Diacronie Studi di Storia Contemporanea 50, 2/2022 Miscellaneo Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Gigi GARELLI, Elena MASTRETTA, Igor PIZZIRUSSO Per citare questo articolo: GARELLI, Gigi, MASTRETTA, Elena, PIZZIRUSSO, Igor, «Wikipedia e la didattica: una storia d’amore?», Diacronie. Studi di Storia Contemporanea : Miscellaneo, 50, 2/2022, 29/06/2022, URL: < http://www.studistorici.com/2022/06/29/garelli-mastretta-pizzirusso_numero_50/ > Diacronie Studi di Storia Contemporanea → http://www.diacronie.it ISSN 2038-0925 Rivista storica online. Uscita trimestrale.
[email protected] Comitato di direzione: Naor Ben-Yehoyada – João Fábio Bertonha – Christopher Denis-Delacour – Maximiliano Fuentes Codera – Tiago Luís Gil – Deborah Paci – Jean-Paul Pellegrinetti – Mateus Henrique de Faria Pereira – Spyridon Ploumidis – Wilko Graf Von Hardenberg Comitato di redazione: Jacopo Bassi – Roberta Biasillo – Luca Bufarale – Luca G. Manenti – Andreza Santos Cruz Maynard – Çiğdem Oğuz – Mariangela Palmieri – Fausto Pietrancosta – Elisa Tizzoni – Matteo Tomasoni – Luca Zuccolo Diritti: gli articoli di Diacronie. Studi di Storia Contemporanea sono pubblicati sotto licenza Creative Commons 4.0. Possono essere riprodotti e modificati a patto di indicare eventuali modifiche dei contenuti, di riconoscere la paternità dell’opera e di condividerla allo stesso modo. La citazione di estratti è comunque sempre autorizzata, nei limiti previsti dalla legge.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 25 2/ Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Luigi GARELLI, Elena MASTRETTA, Igor PIZZIRUSSO ABSTRACT: La rete ha modificato in modo significativo il rapporto dell’opinione pubblica con la storia, entrando con prepotenza per diffondere le sue realizzazioni prima con siti, poi con i social network e gli strumenti tipici del web 2.0. Gli effetti di questo cambiamento incidono ovviamente molto anche sul mondo della scuola. L’articolo intende riflettere innanzitutto su questi meccanismi, concentrandosi poi in particolare su Wikipedia, l’enciclopedia on line più utilizzata e diffusa anche tra studenti e insegnanti. Ci si soffermerà infine sull’esperienza dei diversi corsi di formazione per docenti riguardanti il suo uso attivo e consapevole promossi inizialmente dalla rete degli istituti piemontesi associati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri e poi dall’Istituto nazionale stesso. *** ABSTRACT: Internet has significantly modified the relationship between public opinion and history, starting primarily from great diffusion of websites and then of social networks and typical tools of web 2.0. This strong impact is evident also in educational environments, such as schools and cultural institutions. The first part of this article intends to reflect on these mechanisms. The focus will then move on Wikipedia, the most used online encyclopedia, also among students and teachers. The article will finally analyze the various training courses for teachers dedicated to the active and conscious use of Wikipedia, promoted and performed by Piedmontese institutes associated with the Ferruccio Parri National Institute and then by the National Institute itself. 1. Perché Wikipedia 1 «Una delle ragioni per cui storici e docenti dovrebbero occuparsi di Wikipedia è perché i nostri studenti lo fanno» 2 . Questa iconica frase di Roy Rosenzweig, uno dei maggiori studiosi di new media prematuramente scomparso ormai 13 anni fa, riassume da sola il senso di questo scritto. Da più parti, ma per fortuna sempre meno, si sentono forti pulsioni a “dewikipedizzare” il web o a proibire l’uso dell’enciclopedia on line soprattutto ai più giovani. Sono a tutti gli effetti intenti 1 I paragrafi 1-4 sonostati scritti da Igor Pizzirusso, il paragrafo 5 da Gigi Garelli, i paragrafi 6-9 da Elena Mastretta. 2 ROSENZWEIG, Roy, «Can History Be Open Source? Wikipedia and the Future of the Past», in The Journal of American History, 93, 1/2006, pp. 117-146.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 26 utopistici, che sembrano considerare poco o nulla il tipo di società in cui viviamo da almeno un decennio. La fine di Wikipedia è, a tutti gli effetti, lontana da ogni prospettiva che abbia un po’ di buon senso e a dirlo sono i numeri. Per quanto le statistiche dei siti web più visitati siano sempre molto fluide e le cifre cambino a seconda di chi effettua lo studio, in base agli ultimi dati 3 l’enciclopedia on line si attesta sempre nelle prime 5 posizioni in Italia e nelle prime 7 nel mondo (Cina esclusa 4 ). Davanti vi sono motori di ricerca (Google, Yahoo o Baidu), social network (Facebook, Instragram, Twitter o Youtube) o siti di E-commerce (Amazon). Wikipedia è quindi, a tutti gli effetti, il sito di informazione generalista più visitato nel mondo e nonostante molti si ostinino a negarne l’utilizzo, essa rappresenta senza ombra di dubbio la via principale di accesso ai contenuti culturali o scientifici, compresi quelli di carattere storico. 1.1. Le voci di storia su Wikipedia Benché il portale Storia 5 , la sezione di Wikipedia che raccoglie tutte le voci sull’argomento, sia solo una parte del mare magnum costituito dall’enciclopedia nel suo complesso, esso rappresenta comunque una delle fonti principali – se non la principale – consultata dall’utente medio in cerca di informazioni storiche. Una fetta consistente di pubblico soddisfa dunque così la propria “domanda di passato” 6 . Una domanda che si lega spesso a quanto accade nella quotidianità, che si tratti di un evento straordinario o del semplice susseguirsi delle date del calendario civile. Le cosiddette “voci calde” forniscono due esempi chiarificatori: da un lato la pagina «Foibe», che nel 2020 ha raccolto quasi il 50% delle visite nei cinque giorni che vanno dal 9 al 13 febbraio 7 ; dall’altro la voce «Eccidio delle Fosse Ardeatine», che ha visto crescere esponenzialmente il numero di visualizzazioni nell’ottobre 2013, a seguito del decesso di Erich Priebke 8 . La correlazione tra ciò che si muove ed è presente nel dibattito pubblico e la ricerca di informazioni su Wikipedia è quindi fortissima. 3 Consultabili sul sito di wearesocial, URL: < https://wearesocial.com/it/blog/2022/02/digital-2022-i-datiitaliani/ > e < https://wearesocial.com/it/blog/2022/01/digital-2022/ > [consultati il 19 febbraio 2022]. 4 Per via delle censure e del controllo sul web, nelle statistiche cinesi si trovano ai primi posti quasi esclusivamente siti autoctoni. 5 Wikipedia, portale storia, URL: < https://it.wikipedia.org/wiki/Portale:Storia > [consultato il 18 maggio 2020]. 6 BIDUSSA, David, «Maturità 2019, impariamo a insegnare la storia», in Il Sole 24 ore, versione on line, 28 febbraio 2019, URL: < https://www.ilsole24ore.com/art/impariamo-insegnare-storia--ABSvF6YB > [consultato il 19 maggio 2020]. 7 Toolforge, Analisi di visualizzazione delle pagine, URL: < https://pageviews.toolforge.org/ ?project=it.wikipedia.org&platform=all-access&agent=user&redirects=0&start=2020-01-01&end=2020-0601&pages=Foibe > [consultato il 2 giugno 2020]. 8 GRANDESSO, Piero, «Wikipedia e la storia. Breve guida ad uno strumento ad alto impatto, tra opportunità e precauzioni», in Novecento.org, 3, 2014, URL: < http://www.novecento.org/dossier/le-risorse-didattichedigitali-su-resistenza-e-seconda-guerra-mondiale/wikipedia-e-la-storia-breve-guida-ad-uno-strumento-adalto-impatto-tra-opportunita-e-precauzioni/ > consultato il 2 giugno 2021].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 27 Ma perché tanta demonizzazione? Perché tanta paura dello “spauracchio” Wikipedia? Perché non è affidabile, si dice. E per molti versi non è un’argomentazione errata se, com’è vero, l’enciclopedia stessa mette in guardia sull’affidabilità dei suoi contenuti 9 . Per contro, tuttavia, sono stati molteplici gli studi a sfatare questa credenza, autorevoli anche se un po’ datati 10 . Stante comunque il suo inesorabile e invincibile successo, forse sarebbe meglio cominciare a capirla e a modificarla per il meglio, piuttosto che combatterla come novelli Don Chisciotte. 2. Wikipedia e l’Enciclopedia britannica C’è un dato fondamentale che va preso in esame, discutendo di Wikipedia. Un dato che riflette il mutamento radicale nell’approccio all’informazione e all’apprendimento portato da internet e in particolare dal web 2.0 e che con l’enciclopedia on line assume forse i contorni più chiari e definiti. Wikipedia rappresenta un cambio totale di paradigma rispetto alle enciclopedie classiche, che erano (e sono ancora) appannaggio di una fetta minoritaria della società. Si trattava (e si tratta tuttora) di opere spesso costose, composte da più volumi molto ingombranti. Servono quindi denaro e spazio per averne una nella propria libreria e questo (ciò, per evitare la ripetizione) ha reso per anni questo tipo di sapere appannaggio solo di chi poteva permetterselo. Wikipedia è invece libera, gratuita; basta avere un computer o – negli ultimi anni – un telefono di nuova generazione (smartphone). In più: non occupa spazio. Non serve avere a disposizione un ampio salone con tante scaffalature vuote e resistenti per ospitare tutto il suo contenuto. Infine, e non meno importante, è uno strumento ad accesso immediato, come sottolineava Umberto Eco definendosi un utente compulsivo di Wikipedia, anche per ragioni artrosiche: quanto più mi fa male la schiena, quanto più mi costa alzarmi e andare a cercare la Treccani e quindi, se posso trovare la data di nascita di qualcuno su Wikipedia, faccio prima 11 . 2.1. L’immediatezza di accesso all’informazione: vizi e virtù Questa è a tutti gli effetti una caratteristica dell’approccio all’informazione e all’apprendimento che i progressi tecnologici in termini di hardware hanno contribuito a creare e ingigantire. La progressiva miniaturizzazione dei dispositivi di accesso a internet, che ora stanno per lo più nel 9 Wikipedia, Avvertenze generali, URL < https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Avvertenze_generali > [consultato il 21 dicembre 2020]. 10 Si veda GILES, Jim, «Internet encyclopaedias go head to head», in Nature, 14 dicembre 2005, URL: < https://www.nature.com/articles/438900a >, ma anche MAGNUS, P. D., «On trusting Wikipedia», in Episteme, 6, 1/2009, pp. 74-90. 11 «Intervista a Umberto Eco», in Wikinotizie, 11 maggio 2010, URL: < https://it.wikinews.org/wiki/Intervista_a_Umberto_Eco > [consultato il 21 dicembre 2020].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 28 palmo della nostra mano, ha esponenzialmente aumentato i tempi di connessione e di permanenza on line degli utenti, abituandoli però al contempo a un rapidissimo reperimento delle informazioni. Quando abbiamo una domanda, è ormai automatico afferrare lo smartphone e cercare la risposta sul primo motore di ricerca. Qui l’immediatezza diventa duplice e conduce a una vera e propria frenesia. Una volta effettuata la richiesta infatti, è ai primi risultati che ci fermiamo, convinti il più delle volte che l’ordine con cui essi ci vengono proposti corrisponda a una gerarchia di valore, di merito, e non nasconda logiche quantitative (cioè i siti più cliccati o consultati) o – peggio – commerciali, come invece è in realtà 12 . Capita dunque spesso che, proprio perché così tanto visitato, Wikipedia sia il primo sito a esserci indicato come risorsa dai motori di ricerca. C’è dunque una grande corrispondenza tra le domande che facciamo all’enciclopedia on line e le domande che facciamo genericamente sul web. La data di nascita di Napoleone, il significato di tautologia, l’esatta collocazione della Papuasia… Ma anche quante medaglie ha vinto Carolina Kostner. Wikipedia fornisce risposte a tutto questo; risposte che l’Enciclopedia britannica (o la Treccani), ad esempio, non sempre hanno. Questo in realtà conduce a una delle prime criticità dell’enciclopedia on line (che approfondiremo in seguito), relativa a chi decide cosa scrivere e quanto spazio dare a ogni voce. La soluzione è semplice, duplice e contraddittoria: tutti e nessuno. Wikipedia è un’enciclopedia libera dove chiunque può aggiungere contenuti o correggerli; al contempo però manca una redazione esperta che predisponga un “piano dell’opera”, come invece è caratteristica delle enciclopedie classiche o dei manuali scolastici 13 . Ecco perché ogni lacuna può essere colmata esclusivamente dalla buona volontà di qualche utente e perché è possibile sapere tutto o quasi sul partigiano Ilio Baroni e pochissimo sul Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), ovvero il massimo organismo politico della Resistenza italiana nel periodo 1943-1945. Wikipedia rispecchia a tutti gli effetti la mappa degli interessi cognitivi di chi è più attivo non tanto nella rete tout court, ma specificamente all’interno della sua stessa comunità e del suo stesso «ecosistema digitale comunitario» 14 . 12 MINUTI, Rolando (a cura di), Il web E gli studi storici. Guida critica alla rete, Roma, Carocci editore, 2019, p. 13. 13 Per approfondire si veda GOTOR, Miguel, L’Isola Wikipedia, in LUZZATTO, Sergio (a cura di), Prima lezione di metodo storico, Roma-Bari, Laterza, 2010, pp .183-202, pp. 194-195. 14 MANERA, Enrico, Wikipedia e altro: la didattica della storia in ambiente digitale, in DE LUNA Giovanni (a cura di), I linguaggi della contemporaneità. Una didattica digitale per la storia, Bologna, Il Mulino, 2018, pp. 235-254, p. 238.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 29 3. Gli ecosistemi digitali comunitari e il web 2.0 Una breve digressione pare ora doverosa, per analizzare il contesto nel quale Wikipedia si inserisce. Vi sono oggi diversi studi che proiettano il mondo digitale già nel web 5.0, dando per assodata l’acquisizione di web semantico e rete di database (pilastri del web 3.0) e interpretando quel balzo tecnologico hardware come condizione sufficiente a identificare il web 4.0. Al di là dei vuoti tecnicismi, e per quanto in effetti i progressi siano stati notevoli nell’ultimo decennio, se si abbandona per un attimo l’analisi delle eccellenze e ci si concentra invece sul grande bacino rappresentato da chi si muove e popola in larghissima misura internet, è difficile negare che sia ancora il cosiddetto web 2.0 a dominare le nostre vite. Gli ambienti Wiki 15 e i social network fanno tutti parte di quella grande «piattaforma interattivanella quale molti attori» – della più disparata provenienza geografica, estrazione sociale e formazione culturale – «partecipano collettivamente alla creazione di contenuti informativi nuovi» 16 . Il concetto di User generated content rappresenta il pilastro fondante del web 2.0, attraverso il quale hanno proliferato diversi ecosistemi digitali comunitari, popolati da milioni di individui. A oggi, Facebook conta circa 28 milioni di utenti potenziali in Italia. Instagram, in grande ascesa, lo ha ormai quasi raggiunto, a quota 27,5 milioni 17 . Tutto ciò ha naturalmente prodotto delle conseguenze. Il proliferare di strumenti e luoghi virtuali ove la diffusione del sapere è dichiarata “libera”, senza intermediazione e pertanto “accessibile a tutti” ha insinuato in molti l’illusione che attraverso la rete sia possibile ottenere direttamente qualsiasi tipo di informazione. Documentandosi on line – sostengono in molti – è possibile appropriarsi con poco sforzo di ogni competenza. I canonici percorsi di studio e formazione sono di conseguenza sviliti e svalutati, al pari dell’autorevolezza di coloro che li hanno seguiti. Ad aggravare il quadro, c’è poi una seconda illusione, e cioè che i vari attori che si muovono e diffondono informazioni nel web agiscano con disinteresse e per il bene collettivo, quando invece è l’esatto contrario: spesso sono scopi personali (ideologici, commerciali, ecc.), per altro non sempre esplicitati, a muovere tali soggetti. Questa disintermediazione ha una immediata e ineluttabile ripercussione, ovvero l’assenza di una validazione scientifica sui contenuti che vengono veicolati tramite internet. Se le competenze 15 Wikipedia è infatti solo il prodotto più noto e utilizzato tra quelli costruiti con la piattaforma Wiki, nata precisamente per creare e modificare pagine multimediali in modo immediato, spesso anche senza il possesso di competenze nell’ambito della programmazione. Questa possibilità ha favorito la proliferazione di ambienti tematici o generalisti (come appunto Wikipedia) i cui contenuti vengono implementati da molti utenti che provvedono in prima persona ad aggiornare e aggiungere informazioni, e che possono apportare modifiche anche a ciò che è stato scritto da altri. Il termine wiki. 16 MINUTI, Rolando (a cura di), Il web E gli studi storici. Guida critica alla rete, Roma, Carocci editore, 2019, p. 13. 17 Per dati più dettagliati si veda sempre il sito di wearesocial, URL: < https://wearesocial.com/ it/blog/2022/02/digital-2022-i-dati-italiani/ > e < https://wearesocial.com/it/blog/2022/01/digital-2022/ > [consultati il 19 febbraio 2022].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 30 specifiche perdono valore, chiunque diventa un soggetto accreditato nella divulgazione del sapere o anche nella semplice trasmissione delle notizie. Se concentriamo l’analisi al solo ambito storico, il primo evidente effetto è una grande facilità di propagazione delle teorie più tendenziose, revisioniste e/o negazioniste. L’argine posto sui siti web dal presidio sempre più costante di enti e istituzioni cade fragorosamente quando l’attenzione si sposta proprio sugli strumenti del web 2.0, dove ogni utente produce autonomamente dei contenuti in modo più semplice e meno controllabile. 4. L’effetto sull’apprendimento Quanto appena descritto ha naturalmente effetti nella quotidianità di ogni persona, ma ha impatti anche più importanti negli individui più giovani, che usano il web non solo per informarsi ma anche per apprendere. Fino a trent’anni fa il processo era estremamente mediato e non solo a scuola. In famiglia l’approccio alla conoscenza vedeva sempre l’interfaccia educativa del genitore, a filtrare – per esempio – quel che le ragazze o i ragazzi assorbivano attraverso la televisione. I cambiamenti sociali hanno progressivamente sfumato il ruolo del nucleo famigliare, ma è solo con l’accesso diretto alle informazioni garantito dagli smartphone e dalle evoluzioni del web che questo meccanismo si è definitivamente dissolto. Nella realtà odierna, si vive una immersione digitale perenne e anche quando svolgiamo qualche attività “analogica”, come cucinare o correre, capita comunque di essere connessi, a un sito di ricette o a una piattaforma che trasmette musica. È l’on life di cui parla Luciano Floridi 18 . Proprio per questo il compito dei docenti si è fatto con gli anni sempre più difficile. Da tempo non basta più limitarsi a una didattica trasmissiva, fatta di mere nozioni 19 ; è fondamentale far capire agli alunni in quale modo devono muoversi nello spazio digitale, con quali attenzioni, quali dubbi e quali consapevolezze. Insomma, insegnare un metodo e delle buone pratiche, come per altro sottolineano anche le indicazioni contenute anche nella nuova legge che regola l’insegnamento dell’educazione civica e che dedica alla Cittadinanza digitale un intero articolo 20 . 18 FLORIDI, Luciano (ed.), The Onlife Manifesto: Being Human in a Hyperconnected Era, Cham, Springer, 2015. 19 Malgrado importanti eccezioni e la spinta del CoViD, che ha indotto molti e molte docenti a modificare il proprio metodo di insegnamento, la didattica in Italia resta in larga parte ancorata a questo meccanismo, come sottolineato da CAJANI Luigi, CORSI Elisabetta, «Introduzione: didattiche della storia a confronto da una prospettiva internazionale», in Dimensioni e problemi della ricerca storica, 1/2021, pp. 23-24 e da MASSARI, Chiara, PIZZIRUSSO, Igor, Insegnare storia con il web, in MONDUCCI, Francesco (a cura di), Insegnare storia. Il laboratorio storico e altre pratiche attive, Torino, UTET Università, 2018, pp. 87-110 (nuova edizione aggiornata in uscita nel 2022). 20 L’inserimento dell’insegnamento dell’educazione civica è reso effettivo dalla L 92/2019. Di questo aspetto dell’insegnamento si occupa specificatamente l’articolo 5, consultabile in Gazzetta ufficiale, URL: < https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2019/08/21/19G00105/sg > [consultato il 19 febbraio 2022].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 31 L’uso del digitale nelle attività didattiche va quindi promosso e incoraggiato, considerando oltretutto un presupposto importante, che rappresenta un vantaggio per l’insegnante e un punto di forza per garantire l’efficacia della proposta: gli strumenti digitali sono usati e noti dagli studenti. Permettono di farli muovere in un ambiente che conoscono e in cui si trovano a loro agio, facendo al contempo acquisire loro nuove competenze e conoscenze. Ma è allo stesso tempo un ambiente che esula dalla classe e dalla mera attività scolastica, spesso percepita dagli alunni come fine a sé stessa. Il digitale quindi deve diventare un importante elemento per sviluppare compiti di realtà, tra i quali si inserisce la scrittura di voci di Wikipedia. 5. Wikipedia e la didattica È, peraltro, ciò che si ritrova in quanto suggerito ripetutamente anche dai documenti emanati dall’Unione Europea negli ultimi vent’anni in materia di istruzione e di formazione permanente. Dapprima genericamente, come nella cosiddetta “Strategia di Lisbona” del 2000 21 , là dove si annoverano tra le «competenze di base da fornire lungo tutto l'arco della vita» anche quelle relative alle «tecnologie dell'informazione» 22 . Poi in termini sempre più precisi, fino ad individuare la competenza digitale come una delle cosiddette «competenze chiave di cittadinanza» che hanno trovato nella Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 2006 23 una prima elaborazione e nel 2018 24 la sistemazione definitiva. È in questa prospettiva che si può interpretare l’intento di avvicinare gli studenti a un uso oculato di Wikipedia a scuola come occasione per intervenire su una delle linee portanti del quadro formativo europeo, e non solo. Se si scorrono le descrizioni delle competenze chiave, infatti, ci si accorge che un lavoro condotto in modo didatticamente efficace a partire da Wikipedia consente di consolidare la specifica competenza digitale ma anche di esercitare almeno altre tre o quattro competenze trasversali. Per capire in che termini, basta soffermarsi sui passaggi del documento UE del 2006 in cui si danno le definizioni delle singole “competenze chiave”. La competenza digitale, ad esempio, viene interpretata come capacità di «utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il 21 Consiglio Europeo Lisbona, 23-24 marzo 2000, Conclusioni della Presidenza, URL: < https://www.europarl.europa.eu/summits/lis1_it.htm > [consultato il 22 gennaio 2021]. 22 Consiglio Europeo Lisbona, 23-24 marzo 2000, Conclusioni della Presidenza, n. 26 23 Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente (2006/962/CE), URL < https://eur-lex.europa.eu/legalcontent/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32006H0962&from=EN > [consultato il 22 gennaio 2021]. 24 Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, URL: < https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018H0604(01) > [consultato il 22 gennaio 2021].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 32 tempo libero e la comunicazione». Tale competenza è sostenuta da abilità di base nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), in quanto richiede che si sappia usare il computer per cercare, valutare, conservare e scambiare informazioni, ma anche per comunicare e partecipare a reti collaborative attraverso Internet. È evidente che l’esercizio di tale competenza presuppone «una solida consapevolezza e conoscenza della natura, del ruolo e delle opportunità delle TSI nel quotidiano, nella vita privata e sociale come anche al lavoro», ma anche «la consapevolezza delle opportunità e dei potenziali rischi di Internet e della comunicazione tramite i supporti elettronici per il lavoro, il tempo libero, la condivisione di informazioni e le reti collaborative, l’apprendimento e la ricerca». Consolidare nelle persone la competenza digitale significa quindi renderle consapevoli di come le TSI possono aiutare la creatività supportando l’innovazione, e renderle coscienti «delle problematiche legate alla validità e all'affidabilità delle informazioni disponibili e dei principi giuridici ed etici che si pongono nell’uso interattivo delle TSI». In questa prospettiva emerge chiaro il ruolo che può svolgere un percorso didattico costruito a partire da Wikipedia e attorno a Wikipedia: se le abilità richieste dalla competenza digitale comprendono: • «la capacità di cercare, raccogliere e trattare le informazioni e di usarle in modo critico e sistematico, accertandone la pertinenza e distinguendo il reale dal virtuale pur riconoscendone le correlazioni»; • la capacità «di usare strumenti per produrre, presentare e comprendere informazioni complesse», • la capacità «di accedere ai servizi basati su Internet, farvi ricerche e usarli», ed infine • la capacità di «usare le TSI a sostegno del pensiero critico, della creatività e dell’innovazione» 25 . Appare evidente quanto l’esercizio di scrittura di una o più voci di Wikipedia con tutto ciò che comporta, come si vedrà nelle pagine successive, possa contribuire al loro consolidamento. Se per l’Unione Europea diventare cittadini competenti in ambito digitale significa maturare «un’attitudine critica e riflessiva nei confronti delle informazioni disponibili e un uso responsabile dei mezzi di comunicazione interattivi», la scuola può collaborare a questo processo di maturazione educando gli studenti ad avvicinarsi attivamente alle tecnologie della società dell’informazione, usufruendo appieno di tutte le potenzialità del web 2.0; e Wikipedia, con le sue caratteristiche, ben si presta a questo scopo, in quanto consente non solo una fruizione passiva dei suoi contenuti, ma offre a chiunque la possibilità di contribuire alla loro implementazione. Accompagnare gli studenti 25 Raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, URL < https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018H0604(01) > [consultato il 22 gennaio 2021].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 39 della costruzione della voce di Remo Jona, sotto riportata, è probabilmente il miglior esempio di come i due sguardi e le due posizioni, quelli degli storici e quelli degli enciclopedisti, hanno finito per convergere, anche grazie ad una serie di iniziative tutte a declinazione didattica, che la rete piemontese e nazionale hanno portato avanti. La “questione Jona” si pose durante il corso di formazione organizzato nell’a.s. 2016/17 dall’Istituto storico di Torino e viene così descritta da Fabio Febbraro, che se ne occupò direttamente: Si è così scelto di procedere sulla scrittura e produzione di voci biografiche nuove, con l’intento di valorizzare il lavoro già svolto per la preparazione dei dossier sulle pose delle pietre d’inciampo e di restituire una dimensione storico-biografica a persone vittime della deportazione nei campi di sterminio nazisti. Per sperimentare questi processi e produrre un modello di riferimento è stata creata una voce di prova dedicata al deportato Remo Jona (https://it.wikipedia.org/wiki/Remo_Jona), e a questo punto ci si è scontrati con le “regole” di Wikipedia e la loro applicazione attraverso l’azione di un amministratore: in pratica la bozza della voce (ancora incompleta e pubblicata prima di essere terminata) è stata accusata di mancare del requisito di enciclopedicità, ovvero di non essere rilevante per Wikipedia, e “condannata” alla cancellazione entro un breve lasso di tempo. Senza entrare adesso nel merito di questa valutazione e della concezione della storia a questa sottesa che sarà oggetto di un ulteriore approfondimento, il risultato finale della discussione sviluppatasi dopo il primo avviso di cancellazione è stato la possibilità di pubblicazione della voce stessa, adeguatamente “fontata” e validata dalla comunità wikipediana. La discussione che ha accompagnato questo processo è stata a tratti difficile a causa delle diverse esigenze e competenze degli interlocutori, ma comunque si è giunti a una conclusione condivisa e positiva che ha permesso di testare i meccanismi di controllo delle voci storiche su Wikipedia in italiano 36 . Aprire un confronto con gli amministratori ha permesso di comprendere le diversità di approccio e di trovare un punto di accordo, motivati dal comune interesse per la crescita dell’enciclopedia libera anche su questi temi con voci che fossero di rilievo e corrette. 7.2. Secondo pilastro: Wikipedia ha un punto di vista neutrale Nell’enciclopedia non possono essere inserite voci che riportino interpretazioni parziali o tendenziose di un fatto storico, di una biografia, di una definizione e così via. Nella stesura non ci si basa direttamente su fonti primarie, bensì secondarie. Le fonti usate vanno citate e inserite nella bibliografia per permettere un’azione di controllo. La citazione precisa delle fonti è un esercizio al quale non sempre gli studenti sono abituati e rappresenta dal punto di vista didattico una grande occasione perché diventino abili vagliatori di fonti oltre che abili estensori di bibliografie. Compito 36 FEBBRARO, Flavio, «Wikipedia, la palestra della storia pubblica: didattica “anche” in classe», in Novecento.org, 10, 2018, p. 4, URL: < http://www.novecento.org/didattica-in-classe/wikipedia-la-palestradella-storia-pubblica-didattica-anche-in-classe-3027/ > [consultato il 30 maggio 2022].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 40 di un'enciclopedia è quello di raccogliere voci informative. Alcuni fatti storici, tuttavia, sono divenuti nel corso tempo piuttosto controversi, almeno nel dibattito pubblico 37 . Dovere di chi stende la voce è quello di fornire una visione neutrale dei fatti e dello stato di conoscenza su quell’argomento, portando, se esistono, i documenti relativi a tutte le possibili interpretazioni esistenti qualora non ve ne fosse una univocamente accettata. Questo aspetto è importante, perché impone di non limitarsi alla lettura delle prime informazioni che le fonti in rete ci forniscono, ma di procedere alla ricerca delle diverse tesi storiografiche, senza però “sposarne” una in particolare. Al contempo, va dato maggiore spazio a quelle provenienti dalle fonti più autorevoli. Per scrivere su Wikipedia, che si sia semplici appassionati o studenti coinvolti in un’attività didattica, è quindi fondamentale saper distinguere nel merito la qualità e l’attendibilità delle risorse consultate. 7.3. Terzo pilastro: Wikipedia è libera Muovendosi su Wikipedia è possibile vedere un banner che invita a fare una donazione all’enciclopedia: i soldi raccolti in questo modo servono a finanziare il progetto, in particolar modo l’infrastruttura hardware necessaria a permetterne l’utilizzo su scala mondiale. Lo stesso scopo potrebbe essere raggiungo accettando di inserire banner pubblicitari: scelta che si scontrerebbe con la neutralità di quanto pubblicato e quindi non percorsa dalla Fondazione. Questo però non è l’unico senso in cui si dice che Wikipedia è libera: libera è la partecipazione (chiunque rispetti le regole può contribuire) e i contenuti sono pubblicati e rilasciati secondo particolari licenze (CC BYSA e GFDL), che vogliono far diventare realtà il sogno illuminista di un sapere universale per tutti. Da un punto di vista didattico, questo significa che è lecito utilizzare “copiandoli” i contenuti dell’enciclopedia libera, con la sola accortezza di citare la fonte. L’altro aspetto che possiamo sottolineare in ambito didattico è che nessuno è il responsabile unico di un contenuto. Gli autori devono quindi aspettarsi, una volta creato il contenuto, che esso possa venire modificato, ampliato e nuovamente ridistribuito. Imparare ad accettare questo meccanismo, comprese le correzioni e le osservazioni che terzi portano al nostro lavoro, è una grande lezione di educazione civica. L’altro aspetto fortemente educativo della compilazione delle voci è che i principi della licenza CC BY-SA vanno rispettati non solo come fruitori dei contenuti dell’enciclopedia libera, ma anche come creatori. Tutto ciò che viene inserito deve essere stato scritto dall’utente a partire dalle fonti consultate, senza copiarle. È capitato che i corsisti, nonostante fossero stati avvisati di questo, abbiano inserito un contenuto senza apportare nessuna modifica ed il risultato è stato che la voce non è stata licenziata. In genere, questa dimostrazione pratica della necessità di rispettare i pilastri è sufficiente ad avviare la compilazione in modo corretto. 37 Si pensi ad esempio alla Resistenza e – più recentemente – al Risorgimento.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 41 7.4. Quarto pilastro: Wikipedia ha un codice di condotta Se, come stiamo facendo, consideriamo Wikipedia alla stregua di un ambiente di apprendimento, dobbiamo uniformarci alle sue regole di condotta. L’utente che si avvicina all’enciclopedia libera deve sempre tenere presente che si tratta di un progetto collaborativo e che tutte le modifiche sono registrate, anche quelle fatte dagli “utenti anonimi”. Modificare è lecito e incoraggiato, ma in senso costruttivo, non per modificare le voci a proprio esclusivo vantaggio. Per la salvaguardia dei suoi contenuti Wikipedia registra tutti gli indirizzi IP di chi contribuisce. Se pensiamo di poter migliorare una voce, nell’interesse di tutti, ricordiamoci che esistono delle pagine di discussione: cancellare e riscrivere non è sempre la scelta migliore. Allo stesso modo, se ci sentiamo danneggiati dalla modifica che altri hanno fatto a ciò che abbiamo scritto noi, discutiamone negli appositi spazi. Anche se si tratta di casi sporadici, abbiamo potuto assistere a veri e propri “vandalismi” ai danni delle voci create, come l’uso di grassetti o maiuscole per inserire nel testo frasi di scherno ai danni di docenti o compagni. Si tratta di azioni che vengono riscontrate e affrontate dagli amministratori, che hanno la possibilità di agire come in ogni caso di comportamento non corretto in rete, in genere con un blocco temporaneo dell’IP che risulta essere autore del vandalismo, in attesa di capire meglio la situazione.Se i danni all’enciclopedia sono registrati come eseguiti dall’indirizzo IP della scuola, a titolo precauzionale è quello ad essere bloccato, lasciando che sia il Dirigente Scolastico a valutare la situazione relativamente a quanto accaduto in orario scolastico. 7.5. Quinto pilastro: Wikipedia non ha regole fisse… …Fatti salvi i cinque pilastri. Spesso i nuovi utenti sono spaventati dalla formattazione delle voci, dalla imperfezione che caratterizza le prime stesure, temono di essere giudicati poco capaci. Non è questo l’atteggiamento che adotteranno verso i neofiti amministratori ed utenti esperti. Un progetto collaborativo basato sul volontariato si giova dell’apporto di tutti. Registrando un’utenza, si viene accolti nella comunità con lo spirito Wikilove. Poiché tutte le versioni delle voci vengono salvate, non è possibile fare danni irreparabili. 8. Il lavoro in classe: alcune possibili strategie Ciò detto, e scendiamo ora maggiormente nel dettaglio delle attività su Wikipedia che possono essere strutturate in classe, cercando di valorizzare al meglio non solo il concetto di learning by doing, ma anche quello di apprendimento cooperativo, che rappresenta per altro una modalità che si è riscontrata più efficace sia per gli studenti che per gli insegnanti, rispetto al lavoro individuale. Le tipologie di corsi di formazione sull’uso in classe di Wikipedia curati dalla rete degli Istituti piemontesi prevedono che, accanto ai docenti, possano partecipare anche piccoli gruppi di
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 42 studenti, che potranno poi estendere le competenze acquisite al resto della classe. Ogni anno, dal 2016, i corsi puntano su uno dei molti aspetti del mondo wiki, anche se la compilazione delle voci di storia contemporanea nel rispetto dei cinque pilastri è sempre la spina dorsale della formazione. I corsi prevedono in genere 4 o 5 incontri via via più pratici, in cui si illustrano le caratteristiche di Wikipedia, si aprono le utenze, si impara a gestire la sandbox, a creare note e a caricare immagini. Per far questo, ogni partecipante è invitato a scegliere una voce e a procurare una bibliografia di riferimento per la compilazione della stessa. Sono poi previsti momenti in classe, per la sensibilizzazione di tutti gli studenti e studentesse e un momento finale di messa online del lavoro svolto, l’Editathon, per un totale di 25 ore di lavoro complessive riconosciute ai fini formativi al docente, da diluirsi nel corso dell’anno. Per il lavoro di scrittura vero e proprio, affidato agli studenti con la supervisione dell’insegnante, si consiglia la formazione di gruppi formati da 4 elementi, ciascuno dei quali ha un compito assegnato. Potremmo avere il validatore di fonti, l’estensore della voce, l’addetto all’inserimento delle immagini e alla formattazione, il ricercatore. Tutti ruoli che dopo un certo numero di settimane o alla voce successiva possono essere cambiati. Già da questa esemplificazione si comprende che scrivere una voce implica un percorso transdicliplinare, in cui l’attivazione di abilità di educazione digitale è costante, ma non esclusiva. Una volta che i ragazzi hanno compreso quali sono le regole per muoversi all’interno di questo mondo, le rispetteranno, se sono davvero cittadini consapevoli, esattamente come rispettano la durata consigliata di un video postato su TikTok per motivi non didattici. 8.1. Alcuni risultati (buoni e meno buoni) Un esempio del risultato ottenuto a livello didattico è quello della strage di Novara del 24 ottobre 1944 realizzato nell’a.s. 2017/18 da una classe del Liceo Antonelli di Novara nell’edizione locale del corso di formazione di quell’anno scolastico: Strage di Novara - Wikipedia 38 . Si tratta del più efferato episodio di violenza nazifascista consumatosi nel capoluogo novarese nel corso della guerra, oggetto di grande attenzione in città, ma per il quale non esiste una pubblicazione esaustiva, che raccolga tutti i contributi che negli anni sono stati prodotti sulla vicenda né che fornisca la mappatura dei segni della memoria che la strage ha lasciato sul territorio cittadino e non solo. Il lavoro della classe è andato proprio a colmare questo vuoto inserendo nella voce, oltre alla ricostruzione puntuale dei fatti debitamente documentata, i monumenti commemorativi e le sette vie intitolate ai partigiani uccisi. A questo link è possibile consultare tutte le altre voci messe online in occasione del medesimo Editathon, tenutosi a conclusione del percorso formativo al Polo del ‘900 38 «Strage di Novara, in Wikipedia, URL: < https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Novara > [consultato il 4 aprile 2022].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 43 di Torino: Edit-a-thon 2018 voci pubblicate | Istoreto 39 . Scorrendo l’elenco delle voci si può apprezzare la varietà di scuole che hanno aderito all’iniziativa e la tipologia di voci prodotte. Altra strategia interessante, ma potenzialmente più difficoltosa, è quella adottata per l’anno scolastico 2018-2019, con il corso Wikipedia, la palestra della storia pubblica: Adotta una voce. 40 L’approccio di questo corso era finalizzato a “prendere in carico” alcune voci di storia contemporanea presenti su Wikipedia particolarmente controverse. Ci si proponeva di analizzare con gli insegnanti e i gruppi classe queste voci “sensibili”, individuando le problematiche storiografiche e le eventuali rappresentazioni fuorvianti per poi sviluppare un lavoro di correzione e di inserimento dei cambiamenti sulla voce con seguente monitoraggio e partecipazione alle eventuali discussioni e controversie che si sarebbero generate. Sviluppato come un laboratorio di storia con particolare attenzione alle fonti, questo corso prevedeva l’approfondimento delle competenze digitali specifiche per Wikipedia e delle regole dell’enciclopedia on-line e per la sua complessità veniva inteso come un corso di “secondo livello” del lavoro compiuto nelle edizioni precedenti, rivolto a insegnanti che abbiano già avuto una prima formazione sulle problematiche e le regole di Wikipedia. Proprio questo elevato grado di approfondimento ha creato un divario tra i risultati attesi e quelli ottenuti, ma l’esperienza è stata utile per le formulazioni successive delle proposte formative. 8.2. Compito di realtà e motivazione A questo punto è naturale chiedersi, trattandosi comunque di una attività didattica, che cosa spinga gli studenti a impegnarsi in una serie di ricerche e sopralluoghi, spesso svolti in orario extrascolastico, per la compilazione della voce assegnata. Una voce scritta male non solo avrà una valutazione negativa da parte del docente che l’ha assegnata come compito, ma porta a “perdere la sfida” con gli altri gruppi della classe e si rischia di non vederla pubblicata o, al limite, di vederla messa online con una serie di avvisi. Torna quindi con prepotenza il richiamo ai cinque pilastri, che si integra con il cooperative learning dov’è fondamentale la condivisione di alcune regole di ingaggio. Il gruppo, monitorato dal docente che può accedere alla sandbox, 41 la pagina di prova su cui il gruppo procede nell’elaborazione della voce 39 «Edit-a-thon 2018 voci pubblicate», in istoreto, URL: < http://www.istoreto.it/didattica/progetticonclusi/innovazione-didattica-attraverso-le-tic/edit-a-thon-2018-voci-pubblicate/ > [consultato il 4 aprile 2022]. 40 Il corso era rivolto a docenti di scuola media superiore e inferiore ed è stato realizzato insieme agli altri enti partner del Polo del ‘900 e con la consulenza della rete degli Istituti piemontesi di storia della Resistenza. 41 La sandbox, la cui traduzione letteraria dall’inglese è “sabbionaia”, cioè quello spazio in cui i bambini possono pasticciare a creare e disfare in sicurezza e libertà, è un’area di Wikipedia in cui ci si può esercitare nell’uso del software senza che l’enciclopedia rischi di essere appesantita dalle prove stesse. Accanto alla pagina di prove comune su cui tutti gli utenti possono esercitarsi, esistono le pagine di prova personali, che possono essere aperte solo dagli utenti registrati. Avere pagine di prova personali è un enorme vantaggio, in
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 44 assegnata, procede nel lavoro solo se ciascuno rispetta la sua consegna e se tutti si ricordano quali sono i parametri secondo cui una voce dell’enciclopedia libera può essere scritta. Se i quattro componenti del gruppo non sono convinti di alcuni passaggi, possono ricorrere anche alla pagina di discussione 42 , altro interessante strumento che Wikipedia mette a disposizione. Un aspetto importante è non vivere Wikipedia come un ambiente “oscuro” e lontano. La pluriennale esperienza di uso didattico di Wikipedia condotta dalla rete degli Istituti Storici ha dimostrato che è possibile aprire un dialogo con amministratori e wikipediani esperti e che qualunque dubbio sulla stesura della voce viene sciolto attraverso la disponibilità e collaborazione cui il wikilove 43 è orientato. La stesura di una voce, in particolare di una voce di storia contemporanea, è davvero una «palestra della storia pubblica» 44 . I ragazzi, scambiandosi successivamente i ruoli all’interno del gruppo, si confronteranno con tutte le abilità che bisogna acquisire per diventare dei buoni wikipediani e impareranno tutto ciò che è necessario sapere per scrivere una buona voce proprio mentre la scrivono. Nell’enciclopedia, come accennato, c’è una pagina per ogni cosa: senza ricorrere a manuali o supporti esterni, qualunque dubbio può essere risolto con le spiegazioni presenti all’interno della stessa Wikipedia, ma è solo procedendo con la scrittura che si comprendono appieno tanto i tecnicismi di bella formattazione quanto l’importanza di curare aspetti come le note e la bibliografia. Non dimentichiamo, infine, che in quanto fonte terziaria Wikipedia chiede un attento lavoro di raccolta e rielaborazione delle fonti secondarie, aspetto non trascurabile nel lavoro di ricerca storica. quanto quella comune viene periodicamente sovrascritta ed è per questo che, soprattutto in un uso didattico di Wikipedia, è importante registrare la propria utenza. Per approfondimenti si può consultare l’apposita pagina di Wikipedia, URL: < https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Pagina_delle_prove > [consultato il 19 febbraio 2022]. 42 Ciascuna pagina in alto a sinistra presenta il bottone “discussione”. Cliccandolo si accede ad un’area che serve quale luogo di confronto tra gli utenti per discutere problemi e trovare soluzioni per la stesura della voce, soprattutto quando tratta di argomenti controversi. Se rispetto alla scrittura di una voce ci sono posizioni e interpretazioni diverse, gli utenti sono invitati a trovare un punto di accordo tramite questo strumento e ad evitare di procedere a continue e reciproche modifiche. Qui la descrizione completa, URL: < https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Pagina_di_discussione#:~:text=pagine%20di%20discussione-,Le%20 pagine%20di%20discussione%20delle%20voci,i%20contenuti%20di%20una%20voce > [consultato il 19 febbraio 2022]. 43 Con il termine wikilove (https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikilove) ci si riferisce a un generale spirito di collegialità e mutua comprensione che dovrebbe caratterizzare le relazioni tra tutti i volontari del progetto. Non dimentichiamoci che la dimensione universale di Wikipedia fa essere contemporaneamente presenti al suo interno persone molto diverse tra loro e si è quindi reso necessario sottolineare che è un ambiente collaborativo in cui il rispetto reciproco è fondamentale perché il progetto possa essere portato avanti. 44 Si veda sempre FEBBRARO, Flavio, op. cit.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 45 9. Conclusione 9.1. Quali buone pratiche? La sintesi delle esperienze degli istituti storici piemontesi e dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri ha fatto sicuramente emergere delle buone pratiche, come quella di programmare lungo tutto l’anno scolastico la scrittura delle voci, di dedicare tempo e attenzione a scegliere quali voci da scrivere, prediligendo quelle che permettono il coinvolgimento di più materie scolastiche (italiano, storia, arte e lingua straniera sono solo un esempio). La scelta della voce è già di per sé un elemento in cui mettere alla prova la capacità critica sul concetto di enciclopedicità 45 e quella di validazione delle fonti degli studenti. Dovendo trovare fonti edite, i ragazzi dovranno imparare a fare una ricerca, frequentare una biblioteca, compilare una bibliografia. Non potendo riproporre senza variazioni un testo già edito 46 , dovranno impegnarsi per crearne uno che sia sintetico ed esaustivo, ma anche originale. Come accennato, la stesura della voce si giova del lavoro a piccoli gruppi e della scrittura cooperativa, favorita dall’uso della sandbox. Il docente deve conoscere tutti questi passaggi ed evitare che ci si attardi su questioni meno importanti, come la formattazione finale, oltre a favorire la discussione proficua nei singoli gruppi. Ciò di cui non dovrà preoccuparsi, è la predisposizione e correzione della prova di verifica. La voce e il processo con cui si è arrivati a scriverla sono un compito autentico che di per sé assolve questo onere. 9.2. Quali difficoltà Per contro, va rilevato come scrivere una voce ex novo o modificarne una già esistente siano due operazioni molto diverse. Contrariamente a quanto si può pensare, modificare un contenuto già esistente si rivela un compito più complesso, come è emerso dai risultati del corso di formazione dell’a.s. 20182019 Wikipedia, la palestra della storia pubblica: Adotta una voce. La scrittura dei contenuti è tanto meno difficoltosa e più efficace quanto più la voce individuata si riferisce ad un episodio circoscritto, ad una biografia o ad un monumento. Nel corso della VII Summer School Nazionale, Emergenze e nuove modalità, nel mese di settembre 2020, in modalità online, si è tenuto un workshop sulla scrittura di voci di Wikipedia abbinato al binomio “uguaglianza e differenza”. Nell’occasione si è proposto a gruppi formati da 4 docenti, potenziali scrittori “esperti” nei contenuti, di modificare voci come “razzismo”. I partecipanti hanno quindi potuto testare direttamente che lavorare su una voce del genere è un compito arduo, non riproponibile in classe, 45 Per saperne di più sul principio di enciclopedicità si può consultare la stessa Wikipedia, URL: < https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Enciclopedicit%C3%A0 > [consultato il 19 febbraio 2022] 46 Nel rispetto del diritto d’autore, se è lecito, citando opportunamente la fonte, estrarre contenuti da Wikipedia, non lo è il processo inverso. La scrittura di una voce deve prevedere la stesura di un testo diverso da quello delle fonti consultate.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 46 ma che l’argomento razzismo può comunque essere affrontato anche a partire da un progetto di scrittura di voci che si proponga di scrivere di una serie di biografie relativa al tema, ad esempio 47 . Inserire nella programmazione un’attività didattica in un ambiente online può far nascere delle perplessità nei docenti, che ce le hanno spesso manifestate sin dall’avvio del progetto, ormai diversi anni fa. E’ opportuno rivolgersi all’online anche per storia? In momenti come quelli vissuti dal mondo della scuola negli ultimi anni, in cui i ragazzi per la DAD hanno passato molto tempo davanti allo schermo, non sarà un aggravio di questa condizione? E se non rispettassero le regole di Wikipedia, cosa succederebbe? Da quanto scritto sopra dovrebbe essere già evidente che il prodotto finale di un percorso di questo genere è la scrittura di una voce di enciclopedia fruibile online, ma che molto del lavoro che serve a crearla può essere svolto in modo asincrono. Riguardo alla DAD, sarebbe necessaria una seria riflessione su che cosa davvero è la didattica a distanza e su cosa significa trasmettere via piattaforma una lezione frontale invece che realizzarla in presenza. Considerato che il ricorso alla DAD nelle diverse situazioni in cui la presenza in classe sembra non poter essere garantita pare essere ormai una metodologia consolidata, riteniamo che avere a disposizione uno strumento in più nel procedere nell’apprendimento dovrebbe essere considerato una risorsa e non un ostacolo. Infine, una precisazione sul motivo per cui è consigliabile registrare l’utenza. Come più volte specificato, è possibile creare una voce di Wikipedia anche come utente non registrato. Ciò significa anonimo...ma non irrintracciabile. Ciascuna modifica o nuova creazione viene registrata dal sistema, anche se proviene da utenti non registrati. Se gli studenti hanno un’utenza registrata e il nickname è stato comunicato all’insegnante che coordina la scrittura, questi ha l’innegabile vantaggio didattico di poter di sapere chi ha fatto cosa e quando, ma la motivazione reale per cui tutto viene registrato è la possibilità di monitorare eventuali manomissioni o vandalismi e di poter sempre ripristinare la versione ritenuta corretta della voce. Wikipedia non è uno stagno in cui si può lanciare un sasso con la mano nascosta. Piuttosto un oceano in cui ogni sasso lanciato può essere ricondotto ad un IP e questo permette di individuare eventuali comportamenti scorretti da parte di studenti o altri utenti che non rispettano le regole di Wikipedia e del vivere civile. In tanta vastità, non esiste anonimato assoluto. Non si tratta di una verifica che ciascuno di noi può fare, ma che viene condotta dagli amministratori, ai quali possiamo comunque segnalare tutti i comportamenti che ci paiono difformi dai cinque pilastri. Di solito è sufficiente dare questa informazione ai ragazzi, che spesso vivono il web come il luogo dell’impunità assoluta, per evitare episodi spiacevoli come il blocco dell’indirizzo IP da cui sono partiti i vandalismi. 47 A riprova di questa difficoltà, andando alla voce “Razzismo” si può notare come in testa alla voce compaia l’avviso “Questa voce o sezione sull'argomento politica non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.”, URL: < https://it.wikipedia.org/wiki/Razzismo > [consultato il 4 aprile 2022].
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 47 Un aspetto che può apparire come una difficoltà nell’inserire il progetto di scrittura delle voce di Wikipedia nei termini in cui lo abbiamo presentato è il tempo necessario a realizzarlo. Diventa un problema nel momento in cui sono le esigenze esterne (i programmi, i tanti progetti, le scadenze dell’anno scolastico), a dettare i tempi della nostra didattica. Se abbiamo scelto bene le voci, coinvolto i colleghi di altre materie e motivato i ragazzi, la compilazione diventerà una pratica di cittadinanza consapevole e digitale che procederà con l’arricchimento di conoscenze, competenze e abilità. Molto spesso, scopriremo, sono i ragazzi meno inclini alla didattica tradizionale a stupirci più positivamente in questi contesti.
Wikipedia e la didattica: una storia d’amore? Diacronie. Studi di Storia Contemporanea, 50, 2/2022 48 GLI AUTORI Gigi GARELLI, insegnante di Filosofia e Storia al liceo Peano-Pellico di Cuneo, è attualmente distaccato presso l’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Provincia di Cuneo come referente della sezione didattica. Collabora in qualità di tutor alla realizzazione delle Summer school della rete nazionale INSMLI degli Istituti storici della Resistenza. Con l’ISRCN e l’editrice Primalpe ha pubblicato Nuovi cuneesi: breve storia di una città accogliente tra lontane partenze e immigrati in arrivo (Cuneo, Primalpe, 2013). URL: < http://www.studistorici.com/progett/autori/#Garelli > Elena MASTRETTA è responsabile sezione didattica e formazione nonché direttrice scientifica e della biblioteca dell’Istituto Storico per la resistenza e la società contemporanea nel novarese e nel Verbano Cusio Ossola Piero Fornara. Coordina le attività formative, didattiche e divulgative legate al piano nazionale, in particolare sui temi di cittadinanza e costituzione, calendario civile. I suoi ambiti di ricerca riguardano la letteratura resistenziale per ragazzi, leggi razzialibambini nascosti, Olocausto del Lago Maggiore, luoghi della memoria, storia e sport, storia e cibo, cittadinanza interculturale. Svolge attività laboratoriali e di conferenziere, crea e gestisce progetti di ricerca azione coordinando gruppi di lavoro di insegnanti su: storia del Novecento, cittadinanza e costituzione, TIC e risorse digitali, curricolo verticale. È componente della redazione della rivista «Novecento.org». URL: < http://www.studistorici.com/progett/autori/#Mastretta > Igor PIZZIRUSSO è digital historian e lavora all’Istituto nazionale Ferruccio Parri (ex INSMLI) dal 2006, dove si occupa di programmazione web e comunicazione in ambito storico, public history e didattica. Webmaster e redattore della rivista «Novecento.org» dal 2011, dal 2019 ne è anche caporedattore. Tra i suoi progetti di ricerca ci sono quelli legati al database “Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana” e all’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia. Dal 2019 ha allargato il suo spettro di indagine a Wikipedia come strumento di storia pubblica e al gioco come metodo efficace di coinvolgimento del pubblico, progettando e realizzando l’urban game Milano45. Coordina il gruppo “Storia e gioco” dell’Associazione italiana di public history (AIPH) dal 2020. Nello stesso anno è entrato a far parte del Consiglio direttivo della stessa AIPH e dell’Associazione PopHistory. Numerose sono le sue attività come formatore in corsi per docenti e seminari universitari. Ha inoltre partecipato alle conferenze di public history del 2018, 2019 e 2022. URL: < http://www.studistorici.com/progett/autori/#Pizzirusso >