BlogRoll e risorse digitali per la Public History
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BlogRoll e risorse digitali per la Public History Monica Dati Oggi la storia – e la Public History ancora di più – viaggiano in rete con contenuti digitali. Database, app e siti web che non solo informano sulle attività nel campo della Storia e della Public History, ma diffondono contenuti storici in rete ponendosi come strumenti di ricerca e di condivisione per la realizzazione di vere e proprie agorà scientifiche. La crescita della rete si è così coniugata con lo sviluppo della Public History che dagli albori californiani ad oggi ha iniziato un suo percorso di internazionalizzazione, soprattutto nei paesi linguisticamente affini trovando spazio anche nel dibattito europeo e differenziandosi in base ai bisogni specifici e alle tradizioni culturali nazionali. In Italia la Public History come etichetta è arrivata più tardi che altrove e per importazione dal mondo anglosassone ma ha avuto poi un successo molto rapido, come dimostra il fiorire in breve tempo di numerose iniziative sul tema e lo sviluppo di spazi dedicati sul web. Il presente contributo propone pertanto una rassegna di risorse digitali utili per storici, studiosi, professionisti e studenti che si vogliano approcciare alla Public History capaci di offrire opportunità di esplorazione e partecipazione a molti livelli. L’analisi è stata suddivisa in quattro parti ognuna delle quali inizia esplorando il contesto italiano per poi muovere l’attenzione verso risorse di carattere internazionale. La parte iniziale offre una panoramica delle pagine web di associazioni ed istituti storici, italiani e non, che si occupano di questa nuova disciplina proponendo numerose ed aggiornate informazioni sullo stato dell’arte della PuMonica Dati, University of Florence, Italy, [email protected] Referee List (DOI 10.36253/fup_referee_list) FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI 10.36253/fup_best_practice) Monica Dati, BlogRoll e risorse digitali per la Public History, © Author(s), CC BY 4.0, DOI 10.36253/97888-5518-616-2.13, in Gianfranco Bandini, Paolo Bianchini, Francesca Borruso, Marta Brunelli, Stefano Oliviero (edited by), La Public History tra scuola, università e territorio. Una introduzione operativa, pp. 123-136, 2022, published by Firenze University Press, ISBN 978-88-5518-616-2, DOI 10.36253/978-885518-616-2
124 MONICA DATI blic History e fornendo un primo sguardo alle tendenze emergenti nel campo. Una galleria di fonti e strumenti che, seppur sotto forma di elenco, consente di comprendere le origini, le modalità e i luoghi dove la Public History è insegnata e praticata, il suo sviluppo internazionale e i progressi in corso nel nostro specifico contesto nazionale dove si stanno aprendo scenari interessanti per lo sviluppo di nuove forme di ricerca e collegamenti tra mondo professionale ed accademico. L’analisi prosegue elencando alcuni autorevoli spazi digitali dedicati alla storia orale e alla storia digitale, due discipline che dialogano perfettamente con la storia pubblica. La storia orale vanta nel nostro paese una tradizione ormai pluriennale ed essendo nata fuori dallo stretto contesto accademico e caratterizzata da una metodologia aperta e partecipativa, si può considerare strutturalmente come Public History quando condivisa ed elaborata insieme al pubblico dei testimoni (Carrattieri 2019). La storia digitale rappresenta invece un approccio utilissimo ad incorporare storie dal basso nella narrazione storica, con modalità non sempre possibili nella stampa, nelle esposizioni e ovviamente nei manuali scolastici, che si avvale delle nuove tecnologie di comunicazione, aiutando a dare parola non solo ai singoli ma anche ad associazioni e gruppi. Attenzione viene dedicata anche al blog di Serge Noiret, autorevole studioso le cui ricerche hanno spaziato dalla storia politica a quella dei media e del digitale e si sono poi indirizzate verso la Public History, tanto che tra il 2012 e il 2017 è stato fondatore e primo presidente dell’International federation of Public History (Ifph-Fihp). Attualmente ricopre il ruolo di History Information Specialist presso l’Istituto Universitario Europeo, promotore dell’importante progetto EHPS -European History Primary Sources, un indice di ricerca di archivi digitali accademici che contengono fonti primarie per la storia dell’Europa, anch’esso presentato e approfondito nel nostro elenco. Come ricorda Giuliana Iurlano (2019, 51): gli archivi digitali – non più soltanto intesi come luoghi di “deposito” e di “conservazione” dei documenti, ma anche come strumenti di ricerca e di condivisione – possono costituire uno strumento per il recupero dal basso di fonti inedite. La terza sezione è dedicata alle riviste nazionali ma soprattutto internazionali che si occupano di Public History. Nell’ormai consistente bibliografia, per uno sguardo d’insieme si rinvia all’articolo Un nuovo percorso bibliografico sulla Public History, pubblicato in MinervaWeb 63 (giugno 2021), ma soprattutto ad ELPHi - Electronic Library of Puxblic History. Si tratta di una nuova biblioteca digitale dedicata agli studi di Public History, lanciata nel gennaio 2021 dalla collaborazione tra l’AIPH - Associazione Italiana di Public History e l’Università degli Studi di Salerno, che la ospita sulla propria piattaforma EleA (per maggiori dettagli si rinvia all’articolo di MinervaWeb, “Una nuova banca dati online per la Public History” e alla pagina di presentazione del progetto <http://elea.unisa.it>). L’occasione è utile per sottolineare brevemente come, nonostante il recente fermento nel nostro paese per questa disciplina, la produzione di volumi risulti
125 BLOGROLL E RISORSE DIGITALI PER LA PUBLIC HISTORY ancora molto ridotta: delle oltre 600 voci che citano la Public History sull’OPAC SBN, solo 26 sono pubblicate in Italia in lingua italiana e il concetto di «Public History» non risulta ancora nel soggettario (Carrattieri 2019). Come sottolinea Thomas Cauvin (2016, 70) i testi di riferimento sono ancora quelli americani e, più in generale, anglosassoni: una considerazione che vale ancora nel 2021. Non a caso, per quanto riguarda le pubblicazioni in volume, i due testi cardine in Italia sono ancora l’opera di Maurizio Ridolfi, Verso la Public History: fare e raccontare storia nel tempo presente (Pacini Editore, 2017), e quella a cura di Paolo Bertella Farnetti, Lorenzo Bertucelli, Alfonso Botti, Public History: discussioni e pratiche (Mimesis, 2017). A proposito di e-book si segnalano: Colombi, Valentina, e Giovanni Sanicola, Public History. La storia contemporanea. Utopie/56 Cittadinanza Europea (Feltrinelli, 2017), che nasce dalla cooperazione tra il Dipartimento di Storia Moderna dell’Università Statale di Milano e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli; Demantowsky, M., “Public History and School”: International Perspectives (De Gruyter, 2018), reperibile su <https://www.jstor.org>; Dean, David M., ed. A Companion to Public History (Wiley, 2018), in Open Access per gli utenti universitari sul sito dell’editore: <https://www.wiley.com>. Con riferimento alla Public History nel suo incontro con la storia dell’educazione meritano attenzione: Public History of Education a cura di Gianfranco Bandini e Stefano Oliviero, pubblicato in Open Access sul sito della Firenze University Press (<https://fupress.com/catalogo/ipublic-history-of-educationi-riflessioni-testimonianze-esperienze/3799>); Public History tra didattica e comunicazione, a cura di Salvatore Colazzo, Giuliana Iurlano e Demetrio Ria (Atti del seminario di studi “Public History tra didattica e comunicazione”, 7-8 novembre 2017, Università del Salento, Numero monografico di Sapere pedagogico e Pratiche educative 3, 201, consultabile in Open Access su: <http://siba-ese. unisalento.it/index.php/sppe/article/viewFile/20492/17360>). Ad integrazione delle schede di ricognizione allegate al volume e dedicate a progetti e percorsi online, la rassegna termina proponendo alcuni emblematici esempi di database ed app riconducibili a progetti realizzati attraverso il public engagement. In particolare, le applicazioni mobile illustrate possono rappresentare fonti di ispirazione nella progettazione di percorsi di Public History sottolineando come contenuti multimediali, sistemi di geolocalizzazione e nuove esperienze di tecnologia informatica possano supportare la narrazione storica tracciando strade di ricerca molto innovative, soprattutto nell’ambito delle discipline umanistiche, fino a qualche tempo fa impensabili. L’attenzione è stata rivolta in questo caso principalmente al contesto italiano segnalando anche due significative esperienze nate negli Stati Uniti. Si tratta, concludendo, di quattro sezioni che, dato il diffondersi della disciplina e l’aggiornamento costante di risorse reperibili sul web, non pretendono di essere esaustive. Il loro scopo – come anticipato – è unicamente quello di offrire riferimenti che possano aiutare professionisti, formatori ed aspiranti futuri public historians ad avere un primo quadro orientativo sulla disciplina e dare indicazioni di carattere operativo su strumenti, risorse e banche dati presenti
126 MONICA DATI in Rete. Del resto la conoscenza delle fonti di informazione nella propria area disciplinare, la capacità di costruire strategie di ricerca efficaci, di valutare criticamente le risorse digitali e di creare relazioni e collaborazione anche attraverso il web rappresentano sempre più indispensabili competenze per ogni studioso di Public History e parti integranti del mestiere di storico. 1.Spazi web di associazioni nazionali ed internazionali 1.1 AIPH-Associazione italiana di Public History: <https://aiph.hypotheses.org> Il blog dell’AIPH informa su tutte le attività dell’Associazione e promuove il dibattito nazionale e internazionale tra i public historian. La prima Conferenza, fondativa, della AIPH, si è tenuta a Ravenna nel giugno del 2017 parallelamente alla IV Conferenza della Federazione Internazionale. In occasione della Conferenza regionale della Public History in Piemonte, svoltasi al Polo del ’900 il 7 maggio 2018, è stata presentata e discussa pubblicamente la bozza del Manifesto della Public History italiana. In esso si legge: La Public History è un campo delle scienze storiche a cui aderiscono storici che svolgono attività attinenti alla ricerca e alla comunicazione della storia all’esterno degli ambienti accademici nel settore pubblico come nel privato, con e per diversi pubblici. I public historian operano affinché i risultati e le metodologie della ricerca storiografica siano conosciuti da un pubblico più ampio e sperimentano pratiche di comunicazione e ricerca che possono anche produrre originali avanzamenti nel sapere storico proprio grazie all’interazione con il pubblico. Per i public historian è imprescindibile considerare i pubblici, specialisti e non, sia come interlocutori privilegiati sia come possibili protagonisti di originali pratiche di ricerca, contribuendo a restituire agli storici e alla storia un ruolo centrale nell’interpretazione della società contemporanea. All’interno del sito è possibile scaricare inoltre i “Books of Abstract” dei vari convegni, strumenti utilissimi per seguire gli aggiornamenti e gli sviluppi della disciplina nel nostro contesto nazionale. Un esempio: AIPH, Book of Abstract: Metti la storia al lavoro! Seconda conferenza italiana di Public History, Pisa 1115 giugno 2018 (Pisa 2019, AIPH - Associazione Italiana di Public History: <https://arpi.unipi.it/retrieve/handle/11568/961521/406744/AIPH2018-Book-of-Abstract-Privitera-ITA.pdf>). 1.2 Allacciati le storie: <http://allacciatilestorie.it> Allacciati le storie è il blog di due ricercatori: Paola Gemelli e Daniel Degli Esposti. Lo spazio digitale illustra la loro attività di ricerca come public historians legate alla storia contemporanea, locale e nazionale, alle memorie della comunità, ai fatti bellici e al mondo del lavoro. All’interno del sito è possibile consultare materiali didattici, materiale multimediale inerente musei, spettacoli, iniziative ed eventi.
127 BLOGROLL E RISORSE DIGITALI PER LA PUBLIC HISTORY 1.3 Beyond Academe: <http://beyondacademe.com> Beyond Academe è un sito web che supporta gli storici accademici che pianificano carriere al di fuori dell’accademia. Il sito offre numerosi articoli sui diversi percorsi di carriera disponibili per gli storici, suggerimenti su come candidarsi a bandi, progetti, opportunità professionali, profili di storici che lavorano al di fuori dell’accademia e un blogroll a siti di annunci di lavoro. 1.4 Centre for Public History, University of Essex: <https://www.essex.ac.uk/centres-and-institutes/public-history> Fin dalla sua istituzione nel 1972, il dipartimento si è impegnato ad andare oltre le convenzioni accademiche creando il Center for Public History per fungere da forum per la ricerca, l’insegnamento e attività di sensibilizzazione. 1.5 Centre for Comparative and Public History, The Chinese University of Hong Kong: <https://cuhk.edu.hk> Caso interessante è quello della Chinese University of Hong Kong che ha attivato un master in Comparative and Public History incentrato sulle modalità di applicazione della disciplina e sullo studio della storia cinese con particolare riferimento allo sviluppo dell’economia statale durante la globalizzazione. Istituito nel 2002, il Centro per la storia comparata e pubblica sostiene le missioni ei programmi del Dipartimento di storia, CUHK. Opera come un vero centro e rete multidisciplinare per la ricerca accademica, la formazione e la consulenza sulla storia, in particolare le aree della storia comparata e pubblica. 1.6 Cliomedia Public History - Associazione di promozione sociale: <https://www.cliomediapublichistory.it> Cliomedia PH è un’associazione di promozione sociale senza finalità di lucro che si occupa di Public History su base volontaria ponendo al centro dei suo agire la risorsa cultura e il sapere storico. Dal 2020 l’associazione si arricchisce con la lunga e variegata esperienza di studio, ricerca, produzione e comunicazione di Cliomedia Officina: nata nella seconda metà degli anni ‘80 su iniziativa di Chiara Ottaviano e Peppino Ortoleva, si proponeva di unire gli aspetti di ricerca e di comunicazione con i nuovi media (inizialmente soprattutto audiovisivi, producendo documentari). Ha svolto sia attività importanti di servizio – sul piano della riorganizzazione archivistica, ma anche della comunicazione – per imprese di primissimo livello in Italia, e inoltre progetti molto qualificati sul territorio nazionale, da Torino alla Sicilia. È significativo ai nostri fini che oggi questa società si definisca sul suo sito «la più antica impresa di Public History in Italia».
128 MONICA DATI 1.7 Clionet: <http://clionet.it> Nata a Bologna nel 2011, l’associazione Clionet è un network fra ricercatori, docenti e liberi professionisti, che svolgono la propria attività di lavoro nell’ambito delle discipline storiche e della comunicazione, dentro e fuori l’università. L’obiettivo prioritario è uscire dal contesto strettamente accademico, per approfondire e valorizzare la storia delle amministrazioni e del tessuto associativo e imprenditoriale, intrecciando gli aspetti istituzionali, politici ed economici che innervano la vita dei territori. All’interno del sito è possibile consultare risorse e visionare numerosi progetti. 1.8 IFPH Internation Federation of Public History: <https://ifph.hypotheses.org> L’International Federation for Public History (IFPH), promosso dal NCPH nel 2009, nasce come una task force per internazionalizzare la Public History, trasformandosi negli anni seguenti in una vera e propria federazione. Tra i suoi obiettivi la IFPH si prefigge di creare un network internazionale per programmi di Public History facilitando lo scambio di informazioni sull’insegnamento e la ricerca nella pratica della disciplina, condividere best practices professionali e accademiche inclusi gli standard per valutare i tirocini, incoraggiare la formazione di comitati nazionali di storici che lavorano nel campo della Public History. 1.9 London Centre for Public History: <https://www.londoncphh.org> Il London Centre for Public History è stato istituito a Royal Holloway nel 2016 per creare uno spazio per la discussione pubblica della storia e del patrimonio culturale e per promuovere una maggiore collaborazione e comunicazione tra gli storici pubblici in tutto il Regno Unito, sia che lavorino nelle università sia in luoghi più aperti al pubblico. Si segnala inoltre che l’Università di Londra si fa promotrice di un Mooc di sei settimane dal titolo “Applied Public History: Places, People, Stories”, tenuto da Catherine Clarke docente e direttore del Centre for the History of People, Place and Community, Institute of Historical Research a Londra. Il corso è reperibile su Cousera e con un piccolo contributo permette di ricevere l’attestato di partecipazione (<https://www.coursera.org/learn/uol-public-history>). 1.10 National Council on Public History: <https://ncph.org/history-at-work> Nato nel 1980, principale associazione di public historians negli Stati Uniti: to making the past useful in the present and to encouraging collaboration between historians and their publics. Our work begins in the belief that historical understanding is of essential value in society. Fin dalla sua nascita il National Council si è proposto anche di offrire ai numerosi storici che lavorano fuori dalle università un luogo di discussione, e una forma di legittimazione, di riconoscimento e di identità attraverso l’appartenenza all’Associazione. In qualità di organizzazione professionale nazionale dedicata alla sto-
129 BLOGROLL E RISORSE DIGITALI PER LA PUBLIC HISTORY ria pubblica, stabilisce standard e migliori pratiche, offre numerose opportunità di sviluppo attraverso conferenze e workshop annuali, premia l’eccellenza nella storia pubblica e fornisce una rete per gli storici pubblici. NCPH pubblica The Public Historian, la rivista accademica dedicata alla disciplina. The Public History Commons, il suo nuovo sito web, ospita il blog History@Work, annuncia opportunità di lavoro, oltre a fornire documenti di best practices e altre guide utili per il campo. History@ Work mostra i progetti di storia pubblica in corso da tutto il paese, funge da luogo per discutere, offre agli studenti l’opportunità di scrivere sui loro progetti attuali o passati sul campo. Il blog offre anche una newsletter: Public History News. Si tratta di una newsletter trimestrale che offre aggiornamenti sulle attività dell’NCPH, notizie sugli sviluppi nel campo e informazioni tempestive su conferenze, borse di studio, riunioni e posizioni vacanti in arrivo. La newsletter è pubblicata in formato cartaceo e in formato PDF online nei mesi di dicembre, marzo, giugno e settembre. 1.11 Pop History: <http://www.pophistory.it> Un gruppo di storici, insegnanti, sociologi, giornalisti, scrittori, bibliotecari, antropologi, archeologi che hanno deciso di fondare, il 4 marzo 2017, un’associazione senza scopo di lucro, che sia innanzitutto la casa di chi si riconosce nella Public History elaborata nelle comunità. Partendo dalla scientificità del metodo storico, Pop History vuole «ritrovare la profondità della storia e promuovere un uso critico del pensiero storico che possa spiegare la complessità del presente, attraversando confini e culture». Come si legge nella home page: vogliamo elaborare un fertile lavoro di confronto e condivisione su percorsi interdisciplinari e multidisciplinari, che concretizzeremo in ricerche storiche di Public History, nella realizzazione di eventi, spettacoli, filmati, siti web, app, progetti di didattica storica, consulenze a enti privati e pubblici, utilizzando tutti i linguaggi e le tecnologie proprie del nostro tempo, a seconda dei contesti e dei contenuti trasmessi. 1.12 Rede Brasileira de História Pública: <https://historiapublica.com.br> La pagina del Brazilian Public History Network è ancora in fase di rielaborazione. Nel 2021 si avrà accesso non solo alle informazioni istituzionali in rete, ma a un archivio completo di pubblicazioni, eventi, gruppi di ricerca e ricercatori legati alle pratiche e riflessioni della Public History, gestite in modo collaborativo. Al momento il sito si rivolge agli studiosi per migliorare la mappatura delle pratiche di Public History in Brasile, alimentando il database che verrà lanciato nei prossimi mesi. 1.13 Teachinghistory.org, National History Education Clearinghouse: <https://teachinghistory.org> Finanziato dal Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti, Teachinghistory.org è progettato per aiutare gli insegnanti di storia ad accedere a risorse e materiali per
130 MONICA DATI migliorare l’istruzione storica degli Stati Uniti in classe. Il sito web offre recensioni di programmi di lezioni e siti web, esempi di pensiero storico e capacità di ragionamento critico che ne sono inerenti e saggi su importanti questioni storiche che spesso non sono completamente esplorate nei libri di testo tradizionali. Gli storici accademici forniscono esempi di analisi delle fonti storiche, che offre agli insegnanti un modo per mostrare agli studenti come pensare storicamente. Per gli storici pubblici che lavorano direttamente con gli studenti, nelle gallerie dei musei o nelle visite in classe, è importante comprendere i metodi pedagogici degli insegnanti in modo che gli storici pubblici siano comunicatori più efficaci con gli studenti. 2. Storia Orale e Storia digitale 2.1 AISO: <https://www.aisoitalia.org> Fondata nel 2006, l’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO); funziona da organismo di comunicazione e coordinamento tra gli oralisti italiani, ha il compito di promuovere convegni, seminari di formazione e giornate di studio su temi legati all’uso delle fonti orali nella ricerca storica, favorendo così un raccordo tra i vari gruppi e centri di ricerca attivi sul territorio. All’interno del sito è di utile consultazione la sezione “Buone Pratiche” che offre indicazioni operative per tutti coloro che si cimentano con questa disciplina. 2.2 Center for Public History + Digital Humanities: <https://csudigitalhumanities.org> Promossa dalla Cleveland State University, il centro nasce con la missione di promuovere la Public History e le Digital Humanities. All’interno del sito si possono consultare numerosi progetti ed iniziative relative anche alla storia orale. A tal proposito il sito in homepage riporta i riferimenti a due database di interviste e storie orali: il Clevalandovoices (https://clevelandvoices.org/) e The Cleveland Regional Oral History Collection (https://engagedscholarship.csuohio. edu/crohc/). Dato ancora più interessante: CPHDH è specializzato in app mobili che promuovono lo storytelling digitale, ne segnaliamo due: Cleveland Historical e Curatescape, approfondite nell’apposita sezione. 2.3 Digital & Public History – @sergenoiret: <https://dph.hypotheses.org> Il blog di Serge Noiret nasce con lo scopo di identificare esigenze e pratiche comuni di Digital Public History e i contributi che la rete e il crowdsourcing possono dare alla storia. Oltre ad una sezione dove è possibile consultare i suoi articoli è presente uno spazio completamente dedicata a EHPS, European History Primary Sources, un’iniziativa promossa dalla Biblioteca e del Dipartimento di Storia e Civiltà dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Lo scopo di EHPS è fornire un indice facilmente ricercabile di archivi digitali accademici che contengono fonti primarie per la storia dell’Europa e dei paesi che ne fanno parte: <http://primary-sources.eui.eu>.
131 BLOGROLL E RISORSE DIGITALI PER LA PUBLIC HISTORY Per il nostro paese sono indicate ben 163 archivi digitali online da 14-18 Immagini della Grande Guerra all’Archivio globale della Maremma, dall’archivio Faccia a Faccia della Fondazione Dalmine (per la valorizzazione della storia dell’industria attraverso fotografie donate a dipendenti ed ex dipendenti) all’Albo dei caduti della Grande Guerra. Pur non pretendendo di essere completo, EHPS contiene le principali biblioteche digitali nazionali, database, molte piccole serie di fonti elettroniche e anche piccoli progetti di digitalizzazione in Europa. Riflette quindi in misura considerevole lo stato attuale della digitalizzazione dei materiali di origine storica in Europa, nonché di quelli digitalizzati al di fuori dell’Europa relativi alla sua storia. Un punto di riferimento per tutti gli storici e studiosi, di grande importanza ed utilità. 2.4 H-Net: Social Sciences & Humanities Online (h-net.org): <https://www.h-net.org> H-Net è un’organizzazione interdisciplinare ed internazionale di studiosi e insegnanti dedicata allo sviluppo dell’enorme potenziale educativo di Internet e del web. Indipendente e senza scopo di lucro, offre uno spazio accademico aperto per studiosi, insegnanti, ricercatori e professionisti. La piattaforma fornisce una vasta gamma di funzioni che consentono agli accademici di interagire tra loro, produrre conoscenza in modo collaborativo e diffondere informazioni ai suoi abbonati e al pubblico in generale. Di utile consultazione è il blogroll presente nella sezione “All networks” che rimanda ad altri siti di storia e discipline umanistiche. 2.5 International Public History, De Gruyter: <https://www.degruyter.com/journal/key/iph/html> Importante stimolo internazionale nel campo della Public History, che è cresciuta in tutto il mondo, sia come disciplina accademica che come identità di sé per i suoi professionisti. La pubblicazione online peer-reviewed IPH è uno sviluppo tempestivo, fornendo un luogo di pubblicazione tanto necessario per chiunque sia impegnato nella storia pubblica. I contributi a International Public History sono valutati in doppio cieco peer review. Pubblicato due volte l’anno, IPH fornisce un mix di articoli accademici teorici, di ricerca e ‘orientati alla pratica’ su una vasta gamma di argomenti. La rivista multimodale offre ai lettori una ricca esperienza attraverso il miglioramento di articoli utilizzando foto, filmati e clip audio. IPH è l’organo ufficiale della Federazione internazionale per la storia pubblica. 2.6 Luxembourg Centre for Contemporary and Digital History (C2DH): <https://www.c2dh.uni.lu> Il Centro C2DH è il terzo centro di ricerca interdisciplinare dell’Università del Lussemburgo, incentrato su ricerca, analisi e divulgazione pubblica di alta qualità nel campo della storia contemporanea lussemburghese ed europea. Pro-