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Priesaginė lietuviškų terminų daryba

S. Keinys

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LIETUVIŲ TERMINOLOGIJA LIETUVOS TSR MOKSLŲ AKADEMIJA S. KEINYS FORMAZIONE SUFFISSale DEI TERMINI LITUANI Nella terminologia la formazione delle parole riveste un ruolo enorme, poiché la grande maggioranza dei termini monolessematici e dei componenti dei termini composti è costituita da derivati. Il 92,5% dei sostantivi che sono termini monolessematici, puramente lituani e ibridi, raccolti nel «Dizionario russo-lituano dei termini economici» (Vilnius, 1966), è formato da altre parole (per il calcolo sono state considerate complessivamente poco più di 1600 parole diverse, delle quali circa 120 semplici, o primarie). I derivati costituiscono circa il 90% anche dei termini dello stesso tipo riportati nel «Dizionario russo-lituano-inglese dei termini di informatica» (Vilnius, 1971) e nel «Dizionario dei termini botanici» (Vilnius, 1965) (rispettivamente, oltre 1900 e circa 800 parole diverse, delle quali circa 180 e 120 semplici). Pertanto, come ha osservato N. Šanskis, la lingua può soddisfare le esigenze poste dalla società soltanto quando si utilizzano tutti i diversi mezzi di formazione delle parole di cui dispone, poiché innanzitutto la formazione delle parole contribuisce a creare un lessico corrispondente allo sviluppo della società1. La maggior parte dei sostantivi derivati usati nella terminologia è formata con suffissi. Per esempio, nei dizionari dei termini giuridici, geologici e di geografia fisica, di fisica, sportivi, di bonifica, chimici, tessili (vol. I) e letterari sono raccolti quasi 5000 derivati formati con i mezzi propri della lingua lituana. Il 68,5% di questi derivati, impiegati come termini monolessematici nei settori menzionati, è formato con vari suffissi nominali. La percentuale di derivati suffissali tra i sostantivi che sono termini monolessematici è ancora maggiore nei dizionari dei termini economici e di informatica (rispettivamente 81,9 e 79%). Solo nel «Dizionario dei termini botanici» i derivati suffissali sono meno numerosi, ma anche qui costituiscono più della metà di tutti i derivati. I termini formati con desinenze, prefissi e composizione sono dunque una minoranza. Ciò conferma la grande vitalità e diffusione della derivazione nominale suffissale nel lituano contemporaneo2. Infine, questo mostra che anche nella terminologia la massima attenzione va dedicata alla formazione delle parole mediante suffissi, alla sua sistematizzazione e al suo perfezionamento. È molto importante che chiunque formi o revisioni termini abbia studiato a fondo la derivazione suffissale, conosca bene i benefici che essa apporta alla lingua e alla terminologia stessa e sappia servirsene adeguatamente. In questo lavoro si esamina sincronicamente la formazione suffissale dei sostantivi terminologici. L’oggetto dello studio è costituito da 4955 derivati suffissali (lo stesso derivato 1 Н. М. Шанский, Очерки по русскому словообразованию и лексикологии, Москва, 1951, p. 131. 2 V. Urbutis osserva che nella lingua lituana i derivati suffissali sono parecchie volte più numerosi di tutti gli altri derivati. Cfr. Lietuvių kalbos gramatika, I, Vilnius, 1965, p. 252. 7 è spesso riportato in diversi dizionari terminologici, ma qui è stato conteggiato una sola volta). Tutti questi derivati sono presentati come termini monolessematici nei dizionari terminologici esaminati dalla Commissione di terminologia dell’Istituto di lingua e letteratura lituana dell’Accademia delle scienze della RSS Lituana. Si tratta dei dizionari dei termini giuridici, geologici e di geografia fisica, di fisica, sportivi, di bonifica, chimici, tessili, letterari, botanici, economici e di informatica. La scelta di questo oggetto di studio si spiega con il desiderio di passare in rassegna il lavoro terminologico nei settori meglio sistematizzati e di individuare le tendenze emerse in tale formazione. La formazione suffissale dei termini viene esaminata secondo l’ordine consueto negli studi sulla formazione delle parole. In base al significato derivazionale dei derivati e alla natura delle parole di base, si distinguono determinati gruppi di formazione terminologica. Oltre due terzi (68,7%) dei derivati è formato da verbi. Questi derivati si suddividono in: denominazioni di azioni, denominazioni di strumenti, denominazioni di agenti e di portatori di proprietà verbali, denominazioni del risultato dell’azione e denominazioni di luoghi. I derivati rimanenti si basano di norma su parole nominali. Si distinguono i seguenti gruppi: denominazioni di proprietà, denominazioni di portatori di proprietà nominali e di persone per professione, diminutivi, denominazioni di luoghi, denominazioni collettive e denominazioni secondo l’origine e l’appartenenza. In ciascun gruppo di formazione si individuano e si esaminano i tipi di formazione dei termini. I gruppi e i tipi più produttivi sono presentati secondo la quantità dei derivati, cominciando da quelli che ne comprendono il maggior numero. In questo modo V. Urbutis ha studiato molto approfonditamente la formazione dei sostantivi nella lingua lituana3. A differenza della classificazione di V. Urbutis, qui le denominazioni dei portatori di proprietà nominali e quelle delle persone secondo la professione sono riunite in un unico gruppo di formazione. Sono esaminati tutti i termini che, da un punto di vista sincronico, possono essere considerati derivati, benché non tutti siano stati creati appositamente per esigenze terminologiche. Si procede così perché in molti casi, a quanto pare, è impossibile stabilire se il termine sia stato coniato di recente oppure sia una parola già in uso nella lingua. Infatti, nuove parole che combinano le stesse parti (una parola di base e un suffisso) possono essere formate in qualunque periodo dello sviluppo linguistico e in qualunque luogo in cui si parla la lingua. Anche sapendo che una parola è stata usata, per esempio, nei testi più antichi o in un momento successivo, non si può ancora affermare che sia stata davvero ripresa da quelle fonti antiche e non formata ex novo. Ciò è particolarmente incerto quando tali parole sono state usate da poche persone. Inoltre, non si può ignorare che anche i termini derivati ripresi dal lessico non terminologico possono favorire la formazione dei corrispondenti tipi derivazionali. Perciò, a quanto pare, sarebbe inesatto non considerarli membri di tali tipi di formazione. Infine, l’oggetto degli studi contemporanei sulla formazione delle parole è di norma costituito da tutte le parole di una lingua che, sincronicamente, possono essere considerate derivati. Esistono tuttavia singoli termini, persino appartenenti a tipi improduttivi, il cui passaggio dal lessico non terminologico alla terminologia è indubbio. In questi casi la struttura derivazionale dei termini si è opacizzata e non sussiste più un rapporto diretto tra il loro significato derivazionale e quello terminologico (lessicale). Nel lavoro si esaminano soltanto i termini che presentano suffissi lituani. Si possono conteggiare derivazionalmente anche alcuni termini internazionali, per esempio: aeronautika, analizatorius, arbitražas, automobilizmas, atmosferikai, aviamodelistas, deklaracija, diktatūra, ekspertizė, hidrostatika, kalcitas, magmatizmas, monarchija, olimpiada, operacija, proletariatas, propaganda, revizija, rezervatas, rezervuaras, sabotažas, sferoidas, šifratorius, technolo- 3 Cfr. Lietuvių kalbos gramatika, I, p. 251 e seguenti. 8 gija, vakansija, vibrionas e molti altri. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la scomposizione dei termini internazionali e l’individuazione di determinati suffissi sarebbero molto convenzionali e formali. Infatti, tali termini nella loro struttura coincidono di norma con i termini corrispondenti di altre lingue (più spesso del russo) e fanno ingresso nella terminologia lituana anzitutto già formati, come prestiti. È interessante che nella terminologia lituana non sia caratteristico derivare termini da parole puramente lituane con suffissi internazionali. Sarebbe utile descrivere la formazione dei termini internazionali, e ciò potrebbe costituire l’oggetto di una ricerca a sé. DERIVATI VERBALI NOMI D’AZIONE Sono detti nomi d’azione i derivati suffissali che, formati dalle forme principali del verbo, hanno il significato di azione, processo o stato. Ogni azione può avere un proprio nome, benché non tutte richiedano, per essere compiute, strumenti o un luogo destinato esclusivamente a essa, e non tutte producano conseguenze tali da richiedere una denominazione specifica. Inoltre, i derivati formati dallo stesso verbo con suffissi diversi possono denominare l’azione da punti di vista differenti: in un caso non presentano alcuna sfumatura semantica accessoria e sono veri e propri nomi d’azione; in un altro, oltre al significato fondamentale di azione, presentano varie sfumature semantiche conferite dai suffissi, per esempio possono esprimere anche l’organizzazione dell’azione o la sua maggiore ampiezza, la specializzazione dell’azione, il modo in cui viene compiuta, ecc. I derivati di alcuni suffissi denominano non tanto le singole azioni in sé quanto determinati ambiti dell’attività umana. Per questo tale gruppo di derivati è chiamato anche, in senso più ampio, astratti verbali. Una parte consistente dei termini è costituita da nomi d’azione. Come si è detto, i derivati verbali sono i più numerosi nella terminologia e la maggior parte di essi sono nomi d’azione (nei dizionari terminologici esaminati superano i tre quarti). La grande diffusione di termini con questo significato si rileva anche dal fatto che più della metà di tutti i derivati suffissali appartiene al gruppo dei nomi d’azione. Benché i nomi d’azione siano molto numerosi tra i termini, non si distinguono tuttavia per una maggiore varietà formativa. Il suffisso -imas si distingue per la sua eccezionale produttività: ad esso appartengono più di tre quarti di tutti i nomi d’azione. Il secondo suffisso per produttività è -ymas. Questi suffissi, conferendo ai derivati lo stesso significato, si aggiungono a verbi di diversa struttura. Insieme abbracciano tutta la varietà dei verbi lituani: da ogni verbo è possibile formare un nome d’azione con -imas / -ymas. Per questo, come ha osservato V. Urbutis, -imas e -ymas sono varianti di un unico suffisso⁴. Oltre i nove decimi dei nomi d’azione sono formati con -imas / -ymas. La grande importanza di questi suffissi nella terminologia è dimostrata anche dal fatto che quasi la metà di tutti i termini suffissali sono loro derivati. Gli altri tipi di formazione dei termini di questo gruppo non si distinguono per una particolare produttività. Con i suffissi -tis, -yba, -mė, 4 Ж. В. Урбутис, Словообразование имен существительных в современном литовском языке. Автореферат диссертации на соискание ученой степени доктора филологических наук, Вильнюс, 1971, р. 23. 9 -uotė, -sena, -smas, -tynės, -mas, -esys, -ga, -lė e così via hanno prodotto soltanto pochi o una dozzina di derivati, oppure, più raramente, una ventina o una trentina. Infine, più della metà dei nomi d’azione è ancora presa dal lessico non terminologico; per questo tali tipi di formazione non hanno grande importanza nella terminologia. Sono tratti dal lessico non terminologico; perciò, nella terminologia, questi tipi di formazione delle parole non hanno grande importanza. -imas Nel linguaggio scientifico e tecnico, i derivati con questo suffisso svolgono un ruolo molto importante. A quanto pare, la loro abbondanza determina in larga misura anche un tratto caratteristico dello stile dei lavori scientifici: la frequenza dei sostantivi dal significato astratto e la diffusione di varie espressioni nominali. Quasi tutti i derivati con il suffisso -imas hanno il puro significato di denominazione di un’azione. Denominano l’azione stessa, il processo o lo stato, senza alcuna sfumatura accessoria. Per esempio: angliavimas «sfregamento, copertura con carbone» ChŽ, anglinimas «trasformazione in carbone» ChŽ, atidavimas «proprietà di un corpo o di una sostanza di cedere o trasmettere qualcosa all’ambiente o ad altri corpi» MŽ, brendimas «fase finale dello sviluppo dei semi» BŽ, buksavimas «slittamento delle ruote motrici o dei cingoli sulla strada, sui binari o sul terreno, dovuto a un attrito o a un’aderenza insufficienti» MŽ, chemizavimas «impiego sistematico nell’industria dei metodi chimici di lavorazione dei materiali» ChŽ, dūlėjimas «lenta disgregazione, decomposizione» ChŽ, «disgregazione meccanica e chimica delle rocce sotto l’azione di fattori esterni (temperatura, umidità, vento) e dell’influenza della fauna e della flora» MŽ, ėsdinimas «trattamento della superficie metallica con un acido» ChŽ, gelsvėjimas «difetto dei tessuti sbiancati; processo spontaneo per cui, con il tempo, un tessuto bianco ingiallisce a causa dell’invecchiamento o di un lavaggio insufficiente del sapone» ATŽ, grūdinimas «modificazione della durezza di un materiale mediante raffreddamento rapido» ChŽ, irimasis «disgregazione, degradazione di una sostanza» ChŽ, įsibėgėjimas «aumento graduale della velocità durante il funzionamento di una macchina» MŽ, kopuliavimas «innesto per accoppiamento: metodo di innesto in cui marza e portainnesto, di uguale spessore, vengono uniti mediante tagli obliqui» BŽ, lėkštinimas «formazione di superfici piatte (per esempio, di pendii)» MŽ, mišrinimas «combinazione di diversi patrimoni ereditari in un unico organismo (ibrido) mediante incrocio (ibridazione sessuale) <…>» BŽ, plaukėjimas «fase dello sviluppo delle graminacee in cui dalla guaina della foglia superiore emerge metà della spiga (in segale, frumento e orzo) oppure la sommità della pannocchia — 3—4 spighette (in avena e miglio); nel mais, quando dalla guaina spunta la sommità del pennacchio» BŽ, MŽ, prasikalimas «emersione del germoglio dal terreno o dal tegumento» BŽ, rišimasis «indurimento di un legante» ChŽ, slūgsojimas «giacitura delle rocce e dei minerali nella crosta terrestre» MŽ, stiebėjimas «fase dello sviluppo di varie piante, escluse le graminacee, durante la quale si allungano gli steli» BŽ, sukibimas «proprietà delle particelle più minute di una sostanza di attrarsi reciprocamente» MŽ, ChŽ, trauk(l)inimas «riscaldamento del latte affinché coaguli» ChŽ, užgrūdinimas «abituazione a condizioni insolite, per esempio alle basse temperature o alla siccità» BŽ, vakcinavimas «protezione dalla malattia mediante inoculazione di un vaccino, cioè di un preparato contenente agenti patogeni (batteri patogeni) attenuati o uccisi» BŽ. Solo una piccola parte dei derivati con il suffisso -imas è usata anche in un significato più concreto: essi designano il risultato di un’azione, il portatore di una proprietà verbale oppure un luogo. Tuttavia, dal punto di vista della formazione, tutti questi derivati possono essere intesi come denominazioni di azioni; alcuni di essi sono usati in entrambi i significati (astratto e concreto). La concretizzazione del significato di singoli derivati 10 (più precisamente, la formazione di omonimi) è, a quanto pare, almeno per ora, un fenomeno più semantico che derivazionale (di formazione delle parole). Per questo motivo non vengono esaminati in altri gruppi di derivati terminologici, ma trattati insieme alle denominazioni di azioni. In tutto, i derivati con il suffisso -imas aventi un significato concreto sono alcune decine. Per esempio: išplovimas 2 «depressione formatasi quando l’acqua corrente ha dilavato il terreno incoerente (sul fondo o in superficie), zona dilavata» MŽ (cfr.: išplovimas 1 «dilavamento delle particelle fini del terreno da un pendio», išplovimas 3 «dilavamento dei sali dal suolo; desalinizzazione, lisciviazione» MŽ), kalėjimas «prigione, detenzione» TŽ, palikimas «eredità» LŽ, «eredità; abbandono» TŽ, rietimas «confezione commerciale di un pezzo di tessuto; pezzo di tessuto avvolto in rotolo da una macchina di misurazione e avvolgimento» ATŽ, užgriebimas «striscia di terreno lavorata dalla macchina con un solo passaggio dell’organo lavorante» MŽ, užvažiavimas «luogo appositamente attrezzato per salire su un terrapieno» MŽ, užvėlimas «difetto di un tessuto di lana follato; zona del tessuto più infeltrita, striscia longitudinale di tonalità diversa o nervatura (sporge su un lato del tessuto e forma una depressione sull’altro) <…>» ATŽ e altri. Non è opportuno attribuire significati concreti ai termini derivati con il suffisso -imas. Infatti, spesso tali termini sono ambigui e dalla loro struttura derivazionale emerge innanzitutto il significato astratto di denominazione di un’azione. Ciò va tenuto presente nella sistematizzazione della terminologia e nella specializzazione dei mezzi di formazione delle parole. I derivati con significato concreto dovrebbero essere formati con i suffissi e le desinenze propri dei rispettivi gruppi derivazionali. I derivati con il suffisso -imas si formano da verbi base di varia struttura e significato (i dati statistici sono presentati nella tabella I, cfr. la pagina seguente). Più di un terzo dei derivati (767 su 2195, ossia il 34,9%) è formato da verbi primitivi; la maggior parte di essi si basa su verbi prefissati. Per esempio: ištįsimas, pervėlimas (ATŽ), brendimas, išgulimas, nunokimas, purkštimas, sužėlimas, trešimas (BŽ), blukimas, degimas, praskiedimas, rūgimas (ChŽ), atpigimas, brangimas, engimas, išsiuntimas, neišpirkimas, perpirkimas, sukaupimas, supirkimas, telkimas (EŽ), aušimas, lūžimas, pakrypimas, sutapimas (FŽ), atšilimas, dilimas, dubimas, sliūgimas (GŽ), perdėjimas, sušukimas (LŽ), grindimas, išsiurbimas, nušliaužimas, užtvenkimas (MŽ), brėžimas, sugedimas, įjungimas, išjungimas, lošimas, nesutapimas, perjungimas, sprendimas, suvokimas, vedimas (STŽ), čiuožimas, peržaidimas, sklendimas (SŽ), atleidimas, grobimas, ištuokimas, perrinkimas, priteisimas, skundimas, užgrobimas (TŽ). Alcuni derivati sono usati in più di un settore terminologico, per esempio: drumstimas GŽ, MŽ, įmirkimas GŽ, MŽ, išbrinkimas ChŽ, MŽ, skilimas ChŽ, FŽ, MŽ, stingimas ChŽ, GŽ, vilkimas GŽ, MŽ, SŽ e altri. La maggior parte dei derivati si basa su verbi derivati. Una quota maggiore dei verbi base deriva da parole lituane, più spesso da nomi, per esempio: akiavimas, apvaisinimas, įvairavimas «variazione», kryžminimas, mišrinimas, pumpuravimas, sulapojimas (BŽ), auksavimas, baltinimas, derėjimas, rūdijimas, sucukrinimas (ChŽ), apgin­klavimas, apmuitinimas, įbaudžiavinimas, lenktyniavimas, perrūšiavimas, prekiavimas, sandėliavimas, (su)stambinimas, suvalstybinimas, ūkininkavimas (EŽ), praretinimas, skystėjimas, skystinimas (FŽ), apanglėjimas, smulkinimas, sutitnagėjimas (GŽ), įasmeninimas, laipsniavimas (LŽ), lietininimas, įdubmėljimas, sausinimas, supelkėjimas (MŽ), dauginimas, dvejinimas, kibirkščiavimas, (pa)dvigubinimas, paž enklinimas, sandarinimas, skiemenavimas, suskaičiavimas (STŽ), blizgiavimas 11 1 lentelė Numero di termini derivati nei dizionari Verbo di base ATŽ BŽ ChŽ EŽ FŽ GŽ LŽ MŽ STrŽ SŽ TŽ Totale dei derivati distinti non prefissato 2 12 27 45 18 54 25 23 69 55 33 194 verbale nativo o prefissato – 10 17 16 13 22 9 12 37 31 20 117 denominale prefissato 1 24 40 60 14 29 4 27 64 19 41 231 internazionale prefissato 1 33 132 154 8 36 47 28 140 21 51 507 di questi, verbi riflessivi 1 7 4 11 3 16 1 5 8 8 6 52 non suffissati non prefissato 5 18 38 159 23 105 12 56 203 138 132 573 verbale nativo o prefissato 5 7 14 48 5 19 7 10 48 16 70 179 denominale prefissato – 19 41 113 7 51 7 27 79 14 76 303 internazionale prefissato – 1 26 20 5 6 1 4 26 2 9 91 tra questi, i verbi riflessivi 2 7 9 44 7 21 4 5 46 47 57 188 In totale, 2195 derivati distinti, di cui 240 riflessivi. 12 irklavimas, nuginklavimas (SŽ), apmokestinimas, įdarbinimas, išbuožinimas, perbalsavimas, piktnaudžiavimas, suvienijimas, užantspaudavimas (TŽ). Molti termini sono formati anche da verbi misti e da verbi secondari derivati da verbi, per esempio: derėjimas „fruktifikacija“, salinimas (BŽ), balinimas, gesinimas (ChŽ), įkurdinimas, išsiuntinėjimas, nesumokėjimas (EŽ), mirgėjimas (GŽ), aprašinėjimas, nutylėjimas (LŽ), ra-vėjimas, sudrėkinimas (MŽ), (į)kaitinimas, išplėtojimas, nutekėjimas, sendinimas, snausdinimas (STŽ), pralai-mėjimas (SŽ), įtikinėjimas, supirkinėjimas (TŽ). Abbastanza spesso, i verbi base dei derivati con il suffisso -imas sono derivati da parole internazionali. Nei dizionari terminologici esaminati si trovano quasi 600 derivati di questo tipo, pari al 27,2% di tutte le parole formate con questo suffisso. Un numero particolarmente elevato di tali derivati è riportato nel «Chemijos žodynas» di K. Daukšas: qui quasi la metà di tutti i termini che presentano il suffisso -imas si basa su verbi derivati da parole internazionali. È caratteristico che i verbi base di questo tipo siano per lo più privi di prefisso. Per esempio: ablaktyravimas, anestezavimas, peraminavimas, vakcinavimas (BŽ), alkilinimas, koksavimas (ChŽ), brokavimas, decentralizavimas, dokumentavimas, industrializavimas, išbrokavimas, kolektyvizavimas, konvejerizavimas, normavimas, popularinimas, (su)proletarėjimas, specializavimas(is), subalansavimas, tarifkavimas (EŽ), įelektrinimas, jonizavimas, magnetinimas (FŽ), alegorizavimas, publikavimas, redagavimas (LŽ), frezavimas (MŽ), adresavimas, algoritmavimas, chronometravimas, demontavimas, ekstremavimas, formalizavimas, fragmentavimas, integravimas, intensyvinimas, išmontavimas, kodavimas, komutavimas, konkretinimas, maksimizavimas, minimizavimas, modernizavimas, optimizavimas, pasyvinimas, perforavimas, permagnetinimas, prognozavimas, programavimas, simetrinimas, standartizavimas, transformavimas, transliteravimas, tranzistorizavimas „perėjimas į tranzistorius“, vizualizavimas (STŽ), katapultavimas, lyderiavimas (SŽ), išregistravimas, komandiravimas, sudemokratinimas, užprotestavimas (TŽ) e così via. In questo gruppo di derivati risalta chiaramente l’insufficiente specializzazione nella formazione dei verbi base; di conseguenza, talvolta vengono proposti termini diversi per la stessa nozione, cfr. peraminavimas «trasferimento del gruppo amminico (NH₂) da un acido organico a un altro» (BŽ) e peramininimas «trasferimento del gruppo amminico da un composto a un altro» (ChŽ). Anche la scelta della base derivativa dei verbi stessi resta insufficientemente stabilizzata. Ciò è a sua volta causa del sorgere di varianti, poiché accanto a formalizavimas, industrializavimas, modernizavimas, standartizavimas ecc. sono accettabili anche formalininimas, industrinimas, moderninimas, standartinimas e simili. Oltre a elektrinimas, konkretinimas, magnetinimas, riportati nei dizionari terminologici, nella lingua si usano anche elektrizavimas, konkretizavimas, magnetizavimas. Tra coppie di questo tipo, nelle quali le forme sono sinonimiche, sono preferibili i derivati del tipo elektrinimas, magnetinimas, perché sono più brevi e la formazione dei rispettivi verbi base è più motivata in lituano. Circa un derivato su dieci con il suffisso -imas (10,9%) si basa su verbi riflessivi. Questi ultimi sono per lo più prefissati (oltre tre quarti). Una parte considerevole dei derivati denomina diversi processi spontanei, per esempio: drapiravimasis (ATŽ), apsidulkini-mas, apsivaisinimas, krūmijimasis, spurgavimasis (BŽ), diferencijavimasis, koncentra-vimasis (EŽ), drumstimasis, nusistojimas (ChŽ), atsispindėjimas, dalijimasis, išsielektrinimas (FŽ), įsiurbimas, susisluoksniavimas (GŽ), krūmojimasis (MŽ), deformavimas(is), išsilyginimas, išsimagnetinimas, nusidėvėjimas, užsikirtimas (STŽ), skleidimasis (SŽ) e così via. 13 I derivati con il suffisso -imas si formano dalla forma coniugata del passato remoto. Ciò è molto evidente nei derivati formati da verbi che hanno un tema del passato remoto diverso, per esempio: degazavimas: degazavo, ėjimas: ėjo, griuvimas: griuvo, radimas: rado, rovimas: rovė, separavimas: separavo, subrendimas: subrendo, sudūrimas: sudūrė, volavimas: volavo, žydėjimas: žydėjo. La formazione dei derivati con il suffisso -imas ha limiti molto netti. Non si formano derivati con questo suffisso soltanto dai verbi misti che all’infinito hanno il suffisso -yti (matyti, rašyti, skaityti). Tuttavia, dai verbi secondari con il suffisso -yti si formano derivati con il suffisso -imas, per esempio: liudijimas TŽ, trūnijimas BŽ. Le irregolarità nella formazione dei termini sono per lo più legate non all’uso del suffisso in sé, ma alla scelta o alla formazione inadeguata dei verbi base. Tali casi sono esaminati dettagliatamente negli studi sulla formazione dei verbi. -ymas Nei dizionari terminologici esaminati, i derivati con il suffisso -ymas sono dieci volte meno numerosi delle parole formate con il suffisso -imas. Ciò è dovuto al numero limitato di verbi impiegati come base di derivazione. Infatti, il ruolo di questo suffisso nella formazione delle parole è esattamente lo stesso di quello del suffisso -imas, ma esso si aggiunge soltanto ai verbi misti il cui infinito è trisillabico e termina in -yti, mentre la terza persona del presente e del passato remoto è bisillabica, senza contare i prefissi (per esempio: dažyti, dažo, dažė, skirstyti, skirsto, skirstė). Dai restanti verbi, i nomi d’azione si formano con il suffisso -imas. Pertanto, con entrambi questi suffissi si possono formare nomi d’azione da tutti i tipi di verbi lituani. Il significato derivazionale dei derivati con il suffisso -ymas è esattamente lo stesso di quello dei derivati con il suffisso -imas esaminati sopra. Sono nomi d’azione puri. Possono denominare un’azione attiva, un processo spontaneo o, infine, uno stato, ma ciò dipende dal significato dei verbi base stessi. Per esempio: dažymas «trasferimento del colore di una tintura o di un pigmento a un altro materiale» ChŽ, «trattamento di cellule o tessuti vegetali e animali con coloranti speciali che evidenziano i corrispondenti elementi strutturali delle cellule» BŽ, laistymas «irrigazione artificiale una tantum del terreno, versandovi o spruzzandovi acqua» MŽ, perlaikymas «esposizione eccessivamente lunga dello strato fotosensibile» ChŽ, plukdymas «trasporto di alberi per via d’acqua» MŽ, susiskaidymas GŽ, «scomposizione di sostanze composte in parti (per esempio, la disgregazione della torba)» MŽ, užtvindymas «situazione in cui vaste superfici di terreni utilizzati vengono sommerse a causa del forte innalzamento del livello dell’acqua in un fiume, lago o mare» MŽ, valymas «rimozione delle impurità» ChŽ, «rimozione di oggetti e materiali superflui» MŽ, vystymasis EŽ, GŽ, STŽ, «trasformazione graduale di un organismo in crescita, o di una sua parte, da una struttura più semplice a una più complessa» BŽ. Alcuni derivati con il suffisso -ymas sono usati con un significato concreto e si avvicinano allora ai nomi di risultato dell’azione. Per esempio: apsakymas «рассказ» LŽ, įstatymas «закон» EŽ, STŽ, TŽ, prašymas «прошение, просьба, ходатайство» TŽ. Tuttavia, anche dal punto di vista della formazione, questi derivati sono anzitutto nomi d’azione; alcuni sono usati in terminologia in entrambi i significati, per esempio: įstatymas «подстановка» STŽ. 14 Quasi tre quarti dei derivati (72,4%) si basano su verbi prefissati; un sesto dei derivati è riflessivo, poiché è formato da verbi riflessivi. Quanti derivati di questo tipo con il suffisso -ymas siano riportati nei dizionari terminologici si vede dalla seguente tabella: Tabella II Verbi di base | Dizionario terminologico | Numero dei derivati | non prefissati: non riflessivi, riflessivi | prefissati: non riflessivi, riflessivi | Totale ATŽ | – | – | 1 | – | BŽ | 2 | 1 | 1 | 2 | ChŽ | 10 | 1 | 12 | 1 | EŽ | 14 | 2 | 49 | 12 | FŽ | 4 | 1 | 4 | 3 | GŽ | 3 | 2 | 25 | 9 | LŽ | 2 | – | 5 | – | MŽ | 6 | – | 4 | 3 | STŽ | 25 | 3 | 66 | 12 | SŽ | 9 | 3 | 17 | 4 | TŽ | 12 | 1 | 41 | 7 | Totale dei derivati distinti | 52 | 7 | 126 | 29 | 214 Come base derivativa si può considerare il passato remoto, benché non vi siano ostacoli a collegare derivazionalmente i derivati con questo suffisso anche al presente. Considerando che tutti i derivati sono legati a verbi che all’infinito presentano -y-, si potrebbe distinguere il suffisso -mas (se i derivati in questione fossero collegati derivazionalmente all’infinito). Collegare i derivati al passato remoto e distinguere il suffisso -ymas è più opportuno, semmai, per la già menzionata identità del significato derivazionale di questi derivati e per la distribuzione dei verbi di base con il suffisso -imas. Come si è detto, ciò consente di considerare -imas / -ymas varianti di un unico suffisso. I termini che suscitano dubbi sono per lo più dovuti a una scelta non sufficientemente ponderata dei verbi di base. Per esempio, per «dispersione dei punti distanti da una retta o da una curva, rappresentando graficamente i dati delle osservazioni», in MŽ sarebbe più adatto il termine 15 mas dalla retta o curva in questione» MŽ sarebbe più adatto il termine sklaida, perché qui non viene denominata l’azione o il processo stesso, bensì uno stato determinato causato dall’azione corrispondente. Il termine persidažymas «assorbimento della tintura» in ChŽ è poco chiaro, poiché la sua struttura morfemica suggerisce anzitutto un altro significato. Gli specialisti dei singoli settori potrebbero certamente fornire altri termini altrettanto poco chiari o precisi. -tis I derivati formati con il suffisso -tis differiscono in qualche misura, per significato, dai derivati in -imas e -ymas, che fungono da veri e propri nomi d’azione. Il significato dei derivati con questo suffisso è più circoscritto e specifico; spesso l’azione denominata si svolge solo per un certo periodo di tempo, oppure solo in un determinato luogo o settore, per esempio: atmintis STŽ, gintis TŽ, grū́tis GŽ, SŽ, «caduta di neve o terra da un monte; valanga» MŽ, imti̇́s SŽ, rungtis SŽ, slinktis GŽ, «movimento verso il basso di una massa terrestre» MŽ, sudėtis «somma, addizione» STŽ, ecc. Una parte dei derivati denomina uno stato o una proprietà specifici derivanti dall’azione corrispondente, per esempio: apimtis EŽ, STŽ, atmintis «memoria» STŽ, kryptis EŽ, FŽ, GŽ, LŽ, MŽ, SŽ, STŽ, padėtis EŽ, FŽ, MŽ, SŽ, STŽ, «posizione di un atomo o di un gruppo nella molecola» ChŽ, parentis SŽ, STŽ, paskirtis EŽ, STŽ, TŽ, paslaptis EŽ, TŽ, patirtis EŽ, LŽ, STŽ, rimtis FŽ, trintis FŽ, GŽ, MŽ, STŽ. Vi sono termini il cui significato si è allontanato da quello del gruppo degli astratti verbali, poiché essi stessi sono usati con diversi significati concreti. Per esempio: išimtis STŽ, TŽ, klūtis FŽ, GŽ, SŽ, STŽ, stotis EŽ, GŽ, SŽ, STŽ, žiotys GŽ, «luogo in cui un fiume sfocia nel mare, in un lago, in un bacino idrico o in un altro fiume, oppure scompare disperdendosi sulla superficie terrestre e le sue acque vengono prelevate per usi economici (per esempio, irrigazione, approvvigionamento idrico ecc.)» MŽ. Con questo suffisso si formano anche nuovi termini, sebbene i derivati che ne risultano siano pochi (37). I derivati si formano soltanto da verbi primari e, nella derivazione, si basano sull’infinito, per esempio: grū́tis (: grū́ti), įremtis (: įremti), išvyktis (: išvykti), netektis (: netekti), padėtis (: padėti), užduotis (: užduoti). I derivati da verbi prefissati sono più frequenti. L’alternanza vocalica della radice non è tipica dei nuovi termini coniati. Si riscontra soltanto in alcune parole attinte dal lessico generale, per esempio: paslaptis (: paslėpti), šlytis (: šlietis), valktis (: vilkti) BŽ. -yba (-os) Nella terminologia si usano relativamente pochi derivati con il suffisso -yba (-os) (nei glossari terminologici degli ambiti esaminati si trovano 31 derivati), ma con esso si coniano anche nuovi termini. Per questo è importante nella formazione dei termini. È importante anche per i significati che i termini derivati con esso acquisiscono di norma. I derivati di questo tipo denominano: a) l’insieme generalizzato di azioni di un certo tipo, processi organizzati o manifestazioni e b) il corrispondente ambito di attività umana, occupazione. Alcuni derivati possono avere entrambi questi significati. Per esempio: a) dalyba STŽ, daugyba STŽ, gavyba EŽ, GŽ, «ottenimento di grandi quantità di materiale da giacimenti naturali» ChŽ, gręžyba GŽ, kasyba (insieme di lavori) GŽ, leid yba LŽ, TŽ, mityba GŽ, skaidyba STŽ, žvalgyba GŽ, TŽ; b) braižyba STŽ, gamyba EŽ, STŽ, išradyba EŽ, prekyba EŽ, TŽ, skiepyba «scienza che spiega la tecnica di trasferimento di una parte di una pianta su un’altra, nonché la crescita congiunta e l’interazione delle parti innestate» BŽ, 16 la tecnica, la saldatura delle parti innestate e la loro interazione» BŽ, statyba EŽ, žvejyba EŽ. Le denominazioni di azioni organizzate su più ampia scala o di manifestazioni sono spesso al plurale, per esempio: dalybos EŽ, TŽ, derybos TŽ, lažybos STŽ, pratybos SŽ, varžybos SŽ. Alcuni termini con questo suffisso hanno acquisito un significato concreto, per esempio: radybos TŽ, tar(y)ba EŽ, SŽ, TŽ, vadyba «ufficio» TŽ, valdyba EŽ, STŽ, TŽ, žinyba EŽ, TŽ. Un numero pressoché uguale di derivati con il suffisso -yba(-os) è formato da verbi primitivi, misti e secondari, per esempio: leidyba (: leisti, leidžia, leido), skaidyba (: skaidyti, skaido, skaidė), tarnyba (: tarnauti, tarnauja, tarnavo). Questo tipo di formazione non si basa sui verbi prefissati: soltanto un paio di termini ha prefissi (išradyba EŽ, netesybos EŽ, TŽ). I derivati gavyba (: gavo), gynyba (: gynė), kūryba (: kūrė), mytyba (: myo), radybos (: rado) mostrano che la base della formazione è il passato remoto. I suffissi secondari dei verbi di base non vengono trasferiti nei temi di base, per esempio: daug-yba (: daug-ino), netes-ybos (: netes-ėjo), prek-yba (: prek-iavo), rūp-yba (: rūp-ino), skiep-yba (: skiep-ijo). -tė [-(i)uotė] I derivati di questo tipo sono per lo più denominazioni di azioni definite, svolte con scopi o compiti specifici, per esempio: deblokuotė STŽ, komandiruotė EŽ, LŽ, TŽ, laviruotė SŽ, markiruotė STŽ, preparuotė GŽ, rekognoskuotė «ispezione preliminare del luogo in cui si prevede di eseguire determinati lavori» MŽ, rokiruotė SŽ, skaičiuotė STŽ, šifruotė EŽ, treniruotė SŽ, STŽ, zonduotė GŽ. Alcuni derivati hanno un significato più astratto, per esempio: asmenuotė STŽ, formuluotė STŽ. Esistono anche derivati dal significato del tutto concreto, per esempio: asignuotė EŽ, blokuotė «dispositivo di protezione che impedisce lo svolgimento di altri processi mentre è in corso un processo», ma anche «bloccaggio» STŽ. La maggior parte dei derivati ha temi internazionali; soltanto un paio si basano su parole lituane (asmenuotė e skaičiuotė). I verbi di base non hanno prefissi lituani. I derivati si formano soltanto da verbi secondari che all’infinito hanno il suffisso -(i)uoti. Pertanto, nel collegare derivazionalmente i derivati all’infinito, non è necessario distinguere il suffisso -(i)uotė, poiché il suffisso dell’infinito permane nel derivato⁵. Nella lingua lituana contemporanea questo suffisso è usato, a quanto pare, soltanto nella terminologia. I suoi derivati sono pochi (17). -mė I derivati con il suffisso -mė denominano proprietà che derivano dall’azione indicata dai verbi base, per esempio: baigmė SŽ, drėgmė ChŽ, FŽ, GŽ, STŽ, «quantità di acqua o vapore nei materiali o nell’ambiente» MŽ, kilmė BŽ, TŽ, linkmė «direzione» FŽ, reikmė EŽ, trukmė EŽ, FŽ, GŽ, STŽ, SŽ, «tempo durante il quale qualcosa dura» MŽ. Una parte dei derivati ha significati più specifici, per esempio: padermė «1. in microbiologia, serie di colture microbiche; 2. in sistematica, divisioni più ampie del regno vegetale, sorte secondo Wetštein indipendentemente l’una dall’altra; <…>» BŽ, tėkmė GŽ, SŽ, «corrente di un fiume o di un altro liquido in movimento» MŽ. ⁵ Nella «Grammatica della lingua lituana» (I, p. 298), parole di questo tipo sono considerate derivati con il suffisso -(i)uotė. 2. Lietuvių terminologija 17 La maggior parte dei derivati è correlata, sul piano derivazionale, a verbi semplici, sebbene vi siano derivati anche da verbi di diversa struttura. Sono rari i derivati con una base prefissata, per esempio: ištvermė ŠŽ. Per la derivazione si usa l’infinito dei verbi, per esempio: kilmė (: kilti), reikšmė (: reikšti). Le desinenze dell’infinito non passano nei derivati, per esempio: reikmė (: reikėti). Poiché questo tipo di derivati è derivazionalmente collegato all’infinito, anche derivati come bausmė TŽ, drausmė EŽ, TŽ, prasmė LŽ, STŽ possono essere sincronisticamente associati al suffisso -mė. In generale, si tratta di un tipo poco produttivo. Alcuni termini sono parole antiche riprese dal lessico comune. Alcuni termini possono essere assegnati a questo tipo derivazionale solo a rigore di termini (drėgmė, pradmė). Altri suffissi Nei dizionari terminologici sono registrati astratti verbali formati anche con altri 35 suffissi. Tuttavia, 26 di questi suffissi compaiono in appena 1–2 derivati ciascuno. Anche i suffissi più produttivi di questo gruppo hanno meno di 10 derivati ciascuno. In totale, con questi suffissi sono stati formati 83 derivati. -atis: biuratis GŽ, gaišatis EŽ, karsatis GŽ. -bos: paliaubos TŽ. -ena: teisena TŽ. Più precisamente, si tratta di una variante morfonologica del suffisso -sena. -esys: blizgesys ATŽ, GŽ, elgesys STŽ, judesys EŽ, FŽ, GŽ, STŽ, SŽ, ūžesys FŽ, STŽ, virpesys GŽ, STŽ. -estis: mokestis EŽ, TŽ, užmokestis EŽ, STŽ. Questi derivati potrebbero essere considerati anche denominazioni dell’oggetto dell’azione. -ga: atostogos EŽ, eiga FŽ, GŽ, MŽ, STŽ, išeiga ChŽ, EŽ, GŽ, pareiga EŽ, TŽ, pareigos EŽ, užeiga GŽ. Una parte dei derivati è usata con significati concreti. -iava: baudžiava EŽ, TŽ. -ima: šilima ChŽ (termine sconsigliato). -inys: sukinys FŽ, STŽ, «rotazione dell’elettrone attorno al proprio asse» ChŽ, šaukinys STŽ. -ynės: gaudynės TŽ, žaidynės SŽ. -klė: būklė ChŽ, EŽ, STŽ, SŽ, duoklė EŽ, medžioklė SŽ, TŽ, žūklė SŽ. -la: veikla attività EŽ, GŽ, LŽ, STŽ, SŽ, TŽ. -las: verslas affari EŽ, TŽ. -lė: apgaulė inganno TŽ, grimzlė pescaggio SŽ, uoslė olfatto SŽ, veislė razza BŽ, SŽ. -liava: rinkliava riscossione EŽ, TŽ. -lis: ančdelis anatra nuotolis distanza EŽ. -lius: perteklius eccedenza ChŽ, EŽ, STŽ. -mas: glismas frana GŽ, MŽ, perversmas vortice EŽ, TŽ, plūsmas flusso GŽ, slyսmas scivolata GŽ, MŽ, teismas processo EŽ, TŽ. -sena: stato ChŽ, gyvensena modo di vivere GŽ, laikysena atteggiamento GŽ, SŽ, rašysena modo di scrivere TŽ, sėdėsena postura seduta SŽ, stovėsena postura eretta SŽ. -slas: dumslas fumo GŽ, mokslai scienze EŽ, pamokslas sermone LŽ, sąmokslas cospirazione TŽ. -smas: dvelksmas soffio GŽ, skausmas dolore SŽ, tirpsmas fusione GŽ, veiksmas (-ai) azione (-i) FŽ, LŽ, STŽ, SŽ, TŽ, vyksmas (-ai) evento (-i) GŽ, STŽ. Il derivato lankasmas «curva a forma di ansa di un fiume, canale o fossato» MŽ ha un significato più concreto. Cfr. la variante morfonologica -mas. -sna: dulksna pioggerella GŽ, džiūsna «malattia caratterizzata dall’essiccamento parziale o totale delle foglie infette, talvolta persino dall’essiccamento dell’intera sommità della pianta» BŽ. -stas: itūpstas gobba SŽ, mostas ponte SŽ. -tas: burtas incantesimo STŽ, gaištas ritardo EŽ. -tė: schiarita FŽ, GŽ, radura MŽ. -tynės: gare SŽ, lotta SŽ, corsa SŽ, gara di lotta SŽ, competizione SŽ, asta EŽ, TŽ -ulis: schiarita GŽ. 18 -ulys: vytulys «malattia delle piante, compreso il cotone, che riduce notevolmente la resa del cotone e ne peggiora la qualità» ATŽ. -uma: calore ChŽ, FŽ, MŽ, STŽ. -umas: stabilità SŽ, mancanza TŽ. -undra: lijundra GŽ, MŽ. -urys: vortice FŽ, GŽ, MŽ, SŽ. -utė: tumulto EŽ. -utis: campanello STŽ. -vis: essere EŽ, convivenza EŽ. Una parte dei suffissi in questione è molto rara nella lingua contemporanea; con essi, infatti, sono stati formati in tutto soltanto pochi derivati di questo gruppo, ad es.: -bos, -la, -umas, -uma, -undra, -urys e altri. Evidentemente per questo sono del tutto poco diffusi anche nella terminologia. Inoltre, più di un termine qui menzionato è una parola antica della lingua lituana, ad es.: bausmė, blizgesys, drausmė, karšatis, lijundra, pragiedrulis, skausmas, teismas, verslas e molti altri. È evidente che sono entrati nella terminologia già formati dal lessico comune. I derivati di alcuni suffissi presentano importanti differenze di significato, che possono essere molto utili alla terminologia. Per esempio, i derivati del suffisso -sena indicano il modo in cui si compie un’azione, inteso come una caratteristica di chi la compie che lo distingue dagli altri; ai derivati del suffisso -tynės è invece propria la funzione di denominare eventi organizzati o competizioni. Un solo termine giuridico, sutuoktuvės, può essere considerato una denominazione di festività e riti, ma anche esso è molto vicino agli astratti verbali. DENOMINAZIONI DEGLI STRUMENTI Nella terminologia di quasi ogni settore esiste un insieme più o meno ampio di termini che denominano vari mezzi per compiere un’azione: macchine, apparecchi, impianti, utensili o loro parti. Nella formazione delle parole, i derivati di questo significato formati dai verbi sono di norma chiamati denominazioni degli strumenti. Il significato derivazionale di tutti i derivati appartenenti a questo gruppo è lo stesso, benché i mezzi denominati per compiere un’azione, cioè gli oggetti concreti, non siano tutti ugualmente complessi. Per ragioni pratiche, soprattutto considerando la specializzazione degli strumenti di lavoro, può sembrare utile suddividere ulteriormente le denominazioni degli strumenti sulla base del loro significato lessicale. In primo luogo si possono distinguere le denominazioni dei più semplici utensili (attrezzi, arnesi e altri strumenti non complessi). L’intero gruppo delle denominazioni di questi strumenti più semplici può essere chiamato denominazioni degli utensili, o utensili. Il secondo gruppo comprenderebbe le denominazioni di strumenti più complessi degli utensili, per esempio vari apparecchi, dispositivi e apparati. Questo gruppo è qui chiamato denominazioni degli apparecchi. Il terzo gruppo comprenderebbe le denominazioni di strumenti complessi (impianti, macchine e meccanismi). Si tratta delle denominazioni degli impianti. Infine, le denominazioni di tutti gli altri mezzi per compiere un’azione e delle loro parti costituiscono il quarto gruppo. Naturalmente, questa suddivisione delle denominazioni degli strumenti non è necessaria nell’analisi della formazione delle parole: è una questione secondaria, poiché nell’analisi derivazionale l’aspetto più importante è il significato derivazionale dei derivati. Le denominazioni di determinati mezzi si formano non soltanto dai verbi e non soltanto con suffissi. Tuttavia, nella formazione delle parole le denominazioni di mezzi formate da altre basi (per esempio, da nomi) non sono considerate denominazioni degli strumenti. 2* 19 Nei dizionari terminologici esaminati sono registrate 299 denominazioni di strumenti, formate con 28 suffissi. L’affisso più usato è qui il suffisso -tuvas, con il quale è formato circa il 40% di tutti i derivati suffissali. Un numero leggermente inferiore di derivati è formato complessivamente con i suffissi -iklis, -tukas, -tas, -alas. Con i suffissi rimanenti è stato derivato un numero considerevolmente minore di termini. -tuvas È l’affisso derivazionale più diffuso per le denominazioni degli strumenti. È da notare che nella terminologia con questo suffisso si formano soltanto denominazioni di strumenti. Ciò coincide sostanzialmente con le tendenze derivazionali dei derivati di questo suffisso nella lingua letteraria e nel linguaggio popolare6. D’altra parte, nel linguaggio popolare i derivati con questo suffisso denominano per lo più soltanto vari utensili. Nella terminologia, oltre agli utensili e agli attrezzi più semplici, vengono denominati anche diversi apparecchi, impianti, macchine e loro parti, destinati a svolgere un determinato lavoro. Questo suffisso compare anche in derivati che, per il loro significato lessicale, non sono percepiti, o lo sono solo debolmente, come strumenti; per esempio, denominazioni di tipi di fossati nella terminologia della bonifica e denominazioni di recipienti nella terminologia chimica. Con il suffisso -tuvas si formano termini appartenenti a tutti e quattro i gruppi di significato menzionati. Si tratta per lo più di denominazioni di vari apparecchi. A. Apparecchi. Per es.: aušintuvas ChŽ, dalytuvas GŽ, STŽ, daugintuvas FŽ, STŽ, dulkintuvas ChŽ, garsintuvas FŽ, STŽ, gaudytuvas ChŽ, MŽ. STŽ, greitintuvas FŽ, imtuvas FŽ, MŽ, STŽ, keltuvas GŽ, MŽ, SŽ, lėtintuvas FŽ, maišytuvas FŽ, STŽ, nuimtuvas STŽ, purkštuvas ChŽ, MŽ, ramintuvas MŽ, siųstuvas FŽ, STŽ, slėgtuvas FŽ, MŽ, slopintuvas MŽ, STŽ, šildytuvas ChŽ, FŽ, STŽ, tiesintuvas GŽ, trupintuvas ChŽ. B. Utensili. Per es.: grūstuvas SŽ, kastuvas GŽ, MŽ, kaupu-tuvas MŽ, semtuvas ChŽ, skaitytuvai EŽ, STŽ. C. Impianti. Per es.: lėktuvas SŽ, lietintuvas MŽ, plautuvas «impianto per il lavaggio dei gas» ChŽ, siurbtuvas «impianto per pompare l’acqua» MŽ, sklandytuvas SŽ. D. Altri mezzi. A questo gruppo appartengono soprattutto denominazioni di vari recipienti (in chimica e nella bonifica), di fossati (nella bonifica) e di mezzi di protezione. Per es.: daugintuvas «apparecchio o recipiente per la moltiplicazione dei semi» BŽ, laistytuvas «recipiente per irrigare» MŽ, mėgintuvas «tubicino a parete sottile con un’estremità sigillata, usato per eseguire reazioni» ChŽ, nitrintuvas «recipiente per la nitrazione» ChŽ, rinktuvas «recipiente per raccogliere il distillato» ChŽ, sulfonintuvas «recipiente per la solfonazione» ChŽ, tirštintuvas «recipiente o apparecchio per l’addensamento» ChŽ, virintuvas ChŽ; drėkintuvas «fosso di ordine inferiore in un sistema d’irrigazione ‹…›» MŽ, sausintuvas «fosso o drenaggio del sistema di bonifica nel quale l’acqua affluisce direttamente dall’area bonificata» MŽ, skirstytuvas «fosso (canale) del sistema d’irrigazione dal quale l’acqua viene distribuita a fossi minori» MŽ; gaubtuvas «copertura che protegge singole parti di una macchina o un singolo componente dalla polvere e dagli agenti atmosferici, oppure da piccoli urti dinamici» MŽ, ChŽ, GŽ. I derivati di questo tipo si formano dall’infinito dei verbi transitivi, per es.: apverstuvas ChŽ (: apvers-ti), dėtuvas STŽ (: dė-ti), grandytuvas MŽ (: grandy-ti), kirstuvas 6 Nella lingua, benché raramente, con il suffisso -tuvas si formano anche derivati con altri significati; cfr. Lietuvių kalbos gramatika, I, p. 333, Pr. Skardžius, Lietuvių kalbos žodžių daryba, Kaunas, 1943, p. 383, J. Otrębski, Gramatyka języka litewskiego, II, Warszawa, 1965, p. 94–95. 20 GŽ (: kirs-ti), liest uvas STŽ (: lies-ti), perkrautuvas GŽ (: perkrau-ti), plėstuvas STŽ (: plės-ti), raižytuvas MŽ (: raižy-ti), skęstuvas GŽ (: skęs-ti), šaldytuvas FŽ (: šaldy-ti), šautuvas SŽ (: šau-ti). I verbi di base possono essere primari, misti o secondari. Nella maggior parte dei casi, i derivati sono morfologicamente collegati a verbi senza prefisso. Tuttavia, quasi un quinto dei nomi di strumenti di questo tipo deriva da verbi prefissati, per esempio: apdulkintuvas ChŽ (: apdulkinti), išelektrintuvas FŽ (: išelektrinti), nukreiptuvas GŽ (: nukreipti), pailgintuvas GŽ (: pailginti), perkaitintuvas FŽ (: perkaitinti), praplėstuvas MŽ (: praplėsti), užsukt uvas GŽ (: užsukti). Vi sono casi in cui, accanto ai derivati senza prefisso, vengono proposti anche quelli prefissati per la stessa funzione, per esempio: (ap)šviestuvas STŽ, (su)trintuvas GŽ, (su)žadintuvas STŽ. I verbi prefissati vengono scelti più spesso, a quanto pare, per l’influsso della terminologia di altre lingue. Tali termini sono spesso calchi privi di creatività, cfr. опрыскиватель — apdulkintuvas ChŽ, отвёртка — atsuktuvas SŽ, отклонитель — nukreiptuvas GŽ e così via. -iklis I derivati con il suffisso -iklis che fungono da nomi di strumenti sono la metà rispetto ai derivati con il suffisso -tuvas. Quasi tutti i termini formati con il suffisso -iklis appartengono alla categoria derivazionale dei nomi di strumenti. I termini con altri significati derivazionali (per esempio, i nomi di portatori di una proprietà nominale) sono appena uno o due per ciascun tipo. Il più delle volte, i derivati di questo suffisso denominano vari apparecchi, loro parti e utensili, e, meno frequentemente, dispositivi. Inoltre, sono stati formati alcuni nomi di sostanze chimiche secondo la loro funzione. In generale, non vi sono grandi differenze tra i nomi di strumenti derivati con i suffissi -tuvas e -iklis. A. Apparecchi. I derivati con il suffisso -iklis fungono più spesso da nomi di apparecchi semplici o di parti di vari apparecchi, macchine e simili. Per esempio: čiulpiklis MŽ, daužiklis STŽ, SŽ, iškroviklis STŽ, jungiklis FŽ, STŽ, kaupiklis STŽ, keitiklis FŽ, STŽ, saugiklis MŽ, STŽ, SŽ, skaitiklis ChŽ, FŽ, GŽ, STŽ, stūmiklis STŽ, taikiklis SŽ, užkirtiklis STŽ. B. Utensili. Per esempio: grandiklis GŽ, MŽ, rėžiklis GŽ, žiodiklis SŽ. C. Dispositivi. Per esempio: variklis FŽ, GŽ, MŽ, STŽ, SŽ. D. Altri mezzi. Per esempio: džioviklis «sostanza essiccante» ChŽ, skiediklis «sostanza diluente» ChŽ, tirpiklis «sostanza che scioglie» ChŽ, FŽ, MŽ. I derivati di questo tipo si formano da verbi transitivi. Questi verbi sono più spesso (in oltre tre quinti dei casi) primari; i rimanenti sono, in proporzioni all’incirca uguali, misti e secondari, per esempio: bandiklis STŽ (: bandyti, bando, bandė), ieškiklis STŽ (: ieškoti, ieško, ieškojo), laikiklis ChŽ, STŽ (: laikyti, laiko, laikė), tramdiklis GŽ (: tramdyti, tramdo, tramdė); emulsiklis ChŽ (: emulsinti), kabiklis SŽ (: kabinti), tirpiklis ChŽ, FŽ, MŽ (: tirpinti). Come base della derivazione si assume il passato remoto, come mostrano daviklis FŽ, STŽ (: davė, duoti, duoda), iškroviklis STŽ (: iškrovė, iškrauti, iškrauna), kėliklis GŽ, MŽ, SŽ (: kėlė, kelti, kelia), kirtiklis STŽ, SŽ (: kirto, kirsti, kerta), pioviklis GŽ (: piovė, piauti, pjauna), skėtiklis GŽ (: skėtė, skėsti, skėčia), skyriklis STŽ (: skyrė, skirti, skiria), stūmiklis STŽ (: stūmė, stumti, stumia). I suffissi verbali secondari 21 I derivati non rientrano in questa categoria, cfr.: gramzdiklis SŽ (: gramzd-ino), saugiklis MŽ, STŽ, SŽ (: saug-ojo). Circa un quarto dei derivati si basa su verbi prefissati, per esempio: įspaudiklis GŽ, nukreipiklis STŽ, paleidiklis STŽ, perjungiklis FŽ, STŽ, pertraukiklis FŽ, STŽ, SŽ, prispaudiklis STŽ, sugeriklis STŽ, užkirtiklis STŽ. Talvolta nei dizionari vengono riportate varianti, per esempio: (iš)jungiklis, (nu)metiklis, (nu)stum iklis, (su)jungiklis (tutte STŽ). Una parte considerevole delle denominazioni di strumenti prefissate potrebbe essere sorta attraverso la traduzione morfema per morfema di termini di altre lingue, cfr. разбавитель — praskiediklis ChŽ, прерыватель — pertraukiklis FŽ, STŽ, SŽ. Tuttavia, non è opportuno seguire ciecamente la struttura dei termini di altre lingue; per esempio, i verbi russi прерывать ir разбавить non si usano affatto senza prefissi. Talvolta nella lingua si moltiplicano inutilmente le varianti, per esempio, accanto ai termini in uso skiediklis ChŽ, stumiklis STŽ se ne formano anche altri, per lo stesso scopo: praskiediklis, nustumiklis. Considerato che in lituano non si tende a formare parole con il suffisso -iklis da verbi prefissati, anche in terminologia occorre agire con maggiore cautela e prudenza. Se lo stesso apparecchio, per esempio, serve sia ad accendere sia a commutare sia a spegnere, è del tutto improprio usare addirittura tre o quattro termini al posto di uno solo, jungiklis (jungiklis, įjungiklis, perjungiklis, išjungiklis). -tukas I derivati con il suffisso -tukas sono usati in terminologia quasi sei volte meno frequentemente dei derivati, appartenenti al tipo più produttivo, con il suffisso -tuvas. I nomi di strumenti formati con questo suffisso designano soltanto utensili e vari piccoli apparecchi e loro parti. Per esempio: kištukas STŽ, laužtukai SŽ, mygtukas STŽ, SŽ, plaktukas GŽ, MŽ, STŽ, segtukas SŽ, smeigtukas STŽ, SŽ, trauktukas SŽ. Dal punto di vista della formazione, ai nomi di strumenti si affiancano anche alcuni termini botanici (BŽ) che designano determinate parti delle piante, per esempio: gnybtukas «dispositivo mediante il quale i pollinari della famiglia Asclepiadaceae (Kle mali nių) si attaccano alle zampe degli insetti», kibtukai «modificazioni fogliari con cui la pianta si aggrappa a un sostegno; terminano con ventose», siurbtukas, -ai «escrescenze delle piante parassite con cui vengono assorbite sostanze nutritive dalle cellule della pianta ospite», skristukas «appendice del seme o del frutto che serve al volo, cioè al trasporto per mezzo del vento». I derivati di questo tipo si formano dall’infinito dei verbi transitivi primari, per esempio: liestukas STŽ (: lies-ti), nuleistukas SŽ (: nuleis-ti), spaustukas ChŽ, STŽ (: spausti). Nella formazione delle parole si tende a non ricorrere ai verbi prefissati. Tre derivati da verbi prefissati (įjungtukas MŽ, išjungtukas MŽ, nuleistukas SŽ) possono essere considerati eccezioni formali. -tas Il tipo di formazione dei nomi di strumenti con il suffisso -tas è poco produttivo in terminologia, sebbene per numero di derivati sia al quarto posto (13 derivati distinti). Designa utensili o apparecchi semplici (di fattura e uso non complessi), per esempio: gaubtas ChŽ, GŽ, MŽ, STŽ, SŽ, gnybtas STŽ, plaktas «grosso martello» MŽ, GŽ, raktas STŽ, svertas SŽ. Alla formazione dei derivati partecipano verbi transitivi, per lo più primari. Solo raktas STŽ, užraktas STŽ, SŽ e žibintas SŽ sono collegati a verbi secondari. Come forma di base si assume l’infinito, cfr.: apsiaustas GŽ (: apsiaus-ti), grįstai MŽ (: gris-ti), spąstai STŽ (: spęs-ti). Un paio di derivati si basa su verbi prefissati. 22 verbi (apsiaustas, užrak tas). Nella formazione di pochi derivati interviene l’alternanza vocalica della radice, ad es.: grąžtas GŽ (: gręžti), spąstai STŽ (: spęsti), sraigtas FŽ, MŽ, STŽ (: sriegti), varžtas MŽ, STŽ, SŽ (: veržti). Questi derivati coincidono, quanto alle vocali della radice, con i corrispondenti iterativi dei verbi indicati (gražyti, sraigyti, varžyti). -alas Sebbene nella lingua letteraria siano numerose le parole con il suffisso -alas, i nomi di utensili formati con esso sono tuttavia pochi. I termini formati con questo suffisso (12 derivati distinti) indicano anzitutto vari mezzi di copertura, ad es.: apdangalas MŽ, SŽ, apvalkalas GŽ, STŽ, užvalkalas STŽ, SŽ. Dal punto di vista derivazionale sono da considerare nomi di utensili anche i termini botanici apdangalas «involucro dell’ovulo dal quale, durante lo sviluppo del seme, si forma il suo tegumento (<...)», apvalkalas «1. strato miceliare morbido, di solito bianco, che avvolge interamente il giovane corpo fruttifero in sviluppo di alcuni basidiomiceti; 2. strato che ricopre gli sporangi di alcuni rappresentanti delle Lepidodendrales». Gli altri derivati di questo suffisso designano vari composti chimici (sostanze) impiegati come mezzi per compiere l’azione espressa dal verbo di base, ad es.: degalai ChŽ, MŽ, dulk alai «sostanze chimiche in polvere usate per impolverare le piante contro gli agenti patogeni o i parassiti» BŽ, ryškalas ChŽ, tepalas ChŽ, GŽ, SŽ. I verbi di base di questo tipo di derivati sono transitivi e per lo più primitivi. I nomi delle sostanze chimiche sono derivazionalmente legati a verbi senza prefisso, mentre i nomi dei mezzi di copertura sono legati a verbi prefissati (inoltre, sono caratterizzati dall’alternanza vocalica della radice). I suffissi dei verbi secondari non partecipano alla derivazione, cfr.: ryškalas ChŽ (: ryškinti), žib alas ChŽ (: žibinti). Altri suffissi I nomi di utensili sono formati anche con altri 21 suffissi. In terminologia tutti sono rari, anche se con alcuni si formano anche nuovi termini. In totale, nei dizionari esaminati 66 derivati presentano questi suffissi, pari a circa il 22% di tutti i nomi di utensili riportati. -eklis: atplėšeklis GŽ, grūdeklis ChŽ, kabelis MŽ, kebeklis MŽ, žymeklis SŽ. -enas: velenas⁷ GŽ, MŽ. -ikas: vilkikas MŽ, SŽ. -ilas: kretilas GŽ. -yklė: gaud yklė ChŽ, STŽ, mėtyklė SŽ, rodyklė FŽ, STŽ, SŽ, svarstyklės ChŽ, FŽ, STŽ, SŽ, šokyklė SŽ. -klas: dek las SŽ, ginklas SŽ, įdek las STŽ, irklas SŽ, padėklas STŽ, paminklas LŽ, turėklai SŽ. Dal punto di vista derivazionale è nome di utensile anche il termine botanico irklai «i due petali laterali della corolla della veccia, simili ai remi di una barchetta», ma in terminologia è usato in senso figurato. -klė: ketoklė SŽ, matuoklė MŽ, STŽ, SŽ, sūpuoklės SŽ, svyruoklė FŽ, važiuoklė MŽ. -klis: alsuoklis SŽ, matuoklis STŽ, skaičiuoklis STŽ, trenir uoklis SŽ. -las: siūlas STŽ. -lė: replės STŽ, terkšlė SŽ, veržlė STŽ, SŽ, žnyplės GŽ. -lys: kablys GŽ, MŽ, SŽ, kaplys GŽ, «strumento per tagliare il terreno duro o gelato, il ghiaccio ecc.; piccone» MŽ, kreiplys GŽ, siurblys ChŽ, FŽ, GŽ, MŽ, STŽ, SŽ, sprenglys GŽ. 7Pr. Skardžius, in «Lietuvių kalbos žodžių daryboje», p. 229, lo collega a velti. 23 -oklis: riboklis STŽ, stūmoklis FŽ, STŽ, SŽ. -onas: žiūronas FŽ, SŽ. -stas: plaustas SŽ. -stis: paramstis GŽ, ramstis MŽ, STŽ, SŽ, svarstis ChŽ, FŽ, SŽ, tvarstis SŽ, varstis SŽ. -štas: graibštas SŽ. -ta: juosta FŽ, STŽ, SŽ. -tė: apjuostės SŽ, apmatė SŽ, linijuotė STŽ. -tis: dangtis STŽ, SŽ, kaištis MŽ, STŽ, kyštis STŽ, naščiai FŽ, sagtis SŽ, sklastis STŽ, spengtis MŽ. I derivati sono di genere maschile (I declinazione) o femminile (III declinazione). -tuvė: brandintuvė «recipiente per far maturare i frutti <…>» ChŽ, dėtuvė SŽ, gertuvė SŽ, grūstuvė ChŽ, perplautuvė GŽ, semtuvė SŽ, verstuvė MŽ. -urys: švyturys SŽ. I derivati della maggior parte di questi suffissi sono denominazioni di utensili e dispositivi semplici (talvolta anche delle loro parti). Quanto alle tendenze derivazionali, non differiscono sostanzialmente dai tipi più produttivi. Uso scorretto dei suffissi -tojas e -ėjas Con questi suffissi si formano di norma denominazioni di agenti e, molto più raramente, di portatori di una proprietà verbale; tuttavia vi sono alcuni derivati che si avvicinano alle denominazioni di strumenti oppure denominano direttamente strumenti, ad es.: spinduliuotojas FŽ, nešėjas FŽ. Possono essere considerate denominazioni di strumenti anche quelle di sostanze impiegate per provocare vari effetti, ad es.: lėtintojas «sostanza che rallenta un processo» ChŽ, FŽ, minkštintojas «sostanza che provoca l’ammorbidimento» ChŽ, nusodintojas «reagente usato per la precipitazione» ChŽ, pagreitintojas «sostanza che accelera una reazione» ChŽ, putintojai ChŽ, paralýžiuotojas «sostanza che blocca l’attività degli enzimi» ChŽ; perkėlėjas «sostanza che trasferisce atomi, gruppi da un composto a un altro» ChŽ, sugerėjas ChŽ, ecc. Nei vari testi si usano anche altri termini formati in questo modo, e alcuni sono usati anche nella lingua parlata. Sono tutti calchi di termini corrispondenti di altre lingue; la loro formazione non è conforme alle norme di formazione delle parole della lingua lituana. Inoltre, questo uso dei derivati con i suffissi -tojas e -ėjas non soddisfa neppure i requisiti della terminologia. Perciò, questo uso dei suffissi -tojas e -ėjas non può essere raccomandato nella formazione dei termini. La lingua lituana è molto ricca di suffissi, quindi non dovrebbe essere difficile ricorrere in questi casi ad altri suffissi più specifici (per esempio, i nomi delle sostanze destinate a una determinata azione sono spesso formati con il suffisso -alas). DENOMINAZIONI DI AGENTI E DI PORTATORI DI UNA PROPRIETÀ VERBALE Il significato dei derivati di questa classe formativa non è del tutto uniforme. In terminologia sono più frequenti le denominazioni di agenti, cioè i derivati che indicano chi compie le azioni espresse dai verbi di base (di solito persone). Altri derivati descrivono persone, altri esseri viventi oppure oggetti, indicando che sono caratterizzati da una proprietà derivante da una determinata azione o stato, ad es.: patikėtinis TŽ, rašeiva LŽ, ropliai GŽ, raliuotinė LŽ. Nella linguistica lituana V. Urbutis⁸ ha distinto tali derivati dalle vere e proprie denominazioni di agenti. 8 Cfr. V. Urbutis, Dabartinės lietuvių kalbos galūnių darybos daiktavardžiai, «Kalbotyra», III, Vilnius, 1961, p. 36. 24 La formazione di denominazioni di agenti e di portatori di una proprietà verbale non presenta una grande varietà in terminologia. La maggior parte dei derivati (circa il 60% del totale di 248) è formata con i due suffissi più produttivi -tojas, -a e -ėjas, -a; tra questi, -tojas, -a è quasi due volte più frequente. Gli altri suffissi relativamente più frequenti sono -tinis, -ė e -ovas, -ė (circa il 15% dei derivati). Più della metà dei tipi formativi (15 su 27) conta appena 1–2 derivati. Nella lingua letteraria la formazione di denominazioni di portatori di una proprietà verbale è molto più varia. Una parte considerevole dei derivati ha una connotazione negativa o spregiativa. Tale modo di designare le persone è particolarmente sviluppato. In terminologia, si può dire, questi tipi formativi non sono caratteristici. Per esempio, il secondo tipo per produttività nella lingua letteraria con il suffisso -ėlis, -ė, i cui derivati hanno per lo più una connotazione spregiativa, nei dizionari terminologici esaminati è rappresentato da un solo termine botanico, išlikelis «specie vegetale tuttora sopravvissuta nella flora di un determinato territorio, che in epoche passate aveva un areale molto più ampio oppure era più diffusa in quel territorio». -tojas, -a Questo è il tipo più produttivo nella formazione di denominazioni di agenti e di portatori di una proprietà verbale (quasi due quinti di tutti i derivati di questa classe). La maggior parte dei derivati denomina persone che compiono l’azione indicata dal verbo di base. Il rapporto delle persone con l’azione è vario. Alcuni derivati denominano persone in base a un’azione connessa alle loro mansioni abituali o alla loro professione, ad es.: algoritmuotojas STŽ, braižytojas STŽ, brokuotojas EŽ, dėstytojas SŽ, gamintojas EŽ, kalkuliuotojas EŽ, koduotojas STŽ, normuotojas EŽ, planuotojas EŽ, STŽ, projektuotojas EŽ, STŽ, rašytojas LŽ, tardytojas TŽ, vairuotojas SŽ. Altri derivati denominano persone in base a una determinata condizione, di solito non legata al lavoro o alle mansioni e risultante dal compimento, abituale o occasionale, talvolta anche una tantum, di una certa azione, ad es.: dovanotojas TŽ, grobstytojas EŽ, TŽ, įduk­rintojas TŽ, įgaliotojas EŽ, TŽ, išvnytojas TŽ, įvaikintojas TŽ, kovotojas SŽ, liudytojas TŽ, mokėtojas EŽ, TŽ, nuomotojas EŽ, TŽ, nugalėtojas SŽ, pasakotojas LŽ, skaitytojas LŽ, skolintojas EŽ, TŽ, tarnautojas EŽ, TŽ, vartotojas EŽ, STŽ. Si usano solo pochi derivati più vicini alle denominazioni di portatori di una proprietà verbale, ad es.: gyventojas EŽ, TŽ, paveldėtojas TŽ, turėtojas EŽ, TŽ. Molto raramente i derivati con il suffisso -tojas, -a denominano entità non umane, ad es.: atrajotojai (Ruminantia) GŽ, dulkintojas «trasportatore di polline del fiore (insetti, vento, acqua)» BŽ. Talvolta questo suffisso è usato impropriamente per formare denominazioni di strumenti e derivati di significato affine⁹. I verbi di base di tutti i termini esaminati sono secondari o misti, cioè presentano suffissi all’infinito. La forma verbale che partecipa alla formazione è l’infinito e, in questo caso, i temi di base dei derivati coincidono in tutti i casi con i temi morfologici dell’infinito. Va osservato che non si evitano come parole di base neppure verbi con affissi chiaramente riconoscibili di fasi formative precedenti. Di conseguenza, in una parte dei derivati si forma una lunga catena di affissi derivazionali, ad es.: ir-ti: ir-klas: (ir-kl)-uo-ti: (ir-kl)-uo|-tojas SŽ, vert-ė: pri-vert-ė: (prie-vart)-a: (prie-vart)-au-ti: (prie-vart)-au|-tojas TŽ, lyg-us: (lyg-in)-ti: iš-(lyg-in)-ti: iš-(lyg-in)|-tojas STŽ. 9 Per ulteriori dettagli si veda il capitolo «Denominazioni di strumenti». 25 I derivati di questo tipo si formano per lo più da verbi transitivi, ma, quando necessario, si ricorre anche a quelli intransitivi (poco più di un decimo dei derivati), per esempio: fechtuotojas ŠŽ, lupikautojas EŽ, TŽ, piktnaudžiautojas TŽ, sklandytojas ŠŽ, stažuotojas ŠŽ, TŽ. Circa un quarto dei verbi base dei derivati presenta prefissi, per esempio: aprūpintojas EŽ, atstatytojas STŽ, įkainotojas EŽ, STŽ, TŽ, įkaltintojas TŽ, išeikvotojas EŽ, TŽ, išieškotojas TŽ, nemokėtojas EŽ, perrašinėtojas LŽ, pristatytojas EŽ, sudarytojas LŽ, STŽ, užsakytojas EŽ, užstatytojas TŽ. In alcuni casi è necessario ricorrere a verbi prefissati. Ciò avviene soprattutto quando i verbi prefissati hanno acquisito un nuovo significato lessicale, per esempio: įgaliotojas EŽ, TŽ (: įgalioti), išnaudotojas EŽ, TŽ (: išnaudoti «sfruttare»), nugalėtojas ŠŽ, pavaduotojas TŽ. Quando però tale necessità non sussiste, occorre essere più cauti nel ricorrere a verbi prefissati. Lo dimostra in modo particolarmente evidente la prassi di formazione dei derivati in -tojas, -a sia nella lingua popolare e letteraria sia, infine, nella stessa terminologia. Infatti, chi copia, imita, scrive o legge copia, imita, scrive o legge; eppure viene comunque denominato kopijuotoju LŽ, mėgdžiotoju ŠŽ, rašytoju LŽ e skaitytoju LŽ. Vi sono termini che sarebbero del tutto chiari e precisi anche senza prefissi, per esempio: aprūpintojas EŽ (= rūpintojas), (iš)eikvotojas EŽ (cfr. eikvotojas TŽ), įvertintojas EŽ (cfr. vertintojas LŽ), (iš)lygintojas STŽ, pristatytojas «fornitore» EŽ ecc. -ėjas, -a I derivati di questo suffisso hanno esattamente lo stesso significato dei derivati del suffisso -tojas, -a appena esaminato. Quasi tutti i derivati sono veri nomi di agenti. Le persone sono denominate sia in base alla loro occupazione, attività o condizione abituale, sia in base a un’azione compiuta per un periodo più o meno lungo (l’azione può essere compiuta anche una sola volta). Per esempio: draudėjas EŽ, TŽ, engėjas TŽ, grėžėjas GŽ, MŽ, iškundėjas TŽ, kūrėjas LŽ, lošėjas STŽ, padėjėjas TŽ, pardavėjas EŽ, TŽ, patarėjas EŽ, LŽ, TŽ, pervežėjas TŽ, pirkėjas EŽ, TŽ, puolėjas ŠŽ, rinkėjas LŽ, TŽ, skelbėjas LŽ, slėpėjas TŽ, steigėjas EŽ, TŽ, teisėjas STŽ, ŠŽ, TŽ, tiekėjas EŽ, TŽ, vedėjas EŽ, STŽ, TŽ, veikėjas LŽ, žaidėjas STŽ, ŠŽ. A rigore, può essere considerato un nome di portatore di una proprietà verbale soltanto il termine mėgėjas, con cui si designa uno sportivo che non compie una determinata azione, ma possiede semplicemente una proprietà derivante dall’azione. Vi sono termini che è più opportuno considerare nomi di strumenti. Si tratta di derivati non corretti. I derivati si formano da verbi semplici (forse fa eccezione globėjas TŽ). Le funzioni dei suffissi -tojas, -a e -ėjas, -a coincidono; essi si distinguono essenzialmente soltanto per i verbi base. Solo insieme possono coprire l’intera varietà dei verbi. I verbi base sono per lo più transitivi; fanno eccezione alcuni derivati, per esempio: čiuožėjas ŠŽ, kenkėjas TŽ. La base derivazionale è il passato remoto, come si vede chiaramente dai seguenti esempi: dėjėjas ŠŽ (: dėjo, dėti, deda), gavėjas EŽ, STŽ (: gavo, gauti, gauna), gynėjas ŠŽ, TŽ (: gynė, ginti, gina), išdavėjas EŽ (: išdavė, išduoti, išduoda), įgijėjas TŽ (: įgijo, įgyti, įgyja), leidėjas LŽ (: leido, leisti, leidžia), priėmėjas EŽ, STŽ (: priėmė, priimti, priima), skundėjas TŽ (: skundė, skųsti, skundžia). In quasi la metà dei derivati i verbi base sono prefissati. In molti casi è necessario ricorrere a verbi prefissati perché hanno significati lessi- 26 cali diversi, per esempio: įgijėjas TŽ, padėjėjas TŽ, pardavėjas EŽ, TŽ, pareiškėjas EŽ, TŽ, pranėšėjas TŽ. Talvolta il verbo prefissato descrive con maggiore precisione l’azione della persona denominata, per esempio: perėmėjas STŽ, TŽ, perteikėjas STŽ. In alcuni casi si formano così gruppi di termini a radice comune, per esempio: išdavėjas EŽ, padavėjas EŽ, pardavėjas EŽ, TŽ; pirkėjas EŽ, TŽ, išpirkėjas EŽ, supirkėjas EŽ. Tuttavia, il ricorso a verbi prefissati non è sempre necessario. Per esempio, i termini pasėkėjas LŽ, pažaidėjas TŽ, affermatisi nell’uso a partire da verbi prefissati, avrebbero espresso lo stesso significato anche se derivati dai corrispondenti verbi senza prefisso. È del tutto impreciso riportare nei dizionari varianti di termini, per esempio: (su)rinkėjas EŽ. La scelta, ai fini della formazione del termine, di un verbo prefissato o non prefissato deve essere giustificata sotto ogni aspetto. -tinis, -ė Con il suffisso -tinis, -ė si formano soltanto denominazioni di portatori di una proprietà verbale. La maggior parte (quasi due terzi) dei termini riportati nei dizionari esaminati designa entità inanimate. I derivati restanti denominano persone. Le persone e le altre entità sono per lo più designate in base alle proprietà che hanno acquisito dall’azione corrispondente di altri agenti, espressa dal verbo base. Pertanto, i derivati di questo tipo denominano portatori di una proprietà derivante da un’azione ricevuta dall’esterno. Per esempio: a) atleistinis EŽ, globotinis TŽ, įgaliotinis EŽ, TŽ, išlaikytinis EŽ, TŽ, ištuoktinis TŽ, patikėtinis TŽ, sutuoktinis, -ė TŽ; b) atmintinė LŽ, gaubtinė STŽ, išvestinė STŽ, išklotinė GŽ, STŽ, kreiptinė STŽ, raliuotinė LŽ, rinktinė LŽ, SŽ, skeltinė «pelle staccata, priva di volto» ChŽ. Tutte le denominazioni di entità inanimate appartengono a uno dei generi grammaticali. Solo per pochi derivati il significato deriva da azioni caratteristiche delle entità stesse che vengono denominate, per esempio: gaubtinė STŽ. I derivati si formano da verbi di diversa struttura, ma nella maggior parte dei casi (due terzi) si ricorre a verbi semplici. Le denominazioni di persone tendono maggiormente a formarsi da verbi secondari e misti, mentre quelle di entità inanimate derivano più spesso da verbi semplici. I verbi base di alcuni derivati sono intransitivi, per esempio: atsim estiniai EŽ, TŽ, griaustinis FŽ, GŽ, išvyktinis EŽ. La natura del significato indicata (la denominazione non si basa sull’azione compiuta dall’entità denominata) accomuna i derivati del suffisso -tinis, -ė ai participi passivi. In effetti, più di un derivato di questo tipo sarà originato da participi passivi al passato, per esempio: apgyvendintinis TŽ, įgaliotinis EŽ, TŽ, rinktinė LŽ, SŽ, skeltinė ChŽ, sutuoktinis TŽ. In tal caso andrebbero considerati derivati del suffisso -inis, -ė. D’altra parte, però, una parte dei derivati non presenta un legame semantico chiaro con quei participi, e in alcuni casi tale legame manca del tutto, per esempio: atmintinė LŽ, griaustinis FŽ, GŽ, išvyktinis EŽ. Per significato, i termini globotinis TŽ, išlaikytinis EŽ, TŽ sono più vicini ai participi passivi al presente. Tenuto conto di ciò, è più comodo e, a quanto pare, più preciso considerare tutti questi derivati formati dall’infinito con il suffisso -tinis, -ė, poiché sul piano derivazionale tutti i derivati possono essere collegati soltanto a questa forma. Il termine botanico veltinys «insieme di lunghi peli aggrovigliati sulla superficie della foglia di una pianta», vicino alle denominazioni di risultato dell’azione, può essere la terminologizzazione di una parola comune. 27 -ovas, -ė Nei dizionari terminologici registrano pochi derivati di questo tipo. I derivati denominano per lo più persone che compiono le azioni indicate dai verbi di base, per es.: atsakovas TŽ, ieškovas TŽ, užsakovas TŽ, vadovas EŽ, STŽ, SŽ, valdovas TŽ, varovas SŽ, varžovas SŽ, žiūrovas SŽ. Si tratta di denominazioni di agenti. Alcuni derivati fungono da denominazioni di entità dotate di una proprietà verbale: tra questi, uno designa una persona (žinovas TŽ), mentre gli altri designano cose inanimate, per es.: palydovas «impurità di altri minerali presenti in un minerale» ChŽ, palydovai (dei cromosomi) «piccoli corpuscoli che si colorano con coloranti nucleari e sono attaccati all’estremità del cromosoma mediante un sottile filamento» BŽ, vadovas «guida; manuale» LŽ, valdovė «regina» SŽ. A quanto pare, si tende maggiormente a formare derivati da verbi misti, sebbene se ne formino anche da altri tipi. I suffissi verbali non passano nei derivati. La maggior parte dei derivati si basa su verbi non prefissati. Dal punto di vista della formazione si distingue rangovas EŽ, TŽ. A quanto pare, questo termine va collegato al sostantivo ranga «3. esecuzione di determinati lavori su commissione» DŽ 650. Altri suffissi Con i restanti 23 suffissi sono stati formati meno di 10 derivati ciascuno, e la maggior parte di essi (15) è attestata soltanto in 1–2 termini. In totale, a questi tipi di formazione appartengono 62 derivati (il 25% di tutti i derivati appartenenti al gruppo delle denominazioni di agenti e di entità dotate di una proprietà verbale). -alas: profumo ChŽ. -čius: lipčius «escrezioni zuccherine (dolci), che si presentano sotto forma di gocce più o meno grandi sulla superficie delle piante, per es., gocce di liquido che si formano sulle spighe dei cereali attaccate dalla segale cornuta» BŽ. -eiva: rašėiva LŽ. -ekšnis: gulekšnis GŽ. -enė: verdenė GŽ. Questo derivato può essere considerato anche un nome di luogo. -etas: verpetas GŽ, MŽ, SŽ. -ėlis: išlikėlis BŽ. -ikas: Denominano persone, per es.: bėgikas SŽ, draudikas TŽ, ėjikas SŽ, plaukikas SŽ, rinkikas TŽ; altri esseri viventi, per es.: graužikai (Bodentia) GŽ, SŽ, skalik as SŽ; e cose inanimate (determinate sostanze chimiche), per es.: apgavi kas «minerale brillante» ChŽ (per l’uso nel dizionario, a tal fine è ritenuto migliore il termine blizgis), drumstikai ChŽ. -indicatore: indicatore FŽ, GŽ, STŽ, SŽ. -inys: pasiuntinys TŽ, pavaldinys TŽ (sconsigliato), samdinys EŽ, valdinys TŽ; čiūžinys MŽ, SŽ. Denominano persone e, occasionalmente, anche altre cose. -kliai: arkliai (Equidae) GŽ, rykliai (Selachii) GŽ. Va notato che, in quanto denominazioni di determinate unità sistematiche, non sono stati coniati ex novo, ma sono usati al plurale (anche nella terminologia russa, per esempio: лошади, окуни). Nella terminologia lituana, per questo scopo sono più usuali i derivati con il suffisso -iniai (si veda la sezione sui nomi di possessori di caratteristiche relative a proprietà). -lys: pirklys EŽ, šaulys SŽ, vedlys SŽ; ropliai (Reptilia) GŽ; čiurkšlys «fontana» MŽ, krioklys «luogo in cui l’acqua cade improvvisamente verso il basso» MŽ, GŽ. -na: čerškšna GŽ. -nomadi: nomadi EŽ. -soggetto: soggetto BŽ, EŽ, STŽ. -šna: lipšna GŽ. -tys: pintys (Porifera, Spongia) GŽ. 28 -ulys: atspindulys ChŽ, iškyšulys MŽ, kyšulys GŽ, riedulys GŽ, MŽ, SŽ, ritulys SŽ, rutulys GŽ, SŽ, skritulys STŽ, SŽ, spindulys FŽ, GŽ, MŽ, STŽ, SŽ. -ūnas: lakūnas SŽ, skraidūnas TŽ; augūnas «pianta ottenuta mediante riproduzione vegetativa (margotte, talee, polloni)» BŽ, perėjūnai «piante introdotte, non stabilmente insediate in un determinato territorio, che compaiono accidentalmente per un certo periodo in alcune località e poi scompaiono di nuovo» BŽ. -uoklė: spyruoklė STŽ. -uolis, -ė: burbuolė BŽ, krituolis «frutto che, prima o dopo aver raggiunto il grado di maturazione per la raccolta, si è staccato spontaneamente dal peduncolo» BŽ, skraiduolė SŽ, žinduoliai (Mammalia) GŽ. -uonis(-ys): atlakuonis GŽ, deguonis ChŽ, GŽ, SŽ, grobionys (Carnivora) GŽ. -utis, -ė: drebučiai ChŽ, «gurgučiai» ChŽ, kabutė SŽ, kabutės STŽ, likutis ChŽ, sukutis SŽ, žėrutis ChŽ, GŽ, STŽ, žvangutis SŽ. La maggior parte di questi derivati suffissali sono denominazioni di portatori di caratteristiche verbali. Solo con i suffissi -ikas, -lys, -ūnas sono stati formati anche nomi d’agente. Una parte dei derivati suffissali qui menzionati è tratta dal lessico non terminologico. Ciò, a quanto pare, vale per i derivati dei suffissi -alas, -etas, -kliai, in parte -ulys e alcuni altri. In casi isolati, la formazione dei derivati non è più del tutto chiara. DENOMINAZIONI DEL RISULTATO DELL’AZIONE Questo gruppo derivazionale comprende termini il cui significato derivazionale consiste nel designare il risultato o l’oggetto dell’azione espressa dal verbo di base. Nei dizionari terminologici i derivati con suffisso di questo tipo sono relativamente pochi: 224 in tutto. I derivati sono formati con 48 suffissi, ma con la maggior parte di essi sono stati creati appena uno o alcuni derivati. Il suffisso più diffuso in questo gruppo è -inys (circa un terzo dei derivati); gli altri suffissi un po’ più frequenti sono -alas, -muo (-menys), -tis. Con questi quattro suffissi è stato formato tre quinti di tutti i termini appartenenti a questo gruppo. -inys Oltre un terzo delle denominazioni del risultato dell’azione è formato con il suffisso -inys. La maggior parte dei derivati di questo tipo ha il significato di risultato dell’azione, cioè denomina vari oggetti concreti che sono conseguenze delle azioni espresse dai verbi di base. Per esempio: auginys «parte del fusto o della radice preparata per la piantagione; è un mezzo di propagazione vegetativa basato sulla capacità della pianta di rigenerarsi» BŽ, gręžinys GŽ, «foro profondo a sezione circolare realizzato nel terreno con strumenti di perforazione» MŽ, grindinys SŽ, «strada, via lastricata in pietra» MŽ, junginys STŽ, SŽ, «insieme di molecole identiche» ChŽ, karšinys «semilavorato in uscita dalla cardatrice; nastro di fibre cardate, scarsamente coese e orientate prevalentemente nel senso della lunghezza» ATŽ, kasinys EŽ, GŽ, «cavità mineraria in superficie o passaggi (corridoi) sotterranei» MŽ, rentinys «1. rivestimento di un pozzo; 2. struttura riempita di pietre, opera costruttiva per impianti di regolazione dei fiumi» MŽ, skiedinys GŽ, «miscela di legante, sabbia e acqua» ChŽ, skiepiny­s «parti innestate di due piante, una delle quali deve sviluppare le radici e l’altra la parte aerea, per esempio marze innestate di ribes nero e uva spina» BŽ, telkinys «giacimento di minerali utili» ChŽ, GŽ, MŽ, tvenkinys GŽ, «bacino idrico artificiale formatosi sbarrando un fiume o un altro corso d’acqua» MŽ. 29 Solo una piccola parte dei derivati ha un significato più chiaro di oggetto dell’azione, per esempio: atėminys STŽ, ieškinys EŽ, TŽ, siuntinys EŽ, šovinys SŽ, taikinys STŽ, SŽ. Si incontrano derivati caratterizzati sia dal significato di risultato dell’azione sia da quello di oggetto dell’azione, per esempio: klojinys «massa di fibre accumulata a strati, con la ripetizione periodica di vari componenti fibrosi, destinata alla preparazione della miscela per la filatura» ATŽ, «1. ciò con cui qualcosa è rivestito (per esempio, un rivestimento di assi); 2. forma per la gettata di calcestruzzo in una struttura» MŽ, GŽ. I derivati di questo tipo sono formati più spesso da verbi primari. Tuttavia, una parte considerevole dei derivati (più di un terzo) è derivazionalmente legata a verbi misti o secondari, per esempio: bandinys ChŽ, MŽ (: bandyti, bando, bandė), darinys ChŽ, GŽ, STŽ (: daryti, daro, darė), ieškinys EŽ, TŽ (: ieškoti, ieško, ieškojo), lydinys ChŽ, FŽ, GŽ, STŽ (: lydyti, lydo, lydė), rašinys LŽ (: rašyti, rašo, rašė), sakinys LŽ, STŽ (: sakyti, sako, sakė), statinys EŽ, GŽ, MŽ (: statyti, stato, statė), turinys EŽ, LŽ, STŽ (: turėti, turi, turėjo); derinys MŽ, STŽ, SŽ (: derinti, derino, derino), gaminys EŽ, STŽ (: gaminti, gamina, gamino), ked(inys) ATŽ (: kedenti, kedena, kedeno), klijiniai ATŽ (: klijuoti, klijuoja, klijavo), skiep(iny)s BŽ (: skiepyti, skiepija, skiepijo), skolinys LŽ (: skolinti, skolina, skolino). I temi di base si fondano sulla forma del passato remoto dei verbi, per esempio: atėminys STŽ (: atėmė, atimti, atima), davinys EŽ, SŽ (: davė, duoti, duoda), kėlinys SŽ (: kėlė, kelti, kelia), kliuvinys GŽ (: kliuvo, kliūti, kliūva), krovinys EŽ, TŽ (: krovė, krauti, krauna), kūrinys LŽ (: kūrė, kurti, kuria), puvinys BŽ (: puvo, pūti, pūva), radinys TŽ (: rado, rasti, randa), svėrinys ATŽ, ChŽ (: svėrė, sverti, sveria), uždavinys EŽ, STŽ, SŽ (: uždavė, užduoti, užduoda). I suffissi verbali delle parole di base non passano nel tema di base, cfr.: gludinys GŽ (: glud-ino), ieškinys EŽ, TŽ (: iešk-ojo), klijiniai ATŽ (: klij-avo), mūrinys MŽ (: mūr-ijo ecc. I verbi di base dei derivati di questo tipo sono per lo più transitivi. Solo pochi derivati si basano su verbi intransitivi, per esempio: auginys BŽ, ieškinys EŽ, TŽ, mišinys ATŽ, ChŽ, priklausinys TŽ. Sono rari anche i derivati i cui temi di base hanno prefissi, per esempio: atėminys STŽ, įdėjinys STŽ, įrenginys ChŽ, EŽ, FŽ, MŽ, STŽ, padariniai EŽ, perdenginys MŽ, perdirbinys EŽ, priklausinys TŽ, sumet(inys) MŽ, uždavinys EŽ, STŽ, SŽ. -muo (-menys) La maggior parte dei derivati con questo suffisso sono denominazioni chiare dell’oggetto dell’azione, per es.: armuo «strato di terra che viene rovesciato durante l’aratura» MŽ, metmenys «filati o fili robusti ad alta torsione; sistema longitudinale dei fili in un tessuto» ATŽ, nešmenys «particelle solide trasportate dall’acqua corrente, che formano gli strati di sedimenti del letto o delle isole fluviali» MŽ, riedmenys EŽ, sprogmenys «sostanza esplosiva» GŽ, šaudmenys EŽ, SŽ, tirpmenys «parte solubile di una miscela» ChŽ. In altri derivati è più marcato il significato di risultato dell’azione, per es.: dalm(uo) (su una scala) ChŽ, STŽ, duomenys EŽ, STŽ, kaitmenys «peso costante raggiunto da una sostanza dopo essere stata riscaldata fino a stabilizzarsi» ChŽ. Alcuni derivati sono per significato più vicini ad altri gruppi derivazionali, per es.: gręžmenys «strumenti di perforazione» GŽ, svarmuo SŽ è più vicino alle denominazioni di strumenti, pradmuo TŽ agli astratti verbali, kaitmuo (sinonimi galūnė, fleksija) STŽ alle denominazioni di chi possiede una proprietà verbale. 30 I verbi base sono più spesso primitivi, ma vi sono derivati anche da verbi misti e secondari, per es.: dalmuo ChŽ, STŽ (: dalyti, dalija, dalijo), kaitmuo STŽ (: kaityti, kaito, kaitė), matmuo FŽ, STŽ (: matuoti, matuoja, matavo), reikmenys EŽ, STŽ (: reikėti, reikia, reikėjo), šaudmenys EŽ, SŽ (: šaudyti, šaudo, šaudė). Si incontrano derivati da verbi intransitivi, per es.: reikmenys EŽ, STŽ, sprogmenys TŽ, tirpmenys ChŽ. La maggior parte dei derivati può essere facilmente collegata, sul piano derivazionale, all’infinito, per es.: dėmuo STŽ (: dėti, deda, dėjo), duomenys EŽ, STŽ (: duoti, duoda, davė), žiomuo GŽ (: žioti, žioja, žiojo), ma vi vi sono anche derivati con la base del passato remoto, per es.: metmenys ATŽ (: metė, mesti, meta), spaudmenys STŽ (: spaudė, spausti, spaudžia). I suffissi verbali secondari non passano ai derivati, cfr.: dalmuo (: dal-yti), reikmenys (: reik-ėti), skaitmuo STŽ (: skait-yti). È del tutto atipico formare derivati di questo tipo da verbi prefissati. L’unico derivato prefissato è netirpmenys «parti insolubili di una miscela» ChŽ, ma anche questo talvolta può essere formato con un prefisso (opposto di tirpmenys). -alas Con il suffisso -alas sono stati formati quasi cinque volte meno termini che con il suffisso -inys. Poco più della metà dei derivati sono denominazioni del risultato dell’azione, per es.: gemalas «abbozzo di un nuovo organismo vegetale nel seme, formato dalla radichetta e dalla gemmula» BŽ, guralas GŽ, «prodotti della disgregazione» MŽ, lydalas STŽ, «massa fusa e liquida» ChŽ, tirpalas «corpo eterogeneo di consistenza liquida, composto da un solvente e da particelle finissime non visibili di un altro corpo disperse in esso» BŽ, ChŽ, FŽ, GŽ, MŽ, STŽ, verpalai «prodotto delle macchine per filare sotto forma di fili, realizzato con materiali fibrosi a lunghezza limitata — lana, cotone, lino e simili» ATŽ. Per altri derivati è un po’ più caratteristico il significato di denominazione dell’oggetto dell’azione, per es.: pakaitalas ChŽ, STŽ, skaitalas LŽ, smilkalas ChŽ. Alcuni derivati sono vicini ad altri gruppi derivazionali, per es.: augalas BŽ, MŽ può essere considerato anche una denominazione di chi possiede una proprietà verbale, masalas SŽ — una denominazione di strumento, reikalas EŽ, GŽ, STŽ — un astratto verbale. Come basi dei derivati di questo tipo fungono più spesso verbi primitivi e, meno frequentemente, verbi misti (per es.: lydalas, reikalas, skaitalas). Un solo derivato, masalas, è derivazionalmente collegato a un verbo secondario. La base derivazionale è il passato remoto, per es.: pabėralas SŽ (: pabėrė, paberti, paberia). I suffissi verbali secondari presenti nelle forme base non passano ai derivati, cfr.: reikalas (: reik-ėjo). I verbi base sono più spesso transitivi; circa un derivato su quattro ha una base verbale prefissata, per es.: pabėralas SŽ, pakaitalas ChŽ, STŽ, užbėralas SŽ, užminkalas SŽ. L’alternanza vocalica della radice è caratteristica soltanto del derivato pakaitalas (: pakeitė). -tis I derivati con il suffisso -tis (sono 11) denominano per lo più il risultato di un’azione e solo talvolta possono essere intesi come nomi dell’oggetto dell’azione. Dal punto di vista derivazionale sono collegati all’infinito dei verbi transitivi semplici, ad esempio: užduotis EŽ 31 (: užduoti, užduoda, uždavė), užgrūtis GŽ (: užgrūti, užgrūva, užgruvo). I verbi base possono essere sia prefissati sia non prefissati, ad esempio: atremtis SŽ, nutartis TŽ, sutartis TŽ, užgrobti GŽ e jungtis ChŽ, STŽ, keltis SŽ, skilts BŽ, EŽ, STŽ. Altri suffissi I nomi del risultato (e dell’oggetto) di un’azione sono stati formati anche con altri 44 suffissi (92 derivati in totale). Con la maggior parte di questi suffissi (34) si trovano appena 1–2 derivati ciascuno. Il ruolo di tutti questi suffissi nella terminologia è modesto. Le tendenze derivazionali non differiscono sostanzialmente da quelle dei tipi derivazionali: anche con questi suffissi i temi base prefissati si combinano raramente; le forme base sono l’infinito o il passato remoto. Nella formazione delle parole, i verbi secondari o misti partecipano molto meno frequentemente dei verbi semplici; i loro suffissi verbali non vengono trasferiti nei derivati. -ana: liekana EŽ, GŽ, STŽ, palūkanos EŽ, TŽ. -da: sankloda EŽ. -das: klodas ChŽ, GŽ. -eklis: varveklis GŽ. -ena(-os): degenos ChŽ, iškasena(-os) BŽ, ChŽ, EŽ, GŽ, puvenos GŽ, MŽ. -ėsiai: dūlesiai GŽ, MŽ, kepėsiai ChŽ. -ikis: laimikis SŽ. -iklis: rodiklis EŽ, FŽ, GŽ, SŽ. -yklas: salyklas BŽ. -yklė: taisykė EŽ, SŽ, STŽ, TŽ. -kla: sėkla BŽ. -klas: involucro STŽ. -klė: tributo EŽ, indovinello LŽ. -lė: getto FŽ, GŽ, MŽ, STŽ, truciolo MŽ, melma ChŽ, GŽ, scaglie di perforazione GŽ, proverbio LŽ, cucitura BŽ, SŽ. -lis: contributo EŽ, STŽ, TŽ, risorse EŽ, perdita (-e) EŽ, FŽ, STŽ, TŽ, impalcature MŽ, SŽ, incremento BŽ, appendice EŽ, STŽ. È possibile che appartenga a questo tipo anche ūglis «fusto o rametto cresciuto in un anno insieme alle foglie» BŽ. -lius: raccolto BŽ, EŽ, eccedenza EŽ. -ma: nepriema TŽ (può essere considerato anche un astratto verbale). -mena(-os): materiale di consumo (-a) EŽ, MŽ, TŽ, frazione STŽ. -mė: conseguenza STŽ, SŽ, TŽ, prefazione LŽ, dovere TŽ, necessità BŽ, leggenda LŽ, sorgente GŽ, MŽ. -nis: rigonfiamento FŽ, GŽ. -slė: enigma LŽ. -snis: legge BŽ, GŽ, TŽ, lavori di perforazione ChŽ, grado EŽ, STŽ, SŽ, portata EŽ, strato BŽ, EŽ, FŽ, STŽ, periodo BŽ, passo SŽ. I derivati pliūpsnis ChŽ e šoksnis SŽ possono essere considerati anche nomi di azioni. -stas: zolla BŽ, GŽ, MŽ, piega MŽ. -stė: piega ATŽ. È possibile che questo derivato vada collegato più propriamente a un verbo frequentativo e che, in tal caso, sia un derivato con la desinenza -ė. -šlė: rughe ATŽ, GŽ, MŽ. -šnis: grybšnis SŽ. -ta: carico EŽ. -tas: maistas EŽ, paklotas MŽ, raštas EŽ, LŽ, TŽ, skliaustai STŽ, spraustas MŽ, turtas (-ai) EŽ, TŽ, žlugtai ChŽ. I derivati gnybtas FŽ, SŽ e spąstai SŽ possono essere considerati anche nomi di utensili. -tė: paklotė BŽ, GŽ, MŽ. -tinė: suvestinė EŽ, STŽ. -tinys: feltro MŽ. 32 -tulas: vytulas «un imballaggio cilindrico cavo, morbido e facilmente deformabile, di filati e fili, senza alcun tubetto o rocchetto, estratto dai fusi della filatura centrifuga» ATŽ. -tuvė: rietuvė MŽ. -tva: graižtva ŠŽ. -tvis: rėžtvis «rėž...» GŽ. -ula: skaidula BŽ, STŽ. -ulas: bolla FŽ, gniutulas ATŽ, EŽ, GŽ, gniužulas BŽ. -ulys: deguliai BŽ, iškyšulys STŽ, krėšulys ChŽ, krituliai FŽ, GŽ, MŽ, vytulys «malattia delle piante causata più spesso da funghi o batteri che ostruiscono i condotti dell’acqua» BŽ. -uolys: branduolys BŽ, ChŽ, FŽ, GŽ, MŽ, STŽ. -(i)uotė: grupuotė GŽ, klijuotė ŠŽ, rikuotė ŠŽ. Considerato che tutti i derivati di questo suffisso sono morfologicamente correlati a verbi con il suffisso -(i)uo-, qui si potrebbe individuare il suffisso -tė, non -(i)uotė. -uras: bocciolo BŽ. -urys: avvallamento GŽ, MŽ, ŠŽ. -utas: degutas BŽ. -utis: residuo EŽ, STŽ, pinučiai MŽ. Una parte dei nomi del risultato dell’azione e dell’oggetto non è stata coniata appositamente per le esigenze della terminologia. Ciò vale quasi per tutti i derivati con i suffissi -ana, -lė, -mė, -stas, -stė, -ulas, -urys ecc. Anche una parte dei derivati con altri suffissi è stata presa dalla lingua popolare. Va osservato che nella formazione dei derivati suffissali si tende maggiormente a basarsi su verbi semplici, privi di prefisso. La formazione dei derivati con il suffisso -tis si discosta in qualche misura da questa tendenza generale. Perciò alcuni derivati da verbi prefissati, per esempio netirpmenys, presentano una formazione molto insolita. NOMI DI LUOGO Nei dizionari terminologici sono pochi i termini che designano luoghi e che sono formati da verbi mediante suffissi. Tuttavia, alcuni tipi di formazione delle parole sono abbastanza produttivi sia nella lingua letteraria sia nella terminologia. A quanto pare, a impedirne l’ingresso nei dizionari specialistici non è la scarsa diffusione dei nomi di luogo nella lingua scientifica e tecnica, ma qualche altra ragione. I derivati verbali di questo gruppo denominano luoghi in base all’azione che vi si svolge o al processo che vi ha luogo, per esempio: daigykla «locale in cui si fanno germinare i semi» BŽ, maudykla «luogo per fare il bagno, dotato di attrezzature specifiche» MŽ. I derivati di questo e di altri tipi sono molto adatti a denominare locali destinati alla produzione e ad altri usi. I nomi di luogo si formano anche da sostantivi e aggettivi. Questi vengono esaminati separatamente. -ykla Questo è il tipo di formazione più produttivo per i nomi di luogo derivati da verbi. I derivati denominano luoghi di vario genere in base alle attività caratteristiche che vi si svolgono, per esempio: audykla EŽ, džiovykla ChŽ, gamykla EŽ, STŽ, ganykla MŽ, girdykla MŽ, kasyklos EŽ, GŽ, kepykla EŽ, mokykla EŽ, LŽ, SŽ, plauk ykla SŽ, saugykla EŽ, siurbykla GŽ, MŽ, stebykla GŽ, šaudy kla SŽ, talpykla «luogo per conservare, depositare» MŽ, valg ykla EŽ. 3. Lietuvių terminologija 33 I verbi base della maggior parte dei derivati sono transitivi; fanno eccezione alcuni derivati, per esempio: čiuožykla SŽ, plauk ykla SŽ, stovykla EŽ, SŽ. I derivati si formano da verbi di struttura varia, per esempio: kasyklos (: kasti, kasa, kasė), maudykla (: maudytis, maudosi, maudėsi), stebykla (: stebėti, stebi, stebėjo), talpykla (: talpinti, talpina, talpino). Non si ricorre mai a verbi prefissati. I derivati assumono il tema del passato semplice, come mostrano, per esempio, audykla EŽ (: audė, austi, audžia), leidykla LŽ (: leido, leisti, leidžia), siuvykla EŽ (: siuvo, siūti, siuva). I suffissi verbali secondari non vengono mantenuti nei derivati; cfr.: daigykla BŽ (: daig-ino), gamykla EŽ, STŽ (: gam-ino), saugykla EŽ (: saug-ojo), stebykla GŽ (: steb-ėjo), mentre i suffissi che non allungano la forma verbale rimangono anche nei derivati, per esempio: girdykla MŽ (: gir-dė, cfr. ger-ti), šaudykla SŽ (: šau-dė, cfr. šau-ti). Tra tutti i derivati di questo tipo, quello meno trasparente dal punto di vista derivazionale è sausykla «dispositivo con cui si esamina, in condizioni di campo, la resistenza alla siccità delle piante coltivate. È una struttura a capanna in legno, coperta con un telone quando piove» BŽ. Altri suffissi I dizionari riportano anche nomi di luogo derivati da verbi con altri 10 suffissi. Tuttavia, ciascuno di essi presenta soltanto uno o alcuni derivati (un numero un po’ maggiore di derivati si trova soltanto con il suffisso -tuvė). -einė: habitat SŽ, TŽ. -imys: spiaggia GŽ, MŽ. -ynas: au gynas «area in cui si coltivano piante allo scopo di ottenere nuove varietà» BŽ. -klė: daboklė TŽ. -lis: sandėlis EŽ. -ta: brasta GŽ, MŽ, SŽ. -tas: vartas EŽ. La formazione di questo derivato è diventata oscura. -tinė: riserva naturale SŽ. -tinis: riserva naturale LŽ. -tuvė: contenitore STŽ, officina EŽ, MŽ, negozio EŽ, negozio EŽ, tipografia STŽ. Un derivato affine ai nomi di luogo è žiotys «apertura che conduce al tubo della corolla o del calice» BŽ. DERIVATI DEI NOMI NOMI DI PROPRIETÀ Al gruppo derivazionale dei nomi di proprietà, o astratti nominali, appartengono i derivati che denominano proprietà distaccate di aspetti concreti della realtà, ambiti dell’attività umana e simili. I derivati si formano da parole declinabili, innanzitutto da aggettivi, molto più raramente da sostantivi e participi, e solo singoli derivati sono formati da numerali e pronomi. Sono molto rari anche i derivati da parole indeclinabili (di solito avverbi). I termini che, dal punto di vista derivazionale, appartengono al gruppo dei nomi di proprietà sono piuttosto numerosi: per numero di derivati superano da tre a quattro volte tutti i gruppi maggiori di nomi di significato concreto presi singolarmente (per esempio, quelli degli strumenti, dei risultati dell’azione- 34 zione e altri). Tuttavia, i nomi d’azione sono circa tre volte più numerosi. Da ciò si può facilmente capire che nella formazione dei derivati di significato astratto, mediante suffissi, spetta alla terminologia un ruolo particolarmente importante. La formazione dei nomi di proprietà non si distingue per una maggiore varietà di tipi derivazionali. I derivati sono formati soltanto con 18 suffissi (834 derivati in tutto). Il tipo con il suffisso -umas si distingue per la sua elevatissima produttività. Con questo suffisso è stato formato l’83,7% di tutti i nomi di proprietà. Tra i suffissi rimanenti, meritano di essere menzionati anche -ybė e -ystė: insieme, hanno formato quasi sette volte meno derivati del suffisso -umas. Gli altri suffissi sono impiegati di rado nella formazione dei termini. -umas I derivati con il suffisso -umas denominano una proprietà, una qualità o uno stato generalizzato e astratto, che deriva dal significato della parola base, per esempio: aukštaūgiškumas «cambiamento della costituzione delle piante, caratterizzato da un’altezza insolitamente elevata» BŽ, dažumas «proprietà di un materiale fibroso di assorbire i coloranti dalla loro soluzione, legarsi ad essi e tingersi del colore corrispondente» ATŽ, galingumas «capacità di una macchina di svolgere un determinato lavoro in un determinato periodo di tempo» MŽ, imlumas «capacità di riempirsi di qualcosa e trattenerlo al proprio interno» MŽ, jautrumas «rilevazione di piccole variazioni di concentrazione e di piccole quantità» ChŽ, kapiliarumas «fenomeno fisico per cui un liquido, presso le pareti di un recipiente o nei tubi sottili, sale al di sopra o scende al di sotto del livello del liquido» MŽ, klampumas «proprietà di un liquido per cui, muovendosi uno strato, esso trascina o deforma anche un altro strato; è spiegata dall’attrito reciproco tra le particelle» MŽ, lakumas «tendenza a evaporare, a sublimare» ChŽ, ligotumas «grado di malattia» BŽ, našumas «quantità di prodotto fornita da un impianto di produzione per unità di tempo» ChŽ, ortotropiškumas «1. crescita in verticale; 2. presenza di organi ortotropi nella pianta» BŽ, pelkėtumas «rapporto tra la superficie delle paludi e la superficie totale del territorio» MŽ, pleiskanotumas «difetto delle fibre di lana, dei filati o dei loro manufatti; presenza di scaglie nella lana o nel tessuto di lana; i manufatti con questo difetto appaiono ingrigiti e sporchi» ATŽ, pūkuotumas «proprietà di un tessuto garzato o felpato; rivestimento superficiale formato da estremità di fibre verticali o rivolte in varie direzioni, sollevate dai tessuti dalla garzatrice oppure create tagliando speciali fili di ordito o di trama per il pelo» ATŽ, radioaktyvumas «disintegrazione spontanea dei nuclei atomici» ChŽ, rūdingumas «abbondanza di minerale» ChŽ, rūgštingumas «concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione, per esempio, l’acidità del mezzo nutritivo, del succo cellulare o del suolo; l’acidità è espressa mediante i valori di pH» BŽ, «quantità di acido attivo» ChŽ, «proprietà di una sostanza (acqua, suolo) dipendente dalla quantità di ioni idrogeno in essa presenti» MŽ, sidabriškumas «somiglianza del colore al colore di Ag» ChŽ, skalbumas «proprietà di un tessuto di cedere lo sporco all’acqua o alla soluzione di lavaggio durante il lavaggio; i tessuti in fibra sintetica sono più lavabili di quelli in fibre naturali» ATŽ, tamprumas «proprietà di un materiale di recuperare la forma e le dimensioni originarie dopo la rimozione della forza che ha causato la deformazione» ATŽ, «proprietà di un corpo di ripristinare la propria forma iniziale quando cessa di agire la forza che ha causato la deformazione» MŽ, žalumas «difetto della fibra viscosa in fiocco o della seta; tonalità verdastra causata dalla decomposizione incompleta dello xantogenato di cellulosa» ATŽ. Anche la natura delle parole base determina alcune differenze di significato; per esempio, nei derivati con basi participiali, il significato astratto è legato all’azione espressa dalla parola base. Per esempio: brinkstamumas «tendenza a gonfiarsi» ChŽ, 3* 35 deformuojamumas «tendenza a deformarsi» ChŽ, dengiamumas «capacità di una vernice o di un metallo di formare un rivestimento stabile» ChŽ, garuojamumas «evaporazione limite» MŽ, kintamumas «comparsa di nuovi caratteri o proprietà negli organismi. La variabilità è provocata dall’incrocio, dall’innesto e dal trasferimento di una pianta in condizioni di vita completamente nuove < … >» BŽ, mąstamumas «tendenza a macerare» ChŽ, pasikartojamumas «ripetizione» MŽ, peršlampamumas «passaggio dell’acqua dal lato bagnato della pelle a quello asciutto» ChŽ, praeinamumas «possibilità di passare, transitare» MŽ, prisitaikomumas «proprietà degli organismi di reagire attivamente e autonomamente all’azione delle condizioni esterne mediante una riorganizzazione più o meno profonda dell’organismo e di adattarsi così a nuove condizioni ambientali» BŽ, skaidomumas «tendenza a decomporsi» ChŽ, sublimuojamumas «tendenza a sublimare» ChŽ, užsiliepsnojamumas «tendenza a prendere fuoco» ChŽ; drumstumas «quantità di particelle in sospensione per unità di volume del liquido» MŽ, rangytumas «curvatura della fibra di lana secondo una curva simile a una sinusoide, che caratterizza la finezza della lana; quanto più fine è la lana, tanto più piccola e frequente è l’ondulazione; il termine indica anche l’avvolgimento a spirale della fibra di cotone» ATŽ. Oltre tre quarti dei derivati hanno basi aggettivali, a loro volta di struttura non uniforme: possono essere non derivati oppure derivati10. Quasi tutti i derivati rimanenti sono morfologicamente legati ai participi. Solo pochi derivati sono formati da numerali e sostantivi. La distribuzione dei derivati secondo le parole base è illustrata nella tabella III (cfr. pagina seguente). Dalla tabella si vede che più di tre quarti (77,1%) dei derivati formati da aggettivi sono morfologicamente legati ad aggettivi polisillabici. Si tende in particolare a basarsi su aggettivi con i suffissi -iškas, -a e -ingas, -a. Peraltro, questi aggettivi polisillabici suffissati sono per lo più formati da sostantivi. Infatti, non è consueto formare direttamente dai sostantivi denominazioni di proprietà con il suffisso -umas (nella terminologia se ne trovano solo pochi derivati di questo tipo); tra il sostantivo e il corrispondente derivato in -umas si interpone quindi un passaggio intermedio: l’aggettivo. In molti casi, per esempio, gli aggettivi in -iškas, -a nascono proprio perché occorrono le corrispondenti denominazioni di proprietà. Ciò è particolarmente evidente quando i derivati in -iškas, -a si basano su aggettivi composti. Poiché di norma non si formano derivati in -umas direttamente da aggettivi composti indeclinabili, anche in questo caso si ricorre di solito al passaggio intermedio: un aggettivo con il suffisso -iškas, -a, per esempio: daugiareikšmišk-umas STŽ, ilgaamžišk-umas EŽ (cfr. ilgaamžystė EŽ), įvairiavaišišk-umas BŽ, lygiavertišk-umas STŽ, vienarūšišk-umas EŽ, žemaičių-umas BŽ. Gli aggettivi base bisillabici derivati e quelli polisillabici formati con desinenze sono a loro volta morfologicamente legati ai verbi (quasi un quinto di tutti gli aggettivi qui esaminati). Le denominazioni di proprietà derivate da tali aggettivi indicano proprietà e caratteristiche che derivano dalla propensione o dalla capacità di compiere determinate azioni, oppure dal coinvolgimento in determinati processi. A quanto pare, gli stessi aggettivi deverbali non bastano a soddisfare pienamente l’esigenza di denominare le proprietà che derivano da azioni o processi. Per questo motivo, molte denominazioni di proprietà sono derivate dai participi. 10 Nel determinare quali aggettivi siano derivati e quali non derivati, si adotta soprattutto un punto di vista attuale (sincronico), più che nella descrizione della formazione degli aggettivi di A. Valeckienė (cfr. Lietuvių kalbos gramatika, I, p. 550 e segg.). Per esempio, parole come apvalus, keblus, stiprus non sono collegate morfologicamente a apvelti, kibti, stipti e pertanto non sono considerate derivate. 36 III lentelė Parole base | Numero di derivati nei dizionari | ATŽ | BŽ | ChŽ | EŽ | FŽ | GŽ | LŽ | MŽ | STŽ | SŽ | TŽ | Totale dei derivati distinti Parole base aggettivali 1) aggettivi bisillabici a) non derivati, | 6 | – | 8 | 10 | 10 | 13 | – | 5 | 5 | 21 | 7 | 50 b) tra questi, internazionali | – | – | – | – | – | 1 | – | – | – | – | – | (1) b) derivati con suffissi e desinenze | 18 | 7 | 24 | 12 | 15 | 17 | – | 14 | 5 | 19 | 5 | 72 totale | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 122 2) aggettivi polisillabici a) derivati con il suffisso -iškas | 1 | 20 | 19 | 29 | 3 | 9 | 29 | 5 | 33 | 2 | 17 | 154 b) derivati con il suffisso -ingas | 3 | 5 | 34 | 37 | 7 | 20 | 4 | 12 | 19 | 4 | 13 | 110 c) derivati con i suffissi -uotas, -otas, -ėtas, -ytas, -imas, -inis (-ės) | 11 | 2 | 2 | 3 | 2 | 19 | – | 7 | 2 | – | 5 | 40 d) composti e prefissati (ne-) | 1 | 2 | 7 | 7 | 5 | 1 | – | 1 | 6 | 1 | 3 | 32 e) derivati con desinenze e non adattati, | 1 | 10 | 13 | 23 | 12 | 11 | 3 | 9 | 27 | – | 13 | 76 tra questi, internazionali, | – | 6 | 11 | 11 | 9 | 1 | 2 | 1 | 15 | – | 9 | (47) totale | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 412 Totale dei derivati distinti da aggettivi | | | | | | | | | | | | 534 Parole base participiali participi presenti passivi | – | 3 | 22 | 15 | 3 | 17 | – | 7 | 44 | 3 | 18 | 110 participi passati passivi | 1 | – | 1 | 14 | 4 | 2 | – | 1 | 8 | 3 | 7 | 34 participi di necessità | – | – | – | 6 | 6 | – | – | – | 2 | 1 | 8 | 15 totale | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | – | 159 Altre parole base numerali | – | – | – | – | – | – | 1 | – | 1 | – | 1 | 2 sostantivi | – | – | – | 2 | – | – | – | – | – | – | 1 | 3 Totale dei derivati in -umas | – | – | – | – | – | – | – | – | 1 | – | – | 698 37 I derivati di questo tipo si formano da aggettivi graduabili. Le denominazioni di proprietà derivate da aggettivi non graduabili sono eccezioni rare, per esempio: artutinumas FŽ, niekinumas TŽ, sąlyginumas TŽ, tolyginumas EŽ, visuotinumas EŽ. Un derivato del tutto particolare e distinto dal punto di vista della formazione è vyresnumas STŽ. Aumentare nella terminologia il numero di simili eccezioni non è né opportuno né necessario. Nel riordinare la terminologia dei rispettivi settori e nel redigere nuovi dizionari terminologici, sarebbe utile rinunciare anche a questi termini attualmente proposti. I derivati con il suffisso -umas rivelano una notevole tendenza della terminologia a basarsi su parole internazionali. Gli ibridi formati da aggettivi con il suffisso -umas costituiscono poco più di un terzo (189 derivati distinti su 534, ossia il 35%). Gli ibridi sono particolarmente numerosi tra le parole base aggettivali con il suffisso -iškas, -a (90 su 154 derivati distinti, ossia il 58%). Più di un quinto dei derivati di questo tipo si basa sui participi. La maggior parte è formata da participi presenti passivi. Più raramente i derivati si formano da participi passati passivi, mentre da participi di necessità se ne ricavano relativamente pochi. Nella maggior parte dei derivati il significato di tempo dell’azione è fortemente attenuato, oppure non è più percepibile. Le basi participiali sono spesso già aggettivate; per esempio, alcune ammettono la gradazione, come: matomas (: matomumas GŽ, SŽ), pakankamas (: pakankamumas STŽ), paperkamas (: paperkamumas TŽ), pataisomas (: pataisomumas STŽ), praeinamas (: praeinamumas MŽ), priklausomas (: priklausomumas EŽ, TŽ), suprantamas (: suprantamumas STŽ), motyvuotas (: motyvuotumas TŽ), pagrįstas (: pagrįstumas STŽ, TŽ), raižytas (: raižytumas SŽ), rangytas (: rangytumas ATŽ), suinteresuotas (: suinteresuotumas EŽ, TŽ), treniruotas (: treniruotumas SŽ), užimtas (: užimtumas EŽ). Da alcuni participi di questo tipo si derivano e si usano anche avverbi in -ai. Questi sono indizi molto chiari dell’aggettivazione dei participi. Tuttavia, le denominazioni di proprietà si formano anche da participi che non possono ancora essere considerati aggettivati (l’unico indizio della loro aggettivazione sarebbe semmai la formazione stessa di nomi astratti, ma in questo caso tale criterio non è applicabile). Un derivato in -umas associato a un participio di necessità può facilmente essere spiegato anche in altro modo, per esempio: atsitiktinumas STŽ, TŽ, priverstinumas TŽ, sutartinumas SŽ sono probabilmente formati non da participi di necessità, ma da aggettivi (atsitiktinis, priverstinis, sutartinis). Una simile formazione è scorretta. È interessante notare che i corrispondenti russi di circa due terzi dei derivati formati da participi sono anch’essi derivati dai participi del tempo corrispondente. Ciò dimostra che la terminologia russa favorisce la formazione di termini lituani dai participi. Si incontrano anche termini tradotti morfema per morfema, per esempio: išmirkstamumas — намокаемость ChŽ, nuginčijamumas — оспоримость TŽ, pasikartojamumas «ripetizione» — повторяемость GŽ, MŽ, STŽ, pritaikomumas — применимость STŽ, TŽ, sutankinamumas — уплотняемость GŽ, MŽ, sužadinamumas — возбудимость, возбуждаемость ChŽ, užsiliepsnojamumas — воспламеняемость ChŽ; prilip-tumas — прилиплость GŽ. Da altre parole si formano solo derivati isolati. Per esempio, dai numerali si formano soltanto pirmumas STŽ, TŽ e vienumas LŽ; dai sostantivi, invece, atodangumas GŽ, invalidumas EŽ, TŽ e pamainumas EŽ. 38 -ystė Il suffisso -ystė costituisce il secondo tipo di formazione dei nomi di proprietà per produttività, ma nei dizionari terminologici sono registrati 11 volte meno derivati rispetto al tipo più frequente, quello del suffisso -umas. La maggior parte dei derivati sono termini delle scienze sociali (economia, letteratura, diritto). Quasi un terzo dei derivati di questo tipo designa discipline scientifiche o altri ambiti di attività, oppure le professioni delle persone indicate dalla parola base corrispondente, per esempio: amatininkystė EŽ, LŽ, avininkystė EŽ, bankininkystė EŽ, daržininkystė EŽ, dažininkystė ChŽ, dumblininkystė BŽ, durpininkystė MŽ, fermerytė EŽ, gyvulininkystė EŽ, laivininkystė EŽ, TŽ, medvilnininkystė EŽ, miškininkystė MŽ, piev ininkystė MŽ, sodininkystė BŽ, šilkininkystė EŽ, verslininkystė EŽ, žemdirbystė EŽ, žuvininkystė EŽ, MŽ. A questi, per affinità di significato, si avvicinano anche i derivati di questo tipo che indicano la natura dell’attività svolta dalle persone, per esempio: antrapareigystė EŽ, keliapareigystė EŽ, kišenvagystė TŽ, kyšininkystė TŽ, kustarininkystė «produzione domestica» EŽ, novatorystė EŽ, nuomininkystė EŽ, pusininkystė EŽ, streiklaužystė EŽ, vagystė TŽ. La maggior parte di questi derivati è formata da denominazioni di persone con il suffisso -ininkas. Alcuni derivati designano diverse correnti economiche e tipi di rapporti sociali, per esempio: bajorystė EŽ, bevaldystė TŽ, dvivaldystė TŽ, friteraderystė EŽ, grunderystė EŽ, įpėdinystė TŽ, kontrahentystė EŽ, patvaldystė TŽ, pilnavaldystė TŽ, vergvaldystė EŽ, vienvaldystė EŽ, TŽ, visavaldystė EŽ. I derivati rimanenti designano diverse caratteristiche delle persone oppure il loro stato e la loro condizione. Tali caratteristiche derivano anch’esse direttamente dalla denominazione che descrive la persona e che funge da parola base, per esempio: autorystė LŽ, TŽ, bendraautorystė LŽ, TŽ, bendr are daktory stė LŽ, bėžemystė (assenza di terra) EŽ, brokd arystė EŽ, daugiažemystė EŽ, daugpatystė TŽ, dvipatystė TŽ, giminystė TŽ, ilgaamžystė EŽ, mažametystė EŽ, TŽ, nauj akurystė EŽ, narystė TŽ, nepilnametystė TŽ, svainystė TŽ, tėvystė TŽ, tolregystė FŽ, trumparegystė EŽ, vaikžudystė TŽ. Tutti i termini derivano da sostantivi. Quasi tutti i sostantivi base sono denominazioni di persone. I nomi delle discipline scientifiche e dei relativi ambiti professionali si formano di norma da denominazioni di persone in base alla loro professione (il più delle volte recano il suffisso -ininkas). Talvolta, è vero, è difficile dire se esista davvero una denominazione di persona del genere (per esempio: dumblininkas «ricercatore o custode di fanghi, allevatore», cfr. dumblininkystė «custodia di depositi naturali di fanghi o loro coltivazione a fini alimentari, medicinali ecc., praticata in alcune zone costiere» BŽ), oppure se, sulla base di altri derivati simili, sia stato aggiunto direttamente il suffisso composto -inin-kystė. Solo il termine prabystė GŽ è formato da una parola che non designa una persona. -ybė Per numero di derivati attestati nella terminologia, questo è il terzo suffisso dopo -umas e -ystė (41 derivati). La maggior parte dei derivati con il suffisso -ybė sono termini economici, giuridici e letterari. Il fatto che la maggior parte dei derivati sia usata nella terminologia delle scienze sociali mostra che le caratteristiche da essi denominate sono legate ai fenomeni della vita sociale. 39 I derivati di questo tipo designano caratteristiche o un determinato stato o condizione, analogamente ai derivati con il suffisso -umas. Tuttavia, le caratteristiche designate dai derivati in -ybė sono un po’ più intense e concrete e spesso presentano anche una sfumatura di appartenenza. Perciò una parte dei derivati di questo tipo ha acquisito un significato del tutto concreto: può designare anche entità dotate della caratteristica corrispondente, per esempio: atstovybė EŽ, TŽ, nuosavybė EŽ, LŽ, TŽ, vadovybė EŽ, TŽ, vyresnybė TŽ, vyriausybė TŽ. I derivati con il suffisso -ybė si formano da sostantivi, aggettivi e participi. Singoli vocaboli derivano da numerali, pronomi e avverbi. I derivati nominali si formano anche da denominazioni di persone, per esempio: asmenybė LŽ, atstovybė EŽ, TŽ, piktadarybė TŽ, pilietybė TŽ, vadovybė EŽ, TŽ, valdininkybė TŽ, e da altri tipi di parole (perlopiù di significato astratto), per esempio: aplinkybės LŽ, STŽ, aplinkybė TŽ, gerybė EŽ, kiekybė STŽ, pareigybė TŽ, savivaldybė EŽ, tautybė TŽ, valstybė EŽ, TŽ. Gli aggettivi su cui si basano i derivati con il suffisso -ybė sono generalmente graduabili. Per esempio: individualybė LŽ, ypatybė STŽ, lygybė EŽ, STŽ, TŽ, nelygybė EŽ, STŽ, TŽ, tapatybė STŽ, TŽ, teisybė STŽ, vertybė EŽ, TŽ, visagalybė EŽ. Si distinguono inoltre per la loro formazione i termini giuridici bevaldininkybė e dv valdinybė. Sono derivati formati in modo scorretto, che non devono diventare un modello per la creazione di nuove forme scorrette. Le parole base di circa un quinto dei derivati sono participi. Quasi tutti questi nomi di proprietà sono formati da participi presenti passivi, per esempio: atsakomybė EŽ, TŽ, atskaitomybė EŽ, TŽ, galimybė STŽ, kilnojamybė (beni mobili) EŽ, neliečiamybė TŽ, nepriklausomybė EŽ, TŽ, priklausomybė EŽ, FŽ, STŽ, TŽ, tikimybė EŽ, MŽ, STŽ. Dal participio necessitativo deriva soltanto būtinybė EŽ. Il derivato skirtybė STŽ, la cui formazione è meno chiara, può derivare da un participio passato passivo. Questi participi stessi sono in misura maggiore o minore aggettivati. I derivati daugybė STŽ, kokybė ATŽ, EŽ, STŽ, savybė BŽ, EŽ, STŽ, SŽ, vienybė TŽ hanno basi diverse. Altri suffissi Con 15 suffissi rimanenti sono state formate soltanto una o poche denominazioni di proprietà, perciò il loro ruolo nella terminologia è limitato. Le parole derivate della maggior parte di questi tipi hanno come basi aggettivi, mentre i derivati con -yba, -urys e alcuni altri suffissi si basano su sostantivi. Alcuni derivati sono morfologicamente correlati a numerali o pronomi. In totale, con questi suffissi sono stati formati 34 derivati. -ata: legvata EŽ, TŽ, visata FŽ. -atis: età avanzata MŽ, età avanzata EŽ, TŽ. -enybė: priorità EŽ, STŽ, SŽ, TŽ. -iava: lygiava EŽ. -yba: kalnakasyba EŽ, GŽ, laivyba EŽ, SŽ, TŽ, rašvedyba TŽ, sargyba TŽ, sąskait yba EŽ, STŽ, TŽ. -ija: verгija EŽ. -lės: raუპlės «malattia delle piante, la cui superficie danneggiata del frutto o del tubero ricorda una pelle affetta da scabbia» BŽ. 40 -mė: sausmė «aridità, periodo di siccità» MŽ. -muo: lygmuo GŽ, MŽ, pradmuo EŽ, purmuo «roccia friabile; marna» MŽ, GŽ, skersmuo GŽ. -ovė: bendrovė TŽ, gerovė EŽ, įvairovė STŽ, vergovė EŽ, vienovė LŽ. -ra: sausra GŽ, MŽ. -sė: spragsė «difetto del tessuto stampato; macchia scura con una striscia chiara al centro, stampata nel punto del cilindro di stampa in cui il raschietto, piegato da un corpo estraneo duro capitato casualmente, non ha asportato l’inchiostro» ATŽ. Sembra che questo derivato, dal punto di vista della formazione delle parole, sia collegato al sostantivo spraga. -uliai: juoduliai «malattia causata dal genere Rhytisma e da altri funghi» BŽ. -uma: abbondanza STŽ, TŽ, lunghezza SŽ, scarsità TŽ, larghezza SŽ, acquitrinosità MŽ, freschezza GŽ, totalità EŽ, STŽ. -urys: vidurys SŽ. I diversi tipi di formazione degli astratti nominali differiscono notevolmente, per le loro tendenze derivazionali, dalla formazione delle parole popolari; pertanto, qui sono meno numerosi anche i termini non coniati appositamente, ma attinti dal lessico non terminologico. Naturalmente, tali termini possono comparire tra i derivati con tutti i suffissi; ciò vale in particolare per i derivati di tipo non produttivo -atis, -mė, -ra, -urys e di alcuni altri tipi. DENOMINAZIONI DI PERSONE CHE POSSIEDONO UNA CARATTERISTICA NOMINALE E DENOMINAZIONI PROFESSIONALI Questo gruppo derivazionale è costituito da derivati che denominano persone in base alla loro occupazione o a qualche altra caratteristica che deriva dalla base nominale. Una parte dei derivati denomina altri esseri animati e inanimati, il cui nome di base esprime un tratto che li caratterizza. Attualmente, negli studi sulla formazione delle parole in lituano, è consuetudine suddividere i derivati qui esaminati in due gruppi derivazionali: denominazioni di persone che possiedono una caratteristica nominale e denominazioni di persone in base alla professione¹¹. Sembra tuttavia preferibile considerare entrambi questi derivati come membri di un unico gruppo derivazionale. Sono strettamente legati dalla formazione comune (natura delle parole base e affissi derivazionali) e da un significato derivazionale comune: la denominazione in base a una caratteristica distintiva (anche la professione, o occupazione, è pur sempre come una caratteristica della persona). Inoltre, tutte le denominazioni di persone in base alla professione sono derivati di un unico tipo di formazione delle parole nella lingua letteraria (il suffisso -ininkas, -ė). Lo stesso suffisso forma anche il tipo di formazione più produttivo nella lingua letteraria per le denominazioni di persone che possiedono una caratteristica nominale. Spesso lo stesso derivato può denominare sia una persona che svolge abitualmente un determinato lavoro o attività, sia una persona che vi si dedica occasionalmente e temporaneamente. Una parte dei derivati dei tipi più produttivi di denominazioni di agenti e di persone che possiedono una caratteristica verbale presenta differenze di significato analoghe. Per questo motivo, nel presente lavoro le denominazioni di persone in base alla professione e quelle di persone che possiedono una caratteristica nominale vengono esaminate come un unico gruppo derivazionale. In base al significato, i derivati di questo gruppo possono essere suddivisi così: 1) denominazioni di persone in base all’occupazione; 2) altre denominazioni di persone; 3) denominazioni di animali; 4) denominazioni di entità inanimate (oggetti). Tra le denominazioni di persone che possiedono una caratteristica nominale, come è consuetudine nella formazione delle parole lituane, qui non si annoverano le denominazioni basate sull’origine o sull’appartenenza, né quelle di luoghi, sebbene per il loro significato generale non siano neppure particolarmente lontane dal gruppo qui esaminato. 11Questa classificazione è quella adottata nei lavori di V. Urbutis. Cfr. Lietuvių kalbos gramatika, I, p. 340 e 406. 41 A questo gruppo appartengono 323 derivati attestati nei dizionari terminologici, formati con 46 suffissi. Tuttavia, solo 3 tipi derivazionali suffissali si distinguono per una produttività maggiore. Sono i suffissi -ininkas, -ė, -inis, -ė, -ainis, -ė. Con questi suffissi sono formati due terzi di tutte le denominazioni di persone che possiedono una caratteristica nominale e delle denominazioni professionali. Il maggior numero di derivati è formato dal suffisso -ininkas, -ė (circa il 40% di tutti i derivati di questo gruppo). -ininkas, -ė I derivati di questo suffisso si dividono in due gruppi di significato: denominazioni di persone in base all’occupazione e altre denominazioni di persone che possiedono una caratteristica nominale. La maggior parte dei derivati è costituita da denominazioni di persone in base all’occupazione, per esempio: amatininkas EŽ, apybraižininkas LŽ, apsakymininkas LŽ, brigadininkas EŽ, bujerininkas SŽ, dailininkas, -ė LŽ, darbininkas EŽ, GŽ, TŽ, desantininkas SŽ, didmenininkas EŽ, diskininkas SŽ, finansininkas EŽ, grandininkas EŽ, imtynininkas SŽ, įrankininkas EŽ, krepšininkas SŽ, kronikininkas LŽ, maratonininkas SŽ, muitininkas EŽ, parašiutininkas SŽ, pasakininkas LŽ, perforatorininkas EŽ, prekybininkas EŽ, prozininkas LŽ, remontininkas MŽ, rutulininkas SŽ, sandėlininkas EŽ, slalomininkas SŽ, slidininkas SŽ, startininkas SŽ, statybininkas EŽ, stendininkas SŽ, svarstininkas STŽ, šachtininkas GŽ, šuolininkas SŽ, tabelininkas MŽ, tinklininkas SŽ, verslininkas EŽ. Le parole base delle denominazioni di persone in base all’occupazione indicano per lo più l’oggetto o il risultato di tale occupazione, per esempio: augalininkas BŽ, boksininkas SŽ, futbolininkas SŽ, geonutraukininkas GŽ, geodezininkas MŽ, metraštininkas LŽ, sąskaitininkas EŽ, TŽ, teisininkas TŽ, vairininkas STŽ, SŽ. Più raramente, la parola base indica il luogo in cui si svolge l’occupazione, per esempio: kasininkas EŽ, krautuvininkas EŽ, sandėlininkas EŽ, šachtininkas GŽ, vartininkas SŽ, oppure la natura dell’occupazione, per esempio: antraeilininkas EŽ, namudininkas EŽ, TŽ, pamainininkas EŽ, pusininkas EŽ, savaitininkas EŽ, vienetininkas EŽ, TŽ. Circa un terzo dei derivati è costituito da altre denominazioni di persone che possiedono una caratteristica nominale. Anche qui la maggior parte sono denominazioni di persone, ma i derivati di questo gruppo generalmente non indicano l’occupazione della persona: di norma segnalano invece il possesso di qualcosa, l’appartenenza a qualcuno, il rapporto con qualcosa, la tendenza verso qualcosa e altre caratteristiche, per esempio: akcininkas EŽ, TŽ, artelininkas EŽ, bankininkas EŽ, baudžiauninkas EŽ, baudžiavininkas EŽ, bendrininkas TŽ, bendruomenininkas EŽ, biržininkas EŽ, bylininkas TŽ, činšininkas EŽ, TŽ, čyžininkas EŽ, dalininkas EŽ, dešimtininkas EŽ, duoklininkas EŽ, dvarininkas EŽ, įmonininkas EŽ, indėlininkas EŽ, TŽ, kaltininkas TŽ, kyšininkas TŽ, koncesininkas EŽ, TŽ, kontrabandininkas EŽ, kooperatininkas EŽ, lažininkas EŽ, nepriemokininkas EŽ, TŽ, nuomininkas EŽ, TŽ, pajininkas TŽ, pavienininkas EŽ, TŽ, pensininkas EŽ, TŽ, pravaikštininkas EŽ, TŽ, priešininkas TŽ, privatininkas EŽ, TŽ, prizininkas SŽ, rekordininkas SŽ, rentininkas EŽ, sąjungininkas TŽ, savininkas EŽ, TŽ, skolininkas EŽ, TŽ, smurtininkas TŽ, streikininkas EŽ, šeimininkas EŽ, tarpininkas EŽ, TŽ, viršininkas EŽ, STŽ, TŽ. Solo pochi derivati denominano oggetti di vario genere, per esempio: laidininkas FŽ, STŽ, pažodinininkas LŽ, pėstininkas SŽ (scacchi, significato figurato), posmininkas «filo ritorto o raddoppiato, robusto, che lega trasversalmente una matassa di filato di lino parallela in 10 posmi, una matassa di filato di cotone in 7 posmi» ATŽ. 42 I derivati di questo tipo sono formati più spesso da sostantivi, ma vi sono alcuni derivati basati su aggettivi, numerali e pronomi, ad esempio: bendrininkas TŽ, nelaidininkas FŽ, pavienininkas EŽ, TŽ, pažodinininkas LŽ, pėstininkas ŠŽ, privatininkas EŽ, TŽ; dešimtininkas EŽ, pirmiininkas ŠŽ, TŽ; savininkas EŽ, TŽ. I temi di base coincidono più spesso con le radici delle parole di base, cfr.: darbininkas EŽ, TŽ, matininkas MŽ, pievininkas MŽ, yrininkas ŠŽ, viršininkas EŽ, STŽ, TŽ. Tuttavia, i temi di una parte considerevole dei derivati presentano prefissi e suffissi, e alcuni sono persino composti, ad esempio: apžvalgininkas LŽ, pasakėtininkas LŽ, pernuomininkas TŽ, posėdininkas TŽ, pramonininkas EŽ, superlaidininkas FŽ; baudžiavininkas EŽ, krautuvininkas EŽ, lenktynininkas ŠŽ, statybininkas EŽ, vienetininkas EŽ, TŽ; dviratininkas ŠŽ, kirtavietininkas GŽ, laikraštininkas LŽ, tausosakininkas LŽ ecc. I derivati con il suffisso -ininkas, -ė si basano per lo più su parole di origine puramente lituana; tuttavia, il suffisso può essere facilmente aggiunto anche a parole internazionali o comunque di origine straniera, cfr.: barjerininkas ŠŽ, eksportininkas EŽ, frachtininkas EŽ, TŽ, importininkas EŽ, kalambūrininkas LŽ, spiningininkas ŠŽ ecc. Nella derivazione si elimina la parte finale della parola di base -ija, ad esempio: akcininkas EŽ, TŽ (: akc-ija), geodezininkas MŽ (: geodez-ija), koncesininkas EŽ, TŽ (: konces-ija), pensininkas EŽ, TŽ (: pens-ija), cfr. anche kooperatininkas EŽ (: kooperac-ija, kooperat-yvas). Talvolta i derivati presentano la variante breve del suffisso -inkas, ad esempio: šulininkai (della miniera) GŽ, oppure -ninkas, ad esempio: baudžiauninkas EŽ. Le nuove formazioni, tuttavia, si creano di norma con la variante piena del suffisso -ininkas, cfr.: didmenininkas EŽ, įmonininkas EŽ, lenktynininkas ŠŽ, pamainininkas EŽ, pavienininkas EŽ, TŽ, pramonininkas EŽ ecc. I dizionari terminologici riportano quasi del tutto assenti i derivati di genere femminile, ma ciò non significa che nella scienza e in altri ambiti si usino soltanto derivati di genere maschile. Pertanto, questa prassi dei dizionari terminologici non rispecchia la situazione effettiva della lingua. È opportuno chiedersi seriamente se sia corretto continuare a indicare, in casi simili, i termini soltanto al maschile. -inis (-iai), -ė La maggior parte dei derivati di questo tipo è di genere maschile e consiste in denominazioni diverse della sistematica animale e vegetale. In terminologia tutti questi derivati sono plurali, e per questo studio sono stati tutti estratti dal «Geologijos ir fizinės geografijos terminų žodynas» di V. Gudelis. Si tratta soprattutto di termini paleontologici. Ad esempio: apgaubtiniai (Tunicata), liežuvėliniai (Ligulatae), nuovaliniai, placentiniai (Eutheria), spyniniai (Articulata), stuomeniniai (Cormophyta), žiūželiniai (Flagellatae). Come parole di base per termini di questo tipo si scelgono di solito sostantivi. Essi indicano un rappresentante più caratteristico del gruppo, ad esempio: arkiniai (Equidae), kiauliniai (Suina), pataisiniai (Lepidophyta); una parte del corpo caratteristica, ad esempio: sterbliniai (Marsupialia), straubliniai (Proboscidea), stuburiniai (Vertebrata), šarviniai (Ostracodermi); oppure indicano un oggetto noto, simile in qualche modo ai rappresentanti del gruppo, ad esempio: gniužuliniai (Thallophyta), laivukiniai (Nautiloidea), oppure altre caratteristiche, ad esempio: nelygiaraumeniniai (e nelygiaraumeniai). 43 Quasi un terzo dei temi di base dei derivati è di origine non lituana: si tratta di vari temi di parole internazionali, ad esempio: chordiniai (Chordata), psilofitiniai (e psilofitai). Una parte considerevole di questi derivati, a quanto pare, non ha affatto parole di base usate autonomamente nella terminologia lituana. In tal caso i derivati sono probabilmente formati direttamente dai corrispondenti termini latini, ad esempio: anapsidiniai (Anapsida), baragvanatiniai (Baragwanathiales), benetitiniai (Bennettitales), diapsidiniai (Diapsida), euriapsidiniai (Euryapsida), kordaitiniai (Cordaitales), lepidodendriniai (Lepidodendrales), sinapsidiniai (Synapsida), terapsidiniai (Therapsida). Tra i derivati esaminati si distingue banginiai (Cetacea), che, pur presentando lo stesso suffisso, in quanto membro della sistematica animale è il plurale del nome di un singolo animale. La parola stessa banginis è naturalmente un derivato di questo tipo formativo. Un quarto dei derivati di questo tipo denomina vari oggetti inanimati; la maggior parte è usata nella terminologia sportiva, ad esempio: akiniai, futboliniai, kampinis, krepšinis, rankinis, skersinis, tinklinis. Anche per questi derivati le parole di base sono per lo più sostantivi. Solo pochi derivati sono formati da aggettivi, ad esempio: akuotinis «piantina innestata: piantina con un germoglio attecchito» BŽ, gulstinis GŽ, skersinis SŽ, šaltinis GŽ, MŽ, EŽ, FŽ, LŽ, STŽ. I derivati femminili denominano vari oggetti inanimati. I loro sostantivi di base indicano il luogo caratteristico dell’oggetto denominato dal derivato, ad esempio: krantinė MŽ, SŽ, kuprinėje SŽ, palapinę EŽ, SŽ, sostinę TŽ, žoninę GŽ; oppure il materiale con cui è realizzato o le sue parti costitutive, ad esempio: grandinė MŽ, GŽ, SŽ, ChŽ, FŽ, STŽ, stiklinės «recipienti da laboratorio di varie dimensioni e a forma di bicchiere» ChŽ; oppure la funzione, ad esempio: dugninė «vedi meškerė» SŽ, lopšinė LŽ, pirštinė SŽ, ecc. Una parte dei derivati usati nella terminologia botanica funge da nome di varietà di alberi da frutto o dei loro frutti, ad esempio: butelinės «buccia di pera di forma allungata, di colore verde-giallastro o giallo, coperta interamente o in gran parte da rugginosità scure o bruno-rossastre <…>», kiaušininės «varietà di susine i cui frutti sono notevolmente assottigliati verso il peduncolo e hanno polpa morbida», kremzlinės «varietà di ciliegie i cui frutti hanno polpa soda e compatta e i cui semi sono colorati o incolori», muskatinės «pere estive o autunnali, piccole o medie, di forma varia ma per lo più allungata, con un aroma di noce moscata pronunciato, ad esempio Rugsėjo muskatinė», sviestinės (Berės) «varietà di pere la cui polpa a maturazione ricorda la consistenza del burro», širdinės «varietà di ciliegie con polpa morbida e succo colorato o incolore <…>», taukinės «pere di dimensioni medie o grandi, di forma allungata o tondeggiante, con polpa fondente o semisfondente», vengrinės «varietà di susine i cui frutti sono allungati, con estremità appuntite, polpa soda e zuccherina e nocciolo appiattito con punte acuminate». La maggior parte dei derivati è formata da sostantivi comuni, ad esempio: daržinė SŽ, kraštinė STŽ, rėtinė STŽ, stoginė SŽ ecc.; alcuni derivati, tuttavia, si basano su sostantivi derivati, ad esempio: klostinė «difetto del tessuto; parte del tessuto non divisa a causa di una piega formatasi (non stampata, non spazzolata, non bruciacchiata ecc.)» ATŽ, pelėsinė «difetto del tessuto; zona grigia del tessuto tinta male perché il tessuto da tingere è rimasto a lungo bagnato ed è stato danneggiato dalla muffa» ATŽ. Una parte dei derivati si basa su aggettivi. Essi denominano vari oggetti che presentano le caratteristiche espresse dagli aggettivi di base, ad esempio: gulstinė SŽ, įžambinė STŽ, palaidinė SŽ, statinė SŽ, šakotinė SŽ, nuolaidinė GŽ, skersinė GŽ. Un solo termine, dešimtinė EŽ, è formato da un numerale. 44 -ainis, -ė Questo è il terzo tipo, per produttività, di formazione di denominazioni di portatori di una proprietà nominale, ma i derivati che vi appartengono sono 7 volte meno numerosi dei derivati con il suffisso -ininkas, -ė. I derivati denominano tipi di materiali naturali (per lo più pietre), ad esempio: briaunainis GŽ, kriauklainis GŽ, paplokštainis GŽ, ragainis GŽ, smiltainis ChŽ, GŽ, tipo di strato superficiale del suolo, ad esempio: šilainė MŽ, GŽ, žvirgždinė MŽ. Alcuni derivati fungono da denominazioni nella sistematica animale e vegetale, ad esempio: ginkainiai (Ginkgophyta) GŽ, maurabraginiai (Charophyta) GŽ, papartainiai (classe Filicales) GŽ, sagainiiai (Cycadophyta) GŽ. I derivati rimanenti designano vari oggetti concreti, ad esempio: jėgainė EŽ, FŽ, MŽ, kampainis STŽ, SŽ, sniegalainė GŽ. La maggior parte dei derivati è formata da sostantivi. Un quarto dei derivati si basa su aggettivi, ad esempio: gulstainis FŽ, įstrižainė SŽ, paplokštainis GŽ, pilkainis GŽ, skersainis GŽ. Altri suffissi Un insieme di suffissi (43) per la formazione di denominazioni di portatori di una proprietà nominale costituisce tipi relativamente poco produttivi. La maggior parte di essi (30) è impiegata con appena 1–2 derivati ciascuno. In totale, con questi suffissi sono stati formati 103 derivati. -alas: baltalas ChŽ, niekalas STŽ, TŽ, riebalai BŽ, ChŽ, svambalas FŽ, MŽ, šlapalas BŽ, ChŽ, virbalas MŽ, SŽ. -aras: žabaras GŽ, MŽ. -eivis, -ė: oreivis SŽ. Sebbene questa suffissazione non sia indicata nelle opere sulla formazione delle parole della lingua lituana, è tuttavia possibile individuarla in sincronia. Nella terminologia esaminata si usa questo unico derivato, ma nella lingua letteraria ve ne sono anche altri. I derivati appartengono al gruppo delle denominazioni di persone in base alla professione. -eklis: tarpeklis GŽ. -ana: capsula del lino «il frutto del lino — capsula» BŽ, maculatura «maculatura delle foglie, causata dal fungo Corynespora melonis Lind» BŽ, manico MŽ, STŽ, SŽ. -ecia: favola LŽ. -iaga: materiale, -os BŽ, EŽ, FŽ, GŽ, LŽ, MŽ, STŽ, TŽ. -(iau)jas: pusiauja SŽ. -iva: materia prima, -a ChŽ, EŽ. -yba: sodyba EŽ. -iene: verdure MŽ. -ietis: kolūkietis EŽ, olimpietis SŽ, pasienietis SŽ, pilietis TŽ, užsienietis TŽ, valstietis EŽ. Una parte considerevole dei derivati di questo tipo designa le persone in base al luogo d’origine e di residenza; tuttavia, derivati come olimpietis e simili sono strettamente correlati alle denominazioni di chi possiede una caratteristica nominale. -iche: pantaloncini SŽ. -iklis: cuccioli SŽ, distanziatore GŽ, STŽ, denominatore STŽ. -ilas: ratilas (attorno al sole, alla luna) GŽ. -ilis: idrogeno ChŽ, GŽ, SŽ. -imas: circonferenza SŽ, glutine BŽ, polpa BŽ, liquido ChŽ, addensamenti ChŽ. -ymas: proteina, -ai BŽ, ChŽ, spinta ChŽ, GŽ. -yna: lentyna GŽ. -inys: pozzo GŽ, MŽ, attrezzo per filare GŽ, fascina MŽ, cavalleria BŽ. -iokas: vidutinokas (contadino di ceto medio) EŽ. -(i)ukas: gulstinukas «albero da frutto di bassa statura, con rami distesi orizzontalmente e aderenti al terreno <…>» BŽ, ketvertukas «gruppo di quattro cromosomi che si forma dopo due divisioni nucleari successive durante la divisione riduzionale (meiosi)» BŽ, 45 lipniukas «parte della pollinaria che secerne un liquido appiccicoso, con il quale la pollinaria aderisce al corpo dell’insetto <…>» BŽ, laukinukas «giovane albero da frutto non coltivato, cresciuto da seme o per via vegetativa <…>» BŽ, riestukas «tipo di infiorescenza monopodiale, la cui ramificazione avviene su un unico piano e i cui rametti sono orientati sempre nella stessa direzione, a destra o a sinistra <…>» BŽ, savaiminukas «alberello cresciuto spontaneamente da seme, senza cure da parte dei forestali» BŽ, sėjinukas «alberello cresciuto da seme, che in seguito viene trapiantato nella sede definitiva» BŽ, sėkliukas «pianta coltivata per ottenere semi (barbabietola da orto, barbabietola da zucchero), finché è ancora giovane; in seguito diventa una pianta portaseme» BŽ, sodinukas «alberello trapiantato da un vivaio o cresciuto da frutti piantati (per es. quercia, noce)» BŽ. I derivati sėjinukas, sodinukas possono essere formati anche da verbi. In tal caso sarebbero derivati con il suffisso -inukas e apparterrebbero al gruppo dei nomi di portatori di una proprietà espressa da un verbo. -kis: vidurkis EŽ, FŽ, STŽ. -lys: dygliai BŽ. -mė: kryžmė STŽ. -mena: mažmenos EŽ, sausmena «area non irrigata all’interno di una superficie irrigua complessiva <…>» MŽ. -muo: lygmuo GŽ, MŽ, purmuo GŽ, MŽ, skaitmuo EŽ, skersmuo GŽ, STŽ. -occhi: ungulati (Ungulata) GŽ, ŠŽ. -ojas(-us): durpojas ChŽ, GŽ, MŽ, filmojus «sostanza che forma una pellicola» ChŽ, kaučiukojas ChŽ, sėklojas «pianta coltivata per ottenere semi» BŽ, uolojas GŽ. -okšlis: putokšlis ChŽ, riebokšlis MŽ, ŠŽ. -okšnis: dervokšnis GŽ. -onas: dirvonas EŽ, MŽ. -orius: portatore d’uso ŠŽ. -ovė: bendrovė EŽ, daržovės BŽ, rankovė STŽ, verslovė ChŽ, EŽ. -tė: geležtė ŠŽ. -uliai: bestie EŽ. -umynai: tartufi BŽ. -ūnas: gyvūnas GŽ, lapūnas BŽ, mišrūnas BŽ, pareigūnas EŽ, pirmūnas EŽ, TŽ, plėšrūnas ŠŽ, ristūnas ŠŽ, senūnas TŽ, skalūnas ChŽ, GŽ, MŽ, žymūnas ŠŽ. -ūnė: galūnė STŽ, viršūnė BŽ, STŽ. -uočiai: lapuočiai BŽ, spygliuočiai (Coniferae) BŽ, GŽ, spinduliuočiai GŽ, šarvuočiai (Dasypodidae) GŽ. -uolis: aistruolis „sporto entuziastas“ ŠŽ, atsparuolis GŽ, grynuolis ChŽ, GŽ, spart[u]olis EŽ, stipruolis ŠŽ, žieduolis GŽ. -u onys: pirmuonys (Protozoa) GŽ. -uotė: rainuotė ŠŽ, sparnuotė STŽ, vaškuotė STŽ. Una parte dei derivati suffissali qui menzionati è tratta dal lessico non terminologico. Ciò vale per i derivati con i suffissi -(i)aga, -aras, -inys, -yna, -orius e per alcuni altri. Questi tipi di formazione delle parole non sono produttivi neppure nella lingua letteraria. Tuttavia, alcuni altri tipi, pur avendo pochi derivati, hanno comunque dato origine anche a neologismi, cfr. i derivati con i suffissi -ilis, -očiai, -ojas(-ojus), -(i)ukas, -uočiai ecc. Il significato di alcuni termini è figurato, per esempio: «vienuolis» MŽ, che designa un impianto idrotecnico per regolare il deflusso dell’acqua da stagni e altri bacini idrici. Si tratta chiaramente di un calco semantico del corrispondente termine russo «монах». DIMINUTIVI I diminutivi, che nella terminologia dei settori esaminati sono 256, hanno basi nominali e designano per lo più la stessa cosa delle parole di base. Tuttavia, gli oggetti denominati dai derivati diminutivi sono generalmente più piccoli degli oggetti della stessa specie designati dai nomi di base. Una parte dei derivati 46 oppure non ha affatto un significato diminutivo, oppure tale significato non emerge comunque come il più importante tra quelli legati alla formazione. Questi derivati di norma denominano cose diverse da quelle indicate dalle loro basi e costituiscono i cosiddetti diminutivi a significato specifico. Nella lingua letteraria, per alcuni diminutivi è caratteristica anche la valutazione dell’oggetto designato dalla parola base e l’espressione dei sentimenti a esso associati. In terminologia si evitano l’emotività e l’espressività, perciò i diminutivi sono qui molto meno diffusi che nella lingua letteraria in generale. Si tratta di un gruppo di formazione dei termini di dimensioni medie (quanto al numero dei derivati). La maggior parte (55%) dei termini diminutivi lituani è formata con il suffisso -elis, -ė. Una percentuale decisamente inferiore (27%) dei termini è formata con il suffisso -ėlis, -ė. Nella formazione dei diminutivi questi suffissi si completano a vicenda, poiché solo insieme possono coprire tutta la varietà dei sostantivi base. I termini diminutivi sono perlopiù derivati da questi sostantivi (più di quattro quinti). Tra gli altri suffissi si distinguono inoltre leggermente -(i)ukas e -utė (circa il 15% di tutti i derivati). Gli altri 4 suffissi hanno ciascuno solo pochi derivati attestati nei dizionari esaminati. -elis, -ė La maggior parte dei diminutivi con il suffisso -elis, -ė denota le stesse cose dei rispettivi sostantivi base. Tuttavia, le cose designate da quei diminutivi sono più piccole, o addirittura molto piccole. Pertanto, il significato principale dei termini diminutivi con il suffisso -elis, -ė è quello diminutivo. Per es.: akštelė STŽ, SŽ, aselė GŽ, banelis SŽ, bokštelis SŽ, borteliai SŽ, dangtelis BŽ, STŽ, dirželis SŽ, duobelė SŽ, durelės STŽ, gairelė SŽ, gaubtelis STŽ, gojelis SŽ, graibštelis SŽ, grąželis BŽ, grindelės SŽ, griovelis MŽ, grotelės MŽ, STŽ, gurbėlis SŽ, juostelė STŽ, SŽ, kaištelis STŽ, kartelė SŽ, knatelis ATŽ, knygelė EŽ, kotelis BŽ, SŽ, kryželis GŽ, kuodelis ATŽ, kuokštelis ATŽ, lakšteliai BŽ, lapelis BŽ, EŽ, LŽ, STŽ, lazdelė SŽ, lentelė SŽ, mazgeliai ATŽ, mentelė ChŽ, STŽ, SŽ, miestelis EŽ, miglelė SŽ, narvelis FŽ, GŽ, plėvelė ChŽ, FŽ, MŽ, STŽ, plokštelė ChŽ, FŽ, STŽ, SŽ, plutelė GŽ, MŽ, rūkelis GŽ, šamtelis SŽ, skiautelės ATŽ, skylėlės BŽ, spyg lelis BŽ, stalelis GŽ, stovelis SŽ, šaknelė BŽ, upelis GŽ, MŽ, vamzdelis FŽ, STŽ, SŽ, vėjelis SŽ, vytelė BŽ. Altri derivati di questo tipo fungono da denominazioni di cose peculiari; il loro legame semantico con le parole base è piuttosto lontano. In questo caso, il significato dei derivati è figurato. Per es.: barzdelė «ciuffo di peli sulla corolla o sul calice» BŽ, dalelė «denominazione usuale di una particella elementare e colloidale» ChŽ, FŽ, STŽ, gardelė «cristallo più piccolo; disposizione degli atomi nel cristallo» ChŽ, FŽ, GŽ, STŽ, kuokeliai «microsporofilli delle piante da fiore (< … >, che producono polline» BŽ, laivelis (per il riscaldamento) ChŽ, laukelis SŽ (per gli scacchi o la dama), mastelis «rapporto tra la lunghezza di una linea su una carta, una pianta o un disegno e la lunghezza reale del luogo o dell’oggetto rappresentato» MŽ, SŽ, STŽ, piestelė «parte femminile del fiore, costituita da uno o più carpelli concresciuti» BŽ, porėlė «difetto del tessuto; striscia formata da due fili non separati da fili di un altro sistema» ATŽ, skarelė «membrana piatta che ricopre i gruppi di sporangi sulle foglie di molte felci» BŽ, skiepelis «giovane pianta coltivata e cresciuta mediante innesto, destinata al trapianto nel luogo di crescita definitivo (materiale di piantagione)» BŽ, sruogelės «scarti di produzione; tratti di filo lunghi cento metri, piegati con piegatrici di laboratorio da rocche o bobine campione in matassine e sottoposti alle prove di laboratorio previste per titolo, resistenza, allungamento o altri parametri < … >» 47 ATŽ, šluotelė «infiorescenza conica o piramidale, il cui asse principale è molto allungato e produce una serie di rami che a loro volta si ramificano; i rametti più piccoli sono a forma di grappolo, per esempio nell’avena, nella molinia e nel lillà» BŽ, tiltelis «atomo, gruppo, recipiente di collegamento» ChŽ, žvynelis «piccola foglia metamorfosata, piatta, entro i limiti dell’infiorescenza» BŽ. Le parole base di questo tipo di derivati sono sostantivi bisillabici. La maggior parte di questi sostantivi denota oggetti diversi, e solo alcuni indicano animali (musė, stinta, žirgas), fenomeni naturali (migla, rūkas, vėjas) o concetti astratti (dalis, mastas, vaizdas). I derivati sono di norma dello stesso genere dei rispettivi sostantivi base; l’unica eccezione è upelis12 GŽ, MŽ. -ėlis, -ė I derivati con i suffissi -ėlis, -ė hanno lo stesso significato dei derivati con -elis, -ė, il tipo più produttivo di questo gruppo. Tuttavia, i termini formati con questo suffisso sono due volte meno numerosi. La maggior parte dei derivati ha valore diminutivo. Per esempio: ankštarėlė BŽ, apsakymėlis LŽ, atramėlė SŽ, bertuvėlė ChŽ, ežerėliai GŽ, gaubtuvėlis BŽ, STŽ, įlankelė GŽ, kaladėlė STŽ, kilimėlis SŽ, krautuvėlė EŽ, latakėlis MŽ, mėgintuvėlis ChŽ, pagalvėlė SŽ, pakopėlė MŽ, parašiutėlis SŽ, pylimėlis MŽ, pumpurėlis BŽ, rankenėlė STŽ, SŽ, riešutėlis BŽ, ritinėlis STŽ, sėdynėlė SŽ, šepetėlis STŽ, vagonėlis GŽ, MŽ, velenėlis MŽ, STŽ, SŽ, vėliavėlė STŽ, SŽ. Altri derivati con questo suffisso denominano vari oggetti concreti e specifici. I loro rapporti di significato con le parole base non sono diretti. Perciò non hanno valore diminutivo, bensì il cosiddetto significato speciale. Per esempio: akmenėlis «lega di lantanidi e ferro, usata per gli accendini» ChŽ, ašarėlė «pallina di metallo» ChŽ, gyvatėlė (figura dello sci) SŽ, kamuolėlis «infiorescenza cimosa i cui fiori sono così ravvicinati da assumere la forma di una pallina» BŽ, liežuvėlis «membranella trasparente presente sulle foglie delle graminacee e delle ciperacee, al confine tra la lamina e la guaina» BŽ, malūnėlis (ginnastica) SŽ, obuolėlis «piccolo frutto a forma di mela, per esempio quello del sorbo» BŽ, veduoklelė «tipo di infiorescenza unipara, la cui ramificazione avviene su un unico piano e la direzione dei rametti si alterna successivamente a destra e a sinistra, per esempio quella dell’vilkdalgio (Iris)» BŽ. I sostantivi base dei derivati con questo suffisso sono polisillabici (hanno più di due sillabe) e hanno tutti un significato concreto. I derivati sono dello stesso genere delle rispettive parole base. -(i)ukas, -ė I derivati con i suffissi -(i)ukas, -ė hanno gli stessi significati dei derivati appartenenti ai tipi più produttivi già esaminati. Tuttavia, per gli usi terminologici se ne impiegano cinque volte meno rispetto ai derivati con -elis, -ė, il tipo più produttivo di diminutivi. Poco più della metà dei derivati ha valore diminutivo. Per esempio: batukai SŽ, kamuoliukas SŽ, kryžiukai STŽ, ratukas STŽ, rutuliukas SŽ, skrituliukas SŽ, staliukas GŽ, STŽ, šepetukas ChŽ, šuoliukas SŽ. 12 Questo derivato, dal punto di vista della formazione, può essere collegato alla parola dialettale upis; in tal caso, anch’esso non costituirebbe alcuna eccezione. 48 Il significato degli altri derivati non è direttamente connesso alle parole base. Denotano entità inanimate specifiche. Per es.: gaidukas (del fucile) ŠŽ, garbanukai (nuvole) GŽ, gyvatukas «tubo sinuoso; trapano elicoidale» MŽ, GŽ, ChŽ, kačiukas «infiorescenza amentacea con fiori pistillati, lanuginosa al momento della dispersione dei semi, come un gattino, per es. del salice o del pioppo» BŽ, startukai (scarpette da atletica leggera) ŠŽ, stepukas (Apocynum Sibiricum) «pianta fibrosa perenne < … >» ATŽ, vaisiukas «unità di un frutto composto o aggregato» BŽ. I derivati in -ybiškai si relazionano sia con sostantivi bisillabici sia con quelli polisillabici. Le parole base denotano per lo più entità inanimate diverse, sebbene vi siano anche derivati le cui basi nominali sono denominazioni di animali o persino di concetti astratti. La maggior parte dei derivati è dello stesso genere delle parole base, ma vi sono derivati il cui genere differisce da quello dei sostantivi di base (per es.: garbanukai GŽ, gyvatukas ChŽ, GŽ, MŽ, kačiukas BŽ, stepukas ATŽ). Ciò è caratteristico dei diminutivi dal significato speciale. Va notato che quasi tutti i derivati di questo tipo usati in terminologia sono maschili (l’unica eccezione è il derivato raginukė ChŽ, GŽ, che tuttavia può essere considerato a sua volta una denominazione di portatore di una caratteristica nominale). Nei dizionari terminologici sono registrati soltanto 28 derivati con questo suffisso. In base alla durezza o palatalizzazione della consonante finale del tema della parola base, si distribuiscono come segue: 14 derivati e le rispettive parole base hanno consonanti finali del tema palatalizzate (per es.: dvīkeliukas ŠŽ, elniukai GŽ, kapliukas ŠŽ, nuliukai STŽ, trikeliukas ŠŽ); 4 derivati, come le rispettive parole base, hanno una consonante finale del tema non palatalizzata (per es.: batukai ŠŽ, garbanukai GŽ, ratukas STŽ, startukai ŠŽ); in 7 derivati la consonante finale del tema è non palatalizzata, mentre nelle parole base è palatalizzata (per es.: gaidukas ŠŽ, gyvatukas ChŽ, GŽ, MŽ, rėtukas ŠŽ, skėtukas BŽ); e in 3 derivati la consonante finale palatalizzata corrisponde a quella non palatalizzata delle parole base (per es.: kakliukas STŽ, kauliukas BŽ, STŽ, staliukas GŽ, STŽ). Dai dati presentati non è possibile ricavare tendenze derivazionali più chiare. Anche nella formazione di derivati di questo tipo nella lingua letteraria non vi è una regolarità assoluta, sebbene vi si osservino tendenze più nette13. -utė In terminologia i derivati di questo tipo sono ancora più rari: nei dizionari esaminati ne sono registrati soltanto 10. Più spesso hanno un significato speciale, per es.: akutės «piccole cavità in un materiale duro» ChŽ, akutė «1. gemma giovane in sviluppo, situata all’ascella di una foglia del germoglio e utilizzata per l’innesto; 2. gemma incavata sulla superficie di un tubero (per es. una patata)» BŽ, (sinonimo taškas) STŽ, eglutė «difetto del tessuto a righe; interruzione a zigzag delle righe che si estende longitudinalmente nel tessuto, oltre la quale le righe riprendono il loro andamento regolare < … >» ATŽ, galvutė «1. infiorescenza racemosa < … > con asse corto, alla cui sommità sono addensati fiori sessili o con peduncolo molto corto, per es. il trifoglio; 2. riferito a un fungo, cappello=» BŽ, šakutė «1. asta con diverse diramazioni (per lo più equidistanti); 2. gruppo di contatti metallici per chiudere un circuito elettrico» MŽ, STŽ, «strumento di questo tipo montato su un treppiede» ChŽ. Alcuni derivati denotano le stesse cose delle parole base, ma in formato più piccolo, per es.: skylutė STŽ, šakutė «ramo minore, vegetativo o fruttifero, di seconda o di ordine successivo di un albero o arbusto» BŽ. 13 Cfr. Grammatica della lingua lituana, I, pp. 268–269. 4. Lietuvių terminologija 49 Tutti i derivati sono formati da sostantivi bisillabici femminili e sono a loro volta tutti femminili. Anche nella lingua letteraria i diminutivi con questo suffisso si formano più spesso da sostantivi femminili14. Altri suffissi Termini diminutivi sono stati formati anche con altri 4 suffissi (8 derivati in totale), che tuttavia, data la scarsità dei derivati, non svolgono un ruolo rilevante nella terminologia. -aitis, -ė: racconto breve apysakaitė LŽ, parente giminaitis TŽ, cappellino kepuraitė ChŽ, SŽ. -ytė: ausytė SŽ. -okšnis: arbusto krūmokšnis BŽ, pievokšnis MŽ, upokšnis GŽ, MŽ. -uška: canzoncina dainuška LŽ. NOMI DI LUOGHI I nomi di luoghi si formano più spesso da sostantivi e aggettivi che da verbi. Tuttavia, anche nei dizionari terminologici sono riportati relativamente pochi termini derivati denominali di questo gruppo. I derivati che si basano morfologicamente su nomi denominano luoghi in base agli oggetti che vi si trovano oppure a determinate caratteristiche che permettono di distinguere il luogo denominato dagli altri. Ne consegue che le differenze nei significati derivazionali dei derivati dipendono dall’appartenenza delle parole di base a diverse parti del discorso e dai diversi elementi della realtà da esse designati. La natura delle parole di base influisce anche su altre tendenze derivazionali. La maggior parte dei nomi di luoghi denominali si basa morfologicamente su sostantivi (68 su 99, ossia oltre due terzi dei derivati). Da sostantivi, i derivati di questo gruppo si formano più spesso con il suffisso -ynas. Altri suffissi, per esempio -inė, -ynė, -ija, sono meno produttivi. Il tipo più produttivo di nomi di luoghi denominali da aggettivi è quello con il suffisso -uma. -ynas Con il suffisso -ynas si formano derivati appartenenti a due gruppi derivazionali: nomi collettivi e nomi di luoghi. Una sfumatura di significato collettivo è spesso caratteristica anche dei derivati considerati nomi di luoghi. Infatti, per esempio, aikštynu, kalvynu ar pelkynu si chiamano luoghi in cui si trova più di una aikštė, kalva ar pelkė. Questi derivati designano sia insiemi degli elementi corrispondenti, sia i luoghi in cui tali insiemi si trovano. In sostanza, dunque, questi derivati presentano entrambi i significati derivazionali menzionati. Ogni singolo derivato viene assegnato all’uno o all’altro gruppo tenendo conto anche del suo significato lessicale e di quale significato risulti più evidente nel derivato. I derivati qui esaminati hanno un significato locativo più chiaro e per questo sono considerati nomi di luoghi. I luoghi vengono denominati in base agli oggetti caratteristici che vi si trovano e agli insiemi di tali oggetti, che distinguono una determinata area, per lo più della superficie terrestre, dalle altre aree, nelle quali questi oggetti caratteristici sono diversi. Lo stesso significato è espresso anche dai derivati che denominano i luoghi in cui crescono specie vegetali specifiche o in cui si allevano o si custodiscono animali. Per esempio: aikštynas SŽ, brūzgynas BŽ, daigynas BŽ, drumlynas GŽ, durpynas EŽ, GŽ, MŽ, firnynas GŽ, gargždynas GŽ, MŽ, kalvynas GŽ, kalvynas GŽ, MŽ, kauburynas GŽ, kupstynas MŽ, ledynas GŽ, MŽ, SŽ, medynas BŽ, molynas ChŽ, GŽ, MŽ, 14 Cfr. Lietuvių kalbos gramatika, I, pp. 270–271. 50 nendrynai GŽ, pelkynas MŽ, raistynas MŽ, rūdynas GŽ, smėlynas MŽ, uogynas BŽ, upynas GŽ, MŽ, vandenynas GŽ, versmynas MŽ, žemynas GŽ, žirgynas EŽ, žvyr-ynas GŽ, MŽ. Una piccola parte dei termini denomina vari oggetti che possono essere concepiti come nomi di luoghi, per esempio: dainynas LŽ, giesmynas LŽ, kainynas EŽ, psalmynas LŽ, talpumynas STŽ, teisynas TŽ, varžynas ChŽ, FŽ, STŽ, žinynas EŽ, STŽ, žodynas LŽ, STŽ. Derivati peculiari sono ežerynas GŽ e vasarynas (nel lago, sinonimo di propersą) GŽ, le cui parole di base non designano elementi presenti nel derivato. Tutti i derivati sono formati da sostantivi. I sostantivi di base sono più spesso parole morfologicamente non segmentabili oppure derivati fortemente lessicalizzati, cioè più o meno semanticamente distanti dalle parole con cui dovrebbero essere collegati sul piano derivazionale. I derivati da sostantivi che presentano affissi evidenti appartenenti a diversi livelli derivazionali sono rari, per esempio: medelynas BŽ, sąvartynas GŽ, talpumynas STŽ. Fanno eccezione i derivati da parole composte, per esempio: rankrašt ynas LŽ. -uma Il tipo derivazionale con il suffisso -uma è il più produttivo nella formazione di nomi di luogo da aggettivi. I derivati di questo tipo denominano luoghi in base alle caratteristiche indicate dagli aggettivi di base, che li distinguono da altri luoghi con caratteristiche diverse. Quasi tutti i derivati sono nomi di varie aree della superficie terrestre. Per esempio: aukštuma GŽ, MŽ, dykuma GŽ, MŽ, SŽ, dubuma GŽ, MŽ, ilguma SŽ, iškiluma GŽ, MŽ, kalvotuma GŽ, lyguma GŽ, MŽ, nuolaiduma MŽ, nuotakuma MŽ, nuožulnuma GŽ, pakiluma GŽ, MŽ, platuma SŽ, plokštuma GŽ, MŽ, STŽ, SŽ, sausuma GŽ, MŽ, sekluma GŽ, MŽ, SŽ, slėsuma MŽ, smailuma FŽ, statuma GŽ, MŽ, šlapuma MŽ, žemuma GŽ, MŽ. I derivati sono formati da aggettivi qualificativi graduabili. Soltanto il termine aplinkuma STŽ è derivato da un sostantivo. Con il suffisso -uma si formano anche nomi di proprietà; per questo si incontrano anche derivati che possono avere il significato di astratti nominali. Tali derivati sono ambigui, per esempio: šlapuma «1. tempo umido e piovoso; 2. luogo umido» MŽ. Anche i termini ilguma SŽ, platuma SŽ. sono vicini agli astratti. -inė Con il suffisso -inė i nomi di luogo si formano da sostantivi; tuttavia, nei dizionari terminologici ne sono registrati la metà rispetto ai derivati del tipo più produttivo -ynas. I derivati di questo tipo denominano vari locali o altri luoghi in cui si esegue, si produce o si conserva ciò che è indicato dal sostantivo di base. La parola di base può spesso indicare anche la destinazione del locale. Per esempio: aparat inė STŽ, areštinė TŽ, durpinė MŽ, elektrinė FŽ, išdinė EŽ, muitinė EŽ, TŽ, siurblinė GŽ, MŽ, užkandinė EŽ. I restanti derivati denominano determinati oggetti destinati a contenere e conservare le cose indicate dai sostantivi di base. Per esempio: parakinė SŽ, šovininė SŽ, šratinė SŽ, tepalinė SŽ, triukšlinė SŽ. Sono affini a questi derivati anche i nomi di parti delle piante, per esempio: dulkine «capsula situata all’estremità dello stame, nella quale si formano i granuli di polline» BŽ, mezginė «parte inferiore del pistillo, dalla quale si sviluppa il frutto» BŽ, nektarinė «ghiandola del fiore che secerne un liquido dolce, il nettare» BŽ, sporinė «organo a forma di capsula, urna o vescicola, al cui interno si formano le spore» BŽ. 4* 51 I sostantivi di base dei derivati in -inė presentano strutture diverse: sono semplici oppure derivati. Dal punto di vista derivazionale si distingue il termine botanico mezginė BŽ, derivato da un verbo. Questo tipo di formazione non è caratteristico della lingua lituana. Altri suffissi I nomi di luogo derivati da nomi si formano anche con altri 7 suffissi. La produttività di tutti questi tipi è scarsa nella terminologia (21 derivati in totale). -idė: aukšlidė BŽ. -ija: naujasėdija EŽ, seniūnija TŽ, tėvonija EŽ. -ymė: kiaurymė STŽ, siaurymė GŽ, sraujymė GŽ, MŽ, stormė GŽ, MŽ. -ynė: akmenynė GŽ, saman ynė MŽ, šlynynė MŽ, žvyr ynė MŽ; klampynė GŽ, MŽ, sausynė MŽ, slaptynė TŽ, šlapynė MŽ. -mė: gelmė GŽ, tankmė SŽ. -ūnė: viršūnė GŽ, SŽ. -uva: rag uva GŽ, MŽ, sietuva GŽ, SŽ. I derivati con i suffissi -idė, -ija, -ūnė, -uva sono formati da sostantivi, mentre quelli con -ymė, -mė da aggettivi. I derivati con il suffisso -ynė si formano sia da sostantivi sia da aggettivi. I derivati di alcuni suffissi sono parole antiche; senza dubbio provengono dal lessico non terminologico. Ciò vale soprattutto per i derivati dei suffissi -mė, -ūnė, -uva. ALTRI GRUPPI DERIVATIVI Nei dizionari terminologici si trovano pochissimi termini derivati appartenenti ad altri gruppi derivativi. Tra questi, un numero relativamente maggiore di derivati appartiene al gruppo dei nomi collettivi. Una parte dei derivati con significato collettivo è affine ai nomi di luogo. Per esempio, una parte considerevole dei derivati con il suffisso -ynas può avere valore derivativo sia collettivo sia locativo. Entrambi i significati possono caratterizzare anche alcuni derivati con il suffisso -ija, per esempio seniūnija e simili. Qui vengono esaminati soltanto i derivati suffissali ai quali non è proprio il significato locativo. Denotano un determinato insieme o una totalità di persone, animali o cose indicati dalle parole base (derivati da sostantivi), oppure un gruppo o una totalità di persone accomunate da una determinata caratteristica (derivati da aggettivi). Il tipo più produttivo di nomi collettivi è quello in -ija. I derivati con questo suffisso si formano di norma da sostantivi, per esempio: augalija BŽ, GŽ, MŽ, augmenija MŽ, bajorija EŽ, buožija EŽ, gyvūnija GŽ, lapija BŽ, pirk lija EŽ, raštija LŽ, terminija STŽ, valstietija EŽ. Per significato si distinguono bendrija BŽ, GŽ, TŽ, draugija EŽ, SŽ, TŽ, valstija TŽ; inoltre, bendrija è derivato da un aggettivo. Il suffisso -ynas forma meno nomi collettivi. Anche questi derivano da sostantivi, per esempio: kuokelynas «insieme degli stami di un fiore» BŽ, lapvaisynas «frutto aggregato, costituito da un numero maggiore o minore di fruttietti monospermi — frutti fogliari (per esempio, del ranuncolo)» BŽ, nuobirynas (sinonimo di nuobirų kūgis) GŽ, sąnašynas «deposito incoerente» ChŽ, «accumulo di sedimenti fluviali, glaciali, marini o eolici» MŽ, GŽ, sąžalynas «gruppo di piante erbacee o acquatiche cresciute fitte» BŽ, sluoksnynas GŽ, vaisynas «frutto sviluppato dagli ovari di molti fiori, per esempio il gelso» BŽ, vaislapynas «insieme di tutti i carpelli di un fiore, che costituisce uno o più pistilli» BŽ, vamzdynas «impianto di tubazioni per il trasporto di acqua, gas, 52 petrolio o altri prodotti» MŽ, GŽ, (sinonimo di vamzdžių tinklas) STŽ, žiedynas «insieme di fiori concentrati su un germoglio specializzato o su un complesso di germogli, privo di foglie vere e provvisto soltanto di foglie di copertura o brattee» BŽ. Alcuni nomi collettivi sono formati con il suffisso -uomenė, per esempio: bendruomenė EŽ, TŽ, prastuomenė EŽ, varguomenė EŽ, visuomenė EŽ, TŽ. Sono pochi anche i termini che, dal punto di vista derivativo, appartengono al gruppo dei nomi di origine e appartenenza. I derivati formati con il suffisso -iena denominano determinate sostanze di cui sono costituiti gli elementi indicati dal sostantivo base, per esempio: grybiena «reticolo di ife che costituisce la struttura vegetativa dei funghi» BŽ, karniena «tessuto complesso delle piante superiori attraverso il quale le sostanze organiche vengono distribuite in tutta la pianta ⟨ … ⟩» BŽ, ląsteliena (cellulosa) ChŽ, mediena «tessuto complesso che trasporta l’acqua in tutta la pianta, formato da cellule con pareti lignificate ⟨ … ⟩» BŽ, «parte legnosa della pianta» ChŽ, narveliena (cellulosa) ChŽ, uoliena «massa minerale naturale di composizione determinata» ChŽ, MŽ. Derivativamente diverso è il nome della carne skeriena SŽ, che deriva da un verbo. I derivati formati con il suffisso -ena sono denominazioni di pelli e pellicce. Indicano il rivestimento corporeo di vari animali, per esempio: bulena «pelle di vitello o di giovenca» ChŽ, karvena ChŽ, pūkена «pellicce di animali da pelliccia» ChŽ. I derivati con i suffissi -ienojai e -ojai fungono da denominazioni dei fusti delle piante, per esempio: bulvienojai «fusti di patata» BŽ, uogienojai «fusti di piante da bacca (per esempio, mirtilli rossi, mirtilli neri e mirtilli palustri)» BŽ; apynojai «fusti di luppolo» BŽ. Con il suffisso -ybė si formano denominazioni di parole ed espressioni. La parola base indica in genere la provenienza della particolarità linguistica denominata, per esempio: svetimybė LŽ, tarmybė LŽ, žargonybė LŽ. CONCLUSIONI 1. Nella formazione dei sostantivi che costituiscono termini lituani monolessematici, il ruolo più importante spetta alla derivazione dei termini mediante suffissi. Più di due terzi di tutti i derivati presenti nei dizionari terminologici di diritto, geologia e geografia fisica, fisica, sport, bonifica, chimica, tessile, letteratura, botanica, economia e tecnica di calcolo sono formati con suffissi. 2. I termini con suffissi sono derivati più spesso da verbi. Dai nomi (qui sono inclusi anche participi, pronomi e avverbi) è derivato meno di un terzo dei termini esaminati nel lavoro. 3. Una caratteristica tipica della terminologia è l’abbondanza di astratti. I nomi d’azione costituiscono da soli più della metà di tutti i derivati suffissali. Il secondo gruppo per abbondanza di derivati è quello dei nomi di qualità (un sesto di tutti i derivati suffissali). Nel complesso, gli astratti verbali e nominali sono 2,24 volte più numerosi dei derivati di tutti i restanti gruppi di formazione. I gruppi di formazione, in ordine di numero di derivati, sono i seguenti: 1. nomi d’azione — 2592 2. nomi di qualità — 834 3. nomi di portatori di qualità nominali e nomi professionali di persone — 323 4. nomi di strumenti — 299 53 5. diminutivi — 256 6. denominazioni di agenti e di portatori di una caratteristica verbale — 248 7. denominazioni del risultato dell’azione — 224 8. denominazioni di luoghi: denominali, deverbali — 99 — 36 9. denominazioni collettive — 27 10. denominazioni in base all’origine e all’appartenenza — 16 11. denominazioni di festività e riti — 1 totale —4955 4. Tutti i termini derivati con suffissi appartengono a 245 tipi di formazione delle parole; tuttavia, soltanto 33 tipi di formazione terminologica contano più di 10 derivati ciascuno. Si tratta dei tipi più produttivi e propri della formazione dei sostantivi nella lingua letteraria, per esempio, quelli delle denominazioni di azioni -imas / -ymas, -tis, -yba, delle denominazioni di proprietà -umas, -ybė, -ystė, delle denominazioni di portatori di proprietà nominali e di persone che esercitano una professione -ininkas, -ė, -inis, -ė, delle denominazioni di agenti e di portatori di una caratteristica verbale -tojas, -a, -ėjas, -a, -tinis, -ė, delle denominazioni del risultato dell’azione -inys, -alas, -muo, delle denominazioni di strumenti -tuvas, -iklis, -tukas, dei diminutivi -elis, -ė / -ėlis, -ė, delle denominazioni di luoghi -ynas, -uma, -inė, -ykla, delle denominazioni collettive -ija, ecc. A questi tipi più frequenti appartengono 4415 derivati, ossia il 89,1% di tutte le formazioni esaminate. Le suffissazioni per le denominazioni di azioni -imas e -ymas si distinguono per l’eccezionale abbondanza di derivati: con esse è stato formato quasi la metà di tutti i termini esaminati (48,6%). Il secondo tipo per numero di derivati è quello delle denominazioni di proprietà -umas (14% dei derivati). Seguono i suffissi dei diminutivi -elis, -ė, -ėlis, -ė (210 derivati in tutto), i suffissi delle denominazioni di agenti e di portatori di una caratteristica verbale -tojas, -a e -ėjas, -a (148 derivati), il suffisso delle denominazioni di portatori di proprietà nominali e di persone che esercitano una professione -ininkas, -ė (129 derivati), il suffisso delle denominazioni di strumenti -tuvas (119 derivati), il suffisso delle denominazioni del risultato dell’azione -inys (77 derivati), il suffisso delle denominazioni di portatori di proprietà nominali -inis, -ė (73 derivati), il suffisso delle denominazioni di proprietà -ystė (61 derivati) e il suffisso delle denominazioni di strumenti -iklis (54 derivati). Con questi suffissi (ciascuno dei quali conta almeno 50 derivati) è stato formato il 17,6% di tutti i derivati esaminati. 20 tipi suffissali contano da 11 a 50 derivati, mentre 212 tipi di formazione non ne contano più di 10. Ciò dimostra che la formazione della maggior parte dei termini è caratterizzata da uniformità. Nella lingua letteraria i tipi suffissali produttivi di formazione dei sostantivi sono più numerosi. Inoltre, in più di un gruppo si distinguono maggiormente proprio i tipi produttivi con 1–2 termini. 5. Nella terminologia si evitano quei tipi di formazione delle parole della lingua letteraria caratterizzati da sfumature di significato emotive ed espressive. Per esempio, nella lingua letteraria i diminutivi sono di gran lunga la categoria più numerosa tra i sostantivi suffissati, mentre nella terminologia costituiscono soltanto un gruppo di dimensioni medie, perché qui sono usati esclusivamente con valore diminutivo e specializzato. Sono pressoché assenti dalla terminologia i numerosi tipi di formazione della lingua letteraria che designano portatori di una caratteristica verbale e i cui derivati indicano persone con una sfumatura di significato spregiativa. 6. La formazione dei termini presenta anche altre peculiarità caratteristiche, per esempio: a) la specializzazione dei tipi di formazione (insufficiente nella terminologia lituana), b) l’ampliamento dei confini formativi di singoli tipi rispetto alla lingua letteraria, c) una maggiore abbondanza rispetto a quella generale li- 54 l’uso di parole con una base scomponibile derivazionalmente nel linguaggio letterario, d) la grande abbondanza di ibridi in determinati tipi derivazionali (con basi lessicali internazionali), e) una diffusione delle formazioni modellate superiore a quella riscontrabile nel linguaggio letterario in generale. 7. La maggior parte dei termini sono formazioni corrette. Le forme malriuscite che si incontrano sono per lo più calchi morfemici acritici da altre lingue. I termini difettosi dipendono più spesso dalla scelta di una parola base inadeguata e, più raramente, dall’uso maldestro dei suffissi. Abbreviazioni ATŽ — A. Jurevičius, A. Čižas, Aiškinamasis tekstilės terminų žodynas, I, Vilnius, 1962. BŽ — Botanikos terminų žodynas, sudarė Botanikos žodyno komisija, redagavo prof. dr. J. Dagys (vyr. redaktorius), biol. m. k. A. Lekavičius ir j. m. b. V. Mališauskienė, Vilnius, 1965. ChŽ — K. Daukšas, Chemijos žodynas, Vilnius, 1960. DŽ — Dabartinės lietuvių kalbos žodynas, II papildytas leidimas, redakcinė kolegija: J. Kruopas (atsak. redaktorius), A. Lyberis, D. Lukšys, J. Paulauskas, J. Senkus, K. Ulvydas, Vilnius, 1972. EŽ — Rusiškai lietuviškas ekonomikos terminų žodynas, redakcinė kolegija: Lietuvos TSR MA akademikas K. Meškauskas (ats. red.), A. Poviliūnas, V. Puronas, A. Skupeika, Vilnius, 1966. FŽ — Fizikos terminų žodynas, redaktorius Lietuvos TSR MA akad. P. Brazdžiūnas, Vilnius, 1958. GŽ — V. Gudelis, Geologijos ir fizinės geografijos terminų žodynas, Vilnius, 1956. LŽ — Literatūros terminų žodynas (sudarė J. Petronis, V. Vanagas, A. Zalatorius), Vilnius, 1962. MŽ — J. Čeičys, Melioracijos terminų žodynas, Vilnius, 1960. STŽ — V. Kairys, A. Kaminskas, Z. Kudirka, R. Kundrotienė, M. Lipšicas, A. Mačernius, J. Norkus, J. Riaubūnas, J. Stanaitytis, B. Stulpinas, A. Šliavas, Rusų–lietuvių–anglų kalbų skaičiavimo technikos terminų žodynas, Vilnius, 1971. SŽ — Sportinių terminų žodynas (redakcinė kolegija: Z. Gobikas, V. Kazlauskas, TSRS nusipelnęs sporto meistras J. Lagunavičius, ped. m. kand. P. Normantas, biol. m. kand. V. Petkus, P. Rimša, V. Steponaitis (atsak. sudarytojas), Vilnius, 1959. TŽ — Teisinių terminų žodynas, sudarė A. Žiurlys, redakcinė kolegija: Lietuvos TSR MA narys-koresp. J. Bulavas, prof. K. Jablonskis (atsak. redaktorius), Lietuvos TSR MA tikrasis narys J. Žiugžda, A. Žiurlys, Vilnius, 1954. С. КЕЙНИС FORMAZIONE SUFFISSALE DEI TERMINI LITUANI Riassunto Il lavoro esamina la formazione suffissale dei termini lituani monolessematici, costituiti da sostantivi, sulla base di materiali tratti dalla terminologia della fisica, della chimica, della geologia e della geografia fisica, della botanica, della bonifica, del tessile, dell'informatica e della tecnica, del diritto, degli studi letterari, dell'economia e dello sport, ricavati dai dizionari terminologici pubblicati nella Lituania sovietica. La formazione terminologica suffissale è il mezzo più importante per arricchire la terminologia: più di due terzi di tutte le formazioni sono ottenuti con suffissi. L'oggetto del la- 55 voro è costituito da 4955 derivati suffissali, la maggior parte dei quali (più di due terzi) è formata da verbi. Sulla base del significato derivazionale e della natura delle parole di base, si distinguono le seguenti classi di derivati: a) deverbali – nomi di azioni, nomi di strumenti d'azione, nomi di agenti e di portatori di una proprietà verbale, nomi del risultato dell'azione, nomi di luogo; b) denominali – nomi di proprietà nominali, nomi di portatori di proprietà nominali e di persone per professione, diminutivi, nomi di luogo, nomi collettivi e nomi secondo la provenienza e l'appartenenza. In ciascuna classe sono esaminati i tipi di formazione dei termini (245 in tutto). La formazione terminologica è caratterizzata da: 1) ampia diffusione di derivati dal significato astratto (oltre la metà di tutti i derivati esaminati sono nomi di azioni, un sesto di tutti i derivati sono nomi di proprietà nominali); 2) netta prevalenza, quanto a produttività, di 1–2 tipi di formazione in ciascuna classe; 3) uso limitato, rispetto alla lingua letteraria, di tipi con significati emotivi ed espressivi; 4) specializzazione (insufficiente) e unificazione dei mezzi di formazione delle parole; 5) ampliamento delle possibilità derivazionali di alcuni tipi produttivi; 6) ampio ricorso a parole di base internazionali; 7) diffusione più ampia dei calchi rispetto alla lingua letteraria comune. L'irregolarità nella formazione dei termini deriva più spesso dal calco morfema per morfema.