Quando le guide sono i ragazzi: una mostra sulla Resistenza. L’esperienza della II C della scuola secondaria di primo grado “I.C. Lorenzo Bartolini” di Vaiano (Prato)
Abstract
The paper aims at dealing with the didactic experience realized between 2018 and 2019 in two classes of the comprehensive school Bartolini in Vaiano, near Prato. After some meeting with a local expert, and the utilisation of a laboratorial didactic, the class has realised an exhibition about the Resistance movement and it concentrates it on the character of Licio Nencetti, a partisan dead in 1944.
Full text
Quando le guide sono i ragazzi: una mostra sulla Resistenza. L’esperienza della II C della scuola secondaria di primo grado “I.C. Lorenzo Bartolini” di Vaiano (Prato) Giulia Oddone 1. Considerazioni preliminari Lo studio della Costituzione da parte dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado della provincia pratese, è stata favorita dall’esistenza del Protocollo d’Intesa MIUR-ANPI n. 000001419.07.20171. Durante l’anno scolastico 2018/2019 le ragazze e i ragazzi della classe II C dell’Istituto Comprensivo Bartolini di Vaiano sono stati coinvolti in un’esperienza nata dalla sinergia dei contenuti relativi al ‘Progetto Legalità’ d’Istituto 1 «Considerato che l’ANPI è statutariamente finalizzata a “valorizzare il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani e degli antifascisti, glorificare i caduti e perpetuarne la memoria”, nonché a “promuovere studi intesi a mettere in rilievo l’importanza della guerra partigiana ai fini del riscatto del Paese dalla servitù tedesca e della riconquista della libertà”; a “promuovere eventuali iniziative di lavoro, educazione e qualificazione professionale, che si propongono fini di progresso democratico della società”; a “battersi affinché i principi informatori della Guerra di Liberazione divengano elementi essenziali nella formazione delle giovani generazioni”; a “concorrere alla piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli”; – è fortemente impegnata ed interessata a valorizzare, soprattutto nelle scuole, la storia e le vicende della Seconda guerra mondiale, la Resistenza e la Guerra di Liberazione, a far conoscere a fondo la Costituzione, e contribuire alla formazione dei giovani non solo sul piano culturale, ma anche sotto il profilo del civismo e dei sentimenti concretamente democratici» (MIUR, e ANPI 2017). Maria Giulia Oddone, CPIA Prato, Italy, [email protected] Referee List (DOI 10.36253/fup_referee_list) FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI 10.36253/fup_best_practice) Giulia Oddone, Quando le guide sono i ragazzi: una mostra sulla Resistenza. L’esperienza della II C della scuola secondaria di primo grado “I.C. Lorenzo Bartolini” di Vaiano (Prato), © Author(s), CC BY 4.0, DOI 10.36253/978-88-5518-650-6.21, in Luca Bravi, Chiara Martinelli, Stefano Oliviero (edited by), Raccontare la Resistenza a scuola. Esperienze e riflessioni, pp. 159-169, 2022, published by Firenze University Press, ISBN 978-88-5518-650-6, DOI 10.36253/978-88-5518-650-6
160 GIuLIa OddOne e da attività di integrazione e interazione in un sistema scuola con diritti e doveri ben precisi. Le attività didattiche previste sono state incentrate sulla scoperta del territorio regionale e sulla conoscenza della sua storia, evidenziandone le affinità e le differenze attraverso lo studio delle epoche storiche, delle attività produttive, delle attività artistiche allo scopo di costruire un’esperienza immersiva, nella quale ciascuno studente e studentessa mettesse in luce sia ciò che aveva appreso a livello trasversale e interdisciplinare. Attraverso uno sguardo più ampio e ambizioso, si intendeva coinvolgere le studentesse e gli studenti non solo in un’esperienza rivolta al gruppo classe, ma anche in un percorso di formazione che conducesse ciascun individuo all’acquisizione e all’interiorizzazione dei valori propri della nostra Costituzione. Nel 2018 l’allora presidente dell’ANPI nazionale Carlo Smuraglia scriveva: Io parto da un presupposto: nei confronti dei giovani abbiamo un debito enorme perché consegniamo loro un ‘Paese smarrito’ […]. È un errore accettare la stereotipizzazione dei giovani descritta in molti articoli e in qualche libro di successo con un#immagine di esseri amorfi. Non è così! È vero che ci sono molti ragazzi distratti e indifferenti, ma la colpa è loro o è nostra? Io sono del parere che sia soprattutto nostra. E comunque ce ne sono molti che si interessano e si impegnano anche nel sociale. Il primo luogo di formazione dei giovani è la famiglia, dove mi sembra si parli poco e si tenda a dare pochi modelli e non sempre positivi. Il secondo luogo è la scuola, che dovrebbe essere la sede in cui si acquisiscono conoscenze, e dove, nel contempo, si dovrebbe imparare a praticare il pensiero critico. Il compito dell’istruzione pubblica dovrebbe essere quello di formare cittadini, cioè persone consapevoli e pensanti in grado di portare avanti i valori che noi lasciamo loro in eredità: la solidarietà, il rispetto degli altri, l’amore per la giustizia e la libertà. Essere cittadini è il primo passo per divenire soggetti attivi della società che – cito ancora una volta la Costituzione – esercitano i diritti, ma anche, come previsto dall’art. 2, adempiono i doveri imprescindibili di solidarietà politica, economica e sociale. A ciò dovrebbero essere formati i giovani, ma non mi sembra che nella scuola avvenga in modo adeguato (Smuraglia 2018, 152-53). Da questa importante riflessione, ritenuta un monito a una problematica sincera, si è tentato di guidare la classe attraverso un percorso con una sua evoluzione ben precisa e una ‘missione’: superare la distanza tra passato e presente e pertanto rendere le studentesse e gli studenti protagonisti coinvolti e attivi di quei valori fondamentali. Si è ritenuto importante approfondire e realizzare un percorso che si delineasse su aspetti conoscitivi, formativi e didattici legati alla nascita della Costituzione della Repubblica Italiana. Lo stimolo è stato innescato dallo studio del fenomeno dalla Resistenza2, per poi addentrarsi in una più ampia riflessione 2 «Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi
161 QuandO Le GuIde SOnO I RaGaZZI che affiancasse le diverse abilità della classe con le nuove competenze acquisite durante l’anno. 2. L’azione didattica All’interno dell’area Ben-Essere3, disciplinata nel PTOF dell’Istituto Comprensivo “Lorenzo Bartolini” di Vaiano, si sviluppano percorsi di Orientamento personale e Cittadinanza attiva, costruiti in modo tale da rendere il concetto di «legalità» integrato nel vissuto di ciascuno studente mediante la partecipazione critica e costruttiva di ciò di cui si è fatto esperienza. Tale percorso si è svolto attraverso un ciclo di incontri e ha avuto come scopo quello di coinvolgere i ragazzi con l’ascolto diretto di testimonianze importanti: dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. Il 26 gennaio 1955, a Milano nel Salone degli Affreschi della Società Umanitaria», Piero Calamandrei partecipò ad un ciclo di conferenze sulla Costituzione rivolte agli studenti universitari e medi. La parte conclusiva del discorso resta un elemento di partenza imprescindibile ed un testamento morale e spirituale per le generazioni future di cittadini che studiano le origini della Repubblica italiana. 3 Per Ben-Essere si intendono «Percorsi di orientamento personale e Cittadinanza Attiva». In questa area progettuale convergono quegli interventi che hanno come obiettivo la promozione del benessere dei nostri alunni da ogni punto di vista, con la finalità di farli crescere come persone sane e complete capaci di relazionarsi con se stessi e con gli altri in modo corretto, ma anche come cittadini, consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri. Questo significa guidarli nella scoperta del territorio che li circonda per prendere consapevolezza della sua importanza ambientale e storica, guidarli alla conoscenza delle istituzioni democratiche, con un ruolo da protagonisti, attraverso esperienze di cittadinanza attiva e di legalità, guidarli in percorsi che facciano loro sperimentare relazioni positive di gruppo con l’attenzione agli aspetti sociali e psicologici della loro crescita. In particolare l’educazione ambientale tende a promuovere nei ragazzi lo sviluppo di conoscenze, sensibilità e comportamenti di salvaguardia e tutela verso lo spazio circostante, da quello più vicino al loro vissuto a quello più lontano, attraverso interventi concreti che esprimano un forte messaggio di riappropriazione dell’ambiente. Le attività svolte all’interno del CCR e nell’ambito di Educare alla Pace/Intercultura tendono a far conoscere e sperimentare concretamente, dal vivo e a misura dei ragazzi i meccanismi della democrazia, per imparare a diventare cittadini liberi, attivi e responsabili, fornendo loro modelli educativi utili all’integrazione con coetanei di tutte le nazionalità. Riteniamo inoltre importante proporre specifici percorsi che portino all’integrazione e inclusione di ogni diversità, in particolare per quelle di genere, per far si che i nostri alunni crescano con atteggiamenti aperti e rispettosi verso l’altro. Infine vogliamo promuovere esperienze che accompagnino, da un punto di vista psicologico, i ragazzi nel loro percorso di crescita, per aiutarli a conoscersi meglio ma anche nell’ottica di prevenire il disagio e di affrontarlo quando si presenta, vogliamo dare loro strumenti per vivere bene la dimensione dello stare in gruppo e per prevenire eventuali comportamenti a rischio» (Istituto Comprensivo Bartolini 2018, 15-6). Il PTOF è stato elaborato dal collegio dei docenti nella seduta del 07/01/2019 sulla base dell’atto di indirizzo del dirigente prot. 2073 del 10/12/2018 ed è stato approvato dal Consiglio di Istituto nella seduta del 07/01/2019 con delibera n. 802. Annualità di riferimento dell’ultimo aggiornamento: 2019/20, periodo di riferimento: 2019/20-2021/22.
162 GIuLIa OddOne • Angela Riviello, Presidente ANPI Provinciale Prato, Come nasce la Costituzione; • Fiorello Fabbri, partigiano combattente, La sua esperienza e la sua testimonianza sulla Resistenza a Prato; • Luca Bravi, Porrajmos e conoscenza delle comunità rom e sinti sul territorio, Stereotipi, diffidenza, ignoranza; • Angelo Corbo, poliziotto sopravvissuto alla Strage di Capaci, La testimonianza di un debito incancellabile. 3. La progettazione delle attività Alla luce delle indicazioni nazionali (MIUR 2012, 35)4 così come dei risultati della letteratura scientifica, l’Istituto Bartolini tiene in grande considerazione l’importanza di fornire agli studenti una pluralità di stili cognitivi e di metodologie ed attua una didattica fortemente laboratoriale in quanto ha ben chiara l’importanza della scoperta personale nel costruire la conoscenza. Gli alunni sono chiamati ad apprendere facendo, il famoso learning by doing, attraverso situazioni di problem solving o compiti di realtà. Tale metodologia permette allo studente di esprimersi nella propria globalità, di confrontarsi e condividere esperienze in un ambiente collaborativo e flessibile. Il laboratorio è, quindi, per noi parte fondamentale ed indispensabile della didattica quotidiana. Anche gli insegnanti lavorano in un’ottica di laboratorio e di ricerca, nel continuo confronto fra colleghi, avvalendosi della consulenza di esperti, alla luce dei risultati della letteratura scientifica, riprogettando continuamente l’azione didattica sulla base delle verifiche e dei monitoraggi messi in atto. Il lavoro interdisciplinare e collegiale degli insegnanti diventa un elemento fondamentale per la condivisione di buone prassi e fornisce agli alunni un’ulteriore opportunità per riscoprire, rileggere e collegare i nuclei essenziali degli apprendimenti disciplinari. All’interno di quest’ottica metacognitiva possiamo collocare il significativo investimento per la costruzione di curriculi disciplinari per competenze elaborati dai dipartimenti verticali in continuità fra i vari ordini di scuola. I curriculi disciplinari, le programmazioni per classi parallele, la banca dati di percorsi didattici modellizzati, le esperienze proposte di anno in anno ai bambini ed ai ragazzi, i costanti e frequenti incontri di verifica e progettazione realizzati collegialmente sono per noi un patrimonio importante e rappresentano 4 Il laboratorio, se ben organizzato, è la modalità di lavoro che meglio incoraggia la ricerca e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri, e può essere attivata sia nei diversi spazi e occasioni interni alla scuola sia valorizzando il territorio come risorsa per l’apprendimento. […] Il laboratorio è inteso sia come luogo fisico sia come momento in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati, negozia e costruisce significati, porta a conclusioni temporanee e a nuove aperture la costruzione delle conoscenze personali e collettive (MIUR 2012, 35).
163 QuandO Le GuIde SOnO I RaGaZZI l’equità che ci sentiamo in dovere di assicurare agli studenti ed alle loro famiglie, indipendentemente dalla composizione delle classi o dall’avvicendarsi degli insegnanti (Istituto Bartolini 2018, 17-9). È in questo contesto curricolare e in quest’ottica di costruzione laboratoriale che avviene la progettazione dei percorsi rivolta alla conoscenza del cammino storico e sociale su cui si fonda la nostra Costituzione, la Repubblica, la convivenza civile, l’essere cittadini con diritti e doveri precisi. Uno degli aspetti più complessi della progettazione didattica è riuscire a svilupparla in modo da mantenerne sempre alto l’interesse; attraverso l’apprendimento attivo è possibile superare la lezione standard e svolgere contemporaneamente attività che si identificano in modo interdisciplinare e trasversale, permettendo di coniugare differenti punti di vista, distinte metodologie, varie abilità e competenze che sollecitino una forte motivazione e mantengano alto l’interesse. Conoscere, comprendere, condividere e interiorizzare diventano i cardini intorno cui far ruotare un’attività ben costruita e di soddisfacente realizzazione. Essa deve promuovere l’esperienza diretta, l’autonomia, le diverse abilità e la curiosità. L’alto coinvolgimento della classe aumenta la consapevolezza che negli insegnanti permette di declinare spazi, tempi, ruoli, interventi, partendo da stimoli diversificati e costruiti ad hoc per il gruppo. Inoltre questo, predispone i ragazzi verso nuove esperienze, l’acquisizione di nuove informazioni, l’esplorazione di nuovi luoghi, l’approfondimento di nuovi argomenti e la sperimentazione di nuove attività. Un altro aspetto affatto banale, riguarda la replicabilità delle azioni didattiche, così da poter ripetere le attività positive nel corso dei cicli scolastici, attingendo dalla metodologia che ha sortito effetti positivi ed è stata frutto di esperienza tangibile. Fattori come l’argomento trattato, la reperibilità di fonti, la produzione di materiale, si riflettono e dipendono dalla riproducibilità. Inoltre è da tenere in considerazione la mutevole composizione del gruppo di lavoro, perché da esso si estrapolano quelle caratteristiche personali che, se valorizzate, rappresentano un punto di forza, ma essendo peculiarità di ciascun individuo, non garantiscono che le caratteristiche implicite del gruppo di discenti siano ripetibili ogni volta con la stessa modalità. Quindi è fondamentale adattare ciascuna formula didattica laboratoriale al gruppo, affinché la riuscita del compito assegnato sia indipendente dalla qualità o dalla difficoltà di realizzazione di questo. 4. La costruzione di un percorso Il lavoro preparatorio a ciascuna attività, è fondamentale per un efficace sviluppo didattico e si deve concentrare su un alto livello di soddisfazione dovuto a una forte motivazione, un alto grado di coinvolgimento e una buona dose di divertimento. A tale scopo la progettazione iniziale della classe è stata modificata per costruire un percorso più efficace e calzante e consentire alle ragazze
164 GIuLIa OddOne e ai ragazzi di fare esperienza positiva di elementi come lo stare insieme, il sentirsi parte attiva di un gruppo, il rispetto delle regole, degli impegni e assumersi delle responsabilità per crescere e farlo nel rispetto degli altri. Il percorso ha previsto: • uscite sul territorio; • studio delle biografie di personaggi dell’Umanesimo e Rinascimento; • la lettura di testi antologici scelti, che avessero come nucleo tematico la civiltà, la civilizzazione, il rapporto con le regole e con la realizzazione di ‘qualcosa di importante’; • la didattizzazione di Il cane, il lupo e Dio per nuclei tematici e l’incontro con l’autore, Folco Terzani; • la realizzazione di una visita guidata costruita dai ragazzi del centro di Firenze e degli Uffizi, scegliendone le sale e le opere; • lo studio di Dante e della sua biografia: tra libri e realtà; • la gita in Casentino sulle tracce di Dante dal castello e la pieve di Romena al castello dei Guidi di Poppi: la storia, le attività lavorative, la società i personaggi. Ciascuna esperienza vissuta e la varietà dell’offerta formativa di cui ha potuto godere la classe, hanno contribuito alla costruzione di un percorso ricco di stimoli e di riflessioni che hanno mirato verso la costruzione di una coscienza più ampia rispetto al senso della storia e della società. Creare un collegamento con ciò che era conosciuto dagli studenti, ha permesso loro di analizzare il territorio di Vaiano cercando tutte quelle affinità storiche e sociali con gli ambienti studiati, fino a fare di tali studi, esperienze dirette e sensibili. La lezione frontale canonica è stata affiancata dalla classe capovolta, dallo studio cooperativo, dalla didattica per scenari, dall’utilizzo di dispositivi che hanno permesso ai ragazzi di superare limiti conoscitivi e linguistici, dal learning by doing, dal brainstorming e dalla funzione facilitatrice della scuola (Indire 2014). L’attitudine allo studio, il piacere diffuso per la lettura, la capacità critica di dialogare e la sensibilità artistica della classe ha agevolato e permesso di variegare l’offerta e lo stimolo didattico, permettendo di trattare argomenti inerenti al percorso di Educazione alla Cittadinanza in modo preferenziale. Attraverso lo studio e l’incontro con protagonisti locali della storia istituzionale, la classe ha fatto esperienza del fenomeno della Resistenza come elemento di reazione alla dittatura nazifascista. La Resistenza nella Val di Bisenzio è stata perciò associata a quella più generale della Toscana: sabotaggi, rappresaglie, torture, segreti, repubblichini, civili, volontari, partigiani sono stati vocaboli e parole chiave scoperte e analizzate durante letture specifiche5 e la visione di documentari reperibili su RaiPlay. 5 Parti scelte tratte da Caminiti 2018; Di Sabato 1987; Di Sabato, e Gregori 2014; Raspanti 2008; 2010.
165 QuandO Le GuIde SOnO I RaGaZZI La gita in Casentino e più precisamente la visita al castello di Poppi, luogo non solo legato all’immaginario dei conti Guidi e di Dante ormai esule da Firenze, ma che è stato adibito a prigione durante la Seconda guerra mondiale, ha messo in risalto vicende particolari, come quella di Licio Nencetti comandante della ‘Teppa volante’, come l’esperienza del giovane Ezio Raspanti, ‘Mascotte’, che racconta come il suo vissuto familiare antifascista lo abbia indotto a intraprendere l’unica via possibile, quella di seguire la ‘Teppa’ e il suo comandante nella clandestinità. Originario della Val di Chiana in provincia di Arezzo, Ezio Raspanti diventa un personaggio che incuriosisce i ragazzi: la sua esperienza comincia a quindici anni, elemento che lo vede anagraficamente a loro vicino: ha un soprannome, ‘Mascotte’, che lo rende ancora più verosimile e calzante; racconta la storia sua e quella di Licio Nencetti attraverso gli occhi ammirati di chi in quegli anni vede la sopravvivenza legata alle scelte di comando del giovane capo. Licio ha diciotto anni quando viene tradito e arrestato. Viene torturato a Poppi e poi giustiziato esanime davanti alla badia di Talla. Licio Nencetti e la Teppa volante però hanno fatto della Resistenza un esempio e non sono mai stati sconfitti e sono sopravvissuti nella memoria fino ad oggi, non solo nelle parole del Raspanti, ma anche e soprattutto attraverso i suoi disegni e l’utilizzo di un linguaggio immortale. La realtà fascista e antifascista di paese diventa comune e riconoscibile non solo in Foiano, ma anche nelle altre realtà rurali del tempo a cui è toccata la stessa sorte di soprusi e paure. Ezio raccontata attraverso la dimensione familiare e talvolta caricaturale, l’avvento del regime e l’inizio di quella guerra civile che ha portato fin da giovanissimi a scelte di Resistenza. Ne emerge una descrizione dei fatti interessati da una poetica immediata e accattivante, un linguaggio trasversale accessibile a ciascuno studente del gruppo classe. All’interno del percorso più ampio sulla legalità e sulla conoscenza della Costituzione e stato possibile far conoscere alla classe la storia del fascismo in Italia, della guerra civile e della Resistenza, anticipando informazioni e conoscenze previste per le classi successive. Inoltre le storie di ragazzi coraggiosi, più o meno coetanei, unite al racconto e alle lezioni di approfondimento guidate dall’esperto esterno Francesco Bellacci6, hanno aumentato la percezione di immedesimazione della classe7. 6 Francesco Bellacci è dottore in Scienze storiche presso l’Università di Firenze. La sua ricerca è stata rivolta all’esperienza del nonno partigiano Ezio Raspanti, pertanto la classe ha fruito del suo lavoro presentato attraverso incontri mirati e mediante l’utilizzo di presentazioni PowerPoint per raccontare l’argomento trattato attraverso immagini, mappe e testi semplificati. 7 Cfr. Documento stilato dalla Commissione Scuola Memoria e Cultura per la Conferenza d’organizzazione del 29 febbraio 2020: «risulta evidente l’importanza della conoscenza (e giusta interpretazione) del passato storico, soprattutto del Novecento, da cui è scaturito il nostro presente. Purtroppo non sempre ‘i programmi’ permettono agli insegnanti di soffermarsi quanto necessario su questa epoca così vicina, a cui bisogna naturalmente ap-
166 GIuLIa OddOne La verifica degli apprendimenti è stata ottenuta attraverso temi ed elaborati, scritti ed orali, prodotti dai ragazzi ed esposti a piccoli gruppi così da fondere e trasmettere reciprocamente il background dei saperi. 5. La realizzazione della mostra: l’esperienza della II C Una volta valutato quanto e cosa era diventato bagaglio di ciascuno, la classe e stata coinvolta nella elaborazione e produzione di un compito di realtà: una mostra vera e propria! Per la realizzazione si è pensato di procedere per tappe concordate con il gruppo: • richiesta di permesso presso la dirigenza per la realizzazione del progetto; • concessione dei disegni di Raspanti da parte della famiglia per la realizzazione della mostra; • visione del materiale, scelta e selezione delle immagini; • individuazione di un percorso tematico da parte dei ragazzi; • sopralluogo per le opere da esporre e scelta della location; • sistemazione delle opere, scrittura e affissione delle didascalie scelte per ciascuna opera; • realizzazione del comunicato stampa per inaugurare la mostra con orari e modalità per le visite; • turnazioni degli studenti organizzati per effettuare le visite guidate previo appuntamento. procciarsi con corretta oggettività. Gli strumenti giusti per portare gli alunni a riflettere e conoscere gli eventi storici sono sicuramente i libri di testo, le fonti storiche di varia natura (documenti, foto, filmati, ecc.) e le testimonianze dirette o indirette (interviste, lettere, diari, ecc.). Tutti questi strumenti non devono essere vissuti passivamente dai ragazzi, perché questo rischia di trasmettere un senso di lontananza e asetticità; la riflessione e la rielaborazione continua sono fondamentali. Per questo, insieme allo studio degli eventi storici e della Costituzione (parti), sono fondamentali attività laboratoriali, volte ad attualizzare quanto appreso, nella quali gli alunni possono/devono diventare soggetti attivi, attori protagonisti della loro stessa formazione. A tal fine potrebbero essere organizzate: 1) attività di drammatizzazione di quanto ascoltato, letto, visto (lab. teatrale); 2) attività di lettura e scrittura (strisce di fumetto, lapbook, cartelloni, ecc.); 3) attività di intervento nelle classi inferiori da parte degli alunni interessati allo studio del periodo storico; 4) confronti con il presente, in particolare con alcuni aspetti critici dell’età adolescenziale (bullismo e cyberbullismo); 5) lettura guidata di alcune realtà politiche attuali, con confronto con il passato; 6) riflessione generale sui ‘linguaggi’ politici, critica della visione antropocentrica nel rispetto dell’ambiente e degli altri esseri viventi; 7) visite didattiche; 8) l’utilizzo del canale “internet”. Riguardo a quest’ultimo punto, sarebbe importante dare spazio alla “rete interattiva” creando blog, siti internet o piattaforme, nelle quali i ragazzi possano inserire del materiale (testimonianze, riflessioni, documenti) non solo relativo alla propria realtà scolastica o locale, ma anche come bacino di utenza e rete con le altre associazioni limitrofe all’Associazione, per condividerle nel villaggio globale, luogo che frequentano con regolare assiduità…» (ANPI Prato 2020).
167 QuandO Le GuIde SOnO I RaGaZZI Figura 1 – Locandina della mostra dedicata a Ezio Raspanti. Gli obiettivi preposti erano quelli di favorire un approccio alla storia, al linguaggio dell’arte e inoltre abituare le ragazze e i ragazzi alla fruizione dei musei. Attraverso l’analisi delle immagini, dello spazio e degli strumenti, la classe ha potuto organizzarsi e allestire una mostra di arte contemporanea e ciascuna studentessa e ciascuno studente ha appreso nuove conoscenze attraverso la forza di un linguaggio diverso da quello utilizzato dal libro di storia. L’evento espositivo ha voluto raccogliere le immagini che raccontavano un percorso ben preciso: la giovinezza di Ezio Raspanti, la situazione politica della sua famiglia e il contesto lavorativo, l’avvento del fascismo nella realtà della Val di Chiana, il consolidamento del regime e dei suoi personaggi dai volti e atteggiamenti caricaturizzati. Successivamente si sono scelte le immagini raffiguranti la ‘Teppa Volante’, come prosecuzione naturale di un percorso di crescita e di ingresso nel mondo della scelta consapevole: qui Ezio non è più visto dagli studenti e dalle studentesse come un essere esterno alla Storia, ma diventa un protagonista facilmente riconoscibile nelle sembianze e nell’abbigliamento; diventa qualcuno che racconta di sabotaggi, di fughe, di tragedie, ma anche di amicizia, di fiducia e di rispetto. Nell’ultima parte, l’attenzione delle ragazze e dei ragazzi è stata posta sulla figura di Licio Nencetti e sul suo ruolo di guida, sul suo ruolo di amico e su quello di vittima.