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Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents

Elena Chiocchetti

Abstract

    The paper gives an overview of the development of legal terminology work in South Tyrol. Working methods have evolved. Micro-comparison between the Italian and the German-speaking systems (Austria, Germany and Switzerland) has become a hallmark of our terminology work. The online system bistro (http://bistro.eurac.edu/) has also been renewed to accommodate changing user needs, e.g. providing advanced filtering and a feedback function. A policy of growing attention to target users has led us to include work on legal collocations. Further user requests concern domains like occupational health and safety. This implies treating relevant technical, medical and other scientific terminology. Doing this while remaining consistent with the methods applied to legal terminology poses a notable methodological challenge.

Full text

doi.org/10.35321/term26-01 Il lavoro terminologico in Alto Adige: nuovi approcci, una nuova banca dati terminologica, nuovi contenuti ELENA CHIOCCHETTI Istituto di linguistica applicata, Eurac Research SINTESI Il contributo offre una panoramica dello sviluppo del lavoro terminologico in ambito giuridico in Alto Adige. I metodi di lavoro si sono evoluti. La microcomparazione tra il sistema italiano e quelli di lingua tedesca (Austria, Germania e Svizzera) è diventata una caratteristica distintiva del nostro lavoro terminologico. Anche il sistema online bistro (http://bistro.eurac.edu/) è stato rinnovato per rispondere alle mutevoli esigenze degli utenti, ad esempio introducendo funzioni avanzate di filtraggio e di feedback. Una crescente attenzione agli utenti di riferimento ci ha portato a includere il lavoro sulle collocazioni giuridiche. Ulteriori richieste degli utenti riguardano ambiti quali la salute e la sicurezza sul lavoro. Ciò comporta l’elaborazione della terminologia tecnica, medica e di altre discipline scientifiche pertinente. Farlo mantenendo la coerenza con i metodi applicati alla terminologia giuridica rappresenta una notevole sfida metodologica. PAROLE CHIAVE: terminologia giuridica, Alto Adige, microcomparazione, bistro, collocazioni giuridiche, esigenze degli utenti della terminologia. SINTESI Il contributo offre una panoramica dello sviluppo del lavoro terminologico in ambito giuridico in Alto Adige. I metodi di lavoro si sono evoluti. La microcomparazione tra il sistema italiano e quelli di lingua tedesca (Austria, Germania e Svizzera) è diventata una caratteristica distintiva del nostro lavoro terminologico. Anche il sistema online bistro (http://bistro.eurac.edu/), è stato rinnovato per rispondere alle mutevoli esigenze degli utenti, ad esempio introducendo funzioni avanzate di filtraggio e di feedback. Una crescente attenzione agli utenti di riferimento ci ha portato a includere il lavoro sulle collocazioni giuridiche. Ulteriori richieste degli utenti riguardano ambiti quali la salute e la sicurezza sul lavoro. Ciò comporta l’elaborazione della terminologia tecnica, medica e di altre discipline scientifiche pertinente. Farlo mantenendo la coerenza con i metodi applicati alla terminologia giuridica rappresenta una notevole sfida metodologica. PAROLE CHIAVE: terminologia giuridica, Alto Adige, microcomparazione, bistro, collocazioni giuridiche, esigenze degli utenti della terminologia. 6 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents INTRODUZIONE Basandosi e sintetizzando le ricerche precedenti che illustrano gli inizi del lavoro terminologico in Alto Adige (Mayer 1997, 2000), i metodi di lavoro adottati nell’arco di circa 25 anni (Sandrini 1998; Maganzi Gioeni d’Angiò, Ralli 2010; Chiocchetti, Ralli 2016; Chiocchetti et al. 2017, 2019; Chiocchetti 2019) e gli strumenti sviluppati per diffonderne i risultati (Streiter et al. 2004; Ralli, Andreatta 2018), il presente articolo intende offrire una panoramica dello sviluppo del lavoro terminologico giuridico in Alto Adige dalla Seconda guerra mondiale. L’Alto Adige (Südtirol – Alto Adige) è una provincia plurilingue dell’Italia settentrionale, con circa 525.000 abitanti (ASTAT 2018: 9). Due terzi della popolazione locale parlano una lingua minoritaria: il 70% ha il tedesco come prima lingua, mentre il 4,5% è di madrelingua ladina1 (ASTAT 2018: 15). Oggi entrambe le lingue sono ufficialmente riconosciute a livello locale, sebbene in misura diversa e in aree di estensione differente. Il tedesco ha lo status di lingua co-ufficiale nell’intera Provincia (Decreto del Presidente della Repubblica n. 670/1972, Art. 99–100). L’amministrazione pubblica locale e la magistratura sono tenute a offrire i propri servizi nella lingua preferita dal cittadino e a pubblicare la legislazione e gli altri documenti ufficiali in italiano e in tedesco. Tutti i dipendenti pubblici devono dimostrare di conoscere queste due lingue superando un esame articolato in quattro diversi livelli e composto da una prova orale e una scritta. Vi sono scuole di ogni ordine e grado in cui la lingua principale d’insegnamento è l’italiano oppure il tedesco, mentre l’altra lingua viene insegnata come seconda lingua. I toponimi sono sistematicamente bilingui (Palermo, Woelk 2011: 301; Alber, Palermo 2012: 291–293). La lingua ladina è ufficialmente riconosciuta nelle valli Gardena e Badia, in Alto Adige. I ladinofoni hanno il diritto di usare la propria lingua madre con l’amministrazione pubblica locale delle due valli (ad es. i comuni) e con gli uffici provinciali situati al di fuori dell’area principale, purché questi ultimi operino soprattutto nell’interesse della comunità ladina (ad es. l’intendenza scolastica ladina). La legislazione pertinente è resa disponibile anche nella variante ladina locale oppure, a livello provinciale, alternativamente in una delle 1 Il ladino è un’antica lingua retoromanza parlata in cinque valli delle Dolomiti appartenenti a tre diverse province italiane: Bolzano, Trento e Belluno. Nell’intera area vi sono circa 30.000 parlanti (Verra 2005: 115). Circa 20.000 vivono in Alto Adige (ASTAT 2018: 15), altri 8.000 in Trentino (Lanzafame 2014: 6) e i pochi rimanenti nella provincia di Belluno. In questo articolo non tratteremo nel dettaglio la storia e la lingua della minoranza ladina. Per ulteriori informazioni si consulti, ad esempio, Pescosta 2010. Terminologija | 2019 | 26 7 le due varianti (Deliberazione della Giunta provinciale n. 210/2003). I dipendenti dell’amministrazione ladina devono dimostrare di conoscere tutte e tre le lingue ufficiali nella misura richiesta dalla loro specifica posizione. Nelle scuole ladine, l’italiano e il tedesco sono usati in egual misura come lingue d’insegnamento e alternati regolarmente. Anche il ladino viene insegnato per alcune ore alla settimana (Verra 2005: 120). I toponimi in Gardena e Badia sono trilingui: in ladino, tedesco e italiano (Verra 2005: 118). Questa breve panoramica illustra una situazione in cui le due comunità minoritarie altoatesine godono di un elevato grado di tutela e di molti diritti essenziali, essendo senza dubbio le minoranze meglio tutelate in Italia (Alber, Palermo 2012: 290). L’assetto attuale è tuttavia il risultato di decenni di lotte sociali, economiche e politiche, che hanno incluso persino attentati terroristici (Forcher, Peterlini 2010: 338–362). L’Alto Adige era diventato parte dell’Italia nel 1919, dopo la Prima guerra mondiale. Nonostante tutte le promesse fatte all’epoca dal re d’Italia, il regime fascista salito al potere nel 1922 soppresse sistematicamente la stampa e i toponimi tedeschi, italianizzò completamente il sistema scolastico, l’amministrazione pubblica e la magistratura e, in sostanza, proibì l’uso pubblico del tedesco (Forcher, Peterlini 2010: 267–273; Pescosta 2010: 366–368). Il ladino fu deliberatamente considerato un dialetto dell’italiano (Pescosta 2010: 383). I primi diritti delle minoranze furono concessi con i Trattati di pace di Parigi dopo la Seconda guerra mondiale. Tuttavia, il successivo Primo Statuto di autonomia (Legge costituzionale n. 5/1948), approvato dalla Repubblica italiana nel 1948, lasciò in larga misura insoddisfatte le minoranze altoatesine. Furono introdotte alcune misure di tutela delle minoranze e alcuni diritti linguistici, come la stampa e le scuole in lingua tedesca e la possibilità di insegnare un po’ di ladino nella scuola elementare (Legge costituzionale 5/1948, Art. 15, 87). Ciononostante, l’amministrazione pubblica, così come i poteri legislativo e giudiziario, rimasero in larga misura italofoni e sostanzialmente inaccessibili ai membri delle comunità minoritarie locali (per un resoconto storico più dettagliato in inglese, si veda Alcock 2001). Inoltre, l’uso del tedesco nella legislazione, nei procedimenti giudiziari e nell’amministrazione pubblica rimase una mera possibilità (Legge costituzionale 5/1948, Art. 85), e fu quindi scarsamente praticato (Alber, Palermo 2012: 293). The situation changed radically in 1972, when the New Statute of Autonomy (Presidential Decree No. 670/1972) was approved by the Parliament in Rome. From that moment on, the South Tyrolean minorities received a growing number of rights and ample autonomy, including 8 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents poteri legislativi primari e secondari in molti ambiti dell’amministrazione, che hanno portato alla situazione attuale e, non sorprendentemente, a un maggiore bisogno di terminologia giuridica. Per ragioni di spazio, le sezioni seguenti si concentreranno sullo sviluppo terminologico del tedesco, ma non del ladino, in Alto Adige. 1. GLI INIZI DELLO SVILUPPO DELLA TERMINOLOGIA IN TEDESCO La lingua giuridica pone una specifica sfida terminologica in Alto Adige. La resa in tedesco dei concetti giuridici italiani richiede ancora oggi uno sforzo particolare, per diverse ragioni. In primo luogo, in passato il tedesco non era mai stato utilizzato per esprimere il sistema giuridico italiano e i suoi concetti; di conseguenza, non era disponibile alcuna terminologia di riferimento (Coluccia 2000: 381). In secondo luogo, per molti decenni lo sviluppo di una terminologia giuridica tedesca per lo scopo sopra menzionato è stato ostacolato sia dal divieto fascista della lingua tedesca in Alto Adige, sia, in seguito e fino agli anni Settanta, dalla posizione marginale della lingua minoritaria nel sistema giudiziario e nell’amministrazione. In terzo luogo, in Europa vi sono altre nazioni in cui il tedesco è lingua ufficiale a livello nazionale o regionale (Ammon et al. 2016: XXXIX). Tuttavia, a causa delle differenze tra i sistemi giuridici e della conseguente natura dei concetti giuridici vincolata ai rispettivi sistemi (de Groot 1999: 12), termini austriaci, tedeschi o svizzeri, ad esempio, non possono essere semplicemente presi in prestito per esprimere i concetti del sistema giuridico italiano (Alber, Palermo 2012: 300–310; Chiocchetti, Ralli 2016: 103–105). Un caso evidente è l’organizzazione federale di Austria, Germania e Svizzera, che si riflette nella rispettiva terminologia. Tali termini sono in larga misura inadeguati a designare la forma di governo italiana, più centralizzata. Fino a mezzo secolo fa, lo sviluppo della terminologia giuridica tedesca in Alto Adige era privo di coordinamento e non di rado estemporaneo. Soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, diversi gruppi di accademici, avvocati e giudici locali, attivi in ambiti specifici, unirono le forze per tradurre dall’italiano al tedesco i codici giuridici italiani relativi ai rispettivi settori di attività. Le edizioni parallele risultanti del Codice civile, del Codice di procedura penale, della Legge fallimentare ecc. furono stampate e distribuite da una casa editrice locale (Zanon 2001: 178). In seguito al Nuovo Statuto di autonomia e in ragione del nuovo status del tedesco quale lingua co-ufficiale, molti altri testi, come leggi e documenti amministrativi di ogni tipo, furono tradotti in tedesco da funzionari pubblici, impiegati Terminologija | 2019 | 26 9 e traduttori professionisti per uso sia interno sia pubblico. Purtroppo, tutti questi sforzi non erano coordinati da un ufficio centrale e non erano sostenuti dalla necessaria pianificazione strategica linguistica e terminologica. Le traduzioni venivano spesso redatte in base alle necessità oppure lasciate all’iniziativa (privata) degli uffici, degli impiegati, delle associazioni ecc. interessati a temi specifici (Mayer 1997: 128; Palermo, Pföstl 1997: 53; Woelk 2000: 213; Chiocchetti et al. 2017: 258). Di conseguenza, gli stessi concetti finivano spesso per essere designati con termini diversi in tedesco (Mayer 1997: 128–129; Sandrini 1998: 399–400; Zanon 2001: 178; Chiocchetti et al. 2013: 261; Chiocchetti, Ralli 2016: 105; Chiocchetti 2019: 178), generando designazioni concorrenti, confusione e incertezza terminologica. Ad esempio, beni ereditari (beni appartenenti all’asse ereditario di una persona deceduta) è stato reso con Erbschaftsgüter nel Codice civile tradotto e con Nachlassgüter o Verlassenschaftsgüter nel Codice di procedura civile. When the New Statute of Autonomy was approved in 1972, it was soon realized that the implementation of the new language provisions needed to be based on consistent, complete and univocal legal terminology. It took over a decade of further uncontrolled development before a dedicated Terminology Commission was established by Presidential Decree 574/1988. The Terminology Commission was set up in 1991 and consisted of six experts (bilingual judges, lawyers and translators). Its mandate was to officially validate legally binding couples of Italian and German terms in the main subdomains of law (e.g. civil law, criminal law, procedure law, administrative law, etc.). The Commissioners’ aim was to develop a consistent set of well-researched German terms designating the most important legal concepts of the Italian legal system, which had to be used by the South Tyrolean legislature, judiciary and administration. These terms were intended as one-to-one correspondents to the legal terminology in Italian and as a means of fostering legal certainty and reducing terminological variation in South Tyrolean German (Alber, Palermo 2012: 97–298; Chiocchetti et al. 2013: 266–268; 2019: 176–177; Chiocchetti, Ralli 2016: 105–106). Le coppie terminologiche italiane e tedesche furono pubblicate progressivamente nella Gazzetta ufficiale locale sotto forma di elenchi paralleli. Dalla loro pubblicazione, la terminologia ufficialmente normalizzata divenne giuridicamente vincolante in Alto Adige. Nel corso di circa 20 anni di attività, la Commissione per la terminologia riuscì a normalizzare circa 7.400 coppie di termini. Il primo elenco fu pubblicato nel 1994, l’ultimo nel 2012. Inoltre, altra 10 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents terminologia era già disponibile nelle edizioni parallele dei principali codici giuridici italiani. La terminologia contenuta in queste traduzioni fu sottoposta a normalizzazione in blocco, portando il numero di termini ufficialmente convalidati in Alto Adige a una stima compresa tra 15.000 e 20.000 (Chiocchetti et al. 2017: 265; 2019: 187). I Commissari furono sostenuti nel loro lavoro di normalizzazione da un gruppo di terminologi ed esperti giuridici dell’Eurac Research (http://www.eurac.edu/linguistics) che si occupava delle attività preliminari di ricerca. Il gruppo interdisciplinare iniziò a lavorare con un approccio sistematico e orientato ai domini, delimitando ogni sottodominio oggetto di analisi e acquisendo il materiale di riferimento pertinente. A partire da questo materiale, estrasse, selezionò e ordinò in italiano i termini più importanti dei sottodomini chiave del sistema giuridico italiano (ad es. diritto penale, diritto di famiglia, diritto del lavoro). Raccolse quindi le designazioni tedesche esistenti per questi concetti giuridici nazionali nei testi altoatesini. Furono aggiunte definizioni e indicazioni sui contesti d’uso tratte da testi autorevoli e pertinenti, nonché informazioni sulle relative fonti (Mayer 1997: 126; Chiocchetti et al. 2019: 177–178). Queste schede terminologiche complete, elaborate secondo i principi e i metodi della terminologia (Arntz et al. 2014: 211–219), servirono da base per le decisioni della Commissione per la terminologia, che convalidò ufficialmente una designazione altoatesina per ciascun concetto giuridico esaminato. In questo modo, il lavoro di normalizzazione contribuì notevolmente a sopprimere i vecchi termini estemporanei o errati e a ridurre la variazione terminologica nel tedesco giuridico altoatesino. Ad esempio, il termine normalizzato Erbschaftsgüter è ora l’unica designazione utilizzata nella legislazione locale per rendere beni ereditari. L’approccio sistematico ha permesso di creare un patrimonio di terminologia tedesca coerente per i principali ambiti di attività del legislatore, della giurisdizione e dell’amministrazione locali. 2. NUOVI APPROCCI Il primo cambiamento nell’approccio al lavoro riguarda la comparazione giuridica. Questo metodo consente di confrontare tra loro diversi sistemi giuridici per individuare somiglianze e differenze. La comparazione può riguardare intere famiglie e sistemi giuridici, considerando i loro metodi e approcci generali alle questioni giuridiche, la prassi legislativa, l’interpretazione giuridica, la giurisprudenza ecc. (macrocomparazione). Può anche riguardare concetti o problemi specifici. In quest’ultimo caso il metodo è denominato microcomparazione (Zweigert, Kötz 1996: 4–5; Pommer 2006: 84–85) e diventa rilevante Terminologija | 2019 | 26 11 for terminology work in the domain of law (Sandrini 1996: 160–166; Mayer 1997: 126–127; de Groot 2002: 222; Chiocchetti 2019: 180–182). Micro-comparison allows to understand whether two designations belonging to different legal systems refer to the same legal concept or not, i.e. to check whether the relevant characteristics of the given concepts coincide or to detect important conceptual discrepancies (see e.g. Chiocchetti, Ralli 2016: 107–110 for examples). In relation to terminology work in South Tyrol, applying micro-comparison means looking for legal concepts in Austria, Germany and Switzerland that are conceptually equivalent to the Italian legal concepts under analysis and which have a similar function within their respective legal systems (Mayer 2000: 299; Chiocchetti, Ralli 2016: 106–111). Fin dall’avvio delle attività terminologiche in Alto Adige, è apparso subito chiaro che non fosse possibile svolgere un lavoro terminologico senza guardare oltre confine. In Alto Adige si contano poco più di 300.000 germanofoni (ASTAT 2018: 9), mentre in Europa vi sono quasi 100.000.000 di altri parlanti nativi, residenti soprattutto in Austria, Germania e Svizzera (Biere 2017: 22). Inoltre, l’Alto Adige ha sempre mantenuto intensi rapporti sociali, culturali, commerciali e politici con questi Paesi (Woelk 2000: 213–214). Pertanto, per evitare un’eccessiva regionalizzazione del tedesco altoatesino e favorire la comunicazione transnazionale con le altre aree germanofone (Sandrini 1998: 408), sarebbe stato vantaggioso prendere in considerazione la terminologia utilizzata nei Paesi limitrofi. Anche sul piano pratico, la Commissione per la terminologia poteva adottare due strategie per colmare eventuali lacune terminologiche: coniare neologismi oppure prendere in prestito denominazioni tedesche straniere utilizzate per concetti equivalenti. Ciò implicava l’introduzione della microcomparazione per i concetti privi di denominazioni in tedesco altoatesino o caratterizzati da denominazioni inadeguate (Mayer 1997: 129; 2000: 299). Inizialmente, questo metodo piuttosto «laborioso e dispendioso in termini di tempo» (Mayer 2000: 297) è stato applicato sporadicamente per colmare lacune terminologiche o proporre denominazioni più appropriate. All’inizio del nuovo millennio, tuttavia, un finanziamento dell’UE ha permesso di estendere il metodo a un numero crescente di concetti. Nel corso degli anni, la comparazione giuridica è diventata una pratica fondamentale per garantire un elevato livello di qualità terminologica in Alto Adige (Mayer 2000: 297), soprattutto riducendo le traduzioni estemporanee e spesso letterali dall’italiano e le denominazioni tedesche inadeguate. Oggi, la comparazione giuridica tra il sistema giuridico italiano e i sistemi germanofoni dei Paesi limitrofi è il tratto distintivo del lavoro terminologico di Eurac Research (Chiocchetti et al. 2019: 178). 12 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents Il secondo cambiamento nell’approccio al lavoro, avvenuto circa un decennio più tardi, è consistito nel passaggio da un approccio sistematico e sostanzialmente orientato alla standardizzazione a un approccio più descrittivo, che consente anche un lavoro terminologico estemporaneo e orientato al testo. Questa transizione si è resa necessaria quando, nel 2012, le attività della Commissione per la terminologia sono state interrotte per varie ragioni. Tutti i commissari erano impiegati a tempo pieno in altri ruoli e potevano quindi occuparsi di questioni terminologiche solo occasionalmente; di conseguenza, i lavori di standardizzazione procedevano a rilento. Inoltre, solo tre dei sei commissari erano di madrelingua tedesca. Questi tre avevano un carico di lavoro maggiore rispetto ai colleghi italofoni, soprattutto quando era necessario creare neologismi. La procedura formale di standardizzazione ostacolava ulteriormente le attività, poiché gli elenchi convalidati dalla Commissione per la terminologia dovevano essere approvati sia dal governo locale sia dal rappresentante locale del governo centrale prima di essere pubblicati nella Gazzetta ufficiale. Ciò comportava un ritardo sistematico di sei mesi. La mancanza di tempo e la lunghezza della procedura hanno infine reso difficile stare al passo con la nuova legislazione, denominare nuovi concetti e apportare le revisioni necessarie in caso di riforme giuridiche. È infatti accaduto che termini standardizzati in precedenza diventassero obsoleti in breve tempo. Infine, se consideriamo che le esigenze terminologiche si erano manifestate con urgenza nel 1972, quando fu approvato il Nuovo Statuto di autonomia, e che i primi risultati della standardizzazione furono pubblicati nel 1994, emerge un ritardo di oltre 20 anni. Nel frattempo, lo sviluppo terminologico era proseguito in modo non coordinato e non pianificato, rendendo ancora più difficile la successiva standardizzazione (Chiocchetti et al. 2017: 262–263). Nonostante tutti questi ostacoli, gli sforzi di standardizzazione hanno prodotto un numero considerevole di termini consolidati in diversi sottodomini del diritto e, soprattutto, hanno richiamato l’attenzione sulla qualità della lingua, della traduzione e della terminologia, nonché sui repertori terminologici esistenti. Non tutti i termini standardizzati sono stati accettati dagli utenti, la variazione terminologica persiste e restano diversi ambiti che richiederebbero un lavoro terminologico sistematico (ad es. il diritto tributario). Un lavoro sistematico di questo tipo viene ancora svolto quando si esplorano nuovi ambiti, ma oggi una parte considerevole delle attività terminologiche di Eurac Research è legata ai testi (ad esempio, quando viene approvata una nuova normativa su temi importanti) ed è estemporanea (ad esempio, quando diventano rilevanti nuovi concetti o vengono presentate richieste specifiche). Inoltre, il patrimonio terminologico esistente viene controllato regolarmente Terminologija | 2019 | 26 13 e, se necessario, aggiornato. Oggi, la manutenzione e l’aggiornamento sono passaggi essenziali per preservare la qualità e l’affidabilità di qualsiasi risorsa terminologica destinata ai suoi utenti finali (Drewer, Schmitz 2017: 37; Zanola 2018: 77). Il lavoro di standardizzazione si è sempre basato su schede terminologiche essenzialmente descrittive. Con l’abbandono dell’ultimo passaggio normativo, l’approccio descrittivo è rimasto in vigore. Inoltre, poiché oggi è più facile diffondere ampiamente la terminologia (ad es. tramite Internet) e l’obiettivo del lavoro terminologico non è più soltanto sviluppare il linguaggio giuridico altoatesino, ma anche agevolare e promuovere la comunicazione transnazionale, la standardizzazione non è necessaria con la stessa urgenza di un tempo. Quando permangono dubbi su quale termine, tra due o più termini concorrenti, debba essere utilizzato in Alto Adige, i terminologi di Eurac Research si consultano con l’Ufficio questioni linguistiche, responsabile della traduzione e della revisione della legislazione locale, e con esperti del settore, affinché possa essere formulata una raccomandazione condivisa. Tale raccomandazione, tuttavia, non è in alcun modo giuridicamente vincolante e gli utenti restano liberi di scegliere sulla base delle informazioni fornite nelle schede terminologiche. Il terzo e ultimo cambiamento nell’approccio al lavoro riguarda la collaborazione con gli utenti finali. Negli anni Novanta, gli ambiti più urgenti erano stati selezionati in base alle esigenze, privilegiando i sottodomini più rilevanti per la pubblica amministrazione e la magistratura altoatesine, mentre altri, come ad esempio il diritto marittimo e il diritto ecclesiastico, erano stati sostanzialmente esclusi. Negli ultimi tre decenni, il governo locale ha acquisito ulteriori competenze legislative primarie e secondarie e alcuni sottodomini hanno acquisito maggiore rilevanza, come ad esempio la salute e la sicurezza sul lavoro. Di conseguenza, l’approccio attuale al lavoro terminologico è fortemente incentrato sulle esigenze espresse dagli utenti finali. Per esempio, la richiesta di un lavoro terminologico nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro è stata presentata dagli uffici competenti dell’amministrazione locale. Il lavoro terminologico sulle disposizioni anticipate di trattamento è stato avviato da una nuova legge approvata in Italia nel 2017. Altre organizzazioni pubbliche o private locali hanno presentato varie richieste estemporanee, ad es. la Corte dei conti, l’Agenzia delle dogane e utenti privati o associazioni. Tali richieste vengono analizzate e soddisfatte, e i risultati sono messi a disposizione del pubblico. Prestare maggiore attenzione alle reali esigenze degli utenti consente di concentrare il lavoro terminologico di Eurac Research su temi attuali e, al tempo stesso, di diffondere più facilmente i risultati all’interno di specifiche comunità professionali. Lavorare sulla legislazione vigente e su temi dibattuti 14 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents il prima possibile contribuisce anche a orientare la scelta linguistica di chi redige testi nei media e nell’amministrazione locali, riducendo così il proliferare di traduzioni improvvisate e della variazione terminologica. Per esempio, rendere disponibile molto presto il lavoro terminologico comparativo sulla terminologia utilizzata nel dibattito sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso ha contribuito a eliminare traduzioni letterali come zivile Union per il termine italiano unione civile e a diffondere l’equivalente eingetragene Lebenspartnerschaft. Quest’ultimo è il termine utilizzato in Germania, la cui legislazione è servita da modello per quella italiana (Deputati PD 2016: 1). Il termine svizzero e austriaco eingetragene Partnerschaft è molto simile e avvalora ulteriormente la scelta di un equivalente straniero consolidato, anziché di una traduzione letterale che sarebbe comprensibile soltanto ai sudtirolesi. 3. NUOVA BANCA DATI TERMINOLOGICA Per essere efficace e utile, il lavoro terminologico deve essere diffuso e reso accessibile agli utenti finali (Arntz et al. 2014: 251; Drewer, Schmitz 2017: 30). Gli elenchi bilingui di termini standardizzati pubblicati nella Gazzetta ufficiale non erano ampiamente accessibili. Inoltre, le schede terminologiche complete contenevano ulteriori informazioni preziose, come definizioni, contesti d’uso e note, che valeva la pena condividere. Per questo motivo e grazie ai favorevoli sviluppi tecnologici, dal 2002 tutte le schede terminologiche elaborate presso Eurac Research sono pubblicate integralmente e rese liberamente disponibili online attraverso il Sistema informativo per la terminologia giuridica bistro (http://bistro.eurac.edu/). bistro mira a promuovere la comunicazione e la comprensione reciproca tra persone e organizzazioni appartenenti a sistemi giuridici diversi, con particolare attenzione ad Austria, Italia, Germania e Svizzera. Sono parzialmente inclusi anche i pertinenti livelli sovranazionali del diritto dell’UE e del diritto internazionale. Con un orientamento più locale, bistro intende inoltre sostenere e promuovere lo sviluppo e l’armonizzazione della terminologia giuridica in tedesco sudtirolese. I suoi contenuti riguardano principalmente il diritto amministrativo, civile, commerciale, societario, penale, di famiglia e processuale (civile e penale). La salute e sicurezza sul lavoro è oggi un altro sottodominio giuridico ampiamente rappresentato. I gruppi destinatari di bistro comprendono sia professionisti, ossia esperti giuridici, redattori di testi giuridici e traduttori, sia studenti di giurisprudenza, linguistica, traduzione e discipline affini. bistro contiene terminologia in italiano, tedesco e, in misura molto minore, ladino. La sua caratteristica peculiare è che la terminologia tedesca Terminologija | 2019 | 26 15 è chiaramente distinta in base al sistema giuridico di appartenenza. Anche per i termini ladini è indicato a quale delle due varianti locali appartengono (Ralli, Andreatta 2018: 8). I linguisti computazionali di Eurac Research hanno iniziato a sviluppare bistro nel 2001 per consentire un accesso rapido e generalizzato alle informazioni terminologiche e orientate alla standardizzazione in Alto Adige. Le schede sono state elaborate all’interno di un sistema commerciale di gestione della terminologia (TMS) e poi pubblicate tramite bistro. All’epoca, l’architettura di bistro era quella di un database relazionale: era modulare e la visualizzazione dei dati era dinamica. Un file XML proveniente dal TMS veniva importato e il contenuto di ogni scheda (per es. termini, definizioni, informazioni grammaticali, informazioni sulle fonti ecc.) veniva memorizzato separatamente in diverse tabelle SQL. Queste erano collegate tramite grafi bidirezionali, in modo che tutte le informazioni potessero essere recuperate durante le ricerche degli utenti. La visualizzazione dei dati era organizzata in diverse viste, che combinavano dinamicamente i dati e utilizzavano fogli di stile (XSLT, CSS) (Streiter et al. 2004: 204, 213). Tuttavia, le informazioni contenute nelle schede terminologiche venivano sempre mostrate nella stessa sequenza e non era possibile ordinare i contenuti, per esempio, per lingua o per termine di ricerca (Chiocchetti et al. 2019: 186). Oltre a fornire accesso alla terminologia, la precedente versione di bistro offriva anche un corpus bilingue di testi giuridici chiamato CATEx (Gamper, Dongilli 1999), nonché strumenti di base per l’estrazione e il riconoscimento dei termini. Nel corso degli anni, anche in parte a causa degli ulteriori sviluppi tecnologici, la prima versione di bistro è diventata lenta e obsoleta. Non era particolarmente intuitiva, il contenuto delle schede terminologiche aggiornate ha cominciato a divergere da quello del datato corpus di testi giuridici CATEx e le funzioni di ricerca erano limitate. L’aggiornamento del database relazionale diventava sempre più complesso e dispendioso in termini di tempo, oltre che soggetto a errori. Per questi e altri motivi, grazie a un finanziamento della Provincia autonoma di Bolzano, nel 2013 un gruppo di terminologi ed esperti informatici ha iniziato a ripensare, rinnovare e riprogrammare bistro, rendendo il sistema più flessibile, intuitivo e interattivo (per una descrizione dettagliata di tutte le sue funzioni e caratteristiche, si veda Ralli, Andreatta 2018). Rivolto agli stessi gruppi di utenti, ma con una maggiore attenzione alla cooperazione e alla comunicazione internazionali, il nuovo bistro offre innanzitutto una panoramica essenziale di tutti i termini che designano lo stesso concetto e consente di accedere rapidamente alla scheda terminologica completa per gli utenti che desiderano ottenere maggiori informazioni. È inoltre possibile scegliere tra una modalità di ricerca semplice e una avanzata. La 16 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents modalità avanzata dispone di funzioni di filtro per ogni lingua o variante, sistema giuridico e specifico sottodominio giuridico presenti nelle schede terminologiche (Ralli, Andreatta 2018: 21–22). Ciò significa, per esempio, che gli utenti che traducono un testo dall’italiano al tedesco per lettori austriaci possono applicare un filtro e rimuovere così le informazioni relative agli altri sistemi giuridici di lingua tedesca e alla lingua ladina. Gli utenti possono anche scegliere di espandere o comprimere i contesti oppure di consultare le informazioni bibliografiche complete per ciascuna fonte (Ralli, Andreatta 2018: 29). Per quanto riguarda la manutenzione dei dati, sono state messe a disposizione funzioni di importazione migliori e più rapide (Ralli, Andreatta 2018: 38–39). Un pulsante per l’invio di feedback consente agli utenti di commentare le schede esistenti, suggerire modifiche o proporre nuovi termini da aggiungere (Ralli, Andreatta 2018: 30). Infine, gli strumenti e i contenuti obsoleti, come CATEx e lo strumento di estrazione dei termini, sono stati rimossi perché spesso portavano gli utenti fuori strada e non erano al passo con le tecnologie recenti. Today (July 2019) bistro contains about 12,500 bilingual terminological entries, a small amount of which are trilingual and also contain Ladin terms. Many are legal comparative entries, i.e. they collect not only the Italian and German (and sometimes Ladin) designations for Italian legal concepts, but also the German terms for equivalent foreign concepts from Austria, Germany and Switzerland. bistro has become a flexible, reliable and intuitive system, both for the terminologists, who update its contents by regularly uploading an export from the commercial TMS, and for its target user groups (Zanola 2018: 77–78). This is shown by the growing number of accesses since 2016: in the first 12 months accessed doubled (from 12,000 to over 26,000), in the following year they reached almost three times the initial number (36,000) (Chiocchetti et al. 2019: 189). Inputs and questions received through the feedback form also show that there is increasing interest in bistro outside South Tyrol (Chiocchetti et al. 2019: 185). 4. NUOVI CONTENUTI Come illustrato nelle sezioni precedenti, gli sforzi compiuti in passato hanno fornito agli utenti di bistro un notevole patrimonio di terminologia giuridica affidabile, sebbene diversi ambiti siano ancora da completare, aggiornare o trattare. Inoltre, abbiamo visto che prestare maggiore attenzione alle esigenze degli utenti finali e fornire loro una funzione di feedback dedicata (Drewer, Schmitz 2017: 31) in bistro ha in parte modificato l’approccio al lavoro terminologico. Terminologija | 2019 | 26 17 Un’altra conseguenza di questa maggiore attenzione agli utenti è che, circa un decennio fa, Eurac Research ha iniziato a elaborare collocazioni giuridiche2. Le collocazioni (specialistiche) costituiscono frequenti insidie sia per i mediatori linguistici inesperti sia per quelli esperti, nonché per gli utenti di una lingua straniera o di una seconda lingua (Holderbaum, Prien 2004: 451; Forget 2014: 245; Grass 2014: 109; Lerat 2014: 98). La loro aggiunta a bistro ha comportato l’inserimento di una sezione semasiologica (cioè orientata alla parola) nelle voci pertinenti, elaborate secondo un principio onomasiologico (cioè orientato al concetto) (Maganzi, Ralli 2010: 100). Le collocazioni vengono pertanto registrate finora sotto la voce principale (ad es. adempiere un contratto è registrato sotto la voce contratto) e sono visibili solo consultando la voce terminologica completa (Ralli, Andreatta 2018: 20). La piccola raccolta di collocazioni bilingui è particolarmente apprezzata dai traduttori (Grass 2014: 108–109) e da chi non è abituato a redigere testi giuridici o deve farlo nella propria seconda lingua (Maganzi, Ralli 2010: 106). Attualmente bistro contiene quasi 1.500 collocazioni in italiano e oltre 1.800 in tedesco. Come avviene per la terminologia stessa, anche le collocazioni sono attribuite a uno o più sistemi giuridici. Ciò dipende dal fatto che anche le collocazioni sono vincolate al sistema. Ad esempio, eine Frist beifügen o beisetzen, cioè fissare un termine, può essere usato in Alto Adige, ma non in altri sistemi giuridici, che preferiscono eine Frist ansetzen. Analogamente, als Erbe berufen, cioè designare qualcuno come erede, è usato frequentemente nel sistema giuridico tedesco, mentre als Erbe einsetzen è più comune in Austria e Svizzera. La più stretta collaborazione con gli utenti finali (potenziali) ha portato a richieste di lavoro terminologico in ambiti che vanno oltre il contenuto centrale di bistro, ossia l’ambito giuridico. Ad esempio, quando si affronta la salute e sicurezza sul lavoro (OHS), è necessario decidere come trattare la terminologia tecnica, medica e di altre discipline scientifiche, che costituisce una parte fondamentale dell’OHS, ma non è strettamente giuridica. Termini come “scale”, “paranchi”, “vibrazioni”, “radiazioni” o malattie specifiche come “asbestosi” o “burnout” sono, ad esempio, termini chiave nell’OHS, anche se probabilmente non ci si aspetterebbe di trovarli in una 2 Ai fini di bistro, il gruppo di terminologi di Eurac Research ha adottato la definizione di Ulrich Heid e Rufus H. Gows, che intendono le collocazioni in senso ampio come «occorrenze ricorrenti di almeno due elementi lessicali, vincolate lessicalmente e/o pragmaticamente e in relazione sintattica diretta tra loro» (Heid, Gows 2006: 980). Rientrano in questa definizione gruppi composti da N + Adj, Adj + Adv, V + Adv, V + Nobj, Nsubj + V, N + Ngen, ecc. Poiché alcune di queste sono strutture tipiche di espressioni polirematiche che rappresentano concetti giuridici, ad es. N + Adj o N + Ngen, trattate secondo un approccio onomasiologico, le collocazioni in bistro sono prevalentemente gruppi V + N (Maganzi, Ralli 2010: 100–102). 18 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents una banca dati terminologica giuridica. Inoltre, molti di questi termini hanno definizioni scientifiche che non variano da un sistema giuridico all’altro e, pertanto, non è necessario effettuare un confronto giuridico. La legislazione incide su tutti gli aspetti della vita. Per questo motivo, non è raro che termini appartenenti originariamente ad altri ambiti diventino rilevanti dal punto di vista giuridico. Ad esempio, nel diritto di famiglia sono importanti le norme sulla “fecondazione artificiale”; alcune pratiche possono essere consentite o vietate (ad es. in Italia la “fecondazione eterologa” è stata vietata per oltre un decennio). Pertanto, bistro ha sempre contenuto una piccola quantità di terminologia originariamente pertinente ad altri ambiti, ma utilizzata nella legislazione, talvolta persino con una definizione giuridica specifica diversa da quella dell’ambito di origine. Lavorare sull’OHS significa confrontarsi con una grande quantità di termini di questo tipo, per cui è necessario decidere congiuntamente quando e come aggiungerli alla banca dati terminologica e come elaborare le voci. Come regola generale, abbiamo deciso di registrare, ove possibile, definizioni giuridiche e contesti d’uso tratti da testi giuridici per ciascun sistema giuridico considerato, così da trattare questi termini in modo coerente con il corpus principale della terminologia giuridica. I termini chiave dell’OHS vengono estratti soltanto da testi giuridici o amministrativi pertinenti, per evitare di addentrarsi in eccessivi dettagli tecnici. Le stesse regole si applicano alla parte tedesca delle voci per ciascun sistema giuridico considerato. Nonostante il timore di sovraccaricare bistro di terminologia tecnica e medica, le richieste di aggiungere nuovi ambiti sono state accolte, come nel caso dell’OHS, oppure sono in fase di valutazione, come nel caso dell’edilizia sociale. Ciò implica lavorare anche su terminologia non strettamente giuridica e porta a nuovi approcci, metodi di lavoro e gruppi di utenti. In futuro, bistro potrebbe aprirsi a molti altri ambiti e diventare una risorsa più generalizzata per l’italiano e il tedesco. CONCLUSIONI Il presente articolo offre una panoramica dell’evoluzione del lavoro terminologico giuridico per il tedesco in Alto Adige dalla Seconda guerra mondiale. Gli approcci metodologici al lavoro terminologico sono cambiati per migliorare la qualità linguistica e adattarsi alle nuove situazioni. Nel corso degli anni, il metodo della microcomparazione tra il sistema italiano e quelli di lingua tedesca è diventato un tratto distintivo del lavoro terminologico presso Eurac Research a Bolzano. Per i concetti giuridici italiani analizzati da un gruppo interdisciplinare di terminologi ed esperti di diritto, vengono fornite informazioni sui termini utilizzati in Alto Terminologija | 2019 | 26 19 Adige in lingua tedesca, ma anche sui concetti equivalenti esistenti in altri paesi di lingua tedesca (Austria, Germania e Svizzera). Una caratteristica peculiare del lavoro terminologico presso Eurac Research è che ogni termine viene assegnato chiaramente a uno o più specifici ordinamenti giuridici, riconoscendo così pienamente la natura sistemicamente vincolata della terminologia giuridica. In vista dello sviluppo della terminologia giuridica tedesca altoatesina, questo approccio consente di evitare un’eccessiva regionalizzazione della lingua giuridica e amministrativa locale, poiché, ogniqualvolta siano disponibili equivalenti stranieri accettabili, i termini corrispondenti possono essere adottati e utilizzati in Alto Adige. In un’ottica di cooperazione e commercio internazionali, favorisce notevolmente la comunicazione transnazionale tra l’Italia e i paesi di lingua tedesca. Anche il sistema online utilizzato per diffondere i risultati di questo lavoro, bistro, è stato completamente rinnovato per rispondere alle esigenze dei terminologi e degli utenti destinatari. Da un lato, ciò è stato fatto per stare al passo con lo sviluppo tecnologico. Dall’altro, l’obiettivo era fornire uno strumento intuitivo e facile da usare per la consultazione terminologica, dotato di funzioni di filtraggio avanzate, contesti espandibili, accesso a informazioni bibliografiche complete e una funzione di feedback. Quest’ultima rientra in una nuova politica che promuove una crescente interazione con gli utenti destinatari, siano essi singole persone o interi uffici e organizzazioni. Per agevolare il processo di produzione a chi redige testi e traduce, e fornire preziose informazioni linguistiche aggiuntive, diverse voci terminologiche in bistro contengono una sezione dedicata alle collocazioni giuridiche. Mentre le voci terminologiche sono elaborate secondo un approccio orientato al concetto, le collocazioni seguono un approccio orientato alla parola e si trovano alla fine della voce relativa al lemma in questione. Infine, su richiesta degli utenti, bistro si sta gradualmente aprendo a nuovi ambiti, come la salute e la sicurezza sul lavoro o l’edilizia sociale. Tali ambiti comprendono una quantità considerevole di terminologia tecnica, medica e di altre discipline scientifiche. Trattare questi termini mantenendo al contempo la coerenza con i metodi utilizzati per la terminologia giuridica costituisce una notevole sfida metodologica, che abbiamo cercato di risolvere adottando un approccio pragmatico. La lezione che abbiamo appreso attuando tutte queste innovazioni ed evoluzioni è che, per conservare la propria utilità, il lavoro terminologico deve adattarsi regolarmente ai cambiamenti giuridici, tecnologici e sociali. Metodi, strumenti e contenuti devono rispondere alle mutevoli esigenze degli utenti destinatari e favorire la diffusione della terminologia. 20 Elena Chiocchetti Terminology Work in South Tyrol: New Approaches, New Termbase, New Contents RIFERIMENTI NORMATIVI Legge costituzionale n. 5/1948 (Primo Statuto di autonomia). – Legge costituzionale del 26 febbraio 1948, n. 5 “Statuto speciale per il Trentino – Alto Adige”. Disponibile all’indirizzo: http://www.consiglio-bz.org/download/1.Statuto-di-Autonomia-1948.pdf [consultato il 19.08.2019]. Decreto del Presidente della Repubblica n. 670/1972 (Nuovo Statuto di autonomia). – Decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1972, n. 670 “Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino – Alto Adige”. Disponibile all’indirizzo: http://lexbrowser.provinz.bz.it/doc/it/dpr-1972-670/decreto_del_presidente_della_repubblica_31_agosto_1972_n_670.aspx [consultato il 19.08.2019]. 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Internete pateikiamoje teisės terminijos informacinėje sistemoje (http://bistro.eurac.edu/) kiekvienas terminas priskiriamas vienai ar kelioms konkrečioms teisės sistemoms ir taip parodomas sisteminis teisės terminijos pobūdis. Kuriant Pietų Tirolio vokiečių kalbos terminiją, toks sistemiškumas padeda išvengti per didelio vietinės teisės kalbos regioniškumo, nes kai tik galimi priimtini atitikmenys užsienio kalba, terminai gali būti adaptuojami ir vartojami Pietų Tirolyje. Šalims bendradarbiaujant ir prekiaujant, tai gerina tarpvalstybinius Italijos ir vokiškai kalbančių šalių santykius. Siekiant tenkinti tikslinių vartotojų poreikius ir reikalavimus, 2016 m. sistema bistro buvo iš esmės atnaujinta. Dabartinė apima teisines kolokacijas, tobulesnes filtravimo funkcijas, išplėstinį kontekstą, prieigą prie visos bibliografinės informacijos, grįžtamojo ryšio funkciją. Vartotojų pageidavimu įtraukiama naujų sričių, pavyzdžiui, profesinė sveikata ir sauga, o tai kelia nemažų metodologinių iššūkių. Kad terminologijos darbai ir toliau turėtų vertę, jie turi būti taikomi prie teisinių, technologinių ir visuomenės pokyčių. Taikomieji metodai, priemonės ir turinys turi atitikti kintančius tikslinių vartotojų grupių poreikius, skatinti terminijos sklaidą. Gauta 2019-08-19 Elena Chiocchetti Eurac Research Institute for Applied Linguistics Viale Druso 1, I-39100 Bolzano E-mail [email protected] Terminologija | 2019 | 26 2 3