Pietinės vakarų aukštaičių šiauliškių šnektos: geolingvistinis aspektas ir jo interpretacijos
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LAURA GERŽOTAITĖ
Istituto della lingua lituana
Ambiti di ricerca: studi areali delle lingue baltiche, geolinguistica, dialettologia.
LE PARLATE MERIDIONALI DEI LITUANI ALTI OCCIDENTALI DI ŠIAULIAI: L’ASPETTO GEOLINGUISTICO E LE SUE INTERPRETAZIONI1
Le sottovarietà meridionali del lituano alto occidentale di Šiauliai: l’aspetto geolinguistico e le sue interpretazioni
ANNOTAZIONE
L’articolo presenta uno studio geolinguistico delle parlate dell’area del sottodialetto dei lituani alti occidentali di Šiauliai (Jonava e dintorni). Il materiale esaminato comprende i lituani alti occidentali di Šiauliai nelle classificazioni dialettali di Zigmas Zinkevičius e Aleksas Girdenis, i lituani alti centrali in quelle di Kazimieras Jaunius e Antanas Salys e i lituani orientali della prima varietà in quella di Antanas Baranauskas.
La sovrapposizione delle aree menzionate mediante cartografia computerizzata ha messo in evidenza la posizione intermedia dei lituani alti occidentali di Šiauliai rispetto ai sottodialetti vicini. Le parlate meridionali di questo sottodialetto si distinguono perché in tutte le classificazioni si trovano proprio ai margini e sono a contatto con le lingue slave di queste zone; pertanto possono essere considerate periferiche.
ANNOTAZIONE
L’articolo presenta uno studio geolinguistico della zona meridionale (con Jonava e i suoi dintorni) del sottodialetto di Šiauliai dell’aukštaitico occidentale. Il materiale studiato è l’aukštaitico occidentale di Šiauliai secondo la classificazione di Zigmas Zinkevičius e Aleksas Girdenis, il
1 Ringrazio sinceramente la prof.ssa Danguolė Mikulėnienė per aver proposto il tema dell’articolo e per le preziose osservazioni.
P A R O L E C H I A V E: aukštaitico occidentale di Šiauliai, classificazione dei dialetti lituani, geolinguistica, carta linguistica, Jonava, sottodialetti periferici.
P A R O L E C H I A V E: aukštaitico occidentale di Šiauliai, classificazione dei dialetti lituani, geolinguistica, carta linguistica, Jonava, sottodialetti periferici.
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L’aukštaitico centrale secondo la classificazione di Kazimieras Jaunius e Antanas Salys, nonché il primo orientale di Antanas Baranauskas.
Il confronto delle aree menzionate mediante un metodo di cartografia computerizzata ha dimostrato la posizione intermedia dell’aukštaitico occidentale di Šiauliai rispetto ai sottodialetti vicini. Jonava e i suoi dintorni si distinguono per il fatto che in tutte le classificazioni si trovano ai margini dell’area e sono in contatto con le lingue slave della zona; possono essere considerati periferici.
Il metodo geolinguistico, che si sta affermando nella dialettologia lituana, consente di considerare sotto una nuova luce i lavori dei linguisti e le classificazioni dei dialetti lituani di epoche diverse, nonché di confrontare e sintetizzare sotto vari aspetti i dati dialettali raccolti nello stesso periodo o in periodi diversi (Mikulėnienė, Stafecka 2009: 141–163; Mikulėnienė, Trumpa 2008: 128–146; Geržotaitė 2009: 98; 2011: 13–23; 2011a).
L’oggetto di questo articolo sono i dialetti di Jonava e dei suoi dintorni, finora poco studiati, che nella classificazione dei dialetti lituani sono assegnati alla parte più meridionale dell’aukštaitico occidentale di Šiauliai (cfr. fig. 1).
FIG. 1. Dialetti meridionali dell’aukštaitico occidentale di Šiauliai2
2 Le località indicate dai numeri sono anche punti dell’Atlante della lingua lituana (di seguito LKA) (cfr. LKA I 21–30).
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L’obiettivo dell’articolo è mostrare lo sviluppo di questa varietà dialettale, in particolare della sua parte meridionale, applicando il metodo geolinguistico3.
AREA IN ESAME
Le varietà dialettali dell’area in esame, situate a est della linea Baisógala–Dotnuva–Kėdainiai–Jonava, sono state brevemente menzionate nelle opere di numerosi dialettologi (Salys 1935: 68; 1992: 304; Zinkevičius 1966: 15; 2002 [1969]: 377; 2006: 205; Morkūnas 1993: 7; Kazlauskaitė ir kt. 2007: 85–86). Nella classificazione attuale dei dialetti lituani, Jonavà e i suoi dintorni sono assegnati a un’unità linguistica territoriale più ampia: i dialetti šiauliškiai degli altiani occidentali (Girdenis, Zinkevičius 1966: 139–147).
Questi dintorni appartengono agli altiani occidentali perché le vocali nasali ą, ę e i dittonghi an, am, en, em si conservano intatti. I dialetti šiauliškiai si distinguono dai dialetti kauniškiai degli altiani occidentali per le seguenti caratteristiche: 1) ritraggono l’accento dalla desinenza; 2) abbreviano le vocali lunghe atone e allungano quelle brevi toniche; 3) abbreviano le desinenze atone (Zinkevičius 2006: 203–205; LKTCh 60–63; Kazlauskaitė ir kt. 2007: 25–28)4. Inoltre, i dialetti differiscono anche perché sono a contatto con le lingue slave dei luoghi circostanti.
L’area dei dialetti šiauliškiai degli altiani occidentali, che comprende i dintorni di Žagarė, Joniškis, Kruopiai, Šakyna, Stupurai, Šiauliai, Aukštelkė, Pakapė, Šaukotas, Šiluva, Betygala, Baisógala, Dotnuva, Kėdainiai, Šėta e Jonava, forma una fascia lunga e stretta, che si restringe solo a sud di Šiauliai5. A ovest gli altiani occidentali šiauliškiai confinano con i samogiti, mentre a est confinano con gli altiani orientali panevėžiškiai e širvintiškiai. I dialetti šiauliškiai meridionali si insinuano tra i kauniškiai degli altiani occidentali e gli altiani meridionali (cfr. LKA I, carta n. 1; www.tarmes.lt).
3 Gli inizi della ricerca geolinguistica nel mondo sono legati all’opera del dialettologo tedesco Georg Wenker e, in Lituania, ai lavori di Kazimieras Būga e Antanas Salys (LKE 32–33; Salys 1985: 73–76; Morkūnas 1977: 7–8; 1980: 41–52). Al posto delle espressioni precedentemente utilizzate geografia linguistica, geografia linguistica, oggi si afferma sempre più geolinguistica (Mikulėnienė 2012; Mikulėnienė, Stafecka 2009: 40–42; www.tarmes.lt). Anche la metodologia stessa è cambiata e continua a cambiare, ponendosi, oltre agli obiettivi tradizionali, obiettivi sempre nuovi (Kalėdienė 2011; Aliūkaitė 2011: 257–259).
4 Cfr. il questionario sulle caratteristiche dialettali distintive degli šiauliškiai degli altiani occidentali, elaborato per il progetto del 2011 di Rima Bakšienė, Asta Leskauskaitė e Daiva Vaišnienė Ricerche geolinguistiche contemporanee in Lituania: ottimizzazione della rete dei punti e diffusione interattiva delle informazioni dialettali (n. VP1-3.1-ŠMM-07-K-01-028) (www.tarmes.lt).
5 Rūta Kazlauskaitė, basandosi sui lavori di altri linguisti, sulle carte dell’Atlante della lingua lituana e dell’Enciclopedia della lingua lituana e sui testi degli šiauliškiai degli altiani occidentali, assegna all’area in questione un numero maggiore di località; si veda la carta (Kazlauskaitė ir kt. 2007: 24). Essa comprende così Džiūikai (punto 132), tradizionalmente assegnato, secondo LKA I (carta n. 1), ai varniškiai dei samogiti meridionali; Girėknalis (399), Ariógala (400), Lenčiai (401) e Daugėliškiai (439), assegnati ai kauniškiai degli altiani occidentali; e Surviliškis (335), assegnato ai panevėžiškiai degli altiani orientali. Nell’area degli šiauliškiai degli altiani occidentali indicata dall’autrice non rientrano Gegužìnė (499) e Pociūnėliai (265), località che vi erano state tradizionalmente incluse.
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In questo articolo si confrontano gli attuali dialetti šiauliškiai degli altopiani occidentali con gli altopiani centrali della classificazione di Kazimieras Jaunius e Antanas Salys e con i primi orientali della classificazione di Antanas Baranauskas.
PANORAMICA DELLA RICERCA
Non esistono quasi studi di ampio respiro dedicati a questi dialetti. Il primo a scrivere sulla lingua di quest’area fu Viktoras Poržežinskis (Поржезинский 1896: 1–28), che esaminò la fonetica dei dialetti della parlata lituana orientale compresi nei distretti di Šiauliai, Kaunas e Panevėžys del governatorato di Kaunas dell’epoca. Menzionò il dialetto di Žeimiai e dei villaggi circostanti, appartenenti al distretto di Kaunas, ma non lo trattò separatamente. Tra le caratteristiche tipiche di questo dialetto, come pure dei dialetti affini del distretto di Šiauliai, si possono ricordare: la conservazione delle vocali nasali ą, ę e dei dittonghi an, am, en, em, per es.: žāsis (con ā), tấėsiu (cfr. nella parlata dei lituani centro-meridionali žāsis, tấėsiu, rañka, âmžias (Поржезинский 1896: 8, 12); la consonante l qui e in tutta la parlata lituana orientale è pronunciata dura, per es.: łasu ‘lecco’, ładas (cfr. nella parlata lituana centrale lesù, lėdas), łangvas, paniała (Поржезинский 1896: 24).
Jurgis Gerulis redasse una descrizione del dialetto di Kulvós (basata sulla parlata del villaggio di Rūčiūnai, situato a circa due chilometri da Kulvós) (Gerullis 1930: 48–51). Basandosi su Baranauskas, assegnò questo dialetto ai primi orientali meridionali e ne esaminò le caratteristiche accentuali, vocaliche e consonantiche.
Dal punto di vista della quantità, le vocali sono brevi, semilunghe e lunghe. A suo giudizio, possono essere semilunghe le vocali brevi accentate i, u e i primi elementi dei dittonghi misti i, u + r, l, m, n, per es.: bù.βa ‘era’, prapú.lt̄ ‘perdersi’, mú.m ‘a noi’. La vocale breve e all’inizio di parola e la e con accento circonflesso o acuto che funge da primo elemento dei dittonghi misti si trasformano in a, per es.: ažī’s ‘riccio’, pukštā.lis ‘uccellino’, gáˑr̄t ‘bere’. Nel dialetto si accorciano le vocali lunghe pretoniche, postoniche e finali; i dittonghi ie, uo si monottongano, per es.: grūdāˑli ‘un granello’, nùtupė ‘atterrò’, bałtadznīˑtę ‘Baltaduonytė’, vėroˑ ‘nel vino’. Si riducono i primi elementi dei dittonghi (i)ai, ei, au, per es.: vaīˑka ‘del bambino’, akułōˑrėi ‘ostetriche’, pukštāˑlis ‘uccellino’. Le vocali finali hanno realizzazioni diverse, per es.: dugnì ‘sul fondo’6, mamīˑtis ‘della mamma’ (Gerullis 1930: 49–50).
Si individuano ben cinque tipi di accento: breve (Kurzton), espulsivo (Stoßton), continuativo (Dehnton), mediano (Mittelton) e spezzato (geschnittenem Dehnton). Gli ultimi due sono discussi più ampiamente (Gerullis 1930: 48–49).
Tra le caratteristiche del sistema consonantico si menzionano: l’indurimento di l, per es.: dī.dėła ‘grande’, galėˑtume ‘potremmo’; la sostituzione di j con una i non sillabica (indicata con į), per es. įināi. (Gerullis 1930: 51).
6 Cfr.: „7. Finale: a) -è accentata nella lingua letteraria > -u: dugnè > dugnì, dievè > dièβˌì“ (Gerullis 1930: 50).
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Tutte queste caratteristiche sono illustrate da cinque brevi testi trascritti (Gerullis 1930: 52–53)7, ai quali è stato aggiunto un canto tradotto da Abraomas Kulvietis e trascritto: «Gott sey gelobet und gebenedeiet» oppure «Pagarbints būki ir paczestawotas» (Gerullis 1930: 53).
Anche Salys menzionò le località periferiche dei medio-alti lituani di Kulvōs, Vėprių, Surviliškio e Baisógalos, nelle quali si riducono i dittonghi finali ai, au, ma non trattò più ampiamente il loro parlare (1935: 68; 1992: 304).
Kazys Morkūnas indicò i dialetti dei lituani occidentali di Šėta e Jonava come caratterizzati da tratti tipici dei dialetti periferici, cioè da una forte interazione con le lingue slave, ma non li trattò più ampiamente (1993: 7).
Bonifacas Stundžia scrisse sull’accentazione, il vocalismo e il consonantismo del parlare di Ūpningai e dei suoi dintorni, nonché su alcune caratteristiche morfologiche (1980: 98–100; 1988: 111–114). Questo dialetto è suddiviso in due sottodialetti, distinti per caratteristiche fonetiche (gli esiti di a in fine di parola, i corrispondenti delle desinenze a, e (< –*án, –*én) e ą, ę).
In un sottodialetto, al quale appartengono i villaggi di Dagilioniai, Vareikiai, Aukštākai̇mis, Ūpningai, Kunigiškiai e Saleni̇nkai, la a finale è resa con una vocale del tipo u, trascritta v, per esempio: vāsaru, dvkrūs; al posto delle desinenze a, e (< –*án, –*én) e ą, ę si pronunciano u, i, trascritti v, l, per esempio: káru ‘guerra’, šilkinį ‘di seta’, glūvėnumi. Nel secondo sottodialetto, che comprende i villaggi di Vānagiškis, Padaigai e Keižoniai8, la a finale atona si pronuncia senza colorazione u, ma è comunque ridotta, per esempio: vėžɔ, visbs, tvártbs (e tvártbs); al posto delle desinenze a, e (< –*án, –*én) e ą, ę si pronunciano a, e, per esempio: vargà, raj̇kà ‘mano’. I dittonghi radicali an, en e le vocali nasali ą, ę sono conservati in tutta l’area (Stundžia 1980: 98; 1988: 112).
Secondo Stundžia, le altre caratteristiche sono comuni a tutto il dialetto di Ūpningai. Nei villaggi al confine con i lituani orientali di Širvintos, le vocali ė, o sono dittongate, per esempio: nepadėjė ‘non aiutò’, r ū̄vėm ‘raccogliemmo’; il dittongo uo è reso con u̯o oppure ɔ, per esempio dū̯dɔ (e dɔdɔ). Si riduce il dittongo con circonflesso e atono ai, per esempio krūmbi̇. L’accento, tranne nel caso di coloro per i quali il lituano è una seconda lingua, viene ritratto dalla desinenza breve alla penultima sillaba, che contiene una vocale lunga o il dittongo ie, uo (Stundžia 1980: 99–100). Come osserva Stundžia (1980: 99), nel parlare delle persone del luogo per le quali il lituano è lingua madre, gli accenti delle vocali e dei dittonghi sono distinti, ma debolmente.
Tra le caratteristiche morfologiche si segnalano le forme della prima persona del presente del verbo con t, d, per esempio: áudiau ‘tessevo’, statiau ‘costruivo’; i verbi iterativi, per esempio: apardinėja ‘ara’; la preposizione iž ‘da’, per esempio: iž ryto (Stundžia 1980: 100).
Alcune caratteristiche dell’accentazione, del vocalismo e del consonantismo del dialetto di Jonavõs, sviluppatesi in seguito ai contatti con le lingue slave, sono state trattate da Rūta Kazlauskaitė (2008: 600–609). Secondo l’autrice, in questo dialetto le vocali toniche ė, o sono debolmente dittongate, per esempio: stuv’ė̃t
7 Tutti e undici i dialetti distinti da Baranauskas sono presentati con gli stessi testi.
8 Stundžia (1980: 98) nurodo Keižonių kaimo pavadinimą ir išnašoje paaiškina, kad kaimų pavadinimai jo teikiami tokie, kokie buvo užrašyti iš vietinių gyventojų.
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‘stare’, žmᵘónis ‘persone’; i dittonghi ie, uo, per esempio, sono monottongati: dʲėnas ‘giorni’, pardᵘóda ‘vende’. Coloro che sono cresciuti in famiglie miste pronunciano così: jaunesnę.m ‘ai più giovani’, atvaž.š.f ‘arrivare’. Gli abitanti di queste località, che fin da piccoli parlano più lingue, non usano alcune consonanti palatalizzate. Dopo consonanti non palatalizzate cambiano le vocali anteriori, per esempio: pù.sesesres ‘cugine’, žã.mes ‘terre’, grĩ.čė ‘casa’. Si riducono le vocali delle desinenze atone; l’accento viene ritratto dalla desinenza breve non solo sulla penultima sillaba che contiene una vocale lunga o un dittongo ie, uo, ma anche su una sillaba con dittongo. Si tende a uniformare la posizione dell’accento nel paradigma della parola.
Sono stati pubblicati testi di queste parlate, trascritti ad Akmeniai e Trakai (LT II 238–239, 246–248; Kazlauskaitė 2005: 66–67): vˈiːrʋs tˈeiˌpà(t) turˈė ju pˈėn.ˈkˈis; bū.va labbī. sun.ku Akmeniai (LT II 239), turė dawom ękli čė↑ vadi.namà // givæ.nambs nã.mbs↑ Akmeniai (Kazlauskaitė 2005: 66), iˌvarˇ.ks tˈei. kôˈlˈii paũ.ks vьlikai. Trakai (LT II 247); a Reniūnai (parrocchia di Panoteriai) (Markevičienė 2001: 169–170): ãitra diėna vĩ·rai aĩdava láˈistīt mᵘóteris; būˈdava gavˈėne (Markevičienė 2001: 169), labaĩ būˈdava gegũ.žes mˈėnesi ažuliˌnu vabalū. // kar̃kvabalij; viénus vaikį.nvs (Markevičienė 2001: 170); da Ūpninkai, Markūtiškiai e Gaižūnai⁹ (Kazlauskaitė et al. 2007: 87–93, 95–97; LKT 223): tašˌvienvs / viriˌš eis givæˈnv Upninkai (Kazlauskaitė et al. 2007: 90), mãˈma būˈdava kalėdom / kleckėˈls kæːpą / dà pirãˈga i.šǩepa Markutiškiai (Kazlauskaitė et al. 2007: 91), ĩ·ra trĩ·s ježerai: juódvs jėˈžervs, áˈpskrivus iir báˈltvs Markutiškiai (LKT 223), tié gíˈde gíˈde / ligᵘónine gulėˈje / tóˈku stᵘóru kᵘóje i lĩ.[ka] Gaižūnai (Kazlauskaitė et al. 2007: 96); a Jaugeliškiai (Kazlauskaitė 2005: 68–69): paskui dar↑ tᵘóke šuniˈbe buuãu padã.ris↑ (Kazlauskaitė 2005: 69); a Žeimiai¹⁰, Pasoda, Batėgala¹¹ e Gegužinė (LKT 221–222, 224–225): tukˈoˈs suó̃gus áˈsti rūˈkšˈus Žeimiai (LKT 221), aĩnu aĩnu jisai, žˈuˈri – pirtˈė la apáˈugu(s) žõˈlv Pasoda (LKT 221), pàc šenãˈuja sėˈnis: kóˈkˈa sˈveikatà, tóˈks šenãˈuimas Batėgala (LKT 224), lakštĩngela labaĩ gražẽi čĩ.lba; nusipirka gelãžini plūˈgu Gegužinė (LKT 225).
Gli estratti riportati rispecchiano chiaramente le caratteristiche delle parlate dell’area esaminata, discusse in precedenza.
DISCUSSIONE DELLE PARLATE DAL PUNTO DI VISTA GEOLINGUISTICO
Senojoje Jauniaus ir Salio tarmių klasifikacijoje (Salys 1933: 21–34; 1935: 1–87; 1946: 1–67; 1992: 3–140) dabartinius šiauliškius sudaro dalis aukštaičių vakariečių žiemiečių ir aukštaičių viduriečių (žr. 2 pav.).
9 Si adotta la forma ufficiale indicata in LKA I 26.
10 Trascritto come Žeimis.
11 Trascritto come Betégala.
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FIG. 2. Classificazione dei dialetti di Kazimieras Jaunius e Antanas Salys
Gli altaiči medi hanno conservato intatti i dittonghi am, an, em, en e le vocali nasali ą, ę, come i parlanti occidentali; tuttavia, nella pronuncia della l dura davanti a ė sono vicini ai parlanti orientali (Salys 1946: 53; 1992: 109). Dalla carta riportata si vede che gli altaiči medi di Salys sembrano dividersi in due aree: una settentrionale (a sud di Šiauliai quest’area si interrompe del tutto) e una meridionale, che inizia all’altezza di Legečiai12.
Queste aree differiscono non solo per le caratteristiche linguistiche. È evidente anche il confine naturale tra le due: «[...] da Šiauliai fino alla confluenza dei fiumi Bėržė e Šušvė si estende una lunga fascia di paludi e foreste scarsamente abitate» (Salys 1992: 111). In effetti, in questi luoghi le paludi sono numerose,
12 Iš Salio aukštaičių viduriečių ploto aprašo (1946: 38, 54; 1992: 77, 111) ir pridėto lietuvių tarmių žemėlapio matyti, kad šių aukštaičių plotas šiek tiek žemiau Šiaulių susiaurėja, bet visiškai nenutrūksta.
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FIG. 3. Gli altaiči medi nella classificazione dialettale attuale
torbiere (le torbiere di Rėkyva e Šūlinkiai, le torbiere di Tytuvėnai e Šiluva) e grandi massicci forestali (Mažuoliai, Liaudiškiai e Užpelkiai) (cfr. LK 40, 41, 56, 57).
Nel secondo territorio degli altaiči medi (meridionale), a partire da Legečiai, rientrano i dintorni di Baisógala, Gražiškiai, Šlapabėržė, Kėdáiniai, Jonavõs, Kaũnas, Kaišiadorys e Prienai. In questa classificazione dialettale gli altaiči medi si trovano tra gli altaiči occidentali (settentrionali, di Veliuona e meridionali), gli altaiči orientali (pantininkai, puntininkai) e i dzūkai occidentali.
Gli altaiči occidentali šiauliškiai della suddivisione attuale e gli altaiči medi della suddivisione precedente presentano una distribuzione geografica molto simile, ma vi sono anche differenze (cfr. fig. 3).
Da questa carta si evince che: 1) gli altaiči medi di Salys rientravano nella parte orientale dell’attuale area degli šiauliškiai; 2) la parte meridionale dell’area degli altaiči medi comprendeva non solo l’area degli attuali altaiči occidentali šiauliškiai, ma anche una parte considerevole dell’area degli altaiči occidentali kauniškiai e una piccola parte delle aree confinanti degli altaiči meridionali.
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FIG. 4. Gli altaiči occidentali šiauliškiai nella classificazione dialettale di Antanas Baranauskas13
La carta presentata mostra che il confine orientale dell’area degli attuali altaiči occidentali šiauliškiai e quello dell’area degli altaiči medi della suddivisione precedente coincidono. Inoltre, il confine orientale degli altaiči medi della suddivisione precedente coincide quasi con le isofone delle a, e accentate sul tema (cfr. LKA II, carta n. 44) e delle am, an con circonflesso sul tema (cfr. LKA II, carta n. 69). A est di queste isofone le vocali nasali ą, ę e i primi elementi dei dittonghi cominciano a restringersi (cfr. fig. 2).
Il confine occidentale degli altaiči medi coincide quasi con le isofone di l davanti a e e soprattutto a ė (cfr. LKA II, carte n. 15, 28), a est delle quali (quindi in quasi tutta l’area degli altaiči medi) l è pronunciata dura (cfr. fig. 2). Il confronto tra queste due classificazioni
13 Sud. Laura Geržotaitė (2011).
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mostra la posizione intermedia del sottodialetto šiauliškiai degli altipiani occidentali rispetto ai sottodialetti vicini. Pertanto, Jonava e i suoi dintorni si trovano ai margini delle aree dei sottodialetti messi a confronto.
Dalla carta approssimativa dei dialetti della lingua lituana di Baranauskas (cfr. fig. 4) si evince che l’area dei primi orientali comprendeva i dintorni di Joniškis, Radviliškis, Šeduva, Smilgiai, Kėdainiai, Jonava e Kaunas.
Inoltre, l’area di questo sottodialetto si estendeva in parte nei governatorati di Suwałki e Vilnius. È possibile che i primi orientali, i meridionali, occupassero a sud e a sud-est un’area un po’ diversa (più ampia) di quella indicata sulla carta. Sulla base delle descrizioni di Baranauskas (Барановский 1898: 49–51), che non sono precise, anche l’area di questo sottodialetto riportata sulla carta può essere soltanto approssimativa.
Nella classificazione di Baranauskas, i primi orientali, la cui area comprendeva gli altipiani centrali menzionati da Salys, confinavano a ovest con gli occidentali settentrionali e i meridionali, e a est con i secondi e i terzi orientali.
Confrontando le aree dell’attuale sottodialetto šiauliškiai degli altipiani occidentali e dei primi orientali (settentrionali e meridionali) nella classificazione di Baranauskas, si notano grandi differenze (cfr. fig. 4)14. Rispetto al sottodialetto šiauliškiai degli altipiani occidentali, i primi orientali si spingono considerevolmente più a est e comprendono una parte notevole dell’area attuale del sottodialetto panevėžiškiai degli altipiani orientali. L’area del sottodialetto šiauliškiai degli altipiani occidentali è di per sé eterogenea. È costituita da gran parte degli occidentali settentrionali di Baranauskas e da una piccola parte dei meridionali; inoltre, in quest’area rientra una piccola zona dei primi orientali settentrionali, con Joniškis e i suoi dintorni, e dei meridionali, con Jonava e i suoi dintorni.
In questa classificazione, Jonava e i suoi dintorni si trovano ai margini dei primi orientali meridionali. Inoltre, queste località appartenevano ai margini del governatorato di Kaunas, non lontano dai confini dei governatorati di Kaunas e Vilnius; cfr. la carta (Mikulėnienė, Trumpa 2008: 129). Anche Ūpnikai si trovava proprio al margine: «Upnikai (distretto di Ukm.) si trova proprio presso il confine del governatorato di Vilnius, perciò qui la gente è polonizzata e più arretrata che altrove [...]» (Augštaitis15 1914: 2).
In effetti, soltanto Salys (1992: 303) scrisse della posizione peculiare degli altipiani centrali (o di una parte dell’attuale sottodialetto šiauliškiai degli altipiani occidentali), che si estendono in strisce lunghe e strette attraverso quasi tutta l’area della lingua lituana: «a nord l’area è una striscia molto stretta, in alcuni punti mista tra le foreste. Più estesa a sud».
Aukštaičių viduriečių, kaip atskiros patarmės, neskyrė Baranauskas (Барановский 1898: 49–51; www.tarmes.lt)16. Jaunius šią patarmę išskyrė tik Lietuvių kalbos gra-
14 Le aree degli altipiani centrali nella classificazione di Jaunius e Salys e dei primi orientali in quella di Baranauskas, se «sovrapposte» l’una all’altra, differirebbero meno.
15 L’autore di questo testo non è stato ancora identificato.
16 Va notato che Baranauskas associava i primi orientali agli occidentali, pur chiamandoli orientali (Барановский 1898: 56).
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matikoje (Явнис 1911: 23), o Kaũno gubernijos tarmių aprašuose, kaip ir Baranaus-kas, aukštaičius skyrė tik į vakarietčius ir rytiečius (Явнис 1894: 175; 1897: 178). Būga kalbamąjį plotą priskyrė prie rytiečių (1961: 85–97). Taigi aukštaičiai vidu-riečiai tėra pereinamasis plotas tarp vakarų ir rytų aukštaičių, arba „[...] sudaro tik pereiginę tarmę iš rytiečių aukštaičių į vakarietčius“ (Salys 1992: 303). Negalėdamas nurodyti ryškių skiriamųjų ypatybių (vieninteliu aukštaičių vakarietčių ir aukštaičių viduriečių skiriamuoju požymiu kalbininkas laikė kieto l prieš ė tarimą žodžio pradžioje), kuriomis aukštaičiai viduriečiai skiriasi nuo aukštaičių vakarietčių ir aukštaičių rytiečių, Salys rašė: „šītame skirstyme kokio griežtumo negali būti. Ats-kiros ryškios tarmės nesudaro“ (1946: 53; 1992: 109).
A causa di questa posizione geografica, l’area si avvicina ai dialetti limitrofi anche per altre caratteristiche linguistiche: per esempio, nelle zone di Kulvõs, Vėprių, Šėtos, Surviliškio e Baisóg alos si osserva la riduzione, caratteristica degli orientali confinanti (gli attuali alto-lituani orientali) (Salys 1992: 304). Una chiara riduzione era presente nei testi dialettali antichi della parlata di Kulvõs (Gerullis 1930: 52–53), nonché in quelli raccolti nei dintorni di Baisóg alos (Вольтеръ 1904: 336–338). In questi testi la u breve in posizione finale è resa con una variante poco marcata, «indebolita», della vocale u (υ), per esempio: gražūs (Gerullis 1930: 52), àdatus (Gerullis 1930: 52), suprantùs vãrnas (Gerullis 1930: 52); la a breve, accentata e non accentata, con una variante «indebolita» della vocale a (α, ə), per esempio: užkėikts dvõras (Вольтеръ 1904: 337), viẽna pana (Вольтеръ 1904: 337), kūnigas (Вольтеръ 1904: 337), uzbõnas (Gerullis 1930: 52); si riducono i primi elementi dei dittonghi, per esempio: kailinėi. (Gerullis 1930: 52), iïsai. (Gerullis 1930: 52).
In seguito, dopo aver studiato quest’area, i linguisti giunsero alla conclusione di Salys: gli alto-lituani centrali non costituiscono un dialetto distinto (Zinkevičius 2002 [1969]: 366), perché: 1) «non hanno nemmeno una caratteristica linguistica propria esclusivamente a loro»; 2) il loro territorio non è continuo e presso Šiauliai gli alto-lituani occidentali e orientali confinano; 3) l’area loro «attribuita si divide chiaramente, dal punto di vista dialettale, in una parte meridionale e una settentrionale, ciascuna delle quali è molto più vicina al dialetto del proprio gruppo confinante che non all’altra» (Zinke-vičius 2002 [1969]: 366).
Nella classificazione attuale, che suddivide i dialetti non in base ai tratti consonantici, ma alle caratteristiche del vocalismo e dell’accentazione, gli alto-lituani centrali sono stati assegnati agli alto-lituani occidentali (Girdenis, Zinkevičius 1966: 139–147; Zinkevičius 2002 [1969]: 366). Non era possibile assegnare gli alto-lituani centrali agli alto-lituani orientali per diverse ragioni: 1) se fossero stati assegnati agli alto-lituani orientali, sarebbe venuto meno un tratto comune che distinguesse gli alto-lituani, poiché anche gli alto-lituani meridionali palatalizzano l; 2) in tal modo, l’assegnazione agli alto-lituani orientali della parte meridionale degli alto-lituani centrali, più vicina agli alto-lituani occidentali, sarebbe apparsa artificiosa; 3) nei lavori dei linguisti si distinguono le parlate dei dintorni di Šiauliai degli alto-lituani occidentali meridionali, a est della linea Baisógala–Dotnuva–Kėdainiai–Jonava, anch’esse assegnate agli alto-lituani occidentali, cfr. la carta (Kazlauskai-tė ir kt. 2007: 84). Oggi esse, fortemente influenzate dai confinanti alto-lituani orientali di Panevėžys,
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kių (suplakami trumpieji balsiai galūnėse), anot Zinkevičiaus (2002 [1969]: 367), anksčiau nesiskyrė nuo vakarų aukštaičių.
L’assegnazione degli alto-lituani centrali agli alto-lituani occidentali, al pari delle altre modifiche, suscitò numerose discussioni tra i dialettologi (Karaliūnas, Sabaliauskas 1967: 154–156; Vitkauskas 1967: 3; Grinaveckis 1968: 2; Grinaveckienė, Senkus 1968: 6; Kazlaus-kas 1968: 410; Skardžius 1968: 215–218). Secondo Elena Grinaveckienė e Juozas Senkus (1968: 6), «l’abolizione della sottovarietà degli alto-lituani centrali nel lavoro non è motivata con sufficiente chiarezza ed è piuttosto meccanica».
Anche Pranas Skardžius criticò la nuova classificazione dialettale, giudicandola discutibile e non del tutto evidente (1968: 217). Non era d’accordo neppure con l’abolizione degli alto-lituani centrali e scrisse che questa modifica «apparirà a molti una cosa difficile da digerire» (Skardžius 1968: 218).
L’eterogeneità delle parlate esaminate si riflette anche nella terminologia delle classificazioni dialettali (cfr. fig. 5).
5 FIG. Area delle parlate esaminate nelle classificazioni dei dialetti lituani
La fig. 5 mostra che gli autori delle diverse classificazioni dei dialetti lituani hanno assegnato la stessa area ogni volta a una sottovarietà diversa. Questa variazione terminologica consente di parlare anche della possibile discontinuità dell’area esaminata, caratteristica peraltro delle parlate situate ai margini dei dialetti.
PERIFERICITÀ DELLE PARLATE STUDIATE
La perifericità delle parlate dell’area meridionale dei šiauliškiai dell’altopiano occidentale potrebbe essere stata influenzata dalle lingue slave di queste località, poiché le località oggetto di studio rientrano in una delle tre aree della lingua polacca
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aree linguistiche – quella di Kėdainiai–Jonavõs (cfr. fig. 1), dove tra la metà del XIX secolo e l’inizio del XX secolo vi erano numerose tenute e residenze signorili polacche (Zinkevčius 1992: 68). Nelle sole vicinanze di Jonavõs, tra il XIX e l’inizio del XX secolo, si contavano oltre settanta tenute (Karaliūnienė 1999: 31). Tra queste, va menzionata anzitutto la tenuta di Skarūliai, strettamente legata alla storia della cittadina di Jonavõs e situata a pochi chilometri da essa (Jankauskas 2000: 9–10), nonché le tenute di Barbõrlaukis, Bukonys, Dróbiškiai, Markūtiškiai, Žeimiai, Kulvōs, Gegužinė ecc. (per maggiori dettagli, cfr. Kviklys 1965: 363–369, 456–460, 549; Semaškaitė 2010: 50, 79–80, 109, 228, 481–482; Karaliūnienė 1999: 31–33, 53–55, 57–58; Vitkauskienė 2007). La presenza di tenute di questo tipo, per esempio nei dintorni di Žeimiai, è attestata nella stampa dell’epoca: «in questa parrocchia ci sono alcune residenze signorili e una dozzina di nobili decaduti [...]. La prima volta che attraversai la cittadina di Zeimė, pensai che qui tutto fosse lituano, perché le insegne sulle case erano tutte in lituano. Ma, una volta interpellati, rispondono di non conoscere la lingua dei propri padri» (Vabalninko Juozas17 1910: 642)18.
Il primo a richiamare l’attenzione sulla situazione delle parlate situate nell’area centrale della lingua lituana fu probabilmente Kazys Morkūnas (1993: 7), che scrisse che queste parlate «presentano anche altri tratti caratteristici dei dialetti (risp. parlate) periferici: una forte interazione con le lingue slave (polacco e russo)».
Stundžia (1988: 113; 1980: 100) ha accennato alla possibile influenza del polacco e del russo sulle parlate della Lituania centrale. Dopo aver esaminato la lingua di Ūpninkai e dei suoi dintorni, assegnata ai šiauliškiai dell’altopiano occidentale, definì questa parlata periferica, caratterizzata da tratti dei šiauliškiai dell’altopiano occidentale, degli širvintiškiai dell’altopiano orientale e dei panevėžiškiai. Inoltre, secondo Stundžia (1988: 113), in questa «zona vivono persone della vecchia generazione che parlano russo e polacco (ci sono persino alcuni villaggi interamente russofoni – Perelozai, Apeikiškiai...), le quali conoscono anche il lituano (sebbene con un certo accento)». A parere di Stundžia (1988: 113), l’influenza di queste lingue può spiegare l’indurimento delle consonanti š, ž, t, d, la lieve monottongazione dei dittonghi tonici uo, ie e la dittongazione di o, ė, comparsa nella lingua dei dintorni di Ūpninkai; tuttavia, «senza ricerche specifiche è difficile dire qualcosa di concreto».
La ricerca di Kazlauskaitė (2008: 600–608) mostra che la parlata dei dintorni di Jonavõs e il polacco locale si influenzano reciprocamente. Per effetto di questa interazione, i dittonghi lituani ie, uo si monottongano e alcune consonanti non si palatalizzano. Inoltre, secondo Kazlauskaitė (2008: 608), il polacco può influire sul deterioramento del sistema accentuale delle parlate lituane locali.
17 Con questo e altri pseudonimi firmava i suoi scritti Juozas Gvildys (1884–1968), insegnante e partecipante al movimento nazionale, collaboratore della stampa periodica (Mačiulis 2007; LE VIII 75).
18 Kunigo, draudžiamos spaudos platintojo Mato Miežinio (1851–1929) teigimu, Žeimių parapiją labai sulenkino joje dirbę kunigai S. Grigalinskas (1820–1864) ir Taurosevičius (1864–1896) (X. M. 1909: 2; 1909a: 2). Šio laikraščio numeriuose šis kunigas pasirašė kaip X. M. (Mačiulis 2007).
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Poco prima il linguista Valerijus Čekmonas era giunto a conclusioni quasi identiche, osservando che nella lingua lituana degli informatori non lituanofoni di questi dintorni la distinzione tra vocali lunghe e brevi e tra dittonghi discendenti e ascendenti era praticamente scomparsa19.
In altre parole, queste varietà dialettali lituane sono caratterizzate proprio da ciò che caratterizza anche il polacco locale. La scomparsa dell’opposizione tra vocali lunghe e brevi è uno dei tratti comuni più evidenti. Una gran parte dei šiauliškiai dell’altopiano occidentale, l’angolo settentrionale dei dialetti meridionali dell’altopiano, nonché gli abitanti dell’altopiano orientale (širvintiškiai e panevėžiškiai) abbreviano le vocali lunghe atone e allungano quelle brevi toniche (LKTCh 61–62; Zinkevičius 2006: 82–83). La linea che delimita l’area dialettale dell’altopiano in cui le vocali lunghe atone si abbreviano nelle sillabe preaccentuali passa per Jõniškis, Šiauliai, Ariógala, Babtus, Jonava, Kaišiadoris, Musninkus, Giedraičiai, Anykščiai, Karšakiškis, Vabalninkas e a est di Biržai. Le vocali brevi toniche si allungano a nord e a est della linea che comprende le seguenti località: Jõniškis, Šiauliai, Ariógala, Jonava, Musninkus, Pabradė (Zinkevičius 1966: 107, 109). Secondo Zinkevičius (2006: 83), questo processo è spiegabile con l’accresciuta influenza dell’accento ed è connesso alla neutralizzazione delle intonazioni in una vasta parte dei dialetti, soprattutto nella Lituania centrale.
Di conseguenza, anche il lituano influenza il polacco locale, poiché in una parte considerevole dei šiauliškiai, così come nelle aree limitrofe degli širvintiškiai e dei panevėžiškiai sudoccidentali, le persone erano passate al polacco e quindi erano, e sono tuttora, bilingui (Zinkevičius 2006: 84). Tra gli effetti principali di questa interazione va menzionata la confusione delle vocali polacche i e y (Zielińska 2002: 86–87; 2004: 107; Rieger 2006: 11–47; Karaś, Rutkowska e altri 2001).
Dvikalbę situaciją atskleidė ir 1996, 1997, 1999–2000 m. Čekmono atliktas sociolingvistinis Jonavõs rajono tyrimas (Чекмонас 2001). Surinkta medžiaga iš Batėgalos, Padaigų, Pasódos, Markūtiškių, Kulvõs, Žeimių, Gegužinės punktų ir jų apylinkių parodė, kad vyriausieji šių vietų atstovai geriau ar blogiau mokėjo lenkų kalbą (Чекмонас 2001: 79). Paskutiniai 2011 m. ekspedicijų duomenys, surinkti iš Jonavõs apylinkių, rodo, kad dabar lenkų kalba šiose vietose beveik išnykusi, nors lenkiškai kalbančių informantų beveik visur pavyko rasti20.
19 Cfr.: «Salta subito agli occhi che nella sua parlata lituana le vocali lunghe e brevi praticamente non si distinguono (la lunghezza e la brevità sono legate al profilo intonativo della frase); inoltre, le intonazioni sillabiche nei nessi dittongali sono realizzate in modo poco evidente e incoerente [...]» (Чекмонас 2001: 87).
20 Le spedizioni dialettologiche nel distretto di Jonavõs (Žeimiai, Gaizūnai, Markūtiškiai, Pasóda, Kulvà, Batégala, Ūpnikai, Gegužinė) si sono svolte nel luglio e agosto 2011 nell’ambito del progetto Šiauliai̇kiniai geolingvistikos tyrimai Lietuvoje: punktų tinklo optimizacija ir interaktyvioji tarminės informacijos sklaida (n. VP1-3.1-ŠMM-07-K-01-028; istituzione attuatrice: Istituto della lingua lituana; responsabile del progetto, prof.ssa Danguolė Mikulėnienė). Per maggiori dettagli, cfr. www.tarmes.lt.
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CONCLUSIONI
L’analisi geolinguistica dell’area dei dialetti dei dintorni di Jonavõs mostra che i dialetti meridionali dei žemaičiai occidentali šiauliškiai qui esaminati possono essere considerati periferici per due ragioni, analizzate nell’articolo e tra loro interconnesse:
1) per la loro posizione geografica marginale rispetto agli altri sottodialetti (l’appartenenza dialettale triplice di quest’area, non casuale, si riflette nella terminologia: nell’attuale classificazione dei dialetti lituani essa appartiene ai žemaičiai occidentali šiauliškiai, in quella antica ai žemaičiai centrali, mentre nella classificazione di Baranauskas ai žemaičiai orientali, primi meridionali);
2) per l’interazione con le lingue slave.
La perifericità dei dialetti dei dintorni di Jonavõs è confermata non da un solo, ma da diversi tagli cronologici di questa analisi, condotta sulla base di differenti classificazioni dei dialetti lituani.
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The Southern Subdialects of the Western Aukštaitian of Šiauliai: The Geolinguistic Aspect and its Interpretations
S U M M A R Y
The article is concerned with the area of the Šiauliai subdialect of the Western Aukštaitian in the classifications of Lithuanian dialects during various periods. The focus is on the little studied southern subdialects of Jonava and its environs.
By applying a computer cartography method, the Western Aukštaitian of Šiauliai in the classification by Zigmas Zinkevičius and Aleksas Girdenis was compared to the Middle Aukštaitian in the classification by Kazimieras Jaunius and Antanas Salys and to the First Eastern in the classification by Antanas Baranauskas.
The comparison of the mentioned areas demonstrated their intermediate situation with regard to other subdialects. The Western Aukštaitian of Šiauliai finds itself between the Žemaitian and Eastern Aukštaitian. With regard to the Western Aukštaitian of Šiauliai, Jaunius and Salys’ Middle Aukštaitian that is similarly placed borders with the Western Aukštaitian in the West, while in the East they border on the Eastern Aukštaitian. In Baranauskas’ classification the First Eastern that differs from the Western Aukštaitian of Šiauliai by distribution also finds itself between the Western and Second and Third Eastern.
The subdialects of Jonava and its environs emerge as peripheral i.e. as occupying a fringe situation with regard to the compared subdialects. Their peripheral situation was determined not only by their exceptional geographical situation but also interaction with the Slav languages that were spoken in these areas.
Įteikta 2012 m. vasario 10 d.
LAURA GERŽOTAITĖ
Lietuvių kalbos institutas
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Acta Linguistica Lithuanica LXVII