Bollettino della Società Geografica Italiana serie 14, 2(1): 107-127, 2019 Firenze University Press www.fupress.com/bsgi ISSN 1121-7820 (print) | DOI: 10.13128/bsgi.v2i1.806 Citation: R. González-Relaño, S. Mangano, G.M. Ugolini (2019) Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento. Bollettino della Società Geografica Italiana serie 14, 2(1): 107-127. doi: 10.13128/bsgi. v2i1.806 Copyright: © 2019 R. González-Relaño, S. Mangano, G.M. Ugolini. This is an open access, peer-reviewed article published by Firenze University Press (http://www.fupress.com/bsgi) and distributed under the terms of the Creative Commons Attribution License, which permits unrestricted use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original author and source are credited. Data Availability Statement: All relevant data are within the paper and its Supporting Information files. Competing Interests: The Author(s) declare(s) no conflict of interest. For Italian evaluation purposes, R. González-Relaño takes responsability for section 4, S. Mangano for sections 3, 5, and G. M. Ugolini for section 2. Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento The Halal Tourism: an Analysis of the Literature, Themes and Proposals for detailed Studies Reyes González-Relaño1, Stefania Mangano2, Gian Marco Ugolini2 1 Departamento de Geografía Física y Análisis Geográfico Regional, Universidad de Sevilla, Spagna 2 Dipartimento di Scienze Politiche, Università degli Studi di Genova, Italia E-mail: rgr[email protected];
[email protected]; gianmarco[email protected]t Abstract. This paper looks at halal tourism - a type of outgoing tourism which involves the part of the Islamic population that follows the sharia rules even when travelling (Eko Nursanty 2012; Jafari, Scott 2014; Battour, Ismail 2016; Oktadiana et al. 2016; Henderson 2016a). It intends to contribute to a theme which, despite its growing importance as tourism phenomenon, remains underdeveloped in the international literature. In 2020, it is estimated that the income from this market will reach 220 million US dollars from around 160 million travelers. Starting from the assessment of the relevant literature in the Scopus database we defined halal tourism and analysed the most common approaches to the themes and the territorial distribution of the case studies. Amongst the main results there is a prevalence of empirical analyses on halal tourism supply and demand, while the study areas are mainly located in South-East Asia. Therefore, it is necessary to develop a quantitative analysis on a world scale aiming to identify the real size of the tourist flows and the relative socio-cultural and economic impacts. Keywords: halal tourism, Muslim tourists, international literature. Riassunto. L’idea di approfondire il tema del turismo halal – turismo outgoing generato dalla popolazione islamica che intende rispettare le regole della sharia anche durante il viaggio (Eko Nursanty 2012; Jafari, Scott 2014; Battour, Ismail 2016; Oktadiana et al. 2016; Henderson 2016a) – nasce dalla constatazione di una presenza ancora limitata nella letteratura scientifica internazionale di contributi sull’argomento, nonostante il movimento turistico ad esso associato sia in continua crescita. Si stima infatti che nel 2020 gli introiti derivanti da tale mercato potranno raggiungere i 220 miliardi di $ USA e un numero di viaggiatori prossimo ai 160 milioni. Partendo da un esame della letteratura presente nel database citazionale di Scopus è stato definito il turismo halal, sono stati analizzati gli approcci di ricerca più utilizzati per studiare il fenomeno, nonché la distribuzione territoriale dei casi di studio presentati nei diversi contributi. Tra i principali risultati: la prevalenza di indagini di tipo empirico su domanda e offerta turistica halal, così come un’elevata concentrazione delle aree studiate in una ristretta zona del Sud-Est Asiatico. Emerge pertanto la necessità di approfondire l’analisi quantitativa a livello mondiale per individuare la reale consistenza dei flussi e i relativi impatti socio-culturali ed economici. Parole chiave: turismo halal, turista musulmano, letteratura internazionale.
108 Reyes González-Relaño, Stefania Mangano, Gian Marco Ugolini 1. Introduzione Si stima che nel 2017 le entrate economiche derivanti dal movimento turistico halal – ovvero quello generato dai musulmani che anche in viaggio desiderano rispettare le regole coraniche (Eko Nursanty 2012; Jafari, Scott 2014; Battour, Ismail 2016; Oktadiana et al. 2016; Henderson 2016a) – siano state pari a 167 miliardi di $ USA1 e che il numero di viaggiatori ad esso associato dovrebbe raggiungere un valore prossimo ai 160 milioni nel 2020, alimentando un mercato con una crescita annuale (pari circa all’8%) decisamente superiore rispetto a quella del turismo nel suo complesso (3,8%) (Mastercard-CrescentRating, 2018). Nonostante ciò, mancano studi sistematici volti a delinearne le caratteristiche e le tendenze (Samori et al. 2016). Jafari e Scott (2014, 2) hanno inoltre rilevato una certa frammentarietà nell’approccio allo studio del turismo legato alle regole dell’Islam ed hanno pertanto cercato di fornire “a reference point for the growing number of scholars whose work examines this potent research theme”. I principali obiettivi del presente contributo – volto ad approfondire la conoscenza del turismo halal in quanto fenomeno recente e al momento ancora poco conosciuto – sono: a) verificare in che proporzione e con quali modalità il tema del turismo halal viene trattato rispetto al turismo islamico/musulmano, evidenziandone le differenze significative; b) circoscrivere le principali fonti internazionali di riferimento in materia, nonché gli autori, attraverso un’analisi di tipo prettamente quantitativo per verificare come la produzione scientifica halal si collochi rispetto a quella del turismo islamico/musulmano in termini di numerosità, periodo temporale di produzione, area disciplinare di studio, localizzazione dei centri di afferenza degli autori; c) individuare i diversi tipi di approccio e argomenti di studio del turismo halal, tramite un esame in profondità di tipo qualitativo rivolto principalmente a individuare le metodologie adottate e le tematiche trattate. A tale scopo è stata esaminata la letteratura internazionale presente in uno dei più diffusi database elettronici citazionali di peer-reviewed literature. Acquisire informazioni su quanto, come, dove e chi si occupa di turismo halal è un passo necessario affinché il fenomeno venga compreso non solo in campo accademico, ma anche dagli stakeholders coinvolti nella strutturazione di un’offerta che risponda a necessità specifiche, legate alla pratica della religione islamica e conseguentemente a particolari consuetudini socio-culturali. 1 Con previsioni di forte espansione per il 2020 (220 miliardi di $ USA) e per il 2030 (300 miliardi di $ USA). Dopo una breve parte definitoria volta a individuare le principali caratteristiche del turismo halal rispetto a quello islamico/musulmano, verrà qui presentata la metodologia di indagine adottata per definire lo stato dell’arte in tema di turismo halal e turismo islamico/ musulmano e per effettuare un’analisi di dettaglio volta a classificare i contributi halal in base a metodologie e argomenti trattati, aree geografiche esaminate e alla localizzazione dei centri/università di afferenza degli autori dei contributi. 2. Turismo halal: definizione e quantificazione del fenomeno Prima di iniziare l’analisi della letteratura è necessario precisare, seppur sinteticamente, che cosa si intenda con il termine turismo halal: attualmente non esiste una definizione che sia univoca e universalmente riconosciuta e che attribuisca di fatto significati differenti ai termini turismo halal e turismo islamico o musulmano (tra gli altri Carboni e Janati 2016; Carboni et al. 2017). Per Mohsin et al. (2016) il turismo halal è una sotto-categoria del turismo religioso. El-Gohary (2016) evidenzia invece come i due termini seppur utilizzati come sinonimi non abbiano lo stesso significato: a tal proposito Battour e Ismail (2016, 151) suggeriscono di usare la parola halal – quasi una sorta di marchio – per definire “any tourism object or action which is permissible according to Islamic teachings to use or engage by Muslims in tourism industry”. Henderson (2016a, 1) afferma che il turismo halal e turismo islamico o musulmano sono comunemente usati per definire “travel undertaken by Muslims who seek to adhere to the faith’s principles and practices when away from home”. Per altri (Eko Nursanty 2012; Oktadiana et al. 2016), invece, il turismo halal rappresenta una nuova modalità dell’industria turistica rivolta a una utenza che, pur avendo le medesime esigenze della domanda turistica classica, ha però bisogno di servizi e prodotti specifici che permettano il rispetto delle regole della sharia. Nel presente lavoro è stata adottata quest’ultima caratterizzazione: il turismo halal è inteso come un modo di fare turismo e non come una categoria2. Si presuppone infatti che tutte le tipologie turistiche possano essere praticate nel rispetto delle regole imposte dal2 I termini turismo islamico o musulmano sono invece riferiti ai turisti occidentali, o comunque non islamici, che si recano in paesi a prevalenza mussulmana oppure i viaggi religiosi effettuati dalla popolazione islamica stessa. Questi ultimi riguardano principalmente studi connessi alla realizzazione dei pellegrinaggi, maggiore – l’hajj – e minore – umrah –, alla Mecca.
109 Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento la religione islamica. Essendo globalmente riconosciuto il ruolo sociale del turismo, diventa necessario poter disporre di un’offerta adeguata alle più svariate esigenze, quali quelle imposte dai differenti credi religiosi. Nel mondo islamico l’importanza crescente del turismo è stata anche confermata dal significato che culturalmente viene attribuito al viaggio: grazie ad esso è infatti possibile scoprire e conoscere territori, usi e costumi nuovi e diversi e pertanto apprezzare la magnificenza di Allah (Zawawi, Raml 2017). Halal significa “lecito” e si contrappone a tutto ciò che è illecito – haram – e non rispetta i principi contenuti nelle sharia (Spotorno 2015). Proprio per questo il musulmano che desidera viaggiare nel rispetto delle scritture deve poter usufruire di strutture ed infrastrutture turistiche che per lo meno rispondano ad alcune regole di base quali: presenza nelle camere riservate alla clientela musulmana di tappeti per la preghiera e di una freccia sul soffitto o di una bussola per individuare la direzione della Mecca; assenza di alcolici nel frigobar; servizi di ristorazione halal; sale da pranzo riservate alla clientela islamica; sale riservate alla preghiera; presenza, per i più conservatori, di piscine o spiagge riservate alla sole donne (Zawawi, Raml 2017). La nozione di halal non riguarda pertanto solo l’alimentazione (in particolare la macellazione e la preparazione dei cibi), ma anche il comportamento quotidiano di ogni individuo in tema di abbigliamento, relazioni interpersonali e tra i sessi, vita sociale, gestione della finanza e del sistema sanitario (Adamec 2009). Gli utenti musulmani ambiscono a poter fruire di strutture ricettive, bar/ristoranti nelle quali siano presenti facilities di tipo halal. Poter disporre di un’offerta turistica certificata halal3 rappresenta la situazione ottimale; al momento però l’assenza di certificazioni è ben tollerata dalla clientela islamica a patto che vengano loro offerti servizi muslim/ islamic friendly o sharia compliant. L’interesse allo sviluppo di tale segmento dell’offerta turistica è strettamente connesso ad alcune caratteristiche salienti della domanda proveniente dalle aree islamiche. È un mercato emergente e dinamico che potrebbe espandersi sia nel mondo occidentale, sia in quello islamico: come si è visto, si stima che nel 2020 i turisti halal si attestino intorno ai 160 milioni con introiti associati pari a 220 miliardi di $ USA e con previsioni di crescita elevata anche per il futuro (MasterCard-CrescentRating, 2018). Stanti tali valori4, il turismo halal rappresen3 L’ente preposto a rilasciare la certificazione è la Halal International Authority, operante nei diversi paesi del mondo attraverso autorità locali halal che ad essa fanno capo. Esse attestano il rispetto dei canoni della qualità halal e ne verificano il mantenimento nel corso del tempo. 4 Attualmente il movimento turistico halal non viene registrato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo, ma le statistiche presentata da ta quasi l’11% del movimento turistico mondiale, pari a circa 1,35 miliardi nel 2017 (UNWTO 2018). Si tratta comunque di previsioni supportate da alcuni fattori chiave (IPK 2016) legati a caratteristiche economiche e socio-demografiche delle principali aree di outgoing del turismo halal. La maggior parte della popolazione musulmana che viaggia proviene dagli Emirati Arabi Uniti, dall’Arabia Saudita e dall’Oman, o anche dalle classi benestanti di altri paesi economicamente emergenti del Medioriente e del Nord Africa, nonché (seppur in minor misura) dalle aree a forte popolamento islamico dell’Asia Meridionale e del Sud-Est Asiatico (Battour et al. 2010; Mangano et al. 2016) ed è contraddistinta da: - un’elevata, se non elevatissima, capacità di spesa: da uno studio di Dinar Standard (2016) emerge che i turisti emiratini e sauditi investirebbero annualmente in viaggi/vacanze cifre prossime ai 10.000,00 $ USA; - un elevato tasso di crescita (Ashill et al. 2017) e un’età media al di sotto dei 54 anni; - un’elevata propensione all’utilizzo delle nuove tecnologie e, conseguentemente, sempre connessa grazie alla notevole diffusione dei dispositivi mobili. Pertanto, grazie ai social-media, tali popolazioni possono essere virtualmente “contagiate” dal desiderio di viaggiare che non è più esclusivo dei soli paesi occidentali. Anche per i turisti musulmani le vacanze sono diventate un’esigenza di base da soddisfare, ancor meglio nel rispetto delle norme coraniche (Elaziz, Kurt 2017). 3. Metodologia di analisi Come già evidenziato, l’idea di approfondire la conoscenza dello stato dell’arte del turismo halal nasce dalla constatazione dell’ancora limitato interesse per il tema mostrato in letteratura nonostante si tratti di un fenomeno economicamente, socialmente e culturalmente rilevante. Si è analizzato, per passi successivi e tra loro connessi, il materiale bibliografico reperito nel database elettronico citazionale di peer-reviewed literature Scopus5. Tale banca dati, al pari di altre dello stesso tipo6, Mastercard-Crescentrating sono da essa avvallate (Mangano et al. 2016). 5 La banca dati Scopus, di proprietà della casa editrice Elsevier, è definita come “the largest abstract and citation database of peer-reviewed literature: scientific journals, books and conference proceedings” al suo interno, nel 2017, erano presenti più di 22.800 riviste-peer reviewed, 150.000 tra libri e atti di convegni. Inoltre, a livello mondiale, la banca dati di Scopus risulta essere utilizzata da più di 3.000 istituzioni accademiche e organizzazioni governative e non governative (www.elsevier. com/solutions/scopus). 6 Si tratta di strumenti che pur avendo come scopo prioritario fornire informazioni sul valore di impatto (impact factor) di ogni singola pub-
110 Reyes González-Relaño, Stefania Mangano, Gian Marco Ugolini consente di svolgere analisi di tipo bibliografico impostando ricerche di specifici vocaboli o gruppi di essi (nel titolo, nell’abstract, nelle parole chiave). Inoltre, per le scienze sociali (così come per le scienze chimiche), Scopus è preferibile rispetto ad altri database dello stesso tipo quali ad esempio Web of Science le cui informazioni si riferiscono prevalentemente agli ambiti della fisica, della matematica della biologia e delle scienze umanistiche7 (Delgado López-Cózar et al. 2013; Cassella, Mutti 2015). I testi esaminati sono inseriti in pubblicazioni riconducibili al settore turistico e ricadenti per lo più nelle aree scientifiche business, management e accounting e/o social sciences; possono comunque riguardare anche altre aree quali il marketing, le arti, le scienze ambientali e le scienze umanistiche. La ricerca degli articoli nel database di Scopus è avvenuta utilizzando i seguenti criteri: 1) Selezione di specifici vocaboli in lingua inglese8: tourism, muslim, islamic, muslim/islamic friendly, muslim/islamic compliant, halal. 2) Selezione di tutti i tipi di documenti (articoli, riviste, libri e capitoli di libri, atti di convegno, editoriali, recensioni a conferenze, note, articoli in stampa) presenti nei ventitré ambiti disciplinari inseriti nel database, per tutti i vocaboli identificati al punto 1). 3) Selezione di tutti gli articoli presenti nel database, per tutti i vocaboli identificati al punto 1), senza impostare alcuna limitazione di tipo cronologico al fine di verificare da quando e in che modo si sia evoluto l’interesse per il turismo musulmano/islamico e per quello halal. Pertanto, sulla base delle combinazioni dei vocaboli così come indicati nello schema successivo, sono stati reperiti nella banca dati di Scopus 317 articoli. I 230 documenti catalogati come islamic/muslim sono stati selezionati utilizzando nella ricerca i vocaboli muslim and tourism e islamic and tourism nell’abstract, nel titolo e nelle parole chiave. Non sono stati computati tra questi quegli articoli che presentavano nell’abstract, nel titolo e nelle parole chiave e in tutto il testo, i vocablicazione scientifica, sulla produzione complessiva di un ricercatore, di un laboratorio, di un dipartimento e di un intero ateneo (De Robbio 2007), sono sempre più spesso utilizzati per analisi di tipo bibliografico. 7 Google Scholar non è stato utilizzato in quanto si tratta di una banca dati strutturata in modo differente rispetto a quelle di Scupus e Web of Science, al suo interno sono infatti contenuti oltre a riviste, libri e atti di convegno anche altri tipi di pubblicazioni non peer-reviewed quali testi scolastici, report, ecc. (Google Scholar, https://scholar.google.com/intl/ it/scholar/about.html) 8 Per poter applicare differenti criteri di ricerca sono stati utilizzati termini in lingua inglese in quanto tutti gli articoli peer-reviewed hanno come requisito necessario la presenza di un riassunto nel suddetto idioma. boli muslim e islamic friendly (con e senza “-”) e sharia compliant (con e senza “-”). Il reperimento degli 87 documenti identificati come halal è il risultato delle seguenti interrogazioni: - in 59 casi impostando come termini di ricerca i vocaboli halal e tourism nell’abstract, nel titolo e nelle parole chiave; - in 28 casi ricercando: - i vocaboli muslim e islamic-friendly (con e senza “-”) e tourism e sharia-compliant (con e senza “-”) e tourism nell’abstract, nel titolo e nelle parole chiave; - i vocaboli muslim e islamic friendly (con e senza “-”) e sharia-compliant (con e senza “-”) all’interno degli articoli già selezionati come islamic/muslim (come già detto in precedenza). Gli articoli reperiti in questo modo sono poi stati confrontati con quelli presenti nelle categorie islamic/muslim e halal per evitare duplicazioni nel computo. Nella seconda fase gli 87 articoli identificati e denominati halal sono stati analizzati e classificati in base alle seguenti caratteristiche: metodologia utilizzata, argomento, temi ricorrenti, anno e luogo di pubblicazione dello studio, sede dell’università di afferenza degli autori. Tabella 1. Combinazioni di vocaboli utilizzati per la ricerca. Fonte: Scopus. Combinazioni di vocaboli utilizzati per la ricerca su Scopus Nº doc. ISLAMIC/MUSLIM - Muslim tourism (title-abs-key) and not halal (title-abskey) and not islamic (title-abs-key) - Islamic tourism (title-abs-key) and not halal (title-abskey) and not muslim (title-abs-key) 230 HALAL - Halal (title-abs-key) and tourism (title-abs-key) - Muslim friendly (title-abs-key) and tourism (title-abs-key) - Islamic friendly (title-abs-key) and tourism (title-abs-key) - Sharia compliant (title-abs-key) and tourism (title-abskey) - [Muslim tourism (title-abs-key) and not halal(title-abskey) and not islamic (title-abs-key)] and halal - [Islamic tourism (title-abs-key) and not halal(title-abskey) and not muslim (title-abs-key)] and halal - [Muslim tourism (title-abs-key) and not halal(title-abskey) and not islamic (title-abs-key)] and muslim friendly - [Islamic tourism (title-abs-key) and not halal(title-abskey) and not muslim (title-abs-key)] and islamic friendly - [Muslim tourism (title-abs-key) and not halal(title-abskey) and not islamic (title-abs-key)] and sharia compliant - [Islamic tourism (title-abs-key) and not halal(title-abskey) and not muslim (title-abs-key)] and sharia compliant 87
111 Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento 4. Lo stato dell’arte in tema di turismo islamic/muslim e turismo halal 4.1 Lo sviluppo della letteratura Come già detto, l’analisi del materiale selezionato è avvenuto su due livelli. Il primo relativo all’esame degli articoli sia islamic/muslim sia halal con l’obiettivo di poter valutare in che misura essi si differenzino sulla base delle seguenti informazioni: quando, chi, in quale paese, in che tipo di pubblicazione (rivista, libro etc.) e su quali tematiche. Il secondo improntato su un approfondimento dei contenuti dei soli contributi halal e una loro successiva classificazione. La figura 1, relativa alla serie storica (cumulata) degli articoli islamic/muslim, halal e totale dal 1979 al 2017, mostra che – nonostante i primi articoli relativi al turismo islamic/muslim risalgano agli anni Ottanta – è a partire dal nuovo millennio che registrano un incremento più consistente. Tra il 2002 e il 2007 la crescita media – in valore assoluto – dei contributi islamic/ muslim è pari a circa 5 all’anno. Tra il 2008 e il 2017 il valore medio annuale diventa pari a circa 18. Nel medesimo arco temporale anche la produzione halal9 è caratterizzata da un incremento medio annuale di una certa consistenza, pari a circa 9 articoli. Tra il 2016 e il 2017 la comunità scientifica mostra una sempre maggiore attenzione verso il turismo halal: i contributi sul tema in un solo anno sono aumentati di oltre dieci unità passando da 19 a 30. Il trend dell’ultimo decennio è dovuto a più fattori quali la particolare fase storica internazionale – scandita dagli attentati che hanno avuto come bersaglio i turisti in Egitto, Tunisia e Turchia – come mostrato dal contributo di Neumayer e Plümper (2016, 195) relativo all’analisi degli “spatial spillover effects in international tourism as a consequence of transnational terrorist attacks”, così come da quella che Stephenson et al. (2010) hanno definito come “islamophobia”. Si tratta di un fenomeno manifestatosi a partire dall’11 settembre 2001, ovvero da quando si sono consolidati alcuni atteggiamenti fobici nei confronti di turisti musulmani in viaggio in Paesi non islamici. Ha avuto certamente un ruolo anche lo sviluppo turistico di alcuni paesi islamici quali ad esempio gli Emirati Arabi Uniti, destinazione emergente nel panorama turistico e astro nascente (ma forse ora già in declino) tra le mete 9 Il primo articolo in cui viene affrontato la tematica del turismo halal risale al 1997: “Business Visitors to the Northern Territory Expo” di Asad Mohsin e Chris Ryan; si dovettero aspettare 12 anni affinché le pubblicazioni relative a tale tema iniziassero a registrare una certa sistematicità. del turismo internazionale (Stephenson, Al-Hamarneh 2017). Infine, non va dimenticato che le favorevoli condizioni sociali, culturali, demografiche e politiche di alcuni paesi a maggioranza musulmana del Medioriente hanno fatto sì che questi si affermassero e/o consolidassero come aree di turismo outgoing interessate allo sviluppo di un’offerta turistica basata su modalità certificata halal o halal/muslim friendly (Samori et al. 2016). 4.2 La tipologia delle pubblicazioni Quasi l’80% dei documenti considerati sono pubblicati in riviste (Tab. 2). Attualmente non si segnalala presenza di monografie riguardanti il turismo halal. Sono invece tredici quelle che trattano alcuni aspetti del turismo islamico: tra queste quella di M. Kozak e N. Kozak (2015) relativa a nuovi approcci di marketing per la promozione di tipologie turistiche emergenti associate alla medicina o alla produzione cinematografica. Oppure il volume di Harnish (2006) nel quale sono oggetto di studio aspetti legati ad arte, musica, religione (musulmana) etc., capaci di stimolare particolari forme di turismo o, ancora, quello di Notermans e Jansen (2012) relativo al ruolo del pellegrinaggio come nodo di una rete che unisce religione, politica e percorsi geografici o ancora quello di Stephenson eAl-Hamarneh (2017) sullo sviluppo del turismo in alcuni paesi del Golfo (Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti). La fig. 2 mostra le sedici riviste che ospitano almeno tre articoli halal + islamic/muslim di cui almeno uno halal. I contributi halal incidono di più rispetto a quella Figura 1. Serie storica (cumulata) degli articoli Halal, Muslim+Islamic e Totale dal 1979 al 2017 (valori assoluti). Nel caso degli articoli halal, benché il primo contributo risalga al 1997, il grafico mostra il fenomeno a partire dal 2008, anno in cui acquisisce un andamento regolare. Fonte: elaborazione su dati Scopus del 12/12/2018.
112 Reyes González-Relaño, Stefania Mangano, Gian Marco Ugolini islamic/muslim in ben otto casi: Tourism Management Perspectives (10 su 12 totali), Advanced Science Letters e Journal of Islamic Market (7 su 11), Journal of Consumer Families and Economics (4 su 4), International Journal of Culture Tourism and Hospitality Research e Pertanika Journal of Social Sciences and Humanities (3 su 4), Asia and Pacific Journal of Tourism Research e Current Issues in Tourism (2 su 3). 4.3 Gli ambiti disciplinari Guardando agli ambiti disciplinari, come classificati da Scopus, emerge che quasi tutti i contributi trattano argomenti riconducibili a più di un ambito disciplinare, nella maggior parte dei contributi due, in taluni tre (Tab. 3). Scienze sociali (nel complesso in 182 articoli) e Business, Management e Accounting (nel complesso in 162 articoli) sono quelli che compaiono nel maggior numero di articoli; se nel primo caso il risultato è piuttosto scontato essendo il turismo, e soprattutto un turismo con implicazioni evidenti nella sfera socio-culturale come quello halal e quello islamic/muslim, nel secondo caso è decisamente meno scontata una presenza così rilevante. È indubbio che si tratti di fenomeni interessanti anche dal punto di vista economico. In particolare, l’articolo islamic/muslim di Isa et al. (2017) proprio per la complessità dei temi affrontati Tabella 2. Documenti halal, islamic/muslim e totale per tipo di pubblicazione. Fonte: elaborazione su dati Scopus del 12/12/2018. Tipo di pubblicazione Halal Muslim+ Islamic Totale documenti v.a. v.a v.a. % Articoli 61 171 232 73,2 Recensioni 11 9 20 6,3 Totale pubblicazioni su rivista 72 180 252 79,5 Capitolo di libro 9 15 24 7,6 Atti di Convegno 5 9 14 4,4 Libro 13 13 4,1 Editoriale 1 3 4 1,3 Recensioni a Convegno 2 2 0,6 Note 8 8 2,5 Totale complessivo 87 230 317 100,0 Figura 2. Principali riviste nelle quali sono pubblicati articoli contenenti le parole halal e islamic/muslim. Fonte: elaborazione su dati Scopus del 12/12/2018.
113 Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento ricade in sei ambiti (Business/Management/Accounting, Energia, Informatica, Matematica, Scienze Ambientali, Scienze Sociali). Si tratta di uno studio quali-quantitativo basato sull’analisi della letteratura e sull’elaborazione di dati derivanti da un’indagine diretta relativa all’importanza di sviluppare l’Islamic Built Environmental in quanto spazi necessari per favorire sia la popolazione locale sia lo sviluppo del turismo che rappresenta un settore chiave dell’economia della Malesia. Anche nel caso dei lavori sul turismo halal di Mahamod et al. (2015) e Othman et al. (2015b) gli ambiti disciplinari sono sei: Scienze Sociali, Scienze Informatiche, Scienze Ambientali, Ingegneria, Matematica, Energia. Nel contributo Mahamod et al. (2015) è evidenziata la necessità di tener conto delle esigenze dei turisti musulmani già in fase di progettazione delle strutture ricettive e para-ricettive; in quello di Othman et al. (2015b) emerge l’importanza di poter disporre di linee guida non solo per progettare servizi sharia compliant, ma anche per gestirli, informare e coinvolgere tutti gli attori locali nel processo di sviluppo turistico territoriale. La Malesia costituisce l’area di studio di ambedue gli articoli. 4.4 Gli autori e i centri/università di afferenza In totale gli autori degli articoli considerati sono 528 e di questi 175 hanno scritto su tematiche riguardanti il turismo halal. Tra gli autori halal ve ne sono diversi che hanno partecipato alla stesura di più contribui: Mohamed Battour e Mohd Nazari Ismail (ambedue della University of Malaya, Malaysia) hanno partecipato alle stesura di sei lavori, Moustafa Battor (Tanta University, Egitto) e Suhaiza Zailani (University of Malaya, Malaysia) a cinque, Joan C. Henderson (Nanyang Technological University, Singapore), Rashidi Othman (International Islamic Universitity of Malaysia) e Noriah Ramli (International Islamic University, Malaysia) a quattro e Muhammad Khalilur Rahman (University of Malaya, Malaysia) a tre. Questa ripetitività può essere interpretata come segnale di una tendenza alla specializzazione nei confronti di una tematica che, come si è visto, riguarda un mercato decisamente in espansione. Seguono ventisette autori con all’attivo due contributi e i restanti 140 compaiono in solo un contributo. Tra i 175 “autori halal” ve ne sono quattordici (sui 528 totali) che hanno scritto anche su tematiche riguardanti il turismo islamico. La maggior parte dei lavori sono scritti da più di un autore: i più numerosi sono quelli a due o tre nomi. Nel complesso i 528 autori afferiscono a 282 centri di ricerca/ università ubicati in 53 paesi. Sono 27 i paesi che ospitano enti a cui afferiscono ricercatori che hanno scritto sul turismo halal, 47 quelli che ove sono presenti studiosi che trattano di turismo islamico/musulmano; infine, sono 21 i paesi sede delle istituzioni a cui afferiscono studiosi che si sono occupati di ambedue le tematiche. Dalla tabella 4 si evince che gli autori che si occupano di turismo halal e quelli che scrivono di turismo musulmano o islamico sono incardinati in centri di ricerca/università ubicati, nella maggior parte dei casi, in aree geografiche contraddistinte da caratteristiche sociali e culturali piuttosto differenti. Nel primo caso (halal) prevalgono autori che operano in aree prevalenza musulmana: tra queste, la Malesia (38) con un notevole distacco rispetto ai successivi, l’Egitto (9), il Regno Unito (8), Singapore (7), l’Australia, gli Emirati Arabi Uniti e l’Indonesia (6) (Tab. 4). Nel secondo quelli affiliati a strutture ubicate con più frequenza in territori non islamici, ma frequentati da turisti musulmani (Mastercard-CrescentRating 2016), quali, Regno Unito (34), Stati Uniti d’America (29), Australia (15). Raggiungono quote consistenti anche paesi con una elevata percentuale di popolazione islamica: Iran (24), Malesia (22). La robusta presenza di autori appartenenti a centri di ricerca/università malesi sia nel caso dei contributi sul turismo halal sia in quello di articoli relativi al turismo islamico o musulmano può essere messa in relazione all’interesse che il governo del paese ha manifestato, soprattutto negli ultimi anni, nei confronti dello svilupTabella 3. Ambiti disciplinari presenti negli articoli halal, islamic/ muslim e totale. Fonte: elaborazione su dati Scopus del 12/12/2018. Ambito disciplinare Halal Islamic/ Muslim Totale Documenti Scienze Sociali 49 133 182 Business, Management e Accounting 64 98 162 Scienze Ambientali 12 36 48 Arte e Scienze Umane 9 40 49 Economia, Econometria e finanza 21 18 39 Ingegneria 7 16 23 Agricoltura e Scienze Biologiche 2 13 15 Scienze Informatiche 10 11 21 Medicina 13 13 Scienze della Terra e dei Pianeti 13 13 Energia 7 8 15 Matematica 8 5 13 Biochimica, Genetica e Biologia Molecolare 1 5 6 Multidisciplinare 4 4 Ingegneria Chimica 1 2 3 Decision Sciences 1 1 2 Farmacia, Tossicologia e Farmacia 1 1 Psicologia 1 1 2
114 Reyes González-Relaño, Stefania Mangano, Gian Marco Ugolini po turistico tout court considerato come un settore strategico per lo sviluppo socio-economico del paese. Va comunque precisato che non sempre vi è coincidenza tra i paesi sede delle Università e/o Centri ai quali appartengono gli autori e le aree studiate da questi ultimi. 5. L’analisi dei contributi sul turismo halal 5.1 I criteri di classificazione Gli articoli halal sono stati oggetto di una minuziosa analisi contenutistica, che ha portato all’esclusione di 6 lavori poiché – al loro interno – il tema del turismo era solo accennato. L’analisi in profondità ha pertanto riguardato 81 degli 87 contributi etichettati come halal. Gli 81 contributi sono stati suddivisi in quattro macro-categorie in funzione del tipo di metodologia utilizzata (Fig. 4): - quali/quantitativa, ricerche di tipo empirico basate su questionari, focus group, interviste in profondità il cui scopo oltre a quello di descrivere alcune caratteristiche della domanda e dell’offerta turistica halal e anche quello di dimensionarle, nonché di proporre soluzioni per migliorare/strutturare specifiche politiche di gestione: 26 contributi (32,1%); - prevalentemente qualitativa, studi di tipo empirico basate su questionari, focus group, interviste in profondità il cui scopo principale è verificare come i turisti musulmani percepiscano l’offerta e il loro grado di soddisfazione e se, come e quanto, i diversi stakeholder coinvolti nel processo di gestione si stiano adeguando o meno alle esigenze del turista anche attraverso indicazioni di governance: 20 contributi (24,7%); - prevalentemente quantitativa, analisi di dati statistici reperiti da fonti ufficiali per dimensionare/quantificare la domanda e l’offerta turistica halal: 1 contributo (1,2%); - review bibliografica, contributi volti a definire lo stato dell’arte della domanda, dell’offerta e della governance del turismo halal e dei sottoprodotti turistici ad esso connessi: 34 contributi (42,0%). Per analizzare in modo più efficace i contributi, le informazioni sono state sintetizzate nella tabella 5, in modo da disporre di una visione globale dello stato dell’arte in tema di turismo halal. Per ciascun articolo si è provveduto a indicare: - Argomento: si riferisce a domanda (turisti o potenziali turisti), offerta (servizi alberghieri, di ristorazione, di leisure, etc.), governance (da parte di decisori politici, operatori etc.) o misti, con l’obiettivo di evidenziare quali siano gli elementi del sistema turistico halal maggiormente studiati. - Aree geografiche esaminate: utile sia per circoscrivere il fenomeno a livello territoriale e per verificare eventuali implicazioni tra le differenti aree geografiche e le altre variabili considerate. - Sintesi dei temi principali, per verificare – a seconda dell’ambito di riferimento – la ripetitività o meno degli argomenti trattati nei diversi contributi. Complessivamente sono stati individuati 39 items standardizzati, ciascuno dei quali raggruppa temi analizzati talvolta in più di un articolo. - Autori, data e paese sede dell’istituzione di afferenza dell’autore: il riferimento all’autore permette di identificare gli studiosi che fino ad oggi si sono occupati di turismo halal, quello alla data di contestualizzare gli articoli anche dal punto di vista temporale. Il dato sul paese dell’istituzione di afferenza dell’autore consente di verificare la presenza di aree geografiche specializzate nello studio del turismo halal. 5.2. Argomenti, temi e aree geografiche 5.2.1. Metodologia quali/quantitativa Degli articoli inseriti nella macro-categoria metodologia quali/quantitativa (26), 18 riguardano la domanTabella 4. Principali Paesi che ospitano i Centri di Ricerca/Università a cui appartengono gli autori che hanno pubblicato articoli su entrambe le tematiche halal e islamic/muslim e con almeno tre documenti. Fonte: elaborazione su dati Scopus del 12/12/2018. Paese Halal Islamic/Muslim Totale documenti Malesia 38 22 60 Regno Unito 8 34 42 Stati Uniti d’America 4 29 33 Iran 1 24 25 Australia 6 15 21 Egitto 9 7 16 Emirati Arabi Uniti 6 7 13 Singapore 7 4 11 Turchia 2 9 11 Germania 1 7 8 Indonesia 6 2 8 Italia 3 3 6 Nuova Zelanda 2 3 5 Spagna 2 3 5 Giappone 1 3 4 Sudafrica 3 1 4 Hong Kong 1 3 4 Tailandia 1 2 3 Svezia 1 2 3
115 Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento da (turisti internazionali musulmani, prevalentemente mediorientali), 6 l’offerta (operatori del settore, popolazione locale e/o ad altri portatori di interessa coinvolti nei processi organizzativi turistici). Nell’unico articolo su domanda/governance l’indagine empirica è corredata da considerazioni su politiche/linee guida da applicaTabella 5. Metodologia di ricerca, argomento, aree geografiche, principali argomenti, autori e paese dell’istituzione di afferenza degli autori (dove più nomi è indicato il Paese dell’istituzione del primo autore). Fonte: elaborazione su dati Scopus del 12/12/2018. Metodologia di ricerca Argomento Area geografiche Sintesi dei temi principali Autore/i e data/paese sede dell’istituzione di afferenza dell’autore* Quali-quantitativa Domanda - Australia - Ghana - Kuwait - Malesia - Sud Carolina - n.c. - domanda turistica musulmana (potenziale, aspetti culturali) - importanza marchio di qualità halal e certificazioni - linee guide per stakeholders - promozione, motivazione, soddisfazione, (cibo, ospitalità, servizi, informazione on line) - push and pull factors - sviluppo e promozione del turismo halal (cibo, ospitalità) - turismo medico halal - Amuquandoh 2011 (Ghana) - Battour et al. 2012; 2014; 2017 (Malesia) - Khan, Khan 2016 (Regno Unito) - Michael et al. 2017 (Emirati Arabi Uniti) - Mohsin, Ryan 1997 (Nuova Zelanda) - Nassar et al. 2015 (Egitto) - Putit et al. 2014 (Malesia) - Rahman et al. 2017; 2017a (Malesia) - Samsi et al. 2016 (Malesia) - Shafaei 2016; 2017 (Malesia) - Shakona et al. 2015 (USA) - Suki et al. 2017 (Malesia) - Yaakop et al. 2016; 2017 (Malesia) - Wingett, Turnbull 2017 (Regno Unito) Offerta - Croazia - Indonesia - Malesia - Nuova Zelanda - Slovenia - competitività - turismo halal e implicazioni sessuali - servizi halal o sharia compliant - Othman, Jamal 2016 (Malesia) - Rahman, Zailani 2017 (Malesia) - Razzaq et al. 2016 (Nuova Zelanda) - Sucipto et al. 2017 (Indonesia) - Suhud, Willson 2017 (Indonesia) - Šuligoj, Maruško 2017 (Slovenia) Domanda/ Governance - Tailandia - turismo medico halal Chanin et al., 2015 (Tailandia) Prevalentemente qualitativa Domanda - Australia - Malesia - Turchia - n.c. - ristorazione halal (qualità del cibo, problematiche) - turismo medico halal - percezione del turismo halal da parte dei devoti - turismo halal e aspetti culturali e psicologici - Ahmed et al. 2017 (Malesia) - Battour et al. 2011 (Malesia) - Camillo, Karim 2014 (USA) - Elaziz, Kurt 2017 (Turchia) - Idrus et al. 2012 (Malesia) - Smith, Hindley 2017 (Ungheria) Offerta - Egitto - Indonesia - Italia - Malesia - Marocco - Nuova Zelanda - Perù - ICT e social network per lo sviluppo di servizi halal - turismo halal per lo sviluppo di un nuovo mercato - servizi turistici halal o sharia compliant - sviluppo del turismo medico halal - turismo sportivo halal - Afifi, Vitae 2014 (Egitto) - Carboni, Janati 2016 (Italia) - Halkias et al. 2014 (Francia) - Ibrahim 2017 (Malesia) - Mahamod et al. 2015 (Malesia) - Nugroho 2017 (Indonesia) - Othman et al. 2015a (Malesia) - Sánchez González 2017 (Spagna) - Wan-Hassan, Awang 2009 (Malesia) - Zailani et al. 2011 (Malesia) Offerta/ Governance - Malesia - Tunisia - n.c. - sviluppo di servizi halal o sharia compliant - Carboni et al. 2017 (Italia) - Haque, Momen 2017 (Malesia) - Izberk-Bilgin, Nakata 2016 (USA) - Mohezar et al. 2017 (Malesia) Prevalentemente quantitativa Domanda - Malesia - domanda turistica musulmana (potenziale, aspetti culturali) - Ghani 2016 (Malesia)
122 Reyes González-Relaño, Stefania Mangano, Gian Marco Ugolini Le keywords inserite nella categoria “metodo/strumenti” ricorrono in solo otto articoli: ciò nonostante una elevata presenza di indagini empiriche volte però, come si è visto, nella maggior parte dei casi a descrivere il fenomeno e non a quantificarlo. Il riferimento al contesto territoriale oggetto di studio è presente invece in 31 contributi. In più di un contributo su tre si è dato risalto al paese/area rispetto oggetto di studio: la dimensione territoriale del fenomeno è parzialmente messa in risalto. 6. Conclusioni: spazi per possibili approfondimenti futuri I risultati ottenuti dall’analisi bibliografica e dallo studio in profondità degli 81 articoli sul turismo halal mostrano che l’attenzione della comunità scientifica verso tale modalità della pratica turistica è piuttosto recente – risale infatti al decennio 2008/2017 – e concentrata: quasi il 36% dei contributi sono stati scritti nel 2017. Il crescente interesse verso il turismo halal è certamente connesso al movimento da esso generato, stimato in 160 milioni di viaggiatori e entrate pari a 220 miliardi di $ USA per il 2020, ma anche alle caratteristiche socio-demografiche del bacino di provenienza. Come si è visto i turisti musulmani che viaggiano con motivazioni ludico-ricreative provengono principalmente da aree ricche, popolate, giovani e avvezze all’utilizzo del web e dei social media. Caratteristiche che ne fanno un mercato interessante che ben si presta ad essere studiato seppur, come è stato sottolineato, con alcuni limiti. I principali risultati dell’indagine empirica sul turismo halal, di seguito sintetizzati, sono: - la produzione di contributi sul turismo halal è iniziata quasi trent’anni dopo rispetto a quella degli islamic/muslim; - i contributi halal rappresentano quasi un terzo del totale della produzione (islamic/muslim+halal); - i contributi di review bibliografica, quali-quantitativi e prevalentemente qualitativi registrano un’incidenza quasi assoluta (98,8% dei casi); vi è solo un contributo che utilizza una metodologia di indagine prevalentemente quantitativa; - le tematiche preponderanti sono quelle che riguardano l’offerta (quasi 60% dei casi); - le aree di studio sono fortemente concentrate: il Sud-Est Asiatico è quella che ricorre maggiorante (40 presenze), al suo interno il primato spetta alla Malesia (35 presenze). Essere un paese con un’elevata presenza di popolazione musulmana (oltre 60%) rende più semplice sviluppare servizi/strutture volti a promuovere un turismo pensato anche sulle esigenze del turista islamico; - gli autori che hanno scritto sul turismo halal sono insediati prevalentemente in centri di ricerca/università localizzate in Malesia (oltre 40% dei casi); - tra i temi ricorrenti e/o prioritari l’opportunità di definire entro quali regole e in che contesto si muove il turismo halal, l’offerta di strutture/servizi halal (cibo, spazi per la preghiera ecc.) considerando il punto di vista degli stakeholders e dei turisti. Sempre più diffusa la trattazione di tematiche legate allo sviluppo e/o diffusione di specifici turismi halal quali, in primis il turismo medico, il turismo sportivo, nonché il turismo sessuale. Emergenti anche i riferimenti al ruolo sociale, positivo e negativo, che il turismo halal può avere per risolvere e/o, talvolta, creare contrasti all’interno di aree islamiche e non. Ed ancora il ruolo di internet e dei social media nel marketing, nella promozione e nella comunicazione turistica halal. Sulla base di quanto emerso, i principali spazi per futuri approfondimenti potranno quindi riguardare le azioni sotto elencate. - Il recente e ancora non completo sviluppo degli studi sul turismo halal, così come l’elevata concentrazione geografica degli ambiti territoriali studiati aprono interessanti scenari per svolgere ulteriori ricerche i cui risultati potranno e/o dovranno essere trasferiti non solo alla comunità scientifica, ma anche agli operatori pubblici (responsabili della pianificazione, della promozione e della gestione del settore) e privati (gestori delle strutture ricettive, responsabili della commercializzazione dell’offerta), nonché alla popolazione locale fortemente coinvolta nello sviluppo di un ambito turistico con evidenti risvolti in campo socio-culturale. - Sviluppare i suddetti scenari di ricerca richiede l’utilizzazione di tecniche di analisi che superino la descrizione qualitativa dei comportamenti degli operatori del settore e dei turisti. È pertanto necessario applicare metodologie che sostengano scientificamente i risultati ottenuti. Le amministrazioni pubbliche competenti dovranno predisporre sistemi di raccolta dati affidabili e sistematici che favoriscano la realizzazione di studi diagnostici reali e aggiornati volti ad attuare politiche di pianificazione settoriali adeguate. - La necessità di studiare e di valutare in modo approfondito l’organizzazione del turismo halal anche in paesi non musulmani con una duplice finalità. Da un lato, volta ad acquisire informazioni sui punti vulnerabili in tema di conoscenze e applicazione dei precetti e delle norme previste dalla sharia, e,
123 Il turismo Halal: analisi della letteratura, temi e proposte di approfondimento dall’altro, a convertire le debolezze in opportunità applicando misure correttive finalizzate ad attrarre anche i turisti musulmani. Tali azioni potrebbero anche essere utili per uno sviluppo complessivo del settore. Riconoscimenti L’elaborazione dell’articolo si inserisce nell’ambito delle attività svolte presso l’Università degli Studi di Genova da Reyes González-Relaño e finanziate dal VI Plan Propio de Investigación y Transferencia, della Universidad de Sevilla. Riferimenti bibliografici Abas, A., Ramli, N., Daud, N.N.M. (2017). Shari’ah principles in tourism and hospitality services: A Malaysian perspective. Malaysian Journal of Consumer and Family Economics, 20(S1), 22-27. Adamec, L.W. (2009). Historical Dictionary of Islam. Maryland, Scarecrow Press. Afifi, M.F., Vitae, A. (2014). How do Egyptian hotel management students feel about studying alcohol service? Journal of Hospitality, Leisure, Sport and Tourism Education, 14(1), 15-25. DOI: 10.1016/j.jhlste.2013.12.004 Ahmed, F., Haque, A., Abdullah, K., Razali, S.S. (2017). Customer-based brand equity model for the Shariah-compliant tourism: A conceptual model from the Muslim tourists’ perspective. Advanced Science Letters, 23(9), 8541-8546. DOI:10.1166/asl.2017.9925 Amuquandoh, F.E. (2011). International tourists’ concerns about traditional foods in Ghana. Journal of Hospitality and Tourism Management, 18(1), 1-9. DOI: 10.1375/jhtm.18.1.1 Ashill, N.J., Williams, P., Chathoth, P. (2017). Examining the marketing opportunities of sharjah as an islamic tourism destination. In Stephenson, M.L., Al-Hamarneh, A. (a cura di). International tourism development and the gulf cooperation council states: Challenges and opportunities, Abingdon, Taylor & Francis Group, 171-184. DOI:10.4324/9781315776576 Battour, M., Ismail, M.N., Battor, M., & Awais, M. (2017). Islamic tourism: An empirical examination of travel motivation and satisfaction in Malaysia. Current Issues in Tourism, 20(1), 50-67. DOI:10.1080/13683500.2 014.965665 Battour, M., Ismail, M.N. (2016). Halal tourism: Concepts, practises, challenges and future. Tourism Management Perspectives, 19, 150-154. DOI: 10.1016/j. tmp.2015.12.008 Battour, M., Ismail, M.N., Battor, M. (2011). The impact of destination attributes on Muslim tourist’s choice. International Journal of Tourism Research, 13 (6), 527-540. DOI: http://dx.doi.org/10.1002/jtr.824 Battour, M.M., Ismail, M. (2012). The mediating role of tourist satisfaction: A study of Muslim tourists in Malaysia. Journal of Travel and Tourism Marketing, 29(3), 279297. DOI: 10.1080/10548408.2012.666174 Battour, M.M., Ismail, M.N., Battor, M. (2010). Toward a halal tourism market. Tourism Analysis, 15 (4), 461-470. DOI: 10.3727/108354210X12864727453304 Battour, M.M., Ismail, M.N., Battor, M., Awais, M. (2014). Islamic tourism: an empirical examination of travel motivation and satisfaction in Malaysia. Current Issues in Tourism, 20(1), 50-67. DOI: 10.1080/13683500.2014.965665 Boediman, E.P. (2017). Halal lifestyle in marketing communication of tourism and hospitality. International Journal of Economic Research, 14(4), 429-438. Bon M., Hussain M. (2010). Halal food and tourism: Prospects and challenges. Jafar, J., A. Cai, L.A. (a cura di), Bridging Tourism Theory and Practice, 2, 47-59. Camillo, A., Karim, M.S.A.B. (2014). Consumer Attitudes and Perceptions towards Western Cuisine: A Strategic Investigation of the Italian Restaurant Industry in Malaysia. Journal of Foodservice Business Research, 17(2), 103121. DOI: 10.1080/15378020.2014.902644 Carboni, M., Janati, M. (2016). Halal tourism de facto: A case from Fez. Tourism Management Perspectives, 19, 155159. DOI: 10.1016/j.tmp.2015.12.007 Carboni, M., Perelli, C., Sistu, G. (2017). Developing tourism products in line with Islamic beliefs: some insights from Nabeul–Hammamet. Journal of North African Studies, 22 (1), 87-108. DOI: 10.1080/13629387.2016.1239078 Cassella, M., Mutti, D. (2015). Su alcuni aspetti della valutazione della ricerca nelle scienze umane. Bibliometria e dintorni. Spazio Filosofico, 123, 123-137. Chanin, O., Khunchumnan, P., Amphansookko, S., Thongyai, K., Rodneum, J., Sriprasert, P. (2015). Guidelines on Health Tourism Management for Middle Eastern Tourists. Phuket Province Procedia Computer Science, 65, 1146-1153. DOI: 10.1016/j.procs.2015.09.031
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