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Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai

Jūratė Pajėdienė

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JŪRATĖ PAJĖDIENĖ Istituto di lingua lituana IL DISCORSO SCRITTO LITUANO: PRONOMI PARTICIPIALI CHE INDICANO IL DESTINATARIO PAROLE CHIAVE: discorso scritto, strategia dell’atto linguistico, pronomi participiali, definitezza, soggettività, intersoggettività. INTRODUZIONE Nel discorso scritto lituano contemporaneo rivolto a un destinatario diretto (lettere, comunicazioni, messaggi) si usano due varianti grafiche dei pronomi TU e JŪS che indicano il partner dialogico: accanto alla consueta scrittura Tu, Jūs, tradizionalmente definita uso stilistico delle maiuscole1, si trova anche la grafia non marcata dei pronomi che indicano il destinatario effettivo, cioè con la lettera minuscola. Va sottolineato che anche persone dotate di eccellenti competenze comunicative e linguistiche possono non evidenziare i pronomi tu, jūs (e le altre forme flesse di questi pronomi) che indicano il partner dialogico2. Si confrontino le frasi formulate da tali autori e la loro grafia nelle e-mail (corrispondenza personale dell’autrice), quando: a) il destinatario è una sola persona: (1) Potresti dare un’occhiata per vedere se anche tu riesci ad accedervi? (2) Tu cosa ne penseresti? 1 «Si scrivono con la maiuscola le parole con cui ci si rivolge con cortesia e rispetto a un’altra persona (nelle lettere, negli auguri, negli inviti, nelle richieste), per esempio: Jūs, Tu, Tamsta, Pone, Gerbiamasis, Sveikas, Bičiuli, Mielas(is) Drauge.» Questo è uno dei primi punti sull’uso stilistico delle maiuscole, citato dal KLKŽ; accesso online: http://www.xn--altiniai-4wb.info/files/kalba/K100/Lietuvi%C5%B3_kalbos_%C5%BEinynas._Did%C5%BEi%C5%BEi%C5%ABj%C5%B3_raid%C4%97%C5%BEi%C5%B3_ra%C5%B3ymas.KI1800.pdf (consultato il 01/12/2017). La fonte originale di questa citazione è la pubblicazione Lietuvių kalbos rašyba ir skyryba (Vilnius: Mokslas, 1992: 71). Le disposizioni aggiornate sull’ortografia e la punteggiatura, entrate in vigore il 03/07/1997 (approvate con la delibera n. 60 del 19 giugno 1997 della Commissione statale per la lingua lituana presso il Seimas della Repubblica di Lituania; la versione consolidata in vigore dal 04/06/2016 è consultabile online https://e-seimas.lrs.lt/portal/legalAct/lt/TAD/TAIS.41265/qkELNFgtVx), propongono l’uso consultivo della maiuscola, cfr.: «2.7. Le parole possono essere scritte con la maiuscola per ragioni stilistiche. // 2.7.1. Si possono scrivere con la maiuscola le parole con cui ci si rivolge con cortesia e rispetto a un’altra persona (nelle lettere, negli auguri, negli inviti, nelle richieste e simili), per esempio: Jūs, Tamsta, Pone; Tu, Pats, Sveikas, Bičiuli, Drauge, Gerbiamasis, Brangusis.» 2 Per la competenza comunicativa — la capacità di una persona, in quanto membro di una determinata comunità socioculturale, di servirsi adeguatamente di tutti i sistemi semiotici operanti in quella comunità (e dunque anche della lingua scritta) — e per un approfondimento del suo ambito specifico, la competenza linguistica, si vedano Hymes (1972); Lyons (1993: 573). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 2 (3) Stampiamo, ma se raggiungerà tutti i tuoi potenziali lettori spetta a te deciderlo. (4) Tra quelli selezionati ci sono anche due vostri articoli. b) il destinatario è costituito da più persone: (5) Care colleghe, vi auguro un Natale sereno e tranquillo! (6) Cari colleghi, vi chiedo di comunicare il vostro calendario delle ferie, se non lo avete dichiarato secondo la procedura comune. Casi di uso non coerente delle maiuscole e minuscole nei pronomi che indicano l’interlocutore si possono trovare nei messaggi pubblici pubblicati dai media, nei commenti e/o nelle citazioni riprese dai discorsi dei social network. Non di rado, nello stesso testo di un mittente, si alternano entrambe le varianti grafiche dei pronomi, cfr.: (7) In sintesi: <...> auguro a voi e alla vostra redazione luce, elevazione dello spirito e cultura. <...> Vi auguro fiori meravigliosi, ricordo sempre come un tempo desideravate coltivarli e donarli alle persone.3 (8) Grazie a tutti voi per il vostro senso civico e per le vostre reazioni.4 Per quanto riguarda i discorsi che rispecchiano lo stile epistolare5, è importante comprendere che gli interlocutori possono scegliere, per riferirsi l’uno all’altro, non solo strategie grafiche coincidenti, ma anche diverse6. I partecipanti a una conversazione scritta che scelgono entrambi la stessa strategia si indicano reciprocamente nello stesso modo; pertanto, qualsiasi scelta non crea problemi. La scelta asimmetrica delle strategie (un interlocutore indica l’altro con tu / voi scritto con la maiuscola, l’altro con la minuscola) non segnala soltanto modi diversi di scrivere queste parole, ma anche concezioni diverse del loro significato da parte degli interlocutori. Di conseguenza, in una situazione di comunicazione orale, interlocutori formalmente alla pari possono apparire nel discorso scritto come se si attribuissero a vicenda ruoli semantici diversi, poiché il destinatario è indicato in modo diverso 3 Consultabile online: https://www.15min.lt/naujiena/aktualu/komentarai/grazina-smigelskiene-atsakymas-vytautui-v-landsbergiui-500-884306 (consultato il 23/11/2017). 4 Consultabile online: http://www.delfi.lt/veidai/eteris/del-visuomene-supurciusio-laidos-pries-srove-siuzeto-pradetas-tyrimas.d?id=70170284 (consultato il 20/01/2016). 5 Sulla vicinanza della lettera alla comunicazione reale (la lettera ha sempre un destinatario concreto e mezzi espressivi orientati a tale destinatario, e il suo testo è sempre orientato anche al testo del destinatario: si tratta o di una risposta o di una provocazione), cfr. Čepaitienė (2010: 10). 6 Sulle strategie linguistiche degli interlocutori — costruttiva e distruttiva — e sul fatto che, in alcuni casi, quest’ultima sia svantaggiosa per il mittente, poiché «con la strategia distruttiva il mittente danneggerebbe innanzitutto i propri interessi», cfr. Zaikauskas (2002: 145, 147). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 3 La scrittura dei pronomi che indicano il destinatario veicola codici semiotici e atteggiamenti differenti. Alcuni mittenti scelgono Tu / Jūs, interpretando questa marcatura distintiva di qualsiasi persona che si trovi nel ruolo di destinatario come un segno spontaneo di rispetto per l’altro; altri non hanno più (o non hanno) l’abitudine di sottolineare, scrivendo, la peculiarità del destinatario indicato dal pronome (scelgono tu / jūs). Che quest’ultimo atteggiamento non possa essere ricondotto esclusivamente all’espressione del rispetto è dimostrato dalla possibilità di scegliere tale modalità di scrittura dei pronomi in un testo di condoglianze⁷, cfr.: (9) Condoglianze ai familiari e agli amici. Vi prego di rendere tutti omaggio con i vostri pensieri e sentimenti. Le commemorazioni e i testi in ricordo verranno più avanti. <...> Tuttavia, in ogni caso, Leonida, riposa in pace; noi porteremo a termine i tuoi lavori per quanto possibile, accoglieremo i tuoi amici e manterremo i rapporti. Mi dispiace moltissimo, moltissimo della tua scomparsa.8 Eppure esistono diverse possibilità interpretative. Nelle situazioni quotidiane di corrispondenza, ciò può creare tensione, poiché i diversi modi di scrivere i pronomi che indicano il destinatario di norma non vengono discussi neppure tra interlocutori abituali nella comunicazione scritta: chi codifica il proprio interlocutore con un pronome scritto con la minuscola «non si accorge» che il lettore, codificato in termini generali, dei suoi messaggi adotta una diversa strategia di scrittura dei pronomi; quest’ultimo non accenna al mittente che lo disturba il modo non distintivo di presentare le forme tu / jūs, ma segue coerentemente il modello abituale della lingua scritta, sperando che alla fine si tenga conto, come esempio appropriato, del modo in cui ha scritto le forme Tu / Jūs. Il modo in cui si designa il partner dialogico e la forma di tale designazione (non solo con nomi propri, ma anche con i pronomi che li sostituiscono) sono un dettaglio molto importante della comunicazione scritta⁹. E sebbene sia consuetudine esigere precisione nel pronunciare o scrivere nome e cognome, si tende a tacere sulle deviazioni dall’etichetta della lingua scritta lituana nella scrittura del pronome che indica il destinatario, poiché a livello di comunicazione personale ciò è percepito come un tabù fondato sulla buona educazione. Pertanto, questo articolo intende esaminare le tendenze attuali nella scrittura delle forme TU / JŪS, le loro cause, direzioni ed effetti, ossia la pragmatica dei pronomi partecipativi¹⁰ (poiché qualsiasi specifico 7 Sulle due funzioni delle condoglianze, quella informativa e quella emotivo-valutativa, e sul fatto che una caratteristica distintiva dell’elegia letteraria sia «l’apostrofe al defunto alla seconda persona singolare (<...> li univa il tuo amore per il teatro e per le persone)», cfr. Marcinkevičienė (2008: 173–175).8 Disponibile online: http://www.delfi.lt/news/daily/lithuania/mire-filosofas-l-donskis.d?id=72351034 (consultato il 21/09/2016).9 Secondo Vladimir Plungian, la posizione centrale degli elementi deittici nelle grammatiche delle lingue naturali permette di generalizzare che «la lingua è un sistema appositamente adattato all’interazione tra parlante e destinatario (in altre parole, alla comunicazione); questa è la sua funzione primaria e fondamentale sin dalla comparsa del sistema». (Plungian 2011: 72).10 Sulla pragmatica, intesa come insieme delle forme linguistiche, delle funzioni comunicative e della rete della loro realizzazione, cfr. Fillmore (1998: 385–386). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 4 un testo rivolto a un destinatario induce il suo ricevente a riflettere sulle intenzioni di chi gli scrive, in base al modo in cui esse si manifestano nel testo11) e a considerare le origini di questa grafia peculiare del pronome che indica il destinatario, nelle dediche dei più antichi monumenti della lingua lituana. 1. PRONOMI PERSONALI PARTECIPATIVI E I LORO MODELLI DI SCRITTURA I pronomi costituiscono una classe chiusa e ristretta di parole, ma multifunzionale. Il termine lituano, creato sul modello del corrispondente latino12, permette etimologicamente di concepire il pronome come un sostituto della parola che «prende il posto del nome». Il ruolo del pronome come sostituto o espressione deittica13 è legato al suo scarso contenuto semantico. Per i pronomi personali partecipativi14 ciò consente loro di svolgere i ruoli dei partecipanti all’atto linguistico: quello di parlante e quello di destinatario15. In certi casi, l’individuazione corretta di tali ruoli è agevolata da sintagmi nominali usati in apposizione accanto ai pronomi personali di prima e seconda persona, oppure dai vocativi (cfr. Bhat 2007: 3). Nel lituano standard si usano nove pronomi personali partecipativi: aš, tu, mes, mudu, mudvi, jūs, judu, judvi, tamsta (Rosinas 1996: 25). Quattro di essi, aš, tu, mes ir jūs, sono comunemente considerati fondamentali (cfr. Judžentis 2012: 113) (probabilmente16 perché nei testi la frequenza delle forme del duale mudu, mudvi, judu, judvi è molto inferiore a quella delle forme che indicano il plurale mes, jūs, poiché l’uso del duale richiede un contesto situazionale fondato sulla presenza o sull’attività di due persone17). Gli studi sociolinguistici mostrano che nella realtà i partner dialogici 11 Sui mezzi di espressione linguistica che rivelano il punto di vista soggettivo dell’autore e sulla funzione interpersonale del testo, cfr. Marcinkevičienė (2008: 35–36). 12 Plg. „vardo pakaitalą“ įvardijantį lotyniškąjį terminą prō-nōmen žr. Dixon (2009: 190). 13 Nelle lingue in cui il nome del termine suggerisce che i pronomi vadano definiti come sostituti del sostantivo (cfr. l’inglese pronoun), la sostituibilità non è il criterio più adatto per descrivere i pronomi di prima e seconda persona (cfr. Bhat 2007: 1–2). 14 Il termine pronomi partecipativi, introdotto nella linguistica lituana da Albertas Rosinas, descrive un gruppo di pronomi personali: quelli la cui realizzazione richiede un dialogo (cfr. Rosinas 1996: 24–25). 15 I pronomi personali (come i nomi propri) indicano un sostituto unico, ma non hanno di per sé significato (cfr. Lyons 2004: 22). 16 Sul duplice orientamento riscontrabile nelle descrizioni grammaticali riguardo alla categoria del numero nel lituano contemporaneo: quello tradizionale, che la considera binaria, e quello moderno, che include anche il duale nel sistema del numero del lituano contemporaneo, cfr. Roduner, Čižik-Prokaševa (2006: 74). La concezione della categoria del numero plurale nelle lingue che hanno il duale, illustrata da William Croft, aiuta a spiegare la realtà di una categoria del numero tripartita nel lituano contemporaneo: nelle lingue con il duale, la categoria del plurale è intesa come «più di due», mentre nelle lingue prive di duale è intesa come «più di uno» (cfr. Croft 2004: 141). 17 Anche le forme di caso del duale judu, judvi si scrivono in due modi (cfr.:<…> judu, Jūs e Kuzmickas, siete amici l’uno dell’altro. DLKT; Dopo molti anni, quando Judu vivevate con Vytautas a Druskininkai, arrivò da Mosca una sua zia. DLKT). Per quanto riguarda la grafia, va sottolineato che il destinatario del discorso diretto dovrebbe essere scritto in forma distintiva sia nel caso di Jūs, che indica il plurale (un gruppo di persone), sia nel caso di Judu / Judvi, che indica il duale (due persone). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 5 dei pronomi che indicano TU, JŪS nei discorsi contemporanei della lingua lituana standard (cfr. Girčienė 2009b: 214–215; 231). Nella tradizione scritta lituana è consuetudine scrivere in forma non distintiva il pronome che indica l’autore dell’enunciato (il mittente), mentre il pronome che indica la persona a cui ci si rivolge (il destinatario) si scrive con la maiuscola se il testo (o una sua parte) è indirizzato direttamente a tale persona. Questo modo di scrivere i pronomi viene generalmente trattato soltanto nei repertori delle regole ortografiche. Le descrizioni grammaticali della lingua ne illustrano la realizzazione morfologica, i significati e l’appropriatezza dei contesti d’uso18, ma quest’ultima è solo di rado collegata al modello ortografico19. L’attenzione al modo di scrivere i pronomi che indicano il destinatario compare soltanto in lavori linguistici più recenti: nel riepilogo delle ricerche (cfr. Marcinkevičienė 2004; 2008: 57; Girčienė, Kupčinskaitė-Ryklienė 2005) e/o nella presentazione di esempi secondo il criterio della scrittura distintiva20. Nella lingua lituana standard, il modello ortografico distintivo dei pronomi che indicano il partner dialogico Tu, Jūs è motivato da considerazioni stilistiche radicate in una lunga tradizione (ossia il rispetto e l’etichetta). A lungo tale modello ortografico è stato considerato normativo. La versione attualmente vigente delle regole ortografiche, che enuncia il principio «Le parole possono essere scritte con la maiuscola», è considerata una norma ortografica facoltativa (si veda la formulazione completa di tale principio e le date delle modifiche riportate nella nota 1 dell’articolo). Sullo sfondo di una norma che lascia libertà di scelta, la necessità di un modello ortografico distintivo per i pronomi che indicano il partner dialogico è evidenziata anche da un argomento grammaticale, relativo alla doppia possibilità di livello di definitezza di tu (e, più raramente, anche di jūs). 1.1 Origini della tradizione della marcatura distintiva del destinatario indicato dai pronomi participiali Le dediche degli antichi scritti lituani consentono di collegare l’uso della maiuscola nel pronome che indica il destinatario diretto a un modello della cultura scritta latina. Nelle dediche delle pubblicazioni lituane dei secoli XVI–XVII e nelle prefazioni del tipo reverendissimo, gli autori o curatori dei libri si rivolgono più spesso al protettore della pubblicazione con il pronome TU. Alcuni di questi autori scelgono di scrivere con la maiuscola 18 Per l’espressione delle relazioni interpersonali veicolate dai pronomi tu: jūs / tamsta cfr.: Valeckienė (⁴2006: 259); Rosinas (1996: 38–45); Judžentis (2012: 121); non si prestava attenzione al modello ortografico neppure nella presentazione degli esempi: per esempio, persino nel trattare l’uso di jūs, tamsta, gli esempi adottano la grafia non distintiva (cfr. Senkus 1963: 38; Kučinskaitė 1980). 19 Una di queste eccezioni è la grammatica della lingua lituana curata da Alfred Senn, nella quale si segnala che nelle lettere Jūs, Tamsta, Sveikas, Tu si scrivono con la maiuscola (cfr. Senn 1966: 60). 20 Pvz.: vienijo Tavo meilė (Marcinkevičienė 2008: 175); Norėjau Jūsų paklausti. (Plungian (vertė Jurgis Pakerys) 2011: 115). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 6 įvardžio formas. Taip, pavyzdžiui, lotyniškoje Punktų sakymų (SP I, 1629) dedikacijoje į vyskupą Eustachijų Valavičių kreipiasi Konstantinas Sirvydas, plg.: (10) P̄Erexigui operis partem, in magna mea imbecillitate, & affecta graviter Valetudine, Patriâ linguâ elaboratam, Tibi Illvstrissime Præsvl libens & venerabundus offero ac dedico. Hic qualificunq[ue] conatus meus, sinceram inprimis gregis Tui, quem dei annuente benignitate laudabiliter feliciterq[ue]; pacis, vtilitatem spectauit. SP I 2015: 20 (cfr. la traduzione di Reginos Koženiauskienės: Una piccola parte di un’opera modesta, scritta con cura nella lingua dei padri, pur essendo in cattive condizioni di salute e gravemente malato, la dedico e consacro con amore e rispetto a Te, illustrissimo Vescovo. Questo mio piccolissimo sforzo è rivolto innanzitutto al bene diretto del Tuo gregge, che per grazia di Dio pascoli lodevolmente e con successo. PrDe 294). ar į vyskupą Jurgį Tiškevičių – Giesmių tikėjimui katalickam priderančių (SG,1646) parengėjas Saliamonas Slavočinskis, plg.: (11) Ego verò inh[ic]e non rudi tantū labore sed & tēp[ore] ipso, Tui nominis immortalitati litauerim. SG1 IV10–13 (cfr. la traduzione di Reginos Koženiauskienės: Voglio celebrare il Tuo nome immortale non solo con un’opera imperfetta, ma anche con il tempo che vi ho dedicato. PrDe 308). Nelle dediche di quel periodo era frequente il riferimento al destinatario «tua illustrissima altezza»; il modo di scriverlo variava, cfr.: tuæ Illuſtriſsimæ celſitudini. SG1 IV14–15 (cfr. alla tua Illustrissima Altezza PrDe 308) e Illuſ[t]riſsimæ ac Reuerendiſsimæ Ceſ[it]udinis tua Deuotiſsim9 cliens SG1 V4–6 (cfr. il più umile cliente della Tua Illustrissima e Reverendissima Altezza si veda PrDe 308). Bet, pavyzdžiui, Baltramiejaus Vilento Evangelijų bei Epistolų (1579) dedikacijoje išskirtinai žymimas kiekvienas žodis, esantis kunigaikščiui Jurgiui Frydrichui skirtame kreipinyje, plg.: Tuæ Illuſtriſsimæ Celſitudini (Tavo Šviesiausiajai Kilnybei); Tuæ Celſitudini (Tavo Kilnybei) ar jo trumpiniai T. C. ar C. T. (plg. PrDe 81–82). Martyno Mažvydo parengta Gielme S. Ambraßeijauſ (GA, 1549) turi lietuvišką kreipimąsi-padėkojimą Ponui Sebastijanuy Perbanth, kuriame adresatas įvardijamas junginiu tavo Mylista (plg. tawa Militas) arba jo trumpiniais tawa M. ar T. M. (citatoje žvaigždute žymimos atstatytos formos): BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 7 (12) Ho capito che gli ascoltatori desiderano avere una melodia di Dio, quella che si chiama Te Deum laudamus. Perciò, dopo averla tradotta insieme alle altre*, l’ho fatta inviare in forma manoscritta e ho fatto aggiungere il tuo caro nome. Ora, mentre la invio, aggiungo una dedica al tuo caro nome* e, al posto del saluto, ti dono un uovo*, pregando umilmente che il tuo caro nome* accolga con cuore lieto questo piccolo dono. Vivi nell’amore di Dio. A Ragainė, il 3° giorno del mese di Kovas. Nell’anno della nascita di Dio. 1549. GA 217–28 Danielius Kleinas indicava con grande coerenza con la maiuscola i pronomi che designano l’interlocutore diretto, considerando proprio la scelta della loro grafia, e non la distinzione semantica tra TU e VOI, come un modo per esprimere rispetto verso un’altra persona. Cfr. nella dedica a Frydrichas Vilhelmas, principe, della Grammatica Litvanica (1653), i riferimenti scritti con la maiuscola Tawo e Jūsų (cfr., per esempio, QVæ Tuo, SERENISSIME ET POTENTISSIME SEPTEMVIR PrDe 332 O Illustrissimo e Potentissimo Elettore, Tawo... PrDe 376) e Sereniſima Veſtra Celſitudo PrDe 340 Vostra Altezza Serenissima PrDe 379). Nel compendio in lingua tedesca di questa grammatica, – COMPENDIUM LITVANICO-GERMANICUM, Oder Kurtze und gantz deutliche Anführung zur Littauſchen Sprache / wie man recht Littauſch leſen / ſchreiben und reden ſol. (K1C, 1564) (cfr. la traduzione del titolo di K1C fornita da Kazimieras Eigminas: Breve e chiarissima guida alla lingua lituana: come leggere, scrivere e parlare correttamente in lituano. PLKG 529), D. Kleinas presentò la paradigma della declinazione di TU, VOI, mostrando l’importanza di scrivere questi pronomi con la maiuscola; cfr.: Singolare. Nominativo [Tu] tu / Genitivo [Tawes] tuo / Dativo [Taw] a te / Accusativo [Tawe] te / Vocativo [ô Tu] o tu / Ablativo strumentale [Tawimi] con te / Locativo, [Tawije / eje] in te. K1C 469–16 Dualiter. Masch. N. Ac. V. [Iudu] voi due / Femm. [Iudwi] / Genitivo [jumu dwieju] di voi due / Dativo [jum dwiem] a voi due. K1C 4617–21 BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 8 Plurale. Nominativo [Ius | ihr / Genitivo [Iuſu] ewer / Dativo [Iu m u s / j u m s] euch / Accusativo [Ius] euch / Vocativo [ô Ius] ô ihr / Ablativo strumentale [Iu m i s] mit euch / Locativo, [Iuſuſe] in euch. KIC 4622–29 1.2. La questione della determinatezza dei pronomi personali La linguistica tipologica non trascura la questione della determinatezza dei pronomi personali e del loro rapporto con i nomi propri. I nomi propri hanno un referente, ma non un significato (senso) (cfr. Lyons 2004: 22); analogamente, anche una caratteristica essenziale del pronome è descritta come l’assenza di un contenuto semantico proprio (cfr. Siewierska 2004: 9). Tuttavia, sia i pronomi personali sia i nomi propri presentano le stesse caratteristiche grammaticali e pragmatiche delle espressioni definite (cfr. Dik 1997: 186). Nelle situazioni di parlato, il destinatario indicato dal pronome è caratterizzato da una determinatezza situazionale: è reale, manifesto e quindi facilmente identificabile. Nelle situazioni di comunicazione scritta, è possibile eliminare la suddetta mancanza di contenuto semantico contrassegnando in modo distintivo il pronome che indica il destinatario. 1.2.1. La determinatezza nelle frasi vocative Il paradigma di declinazione dei pronomi Tu, Jūs presente nel già menzionato Compendium di D. Kleinas è interessante non solo per l’ortografia, che attira l’attenzione, degli esempi, ma anche per le forme vocative ô Tu, ô Jus (si veda KIC 4614, 27). Nelle descrizioni grammaticali del lituano contemporaneo, seguendo la tradizione di associare il vocativo soltanto alla categoria del sostantivo,21 non viene indicato il vocativo dei pronomi (cfr. Valeckienė 1965: 640; 2006: 272, 273). Jonas Jablonskis spiegava l’assenza del vocativo nel paradigma di declinazione dei pronomi con la sua identità con il nominativo, cfr.: «qui le forme del nominativo fungono da vocativi» (Jablonskis (1997 [1922]: 50). Ma le forme TU, JŪS, identiche al nominativo, sono talvolta inevitabili nelle esclamazioni quotidiane, per esempio: (13) Ehi, tu, su, vieni qui! Sì, sì, tu! 21 Per maggiori dettagli su questa tradizione e sulla proposta di considerare tali forme come una categoria grammaticale distinta, si veda Judžentis (2012: 72–73). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 9 Tale uso dei pronomi tu (voi) nel parlato è solitamente legato all’imprevedibilità di determinate situazioni; perciò è spesso accompagnato da particelle che richiamano l’attenzione, inserti di lessico non normativo e/o appellativi dal significato denigratorio, cfr.: (14) Accidenti, hai bruciato le patate qui, eh, rospo. DLKT (Lingua parlata) (15) E tu, serpe, ci ha fregati di nuovo. (citato da Judžentis 2012: 72–73) (16) Ah, tu, incapace. DLKT (Pubblicistica) (17) Ehi, tu, potrei comprarti qualcosa da bere? DLKT (Pubblicistica) (18) Ehi, voi, talpe! Perché smuovete la terra e la sbriciolate?! DLKT (Pubblicistica) Ciò è caratteristico anche di altre lingue22. Gli studi tipologici richiamano l’attenzione sui vocativi come categoria grammaticale interessante ma non sufficientemente studiata (e pertanto prendono in esame la possibilità di assegnare il vocativo alla categoria del caso23); discutono inoltre i casi, nelle esclamazioni, di uso adiacente del pronome con un sostantivo o un sintagma nominale. Una simile unità prosodica, costituita da un pronome e da un appositivo, viene considerata come se fosse separata dalla frase, poiché i vocativi non sono inclusi sintatticamente o semanticamente nella struttura del predicato (cfr. Levinson 2005: 71). Secondo Christopher Lyons, nelle esclamazioni i pronomi personali svolgono la funzione di determinanti (che normalmente non è loro propria): ciò indica la determinatezza dei sintagmi nominali che svolgono la funzione di vocativo, poiché i vocativi, in quanto forme di allocuzione diretta, equivalgono a un riferimento alla seconda persona; pertanto, anche i vocativi costituiti da un pronome personale e da un appositivo devono esprimere determinatezza (cfr. Lyons 2004: 152). 1.2.2. Apposizione del pronome che indica il partner dialogico espressa da un appellativo Per determinare chiaramente le funzioni delle forme TU / VOI, il significato del pronome può essere precisato mediante un appellativo. Lo dimostra l’uso contiguo del pronome e di un nome proprio usato come appellativo, o di un sintagma nominale che lo sostituisce (cfr. la loro funzione di precisare e sottolineare il significato del riferimento deittico e di metterne in risalto l’importanza)24. Se è necessario precisare, l’appellativo 22Vladimir Sannikov sottolinea la caratteristica insolita, in russo, del vocativo accompagnato da un appellativo costituito dal solo pronome (ad es. Иди сюда, ты!) e considera molto più comuni le frasi in cui ты (вы) è accompagnato da un’apposizione attributiva (di solito con valore spregiativo, ad es. Иди сюда, ты, негодяй!), cfr. Sannikov (2008: 94). Anche in inglese i pronomi di seconda persona possono essere usati da soli (You, come here!) oppure con un sintagma nominale (You boys, follow me!) (cfr. Lyons 2004: 152). 23Secondo Vladimir Plungian, «la funzione appellativa (cioè l’indicazione del destinatario dell’atto linguistico), da una prospettiva tipologica, può essere inclusa nell’insieme dei significati universali dei casi», cfr. Plungian (2011: 168). 24Secondo Christopher Lyson, i nomi propri sono spesso definiti soltanto come descrizioni referenziali prive di significato; nel determinare il referente a cui rimandano, il contesto è molto importante, come nel caso di qualsiasi descrizione che sottolinei la specificità. Ma in realtà i nomi propri vengono usati come se BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 10 l’apposizione che funge da appellativo può comparire con qualsiasi caso di TU / VOI. Ciò dimostra che l’appellatività è associata a qualsiasi caso del pronome che indica il partner dialogico, cfr.: (19) È mai possibile che tu, Marija, arrivi a quest’ora <...> DLKT (20) Non ho intenzione di rimproverarti, Juliuk. DLKT (21) Grazie a te, dottore, per la premura, <...> DLKT (22) Che cosa ti ha sorpreso maggiormente, Šarūnai, durante la riorganizzazione della LKL? DLKT (23) In occasione del tuo bell’anniversario ti facciamo gli auguri, Danute, e ti auguriamo una felice festa [...] DLKT (24) Volevo solo parlare con te, Egle. DLKT (25) Ma quanta forza hai qui dentro, piccola mia: te la scioglieranno in un attimo <...> DLKT (26) Non è un caso che il libro che Lei, Gentile Lettrice / Gentile Lettore, tiene tra le mani si intitoli proprio così. DLKT (27) <...>la direzione scientifico-tecnica di questo progetto è una prerogativa Sua, professore. DLKT (28) Le auguro, Jolanta, grande successo nel lavoro, <...> DLKT (29) Con queste parole di un canto pasquale mi rivolgo a voi, lituani della regione di Kaliningrad, <...> DLKT (30) <...> nel secondo anno gli esperti dissero che noi con voi, egregi signori, non eravamo ancora maturi, <...> DLKT (31) <...> tuttavia siamo lieti che in voi, Maestro, lo schiavo cominci a lasciare il posto a un uomo che si rispetta. DLKT È evidente che occorre precisare il significato dei pronomi anche nei discorsi pubblici con un destinatario implicito (per esempio, nelle frasi (26) e (29)). In testi di questo tipo si trovano inserti nei quali l’autore cerca di descrivere tale destinatario implicito. In certi casi il pronome personale può fungere quasi da indicatore di determinatezza di un sintagma nominale (cfr. Lyons 2004: 27). Il noi inclusivo può svolgere diverse funzioni pragmatiche: può servire a coinvolgere il destinatario nell’argomentazione oppure a evitare di assumersi la responsabilità dei pensieri espressi; invece il voi usato dall’autore indica una relazione esclusiva e contribuisce a definire il ruolo situazionale (cfr. Šinkūnienė 2010: 130–132). Nei testi con un destinatario implicito, per esempio negli articoli giornalistici in cui è inserita un’apostrofe che descrive il lettore, il modo di scrivere il pronome sarebbe assolutamente univoco (poiché l’unicità di un nome proprio è legata alla determinatezza), cfr. Lyons (2004: 21). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 11 può attenuare (si veda la frase (32)) oppure, al contrario, rafforzare l’impressione di distacco dal destinatario25 (si veda la frase (33)), cfr.: (32) E anche a voi, cari connazionali, prima di leggerlo, vi suggerisco di procurarvelo.26 (33) A voi, lituani, piace questo atteggiamento di Karbauskis?27 Nel descrivere l’uso dei pronomi participiali nei discorsi scritti è necessario distinguere in base al grado di conferma del destinatario, cfr. l’opposizione reale: implicito (si veda Levinson 2005: 72). In un’apostrofe diretta, il contesto che precisa il significato del pronome personale può essere fornito anche nella frase immediatamente successiva. In tal caso, una porzione più ampia del testo dovrebbe essere subordinata a esso, per esempio: (34) Vorrei chiedere al controllore del Seimas della Repubblica di Lituania perché non se ne è parlato non solo adesso, ma anche per molti anni? Qual è il risultato della vostra indagine?28 È comprensibile che, in una domanda formulata in circostanze simili, il lettore si aspetti una grafia distintiva del pronome che rimanda a una persona specifica. Nei sottotipi di discorso con soggetti e oggetti dell’atto di rivolgersi diversi, il modo di scrivere i pronomi permette di distinguere il lettore del testo (ossia il testimone del segmento testuale che contiene una domanda diretta con un destinatario) dal destinatario bersaglio29, al quale viene posta la domanda e che è il vero destinatario di un determinato segmento testuale; si confronti l’unica lettura consentita dalla versione della frase (34): (34a) Vorrei chiedere al controllore del Seimas della Repubblica di Lituania <...> Qual è il risultato della Sua indagine? 25 Per le posizioni dell’autore del testo rispetto agli argomenti descritti e ai lettori, nonché per le strategie adottate (coinvolgimento, distanza emotiva o neutralità), si veda Marcinkevičienė (2008: 53). 26 Disponibile online: https://www.delfi.lt/pilietis/voxpopuli/atsibodo-mediku-dejones-nustokite-isivaizduoti-esantys-svarbesni-nei-kitu-profesiju-atstovai.d?id=76319361 (consultato l’11/11/2017). 27 Disponibile online: http://www.delfi.lt/news/ringas/lit/r-valatka-laiskas-kaledu-seneliui-ka-cia-dar-uzdraudus-lietuviams.d?id=73203746 (consultato il 18/12/2016). 28 Disponibile online: https://www.delfi.lt/news/ringas/politics/robertas-sar(k)n(i)ckas-sepetukas-ranksluostis-ne-renkuosi-zmogu-kuris-isklauso.d?id=76361755 (consultato il 19/11/2017). 29 Apie šiuos vaidmenis žr. Levinson (2005: 68). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 12 1.2.3. Riferimento a significato indefinito oppure neutralizzazione del significato individuale di tu / voi Il pronome tu può riferirsi non soltanto a un individuo concreto che è l’interlocutore, ma anche essere usato come pronome generalizzante, cioè esprimere un riferimento di significato indefinito (cfr. Haspelmath 2000: 11). Nella linguistica lituana questo fenomeno è descritto come uso in senso generalizzato (cfr. Valeckienė 1965: 668), come neutralizzazione del significato individuale di tu (cfr. Rosinas 1996: 26) oppure come caso di metafora grammaticale (cfr. Judžentis 2012: 114). In tal caso, tu, che nei contesti usuali ha la proprietà di indicare un’altra persona distintiva, assume la semantica del sostantivo žmogus (‘persona’) e diventa una parola che offre il riparo della generalità (e si scrive solo con l’iniziale minuscola). Questo tu generalizzato è scelto più spesso dal mittente per evitare di riferirsi a sé stesso e/o quando è necessario descrivere le situazioni nel modo più universale possibile, ad esempio: (35) <...> non fa alcuna differenza essere di una grande città oppure no. <...> Non è il luogo a definire la ristrettezza della tua prospettiva.30 I modelli frasali formati con il tu generalizzante più standardizzati in lituano sono facilmente riconoscibili. Il loro nucleo è costituito perlopiù da forme al presente o al futuro dei verbi padaryti, pasakyti, parašyti e simili, negate con i prefissi ne-, be- o mediante domande divenute formule con un’intonazione particolare (che sottolinea la disperazione della situazione); in esse, il significato generalizzante del pronome tu è spesso precisato dall’apposizione žmogus (‘persona’) o dal vocativo žmogau (‘uomo’) o Dieve (‘Dio’), cfr.: (36) La banchisa galleggia, e che cosa vuoi farci, puoi, se vuoi, soltanto ammirarla. DLKT (37) Gli uomini diventano sfacciati, e che cosa puoi farci. DLKT (38) <...> che sono tempi difficili, che cosa potrai mai riscrivere qui, Dio, quando il teatro della vita è così <...> DLKT (39) È abituato a una vita del genere, e digli pure quello che vuoi. DLKT (40) Ma che importa? Affannati pure, uomo, quanto vuoi, e la vita, come non è migliorata, così non... DLKT Il tu con riferimento indefinito (e, più raramente, anche il jūs di cortesia) è usato anche in frasi che non seguono un modello così standard. Per costruirle si ricorre alle stesse risorse universali 30 Disponibile online: https://zmогnes.lrytas.lt/tv-antena/2017/11/25/news/audrius-bruzas-apie-alkoholi-tai-vykdavo-iki-nuomoto-buto-uzliejimo--3646238/?utm_source=lrExtraLinks&utm_campaign=Copy&utm_medium=Copy (consultato il 25/11/2017). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 13 regole relative a una specifica espressione dei rapporti temporali, che trasmette un significato generalizzante31: il pronome personale acquisisce un significato indeterminato quando descrive situazioni assegnate alla categoria irrealis32, per caratterizzare le quali si sceglie una polarità negativa (espressa ricorrendo a una proposizione subordinata / domanda / standard di confronto che evidenzia la condizionalità della situazione e/o a una negazione (non) diretta) e una scelta libera (cfr. Haspelmath 2000: 52; 64). Cfr. le frasi in cui il referente delle forme tu / voi indeterminate emerge attraverso un verbo al presente (futuro) (con connotazione negativa), che descrive il carattere generalizzante, ossia non fattuale, dell’azione, oppure attraverso una proposizione condizionale o temporale, ad es.: (41) Questa era l’impostazione: pubblicazioni, conferenze all’estero. Se non attraversi il confine, la tua pubblicazione non sarà conteggiata ai fini della valutazione.33 (42) Più precisamente: emerge una tipologia di reato, un’accusa che distrugge automaticamente la vostra esistenza sociale, indipendentemente dalla sua fondatezza, mentre il vostro tentativo di difendervi diventa automaticamente un altro reato: «colpevolizzazione della vittima» <...>.34 (43) Provate voi stessi ad analizzare in dettaglio un autore del genere mentre tremate di paura durante un esame: e se non piacete al valutatore, se pensate in modo sbagliato...35 (44) Se in effetti comprate un capo d’abbigliamento, ma non vi sembra così bello, lo restituite; in seguito vedete che è in promozione e decidete che a quel prezzo potete ormai comprarlo, perché i difetti non sembrano gravi: in tal caso, tutto è moralmente corretto.36 (45) La maggior parte delle persone dice che il mio ultimo libro, «Lettere a Elzė», parla di bullismo. Parla altrettanto del sentirsi soli quando chi ti sta intorno non ti ascolta, gli adulti liquidano i tuoi problemi come irrilevanti e da ciò derivano molte altre difficoltà.37 31 Sull’importanza di comprendere i rapporti espressi dai tempi verbali e sulla possibilità di notare inconsapevolmente le peculiarità espressive di queste forme grammaticali, cfr. Smith (2001: 194). 32 Sulla connessione tra il significato di irrealis e l’evitamento di implicazioni fattuali o presupposizioni, si veda Holvoet, Pajėdienė (2004: 90). 33 Disponibile online: https://www.delfi.lt/news/ringas/politics/s-tumenas-good-bye-lituanistika.d?id=76277309 (consultato l’08/11/2017). 34 Disponibile online: https://www.delfi.lt/news/ringas/lit/nida-vasiliauskaite-kaltumo-prezumpcija.d?id=76335685 (consultato il 23/11/2017). 35 Disponibile online: https://www.delfi.lt/news/daily/education/destytoja-apie-lietuviu-kalbos-ir-literaturos-brandos-egzamina-kur-cia-dangus-griuva.d?id=76449667 (consultato il 26/11/2017). 36 Disponibile online: https://www.delfi.lt/verslas/mano-eurai/prasideje-is pardavimai-ikvepe-atskleide-gudrybe-kaip-isleisti-maziau.d?id=76455979#cxrecs_s (consultato il 24/11/2017). 37 Disponibile online: https://www.alfa.lt/straipsnis/50141609/ministro-pirmininko-patareja-svietimui-kaunaite-vienas-blogiausiu-keliu-yra-vaiku-suskirstymas (consultato il 19/02/2017). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 14 2. POSIZIONE DEL DESTINATARIO 2.1. Su cosa basarsi: sulla soggettività o sull’intersoggettività nel discorso? Tradizionalmente si è soliti considerare il pronome aš come egocentrico38. Secondo Ronald W. Langacker, quando si parla di pronomi personali occorre concentrare soprattutto l’attenzione sulla soggettività fondata sui rapporti reciproci tra i partecipanti al dialogo, in altre parole sulla loro intersoggettività discorsiva (cfr. Langacker 2007: 185): la comprensione reciproca è assolutamente essenziale nei rapporti tra i referenti designati dai pronomi aš e tu, mentre l’essenza dell’intersoggettività può essere descritta come la comprensione dei pensieri dell’altro e del loro significato (Langacker 2007: 182). Si può supporre che, spostando l’attenzione dall’egocentrismo dell’aš (che può essere enfatizzato persino nell’esporre gli aspetti ortografici delle formule di appellativo39) alla comunicazione fondata sulla comprensione reciproca tra aš e tu, cambierebbero anche dettagli della comunicazione scritta (considerati irrilevanti da alcuni), come il modo di scrivere il pronome che designa il destinatario diretto. Anche l’egocentrismo dell’aš può rivelarsi utile, poiché l’autore che compone il testo sa sempre che cosa e come vuole dire e che cosa debbano significare le forme delle sue espressioni e la loro modalità di scrittura40. Nei dialoghi i ruoli di aš e tu41 si scambiano continuamente, perciò è opportuno comprendere i fattori che determinano la scelta delle forme tu e jūs, nonché gli argomenti a sostegno dello speciale modello ortografico di questi pronomi (non solo sul piano dell’alfabetizzazione elementare, ma anche su quello semantico e pragmatico). Nella tradizione scritta lituana è consuetudine mettere in risalto l’eccezionalità dell’interlocutore designato dal pronome partecipiale. In questo modo si manifesta un atteggiamento verso l’altra persona fondato sulla comprensione reciproca. Nella corrispondenza diretta, le forme declinate di Tu / Jūs, scritte in modo distintivo, diventano un sostituto di valore equivalente a un nome proprio. Anche Tu / Jūs, quando sono scritti in modo distintivo, acquisiscono un ulteriore valore contenutistico positivo. Questa grafia fornisce al destinatario informazioni sul mittente, presentandolo come un comunicatore responsabile. Quando si parla di valori, può sorgere la questione delle possibilità 38 Cfr.: «Nella lingua standard lituana <...> il mittente è la persona centrale dell’atto comunicativo, dal cui punto di vista vengono valutati i rapporti con il destinatario e con altre persone <...>. Per questo il pronome aš è chiamato egocentrico» (Rosinas 1996: 26). 39 Cfr. una formulazione fondata sull’egocentrismo, in cui una situazione di rivolgersi a un’altra persona formulata in modo neutro viene riformulata, enfatizzando pragmaticamente il rivolgersi a una persona importante per noi, cfr.: «Per ragioni stilistiche, scriviamo le iniziali maiuscole r i v o l g e n d o c i a u n a p e r s o n a i m p o r t a n t e p e r n o i in dichiarazioni, richieste e lettere» (Vasiliauskienė 2002: 36). 40 Cfr.: «Quando sceglie il pronome partecipiale della sfera del destinatario, il mittente ha già chiara la caratterizzazione sociale del destinatario» (Rosinas 1996: 40). 41 Sull’alternanza dei ruoli (funzioni) di soggetto e oggetto svolti da aš e tu, sulla loro incompatibilità e armonia, si veda Langacker (2007: 184–185). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 15 manipolare tale valore aggiuntivo42. Ma se il sistema ortografico lituano in uso43 riconosce tradizionalmente la marcatura distintiva del destinatario designato dal pronome, allora proprio il mancato rispetto di tale marcatura nella comunicazione scritta diretta può essere inteso come una forma di manipolazione: scrivere i pronomi con la minuscola quando ci si rivolge direttamente a un’altra persona può essere percepito come una neutralizzazione dell’eccezionalità della persona designata da quel pronome. 2.2. Varianti di scrittura dei pronomi scelti dai mittenti I pronomi participiali svolgono sia la funzione deittica della persona sia quella dello status sociale (cfr. Levinson 2005: 72). È probabile che alcuni aspetti della concezione di queste funzioni non siano compresi allo stesso modo da tutti. La varietà di punti di vista rende possibili tre varianti di scrittura di TU / JŪS, che designano il partner di un dialogo scritto, nel discorso scritto lituano. Ciò consente di distinguere tre tipi di mittente: 1) Il mittente rispetta l’etichetta della lingua scritta: scrive con la maiuscola le forme dei pronomi Tu / Jūs che designano il destinatario; 2) Il mittente sceglie le forme non marcate tu / jūs (probabilmente solo perché non è abituato a evidenziare graficamente la particolarità del pronome che designa il destinatario); 3) Il mittente rispetta solo in parte l’etichetta linguistica: sceglie di scrivere il pronome con la maiuscola quando si rivolge a Jūs, mentre la forma singolare designa il destinatario con tu scritto con la minuscola44. Il mittente del terzo tipo può essere riconosciuto leggendo lettere scritte a persone diverse (esempi di questo tipo si possono trovare nelle pubblicazioni di lettere private), oppure lettere rivolte a destinatari diversi (si veda il brano tratto da una lettera pubblica riportato nell’esempio (46)) e lettere pubblicitarie, nelle quali, in uno stesso messaggio e/o nella relativa lettera di accompagnamento, per designare il medesimo destinatario vengono scelte sia la forma tu sia la forma Jūs (si veda l’esempio (47))45, cfr.: (46) Jūs, Audriau Bačiuli, che ieri sera scrivevi con orgoglio che <...>. Ancora un anno fa <...> spesso La difendevo davanti al mio collega più giovane, per il quale la Sua persona era ripugnante. Dicevo che la Sua opinione era importante e che, a prescindere dal Suo tono e dalle Sue parole, bisognava ascoltare attentamente ciò che diceva. <...> // <...> E tu, Šarūnai 42 Per i valori del contenuto, le loro trasformazioni e la loro manipolazione nella sintassi narrativa, si veda Greimas (1989: 165). 43 Secondo Simas Karaliūnas, «sarebbe errato ritenere che la comunicazione sia la somma di azioni individuali. <...> L’individuo non inventa il proprio sistema di comunicazione: entrando nella società, lo trova già <...> funzionante» (Karaliūnas 2008: 101). 44 Il singolare tu e la forma di cortesia Jūs denotano relazioni gerarchiche verticali (cfr. Marcinkevičienė 2004: 62). 45 Per i casi immotivati «in cui nella stessa pubblicità vengono usate sia le forme singolari sia quelle plurali per rivolgersi al destinatario», si veda Girčienė, Kupčinskaitė-Ryklienė (2005: 228). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 16 Bartai. Come la conclusione di «Namai» al terzo anno di corso mi aveva colpito. <...> Koršunuovas aveva torto. Non dovrai aspettare il Purgatorio. <...>46 (47) Sii la prima a provarlo: le migliori novità DROGAS ti aspettano già! <...> // <...> Questa e-mail Le è inviata da UAB Drogas <...>47 Il modo in cui gli emittenti del terzo tipo hanno scelto di scrivere i pronomi che indicano il destinatario è probabilmente riconducibile non soltanto a determinate convinzioni etiche48, ma può essere determinato anche dalla tradizionale descrizione, nelle grammatiche lituane, dei significati di tu: jūs, basata sull'opposizione tra rispetto e familiarità49 (cfr. la connotazione negativa del significato dell'aggettivo familiarus50), piuttosto che a strategie di cortesia basate sulla distanza e sul contatto (cfr. Girčienė 2009b: 214–215). La scelta di non contrassegnare i pronomi che indicano un destinatario non specifico potrebbe essere stata incentivata anche dalle descrizioni dell'espressione delle più comuni funzioni interpersonali mediante i pronomi (quando una tendenza d'uso51 viene riformulata come un'autorizzazione52), oppure da una regola ortografica formulata in modo alquanto impreciso riguardo ai pronomi e ad altre forme di appellativo che indicano il destinatario53. 2.3. Espressione indiretta della posizione dell'emittente o punto di vista di terzi Parlando dell'ortografia dei destinatari indicati mediante pronomi partecipiali, è importante prestare attenzione anche alla loro grafia nella letteratura, negli intertesti della letteratura linguistica e nelle interviste 46 Disponibile online: https://www.15min.lt/vardai/naujiena/lietuva/paules-bocullaites-vyras-karolis-kaupinis-viesas-laiskas-visiems-kuriems-rupi-1050-882088 (consultato il 16.11.2017). 47 Fonte [email protected] e-mail del 15.02.2017. 48 Sulla stilistica etica e sul fatto che «i valori etici dell'emittente sono ben riconoscibili da una determinata espressione linguistica e stilistica», cfr. Koženiauskienė (2013: 94). 49 Cfr. Dabartinėje lietuvių kalbos gramatikoje la descrizione di tu, associato a «una sfumatura di appellativo familiare» e a modi bruschi, e la descrizione dell'ambito d'uso di jūs nel significato di «tu»: «rivolgendosi a una persona sconosciuta o poco conosciuta, più anziana e rispettata, nonché a una persona conosciuta in contesto ufficiale» (Valeckienė 2006: 259). Una distinzione analoga tra tu, che esprime familiarità, e jūs, che esprime rispetto e formalità, è evidenziata anche in studi più recenti (cfr. Judžentis 2012: 124). Rosinas classifica il plurale jūs, usato al posto del singolare tu, e il pronome tamsta tra i «pronomi di valutazione soggettiva» (Rosinas 1996: 38). 50 Cfr. la definizione del significato di familiarùs, -i: «troppo disinvolto, senza ritegno». Disponibile online: http://www.lkzd.lki.lt/Zodynas/Visas.asp (consultato il 30.11.2017). 51 Cfr. la formulazione neutra sull'uso dei pronomi nei testi appellativi: «<...> di norma ci si rivolge al lettore alla seconda persona singolare o plurale – tu, Jūs o jūs» (Marcinkevičienė 2004: 60). 52 Cfr.: «Pertanto, nella pubblicità, per raggiungere il pubblico più ampio possibile e, al contempo, influenzare ogni individuo singolarmente, ci si può rivolgere al destinatario alla seconda persona <...> in tre modi: con la forma singolare, con il plurale di cortesia e con il plurale neutro. Simbolicamente, questi modi di rivolgersi al destinatario si potrebbero scrivere così: tu, Jūs e jūs.» (Girčienė, Kupčinskaitė-Ryklienė 2005: 221). 53 Cfr., per esempio, la stessa Interaktyvi lietuvių kalbos, literatūros (kultūros) ir Lietuvos istorijos mokymosi šaltinių duomenų bazė citata nella nota 1: il sito www.šaltiniai.info propone anche una formulazione diversa, che disciplina l'uso stilistico delle maiuscole e che può essere interpretata come un'autorizzazione nei casi eccezionali; cfr. «È consentito l'uso stilistico delle maiuscole quando si esprime un rispetto particolare o ci si rivolge cortesemente a qualcuno (Jūs, Tu, Gerbiamasis, Motina, Tėvyne...)». Disponibile online: http://www.xn--altiniai-4wb.info/index/details/565 (consultato il 18.11.2017). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 17 nelle trascrizioni e simili. In letteratura l’autore può concedere maggiore libertà, offrendo diverse possibilità di scrittura al mittente divenuto personaggio letterario (ma ciò dovrebbe comunque essere legato a obiettivi specifici, che rivelino un modello particolare di etichetta linguistica del personaggio concepito). Sullo sfondo della cultura scritta lituana appaiono più convincenti i testi o gli intertesti di narrativa scritti nella forma epistolare, nei quali si rispetta il requisito stilistico fondamentale di questo genere: indicare con la maiuscola i riferimenti al destinatario diretto (nomi propri, formule di appellativo speciali, pronomi participiali). È difficile non avvertire la mancanza della grafia distintiva dei pronomi che indicano il partner del dialogo nelle opere di narrativa e nelle loro traduzioni, che distinguono graficamente vari livelli intertestuali e, dunque, anche le lettere in essi presenti. Per esempio, nelle versioni lituane di due libri di Haruki Murakami si sono adottate strategie diverse per la grafia del pronome che indica il destinatario della lettera. Queste scelte sono legate sia all’atteggiamento personale del traduttore del testo e/o del redattore, sia alla loro comprensione dell’espressione della cortesia nella lingua di partenza. Nelle lettere contenute nella raccolta di racconti Dramblys pradингsta (traduzione dal giapponese), la scelta di una resa grafica distintiva del pronome che indica il destinatario consente di interpretarla come un naturale riflesso dell’etichetta della cultura giapponese54, ad es.: (48) <...> per quasi tutta questa settimana ho continuato a provare e riprovare a scriverLe una lettera. MDramPr 68. Negli intertesti epistolari del romanzo Prisukamo paukščio kronikos (traduzione dalla fonte intermedia in inglese) si segue il modello ortografico inglese, che non distingue graficamente i pronomi participiali che indicano il destinatario55. È difficile collegare la scelta di questo modello alla particolare sensibilità per l’etichetta tipica della cultura giapponese (soprattutto dopo aver letto la nota del narratore, che descrive il mittente della lettera come un profondo conoscitore dell’etichetta56); si confronti la frase con il pronome «voi» che indica il destinatario, ma non è distinto graficamente: (49) Pur comprendendo benissimo quanto sia sfacciato da parte mia imporvi un peso del tutto indesiderato, desidero tuttavia sottolinearvi che, mettendomi a scrivere questa lettera, perseguo un unico obiettivo <...> MPrPK 209. 54 Sui diversi livelli di sensibilità alla cortesia nelle varie lingue nella scelta dei pronomi personali, e su come questi livelli si manifestino in lingue come il giapponese (che esprime la cortesia tramite le forme verbali) e l’inglese (i cui pronomi sono del tutto neutri rispetto alla cortesia), cfr. Plungian (2011: 79). 55 Benché si rispetti la distinzione tipica del lituano tra tu e jūs, si confronti l’indicazione di una distanza ravvicinata dal destinatario della lettera mediante il pronome tu: Avrei intenzione di scriverti molto prima e spiegarti tutto per bene, ma il tempo passava <...> MPrPK 271. 56 Cfr. la nota del narratore sullo stile di scrittura dell’autore di questa lettera: «Si vede a occhio nudo: il tenente Mamiya conosce le sottigliezze dell’etichetta come le proprie tasche.» MPrPK 209. BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 18 Anche nella pubblicistica, nelle trascrizioni di interviste o di altri dialoghi e dei loro inserti, emerge chiaramente il punto di vista di terzi sulla grafia dei pronomi TU / JŪS che indicano il destinatario; cfr.: (50) Ha detto che gli adolescenti Le scrivono lettere sui libri, Le raccontano i loro problemi: di cosa parlano?57 (51) Anche la presidente non partecipa a questi giochi di cortile. Come lo spiega?58 (52) «Condividete ciò che hanno registrato le vostre dashcam, voi che vi trovate nei pressi di Elektrėnai o sul lato di Kėdainiai; stiamo verificando tutto, le ricerche sono intense», ha dichiarato D. Žukauskas a DELFI.59 (53) Il tribunale Le ha già riconosciuto un assegno di mantenimento per sua figlia?60 Nelle situazioni in cui si scrivono o si trascrivono (stenografando, traducendo) discorsi rivolti a destinatari diretti, cioè a persone reali e specifiche, il rispetto o meno delle convenzioni della lingua scritta indica l’atteggiamento non della fonte primaria — il parlante, il mittente — bensì della persona che redige la trascrizione. Nelle trascrizioni di interviste dal vivo prive di indicazioni su chi ha preparato il testo, agli occhi del lettore la persona che ha condotto l’intervista può essere identificata con chi ha redatto il testo. CONCLUSIONI L’uso dei pronomi personali è inscindibile dalla concezione stessa della categoria della persona e dal contenuto pragmatico di tale categoria. La marcatura distintiva del pronome participiale che indica il destinatario diretto in lingua lituana è legata a una tradizione secolare, attestata già nelle più antiche pubblicazioni lituane, ed è regolamentata nelle norme ortografiche del lituano contemporaneo come segno di buona scrittura o di etichetta linguistica. Nella tradizione scritta lituana è consuetudine sottolineare la distinzione dell’interlocutore indicato dal pronome participiale. In questo modo si manifesta un atteggiamento verso l’altra persona fondato sulla comprensione reciproca. Nella corrispondenza diretta, le forme declinate di Tu / Jūs scritte con la maiuscola diventano un sostituto dotato di un valore equivalente a quello di un nome proprio. Questa grafia comunica al destinatario che il mittente è un comunicatore responsabile. 57 Disponibile online: https://www.alfa.lt/straipsnis/50141609/ministro-pirmininko-patareja-svietimui-kaunaite-vienas-blogiausiu-keliu-yra-vaiku-susikirstymas (consultato il 19/02/2017). 58 Disponibile online: https://lietuvosdiena.lrytas.lt/aktualijos/2017/11/20/news/atvirai-apie-tai-kur-veda-r-karbauskio-ir-a-verygos-sielu-giminyste-3582104/?utm_source=IrExtraLinks&utm_campaign=Copy&utm_medium=Copy (consultato il 20/11/2017). 59 Disponibile online: http://www.delfi.lt/news/daily/crime/antra-para-ieskoma-dingusios-merginos-plunges-policija-abejoja-ar-galejo-buti-pagrobta-del-iespirkos.d?id=73960354 (consultato il 07/03/2017). 60 Disponibile online: https://www.delfi.lt/veidai/zmones/karaliaunaites-vyras-neistvere-dave-atvira-interviu-apie-kova-del-dukros-ir-dainininkes-problemas.d?id=76345823 (consultato il 15/11/2017). BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 19 Il mittente scrive un messaggio a un destinatario specifico perseguendo determinati obiettivi pragmatici e, naturalmente, desiderando essere compreso correttamente. In base alla tradizione scritta e alla codificazione della lingua lituana, in qualsiasi discorso scritto rivolto a un destinatario reale e specifico, i sostituti di tale destinatario espressi in qualunque forma linguistica sono contrassegnati in modo distintivo: si scrivono con la maiuscola non solo il nome e il cognome della persona, ma anche i vocativi di cortesia che li sostituiscono (per es., Ponia, Pone, Jūsų Ekscelencija, Direktoriau,...), le forme sostantivali al vocativo che indicano un ruolo personale stabile o situazionale (per es., Mokytojau, Teta, Dėde, gerbiamas Kolega...), le denominazioni dei familiari più stretti, soprattutto quelle la cui sostituzione con un appellativo espresso tramite un nome proprio sarebbe possibile solo come manifestazione d’ironia (cfr. l’ambito d’uso degli appellativi Mamyte, Tėti, Močiute, Seneli e le possibilità di sostituirli con un nome proprio) e, naturalmente, qualsiasi forma declinata del pronome Tu / Jūs che indichi un’altra persona specifica (o un gruppo di persone) in qualità di destinatario. Nei testi con un destinatario diretto, la distinzione grafica tra Tu e tu o tra Jūs e jūs non è così irrilevante come potrebbe sembrare a prima vista: 1. Il mancato rispetto di questa distinzione grafica indica che si ignora un modello di comportamento consueto nel sistema di scrittura della lingua lituana. 2. Quando il destinatario diretto è indicato con tu / jūs scritto senza distinzione, viene violato il principio di informatività, poiché il lettore del messaggio deve stabilire se tale grafia si riferisca alla sua persona o esprima un riferimento generico a una persona. 3. Una grafia del pronome che indica il destinatario e non sottolinea l’individualità della persona non aiuta il mittente a raggiungere i propri obiettivi pragmatici. Il modello di scelta della forma non marcata tu / jūs nella corrispondenza diretta è poco costruttivo e può quindi avere determinate conseguenze (il destinatario ha motivo di pensare che si tratti di una deliberata inosservanza dell’etichetta linguistica). Di recente, le trascrizioni (riscritture) dei discorsi diretti che si trovano nei media e nei testi pubblicitari suscitano un’impressione piuttosto favorevole: si nota la tendenza a sottolineare la distinzione del destinatario scrivendo con la maiuscola le forme del pronome participiale Tu / Jūs che lo indicano. È probabile che tale tendenza si manifesti anche nella corrispondenza quotidiana. ŠALTINIAI DLKT – Dabartinės lietuvių kalbos tekstynas. Prieiga internete: http://tekstynas.vdu.lt/tekstynas. GA – Martynas Mažvydas Giesmė S. Ambraziejaus bey S. Augustina... Karalauczuy 1549. Parengė P. U. Dini, 1996; e. versija J. Gippert 2012. Prieiga internete: http://titus.uni-frankfurt.de/texte/etcs/balt/lit/mazvga/mazvg.htm. BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351-7204 JŪRATĖ PAJĖDIENĖ. Lietuviškas rašto diskursas: adresatą nurodantys participiniai įvardžiai | 20 K1C – Danielius Kleinas, Compendium Litvanico-Germanicum, 1654. Parengė M. Šinkūnas, 2011. Prieiga internete: http://seniejirastai.lki.lt/db.php?source=43. KLKŽ – Kompiuterinis lietuvių kalbos žinynas. Nuo morfologijos iki reikalų raštų (CD), sud. P. Kniūkšta, Vilnius: Šviesa, 2004. MDramPr – Haruki Murakami. Dramblys pradingsta. Iš japonų kalbos vertė J. Polonskaitė. Vilnius: Baltos lankos, 2015. MPrPK – Haruki Murakami. Prisukamo paukščio kronikos. Iš anglų kalbos vertė J. Nauronaitė. Vilnius: Baltos lankos, 2016. PLKG – Pirmoji lietuvių kalbos gramatika, Vilnius: Politinės ir mokslinės literatūros leidykla, 1957. PrDe – Koženiauskienė R. XVI–XVII amžiaus prakalbos ir dedikacijos, Vilnius: Mokslas. 1990. SG – Saliamonas Mozerka Slavočinskis, Giesmės tikėjimui katalickam priderančios, 1646. Parengė R. Petkevičius, B. 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Next to the usual spelling Tu/Jūs based on the traditional stylistic capitalization, the model of spelling where the pronoun referring to the addressee starts with a lower-case letter tu/jūs exists as well. The reference to a dialogue partner and the way it is presented are an essential communication detail; therefore, naturally, the likely reasons, directions and effects of the current tendencies of varying spelling of participial pronouns in direct discourses are linked with the conception of the category of PERSON itself. The article reviews the models of perception of participial pronouns proposed in linguistic descriptions and discusses the levels of communication of ONE PERSON’S relationship to ANOTHER in which the interlocutors find themselves when using the forms of the same pronoun which are differently coded in writing. It is normal in the Lithuanian written tradition to add prominence to the person by capitalising the participial pronoun referring to the interlocutor. It is a way to show the attitude to ANOTHER PERSON based on mutual understanding. KEYWORDS: written discourse, communicative strategy, participial pronouns, definiteness, subjectivity, intersubjectivity. JŪRATĖ PAJĖDIENĖ Lietuvių kalbos institutas Petro Vileišio g. 5, LT-10308 Vilnius [email protected] BENDRINĖ KALBA 90 (2017) www.bendrinekalba.lt ISSN 2351–7204