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Extraordinario libro di Architettura di Sebastiano Serlio, architetto del re christianissimo : Nel quale si dimostrano trenta porte di opera rustica mista con diuersi ordini: & venti di opera dilicata di diuerse specie, con la scrittura dauanti, che narra

Serlio, Sebastiano; Sessa, Melchiorre, fl. 1546-1600

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Extraordina RIO LIBRO DI ARCHITETTVRA DI SEBASTIANO SERLIO, ARCHITETTO DEL RE CHRISTIAN1SS1MO. Nel quale fi dimoftrano trenta porte di opera rullica miftacon diuerfi ordini ;uenti di opera diJicata di diuerfe fpecie con la fcrittura dauanti, che narra il tutto. In Venetia .apprefib Giouambattifta ,de Marchio Scfia fratelli .iyso AL CHRISTIANISSIMO RE HENRICO SEBASTIANO SERLIO. 0&potentifsimo Sire ,eflendo la vigilanria,8c la folledtudine niche del ocio, &della pigritia j&tenendo io kparte delledue 1poflb fare ch’io non operi in quelle cole ,alle quali me inclina età, chefono gli ftudij di Architettura .Il perche ritrouandomi oinquefta fòlitudinediFontanableo,doue Ibnopiu fiere, che &hauendo condotto al fine vnamialonga fatica, mi cadde nel 'oler formare in apparente diffegno alcune porti aUa Ruftica,mi fìe però con diueriìordini, cioè Toicano, Dorico, Ionico,Corinthio,&Compofito. Etquefto non èfiato lènza cagione .Impero chevegendo, &vdendo Ipefie volte mirare, &lodare la porta del Reuerendils.&illufirifs.Cardinale di Ferrara, doueio mi tengo di continuo jSe molti volerne copia perlèruirfene: di qui nacque(come hò detto dilbpra)ch io incominciafsi tal fatica; &andai tanto auanti,ch-io ne feci fin al numero di XXX. quafi tranfportato da vn’ furore Architettico .Ne mi contentai di quefto, lèntendomi abbondare noue fantafie nell'intelletto; ch’io me deliberai farne fin al numero di XX. di opera dilicata pure didiuerfi ordini perfàtisfere àpiu appetiti di huomini :&àcommunbeneficio non Iblamen te del bel Regno di Francia tanto inclinatoàlArchitettura:maàbeneficioditutti]ipaefihabitatidahuomini,StIequai fatiche hò fatte lòtto lo nome Stprotettionedi V. Maeftà. Prenda addonca quella quefta mia piccia fatica con quella bellezza di animo, con kqualc rhumilifiimo fuo feruo le porge :&viua felice . SEBASTIANO SERLIO AGLI LE TTO RI. Ifcretifsimi Lettori, la cagione, che mi moflea dar’principioa quella mia fatkhena,la potete bauereintelà nella epiftola dauanci:ma]a cagione, per ch’io fià flato coli licentioib in molte cofé,hora ve la dirò. Dico che cono fcendo, chelamaggiorpartedeglihuomini appetilcono il piu delle uolte cofe nuoue, &mafsimamente che ue ne fono alcuni, che in ogni piccia operetta, chefacciano fare gli vorebbono luoghi aflaiperporui lettere, armi,imprefo, &cofe limili ;altri iftoriette di meio riieuo, òdi baffo: alcuna fiatavna teftaantica,òvn ritratto moderno, Scaltre colè fimili. Per tal cagionefonoio trafoorfo in cotai licentie, rompendo fpeffc fiate vno Architraue,il Fregio,&anchora parte della Cornice: feruendoini perhò di rautorira di alcune antichità Romane.Taluolta hò rotto vn’ Fronte^ pice per locarui vna tabella,© vna arme. Hò falciato di molte colonne, pilallratc, &lùpercigli > rompendo alcuna volta de gli Fregi,&de Tng!iphi,&defoliami.Lequaitutte cofeleuate via, &aggiuntedelieCornici, doue fon rotte,& finite quelle colonne che fono imperfette, leopere rimarranointegre&ne!lafuaprimaforma.Etperchequantoai dilcriuerelemifùre io fon fiato molto breue: il diligéte Architetto le truouera tutte minutamente,facendo cofi .S’imaginera di quanti piedi hauera da elTer larga la porta ,facendo di vno di quei piedi parti dodici, chefaranno once, &di vnaoncia farne feipariidettiminutùdipoi cominceraa miliirarc vna colonna,la qua!etrouera(elèmpiogratia)vnpiede,e fotte once, etre minuti, &mero :&lapilaftratafara per la meta di efla coióna: &cofi la colona fora otto grofferze in altezza, &fata diminuta la fella parte nellafummita .Con quella regola trouera tutte le mifure aparte aparte. Et volédo poi ridurre l’operain forma grade,faradelpiedegiufto tate 6ce,& d’una Sciatati minuti. Eccoli ha uendo lo compaflo picolo perl’opera piccia, &lo compaflò grande per lagrande, trafporterra la colà piccia in forma grande chenonfalirapunto.Maovoi.Architettifondatilòpra la dottrina di Vitruuio (la quale lùmmamente io lodo, Se dalla quale io nonintendo alontanarmi molto )habbiacemi per ifoulàto di canti ornamenti , di tante tabelle ,di tanti cartocci, volute ,&di canti lupcrflui:&habbiare riguardo al paefo,doue io lòno,lupplendo voi doue io hauero mancato :& fiate fani. descrittione delle TRENTA PORTE RVST. 1CH£. I Rimieramentela porta qua dauanti,corneo detto, ealla ca/à del Reuerendi6.&IIluftriR Cardinal diFerrara DonHippolito da Erte .'laquale edi opera To/cana ve ftita di Ruftico,Ie colonne della quale vorebbon eflèredi lètte diametri,ciò egroPfèzie,prendendo tal mifura da baffo ,fecondo li precetti di Vitruuio ;ma per eflèr’ effe colonne incafiàte nel muro, &anche cinte dalle fefcie Ruftiche,& noneffendo fopraefle gran pelò,elle fi faranno di noue groffèzze alte conia baie, &il capitelloLaluagroffezzafiimmaginara vnpiede,emero.Lefuepiiaftrate dalli Iati faranno perlametadellacolonna. L’altezza del piedeftale fata piedi tre. L’apertura della porta in larghezza ^rapiedi otto. L’altezza fin lòtto l’arco fara piedi lèdici.Le colonnenella parte dilopra fatano diminuite la quarta parte.L’Archicraue fàra per la meta della colonna,cofi lo Fregio,&anche la Corniche.Lo Fron tefpice lata dal regolo della Cornice fin alla fuaacutezza, piedi tre. Li cunei del arco faranno talmente compartiti,che quel di mezo fi.i la quarta partepiu largo de gli altri. Quaco al’opera del legname, fi apri ra dalla falcia in giù ;madalla falcia in fu,ella fàra fermata nell'opera di pietra .Per ciò che l’altezza de l’aperturafarapiedivndici,& un quarto. Et chi vorrà quefta porta, òmaggiore,òminore, accrefca,òminuifca li piedi. 11 La prefènie portae di opera Tofcana,ma di baffo rileuo di un’Ruftico dilicato: la larghezza della qua le epiedi lei, &mezo imaginati .L’altezza fùa fàra piedi tredici .La fronte di vnacolonna fàra vn piede . La pilaftrata mezo piede. Frale dua colonne vie un piede, &mezo .l’altezza del picdeftale epiedi tre. l’altezza delle colonneepiedi dieci, emezo ,ne per ciò fono vicio/è ,per eflère di baffo ,&apreffo Luna all’altra .fArchitraue,!! Fregio, &la Cornice fàra la quinta parte de l’altezza della colonna. La leuation di mezofàra tanto alta col remenato, quanto elarga la porta. La fùa larghezza con le colonnelle equanto contiene le pilaftrate della porta.Et in ef[àIeuatione,iè la portafàra àvna cafà priuata ,&chel’entrata fiiahabbiabifogno di luce, ella fèruira perfineftraEt fé anche non le accadcraluc^ fi potràin eflà mettere qualunque cofàfi uoria. Ili Queftaportaetutta di opera TofcanaomatadiRuftico.LecoIonnediefrafóno di dieci groffezze inaltezzarchecofiledefcriue Vitruuio nelTempiorotondo ne l’opera Tofoana. La fiiagroflèzza fàra di vn piede, &me7.o .Etfàranno li duaterzi fuori del muro. Fra l’una, &l’altra fàra lo fpatiodi meza colonna.L’altezza di un picdeftale fàra tre piedi,edua terzi .Lalatitudine della porta fàra piedi fétte, evn quarto. l’altezza fila fàra piedi quatordici,etre quarti. L’Architraue,Fregio, &la Cornice fàra la quarta parte de l’altezza della colonna. Et fatto del tutto diecc parti :tre fàranno per l’Architraue :quatto fi laffaranno peril Fregio :equatro fi darannoalla Cornice. Dal quadretto di effa Cornice fin alla finn mica del Fronte^lce, fàra piedi quatto .li cunei de l’arco fàranno talmente compartiti,che quel di mezo Cala quarta parte piu de gli altri, la tabella, che rompe il Fregio, &l’Architraue,e licétia antica permec terui gran numero di lettere. Et chi nonla uorra, la leui, &rimarrai*opera integra . UH Laprefènte portae tutta Dorica miftacolRuftico,& col tenero perCapriccio. Tenero equel cubino fopra lì capitelli fatto per una bizaria. Et achi nópiacerajfaci correre la falcia, &fòpra effa metta un dmatio. Et cofi la tabella,che rompelo Fregio,chi non la uorra, la leui via,&lafsi corretela Cornice .Et ìlmedefimo fàra di quei pezzi niftichifra le cornici del Froncelpice, li quali vi furono pofti per careftia di Cornice .Orparliamo delle roifure .Lalarghezza della porta epiedi otto :&el’altezza fua piedi tredici,emezo. lagrollèzza di una colonna evno piede, emezo: &e in altezzapiedì dodecijche fono otto groffezze. li Piedeftali fono alti piedi dua, &mezo. le pilaftrate dalli Iati ciafeuna etre quarti di un piede .l’Architraue ,il Fregio, &la Cornice,fono la quartaparte del'altezza dellacolonna. Della falcia A3in luogo in luogo dìArcliitraue alla cimadel Fronterpice vi fono quatto piedi,&vn’quarto. Lì cunei faranno diecinoue, facendoqueldimeiio maggiorela quartaparte . V Pateraforlé ad alcuno lapreiénte porta eirere,comela paf[àta,per effer le colÓne falciate di Ruftìco , comeraltra:machibenconlìderaratuttelepard,latrouaraaflài differente. Quellaporta adoncaètutta Doricatramezz.aC3 di Ruftico .lalargheita di effaè piedi otto,etre quarti.La Tua alcetza fàrapiedi qua lordici, evn terzo. la groflèrza di vna colonna fàra piedevno,e mero. L’altezza della colonna làra piedi dodici emezo.L’altezza del piedeftale fàra piedi tre &vno quinto .Le pilailrate faranno permezacolorma.L’Architraue, il Fregio, &la Cornice,fata per la quarta parte della colonna. Ma auuertilsi qui lettore ,di fare al perpendicolo delle colonneli dua modiglioni :la fronte de quali fàra permeza colonna ,&la fila altezza fàra tre quarti di effa colonna :&fra li dua modiglioni iranno cinquetrigliphi,& lèi methope.lequaimilùretrouarai,fé vfàraidiligentia nel compartire,&nelmifurare. Et condotta alfine quella opera,la trouarai reulcire àlàcis&tionede’giudiciolì. llfrótelpice làra alto da lotto lolcudo al lafÙ3cimapieditre,èmezo. li cunei delmezo circolo iranno decilètti ;maqueldimezolàrala quartaparte maggiorede gli altri . VI Gli èpurgrande colà il voler variar in tanti modi quelle colè, le quali hannoin lè pochiliimi termini: che quando fi hauera fetto avna fineftra,ò vna porta fopra eflàla fua Comice,pura, òIo Frontelpice, ò il remenato,non vi làra da variare altrimenti .Et io,che mi lòn dato afare cinquanta porte tutte differen te,&diuerlèl’vna da l’altra, nonfaròpuocoafàtisfareàratdrpureandaròfrcendoquantoio^pperò.Ia prefenteportaètuttaDorica3mallraueftita,& fitta mafcara,comelònole colonne non finite, mavilòn peròleluemifure.Queduaquadreni Ibpra effe colonne,che rompeno fArchitraue,!! Fregio, &parte de la Cornicerquei trepezziruftici,liqualitrauerfànoloFregio,elArchkraue,eloSuperciglio:lequai tutte colè leuate via, laportarimarapura;& vili irouaranno tutte le mÌlùre,&ladiflribuitione detrigliphi, &delle methope-Ma tal fiata vno hnomo,che vora variare da glialtri,fi contentata di quella inuentione . Quanto alle mifure ,s’immaginarachevnacolonna fia groffa vn’piede,e mezo ,&del piede fitto dodici parti ,da quello fi traranno tutte le mifure . VII Io fon pure fii quella fintafia delle coione imperfette,pervariare da glialcri,& delle quali lo ne farò vno arco trióphaie.Ia larghezza del quale fara piedi vndici :6c l’altezza fara ventidua .l’altezza de ipiedeflali làra piedilètte: &leporricellefarl lèi piedi in altezza,& larghe tre.la grollèzra delle colóne èpiedi dua: lafua altezza piedi decinoui,&vn terzo, lapilaftrata del arco fàra vn’piede:fra le colonne vi èpiedi cinque, evn quarto, l’altezza de l’Architraue, Fregio, &Cornicelàra la quarta parte del’altezza della colonna. Etper che in vno arco ci acadefcritture afrai,imprefc,& armi,cihò voluto fare le tre tabelle oltra la formaovale nella parte di fopra .la quale altezza con tutto il Frontelpice làra piedi tredici ,&mezo . li cunei faranno dieci fètte:me quel di mezo fàra vn quarto dì piu de gii altri. Vili Laporta qua dauaniì ètutta Dorica, di baffo rilcuo, mifta di ruftico dilicato. L’apertura di effi in larghezza èpiedi lèi ,&èalta dodici .le colonne fòn’piane ;&le dua infieme fenno vn’pilaftro.Maperfir* l’opera piu gratiolàs’èincauatofraeflècolonnequantoè la metadi vna. l’altezza del piedeftalè piedi noue .l’Architraue,Fregio, &Cornicefono in altezza piedi quatto .Et fopra le colonnevi fono li modi glioniin luogodi trigliphi: frali quali vi èvna tabellapermenerui delle lettere.Etchinonla vorra,]a]eui via,&gli compartiffa li trigliphì.Et Umilmente lè queUe dua tabelle atcacate alle colonne,&quelle fifcierulliche,che cingono le colonne, &la pilaftrata,non piaceranno,leleui via :& la porta rimarra tutta netta .l’altezza del Fromefpice làrapiedi tre dal cimatio della Cornice finfotto le mafcare. IX Neprimi tempi,quando non s’era anchpraadoperato Manni,ne altra pietra, fi ficeuano gli edificij di legnami: &per ciò la prefènte porta dimoftraeffer’fitta di legnami,cofi imperfetta di membri particula ri:ma,quantoalvnÌuerfile,vifonoofferuateleraifure.EtbéchcliduainteruaIlifrali dua trigliphi fopra le dua colonne,fiano maggiori dcglialtri, quello no èe!Tore,anzi tal varietà fi moftra gratiofi achi non vorrà effere piu che rigorofo nelli termini dati da Vitruuio ,lo quale ne fùoi Icritti non puote antiuedere tutti gli accidenti. X Quella portapartecipa delDorico, &del Ionico mifto col Ruftico,Stanche di opera laterida.le colonne lonne fono Doriche,quantunque non vi fìano tutti li membri delle bali, &decapitelli. Vi èper dòla ma teria di &rgli,oireruando le mifure. le quai colonne,effendoqueftaoperalódda, fono fette parti, &me xain altezza. Il cuneo Ibpra l'arco èIonico,per non vi cflère intagli, li cunei de l’arco fono interzati, par tifono Rullici,pani di pietra cotta,per variare roperar&colìlepilaftratemedefimamence fono uariate :colà chetoriubene in c^era,come ne dimollra qualchevelligij il portico di Pompeo ,douelì uedeopera lateritìa ,&pietra uiua iniìeme . XI Quella rappreléntaeireredilcgname,oflèruatoperhò il coftutne Dorico.ra]terza delle colonne è ottoparti,e meza,pereireredua propinque unaal’dtraiNeuifono le bali,ne capitelli, uiaper piu fortezzafono ante di ferro,coli da alto,come da baffo .Eccome ho detto de l’altrajfe quella làra fatta di marmo Greco ueneggiatoperlo lógo,ella tornerà bene:© di qualche pietra gÌ3!letta,comeio ne hò ueduto in alcuni luoghi minerali,adoperando poi l’artificio del fcarpello in fargli le uene,potrebbe làtisfa re àqualch’uno:& ancheper l’entrara di un gÌ3rdino,ella reufoiria àfarla di legname nel modoapunto, chequi fi dimollra ,di Larice, di Pino,di Callagno,o di Rouer^o di altro legname rilsillente alla pioggia, &alfole. XII Quella porta èDorica dilicatamifta,elegatadi opera ruftica, con la fua iulla diflributióe dei trigliphi,e delemethoperbéche parte di elle methope&trigliphi fon coperte dela tabellafopraeire,perco locarui gran numero di letrere.le colóne di quefta fono di otto groflèzze,e meza. Eqcome hò detto del le altre,elle fono comportabile per tre ragioni.Prima per efler’la terza parte inforte nella muraglia fono fortifiime. Seconda per elTer’ cinte daquelle fafcierulliche,gli èleuata quella gracilità. Terzaper efler’ cannellate dimollrano maggior groirezza,per cagione della uirtu uilìuajla qualelì ua dilatando per le concauita, doue la colà parepiu groflà, che non èin effetto . XIII Laprelènte porta èIonicamifla,& legata col ruflico.lecolonne della quallefefuflèro di tutto tondo,&inifola,uerrebono eflere di otto partijOalpiu di orto,& meza: maperche fono unapartenelmuro,Stanche cinte daquelle,fafcie,elle fono undici grolfeize in altitudine. Perla qualecolà l’occhio lène apaga.Et chele uorra piu grolTe,che non lìano,che dinuouegroflèzze le potrà fare, ollèruando tutte le altre milìire ede piedellali&corniciamenti: ma facendoperhò le pilaftrate per la mewdella groflèzza dellacolonna. XIIII Quefta porta pernon hauere colonne,lequali fono la uera cognitione de le Ipetie del edificio,nonli può dire, che ruftica, Nondimeno l’Architraue ha dellonico .Ecoli lo Fregio,per eirer’puluinato,8t la Comiceèanchora Ionica.la parte di mezo fopra elTaper cagione de li modiglioni,che fono nel Fregio, uiene aelfer opera compolìta . XV La prefente porta clonica accompagnata,e legata con l’opera rnftica.le colóne della quale fono die ci parti in altezza-E^comehò detto deUealtre,per elfer cofi aprclTo unaall’alra ,&cinte del ruftico in tanti luoghi elle non fono punto uiciolè.li capiteli di effe lì difoollano daiprecetti di Vitruuio .Nondimenoio ne hò ueduio alfai di antichi dilìmili forma,che riefcono bencjanzi l’occhio piu le necontenta, perla richezza de gli ornamenti, che di quello diforitto daVitruuo . Quefta ètutta Corinthia mifta Stlegata da l'opera ruftica.le colonne di elfa fono in altezza dieci par te&mera,conlefuebafi,&capitel!i.Etanchoracheellenonfufrcrocintedaquelle&fcie,n6farebbono uiciolè,uolédo feruirfi dell’autorità de li antichi Romani.Per ciò che in alcuni archi trio mphaliin Roma maue nefono di undeci diametri in altezza. XVII 1.3 prefènte porta èdi opera ruftica dilicata,&piana,ueftitadi tre ordini,cioè Dorico,Ionico,&Com pofito.le colonne dalli Iati fono Doriche.Et ben che paieno coli gracili in altezza,elle non fono però diuife,anzi uengono aelfere dua pilàftrial alto la porta,come dinotano lebafi,& capitelli.Maè fatta quella lèparation^per piu uaghezza,&perprendere (òpraeffe le dua menfoleperciafeun lato ,le quali fono Ioniche,per non effere inagliate. l’Architraue ,Fregio, StCornicefopra effe menfole dimollra opera CompoCta, pereffere Umo^Uoninel Fregio . •o«rc i 1 I ] IP a I 1>B0P‘T0R'0 UNI- - Ipijn m E II 1 w - tte'i ir: vm É ,,'x A..