazo) prielinksninės konstrukcijos nelaikomos nederinamaisiais tarininiais pažyminiais (Morkūnas, sud., Ambrazas, red., 2008: 536–537).
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Il depictivo descrive il soggetto; la costruzione è espressa da una costruzione preposizionale:
(84) Lei senza occhiali (cfr. sorridente) sembra più giovane.
Il depictivo descrive l’oggetto all’accusativo; la costruzione è espressa dal caso genitivo:
(85) Guardando tanto al passato più vicino quanto a quello più remoto, vediamo qui e là le stesse persone che siamo noi, oppure, in altre parole, là vediamo noi stessi, solo con un aspetto un po’ diverso (cfr. cambiati). (Ulvydas, a cura di, 1976: 452)
Il depictivo descrive l’oggetto all’accusativo; la costruzione è espressa dal caso strumentale:
(86) Spesso (Monika) trovava Kaziukas in lacrime, con gli occhi gonfi. (Valeckienė 1967: 100)
Il depictivo descrive l’oggetto all’accusativo; la costruzione è espressa da una costruzione preposizionale:
(87) Allora tutti mangiavano il pane senza burro (cfr. uno). (Ambrazas, a cura di, 1996: 627)
(88) Aveva una paura terribile che portassero via la mamma priva di sensi (cfr. svenuta), che... E se la mamma morisse? DLKT
Il depictivo descrive l’oggetto al genitivo; la costruzione è espressa da una costruzione preposizionale:
(89) Juras non l’ha lasciata con un bambino – non la lascerà nemmeno con cinque. (Valeckienė 1967: 100)
Tutti i casi riassunti di uso dei casi e delle forme dei depictivi semantici sono presentati nella Tabella 2.
TABELLA 2. Depictivi semantici
Caso del controllore dell’accordo | Caso / forma / costruzione del depictivo (controllore dell’accordo) | Nome. Strum. | Loc. Nome. Numerale | Participio indeclinabile | Costruzione nominale Gen. Strum. | Costruzione preposizionale Gen. Acc. Strum. | Totale | Nom. 22 26 3 2 2 29 12 3 17 116 | Gen. 20 1 21 | Dat. 2 2 4 | Acc. 3 6 33 2 8 3 55 | Totale 27 34 3 55 4 37 12 3 21 196
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3. CONCLUSIONI
Dei 991 esempi raccolti di predicati secondari depictivi, 795 sono esempi di depictivi sintattici e 196 di depictivi semantici. Ne consegue che in lituano si usano soprattutto predicati secondari sintattici (concordati) tipici (cfr. Tabelle 1 e 2).
La concordanza in caso va considerata il modo tipico di espressione dei depictivi, ma non una condizione necessaria, poiché esistono anche casi di predicazione secondaria la cui espressione non è concordata. Sia nel caso dei depictivi sintattici sia in quello dei depictivi semantici, è fondamentale il loro legame semantico con il soggetto, l’oggetto o un circostante (in altri termini, il legame concettuale con il referente, ossia ciò che viene descritto: il verbo o un suo argomento), non la concordanza o la mancata concordanza del depictivo in caso con un argomento del verbo, che dipende anzitutto dalla semantica.
È stato constatato che i depictivi si esprimono più spesso al nominativo (386 esempi), un po’ meno spesso all’accusativo (231 esempi), ancora meno spesso all’istrumentale (111 esempi) e più raramente negli altri casi: genitivo (88 esempi), dativo (78 esempi) e locativo (42 esempi). Possono essere espressi anche con forme non declinate, mediante converbi (55 esempi). Si ottiene dunque la seguente gerarchia delle forme dei depictivi: NOMINATIVO > ACCUSATIVO > ISTRUMENTALE > GENITIVO > DATIVO > CONVERBIO > LOCATIVO. Ne consegue che le forme di depictivo più probabili sono il nominativo, l’accusativo o l’istrumentale, mentre la meno probabile è il locativo (cfr. Tabella 3).
È interessante anche l’espressione dei depictivi in termini di parti del discorso. La maggior parte degli esempi raccolti presentava depictivi espressi da aggettivi (255 esempi) e participi (227 esempi); un numero leggermente inferiore presentava depictivi espressi dalla costruzione come + sostantivo / aggettivo (135 esempi) e da soli sostantivi (120 esempi); ancora meno erano quelli espressi da pronomi (76 esempi) e converbi (55 esempi); i meno numerosi erano quelli espressi da numerali (46 esempi), costruzioni nominali (41 esempi) e costruzioni preposizionali (36 esempi). È possibile stabilire la seguente gerarchia delle parti del discorso: AGGETTIVO > PARTICIPIO > COME + SOSTANTIVO / AGGETTIVO > SOSTANTIVO > PRONOME > CONVERBIO > NUMERALE > COSTRUZIONE NOMINALE > COSTRUZIONE PREPOSIZIONALE. Ne consegue che in lituano i depictivi si esprimono più spesso non solo mediante aggettivi e participi, ma anche mediante sostantivi e la costruzione come + sostantivo.
Il lituano si distingue da molte lingue perché vi si usano predicati secondari liberi non risultativi (depictivi), espressi non solo da diverse parti del discorso (aggettivi, participi, numerali, pronomi, sostantivi, converbi), ma anche da diversi casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale
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e locativo) e da costruzioni (nominali, preposizionali e come + sostantivo / aggettivo). A differenza dei lavori precedenti, nei quali la marcatura dei depictivi è stata discussa in misura maggiore o minore, si è constatato che:
1. i depictivi sintattici (concordati), sebbene raramente, possono presentarsi nelle forme dei casi strumentale e locativo (cfr. sezioni 2.5, 2.6);
2. sono da considerare depictivi sintattici soltanto le costruzioni con sostantivo o aggettivo introdotte da come che non esprimono un paragone;
3. i depictivi sintattici in tutti i casi possono essere espressi da diverse parti del discorso (aggettivi, participi, numerali, pronomi, sostantivi; cfr. sezione 2 e Tabella 1);
4. sono da considerare depictivi semantici non solo le costruzioni nominali (strumentale o genitivo con una parola dipendente), ma anche le costruzioni preposizionali, un singolo strumentale o locativo (non concordato in caso con l’argomento del predicato principale cui è riferito) e i converbi (cfr. sezione 3);
5. i depictivi semantici si esprimono più spesso mediante sostantivi e converbi, un po’ meno spesso mediante costruzioni nominali e preposizionali; possono essere espressi anche da numerali (cfr. sezione 3 e Tabella 2).
TABELLA 3. Casi e forme dei controllori e dei bersagli della concordanza
Caso del bersaglio della concordanza | Forma / costruzione del bersaglio della concordanza | Nom. | Gen. | Dat. | Acc. | Instr. | Loc. | Converbio | come + sostantivo / aggettivo | Costruzione nominale | Costruzione preposizionale | Totale | Caso del controllore della concordanza | Nom. | 315 | 22 | 29 | 2 | 71 | 2 | 29 | 12 | 3 | 17 | 502 | Gen. | 63 | 20 | 9 | 1 | 93 | Dat. | 72 | 2 | 2 | 6 | 82 | Acc. | 186 | 3 | 6 | 33 | 42 | 2 | 8 | 3 | 283 | Instr. | 20 | 6 | 26 | Loc. | 4 | 1 | 5 | Totale | 315 | 63 | 72 | 186 | 47 | 41 | 55 | 71 | 9 | 6 | 42 | 6 | 1 | 4 | 37 | 12 | 3 | 21 | 991 | 135 | 41 | 36
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Marcatura dei depictivi in lituano
SINTESI
L’articolo tratta la marcatura dei predicati secondari non risultativi (depittivi) nella lingua lituana. In questo articolo, i depittivi sono divisi in due gruppi: depittivi sintattici (un depittivo concorda con il suo controllore nel caso) e depittivi semantici (un depittivo non concorda con il suo controllore nel caso, ma talvolta concorda con esso nel genere e/o nel numero). In questo articolo ho cercato di mostrare in che modo i depittivi della lingua lituana differiscano da quelli di altre lingue e di integrare i dati presentati nelle grammatiche della lingua lituana e negli studi di sintassi. Alla fine dell’articolo propongo due gerarchie: una gerarchia dei casi dei depittivi e una gerarchia delle forme dei depittivi.
Nella lingua lituana i depittivi possono essere espressi da diverse parti del discorso (aggettivi, participi, numerali, pronomi, sostantivi e gerundi [participi attivi indeclinabili]), possono essere usati in casi diversi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, strumentale e locativo) ed essere espressi da sintagmi nominali e preposizionali o da costruzioni «kaip» + sostantivo/aggettivo. È stato stabilito che:
1. nella lingua lituana i depittivi sintattici (in concordanza) sono i più comuni;
2. i depittivi sintattici possono essere usati nei casi strumentale e locativo (concordando con il controllore);
3. i depittivi sintattici possono essere espressi da aggettivi, participi, numerali, pronomi e sostantivi;
4. i depittivi semantici possono essere espressi da sintagmi nominali (con il sostantivo allo strumentale o al genitivo) e sintagmi preposizionali, dallo strumentale e dal locativo (senza concordanza con il controllore) e dai gerundi;
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5. i depittivi (sintattici e semantici) sono per lo più al nominativo e all’accusativo, meno spesso allo strumentale e, più raramente, al locativo. Ciò può essere rappresentato dalla seguente gerarchia: NOM > ACC > INSTR > GEN > DAT > FORMA INDECLINABILE (GERUNDIO) > LOC;
6. i depittivi si dispongono in base alla forma come segue: AGGETTIVO > PARTICIPIO > KAIP + SOSTANTIVO > SOSTANTIVO > PRONOME > CONVERBIO > NUMERALE > SINTAGMA NOMINALE > SINTAGMA PREPOSIZIONALE. Di conseguenza, nella lingua lituana i depittivi sono espressi soprattutto da aggettivi, participi e costruzioni nominali o as + sostantivo.
Consegnato il 2 dicembre 2010.
VESLAVA ČIŽIK-PROKAŠEVA
Istituto di lingua lituana
Via P. Vileišio 5, LT-10308 Vilnius, Lituania
E-mail – [email protected]
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