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E. Setelos laiškas J. Endzelynui

N. Čepienė

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LETTERA DI E. SETELA A J. ENDZELYNYUI A cura di N. Čepienė Nel fondo manoscritti dell’Istituto di lingua e letteratura lituana dell’Accademia delle Scienze della LTSR, nel fondo K. Būga (segnatura F 7—35), si conserva una lettera del linguista finlandese E. Setela (E. N. Setälä, 1864—1935). A giudicare dal contenuto, è indirizzata non a K. Būga, bensì probabilmente al linguista lettone J. Endzelynas. È possibile pensarlo perché E. Setela comunica al destinatario che avrebbe inviato quanto prima in tipografia la recensione da lui scritta sul lavoro di K. Būga. Sappiamo che J. Endzelynas pubblicò la recensione degli «Studi aistici» di K. Būga nella rivista finlandese «Anzeiger der Finnisch-ugrischen Forschungen». Helsingfors, 2. 1. 10. Stimato collega, Devo vergognarmi davvero di non averle espresso prima i miei più sentiti ringraziamenti per la sua recensione sul lavoro di Būga. Ultimamente sono stato molto impegnato e ho anche viaggiato parecchio; prima del nostro Natale sono stato nuovamente malato. Anche i fascicoli delle Finnisch-ugrischen Forschungen sono usciti in ritardo per varie circostanze. In ogni caso, in questi giorni invierò la sua recensione alla tipografia. Vorrei però conoscere il titolo lituano del libro, nonché alcune altre informazioni (editore, formato, estensione, prezzo), e perciò le chiedo di compilare il foglietto allegato. Desidera forse rivedere personalmente le bozze? Il lavoro di Būga è reperibile in libreria? Il lavoro mi interessa molto, a giudicare dalla sua relazione. Spero che anche in futuro ci fornirà comunicazioni sulla Fennica nell’area baltica. L’inizio, certo, da parte nostra non è stato molto incoraggiante, ma confidiamo di riuscire presto a metterci al passo con la nostra rivista. Mi chiede se, a mio avviso, sia da considerarsi in qualche modo plausibile la tesi di Jaunis-Buga secondo cui i prestiti baltici in finlandese presenterebbero tracce di un doppio accento. Per quanto posso giudicare dalla sua relazione, le ipotesi di Jaunis-Buga meritano senz’altro attenzione e un esame più approfondito; tuttavia, accanto a ciò che è interessante, sembra esserci sempre qualcosa che non regge. Non esiste quasi alcun esempio sicuro del fatto che b, d, g siano diventate in finlandese pp, tt, kk. L’autore cita takkiainen, «bardana», ma la parola è normalmente takkiainen e la sua kk geminata, laddove compare, 52 da attribuire all’influsso di altre parole; allo stesso modo, il finn. metti(a'i)nen «colomba selvatica» difficilmente è un prestito lituano: la parola corrispondente ricorre anche in mordvino e presuppone una ě originariamente in posizione interna. Non oso decidere come stiano le cose per le parole con p, t, k lituane (finn. pp, tt, kk oppure, più comunemente, p, t, k); gli esempi sono piuttosto pochi, se si eliminano quelli con b, d, g (il finn. luokka probabilmente non è <il lettone lūks, bensì il russo лукъ; il finn. mänttä «frullino» non esiste, la parola è mäntä) e non concordano tutti con l’ipotesi dell’autore. AugurandoLe un felice Natale e un buon e felice anno nuovo, sono Suo devotissimo Emil Setälä Helsinki, [19]10.I.2: Stimato Collega, Mi vergogno davvero di non averLe espresso prima la mia sincera gratitudine per la recensione del lavoro di Būga. Ultimamente sono stato molto occupato e ho anche viaggiato parecchio; poco prima del nostro Natale mi sono ammalato di nuovo. Anche i fascicoli delle Ricerche finnico-ugriche sono usciti in ritardo per varie circostanze. Tuttavia, nei prossimi giorni invierò la Sua recensione alla tipografia. Mi piacerebbe però conoscere il titolo lituano del libro, nonché alcuni altri dati (editore, formato, estensione, prezzo); Le chiedo pertanto di compilare il foglio allegato. Immagino che vorrà occuparsi personalmente della correzione delle bozze? È possibile acquistare il lavoro di Būga in libreria? A giudicare dalla Sua relazione, il lavoro mi interessa molto. Spero che anche in futuro ci terrà informati sulla fennica nell’ambito baltico. L’inizio, naturalmente, da parte nostra non è stato molto incoraggiante, ma siamo certi che presto, con la nostra rivista, potremo essere à jour. Lei mi chiede se, a mio parere, sia plausibile l’opinione di Jaunius—Būga secondo cui i prestiti baltici in finnico mostrerebbero tracce di un accento duplice. Per quanto posso giudicare dalla Sua relazione, le ipotesi di Jaunius—Būga meritano in generale attenzione e uno studio più approfondito, ma sembra che, accanto a ciò che è interessante, ci sia sempre anche qualcosa di infondato. Difficilmente esiste un solo esempio certo del passaggio di b, d, g finniche a pp, tt, kk. L’autore chiama vainašė takkainen, ma questa parola si chiama normalmente takkiainen e la sua kk geminata, quando compare, è probabilmente dovuta all’influsso di altre parole; allo stesso modo, il finn. metti(ái)nen «colomba selvatica» difficilmente è un prestito lituano; la parola corrispondente si trova anche in mordvino e presuppone una ě originariamente in posizione interna. Non oso decidere come stiano le cose per le parole con p, t, k lituane (finn. pp, tt, kk oppure, più comunemente, p, t, k); gli esempi sono troppo pochi, se si eliminano quelli con b, d, g (il finn. luokka probabilmente non è <il lettone lūks, bensì deriva dal russo лукъ; il finn. mänttä «frullino» non esiste, la parola si pronuncia mäntä), e tutto ciò non concorda con l’ipotesi dell’autore. Le auguro un felice Natale e un buon e felice anno nuovo. Suo devoto Emilis Setela Tradotto da N. Čepienė 53