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Progettare percorsi didattici di Storia della scuola per le scuole secondarie di II grado

Martinelli, Chiara <Università di Firenze>

Abstract

The paper deals with how Public History and Public History of Education can be applied in secondary schools. Several advantages can be achieved through their presence: firstly, they enhance the role of workshops in studying history; secondly, they increase the motivation in Special Education Needs students. Three project works will be presented as they show how Public History of Education can stimulate interdisciplinarity.

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Progettare percorsi didattici di Storia della scuola per le scuole secondarie di II grado Chiara Martinelli 1. La Public History of Education per le scuole secondarie di secondo grado Come ben enucleato dai manifesti che, negli ultimi anni, hanno diffuso la Public History e la Public History of Education, ciò che connota queste due discipline non è l’accento sul carattere trasmissivo e divulgativo (Bandini 2020, 50), quanto l’attivo coinvolgimento della società civile nella co-costruzione della conoscenza storica, con un’impostazione processuale che richiama, nel suo fondo, le acquisizioni della ricerca-azione (Barbiér 2008). Nell’enfatizzare il carattere processuale, quasi artigianale, del processo storico, la Public History of Education si ricollega a una dimensione laboratoriale dell’apprendimento la cui rilevanza il Ministero della Pubblica Istruzione non ha mancato di rimarcare nei suoi documenti ufficiali. La laboratorialità stimola, oltre agli obiettivi disciplinari, anche le competenze di cittadinanza quali l’imparare a imparare; l’azione autonoma e responsabile; l’acquisizione e l’interpretazione dell’informazione; l’individuazione di collegamenti e relazioni (Tiriticco 2009, 47-9). Un approccio che evidenzia come la storia, lungi dall’essere una disciplina meramente concettuale, sveli in sé anche un affascinante lato pratico, che implica la scoperta delle fonti – non solo testuali, ma anche iconiche e concrete, che possano essere toccare con mano, manipolate nel senso vero e profondo della parola. Valorizzare le dimensioni prassiche significa non solo promuovere negli studenti una comprensione dei processi storici più radicata e approfondita, ma anche rendere la storia una disciplina inclusiva: accentuare le dimensioni della laboratoriaChiara Martinelli, University of Florence, Italy, [email protected] Referee List (DOI 10.36253/fup_referee_list) FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI 10.36253/fup_best_practice) Chiara Martinelli, Progettare percorsi didattici di Storia della scuola per le scuole secondarie di II grado, © Author(s), CC BY 4.0, DOI 10.36253/978-88-5518-616-2.07, in Gianfranco Bandini, Paolo Bianchini, Francesca Borruso, Marta Brunelli, Stefano Oliviero (edited by), La Public History tra scuola, università e territorio. Una introduzione operativa, pp. 51-57, 2022, published by Firenze University Press, ISBN 97888-5518-616-2, DOI 10.36253/978-88-5518-616-2 52 CHIARA MARTINELLI lità significa, infatti, promuovere una personalizzazione e individualizzazione dell’apprendimento che consenta ai ragazzi con bisogni educativi speciali (e qui intendo sia gli studenti muniti di diagnosi ai sensi della L. 104/1992, sia gli studenti con DSA e BES, tutelati dalla L. 170/2010 e dalla Direttiva 27 dicembre 2012) di contribuire attivamente, secondo le loro potenzialità, al lavoro della classe (Calvani 2012, 90-4). In questo senso, si rivelano significative la riscoperta degli archivi scolastici, la loro conservazione, nonché la loro riappropriazione in funzione didattica. Molti sono gli archivi depositati presso scuole secondarie di secondo grado che risalgono alla fine dell’Ottocento, se non da prima; e spesso le loro condizioni non sono delle migliori, come evidenziato anche dal recente appello lanciato dalla SIPSE (Società Italiana per lo Studio del Patrimonio Storico-Educativo). La loro valorizzazione, oltre a consentire un lavoro concreto che carichi di senso storico un’istituzione vissuta quotidianamente, può assumere i connotati del Service Learning (Fossati 2017, 270), ovvero di un Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO, com’è oggi denominata l’ex-alternanza scuola lavoro) con cui gli studenti contribuiscono al benessere della comunità. A quest’esperienza possono alternarsi proposte di taglio diverso, che sfruttino le potenzialità del digitale e delle banche dati. 2. Percorsi didattici di storia della scuola: alcuni esempi Presentiamo qui quattro unità di apprendimento (in seguito Uda) di Public History of Education per le scuole secondarie di secondo grado. Non sono Uda incentrate esclusivamente sulla storia: la prima coinvolge Italiano; la seconda la disciplina delle Metodologie operative (presente negli Istituti professionali per la sanità e l’assistenza sociale); la terza è interdisciplinare. Questa molteplicità di discipline è stata esplicitamente voluta, in quanto funzionale a mostrare le potenzialità della Public History of Education nella progettazione didattica di tutte le discipline. La prima attività, nello specifico, è immaginata come un’unità di familiarizzazione con il nuovo ambiente scolastico da parte degli studenti del primo anno. UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 Denominazione Come i film raccontano la scuola Prodotti Un breve corto su come la scuola è vissuta al giorno d’oggi; schede bibliografiche sui film visionati. Competenze Padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo i vari contesti; utilizzare le moderne fonti di comunicazione multimediale (dal PECUP); collaborare; comunicare (dalle competenze chiave di cittadinanza). Abilità Conoscenze Saper analizzare un film. Elementi caratteristici del genere filmico. 53 PERCORSI DIDATTICI DI STORIA DELLA SCUOLA PER LE SCUOLE SECONDARIE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 Saper redigere lo schema di un corto. Le schede bibliografiche. Saper utilizzare gli strumenti digitali per realizzare un breve filmato. Gli strumenti digitali per realizzare un breve filmato. Studenti Alunni di scuola secondaria secondo grado – Classe I istituto tecnico industriale. Prerequisiti / Tempi Due mesi. Fasi 1° Fase – Italiano: cos’è la scuola per me? Brainstorming con creazione di una mappa mentale (1 ora). 2° Fase – Italiano: caratteristiche e struttura del genere filmico (1 ora). 3° Fase – Italiano: Brainstorming funzionale alla redazione di una scheda di analisi di un film (1 ora). 4° Fase – Italiano: dalla banca dati della filmografia sulla scuola e sugli insegnanti, trarre tre film sulla scuola e farli visionare alla classe, con cadenza settimanale (6 ore). 5° Fase – Italiano: cooperative learning. Ogni gruppo (di massimo tre, quattro persone) analizza un film e compila la scheda di analisi che è stata precedentemente costruita e concordata dalla classe. È possibile che più gruppi analizzino lo stesso film. 6° Fase – Presentazione e discussione (5 ore): Ogni gruppo presenta e discute la scheda redatta in classe. Metodologie Brainstorming; project-base working; cooperative learning. Personale coinvolto Docenti di italiano, storia e geografia e di TIC. Strumenti LIM, tablet e computer. Valutazione Redazione di una rubrica in cui le competenze evidenziate sono declinate in quattro livelli (Iniziale/Non posseduto; Base; Intermedio; Avanzato). UNITÀ DI APPRENDIMENTO 2 Denominazione Oggetti di scuola Prodotti Un’attività di animazione culturale basata sugli oggetti scolastici del passato. Competenze Collaborare nella gestione di progetti e attività dell’impresa sociale ed utilizzare strumenti idonei per promuovere reti territoriali formali ed informali; utilizzare le principali tecniche di animazione sociale, ludica e culturale. Abilità Conoscenze Organizzare attività di animazione culturale. Principali oggetti scolastici in uso nel Novecento. Realizzare con oggetti provenienti dall’utenza attività di integrazione e di inclusione. Le tecniche di animazione sociale, ludico e culturale. Individuare gli spazi e i materiali in funzione delle attività e degli utenti. Caratteristiche del lavoro d’équipe. 54 CHIARA MARTINELLI UNITÀ DI APPRENDIMENTO 2 Studenti Alunni di scuola secondaria di secondo grado – Classe II istituto socio-sanitario. Prerequisiti / Tempi Un mese. Fasi 1° Fase – Metodologie operative. La scuola di un tempo: proiezione su LIM di tre/quattro immagini di ragazzi a scuola negli anni Trenta, Cinquanta, Settanta e Novanta del XX secolo. A ogni immagine gli studenti assoceranno prima delle descrizioni e poi le proprie sensazioni e riflessioni. Uno strumento utile con cui effettuare questa scrittura collettiva è il padlet, che l’insegnante può strutturare attraverso il seguente link: https://padlet. com/dashboard (2 ore). 2° Fase – Metodologie operative: esplorazione della banca dati “Mappa interattiva dei luoghi della memoria scolastica in Italia” e lezione dialogata sull’importanza degli oggetti nella fruizione di un luogo (1 ora). 3° Fase – Metodologie operative: L’insegnante richiede agli studenti di portare, ciascuno, un oggetto scolastico appartenuto a un parente. 4° Fase – Metodologie operative: Brainstorming su quali elementi caratteristici dell’oggetto (anno, luogo, grado di scuola…) debbano essere segnati in una scheda descrittiva. Redazione delle schede descrittive, che rimangono a disposizione della classe (3 ore). 5° Fase – Metodologie operative: ricapitolazione delle principali tecniche di animazione culturale e ludica in relazione ai diversi tipi di persone coinvolte (1 ora). 6 ° Fase – Metodologie operative: Divisione della classe in gruppi di tre/ quattro persone. Cooperative learning: redazione di un’attività di animazione per dei determinati soggetti (persone con disabilità, bambini, anziani) in cui inserire, lungo la linea del tempo, le foto e le didascalie degli oggetti portati da tutta la classe (4 ore). 7° Fase – Metodologie operative: Presentazione e discussione dei project work (2 ore). Metodologie Brainstorming; project-base working; cooperative learning. Personale coinvolto Docente di metodologie operative. Strumenti LIM. Valutazione Redazione di una rubrica in cui le competenze evidenziate sono declinate in quattro livelli (Iniziale/Non posseduto; Base; Intermedio; Avanzato). UNITÀ DI APPRENDIMENTO 3 Denominazione Diari nella storia e nella scuola Prodotti Una relazione di carattere storico-educativo su un diario scritto da un insegnante di inizio Novecento, da analizzare calandolo nel contesto sociale dell’epoca. Competenze Saper compiere le necessarie interconnessioni tra i metodi e i contenuti delle singole discipline; saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le argomentazioni altrui; saper confrontare teorie e strumenti necessari per comprendere la varietà della realtà sociale, con particolare attenzione ai fenomeni educativi e ai processi formativi (Dal Pecup). 55 PERCORSI DIDATTICI DI STORIA DELLA SCUOLA PER LE SCUOLE SECONDARIE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 3 Abilità Conoscenze Saper collocare una fonte storicoeducativa nel contesto di riferimento. Elementi di analisi di una fonte diaristica. Saper collaborare con gli altri nella strutturazione di un progetto. La storia della scuola tra Ottocento e Novecento. Saper condurre una breve ricerca su una figura del panorama educativo. Conoscenza delle principali linee di storia sociale dell’Inizio del Novecento. Studenti Alunni di scuola secondaria secondo grado – Classe V Liceo delle scienze umane. Prerequisiti Conoscenza della storia italiana di fine Ottocento; conoscenza delle principali tipologie di testo espositivo; saper produrre testi di carattere espositivo. Tempi Un mese. Fasi 1° Fase – Storia: Lezione dialogata sulla società e la cultura tra fine Ottocento e inizio Novecento (2 ora). 2° Fase – Scienze umane: Lezione dialogata sulle condizioni della scuola e dei maestri tra Ottocento e Novecento (2 ora). 3° Fase – Storia: Esplorazione con la classe della Banca dati diaristica e memorialistica degli insegnanti, dei direttori didattici e dei presidi in modo tale che gli studenti possano prendere confidenza con il portale (1 ora). 4° Fase – Storia e scienze umane – Diari e memorie di maestri – dalla Banca dati diaristica e memorialistica degli insegnanti, dei direttori didattici e dei presidi, l’insegnante seleziona alcuni diari. Divide la classe in gruppi di tre/quattro persone (1 ora). 5° Fase – Storia e scienze umane: Cooperative learning: ogni gruppo analizza una fonte e il suo autore, compiendo anche delle ricerche bibliografiche ulteriori, qualora sia necessario. L’insegnante, a questo scopo, predispone un piccolo elenco di siti scientificamente attendibili (qui suggeriamo l’Enciclopedia Treccani e il Dizionario Biografico dell’Educazione). (5 ore). 6° Fase – Presentazione e discussione (7 ore): Ogni studente espone il suo lavoro. Metodologie Collaborative learning; project-base working. Personale coinvolto Docente di italiano e storia; docente di scienze umane. Strumenti LIM; tablet e computer. Valutazione Redazione di una rubrica in cui le competenze evidenziate sono declinate in quattro livelli (Iniziale/Non posseduto; Base; Intermedio; Avanzato). UNITÀ DI APPRENDIMENTO 4 Denominazione Documentare gli anni Sessanta e Settanta Prodotti Videointerviste effettuate a ex-studenti degli anni Sessanta e Settanta. Competenze Essere in grado di leggere e interpretare criticamente i contenuti delle diverse forme di comunicazione; conoscere, con riferimento agli avvenimenti, ai contesti geografici e ai personaggi più importanti, la storia d’Italia inserita nel contesto europeo e internazionale. 56 CHIARA MARTINELLI UNITÀ DI APPRENDIMENTO 4 Abilità Conoscenze Saper strutturare le domande di un’intervista. Le caratteristiche della videointervista. Saper usare gli strumenti digitali per effettuare videointerviste. Uso dei principali applicativi utili per le videointerviste (es. Skype). Collocare gli eventi narrati nel contesto politico, sociale e culturale. La storia sociale, economica, culturale degli anni Sessanta e Settanta. Studenti Alunni di scuola secondaria secondo grado – Classe III Liceo classico. Prerequisiti Conoscenza della storia italiana e internazionale del secondo dopoguerra. Tempi Due mesi. Fasi 1° Fase – Storia: Lezione dialogata sui mutamenti socio-culturali negli anni Sessanta e Settanta nella società italiana (2 ore). 2° Fase – Storia: Come costruire una videointervista (2 ore). I ragazzi, divisi in gruppi di tre/quattro persone, guardano una videointervista contenuta nel portale “Memorie di maestri” tratta dalle sezioni “anni ’60” o “anni ’70”. Redigono, al termine, una mappa concettuale degli argomenti affrontati. Le mappe sono presentate e discusse in un circle group, e riassunte in una mappa collettiva. 3° Fase – Storia: Contatti con ex-alunni (3 ore) – Il docente contatta cerca i contatti di persone che hanno frequentato la scuola tra il 1966 e il 1978 e ne raccoglie le disponibilità a partecipare. Divide gli studenti in gruppi di tre/quattro e attribuisce a ciascun gruppo una persona da intervistare. 4° Fase – Utilizzo di Skype (1 ora) – Nel laboratorio di informatica, l’animatore digitale ella scuola illustra le modalità di registrazione e conservazione delle interviste su Skype. 5° Fase – Storia: Costruzione videointerviste (2 ore): brainstorming sulle domande da porre nel corso della videointervista, con adozione di una traccia uniforme. 6° Fase – Storia: Effettuazione delle videointerviste, in orario non coincidente con il tempo scolastico. 7° Fase – Storia: Presentazione e discussione (5 ore): Ogni gruppo presenta e discute la videointervista in classe. Metodologie Brainstorming; modeling; project-base working; cooperative learning. Personale coinvolto Docente di storia e filosofia; animatore digitale; ex alunni della scuola. Strumenti LIM; tablet e computer. Valutazione Redazione di una rubrica in cui le competenze evidenziate sono declinate in quattro livelli (Iniziale/Non posseduto; Base; Intermedio; Avanzato). 57 PERCORSI DIDATTICI DI STORIA DELLA SCUOLA PER LE SCUOLE SECONDARIE Figura 1 – Schermata della home del portale <www.memoriediscuola.it>. Riferimenti bibliografici Bandini, G., e S. Oliviero, a cura di. 2020. Public History of Education: riflessioni, testimonianze, esperienze. Firenze: Firenze University Press. Barbiér, R. 2007. La ricerca-azione. Roma: Armando. Calvani, A. 2012. Per un’istruzione evidence-based. Analisi teorico-metodologica internazionale sulle didattiche efficaci e inclusive. Trento: Erickson. Castoldi, M. 2020. Costruire unità di apprendimento. Guida alla progettazione a ritroso. Roma: Carocci. Cottini, L. 2019. Didattica speciale e inclusione scolastica. Roma: Carocci. Fossati, A. 2017. “Tutti in bici con Puccini. Un’esperienza fuori dall’aula: dal service learning all’apprendimento situato.” «Media education» 8: 268-75. Rivoltella, P. C. 2013. Fare didattica con gli EAS. Episodi di apprendimento situato. Brescia: La Scuola. Tiriticco, M. 2009. “Le competenze chiave di cittadinanza. Il nuovo biennio e la cittadinanza,.” «Rivista dell’istruzione» 1: 43-9.