scieee AI-readable full text Open interactive document viewer

Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia)

Janina Švambarytė-Valužienė

Full text

JINA ŠVABARYTĖ-VALUŽIENĖ Istituto di lingua lituana Ambiti di ricerca: analisi dei dialetti nelle fonti scritte, lessicografia e lessicologia dialettale, sociolinguistica, sintassi. DOI CARATTERISTICHE FONETICHE E MORFOLOGICHE DEL DIALETTO LOCALE DI ŽAGARĖ (FINE DEL XX SECOLO – INIZIO DEL XXI SECOLO) Peculiarità fonetiche e morfologiche del dialetto locale di Žagarė (fine del XXth secolo – inizio del XXIst secolo) ABSTRACT L’autrice prosegue la ricerca (la descrizione) dei dialetti di Joniškis appartenenti ai dialetti dell’altopiano occidentale di Šiauliai. L’articolo esamina le caratteristiche fonetiche e morfologiche del dialetto locale di Žagarė, l’ultimo dei dialetti di Joniškis descritti, rispecchiate nelle registrazioni sul campo effettuate tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo (dal 199 al 2003). Descrive i fenomeni fonetici e morfologici osservati nel dialetto locale di Žagarė, discute le tendenze accentuative e presenta una descrizione esplorativa delle peculiarità lessicali. PAROLE CHIAVE: dialetti dell’altopiano occidentale di Šiauliai, dialetto locale di Žagarė, caratteristiche fonetiche del dialetto locale di Žagarė, espressione morfologica e peculiarità lessicali del dialetto locale di Žagarė. ANNOTAZIONE L’autrice prosegue lo studio (la descrizione) dei dialetti locali di Joniškis, appartenenti al sottodialetto dell’altopiano occidentale di Šiauliai. L’articolo esamina le peculiarità fonetiche e morfologiche del dialetto locale di Žagarė, l’ultimo dialetto locale di Joniškis preso in esame Straipsniai / Articles 109 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ nell’analisi, che si riflettono nelle registrazioni dialettali realizzate alla fine del XXth secolo e all’inizio del XXIst secolo (dal 1999 al 2003). L’articolo descrive i fenomeni fonetici e morfologici individuati nel dialetto locale di Žagarė, le tendenze accentuative incerte e offre una descrizione preliminare delle peculiarità lessicali. PAROLE CHIAVE: sottodialetto dell’altopiano occidentale di Šiauliai, dialetto locale di Žagarė, peculiarità fonetiche del dialetto locale di Žagarė, espressione morfologica e peculiarità lessicali del dialetto locale di Žagarė. INTRODUZIONE L’autrice ha determinato i confini del dialetto locale di Žagarė, ma non ne ha discusso i fenomeni linguistici1. La linguista Aušra Kikutytė ha pubblicato uno studio sui fenomeni fonetici e morfologici del dialetto locale di Skaistgirys, affine a quello di Žagarė2. Singole peculiarità fonetiche e morfologiche del dialetto locale di Žagarė sono state esaminate dai dialettologi Aldona Jonaite, Aleksas Girdenis, Genovaitė Kačiūskienė e Juozas Pabrėža3. Sulla base delle considerazioni espresse negli studi dialettologici e delle osservazioni dell’autrice, maturate ascoltando le registrazioni, si intende fornire un quadro, per quanto possibile, complessivo del dialetto locale di Žagarė e delineare le direttrici per ulteriori ricerche. Il materiale dell’articolo consiste nelle registrazioni del dialetto locale di Žagarė conservate nell’Archivio dei dialetti dell’Istituto di lingua lituana4. Le registrazioni dialettali esaminate coprono il periodo compreso tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI (1998–2003)5. Sono stati intervistati informatori della generazione più anziana, nati tra il 1901 e il 1936. Sono state registrate 16 cassette di materiale dialettale, per un totale di circa 140 ore di testo. Le registrazioni sono state effettuate con informatori diversi e in situazioni di rilevazione dialettale di varia 1 Cfr. Švambarė 2018: 135–148. 2 Cfr. Kikutytė 2015: 150–173. 3 L’autrice tiene conto delle peculiarità del dialetto locale di Žagarė messe in luce negli studi di A. Kikutytė e di altri dialettologi; si attiene alla struttura degli articoli pubblicati sui dialetti locali di Joniškis e Skaistgirys; cita (anziché parafrasare) le osservazioni dei ricercatori, così da poter corroborare o esprimere i propri dubbi sulle affermazioni formulate negli studi scientifici. L’autrice non ha selezionato appositamente esempi dai testi del dialetto locale di Žagarė per illustrare le affermazioni, ma ha discusso tutti i casi di realizzazione fonetica, accentuativa e morfologica del dialetto locale, anche quelli non sistematici. 4 Il materiale di ricerca è descritto più dettagliatamente in un articolo dell’autrice del 2018. 5 Nell’Archivio dei dialetti dell’Istituto di lingua lituana sono conservate anche registrazioni di anni successivi, per esempio quelle realizzate nel 2011–2013, ma l’autrice dell’articolo non le utilizza per un motivo: l’età degli informatori. La generazione più anziana rispecchia al meglio il dialetto tradizionale e la maggior parte delle registrazioni dialettali di informatori appartenenti a tale generazione è stata realizzata negli anni indicati. 110 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) scolari, studenti e dottorandi con esperienza nella registrazione della lingua6. I temi affrontati dai rispondenti si possono suddividere in cinque gruppi: a) la storia di Žagarė e la sua interpretazione (leggende sull’origine del nome Žagarė; sui semigalli e i loro principi; sulla tenuta dei Naryškin e sui suoi guardaboschi (forestali)); b) l’industria e l’attività delle imprese industriali (sul caseificio e sulla fabbrica di bottoni attivi a Žagarė; sul commercio che vi si svolgeva e sulla via commerciale per Riga; sul contrabbando fiorente nella zona di confine; sugli artigiani stabilitisi a Žagarė, ecc.); c) la religione e i santi (sulla convivenza tra persone appartenenti a diverse confessioni religiose; sulle chiese della Vecchia e della Nuova Žagarė; su Barbora Umiastauskaitė); d) la scienza e la cultura scritta (sulle lingue, la cultura scritta e i libri); e) le attività quotidiane (sulle varie attività quotidiane, per esempio: la preparazione del pane, la cura degli orti, l’educazione dei figli, ecc.; sulle diverse festività, per esempio: matrimoni, funerali, feste patronali, ecc.). Perché è così importante mettere in evidenza i temi? Lo si fa perché ogni opera o testo è una creazione della mente, intimamente legata all’esperienza di vita, che conduce all’uomo e alla creatività7. La professionalità di chi registra (la capacità di non incalzare con le domande e di intervenire il meno possibile) consente ai dettagli della vita di emergere, rivelando la personalità del rispondente (orientamenti valoriali, percezione storica del tempo vissuto, criteri di valutazione e loro evoluzione, poetica creativa della vita quotidiana). Nel raccontare, il rispondente crea (non soltanto ricostruisce, ma anche rielabora, aggiunge e inventa). Dal racconto riaffiora allora la varietà delle espressioni linguistiche (suoni e forme) (l’immagine della parola, riflessa nel microcontesto). Le registrazioni della parlata di Žagarė sono molto eterogenee: in alcune è stata registrata una narrazione continua, in altre si susseguono molte domande diverse poste da chi registra, che turbano la serenità e impediscono al rispondente di raccontare liberamente (di creare un testo), limitandolo a risposte di poche frasi. Perciò, a sostegno delle tesi dell’articolo, vengono forniti esempi eterogenei (da una a diverse parole isolate o parole inserite in frasi). 6 Nel 1998 A. Kaikartė intervistò un uomo (n. 1928) e una donna (n. 1928), mentre le studentesse di studi lituani S. Mickutė e S. Raicevičiūtė intervistarono un uomo (n. 1930) e due donne (n. 1914 e 1936). Nel 1999 furono registrati i testi di sedici rispondenti (n. 1901, 1902, 1909, 1911, 1912, 1914, 1915, 1918, 1920, 1921, 1923, 1926, 1927, 1928, 1929, 1934) e di un rispondente (n. 1924); le registrazioni furono realizzate da A. Laurikė, B. Balutė, R. Vidmantaitė, J. Norkienė e S. Raicevičiūtė. Nel 2003 gli studenti del ginnasio «Aušra» di Joniškis trascrissero i racconti di rispondenti nati nel 1923 e nel 1925. 7 Apie tai plačiau žr. Daujotė 1998: 69, 269. Straipsniai / Articles 111 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ L’obiettivo dell’articolo è descrivere le caratteristiche accentuali, fonetiche, morfologiche e lessicali osservate nel dialetto di Žagarė8. Per raggiungere tale obiettivo sono stati fissati i seguenti compiti: a) trascrivere le registrazioni dialettali della spedizione a Žagarė e raccogliere materiale; b) descrivere le caratteristiche dialettali osservate e confrontarle (ove e nella misura in cui possibile) con quelle di altri dialetti di Joniškis (Skaistgiris, Joniškis) o di dialetti affini (samogiti, settentrionali di Panevėžys); c) presentare le tracce del contatto linguistico (lettone e lituano) nel dialetto di Žagarė (per quanto osservato nelle registrazioni). Nell’articolo si applicano i metodi descrittivo e comparativo. Per alcuni fenomeni linguistici vengono formulate ipotesi, allo scopo di stimolare ulteriori ricerche sul loro sviluppo e/o cambiamento. FONETICA E ACCENTUAZIONE DEL DIALETTO DI ŽAGARĖ: SGUARDO E AFFERMAZIONI DEI RICERCATORI Accentuazione. Il dialetto di Žagarė è periferico e vi prevale il ritiro generalizzato dell’accento; secondo A. Kaikarė, «gli abitanti di Žagarė ritirano l’accento sia da una desinenza breve sia da una lunga, spostandolo su una sillaba di qualsiasi quantità» (Kaikarė 2015: 150). Si osserva la tendenza a ritirare l’accento sulla prima sillaba, per esempio: vi.rìškis (uomo); *žàgarė (Žagarė), piò.ks (ubriacone), didèsni (più grandi), sū.pi.ne (altalena), aðgal (indietro), á.t-mintis (memoria). Per effetto dei contatti con la lingua lettone, il ritiro dell’accento dovrebbe essere ancora più marcato; tuttavia, i dialettologi J. Pabrėža e A. Kaikarė affermano che nel dialetto di Žagarė l’accento non viene ritirato con la stessa frequenza che nel dialetto di Skaistgiris, dove si sposta sulla sillaba che viene accentata secondo il modello retrattivo. Il materiale dialettale delle registrazioni consente di ipotizzare che il parlato dei singoli informatori presenti qualche differenza: il sistema accentuale degli abitanti della città di Žagarė corrobora l’osservazione dei linguisti, mentre nei villaggi circostanti (verso Skaistgiris, Raistai e Juodeikiai) il ritiro dell’accento è ancora più marcato, per esempio: gerì / gẽri (Veršiai); i(ž)_žmò.nū. / i(ž)_žmò.nū; vùs (Žg) / vùs; grù.du. / gru.dù (Žvelgaičiai). Secondo i linguisti citati, nel dialetto di Žagarė l’accento viene ritirato particolarmente spesso dalla sillaba finale delle forme verbali, dei participi, dei gerundi e dei participi presenti, spostandolo sui prefissi (Pabrėža 1998a: 782; Kaikarė 2015: 152). Questa osservazione è confermata anche da esempi del dialetto di Žagarė, cfr.: nežinau, užtenk, pasirink žagarų, vál(d)iojei pašikriti (Žg). Se il verbo ha due o più prefissi, osserva A. Kaikarė, viene accentato il prefisso che precede la radice, oppure la sillaba della parola che, 8A causa dell’eccessiva lunghezza di questo articolo, l’autrice sta preparando un articolo a parte sulle caratteristiche morfofonetiche, sintattiche, fraseologiche e delle espressioni fisse del dialetto di Žagarė. 112 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) che riceve l’accento nella flessione. Secondo J. Pabrėža, «l’accento prima della radice della parola potrebbe essere sorto per analogia con i verbi i cui prefissi hanno un accento morfologico regolare, per esempio: nebepakaba, nebepàmen» (Pabrėža 1998a: 782; Kaikarytė 2015: 153). È stato osservato che «nel dialetto della letteratura [...] intorno a Skais-giris (e anche a Žagarė, Gaižaičiai), come nell’area samogita limitrofa, il primo elemento dei dittonghi misti a intonazione discendente è maggiormente accentuato (LKT chr.: 63)» (Kaikarytė 2015: 156–157). Tale osservazione è corroborata anche da esempi dei testi del dialetto di Žagarė, per esempio: pė.lns, par ta. gã.ira, pamĩ.klas9. A proposito della complessità dell’accentuazione, A. Kaikarytė ha scritto: «L’accentazione del dialetto di Skaistgiris è particolarmente mista: vi si intrecciano le caratteristiche del ritiro generalizzato dell’accento cosiddetto orientale e quelle samogite. L’accento discendente nei dittonghi misti è concentrato in modo non uniforme: sia sul primo elemento, come nel dialetto di Žagarė, sia sul secondo, come nel dialetto di Joniškis» (Kaikarytė 2015: 170–171). Lo dimostrerebbe anche un esempio di Žagarė: nu_tai_tėn [šo-kuose] ka pri-eidava / vīsa *žagare būdava (Žg). Tuttavia, si può avanzare l’ipotesi che nei dittonghi l’accento discendente si distribuisca su entrambi gli elementi, per esempio: bã.isei, gã.ira, krã.uje, nukū.lst, skã.lbes, suĩ.rče. (Versiai, Žg). È dunque difficile descrivere l’accentuazione degli informatori che parlano il dialetto di Žagarė. Va ricordato che ancora oggi essa è influenzata non solo dai contatti linguistici, ma anche da due standard linguistici: la radio e la televisione lettoni e lituane. Fonetica. Le caratteristiche più importanti, in particolare quelle fonetiche, individuate dai dialettologi sono la conservazione dei dittonghi misti integri an, am, en, em, delle vocali nasali ą, ę e la velarizzazione di l davanti alle vocali di tipo e, ė, ei, ę. Nei testi del dialetto di Žagarė tali caratteristiche sono presenti: sami.dau, tām sklēpē jām, samdīt, su.nam, izgādina ta.cansā.mbl.; žēmgalu, rand, ūland, isigāda labai, i.vairū. gandū, tēn, uždēgdavau, šventes ruōdau, rajona centrās; sod.bētas (Žg, Versiai, Žvelgaičiai, Žiūriai). I dialettologi J. Pabrėža e A. Kaikarytė hanno osservato che nei dintorni di Žagarė «i gruppi le, le, lę, lei vengono velarizzati piuttosto regolarmente nelle desinenze atone o in quelle da cui è stato ritirato l’accento, soprattutto nelle parole e nelle forme derivate dal verbo leisti» (Pabrėža 1998a: 786; Kaikarytė 2015: 163). Come hanno osservato 9 Tradizionalmente, nei testi dialettali di Žagarė pubblicati dal 1970, nei dittonghi e nei gruppi vocalici a intonazione discendente è indicato con un segno d’accento (circonflesso o acuto) soltanto il primo elemento, cfr.: lāka, nusiāndas (Lkt 1970: 149); vā.ika, kė.lmai (Lk tch 2004: 68–69). Negli esempi della descrizione del dialetto di Skaistgiris sono usati entrambi i segni accentuali, cfr.: bā.isei, plē.nta, septīnta (Kaikarytė 2015: 151–152). Durante la trascrizione dei testi, l’autrice ha osservato che il primo elemento dei dittonghi e dei gruppi vocalici è più prominente, ma anche il secondo porta l’accento. Pertanto, negli esempi, l’elemento dei dittonghi e dei gruppi vocalici accentati con intonazione discendente è segnato come semilungo e con un accento circonflesso. Anche il secondo elemento è segnato con un accento circonflesso, ma non è indicato come semilungo. Straipsniai / Articles 113 J A N I N A Š V A M B A R Y T Ė - V A L U Ž I E N Ė A. Kaikarytė, nella parlata di Žagarė, si palatalizza soltanto il nesso le, soltanto esso, come anche nella parlata di Skaistgiris- giričių, žodžio viduryje nekietinamas (Kaikarytė 2010: 12; 2015: 164)10. Sembra che le affermazioni dei linguisti siano eccessivamente categoriche. La tendenza a palatalizzare il nesso del gruppo le nelle desinenze è certamente più frequente, cfr.: dabar nelōrȧčie nūšlȧve tuōs / rė.iše / visā(s) soi.bėlas (Žg); gatvēla tōi šēura / su_arkleis važiuodava / pri-pūstīdava (Žg); di.rbau / kaūtā(s) šērau / ka.rves mi.žau (Daukšiai); pasūdava kelinėlas (Žiūrai); aš tōi mergelėta ar būvau (Žg); palika ar tei(p)_pat_va našla (Žg); ātnešu duonas rieklą. (Žg). In casi isolati / la palatalizzazione avviene anche nella radice della parola, cfr.: palāstuvai (Žg); an_toke taŋkė i.šlanke srūogas (Žg). A. Kaikarytė, che ha descritto la parlata di Skaistgiris, ha menzionato anche alcune caratteristiche della parlata di Žagarė, riconducibili anche a quelle della parlata di Joniškis (Kaikarytė 2010; 2015). Anzitutto va ricordata la riduzione delle desinenze tipica dei žemaičiai: «Gli abitanti di Žagarė non pronunciano le vocali brevi prelinguistiche nelle desinenze dei casi e delle persone che non sono mai accentate, salvo quando, cadendo la vocale, si forma un gruppo consonantico difficile da pronunciare» (Kaikarytė 2015: 150). L’affermazione è confermata da quanto si sente nelle registrazioni: kāms, brāvas, viens, vē.lns e simili. Secondo la linguista, «al posto delle vocali prelinguistiche lunghe *-a, *-as, *-e, *-es, gli abitanti di Žagarė hanno vocali brevi [-a], [-as], [-e], [-es] nelle desinenze non accentate» (Kaikarytė 2015: 150). I linguisti menzionati hanno osservato che le vocali accentate degli accenti principali a, e non si allungano, ma sono pronunciate brevi, cfr. nella parlata di Žagarė: vėšt, uždėt, an, brāsta, mā-na. La brevità potrebbe essere sorta qui a causa dei contatti linguistici; si ritiene che sia dovuta all’influenza del lettone (Pabrėža 1998a: 783; Kaikarytė 2015: 157). Le vocali i, u si allungano fino a diventare semilunghe. J. Pabrėža ha osservato che, nella parlata di Žagarė, in questa posizione le i, u «per la loro qualità ricordano più le semilunghe orientali che le brevi sudoccidentali» (Pabrėža 1998a: 784; Kaikarytė 2015: 158). Anche questa affermazione va precisata, poiché gli informatori tendono ad allungare appena le vocali menzionate soltanto nei dittonghi misti e nei dittonghi discendenti (ad es.: nebedī.rp̄t, ši.ma, bū.keri., ižd.rava). Negli altri casi, la pronuncia delle vocali brevi i, u varia: possono allungarsi (ad es.: netū.r; virš_tri.zdėsim mėtų.; pasku.nėis) oppure no (cfr.: mišus [dopo aver compiuto trent’anni]; pinigus; pri_rūsū; medines (medines); mišk; palāstuvai; palika [divenne]; apatini aukštai; rūdė). Gli abitanti di Žagarė cambiano e in a nella radice del verbo ei, perciò dicono ain. Nei casi in cui il verbo è usato con un prefisso nu-, su- terminante in vocale, la v viene omessa, ad es.: nuvēin (Žg); o_daba ta_mām(a) an_to_duonas kvepēi-ma nuvēin (Žiūrai); dāb jau_nuvē.inam an(t)_to_sūarta lā.ika (Žiūrai); i_grī-bas māmē nuvė.dava (Žvelgaičiai); kaiminai suēin ten / gimines [per le commemorazioni] suvažiūo (Žg); dāb viens pas_ki.ta. nė / [in passato] sueidava / pavakarōj (Žg). 10 Apie junginio le kietinimą tarmėse plačiau žr.: Kardelis 2002: 107–114; 2002: 215–222; 2008: 485–494. 114 A c t a L i n g u i s t i c a L i t h u a n i c a L X X Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) Con il termine in pronunciato come nasale, la parola è lunga, cfr.: ta(i)_jū [delle pecore] vī.na ir ī.lga (Versiai); i_ta_kā.rtis ī.lga / prikiši nagus į_supas (Žg). Nei gruppi consonantici rz, lt si inserisce una a o una e, cfr.: ū.dava tokes karaj-kas keturampukės / jā (Versiai); i_*_rīga. nuvažiuos / tai_suknėlė. nupī.rus / tai_pāleta. (Žg), analogamente a quanto attestano il «katonas» di M. Slančiauskas, registrato già in SŽ, e il «kazalėkas» in Kr޹¹. Nella parola gelžis, «pozzo», e nei suoi derivati, si elimina la vocale e oppure i, cfr.: prikā.l-dava tokus ge.žius su_ski.lėm pri_tu_mėžu. (Versiai); par_ta_dežete. ge.žis ėie vienām galė / i_kitam (Žg); del_tō / ka_jis [la birra] pradės ge.žė smirdėt (Versiai); šu.lin as_an_to_kampa bu.va (Žg); su_gežinu [con il mestolo] negalima [mescolare la birra] / jā (Versiai). Nelle parole entrate più di recente nella parlata, le vocali possono non essere pronunciate affatto [grōdava viens kardāns ir būgnas (Versiai); vė.lėrma / bėgdavau i. kā.ima. (Žg)] oppure essere sostituite da un’altra vocale [gi.vulūku (Versiai, Žg); kā.ršt(a.) ā.kmina. ī.ded i_t(a)_ālu. (Versiai); būva acīradu(s) ski.lute. tokī / tai_vā.rai / sūka / mėz-dava(a) akmūna. i.ta_ski.lute. / tē(n) nužange.dava kas_tai (Versiai)]. Gli abitanti di Žagarė pronunciano il nesso, come i žemaičiai, come il dittongo uo nella parola apvalus, cfr. dilginėle / tokiėlaip apulū.s (Žg). Dai testi folclorici trascritti da M. Slančiauskas è noto anche il dittongo in, tuttora pronunciato al posto della vocale lunga į nella parola knyga, cfr. tikā.jeu knī.gas nusipīrkt reikēje (Žg)¹². La pronuncia «storta» è una caratteristica evidente non solo della parlata di Skaistgiris, ma anche della vicina parlata di Žagarė. Della pronuncia «storta» nelle zone di Skaistgiris e Žagarė hanno scritto i dialettologi A. Jonaitė, Zigmas Zinkevičius, A. Girdenis e J. Pabrėža (Jonaitė 1960: 79–86; Zinkevičius 1966: 148; Girdenis, Pabrėža 1978 (= Girdenis 2000: 117–120); 2002: 229–232; Pabrėža 1998: 25–27; 1998a: 781–787). Per questa caratteristica, nella letteratura scientifica i parlanti di queste varietà sono detti «storti». È stata avanzata l’ipotesi che il fenomeno possa essere stato diffuso in un’area più vasta; le sue tracce sono state rilevate anche nella vicina zona della parlata di Rudiškiai (Urniežiūtė 1999: 21–23; Kairytė 2015: 159). La prima linguista a scrivere ampiamente della pronuncia «storta», A. Jonaitė, attribuì agli antichi fenomeni di questa pronuncia l’uso persistente delle consonanti s e š, z e ž, c e č, dz e dž (Jonaitė 1960: 79–86): al posto di š, ž, č, dž si pronunciano s, z, c, dz e, in casi eccezionali, al posto di s, z, c, dz si pronunciano š, ž, č, dž. Nella sua tesi «Šaknos tarme» (1962), A. Jonaitė osservò «che nei villaggi di Gražaičiai e Domeikiai, al posto delle s, š, z, ž della lingua standard, si pronunciano suoni intermedi s, š e z, ž, più vicini a š, ž che a s, z. Tuttavia, dopo aver formulato queste conclusioni, la linguista rimase dell’opinione che 11 Cfr.: SŽ 2014: 282; KrŽ (manoscritto). 12 Cfr. SŽ 2014: 305. Straipsniai / Articles 115 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ Una variante antica dello šlekavimas è quella in cui, al posto di š, ž, č, dž della lingua standard, si pronunciano s, z, c, dz» (Kaikarytė 2015: 159). Un decennio dopo, in seguito alle spedizioni del 1975 e del 1992 a Žagarė e nei suoi dintorni, A. Girdenis e J. Pabrėža iniziarono ad affermare con decisione che «in alcuni villaggi dei dintorni di Žagarė (Martyniškiai, Brūžas, Žvelgaičiai, Dilbinėliai, Veršiai, Žiūriai, Stungiai, Daukšiai) le consonanti s, z, č, dž non vengono separate, ma confluiscono in un unico suono intermedio ś, ź, ć, ǯ» (Girdenis, Pabrėža, 1978 (= Girdenis 2000: 117–120); 2002: 229–232; Pabrėža 1998: 25–27; 1998a: 781–787). Più spesso, scrive A. Kaikarytė, «confluiscono in un suono intermedio tra s e ś. Più raramente accade con z, ž, c, č e dz, dž, perché le parole con queste consonanti sono molte meno» (Kaikarytė 2015: 159). Già nel 1978 A. Girdenis e J. Pabrėža avevano constatato che lo šlekavimas nei dintorni di Žagarė era notevolmente regredito (Girdenis, Pabrėža, 1978 (= Girdenis 2000: 120); Kaikarytė 2015: 162). Secondo i linguisti, lo šlekavimas non è riconducibile alla lingua žemaitica. Poiché non si sono conservati monumenti scritti žemaitici, è difficile dimostrare che gli stessi žemaičiai non distinguessero le consonanti di tipo s da quelle di tipo š. Inoltre, non è stato dimostrato che la lingua lituana non avesse essa stessa dialetti che non distinguevano queste consonanti (Girdenis, Pabrėža 2000: 231; Garša 2005: 225). I suddetti linguisti hanno accennato al fatto che i suoni intermedi dello šlekavimas possono essere molto arcaici: «forse conservati addirittura dall’epoca in cui, al posto degli attuali š, ž, erano ancora in uso consonanti gutturali» (Girdenis, Pabrėža, 1978 (= Girdenis 2000: 119); Kaikarytė 2015: 163). Nella parlata di Žagarė persistono tuttora tracce dello šlekavimas, cfr.: až gižėus šu_višo.(m) / muš_tėlem (Žg); aški̇rai pasaki̇u̇; o_daba višas kaip į_ne_šava (Žg); anž di̇rba pri̇_stati̇bas (Žg); dȧba šȧke / nebedio(t) tu̇_šilu̇ (Žg); tas mažasis gȧl pėru̇ metu̇ / gȧl dȧ_nė (Žg); kaip apsivėžėu / pradėeu statis (Žg); kai̇pradėe vis_tȧi̇f / ir_nȧ pal̇aide (Žg); gatvȧta toki̇ šȧra / su̇_arkleis važiuoda / pripusi̇dava (Žg); ė̇ju̇ / kur brȧngėns alga. mok (Žg). Si sono riscontrate alcune parole isolate nelle quali la consonante š di tipo žvėrbis non viene affatto pronunciata, cfr.: vȧisna [vaisno] (Žg); šli̇ba [šli̇bo] (Žg). I mutamenti fonetici delle parole non devono essere determinati da un’assimilazione regressiva o progressiva, cfr.: ru̇škai (Veršiai); apsi̇plȧunu / išsi̇u̇tau čė_ta_virtuve (Žg); nu̇_iṙ_dȧugėu / kṙė̇duvom su̇_sakė / visȧ diena. kṙovėm (Žg); su̇_sude namu̇s / kitus nudėgina (Žg); netȯli pȧrkes atėje su̇_šȧutuvais i̇_nu̇vare [žydelkaitė] (Žg); išsuku̇dava tas_vi̇lnas (Žg). Si è osservato che i parlanti più anziani della parlata di Žagarė, come quelli di altri dialetti, pronunciano le consonanti ch, f, h come k, p, g, cfr.: ė̇dovom i̇_pė̇rmas (Daukšiai); tuos veršelius pȧvȧsari̇ išvȧre i̇_kitas pė̇rmas (Žg); ki̇lȯgramai bu̇dava tas mė̇ds pabė̇nas (Žg); [la tomba di Barbora di Žagarė] išniekina kaškȯke kuliganai (Žg); dȧba i̇r pu̇dė̇mentai (Žg); pi̇rkau plenė̇lus / pasidȧrė̇u pȯ.rmas / si̇udava / si̇uva(š) šleu̇stinius (Veršiai)13. 13 Apie panašius kitimus Skaistgirio šnektoje žr. Kaikarytė 2015: 164. 116 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) 1 DIAGRAMMA. Indicazioni dei mutamenti fonetici della parlata di Žagarė I parlanti di Žagarė tendono a modificare anche le consonanti o i loro nessi, per esempio: vl̥ viene pronunciato b [mana dutė / i̯ *blādas an̄ks irā mēt̄as tik jaunē̇snis (Žg)], mentre alle sibilanti šž aggiungono k [bārkšči skānē išvīrti (Žg)]. Come gli altri parlanti delle varietà di Joniškis, quelli di Žagarė tendono a omettere le consonanti finali l, n, r delle parole invariabili, per esempio: mā (man), dā (dar), vē̇ (vėl), tē̇ (ten)14. Tuttavia, un elemento impedisce di affermare che tutti gli informatori omettano regolarmente le consonanti menzionate. A causa della narrazione innaturale (le continue domande degli intervistatori e le interruzioni del racconto), l’informatore non riesce a rilassarsi e si adegua alle norme della lingua standard. Secondo A. Kaikarytė, i parlanti di Žagarė «conservano la palatalizzazione delle consonanti delle parole abbreviate in posizione finale» (Kaikarytė 2015: 164). Ciò avviene in modo molto discontinuo e si potrebbe dire che si riscontra solo nel linguaggio di alcuni informatori. Sembra che la palatalizzazione sia più frequente nella radice o all’interno della parola, cfr.: māma būva laimīga / kad anā pā.nēse vaika.ms ta.pļta. (Žūrai); [žyd] visas krātuves būva (Žg); nu kur če visi susigrāusim [vivremo tutti insieme (Žg); i̇ra i̇toki diduma žūvis / i̇toki (Veršiai); prikrāus / arba naštēle. uždēs an̄pė. / eini [su mal kom] (Žūrai); pakilōji kēpala. / ka_leṅgve.nis / išimdavom (Daukšai); išmokau i̇pjē.ut / i̇vežimus krēut (Žagarė); krāutuvė būva *juodeikos pas *arl̄auka. (Žg; [rūgius] sukrāun tokies (Žg); galėjai laisvei važiuot i. *rīga. (Žg). Le parole entrate di recente nella parlata vengono adattate anche foneticamente: grindis įdāžītas / i̇lē̇nms išklōcs (Žg); tādā dā nebūva tokū. pāmperu. (Žg); mān balsā stīgu. 14 Ibidem. Straipsniai / Articles 117 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ matarãcie būva (Žiūriai). Vi sono singole parole nelle quali t non si trasforma in č. Analogamente ai žemaičiai, nei prestiti antichi gli žagariškiai conservano la t prepalatale, cfr.: *kūtes labēu švēzdava (Žiūriai); nēkina bažnītes [al tempo dei russi] (Žiūriai). I principali mutamenti fonetici della parlata di Žagarė sono indicati nel Diagramma 1. MORFOLOGIA E FORMAZIONE DELLE PAROLE NELLA PARLATA DI ŽAGARĖ: OSSERVAZIONI E TENDENZE Le categorie della grammatica descrittiva della parlata di Žagarė sono esaminate più ampiamente in base alle parti autonome del discorso: nomi e verbi. Le parti del discorso grammaticali vengono trattate solo in parte, poiché, secondo l’autrice, per le loro caratteristiche semantiche è più opportuno descrivere le costruzioni preliminari, l’uso delle particelle e così via in un futuro articolo sulla sintassi degli žagariškiai. Il sostantivo nella parlata di Žagarė è esaminato sotto il profilo delle forme e delle categorie morfologiche, nonché della formazione delle parole. Nei dati registrati si osserva un uso relativamente più frequente dei sostantivi con tema in -i e -(i)u, per esempio: tik_rūdenis [conciava la pelle] (Žvelgaičiai); i_tadà pradē(i)e ēit juni.ms / mēškėrus usidēie ant_pėčų (Žg); jis ēdava palē pasēnu. (Žiūriai); kabinam kur i_palēpus (Žvelgaičiai); ragaĩsaus jau nēkap niēns (Žg). Sono attestate sporadicamente anche forme del tema in -(i)u dei sostantivi, cfr. *stāsus (Žg). Si è osservato che alcuni sostantivi (kinē, sēna, cukras) presentano forme con tema in -ė e in -a, cfr.: par_ta_kinēs apčē [fuggì] (Žiūriai); cūkra dēdam (Žvelgaičiai); imdav lā.ūkan tą(s)_sēmēnas (Žvelgaičiai). Particolare è la categoria del genere dei sostantivi nella parlata di Žagarė. Per esempio, per quanto si è potuto osservare, i nomi delle festività religiose sono di genere maschile: Šėtnis, Sekminis, Devintinis. Anche alcune forme di toponimi sono usate al maschile, soprattutto quelle riferite a luoghi lontani dalla Lituania (Amerikas, Argentinas), per esempio: *amērikē būva dēši(m) mētu. (Žg); brōle sū.nus parēies iš *argentina būva (Žg). È tuttora in uso la forma femminile Joniškē, poiché nel territorio di Joniškis sono molto numerosi i derivati con il suffisso -iškė, cfr.: viena. šī. tai *jōniškēi esū gulēius [in ospedale] (Žg); iš_to.s *jōniškēs parsikēlem (Žg); už *jōniškēs tē.n da_devini kilometrai (Žg); išvažēves i. *jōniškē pri daktarų (Žg)¹⁵. Come mostrano le frasi seguenti, un informatore adatta talvolta la forma del toponimo a quella della lingua standard, cfr.: i nu-ēi i. ta. *jōniškē. (Žg); nuēdavom iki *jōniškēs / nuo *jōniškēs / i. *meitēne. / i_aplinkui (Žg)¹⁶. Le forme dialettali e altre forme onomastiche, per esempio: čē 15 Cfr. Bartkutė 2008: 36; 48; 90; 128; 158; 159; 171, 224. 16 Apie vardo formų Joniškė ir Joniškė svyravimą žr. Įpt, 2001: 37. 118 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) mū:su. *švė:dlauke [forma ufficiale – Švedlukis] (Žg); iš *pakruojes [forma ufficiale – Pakruojis] ran(a) atkėlė čė (Žg); *rōkėi būva / *miknacėi / daugā *riklācėi būva [Mikniačiai, R(e)iklačiai] (Žg); daugā paz_dėde. *gražāčuos pri_vaihe. būvau du metu [forma ufficiale – Gražaičiai] (Žg). Anche il nome Ignas è usato al femminile: inėse mūmis tas *brōn(u)s su tuo *igne i. lōva. (Žg). Come hanno osservato i ricercatori delle parlate di Joniškis, le oscillazioni di genere sono ancora più evidenti nell’uso dei sostantivi comuni. Questi vengono pronunciati sia al maschile sia al femminile: alyva e alyvas, saldainis e saldainė (Išpt, 2001: 37). Nella parlata di Žagarė l’opposizione tra il femminile e il maschile dei sostantivi comuni è ancora più marcata. Così, i sostantivi brogė, pakė, gubė, gryba, sukė, pakulės sono femminili, per esempio: kas_mėta. papūždeva naujōm sukem (Žg); lėdava tu. atlėkė. / brogės tos (Žg); i. su ta broge [...] i. tuoz gi.vulus pėdėva (Žg); čė pa.kei suvažodava iš *joniškė m:šnos / kiek čė žmōnū. būva (Žg); netōli pã.rkės atėję su ša.tuvais i. nuvėre [žvėldakelė] (Žg); i. gribas mamāte nuvėdava (Žvelgačiai); pėžukus tokū(s) surišam / sustātom i. gu.bes (Žg); pakulės (Žg). I sostantivi knõpis, cukras, pagulīs, pamīkis sono maschili, per esempio: paspū.dė tokī. knōpi. / jeigu par_šlīpi. ein / pradėji(s) švėlpīt / tai_ein gārs laikā / tai_tādā jau gāl palėit visus rātus / ka_jis [dampis] pra_dėfu. šūk ta_māna. kūlėma. (Versiai); nūri labai stipras [alus] / gali čikra i.māisi(d)_dar (Daukšiai); alieu. dēd / ka_būtu. jis [sauganis] trupēnis / čikra. gali dēt_va (Versiai); sėnēi kilo.grams čikra būva lis (Žg); ale pagalve neduodava (Žg); mū.m tē.n pamīkis / reigdava parēit (Žg). Il genere scelto dalle informatrici per i sostantivi si può osservare nelle frasi in cui il sostantivo è di recente introduzione, cioè un neologismo; cfr. l’oscillazione di genere del sostantivo karjeras nel racconto di una persona: tē.n karjeras kāse / tai čė pasita.tem (Žvelgačiai); karjerus kaip iškase / mūm ju nieks nepreklausa / nebe-atmōk (Žvelgačiai). Tuttavia, gli informatori žagariškiai tendono a usare i neologismi al femminile (per esempio mopedą), cfr.: tie_vā.ikāi turēdava tokes mopedas¹⁷ (Žg). A. Kaikartė, che ha studiato le parlate di Joniškis, ha osservato una tendenza alla semplificazione della declinazione dei sostantivi¹⁸. Questi processi caratterizzano anche la parlata di Žagarė: «La tendenza a passare da tre tipi di declinazione a due è connessa con la propensione, caratteristica della maggior parte delle lingue flessive, a differenziare le classi flessive in base al genere» (Kaikartė 2010: 118). Si osserva il passaggio a forme plurali comuni del sostantivo, per esempio: 17 Se una parola presenta un accento secondario, entrambe le componenti del dittongo sono accentate con intonazione media. 18 A. Kaikartė, confrontando i paradigmi delle forme flessive della parlata di Joniškis, ha osservato che «nella parlata di Joniškis vi sono: 1) più forme dei casi sincretizzate rispetto alla lingua standard; 2) un numero minore di allomorfi dei morfemi grammaticali; 3) più forme neutre rispetto alla lingua standard; 4) una chiara tendenza a passare da tre tipi di declinazione (maschile, femminile e misto) a due tipi (maschile e femminile)» (Kaikartė 2010: 118). Straipsniai / Articles 119 JĀNINA ŠVAMBAR YTĖ-VALUŽIENĖ ... allora dovevano esserci quattro persone in macchina (Versiái); e otto persone le portavano in macchina, da quella parte (Versiái); due figli (Žg); ormai quel... nar da molto tempo... [illeggibile] / ai figli / ai generi / quasi tutti rimasero... (Žg); allora non dava lavoro... quelle persone... mangiavano [ob u lūs] (Žg); durante quelle... le persone erano [aveva dato] /... (Žg); il macchinista disse alle persone con i secchi / quelli... / che... avremmo avuto il figlio... con acqua... (Versiái); riempire d’acqua per far lavare e asciugare le persone (Versiái); lavorava con le persone anziane (Žiurai); quando era già ora di pranzo / pranzavano (Žvelgaičiai); verso sera per lo più si mangiava zuppa (Žvelgaičiai). Nella parlata di Žagarė, come anche in altri dialetti lituani, oscilla anche il numero dei sostantivi. Per esempio, l’uso delle forme plurali menzionate del sostantivo šienai, caratteristico anche dei samogiti meridionali, con il significato di «falciatura del fieno» oppure «erba tagliata», cfr.: visã pãkraštis pagal *tīrelį tė.n bũva šienai (Žg); [finché non c’era fieno, quelle mucche restavano affamate per metà dell’anno (Žg); gi.vėnz bũa gẽr igulėm / neblõz / galėi i.gi.vus laikīt / i šienus pė.út kiek nori tė.n (Žg). Gli informatori hanno usato la forma singolare del sostantivo vestuvė «nozze», cfr.: dvì savã.te(š) švėzdava vestù.ve (Versiái); aš tik_sava vestùvei [dariau alų] (Versiái). Talvolta si scelgono forme singolari dei sostantivi per esprimere una generalizzazione, cfr.: drabũžį tai reikė pįrkt / o_mãsta pas pasidárdavi (Žiurai); kitõ.niska. tã.ka. gãli dėf / tiktaĩ ne gi.vulini. tã.ka. (Versiái). Nei racconti degli informatori, forme singolari e plurali sono usate alternativamente e con una motivazione stilistica particolarmente marcata. In alcuni casi si può intravedere un significato generalizzante e un’opposizione rispetto a un’altra parola dal significato determinato, cfr. mãl- ka / ti.ęu ne_mã.lka / žãbi (Žiurai). In altri casi, si potrebbe ritenere che le parole determinate concordino tra loro, cfr. a.žvės tukai / margalinai / tãs_je nebė_i.gi.volė (Versiái). Infine, gli informatori possono esprimere una generalizzazione anche mediante forme plurali, cfr.: vienos moteriškos gi.vėnom / nebũva alù. dãroma (Versiái); vìrai devėdava liniùs / tai_tuos išviridava tuose šãrmuose (Žvelgaičiai). Nelle registrazioni si osservano l’abbreviazione del caso strumentale e il livellamento paradigmatico delle relazioni, cfr. jã / su_svi.rčė [il pozzo veniva... (Žg). Nella parlata di Žagarė, i derivati nominali con prefisso sono formati più spesso con i suffissi -atis, -ėjas, -elis, -ietis, -tojas. I derivati con il suffisso -atis (probabilmente forma abbreviata di -aitis), usati come nomi propri, designano nomi di luoghi (toponimi), cfr.: *gražũos nė. parduotùvės (Versiái); *rõ.čei bũva / *miknã- čei / daugėi *riklã.čei bũva [ufficialmente – Miknaičiai, R(e)ikliai] (Žg); daugėi paz_dėdė. *gražũos pri_vai.kų. bũvai du metų [ufficialmente – Gražičiai] (Žg). I derivati con lo stesso suffisso -atis (nomi comuni) designano una persona in base alla parentela, per esempio: mã.mė vė.rbdava tiem_ūkininkam (Žvelgaičiai); mã.mė čė su_sėse gi.vė- na (Žg); tai_da_mã.mė mė.nesi. gi.vėna (Žg); mã.mė pali.dėję (Žvelgaičiai). 120 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) È possibile individuare un valore diminutivo-affettivo nei derivati suffissali menzionati, espresso da numerosi derivati con altri suffissi, come -ėlis, -ičkas, -(i)ukas, -utis. Il significato del sostantivo suffissato emerge dal microcontesto, cioè dalla frase. Gli informatori scelgono il suffisso -ėlis per descrivere un’immagine di forte impatto emotivo o un oggetto che evoca ricordi spiacevoli, cfr.: sėubėlei / quanto era difficile (Žiūriai); allora consegnammo quella capanna [la casa dei genitori] (Žg). Per indicare l’età e la maturità si usa un derivato con il suffisso -ičkas, per esempio: tōkez grāže(ž) ži.diekas / con i capelli... / come un lettuvės / jā (Žg). Nelle registrazioni sono particolarmente numerosi i derivati diminutivi dei sostantivi con il suffisso -(i)ukas, per esempio: jis [kombainas] pagā.un tuos_vīš grū.žukus (Veršiai); pa(r) radiuke. girdēju (Žagarė); pežukus tōkū(s) širām / li mettiamo in mucchi (Žg); bužukė, šaknikės, tarpūnu, karčūkės, mėžku (Veršiai); i.negiė ta_žāžuke / i.negi.ē (Žg); leknimuose isikasem duobūke. (Žg); su_mašinuku sumalēdau tuos_ōbuolus (Žg); palika sēris vaigž dveju. meču. (Žg); senuks (Veršiai); mokinutė della scuola (Žg). Con un derivato nominale diminutivo in -ukas, gli abitanti di Žagarė si rivolgono anche a una persona, cfr. nū / tēvokai / kāno. bārkšči i skanēsi / a_marčės / a_jūsu? (Žg). Con i sostantivi derivati con il suffisso -ienė, che indica una caratteristica nominale, si designano nomi di pietanze (zuppe), per esempio: šēnau bū.dava pū.sri.ti.(s) soprattutto più sostanziose / anche il pranzo / la cena / zuppa bianca / semole / e_kleckiene / e_bulbiene (Žg). I sostantivi suffissati che designano persone caratterizzate da un’attività verbale, formati con il suffisso -ėjas e indicanti l’attività, gli interessi e così via di una persona, hanno le desinenze /-is/ e /-as/, cfr.: tas pirkēis visiem skōlu. palika / per *vokētie / e le diede (Žiūriai); vīru. suvēi(s) sū.dava kōstumus (Žg); megēis tōks paplepēt (Žg); dā.pri *lietu-vos / *strāliz būva vedējis / ži.dēlis (Veršiai). I derivati nominali formati da toponimi con il suffisso -ietis, nella parlata di Žagarė, come anche in altre parlate di Joniškis, designano le persone in base al luogo di origine o di residenza, cfr.: āidava mūsu. žagarēi i. *lātvie. (Žg); būva kēles žagarētes (Žg). Più spesso, tali sostantivi indicano un luogo non specificato, cfr.: pārsėlėv čē / i._žagarēčius (Veršiai); nē / ā i. *lātvie nēieu / āš po_žagarēčius (Žg); mān tētā būva *šupīluose / grudiēn. parāpioi (Žg); tada išēu i._tuos joniškiēčius [a lavorare] (Žg). Nella parlata di Žagarė, i derivati con il suffisso -(t)oj- che designano persone in base alla professione sono usati molto più spesso con le desinenze /-is/ o /-as/¹⁹, per esempio: sū.nuž gī.di.tojs (Žg); mō.ki.tojs atvaži.odava (Žiūriai); būva tōks *kuprevīčuz gī.di.tojs (Žg); ir_paz_gī.di.toj būdava tē.pat (Žg); pri_*smētōna si ammalò / a_tu. tarnā.tojis / a_netarnā.tojis / a_tū nieka neturēi / comunque dovevi pagare 19 Secondo l’osservazione di A. Kaikarites, «i derivati con il suffisso -(t)oj- nella parlata di Joniškis, e probabilmente anche in quella di Žagarė, presentano tre desinenze: /-as/, /-is/ e /-us/» (Kaikaraitė 2010: 43). Straipsniai / Articles 121 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ pȧżgi̇di.toji. nuvėje.s (Žg). A quanto pare, si usava anche la desinenza -us, ma negli appunti si trova un solo esempio del genere: prašik mȯki.toje.s / lei palėi.ži.į.ū.ogas (Žg). Negli appunti è stato rilevato anche un derivato con il suffisso -utis, un tempo produttivo (usato più frequentemente nella tradizione orale narrativa di M. Slančiauskas e dei suoi collaboratori), che indica il possessore di una caratteristica nominale: [tóks vaikū.tis neblóks (Žg). La scelta spontanea dei rispondenti di un sostantivo suffissato è rispecchiata dal sostantivo gyvulys, usato dagli abitanti di Žagarė sia come gyvuolys [nūdėse kożgi̇-vuolis / nemėdava i.duobe. (Žg), sia come gyalys [g̃valem nepasakisi/ turi priėnt [buroklapių, nors ir lya] (Daukšiai); dai contadini abbiamo preso tutti gli animali (Žiūrai); su.gi.vales mėgau (Žg). Singoli aggettivi suffissati o le loro forme pronominali tendono a essere usati come sostantivi. Tra quelli suffissati che denotano una caratteristica si menzionino, nella composizione, marginukai e vyriškas, per esempio: tokie marginukai būdava [gonne] (Žg); ką.rei reik turėt i.virska namūse / o.mės neturėjom (Žiūrai). Nella composizione si trovano forme pronominali di aggettivi o pronomi, per esempio: svárbė.use / ka jauniesiem dárba nė (Žg); visi didiej iėom tarnáūt (Žvelgčiai); tėte kaip númire / tai mamà mažą-ses išmóke / tos mažózes tris (Žg); i.*ri̇ga. nuvažu̇os / tai suknėle. nupi.rkus / tai_pálėta. / tai_kó̇jines nupi.rkus / rė̇g dižósom (Žg). Nel’area dialettale di Žagarė i composti sono formati senza vocale di collegamento a partire da sostantivi [nu_būda tó.kie ku.linai didel / ne.róžes / erškėčei / erškėtrožei / krūmai (Žg); kur.lė.lėdūri pal.eide žmónis / tai_tėn tikrai būva baisu (Žg)] oppure da un sostantivo e un verbo [nu_dā tos_kártmės / aš_nenóru tókū (Žvelgčiai); daugė̇u samdava lį.nšluoti. [chi ripulisce il lino, lo prepara] (Žvelgčiai); pas_tos_gaspadines sėserė. / tai_tė. grini skū.rupė (Žg)]. Nelle parole in cui si forma un gruppo consonantico difficile da pronunciare, si inserisce di solito la vocale di collegamento a, per esempio: jeigu á.vi.s i.ra tubines / tókes juodburnes / juodgalves / ta(i) jū.vi.lna irá i̇.lga / o_tos ka(i)i.ra o.šavi.lnes / tai_trumpavi.lnes (Versiai). Nell’area dialettale di Žagarė gli aggettivi suffissati sono usati più spesso di quelli prefissati. Il suffisso -ingas, -a, aggiunto all’aggettivo baus, ne accentua il significato intensivo ed enfatico e mira a ottenere un effetto espressivo, cfr. baisingi skėplai iš móle / u.viršū būva medinis / nu i.padeg (Žg). È stato rilevato l’uso di derivati con il suffisso -inis, -ė da basi nominali o verbali, che denotano una caratteristica distintiva dell’oggetto: būva veini / vandenei mulūnai (Žg); būva i.veini̇u. [mulini] kaip_kur (Žvelgčiai); tókus kalós taisidava lietinis (Žg); u.viršū [il soffitto] būva medinis (Žg); apatinei aukštai būva mūra (Žg). Gli aggettivi derivati in -iškas dai sostantivi milžinas e senovė sono usati con il significato di somiglianza e di caratteristica tipica, per esempio: būva mė.žiniški tvartai akmeninē (Žg); ižginda senóviška t(a)_ansā.mblė (Žg). Le forme vezzeggiative di sostantivi e aggettivi si formano con il suffisso -utis, per esempio: mažutis (Versiai); čiuplutis (Žvelgčiai). 122 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) Nel dialetto di Žagarė, come nei dialetti dell’altopiano orientale, si usano derivati con i prefissi po- / pa- che indicano il grado di una qualità, per esempio: pàšars vànduo (Žg); viši pójeni / pá̇jeni (Žg). Si è osservato che nelle registrazioni del dialetto di Žagarė si usano aggettivi qualitativi con la desinenza -us, per esempio: di̇rbom / li̇ŋkmu.s / smágu.s (Daukšiai); su̇ŋku.(s) *smė́na láikai búva / nebúva lẽŋvu.s (Žg); nebúva lẽŋvu / sė́se pàklù.va i.kalė́i.ma (Žg). I composti aggettivali, come quelli nominali, si formano senza vocale di collegamento, per esempio, bú·dava toks mẽ·li·mà·ris mùls (Žg). Per esprimere differenze nel grado di una qualità, nel dialetto di Žagarė si usa il superlativo degli aggettivi, con desinenza -is, per esempio: sveikè·usi(ž) žmó·gus ėsu (Daukšiai); senù bú·dava pù·ri.ti.(s) stiprẽ·usi / pėtái rìgi / vakarìne / baltà srùba / krùopas / a_kleckiene / a_bulbiene (Žg); tẽ·n vẽl bã·luz dižẽ·us (Žg); jæ·utis dižẽ·iz búva (Žg); vaiks tók(s) sunkẽ·us vienó· rankó· (Žg). Il superlativo può essere formato da una combinazione del pronome pats e di una forma aggettivale determinata, cfr.: pàcs tas_baĩsus laik̃s ẽje / kàd žìdu(s) šáude (Žg); màtinga pàti mažóji i.rà (Žg); tai_tà [senu] irà pàti mažóji (Žiūriai). Nel dialetto di Žagarė sono ampiamente usate le forme aggettivali determinate. Con alcune di esse i parlanti intendono distinguere qualcosa in base a una qualità, per esempio: brólis karúomenėj búva / tai_búvai taz_dìdžis dà·rbì·ks (Žg); i_mà búva blogàsis kà·nis i_sunkà·siz dà·rbz búva (Žg); ta_mèrgà dižóji bã·ige devines (Žg); mù·su dižóji švẽnte va_*pė·tri / *pó·nai (Žg); jeu_tie mažiei bról.kai / tai_tie pagaĩdava kẽtures tas_klasės (Žvelgaičiai); viši tie jeu jaunie / pà-(a)udė / jeu_pasėne (Žiūriai). In altri casi le forme aggettivali determinate sono usate per indicare il tipo o l’età, per esempio: o_kìti turėdava / nežinau / a_báltoje glùšne / a_raudò·na glùšne šakė· tokė. nusipjó·vi / ir_eidava tep và·ikščiòdami và (Versiai); selėnkes i.rà smùlkos / stamboses (Versiai); nežinau kur pàika mana vi.resnó·ses / sesù / pùsere (Žg); da_vaikus mažùsos reikėdava prižùrėt (Žg). I parlanti tendono a far concordare l’aggettivo con il sostantivo, perciò la desinenza di caso dell’aggettivo può essere non standard, cfr. pùsere / tai an ažìž didelòs šeimòz búva (Žg). Talvolta, se il parlante che sta raccontando fa una pausa, può anche mancare l’accordo, cfr. búva brañgu.ž | dúona_ta (Žg). Nel dialetto di Žagarė i numerali cardinali composti si formano con l’elemento -leka, cfr.: aštuonõ·leka [tūkstančių davė] / uštėmse (Žg); já·nz da·búva / sėpti.nóle·ka mẽ·tu (Žg). Nel discorso si osserva che il numerale cardinale concorda con la desinenza di caso del sostantivo [mà·n dà·ve peñkus litùs (Žg); tãna·udava čė šešùs mẽ·nesus (Žg)] oppure, probabilmente per l’influenza della lingua standard, che tale concordanza manca [tri(s) šimtùz gã·nu / nu_kas tas i·rà (Žiūriai)]. Le forme determinate dei numerali ordinali non sono frequenti, ma spesso corrispondono a un sostantivo nella frase, cioè indicano il soggetto [o_tretẽsis / jeu_jẽm gẽ·žis / Straipsniai / Articles 123 JANA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ mani legate (Žg)], oppure svolge una funzione attributiva, cioè sostituisce un aggettivo [prima operazione. / grande / dice / male / mi sono addormentato in fretta (Žg)]. Gli abitanti di Žagarė continuano a usare il caso numerale collettivo. Nelle registrazioni è stata rilevata la forma accusativa del caso numerale collettivo, cfr. [cinque] ne ricevo duecentosettanta (Žg). Le forme più frequenti dell’accusativo del caso numerale collettivo si trovano con i sostantivi plurali metai «anni», mėnesiai «mesi» oppure con le forme singolari litas «litas», karas «guerra», per esempio: ormai ci mette cento. / novanta e due mesi (Žg); lei era molto più vecchia della mamma. / per ventidue mesi (Žg); sono aumentati di due mesi nello stesso villaggio. Da bambini eri (Žg); insegna da due mesi (Žg); ormai da due guerre ho finito (Žg); do due litai al mese. ogni volta (Žg). Nelle registrazioni del dialetto si riscontra un doppio uso di alcuni pronomi (in particolare del dimostrativo tas, ta): in certi casi il pronome in questione svolge la propria funzione, in altri viene usato come articolo (artroide), cfr. così quella zia ha rovinato la sua vita. (Žg)²⁰. Nel dialetto di Žagarė si usano combinazioni pronominali. Per esempio, per esprimere il possesso si usa una combinazione di due pronomi (il possessivo personale savas «proprio» e il rafforzativo pats «stesso»), cfr. avevamo parecchie mucche nostre (Veršiai). Al posto del dimostrativo tas, ta, il rispondente usa una combinazione di un sostantivo e del dimostrativo pats con la particella rafforzativa jau, cfr. ecco, proprio quell’uomo lì (Veršiai)²¹. Nei testi del dialetto di Žagarė è stata rilevata la forma pronominale del dimostrativo anas, -a: quei / quegli uomini (Žg). I verbi dei dialetti di Joniškis, ai quali appartiene anche quello di Žagarė, presentano paradigmi di tema e di coniugazione diversi, cfr.: loro falciavano / e io falciavo al loro fianco (Žg); lui falciava e si distese (Žg); ogni domenica volevamo [ballare] / torniamo / suona (Žg); non rubare / non rubare / gli zingari non torneranno a rubare (Žg); come avete fatto a non vergognarvi di parlare da negri? (Žg); quanto voglio / tanto lego [le mucche nel trifoglio] (Veršiai); ho allevato / ho faticato / ora siete rimasti / partirete / povera mamma è rimasta / ho cominciato a fare la corteggiatrice (Žg). A volte, nel racconto dei rispondenti, sfuggono forme verbali piuttosto inaspettate di «spaventarsi» (išsigąsti, išsiganda, išsigando) o di «stare di guardia» (budėti, budėja, budėjo), per esempio: l’erba di Mojienė veniva dalla zolla / ecco, ti spaventi / ecco così / quando dietro la schiena / colpisci sulla schiena / spaventarsi (Žg); le metti nella bara / e stai di guardia (Žg). Gli abitanti di Žagarė, come i vicini samogiti, spostano la particella riflessiva alla fine della parola, per esempio: sei un disobbediente (Žg); comunque non si vede / si spegne [a proposito di un uomo] (Žg); io non mi prendevo (Daukšiai); non ci picchiavamo / e lì vi siete messi a parlare / tutti 20 Apie artroidą plačiau žr. Rosinas 1988: 59–67. 21 Le combinazioni pronominali – sintagmi stabili – sono trattate più diffusamente nella sezione dedicata alla sintassi. 124 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) pasìsąka (Žg); reĩ(g) gi.vẽ.nf / niekur nedẽsies (Žg). Talvolta si usano due particelle riflessive: una dopo il prefisso, prima della radice, e una alla fine della parola, per es.: apsivedęs / i̇tiek jė vãrkt / kol jė pradėd gi.vẽ.nf (Žg); kitą kaimìnę šąka / tū nesikìšis (Žg); nesigrįžes nei_tokų plėṡkų / nieka (Žg); pìrkt šenavėj nebesimòkas / ją (Žg). Nel dialetto di Žagarė si usano ancora forme antiche della flessione atematica, per es.: mamà paliek jau tą duonę, sukramtìta su sakarìn (Žiūriai); nãkti ne-mìgtu (Žg); užmìgti / tãdà pasìlsi žmõ.gus / ir_às tãdà užmìgtu (Žg); atróda / k(a)_anc mìeti / i_ganà (Žg); [linus] pàsėãu jau juõs kū.lst / nukū.lst su_tõ.kɔ.(m) medìnem / nu_jau sukū.oj (Žg). La forma della terza persona del tempo passato frequentativo ha la desinenza -ai: užplìkdavai su_vã.n-dėnu / dėdavai kvìnų / išpladavai gerai (Žg); sakìdavai (Žvelgčiai); švėrì labài šluodavai tan_pėcų (Žvelgčiai); pìrma eidavai į_mokìklą ir kùngai (Žg); tai nèždavai i_dárba. tàsès tėk(ž) žmõnìm / vãlgydava [obuolius] (Žg); tìgi išeidavai i_lauką (Žg); pareidavai namìe / vãlgì.t tã.u nìeks neduos (Žg); ái / kaip grãžei šõgdavai! (Žg)²². Si sono conservate anche le antiche forme della terza persona plurale del futuro del verbo, attestate in quasi tutti i dialetti lituani, cfr.: kà jau prašai / tai atvažiuosme (Veršiai); nu_i_dàbà jau_di.rpsme ālu. (Veršiai); jis [žydas] usiràšė an_póperę / ji(ž) žina / ka_mãs atiduõsme tuos pinigus / kiek i_kaunuo / ją (Žg); paskãldi.ste kelmù. / i_susimã.lste greičiù / nereiks pagal numenì. ẽ.lės lą.ki_tadà (Veršiai); ą_jūs visada tokie būste / kad_jūs neinat i_bażnìčę.? (Žg); nuveĩme iki gãlą / i_eĩsme pagal par_žõlę. (Žg); nu_i_dàbà mẽs jau visi važiuosme (Žg); o_ta_mẽle / vã.kai / rãste / i_tu_šẽimù pri-augìnte / i_tu_vìru. / i_ãčb.s / kai_žali barščei (Žg). Nel dialetto di Žagarė il modo desiderativo è espresso dalla terza persona del presente e dalla particella lai (più raramente le), per es., lai jūn ne-uži.rba tiek / par pūmetį, jau_jūn pràktika(š) šiek tiek i.gìe (Veršiai)²³. Nelle registrazioni del dialetto di Žagarė si osserva l’abbreviazione dell’infinito verbale, caratteristica comune anche ad altri dialetti lituani; la desinenza del tema dell’infinito ricorre più spesso con -yti che con -inti, per es., ją / àvis augìdavom / linus augìdava / augìdava kvìnus (Veršiai). Il derivato transitivo con suffisso -uoti da mėsas indica un verbo causativo determinato da un’azione attiva, cfr. reikėję mėsla. vėšt mėsłot ant laukų. (Žg). 22 Apie jas plačiau žr. Grinaveckienė 1962: 147–169. 23 Maggiori dettagli su questo fenomeno saranno forniti nella sezione dedicata alla sintassi (articolo in preparazione). Straipsniai / Articles 125 JANA ŠVAM-BARŲĖ-VALUŽIENĖ Il verbo intransitivo autonomo con il suffisso -telėti corrisponde al derivato prefissato pažaugą, pažėjȧ, per esempio, dugė́ á.uktelė́ju / jėu̇ pradė́ju ant_ mȧšiną. di̇ṙpt (Žiūriai). Nella parlata di Žagarė, le derivazioni verbali con prefisso esprimono con particolare finezza una precisazione sul tipo di azione indicata dal verbo. Le derivazioni con il prefisso ap- indicano la reiterazione dell’azione, cfr. la seconda volta può di nuovo addolcire / di nuovo far scorrere (Veršiai). La derivazione con at- è usata per indicare la ripetizione della stessa azione (dopo un certo tempo) e forma la correlazione pa-/at-, cfr. loro rispondono tutti uno alla volta / ma a me hanno risposto tutti (Žg). La derivazione con il prefisso at- forma una correlazione di significato con la derivazione con už-, cfr. quando hanno scavato le cave / nessuno ci ha chiesto nulla / non hanno pagato (Žvelčiai). Il prefissato interessarsi assume il significato di «essere interessato», per esempio chi si interessava / ancora oggi sa fare quel lavoro, lavorare / ciò che la mamma faceva / e chi non si interessava / forse non gli è rimasto / non lo sa nemmeno oggi / cosa fa quella mamma / come cuoceva / io ero così curiosa / mi interessavo / devono avere una gatta, come loro (Veršiai). La frase con il prefisso iš- alzare presto al mattino (Žg) corrisponde al significato della derivazione con pa-. Le derivazioni verbali con prefisso mettono in risalto le sfumature di significato dei verbi sottolineate dal parlante. Un esempio di contaminazione potrebbe essere il seguente: lei non aveva tessuto / e non aveva filato [non aveva tessuto né filato] (Veršiai). Nella parlata di Žagarė sono molto frequenti i derivati con il prefisso nu-. Talvolta tali derivati prefissati equivalgono nel significato ai derivati con su-, cfr. nùdege / pupìf / užligina vi̇ṡka. / išgàdina senóvi̇ška ta_ansámblį (Žg); šùlpi. pasáude / nùsipe / ka_jaũ_darbs baiks (Veršiai); tas_ja.utiz bùva tik nušà.udics / bet_nušà.ucs (Žg); pì.ris nebuva nudėgita mùsu (Žg); šùlàde namùs / kitùs nudėgina (Žg); tie_litai jau dãbà labai nuprastėję [di scarso valore commerciale] (Žg). I derivati con nu- possono corrispondere nel significato a quelli con pri-, cfr.: [la mucca] pardàuk nurisé.z bùvai / par_tóli (Veršiai). Possono esprimere il significato dei derivati con pa-, cfr.: dã žãdi i.*šėũls nurašit [la lettera] (Žg); kiek až dàba nusiklausù / až pasipiktinus esù (Žg). Talvolta tali derivati sostituiscono il significato di più derivati prefissati, per esempio: ap(i)-, iš-, pa-, su- cfr.: nupàsakoje / kòkes pàsekmes gal bùti (Žiūriai); kėls kai éidava / tē gróvei nùkasti (Žg). I derivati con nu- possono corrispondere nel significato a quelli con per-, cfr. i_ta_bùta nuràše [ai bambini] (Žg). Nella frase dàba nusmì.rdi dùmais / gėr (Žg), il derivato con nu- è usato con il significato dei derivati con su- o per-. La frase con due derivati con nu-, il primo dei quali corrisponderebbe a un derivato con per- mentre l’altro sarebbe usato nel significato proprio di nu-, mostra anche quanto sia raffinata la scelta del derivato prefissato, cfr. tóki grãži bùva kumelėke / nùsóve visàs kė́tures kójes vàršėi / o_gì.va / màmà da_pràša to_kareive / nùsáukit / ką_áns kã.pkinaz dàbà (Žg). Il prefisso nu- è usato per indicare l’intensità dell’azione: u_viršù bùva medìnis // nu_i_pàdege // nùdege (Žg); kita. pá.rtie gali vė́l apsalint / vė́l nutė́kint (Veršiai). I derivati prefissati menzionati possono corrispondere nel significato a quelli con su- o pa-, 126 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) cfr.: nùslęg [il formaggio di mele] (Žg); taĩb dã.lei nudãra [arrotonda il pane per dargli la forma di una pagnotta] (Žg). L’intensità dell’azione è espressa dalla forma riflessiva del verbo con il prefisso nu-: [il figlio] tēg būva nusĩ.rgęs / i̇̄tȧ.dã.kare būva kaškũr išvaži̇̄vęs (Žg); òbulũ [vino] / kȧ.nugivė.n / kȧ.gi̇.nėras (Žg). La durata dell’azione è indicata dai verbi derivati con nu-: ãš vėl nukẽnči [rimane in silenzio per un po’] (Žg), oppure [ladro] televizorū. spalvōta. išnẽ / dã.kitus nurĩ.ka (Žg). I derivati prefissati con nu- sono usati al posto di verbi con altri prefissi (iš-, pa-, per-, pri-, su- e simili) (cfr. diagramma 2). 2 DIAGRAMMA. Corrispondenze dei derivati verbali con il prefisso nu- Nella parlata di Žagarė, un derivato con pa- corrisponderebbe nel significato a derivati verbali con iš-, cfr.: sułà̇pinam / ir_pã.temam an(t)_pievos [il tessuto] (Daukšiai); ãš / kad_i̇vĩ.ris / dūona. išmõ.keu kẽpt / dã.pakẽpė (Versiai). Il prefisso verbale par-, ampiamente usato dai rispondenti, può corrispondere nel significato ai derivati prefissati con at- e iš-, cfr.: pĩ.rma. lã.ška. kat nùrašeu / tãĩ pã.rsunče pinigũ. (Žg); sũ vĩ.ru parsĩkĩrė (Žg). Nella parlata di Žagarė, i derivati verbali con pri- sono usati con valore diminutivo al posto di quelli con už-, cfr. biškẽli pripikdáva tu̇.mi̇.lu. (Versiai). Il significato dei derivati verbali riflessivi con il prefisso pri-, usati per indicare il completamento dell’azione, corrisponderebbe ai significati dei verbi prefissati con nu-, pa-, su- e už-, per esempio: įsimirša Straipsniai / Articles 127 JANINA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ [cognome] (Žg); aš_pristebėj[e]u ar (Versija); banda. ganėu / prisilė ka.res mi.lšt / i_ka.res mi.lždavau (Žvelgaičiai). Un’azione più intensa è espressa dal derivato prisukti, nel significato di ‘riunire’: kūbus vā.dėne prisugdavom i(š)_šū.ne (Žg). In senso figurato acquista il significato di priknyti – ‘assegnare al lavoro’: dã.u.gą prikįkė pri_veršėlu (Žg). Si usano anche derivati con il prefisso su-, per esempio il verbo riflessivo che indica un’azione compiuta dal soggetto susiubagauti nel significato di ‘raccogliere, radunare’: susi-ubagāva tu.pingų dė̃im tūkstančių. (Daukšiai). Un derivato con il prefisso už- svolge la funzione del derivato pa-, cfr.: i_tas_vā.iks uskū.ne tai motinai / ka mani vā.gin (Žg); uistāčius i_namūs / paskutinę sveikata. dė̃us i_da. mán reik išeit iš namų (Žg). Nella frase negalūstis [mais-tu] (Žg), il derivato con už- corrisponde al significato di ‘lamentarsi’. In un altro caso il derivato con už- corrisponde al significato di iš- o del sinonimo prižiūrėti, cfr. reikėję tas_māms / ta.gi- vėnima. užlaiki [sodybą] (Žiūrai). Nel dialetto di Žagarė sono numerose le forme participiali. I participi attivi del presente esprimono una modalità di possibilità, cfr.: viska pe.rkam / aš jau_negalu išmaitint (Žiūrai); nu_kaip ji tur? / dvi ka.res mė.lėmas / telė / trįs pašai (Žiūrai); tas visas pāgrinds ta_būve neperkam i.ra (Žiūrai). In altri casi, il participio presente indica un’azione che si può compiere, cfr.: būva māsins pė.unams (Žg); kėlė tie ne-išvažuojmi (Žg); *lietuvo.s laike būdava mū.la / kokė tik norė / būdava i.dražu. skalbėma / ir burno.z būva (Žg). I participi passati esprimono tempi composti della diatesi passiva con il participio passivo del passato remoto, per esempio: i_nelėde lā.idot an_to.kalnuka / kur tō-giminė būva lā.idota (Žg); duobė būva / kur dū.rpes iškasta (Žg); mana manītė i_kā.pus [duona] / amžinātis (Versija). Il participio presente con funzione attributiva si accorda con il sostantivo in modo simile a un aggettivo, cfr. ne-išvėgami ka.ru reik bū (Žg). Nel dialetto di Žagarė, la funzione avverbiale è spesso svolta da forme nominali lessicalizzate (avverbializzate), perlopiù al locativo, per esempio: pā.rvažavū namė (Žg); pārvėž namė / nū.kuli [le capsule di lino] (Daukšiai); ganėu āvis / pietū. pareidavau namė (Žg); važiuo namė iš_tu. *mineču. išlė.idus piena. (Žg); kiek tu. bernūku. mū.m būdava namė (Žg); palikė namė / tiė jau pasidāra jaunā-sis / piršlės (Žg). Si avverbializza anche il locativo di altri sostantivi (per esempio, kaimynai), cfr.: čė / kaiminuose tokį gal nesutūpėta biški. [la ragazza c’è] (Žg); nelabai tō.li / kaimi-nuose tie_jė.vai (Žg); tē / kaiminuos / tarnava graži mergā (Žg); kaiminuose tokė ži.dėlė gi.vėna (Žg). Per indicare un luogo indeterminato si usano i locativi delle parole joniškiečiai, žagariečiai, cfr.: tēn / joniškiečios / dāve kėlė. (Žg); va_ža-gariečios / *žagārė gimsi (Žg). Anche il locativo avverbializzato indica 128 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonētinēs ir morfologinēs Žagarēs šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) il tempo, cfr. nuo_ri̇ta atōbusas ēn / i̇piētusē / jēgu piētusē nē / tai̇k *pāne-vēžē [può arrivare soltanto] (Žg). Nel dialetto di Žagarė si usano forme avverbiali formate con il suffisso –tain per sottolineare il significato, per esempio: kā(s) sū galōtinai gi̇vē.n / tāz gi̇vē.n (Žg); dābā nėštinai nėš / o_dās nesidēžu nėšām (Žg); o_ta_mamā užpīle piltnai / sū.ksta. pasēme cīkraus / užpīle piltnai / ir_stō (als) (Žg). Dalle registrazioni del dialetto di Žagarė emerge che le tendenze morfologiche e di formazione delle parole riscontrate riflettono sia peculiarità distintive, sia caratteristiche comuni ai dialetti della lingua lituana. LESSICO DEL DIALETTO DI ŽAGARĖ: UN’INDAGINE ESPLORATIVA I dizionari sono lo strumento che meglio rispecchia il lessico dei dialetti, dei sottodialetti, delle varietà locali e dei vernacoli; tuttavia, poiché il dizionario dei dialetti di Joniškis è ancora manoscritto, o meglio, ne è stata preparata una versione preliminare in formato elettronico, è possibile condurre un’indagine esplorativa. L’autrice ha pensato di selezionare dalle registrazioni del dialetto di Žagarė una varietà di elementi lessicali corrispondenti alle parti autonome del discorso e di confrontarne la rappresentazione nel grande Dizionario della lingua lituana, dal quale la lingua standard attinge le parole e che contiene numerosi esempi tratti dai dialetti; naturalmente, dovrebbe includere esempi di Žagarė (Žg), Skaistgirys (Sk) o Joniškis (Jnš). Le parole selezionate dalle registrazioni del dialetto di Žagarė possono essere valutate in base ai criteri della loro inclusione nel dizionario (e dell’uso nella lingua standard), della novità semantica, dei contatti linguistici e della creatività dei parlanti. Sono stati scelti per la rassegna oltre 80 vocaboli, di cui 74 appartenenti a parti autonome del discorso e 9 a parti non autonome. Dalle registrazioni del dialetto di Žagarė sono stati selezionati 32 sostantivi da esaminare. Si è confrontato se questi sostantivi e i loro significati siano rappresentati nel Dizionario della lingua lituana mediante frasi illustrative o rimandi. La pubblicazione citata indica che nei dialetti di Joniškis si usano cicē ‘zia’ (per es. da Jnš, Žg), dania ‘canzone’ (per es. da Jnš), gangis ‘struttura della macina’ (per es. da Jnš, Žg), manta ‘patrimonio’ (per es. da Jnš), obelys ‘mela’ (per es. da Jnš, Žg), patangis ‘persona poco laboriosa’ (rimando a Žg), podē ‘madrina’ (per es. da Sk e rimando a Jnš), ratinis ‘arcolaio’ (rimando a Jnš, Žg), skraitas ‘grembiule’ (per es. da Jnš e rimando a Žg). Pertanto, la percentuale di sostantivi del dialetto di Žagarė e dei dialetti di Joniškis attestati nel LKŽ è pari al 29,03%. Vi sono sostantivi riportati nel LKŽ senza indicazione del loro uso nel dialetto di Žagarė o almeno nell’area di Joniškis, per esempio: cirškynė ‘sonaglio di legno, crepitacolo’; kaledā ‘tributo offerto a Natale ai sacerdoti o ai servitori della chiesa che fanno visita’; kirpēs ‘persona con i capelli tagliati corti’ (il LKŽ riporta la parola kirpšē, ma, considerando quanto varia il genere grammaticale nel dialetto di Žagarė, le forme possono essere accostate); lupatas ‘vestiti accumulati e strappati’; mergē ‘serva’; promiltis ‘terriccio, terra leggera’; sēdyba ‘fattoria’; Straipsniai / Articles 129 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ sodžius ‘villaggio’; suiga ‘ricongiungimento dei parenti’. Dal calcolo delle percentuali risulta che il 37,5% dei sostantivi non è indicato come usato nel dialetto di Žagarė (né negli altri dialetti di Joniškis). Tre sostantivi sono usati con significati del tutto diversi: kabe ‘fermaglio per capelli’ (nel LKŽ il significato più vicino sarebbe soltanto ‘strada’); pūlys ‘bambina piccola’ (nel LKŽ è riportato solo il significato ‘neonato piccolo e robusto’, ma qui si parla di una bambina che cammina); taškas ‘luogo in cui si vende alcol’; trandis ‘gambe screpolate e desquamate’ (il significato più vicino nel LKŽ è ‘gonfiore alle gambe, al tallone o al dito’). Nel dialetto di Žagarė, il 12,9% dei sostantivi è usato con altri significati. Nel LKŽ non figurano affatto cinque sostantivi usati nel dialetto di Žagarė, per esempio: autokinis ‘offerta, beneficenza’; drobnes ‘varicella’; grīž ‘ciò che è attorcigliato, ritorto’; liespienis ‘latte senza panna, latte scremato’. Una parola, lingačia ‘fiore da giardino’, può far cogliere la creatività dei rispondenti: dopo aver elencato le piante che crescono nel giardino, uno conclude la frase con una sorta di parola riassuntiva, riferendosi anche agli altri fiori ondeggianti. Altre due parole, palaidnēs ‘dissoluto’ e paletis ‘lituano che si è lettonizzato’, rivelano i contatti tra i popoli e le lingue baltiche. Anche questi ultimi sostantivi non figurano nel LKŽ. Pertanto, il 22,58% dei sostantivi non è stato incluso nel LKŽ. Ne consegue che la specificità di circa il 35,5% delle parole o dei loro significati potrebbe arricchire il patrimonio lessicale della lingua lituana. Occorre menzionare separatamente i sostantivi che, con il mutare della vita e la scomparsa di determinati strumenti (o della tecnologia di un tempo), sono caduti fuori dall’uso attivo, ma vengono ricordati dai rispondenti. Tra questi si segnalano aznyčia ‘luogo in cui si fa germinare o essiccare il malto’ [aznīče būdava tēp / an_pintēs lubu. padarīta nu_toki dēže (Daukšiai)]; branktas ‘traversa a cui agganciare i finimenti, quando si aggioga un cavallo’ [māi / būva dēi branktai / stelvogi / kai juo(s) šauk (Veršiai)]; dampis ‘trebbiatrice’ [tas_pēčuz būdava dā.mpis / jā (Veršiai)]; drangēs ‘carrettino con ruote di legno’ [nupjove nuo_mēže va rikās tōkes kē.tures / i_padare tōkez drangikes (Žiūrai)]; grebtis ‘parte grossolana della paglia?’ e pelas ‘parte fine della paglia, reste’ [šāuds reikē atmīt / pēlis reikē atmīt / grēpčus reikē atmīt / māi / visōku. tu. darbū. būdava (Veršiai); maņkulis ‘periodo della trebbiatura, trebbiatura’ [par_maņkulūs [eidavo i_talkas (Veršiai)]; naginēs ‘calzatura ricavata da un solo pezzo di cuoio più morbido, con lacci’ [sā.u nagines pati pasidārdavau (Daukšiai); žēma. tei(p)-pāt su_nagīnēlem dēvādava (Daukšiai); tūkas ‘ciuccio, succhiotto’ [tūka. iz_duonites padarīdava / i.dēdava i.drobin. lupatēli. / jeigu *ulē ve.ēs / tai_tādā tū duok ta.tūkēli. // padarīta. iz_duonites ir_sakina (Žiūrai)]; žvangūčiai ‘cintura con sonagli, legata al cavallo sotto il collo’ e pašorkos ‘cinghia da finimento?’ [ārkli paikinti / žvaņgūčei būdava / juodas tōkes pašorkas būdava (Veršiai); ārkli kur uškinkā / juodas / šiknines / pašorkas būdava / i_pri tū pašorku kabidava tōku(ž) žvaņgūčus mažus bāluts (Veršiai)]. Alcune parole, come maņkulis (nel LKŽ maņkulē), indicano l’esistenza di un termine in area Žg, 130 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) kti – tūkas e žvangčiai (nel LKŽ žvanguliai) – sono noti dalla tradizione popolare (M. Slančiauskas) o dagli scritti di M. Katiliškis (opere letterarie). Per la maggior parte delle parole non è indicato che siano usate nell’area di Žagarė o Skaistgirys, né a Joniškis. Tra gli 11 vocaboli riportati, il LKŽ indica che soltanto 3 sono usati nei dialetti di Joniškis; per gli altri 8 non vi sono annotazioni del genere, oppure le parole non figurano affatto nel LKŽ (dranges, grebis, pašerkos) (cfr. Tabella 1). Nei dati registrati del dialetto di Žagarė colpiscono gli aggettivi, o i pronomi che assumono valore aggettivale: sono 13, scelti con grande precisione dai rispondenti, e descrivono efficacemente un oggetto o un fenomeno, oppure formano un sintagma stabile. Alcuni, come aukštneškas ‘sdraiarsi sulla schiena’ e vijinis ‘una varietà di lichene’, non figurano nel LKŽ; altri, come katras ‘ciascuno’ e švakas ‘debole’, vi compaiono con esempi tratti da Žg. La maggior parte degli aggettivi per i quali non è indicato l’uso nel dialetto di Žagarė (o nei dialetti di Joniškis) comprende: didis karas ‘prima guerra mondiale’; grynas ‘vuoto’; mattingas ‘bello’; mažas ‘piccolo’; šarpus ‘laborioso’; vienas žodis ‘imprecazione, discorso infarcito di parolacce’. Gli aggettivi gyvas ‘in fermentazione, fermentato’ e jaukus ‘tranquillo e caldo’ sono usati con significati del tutto diversi. Pertanto, il 61,5% degli aggettivi ha un uso peculiare nel dialetto di Žagarė (cfr. Tabella 2). Sono stati scelti per l’analisi 30 verbi (e avverbi). Di questi, 19 verbi sono presenti nel database del LKŽ. Soltanto alcuni di essi sono usati con significati diversi da quelli del LKŽ, per esempio: blausti ‘ribattere’ e ‘chiamare gridando forte’; išbraižyti ‘incidere con un coltello (le uova decorate)’; išblabėti ‘perdere la schiuma’; kvarkėti ‘chiacchierare’; minkyti ‘sollevare ritmicamente le gambe’; nusitverti ‘vivere una volta’; spardytis ‘vivere bene’; skosti ‘essere superfluo, fermarsi’; susitverti ‘nascere’; važiuoti ‘essere colpito al petto’. I significati degli altri verbi coincidono con quelli riportati nel LKŽ, ma non è indicato che siano usati nel dialetto di Žagarė o nell’area di Jn, per esempio: išvarti ‘dare in sposa’; nudiles ‘che non si ricorda’; nužti ‘andarsene in fretta’; praprus ‘istruito’; pasikviesti ‘convincere a venire a vivere con sé, persuadere a tornare’; suderėti ‘accordarsi, intendersi su qualcosa’; sužiuštas ‘dalla superficie irregolare’; šaukti ‘chiamare’. Il quadro degli 11 avverbi è un po’ diverso: le forme atgalau ‘indietro’ e prietarškai ‘credendo nelle superstizioni’ non figurano nel LKŽ. Gli avverbi juodai ‘moltissimo, del tutto’ e laisvai ‘senza essere coperto (da vetro), non vetrato’ sono usati con significati del tutto diversi. Il LKŽ non indica che gli avverbi plačiai ‘spargersi per il mondo o per la Lituania’ e ‘in modo più ricco, lussuoso’; laisai ‘senza essere coperto (da vetro)’; prastai ‘debolmente’; tikybiškai ‘religiosamente’ e skurdžiai ‘ruvidamente’ siano usati anche nel dialetto di Žagarė. Soltanto per ropa ‘a carponi’ e volio ‘apertamente, aperte’ il LKŽ presenta esempi da Joniškis, ma non da Žagarė. Sebbene, a quanto pare, i verbi (e in parte anche gli avverbi) siano ben rappresentati nel LKŽ, alcuni dei loro significati sono peculiari dei parlanti di Žagarė (cfr. Tabella 3). Nelle registrazioni del dialetto di Žagarė hanno attirato l’attenzione 11 parti non autonome del discorso. Con interiezioni e particelle, i rispondenti cercavano di rendere il racconto più vivace. Il LKŽ non indica che elementi espressivi del discorso, quali: ar ‘sì Straipsniai / Articles 131 JANINA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ pat’; musent ‘forse, probabilmente’; musint ‘forse’; plumt ‘per descrivere il cadere in acqua’; pur ‘per imitare un ronzio’; sono usati anche nel dialetto di Žagarė. Altri, per esempio: gan ‘molto, abbastanza’; nemat ‘del tutto’; mat ‘kyt’, indicati come tipici di Žagarė, sono in uso. Solo žing ‘per imitare un suono prodotto’ non compare nel LKŽ, mentre parole di significato affine, žingt e žingu, sono usate con altri significati (cfr. Tabella 4). Uno sguardo al lessico del dialetto di Žagarė rafforza ulteriormente l’idea che i dizionari delle singole parlate e dei gruppi di parlate siano un patrimonio inesauribile e incommensurabile della lingua lituana. IL DIALETTO DI ŽAGARĖ ALLA FINE DEL XX SECOLO: CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Le modificazioni accentuative e grammaticali dialettali riscontrate nelle registrazioni del dialetto di Žagarė realizzate nel 1998–2003 aprono la strada ai futuri studi del XXI secolo, che osserveranno i cambiamenti evolutivi del dialetto. Quanto all’accentuazione, nel dialetto di Žagarė prevale la retrazione generalizzata dell’accento. Le peculiarità dell’accentazione dei dittonghi misti osservate dai linguisti meritano uno studio più dettagliato e una revisione, tenendo conto dell’appartenenza etnica e dell’autoconsapevolezza linguistica dichiarate. Altri aspetti riguardano determinate caratteristiche fonetiche, tra cui la pronuncia delle vocali a, e, i, u e delle consonanti ch, f, h; l’uso delle consonanti prostetiche j, v; è interessante osservare l’evoluzione della pronuncia sibilante e della palatalizzazione / desonorizzazione delle consonanti. Anche le caratteristiche morfologiche del dialetto di Žagarė — i diversi temi dei sostantivi, le oscillazioni di numero e genere, l’uso del duale, la formazione peculiare (o presa in prestito da parlate vicine) delle forme nominali (pronominali, di grado e riflessive), nonché le peculiarità nell’uso dei temi e delle forme verbali — dovrebbero essere soggette all’evoluzione linguistica. Le registrazioni dialettali permettono di farsi un’idea di come si formano le parole nel dialetto di Žagarė. La parlante ha usato soprattutto derivati con suffissi, con prefissi e parole composte. Si è osservato che i sostantivi derivati si formano con i suffissi -atis, -ėjas, -ėlis, -ietis, -tojas, -utis. Gli aggettivi, invece, ricorrono più spesso ai suffissi -ingas, -inis, -utis. Nel dialetto di Žagarė prevale la formazione verbale con prefissi, tra cui ap-, nu-, pa-, par-, pri- e altri. Nelle parole composte, i parlanti di Žagarė omettono di norma la vocale di collegamento. La rassegna di uno spaccato del lessico del dialetto di Žagarė permette di farsi un’idea del lessico usato spontaneamente in questa parlata. La scelta accurata, da parte dei parlanti, di una parola o della sua forma per descrivere immagini o fenomeni narrati riflette la flessibilità della lingua materna e la sua adeguatezza a esprimere i pensieri contemporanei. L’ambiente linguistico (in questo caso, le registrazioni del dialetto di Žagarė) mostra come il parlante elabori e comunichi in lingua le proprie idee creative. 132 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) LITERATŪRA Bartkutė Nerija 2008: Joniškio rajono teritorijos toponimija: darbai ir raidos polinkiai. Daktaro disertacija. Šiauliai. Daujotytė Viktorija 1998: Tekstas ir kūrinys. Vilnius: Kultūra. Garšva Kazimieras 2005: Lietuvių kalbos paribio šnektos (fonologija). Vilnius: Lietuvių kalbos institutas. Girdenis Alekas, Juozas Pabrėža 1978: Naujì šleivėjimo stebėjimai Žagarės apylinkėse. – Baltistica 14(2), 127–129. Girdenis Alekas, Genovaitė Kačiškienė 2000: Paraleliniai reiškiniai latvių ir šiaurinių lietuvių veiksmažodžio sistemose. – Kalbotyra 37(1), 21–27 [= Girdenis Alekas 2000: Kalbotyros darbai 2. Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 307–314]. Girdenis Alekas, Juozas Pabrėža 2000: Naujì šleivėjimo stebėjimai Žagarės apylinkėse. – Baltistica 14(2), 127 it. [= Girdenis Alekas 2000: Kalbotyros darbai 2. Vilnius: Mokslo ir enciklopedijų leidybos institutas, 117–120]. Girdenis Alekas, Juozas Pabrėža 2003: Sąjūgių ir žvarbių prieblasis svyravimai XX a. pradžios žagariečio tekstuose. – Baltistica 37(2), 229–232. Grinaveckienė Elena 1962: Kai kurios lietuvių kalbos tarmių ypatybės (iš 1961 metų dialektologinių ekspedicijų). – Lietuvių kalbotyros klausimai 5, 147–169. Jonaitė Aldona 1967: Latvių kalbos poveikis palatvės vakarų aukštaičių šnektų gramatinei sandarai. – Lietuvių kalbotyros klausimai 9, 171–182. Jonaitė Aldona 1960: Nauji duomenys apie Skaistgirio tarmės konsonantizmą. – Lietuvių kalbotyros klausimai 3, 79–86. Jonaitė Aldona 1972: Palatvės vakarų aukštaičių nedingos fonetikos žodžiai ir jų kilmė. – Lietuvių kalbotyros klausimai 13, 31–41. Jonaitė Aldona 1969: Palatvės vakarų aukštaičių šnektų būdvardis, skaitvardis, įvardis. – Lietuvių kalbotyros klausimai 11, 183–221. Įspt 2001 – Joniškio šnektų pratimai ir tekstai, ats. red. J. Švambarytė. Šiauliai: J. K. Vasiliausko įmonė. Kaikartė Aušra 2015: Skaistgirio šnektos ypatybės. – Kalbos istorijos ir dialektologijos problemos 3, 150–173. Kaikartė Aušra 2010: Joniškio šnektos daiktavardžio linksniavimo sistema. Daktaro disertacija. Vilnius. Straipsniai / Articles 133 JANINA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ Kardelis Vytautas 2008: Dėl junginių *lė, *rė, *sė Mielagėnų areale. – Baltistica XLIII(3), 485–494. Kardelis Vytautas 2002: Dėl galinių le junginių raidos šiaurės rytų vilniškių šnekto­se. – Baltistica XXXVII(2), 215–222. Kardelis Vytautas 2002: Dėl junginių la, lė raidos šiaurės rytų vilniškių šnektose. – Baltistica XXXVII(1), 107–114. Lipartė Eivja 2000: Iliatyvo resp. prieveiksmio laukan reikšmės ir galimi sinonimai lietuvių kalbos tarmėse. – Lietuvių kalbotyros klausimai 43, 144–152. Lipartė Eivja 2000: La. not vs. mal vs. žem un lie. žemė vs. šalin semantikas atliečias literatūrā valdā un izloksnēs. – Linguistica Lettica 8, 151–179. LKŽ I 1965 – Lietuvių kalbos gramatika 1. Fonetika ir morfologija, red. K. Ulvydas. Vilnius: Mintis. LKŽ II 1971 – Lietuvių kalbos gramatika 2. Morfologija, red. K. Ulvydas. Vilnius: Mintis. Lkt 1970 – Lietuvių kalbos tarmės. Vilnius: Mintis. Lktch 2004 – Lietuvių kalbos tarmių chrestomatija, sudarė R. Bacevičiūtė, A. Ivanauskienė, A. Leskauskaitė, E. Trumpa, mok. red. L. Grumadienė. Vilnius: LKI. Pabrėža Juozas 1998b: Žagarės šnektos fonetinės ypatybės. – Žagarė. Vilnius: Versmė, 781–787. Pabrėža Juozas 1998a: Ar besama šleivimo pėdsakų Žagarės šnektoje? – Tarmės: tyrimas ir perspektyva (pranešimų tezės). Šiauliai: Šiaulių universiteto leidykla, 25–27. Rosinas Albertas 1998: Baltų kalbų įvardžiai. Vilnius: Mokslas. Švambarytė Janina 2001: Šiaurės Lietuvos paribio šnektų ištakų: struktūra ir reikšmė. – Linguistica Lettica 9, 73–84. Švambarytė-Valužienė Janina 2018: Žagarės šnektos ribos. – Acta Linguistica Li-thuanica LXVII, 135–148. Urnėžiūtė Rita 1999: Tolimosios asimilacijos reiškiniai Rudiškių (Joniškio raj.) šnektoje. – Tarmės: jaunųjų kalbininkų darbai (pranešimų tezės). Šiauliai: Šiaulių universiteto leidykla, 21–23. Zinkevičius Zigmas 1966: Lietuvių dialektologija. Vilnius: Mintis. SANTRUMPOS: Jñš – Joniškis KrŽ – Katiliškio raštų žodynas 134 Acta Linguistica Lithuanica LXXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) LKG I – Lietuvių kalbos gramatika, t. 1. Fonetika ir morfologija LKG II – Lietuvių kalbos gramatika, t. 2. Morfologija Lkt – Lietuvių kalbos tarmės Ltch – Lietuvių kalbos tarmių chrestomatija Sk – Skaistgirys Sn – Mato Slančiausko ir jo pagalbininkų pasakojamosios tautosakos rinkinių leksika. Žodynas va – vakarų aukštaičiai šiauliečiai Žg – Žagarė PRIEDAI 1 LENTELĖ. Žagarės šnektos daiktavardžiai Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ ir LKŽ(e). Reikšmė abrė duonos rūšis? ã·bre adìnos tòki dúona (Žg) 1. Didelė gelda duonai maišyti. Nurodo Žg. Sakiniai tik iš Jnš. aukotinis labdara dã·gãu padã·da tòki aukó·tini. / ka_be_bilietų [būdavo šokiai] (Versiai); tiẽ / kur su-akó·je pinigų / tai tiẽ visi bû·davo muzikántam / jã (Versiai) LKŽ nėra ciočė teta šã·kem *julijã·na / côce / ta_mãna pó·de (Žg) Ciočė 1. Teta. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. čirškynė medinis barškalas, kleketas o_*velėkas ka_bû·dava manã·ugume / tai_žinai pasidirbdava tokẽs čìrški-nes medìnės / nu ir trrrr pù kìema. / kad eidavom tos čìrškines (Žg) 1. Medinis barškalas, kleketas, klekučiai. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. dariniai dažai i_dã·rinius i_dã·dom [kiaušinius] / darinėi / skaitos / kur_sūlus dã·ža (Žg) 1. Dažai. Pavyzdys iš Jnš. drobnė vėjaraupiai suĩ·gom drõbnėm / vẽ·raupais / kaip jãs vadina (Žg) LKŽ nėra. gangis girnų įrengimas keturį gangėi maldova giulėm (Versiai) 2. Vienerių girnų įrengimas. Pavyzdys iš Jnš ir Žg. Straipsniai / Articles 135 JANA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ ir LKŽ(e). Reikšmė grįžas kas susuktas [lin] reik padirb grįžą (Žg) LKŽ nėra. kabė seguką plaukim plá.uku(s) supine / su_kà.bem sūsege (Žg) Tokios reikšmės nėra, yra sąties reikšmė. kalėda duoklė bažnyčiai ta._kalė.da galėjęi par pakluones atvėst (Žg) 3. Kunigui ar bažnyčios tarnams, apie Kalėdas apsilankantiems, duodama duoklė. Pavyzdžių iš Žg nėra. kirpšas kas nedil iakirp tas, trumpplaukis tòkù. kirpšu. nèmačiau / kai_mana dùktė. [trumpai kirpti plaukai](Žg) Kas su trumpai nukirptais plaukais, bet žodis kirpšė. Reikšmė nefiksuota apie Žg. liespienis liesas pienas, pienas be grietinės jìs negàl tòke piẽna / lìespiene [gerti] (Žg) LKŽ nėra. lingacija darželio gėlė bùva nastùkas / serèti.s / daugėũ lingàcies tò.kes (Žg) LKŽ nėra. lupatas skuduras [tėvas] añ(s) supìrgdava senùs lupatus / ódas (Žvelgčiai) 1. Pr. Pl. sudėvi, suplėšė drabužiai. Pavyzdžių iš Žg nėra. manta turtas išvežė žmònis / ãtėme má.ntas / i._kolkòzus tas_má.nta(s) suvežė / ją (Žg) 1. Manta – turtas. Nurodytas tik Jnš. mergė samdinė às par_mẽrgę. mažai tã.rnavau (Žvelgčiai) 2. Psn. ūkininko, buožės samdoma mergina darbininkė, samdė, tarnaitė. Nenurodė, kad vartojamas Žg. obelis obuolys žì.dai pìrgdava i(ž)_žmóniù só.dnus / targà.udavo(s) su_òbelės / su_visakù (Žg) 1. Obelies vaisius. Pavyzdžiai iš Jnš ir Žg. palaidnieks pasileidėlis àn nẽ.kòs palaidnieks / a_kà. (Žg) LKŽ nėra. 136 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ ir LKŽ(e). Reikšmė palietis sulatvėjęs lietuvis (pr. likęs gyventi Latvijoje) jė tas v̇īrz būva palietis / lietuvis / bet *latvijō: tarnāva / jīz būva iš tēvų. ižbē:gis / bet *latvijō: tarnāva / i pri- sirāšė / palika par *latvijes pilieti. (Žg) LKŽ nėra. patinginas ar –is nedarbštus o_kitai tai_būva patinginē / tai_praštai gi.vēna / pas_tōkūs iš_nedavau (Žg) Tingokas, ap tingis žmogus. Nuroda Žg. podė krikštamotė pas_pō:dė / sakā / būvav (Žg); šā́kēm *julijāna / čōce / ta_mana pō:dė (Žg) 1. Krikštamotė. Nuroda Jnš, o pavydys iš Sk. promitis lengva žemė tē:n gēra žē:me / prō:smiltis / nepīger nieks (Žg) Smiltinga žemė, priemėlis. Nėra pvz. iš Žg ar Jnš. pūlys maža mergaitė i_pasita.kiauš / toks_pūlis i.eit (Žg) 3. Mažas niebus kūdikis. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. Nesutampa reikšmės. ratinis verpimo ratelis manāte vė.rūbava tiem_ūkininkam su_tuo_ratinu kaip_būdava (Žvelgačiai) Ratelis, naminis verpimo prietaisas. 1 ratinis. Nuroda Žg, Jnš. sėdba sodba sē:bo. kā.rves i.ra (Žūriai) 1. Žemė apie namus su visais trobesiais. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. skraistas sterblė pripi.le skraista. saldā.nu. / tik_nēvērk (Žg); daug labai rādom rēšūt / prisidējem i_skraistus / i_tārbs (Žg) 1. Skraitas prijuostės, sijono ar marškinių priekinė dalis, siūta kam įdėti, sterblė. Nuroda Žg, o pavydys iš Jnš. sodnas sodas mū:su. sō:dnaz būva (Žg) 1. Sodas, žemės plotas, kuriame auga vaismedžiai ir vaiskrūmiai; pats tame plote augantys vaismedžiai ir vaiskrūmiai. Yra nuoroda Sk. Straipsniai / Articles 137 JANA ŠVAMBARĖ-VALUŽIENĖ Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ ir LKŽ(e). Reikšmė sodžius kaimas ėdava kūldami par visą sožų. (Žg) 1. Sodžius, kaimas. Pavyzdžių nei iš Žg, nei iš Jnš nėra. sueiga susėjimas *pėtrai / su-eiga tu_gimini būdava (Žg) 1. Sueimas, subūri-mas, sambūris. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. taškas bet kokia vieta, kur galima nusipirkti svaigiųjų gėrimų dabā tie_taškai / ein tie_žmōni.s / gėr (Daukšiai) Žodis yra, bet vartojamas kitomis reikšmėmis. trandis skaudulys kōjos ap.ugava tōkom trandin / ne-bėgį pa-eit (Žg) 6. Kojos pado, kulno ar piršto tin(k)inys. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. varnuogė mėlynė ėdavam į_vā.nuogų. nuo *žolines (Daukšiai) 5. Mėlynė. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. 2 LENTELĖ. Žagarės šnektos būdvardžiai Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė aukštynel-kas, -a gulintis ant nugaros vā.ka. pagūdom aukštynelka. / i_važuojem (Žvelgaičiai) LKŽ nėra. didysis [kas] Pirmasis pasaulinis karas 1914–1918 gi.vė.na tōks nuo_didžeje kāra daktars / *bėrtulis (Žagarė) 1. Svarbus, žymus. Pavyzdžio iš Žagarės nėra. gyvas, -a rūgštinis, rūgštas dėi mėles / ir_jis [alus] pradėd gi.vėnti / jau_gėrus ans ir (Daukšiai) Iš dalies tiktų 1. Turintis gyvybę, bet nėra nurodyta perkeltinė reikšmė. grynas, -a tuščias dabā nieka nebė. / grini / grini lā.uki (Žvelgaičiai) 10. Tuščias. Pavyzdžio iš Žg nėra. 138 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonetinės ir morfologinės žagarės šnek tos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė katras kiekvienas o_teṗ_tai katra. pav̇asari. tv̇i.na *daugava (Žg) 2. Kiekvienas. Pavyzdžiai iš Žg ir iš Šln. j aukus, -i ramus ir šiltas v̇asara. / v̇akarai jėku.s / ateidava žmõnū. daugībes (Žvelgčiai) 3. Malonus, meilus, už brūkšnio pateikti pavyzdžiai rodytų perkeltinę reikšmę. Nėra pavyzdžių iš gyvosios kalbos, tik iš Daukanto raštų. makingas, -a šąnus màkinga pàti mažoji irà (Žg); vìrs màna bùva tok(s)_stàmbus / màtings / d.ùkšts (Žg) 2. Turintis visus reikalingus ypatumus, tinkamas, šaunus, darbštus. Pavyzdžių iš Žg nėra. mažas, -a turintis mažai žemės, mažažemis kàtras mažaz bùva / kà.ive. / á.rkli. là.ike [mažazemis] (Žvelgčiai) Iš dalies tiktų 6. Nežymios padėties visuomenėje, prastas, neturtingas. Pavyzdžių iš Žg nėra. šarpus, -i darštus tète bùva šarpus / mú.m reikė dį.rp̃t naziem (Žvelgčiai) 1 šarpus 1. Darbštus, guvus, gyvas, mitrus. Pavyzdžių iš Žg ar Iñš nėra. švakas, -a silpnas [sesuo] ar švaka i. (Žg) 1. Turintis mažai fizinės jėgos ar sveikatos. Yra 2 p vz. iš Žg, bet su prieveiksmiu švakiau ir švakýn. vienias, -a [žodis] paauglių keiksmažodis ir kalba su keiksmažodžiais istrà.uke cigaretės / blèd blèd / vienìsi tokie žõ.žei (Žvelgčiai) 2 vienias 1. // neįeinantis į daugianarę sistemą. Pavyzdžių iš gyvosios kalbos nėra, iš raštų yra. vijinis liktarnos rūšis tòkes liktà.rnas bù.dava / vìjines (Žg) LKŽ nėra. Straipsniai / Articles 139 JANINA ŠVAMBARytĖ-VALUŽIENĖ 3 LENTELĖ. Žagarės šnektos veiksmažodžiai ir jų formos (dalyviai, prieveiksmiai) Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė atgaliau atgal jį grįža tad(ą) adgalāu (Žiūriai) LKŽ nėra. bliauti atsikalbinėti mašinēris pasāke žmōnīm suvest ā.rklus / tiē blā.un / k(a)_ārklēm bū(s) sunku vest [damp] su_vā.ndenu (Veršiai) Žodis LKŽ yra, bet nėra pavyzdžių iš Žg ar Jns tokiomis reikšmėmis. garsiai šaukiant kviesti grīžū / ka_blā.un baisā.usei / kazē.i-ka / kazē.ika [šeimininkė, šeiminin-kė] (Žg) eiti tęsti, trukti ži:dai supī.rgdava liesų grī.vulus / jē.učus / kā.rves / visō.kus / rūdeni. / kōl tā(s) sezonas / nū | māždaug | apie_tris mėnesus ēdava ta(s)_še-zons / tē.n iz_būlbu. / iz_grūdu. darīdava (Žg) 4. Slinkti (apie laiką). Pavyzdžių iš Žg nėra. išbraižyti iškutinėti peiliuku (margučius) kis mokē.dava [kiaušinius] izbrā.ži.t (Žg) Iš dalies tiktų 3. Išpiešti, išbraižyti. Pavyzdžių iš Žg nėra. išsiblavėti nukristi putoms isiblavē.j tos_putas / nebē.ra jū [apie alaus darymą] (Veršiai) Žodis yra kitomis reikšmėmis. išvarto­ti išleisti už vyro dūktē būva išvarto.ta / nu_tai_tiem sū.nām žēme / išvarto.dava / apžē.ndidava / o_sū.nām ta.žēme paligdava / jā (Žg) Išleisti už vyro. Pavyzdys iš Sk. juodai atsidavusiai aš tīkin­ti / bet_ka_teip_juodai / tai_ār ne (Žiūriai) Žodis yra, bet nėra tokios reikšmės. kvarseti šnėkti šnē.kim mani / i_ã kvā.rfēsu i_kvā.rk-su (Žg) Iš dalies tiktų 3. Pr. murmëti, bambëti; piktai, stačiai kalbėti. Pavyzdžio iš Žg nėra. laisvai neap-gautai (stiklu) iš_prāžos jin būva pašarvōta teip_laisvai / o_paskum stiklinem grābe [apie Barborą Umiauskaitę] (Žg) Žodis yra, bet kitomis reikšmėmis. 140 Acta Linguistica Lithuanica LXX Fonетinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė minkyti ritmiškai kelti kojas aš teĩb gražei á.uščė / kójes mí.nki.čė (Žiūriai) Iš dalies tiktų 1. prk. mindyti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. nudilęs, -usi nebepisimėnamas o_*küpiškis tai_ļė / dabà nudile.s īr [nebepisimena] (Žg) 2. Pranykti, pradingti, prapulti; Yra nuoroda prk. Pavyzdžių iš Žg nėra. nusitverti kartu gyventi čè_jeu nebe_pirmóji / kita. mó.teriška. tūrū nusitvė.re.s / jā (Veršiai) Iš dalies tiktų 2. Tverti. 2. Kibti, kabintis, norint išsilaikyti ar sulaikyti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. nuužti skubiai nueiti mā.s / visà kẹ̇.bra nù_u.žem (Žg) 8. Greitai kur nuvykti, nubėgti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. plačiai išsiskirščius po pasaulį ir Lietuvą turtingiau màna vā.ikai gi.vė.n plačei (Žiūriai) plačēu žmó.ni.s gi.vė.n (Žiūriai) Iš dalies tiktų 2. Į visas puses nusitęsęs. 9. Nesaikingas, išlaidu s. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. praprusęs, -usi pasimokęs kur prapruše. / tai_dā kaip_nó.rs ver-čes (Žiūriai) 1. Praprūsti 1. Išprūsti, prasilavinti. Pavyzdžių iš Žg nėra. prastai silpnai kita. karta. lābai prāstai bū-n / skaud visūr (Žg) 6. Silpnas, nestiprus. Pavyzdžių iš Žg nėra. prietariškai tikint burtais prietariškai nė / nė / nebūdava [burtais netikėjo] (Žiūriai) LKŽ nėra. Straipsniai / Articles 141 JANINA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė parsikviesti įkalbėti sugrįžti, parsivadinti gyventi jìn turė́je namė́li. / mùm parsikvietė (Veršiai) Paprašyti, pavadinti, pašaukti ką kur atvykti, dalyvauti. Nėra pavyzdžių iš gyvosios kalbos, tik iš raštų. ropa ropomis aĩn paṙ darža. ró·pa / kai_reĩk ravė́t (Veršiai) 3. Ropa, ropomis, keturpėsčias. Yra du pavyzdžiai iš Įnš. skaudžiai šiurkščiai mànes tevė́lis nẽra nẽ_subaṙe.(s) skraužeĩ / nei_mùše.s (Daukšiai) 4. Šiurkštus, įžeidžiantis, užgaulus. Pavyzdžių iš Žg nėra. spardytis prabangiai gyventi kõl již di.rba / až dà spá.r̃žaus (Žiūriai) Žodis LKŽ yra, bet ne tokia reikšme. stoksoti būti nereikalingam, stovėti di.rba tas_malù·ns iki_dvidėšimt šeštu. mė·tu. // mà.le té.n su_vėju // o_paškæu stoksó·je; (Žg) Artimiausia žodžio stūksoti reikšmė 1. Būti, stovėti iškilusiam iš aplinkos. Tik čia ne tokia reikšmė. Žodis stoksoti LKŽ yra, bet pavyzdžiai tik iš raštų. sulygti suderėti nu_bet_neeĩlgai tas_kà.rs / sulí·ga tã.ĩ-ka. (Žg); kàc jau sulí·gdava / tã turė·dava dúot tam_že·nui [jauniklui] (Žg) 1 Sulygti 1. Suderėti. Pavyzdžių iš Žg ar Įnš nėra. susitverti gimti vaikai susitvė·re / užá.uga lik_septi.nù. mė·tu. / i_vužã·vom lauka [iš Latvijos] (Veršiai) Iš dalies tiktų 10. Padaryti, kad būtų, egzistuotų. Pavyzdžių iš Žg ar Įnš nėra. sušiauštas, –a nelygaus paviršiaus tõ·pùse. *vėntà / lėdù. sùšąšta (Veršiai) 1. // padaryti nelygų, neglotną, pasišiaušusį. Pavyzdžių iš Žg nėra. šaukti vadinti kaĩp kàs norė́·je / kaĩp ká.m patika / tẽ.ip šã.uke (Žg) 16. Vadinti (vardu, pavadinimu, pravarde). Pavyzdžių iš Žg ar Įnš nėra. 142 Acta Linguistica Lithuanica LXXX Fonетinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė tikibiškai religiškai būvom tiki.biškai á.uklėjami (Žiūriai) Būdingas tikybai, religiškas. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. valioj pravirai, atidarytos išeinu / visoz dùri.s vã-loj (Žg) Apie ką atvertą, atvirą, atdarą (ppr. apie duris, langus, vartus). Pavyzdys iš Jnš, o iš Žg nėra. važiuoti būti pašautam į duonkepę krosnį važúoji į_pę.čių. / pé.mpe. iškėbda-vom / kuõdu(s) sutaisì.davom vaikám (Žg) Iš dalies tiktų 21. Slinkti, slysti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra viršuj sudedamasis perficientyvo dėmuo šùnis užlė.izdava viršùj (Žiūriai) LKŽ yra žodis viršuje. 4 LENTELĖ. Žagarės šnektos nesavaranķiškos kalbos dalys Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė ar taip pat *daũgava ãr baĩsei skẽnda (Žg); sme-tó:ninei lītai ti_ar būva vẽrti.ngi (Žg); senẽ:lis ar visko būva mã:tes (Žg) 3. Ar taip pat, irgi, ir. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. dui bėgimui nusakyti ãž greitai dù.i pro_dùris (Žg) Skubiam veiksmui, ppr. bėgimui, nusakyti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. džing skeidžiamam garsui imituoti džĩ.ng / džĩ.ng / džĩ.ng / džĩ.ng / ka_bė.k tie_arklei (Veršiai) LKŽ nėra. Straipsniai / Articles 143 JANINA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ Žodis Reikšmė Iliustracija Yra / nėra LKŽ(e). Reikšmė gan daug, pa- kankamai vienu mó.mentu gañ būva / pi̇́rmi- ningz būva nev.ė.de.s / agrõnoms ne- vė.des / pienininks (Žg) 1. Pakanka, užtenka pakankamai, užtek- tinai. LKŽ yra žodis gana, bet pavyzdžių iš Žg nėra. makt kyšt atė:ie viéns / mã:kt su_revó:lveru i._gė.rkle. (Žg) 1. Staigiam veiksmui žymėti c) kyšt, durst. Pavyzdys iš Žg. musent turbūt, gal mùsė.nt jeu_dabà bū̀s ta_tikrã *lietuva (Žg) Įterptinis žodis. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. musint gal mùsint toz_gegužinės tó:kos ir_į.rà (Žg) Įterptinis žodis. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. nėmaž visai màma nėmaž nemokė́ie / lã.ìkrašti. paskaĩti:dava (Žvelgaičiai) Nė kiek, visai. Pavyzdys iš Žg. pliumpt kritimui į vandenį nusakyti su_visaiž drabužukais plùmp̃p̃t [į Šve- tę] kai_silke / ir_įkrent (Žg) Kritimui į vandenį reikšti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. pur burzgimui imituoti iš_tó:la iżgìrsim / ka_pur pūr pūr / mó:ki.tojes kaškõks turė́ie motòcikla. (Žg) 3. Burzgimui žymėti. Pavyzdžių iš Žg ar Jnš nėra. Phonetic and Morphological Peculiarities of Žagarė Local Dialect (End of the 20th Century – Beginning of the 21st Century) SUMMARY In this article the author presents the continued research on Žagarė local dialect. This time the article is dedicated to the accentual, phonetic, morphological phenomena found in Žagarė local dialect and its peculiar lexical characteristics. According to the author, the accentual tendencies and dialectal grammatical phenomena apparent in the records of Žagarė 144 Acta Linguistica Lithuanica LXXX Fonетinės ir morfologinės Žagarės šnektos ypatybės (XX a. pabaiga – XXI a. pradžia) local dialect made between 1998 and 2003 lead to the works of the 21st century – the study on the change of the dialect. Dialectologists attribute Žagarė local dialect to the area of universal stress retraction. The peculiarities of accentuation of mixed diphthongs observed by linguists Juozas Pabrėža and Aušra Kaikarytė deserve a more detailed study and correction with regard to the informant’s national belonging and linguistic identity. Certain phonetic peculiarities, such as the pronunciation of vowels a, e, i, u and consonants ch, f, h, the use of additive j, v, the so called phenomenon of šlekiavimas and the softening/ hardening of consonants, reflect the dialect’s phonetic system. They can still be found in the dialectal records of the late 20th century. The morphological peculiarities of Žagarė local dialect, such as stem alteration in nominal words, number and gender variations, use of the dual number, peculiar (or borrowed from close local dialects) formation of nominal word forms (pronominal, degree, reflexive), as well as the peculiarities of the usage of verb stems and forms are still viable and satisfy the respondents’ needs for linguistic expression. Dialectal records enable us to understand how words are formed in Žagarė local dialect. The respondents mainly used suffixal and prefixal derivatives and compounds. Noun derivatives were formed with suffixes –atis, –ėjas, –elis, –ietis, –tojas, –uitis, –ingas, –inis, –utis were more common adjectival suffixes. Prefixal verb formation with prefixes ap-, nu-, pa-, par-, pri- took the lead. The speakers of Žagarė local dialect used to form compounds without a connecting vowel. The review of the lexical cross-section of Žagarė local dialect provides us with an insight into the peculiar lexis used in the dialect. The word or its form subtly selected by the respondents to describe images or phenomena shows the flexibility of the mother tongue and its suitability to express thoughts under contemporary conditions. Įteikta 2019 m. gegužės 17 d. JANINA ŠVAMBARYTĖ-VALUŽIENĖ Lietuvių kalbos institutas Petro Vilešio g. 5, LT- 10308 Vilnius, Lietuva [email protected] Straipsniai / Articles 145