Kapsų–Zanavykų tarmių priesaginės vardažodžių darybos bruožai
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LEKSIKOS TYRINĖJIMAI
LIETUVOS TSR MOKSLŲ AKADEMIJA
CARATTERISTICHE DELLA FORMAZIONE DEI NOMI MEDIANTE SUFFISSI NEI DIALETTI DEI KAPSai E DEGLI ŽANAVYKAI
J. SENKUS
A. OSSERVAZIONI INTRODUTTIVE
La scienza della formazione delle parole è piuttosto complessa e ampia. Anche i suoi metodi possono essere diversi.
In passato, nella scienza della formazione delle parole della lingua lituana era soprattutto noto l’esame della formazione per suffissazione secondo l’ordine alfabetico dei suffissi. A tale metodo si rifanno principalmente gli studi di A. Leskien, P. Skardžius e altri1. In baltistica questo metodo è stato consolidato da J. Endzelīns2. Anche la linguistica sovietica non prescinde da questo metodo3.
Seguendo questo metodo, i linguisti esaminano i cosiddetti suffissi consonantici e la formazione delle parole con essi, come già detto, secondo l’ordine alfabetico della consonante del suffisso. (Va detto che in alcuni casi tale ordine è relativo). Si può dire che questo sia il metodo tradizionale di esame della formazione delle parole per suffissazione. È comodo non solo per l’autore, che deve organizzare una grande quantità di materiale, ma anche per il lettore, che può trovare più rapidamente ciò che cerca. Anche il presente studio dei tratti della formazione dei nomi per suffissazione nei dialetti dei kapsai e degli žanavykai si basa soprattutto su tale metodo. Si veda la sezione B, «I suffissi secondo la loro consonante».
Un altro metodo per esaminare la formazione dei nomi mediante suffissi consiste nel classificare i nomi e i loro suffissi in base al significato o ad altri criteri simili. Sebbene finora questo metodo non sia stato ampiamente utilizzato nella scienza della formazione delle parole, presenta numerosi vantaggi. Tuttavia, nel presente lavoro se ne fa uso solo in parte: alla fine, in un’unica sezione, si offre una breve panoramica dei significati delle diverse parti del discorso e dei nomi a esse collegati (e, inoltre, in modo specifico e separato, dei sostantivi). Si veda la sezione C, «Panoramica riassuntiva della formazione dei nomi». Il tentativo di servirsi di entrambi i metodi ha inevitabilmente comportato la ripetizione di alcuni argomenti o materiali. Si è cercato di menzionare gli elementi ripetuti in modo molto conciso.
Nel passare in rassegna la formazione dei nomi per suffissazione con il primo e con il secondo metodo, occorre affrontare, in misura maggiore o minore, vari aspetti della formazione delle parole e indicare, per quanto possibile, come e a partire da che cosa si formano i nomi suffissati, e così via. Dobbiamo ammettere che in questo lavoro non ci siamo assunti il compito di svolgere tali attività in modo sistematico e completo, oppure non siamo riusciti a farlo. Vi si è provveduto, di norma, solo nei casi più necessari e fattibili. L’obiettivo principale di questo lavoro è presentare il materiale stesso, più o meno sistematizzato.
1 Cfr. Bildung der Nomina im Litauischen von August Leskien, Leipzig 1891; P. Skardžius, Lietuvių kalbos žodžių daryba, Vilnius, 1941.
2 Plg. Lettische Grammatik von J. Endzelin, Riga, 1922, ir kitus jo veikalus.
3 Plg. Mūsdienu latviešu literaras valodas gramatika, I, Rīgā, 1959.
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In questo lavoro si cerca di esaminare soltanto la derivazione suffissale dei nomi, ossia i loro suffissi consonantici. Non si trattano i cosiddetti suffissi vocalici né la formazione dei nomi con essi, poiché qui i suffissi non sono intesi in senso ampio: nel significato consueto si considerano suffissi soltanto quelli consonantici. Alcuni aspetti dei cosiddetti suffissi vocalici sono trattati nel capitolo sulla flessione della monografia dedicata ai dialetti di Kapsai-Zanavykai. (Inoltre, la formazione, nei dialetti descritti, di parole composte, di verbi o di altre parti del discorso e di derivati reduplicati non è per ora oggetto di uno studio specifico.)
Come indica il titolo stesso, qui si parla soltanto della derivazione suffissale dei nomi (soprattutto sostantivi e aggettivi). Le altre parti del discorso sono trattate solo in casi particolari, quando sono strettamente legate alla derivazione suffissale dei nomi; si confrontino, per esempio, i suffissi -tas (si menzionano anche i participi passivi), -opas (si menzionano anche gli avverbi).
Nel lavoro ci si è trovati ad affrontare il concetto di suffisso. Qui il suffisso è inteso dal punto di vista del lituano contemporaneo, non in senso storico, benché in alcuni casi sia stato necessario attenersi anche a quest’ultimo criterio; cfr. i suffissi con la consonante j. Inoltre, sono sorte incertezze anche riguardo all’interpretazione di alcuni singoli suffissi; si confrontino, per esempio, i suffissi -ena e -mena.
Accanto ai cosiddetti suffissi semplici ricorrono spesso anche i cosiddetti suffissi composti; cfr. -ėlis e -umėlis, -utėlis: baltumėlis, baltutėlis. Vi sono inoltre i cosiddetti suffissi estesi: per esempio, accanto a -klis si trova anche -iklis (jauniklis). Sia i suffissi composti sia quelli estesi vengono di norma raggruppati insieme ai suffissi semplici e non segmentabili. Si cerca inoltre di raggruppare anche suffissi più affini sotto altri aspetti (cfr. -ynas, -ynė), ma non è stato possibile ottenere una coerenza rigorosa.
Alcuni suffissi graficamente distinti sono più o meno correlati tra loro sotto qualche aspetto. Talvolta si cerca di rimandare dall’uno all’altro per un confronto o per ragioni analoghe.
La maggior parte dei suffissi qui menzionati è nota in tutta l’area dei dialetti descritti e differisce poco o per nulla dall’uso della lingua lituana standard. Si incontrano tuttavia anche suffissi usati soltanto in singoli dialetti descritti, nelle loro sottovarietà o parlate, e che differiscono più o meno dalla lingua standard. Si è cercato, per quanto possibile, di prestare maggiore attenzione a questi suffissi e di metterli maggiormente in risalto.
Resta da chiedersi se qui siano stati trattati tutti i suffissi nominali dei dialetti descritti e tutti i casi di formazione di parole che ne fanno uso. Si può rispondere che si è cercato, per quanto possibile, di fornire la maggior quantità possibile di materiale, ma, naturalmente, non ci si proponeva di darne un quadro completo (come indica anche il titolo stesso); inoltre, sarebbe stato più difficile farlo. Alcuni suffissi meno noti, per esempio quelli non lituani, sono stati omessi deliberatamente.
I suffissi sono presentati qui con le desinenze e, nella maggior parte dei casi, se esistono, in entrambe le forme di genere. Come di consueto, il femminile è indicato accanto al maschile; tuttavia, il modo di presentazione varia a seconda del materiale stesso o di altri fattori analoghi. Le forme femminili corrispondenti più consuete, note a tutti e di per sé evidenti, soprattutto negli esempi aggettivali, talvolta non vengono menzionate affatto; si cerca però sempre di indicare in un modo o nell’altro le diverse forme femminili riscontrate in particolare nei sostantivi -uvienė, -ienė oppure -ė (driskiuvienė, purvė, Balanienė || Balāniuvienė).
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Per illustrare i suffissi si forniscono di norma esempi di vario tipo: esempi lessicali, di sintagmi e fraseologici, tratti per lo più dal dialetto kapsų del pazanavykis, in particolare dalla parte settentrionale del distretto di Vilkaviškis. Da qui provengono soprattutto anche gli esempi di vari suffissi improduttivi. Per gli esempi lessicali e i sintagmi qui raccolti spesso non si indica il luogo preciso, oppure lo si indica soltanto in casi particolari. Il luogo preciso degli esempi fraseologici è sempre indicato con abbreviazioni, per lo più quelle del «Lietuvių kalbos žodynas». L’abbreviazione kpI significa «kapsai I» (nord-ovest), kpII «kapsai II» (sud-est). Gli esempi fraseologici sono forniti di norma nei casi in cui servono maggiormente a illustrare il significato di un esempio lessicale, oppure quando se ne dispone, e così via.
Il significato degli esempi viene spiegato là dove all’autore è parso più opportuno.
Gli esempi lessicali sono di norma sempre accentati. Sono accentati anche nelle frasi fraseologiche o nei sintagmi. Le altre parole degli esempi fraseologici vengono accentate soltanto in casi particolari. Anche le osservazioni sull’accentazione delle parole con determinati suffissi sono fornite soltanto quando strettamente necessario. Neppure qui è stato possibile attenersi a un criterio più chiaro e rigoroso.
Gli esempi sono scritti con i caratteri della lingua letteraria; per quanto possibile, vengono registrati almeno i tratti più distintivi dei dialetti descritti, di fonetica e simili; si confronti, ad esempio, la grafia vėjė, merškė, gaditojas ecc.
B. SUFFISSI IN BASE ALLA LORO CONSONANTE
I. Suffissi con -b-
1. -yba. Nelle parlate la forma singolare dei sostantivi derivati con questo suffisso non è produttiva da tempo; ricorre più spesso in parole più recenti, per esempio: gynyba kpI|| gynýba, sargýba, tikýba, žvejýba. Tra le formazioni più antiche se ne conoscono nella lingua soltanto alcune, per esempio sodýba: Dá senovė(je) kiti išikėlė an kaimo, o mano tėvukai liko sodýbo gyvet Gs.
Le parole che si usano di norma al plurale sono più comuni nelle parlate, per esempio: derýbos: Veda derýbas ‘tratta, negozia’ Vlkv., laižýbos || laižýbos: Einam laižybų – žiūrėsim, kas laimės Gs., piršlýbos, radýbos: Ka duosi radýbų, tai atiduosu Pjv., šėrýbos: Atiduodavom avi an šėrýbų Gs., ženýbos: Jauna, o jau tur ukvātą an ženýbų Vlkv.
I derivati di questo suffisso sono di norma di origine verbale e hanno accentazione del primo tipo.
2. -ybas, -a. Il suffisso -ýbas, femm. -ýba || -ýba, è usato negli aggettivi al posto del suffisso della lingua letteraria -yvas, -a. Con questo suffisso si conoscono soltanto le parole ankstýbas, vėlýbas: Šįmet bó vėlýbas pavasaris, ankstýba žiema Gs. Nel dialetto kapsų di Pãdzūkis si usano parole con entrambi i suffissi: ankstývas, senývas || ankstýbas, senýbas Klvr. Cfr. XV 8b.
Il suffisso -ybas ha accento acuto. Il femminile conserva solo occasionalmente l’accento fisso antico.
3. -ybė, -enybė. Il suffisso -ybė è abbastanza vitale. Le parole formate con esso sono di norma accentate sul suffisso e, diversamente dalla lingua letteraria, presentano soprattutto nel dialetto kapsų un accento circonflesso e appartengono alla seconda classe accentuale, eccetto i seguenti casi osservati di accento acuto-
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esempi con accento sulla desinenza e con accento sulla prima sillaba: possibilità, bontà, bellezza e talvolta uguaglianza. È più frequente l’accentazione uguaglianza: è quella che adottano più spesso non solo i kapsai, ma anche gli zanavykai.
Con il suffisso -ybė si formano soprattutto sostantivi da aggettivi, ad esempio: altezza, orribilità «1. terribilità, mostro, 2. grande moltitudine», bruttezza, preziosità, profondità, pazienza, uguaglianza, malvagità, superbia, pesantezza, vanità.
I derivati con -ybė formati da sostantivi sono pochi; i più noti sono: canagliata «azione da canaglia», signorìa «molti signori»: Tutta la signorìa si è riunita a Gs., canagliata «azione cattiva e dannosa»: Combinano canagliate a Vlkv.
Si incontrano inoltre alcune parole derivate da avverbi o formate in altro modo con il suffisso -ybė, ad esempio: moltitudine, possibilità.
Nei derivati da aggettivi il significato del suffisso -ybė può variare, ma più spesso indica nomi astratti derivati da aggettivi; in parte è sinonimo del suffisso -umas e talvolta può essere usato in alternanza con esso, ad esempio: oscurità || tenebra, amarezza || amaro. Bruttezza può avere anche un senso concreto: Ah, che brutta persona che sei! Grš.
Al posto del suffisso -ybė, o talvolta accanto ad esso, soprattutto nei derivati nominali, si usa il suffisso -ystė, ad esempio: fratellanza || fraternità, amicizia, parentela, porcata, stupidità || stupidità. Cfr. XIV 20.
Con il suffisso composto -enybė si incontrano alcuni sostantivi derivati da aggettivi.
Il suffisso -enybė è meno frequente di -ybė. In alcuni esempi il suo significato corrisponde talvolta a quello di -ybė, mentre altre volte assume una specifica accezione concreta; le parole formate con esso sono usate più spesso al singolare, mentre per quelle dal significato concreto è più frequente il plurale, ad esempio: oggetto prezioso, povertà: È una cosa costosissima: non ci si può permettere di comprarla, Gs. Pris ha comprato ogni sorta di oggetti preziosi, «cose costose», Gs. Quel bambino è proprio una povertà, «una pena», Plv. Le parole con il suffisso -enybė possono avere l’accento sulla radice o sul suffisso.
II. Suffissi con -č-
1. -inyčia. Si usa, di norma, in forme ibride. Indica per lo più il luogo in cui si conserva qualcosa. Per es.: druskinyčia «contenitore per il sale», kiaúlinyčia «contenitore per le ossa, porcile» || kiaulinyčia «luogo sporco e disordinato», sūrinýčia «contenitore per il formaggio», sviestinyčia «contenitore per il burro», vilkinýčia «casa molto fredda»: To vilkinyčio gali viskas suragoti „sušalti“ Plv.
Con questo suffisso si sono conservate anche alcune parole di origine straniera, per es.: abrūšinyčia || abrūšinyčia «porta-abrūšas, dispositivo per appendere un abrūšas (asciugamano)», cigárnyčia (cigarinýčia?) «bocchino».
2. -inčius, -inčiu vienė. Con il suffisso -inčius si trovano soltanto poche parole, per es.: galinčius «chi è molto capace, in grado di fare», išminčius «chi possiede grande saggezza e vasta cultura».
I corrispondenti femminili dei derivati con il suffisso -inčius sono parole con il suffisso -inčiu vienė: galinčiu vienė, išminčiu vienė. Da dove salta fuori una così grande sapientona? Grš.
3. -o čius, -o čiu vienė. Il suffisso -o čius indica una persona con determinate caratteristiche, per es.: barzdačius «uomo con una grande barba»: I(š) seniau tik patagrapijose barz-
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dočius matydavom Plv., galvočius «persona intelligente, di mente acuta», pilvočius «chi ha una grande pancia», ūsųčius «uomo con grandi baffi».
Accanto ad alcuni nomi maschili con il suffisso -očius si trovano forme femminili di significato corrispondente con il suffisso -očiu vienė, per es.: galvočiu vienė, pilvočiu vienė. Quella pilvočiu vienė è proprio brutta Gs.
4. -uočius, -uočiu vienė. Questo suffisso è raro. Il suo significato è in parte simile a quello del suffisso -očius. Per es.: garbiniu očius «chi ha i capelli ricci, riccioluto»: Mūs vaiḱs garbiniuočius — gražus Gs. Iš maženc jau bo garbiniuočius Plv., guzikuočius «persona con molti o grandi bottoni sui vestiti», pinig uočius «chi ha molto denaro».
Talvolta si usa anche il femminile: garbiniu očiu vienė || garbiniu otė, guzi-kuočiu vienė, piniguočiu vienė.
5. Altri suffissi con -č-. a) -yčia: telyčia: La ragazza è già come una vitellina Alk., Kiaulyčia, -õs (3ᵇ) || Kiául yčia (1) «affluente sinistro del Bambena» Dkš.
b) -enyčia: Raudenýčia torrente Klvr.
c) -učė: mergučė «ragazzina»: Tos mergučės ka duoda drėlą (išdykauja), tai net grindys pyška Br. Su tom mergučėm neprasidėk Būbl. Il suffisso -učė è un suffisso che si incontra più spesso nel dialetto zanavykų; i kapsai praticamente non lo conoscono.
III. Suffissi con -d-
1. -da. Davanti alla d suffissale si trova di norma anche un gruppo di suoni come il, in, el, an… Per es.: kibilda ir klibinda «zoppo, storpio»: Eina kap klibinda Žal., švebėlda «chi parla in modo poco chiaro, balbettando, balbuziente», balánda «bot. Chenopodium», pabálda «persona che si agita, irrequieta».
2. -das. Qui abbiamo parole di diversa origine e formazione, come, per es.: klõdas «fila, strato», paklõdai «paglia stesa a terra nel fienile prima di ammucchiarvi il grano».
3. -odas, -a. Con questo suffisso c’è soltanto vienóds, -a: Brolei, o nevienódo būdo VIkv. Cfr. nelle altre varietà dialettali kitódas, -a, in lettone vienāds, citāds.
4. -ėzdas; -ozdas. Con questi suffissi si segnalano le parole: gremėzdas «chi è impacciato»: Ale i gremėzdas — kur eina, tę i griūva Gs., gramózdas «1. oggetto vecchio»: Pilni kampai visokių gramózdų Plv. «2. chi è impacciato, un ingombro».
IV. Suffissi con -g-
1. -ga. Vanno menzionate qui alcune parole formate con la radice -ei- e un prefisso qualsiasi, per es.: išeiga «uscita, partenza», péreiga «1. dovere, 2. vagabondo»: Sugau-dysi tą svieto péreiga Plv., prieiga || pryéiga Gs. «avvicinamento, preparazione», sueiga «arrivo insieme, raduno»; inoltre, parole sorte più di recente nel dialetto: ãpeigos «cerimonie», pareigà «obbligo».
2. -gas. Con questo suffisso c’è solo la parola padárgas «strumento, creatura, manufatto»: Pilni kampai visokių padárgų Plv. Forse è da includere qui anche žiõgas: Strāksi kab žiõgas VIkv.
3. -gys, -ė. Con questo suffisso ci sono due parole usate parlando dell’età di un animale: dveigys, -ė «di due anni», treigys, -ė «di tre anni»: Šokinėja, laksto, kap dveigė a treigė kumelaitė Gs. Pasiliko sau tik vieną dveigį Alk.
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4. -ingas, -a. È un suffisso aggettivale ampiamente diffuso nei dialetti. Si tratta per lo più di aggettivi denominali che indicano il possesso delle proprietà dell’oggetto dal cui nome sono formati, per es.: dékingas, femm. dékinga, džiaukšmingas, gailestingas, kaulingas «con molte ossa grandi», kantringas «paziente»: Kantryngas žmogus Dkš., lašiningas «grasso, con un buon strato di lardo»: Lašininga kiaulė — bus ko valgyt Nm., lýingas || lytingas kpl || lietingas⁴ kplI: Lỹtinga diena VIkv., mìltingas: Mìltingos bulvės «buone, saporite, che si disfano» Gs., piningingas «che ha molti soldi», smalìngas: Ot, smalìngos malkos tai gerai dega Plv., vė́jingas «ventoso»: Vėjinga diena — gerai džiovina VIkv.
Hanno significato simile anche aggettivi come teisingas, tvarkingas.
Questi derivati, oltre al significato fondamentale menzionato, possono esprimere anche caratteristiche più specifiche, per es.: iškalbingas «eloquente», melagingas «falso, bugiardo»: Melagingos šnekos greit paplinta VIkv., nagìngas «capace di fare tutto, abile nei lavori manuali»: Nagingą vyrą gáu Gs., petìngas «dalle spalle larghe»: Petingas vyras, tai i drúc Nm. Pakeleivingas žmogus apsinakvó KzR., širdìngas «di buon cuore, sincero»: Oi, kokia ji má širdinga — negaliu acdžiaukt Žal.
Alcuni aggettivi con questo suffisso possono essere formati non solo da sostantivi, ma anche da aggettivi, per es.: garsìngas — gaũsas, garsus: Tai garsingi vyrai — visi juos žino VIkv., meilìngas — meilė, meilus, malonìngas — malonė, malonus.
L’esempio più noto formato da un aggettivo è sumanìngas — sumanus, mentre quello formato da un verbo è dėdinga (višta).
Con il prefisso be- è noto, con il suffisso -ingas, soltanto l’aggettivo bereikalìngas «inutile»: Kas iš to — bereikalìngas tik darbas Bgt.
5. Vari suffissi con -g-. Qui vanno menzionati i suffissi di uso più ristretto, che presentano, prima della -g- suffissale, alcuni suoni o gruppi di suoni.
Per esempio, con la vocale a prima della -g- suffissale, le parole più note sono: medžiagà «tela, tessuto; ciò di cui si fa o si costruisce qualcosa», mandagùs, -i, melãgis, -ė || melãgius, femm. melãgiuvienė: Ką tu klausai tos melãgiuvienės Alk.
Con e prima di -g- va menzionato soltanto: vėdega || vedegà «un certo tipo di ascia»: Vėdega geriausia tinka loviám iškapot Gs., vuodegà.
Forse si può includere qui anche, per esempio: vertélga «trafficante, speculatore»: Menkas darbinykas iš tokio vertélgos Žal.
Si incontrano inoltre solo uno o pochi esempi di alcuni derivati con il gruppo suffissale ng (preceduto da una vocale), per es.: žabángai || žabángos «trappole, lacci», burliungis, femm. burliungė «persona dal viso grasso», mėšlungis || mėšlungis «malattia caratterizzata da crampi muscolari o tendinei»: Kai užeina mėšlungis — negali paeít Gs., riebungė «persona grassa» Vink.
V. Suffissi con -j-
1. -ju-. Nei dialetti descritti sono molto diffusi i derivati nominali con il suffisso -ju-, di formazione più tarda. Per significato sono vicini alle parole con il suffisso -inykas || -iminkas
4 Come questo, anche alcuni altri aggettivi con il suffisso -ingas sono accentati sulla radice soprattutto dagli anziani.
5 Sebbene, dal punto di vista della lingua attuale, questo suffisso non sia consonantico, qui viene incluso come eccezione, perché i derivati che lo presentano sono molto caratteristici dei dialetti descritti; inoltre, qui si intende indicare anche il loro genere femminile.
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al significato fondamentale. Il suffisso femminile di questi derivati, soprattutto quelli bisillabici, è di solito -iuvienė, e talvolta -ė. Per esempio: blýnius, femm. blýniuvienė «chi ama le frittelle»: Tutti i nostri figli sono grandi mangiatori di frittelle, Vlkv.; bulvius, bulvė «amante delle patate», blūsius «che ha molte pulci»: Quel loro cane è proprio un pulcioso, Alvt.; drūskius «chi ama mangiare cibi salati», kailius «pellicciaio», kiaūlius «sporco, trasandato, chi fa un gran disordine»: Beh, vedrai cosa si prenderà sul muso quella sudiciona, Gs.; kerdžius kpl || skerdžius kpl: Il macellaio macellò la scrofa, dopo aver montato un piccolo riparo, Dkš.; pienius «amante del latte», pyrāgius «amante delle torte», puōdžius «fabbricante di pentole», pū́rvius «chi è sporco, infangato; bracciante agricolo»: Saresti una bella ragazza, ma sei così sporca, Gs.; rāčius «fabbricante di ruote; carpentiere», seilius «chi sbava», snārgius «1. chi ha il naso che cola, 2. ragazzino», skarmālius «chi è vestito di stracci, cencioso»: Se ne andò con un cencioso, Plv.; skrandžius «chi è vestito con una pelle», skudū́rlius «1. chi è vestito di stracci, 2. raccoglitore di stracci», skūrždžius «chi è impoverito, misero, chi vive in povertà», spirgius «1. amante dei ciccioli, 2. persona piccola». Cfr. anche l’indovinello: Si azzuffarono e si picchiarono i canapini con il lardo (il carnevale — l’inizio della quaresima), Gs.
Tra i derivati di questo tipo dagli aggettivi se ne trovano soltanto pochi, per esempio nuōgius «persona nuda». Derivati come, per esempio, sùkčius (cfr. i suffissi con -č-) possono essere formati anche da participi passivi del passato con il suffisso -ta- (suktas). Si incontrano occasionalmente anche derivati insoliti, per esempio garbinius, -ė «chi ha i capelli ricci»: E conosci quel riccioluto? Alk.
I derivati con questo suffisso formati dai verbi non sono molti. Si può supporre che un tempo fossero più numerosi. Hanno diversi significati. Per esempio: lakiūs raro «sciame», prietvarius «stitichezza — malattia», skaitlius || skaičius, skýrius, spiēčius.
Tra gli esempi di nomina agentis e di significato affine si possono citare: aūšlius «chiacchierone»: Chiacchieri, che cosa stai blaterando? Grš.; drisk(i)us «straccione»: È una vergogna andare in giro con quella stracciona, Gs.; driūlius «chi è goffo, impacciato», Grš.; knisius «chi tende a frugare, scavare», knipčius «chi tende a rovistare o rovista», smīlius «1. chi ha il naso appuntito, 2. dito medio», snūdžius «dormiglione, assonnato»: Che cosa potranno mai avere quei dormiglioni — stanno sempre a spiare gli altri, Žal.
2. -ėjas, -ėja. Il suffisso -ėja (femm.) è tradizionalmente più comune soltanto in alcune parole femminili, per esempio: audėja || audėja, melžėja, rovėja (del lino), verpėja. Il suffisso -ėjas, -a (pjovėjas, siuvėjas, šokėjas, šlavėjas, vedėjas ecc.) è di norma più recente e proviene dagli scritti. Oggi in alcune parole è più comune il suffisso -ėjas, in altre -ikas. Inoltre, si incontrano esempi in cui il significato di questi suffissi differisce, per esempio: gynėjas — in tribunale, gynikas — nelle risse, kūrėjas — del mondo, kūr ikas — della stufa, Ūt.
I derivati con il suffisso -ėjas, -a sono di norma nomina agentis e si formano dai temi del passato frequentativo dei verbi. Può capitare qualche esempio, soprattutto tra quelli più recenti, formato anche dal tema del presente, per esempio ginėjas: Difensore della patria, Gs. La parola ravėja raro, Gs., Vlk., può essere una forma analogica modellata su ravėtoja.
3. -ija. Con questo suffisso si formano soprattutto sostantivi collettivi o di significato simile, per esempio: kareivija «soldati, esercito», Gs., Brt., KzR.; ponija «molti signori, i signori»: Un tempo tutta la signoria se la mangiavano, Alk.; šunija «1. molti cani, 2. cattiva compagnia», velnija «faccenda diabolica», vergija «schiavitù», vyrija «gruppo di uomini».
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— Si incontra anche qualche parola con altri significati, per es.: perkūnija, (v)uošvija «la vita del suocero»: Buvau (v)uošvijoj, tai primylėjo (privaišino) Šn., žarija, Orija «l’affluente sinistro del fiume Gazda» Klvr.
Seguendo questi nomi comuni e quelli di popoli e paesi (Baltarusija, Gudija || Gūdija, Lenkija || Lenkija, Rūsija, Vokietija), il suffisso -ija è oggi usato soprattutto per denominare anche singole regioni della RSS Lituana, per es.: Aukštaitija, Dzūkija, Kaunija, Vilnija, Zanavykija, Žemaitija.
4. -ijas. Questo suffisso non è popolare nei dialetti descritti. Con esso si conoscono soltanto queste parole: galvijas e trainijas || trainija «parte del carro, traino».
5. -tojas, -a. Con il suffisso -tojas, femm. -toja, si formano derivati nomina agentis. Aggiungendolo alla radice di verbi primari, nei dialetti descritti si forma forse un unico vocabolo maschile: artójas: árti. Dai verbi secondari, la formazione di parole con questo suffisso è piuttosto produttiva, per es.: ardýtojas: ardý-ti, gadìtojas, grybáutojas, mokýtojas, prižiūrėtojas, rágitojas, važiuotojas. Per questi derivati si usa anche il genere femminile.
Alcune parole, in qualche caso, presentano anche desinenze del tema in u al genitivo singolare, per es., artójaus || artójo, lygítojaus: Mes klausom Blindo Tado, lygitojaus mūsų vado (d., nj.) VIkv.
6. -auja. Con questo suffisso si conoscono due parole: šunaujà «1. molti cani, raro; 2. alcune persone cattive» (cfr. šunija): Ne dieve duok gyvet su tokia šunaujà Gž., vilkaujà «1. luogo dove ci sono molti lupi; 2. luogo freddo, stanza fredda, tana dei lupi; 3. affluente dello Šeimena presso Vilkaviškis».
7. -ojus. Le parole più note con questo suffisso sono due: rytójus e vasarójus: Daugiausia sėja rugius, kviečius, vasarójaus — mažai VIkv. Quest’ultima parola, accanto al tema in ju, presenta anche il tema in ja: vasarójus || vasarójas, vasarójaus || vasarójo, vasarójus raro || vasarójei. Al dativo plurale si usa soltanto vasarojam(s).
VI. Suffissi con -k-
1. -ka. Un derivato della suffissazione lituana in -ka ampiamente noto è oškà. La formazione della parola kiškà (per es.: Ilgos kiškos «gambe lunghe» Gs. Kėlinų kiškà) non è chiara.
Va menzionata a parte la parola mergìčkà «ragazza adolescente», nella quale si può considerare il suffisso anche come -ička: Ištekėjau būdama tik mergička VIkv.
Nei dialetti descritti si trovano una quindicina di derivati ibridi, per lo più con suffisso composto, formati con il suffisso non lituano -ka. Per es.: kaimynkà || kaiminkà «vicina», motkà: Tėvą pasodina iš vienos pusės, o motką — iš kitos Ig., bobėlka «donnaccia, donna da poco», kumelkà «cavalla scadente», vagìlka «ladra», mergélka «ragazza giovane ma da poco». Come si vede, questo suffisso ha una certa sfumatura dispregiativa e spregiativa.
2. -kas. Questo suffisso si trova forse soltanto in qualche sostantivo più noto, per es.: sliekas, laiškas «foglia di cipolla» || laiškas «lettera». Con il suffisso -kas è formata anche la parola rara žélkas «germoglio, getto». Ji skabūja bulvių želkus Grl.
Tra i derivati meno usuali si ricordano: pridėčkas «aggiunta», pridurkàs «parte aggiunta in basso della camicia o parte della gonna»: Jau nemažas, o da vis įsikabinęs į mamos pridurką Gs.
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3. -kis, -ė. Con il suffisso -kis (più precisamente -škis o -skis, femm. -kė) si segnalano le seguenti parole caratteristiche del dialetto (sostantivi o aggettivi): dičkis, -ė, dručkis, -ė «grassone», juočkis, -ė «persona dai capelli scuri o dal viso scuro; animale nero, bestia nera»: Sarebbe una ragazza niente male, solo che è così juočkė KzR. Abbiamo due cani: uno pezzato, l’altro così juočkis Gs. La juočkė è una buona mucca da latte Iš., raučkis, -ė «chi è rosso, rossiccio», riupkis, -ė «piccolo rospo», sūskis, -ė «poveraccio».
Va menzionata a parte anche la parola striūpkis (striūbkis) «pezzo rotondo, di solito piccolo, di letame o di qualcos’altro» || striūpkis, -ė «chi è basso, di bassa statura»: Tutti i loro figli sono così striūpkei Gs.
4. -(s)kus, -(s)kuvienė. Il suffisso -(s)kus, femm. -(s)kuvienė, è abbastanza caratteristico dei dialetti descritti. Esprime una certa inclinazione verso qualcosa oppure una sfumatura spregiativa. Per es.: ėskus, femm. ėskuvienė «chi mangia e divora molto e di continuo, ghiottone»: Non riesco a saziarlo, ma che ėskuvienė! Gs. plėpkus «chiacchierone», pirčkus || pirškus «petomane», šlapkus «fradicio»: Ma dove sei stato, šlapkau, šlapkau? Plv., tūpkus «chi si accovaccia continuamente».
Tra i derivati menzionati si distingue la parola meitkus «giovane verro di taglia media», dalla quale non si forma il femminile.
5. -ikas. È un suffisso piuttosto produttivo, talvolta usato anche in alternanza con il suffisso -ėjas, che però è molto meno frequente e si trova più spesso in parole più recenti di nomen agentis.
Con il suffisso -ikas si formano soprattutto, da verbi semplici, derivati di nomen agentis, il cui femminile presenta il suffisso -ikė. Per es.: bridikas: I bridikai guadano Snt., ėdikas: «mangiatore di persone», cioè «delatore, rovinafamiglie» Gs., čiuožikas, gyrikas: Era una lodatrici di brave persone Kps., grėbikas, kasikas, keilikas: Danno una baracca a quei keilikai Snt., kulikas || kūlikas, mėžikas, ravikas, skundikas, šokikas. Alcuni di questi, per es. kirtikas: Mietitori di segale Gs. È andato ormai vicino a quel kirtikas (che stava abbattendo l’albero) VŠR., lipikas ret, «chi sale da qualche parte», patarikas «consigliere», plėšikas, che quasi non ha una forma femminile. Come si vede, si formano per lo più dal passato remoto, ma alcuni sono formati anche dal presente: minikas Grl., kulikas Vygr., kurtikas VIkv.
Tra le parole usate in alternanza con i suffissi -ėjas e -ikas vi è tuttavia talvolta una differenza di significato sfumata e difficile da spiegare; per esempio, nella zona di Būbleliai, -ėjas indica una persona capace di compiere l’azione o il lavoro in questione, mentre -ikas indica chi sta svolgendo il lavoro in quel momento. Per es.: Pareina pjovikai — sono quelli che mietono, ma ciò non significa che si dedichino esclusivamente a quel lavoro. Cfr. V 2.
Formati da verbi secondari con il suffisso -ikas, femm. -ikė, sono: kratikas «chi scuote»: Acirādo, mat, kratike (il letame) Gs., statikas «chi impila i covoni di segale o di grano tagliati»: skalikas «un certo cane, un levriero» (il femminile non si usa). Inoltre, cfr. l’indovinello probabilmente noto attraverso testi scritti: Kat kabikas nekabėtų — ir tupikas netupėtų (il lardo appeso e il gatto) VIкv.
6. -ikis, -ikė. Con il suffisso -ikis sono attestati: jaunikis «lo sposo», laimikis || laimikis «1. oggetto vinto, 2. vittoria»; inoltre, il cognome Eidikis || Eidikys e talvolta l’aggettivo sostantivato raudonikis, -ė «persona rossa». Si trovano anche parole di formazione incerta, per es. gābikis «il maligno, il diavolo; persona dall’aspetto di un diavolo»: Brutto come un gābikis Gs. Dai una bastonata a quel gābikis Plv. Dai una bastonata a quel gābikis sulla testa, così non si avvicinerà Gs. Nel dialetto KpIIr è ampiamente usato il suffisso diminutivo nominale -ikė, per es.: kačikė, lovikė, pelikė, skarikė, suknikė, viščikė; La nonna cuoce bandž-bandži-
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...; dà quella bandžikė alla puledrina (ps.) Vv. Nel bosco hanno costruito una stubikė Grl. Il suffisso -ikė ricorre anche in aggettivi o in sostantivi che svolgono la funzione di aggettivi, per esempio: mažikė, senikė: Mudvi su senikė žmona rovėm Grl. Qui questo suffisso compare anche nei cognomi delle ragazze; i cognomi femminili con esso si formano soprattutto da cognomi maschili con i suffissi -ūnas, -ilius, -evyčia ecc., per esempio: Brundzikė, Daunorikė, Katilikė, Morkūnikė, Senkevyčikė, Vaitkevyčikė, Varkalikė, Venckūnikė, Žemaitikė⁶ (Brūndza, Daūnora(s), Katilius, Morkūnas, Senkėvyčia, Vaitkėvyčia, Varkalà, Venckūnas, Žemaitis).
7. -okas, -a, -okas, -ė. Con il suffisso -ókas, femm. -óka, si formano aggettivi che esprimono un certo grado (comparativo), per esempio: gerókas, mažókas, laibókas, lėtókas: Gers vaikinc, tik biškį lėtókas Gs. Da geriau, ka lėtóko būdo Gs., senókas, sunkókas. Il significato di questo suffisso corrisponde a quello degli aggettivi con apy- (apvgeris, apvmažis).
Con il suffisso -ók as, femm. -ókė, si incontrano derivati nomina agentis di significato spregiativo, per esempio: sapaliókas «chi dice sciocchezze, blatera», viliōkas «seduttore». Talvolta si usa anche qualche substantivum mobile formato da sostantivi o aggettivi, per esempio: rupūžiōkas, femm. rupūžiōkė «bambino o animale da nulla», stačiōkas, -ė «persona dai modi bruschi e scortesi».
Il suffisso -ōkas, -ė viene usato per indicare il luogo di residenza o di provenienza delle persone, per esempio: kauniōkas, -ė V1kv., prieniōkas, -ė Ūt., vištyčiōkas, -ė (: Vištytis) Graž., Vygr. Con questo significato il suffisso -okas è usato anche nelle lingue slave, cfr. polacco warszawiak, krakowiak.
Vanno menzionati a parte sostantivi maschili di varia formazione e significato: paršiōkas «maiale di taglia media», dvejōkai «due capi di vestiario indossati insieme» (per esempio, due pellicce) e il cognome Naujókas; inoltre, cfr. la parola della lingua comune naujókas, -ė.
Come mostrano gli esempi, il suffisso nominale -ōkas, -ė ha l’accento circonflesso, mentre il suffisso aggettivale -ōkas, -a ha l’accento acuto.
8. -ukas, -ukė; -uka. Il suffisso -ukas è molto ampiamente usato. Con esso si formano soprattutto sostantivi comuni con valore affettivo e diminutivo. La consonante che precede la u del suffisso può essere palatalizzata o non palatalizzata: non vi è una regola più precisa. La consonante t palatalizzata diventa č. Per esempio: antūkas || ančiūkas, arkliūkas, aržuolūkas || aržuoliūkas: Aržuoliūkas, grižuoliūkas, devynšakis, baltalapis, viršuj menuo teka (linas žydi) Vv., garniūkas, kačiūkas || katūkas, kumeliūkas || kumelūkas Būbl., lapūkas «1. dim. di lapas, 2. cucciolo di volpe»: Pilvą perėžia lapės i randa lapukūs (ps.) Vv., namūkas, paršiūkas, paukščiūkas || paukštūkas, peilūkas || peilūkas, staliūkas || stalūkas, viščiūkas || vištūkas, žąsiūkas || žąsūkas, žvirbliūkas || žvirblūkas.
Nei dintorni di Naujoji Ūta, Jiestraki e Pašlavantis (distretto di Prienai) è stato udito lo stesso termine con consonante palatalizzata e, più raramente, non palatalizzata, oppure talvolta in una sola forma, per esempio: arkliūkas || arkliūkas, kačiūkas || katūkas, kumeliūkas || kumelūkas, staliūkas, paršiūkas, žąsiūkas, žvirbliūkas. Nella parlata zanavykai la pronuncia con consonante palatalizzata è più diffusa, ma si usa anche quella con consonante non palatalizzata, soprattutto parlando con i bambini, per esempio: katūkas Grš., kumelūkas Būbl., paukštūkas Grš. Nell’angolo più meridionale dell’area dei kapsai la pronuncia avviene quasi esclusivamente con consonante non palatalizzata (arkliūkas, lašūkas, peilūkas, paršiūkas, viščiūkas) (Kalvarija, Liubavas, Vygreliai…).
6 Cfr. M. Sapijanskaitė, Garliavos tarmė (tesi di laurea, manoscritto), Università statale di Vilnius intitolata a V. Kapsukas, Facoltà di Storia e Filologia, Cattedra di lingua lituana, 1951.
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Il suffisso femminile (semplice o composto) -ukė è un po’ meno frequente del suffisso maschile -ukas. Anche qui la palatalizzazione della consonante che precede il suffisso è incoerente, per es.: avūkė Vlkv., ančiūkė Gs., Vlkv., dalūkė AžB., garbiniūkė: In passato infilavano in testa dei garbiniūkės (piccole ruta ricce) Gs., kumeliūkė Grl., kvestūkė: Le donne portavano fazzoletti in testa, legati dietro; le kvestūkės pendono sulle spalle Klvr., mokytojūkė Grl., netyčiūkė: La loro figlia maggiore era una netyčiūkė: nacque dopo il matrimonio o prima delle nozze Būbl., prielaidinūkė: Lui visse ancora con una simile, una prielaidinukė (concubina) Grl., pušiūkė: Pušiūkės così piccine Ūt., skiedriūkė KzR., spyniūkė Nm., viščiūkė Vlkv. || vištūkė Grl., || žąsiūkė || žąsukė raro Gs., Plv. Alcuni di questi derivati si distinguono più o meno per significato e, talvolta, per formazione (cfr. garbiniūkė, kvestūkė, netyčiūkė, prielaidinūkė).
Il suffisso -ukas è usato ampiamente anche nei cognomi dei figli e dei bambini e, in modo familiare, degli uomini non sposati, se prima del suffisso non compaiono le consonanti g, k, per es.: Abraitiūkas Plv., Brundžiūkas Grl., Bulotiūkas Dkš., Daugeliūkas Grl., Garboriūkas Būbl., Giedraičiūkas Dkš., Klimiūkas Grl., Vlkv., Kuraitūks Grš., Luisūkas Gs., Žal., Rimošaitūks Grš., Varkaliūkas Grl., Vosiliūkas Brt., Žieviūks Būbl. Cfr. i cognomi: Abráitis, Brúndza, Búlotą(s), Daugėla, Garbórius ecc. Talvolta si incontrano forme scorrette, per es. anche — Jablonečkiūks Plb., ma di norma, se nella radice o alla fine del tema del cognome del padre è presente la consonante k, i cognomi dei figli si formano con il suffisso -utis, per es.: Bartkūtis Būbl.; Butkūtis ib., Kamickūtis Vlkv., Senkūtis Gs., Šilingūtis Būbl., Šniečkūtis Nm. Cfr.: Bartkus, Būt kus, Kaminckas ecc.
Gli Zanavykai e i parlanti Kpllr usano il suffisso -ukė nei cognomi delle ragazze, per es.: Bernotūkė Grš., Braziūkė ib., Deltuvūkė Pašl., Gelčiūkė Ūt., Kuraitūkė Grš., Būbl., Matulaitūkė Ūt., Rimošaitūkė Grš., Vaišn orūkė Būbl. Cfr. i cognomi: Bernota(s), Bražys, Deltuva, Gelčys (Gelčius), Kuraitis ecc. Nel dialetto Kpllr questo suffisso femminile viene usato soprattutto quando il cognome maschile termina in -a, preceduta dalle consonanti -mp-, per es.: Šliumpūkė: Šliumpa, Trumpūkė: Trūmpa⁷. Nei dintorni di Gris-kabūdis e altrove il suffisso -ukė si usa per lo più parlando di bambine, benché si impieghi anche parlando di ragazze adulte.
Inoltre, il suffisso diminutivo -ukas si aggiunge anche a un altro suffisso diminutivo, per es. -elis; si ottiene così il suffisso composto -eliukas, per es.: aukseliūkas Grl., grybeliūkas KzR.
Gli aggettivi con il suffisso -ukas, femminile -ukė, si formano di norma soltanto da aggettivi della declinazione in a, per es.: juodiūkas || juodžiūkas, mažiūkas, ploniūkas, siauriūkas, trumpūkas. Inoltre si formano, soprattutto nel Kpllr, anche da aggettivi diminutivi con il suffisso -utis (dal loro tema), dando luogo a un suffisso composto, per es.: baltučiūkas, geruč-iūkas, gražuč iūkas Grl., mažučiūkas KzR.
Si incontrano anche aggettivi sostantivati con il suffisso -ukas, per es. greitūkas «1. treno espresso»: Il greitūkas non ferma dappertutto Vlkv. Ho viaggiato con il greitukas Kps., «2. bambino veloce»: Quanto sei veloce, bambinetto! Ig.
Il suffisso -ukas serve anche a formare sostantivi deverbali, per es.: giržduk as «scricchiolio, cigolio»: Mi è spuntato un girždukas in mano Žvr., plepikas, -ė «chiacchierone», švilpukas «fischietto», žindūkas, -ė «1. bambino o piccolo animale lattante, 2. ciuccio»: È già grande, e ha ancora il ciuccio in bocca Gs.
7 M. S a p i j a n s k a i t ė, Garliavos tarmė, 39–40.
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Inoltre, si incontrano parole di diversa formazione o significato con il suffisso -ukas, per esempio brūzguliukai «Qui (del telaio) i brūzguliukai, con cui si spostano le trame» KzR., guobinūkas «recipiente ricavato scavando un pezzo di legno e rinforzato sul fondo con un cerchio di ferro (per farina, semole ecc.)» Grl., jaunūkas, -ė “giovane”: I vecchi (i nonni) lavoreranno, e voi giovani starete sdraiati? (iron.) Gs., mergautinūkas, -ė «ragazzo», pagramdūkas «1. pagnottella cotta con i resti dell’impasto, 2. ultimo figlio della famiglia», skurdžiūkas, -ė «animale o bambino piccolo e deperito», tėvūkas «padre del padre, nonno»: Il nonno è vecchio, la giacca è corta; quando si china, si tende (d.) Gs.
Nei nomi femminili si incontra talvolta anche il suffisso diminutivo -uka (-ukė), per esempio: Mariukà, Mariùkė Grš., Onukà: Mariukà e Jonukas fumano insieme un sigaro (orazione nuziale) Ūt. Ha sposato la loro Onukà Gs.
9. -tukas. Questo suffisso è piuttosto raro. Si possono menzionare alcuni sostantivi da esso formati da verbi, perlopiù indicanti attrezzi: grieptūkas «cerchietto di ferro a forma di falce, usato per afferrare i cereali (prenderli dall’andana)»: Alcune mietitrici continuano a prendere la segale con il griebtukas Brt., kauptūkas «forma locale di kauptuvas, rincalzatore», kirstūkas «1. bambino vivace e saltellante»: Non ha ancora fatto in tempo a crescere, e già è un vero kirstūkas Gs. «2. animaletto simile a un topolino» Alk., peštūkas «1. attrezzo per strappare le setole del maiale, 2. persona che ama azzuffarsi», plaktūkas «mazzuolo». Quest’ultima parola può essere formata non solo dal verbo plakti, ma anche dal sostantivo plàktas; cfr. anche graustūkas e graūštas.
10. -įnykas || -ininkas. -inykas || -ininkas è un suffisso nominale molto produttivo e vitale. Nei dialetti descritti si pronuncia più spesso -inykas8.
Nei dialetti descritti, i derivati di questo suffisso si formano soprattutto da sostantivi e indicano persone (femminile -inykė) che si dedicano o provvedono stabilmente o a lungo a qualcosa, che sono capaci di fare qualcosa o inclini a farlo. Per esempio: bitinykas, daininykas, darbinykas, daržinykas, kampinykas «inquilino» Plut., kraininykas «colui che trasporta la dote»: Vestono i portatori della dote: si cingono un asciugamano sulla spalla Ig., mėsinykas, pačtinykas, pagelbinykas, raštinykas, talkinykas Ūt. || talkinykas.
Si incontrano alcuni derivati di questo tipo che indicano persone che vivono in un luogo particolare, per esempio: girinykas, -ė «che vive tra i boschi», laukininykas, -ė «abitante di un luogo dove non ci sono boschi, abitante dei campi»: Nei dintorni di Kazlūs (Kazlų Rūda) sono gir(i)nykai, mentre nei dintorni di Pilviškiai sono già laukininkai Alk.
Si incontrano inoltre parole formate con questo suffisso da sostantivi, che indicano un luogo in cui si tengono animali o uccelli, per esempio: kiaūlinykas «porcile», žąsinýkas «ocaia».
Tra i derivati nominali vanno inoltre menzionate alcune parole meno note: piršinykai «parte del finimento che passa sul petto del cavallo, all’altezza dei piršys» Gs., kaklininykas (cfr. kaklinis) «parte del finimento lungo il collo» Būbl.
I sostantivi formati con il suffisso -inykas || -ininkas da aggettivi o da alcune altre parti del discorso sono pochi; si possono menzionare, per esempio: aūtrinykas forma antica Gs. Eravamo un po’ come aūtrinininkai Būbl., branginykas, -ė «chi vende a caro prezzo», pėkštinykas «soldato di fanteria», raitinykas, pirmìnykas, smarkinykas «persona energica»: Non essere così energico, altrimenti le prenderai tu stesso Žal.
8 I Kapsai usano perlopiù soltanto -inykas (-ininkas qui è la forma più recente), mentre gli Zanavykai, accanto alla forma più frequente -ininkas, hanno usato anche -inykas (darbinyks, šeiminýks, ūkinyks). Nei dintorni di Naujoji Ūta si è udito anche -inikas (pulkinikas).
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I nomi propri ricorrono nei toponimi di villaggi (di solito al plurale) e nei cognomi, per esempio: Navinykai || Naujin ykai Vlkv., Būdinykas Gs.
È da notare che nei derivati con il suffisso -inykas || -ininkas viene eliminato il suono i oppure l’intera sillaba ni, per esempio: girnykai «abitanti delle foreste», kepūrnykas «chi cuce e vende cappelli», antico, liežuvnykas «chiacchierone, bugiardo, linguacciuto», malūnykas || malūninkas Būbl., vargōnykas, vestūnykas Gs. || vestūvininkas: Vestūvininkai sono tornati a casa Grš., trāktornykas, trobēlnykas antico, «piccolo proprietario terriero, abitante che possiede soltanto una capanna». Cfr. anche baudžiāunykas < baudžiauvinykas.
Come si vede da tutti gli esempi forniti, le parole con il suffisso -inykas, con alcune eccezioni, seguono la nota regola di accentazione della lingua letteraria⁹.
11. -iškas, -a. È un suffisso aggettivale¹⁰. Con questo suffisso si formano soprattutto aggettivi da sostantivi. Questi derivati indicano per lo più un’appartenenza o una certa somiglianza. Per esempio: bōbiškas «simile alle donne»: Perché ascolti quelle chiacchiere da donne? Gs., čigōniškas žmogus «furbo, astuto», kiaūliškas apsėdimas «comportamento maleducato, sconveniente», mēsiškas valgis «preparato con carne o contenente carne», pāsakiškas «simile a una fiaba». A volte sentivamo raccontare ogni genere di incontri fiabeschi Vlkv., senōviškos mados, šūniškas gyvenimas «brutto, misero», žiēmiška kepurė «caldo, da indossare d’inverno». Qui forse si dovrebbe classificare l’esempio: «Sodžius» — i da žemaitiško e giōgiško¹¹ Klvr.
Il significato di appartenenza è particolarmente evidente in esempi come: angliška medžiaga, vōkiška mada.
Si incontrano alcuni vocaboli con il suffisso -iškas formati da aggettivi o da altre parti del discorso, per esempio: vidutiniškas vyrukas, visiškas ligonis, pasiūtiškas šaltis, kazdiēniškas acitikimas, savōtiškas žmogus.
12. -iškis, -ė. Nei vocaboli comuni il suffisso -iškis, femminile -iškė, si usa, per esempio, in derivati come: alytiškis «persona di Alytus o proveniente da Alytus», jūsiškis «chi vive con voi, chi è dei vostri», mūsiškis, namiškis «abitante di quella casa». – Come stanno gli altri di casa vostra? Vlkv. Il suffisso -iškis, -ė, in alternanza con -ietis, -ė, è usato soprattutto in kpII: birštoniškis, kauniškis Pašl., prieniškis, sasnaviškis Jiestr., simniškis Dkš., vilniškis, virbališkis Vygr. Agli esponenti del dialetto di Daukšiai sembra che tra i suffissi -iškis e -ietis vi sia una qualche differenza, ma non si è riusciti a scoprire quale. Tra gli zanavykai si dice: Parvažiavo šakiškei «quelli che erano a Šakiai sono tornati» Būbl.
Va menzionata a parte la parola vyriškis «uomo». C’erano due donne e un solo uomo Gs. Della stessa formazione di vyriškis è, con il suffisso -iškė, la parola moteriškė «donna». A poco a poco, a poco a poco, è diventata una donna (canzoncina) Plv.
Nelle parlate descritte si trova la parola con il suffisso -iškė tēviškė «1. luogo natio, luogo dei genitori; 2. rar., ant. servitù della gleba», per esempio: C’erano compagnie di quel genere, la gente andava e cantava: Signore, per la tua grazia, restituiscici la nostra tēviškė Būbl.
I nomi propri — toponimi di località abitate con il suffisso -iškis, -iškė (al singolare o al plurale) — sono più numerosi dei nomi comuni. Per esempio: Ałdriškei vill. Žal., Būdžiškei vill. Alvt., Juozūniškė vill. Plv., Moziūriškės vill. KzR., Pilviškėi città, Plū-
9 Plg. A. Laigonaitė, Literatūrinės lietuvių kalbos kirčiavimas, Vilnius, 1959, p. 43–44.
10 Si incontrano, sebbene molto raramente, anche alcuni sostantivi con questo suffisso, per esempio: Non ha nessun gyvuliško Grl. La ragazza mērgiškė non ha studiato Būbl.
11 Nei dintorni di Kalvarija žemaičiais sono chiamati gli abitanti della regione di Kapsukas, mentre i dzūkai soprannominano gli abitanti dei dintorni di Kalvarija giūogais.
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tiškės centro abitato minore, Vilkaviškis; idronimi: Bagžiškė Dkš., Dūdiškis Kps., Grįžiškis Igl., Kišliškė Šil., Kavoliškė Kps., Rudiškis Kps., Pabališkis Ss. Va notato che il suffisso -iškė è più usato per indicare i toponimi al singolare nella parte occidentale e settentrionale dei dialetti descritti, mentre -iškės (plurale) è più diffuso nella parte orientale e meridionale.
13. Vari suffissi con la consonante -k-. a) -aka: ąšaka: Duonutė bė su ąšakom Gs.
b) -aika: nevaláika «sciatto, sporco». Baisus nevaláika tas vaikščias Plv.
c) -auka: staučiáuka «recinzione di botti» Šil.
d) -ečkė: rupėčkė «rospo»: Aspetta tu, rupėčke, ti faccio vedere io! (detto con rabbia a un disobbediente) Alvt.
e) -ėkas. Con questo suffisso si trovano alcune parole di diversa origine e significato, per esempio: kanabėkas «attrezzo per scaricare il letame dal carro», ponėkas «signorotto decaduto».
f) -eika: lindėika «chi ficca il naso dappertutto», mušėika || mušėikė «attaccabrighe, amante delle risse», Judrėika torrente VŠR., Mažeika cognome VIkv.
g) -elka: tupėlka «chi sta seduto, se ne sta accovacciato»: Su, tupėlka, fila a filare Br.
h) -erka: pliumperka «persona grassa (detto delle donne)»: Pliumperkos, anà, gōglina Br.
i) -urkė: čiūčiurkė «bambina che si bagna addosso», pečiūrkė «spazio sotto la stufa».
j) -uška: dainuškà, peliuškos «piselli neri di qualità scadente», vakaruškos || vakaruškà «danze serali», voveruškà «un tipo di fungo», cognomi: Andriuškà, Baltuškà, Bartuškà.
VII. Suffissi con -l-
1. -(s)la, -(s)las. Con il suffisso -la si trovano una dozzina di derivati, per lo più verbali e di significato vario, per esempio: šmekla «mostro», švarplà «piccola scheggiatura, sporgenza e rottura; spazio vuoto tra i denti»: Si è spaccato il labbro — ed è rimasta una švarplà Plv., tešla, vėpla «sciocco», žiopla || žioplà «persona distratta, un po’ stupida», žirglà «gambalunga»: Ecco che arriva anche quello žirglà Snt. Con -sla è noto solo gýsla. Con il suffisso -las si hanno alcuni sostantivi, per esempio: aūlas: Nero come una suola di stivale Gs., driėžlas «lucertola», dūmlas, siūlas. Tra gli aggettivi con il suffisso -las, femm. -la, si possono menzionare: dėglas, miklas. Con il suffisso -slas si trovano soltanto pochi sostantivi, per esempio: krislas < *kritslas, mėšlas < * *mežšlas, mókslas, tikslas, žaislas Būbl. «morso, briglia», žaislas nj. «giocattolo».
2. -(s)lys, -ė. Vanno menzionati anzitutto i seguenti nomina agentis con il suffisso -lys, femm. -lė, per esempio: burblys «1. chi borbotta continuamente, 2. bambino grasso», čirkšlys, -ė «bambino o bambina striduli e piagnucolosi», šnypslys «chi lavora chino e come se sbuffasse»: Štaras fende, due falchi artigliano, mentre il povero šnypslys segue strisciando (l’aratro) Alvt., šveplys «chi è balbuziente e ha la erre moscia», pyplýs «1. chi fischietta, pigola, 2. chi è magro, insignificante», veplys «chi guarda a bocca aperta, sciocco», žioplys «chi guarda a bocca aperta; persona sbalordita, sciocca»: E dove ne troverai una simile, sbadata? Alk.
Si trovano anche parole di significato vario con il suffisso -lys, per esempio: baublys «zool. Botaurus stellaris», dieglýs «fitta, tale malattia»: Mi è venuta una fitta al fianco Gs., grėblýs, krumplýs «1. articolazione di un dito, 2. sporgenza di una ruota di ferro girevole, 3. persona bassa e robusta».
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Che ragazza niente male, eppure ho avuto solo un krūmplis così Žal., kranklys «zool. Corvus corax», padėlys «uovo deposto», siurblys «strumento per aspirare l’acqua», svirplys, Krioklys torr. Žal.
Con il suffisso -lė si trovano sostantivi di significato concreto, per esempio: družėlės «scarti della lavorazione al tornio, segatura», grimzlė (4), di solito al plurale, «sedimenti»: Tutti i sedimenti si sono raccolti sul fondo Gs., rauplės, siūlė, stemplė, žnyplės; Yglė torr. Ig., Karklė torr. Kbr.
Il suffisso -slė (dopo k -slė) è raro; tra le parole attestate con esso si menzionano: gyslė || gyslė (4, 1) «foglia di tracučio, gyslalapis»: Metti sulla gyslė un po’ di panna dolce — il gonfiore si attenuerà Gs. Togli le gyslės dal braccio Vrb. Mi inventerò una frase attraversando la pancia, una gyslė; nel ventre c’è una fiera Gs., kriaukšlė || kriaukšlė «crosta del pane» Gs., mislė, pūslė, raukšlė.
3. -lius. Con questo suffisso sono noti soprattutto: derlius, skaitlius «numero»: Abbiamo mietuto parecchie covate di segale in base al numero, ma il raccolto non è un granché (abbiamo trebbiato pochi chicchi) Plv.
4. -lus, -li. Con questo suffisso si formano aggettivi di significato vario, per lo più da verbi e talvolta da sostantivi, per esempio: bailus, knislius «incline a rovistare, a frugare» Vlkv., keblus «complicato»: Qui la faccenda è complicata Vlkv., seklus «poco profondo»: Qui (nel fiume) il punto è basso — si può guadare Gs., vislus: Tutti quelli della loro famiglia (con molti figli) ricevono sempre premi Plv.
5. -ala, -alas. Con il suffisso -ala si trovano solo pochi derivati, per esempio: griaušala «buono a nulla»: Che te ne fai di quel griaušala — avrai ragazze che valgono di più Alk., sniegala «un uccellino di questo tipo» Klvr., švėpala «ragazzo sventato; sbadato, sciocco»: Ti avevo detto di non metterti con quel švėpala. Gs.
Con il suffisso -alas vanno menzionati anzitutto i sostantivi deverbali, per lo più riferiti a oggetti concreti, per esempio: apvalkalas «rivestimento, indumento»: Ho dato al piccolo Jonukas due file di rivestimenti VšR, augalas, barškalas «sonaglio», gėralas «bevanda, birra», lakalas, lėsalas, padažalas «salsa», verpalai «filati, ciò che è stato filato», užvalkalas. Si trovano anche alcuni astratti, per esempio: pliauškalas «discorso sconveniente», tauškalas «chiacchiera insensata; ciarlataneria».
Si hanno anche derivati nomina agentis, di norma con valore spregiativo o ingiurioso; tra questi si possono includere alcuni dei termini già citati (barškalas, tauškalas). Per esempio: bambalas «chi borbotta», barškalas «persona che parla molto», pliūpalas «chi blatera — parla in questo modo», smirdalas «chi puzza, puzzone», tarškalas «chi parla in modo chiassoso — velocemente e a voce alta».
Si trovano anche alcuni altri derivati di tipo diverso, per esempio: reikalas, riebalai, šapalas «1. stelo, 2. nome di un pesce», vabalas.
6. -alis, -ė; -alius, -ė, -aliuvienė. Con il suffisso -alis, femm. -alė, si trovano derivati nomina agentis di valore spregiativo, per esempio: miegālis, -ė «chi dorme molto e a lungo», nuogālis, -ė «persona nuda, nudo»; (nuogālė «mancanza di vestiti con cui vestirsi»: Il lino non è cresciuto e ci ha colpiti la nuogālė Gs.), snaudālis, -ė «chi sonnecchia continuamente».
Accanto alla forma con il suffisso -alis, per lo stesso referente si usa forse più spesso anche quella con il suffisso -alius, femm. -aliuvienė || -alė, per esempio: bambālius «chi borbotta molto e parla in modo insistente»: Taci, bambāliuviene! Alk., bezdālius «chi scoreggia», miegālius, nuogālius, pirdālius, pliauškālius «chi blatera, parla sconvenientemente», snaudālius, spangālius, -ė «cieco, chi vede male»: Mentre filava, una spalis le entrerà negli occhi e diventerà spangālė (non vedrà) VšR., staugālius «chi ulula», tauškālius: Genė è una tauškālė Br., varvāl ius «bambino piccolo», spreg.: Taci, varvāl iau, credi davvero di potermi ancora guardare dall’alto in basso! Būbl.
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7. -elis, -elė, -intelìs, -ė; -elys. Il suffisso -elis, femm. -elė, è usato soprattutto per formare sostantivi diminutivi e vezzeggiativi; il genere maschile (con -elis) si forma generalmente da parole bisillabiche maschili non diminutive, mentre il genere femminile (con -elė) da quelle femminili. Per es.: brolelis, dugnelis, paršelìs, senelis, tėvelis; galvelė, mergelė, pušelė, vyšnelė. Si riscontra il suffisso -elis con valore diminutivo e sfumatura spregiativa: «Che bello il modo di parlare di quei dzūki» Snt.
Alcune parole con i suffissi -elis, -elė non sono più veri diminutivi: avendo acquisito un significato particolare e specifico, per es.: berželis «sesto mese dell’anno, giugno», gaidėlis «bot. piantaggine, Plantago media»: «Gaidėlei cresce soprattutto nei prati poveri» Gž. «Nemmeno il bestiame mangia le gaidėlės» Šn., kūlėlis «paglia appositamente legata per coprire il tetto»; avėlė, bobėlė «arnese per battere la falce», skarėlė.
Della stessa formazione sono anche i cognomi, per es.: Medėlis, Stanėlis. Oggi non hanno più valore diminutivo.
Con il suffisso -elis si trovano anche parole non diminutive con valore spregiativo, per es.: góvelis «goželis, sciocco», goželis «chi va in giro gožinėdamas; sciocco»: «Quel goželis se ne va in giro per i campi» Nm. «Dove metterai una goželė così?» Gs., vaikelis «ragazzaccio»: «Si sono radunati ragazzacci di ogni sorta alla festa da ballo» Gs., vėpelis «stupido, sciocco»: «Perché ascolti quello stupido?» Plb., žiopelis «sciocco». Anche la posizione dell’accento distingue queste formazioni dalle parole con suffisso diminutivo: l’accento non cade sul suffisso.
Il suffisso composto -intelìs, -ė, che ricorre occasionalmente, indica come un certo grado dell’aggettivo, per es.: Baltìntėlis (bianchissimo) come un fiocco di neve Gs. Ancora una jaunìntėlė moglie Būbl. Vienìntėlis bambino Nm. Naujìntėlis cappotto Gs.
Talvolta ricorre anche il suffisso -elys, per es.: accanto a vaikelis si usa con lo stesso significato anche vaikelys: «Non metterti con quei ragazzacci» Plv.
8. -ėlis, -ėlė; -utėlis, -ė; -umėlis. Il suffisso -ėlis, femm. -ėlė, come il suffisso -elis, -ė, ha soprattutto valore diminutivo e vezzeggiativo, ma si aggiunge ai temi di sostantivi plurisillabici, per es.: ąžuolėlis, dobilėlis, dolerėlis: «Diede una monetina d’oro e una monetina d’argento battuta» (d.) Alvt., piemenėlis, vainikėlis; dukterėlė, lelijėlė, seserėlė.
Dagli aggettivi con il suffisso -utis, -ė (baltutis) si formano aggettivi con il suffisso composto -utėlis, -ė. Con il suffisso -utėlis, -ė si usano, soprattutto nel folklore, aggettivi diminutivi e vezzeggiativi come: baltutėlis, -ė, gražutėlis, -ė, lygu-tėlis, -ė Grl., mažutėlis, -ė, naujutėlis, -ė. Si trovano inoltre forme come: girtutėlis, -ė, greitutėlis, -ė.
Per significato, questi aggettivi con suffisso equivalgono a un certo comparativo o superlativo.
Anche i sostantivi che ricorrono con il suffisso composto -umėlis hanno valore diminutivo e vezzeggiativo, come: baltumėlis, brangumėlis, gražumėlis, skaistumė-lis, tolūmėlis.
Con il suffisso -ėlis, femm. -ėlė, si formano anche sostantivi deverbali di significato del tutto diverso, che indicano soprattutto persone (di norma con una certa connotazione negativa), per es.: iždėkelis, nebūvėlis: «Da dove viene questo ospite nebūvėlis?» («che non è mai stato qui prima, che è stato qui molto tempo fa») Gs., nugaišėlis, padėgėlis, pajuodėlis «chi ha il viso nero, annerito», pamišėlis, pavaržėlis «povero, mendicante», suplūšėlis, užušėlis «mezzo matto». Come si vede, queste formazioni hanno assunto il significato del verbo prefissato da cui sono state derivate
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e sono accentati sulla radice. Qui vanno menzionate anche le parole formate da verbi riflessivi, per esempio: aciskyrėlis, isigimelis, išsišėpelis «chi ha la bocca spalancata»: Brutto, è proprio uno spalancabocca del genere Ig. Con uno spalancabocca così non voglio neanche fare amicizia Žvr. Chi mai prenderebbe una spalancabocca simile Ig., išilupėlis «chi ha lo smalto scrostato»: Questa pentola scrostata (un recipiente con lo smalto scrostato) puoi metterla sul fuoco: non teme il calore Kps., isižiojėlis «chiacchierone; urlatore, piagnucolone; allocco»: Quel loro bambino è un terribile urlatore Kps. Che urlatrice terribile: urla e racconta tutto agli altri Gs., ištvirkėlis, pasileidėlis, susiraukėlis, usimėrkelis. Il corrispondente femminile si forma con il suffisso -ėlė.
Esistono inoltre vari nomi esclusivamente femminili (con il suffisso -ėlė), per lo più riferiti ad animali e talvolta a piante, per esempio: dilgėlė, kirmėlė, šiurbėlė «sanguisuga», skruzdėlė, utėlė, vėgėlė. Si distinguono dalle forme diminutive anche per la posizione dell'accento.
9. -ėlius, -ėliuvienė, -ėlė. Con il suffisso -ėlius, femm. -ėliuvienė || -ėlė, si trovano soltanto pochi vocaboli spregiativi, per esempio: smirdėlius «puzzolente», femm. smirdėliuvienė || smirdėlė || smirdėlė, utėlius «chi ha i pidocchi», femm. utėliuvienė || utėlė.
10. -ila, -yla. Il suffisso -ila è piuttosto raro; con esso si possono menzionare soltanto le parole: barzdilė || barzdylą raro «barbuto», vaidilą, Dabrilą cognomi.
Con il suffisso -yla si possono menzionare alcuni vocaboli di genere comune, per esempio: pliauškyla «chiacchierone», staugylą «chi urla, grida».
11. -ilas; -ylas, -a. Con il suffisso -ilas si formano alcuni sostantivi maschili, per esempio: birbilas «birra scadente» Plb., brizgilas «museruola con morso, da mettere al muso», dóbilas, eržilas, sprāgilas.
Il suffisso -ýlas || -ýlas, femm. -ylà, è noto soltanto nei seguenti aggettivi: akýlas || akýlas, -a (accanto a akyliūs, -ių) e ausýlas, -à raro.
12. -olius, -oliuvienė; -olė. Con il suffisso -olius, femm. -oliuvienė, sono note soltanto le forme gurgolius, gurgoliuvienė «trasandato, sudicio, lurido»: Uno così lurido non l'avevo ancora visto, come te Alk. Come osa quella lurida sedersi a tavola? Alk.
Con -olė si è sentito soltanto gurgolė «vodka»: Quando si scolano la vodka (si ubriacano), allora poi crollano (si sdraiano) Gs.
L'origine di queste parole andrebbe forse collegata a parole come gūrgulas, gurgėti e simili.
13. -ula, -ulas. Con il suffisso -ula si può menzionare un'unica parola, viesula || vėsula «vortice»: Gira come un vortice Žal. Si è alzato un vortice terribile Gs.
Con il suffisso -ulas si incontrano alcuni sostantivi di significato diverso, per esempio: bum-bulas «cerchio, sfera (di una torre)», burbulas: Svanì come una bolla di sapone Gs., gėdulas || gėdulas forma dialettale, gniūtulas «pezzo», gūrgulas || gūrg(u)olas «pezzo di materiale aggrumato o aggrovigliato», viesulas forma dialettale.
14. -ulis, -ulė; -ulys. Con il suffisso -ulis, femm. -ulė, si usano alcuni aggettivi con una certa valenza pronominale, per esempio: didžiulis, -ė, gražulis, -ė raro, mažiulis, -ė. Tra i sostantivi con significato alquanto diverso (affettivo) si possono menzionare, al maschile o al femminile: dėdulis, dievulis, tėvulis, pačiulė: Dove sono le camicie, mogliettina? Alvt., svočiulė: La madrina ha strappato una rosa per strada Plv. Spostati, madrina, qui si siederanno i musicisti Gs., tetulė.
Si possono inoltre menzionare sostantivi come, per esempio: brūzgulis «un certo tipo di bastone», drobūlė «un certo tipo di tavola per tessere»: Si è procurata ogni sorta di tavole da tessitura Vlkv.
Con il suffisso -ulis si trovano anche alcuni cognomi, per esempio: Gražulis, Mičiulis, Vaičiulis.
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Con il suffisso -ulys vanno menzionati anzitutto i derivati nomina actionis, per esempio: drebulẏs, dusulẏs, godulẏs «avidità», nudulẏs «pigrizia, sonnolenza»: Nel pomeriggio viene una tale sonnolenza, Grl., riaugulẏs «ruttare, avere conati», snaudulys «sonnecchiare, assopimento», troškulys.
Si trovano parole di diversa formazione, con significato concreto e talvolta astratto, per esempio: gyvulys, juodulys «macchia nera, punto nero, oscurità», kraustulys «piccolo oggetto trasportabile», krušulys: Il latte andato a male diventa grumoso oppure è rossastro, Būbl., nuodegulẏs «pezzo di legno bruciacchiato», skaudulẏs: Mi è venuto un ascesso alla gamba, Gs. Non tollerare l’ascesso, Grl., skritulys «cerchio», triuškalys «briciola» Grš., užkandulys «spuntino»: Non era un ubriacone: aveva sempre uno spuntino con sé, Būbl.
15. -aila. Suffisso raro. Si trova in sostantivi di genere comune e in nomi propri, per esempio: krapāila «chi cammina rovistando»: A quanto pare è ubriaco: cammina come un krapāila, Gs., sapāila «chi dice sciocchezze, vaniloquente» Nm., strapāila «chi gironzola, strāpalīs», Šipāila cognome, Grš. Questo suffisso potrebbe avere corrispondenti anche nelle lingue slave, cfr. sl. -ailo.
16. -áulė. Con questo suffisso, tra le parole finora note nei dialetti descritti, ve n’è una sola: makáulė «testa; sommità del capo» (spreg.): La tua testa è troppo piccola per quegli studi, Gs. Lo colpì con un bastone proprio sulla sommità del capo, Žal. In altri dialetti, per esempio in quelli samogiti, e nella lingua letteraria, questa parola ha invece l’accento circonflesso12.
17. -uolius, -uolė; -uolys. Con il suffisso -uolis, femm. -uolė, si formano soprattutto parole da aggettivi, per esempio: drąsuolis, -ė, gudruolis, -ė, pavyd(u)olis, -ė: L’avaro invidioso mangiò il topo come una cavalla (dal linguaggio dei pastori), Gs., stipruolis, -ė, šykštuolis, -ė, skenduolis, -ė, varguolis, -ė «povero».
Va menzionato a parte žyžuolis «barbabietola o un altro ortaggio (cipolla, sedano)», raguolė «fiore dai fiori azzurri che cresce tra il grano», spanguolė botan. «Oxycoccus quadripetalus, spalgėna».
-uolys è un suffisso nominale non molto produttivo. Le sole parole ampiamente note sono: branduolys, kamuolys, obuolys.
18. -(y)kla. Dalla derivazione con il suffisso -kla da verbi primitivi è nota soltanto la parola sėkla.
Aggiungendo il suffisso -kla agli infiniti dei verbi secondari in y-stem si è formato il suffisso -ykla. I derivati di questo suffisso indicano soprattutto il luogo in cui si compie un’azione. Le parole più antiche non sono numerose. Per esempio: gulykla: Qui c’è il giaciglio della lepre (il luogo dove si è coricata), Gs., knisykla «luogo scavato, rovistato, messo sottosopra»: Quel loro letto sembra un porcile, Plv., maudykla «luogo per fare il bagno». Sia nella lingua letteraria sia nei dialetti descritti, il suffisso -ykla è oggi molto produttivo e vitale. Cfr.: čiuožykla, kirpykla, mokykla, valgykla. Con il suffisso -ykla si trovano anche nomi propri, per esempio Žaidyklos «un simile acquitrino», KzR.
Va menzionato a parte il sostantivo di genere comune baidykla, di significato del tutto diverso, «spauracchio»: Ne verrebbe fuori uno spauracchio terribile, Grš. Con quella veste è come una specie di spauracchio, AžŽB.
19. -klas. Con il suffisso -klas si formano parole che indicano soprattutto strumenti e che, di norma, derivano da verbi, per esempio: gin klas, pjūklas. Vanno menzionati inoltre:
12 Cfr. Dabartinės lietuvių kalbos žodynas (a cura di J. Kruopas), Kaunas, 1954; P. Skardžius, Lietuvių kalbos žodžių daryba, p. 191.
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audeklas, pabūklas: Spara con ogni sorta di arma Vlk., padėklas || padėklas «un bastone appoggiato sotto qualcosa», vystyk las.
20. -klė, -klis, -klys. Con il suffisso -klė si formano sostantivi di significato vario, ad es.: gerklė, pinklės «trappole», slaklės.
Prima del suffisso -klė può comparire un suono suffissale qualsiasi (vocale o dittongo); si ottengono così, in un modo o nell’altro, i cosiddetti suffissi ampliati -yklė (le parole formate con esso indicano per lo più strumenti), -oklė, -uoklė, ad es.: baidyklė «mostro», grumdyklė «strumento di legno o di ferro per lavare e strofinare» Grl., metyklė «strumento per lanciare qualcosa, per esempio sassolini», laidyk lė, rodyklė (per esempio, la lancetta dell’orologio), supyklė «altalena», šaudyk lė «dispositivo in cui si inserisce la spola durante la tessitura», medžioklė; girtuoklė «bacca del bosco simile al mirtillo», vaiduoklė: Papasakosiu tokią vaiduoklę «racconterò una storia di fantasmi o di apparizioni» Ot., žibuoklė «epatica» Vlk., Nm.
Prima del suffisso -klis può comparire anche una vocale o un dittongo suffissale qualsiasi, ad es.: i, o, uo. Si hanno così i suffissi -iklis, -oklis, -uoklis. Ad es.: jauniklis, -ė «chi è molto giovane», Kiritiklis soprannome Dkš., klajoklis, -ė, girtuoklis, -ė, pakaruoklis, -ė, vaiduoklis.
Con il suffisso -klys è noto soltanto arklys.
VIII. Suffissi con -m-
1. -(s)mas. Con il suffisso -mas si forma qualche sostantivo di significato concreto, ad es.: jėšmas, kėlmas: Abžėlęs kap kėlmas «è cresciuto incolto come un ceppo» Gs.
È da segnalare il numerale -mas, femm. -ma, sėkmas, -a, raro. Anche alcuni parlanti più anziani delle varietà descritte conoscono ancora il numerale ašmas, -a. Sėkma e ašma sono stati uditi più frequentemente nell’uso nei dintorni di Naujoji Ūta.
Con il suffisso -smas si formano una dozzina di astratti verbali e derivati nomina actionis, ad es.: griausmas: O ka tave griausmas! «Che il tuono ti colpisca!» Gs., jausmas, klik s mas «grido, urlo», riksmas «urlo, grido», skausmas, šauksmas, trenk(s)mas, triukšmas (dopo k, qui -smas diventa > -šmas), verk(s)mas.
2. -(s)mė. Con il suffisso -mė si usano, ad es.: drėgmė, gelmė «profondità, luogo profondo»: Nelisk – tę pati gelmė «Non andare lì: è profondo» Plv., linkmė «direzione»: Nuė tai linkmė «Ecco la direzione» Gs., padermė «stirpe, varietà», tankmė «densità».
Con il suffisso -smė sono noti soprattutto i vocaboli: bausmė, drausmė, giesmė, grūsmė «calca, ressa»: Priejo tiek žmonių, kad bó didelė grūsmė «Sono arrivate così tante persone che c’era una grande ressa» Vlk., versmė «vortice, mulinello».
3. -imas. Il suffisso -imas è ampiamente usato. Con esso si formano soprattutto, a partire dai temi del passato, sostantivi verbali di significato astratto, ad es.: bėgimas, ėjimas, gailojimas: O verkimas, o gailojimas — neit ma graudu pasidarė «Oh, che pianto e che pena: mi è venuto da piangere» Gs., gurgimas «rombo»: Visą naktį girdėjosi mašinų gurgimas važiavimas «Per tutta la notte si sentiva il rombo delle macchine in marcia» Kt., kirpimas, metimas, siuvimas, stovėjimas: Po šliūbo parvažiavoja, tai prasideda stovėjimas «Dopo il matrimonio tornano a casa e comincia la festa» Ig. Stovėjimas — pati veselija «La festa stessa è chiamata stovėjimas» Ig. Stovėjime tai gražei koroja piršli «Durante la festa il sensale canta magnificamente» Ig., užimas.
Alcuni dei derivati menzionati hanno acquisito anche un significato concreto, ad es.: arimas soprattutto al plurale «campo arato», klojimas: Jau porą klojimų iškūlėm «Abbiamo già trebbiato un paio di covoni» Gs., prariekimas «pir-
11. Leksikos tyrinėjimai
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fetta tagliata dalla pagnotta», creatura: Ma che creatura da niente, questo bambino! Plv., carro «ruote».
In alcune parole formate con questo procedimento, quando emerge un nuovo significato, cambia la posizione dell’accento e, di norma, al posto del suffisso -imas si pronuncia -ymas, per es.: padėjimas «l’azione» || padėjimas «deposito, scorta»: Ta bulvinė viskām geras padėjimas Žal., gėrimas «l’azione» || gėrymas «bevanda». Cfr. il suffisso -ymas.
Si trova qualche sostantivo con il suffisso -imas derivato da un aggettivo, per es.: jaunimas, minkštimas, tirštimai.
Tra gli aggettivi con il suffisso -imas, femm. -imà, si possono menzionare: svetimas, -à, artimas, -à, tolimas, -à; al posto degli ultimi due si dice più spesso artymas, tolymas.
4. -ymas. Il suffisso -ymas è composto: -y-mas, per es. sāk-y-mas.
Con questo suffisso si menzionano anzitutto i sostantivi verbali formati dagli infiniti dei verbi con tema in v, per es.: āydymas, gānymas, mātymas, klāusymas, sākymas. Si tratta per lo più di parole dal significato astratto. Si trovano anche derivati di questo tipo con due significati — uno d’azione e uno concreto —, per es.: maišymas «1. azione, 2. impasto preparato per il pane», pūdmas «1. azione, 2. campo incolto lasciato a riposo».
Con il suffisso -ymas si formano sostantivi anche da verbi semplici e, in genere, hanno un significato concreto, per es.: gėrymas: Prisidarė visokių gėrymų Gs., grendymas || grėmdymas «pavimento della trebbiatura», gūrgždymas «inguine». Jį pervėrė peiliu į patį gūrgždymą Kps., klāusymas: kláusti: Koks klāusymas, toks ir acakymas. VIkv.||klāusymas: klausyti, linkymas «parte opposta del ginocchio o del gomito», kūlymas: Jau prasidė kūlymai VIkv. Cfr. inoltre: gėrymas «1. bevanda, ciò che si beve 2. il bere»: Įpratęs į tą gėrymą, tai kap liga Žal., klāusymas «1. azione, 2. Bonpoc» e klaustimas «azione». Per la posizione dell’accento, cfr. -imas.
La formazione di sostantivi da aggettivi con il suffisso -ymas non è ampiamente attestata. A questa formazione si possono ascrivere: bāItymas «la parte bianca dell’occhio, dell’uovo…», tūštymas «la parte più sensibile sul fianco, la regione ascellare»: Dūnkstelė į tūštymą, ir negyvas Gs., dvišākymas (: dvišakas) «inguine, perineo».
Gli aggettivi con il suffisso -ymas, femm. -ymā, sono soltanto: artymas, -à || artymas sost. «amico», tōlymas, -à; più raramente artimas, tolimas.
5. -uma. Con il suffisso -uma si trovano derivati di vario significato (forse soprattutto riferiti a luoghi), per es.: aukštumà «luogo elevato»: Užlipo į pačią aukštumą VIkv., gailumà «asprezza»: Pačią gailumą nugėriau, o kas liko, tai tau Gž., gilumà «luogo profondo», jaunumà «giovinezza»: No jaunumoš lašinių nevalgau Gs., seklumà «punto poco profondo (per es. in un fiume)», žemumà «luogo basso».
Inoltre, si dice: daugumà «la maggior parte», šilumà, tuštumà: Vidūrvasarį pati tuštumà; tuščias metas — mažai tėra maisto Gs.
6. -umas. È un suffisso abbastanza frequente. Con esso si formano per lo più astratti denominali da aggettivi, talvolta anche con significato concreto, per es.: aiškūmas, baltūmas, gerūmas, gilūmas, kartūmas, riebūmas (e riebūmai «grassi»), piktūmas: Piktūmas ‘rabbia’ ima į jį žiūrint Alk., sunkūmas, šviesūmas, tamsūmas. Come mostrano gli esempi, queste parole si formano non soltanto da aggettivi con tema in u, ma anche da aggettivi con tema in a e ja. Inoltre, talvolta, accanto a žalūmas, didūmas si dice anche žaliūmas Gs., Plv.: žalias, didžiūmas || didžūmà «la maggior parte, la maggioranza»: Didžiumà jau nusikasė bulves, o jų dar stovi Nm.
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Si incontra qualche derivato con il suffisso -ità anche da un sostantivo o da qualche altra parte del discorso, per esempio: pigrizia: «Mi prende la pigrizia per questo caldo» Gs., trascuratezza: «Eh, anche la sua trascuratezza» Plv., maggioranza ‘molti’.
Va notato che il caso strumentale di alcuni derivati con il suffisso -ità, usato avverbialmente, ha l’accento sulla radice, per esempio: con bontà, bellezza, cattiveria.
7. Altri suffissi con la consonante -m-. a) -amas: parte del telaio del telaio «parte del telaio» raro. Gs.
b) -ymė. Con questo suffisso è nota una sola parola, apertura ‘cavità’: «Oh, che apertura c’è qui!» Gs.
c) -imis, -ė. È degna di menzione soltanto la parola ingrassato, ingrassata «chi viene ingrassato, di solito un maiale, una scrofa»: Abbiamo macellato un buon maiale da ingrasso Plv. Potremo vendere quella scrofa da ingrasso Gs.
d) -umė. Con questo suffisso è nota soltanto la parola infanzia: «infanzia»: Fin da bambina (più spesso fin da bambina) si abituò a rubare Plv.
IX. Suffissi con consonante -n-
1. -(s)na, -(s)nas. Con il suffisso -na vanno anzitutto menzionati i sostantivi, per lo più di significato concreto, ad es.: briaunà «bordo», siena, šalnà, šutna «tempo caldo e afoso», žiaunos.
Con il suffisso -na vi sono anche nomina agentis di genere comune, ad es.: gleinà (4) «chi sporca, imbratta, pasticcia»: Ot koks gleinà – negal, paėmęs peilį, mėsos acipjaut Žvr., klipnà: Toks klipnà, o girtis, tai nėr galo Būbl., purkšnà «chi si arrabbia rapidamente e comincia a sbuffare», skretnà «chi ha la bocca sporca e imbrattata, uno sporco»: Tas vaikščias baisus skretnà Gs.
Si incontrano parole di diversa formazione o con vari significati, ad es.: triznà «1. diarrea, dissenteria. 2. persona dal carattere focoso, irascibile».
Le parole (sostantivi) formate con il suffisso -sna indicano soprattutto persone o cose dal significato concreto, per esempio: dusnà «persona avvizzita», džiūsnà «persona rinsecchita», rukšnà (dopo k s > š) «persona accigliata, irascibile», skaursnà «1. miseria, 2. persona ridotta in miseria», lušnà, šerkšnà «ynis».
Il suffisso -nas si usa per formare aggettivi (femminile -na), per esempio: drėgnas, glėžnas «flessuoso», liūdnas, pilnas, plonas, šilpnas, šaunas (più spesso šaunùs) «eccellente, buono» Žal.
Con il suffisso -nas si formano numerosi sostantivi dal significato concreto, per esempio: dùgnas, kálnas, klùonas «fienile», spar̃nas, svìrnas Klvr., šérnas.
I suffissi -snas sono ormai soltanto residuali. Accanto alla parola più frequente šerkšnà si dice anche šerkšnas (ks > kš). Inoltre si usa (raro) l’avverbio skursnai (: skursnas) Dkš., Vlkv. «in modo misero»: Skursnai gyveno, tai nėkap ir atrodo Gs.
2. -(s)nis, -(s)nys. Con il suffisso -nis (gen. sing. -nies, genere femminile) si formano sostantivi di significato concreto, per esempio: kriaunis: Spuntò un solo filo del coltello Vlkv., kulnis, plėnis (di solito pl. plėnys) «fuoco che si spegne e si trasforma in cenere», skõbnis «recipiente, botte bassa»: Versa l’acqua nello skõbnis Br., šaknis, šlaunis «coscia», trãknys «estremità marce della paglia»: Di quella paglia sono rimaste solo due trãknys Gs.
Il suffisso -snis (gen. sing. -snies) è raro. Tra le forme attestate con esso si ricordano pusnìs e krósnis «1. mucchio di pietre Klvr., 2. forno» Alk.
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La desinenza ja del tema (gen. sing. -snio, masch. gen.) -snīs || -šnys è più frequente, per es.: álksnis || élksnis zan., inoltre, cfr. Álksnė || Élksnė upl. Alk., brūkšnys (ks > kš), gluosnis || gluosnys, kašnis || kašnys, sieksnis || sieksnys, žinkšnis || žinkšnys.
3. -(s)nus, -nius. Con il suffisso -nus si formano soprattutto aggettivi (femm. g. -ni), per es.: lipnùs «appiccicoso»: Nõ medaus pasidaro lipnios rankos Gs. [Dal miele le mani diventano appiccicose], sraunùs «impetuoso» (ruscelletto), šãunùs «splendido, bello»: Tas Jone šaunūs vyruks Nm. [Quel Jone è un uomo splendido], švelnùs «morbido», tepnùs «che si sporca facilmente» Žal., Nm.
Con il suffisso -snus || -šnus si trovano soltanto gli aggettivi skursnùs «impoverito, povero» raro, lipšnùs «amabile, gentile»: Prẽ vyrų visos jos (merginos) lipšnios Gs. [Tra gli uomini tutte loro (le ragazze) sono gentili].
Con il suffisso -nius, femm. g. -niuv. ž. || -nė, sono note due parole: mižniùs, femm. g. mižniuvienė || mižnė «1. chi si bagna addosso mentre dorme, 2. persona poco seria», triznius, femm. g. trizniuvienė «1. chi ha la diarrea, 2. persona dal temperamento focoso o poco seria».
4. -ana; -anas, -a. Il suffisso -anų si usa per formare sostantivi, per es.: dovanà || dõvana, drãpana «indumento», gárbana «oggetto di venerazione», liekana, kãmanos «capezzina di cuoio», palūkanos «interessi», plėiskana (di solito pl. plėiskanos), traiškana (di solito pl.): Tik acikėlė tai akys pilnos traiškanų Gs. [Si è appena alzato e ha gli occhi pieni di cispe], ūkana «tempo nebbioso».
Con il suffisso -anas, femm. g. -ana, ci sono due aggettivi: álkanas, rùškanas, «nuvoloso; cupo, irritato»: Rudenį rūškanos dienos Plv. [In autunno le giornate sono cupe]. A nenutiko kas, ka toks rūškanas veidas? Vlkv. [Non è successo qualcosa, che hai una faccia così cupa?] Qui va incluso anche l’avverbio dovanai: *dovanas.
5. -ena, -mena. Il suffisso -ena è ampiamente usato per indicare nomina agentis di genere comune con valore spregiativo, per es.: aušena «persona intontita, mezzo scema»: A pasisiūsi kur tokį aušeną? Gs. [Dove ti troverai uno così intontito?] dvėsena «persona quasi morta», gaišena «chi è deperito»: Ta kumelė jau tikra gaišena Vlkv. [Quella cavalla è ormai davvero ridotta male]. Jokių valgių tam gaišenai neįtiksi Grl. [Non riuscirai ad accontentare quel deperito con nessun cibo]. Argi su tokiais gaišenom važiuosi? Ig. [E davvero viaggerai con tipi così malridotti?] geltena «persona ingiallita dalla malattia»: Bene ilgai jis gyvens tas geltena Bgt. [Chissà se vivrà a lungo quel pallido malaticcio]. Kad būt mergą kap reik, tai da da, o čia tokia geltena Alk. [Se fosse una ragazza come si deve, allora sì, ma questa è così pallida e malaticcia]. góžena «sciocco»: Kur dabar tas góžena eina? Plv. [Dove va adesso quello sciocco?] griùvena «chi riesce a malapena a camminare, rudere», kiūtėna «persona trasandata»: Matai, koks jis kiūtėna Šn. [Guarda com’è trasandato]. Ką tas kiūtėna, bene jis moka ką Bgt. [Che cosa sa fare mai quel trasandato?] kùitena «persona spettinata e scarmigliata», kvaišena «svitato», kvaitena «stordito, svitato», lūpena «persona avvizzita», raũkena «persona tutta rughe», rùkena «persona dal viso rugoso o accigliato», rùpena «rospo (come insulto)», skurdėna «persona impoverita, ridotta in miseria», stipena «persona moribonda», úitena «persona presa di mira da tutti», véltena «persona spettinata».
Alcune delle parole elencate hanno anche un altro significato, per es.: dvėsena «carne di animale morto, carogna», gaišena «carne di animale morto», kvaitena «stordimento», stipena «carne di animale morto».
Vanno menzionate anche le parole: aušenos «resti delle spighe»: Javus čystina, tai lieka aušenos Grl. [Quando si pulisce il grano, restano i resti delle spighe], muilenos «acqua saponata», pūvenos «marciume», rañkena, sėlenos «crusca», skūtena «buccia di patata pelata» Grl., svīltenos «bruciacchiature», Bambėna «corso superiore del fiume Dovinė» Dkš.
Con il suffisso -mena si formano alcuni sostantivi, per es.: smùlkmena «oggetto o cosa di poco conto», stambmena «oggetto voluminoso», trùkmena nj. «trùpmena». Qui si può forse menzionare anche Šeimenà «affluente dello Širvinta» Žal.
6. -sena (-šena). Con questo suffisso sono note soprattutto: eisena «modo di camminare», kvėpsena «chi respira a malapena, appena vivo»: Neilgai jau gyvęs tas kvėpsena (apie žąsiuką) Plv. [Quel kvėpsena non vivrà ancora a lungo (detto di un anatroccolo)], baikšena (s > š) «persona moribonda, ridotta in miseria».
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7. -enė, -uomenė. Ai derivati con il suffisso -enė si possono ricondurre le parole: piemėnė, pabaigėnė «sottoveste» VIkv., Alk., priemenė || priemenia «ingresso».
Qui vanno menzionate anche parole con il suffisso composto -uomenė, per lo più più recenti, per esempio: didiuomenė «nobili, magnati, signori», jaunūomenė, kariuomenė || karūomenė, visuomenė.
8. -ėna, -ėnas. Il suffisso -ėna è ampiamente attestato soltanto nella parola velėna.
Anche -ėnas non è un suffisso frequente. Si segnalano le seguenti parole: pelėnas, raro, «sparviero dei topi» Plv., tetėnas «marito della zia», trakėnas, -ė «cavallo o giumenta di questa razza», varmėnas «storno».
9. -inas. Il suffisso -inas, femm. -ina, è usato in alcuni aggettivi derivati da sostantivi, che indicano una qualità esteriore, per esempio: dūlkīnas «polveroso», dumbIinas «fangoso», krūvinas, pūvinas.
Gli aggettivi deverbali sono soltanto: būtinas, kūpinas, mūrinas «imbrattato, sporco», tėkinas.
Tra i sostantivi con il suffisso -inas vanno menzionati anzitutto quelli che designano i maschi degli animali, per esempio: avinas, bitinas, katinas, kurkinas, meškinas, žąsinas; inoltre, gulbinas, raro, Gs., Plv., e Gulbinas «affluenti di sinistra dello Šešupė (Plv.) e del Sūduonė (Ldvn.)».
Con il suffisso -inas vi sono sostantivi di significato vario, per esempio: ákštinas «spina», aūksinas «una certa moneta antica», kirmėnas «grosso verme», milžinas, paršinas «porcellino», pentinas: Gaidys kap raitelis — su pentinais VIkv., slibinas «drago», Slibinai k. Nm., vaikiinas.
10. -inis, -inė; -utinis, -ė. Con il suffisso -inis, femm. -inė, si formano soprattutto aggettivi denominali¹³. Essi indicano:
a) il materiale di cui o con cui qualcosa è stato fatto o prodotto, per esempio: Avižinis kisielius gerai stingsta Gs., bulvinė || bulbinė košė Grl., Atrodo, kap gintarinei karielei Alvt. Lininei marškinei geriausia skalbiasi Nm.;
b) l'appartenenza possessiva a un oggetto o a una specie, per esempio: Antinei kiaušinei prasti Gs. Naujas vieno pryžakinis, kie užpakalinis ratas Plv.;
c) la somiglianza esteriore con un oggetto, per esempio: Rankos kab geležinės «dure» Gs. Akys ledinės, lyg numirėlio «fredde, senza vita» Žal.;
d) lo scopo o la destinazione per qualcosa, per esempio: Su dobiline (dobilams pjauti) mašina i pievas pjauna Gs.;
e) il luogo da cui qualcuno proviene o in cui si trova e vive, per esempio: Su káimineis žmonėm lengviau rast rodą, kai su miestiniais Alk. Suė į kolūkius i pašėšupinei gyvėtoj ei «quelli che vivono presso lo Šešupė» Gs. -inis, -ė è usato anche al posto o accanto ai suffissi -ietis, -iškis: kalvarijinis žmogus Graž., pilviškinis mokytojas VIkv., šilavotinė marti «originaria di Šilavotas» Pašl.;
f) un determinato periodo di tempo a cui qualcosa è associato, per esempio: auštrinis, -ė: Užteka žvaigždė auštrinė Klvr. Dovaninių (donati alla sposa durante le nozze) pinigų turėjo Klvr. Geriausia deda morčinės vištaitės «nate nel mese di marzo» Gs.;
g) un tratto distintivo di un oggetto, per esempio: Pas mus yr akinės ir põninės kazyros Gs. Krūminei dantys jau kiauri VIkv.
13 Alcuni di essi possono anche essersi sostantivati. Cfr.: Pele pele, te tau káulini, duok má geležinį (ps.) Klvr.
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Gli aggettivi con il suffisso -inis si formano anche da aggettivi, per esempio: Dicono che qui crescessero querce baistinei Ūt. Una mucca Bergždine non morde, è scadente Gs.
Si incontrano anche aggettivi formati da numerali con il suffisso -inis, per esempio: Una ragazza Šešiolikine (di sedici anni) è la più svelta Alk.
Vi sono anche aggettivi formati dai participi passivi del passato con il suffisso -inis, per esempio: Una ragazza così drėptinė (grassoccia) è come un sacco Gs. La polpetta Leistine (fatta con pastella liquida) è la migliore per me Vlkv.
Si incontra qualche aggettivo con il suffisso -inis formato da un avverbio, per esempio: Per gli abiti Kazdieninei, invece va bene ovunque Nm.
Vanno menzionati qui anche alcuni aggettivi con il suffisso composto -utinis, femm. -utinė, per esempio: aukštutinis, viršutinis, galutinis, kraštutinis, paskutinis, paviršutinis, pirmutinis, vidutinis, žemutinis: E questa è ormai la parola finale? Vlkv. Io devo essere sempre la prima e l’ultima, cominciare per prima e lavorare più a lungo Pjv.
Esistono anche sostantivi con il suffisso -inis. Si tratta di alcuni aggettivi con il suffisso -inis che si sono sostantivati o svolgono funzioni nominali; perciò la loro formazione è la stessa degli aggettivi: sono formati da sostantivi e da alcune altre parti del discorso, per esempio:
a) garinis «parte della stufa»: Non c’è il garinis: la casa è piena di fumo Alk. Mettiti il garinis: il soffitto comincia già a marcire Gs., gniauštinė «colpo dato con un gniauštime»: Facciamo a colpi (mettiamoci d’accordo) per dieci gniauštinės Kt.;
b) pākulinis «scadente, tessuto di stoppa», prieigadinis «maiale da ingrasso; far riposare i letti», vilkaviškinis «abitante di Vilkaviškis»: La donna di Vilkaviškis non era nostra amica Gs.;
c) aukštinis «foro nel soffitto per far uscire il fumo», nuošalinis: Se capitassero dei nuošaliniai (estranei), sarebbe meglio Klvr., palaidinis «giacca ampia e larga», šaltinis;
d) mergautinis «ragazzo che fa la corte alle ragazze», suktinis «un tipo di danza»;
e) vienuolikinis ecc.: E siete arrivati con il vienuolikininu, «il treno delle undici»? KzR.
Tra i sostantivi con il suffisso femminile -inė vanno menzionati anzitutto quelli che indicano soprattutto un luogo o un oggetto in cui si trova o si ripone qualcosa, per esempio: alinė «birreria, bar»: Guarda, sta svoltando verso la birreria Vlkv., druskinė, gimtinė «luogo natale, patria», kapinės mėsinė, pintinė, statinė, šalinė (nel fienile): Ha riempito tutta la šalinė Gs.
Numerosi sono i sostantivi con il suffisso -inė che hanno altri significati, per esempio: aušrinė «stella del mattino», bergždinė «mucca sterile»: Che ce ne facciamo di quella bergždinė? Žal., giltinė, krūtinė, kūlinė «macchina che trebbia e separa anche la pula», naginė, ráutinė «dieci manate»: In un giorno (di lino) ne raccogli novanta ráutinės Grl., sėtinė «bosco seminato» Alk., šiltinė «una malattia del genere», vėjinė «banderuola; tavola all’estremità del tetto per impedire al vento di strappare la paglia», taukinė «cuscinetto», žentinė «figlia per la quale si prende un genero»: Alla žentinė resterà tutto Plv.
Con i suffissi -inis, -inė si trovano anche nomi di fiumi e ruscelli, per esempio: Asinis Ss., Eglinis Brt., Ig., Kermušinis Kps., Dōvinė Dkš., Kastinė nj. Alvt., Meškinė Vv., Plaušinė Vv., Savinė || Sabinė Jnk., Vilktinis Krb.
Come mostrano gli esempi, l’accentazione degli aggettivi e soprattutto dei sostantivi con i suffissi -inis, -inė è molto varia. Tuttavia, questa accentazione è determinata almeno in parte dall’accentazione della radice e della desinenza della parola base.
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11. -inys. Con il suffisso -inys si formano sostantivi. Possono derivare da verbi (o esservi comunque correlati), da aggettivi e talvolta da altre parti del discorso.
Le parole formate da una radice verbale con il suffisso -inys hanno significati diversi. Alcune, oltre al risultato, esprimono anche un’azione, per esempio: atlaidinys «disgelo». Pabō atlaidinys, i sutizo sniegas Vilkv., palaid-inys «disgelo, scioglimento della neve», tinginys «pigrizia, indolenza»: Ima mane tinginys tokiu oru Gs.
Vi sono anche nomina agentis (il femminile -inė), per esempio: mokinys, tinginys: Nereik má jos — paskutinė tinginė Gž.
Altri sostantivi di formazione verbale e da radice con il suffisso -inys hanno significato concreto, per esempio: grindinys «ciò che è pavimentato; pavimentazione»: Grindiniu eik — mažiau purvyno Vilkv., kratinys «miscuglio di fieno e paglia», mezginys «ciò che si lavora a maglia», milinys «bastone per far girare le macine», mutinys «pietanza a base di acqua dolcificata con pane sbriciolato»: Prūsų šmulkštė pratraidis, lenkų mutinys sutaisys Alvt., pakulinys || pakulinis, pirkinys «oggetto acquistato», radinys «oggetto trovato», rentinys «parete di un pozzo o altra parete costruita», tvenkinys «diga».
Si noti che talvolta, per la stessa funzione, possono essere usati i suffissi -inis e -inys, per esempio: pašūkinis || pašūkinynys «tessuto fatto di stoppa»: Būdavo, įsiaudžiam kokio pašūkinio, i gerai Gs.
12. -yna, -ynas, -umynas, -ynė. Con il suffisso -yna si formano alcuni sostantivi. Alcuni indicano esseri viventi, di solito in senso spregiativo; altri, oppure gli stessi, hanno significati diversi, per esempio: kempyna «persona avvizzita, secca»: Suvytes kap koks kempyną Žal., lupyna «1. buccia di patata, 2. persona o animale avvizzito, 3. termine spregiativo», lentyna, šeimyna.
Vanno menzionate a parte alcune parole formate per analogia o di formazione straniera, per esempio: dvėšelyna «morte», krikštynos, vakarýnos «vigilia delle nozze, addio al nubilato».
Il suffisso -ynas si usa di norma in sostantivi collettivi, talvolta riferiti anche a un luogo specifico, per esempio: brūklynas «saliceto»: Mūsų pievoje yra didelis brūklynas Lkš., alksnynas || elksnynas žan., aržuolynas, eglynas, medynas «bosco, foresta»: Prie medynų gyvena Snt., pusnynas «luogo dove si è accumulata molta neve», skiedrynas «molte schegge, mucchio di schegge», žvyrynas «luogo ricco di ghiaia, terreno ghiaioso». Con -ynas si incontrano anche nomi propri, per esempio: Jurkūnas pvd. Brt., Barsukyno ežerėlis KzR., Kermušynas upl. Šil., Rūškynas upl. Jnk.
Si usa il suffisso composto -umynas, che indica di norma oggetti concreti legati a una caratteristica espressa dalla parola base, oppure una caratteristica astratta intensificata, per esempio: gardumynas al pl. di solito «cosa gustosa», gražumynas «1. cosa bella, 2. grande bellezza», saldumynas «1. cosa dolce»: Pris pirko visókių saldumynų Vilkv. «2. grande dolcezza»: Alė i saldumynas — gali liežuvį nurýt Gs., tankumynas «boscaglia fitta».
Tra gli aggettivi con il suffisso -ynas, femminile -yna, si trova soltanto mėlynas, mėlyna || mėlyna.
Con il suffisso -ynė si formano sostantivi di vario significato. Spesso questo suffisso è usato per indicare persone di genere comune, di norma con una certa connotazione negativa, per esempio: grasynė «persona spaventosa»: Ale tas zvoguója i zvoguója kai grasynė Būbl., lojynė «chi parla in modo sgradevole, come un cane che abbaia», pliauškynė «chi chiacchiera e sproloquia»: Tokiam pliauškynėi, rodos, duotum per zapsàs, kat apsijukotų Gs., purškynė «chi si arrabbia facilmente», staugynė «urlatrice», tarškynė «chiacchierona»: Tos bobos visos tokios tarškynės Šn.
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Alcune parole del tipo elencato significano anche nomina actionis, per esempio: grūdýnė || grumdýnė «il farsi strada a spintoni». C’è molta gente, che baraonda! Gs., lojýnė «linguaggio sconveniente», pliauškýnė «modo di parlare brutto, chiacchiera», piūvýnė «zuffe, litigi»: A quanto pare, fratelli, ma le vostre risse non finiscono mai, Plv.
Le parole con il suffisso -ynė spesso indicano strumenti, per esempio: birbýnė «un certo tipo di cornamusa»: Butta via quella cornamusa: le orecchie riposeranno, Gs., laidýnė «dispositivo di lancio», padarýnė «attrezzo», stovýnė «un certo dispositivo perché il bambino stia in piedi», tarškýnė «un simile oggetto rumoroso, un sonaglio».
Il suffisso -ynė è ampiamente usato anche per indicare un luogo, per esempio: dilgėlýnė «orticaia», durpýnė «torbiera», klampýnė «luogo fangoso», kupstýnė «luogo con molti tumuli, terreno a dossi»: Dopo la guerra qui c’erano solo dossi, Kbr., lindýnė «luogo in cui nascondersi; casupola», molýnė «luogo (terra) con molta argilla, terreno argilloso».
Il suffisso -ynė è particolarmente ampiamente usato per indicare il luogo in cui qualcuno ha vissuto o vive tuttora. Di solito viene aggiunto a cognomi o nomi, per esempio: Dubickýnė «luogo in cui ha vissuto Dubickas, ex dimora (fattoria) di Dubickas», Glytýnė «luogo in cui ha vissuto Glytas», Jakubauckýnė, Žilinkýnė, Antanýnė, Jonýnė, Justinýnė. È degno di menzione il nome del ruscello Kliokýnė, KzR.
Si trovano anche parole con il suffisso -ynė aventi altri significati, per esempio: gegužýnė nj. «festa campestre», lupýnė Grl. || lupýna, mėlynė «1. bacca blu»: Mirtilli o bacche d’orso, per me è lo stesso, Gs. «2. parte del corpo contusa e blu», riešutýnė: È salito su un nocciolo, un albero dove crescono le nocciole, Ūt., rūškýnė Gs., Klvr. || rūkštýnė Gs.
13. -onas, -ona. Con il suffisso -onas si trovano alcuni nomina agentis di varia origine e formazione, per esempio: šiaušiónas || šiaušiõnas «persona spettinata»: È tronfio come un tale spettinato, Gs., nevidõnas (ant.) «malfattore, furfante», galgõnas (ant.) «dissoluto».
Anche i sostantivi di significato concreto (di norma derivati da sostantivi e verbi) sono pochi, per esempio: dirvónas «campo incolto»: I campi incolti ricoperti di vegetazione stanno ancora lì dalla guerra, Nm., márškonas «tessuto di lino», vilnonas «tessuto di lana»: Ci sono tessuti di ogni tipo: di lino e di lana, Gs., žiūrónas «strumento per guardare», lavónas «corpo di un defunto».
Con -onas si incontrano anche cognomi, per esempio: Āšmonas, Ārmonas VIkv., Čiaučionas Gs.
Gli aggettivi sono soltanto due: geltónas, raudónas, femm. geltóna, raudóna || geltónė, raudoná.
Con il suffisso -ona si trovano toponimi, per esempio: Lieponà || Lieponūà raro «affluente sinistro del Vecchio Širvinta» Kbr., Jevonà raro || Jevónis comune «affluente sinistro dello Zanila» Pjv.
14. -onis, -onė; -onius, -ė. Con il suffisso -onis, femm. -onė, si trovano alcuni sostantivi di varia origine, per esempio: krikščiónis || krikščionis, ligónis, miestiónis || miestiónis, pagonis, velionis nj. Qui si mescolano i temi in i e in ja (le parole con tema in i hanno di norma l’accento sulla desinenza). Si trovano inoltre cognomi con -onis, soprattutto nel dialetto dei Kapsai di Padūškis, per esempio: Baniõnis, Masiõnis.
Gli aggettivi con il suffisso -onis, femm. -onė, sono soltanto: márškonis «di lino», vilnónis «di lana»: Un indumento di lana è più caldo, VIkv. Va ricordato qui anche l’aggettivo sostantivato gražiónis, -ė «bell’uomo»: Quel ragazzo è proprio un bell’uomo, VIkv. Era una vera bellezza, non certo uno qualunque, Gs.
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Tra i sostantivi con il suffisso -onė (di significato astratto e talvolta concreto, e di varia formazione e origine) si ricordino: abejonė «dubbio», malonė, šarvonės: Vieną dalukę dėjo an durų, kitą užmetė an nabašnyko, o trečią užmetė an šarvonės Plut., vakarónės: Prieš veseliją būna vakarónės Ut. Iš vakaro (prieš vestuves) būna vakarónės Ig., vilionė «seduzione»: Usima su visokiom vilionėm – ka tik pinigą iš kitų ištraukė VIkv.
Con il suffisso -onius, -ė è stato udito soltanto l’aggettivo geltonius, -ė: Tas geltonius jurginas gražei auga VIkv.
15. -ūnas, -ūnė; -ūna. Con il suffisso -ūnas, al femminile -ūnė, si usano soprattutto nomina agentis deverbali, per esempio: gėrūnas «persona a cui piace bere molto, beone»: Tokia gėrūnų giminė, tai nieko i neturi Gs., lepūnas «viziato», rijūnas «ingordo», pagyrūnas «vanaglorioso», pataikūnas «adulatore», pavydūnas «invidioso»: Nereik būt tokiam pavydūnui Žal., perėjūnas || perėjūnas, ristūnas «cavallino» (d.) Plv., žinūnas «esperto». Tra questi fa eccezione malūnas nj.
Tra i sostantivi derivati da aggettivi o numerali con il suffisso -ūnas, al femminile -ūnė, si ricordino alcuni nomi più noti: dykūnas: Nieks nenor laikyt tų dykūnų Plv., drasūnas, pirmūnas nj. Tra questi, didžiūnas «nobile» si distingue per l’accento circonflesso. Un derivato nominale è galiūnas: Įveikė didžiausius galiūnus Gs. Si ricordino inoltre due parole comuni: karaliūnas (ps.), perkūnas.
Il suffisso -ūnas è ampiamente attestato nei nomi propri (cognomi e toponimi derivati da cognomi), per esempio: Dapkūnas, Gailiūnas Grš., Milčiūnas, Miliūnas, Tamošiūnas, Balčiūnai k. VIkv., Rėčiūnai k. Kbr. Come si vede, recano l’accento acuto, anche se talvolta sono accentati con l’accento circonflesso, per esempio Bradūnas pvd. Alvt.
Tra i sostantivi con il suffisso -ūnė si ricordano due parole con accento circonflesso: alkūnė, viršūnė, ma galūnė.
Con il suffisso -ūna è stato udito zvogūna scom. «chiacchierone, pettegolo»: Nusibosta má tas zvogūna Gs.
16. -ainas, -a, -ainis, -ainė. Con il suffisso -ainas si conosce soltanto l’aggettivo apvalainas, -à «rotondo»: Apvalainas, kap žirnis VIkv.
Accanto ad apvalainas talvolta si dice anche apvalainis, -ė.
Con il suffisso -ainis esistono nel dialetto alcuni sostantivi di recente formazione, per esempio: saldainis || saldainė, sausainis.
Con -ainė si ricordino: ašakainė: Per karą gerai bo ir ašakainė duona su ašakomis Grš., molainė «terreno argilloso»: Aplink mus daugiau molainė Alvt., pakarainė: Tą jų mergaitė tikra pakarainė pajodžarga, visur karstosi Grl., plepatainė «chiacchierone» Alk., šilainė «terreno sabbioso (dove un tempo c’era una pineta)», Ragainė mst., telekainė «zuppa disfatta»: Šiandien tai jau visai iš kukulių telekainė pasidarė Būbl., žabažainė: Tur būt, negerai duoną nukepet – tokia žabažainė (si sbriciola, è poco saporita) Gs. Come mostrano gli esempi, questi sostantivi con il suffisso -ainė sono forme femminili aggettivali divenute sostantivi.
17. -iena, -ienas. Con il suffisso -iena si formano soprattutto sostantivi che designano la carne degli animali, per esempio: antiéna, aviena, jautiena, paršiena, žąsiena. Vi si possono aggiungere anche: gyvulienė: Aš tos gyvulienos nė po akių nekenčiu Ss., žmogiena: Kas čia žmogiena smyrda? Vv.
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Anche il suffisso -iena è usato spesso per indicare un luogo in cui crescono i cereali, per es.: avižiena, dobilieną, kvietiena, rugiena.
Esistono inoltre parole con -iena dai significati diversi, per es.: mėnesieną, naujieną, pirmieną «la prima volta», šviežieną «tutto ciò che è fresco; carne fresca»: A lui basta che sia solo šviežieną Gs., žardieną «luogo dove sorgeva un tempo un recinto per il bestiame».
Tutti gli esempi qui riportati, sebbene più raramente, presentano l’accento anche sul suffisso (avižiena, mėnesiena).
Con il suffisso -ienas si trovano soltanto i seguenti sostantivi: balžienas, blakstienas, kamienas «tronco (di un albero)».
18. -ienis, -ienė. Il suffisso -ienis, femm. -ienė, si trova soltanto in una rara parola (aggettivo) draiskalėnis «lacero, strappato»: Draiskalėnei marškinėi Vlkv. Indossando calze corte così lacere Gs.
Nei sostantivi il suffisso -ienė è piuttosto largamente usato. Può essere accentato con intonazione acuta o circonflessa. Con intonazione circonflessa, il suffisso -ienė designa soprattutto alcuni cibi e pietanze, per es.: bulvienė «zuppa di patate», gručkienė «zuppa di gručkės»: Gručkienė piace a uno e fa schifo a un altro Plv. Ha cotto una gran quantità di gručkienė, ma nessuno la vuole Gs., kruštienė «semole di orzo pestato o zuppa preparata con esse», lapienė «zuppa di foglie», obuolienė «purea di mele», pautienė Gs. || pautienė: Un tempo si diceva «pautienė», ma adesso ormai «kiaušinienė» KzR., sausienė «un piatto a base di patate secche», tarkienė «purea di patate grattugiate», žirnienė «zuppa di piselli».
Inoltre, vi sono alcune parole con questa formazione che hanno una sfumatura peggiorativa, come: gaiželienė || gaižalienė Alk. «cibo aspro, gaižalas»: Il loro pane è sempre così gaižalienė, non lievitato né cotto Brt. Che gaiželienė è la sua brodaglia Brt., grūdienė «calca, ressa»: Pensi che attraverso una simile ressa si possa vedere qualcosa? Žvr. || grūdelienė: Non si riesce ad avvicinarsi: c’è una ressa terribile Kt., gurgulienė «zuppa scadente»: Se non ingurgita gurgulienė, quel vecchio resta come se non avesse mangiato Gs., kamšalienė «ingorgo, calca»: Lì c’è una tale calca che non viene voglia neanche di camminare Alk., maišatienė «confusione», makalienė «pasticcio» Gs., pairienė «disordine» Brt., vakarienė.
Con intonazione acuta, il suffisso -ienė è usato in alcune parole per indicare donne e mogli, nonché femmine di animali, per es.: dėdienė, karalienė, vilkienė (ps.), Antanienė «moglie di Antanas», Jonienė, Petrienė, Bylienė, Kaminckienė. I cognomi femminili derivati da cognomi maschili della prima classe accentuale non hanno l’accento sul suffisso, per es.: Dapkūnienė, Linkūnienė, Petraitienė.
Aggiungendo il suffisso -ienė a parole bisillabiche con tema in u, si forma di norma il suffisso -uvienė; nelle parole comuni, per es.: dėdžius: dėdžuvienė, kailius: kailiuvienė, puodžius: puodžiuvienė, tūpkus: tūpkuvienė «colei che si accovaccia, che si acquatta»; nei cognomi, per es.: Balānius: Balāniuvienė || Balanienė, Būt kus: Būtkuvienė, Čėrnius: Čėrniuvienė Ūt., Seńkus: Seńkuvienė, Šalčius: Šalčiuvienė Grl., Šniečkus: Šniečkuvienė Būbl, Šaūkščius: Šaūkščiuvienė Ūt., ma Katilius: Katilienė Gs.
A KpIIr (N. Ūta, Pašlavantis e altri), gli anziani usano nelle forme femminili dei cognomi -e al posto di Ik -uvienė, -ienė, per es.: Mikušaukė, Paplauskė.
19. Vari suffissali con la consonante -n-. Oltre a quelle già descritte, si incontrano anche una o due parole con altri suffissi contenenti la consonante -n-, per esempio:
a) -enys. È un suffisso di alcuni sostantivi plurali, per esempio: kepenys, krėkenys «il latte grasso e denso di una mucca che ha appena figliato», smegenys.
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b) -uonys, -uonia. Il suffisso -uonys si trova forse soltanto in due parole, al posto di -uonis, usato meno frequentemente: gyvūnys (gyvūnio) || gyvūonis, geluonys (geluonio).
Con il suffisso -uonia || uonė va menzionato anche il fiume Sūduonia || Sūduonė Ldyn.
c) -enija: nešėnija «moda, nešėnė». Le nešėnijos cambiano rapidamente Gs.
d) -ekšnis: ožekšnis botanica «Evonymus»: Gli ožekšnei crescono probabilmente nei campi Vilkv.
e) -ukšnis: šermukšnis: Se ci sono sorbi (bacche), l’anno prossimo ci sarà grano Plv.
f) -urna: pikčiurna «persona molto irascibile e accigliata»: Non provocare quel pikčiurna Gs.
g) -tena: rietenos «litigi, discussioni», sviltenos «bruciacchiature»: Le sviltenos si sentono da lontano Gs.
h) -enčena: skrebenčena «persona sporca e trasandata»: Oh, com’è trasandata quella padrona di casa Br.
X. Suffissi con -p-
-opas, -a. È un suffisso aggettivale. Se ne trovano solo alcuni esempi; altri, pur non essendo estranei al dialetto, sono usati molto raramente. Per esempio, i più noti sono soltanto: dešim-teriópas, -a «di dieci volte tanto»: Si vantano di aver ottenuto un raccolto dešimteriópą Vilkv., dvejopas, -a «duplice»: Ha dato cibi di due tipi Gs. Inoltre, cfr. gli avverbi: Dvejópai sa scrivere — in piedi e sdraiato Gs. Dešimteriópai i šimteriópai hanno risarcito Žal.
XI. Suffissi con -r-
1. -ra, -(s)ras. Con il suffisso -ra si trova qualche sostantivo di significato vario, per esempio: kaitrā «calore», kimbra «persona rinsecchita, deperita»: Quella cavalla durante l’inverno è diventata proprio una kimbra Būbl., skiedrā.
Il suffisso aggettivale -ras, femm. -ra, è in via di estinzione e sta passando al suffisso -rus (vedi sotto). Gli aggettivi più noti sono soltanto questi: gùdras, miškras, tikras, žydras. Si trova inoltre qualche altro esempio di parole appartenenti ad altre parti del discorso con il suffisso -ras, per esempio: nasrai: Kat i nasrai — kap kokio žiovanasrio! «strepita a gran voce» Gs.
Con il suffisso -sras, femm. -sra, tra gli aggettivi si conosce soltanto timšras: Timšrā kumelė «di colore bruno scuro e rosso» Gs. Anche tra i sostantivi con -sras si trova soltanto gaisras.
2. -rus, -i. -rus, femm. -ri, è un suffisso aggettivale relativamente piuttosto vitale, che soppianta il suffisso -ras, per esempio: aitrūs, aštrūs, ėdrūs, gudrūs, judrūs (inoltre, cfr. Jūd-rė upl. KzR), kaitrūs: La legna di betulla è proprio kaitri Plv., kantrūs, sukrūs «ben attorcigliato»: I fili sukrūs tengono meglio Gs.
3. -ara, -aras. Tra gli esempi con il suffisso -ara si possono menzionare, per esempio: vāsara, žaīžara || žaīžaras Vilkv. || žiežera Gž. «persona dal carattere irascibile, collerica»: Non toccare quella žaīžara Gs.
Il suffisso -aras non è neppure molto produttivo. Si possono menzionare soltanto: stagaras «stelo, gambo»: Le teste dei trifogli sono state mangiate, sono rimasti solo gli steli Gs., stábaras «stelo, gambo»: Perché stai lì immobile come uno stābaras, senza muoverti? Gs., vākāras, žāgaras Gs., Vilkv. || žābaras Gs., Nm. «rana grossa».
Nei dintorni di Naujoji Ūta, da persone anziane mi è capitato di sentire añtaras, katarās, nei quali il suffisso potrebbe essere -taras.
4. -eris, -erys. Con il suffisso -eris si trova qualche parola di tema in jp, di significato e formazione diversi, per esempio: plėperis «1. chiacchierone, persona loquace»: Quella donna è una terribile plėperis Gs. «2. un carro rumoroso di quel tipo»: Che vergogna viaggiare su un simile plėperis Alk.
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Con -erys si conoscono soltanto: ašerys KpII || ešerys zan., šemerýs: Kartus kap šemerýs VIkv.
5. -orius. Con il suffisso -orius si trovano qua e là alcuni ibridi o nomina agentis di origine straniera, per esempio: dainõrius «cantante», drūtõrius «uomo robusto»: Drūtõrius vyras buvo Būbl., dūdõrius, giedõrius. A volte è usata anche la forma femminile: Acirado, mat, giedõriuvienė Gs.
6. -uras. Con questo suffisso si hanno alcuni sostantivi, per esempio: pūmpuras «abbozzo del fiore»: Išsiskleidė ka pūmpuras VIkv., skūduras «straccio», stūburas «colonna vertebrale»: Negaliu acitiest per stūburą Žal.
7. -urė, -erė. Con i suffissi -urė, -erė sono degni di menzione, per esempio, i seguenti sostantivi: kepūrė, kosurė Gs., Plv. || koserė VIkv. || goserė Lbv. «gola (di solito spreg.)», skiauturė || skiauterė raro: Raudonas kab gaidžio skiauturė Gs.
8. -urys. Con questo suffisso si trovano sostantivi di vario significato, per esempio: dūburys «piccolo lago profondo», gomurys, smūdurys «sonnolenza, assopimento»: Šiltam kambary grėčiau snūdurys ima Plv., stimburys «parte della coda priva di peli», šūkurys «vortice», ungurys, vyturys: Anksčiausia vyturei parlekią VIkv.
9. Suffissi vari con la consonante -r-. Esistono anche altri suffissi con la consonante -r-, per esempio:
a) -ris, -rys: gūngris «ramo ricurvo adattato ai telai delle barche»: Nedidelė valtis, tai tik su trim gūngreis VIkv., stuobris || stuobrys «tronco d’albero spezzato»: Ko stovi kap stuobrys? Gs., Vỹgris ėž. Klvr.
b) -era: klėdera «1. attrezzo deformato, 2. persona storta»: Ką norėt iš tokio klėderos Gs.
c) -uris: mentūris «un particolare attrezzo per mescolare la polenta», smagūris || smagūrius «ghiottone»: Duotum šaukštu į kaktą tam smagūriui, tegu nelenda Žal.
XII. Suffissi in -s-
1. -sas, -sa. Tra i sostantivi con il suffisso -sas si possono menzionare, per esempio: balsas, raupsai: I raupsai erano una malattia grave VIkv.
Il suffisso -sas, femm. -sa, si trova in qualche aggettivo, per esempio: skersas, liesas nj.
Inoltre, con il suffisso -sa si formano nomina agentis di genere comune, per esempio: knėpsa «chi non ha appetito (per es., un bambino)»: Gli daresti, a quanto pare, una bella lezione a quel knėpsai (non mangia, ma si limita a stuzzicare) Gs., murkša «chi è imbronciato e taciturno», vėpsa dial. «stupido, sciocco».
2. -sus, -si. Il suffisso -sus, femm. -si, ricorre negli aggettivi, per esempio: skalsūs: A quanto pare, ne riceviamo parecchi, ma quei soldi non rendono affatto VIkv., tamsūs: Hanno tutti il viso scuro Gs.
3. -ėsa, -ėsai, -ėsis. Tra le parole con il suffisso -ėsa si può menzionare plevėsa «vagabondo, persona poco seria»: Gli dissi di non frequentare quel plevėsa Nm.
Con -ėsai si dicono pelėsai VIkv., svilėsai «bruciatura, residui bruciacchiati» Gs. (più spesso: pelėsei, svilėsei).
Con il suffisso -ėsis sono noti: gardėsis «cosa gustosa, cibo prelibato»: Guarda, che riesca ad acchiappare qualche leccornia Gs., griuvėsis, pelėsis, puvėsis. Queste parole sono usate più spesso al plurale. Cfr. inoltre: Pelėseis a puvėseis aciduoda — è sempre la stessa cosa VIkv.
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4. -esys, -esis. Con il suffisso -esys si segnalano le seguenti parole: a) astratti: bildesys «il rumore del rimbombo», elgesys, ilgesys; b) nomi di oggetti concreti: debesys, triobesys «casa, edificio», ma ėdesis «cibo»: Che razza di pasto è questo — cibo per maiali, Plv.
XIII. Suffissi con -š-
1. -šė. Con il suffisso -šė si incontrano qua e là parole femminili con una certa connotazione spregiativa, per esempio: bóbšė «nonna, vecchia», mer̆kšė «ragazza o giovane donna di poco conto»: Ale e quanto sono disobbedienti quelle merkšės, Nm., nabā̆kšė (: sl. nabā̆gas) «poveretta»: Che farà la poveretta — deve andare, Vinkš.
2. -išius. È un suffisso piuttosto vivo e produttivo, caratteristico anche dei dialetti descrittivi, soprattutto dei kapsai. Indica persone dotate di una determinata qualità negativa, per esempio: godišius «persona avara»: Non si riesce a saziare gente così avara, Gs., mergišius «donnaiolo», kiaulišius «persona maleducata, trasandata, porcina», kvailišius «stupido, mezzo scemo», nuogišius «nudo»: Come fanno a non avere freddo quei nudi? Plv., vagišius «ladro». Cfr. inoltre i cognomi Juodišius Brt., Martišius Pjv.
3. Vari suffissi con la consonante -š-. Si incontrano anche altri suffissi con la consonante -š-, benché raramente, per esempio:
a) -šas: dripšas «briciola», niekšas.
b) -šius: dripšius: Cammina come un certo dripšius, Gs.
c) -aša: Lašāša «affluente destro del fiume Jiesia», Šil.
A questo si dovrebbe aggiungere anche la parola di origine incerta kundūšas «fagotto»: Siamo scesi tutti dalla macchina con tutti i nostri fagotti, Grš.
XIV. Suffissi con -t-
1. -(s)tas, -(s)ta. Con il suffisso -tas, femm. -ta, vanno menzionati anzitutto gli aggettivi numerali ordinali, per es.: penktas, šeštas, devintas: Lui è di quelli che, come si dice, sono arrivati noni dopo l’acqua del kissel Vlkv.
Questo suffisso è ampiamente usato per formare i participi passivi del passato, per es.: gautas, muštas, paliktas, palieptas, pakištas. Cfr.: Un tempo si diceva che per uno picchiato ne danno dieci non picchiati Br.
Con il suffisso -tas si formano anche aggettivi, per es.: baltas, lėmtas «non male»: Sono tempi tutt’altro che buoni Gs., rimtas, rist as «cavallo», šaltas. Molte formazioni di questo tipo sono participi passivi del passato aggettivati.
Con il suffisso -tas si formano sostantivi di significato e origine diversi, per es.: grāštas, kāltas, krañtas, liẽntas, plūoštas: Ho ricevuto un fascio (molti) di soldi Žal., rūoštas: Anche noi assaggeremo le nostre provviste Gs., sietas, šlaitas.
Il suffisso -ta è usato per formare sostantivi femminili, per es.: geltà «itterizia»: E non è malato d’itterizia, perché è così ingiallito? VIkv., juosta, lakta «1. tavoletta presso l’apertura di un alveare o di un nido d’uccello, per spiccare il volo e posarsi al ritorno; 2. pertiche su cui tutti volano a posarsi», našta, plutà, srutà (di solito al plurale srūtos), Aistà «affluente di destra dello Širvinta» Brt., Pentà «affluente di destra della Nova» Grš.
Con il suffisso -stas si formano una dozzina di sostantivi, per es.: krauštas (di solito al plurale krauštai) «piccolo oggetto mobile, da spostare»: Gli angoli sono pieni di ogni sorta di oggetti Gs., kūpstas, pagrėpstai «resti di covoni, cereali rastrellati e lasciati nei campi»: Abbiamo portato via il raccolto, sono rimasti solo i resti rastrellati Alk.
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Dopo k il suffisso -stas, femm. -sta > -štus, -šta, per es.: lūkštas: Il ghiaccio è sottilissimo, come il guscio di un uovo Žal., minkštas, -a.
2. -(s)tė. Con il suffisso -tė si trovano alcuni sostantivi, per es.: gniūštė «dita serrate a pugno; pezzo stretto nel palmo»: Il pugno è già grande come quello di un uomo Vikv. Lo colpì proprio in fronte con una palla di neve Gs. Seccato, è come un pugno Gs., grįštė «fascio di lino avvolto e legato appositamente», kirptė «ragazza con i capelli tagliati»: Oh, com’è elegante quella ragazza coi capelli tagliati! Alk., pasóstė «sedile del carro», prijuostė.
Con il suffisso -štė si trovano solo le parole: bõpštė || bõpšė «donna (spreg.), donnicciola», rėkštė «rekštė, rekštė» Klvr., Laikštė «affluente di destra della Šešupė» Kps.
3. -(s)tis. Il suffisso -tis è usato soprattutto per formare astratti femminili (gen. sing. -ies), per es.: gaištìs «perdita di tempo, ritardo», grauštìs «rimorso, afflizione»: Quando mi prende il rimorso, non so dove sbattere la testa Bgt., grūstis «spinta», įtartìs «sospetto»: E a lui venne un sospetto Gs., kliūtìs «ostacolo, impedimento», klotìs «fortuna»: Gli augurò buona fortuna Vikv., mirtìs, papjūtìs «tribolazione», paspirtìs «sostegno, aiuto», pažintìs, pragaištìs «preoccupazione, rovina»: Con quelle galline è solo un gran problema Žal.
Con il suffisso -tis si formano anche sostantivi femminili di significato concreto, per es.: gniáuštis || gniúštis: Strinse con il pugno, come con le tenaglie Plv. Questi sono così corti: appena un pugnetto Gs., kártis, klėtis, nýtis (di solito al plurale nýtys), padėtis «posizione»: Hai molte cose, ma non hai una buona posizione Gs., péntis, skiltis, svirtis, žiótys «1. ganasce, 2. parte del telaio da tessitura».
Tra i sostantivi maschili (gen. sing. -čio) con il suffisso -tis vanno menzionati: dánktis, kàmštis, keltìs «parte rialzata sul dorso del piede», lañktis «dispositivo per avvolgere i fili», raikštis (< raĩštis), ramštis «qualcosa a cui appoggiarsi», sámtis.
Con i suffissi -stis (-štis) si trovano solo alcuni sostantivi femminili (gen. sing. -ies), per es.: nuotarstis || nūotarstis Plv. «sospetto, maldicenza», rūkštis, sprūstis «spinta, pressione»: C’è una gran folla di persone: è un vero affollamento AžB.
Formazioni di questo tipo si trovano talvolta anche al maschile (gen. sing. -čio), per es., slėnštis.
4. -(s)tus. Il suffisso -tus si trova soltanto in uno o due sostantivi o aggettivi, per es.: lytùs || lietùs Brt., glitùs, -i «appiccicoso, scivoloso»: Quei funghi sono così appiccicosi Plv.
Tra gli aggettivi con s aggiunta davanti a -tus, che dopo k, g, p deriva da s, cioè con il suffisso -štus (< -stus), si possono menzionare: baikštùs «timoroso», baukštùs «timoroso, pauroso», darpštùs «laborioso», grakštùs «flessibile», kruopštùs, rūkštùs, šmaikštùs: Šmaikštūs ka botas Gs.
5. -ata. Con il suffisso -ata si trovano in numero un po’ maggiore nomina agentis di genere comune, di solito con valore spregiativo, per es.: pliaũškata «chiacchierone, ciarlatano», rizata «chi ride, ridacchia; uno che se la ride»: Nustok tu, rizata! Žal., šìpata «chi se ne sta sempre a schernire», žìbata «chi continua a strillare e a fare chiasso»: Jam patinka toki žibatos Gs.
Inoltre, con il suffisso -ata si trovano alcuni sostantivi femminili di origine e formazione diverse, con significato concreto o astratto, per es.: ãdata, plìukata «pozzanghera fangosa»: Negali išbrist — baisi pliūkata Alvt., sveikatà, sarmatà.
6. -atis. Con il suffisso -atis (gen. sing. -ies) si incontrano sostantivi verbali femminili, per es.: gaišatìs «ritardo», maišatìs «confusione, scompiglio, mescolanza»: Užė karai, maišatìs, i tep likau Vikv.
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Va menzionato a parte pilnatis, -ies (-čio) || pilnatys «fase di luna piena»: Jau pač pilnatys Gs.
7. -eta, -etas. Con il suffisso -eta vanno menzionati anzitutto i sostantivi di significato concreto, per es.: kūpeta «piccolo covone di fieno»: Boba kap kūpeta ‘stora’ Gs., skėpeta «fazzoletto, foulard», šėrpeta «piccola scheggia, scorticatura»: No to vėjo rankos vienų šėrpetų Nm.
Il suffisso -eta compare anche nei numerali collettivi dvėjeta, trėjeta, kėtvėrta, penkėta… e kėleta, le cui forme maschili sono: dvėjetas, kėtvėrtas, trėjetas, penkėtas…, kėletas.
8. -ėtas, -a. Il suffisso -ėtas, femm. -ėta, si usa per formare aggettivi. Per lo più con questo suffisso si formano aggettivi da sostantivi con tema in ė, che esprimono il possesso delle caratteristiche della parola base, per es.: duobėtas «con buche»: Duobėtas kelias – kap tu ir išvažiuosi? Gž., košėtas pentola Grš., kremzlėta || kremzliuota carne Gs., pūslėti palmi Gs., raukšlėtas viso, saulėta giornata, skrybėlėtos || skrybėliūotos ragazze Nm., žolėti «erboso»: Šįmet labai žolėti linai – nebus ko raut Plv.
Si trova anche qualche altro aggettivo con il suffisso -ėtas, formato da sostantivi con altri temi, per es.: debesėtas || dažn. debesuotas || debesiuotas cielo Vlkv., kaulėta carne Grš., molėta «argillosa» terra, vasarėta giornata «calda e bella» Gs.
9. -otas, -ota. Con il suffisso -otas, femm. -ota, si formano per lo più aggettivi da sostantivi con tema in o, per es.: barzdotas «con una grande barba»: Dabar vėl į madą atė barzdoti vyrai Gs., galvotas persona «di buona testa» Gs., gyslotos || gysliuotos (raro) mani Gs., kuprótas bambino, miglóta giornata, putótas: Smarkei važiuovam, tai net putótas «molto accaldato» cavallo Vlkv., rasótas finestra coperta di rugiada, ūkanota giornata nebbiosa.
Si formano aggettivi con il suffisso -otas anche da sostantivi con altri temi, per es.: dievótas «devoto, timorato di Dio», pilvótas «con una grossa pancia»: Kai pagirdai, tai pilvótas veršiuks Žal.
Va menzionato a parte augalotas «grande, cresciuto rapidamente»: Augalotas tas jų vaiks Nm. Inoltre, qui va incluso anche Laukščiotas «affluente della Jiesia» Šil.
Il suffisso -ota si trova nei cognomi, per es.: Aūšrota, Būlota.
Con il suffisso di origine straniera -avotas, femm. -avota, si trovano alcuni prestiti o ibridi, per es.: durnavótas «mezzo scemo, un po’ stupido», kiaul(i)avótas «porcino»: Na, ir kiaul(i)avótas tu! Gs. Nell’ultimo esempio potrebbe trattarsi anche di un suffisso composto di formazione lituana. Cfr. il suffisso -ava.
Di origine e formazione simili è anche il toponimo Šilavótas Prn., KzR.
10. -otė. Con il suffisso -otė si possono menzionare i sostantivi: mazgótė «straccio per asciugare le stoviglie lavate»: Ta jų merga tai jau paskutinė mazgótė (molto scapestrata) Gs., mergiõtė raro «ragazza di mezza età», nešiõtė «balia, governante di bambini»: Aš pas juos už nešiõtę buvau VIkv. Nei derivati verbali sarebbe forse più preciso considerare qui il suffisso -tė.
11. -uotas, -a. Con il suffisso -uotas, femm. -uota, si formano anzitutto aggettivi da sostantivi della declinazione in a, per es.: kalnúotas: Apė Vištytį kalnúoti laukai Vlkv. [Intorno a Vištytis, campi collinosi], langúotas tessuto a quadri, mėšliúotos gambe sporche di letame, miltiuotas sacco infarinato, sriestúotas coltello ricurvo.
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Si formano con il suffisso -uotas aggettivi anche da sostantivi di altri temi, per es.: debesuotas Grš. ‖ debeciuotas cielo nuvoloso, dederviniuotas viso coperto di verruche, ožiuotas bambino «capriccioso», skrybėliuota ragazza «con il cappello», plunksnuotas sacco «pieno di piume», skauduliuotos mani «con piaghe», vyžuotas: Un tempo si camminava con le vyžos (vyžóti) Vilkv.
12. -ytis, -ytė. Nei dialetti descritti questo suffisso ha per lo più un accento diverso da quello della lingua letteraria, circonflesso, ad eccezione del nome del paese Vištytis.
Il suffisso -ytis si usa generalmente per designare esseri viventi molto piccoli e giovani oppure oggetti piccoli, per es.: antytis (più spesso ančiukas), bliūdytis, brolytís, plaukytis, šunytis, žąsytis. Il suffisso -ytis esprime anche una marcata sfumatura affettiva. Tale significato è particolarmente evidente nei suffissi diminutivi composti.
Con il suffisso -ytis, femm. -ytė, si incontra occasionalmente anche qualche aggettivo, per es.: mažytis, mažutytis: Plaukųčėi toki mažutūčei Alvt. (Qui è presente anche il suffisso composto -utytis).
Per formare sostantivi femminili con valore diminutivo e affettivo si usa il suffisso -ytė, per es.: akytė, mamytė, mamulytė (qui il suffisso è -ulytė), mergýtė, žuvýtė.
Di significato e formazione diversi sono mazgýtė «asticella alla quale si legano i fili quando si comincia a tessere», važýtė raro «trasporto (azione del trasportare)» VIkv.
Il suffisso -ytė ricorre talvolta anche nei nomi propri, soprattutto femminili, per es.: Marytė, Onytė. Nei cognomi, nella lingua popolare dei kapsai il suffisso -ytė un tempo non era usato; si impiegava invece soprattutto il suffisso -ūtė. In alcuni cognomi zanavykai, accanto ad altri suffissi, compare -ytė, per es.: Kuraitýtė Grš., Rimosaiýtė ib., Žiūrai-tytė Žvr.; si usa per indicare ufficialmente, seriamente e in pubblico le figlie.
13. -aitis, -aitė. Il suffisso maschile -aitis non è molto apprezzato per la formazione di sostantivi diminutivi; si dice, per esempio: aržuolaitis, grįžuolaitis: Aržuolaitis, grįžuolaitis, viršuj menuo teka (linas žydi) Ss., gaspadoraitis (ant.), kepalaitis, vežimaitis.
È più usato il suffisso diminutivo femminile -aitė, per es.: eglaitė, kiaulaitė, kumelaitė, mergaitė, niekotaitė Būbl., obelaitė, pušaitė.
Come mostrano gli esempi, in formazioni di questo tipo i suffissi -aitis, -aitė hanno accento circonflesso e si distinguono così dalla lingua letteraria. Oggi i kapsai e in parte gli zanavykai accentano in questo modo. L’antica accentazione si è conservata ancora ovunque nei dialetti descritti nei cognomi maschili (cfr. oltre) e in qualche toponimo, per es. Keklaitis «affluente della Jiesia» Iš.: Keklyš «affluente della Rudė» Vv.
Tra le parole con il suffisso -aitis, femm. -aitė, aventi significato possessivo o di altro tipo, si ricordino: aukštaitis, giminaitis, jaunikaitis (senza forma femminile), karaliūnaitis (nelle fiabe), našlaitis, žemaitis.
Il suffisso -aitis si usa, soprattutto tra gli zanavykai, anche nei cognomi maschili, per es.: Jókūbáitis, Kalváitis ‖ Kálvaitis, Kuráitis, Vaičiuláitis. Va osservato che nel dialetto alcuni cognomi in -aitis tendono ad abbreviarsi, per es.: Brazáitis — Brazýs, Mekšráitis — Mekšras, oppure a sostituire il suffisso con un altro, per es.: Paršáitis — Paršiukas, Mergáitis — Mergėlis.
Nei cognomi delle ragazze e delle donne non sposate, nella lingua popolare il suffisso -aitė non è consueto; a questo scopo si usa generalmente -ūtė. Oggi compare anche -aitė accanto ad altri suffissi, per es.: Bartkaitė (: Bartkus) Grš., Jablonckaitė VIkv., Juškaitė Nm., Kazlauckaitė Grš.; si usa in contesti formali e pubblici. Cfr. XIV 12.
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Con il suffisso -aitė meritano una menzione a parte le parole savaitė «settimana», dial. nj., e tarnaitė «serva», dial. psn., prive di valore diminutivo e vezzeggiativo.
14. -ietis, femm. -ietė. Sebbene non sia molto usuale, con questo suffisso si formano, per esempio, giminietis «parente», kaimietis «abitante del villaggio». Per indicare la provenienza o il luogo di residenza, accanto ad altri suffissi con lo stesso significato, i kapsai e gli zanavykai usano anche -ietis, -ietė, per esempio: kaunietis, šakietis, vilkaviškietis, vilnietis «abitante della città o dei dintorni di Kaunas, Šakiai, Vilkaviškis, Vilnius».
Con il suffisso -ietis, -ietė si menzionano anche le parole avietė, vokietis || per lo più vokietys: Vadinam: «vokietys» i «prūsas» Gs.
15. -utas. Con il suffisso -utas si formano alcuni sostantivi di significato concreto, per esempio: ąšutas «pelo della coda o della criniera del cavallo», degutas «unguento ottenuto bruciando la corteccia di betulla». Smirda kab degūtas Br., kalakūtas, riešūtas: Kietas kap riešutas VIkv.
Con il suffisso contenente la vocale lunga -ū- si trova il nome di villaggio Opšrūtai ~ Obsrūtai Plv.
16. -utis, -utė. Con il suffisso -utis si formano alcuni nomina agentis, per lo più di genere comune, per esempio: barškutis «chi fa rumore, sonaglio»: Nustok, jau nustok tu, barškuti! Plv., ieškutis «cercatore»: Ar jau pamatei tu, ieškuti? Gs., pliuškutis «persona o bambino sciocco e frivolo», purškutis «chi si irrita facilmente e sbuffa», taškutis «chiacchierone», traukutis «persona rattrappita».
Con il suffisso -utis si formano anche parole di altro significato concreto, per esempio: barškūtis «sonaglio, strumento rumoroso»: Vaikam tai bile tik koks barškutis Žal., likūtis «resto», pinūtis «asta della recinzione di rami intrecciati» || pinučė «recinzione di rami», spurgūtis: Pravertė blakstienas, o vė spurgūčei, pūlių yra Būbl., sukūtis «attrezzo per torcere le corregge», žibūtis «oggettino luminoso e giocattolo», traukūtis botan. «traukas, gyslalapis».
Si menzionano qui anche: kriūkūtis «oggetto duro e coagulato», slogūtis «sensazione di oppressione durante il sonno», vasarūčėi «frumento estivo».
Il suffisso -utis, femm. -utė, è ampiamente usato con valore diminutivo e vezzeggiativo (nei sostantivi e negli aggettivi), per esempio: alūtis, kampūtis, lytūtis || lietūtis Ss., vaikūtis, zuikūtis; avūtė, dukrūtė Grl., galvūtė, girūtė, karvūtė, lapūtė, rankūtė, šakūtė; didūtis, -ė: Auk didūtis, būk greitūtis (detto a un bambino) Gs., gerūtis, -ė, greitūtis, -ė: Adbėga greitūtė (detto di un topo) Alvt., jaunūtis, -ė, mažūtis, -ė, silpnūtis, -ė, žemūtis, -ė. Cfr. anche: Svočiūtė, pumpurūtė, graži tavo kepurūtė (d.). Alvt. Buvo diedūtis ir bobūtė (ps.) Alvt. Ainam polkūtę sušokt KzR. Nor laukūčių (laukan) ait mergelė VIkv.
Il suffisso -utis, -utė è usato anche nei cognomi di ragazzi o uomini non sposati e di ragazze o giovani donne, di norma quando il cognome del padre ha un tema in -a, -o, -u e la consonante finale del tema è k o g, per esempio: Marcinkūtis Kbr., Mickūtis Dkš., Paplauc-kūtis Kps., Ramanauckūtis VIkv., Tarnauckūtis Grš. (: Marciñkus, Mičkus, Paplàuckas, Ramanáuckas, Tarnáuckas). Così vengono chiamati i figli e, in modo familiare, gli uomini adulti non sposati.
-utė è usato prevalentemente soltanto nel dialetto kpllr (Pašlavantis, Garliava, Išlaužas): Juockutė, Mickutė, Mikalauckutė, Peckutė, Repeckutė, Striupkutė¹⁴. È usato anche dagli zanavykai, per esempio: Bartkūtė Būbl., Grš., Jablonckūtė Plb., Kazlauckūtė Grš.
14 Nel cimitero di Naujoji Ūta, nel 1957, sulla lapide era inciso Mickevičiūtė.
12. Leksikos tyrinėjimai
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Qui il suffisso -utė (e -ukė) è usato soprattutto per indicare le figlie piccole, ma viene usato anche riferendosi a ragazze adulte.
Tra le forme con il suffisso -utė si segnalano in particolare: bėdutė || bėda «carro a due ruote»: Važiuosim su bėdute Br., imkutė «l’atto di imbastire cucendo». Imkutės reikėjo įsiūti, būtų gražiau stovėję Grš., žibutė «epatica».
17. -ūtė. Il suffisso -ūtė, preceduto da una consonante palatalizzata, è caratteristico, nei dialetti descritti, dei cognomi delle bambine e delle donne non sposate, formati dai cognomi maschili di tutte le declinazioni; per esempio: Blažiūtė, Eidikiūtė, Glyčiūtė, Jakubauckiūtė, Luišiūtė, Šilingiūtė, Šniečkiūtė, Viltrakiūtė, Žiev(i)ūtė, Žukauckiūtė: Blažys, Eidikys, Glytas, Jakubáuckas, Lūšis, Šilingas, Šniečkus, Viltrakis, Žievys, Žukáuckas. In alcune località, per esempio nei dintorni di Daukšiai e altrove, è l’unico suffisso dei cognomi femminili, sia di bambine sia di ragazze.
Nei cognomi delle bambine e delle donne non sposate, i suffissi -aitė, -ytė non sono usuali né popolari nei dialetti descritti; sono più o meno noti attraverso documenti e testi e vengono usati per designare pubblicamente e ufficialmente le donne.
Dei nomi comuni con il suffisso -ūtė, -aičiūtė (suffisso composto) si sono uditi solo nelle fiabe: karalaičiūtė «figlia del principe»: Sykį apsirgo karalaičiūtė Kps., karalaitė «principessa»: Ta karalaitė jam i sako Kbr.
18. -astis, -astas. Tra le forme con il suffisso -astis (genitivo singolare -ties || -čio) si segnalano: gyvastis «vita»: Nesigaili nė savo gyvasties, nė sveikatos Vlkv., nerimastis «inquietudine, ansia»: Kai viena lieku, nerimastis ima Gs., pykastis «rabbia, irritazione».
Con il suffisso -astas si segnala gyvastas «salute»: Toks čia jau jo gyvastas Gs.
19. -estis, -estys. Il suffisso -estis (genitivo singolare -ties || -čio) è usato in poche parole (sostantivi), per esempio: gailestis, lūkestis «attesa, speranza, nostalgia», mokest(i)s, rūpestis.
In alcune località le persone anziane pronunciano le stesse parole anche con il suffisso -estys, per esempio: Mokesčēi bó grandi AžB. Solo il rūpestỹs è superfluo Pašl.
Le forme mōkesis, rūpesnis che talvolta compaiono nei dialetti descritti sono nuove.
20. -ysta, -ystė. Accanto al suffisso -ystė, nei dialetti descritti è usato, un po’ meno frequentemente e di norma con lo stesso significato, anche il suffisso -ysta15, soprattutto dalle persone anziane. Le parole (sostantivi) con questo suffisso si formano da sostantivi e aggettivi.
Tra le parole formate da sostantivi con il suffisso -ysta si segnalano: gaspadorystà (sl.): Plati gaspadory stā «una grande kolchoz» Vlkv., martystà «il fare la nuora», mergystà «il fare la ragazza», našlystà «il vivere da vedova», šelmystà (sv.) «azione cattiva, da birbante», tarnystà «servizio», žmogystà «aspetto umano»: Miega žmogystà «un lupo trasformato — travestito da uomo» (ps.) VšR. Acirado žmogystà «un ometto insignificante» Vlkv.
Tra i sostantivi formati da aggettivi con il suffisso -ysta vi sono, per esempio: dur-nystà (sl.), jaunystà, kvailystà, mažystà «piccolezza», senystà «vecchiaia»: Ka nor an senystos ramei pagyvėčia Gs.
15 Nei dintorni di Griškabūdis e altrove, per quanto è stato possibile osservare, entrambi i suffissi sono usati quasi parallelamente; si distinguono soltanto singole parole, per esempio si è udito solo žmogystà «ometto, poveretto». Nei dintorni di Pašlavantys si dice jaunystė, draugystė, ma senystà.
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Nel dialetto è più diffuso il suffisso -ysta rispetto al suffisso -ystė. I sostantivi con questi suffissi hanno di norma significato astratto. Indicano soprattutto una qualità astratta della parola base. Si formano da sostantivi e aggettivi.
I sostantivi con il suffisso -ystė si formano soprattutto da sostantivi, per esempio: draugystė «amicizia», galvažudystė «omicidio, uccisione»: Durante la guerra si verificavano a Gs. omicidi e ogni sorta di reati, godulẏstė «avidità», kaiminẏstė, kiaulystė «azione da porco», melagystė «menzogna, mentire», moterystė: Prėmė moterystės stoną «si è sposata» Vlkv., tinginystė «pigrizia», vaikystė «età infantile».
Si incontrano anche sostantivi con il suffisso -ystė derivati da aggettivi, per esempio: jaunystė «giovinezza», puikystė «orgoglio, superbia».
Tra i sostantivi derivati con il suffisso -ystė da aggettivi formati con il suffisso -ingas, si usa talvolta soltanto milaširdingystė || mielaširdingystė «misericordia, compassione»: Non ha alcuna misericordia Plv.
21. Vari suffissi con la consonante -t-. Vi sono inoltre una quindicina di suffissi diversi con la consonante t, che ricorrono in una o poche parole, per esempio:
a) -atė: gyvatė: Quella ragazza è un vero serpente Kt.
b) -etė: aketė kp. || eketė zan., raukėtė «persona accigliata, musone»: Non avvicinarti a quella raukėtė «cavalla cattiva» Alk.
c) -ėtis: erškėtis || arškėtis kpII.
d) -etys: reketys «un certo attrezzo per battere la segale» Gs.
e) -yta: klipytà «persona zoppa, sciancata»: Cammina come un certo klipytą Žal.
f) -itas: toponimo Alvitas || Elvitas: È tornato da Elvitas, è tornato da Virbalis Gs.
g) -uotė: važiuotė: Bella važiuotė «carro e finimenti» Vlkv.
h) -enta: serbentà: Alcune serbėntos sono rosse, altre nere Alvt.
i) -intà: Širvintà «affluente di sinistra dello Šešupė» Nm.
y) -ykštis, -ė || -ykščias, -a: pernykštis, -ė raro pernykščias, vakarykštis, -ė || vakarykščias16, -a, vaivorykštė «arcobaleno».
j) -iščias || -ištis, -ištys; -iščia: vaikiščias || vaikištīs || vaikištis Grš., Vlkv. «ragazzino», mergiščia Grš., Gs. «ragazza adolescente».
k) -uistas: ligūistas, -a «un po’ malato», miegūistas, -a «assonnato, intontito».
l) -ūkštis: bjaurybiūkštis Dkš., vaikiūkštis raro in VIkv., varliūkštis Dkš., velniūkštis Gs.
XV. Suffissi con consonante -v-
1. -(s)vas, -(s)va. Con il suffisso -vas si trovano alcuni sostantivi, per esempio: naṙvas, pil̇vas, plovai «plova» Ūt., pūrvas kpI (più spesso purvynas), stovai «i lati del telaio del telaio»: Stuk-stuk stovai – devintovai, viršuj gaidžei gieda (organo) Gs.
Sono un po’ più numerosi gli aggettivi con il suffisso -vas, femm. -va, per esempio: blaivas || blaivūs, gyvas, kreivas, lengvas, palvas, šleivas «storto, claudicante»: Gražu, tik šleivas, kreivas į kuprotas (iron.) Plv.
Il suffisso -va viene usato per formare sostantivi femminili, per esempio: dirvà, džiovà «1. essiccazione»: Nė džiovos, nė pagados nėr Būbl. «2. tubercolosi», galvà
16 Nei dintorni di Griškabūdis e in alcuni altri luoghi è più comune pernykštis, ma vakarykščias.
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krūvą, pievą, plovą «acquitrino, pantano»: Plovôm tie (užakę) ažerėlei vadinami Ūt., sparvą. Qui va ricordato anche grėva, scom. «persona goffa e massiccia»: Kur šic grėva pasipainios, tai jau gero nebus Gs. Tokios grėvos tai jau kab gyvas nemačiau Kt.
Per formare aggettivi si usa anche il suffisso -svas, femm. -sva, che qui indica un certo grado, corrispondente al significato del prefisso apy-, per esempio: gelsvas, -à «giallastro»: Užďė vainikėlį an gelsvų kaselių (d.) AžB., juosvas «nerastro», mėlsvas «azzurrognolo», raūsvas «un po’ rosso, rossastro», rėšvas «un po’ chiaro»: Šįmet rėsvi rugucėi Plv., rūšvas «un po’ marrone o rosso», žàlsvas «verdognolo».
2. -(s)vė. Tra i sostantivi con il suffisso -vė si possono menzionare: gérvė, plėvė: Kai virini pieną, paskui usideda plėvė VIkv., smárvė, virvė.
Con il suffisso -svė si trova soltanto la parola làisvė: Vieni sako «làisvė», kiti — «liuosybė» Gs., Raušvė «affluente di sinistra dello Šešupė» Gž., Plv.
3. -vis. Il suffisso -vis non è frequente. Ricorre in alcuni sostantivi più antichi o più recenti, per esempio: kálvis, kirvis, inoltre ateivis, -ė || più spesso ateivỹs, -ė: Pilna čia visokių ateivių Žal., kareivis.
4. -avas, -ava. Con il suffisso -avas, femm. -ava, si trova soltanto qualche aggettivo, per esempio: linàvas, -à «del colore del fiore di lino, azzurrognolo», forse formatosi sul modello di parole di origine straniera ružavas, -à, vyšniavas¹⁷, -à «del colore della ciliegia»; inoltre Liubàvas centro urbano di Klvr.
Sono più numerose le formazioni con il suffisso -ava: sostantivi femminili, per esempio: baūdžiava, gãniava «pascolo; terreno da pascolo»: Avis atiduodam kitur an gãniavos Gs. Prasta čia toj pievoj gãniava Žal., kiauliava «lavoro da porci», pàniava, pỹliava «tributo», velniava «faccenda diabolica, cosa da diavoli». Inoltre, vanno ricordati qui i toponimi Sasnàva, Garliavà.
Vanno menzionate anche un paio di parole con il suffisso /-/ prima di -ava (con il suffisso -liava): riñkliava, mėzliava «dare denaro quando si raccoglie per qualcuno, per esempio un tempo durante i matrimoni».
5. -ovas, -ovė. Con il suffisso -ovas, femm. -ovė, si trovano alcuni sostantivi che designano persone, per esempio: gėròvas «chi beve molto; ubriacone»: Gerk it gerkit, gėrovėlei (d.) Alk., palydòvas «accompagnatore, chi scorta», sugulòvas «marito illegittimo», vadòvas, valdòvas, žinòvas.
Il suffisso -ovė, oltre che nelle parole menzionate sopra, ricorre con significati diversi anche in alcuni altri sostantivi, per esempio: daržòvė, rankòvė, senòvė, stipròvė «fortezza»: Senovėj didelė bō čia stipròvė Ūt.
6. -tuvas, -tuva. Con il suffisso -tuvas si formano alcuni sostantivi che designano utensili e attrezzi, per esempio: grieptùvas «attrezzo per raccogliere i cereali, rastrello»: Mãre, kudė nepasėmei grieptuvo, būtų geriau griept? VIkv., karštùvai «macchina per cardare la lana», mintuvai «strumento per maciullare il lino», purkštùvas nj., skíltuvas «strumento o pietra focaia per accendere il fuoco»: Seniau vyrai skíltuvus nešiojosi Bgt., šáutuvas.
Ricorrono con il suffisso -tuvas anche alcuni nomina agentis di genere comune, per esempio: grauštùvas «rosicchiatore, roditore»: Eik eik tu, grauštùve! Plv., nepàeitùvas «persona molto maldestra, che non riesce a camminare», šiktùvas «chi sporca continuamente».
Con il suffisso femminile -tuva è noto un solo esempio: sietuvà «tratto di fiume ampio e profondo; vortice»: Pakliuvo sietuvõn i nusken do Nm.
17 Cfr. P. Skardžius, Lietuvių kalbos žodžių daryba, p. 379.
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7. -tuvis, -tuvė. Il suffisso -tuvis ricorre in sostantivi che indicano nomi di utensili o recipienti, per esempio: grūstūvis «pestello»: Piestos nèr, tik grūstūvis Alk., koštūvis «strumento con cui si filtra qualcosa, per esempio il latte», muštūvis || muštūvas Klvr. «attrezzo (recipiente) per fare il burro».
Il suffisso femminile -tuvė è molto più diffuso. Con questo suffisso si formano parole che indicano utensili o oggetti d’uso domestico, per esempio: bruktuvė, milstuvė || melstuvė, sėtuvė «cesta per seminare i cereali». Si incontrano anche alcune parole con altri significati, per esempio: rietuvė «fila alta di qualcosa accatastato, per esempio legna» Alk.
Il suffisso -tuvės (plurale) è ampiamente usato per denominare cerimonie, feste o riti in genere, per esempio: įkurtuvės, išleistuvės, keltuvės: Anryt būna keltuvės (per vestuves) Ig. Lo sposo offre caramelle e grappa, e questo è considerato parte delle keltuvės Ig. Dopo le keltuvės si torna presto a casa Ig., lauktuvės «attesa o doni ricevuti in occasione di essa», pabaiktuvės, skerstuvės, sukaktuvės.
8. Vari suffissi con la consonante -v-. Oltre a quelli elencati, se ne incontrano anche altri con la consonante -v-, per esempio:
a) -atvė: amžinatvė «eternità»: Dabar mažai kas tiki į amžinatvę Vlkv., senatvė.
b) -yvas, -a: senyvas, -a Būbl., Vlkv., nevalyvas, -a «sporco, disordinato» Būbl., Žal., ankstyvas, -a || ankstybas, -a Pašl., velyvas, -a || velybas, -a Pašl. Cfr. 12.
c) -uva¹⁸: sesuvà kp II, šuvà, Valčiuvà «affluente sinistro del fiume Sasna» Ss., Igl.
d) -uvis: liežuvis, lietuvis, -ė nj., raro – più spesso lietuvỹs, -ė.
e) -lyvas, -a: è un suffisso slavo, per esempio: gėdlyvas, -a raro || più spesso sarmatlyvas, -a, supratlyvas, -a «comprensivo».
XVI. Suffissi con consonante -z-, -ž-
Con la consonante -z- si trova qualche raro suffisso dal significato più o meno spregiativo, per esempio:
1. -erza: keverža «chi è basso e goffo» (parola di un indovinello): Kiūrza keverža visą lauką apkeveržavo Vlk., plepėrza «chiacchierone» Gs.
2. -ėzas: vaikėzas «ragazzaccio, moccioso»: Prisirenka tokių vaikėzų = tuoj į pešasi Plv.
3. -ozas: vaikiožas «ragazzaccio», valkiožas Gs., Vlk. || valkiožas Grš. «chi va in giro dappertutto, bighellona, vagabondo».
4. -ūzas: pilvūzas, -ė «persona con la pancia grossa, panzone».
Con la consonante -ž-, il suffisso -uža || -užas ha valore negativo o spregiativo soltanto nell’unica parola raiguža || raigužas «ragazza frivola, inquieta e irruenta»: Ko ta raiguža tę po medžius karstosi? Alk.
Con la consonante -ž- c’è il suffisso -užis, femm. -užė, usato talvolta per formare diminutivi e nomignoli affettuosi, per esempio: broliūžis, tėtiūžis || tėtušis, mergūžė raro || più spesso mergužėlė.
La maggior parte delle parole con il suffisso -užis si trova nel folklore, per esempio: Aš dangūžy žibėsu Kbr. Te tau šūibužę, vyniok kojučės, duos dievulis gerus metus – pirksiu kurpūžės (d.) Alvt.
18 Per la formazione di questo suffisso, cfr. P. Skardžius, Lietuvių kalbos žodžių daryba, p. 381.
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Tra le altre parole con il suffisso -užis, con significati diversi dal diminutivo, vi è soltanto drabužis «indumento». Vanno inoltre menzionate bažnytūžė «chiesa protestante» e kunigūžis «pastore protestante», che non sono neppure diminutivi, ma hanno piuttosto, forse, una certa sfumatura spregiativa19.
C. PANORAMICA RIASSUNTIVA DELLA FORMAZIONE DEI NOMI MEDIANTE SUFFISSI
Dopo aver esaminato la formazione dei nomi con suffissi nei dialetti kapsai-zanavykai in base alla loro consonante finale, passeremo ora brevemente in rassegna alcuni suffissi delle singole parti del discorso e la formazione dei nomi con essi, proponendo al contempo una breve classificazione funzionale di alcuni suffissi. Questa panoramica può essere considerata una sorta di sintesi del capitolo precedente. Vi sono trattati soltanto alcuni suffissi ampiamente noti nei dialetti descritti. Molti di essi non differiscono in alcun modo dai suffissi impiegati nella lingua letteraria.
Infine elencheremo alcuni suffissi usati nei dialetti descritti o in singole varietà locali, ma non caratteristici della lingua letteraria, formulando così anche alcune conclusioni.
I. Alcuni suffissi dei sostantivi
1. Suffissi dei sostantivi derivati da sostantivi
a) -ukas, -ukė, -elis, -elė, -ėlis, -ėlė, -ytis, -ytė, -utis, -utė, -ūtė, -aitis, aitė, -užis, -užė
Con questi suffissi si formano da sostantivi altri sostantivi, i cosiddetti diminutivi e vezzeggiativi, per esempio: namukas, paršiukas, mokytojukė Grl., viščiukė VIkv. || vištukė Grl., vaikelis, dobilėlis, aguonėlė, šunytis, duonytė mergytė, vaikutis, laputė, vežimaitis, pušaitė, broliužis, kurpūžė.
A questa categoria appartengono anche i suffissi composti, per esempio: -eliukas, -eliukė, -užėlis, -užėlė: aukseliukas Grl., grybeliukas Grl., brolužėlis, mergužėlė.
Inoltre, i suffissi -ukė, -ūtė (dopo una consonante palatale) e, forse, i suffissi -aitė, -ytė, comparsi più recentemente in questo uso, vengono impiegati nei cognomi delle ragazze, per esempio: Šliumpūkė Grl., Trumpūkė Šil., Biliūtė, Luišiūtė, Senkiūtė, Bartkaitė raro, recente, Žiūr aitytė (: Šliumpa, Trumpa, Bilius, Luišis, Senkus, Bartkus, Žiūr aitis).
b) -iškis, -iškė, -ietis, -ietė, -inis, -inė, -okas, -okė
I sostantivi con questi suffissi si formano da toponimi e indicano per lo più persone originarie di un luogo o che vi abitano, per esempio: alytiškis, -ė, kauniškis, -ė, vilniškis, -ė; kaunietis, -ė, vilkaviškietis, -ė; vilnietis, -ė; alksnėninis, -ė, didvyžinis, -ė, pilviškinis, -ė; kauniokas, -ė, prieniokas, -ė.
Talvolta si usano due, tre o persino quattro dei suffissi qui menzionati senza una chiara differenza di significato. Per esempio, nei dintorni di Pašlavantys (distretto di Prienai) si dice: kauniškis e kauniokas, prieniškis e prieniokas, šilavotiškis e šilavotinis.
Nei dintorni di Vygreliai (distretto di Kalvarija), in parole diverse sono state udite quattro desinenze con lo stesso significato, per esempio: gražiškiečei, kalvarijiniei || kalvarijiečei, virbališk ei, višt yčio-
19Entrambi gli ultimi vocaboli erano usati in passato parlando della religione protestante.
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kai. Tuttavia, va osservato che dai toponimi con il suffisso -išk- (Pilviškiai, Plutiškės, Vilkaviškis) non si possono formare sostantivi con il suffisso -iškis, -ė.
Con questi suffissi menzionati sopra si trovano anche alcuni sostantivi con altri significati, per esempio: vyriškis, moteriškė, tėviškė, avietė, berniokas.
c) -ūkštis, -ūkštė, -ėzas, -ozas, -ūzas
Con questi suffissi si formano da sostantivi altri sostantivi che esprimono disprezzo e denigrazione di determinati oggetti o persone, per esempio: vaikiūkštis, varliūkštė, velniūkštis, vaikėzas, vaikiozas, valkiozas «vagabondo», pilvūzas «persona con una grossa pancia».
d) -inė, -ydė, -udė; -ynas, -ynė
Con i suffissi -inė, -ydė, -udė, i sostantivi derivati da altri sostantivi indicano per lo più un luogo in cui si conserva, si ripone o simili qualcosa, per esempio: drūskinė, mėsinė, arklidė, aludė || alinè, peludė.
Con i suffissi -ynas, -ynė, i sostantivi derivati da sostantivi indicano per lo più il nome di un luogo in cui abbondano oggetti di un’unica specie. Per esempio: aržuolynas, pušynas, skiedrynas, dilgėlynė, kelmynė, molynė.
e) -ienė, -uvienė
Il suffisso nominale -ienė ha generalmente due significati. Con accento circonflesso acuto o con il suffisso atono -ienė designa le mogli o le femmine degli animali, mentre con accento circonflesso grave indica nomi di cibi e pietanze, per esempio: brolienė, dėdienė, Jonienė, Paulauskienė, vilkienė (ps.); bulvienė, kiaušinienė, lapienė, obuolienė, žirnienė.
I sostantivi formati con il suffisso -ienė da sostantivi bisillabici a tema in u assumono la forma -uvienė, che di solito indica di chi è moglie una persona, per esempio: kašliuvienė, puodžiuvienė, Būtkienė, Seikuvienė. Naturalmente si riscontrano eccezioni (di formazione e di significato), per esempio: darkąčiuvienė: Da lei c’è una pera da poco — una vera darkąčiuvienė Gs.
2. Suffissi dei sostantivi derivati da aggettivi
a) -ybė, -enybė, -umas, -uma, -ysta, -ystė, -atvė
Con alcuni di questi suffissi (-ybė, -ystė) i sostantivi (galybė, draugystė) possono essere derivati anche da sostantivi, ma per lo più si formano da aggettivi. I sostantivi con questi suffissi denotano entità astratte, ad es.: saldybė, tamsybė, retenybė, saldumas, tamsumas || tamsuma, senystė, jaunystė || jaunystą, senatvė.
b) -imas, -uomenė
I sostantivi derivati da aggettivi con i suffissi -imas, -uomenė che ricorrono denotano un insieme o un gruppo di persone, una determinata collettività o simili, ad es.: jaunimas, jaunúomenė.
3. Suffissi dei sostantivi derivati da verbi
Nel dialetto descritto sono numerosi i suffissi con cui si formano sostantivi da verbi. Il significato dei sostantivi derivati da verbi è per lo più legato all’azione espressa dal verbo da cui sono formati.
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a) -ėčios, -iklis, -yklė, yklės, -ynė, -tukas, -tuvas, -tuvis, -tuvė
I sostantivi derivati da verbi con questi suffissi denotano per lo più attrezzi e strumenti, ad es.: akėčios, kūpėčios, taikiklis, laidyklė, šaudykklė, svarstykles, birbynė, švilpynė, plaktukas, skaptukas, dūrtuvas, mintuvai, koštuvis, muštūvis, bruktuvė, kultuvė || kūltuvė.
b) -ėjas, -ėja, -ikas, -ikė, -klys, -slys, -snys, -snė, -tojas, -toja, -vis, -vė
Con questi suffissi i sostantivi si formano per lo più alcuni dalla base del passato remoto, altri dalla base dell’infinito, e denotano nomina agentis, ad es.: audėja, gynėjas (più raramente gynėjas), ėdikas, kūlikas (più raramente kulikas), kirtikas (talvolta kirtėjas), ryklys, turklys, kviestys, reksnys, verksnys, verksnė, pilstytojas, pilstytoja, skaitytojas, praeivis.
c) -alas, -inys, -esys, -ėšiai (-ėsis)
I sostantivi derivati da verbi con questi suffissi denotano per lo più il risultato dell’azione, ad es.: jovalas «1. ciò che è scompigliato, arruffato; 2. broda per maiali», viralas, grindinys, siuvinys, elgesys, liūdesys, griuvėsiai || griuvėsis, pelėsė || pelėsis.
d) -imas, -ymas
I sostantivi derivati da verbi con i suffissi -imas, -ymas denotano per lo più il nome dell’azione o l’azione stessa; spesso assumono anche un significato concreto o di altro tipo.
Con il suffisso -ymas si formano sostantivi dagli infiniti con il formante -y-ti (skaityti, taisyti), mentre con -imas si formano da tutti gli altri verbi al passato remoto, ad es.: ėdymas, šakymas, maišymas «1. azione; 2. impasto di pane preparato», pūdymas «1. azione; 2. campo a maggese, lasciato incolto»; bėgimas, metimas, ūžimas, arimas «1. azione; 2. aratura», vežimas «1. azione; 2. carro».
II. Alcuni suffissi degli aggettivi
1. Suffissi degli aggettivi derivati da aggettivi
a) -okas, -oka, -ukas, -ukė, -ytis, -ytė, -utis, -utė
Questi suffissi aggettivali sono diminutivi e affettivi; con essi gli aggettivi si formano da altri aggettivi, ad es.: šaltokas «piuttosto freddo», trumpokas «piuttosto corto», juodūkas, -ė, mažiukas, -ė, mažytis, -ė, mažutis, -ė.
b) -ino, -ina, -esco, -esca, -oso, -osa
Con questi suffissi gli aggettivi si formano per lo più da sostantivi. Si trovano anche alcuni aggettivi formati da aggettivi con alcuni di questi suffissi, ad es. saldinis, -ė.
Il suffisso -inis, -inė ha diversi significati o, almeno, diverse sfumature di significato. Di solito indica di quale materiale è fatto qualcosa (auksinis, medinis). Per maggiori dettagli, cfr. B IX 10.
Il suffisso -iškas, -a indica per lo più somiglianza, idoneità, finalità o appartenenza, ad es.: bobiškas, -a, pasakiškas, -a, vyriškas, -a, žiemiškas, -a, vokiškas, -a.
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Con il suffisso -ingas, -a gli aggettivi indicano soprattutto il possesso in abbondanza di qualcosa, la caratteristica dell’abbondanza e della grande quantità, per esempio: gailestingas, -a, galingas, -a, laimingas, -a, miltingas, -a, naudingas, -a, pinigingas, -a.
2. Aggettivi derivati da sostantivi mediante suffissi
-ėtas, -ėta, -otas, -ota, -uotas, -uota, -uistas, -uista
Questi suffissi si usano per formare aggettivi da sostantivi. Va notato che gli aggettivi con il suffisso -uotas, -a si formano per lo più da sostantivi con tema in a, mentre quelli con il suffisso -otas, -a da sostantivi con tema in o (cfr. plaukūotas, barzdotas); gli aggettivi con il suffisso -ėtas, -a si formano per lo più da sostantivi con tema in ė (cfr. skylėtas), tuttavia, in tutti e tre questi casi, nei dialetti descritti non si riscontra una regolarità chiara.
Gli aggettivi formati con questi suffissi denotano caratteristiche esteriori, visibili. Il loro fondamento è costituito, rispettivamente, dagli oggetti, dalle cose o dai concetti il cui nome fornisce la radice e il tema impiegati per formare l’aggettivo. Per esempio: duobėtas, -a, raukšlėtas, -a, kuprótas, -a, miglótas, -a, sviestúotas, -a, miežúistas, -a, ligiúistas, -a.
3. Aggettivi derivati da verbi mediante suffissi
-tas, -ta, -onas, -ona, -svas, -sva
Con questi suffissi si formano aggettivi da verbi. Essi indicano per lo più caratteristiche di colore o di temperatura. Inoltre, il suffisso -svas, -a indica un grado meno intenso (inferiore) rispetto al grado positivo. Per esempio: báltas, -à, šáltas, -à, karštas, -à, šiltas, -à, geltónas, -a, raudónas, -a, juósvas, -à, gel̃svas, -à.
III. Alcuni significati caratteristici dei suffissi dei sostantivi
Qui, senza occuparci della formazione delle parole, elencheremo inoltre separatamente alcuni significati caratteristici dei suffissi dei sostantivi nei dialetti descritti. In base al significato dei suffissi, i sostantivi dei dialetti descritti sono, per esempio:
1. Nomi di utensili e strumenti
-ukas: švilpukas «fischietto», žindukas
-tukas: peštukas «strumento per strappare le setole al maiale», plaktukas
-lys: grėblys, kablys
-alas: barškālas «sonaglio», skambalas
-klas: arklas, pjūklas
-ynė: birbynė, lazdynė, stovynė
-tas: grąštas, kaltas
2. Denominazioni di luogo
-udė: aludė «locale per la birra», peludė
-ykla: luogo per sdraiarsi, luogo per cardare, luogo per fare il bagno
-mė: gelmė, tankmė
-uma: giluma, sekluma, žemuma
-inė: alinė, bulvinė, daržinė
-ynas: querceto, saliceto, bosco
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-ynė: durpynė, kupstynė, molynė
-iena: farina d’avena, farina di trifoglio, farina di frumento
3. Nomi del risultato dell’azione
-alas: brodaglia, filati, brodo
-lys: padėlys, pašėlys
-ena: gaišena, skurdėna, stipena
-inys: pavimentazione, acquisto, putrefazione, reperto
-snys: casnys, sieksnys, žinksnys
-ėsis: (di solito al plurale) degėsei, griuvėsei, puvėsei
-tė: grįštė, gniūštė
4. Nomi astratti
-ybė: capacità, pazienza, uguaglianza
-ulys: avidità, sete
-umas: bianchezza, pazienza, luminosità
-ata: vergogna, salute
-vsta, -vstė: giovinezzà || giovinezza, stupidità̀ || stupidità
-ava: confusione, diavoleria
5. Denominazioni delle occupazioni delle persone
-inykas (-ininkas): apicoltore, lavoratore, scrivano
-orius: cantore, cantante
IV. Alcune conclusioni
Sebbene i dialetti descritti costituiscano la base della lingua letteraria, in essi si riscontrano tuttavia casi di uso dei suffissi diversi da quelli della lingua letteraria. Alcuni casi di uso diverso si riscontrano anche tra i dialetti descritti, i sottodialetti e le varietà locali. Qui elencheremo alcuni di questi casi di uso diverso e fenomeni affini.
1. Al posto del suffisso -ininkas, nei dialetti descritti è più diffusa la pronuncia -inykas. I Kapsai usano per lo più soltanto -inykas, mentre gli Zanavykai, accanto a -ininkas, usano anche -inykas (darbinýkas). Nei dintorni di Naujoji Ūta si dice anche -inikas (pùlkininkas).
2. Al posto del suffisso aggettivale della lingua letteraria -yvas, -a, gli Zanavykai e i Kapsai usano anche il suffisso -ybas, -a (ankstýbas).
3. Nei dialetti descritti, al suffisso della lingua letteraria -snis di alcuni sostantivi con tema in ja corrisponde il suffisso -snys, per esempio: sieksnys, žinksnys.
4. Nei suffissi aggettivali artimas, tolimas, il suffisso della lingua letteraria -imas, -a è pronunciato per lo più -ymas, -a: ártymas, tólymas.
5. Nella varietà orientale II dei Kapsai è ampiamente usato il suffisso diminutivo nominale -ikė, per esempio: kačikė, pelikė, skarikė, višči̇kė. Nella varietà menzionata questo suffisso si usa anche nei cognomi delle ragazze, per esempio: Brundżikė, Varkalikė.
6. Gli Zanavykai e i Kapsai orientali II usano spesso anche il suffisso -ukė nei cognomi delle ragazze, per esempio: Bernotukė, Kuraitukė, Matulaitukė, Šlimpukė.
7. Nei cognomi femminili i Kapsai usano per lo più soltanto il suffisso -iūtė, per esempio: Byliūtė (: Bylà), Luišiūtė (: Lùisis), Senkiūtė (: Señkus), Žvirbliūtė (: Žvirblỹs).
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8. Molti dei suffissi dialettali descrittivi sono qui noti da tempo, solo alcuni si sono diffusi recentemente; cfr., per es.: -ykla (kirpykla, siuvykla), -ija (Aukštaitija, Kaunija, Zanavykija).
9. In generale, i suffissi dei dialetti descritti sono lituani; se ne riscontrano anche pochissimi di origine straniera, ma ormai, sotto l’influsso di quelli, neppure i suffissi autoctoni si sono conservati saldamente; cfr., per es., -inyčia: langinyčia || langinė.
Formazione nominale suffissale nei dialetti dei kapsai e degli zanavykai
Ю. СЕНКУС
Riassunto
Il lavoro presenta un’ampia analisi della formazione nominale suffissale nei dialetti dei kapsai e degli zanavykai, che sono alla base della lingua letteraria lituana. Sono caratterizzate le formazioni suffissali con i suffissi -uva, -ybas(-a), -ybė, -enybė, -inyčia, -očius, -očiuvienė, -uočius, -uočiuvienė, -da, -das, -odas, -ėzdas, -ozdas, -ga, -gas, -gys (—ė), -ingas (-ė), -ju-, -ija, -ijas, -tojas(-a), -auja, -ojus, -ka, -kas, -kis(-ė), -(s)kus, -(s)kuvienė, -ikas, -ikė, -okas, (-a); okas(-ė), -ukas, -ukė, -uka, -tukas, -inykas || -ininkas, -iškas(-a), -iškė, -(s)las, -(s)lys (—ė), -lius, -lus(-i), -ala, -alas, -alis (-ė), -alius (ė), -aliuvienė, -elis(-elė), -intelis(-ė), -ėlys, -ėlis, (-ėlė), -utėlis(-ė), -umėlis, -ėlius, -ėliuvienė, -ėlė, -olius, -oliuvienė, ~olė, -ula, -ulas, -ulis (-ulė), -ulys, -aila, -uolius, ~uolė, -uolys, -(y)kla, -klas, -klė, -klis, -klys, -(s)mas, -(s)mė, -imas, -ymas, -uma, -umas, -(s)na, -(s)nas, -(s)nis, -(s)nys, -(s)nus, -nius, -ana, -anas(-a), -ena, -mena, -sena(-šena), -enė, -uomenė, -ėna, -ėnas; -inas, -inis(-ė), -utinis (-ė), -inys, -yna, -ynas, -umynas, -ynė, -onas, -ona, -onis (-onė), -onius(-ė), -ūnas, (-ūnė), -ūna, -ainas(-a), -ainis, -ainė, -iena, -ienas, -opas (-a), -ra, -(s)ras, -rus(-ri), -ara, -aras, -eris, -erys, -orius, -urė, -erė, -sas(-sa), -sus(-si), -ėsa, -ėsai, -ėsis, -ėsys, -esis, -šė, -išius, -(s)tas (-ta), -(s)tė, -(s)tis, -(s)tus, -ata, -atis, -eta, -etas, -ėtas (-ėta), -otas(-ota), -otė, -uotas(-a), -ytis, -ytė, -aitis (-aitė), -ietis (-ietė), -utas, -utis (-utė), -ūtė, -astis, -astas, -estis, -estys, -ysta, -yste, -(s)vas (-va), -(s)vė, -vis, -avas(-ava), -ovas, -ovė, -tuvas, -tuva, -tuvis, -tuvė, -erza, -ėzas, -ozas, -ūzas, -uža, -užis e altri.
Alla fine del lavoro si traggono conclusioni sulla formazione nominale suffissale nei dialetti dei kapsai e degli zanavykai.