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Public History: La storia a regola d’arte. Programma della V Conferenza dell’AIPH (Firenze, 6-10 giugno2023). Book of abstracts

AIPH Associazione Italiana di Public History

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1 PUBLIC HISTORY: LA STORIA A REGOLA D’ARTE Programma della V conferenza dell’AIPH (Firenze, 6-10 giugno2023) Programma della V conferenza dell’AIPH Firenze, 6-10 giugno 2023 book of abstracts © Copyright 2023 Astarte Edizioni Via Lazio 2, 56124 Pisa [email protected] www.astarteedizioni.it Elaborazione graica a cura di Astarte Edizioni ISBN 979-12-80209-34-4 Astarte Edizioni è un’azienda spin-of dell’Università di Pisa. Legenda dei luoghi FORLILPSI = Università di Firenze, FORLILPSI, via Laura 48 Cinema La Compagnia = Cinema La Compagnia, via Camillo Cavour 50/R Ospedale degli Innocenti = Salone Poccetti, Istituto degli Innocenti, piazza SS. Annunziata 12 Palazzo San Clemente = Palazzo San Clemente, via Micheli 2 Salone dei Cinquecento = Comune di Firenze, Salone dei Cinquecento, piazza della Signoria 2 Spazio Alieri = Spazio Alieri, via dell’Ulivo 2 In blu sono indicati gli eventi realizzati nell'ambito del PHestival di Public History In rosso le attività del Programma Scuole Versione Abbreviata – Short Version 7 Martedì 6 giugno 2023 FORLILPSI – 9.00-17.00 Registrazione dei partecipanti al piano terra Registration of participants on the ground loor FORLILPSI – 9.30-13.00 Programma scuole FORLILPSI – 13.00-14.30 Tavola rotonda – Aula Magna Uno sguardo sul patrimonio materiale e immateriale di ambito storicoeducativo Interverranno: Gianfranco Bandini, Vicepresidente della Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo Elisabetta Patrizi, Segretario della Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo Francesca Davida Pizzigoni, Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa – Torino Gianfranco Staccioli, Direttore del Museo della scuola di Firenze FORLILPSI – 14.30-16.00 Panel 3 – aula 211 Intrecci di memorie. Fare Public History tra scuola, Università e territorio Coordinatore: Stefano Oliviero Panel 2 – aula 203 Un “bene pubblico” per la “public history”. L’acqua a Firenze come patrimonio materiale ed eredità culturale Coordinatore: Andrea Zorzi Dipartimento SAGAS dell’Università di Firenze) Panel 6 – aula 209 Università e Public History: tra discussioni ed esercitazioni pratiche Coordinatrice: Rosa Maria Delli Quadri Università di Firenze 8 FORLILPSI – 16.15-17.45 Panel 4 – aula 203 Tra formazione e con-ricerca: declinazioni della Public History in ambito sindacale Coordinatrice: Ilaria Romeo Archivio storico nazionale CGIL Panel 5 – aula 209 Didattiche innovative nei Laboratori universitari italiani di Public History Coordinatrice: Aurora Savelli Università di Napoli “L’Orientale” Panel 1 – Aula 211 Percorsi di public history tra scuola, università e territorio: teorie e pratiche Coordinatore: Pietro Causarano Università di Firenze Ospedale degli Innocenti – 18.30-20.00 Tavola Rotonda Come inanziare progetti di Public History a cura di Giampaolo Salice Università di Cagliari Mercoledì 7 giugno 2023 FORLILPSI – 9.30-18.00 Rievocazione medievale nell'atrio del Dipartimento FORLILPSI – 9.30-11.00 Panel 8 – aula 209 Esperienze di didattica universitaria di Public History. Insegnare Public History a Scienze Politiche: incontri e scontri dentro percorsi interdisciplinari. Coordinatori: Fulvio Conti e Sheyla Moroni Università di Firenze 9 Panel 9 – aula 210 Drammaturgie di genere: dalle fonti alla scena Coordinatrice: Aurora Savelli Università di Napoli L’Orientale FORLILPSI – 11.15-12.45 Panel 10 – aula 211 Storia e “storie”, tra fonti e pubblico: progetti digitali istituzionali, strategie di co-creazione e riuso Coordinatrice: Chiara De Vecchis AIB – Associazione italiana biblioteche Panel 11 – aula 210 Public History, altre cronologie Coordinatrice: Sabina Pavone Università di Napoli “L’Orientale” Panel 12 – aula 209 La dimensione pubblica della memoria. Anniversari e commemorazioni tra uicialità e partecipazione. Coordinatrice: Valeria Leotta Responsabile Nazionale Utilitalia-Seit FORLILPSI – 13.00-14.30 Riunioni dei Gruppi di Lavoro dell’AIPH AIPH Working Groups Meeting FORLILPSI – 14.30-16.00 Panel 7 – aula 209 Un sito web in progress per narrare una storia rimossa: www.intellettualinfuga.com Coordinatrice: Patrizia Guarnieri Università di Firenze Panel 13 – aula 210 La Public History tra rievocazione e ricostruzione: proposte operative Coordinatrici: Enrica Salvatori Università di Pisa e Francesca Baldassarri Gilda Historiae Panel 14 – aula 203 Pezzi di vita. Immagini, archivi e patrimoni museali nella narra- 16 Panel 46 – aula 210 Dove si incontrano i giochi: territorio, memorie, patrimonio culturale Coordinatore: Igor Pizzirusso Istituto nazionale Ferruccio Parri FORLILPSI – 16.15-17.45 Panel 47 Aula 211 Collezionando storia: raccogliere, ordinare, esporre oggetti per narrare il passato Coordinatore: Roberto Bianchi Università di Firenze Panel 48 – aula 210 Patrimoni, territori, identità Coordinatrice: Valeria Galimi Università di Firenze Panel 49 – aula 209 Public History per l’inclusione delle minoranze Coordinatore: Luca Bravi Università di Firenze Spazio Alieri – 9.-.5 Evento teatrale: Di rosso e di nero. Le violenze politiche del primo dopoguerra Reading di e con Elisabetta Vergani, con musiche originali di Sara Calvanelli, organizzazione e produzione Marta Ceresoli, produzione del Farneto Teatro. Iniziativa promossa da Istituto nazionale Ferruccio Parri con la collaborazione di AIPH, GCSS e il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni." Versione Completa – Long Version 19 Martedì 6 giugno 2023 FORLILPSI – 9.00-17.00 Registrazione dei partecipanti al piano terra FORLILPSI – 9.30-13.00 Programma scuole Panel ore 9.30-11 Panel 1 – aula Magna Coordina: Chiara Ottaviano Cliomedia Public History e Archivio degli Iblei • Isabella Aiosa, Mariarosaria Fallone Istituto comprensivo Sibilla Aleramo, Torino; Dirigente Scolastico Lorenzo Varaldo, A cuore aperto. Dora Post Industrial Park • Stefania Guglielmino, Alessandra Landini Istituto Comprensivo Alessandro Manzoni, Reggio Emilia; Dirigente Scolastica Alessandra Landini), La storia siamo noi, con la partecipazione della studentessa Arianna Appon • Pia Chiara Carrozzo Istituto Comprensivo Vasco Pratolini di Scandicci, Firenze; Dirigente Scolastica Francesca Balestri, Palazzo Vecchio nella Firenze Medicea • Enea Nottoli Istituto Comprensivo Ilio Micheloni di Lammari, Lucca; Dirigente Scolastico Nicola Preziuso, La storia in soitta, con la partecipazione degli studenti: Martina Betti, Sonia Galla, Alice Socci, Alice Pieretti e Gabriele Battistoni. Panel 2 – aula 203 Coordina: Stefano Oliviero Università di Firenze • Paola Ardito, Cristiana Calogiuri Circolo didattico di Castromediano, Lecce; Dirigente Scolastica Tiziana Faggiano, Le Leggi Razziali di Mussolini mi hanno rivoltato il mondo. Dallemanazione delle Leggi razziali alla Dichiarazione dei diritti • Sara Marcuccetti Istituto Comprensivo Pietrasanta , Lucca; Dirigente Scolastico Maria Teresa Di Leone, A spasso nel tempo • Liliana Digrandi, Cettina Di Vita Istituto Comprensivo Maria 20 Schininà di Ragusa; Dirigente Scolastico Lucia Palummeri, Lavorare in miniera, abitare nella “Russia” • Gabriele Alfano, Giovanna Vindigni Istituto Comprensivo Crispi di Ragusa; Dirigente Scolastico Maria Grazia Carfì, Suoni e segreti degli antichi organi di Ragusa superiore Panel 3 – aula 209 Coordina: Giuliana Iurlano CESRAM, Centro Studi Relazioni Atlantico-Mediterranee • Loredana Ales Istituto Tecnico Statale Marchi-Forti di Monsummano Terme, Pistoia; Dirigente Scolastico Anna Paola Migliorini), La notte della Repubblica: gli anni di piombo e il caso Moro • Rocco Labriola Istituto Comprensivo Fortunato di Picerno, Potenza; Dirigente Scolastico Vincenzo Vasti, Raccontare la storia “Giorni tristi di un maggio feroce…” • Giovanna Fiorilla, Daniela Conti, Rosaura Cintolo Istituto Comprensivo Quasimodo di Ragusa; Dirigente Scolastico Leonardo Licata, Piazza San Giovanni, il cuore di Ragusa!, con la partecipazione degli studenti: Costanza Amore, Maria Luisa Barrano, Matilde Giallo, Edoardo Mezzasalma • Francesca Flaccavento Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti di Ragusa, Dirigente Scolastico Anna Caratozzolo, La valigia dei sogni, con la partecipazione degli studenti: Tine Gjoka e Fatmira Selimaj. Panel 4 – aula 211 Coordina: Aurora Savelli Università di Napoli L’Orientale • Cinzia Perniola Istituto Comprensivo Pascoli di Massafra, Taranto; Dirigente Scolastico Gianluigi Maraglino, Cultural heritage and gamiication • Chiara Cecchi, Rosa Russo Istituto Tecnico Statale Marchi-Forti di Monsummano Terme, Pistoia; Dirigente Scolastico Anna Paola Migliorini, Voci dal corridoio; web radio Ondeforti, con la partecipazione degli studenti: Cassandra Bechini, Davide Conti, Edoardo Iacopini, Filippo Lollini • Roberta Bini Istituto Tecnico Statale Marchi-Forti di Monsummano Terme, Pistoia; Dirigente Scolastico Anna Paola Migliorini), Conine-Conini: lAlto Adriatico nel Novecento, con la partecipazione degli studenti: Mattia Bini e Samuele Giovanni Campisano 21 • Giovanna Cascone Istituto Comprensivo Vann’Antò, Ragusa; Dirigente Scolastico Teresa Giunta, Sulle tracce di un feudo: San Giacomo e dintorni. Panel ore 11.15-12.45 Panel 1 – aula Magna Coordina: Serge Noiret Presidente AIPH • Giuliana Lonardi Istituto di Istruzione Superiore Tommaso D’Oria, Torino; Dirigente Scolastico Mauro Felice Masera, Mappatura digitale di comunità • Christian Bison, Elisabetta Scroccaro Scuola Formazione Professionale Fondazione Lepido Rocco – Cfp San Luigi, San Dona’ di Piave, Venezia; Direttrice di sede Laura Cazzaro, Noi, con il futuro in mano, con la partecipazione degli studenti Giulia Manfrè, Ramadan Morina, Melissa Tushaj, Veronica Zaza • Marilina Caputo e Paolo Giuri Istituto Istruzione Secondaria Superiore Vittorio Bachelet di Copertino, Lecce; Dirigente Scolastico Giuseppe Manco, Sulle orme del Santo, San Giuseppe da Copertino tra testimonianze storiche, architettoniche e iconograiche • Gianluca Vigliarolo Istituto Comprensivo Coluccio Filocamo di Roccella Ionica, Reggio Calabria; Dirigente Scolastico Rosita Fiorenza), Zeleuco di Locri e la nascita della legislazione europea; Allombra della Gorgone di Palazzo Carafa a Roccella Ionica. Panel 2 – aula 203 Coordina: Livio Karrer M9 – Museo del ‘9 • Annunziata Pisani, Istituto Comprensivo Vasco Pratolini di Scandicci, Firenze; Dirigente Scolastica Francesca Balestri, Da Pratolini agli orsacchiotti: il cambiamento di Scandicci • Renza Crociani Istituto Comprensivo Vasco Pratolini di Scandicci, Firenze; Dirigente Scolastica Francesca Balestri, Il tramonto • Giovannella Rinauro Istituto Comprensivo Paolo Orsi di Siracusa; Dirigente Scolastico Lucia Pistritto, Io mi chiamo Giuseppe. Un laboratorio su Pippo Fava • Maria Laura Avellina, Daniela Giampiccolo Scuola dell’infanzia Bruno Munari, Ragusa; Dirigente Scolastico Steve Mike Ro- 22 sario Palumbo Piccionello, Giocando simpara: nella scuola dinfanzia un tempo masseria. Panel 3 – aula 209 Coordina: Luca Bravi Università di Firenze • Chiara Grassi Istituto Comprensivo Leonardo Fibonacci, Pisa; Dirigente Scolastico Luca Zoppi, Public speaking. Leducazione linguistica per linclusione • Luciella Ragusa Istituto Comprensivo Berliguer, Ragusa; Dirigente Scolastico Carmela Sgarioto, Nelle masserie: ieri e oggi • Anna Grazia Visti Istituto Comprensivo Cosimo De Giorgi di Lizzanello e Merine, Lecce; Dirigente Scolastico Maria Assunta Corsini), Un, due, tre ... Storia (“Cinquanta e Cinquanta”) • Carmen Mazzeo, Maria Grazia Seminara Istituto Comprensivo Cosimo De Giorgi di Lizzanello e Merine, Lecce; Dirigente Scolastico Maria Assunta Corsini, Voci dalla Shoah – La Shoah e le leggi razziali. Panel 4 – aula 211 Coordina: Enrica Salvatori Università di Pisa • Alberto Magni, Stefania Brigatti, Istituto Tecnico Statale Viganò Merate, Lecco; Dirigente Scolastico Manuela Campeggi, La Resistenza nel Meratese e nel Casatese, con la partecipazione degli studenti: Giacomo Arrigoni, Aya Boualdja • Francesco Baldassarre Liceo Classico Giambattista Vico, Chieti; Dirigente Scolastico Paola Di renzo, Antonino Orlando Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Rigenerare Memoria, con la partecipazione degli studenti: Lorenzo D’Arcangelo, Antonio Ranalli • Giuseppina Acerbo Liceo Scientiico Nicola Moreschi, Milano; Dirigente Scolastico Carmela Tuè, Le fonti della memoria, con la partecipazione degli studenti: Giorgio Berretta, Elia Danna, Andrea Pierucci, Daniela Stella Toti. • Elisabetta L’Innocente Istituto Tecnico Tecnologico Primo Levi Sant’Egidio alla Vibrata, Teramo, Dirigente Scolastico Lucia Condolo), Love Memory Bag, con la partecipazione degli studenti: Jennifer Di Nicolantonio, Ginevra Di Pietro, Angelica Gatti Giovanardi, Mairantonietta Uliano, Davide Vulpiani 23 13.00-14.30 Pausa pranzo FORLILPSI – 13.00-14.30 Tavola rotonda – Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo – Aula Magna Uno sguardo sul patrimonio materiale e immateriale di ambito storico-educativo • Gianfranco Bandini, Vicepresidente della SIPSE • Elisabetta Patrizi, Segretario della Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo • Francesca Davida Pizzigoni, Ricercatore dell’Indire – Torino • Gianfranco Staccioli, Direttore del Museo della scuola di Firenze La categoria di patrimonio storico-educativo accoglie al suo interno un insieme molto eterogeneo di fonti, materiali banchi, sedie, lavagne, complementi vari di arredo scolastico, biblioteche etc. e immateriali canzoni, ricordi etc., che sono dotate di un grande potenziale euristico, importante da esplorare e condividere ai ini della ricostruzione di una storia della scuola e, più in generale, dell’educazione aperta a nuove letture e capace di restituire la vividezza della concreta prassi formativa. Da tempo queste “nuove fonti di studio” hanno destato l’interesse della comunità accademica internazionale, portando alla costituzione di società scientiiche inalizzata alla promozione dello studio, della conservazione e dalla valorizzazione del patrimonio storico-educativo. Da queste premesse ha preso le mosse la Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo SIPSE, che è nata nel  su iniziativa di un gruppo di storici dell’educazione italiani impegnati da diversi anni nel campo dello studio e della valorizzazione del patrimonio storico-educativo all’interno di atenei dotati di musei della scuola, della didattica e dell’educazione e/o di archivi, laboratori e centri di documentazione specializzati. Nonostante la sua giovane storia la SIPSE ha avuto modo di accreditarsi a livello nazionale come centro di coordinamento rispetto ai temi inerenti il patrimonio storico-educativo, focalizzando i suoi interventi convegni, seminari, workshop, corsi di formazione, pubblicazioni, etc. su due principali poli di interesse: la valorizzazione delle esperienze didattiche incentrate sul patrimonio 24 storico-educativo e il censimento del patrimonio storico-educativo presente nel territorio nazionale. Il presente Panel intende, a partire dalle attività svolte dalla SIPSE in questi due ambiti, illustrare i progetti in corso e quelli futuri che utilizzano la public history come modalità privilegiata di coinvolgimento e partecipazione di pubblici diversi, soprattutto non accademici, per far crescere una condivisa e consapevole attenzione al patrimonio. FORLILPSI – 14.30-16.00 Panel 3 – aula 211 Intrecci di memorie. Fare Public History tra scuola, Università e territorio Coordinatore: Stefano Oliviero • Stefano Oliviero Università di Firenze, Scuola, Università e territorio. Uno sguardo storico-educativo • Gabriele Scalini Comune di Signa, Le esperienze di Public History come occasione di rilancio del ruolo formativo delle Pubbliche Amministrazioni: lesperienza del Comune di Signa • Marianna Di Rosa, Emma Matteuzzi AIEM – Associazione Italiana Educatori Museali, Oltre leducazione museale: dal museo al territorio • Francesca Bini, Savina Patruno Istituto Comprensivo di Signa), Scuola e comunità educante: un connubio possibile Intrecci di memorie è un progetto di Public History sviluppato a partire da un percorso di educazione civica costruito dall’anno scolastico - a Signa FI grazie alla sinergia tra scuola, Università ed altri soggetti espressione del territorio, fra cui l’amministrazione comunale, la sezione locale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e il Museo della Paglia. Il progetto, quest’anno - alla sua seconda edizione, si è avvalso del coordinamento di un gruppo di ricerca dell’Università di Firenze, guidato in particolare da Stefano Oliviero Unii e coadiuvato dall’Associazione Italiana Educatori Museali. Intrecci di memorie mira a favorire lo sviluppo della comunità locale grazie alla scoperta e alla condivisione delle memorie e della storia del territorio con la partecipazione attiva degli studenti dai  ai  anni, degli insegnanti, delle istituzioni e più in generale di tutti i cittadini, coinvolti direttamente nella scoperta e ricostruzio- 25 ne dell’identità collettiva attraverso l’intreccio delle memorie di lavoro e di Liberazione. La paglia, come elemento primario che caratterizza la nota produzione secolare di cappelli e altri oggetti in quel territorio, ha veicolato così il percorso di partecipazione, ricerca e formazione degli studenti durante la didattica curricolare, degli insegnanti impegnati nella coprogettazione e parallelamente in una sorta di corso di formazione professionale e dei cittadini chiamati a condividere le loro memorie sollecitati dall’intervento della scuola. Il Panel, oltre a descrivere il progetto e l’esperienza in corso in termini di svolgimento e di risultati, grazie agli interventi di alcuni fra i protagonisti, tenterà di ofrire un rapido quadro storico-educativo di fondo sul rapporto tra scuola e territorio nonché di avanzare alcune prospettive di azione e di ricerca per il futuro. Weaving Memories. Making Public History between School, University and Territory Coordinator: Stefano Oliviero University of Florence • Stefano Oliviero University of Florence, School, University and Community. A historical-educational perspective • Gabriele Scalini Signa Municipality, Public History experiences as an opportunity to revitalise the educational role of Public Administration: The contribution of the City of Signa • Marianna Di Rosa, Emma Matteuzzi AIEM – Italian Association of Museum Educators, Beyond museum education: from museum to territory • Francesca Bini, Savina Patruno Signa school, School and learning community: a possible synergy Intrecci di memorie weaving memories is a Public History project developed from a civic educationa path, starting in the school year - in Signa Florence, thanks to the synergy between th school, the University and other local institutions including the municipality, the local section of th Italian Association of the Italian Partisans and the Museum of straw. The project, this year -  is at its nd edition, is coordinated by a research team from the University of Florence, led speciically by Stefano Oliviero and assisted by the Italian Association of Museum Educators. Through the discovery and sharing of memories and history of the area, the project aims to encourage the development of the local community with the engagement of students aged  to , teachers and in- 32 historical phases according to the repeated transformations of the various working environments with the emergence of new needs and the progressive disappearance of others. In other words, the union as an organized body – with its activists, grassroots delegates, oicials and managers – is both a recipient and producer of Public History. On the one hand, training on a historical basis has a special place in trade union training programsat various levels, an activity that increasingly tends to combine classic forms with proposals for the transmission of content that are more experimental in terms of language and more participatory. On the other hand, the public function of historical research becomes a central element for the discussion on the mutations of productive organisations, working identities and forms of representation, claiming, negotiating and protecting, not limiting itself to the reception of what is produced in the academic ield but spurring the production of research and in this way opening wider and wider spaces for co-research involving scholars, workers and trade unionists. The Panel intends to explore these interconnected dimensions, where the training activity acts on the thread of the investigation with a historical background, the creation of exhibition itineraries becomes a moment of training and collection of stories and memories and the research an activity open to comparison and solicitations coming from that particular type of public which is the trade union organization. Panel 5 – aula 209 Didattiche innovative nei Laboratori universitari italiani di Public History Coordinatrice: Aurora Savelli Università di Napoli “L’Orientale” • Stefano Dall’Aglio Università Ca’ Foscari Venezia, Il Laboratorio di Public History di Ca Foscari. Scrivere la storia con Wikipedia • Renzo Repetti Università degli Studi di Genova, Ludicizzazione della storia: esperienze didattiche nel Laboratorio di Public History dellUniversità di Genova • Tommaso Caliò e Arnaldo Donnini Università di Roma “Tor Vergata”, Il blog della Magistrale di Storia di Tor Vergata • Giovanna Bino Ispettrice archivistica onoraria, Il Laboratorio di Public History Gender Studies Salento 33 Dall’anno di costituzione di AIPH  l’interesse per la Public History è andato crescendo nelle Università, dove sono state attivate diverse tipologie di programmi di insegnamento di Public History. Nel corso degli anni le Conferenze nazionali AIPH hanno ospitato sul tema tavole rotonde e Panel, tra cui quello, curato da chi scrive, dedicato ai Laboratori di Public History nell’ambito della Conferenza AIPH di Santa Maria Capua Vetere cfr. AIPH 9. Book of Abstract, Panel . In seguito, una recente iniziativa seminariale organizzata presso l’Università di Napoli “L’Orientale” – qui il programma completo: https://www.unior.it/agenda/view_ event//i-laboratori-di-public-history-nelle-universita-italiane-attivita-side-prospettive.html – ha consentito un approfondimento delle attività laboratoriali, presentate e discusse dalle/dai partecipanti di diversi Atenei in relazione ad alcuni speciici punti: le ragioni che hanno spinto ad attivare un percorso laboratoriale anziché altre tipologie di programma universitario; le attività didattiche svolte; le sinergie attivate con i territori di riferimento; le criticità e le prospettive future. Il seminario campano ha messo in luce la grande varietà delle esperienze dei Laboratori universitari di Public History, attivati in Corsi di studio diversi, e anche alcune linee comuni, come la vocazione collaborativa sia con i territori sia con altre discipline, la dimensione professionalizzante, la presenza di pratiche innovative di didattica della storia. È su questo ultimo punto che si concentra il presente Panel, mostrando come la Public History abbia contribuito in modo determinante ad un ripensamento degli strumenti e delle metodologie didattiche. Innovative teaching in the Italian University Workshops of Public History Coordinator: Aurora Savelli University of Naples “L’Orientale” • Stefano Dall’Aglio Università Ca’ Foscari Venice, The Public History Workshop at Ca Foscari. Writing History with Wikipedia. • Renzo Repetti Università of Genoa, Gamifying History: Teaching experiences in the Public History Workshop of the University of Genoa • Tommaso Caliò and Arnaldo Donnini Università of Rome “Tor Vergata”, The Tor Vergata History Masters degree course blog. • Giovanna Bino Honorary Archives Inspector, The Gender Studies Salento Public History Workshop 34 Since the year AIPH was established , interest in Public History has been growing in the universities, where diferent typologies of Public History teaching programmes have been activated. Over the years, AIPH National Conferences have been hosting round tables and Panels on the topic, including the one, organised by me, dedicated to Public History Workshops AIPH Conference in Santa Maria Capua Vetere, see AIPH 9. Book of Abstract, Panel . Later on, a recent seminar organised at the University of Naples “L’Orientale” – here the full programme: https://www. unior.it/agenda/view_event//i-laboratori-di-public-history-nelle-universita-italiane-attivita-side-prospettive.html – allowed for an in-depth analysis of the workshops, which were presented and discussed by participants from diferent universities in relation to some speciic points: the reasons for activating a Public History workshop instead of other types of university modules; the teaching activities carried out; the synergies activated with the reference communities; the critical issues and future perspectives. The seminar highlighted the great variety of experiences of university Public History workshops, activated in diferent study programmes, but also some common threads, such as the collaborative vocation both with the communities and with other disciplines, the professionalisation aspect, and the presence of innovative history teaching practices. This Panel focuses on this last point, showing how Public History has contributed decisively to a reappraisal of teaching tools and methodologies. Panel 1 – aula 209 Percorsi di public history tra scuola, università e territorio: teorie e pratiche Coordinatore: Pietro Causarano Università di Firenze • Sara Bruni Università di Pisa, Università – Territorio – Scuola: il progetto PA.CO.net – Patrimoni e Comunità in rete, a Empoli • Gianfranco Bandini Università di Firenze, La Public History per le professioni educative: teoria e casi di studio • Paola Malacarne Comune di San Casciano Val di Pesa, Esperienze di public history a San Casciano Val di Pesa (FI): tra didattica e cittadinanza attiva • Michela Nocita Sapienza, Università di Roma, COMES: Comunità e memorie scolastiche nel progetto di avvio alla III missione Sapienza Quanta storia nella scuola 35 Il Panel, dedicato alla Public History e ai percorsi educativi partecipativi, investe modalità cooperative nell’acquisizione di consapevolezza storica difusa all’interno di processi formativi, sia formali e informali sia non formali. Una relazione riguarda la dimensione professionale della docenza e il nesso con i saperi storici in chiave trasformativa e non solo performativa Bandini. Il rapporto con le comunità locali e il territorio, con le loro istituzioni e il loro patrimonio, è il ilo conduttore degli altri interventi: la scuola come comunità educante attraverso il suo archivio e la sua biblioteca in relazione alle famiglie e al contesto esterno nel progetto CoMeS a Roma Nocita; la rigenerazione urbana su base territoriale e la valorizzazione del patrimonio storico anche museale nei comuni del circondario Empolese-Valdelsa nel progetto PA.CO.net Bruni; i percorsi urbani di Public History e l’identità locale in evoluzione a S. Casciano Val di Pesa, in rapporto con le scuole e la cittadinanza, attraverso odonomastica, toponomastica e epigraia Malacarne. Paths of public history between school, university and territory: theories and practices Coordinator: Pietro Causarano University of Florence • Sara Bruni University of Pisa, University – Territory – School: the project PA.CO.net – Patrimoni e Comunità in rete, a Empoli • Gianfranco Bandini University of Florence, Public History for the Educational Professions: Theory and Case Studies • Paola Malacarne Municipality of San Casciano Val di Pesa, Public history experiences in San Casciano V.P. FI: between didactics and active citizenship • Michela Nocita Sapienza, University of Rome, COMES: COmunità e MEmorie Scolastiche (community and school memories) The Panel, dedicated to Public History and participatory educational paths, invests cooperative methods in the acquisition of widespread historical awareness within both formal/informal and non-formal educational processes. A report concerns the professional dimension of teaching and the link with historical knowledge in a transformative and not just a performative key Bandini. The relationship with local communities and the territory, with their institutions and their heritage, is the common thread of the other reports: the school as an educating community through its 36 archive and its library in relation to families and the external context in the project CoMeS in Rome Nocita; urban regeneration on a territorial basis and the enhancement of the historical heritage including museums in the municipalities of the Empolese-Valdelsa district in the project PA.CO.net Bruni; the urban paths of Public History and the local identity in evolution in San Casciano Val di Pesa, in relation with the schools and the citizens, through namesake, toponymy and epigraphy Malacarne. Ospedale degli Innocenti – 18.30 – 20.00 Tavola Rotonda – Come inanziare progetti di Public History a cura di Giampaolo Salice Università di Cagliari • Sergio Riolo, Fondazione Il Cantastorie, Napoli • Luigi Vergallo, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Milano • Erika Salassa, Fondazione , Torino • Enrica Salvatori, Centro Interuniversitario per la ricerca e lo sviluppo della Public History CISPH, Roma • Igor Pizzirusso, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Milano • Anthony Santilli, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti ANPPIA, Roma. Mercoledì 7 giugno 2023 FORLILPSI – 9.30-18.00 Rievocazione medievale nell'atrio del Dipartimento. In occasione della prima presentazione del Glossario della Rievocazione, diversi ricostruttori appartenente all’associazione Gilda historiae e a Spadanera mostreranno le loro ipotesi ricostruttive di epoca medievale, spiegando al pubblico le metodologie utilizzate. Medieval re-enactment in the atrium of the FORLILPSI Department. On the irst presentation of the Glossary of the Reenactment, several reconstructors belonging to the Gilda historiae association 37 and to Spadanera will show their reconstructive hypotheses of the medieval era, explaining to the public the methodologies used. FORLILPSI – 9.30-11.00 Panel 8 – aula 209 Esperienze di didattica universitaria di Public History. Insegnare Public History a Scienze Politiche: incontri e scontri dentro percorsi interdisciplinari. Coordinatori: Fulvio Conti e Sheyla Moroni Università di Firenze • Silvia Pezzoli e Sheyla Moroni Università di Firenze, La storia “raccontata” attraverso le serie tv • Giorgia Bulli Università di Firenze, La storia della “destra” italiana e tedesca ripercorsa e spiegata attraverso la “musica identitaria” • Maria Stella Rognoni Università di Firenze e Associazione DiMMi, Il lavoro di raccolta, analisi e restituzione delle fonti (orali e scritte) che riguardano le migrazioni • Laura De Gregorio Università di Firenze, La storia dei “cammini religiosi” Con questo Panel si intende proporre una rilessione su come si può insegnare la “Public History” in sistemi universitari impostati con percorsi già fortemente interdisciplinari. Tutte le esperienze presentate sono già in atto e/o sono già state compiute presso i Corsi di Laurea a forte vocazione interdisciplinare, all’interno della Scuola di Scienze Politiche e del Dipartimento di Scienze Politiche di Firenze. Si ritengono di particolare interesse le équipe di docenti che lavorano a stretto contatto con la sociologia della comunicazione, con la scienza politica e il diritto ecclesiastico ed anche il lavoro comune svolto da storici contemporaneisti, modernisti, storici delle relazioni internazionali ed anche di area e l’impegno con delle Associazioni del territorio. Le tematiche proposte sono legate a ricerche avviate con vari obiettivi soprattutto relativi alla didattica, ma anche alla presentazione di progetti di ricerca nazionali e internazionali: la storia “raccontata” attraverso le serie tv Silvia Pezzoli, sociologa della comunicazione e Sheyla Moroni, storia contemporanea 38 la storia della “destra” italiana e tedesca ripercorsa e spiegata attraverso la “musica identitaria” Giorgia Bulli, scienziata politica il lavoro di raccolta, analisi e restituzione delle fonti orali e scritte che riguardano le migrazioni e il loro uso per una “storia da e per” audiences ampie e settoriali nonché scolastiche Maria Stella Rognoni, storia dell’Africa e Associazione DiMMI. la storia dei “cammini religiosi” riscoperta in questi ultimi anni e qui narrata al tempo stesso nella dimensione di pellegrinaggio verso l’alto, di cammino attraverso il territorio e le sue memorie Laura De Gregorio, giurista canonista ed ecclesiasticista; Luca Mannori, storico moderno, Letizia Materassi, sociologa della comunicazione. Experiences of university teaching of Public History. Teaching Public History in Political Science: encounters and clashes between interdisciplinary paths Coordinators: Fulvio Conti and Sheyla Moroni University of Florence • Silvia Pezzoli e Sheyla Moroni University of Florence, History/ ies narrate through TV series • Giorgia Bulli University of Florence, The history of the Italian and German right retraced and explained through identity music • Maria Stella Rognoni University of Florencee and Association DiMMi, The work of collecting, analysing and restoring sources (oral and written) concerning migration • Laura De Gregorio University of Florence, The history of religious paths This Panel intends to propose a relection on how ‘Public History’ can be taught in university systems set up with already strongly interdisciplinary courses. All the experiences presented are already in place and/or have already been carried out in degree courses with a strong interdisciplinary vocation, within the School of Political Science and the Department of Political Science in Florence. Teams of professors working in close contact with the sociology of communication, political science and ecclesiastical law and also the joint work carried out by contemporary historians, modernists, historians of international relations and also area historians and the engagement with associations in the area are of particular interest. The proposed topics are linked to research undertaken with various 39 objectives mainly related to teaching, but also to the presentation of national and international research projects: History/ies narrate through TV series Silvia Pezzoli, sociologist of communication e Sheyla Moroni, contemporary history the history of the Italian and German right retraced and explained through identity music Giorgia Bulli, political scientist the work of collecting, analysing and restoring sources (oral and written) concerning migration and their use for a “history by and for” broad and sectoral audiences as well as school audiences Maria Stella Rognoni, History of Africa and DiMMI Association. The history of religious paths rediscovered in recent years and narrated here in the dimension of pilgrimage upwards, of a journey through the territory and its memories Laura De Gregorio, canon lawyer and ecclesiasticist; Luca Mannori, modern historian, Letizia Materassi, communication sociologist. Panel 9 – aula 210 Drammaturgie di genere: dalle fonti alla scena Coordinatrice: Aurora Savelli Università di Napoli L’Orientale • Edoardo Accattino, Malvina Ongaro Università del Piemonte Orientale, Pericolanti di ieri e di oggi: portare in scena la storia dei marchesi di Barolo e del loro Rifugio • Simona Buscella Associazione Città di Narni, Silvia Imperi Teatro Artò, Una giornata qualunque al Beata Lucia. Dallarchivio alla ricostruzione storica ino alla rappresentazione teatrale • Nicola Zavagli Compagnia Teatri d’Imbarco, Fino allultimo sguardo. Un ritratto teatrale di Tina Modotti • Silvia Mantini Università dell’Aquila, Dallautobiograia di una mistica del Seicento ad una tragedia moderna Valorizzare e far conoscere le fonti storiche è uno dei campi di azione della Public History: tra i più delicati, in termini di deontologia professionale, e di più complessa realizzazione. Le vie sono molteplici: tra queste, particolari potenzialità esprime il teatro, nella forma del reading, o del teatro-documento, o di spettacoli che sperimentano un coinvolgimento più forte del pubblico teatro condiviso. Le fonti richiedono una speciica preparazione per il loro uso didattico e narrativo, sono terreno in cui gli storici esercitano competenze speciiche, ainate da studio e da pratica di archivio, 40 ma “resta il fatto che esse possiedono potenzialità di coinvolgimento, emotivo oltreché intellettuale, certamente straordinarie”, tanto più su soggetti come biograie e egodocumenti. Il Panel ofre alla discussione tre esperienze di teatralizzazione della storia di genere: uno spettacolo su una nobile ilantropa piemontese dell’Ottocento, a partire da uno scavo in un cospicuo archivio di famiglia Giulia Colbert di Barolo; su una biograia collettiva di maestre rurali a Narni, un Comune dove virtuose pratiche di gender public history sono ormai di casa; su una fotografa e attivista del Novecento Tina Modotti in un teatro alla periferia di Firenze dove opera un drammaturgo che da molti anni – con il sostegno del Comune e della Regione Toscana – mette in scena la storia e le storie. In ogni caso, occorre misurarsi con problemi posti dall’esigenza di non tradire la fonte e di restituirla in modo non convenzionale e poetico, capace di coinvolgere emozionalmente il pubblico, selezionando, scartando, ainando la scrittura drammaturgica. Sono operazioni che da una parte, nel metodo di lavoro, richiamano il modo di procedere dello storico nel dialogo serrato e ineludibile tra fonte, storiograia, scrittura, dall’altra necessitano di rilessione speciica su come adattare un testo alla scena, sui canali più eicaci di comunicazione, ino al possibile sorprendente esito di un teatro ‘oltre il teatro’, che dalla storia e dalla sua teatralizzazione approda a processi di costruzione di reti di comunità Le pranzarole. Gender Dramaturgies: from Sources to the Stage Coordinator: Aurora Savelli University of Naples “L’Orientale” • Edoardo Accattino, Malvina Ongaro University of Piemonte Orientale, Past and present teetering: staging the story of the Marquises of Barolo and of their Refuge • Simona Buscella Città di Narni Association, Silvia Imperi Teatro Artò, An ordinary day at Beata Lucia. From the archives to the historic reconstruction up to the theatre adaptation • Nicola Zavagli Teatri d’Imbarco, Until The Last Look. Tina Modotti, a portrait on stage • Silvia Mantini University of L’Aquila, From the autobiography of a 17th century mystic to a modern tragedy Enhancing and making historical sources well known is one of the ields of action of Public History: one of the most delicate, in terms of professional deontology, and the most complex to implement. 41 There are many ways: among these, theatre expresses a particular potential, in the form of readings, or document-theatre, or performances that experiment a stronger involvement of the audience shared theatre. Sources require a speciic preparation for their didactical and narrative use, they are terrain in which historians exercise speciic skills, reined by study and archive practice, but “the fact remains that they possess a potential for involvement, emotional as well as intellectual, that is certainly extraordinary”, all the more so on subjects such as biographies and egodocuments. The Panel ofers for discussion three experiences of the dramatisation of gender history: a performance on a noble Piedmontese philanthropist of the 9th century, starting from an investigation into a family archive Giulia Colbert di Barolo; on a collective biography of rural schoolteachers in Narni, a municipality where virtuous practices of gender public history are now well established; on a th-century photographer and activist Tina Modotti in a theatre on the outskirts of Florence where a playwright has been working for many years – with the support of the municipality and the Tuscany Region – to stage history and stories. In any case, one has to measure oneself against the problems posed by the need not to betray the source and to return it in an unconventional and poetic way, capable of emotionally involving the audience, selecting, discarding, reining the dramaturgical writing. These are operations that on the one hand, in their working method, recall the historian’s way of proceeding in the tight and inescapable dialogue between source, historiography, writing, and on the other require speciic relection on how to adapt a text to the stage, on the most efective channels of communication, up to the possible surprising outcome of a theatre ‘beyond theatre’, which from history and its theatricalisation arrives at processes of building community networks Le pranzarole. FORLILPSI – 11.15-12.45 Panel 10 – aula 211 Storia e ‘storie’, tra fonti e pubblico: progetti digitali istituzionali, strategie di co-creazione e riuso Coordinatrice: Chiara De Vecchis AIB – Associazione italiana biblioteche • Elisabetta Castro Istituto centrale per il catalogo unico delle 48 FORLILPSI – 13.00-14.30 Riunioni dei Gruppi di Lavoro dell’AIPH AIPH Working Groups Meeting FORLILPSI – 14.30-16.00 Panel 7 – aula 209 Un sito web in progress per narrare una storia rimossa: www.intellettualinfuga.com Coordinatrice: Patrizia Guarnieri Università di Firenze • Andrea Daltri Biblioteca Universitaria di Bologna – Archivio storico, Quando le fonti escono dagli archivi ed entrano nelle storie di digital public history • Diana Castelnuovo-Tedesco responsabile patrimonio musicale del compositore Mario Castelnuovo-Tedesco, New York, Digital Public History come tessuto connettivo di memorie: la mia esperienza nel presentare i miei parenti sul sito Intellettuali in Fuga • Francesca Parmeggiani Fordham University, New York, Found in translation: insegnare e tradurre Vite in movimento dallItalia fascista agli Stati Uniti Il sito web è stato lanciato per la Giornata della Memoria 9, dopo l’° anniversario delle leggi razziali e riguarda la storia sommersa della migrazione qualiicata di ebrei e antifascisti non necessariamente militanti attraverso le loro storie di vita. E’ un’opera digitale, bilingue, ad accesso gratuito con oltre mila visualizzazioni da tutto il mondo; di cui esce una nuova edizione riveduta e ampliata online a giorni che nasce proprio dalla crescita di questa esperienza di DPH. Il Panel mostra come sia decisiva l’interazione con esperti di altre discipline e settori archivisti, informatici, giornalisti, insegnanti, bibliotecari, traduttori, e storici dell’arte o della isica, nonché isici, artisti, medici e soprattutto con discendenti sparsi nel mondo dei protagonisti di cui ricostruiamo le travagliate storie. Li contattiamo o ci contattano, ci aidano fonti, memorie, fotograie. Il rapportarsi con persone, comunità e reti diverse sia professionali sia identitarie italo americane, ebraiche in Italia e all’estero, familiari ramiicate in più paesi e generazioni, associa- 49 zioni femminili di professioniste, organizzazioni per l’assistenza a accademici e studenti a rischio e in fuga da paesi si traduce in una loro partecipazione alla ricerca e alla comunicazione, che interagisce e si ripercuote sulla ricerca stessa, e induce il confronto tra memorie e fonti diverse, oblii privati e pubblici, e soprattutto attiva commistioni e nuove modalità di comunicazione. Transnazionale nelle fonti, nei contenuti, e nella difusione, pubblicata e in progress, Intellettuali in fuga si avvantaggia di quanto la DPH può ofrire, inclusa la possibilità di fare aggiornamenti e correzioni, che si presentano necessarie in una storia rimossa e perciò costellata da narrazioni di copertura. Tra i contributi di cui Intellettuali in fuga si nutre, il Panel propone tre tipologie diverse, anche per origine professionale, geograica e relazionale. An in-progress website, to tell a hidden history: intellettualinfuga.com Coordinator: Patrizia Guarnieri University of Florence • Andrea Daltri University of Bologna – Library and Archive, When the sources leave the archives and enter the stories of Digital Public History • Diana Castelnuovo-Tedesco Mario Castelnuovo-Tedesco Archive, New York, Digital Public History as connective tissue of memories: my experience presenting family members on the site Intellectuals Displaced from Fascist Italy • Francesca Parmeggiani Fordham University, New York, Found in translation: teaching and translating Lives on the move from Fascist Italy to the United States The website Intellettuali in fuga dall’Italia fascista / Intellectuals displaced from Fascist Italy, launched on the Day of Memory in 9, ater the th anniversary of the racial laws, is about the hidden history of migration of Jewish and antifascist intellectuals – the latter not necessarily militants – through their life stories. It is a digital, bilingual, open-access digital project, which has received over . views from around the world since its inception. A newly revised and expanded version soon to go live stems precisely from the development and growth of this original DPH experience. This Panel aims to show how key to this project has been the interaction with experts from diferent disciplines and ields including archivists, computer scientists, journalists, teachers, li- 50 brarians, translators, and historians of art or physics, but also physicists, artists, and physicians and especially with the descendants, scattered around the world, of the protagonists whose troubled histories we reconstruct. We contacted them or they contacted us; they entrusted us with sources, memoirs, and photographs. The relationship with diferent people, communities and networks, both professional and identity-making e.g., Italian American communities, Jewish networks in Italy and abroad, families across multiple countries and generations, associations of professional women, and organizations to assist academics and students at risk and leeing their countries, turns into their participation in the research and communication process, which impacts the research itself, fosters a comparative exploration of diferent memories and sources, of private and public oblivion, and above all, activates new exchanges and modes of communication. Transnational on account of its sources, contents and modes of dissemination, this project, both published and in progress, takes advantage of what DPH can offer, including the possibility of providing updates and making corrections, which are necessary when telling a hidden history that is punctuated by cover-up narratives. This Panel presents three types of contributions to Intellettuali in fuga, from three diferent professional, geographical, and relational backgrounds. Panel 13 – aula 210 La Public History tra rievocazione e ricostruzione: proposte operative Coordinatrici: Enrica Salvatori Università di Pisa e Francesca Baldassarri Gilda Historiae • Sara Paci Piccolo Docente di Storia del Costume e della Moda e Jacopo Matricciani Spadanera, Il Glossario della Rievocazione • Roberta Benini Comitato per la valorizzazione delle Associazioni e delle Manifestazioni di Rievocazione e Ricostruzione Storica della Regione Toscana e Stefano Perini Associazione Culturale Antichi Popoli, La rievocazione storica tra valore culturale e identità sociale – Il quadro normativo toscano • Cinzia Cappelletti Compagnia di Porta Giovia di Milano, Daniele Calcagno Medievista paleografo diplomatista e Antonio Sanò Associazione Storica ème Régiment d’Infanterie de Ligne), Idee per un corso formativo per rievocatori 51 Un settore di indubbio interesse per la Public History è quello delle feste storiche, sia per l’importanza dell’evento rievocativo nel rapporto tra la comunità e la “sua” storia, sia per il complesso rapporto tra rievocazione e ricostruzione, sia per il ruolo che il public historian può svolgere in quell’ambito. L’opportunità di approfondire il rapporto tra rievocazione e Public History deve passare attraverso azioni concrete quali la creazione di occasioni formative per i rievocatori / ricostruttori, la deinizione e comprensione delle diverse professionalità che vengono coinvolte nelle feste storiche, la delineazione di linee guida, normative e glossari condivisi. Il ricostruttore, come organizzatore / promotore di eventi a qualsiasi livello – dalla grande manifestazione al piccolo laboratorio didattico – si può riconoscere negli scopi della public history e trovare nelle sue “migliori pratiche” un prezioso appoggio per vedere riconosciuta la sua professionalità. L’afermazione a livello nazionale della public history e il contemporaneo rilievo raggiunto dalle rievocazioni nel turismo culturale unito anche al maggiore interesse dell’accademia per la terza missione hanno inoltre creato oggi una congiuntura estremamente favorevole, in grado di modiicare, se non di ribaltare, la tradizionale diidenza reciproca tra rievocatori e storici accademici. In questa sede si presenteranno alcune proposte operative per cementare il legame tra mondo della rievocazione e Public History. Da chi presenta il Panel, unitamente all’introduzione generale, sarà illustrato il syllabus del corso di Storia Pubblica Digitale svoltosi in questo anno accademico presso l’Università di Pisa in collaborazione con un’associazione del settore, Gilda Historiae. In seguito si illustrerà la prima versione di un glossario condiviso creato all’interno del gruppo rievocazione e che viene contestualmente distribuito al pubblico in forma cartacea e digitale perché sia commentato e aggiornato. Sarà inoltre afrontato l’importante tema delle normative tese a disciplinare le rievocazioni storiche a livello regionale con gli inevitabili collegamenti a possibili bandi di inanziamento regionali o nazionali. Inine si presenterà una bozza di proposta per un corso formativo per rievocatori nell’ottica della Public History. PH between re-enactment and reconstruction: some proposals Coordinators: Enrica Salvatori University of Pisa e Francesca Baldassarri Gilda Historiae • Sara Paci Piccolo Teacher of History of Costume and Fashion e Jacopo Matricciani Spadanera, Reenactment Glossary 52 • Roberta Benini Committee for the enhancement of the Associations and Events of Re-enactment and Historical Reconstruction of the Tuscany Region e Stefano Perini Antichi Popoli Cultural Association, The historical re-enactment between cultural value and social identity – The Tuscan regulatory framework • Cinzia Cappelletti Compagnia di Porta Giovia in Milan, Daniele Calcagno Medievalist palaeographer e Antonio Sanò Historical Association ème Régiment d’Infanterie de Ligne), Ideas for a training course for reenactors Historical festivals are a ield of undoubted interest for Public History, for the importance of the re-enactment in the relationship between the communities and “their” history, for the complex relationship between re-enactment and reconstruction and inally for the role that the public historian can carry out in this area. The opportunity to deepen the relationship between re-enactment and Public History must pass through concrete actions, such as the creation of training opportunities for re-enactors / reconstructors, the deinition and understanding of the diferent professionals involved in historical festivals, the writing of guidelines, regulations and shared glossaries. The reconstructor, as organizer / promoter of events at any level – from large ones to small educational workshops – should agree with the aims of Public History and ind in the “best practices” a precious support to his/her skills and competences be recognized. The airmation of public history at a national level and the contemporary importance achieved by re-enactments in cultural tourism also combined with the greater interest of the academy for the third mission set up today an extremely favorable situation, capable of overturn the traditional mutual distrust between re-enactors and academic historians. In the last two years, the AIPH and the C.E.R.S European Consortium for Historical Re-enactments have intensiied their relationship on these issues. At the AIPH  conference the AIPH working group dedicated to Historical Festivals would like to present some practical proposals. The presenters, together with the general introduction, will illustrate the syllabus of the Digital Public History course held in this academic year at the University of Pisa in collaboration with Gilda Historiae. Then will be explained the irst version of a shared glossary created within the re-enactment group, simultaneously shared with the public in paper and digitally for commenting and updating. 53 The important issue of laws aimed at regulating historical re-enactments at a regional level will also be addressed with the inevitable links to possible regional or national funding calls. Finally, a drat proposal will be presented for a training course for re-enactors from the point of view of Public History. Panel 14 – aula 203 Pezzi di vita. Immagini, archivi e patrimoni museali nella narrazione dell’Altro Coordinatori: Gianluigi Mangiapane, Erika Grasso Museo di Antropologia ed Etnograia, Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Torino • Erika Grasso e Gianluigi Mangiapane Università degli Studi di Torino, Alterità in vetrina: cultura materiale e immagini provenienti dallaltrove tra paradigmi scientiici e modalità espositive • Paolo Del Vesco Museo Egizio di Torino, Lo spettacolo dellalterità. Resti umani nelle collezioni egittologiche • Anna Maria Pecci Ricercatrice indipendente, Pezzi di noi. Prendersi cura del patrimonio come forma di appartenenza • Giovanna Santanera Università degli Studi di Milano Bicocca, Il corpo digitale dei richiedenti asilo politico fra passato e futuro Pieces of Life. Images, Archives and Museum Heritages in the Narrative of the ‘Other’ Coordinators: Gianluigi Mangiapane, Erika Grasso Museum of Anthropology and Ethnography, University of Turin Museum System • Erika Grasso e Gianluigi Mangiapane University of Turin, Otherness on display: material culture and images from elsewhere between scientiic paradigms and exhibition modes • Paolo Del Vesco Museo Egizio of Turin, The Spectacle of Otherness. Human Remains in Egyptological Collections • Anna Maria Pecci Indipendent Researcher, Pieces about us. Taking care of the heritage as a way of belonging • Giovanna Santanera University of Milan Bicocca, The digital body of asylum seekers between past and future The proposal aims to investigate the repertoire of ideas and practices grounded on images, objects, artefacts, archival documents 54 and exhibition modes of otherness, and produced and reproduced by scientiic academy and cultural and governmental institutions. These practices contribute to the knowledge production and emerge as an exercise of power that belong to the past and continue to be replicated in the present. The Panel contributions include accounts of research, relections and practices of public history, which outlight continuities and discontinuities in the narrative related to the representation of the lives of “others” through fragments. Past and present reiication processes of artifacts and human remains of the biological representation of diversity through exoticising images belong to an on-going production of archives and collective repertoires in which subjectivities are exposed, represented and ‘controlled’ through diverse power devices and knowledge. In this sense, the four contributions move, in a diachronic sense, around the heritage and body of Others in which the deinition of self and otherness in public space is historically played out. Panel 15 – aula 211 Il valore partecipativo delle fonti e l’ecosistema Wikimedia: questioni di PH Coordinatore: Pierluigi Feliciati Università di Macerata • Pierluigi Feliciati Università di Macerata, Introduzione ai temi del Panel • Igor Pizzirusso Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Wikipedia e le fonti digitali sulla storia contemporanea • Iolanda Pensa Wikimedia Italia, SUPSI, Potenziare e facilitare luso delle fonti su Wikipedia Con oltre  miliardi di accessi al mese in più di  versioni linguistiche, Wikipedia è il sito di informazioni più consultato al mondo, disponibile con una licenza libera che ne permette tutti i riusi e aperto alla modiica di chiunque. L’apertura e la natura collaborativa di Wikipedia si basa su  risorse chiave: . l’uso di strumenti e licenze libere che rendono efettivamente possibili le modiiche e l’interoperabilità con documentazione in pubblico dominio o rilasciata con licenze compatibili; . un sistema di archiviazione l’infrastruttura MediaWiki usata da Wikipedia e dai progetti Wikimedia permette di archiviare ogni singola modiica da parte di ogni utente, permettendo di visualizzare e tornare alle versioni precedenti e di monitorare ogni contributo; . il riferimento alle 55 fonti ogni informazione e dato deve fare riferimento ad una fonte per permetterne la veriicabilità e non sono accettate ricerche originali. Il tema delle fonti e della loro attendibilità è quindi centrale all’interno di Wikipedia. Non è un caso infatti che i primi due pilastri dei  che costituiscono le regole auree dell’enciclopedia online siano dedicati proprio a questo tema: il primo prescrive infatti la veriicabilità di ogni informazione riportata nelle voci, che deve essere contenuta già in altre opere edite Wikipedia proibisce le ricerche originali; il secondo, oltre a imporre di mantenere sempre un punto di vista neutrale nella scrittura e nella redazione delle pagine, chiede espressamente che nel farlo vengano usate le fonti più attendibili, “specialmente nelle voci su argomenti controversi” https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cinque_pilastri. Tra queste, sono considerate sia le fonti cartacee che le fonti digitali, compresi siti, blog e banche dati. Questo Panel, nato dalle prime riunioni in seno al gruppo di lavoro Wiki-IPH, vuole rompere il ghiaccio sul rapporto tra i progetti Wikimedia e la Public History con un focus sulle fonti come chiave di volta del metodo storico applicato in un contesto digitale divulgativo e partecipativo, provando ad aprire un dibattito nella comunità dei public historians. The participative value of sources and the Wikimedia ecosystem: matters of Public History Coordinator: Pierluigi Feliciati University of Macerata • Pierluigi Feliciati University of Macerata, Introduction to the Panel topics • Igor Pizzirusso Ferruccio Parri Institute, Wikipedia and digital sources on contemporary history • Iolanda Pensa Wikimedia Italia, SUPSI, Strengthening and facilitating the use of sources on Wikipedia. With over  billion accesses per month in more than  language versions, Wikipedia is the most consulted information site in the world, available under a free license that allows all reuses and is open to modiication by anyone. The openness and collaborative nature of Wikipedia are based on three critical assets: . the use of free tools and licenses which efectively enable modiications and interoperability with documentation in the public domain or released under compatible licenses; . the archiving system the MediaWiki infrastructure used by Wikipedia and the Wikimedia 56 projects allows to archive every single modiication by each user, allowing for viewing and returning to previous versions and to monitor each contribution; . reference to sources all information and data must refer to a source to allow its veriiability and original research is not accepted. Then, sources and their reliability are fundamental to Wikipedia. It is no coincidence that the irst two pillars of the ive that make up the golden rules of the online encyclopedia are dedicated precisely to this topic: the irst prescribes the veriiability of any information reported in the entries, which must already be contained in other published sources Wikipedia prohibits original searches; the second, in addition to always requiring a neutral point of view in writing and editing the pages, expressly requests that the most reliable sources have been used, “especially when the topic is controversial” https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Cinque_pilastri. Within these, also digital sources are considered, including sites, blogs, and databases. Based on the irst meetings within the Wiki-IPH working group, this Panel aims to break the ice on the possible relationships between Wikimedia projects and Public History with a focus on sources as the keystone of the historical method applied in a popular and participatory digital context, aiming to open a discussion within the public historians’ community. Salone dei Cinquecento – 16.30-19.00 Apertura della V Conferenza dell’AIPH AIPH V conference opening Saluti istituzionali seguiti dalla tavola rotonda aperta a tutti su “I musei partecipativi” condotta da Valentina Zucchi Firenze, Associazione MUS.e con: Institutional greetings followed by the round table open to all on “Participatory museums” led by Valentina Zucchi Florence, MUS.e Association with: • Laura Barreca Palermo, Museo Civico Castelbuono. • Eva Degl’Innocenti Bologna, Direttrice Musei civici • Roberto Ferrari Firenze, Direttore Museo Galileo • Michele Lanziger Trento, Direttore MUSE e presidente ICOM 57 Giovedì 8 giugno 2023 FORLILPSI – 9.30-11.00 Panel 31aula 203 IMI: una storia di memoria e di oblio. Memoria e oblio. I militari italiani deportati dopo l’8 settembre: da “prigionieri di guerra” a “Italienische Militär-Internierte” Coordinatrice: Giuliana Iurlano Cesram – Centro Studi Relazioni Atlantico-Mediterranee • Francesca Salvatore Cesram-La Scuola Universitaria, Imi: una storia in (quasi) ogni famiglia italiana • Giovanna Bino Cesram – Ministero della cultura, IMI: storie di silenzio, storie di uomini, storie di donne in attesa del loro ritorno • Deborah De Blasi Cesram – Accademia della Minerva, Gli IMI magliesi nelle ricerche dei loro discendenti Nonostante il Comando Supremo della Wehrmacht avesse previsto, già il  luglio 9, sia il disarmo che l’internamento dei militari italiani e dei miliziani fascisti come contromisura tedesca per una eventuale uscita dell’Italia dalla guerra, furono oltre mila i militari italiani, che, catturati su più fronti dalle truppe tedesche dopo l’ settembre, subirono la deportazione e l’internamento nei lager nazisti, tra Jugoslavia, Francia, Albania, Grecia e isole dell’Egeo, Polonia, Paesi baltici e Unione Sovietica. Di questi, alcuni inirono, dopo viaggi interminabili in nave molte delle quali destinate ad essere afondate e nei famigerati vagoni piombati, nei campi di prigionia tedeschi in Germania, Austria ed Europa orientale. Il regime nazionalsocialista, dopo averli considerati in un primo tempo “prigionieri di guerra”, modiicò il loro status, il  settembre 9, prima in “internati militari italiani” IMI e poi in “liberi” lavoratori o – come sostiene Gehrard Schreiber – “schiavi militari italiani”, nel disprezzo della Convenzione di Ginevra, sottraendoli di fatto alla tutela della Croce Rossa Internazionale e all’assistenza di una potenza neutrale, per utilizzarli coattivamente come forza lavoro. Sottoposti per venti lunghi mesi ad un trattamento disumano, subirono umiliazioni, fame e le più tremende vessazioni. Decine di migliaia non fecero più ritorno. Coloro che riuscirono a sopravvivere furono segnati per sempre. Il progetto, inalizzato 64 le narrazioni, condividendo l’attenzione alle questioni di metodo nelle pratiche di Public History, per favorire la circolazione del sapere in un più ampio dibattito politico e culturale. Personal photographic archives of women in the digital age: private memories and public history Coordinator: Lucia Miodini Communication Studies and Archive Centre-University of Parma • Rafaella Biscioni, Università of Bologna, Personal photographic archive: conservation and dissemination on the web. The case study of Eva Brauns audiovisual archive • Silvia Mazzucchelli Doppiozero, The archive as therapy • Lucia Miodini Università of Parma, Photographic archives as an open work. Personal photographic archives and feminist archives. Storytelling and dissemination transmission • Valeria Palumbo RCS MediaGroup, « «Oggi di ieri»: how to present the magazine archives to the readers of Oggi The Panel presents a series of interventions on the enhancement and creative reuse of photographic archives in person kept in public and private institutions. The idea of the Panel was born from the exchange and the critical elaboration common to two working groups promoted by AIPH, the one on Photography and Public History and the one on Gender and Public History. The Panel proposes projects declined in Public History practices, united by the intention of enhancing and communicating photographic funds in public and private archives on the history of women and gender. The advent of digital technology has helped to break traditional patterns of construction, transmission and dissemination of cultural memory, to overcome in an innovative and creative way stereotypes and master narratives rooted in contemporary society. The proposals presented in the Panel, using technological innovation for better management of the archive and the expansion of accessibility to heritage, aim to relect on the most suitable tools to reairm the respect of diferences through concrete actions, capable of generating changes in narrative methodologies and practices. The Panel consists of four reports. Rafaella Biscioni presents the case study of the Eva Braun audiovisual archive photographic and home movies held at the National Archives in Washington and digitized for the general public. Valeria Palumbo proposes a relection on a theme that is particularly present 65 in the current debate: the experience, in terms of the present-day re-birth and gender, of Oggi di ieri, or the contextualized “re-use” of photos and archival articles. Lucia Miodini ofers an experience of re-functionalization of photographic collections of authors sources for the history of the feminist movement, where coexist, with inseparable links, the types of personal and collective archives. Silvia Mazzucchelli through a speciic case study, ofers food for thought on the archive of Giulia Niccolai. The interventions return diferent modes of communication and dissemination of sources, and a plurality of media and new media, but ind a common element in the desire to deconstruct the uniqueness of the narratives, sharing the attention to questions of method in Public History practices, to encourage the circulation of knowledge in a wider political and cultural debate. FORLILPSI – 10.00-18.00 (I piano) Mostra dei Poster selezionati per AIPH e presentazione dei Progetti realizzati nel 2022-2023 e da realizzare FORLILPSI – 11.15-12.45 Panel 19 – aula 209 Comunicare la storia, comunicare l’archeologia. Forme peculiari di comunicazione pubblica fra istituzioni e società civile, per la difusione di ‘prodotti’ della ricerca Coordinatori: Tommaso di Carpegna FalconieriUniversità di Urbino, Guido Vannini Università di Firenze • Elisabetta Carovani MuFiS, Calenzano, Il MuFiS come laboratorio • Franco FranceschiUniversità di Siena, Il Mercato delle Gaite di Bevagna: rievocazione e crescita di una comunità • Marco Valenti Università di Siena, Comunicare in linguaggio semplice contenuti complessi: la grande esperienza di Archeologia Pubblica dellArcheodromo di Poggibonsi (SI) • Monica Preti, Cristina Taddei Fondazione Pistoia Musei, Pistoia Musei, Museo dellAntico Palazzo dei Vescovi. Il rinnovamento del museo tra tutela, mediazione e partecipazione 66 Il tema della comunicazione nel settore dei Beni Culturali, sia pure nel settore storico-archeologico, anche limitandoci alle modalità museali-espositive, si presenta quanto mai ampio, diversiicato, con ampi tratti di sperimentalità ed un uso di strumenti, anche concettuali, quanto mai vario e mutevole; anche con, se si vuole, un autentico problema d’ordine. Considerare aspetti peculiari, ben individuati, suicientemente consolidati al punto di riconoscervi una ‘trasigurazione’ di strumenti ‘altri’ in molti sensi, come il caso delle riproduzioni in scala, dal ‘soldatino’ al diorama, attraverso il percorso del MuFis di Calenzano; od il sorgere di una vera tradizione anche questa, come le identità, è un processo come è il caso delle animazioni di intere comunità come accade per Bevagna o, in altro modo, con la rivitalizzazione ma ilologica del villaggio altomedievale di Poggibonsi. Forme peculiari ed apparentemente circoscritte di comunicazione culturale partecipata così potremmo ben deinire tali esperienze come queste, possono infatti rappresentare un elemento d’ordine per comprendere dove potremmo dirigerci nel rideinire, ad esempio, lo stesso ruolo della ricerca accademica in rapporto alla società civile, in rapida evoluzione, che da sempre ne rappresenta peraltro il contesto vitale. Più in generale, si tratta di un possibile ampliamento di tematiche, anche fra quelle più innovative, che restituiscano prospettive di reinterpretazione, più profonde e autentiche, di scenari storici ove il tematismo tipico della ricerca storico-archeologica possa trovare elaborazioni di sintesi non solo in classiche ‘descrizioni critiche’ dei risultati delle ricerche, ma in forme di comunicazione che si prestino certo in una selezione di casi-studio ad essere espresse con inalità e strumenti in vario modo ‘visivi’. E i musei? In questi casi locali esemplare quello di Pistoia ed un panorama di realtà toscane, i più vicini al ‘territorio’ anche qui, uomini e cose, mostrano una vitalità, carica di problemi anche frutto di contingenze, ma espressione di un’intelligente, a volte necessariamente puntigliosa sperimentalità che qui sottoponiamo volentieri ad una discussione che in realtà potrà anche conigurarsi come spesso accaduto in passato in questi incontri AIPH come un utile scambio di esperienza, valutazioni, a volte risentimenti…. Communicating history, communicating archaeology. Peculiar forms of public communication between institutions and civil society, for the dissemination of research ‘products’ Coordinators: Tommaso di Carpegna Falconieri University of Urbino, Guido Vannini University of Florence 67 • Elisabetta Carovani MuFiS, Calenzano, The MuFiS as a laboratory • Franco Franceschi Università di Siena, The Bevagna Market of the Gaite: commemoration and evolution of a community • Marco Valenti Università di Siena, Communicating complex content in simple language: the great experience of Public Archaeology at the Archaeodrome of Poggibonsi (SI) • Monica Preti, Cristina Taddei Pistoia Musei Foundation, Pistoia Musei, Museo dellAntico Palazzo dei Vescovi. The renewal of the museum between safeguarding, mediation and participation The subject of communication in the ield of Cultural Heritage, even in the historical archaeological sector and even if we limit ourselves to museum-exhibition procedures, is as wideranging and diversiied as ever, with ample features of experimentalism and a use of tools, including conceptual ones, as varied and changeable as ever: even with, if you like, a real problem of order. Considering peculiar, well-identiied aspects, suiciently consolidated to the point of recognising a ‘transiguration’ of ‘other’ tools in many senses, such as the case of scale reproductions, from the ‘toy soldier’ to the diorama through the route of the MuFis of Calenzano; or the rise of a true tradition this too, like identities, is a process as is the case with the animations of entire communities as in Bevagna or, in another way, with the revitalisation but philological of the early medieval village of Poggibonsi. Peculiar and apparently circumscribed forms of participatory cultural communication such as these this is how we might well deine such experiences, may in fact represent an element of order to understand where we might head in redeining, for example, the very role of academic research in relation to the rapidly evolving civil society, which has always been its vital context. More generally speaking, it is a possible expansion of topics, even among the most innovative ones, that give perspectives of interpretation and deeper and more authentic reinterpretations of historical scenarios where the typical thematic of historical-archaeological research can ind synthesis elaborations not only in classic ‘critical descriptions’ of research results, but in forms of communication that are suitable certainly in a selection of case studies to be expressed with variously ‘visual’ purposes and tools. What about museums? In these local cases exemplary is Pistoia and a panorama of Tuscan realities, the ones closest to the ‘territory’ here too, men and things, show a vitali- 68 ty, laden with problems that are also the result of circumstances, but the expression of an intelligent, at times necessarily punctilious experimentation that we willingly submit here for discussion; a discussion which in reality could also take the form as has oten happened in the past in these AIPH meetings of a useful exchange of experience, evaluations, and sometimes resentments.... Panel 20 – aula 203 A tavola con gli Antichi Coordinatrici: Lola Querol Università degli Studi di Firenze, Università di Grenoble; Letizia Jacomelli Università degli Studi di Firenze • Letizia Jacomelli Università degli Studi di Firenze, DILEF, Lalimentazione e i banchetti dei Romani nei media digitali: eccessi, esotismo e tentativi di familiarizzazione • Arianna Rodani Università degli Studi di Firenze, SAGAS, Etichettare lantichità dei vini: strategie di commercializzazione e public history • Pierpalo Scali Università degli Studi di Firenze, SAGAS, Rituali dellantica Roma e diete contemporanee nellimmaginario della Public History Il presente Panel si propone di analizzare le diverse sfaccettature con cui viene presentata l’alimentazione antica, con speciale riferimento a pratiche e prodotti riguardanti Roma antica, attraverso i media digitali. Prendendo le mosse dalla rappresentazione dei banchetti e delle prassi alimentari dei Romani, il primo intervento sarà volto a mostrare come tali elementi siano recepiti dal web, privilegiando contenuti di You-Tube e articoli digitali di stampo istituzionale, didattico, etc., in una duplice prospettiva, che da un lato mira ad accentuare l’elemento di eccentricità delle pratiche alimentari e culinarie antiche rispetto alle consuetudini odierne, dall’altro ad operare dei tentativi di familiarizzazione, cercando di riproporre in una chiave moderna ed aggiornata ciò che l’antichità ha tramandato. Il secondo contributo analizzerà, invece, le modalità attraverso le quali l’origine antica viene declinata nelle etichette di alcuni vini oggi in commercio, dimostrando, attraverso l’analisi di pagine Instagram di vari inluencer ma anche di autorevoli riviste del settore enologico, come le etichette di questi prodotti possano rappresentare un peculiare canale di Public History e il riferimento all’ antico sia considerato un elemento spendibile nel- 69 la promozione dei vini in bottiglia. Il terzo intervento, inine, si concentrerà sulla rappresentazione via web delle pratiche dei sacriici animali in uso presso gli antichi, per valutarne il signiicato in rapporto a determinate prassi delle odierne diete vegetariana e vegana; collateralmente, indagherà i modi in cui la rete permette la difusione di informazioni relative a particolari abitudini antiche legate a pietanze di origine animale e a determinati aspetti della religione romana. Dining with the Ancients Coordinators: Lola Querol Università degli Studi di Firenze, University of Grenoble; Letizia Jacomelli Università degli Studi di Firenze • Letizia Jacomelli University of Florence, DILEF, Roman food and banquets in digital media: excesses, exotism and familiarization attempts • Arianna Rodani University of Florence, SAGAS, Labeling ancient wines: marketing strategies and public history • Pierpalo Scali University of Florence, SAGAS, Ancient Roman rituals and contemporary diets in the imaginary of the Public History This Panel will focus on diferent aspects of nutrition in ancient Rome, with special reference to other ancient practices and products in modern digital media. Starting from the representation of the banquets and food practices of the Romans, the irst intervention will be focused at showing how these elements are received by the web, privileging You-Tube contents and digital articles of an institutional, didactic, etc. nature, in a twofold perspective, on the one hand aims to accentuate the element of eccentricity of ancient dietary and culinary practices in confront of the customs of today, and on the other hand to operate attempts at familiarisation, trying to re-propose in a modern and updated interpretation what antiquity has handed down. The second contribution will analyse how the ancient origin is declined in the labels of some wines in commerce, demonstrating, through the analysis of Instagram pages of various inluencers but also of authoritative wine magazines, how the labels of these products can represent a peculiar channel of public history and how the reference to antiquity is considered an expendable element in the promotion of bottled wines. Finally, the third paper will focus on the web’s representation of the practices of animal sacriices used in 70 the ancient world, in order to assess their signiicance in relation to certain contemporary practices of vegetarian and vegan diets; collaterally, it will investigate the ways in which the web enables the dissemination of information regarding particular ancient customs linked to dishes of animal origin and certain aspects of the Roman religion. Panel 21aula 210 Quali manuali scolastici per una Public History of Education? Coordinatore: Gianfranco Bandini Università di Firenze • Serge Noiret Istituto Universitario Europeo, Aggiornare con la PH il manuale di storia di Valerio Castronovo edito da Rizzoli-La Nuova Italia • Carlo Greppi e Valentina Colombi ricercatori indipendenti, Le Trame del Tempo edizioni Laterza, un manuale di Public History o un manuale inluenzato dalle ragioni e dalle pratiche di PH? • Pamela Giorgi, Indire – Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, Prospettive per ripensare la manualistica scolastica alla luce della PH L’insegnamento della storia nella scuola primaria e secondaria ha fatto uso, da moltissimo tempo, del libro di testo e di alcuni libri accessori come gli atlanti. Si è così costituita una tradizione didattica consolidata e largamente condivisa. Se a lungo le nuove edizioni presentavano pochi e misurati cambiamenti, negli anni tra XX e XXI ci sono state delle innovazioni di gran lunga più forti che hanno messo in discussione lo strumento didattico e i suoi usi. Basti pensare all’obbligo per le case editrici di fornire anche una versione digitale del libro di testo o alla recente possibilità per le scuole di adottare – in alternativa al libro di testo – risorse didattiche prodotte autonomamente dai docenti. Quasi a riprendere idealmente le contestazioni degli anni Settanta, oggi è in atto un processo di rinnovamento del manuale scolastico che non deriva soltanto da modiiche normative o dall’avvento della cultura digitale, ma anche da altre spinte al cambiamento. Tra queste la più importante, sulla quale è focalizzato questo Panel, è la public history. Alcune istanze tipiche della public history sono estremamente importanti per la didattica perché rispondono ai principali obiettivi dell’insegnamento: il coinvolgimento degli studenti, la consapevolezza 71 del passato, la partecipazione ai processi di elaborazione del sapere storico, il contatto con le fonti e con le istituzioni culturali, a partire dai musei e dagli archivi, la condivisione del metodo critico storiograico nei confronti delle fonti. Tutto ciò suggerisce, tra le altre cose, l’importanza di un insegnamento e di strumenti che rompano le mura dell’aula, mettendo in contatto gli studenti con i documenti, i monumenti, il patrimonio materiale e immateriale del territorio. In questo contesto ragionare sul libro di storia signiica ripensare a fondo la didattica e sostenere con convinzione l’utilità dei saperi storici per la società. Which school textbooks for a Public History of Education? Coordinatore: Gianfranco Bandini University of Florence • Serge Noiret European University Institute, Updating with PH the new manual by Valerio Castronovo Rizzoli publisher • Carlo Greppi e Valentina Colombi indipendent researchers, Le ‘Trame del Tempo edizioni Laterza, un manuale di Public History o un manuale inluenzato dalle ragioni e dalle pratiche di PH? • Pamela Giorgi, INDIRE – National Institute for Documentation, Innovation and Educational Research: Perspectives for rethinking history textbooks for schools in the light of PH For a very long time, history teaching in primary and secondary schools has used textbooks and some additional books like atlases. A well-established and widely shared didactic tradition has thus been established. While the new editions of textbooks presented few and little changes for a long time, in the years between the th and st centuries, far greater innovations were challenging the didactic tool and its uses. Consider the obligation for publishers to provide a digital version of the textbook or the recent possibility for schools to adopt self-produced teaching resources as an alternative to the textbook. Ideally, taking up again the protests of the 9s, today, a process of renewal of the school textbook is underway: it derives not only from national regulatory changes or the rise of digital culture but also other drives for change. Among these, the most important, on which this Panel is focused, is public history. Some typical instances of public history are crucial for teaching because they fulil the main objectives of teaching: the involvement of students, the awareness of the past, the participation in the processes of making historical knowl- 72 edge, the contact with sources and cultural institutions, starting with museums and archives, and the sharing of the critical historiographical method about sources. All this suggests, among other things, the importance of teaching breaking through the walls of the classroom, bringing students into contact with documents, monuments, and the material and immaterial heritage of the territory. In this context, reasoning about the history textbook means a thorough rethinking of teaching and irmly upholding the usefulness of historical knowledge for society. FORLILPSI – 13.00-16.00 Public History e giochi a tema storico Public History and historical themed games a cura di Igor Pizzirusso Istituto Nazionale Ferruccio Parri e del gruppo Storia e gioco di AIPH FORLILPSI – 16.00-19.00 Aula 209 Assemblea dei soci AIPH – Meeting of AIPH’s members Cena sociale AIPH – 20.30 Presso la Trattoria Casa Toscana, via Giovanni da Verrazzano,  piazza Santa Croce Cena sociale AIPH. AIPH social dinner at Trattoria Casa Toscana, via Giovanni da Verrazzano,  Piazza Santa Croce Venerdì 9 giugno 2023 FORLILPSI – 9.30-11.00 Panel 22 – aula 209 Le stragi di maia e la crisi della Repubblica 99-99 73 Coordinatore: Andrea Bigalli Libera • Marcello Ravveduto Università di Salerno, Georgoili 1993: la strage, la memoria, la storia • Charlotte Moge Università Jean Moulin Lyon , Stragi del 92 e del 93: memorialistiche a confronto • Francesca Rispoli Università di Pisa, Il trentennale delle stragi maiose nella percezione dei cittadini L’arresto di Matteo Messina Denaro riaccende l’attenzione mediatica sull’attentato dei Georgofili del  maggio 99 a Firenze, nel quale morirono cinque persone fra cui due bimbe. La scelta stessa del nome dell’operazione “Tramonto” dei Ros, tratto dalla poesia scritta dalla piccola Nadia Nencioni deceduta nella strage, sottolinea la volontà da parte delle forze dell’ordine di ridare una centralità alle vittime della strage di Firenze, di cui ricorre quest’anno il trentennale. Benché i processi abbiano accertato un unico disegno eversivo che collega le bombe del ‘9 sul continente agli attentati di Capaci e via d’Amelio, colpisce la dicotomia tra l’ipermediatizzazione delle commemorazioni delle stragi del ‘9 e l’assenza di una memoria pubblica su quelle del ‘9. Da un lato una rappresentazione idealizzata che manifesta una visione nostalgica del passato, preservando nell’assenza la presenza dell’oggetto perduto; dall’altro un’asimmetria della memoria pubblica collettiva che è possibile ricostruire attraverso l’ambivalenza del ricordo dell’attentato dei Georgofili alla cui minore rilevanza/mobilitazione a livello nazionale corrisponde una vivace ritualità a livello locale. Una dicotomia testimoniata dall’“Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di Via dei Georgofili” che sarà presente al dibattito conclusivo del Panel. Le tre relazioni presentate interrogano questo paradosso mettendo insieme le diverse pratiche ed le varie esplorazioni narrative tese ad analizzare: la percezione delle stragi del 99 nella stratificazione del senso comune, compiuta con lo strumento del sondaggio d’opinione; il confronto quantitativo e qualitativo dei prodotti della cultura di massa anche in considerazione dell’attacco al patrimonio culturale del Paese; i processi di elaborazione del lutto, della sedimentazione memoriale e l’evoluzione del discorso pubblico del tragico evento di Firenze per delineare una Public History della stagione stragista, anche come atto di delegittimazione della Repubblica. 80 and renaissance landscape. The guided tour is based on the project Mapping Colonial Florence available at https://postcolonialitaly. com/the-project/ Culla del Rinascimento, il patrimonio storico di Firenze è legato principalmente alla storia dell’arte italiana e il passato coloniale della città rimane appena percettibile. Pertanto, portare alla luce le tracce coloniali della città contribuisce alla creazione di una contro-narrazione; una storia che si distingue dall’iconico paesaggio medievale e rinascimentale. La visita guidata si basa sul progetto Mapping Colonial Florence disponibile a https://postcolonialitaly. com/it/il-progetto/ FORLILPSI – 11.15-12.45 Panel 25 – aula 209 Identità locali e side ambientali: esperienze fra antichità e dibattito contemporaneo Coordinatrice: Ida Gilda Mastrorosa Università di Firenze – SAGAS • Silvia Giorcelli Università di Torino, Romani antichi e Alpi moderne: elementi per un dibattito pubblico • Valentina Limina Université Catholique de Louvain, Promuovere la sostenibilità in archeologia: RELOAD un nuovo progetto di ricerca sui paesaggi antichi • Ida Gilda Mastrorosa Università di Firenze – SAGAS, I parchi archeologici della Gallia romana: una risorsa per la sostenibilità ambientale? • Matteo Nicolini Università di Verona, La public history come cultura della sostenibilità nellUniversità di Verona La valorizzazione di caratteri paesaggistici e risorse naturali locali è ormai al centro dell’agenda politica di diversi paesi europei, nei quali si moltiplicano attività che riconoscono nella loro tutela uno degli obiettivi prioritari della sostenibilità. In questo senso, giocano un ruolo crescente canali diferenti, pubblici e privati, didattici e culturali in senso più ampio, grazie a cui anche il pubblico non specializzato è sollecitato ad interessarsi del rapporto uomo-ambiente dall’antichità ai nostri giorni. Partendo da questa prospettiva, il I intervento del Panel esaminerà il dibattito suscitato in ambienti esterni all’accademia da un recente volume sulle Alpi in età romana, per veriicare come un focus sulla speciicità geograica e politica dell’area in dall’antichità 81 può contribuire ad afrontare particolari temi critici. Il II intervento presenterà un nuovo progetto sulle terre ‘marginali’ nella Toscana settentrionale, fra la conquista romana e il tardoantico, per evidenziare come particolari strategie di comunicazione, metodi d’indagine non invasivi e condivisione di risultati mediante pratiche adattate a vari tipi di pubblico, possono favorire un’archeologia sostenibile e raforzare il legame comunità-ambiente-identità. Il III intervento si concentrerà sul ruolo delle risorse naturali nei parchi archeologici della Gallia romana, considerando le strategie adottate per favorire l’interazione dei visitatori e i media usati per difonderne la conoscenza da remoto, per veriicare come la presentazione dei paesaggi di particolari siti storici possa incrementare l’interesse per la tutela dell’ambiente. Il IV intervento esaminerà le attività didattiche e di terza missione elaborate dagli atenei come forma innovativa di public history, concentrandosi sull’esperienza dell’università di Verona, dove la promozione dei SDGS punta su partecipazione dei giovani, attività con/e per i territori, interdisciplinarità e revisione continua dell’agenda di sostenibilità. Local identities and environmental challenges: experiences between antiquity and contemporary debate Coordinator: Ida Gilda Mastrorosa University of Florence – SAGAS • Silvia Giorcelli University of Turin, Ancient Romans and Modern Alps: inputs for a public debate • Valentina Limina Catholic University of Leuven, Promoting sustainability in archaeology: RELOAD a new project on ancient landscapes • Ida Gilda Mastrorosa University of Florence – SAGAS, I parchi archeologici della Gallia romana: una risorsa per la sostenibilità ambientale? • Matteo Nicolini University of Verona, Sustainability as public history. The case of Verona University The enhancement of local landscape features and natural resources is now at the centre of the political agenda in several European countries, where activities that recognise their protection as one of the priority objectives of sustainability are multiplying. In this sense, diferent channels – public and private, educational and cultural in the broadest sense – play an increasing role, thanks to which also non-specialist audience is urged to take an interest in the relationship between man and the environment from ancient times to 82 the present. Starting from this perspective, the st intervention of the Panel will examine the debate aroused in non-academic contexts by a recent volume on the Alps in Roman times, to verify how a focus on the geographic and political speciicity of the area since antiquity can contribute to addressing critical issues. The nd intervention will present a new project on the ‘marginal’ lands in northern Tuscany, between the Roman conquest and Late Antiquity, to highlight how particular communication strategies, non-invasive methods of investigation and sharing of results through practices adapted to various audiences, can foster sustainable archaeology and strengthen the community-environment-identity link. The rd intervention will focus on the role of natural resources in the archaeological parks of Roman Gaul, considering strategies adopted to facilitate visitors’ interaction and media used to disseminate knowledge remotely, to see how the presentation of landscapes of some historical sites can increase interest in environmental protection. The th intervention will examine the educational and third mission activities developed by universities as an innovative form of public history, focusing on the experience of the University of Verona, where the promotion of the SDGS focuses on youth participation, activities with/for the territories, interdisciplinarity and continuous revision of the sustainability agenda. Panel 26 – aula 210 Public Brickstory? La storia e i mattoncini lego Coordinatore: Francesco Filippi Fondazione Museo Storico del Trentino • Francesco Cutolo Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea, Pistoia, La Lego History. Una nuova forma di consumo della storia • Stefano Bartolini Fondazione Valore Lavoro, Italian BrickHistory: social media, laboratori didattici, installazioni e rilessione scientiica • Andrea Boninsegna Brickmania toys, I lego a tema storico: una testimonianza Negli ultimi anni si è andato afermando l’uso dei lego come strumento per raccontare la storia. I “mattoncini” hanno cioè travalicato, in parte, il semplice gioco, dentro a un quadro più ampio che vede ormai un utilizzo intergenerazionale – che dall’infanzia è passato a coinvolgere anche gli adolescenti e gli adulti – di quello che è diven- 83 tato un vero e proprio “media” espressivo e comunicativo. Non si tratta di un fenomeno isolato. La dimensione ludica da tempo fa parte a pieno titolo della Public History e della comunicazione storica. Le potenzialità narrative e partecipative di un gioco che diventa anche un “media” sono evidenti. Oltre a infrangere le barriere generazionali, coinvolgendo e parlando a fasce di età diverse, i mattoncini permettono una rappresentazione immediata di fatti storici, tematiche, personaggi, creando al tempo stesso il contesto di una dimensione aggregativa e partecipativa che necessita intrinsecamente di conoscere la storia, di studiare e documentarsi. Fuori dall’Italia esistono già da tempo progetti ragionati di quella che, con un gioco di parole inalizzato a evidenziarne la peculiarità, viene deinita Public Brickstory. Dal più famoso e consolidato sito Brick to the past a Historysbricks, Public BRICKstory e MiniFig Battleileds si è allargato lo spazio della Lego History che copre un vasto spettro di epoche storiche intorno a cui ruota parallelamente una comunità internazionale che si incontra su social network di natura fotograica, come Flickr o Instagram – che permettono di difondere le immagini delle proprie creazioni a tema storico – oppure su Twitter, in particolare per i progetti strutturati e ragionati. Come è evidente, questo fermento rientra nel campo della domanda pubblica di storia, sempre più difusa come “consumo” culturale, ed in cui gli storici possono portare il loro contributo. Il Panel intende costruire un confronto intorno a questa pratica coinvolgendo public historian e lego historical builder. Public Brickstory? History and lego bricks Coordinator: Francesco Filippi Trentino Historical Museum Foundation • Francesco Cutolo Historical Institute of the Resistance and Contemporary Age, Pistoia, The Lego History. A new form of consumption of history • Stefano Bartolini Valore Lavoro Foundation, Italian BrickHistory: social media, educational workshops, installations and scientiic relection • Andrea Boninsegna Brickmania toys, Historical legos: a testimony In recent years, the use of legos as a tool to tell history has been gaining ground. In other words, the “bricks” have partly gone beyond the simple game, within a broader framework that now sees an intergenerational use – which from childhood has also involved adolescents and adults – of what has become a real and its own 84 expressive and communicative “media”. This is not an isolated phenomenon. The playful dimension has long been a full part of Public History and historical communication. The narrative and participatory potential of a game that also becomes a “media” are evident. In addition to breaking generational barriers, involving and speaking to diferent age groups, bricks allow an immediate representation of historical facts, themes, characters, while creating the context of an aggregative and participatory dimension that intrinsically needs to know history, to study and do some research. Outside of Italy, there have already been well-thought-out projects for that which, with a play on words aimed at highlighting its peculiarity, is deined as Public Brickstory. From the most famous and consolidated site Brick to the past to Historysbricks, Public BRICKstory and MiniFig Battleileds, the Lego History space which covers a vast spectrum of historical eras has expanded, around which an international community that meets on social networks rotates in parallel of a photographic nature, such as Flickr or Instagram – which allow you to disseminate images of your creations with a historical theme – or on Twitter, in particular for structured and reasoned projects. As is evident, this ferment falls within the ield of public demand for history, increasingly widespread as a cultural “consumption”, and in which historians can make their contribution. The Panel intends to build a discussion around this practice involving public historians and lego historical builders. Panel 27 – aula 203 Come eravamo e come siamo: biblioteche e archivi attraverso i media Coordinatore: Marcello Andria Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell’Università degli Studi di Salerno • Loretta De Franceschi Università di Urbino, Un itinerario esplorativo tra le biblioteche attraverso i video • Alessandra Boccone e Tania Maio Università di Salerno, Biblioteche e contenuti creati dagli utenti per gli utenti: The Uncensored library e la crowdsourcing gamiication • Concetta Damiani Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Archivi e archivisti: lanciare il cuore oltre la polvere Il Panel afronta il tema della restituzione di biblioteche e archivi attraverso procedimenti e iniziative che coinvolgono gli audiovi- 85 sivi e il web. Dalle realizzazioni più datate a quelle recentissime, si rilette su biblioteche e bibliotecari, archivi e archivisti: immagini, rappresentazioni ma anche e soprattutto funzioni. Resta fondamentale, in termini di public history, il valore delle ricadute partecipative da realizzare attraverso il coinvolgimento delle comunità in diversi modi dalle iniziative pubbliche di coinvolgimento e sperimentazione, alle campagne di crowdfunding, alle attività di ricerca. Si comincia con le biblioteche: Loretta De Franceschi propone una rassegna di siti, portali e singoli documentari tesi a far conoscere le biblioteche attraverso la produzione di video e a portarle tra il pubblico. Il discorso viene poi sviluppato da Alessandra Boccone e Tania Maio che afrontano il tema del libero accesso alla conoscenza e quello della reale condivisione. In questo senso i progetti di crowdsourcing messi in campo dalle biblioteche puntano spesso sulla gamiication, invitando gli utenti ad agire come giocatori e a sidarsi tra loro ad aggiungere metadati ad immagini, video e audio a tutto vantaggio della comunità di cittadini e studiosi. E inine gli archivi: la relazione si propone di ricostruire lo stato dell’arte della rappresentazione di archivi e archivisti nei contenuti delle produzioni audiovisive e la relativa restituzione nell’immaginario collettivo. Agli ambiti d’indagine si aianca la produzione di ilmati da parte degli studenti, in un’attività didattica partecipativa. How we were and how we are: libraries and archives through the media Coordinator: Marcello Andria, University of Salerno Loretta De Franceschi University of Urbino, An explorative itinerary among libraries through videos Alessandra Boccone e Tania Maio University of Salerno, Libraries and contents created by users for users: The Uncensored library and crowdsourcing gamiication Concetta Damiani University of Campania “Luigi Vanvitelli”, Archives and archivists: throwing heart beyond dust The Panel deals with issue of restitution of libraries and archives through proceduresand initiatives involving audiovisual and the web.From the oldest to the most recent creations, we want to relect on libraries andlibrarians, archives and archivists: images, representations but also, and above all,functions.In terms of public 86 history, the value of the participatory efects to be achievedthrough involvement of communities in some ways remains fundamental frompublic initiatives of involvement and experimentation to crowdfunding campaigns,to research activities.We are starting with libraries: Loretta De Franceschi want to ofer a review ofwebsites, virtual reference desks and documentaries which make known librariesthrough videos and bringing them to the public. Alessandra Boccone and Tania Maio relate about libraries and contents created byusers for users, speaking about The Uncensored library and crowdsourcinggamiication: platforms born to share freely information and cultural contents, alsousing the work of citizens and scholars. And inally archives: Concetta Damiani’s paper will aim to reconstruct the state othe art of the representation of archives and archivists in the contents of audiovisualproductions and the relative restitution in the collective imagination. Theinvestigation areas will be accompanied by video productions by students, in a participatory teaching activity. Panel 28 – aula 211 Public History, memoria e rigenerazione urbana. Fonti Archivi Territori Paesaggi Coordinatore: Antonio Canovi AISO, Università di Modena e Reggio Emilia • Manfredi Scanagatta OZ – Oicine Zero, Università di Modena e Reggio Emilia, Incroci urbani. Riuso delle memorie e rigenerazione urbana a Vigne Nuove • Silvia Tagliazzucchi Amigdala, Afor, Matteo Di Cristofaro Afor, Universtà di Modena e Reggio Emilia, La metadatazione come (ri-)costruzione della memoria collettiva e nuovi immaginari • Marco Mietto Rete Iter, Istituto Iard, Identità e Memoria: Lesperienza in ieri della Casa del Rione Sanità Sul inire degli anni 99, dinanzi alle ruspe pronte ad abbattere alcuni palazzoni popolarissimi in pessime condizioni di manutenzione e stigmatizzate quale ricettacolo di spaccio e illegalità, gli abitanti del quartiere di Franc-Moisin Saint-Denis vi opposero la strenua difesa dell’esistente. Attorno a quella vicenda, già vista nella banlieue parigina, si catalizzarono inalmente competenze disciplinari, sensibilità sociali e volontà politiche conver- 87 genti per valorizzare l’alterità del luogo. Si vide come – laddove lo sguardo dell’Istituzione vi rappresentava una comunità anomica – gli abitanti signiicavano quel medesimo spazio inscrivendolo in “regimi di storicità” per dirla con François Hartog afatto differenziati. Si prese coscienza delle conseguenze positive generate dal conlitto tra narrazioni memoriali, se e quando elaborato in uno spazio pubblico. Si apprese come la “storia locale” – in un contesto di arrivi diferenti – costituisca in sé, contro ogni pretesa rappresentazione stereotipata, un luogo della pluralità. Corollario a tale presa di coscienza fu l’assunzione, tra le competenze socialmente necessarie, della conoscenza storica, non genericamente del territorio, ma dettagliatamente dei luoghi dell’abitare popolare. Una storia, con l’esperienza acquisita dal lavoro sul campo con le fonti orali, che si autorappresenta nel confronto con la storia altrui. Trascorsa un’ampia generazione, quella rilessione viene qui idealmente ripresa. Focus del Panel saranno le correlazioni tra processi translocali di trasformazione urbana e modi/luoghi di strutturazione di un discorso pubblico imperniato su identità e memoria. Tre, per l’occasione, son le modalità di intervento storico-memoriale individuate, tra loro diverse, ma necessariamente ispirate alla public history: – la creazione di Afor – Archivio delle fonti orali – a partire da un lavoro sistematico di presa di contatto, intervento performativo e raccolta di storie di vita presso il Villaggio Artigiano di Modena Ovest; – la costituzione di Casa Sanità, nel cuore dell’omonimo Rione, a partire da un percorso formativo transdisciplinare rivolto a giovani under  coordinato da Aiso; – la possibilità, guidati dai principi della New European Bauhaus, di sperimentare sul quartiere di Vigne Nuove un processo di rigenerazione urbana a partire dalla valorizzazione delle memorie come patrimonio culturale intangibile, lavorando sulla costruzione di un archivio digitale partecipato e coinvolgendo la popolazione nella realizzazione di prodotti multimediali di Public History da allestire sul territorio. Public History, memory and urban regeneration. Sources Archives Territories Landscapes Coordinator: Antonio Canovi AISO, UniMoRe • Manfredi Scanagatta OZ – Oicine Zero, UniMoRe, Urban intersections. Reuse of memories and urban regeneration in Vigne Nuove • Silvia Tagliazzucchi Amigdala, Afor, Matteo Di Cristofaro Afor, UniMoRe, Metadata as (re)construction of collective memory 88 and new imaginaries • Marco Mietto Iter Network, Iard Institute, Identity and Memory: The unfolding experience of the Casa del Rione Sanità At the end of the 99s, in the face of bulldozers ready to knock down a number of high-rise apartment blocks in a very poor state of repair and stigmatised as a breeding ground for drug dealing and illegality, the inhabitants of the Franc-Moisin neighbourhood Saint-Denis opposed the strenuous defence of the existing. Around that afair, already seen in the Parisian banlieue, disciplinary skills, social sensitivities and political will converged to enhance the otherness of the place. One saw how – where the gaze of the institution represented an anomic community – the inhabitants signiied that same space by inscribing it in “regimes of historicity” as François Hartog put it that were quite diferent. One became aware of the positive consequences generated by the conlict between memorial narratives, if and when elaborated in a public space. One learnt how ‘local history’ – in a context of diferent arrivals – constitutes in itself, against all pretence at stereotypical representation, a place of plurality. Corollary to this realisation was the assumption, among the socially necessary skills, of historical knowledge, not generically of the territory, but in detail of the places of popular habitation. A history, with the experience gained from ield work with oral sources, which is selfrepresented in the confrontation with the history of others. A generation later, that relection is ideally taken up here. The focus of the Panel will be the correlations between translocal processes of urban transformation and the ways/places of structuring a public discourse centred on identity and memory. Three, on this occasion, are the modes of historical-memorial intervention identiied, diferent from each other, but necessarily inspired by public history: the creation of Afor – Archive of Oral Sources – starting from a systematic work of contactmaking, performative intervention and collection of life stories at the Villaggio Artigiano in Modena Ovest; the establishment of Casa Sanità, in the heart of the district of the same name, starting from a transdisciplinary training course for young people under  coordinated by Aiso; the possibility, guided by the principles of the New European Bauhaus, of experimenting in the Vigne Nuove district with a process of urban regeneration 89 starting from the valorisation of memories as intangible cultural heritage, working on the construction of a participatory digital archive and involving the population in the creation of multimedia public history products to be set up in the area. FORLILPSI – 13.00-14.30 Riunione del CISPH – aula 203 Centro Interuniversitario per la ricerca e lo sviluppo della Public History FORLILPSI – 13.30-14.30 Public History Speednetworking – Aula 209 Si tratta di uno un “format” pensato per creare dei contatti professionali tra esperti e chi richiede informazioni in un settore della public history o chiede di valutare o discutere di un progetto. Lo speednetworking è un evento veloce, i contatti con gli esperti non devono durare più di dieci minuti per permettere ad altri di intervenire. È un’occasione per instaurare relazioni professionali espandendo anche una rete di relazioni: lo speed networking ofre uno scambio di informazioni e di contatti preziosi. Durante l’incontro i partecipanti condividono il loro proilo professionale, i loro obiettivi e le loro conoscenze. Gli esperti disponibili saranno presenti in sala. The speednetworking is a “format” designed to create professional contacts between experts and anyone requesting information in a public history ield or asking to evaluate or discuss a project. Speednetworking is a fast event, contacts with experts shouldn’t last more than ten minutes to allow others to intervene. It is an opportunity to establish professional relationships while also expanding a network of relationships: speednetworking ofers an exchange of information and valuable contacts. During the meeting the participants share their professional proile, their goals and their knowledge. The available experts will be present in the room. 96 raria, Milano, Lola Querol Università di Firenze / Università di Grenoble) • Lola Querol Università di Firenze / Università di Grenoble, Morte e conlitti alle origini di Roma • Vito Monterosso Scuola Professionale d’Arte Muraria, Milano, Media divulgativi e scuola: il contributo di Roma antica • Leonardo Stocchi Università di Firenze, La guerra ricreata: rievocazione virtuale della Battaglia di Canne • Graziani Eleonora Università di Firenze, Roma iacta est: limpatto dei trailer storici Roma Antica è da sempre il bacino privilegiato da cui attingere in termini di passioni umane e sentimenti estremi. Letterati e artisti hanno riprodotto fedelmente o solo ispirandosi, le tragedie spesso sanguinose e violente che costituiscono la cornice “ideale” della narrazione storica di Roma. Tale prassi ha subito un notevole impulso con la nascita e lo sviluppo di nuovi canali di comunicazione ma, soprattutto, con la nascita di un nuovo pubblico, frettoloso ed emotivamente complesso. Partendo da questa prospettiva, il Panel intende analizzare particolari prodotti televisivi a contenuto storico per veriicare attraverso quali linguaggi e tecniche narrative siano sollecitate emozioni particolari intorno al tema della morte e dei conlitti o ancora presentata la “soferenza” come sentimento attrattivo. Analizzando la percezione di due personaggi emblematici della storia di Roma arcaica, Romolo e Lucrezia, in vari prodotti divulgativi e in un’ottica evolutiva delle rappresentazioni di genere, il primo intervento punta a mostrare come gli autori intendono gestire la componente emotiva attraverso i media ino al pubblico e soprattutto attraverso quali strategie mettono in scena la morte e i conlitti alle origini della storia romana. Alla luce del recente ampliamento della didattica digitale nella scuola italiana, il secondo intervento metterà in evidenza la sinergia tra contenuti multimediali e storia romana con speciale riferimento alla tecnica militare. Pertanto, saranno analizzati contributi di carattere interattivo, come i videogiochi proposti in alcuni esempi di manualistica scolastica recente, per valutare l’efetto emotivo ricercato dagli autori ed il reale coinvolgimento degli studenti. Il terzo intervento propone l’analisi di un prodotto documentaristico di YouTube, concentrando l’attenzione sui nuovi linguaggi divulgativi, sui criteri di selezione di fonti storiograiche da parte del content creator e sull’uso del motore di gioco e delle animazioni nella rappresentazione della 97 battaglia di Canne. L’obbiettivo è di veriicare le potenzialità di tali mezzi nel promuovere una conoscenza diversa della storia militare anche presso un pubblico non specialistico, con particolare attenzione alle tecniche usate dall’autore del documentario per ricostruire la sfera emotiva legata al combattimento e ad alcune fasi della battaglia. Analizzando una selezione di trailer relativi a diferenti eventi e protagonisti della storia romana, l’ultimo intervento intende indagarne l’impatto emotivo e il carattere informativo. Prestando attenzione all’uso di slogan e parole iconiche, si vuole valutare il tipo di emozioni che il trailer punta a suscitare, nonché il modo in cui l’enfasi emotiva necessaria per persuadere lo spettatore sia costruita su elementi storicamente fondati, più o meno rivisitati in chiave comunicativa. L’obbiettivo globale del Panel è, dunque, capire attraverso quali tipi di scelte narrative, iconiche, musicali, prodotti diversi oferti dai media rielaborino gli eventi storici presentandoli in modo da sollecitare varie emozioni e quale impatto riescano ad avere sugli spettatori. E-motion and Roman Antiquity Coordinator: Vito Monterosso Professional School of Masonry Arts in Milan, Lola Querol Università of Florence / University of Grenoble) • Lola Querol University of Florence / University of Grenoble, Death and conlict at the origins of Rome • Vito Monterosso Professional School of Masonry Arts in Milan), Popular media and schools: the contribution of ancient Rome • Leonardo Stocchi University of Florence, Recreating the war: virtual reenactment of the Battle of Cannae • Graziani Eleonora University of Florence, Roma iacta est: the impact of historical trailers Ancient Rome has always been the privileged catchment from which to draw in terms of human passions and extreme feelings. Scholars and artists have faithfully reproduced or just inspired by the oten bloody and violent tragedies that form the “ideal” setting of Rome’s historical narrative. This practice has undergone considerable impulse with the emergence and development of new communication channels but, especially, with the emergence of a new, hurried and emotionally complex audience. Starting from this perspective, the Panel intends to analyse particular television products with historical content to verify through which languages 98 and narrative techniques particular emotions are solicited around the theme of death and conlict or, even, how “sufering” is presented as an attractive feeling. By analysing the perception of two emblematic characters of archaic Roman history, Romolo and Lucrezia, in various popular products and from an evolutionary perspective of gender representations, the irst intervention aims to show how authors intend to handle the emotional component through the media up to the audience and mostly through what strategies they stage death and conlicts at the origins of Roman history. In the light of the recent expansion of digital didactics in Italian schools, the second intervention will highlight the synergy between multimedia contents and Roman history with special reference to military technology. Therefore, contributions of an interactive nature, such as the video games proposed in some examples of recent school manuals, will be analysed to assess the emotional efect sought by the authors and the real involvement of the students. The third intervention proposes the analysis of a YouTube documentary product focusing on the new popular languages, on the criteria of selection of historiographic sources by the content creator, and on the use of game engines and animations in the representation of the battle of Cannae. The aim is to verify the potential of such means in promoting a diferent knowledge of military history also among a non-specialist public, with particular attention to the techniques used by the author of the documentary to reconstruct the emotional sphere related to the combat and to some phases of the battle. Analysing a selection of trailers related to diferent events and protagonists of Roman history, the last intervention intends to investigate their emotional impact and informative character. Paying attention to the use of slogans and iconic words, the intent is to assess the type of emotions the trailer aims to arouse, as well as the way in which the emotional emphasis needed to persuade the viewer is built on historically grounded elements, more or less revisited in a communicative key. Thus, the overall goal of the Panel is to understand through what kinds of narrative choices, iconic, musical, diferent products ofered by the media rework historical events by presenting them in a way that solicits various emotions and what efect they manage to have on viewers. Panel 34 – aula 209 Rilessioni post-coloniali, tra archivi fotograici storici e inventati Coordinatrice: Maria Antonella Fusco AIPH 99 • Lucia Miodini Centro Studi e Archivio della Comunicazione-Università di Parma, Terre doltremare. Dal colonialismo alla decolonialità. Un progetto formativo partecipato • Paolo Bertella Farnetti Università di Modena e Reggio Emilia, Colonialismo e immagini private: il Centro Documentazione Memorie Coloniali di Modena • Anna Cascone Biblioteca Fondazione Lasalle, Archivio fotograico lasalliano, un percorso di riscoperta storica tra colonialismo e memoria di comunità • Maria Antonella Fusco AIPH, Un archivio fotograico inventato in un archivio fotograico storico: un esperimento del Centre Pompidou Fonte privilegiata di memoria individuale e collettiva, la fotograia assume un ruolo decisivo per i progetti di public history. La narrazione proviene sia da fotograi professionisti, spesso operativi per la committenza istituzionale, che da raccolte informali e familiari, ino alla cosiddetta fotograia vernacolare. All’interno del nuovo discorso postcoloniale, la conoscenza e l’uso dei fototipi storici favorisce una condivisione inedita con le comunità di patrimonio, ino alla costituzione di percorsi nuovi e innovativi. Post-colonial relections, between historical and invented photographic archives Coordinator: Maria Antonella Fusco AIPH • Lucia Miodini University of Parma, Overseas Lands. From colonialism to decoloniality. A participatory educational project • Paolo Bertella Farnetti University of Modena and Reggio Emilia, Colonialism and private pictures: the Documentation Center of Colonial Memories in Modena • Anna Cascone Lasalle Library, Lasallian Photographic Archive, a path of historical rediscovery between colonialism and community memory • Maria Antonella Fusco AIPH, A photographic archive invented in a historical photographic archive: an experiment of the Center Pompidou A privileged source of individual and collective memory, photography plays a decisive role in public history projects. The narration comes both from professional photographers, oten operating for institutional clients, and from informal and family 100 collections, up to the so-called vernacular photography. Within the new postcolonial discourse, the knowledge and use of historical phototypes promotes an unprecedented sharing with heritage communities, up to the creation of new and innovative paths. Panel 23 – aula 210 Liberation Route e i nuovi progetti sulla Linea Gotica Coordinatore: Mirco Carrattieri Liberation Route Italia • Mirco Carrattieri Liberation Route Italia, Liberation Route: una nuova proposta per valorizzare la Linea Gotica • Matteo Grasso Istituto storico di Pistoia, Tra Abetone e Porrettana. La Linea Gotica nel pistoiese • Jonathan Pieri Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea in Provincia di Lucca, Linea Gotica, Alleati e Resistenza in provincia di Lucca • Massimo Turchi Associazione Linea Gotica, Pratiche di rappresentazione dei luoghi della memoria: il caso di studio dellappennino bolognese La Linea Gotica è stata la principale linea difensiva tedesca durante la Seconda guerra mondiale in Italia. Su di essa il fronte è rimasto fermo otto mesi; e ha visto combattere soldati di oltre  nazionalità. La sua importanza storica e, dato anche il contesto naturalistico, il suo potenziale turistico sono quindi significativi, ma finora non sono stati valorizzati appieno, soprattutto a causa di una certa frammentazione della proposta. Numerosi sono infatti i musei e i luoghi di memoria presenti nell’area, ma molto piccoli e spesso gestiti in modo volontario e dilettantesco; d’altronde i grandi progetti avviati dalle Regioni Emilia, Marche e Toscana negli ultimi vent’anni non hanno dialogato tra loro e hanno partorito ciascuno risultati ridotti e comunque inferiori alle attese. Dopo il  il riferimento agli esempi stranieri in particolare la Normandia e la rivisitazione critica di quanto finora proposto hanno fatto maturare una nuova consapevolezza. Sia su scala locale che regionale si stanno così sviluppando nuovi progetti, più articolati e integrati; e grazie alla cornice nazionale e internazionale offerta da Liberation Route appare finalmente possibile mettere efficacemente a sistema questo immane patrimonio. In questo Panel ci proponiamo di fare il punto della situazione, attraverso l’analisi critica di tre casi provinciali e un 101 inquadramento generale che mostri le potenzialità inespresse, i risultati raggiunti, le difficoltà emerse. Liberation Route and new projects about the Gothic Line Coordinator: Mirco Carrattieri Liberation Route Italy • Mirco Carrattieri Liberation Route Italiy, Liberation Route: a new proposal to develop the Gothic Line potential. • Matteo Grasso Historical Institute of the Resistance and the Contemporary Age of Pistoia, Between Abetone and Porrettana. The Gothic Line in Pistoia area • Jonathan Pieri Historical Institute of the Resistance and the Contemporary Age in the Province of Lucca, Gothic Line, Allies and Resistance in the province of Lucca • Massimo Turchi Linea Gotica Association, Practices of representating places of memory: the case study of Bolognese Apennines The Gothic Line was the main German defensive line during WWII in Italy. The front remained stationary on it for eight months; and their soldiers of over  nationalities fought. Its historical importance and, also given the naturalistic context, its tourist potential is therefore relevant, but so far they have not been fully exploited, above all due to a certain fragmentation of the proposal. In fact, there are numerous museums and places of memory in the area, but very small and oten managed voluntarily and amateurishly; on the other hand, the large projects launched by the Emilia, Marche and Tuscany regions in the last twenty years have not dialogued with each other and have each given birth to reduced results, in any case lower than expected. Ater , the reference to foreign examples in particular Normandy and the critical review of what has been proposed so far have led to a new awareness. More articulated and integrated projects are thus being developed both on a local and regional scale; and thanks to the national and international framework ofered by Liberation Route, it inally seems possible to efectively systematize this immense heritage. In this Panel we aim to take stock of the situation, through the critical analysis of three provincial cases and a general framework that shows the unexpressed potential, the results achieved, the diiculties that have emerged. 102 Panel 37 – aula 210 Tra natura e cultura: esperienze di public engagement in biblioteca Coordinatrice: Francesca Ghersetti AIB – Associazione italiana biblioteche • Giulia Malavasi Biblioteca di Scienze Sociali dell’Università di Firenze), La Biblioteca di scienze sociali dellUniversità di Firenze nei processi di history making: esperienze e percorsi da esplorare • Caterina Rossetti Servizio Comunicazione Parco Regionale dell’Appia antica, Biblioteca della Cartiera Latina “Fabrizio Giucca”, Il Parco Regionale dellAppia antica e la Biblioteca della Cartiera Latina Fabrizio Giucca per la conoscenza e la promozione del territorio. • Silvia Seracini AIB Marche e OBISS – Osservatorio biblioteche e sviluppo sostenibile, Storie da musei, archivi e biblioteche: gli utenti raccontano Che il coinvolgimento del pubblico sia un tratto distintivo delle biblioteche, già da tempo è – o dovrebbe essere – un assunto condiviso. Eppure, il concetto della centralità dell’utenza, su cui si basa da decenni la letteratura di settore, non è mai stato così vitale: l’utente non è più solo il termine di riferimento su cui parametrare i servizi, ma è chiamato ad essere protagonista di nuove attività; non si parla più tanto di generica audience development quanto di vere e proprie strategie di public engagement non episodiche, per generare nella società efetti duraturi. Più fattori concorrono a questo risultato: all’interno della rilessione professionale, la linea statunitense della new librarianship che pone la comunità al centro dell’azione bibliotecaria; all’esterno, stimoli di varia natura che vanno dalla terza missione delle università alle sollecitazioni oferte dalla Convenzione di Faro, la quale opera un rovesciamento di prospettiva, incoraggiando i singoli a fruire in modo non passivo dell’eredità culturale. Altre sollecitazioni vengono proprio dalla public history, che invita a ripensare il ruolo attivo delle comunità gravitanti intorno alle biblioteche, e ofre a quest’ultime spunti per ripensare in modo eicace la propria azione. Le esperienze proposte nel Panel, necessariamente esempliicative, sono però signiicative appunto di uno spettro d’azione virtualmente vastissimo: si va da una biblioteca accademica che ha la storia nelle sue raccolte e la fa ‘vivere’ coinvolgendo gli utenti in 103 esperienze performative, a iniziative trasversali tra biblioteche, archivi e musei, il cui pubblico è chiamato a produrre elaborati che esprimano il loro rapporto con gli istituti di conservazione e il ruolo attuale delle loro fonti, in un progetto che coinvolge un’intera regione. In mezzo, e su tutto, l’ambiente: al centro del Panel, il contributo di una biblioteca specializzata del tutto particolare, in cui si incontrano storia, archeologia e natura. Il paesaggio è parte integrante – forse addirittura la più pervasiva – del nostro patrimonio culturale, ha una componente identitaria, ed è anche condizionato da fattori che lo rendono fragile dall’urbanizzazione ai cambiamenti climatici: pertanto, le attività condotte col pubblico alla riscoperta di un territorio e della sua storia, che si concludano magari con un passaggio in biblioteca per usarne le fonti, contribuiscono a rinsaldare quel senso di appartenenza a una comunità, che ogni biblioteca, in relazione alle proprie speciicità, dovrebbe coltivare. Between nature and culture: public engagement experiences in the library Coordinator: Francesca Ghersetti AIB • Giulia Malavasi Social Sciences Library of the University of Florence, The Social Sciences Library of the University of Florence in history making processes: experiences and paths to be explored • Caterina Rossetti Appia Antica Regional Park, “Fabrizio Giucca” Library, The Appia Antica Regional Park and the Fabrizio Giucca Cartiera Latina Library for the knowledge and promotion of the area • Silvia Seracini AIB Marche, AIB Observatory on libraries and sustainable development, GLAM stories: cultural institutions narrated by their public That public involvement is a distinctive feature of libraries has long been – or should be – a shared assertion. Yet, the concept of the centrality of the user, on which the literature of the sector has been based for decades, has never been so vital: the user is no longer only the term of reference on which to base services, but is called upon to be the protagonist of new activities; we no longer speak so much of generic audience development as of real, non-episodic public engagement strategies to generate long-term efects in society. Various factors concur to this result: within professional relection, 104 the American line of the new librarianship that places the community at the centre of library action; externally, diferent kinds of stimulation ranging from the third mission of the universities to the solicitations ofered by the Faro Convention, which operates a reversal of perspective, encouraging individuals to make non-passive use of cultural heritage. Other stimuli come precisely from public history, which invites us to rethink the active role of the communities gravitating around libraries, and ofers the latter ideas for efectively rethinking their action. The experiences proposed in the Panel, necessarily illustrative, are, however, signiicant precisely of a virtually vast spectrum of action: they range from an academic library that has history in its collections and makes it ‘come alive’ by involving users in performative experiences, to transversal initiatives between libraries, archives and museums, whose public is called upon to produce works expressing their relationship with the preservation institutions and the current role of their sources, in a project involving an entire region. In between, and on top of everything, the environment: at the centre of the Panel, the contribution of a very specialised library, where history, archaeology and nature meet. Landscape is an integral – perhaps even the most pervasive – part of our cultural heritage, it has an identity component, and is also conditioned by factors that make it fragile from urbanisation to climate change. Therefore, activities conducted with the public to rediscover a territory and its history, perhaps ending with a visit to the library to use its sources, help to strengthen that sense of belonging to a community, which every library, in relation to its own speciicities, should cultivate. Palazzo San Clemente – 19.00 / 20.00 / 21.00 Per la Notte degli Archivi a cura della Biblioteca di Scienze Tecnologiche dell’Ateneo di Firenze: Curiosando fra le carte di archivio alla scoperta dei ponti iorentini. For the Night of the Archives organized by the Library of Technological Sciences of the University of Florence: Browsing among the archives to discover the Florentine bridges. 105 Cinema La Compagnia – 21:00 Per la Notte degli Archivi – “Archivi Creativi – Uso e ri-semantizzazione dei materiali d’archivio” Nell’ambito dell’edizione  di Archivissima – il Festival e la Notte degli Archivi – l’iniziativa, promossa dall’Associazione Archivissima di Torino vede raccolti in un unico cartellone eventi ed iniziative realizzati dai principali archivi italiani su tutto il territorio nazionale per la valorizzazione e la difusione dei rispettivi patrimoni. Il programma dell’evento – che vede riuniti Archivio Luce Roma, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico Roma, Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia Bologna, Archivio del Festival dei Popoli – Istituto Italiano per il Film di Documentazione Sociale Firenze e Open Memory Box Montreal con la partecipazione di Fondazione Sistema Toscana – propone un programma di cortometraggi uno per ciascuno delle realtà partecipanti accompagnati da interventi esplicativi – curati dagli stessi autori o dai rappresentanti degli archivi – sui metodi di riuso e ri-semantizzazione dei materiali in opere audiovisive integralmente originate dall’impiego di immagini d’archivio. Documento storico e creatività esplorano nuove forme e modalità per stimolarsi a vicenda e dar vita a nuove forme di narrazione Ore 21.00 – L’entrata in guerra , di Roland Sejko italia, , ’ “Il  giugno del 9 era una giornata nuvolosa. Si sapeva che al pomeriggio avrebbe parlato Mussolini, ma non era chiaro se si sarebbe entrati in guerra o no.” L’attesa, l’incertezza, l’inquietudine, il senso d’estraneità di una giornata particolare. Da un racconto di Italo Calvino con la voce narrante Claudio Santamaria. Il ilm sarà preceduto da un intervento di Roland Sejko regista tbc Ore 21.20 – They All Lied to Us , di Alberto Herskovits Canada/ Svezia/Germania, 9, ’ Una storia di amore e delusione. Un operaio della Germania dell’Est viene inviato in Unione Sovietica per costruire un gasdotto. Lì si innamora, accoglie la famiglia che è venuta a trovarlo, reagisce alla notizia della caduta del Muro e se ne va in vacanza in Occidente. Il ilm sarà preceduto da un intervento in collegamento di Alberto Herskovits regista Ore 21.45 – The Devil , di Jean-Gabriel Périot Francia, , ’ Una parata di volti di cittadini afro-americani nel fervore delle 112 to its dissemination. In addition to the public’s historical knowledge, TV serial products afect collective imaginaries, memories and identities. The growth of platforms has further altered the relationship between history, imaginary and fruition. The difusion of TV series therefore raises certain questions. First of all, the reading of past events for entertainment purposes and conducted through the eyes of the present exposes us to the risk of misinterpretations, if not even ‘public uses of history’ Gallerano, 99, ampliied by the use of afabulation, dramatisation and emotional appeal. Moreover, the spread of TV series seems to increase the gap between these products, destined for the general public, and those of research, which are certainly more rigorous on a scientiic level, but in the majority of cases only addressed to the academic community, reduced to a restricted circuit. The aim of the Panel is, therefore, to propose a discussion on the processes of transferring historical knowledge through the television seriality works, problematising some issues, such as the relationship between history and historiographic metanarrative, the inluence on the historical common sense, the risks of public uses of history, and the impact on the role of the professional historian. The relection proposed here takes up and develops in a new form the theme of a Panel presented in Santa Maria Capua Vetere, as part of the III National Conference of the AIPH held in June 9, and dedicated to the relationship between the imaginary and historians. FORLILPSI – 11.15-12.45 Panel 40 – aula 209 Fotograia e Public History: questioni di metodo e casi di studio Coordinatrice: Rafaella Biscioni Università di Bologna • Adolfo Mignemi Università di Modena e Reggio Emilia, Uso della fotograia nelle mostre e nei musei di storia • Maurizio Lorber Università di Trieste, Immagini comuni per vicende straordinarie. La foto familiare nel campo per profughi stranieri della Risiera di San Sabba (1950-1956): implicazioni semiotiche, storiche ed emotive • Rafaella Biscioni Università di Bologna, Dalla fotograia allimmagine? Gli archivi fotograici nella transizione digitale: immaterialità, memoria e Public History 113 • Luigi Tomassini Società Italiana per lo studio della fotograia-SISF, Fotograia, storia e Public History in Italia: nuovi modi di vedere il passato Il Panel propone una rilessione sull’utilizzo della fotograia nelle pratiche di Public History a partire dalle sue speciicità e potenzialità in termini di narrazione. Le pratiche di Public History fanno largo uso delle immagini fotograiche e proprio a partire da questa constatazione sembra necessario proporre una rilessione che si interroghi sulle questioni metodologiche poste dalla fotograia. In primo luogo, il suo legame con il reale che ha spesso inluito nella percezione della fotograia come testimone oggettivo della realtà. In secondo luogo, le modalità di produzione e sedimentazione che richiedono un approccio accorto alla fonte, che tenga conto di una serie di elementi extralinguistici ma alla stesso tempo necessari per una sua corretta comprensione ad esempio i contesti di produzione e circolazione. La transizione digitale ha acuito in parte alcune criticità per la trasformazione operata sulla natura stessa della fotograia e sulle pratiche sociali che la coinvolgono rendendola ancor più pervasiva. Le tecnologie digitali infatti hanno reso accessibile agli studiosi, ma anche al grande pubblico, un grande numero archivi e collezioni fotograiche digitali. La disseminazione e valorizzazione delle immagini fotograiche attraverso piattaforme di photosharing o mostre on-line pongono però questioni di grande importanza relativamente al trattamento catalograico delle immagini, così come nella contestualizzazione e lettura delle immagini. Gli interventi proposti afrontano alcuni di questi temi: Adolfo Mignemi dedica il suo intervento all’uso della fotograia nelle esposizioni e nei musei di storia concentrandosi in particolare sui problemi linguistici dell’immagine in relazione al “rigore documentale” necessario per un inquadramento corretto della fonte. Maurizio Lorber presenta un caso studio di grande interesse relativo alla mostra fotograica dedicata al campo per profughi stranieri della Risiera di San Sabba 9-9 da una prospettiva che tiene insieme il tema della fotograia di famiglia, le memorie “diicili” e la narrazione pubblica. L’intervento di Rafaella Biscioni è dedicato agli archivi fotograici nella transizione digitale e mette a fuoco alcune questioni relative alle trasformazioni che l’ambiente della rete ha implicato sia nella formazione e sedimentazione delle collezioni fotograiche che a livello di processi di narrazione collettiva dal basso. Inine, Luigi Tomassini si interroga sulla dialettica fra storia e public History in relazione alla fotograia e sulle inluenze 114 che le rispettive discipline hanno avuto nello sviluppo di un nuovo approccio, visuale, allo studio del passato. Photography and Public History: methodological issues and case studies Coordinator: Rafaella Biscioni University of Bologna • Adolfo Mignemi University of Modena and Reggio Emilia, Use of photography in exhibitions and history museums • Maurizio Lorber University of Trieste, Ordinary images for extraordinary events The family photo at Refugee camp in Trieste (1950-1956): semiotic, historical and emotional implications • Rafaella Biscioni University of Bologna, From photography to the image? Photographic Archives in the Digital Transition: Immateriality, Memory and Public History • Luigi Tomassini Italian Society for the Study of Photography, Photography, History and Public History in Italy: new ways of seeing the past The Panel proposes a discussion on the use of photography in Public History practices starting from its speciicities and potential in terms of narrative. Public History practices make extensive use of photographic images and from this observation it seems necessary to propose a relection that questions the methodological issues posed by photography. Firstly, its link with reality that has oten inluenced the perception of photography as an objective witness of reality. Secondly, the modes of production and sedimentation that require a shrewd approach to the source, taking into account a series of extra-linguistic elements that are at the same time necessary for its correct understanding e.g. the contexts of production and circulation. The digital transition has exacerbated some critical issues due to the transformation operated on the very nature of photography and the social practices that involve it, making it even more pervasive. Indeed, digital technologies have made many digital photographic archives and collections accessible to scholars, but also to the general public. The dissemination and valorisation of photographic images through photosharing platforms or online exhibitions, however, pose questions of great importance in relation to the cataloguing treatment of images, as well as in the contextualisation and reading of images. The proposed interventions 115 address some of these issues: Adolfo Mignemi dedicates his speech to the use of photography in exhibitions and history museums, focusing in particular on the linguistic problems of the image in relation to the “documentary rigour” necessary for a correct framing of the source. Maurizio Lorber presents a case study of great interest concerning the photographic exhibition dedicated to the camp for foreign refugees at the Risiera di San Sabba 9-9 from a perspective that brings together the theme of family photography, “diicult” memories and public narration. Rafaella Biscioni’s talk is dedicated to photographic archives in the digital transition and focuses on some issues related to the transformations that the network environment has implied both in the formation and sedimentation of photographic collections and at the level of processes of collective narration from below. Finally, Luigi Tomassini questions the dialectic between history and public history in relation to photography and the inluences that the respective disciplines have had in the development of a new, visual approach to the study of the past. Panel 41 – aula 203 Archivi dei movimenti sociali siciliani. Pratiche per la memoria Coordinatrice: Francesca Di Pasquale Soprintendenza archivistica per la Sicilia – Archivio di Stato di Palermo • Giulia Crisci Università IUAV di Venezia, Inventare e performare gli archivi • Francesca Di Pasquale Soprintendenza archivistica per la Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, Archivi dei movimenti sociali siciliani. Prospettive di patrimonializzazione • Sara Manali Università di Palermo, Il ritorno della Pantera. Il Laboratorio di fonti orali dellUniversità di Palermo • Michela Nalbone Università di Palermo, Valorizzazione e fruizione delle fonti orali. Il fondo Letizia Colajanni e la lotta delle donne in Sicilia La sessione è incentrata sul progetto Limone lunare che mira alla tutela e alla valorizzazione degli archivi di movimenti sociali siciliani, prodotti nel periodo che va dal secondo dopoguerra al primo decennio del XXI secolo. Il progetto è curato da un gruppo interdisciplinare composto da tre archiviste e da una ricercatrice di studi visuali e culturali e si avvale del supporto di associazioni del terzo settore 116 e di inanziamenti del Ministero della Cultura. Il lavoro ha interessato ino ad ora prevalentemente fonti orali, relative, in particolare, ai movimenti sociali nati nel contesto di azione di Danilo Dolci, al movimento studentesco della Pantera e alla igura di Letizia Colajanni. Due relazioni delle quattro proposte presentano nello speciico il lavoro su due dei nuclei documentari ino ad ora valorizzati. In generale, la sessione intende presentare lo stato dell’arte degli archivi di movimento in Sicilia e ragionare sui processi sociali e culturali connessi alle attività di valorizzazione di questo patrimonio. In particolare, il processo per la valorizzazione degli archivi di movimento siciliani è posto in correlazione con questioni disciplinari più ampie quali la natura stessa degli archivi di movimento, la nuova concettualizzazione di patrimonio culturale proposta dalla “Convenzione di Faro” e dal “Piano nazionale per la digitalizzazione PND”, la rilessione sugli invented archives, sulle pratiche comunitarie che dovrebbero accompagnare tale processo e in generale sull’uso pubblico degli archivi. In questo quadro, l’archivio viene inteso come processo culturale aperto e democratico e al contempo come fatto essenzialmente politico. Archives of the Sicilian social movements. Practices of Memory Coordinator: Francesca Di Pasquale Archival Superintendency for Sicily – State Archives of Palermo • Giulia Crisci University IUAV in Venezia, Inventing and performing the archives • Francesca Di Pasquale Archival Superintendency for Sicily – State Archives of Palermo, Archives of Sicilian social movements. Patrimonialisation perspectives • Sara Manali University of Palermo, The Pantera return. The oral sources Laboratory at the University of Palermo • Michela Nalbone University of Palermo, Enhancement and use of oral sources. The Letizia Colajanni fund and the struggle of women in Sicily The session focuses on the project called Limone lunare, aiming at safeguarding and enhancing the archives of Sicilian social movements created between the end of World War II and the irst decade of the st century. The project is curated by an interdisciplinary team of three archivists and a visual and cultural studies researcher and is supported by not-for-proit associations and funding from 117 the Italian Ministry of Culture. So far, our work has concerned mainly oral sources, relating in particular to social movements born in the context of Danilo Dolci’s action, the Pantera student movement and the igure of Letizia Colajanni. Two of the four papers speciically present the work on two of the archival bodies we built so far. More broadly, the session aims at presenting the state of the art of movement archives in Sicily and discussing the social and cultural processes that contribute to give value to this heritage. In particular, the process for the enhancement of the Sicilian movement archives is placed in correlation with broader disciplinary issues such as the nature of movement archives themselves, the new conceptualization of cultural heritage proposed by the “Faro Convention” and the “National Plan for Digitization PND”, the relection on invented archives, community practices that should accompany this process, and the public use of archives. In this framework, the archive is understood as both an open and democratic cultural process and an essentially political fact. Panel 42 – aula 210 S-Oggetti di storia. La cultura materiale come strumento di public history Coordinatrice: Giulia Dodi PopHistory • Marianna Bucchioni Università di Bologna, Public archaeology. Larcheologia delletà contemporanea e il suo uso pubblico • Giorgio Uberti PopHistory, Dal cassetto alla didattica: la collezione privata come strumento di public history • Caterina Liotti Centro documentazione donna di Modena, Navigando e danzando tra gli oggetti rivoluzionari del Novecento • Patrizia Dragoni Università di Macerata – Sabina Pavone Università di Napoli “L’Orientale”, La cultura materiale della II guerra mondiale tra musei, didattica e Public History Gli oggetti, nelle loro diverse forme, materiali e usi sono uno degli aspetti centrali nelle vite degli esseri umani. Dai pochi e semplici manufatti delle prime civiltà, passando per le trasformazioni introdotte dalla produzione in serie, gli oggetti sono determinanti per comprendere un’epoca storica e la relazione che gli individui di 118 quell’epoca hanno tessuto con il mondo. Gli oggetti sono capaci di trasmettere messaggi su luoghi, ambienti e interazioni, sono dei veri e propri segnali dal passato che spesso attraversano le epoche, e si trasformano. Raccontare la storia attraverso gli oggetti signiica quindi dare vita a un processo di riscoperta e di scavo nel passato, è un modo di fare storia che muove dall’esperienza concreta e quotidiana per arrivare a parlare di grandi avvenimenti e personaggi storici, dimostrando come anche e soprattutto gli oggetti più semplici e quotidiani possano essere considerati un’istantanea di un dato periodo storico. Il Panel si propone di rilettere sul ruolo della produzione materiale nella ricostruzione pubblica e partecipata dei periodi storici, mostrando come archeologia e “scavo” nel passato possano riguardare anche epoche recenti e con un approccio multidisciplinare, attraverso l’intervento e gli studi di Marianna Bucchioni, archeologa della contemporaneità. Su come sia possibile concretamente far diventare i manufatti materiali dei narratori del tempo passato saranno analizzati tre casi di studio, diversi per approccio e output inale, ma complementari nel fornire una panoramica di ampio respiro sull’argomento. Giorgio Uberti, a partire dalla sua diretta esperienza, analizza le potenzialità della cultura materiale nell’ambito della didattica, per mostrare come oggetti del passato possano essere degli agenti che stimolano il coinvolgimento attivo degli studenti nell’apprendimento. Caterina Liotti racconta come sia possibile raccontare a un pubblico ampio le tante trasformazioni che hanno caratterizzato il Novecento attraverso alcuni oggetti rappresentativi, con particolare riferimento al progetto Rivoluzioni. Persone, luoghi, eventi del Novecento. Sabina Pavone e Patrizia Dragoni rilettono sull’esperienza del laboratorio di Public History e Comunicazione Museale che hanno tenuto presso l’Università di Macerata, nel quale hanno coinvolto direttamente gli studenti e le studentesse nella rilessione sull’esperienza curatoriale nei musei della Seconda guerra mondiale, al ine di creare una memoria più consapevole e proattiva all’interno delle istituzioni museali. Objects of history. Material culture as a public history tool Coordinator: Giulia Dodi PopHistory • Marianna Bucchioni University of Bologna, Public archaeology. Archaeology of the contemporary era and its public use • Giorgio Uberti PopHistory, From the drawer to teaching: the pri- 119 vate collection as a public history tool • Caterina Liotti Women’s Documentation Centre of Modena, Sailing and dancing among the revolutionary objects of 900 • Patrizia Dragoni University of Macerata – Sabina Pavone Università di Napoli “L’Orientale”, The material culture of World War II between museums, education and Public History Objects, in their various forms, materials and uses are one of the central aspects in the lives of human beings. From the few and simple artifacts of early civilizations, through the transformations introduced by mass production, objects are crucial to understanding a historical era and the relationship that individuals of that era have built with the world. Objects are capable of conveying messages about places, environments, and interactions; they are real signals from the past that oten cross eras. Telling history through objects therefore means giving life to a process of rediscovery and investigation into the past; it is a way of making history that moves from concrete, everyday experience to talk about great events and historical igures, showing how even and above all the simplest and most everyday objects can be considered a snapshot of a given historical period. The Panel aims at relecting on the role of material production in the public and participatory reconstruction of historical periods, showing how archaeology and “ digging “ in the past can also concern recent eras with a multidisciplinary approach, through the intervention and studies of Marianna Bucchioni, an archaeologist of the contemporary. On how it is concretely possible to make material artifacts become narrators of the past time, three case studies will be analyzed, diferent in approach and inal output, but complementary in providing a wide-ranging overview of the topic. Starting from his direct experience, Giorgio Uberti analyzes the potential of material culture in the ield of education, to show how objects from the past can be agents that stimulate students’ active involvement in learning. Caterina Liotti discusses how it is possible to tell a wide audience about the many transformations that characterized the twentieth century through some representative objects, with special reference to the project Rivoluzioni. Persone, luoghi, eventi del Novecento. Sabina Pavone and Patrizia Dragoni relect on the Public History and Museum Communication workshop they held at the University of Macerata, in which they directly involved students in relecting on the curatorial experience in 120 World War II museums, in order to create a more conscious and proactive memory within museum institutions. Panel 43 – aula 211 Pratiche di Public History con patrimoni materiali/immateriali Coordinatore: Serge Noiret Istituto Universitario Europeo • Maria Cristina Dawson Universidad Nacional de Cuyo, Mendoza), Tutela del Patrimonio Architettonico e Storia Pubblica • Serge Noiret Istituto Universitario Europeo, I MAB in Italia (Musei, archivi e biblioteche) e il ruolo di una public history del patrimonio • Silvia Cecchini Università Roma Tre, Canale Monterano. Un laboratorio sperimentale di ecomuseo nel segno della Public History • Francesca Guiducci Università degli Studi di Perugia, Donne al centro. Ieri e oggi. Nuove proposte di musealizzazioni urbane e ricerca storica Il Panel intende mettere a fuoco alcune pratiche di public history che interagiscono con la gestione del patrimonio culturale storico materiale e immateriale attraverso la partecipazione delle comunità territoriali. Maria Dawson s’interroga su come alcune pratiche di Public History possono aiutare al restauro e alla tutela del Patrimonio Architettonico che rispecchia il susseguirsi di interventi legati al mutare della tecnica, ma che sono anche inluenzati dalla memoria collettiva e dalla storia delle comunità. Silvia Cecchini descrive come un ecomuseo dall’epoca etrusca ino alla contemporaneità metta in pratica a Canale Monterano RM quanto stabilito dalla Convenzione di Faro. Il museo ha attivato un laboratorio di Public History coinvolgendo attivamente la comunità per valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale. Il caso dell’Ecomuseo di Canale Monterano può essere considerato utile al percorso in atto per la redazione di una legge nazionale sugli ecomusei. Francesca Guiducci descrive come la mostra Donne al Centro. Ieri e oggi, curata da lei insieme a Stefania Zucchini ed Emanuela Costantini, si è ispirata alla mostra urbana londinese City Women in the 18th Century 9 che ha promosso storie di donne in età moderna. La mostra perugina ha voluto favorire un dialogo fra ricerca storica, storia di genere e territorio e rilettere sulle pratiche di public history atte a favorire una nuova toponomastica locale che riporti al centro la presenza di quarantasei 121 protagoniste della storia locale dal XIV al XX secolo nei luoghi patrimoniali d’appartenenza. Inine, Serge Noiret descrive come la rete dei MAB, GLAM negli Stati Uniti, permette di fare dialogare le istituzioni patrimoniali con le comunità che circondano musei, archivi e biblioteche. Creato nel , il MAB ambisce a gestire siti patrimoniali al servizio e con la partecipazione delle comunità di eredità Convenzione di Faro,  usando di pratiche partecipative della public history. Public History Practices with tangible/intangible heritage Coordinator: Serge Noiret European University Institute • Maria Cristina Dawson University of Cuyo, Mendoza, Preservation of Architectural and Public History • Serge Noiret European University Institute, The MAB in Italy (museums, archives and libraries) and the role of a public history of heritage • Silvia Cecchini Roma Tre University, Canale Monterano. An experimental ecomuseum laboratory in the spirit of public history • Francesca Guiducci University of Perugia, Women at the centre. Yesterday and today. New proposals for urban musealisation and historical research The Panel intends to focus on some public history practices that interact with the management of material and immaterial historical cultural heritage through the participation of local communities. Maria Dawson wonders how some Public History practices can help in the restoration and protection of the Architectural Heritage which relects the succession of interventions linked to the change of technique, but which are also inluenced by the collective memory and the history of local communities. Silvia Cecchini describes how an Eco-museum in Canale Monterano RM. from the Etruscan era to the present day puts into practice what was established by the Faro Convention The museum has activated a Public History laboratory actively involving the community to enhance the tangible and intangible cultural heritage. The case of the Eco-museum of Canale Monterano can be considered useful for the drating of a national law on Eco-museums. Francesca Guiducci describes how the exhibition Donne al Centro. Yesterday and today, curated by her together with Stefania Zucchini and Emanuela Costantini, was inspired by the London urban exhibition City Women 128 ciazioni, enti, singoli collezionisti, e che concorrono a costruire rappresentazioni della storia di notevole impatto, capaci di raggiungere un pubblico assai vasto. Il Panel rappresenta un’occasione per rilettere sulla storia delle collezioni, sulla natura e le ragioni del collezionismo, attraverso il confronto di esperienze diverse: dalla collezione costruita dallo scienziato Ulisse Aldovrandi nel XVI secolo composta da oggetti aferenti al mondo delle biblioteche, degli archivi e dei musei e conservata dall’Università di Bologna, alla raccolta di video su oggetti della Seconda guerra mondiale prodotti dalla cittadinanza e consegnati al Museo difuso della Resistenza di Torino in occasione di una mostra organizzata durante il coninamento per Covid-9 nel , ino alla “collezione di collezioni” di giovani under  coordinata dal Museo civico d’arte antica di Palazzo Madama a Torino. Collecting history: to gather, order and show objects to narrate the past Coordinator: Roberto Bianchi University of Firenze • Paola Elena Boccalatte freelance museologist, History and Objects. A crowdsourcing experience • Alessandra Lia e Eleonora Moronti University of Bologna, The three kingdoms collector: cataloguing, investigating and sharing the cultural heritage of Ulisse Aldrovandi - • Anna La Ferla Palazzo Madama Museo Civico d’Arte Antica in Turin, I collect therefore I am. The contest for Young Collectors The gathering of objects from the past, of present testimonies and productions that tell stories about the past, ordering them, creating courses for exhibitions are not new approaches for museums, exhibitions, association, collectors or institution activities: they all participate to create history’s representations of a huge impact for a large public. The Panel will be an occasion to discuss about the history of collections, about the nature and motivations of collectionism through confrontation of several experiences: from the scientist Ulisse Aldovrandi’s collection during the th century that included items from the library, archive and museum area stored in the Bologna’s University, to the video that shows second word war objects, ilmed by the population and delivered to the Museo difuso della Resistenza di Torino [“widespread” museum of resistance, deportation, war, rights and freedom] in the context of an exhibition created in  during the Covid-9 lock-down, 129 to the “collection of the collections” realized by under  years-old young people and coordinated by Museo civico d’arte antica di Palazzo Madama in Torino. Panel 48 – aula 210 Patrimoni, territori, identità Coordinatrice: Valeria Galimi Università di Firenze • Efrem Bovo Villa Delavo di Marengo e Rafael Zurita Universidad de Alicante, España, Marengo 1800. Paesaggio culturale e valorizzazione del territorio • Mirco Carrattieri Liberation Route Italia, Lenin a Cavriago. Dalla “propaganda monumentale” al “Leninopad” • Arianna Scarnecchia Scuola di giornalismo Lelio Basso, La rinascita di un bosco. Ricostruzione musicale Il Panel intende discutere, a partire da tre diversi casi di studio e tre prospettive diverse adottate, il rapporto fra paesaggio culturale e Public History, per la valorizzazione del territorio. Nel primo intervento la battaglia di Marengo del , evento rilevante nel percorso delle vicende di Napoleone, ha segnato con la sua memoria il paesaggio della provincia di Alessandria. In particolare, saranno analizzate la presenza del Marengo Museum e il progetto Paisajes de guerra. Nel secondo intervento si partirà dalla collocazione a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, di uno dei due monumenti presenti in italia dedicati a Lenin. Nel terzo si discuterà di un radio documentario su un disastro ambientale, una tempesta avvenuta nel , che ha portato alla distruzione del bosco; in questo podcast si alterna musica, suoni e parole di testimonianza dell’evento. Heritages, territories, identities Coordinator: Valeria Galimi University of Florence • Efrem Bovo Villa Delavo in Marengo e Rafael Zurita University of Alicante, Spain, Marengo 1800. Cultural landscape and valorisation of the territory • Mirco Carrattieri Liberation Route Italiy, Lenin in Cavriago. From monumental propaganda to Leninopad • Arianna Scarnecchia Lelio Basso School, The rebirth of a forest. Musical Reconstruction 130 The gathering of objects from the past, of present testimonies and productions that tell stories about the past, ordering them, creating courses for exhibitions are not new approaches for museums, exhibitions, association, collectors or institution activities: they all participate to create history’s representations of a huge impact for a large public. The Panel will be an occasion to discuss about the history of collections, about the nature and motivations of collectionism through confrontation of several experiences: from the scientist Ulisse Aldovrandi’s collection during the th century that included items from the library, archive and museum area stored in the Bologna’s University, to the video that shows second word war objects, ilmed by the population and delivered to the Museo difuso della Resistenza di Torino [“widespread” museum of resistance, deportation, war, rights and freedom] in the context of an exhibition created in  during the Covid-9 lock-down, to the “collection of the collections” realized by under  years-old young people and coordinated by Museo civico d’arte antica di Palazzo Madama in Torino. Panel 49 – aula 209 Public History per l’inclusione delle minoranze Coordinatore: Luca Bravi Università di Firenze • Luca Bravi Università di Firenze, Scuola, Università e territorio. Uno sguardo storico-educativo • Sheyla Moroni Università di Firenze, Materiali e rilessioni circa la possibilità di creare un museo della schiavitù in Italia • Eva Rizzin Osservatorio sull’antiziganismo, Dallo sterminio di rom e sinti allantiziganismo nel presente • Andrea Burzi Istituto Professionale di Stato Aurelio Sai – Firenze), La storia come professione attraverso il Memoriale degli italiani di Auschwitz La narrazione della storia di comunità presenti in Italia e che sono minoranze di antico o più recente insediamento, rappresenta uno strumento decisivo d’inclusione sociale. Esiste un racconto della storia che si sviluppa frequentemente, ma che resta solo all’interno delle singole comunità: ciò segnala anche una “tenuta a distanza” di quelle stesse vicende nella storia pubblica, da parte della comunità maggioritaria. In molte occasioni, il racconto delle minoranze con i suoi aspetti di rivendicazione d’esistenza, si rivela come una 131 rimozione presso la società maggioritaria. Quanto avvenuto a livello internazionale con il movimento “Black lives matter”, rispetto alla rivendicazione di partecipazione nel racconto di un passato che assume una valenza pubblica e civile, rivela l’urgenza di una rilessione su questa speciica tematica. Il Panel intende presentare tre esperienze concrete di utilizzo della Public History per costruire inclusione: - La partecipazione di rom e sinti alla ricostruzione della propria storia nel periodo nazifascista avvenuta all’interno del progetto europeo “Remembrance against discrimination” -, conluita nel percorso multimediale su “Lo sterminio dei sinti e dei rom” disponibile online www.porrajmos.it. La ricerca storica ed ogni fase del processo di elaborazione del percorso multimediale è stata elaborata con la partecipazione delle comunità sinti e rom italiane. - L’attività svolta da una classe del III anno di Scienze politiche dell’Università di Firenze che si è confrontata con i modelli museali dedicati al racconto delle schiavitù a livello internazionale, per produrre una propria progettualità per un luogo di mostra permanente, in Italia, che afronti il tema della schiavitù. - La costruzione, da parte degli studenti di una classe di una scuola professionale di Firenze con una maggioranza di alunni migranti, di un percorso di formazione volto alla conoscenza della storia delle deportazioni delle minoranze nel periodo nazifascista. Il processo di conoscenza è stato legato alla presenza del Memoriale degli Italiani di Auschwitz a Firenze opera che era collocata nel Museo di Auschwitz 9- e che narra, attraverso un percorso multisensoriale, le vicende del fascismo e dello sterminio. Gli studenti, in formazione come assistenti guide turistiche presso il proprio istituto, hanno elaborato una propria formazione sull’opera d’arte, per poi esporre i suoi contenuti e la storia ad essa legata, ai visitatori. Public history for minorities inclusion Coordinatore: Luca Bravi University of Florence • Luca Bravi University of Florence, School, University and Territory. A historical-educational view • Sheyla Moroni University of Florence, Materials and relections on the possibility of creating a museum of slavery in Italy • Eva Rizzin Anti-Gypsyism Observatory, From the extermination of Roma and Sinti to anti-Gypsyism in the present • Andrea Burzi Aurelio Sai School – Florence, History as a profession through the Auschwitz Italian Memorial 132 The narration of the history of minorities of ancient or recent settlement in Italy, represents an important tool for social inclusion. There is a narrative which remains only within the minoritive communities: it is signals of “keeping at a distance” of those same events in public history, by the majority community. In many occasions, the narrative of minorities are symbol of repression in the majority society. What happened internationally with the “Black lives matter” reveals the urgency of a relection on this speciic issue. The Panel intends to present three concrete experiences of Public History to build inclusion: - The participation of Roma and Sinti in the reconstruction of their history in the Nazi-fascist period which took place within the European project “Memory against discrimination” -, merged into the multimedia path on “The extermination of Sinti and Roma” available online www.porrajmos.it. The historical research and each phase of the process of elaboration of the multimedia itinerary were elaborated with the participation of the Italian Sinti and Roma communities. - The activity carried out by a class of the third year of Political Sciences of the University of Florence who was confronted with the museum models dedicated to the story of slavery at an international level, to produce their own planning for a permanent exhibition place which addresses the issue of slavery. - The construction, by the students of a class of a professional school in Florence with a majority of migrant pupils, of a training course to understand the history of the deportations of minorities in the Nazi-fascist period. The knowledge process was linked to the presence of Memoriale degli italiani di Auschwitz in Florence a work that was located in the Auschwitz Museum – 9- and which narrates the events of fascism and racial extermination. Students are in training as tour guide assistants at their own institute and they developed their own training on the Memoriale, to exhibit its contents and the history associated with it, to visitors and so they learned history. Spazio Alieri – 9.-.5 Introduzione alla storia delle violenze del primo dopoguerra da parte di Roberto Bianchi Università di Firenze Evento teatrale promosso dall’Istituto nazionale Ferruccio Parri in 133 collaborazione con l’Associazione italiana di Public History e con il inanziamento della Presidenza del Consiglio dei ministri: Di rosso e di nero. le violenze politiche del primo dopoguerra, Reading di e con Elisabetta Vergani, con musiche originali di Sara Calvanelli, organizzazione e produzione Marta Ceresoli, produzione del Farneto Teatro. Iniziativa promossa da Istituto nazionale Ferruccio Parri con la collaborazione di AIPH, GCSS e il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni." Il primo dopoguerra italiano è un periodo pieno di tensioni, che sfociano presto e assai di frequente in violenze non di rado letali. Dal 99 al 9 gli episodi si susseguono in serie, passando dal cosiddetto biennio rosso a un vero biennio nero, il cui esito è poi la marcia su Roma dell’ottobre 9. Il reading di e con Elisabetta Vergani ripercorre la lunga scia di questi episodi, sofermandosi in particolare su alcune vicende emblematiche e signiicative per la Storia e per il profondo valore umano e personale. Le musiche di Sara Calvanelli, eseguita con la isarmonica, arricchiscono e intervallano la narrazione. Introduction to the history of post-war violence by Roberto Bianchi University of Florence Theatrical event promoted by the Ferruccio Parri National Institute in collaboration with the Italian Association of Public History and with the funding of the Presidency of the Council of Ministers: Di rosso e di nero. Political violence of the irst post-war period, reading by and with Elisabetta Vergani, with original music by Sara Calvanelli, organization and production by Marta Ceresoli, produced by the Farneto Teatro. The post-irst world war period was full of tensions in Italy, which soon and very frequently led to oten lethal violence. Violent episodes follow one another from 99 to 9, passing from the socalled two red years period to a two black year period, the outcome of which was the march on Rome in October 9. The reading by and with Elisabetta Vergani retraces the long trail of these episodes, focusing on some emblematic and signiicant historical events because of their profound human and individual value. The music by Sara Calvanelli, performed with the accordion, enriches and intersperses the narration.