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Petra Delicado: identità e ruoli di genere nella serie di Alicia Giménez Bartlett

Tirone, Mariadonata Angela

Abstract

Questo lavoro esamina Petra Delicado (protagonista della serie poliziesca di Alicia Giménez Bartlett) come personaggio che rappresenta un processo dinamico di autorealizzazione del binomio identitario donna-detective. L’obiettivo sarà delineare quale identità rispecchia Delicado rispetto alle ideologie femministe e quale ruolo occupa in quanto donna nella società contemporanea di finzione e nel Giallo.

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174 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 Recibido: 14/01/2018 - Aceptado: 04/05/2018 Mariadonata Angela Tirone Universidad de Salamanca PETRA DELICADO: IDENTITÀ E RUOLI DI GENERE NELLA SERIE DI ALICIA GIMÉNEZ BARTLETT PETRA DELICADO: GENDER IDENTITY AND ROLES IN ALICIA GIMÉNEZ BARTLETT’S SERIES Riassunto: Questo lavoro esamina Petra Delicado (protagonista della serie poliziesca di Alicia Giménez Bartlett) come personaggio che rappresenta un processo dinamico di autorealizzazione del binomio identitario donna-detective. L’obiettivo sarà delineare quale identità rispecchia Delicado rispetto alle ideologie femministe e quale ruolo occupa in quanto donna nella società contemporanea di finzione e nel Giallo. Parole chiave: Petra Delicado, ispettrice, identità di genere, Giallo. Abstract: This essay intends to examine Petra Delicado (protagonist of Alicia Giménez Bartlett’s detective novel series) as a character representing a dynamic process of selfrealization of the woman-detective identity duo. It aims at defining Delicado’s identity beside feminist ideologies and the role she occupies as a woman in fictional contemporary society and in detective novel. Key word: Petra Delicado, female inspector, gender identity, detective novel. 175 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Mariadonata Angela Tirone DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 Introduzione Quando si parla di Giallo la prima reazione è quella di associare il genere a dei personaggi e contesti maschili dove l’inserimento delle donne come investigatrici protagoniste all’interno del genere risulta essere un elemento di controversia fra i critici. Alcuni, infatti, ne sottolineano l’incompatibilità per la presenza di elementi come la violenza e di atteggiamenti spesso maschilisti in opere appartenenti al ramo dell’hardboiled, oppure per la frequente assenza di tali personaggi nel Giallo in generale. Altri, come Glenwood Irons, vedono la sostituzione di un investigatore uomo con una donna solo come una questione di “gender-bending; instead of feminizing the mystery, the mystery creates a ‘tough gal’, or a woman who embodies values and characteristics of a masculine society” (Irons, 1992: 134). Infine, c’è chi, come Klein, è arrivato ad affermarne l’inevitabilità perché, contrariamente alle apparenze, condividono qualcosa di molto importante: “women and mysteries go together because of their parallel social standing. While women have historically been considered second-class citizens, the mystery novel has been thought of as second-class fiction” (Klein, 1995: 4). Storicamente, è l’epoca vittoriana che restituisce le prime narrazioni poliziesche (attraverso il modello anglosassone del Giallo classico o deduttivo) con delle donne come investigatrici e soprattutto come protagoniste. La prima scrittrice a inserire una detective donna all’interno di narrazioni poliziesche è stata Anna Katherine Greene, la quale dà vita a Amelia Butterworth, che fa da assistente all’investigatore protagonista (in The Leavenworth Case del 1878 e A Strange Disappearance del 1880). Tuttavia, a Green si deve attribuire il merito di aver creato la prima detective donna della storia protagonista di un Giallo, Violet Strange, che appare nel romanzo The Golden Slippers (1915). Ciononostante, la più famosa rimane la britannica Miss Marple, nata dalla penna di Agatha Christie che esordisce in La morte nel villaggio del 1930. Dopo le iniziatrici vittoriane, la proliferazione delle narrazioni criminali e di donne detective inizia a essere significativa a partire dagli anni Settanta. Il modello che ha fatto da pioniere, il Giallo deduttivo, amplia i propri orizzonti narrativi verso altri stili che potrebbero raccogliersi sotto le definizioni proposte da Gavin: “«cozy», «hard-boiled», «forensic» and «humanist»” (Gavin, 2010: 258). In generale è possibile riscontrare il prevalere dei modelli hard-boiled, il police procedural e il sempre più frequente fenomeno dell’ibridismo1 del Giallo con altri generi letterari (fantascienza, romanzo storico, horror, psicologico, il legal, ecc.). 1 Con il termine ibridismo (o contaminazione), in narrativa, si è soliti riferirsi a un artificio narrativo tipicamente postmoderno consistente nell’intreccio, combinazione, fusione e dislocazione di elementi di diversa provenienza (caratteristici di un determinato genere piuttosto che di un altro) nella composizione di un’opera letteraria. 176 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Petra Delicado: identità e ruoli di genere nella serie di Alicia Giménez Bartlett DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 Per quanto riguarda le protagoniste, il panorama narrativo si presenta estremamente composito: sono popolari le anziane signore che si dilettano nell’investigazione amatoriale (come la celebre Signora in giallo, Jessica Fletcher); si moltiplicano le dure investigatrici private ispirate al modello hard-boiled (come Lauren Laurano della statunitense Sandra Scoppettone); cresce esponenzialmente il numero delle donne nelle forze di polizia statale (Petra Delicado di Alicia Giménez Bartlett è ispettrice della Policía Nacional) e il rispettivo fenomeno dell’introduzione di coppie investigative miste (come la coppia di Guardias Civiles Rubén Bevilacqua e Virginia Chamorro di Lorenzo Silva); infine, aumentano anche le professioniste di altri ambiti accademici che si dedicano a investigare come antropologhe (Temperance Brennan di Kathy Reichs) e dottoresse (Kay Scarpetta di Patricia Cornwell), avvocatesse (Rebecka Martinsson di Ana Larsson), giudici (Gabriela Aldama di Elisa Beni), insegnanti (come Camilla Baudino di Margherita Oggero), ecc. Tutto ciò è indicatore di come la tradizione femminile del Giallo si stia rinnovando e crescendo sempre di più, tanto che gli anni Ottanta e Novanta ne rappresentano l’Età d’Oro con un numero di investigatrici di finzione e scrittrici altissimo e, oggi, in continuo aumento. Attualmente, per tracciare una caratterizzazione del Giallo scritto e protagonizzato da donne è possibile riscontrare la presenza di alcuni elementi ricorrenti: la maggior parte delle investigatrici sono donne forti e sicure di sé (con un carattere molto simile al detective hard-boiled americano degli anni Quaranta), spesso single o divorziate – anche se ciò non significa che non hanno delle relazioni anche se instabili e/o di solo sesso–, così come ci sono anche casi frequenti di investigatrici omosessuali. È necessario sottolineare, però, che negli ultimi decenni, la donna investigatrice del XXI secolo non rimane chiusa nel personaggio di donna dura e mascolina a tutti i costi, ma cominciano ad affiorare caratteristiche più vicine a ciò che per convenzione si attribuisce all’essere donna come l’empatia e il bisogno di maternità. In generale, le investigatrici vengono spesso rappresentate come personaggi realistici e molto credibili dato che è molto profondo il rapporto che hanno con la società in cui vengono inserite: cercano di rettificare gli errori e le ingiustizie sociali, sono colte e dibattono di tematiche socialmente significative come la politica, questioni etniche, di genere, di classe sociale e di senso dell’onore. A tal fine, molte scrittrici si sono quasi sacrificate pur di affrontare determinate questioni dalla prospettiva gino-centrica2. Da ciò, quindi, è facile dedurre che il punto di vista preferito per la narrazione è quello della stessa protagonista e quindi in prima persona. 2 Una prospettiva gino-centrica implica un ripensamento della realtà e della storia dal punto di vista della donna, situandola al centro della narrazione, del dialogo e della azione. Non si tratta di lottare contro l’androcentrismo per imporre il pensiero delle donne, ma dar loro maggiore visibilità attraverso la riflessione secondo il loro punto di vista. Per uno studio più approfondito si consiglia di consultare The creation of patriarchy (1986) di Gerda Lerner. 177 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Mariadonata Angela Tirone DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 Questo tipo di prospettiva è necessaria non solo per collocare la donna al centro dell’attenzione narrativa e palesare la dimensione interiore e riflessiva della stessa e il suo rapporto con il sistema patriarcale in cui è inserita, ma anche per dare eventualmente voce alle varie ideologie e teorie femministe. Tuttavia, il fenomeno dell’ibridazione che ha coinvolto e sconvolto il Giallo sembra interessare anche le stesse idee femministe espresse all’interno delle narrazioni poliziesche scritte e protagonizzate da donne: per quanto conservino alcune caratteristiche tipicamente femministe3, non lo sono del tutto perché presentano elementi appartenenti al pre-femminismo4 o al postfemminismo5. In questi casi, il fine di tali narrazioni non è avanzare rivendicazioni, ma dare semplicemente importanza alla figura della donna pur rimanendo inalterato l’universo simbolico e di valori tradizionali, dove le donne occupano posizioni subalterne o inferiori. Alla luce di quanto appena detto, si tenterà di stabilire dove bisogna collocare il personaggio di Alicia Giménez Bartlett, Petra Delicado, e quindi delineare quale identità e ruolo di genere l’ispettrice rappresenta all’interno della serie. Il caso dell’ispettrice Petra Delicado Petra Delicado è un personaggio di finzione nato dalla penna della scrittrice spagnola Alicia Giménez Bartlett che ne ha fatto la protagonista di una serie di romanzi di genere poliziesco nelle vesti di ispettrice di polizia. Giménez Bartlett si avvicina al Giallo quasi per caso, per provare un’esperienza diversa; la stessa autrice dirà: “Me permitía escribir según mi modo de pensar. Soy observadora y me gusta añadir elementos de crítica social, pero como escribir novela social hoy en día es pecado, lo suplo con la negra” (Obiols, 2000: 39). Per la prima volta, dopo anni (si deve ricordare Bárbara Arenas protagonista di Picadura Mortal scritta da Lourdes Ortiz nel 1979) ritorna in Spagna un’investigatrice che è addirittura protagonista di una serie poliziesca. Alicia Giménez Bartlett giustifica questa scelta dicendo: “Quería un personaje que fuera mujer y que tuviera 3 Narrazione in prima persona; attenzione per l’introspezione psicologica; importanza data a temi specifici come l’uguaglianza di genere, i diritti sulle scelte sessuali e riproduttive, la parità di ruoli nel contesto familiare e lavorativo, la violenza sessuale, ecc. 4 Sistema basato sulla sottomissione della donna e relegazione della stessa nel ruolo di madre e donna dedita esclusivamente alla cura e all’andamento della casa e della famiglia. 5 Il termine post-femminismo, in generale, si riferisce a una corrente che nasce come reazione e superamento della seconda ondata di femminismo (radicale), negli anni Ottanta negli Stati Uniti. É il binomio uguaglianza/diversità di genere che viene colpito e ridefinito che, d’accordo con Chung-Ying, si traduce in “plantea[r] los argumentos plurivocales del feminismo, ofreciendo nuevas formas de entender la diferencia como identidad, según la clase, la raza o la cultura”, e inoltre, “la denuncia del universalismo feminista [y] la defensa de la vida privada como más enriquecedora que la dedicación al activismo feminista” (Chung Ying, 2010, 598). 178 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Petra Delicado: identità e ruoli di genere nella serie di Alicia Giménez Bartlett DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 protagonismo. Porque la mujer en la novela negra o es la víctima, que aparece muerta en la primera página, o es la ayudante de alguien”6. L’ispettrice Delicado debutta nel panorama letterario del Giallo spagnolo (o nell’accezione iberica di novela negra) nel 1996 con Ritos de muerte7, romanzo capostipite della serie –composta da altri dieci romanzi8– nel quale Giménez Bartlett presenta la sua ispettrice con una caratterizzazione ben definita: una quarantenne emersa da poco da una crisi esistenziale –due matrimoni falliti, un lavoro da avvocato che non la appagava–, che la porterà a entrare in polizia con il grado di ispettrice, dove le è stata affidata la gestione degli archivi fino al caso delle violenze ai danni di alcune giovani donne, che fa da tematica principale del primo romanzo della serie. Ricoprendo un tale ruolo viene spontaneo chiedersi com’è e come si comporta una donna in un contesto che generalmente viene associato all’uomo, al patriarcato e al maschilismo. Sin da subito Petra, nella sua condizione di poliziotta è molto sottovalutata ed è lei stessa a farlo presente: Pese a mi brillante formación como abogada y mis estudios policiales en la Academia, nunca se me habían encargado casos de relumbrón. Estaba considerada “una intelectual”; además era mujer y sólo me faltaba la etnia negra o gitana para completar el cuadro de marginalidad (Giménez Bartlett, 1996: 11). La ragione è da ricondurre a ciò che Romero López (2017: 31) definisce “afán paternalista y proteccionista, proprio del sistema patriarcal, [que] supuso que al comienzo muchas tareas policiales les estuvieran vetadas a las mujeres, y que incluso se las relegara a puestos de oficina”. Questo «zelo», infatti, si avverte già quando il Commissario di polizia la chiama per affidarle il suo primo caso, dove la protagonista considera: Seguramente el pobre pensaba que estaba descomponiendo algún cuadro familiar: yo sentada junto a mi esposo viendo la televisión, o ayudando con las matemáticas a mi hijo pequeño [...]. Nadie en mi trabajo sabía nada de mi vida privada. Me parecía una condición indispensable para no perder el respeto general [...]. Quizá todos aquellos años mis superiores habían creído estar haciéndome un favor. Metida en un servicio que no 6 Consultazione disponibile nel blog ufficiale della scrittrice: http://www.aliciagimenezbartlett.es/es/Sus_Obras/ 7 L’ispettrice di polizia Petra Delicado lavora nel Servicio de Documentación di un commissariato di Barcellona. Un giorno, il Commissario capo la chiama in ufficio, le presenta quello che sarà il suo vice, Fermín Garzón –un viceispettore appena trasferito da Salamanca–, e affida loro un caso di violenza ai danni di una minorenne, poi seguito da altri tre stupri che ne fanno un caso di violenza seriale il cui unico indizio sarà un marchio a forma di fiore che il violentatore imprime nel braccio delle sue vittime. 8 A Ritos de Muerte seguiranno altri romanzi come Día de Perros (1997), Mensajeros de la oscuridad (1999), Muertos de papel (2000), Serpientes en el paraíso (2002), Un barco cargado de arroz (2004), Nido vacío (2007), El silencio de los claustros (2009), Nadie quiere saber (2013), la raccolta di racconti brevi Crímenes que no olvidaré (2015) e Mi querido asesino en serie (2017). 179 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Mariadonata Angela Tirone DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 requería «salir a la calle», con horario fijo y preservada de los delitos y su fealdad. Buen puesto para una mujer (Giménez Bartlett, 1996: 13-14). Contrariamente a ciò, il personaggio di Petra Delicado sembra un’investigatrice proveniente direttamente dalla scuola dell’hard-boiled americano. Secondo Jeffrey Oxford si individuano five characteristics of the hard-boiled that are present in all of the Petra Delicado novels. The series - with the exception of Serpientes en el paraíso, where the murder occurs in an upper-class Barcelona suburb - is entirely centered in an urban environment, Barcelona, although occasionally there is a portion of the investigation that carries Petra and Fermín to the outlying areas […]. Petra is as well, in all of the novels, one part of a detective duo, although in the three most recent works that duo expands to include other police women whom Petra mentors in the profession […]. The narrative stance, a third characteristic of the hard-boiled, of Giménez Bartlett’s fiction is always a first-person narration. And the hero, Petra, definitely qualifies as lonely and middle-aged. The role of violence seems never to be a principal focus of the work, as is required for a full-fledged hard-boiled novel, but is quite present in many of Giménez Bartlett’s Works and plays a notable role in the development of Petra and Fermin’s relationship with the various suspects and the resolution of the crime. […] Hard-boiled authors are generally credited with relegating importance to the use of the vernacular, foul language, and hyperbole. Giménez Bartlett’s works only gradually reveal over the course of the series an ever-increasing development of that aspect, until the reader finally learns […] that Petra does indeed blaspheme (Oxford, 2010: 97-99). Petra Delicado, infatti, sin dall’inizio della serie appare come una donna dura, forte e tenace e lo dimostra svariate volte, soprattutto durante gli interrogatori. In Ritos de muerte sembra esserci una “aparente actitud de aunarse a la organización patriarcal de la policía [que] se refleja en la falta de empatía que tiene Petra por las jóvenes víctimas de violación: no le conmueve su situación y las trata sin compasión” (Tisnado, 2011: 4). Nel primo romanzo della serie, infatti, nel momento in cui interroga la prima vittima, riflette: “la víctima y su madre, una mujer bastante miserable con grasa maloliente impregnada en la ropa, que se enjugaba los ojos todo el tiempo. La chica era blanca y desvalida como un ratón de laboratorio” (Giménez Bartlett: 1996: 15). L’atteggiamento dell’ispettrice risulta spiazzante; in quanto donna, l’approccio che ci si aspetterebbe nell’interazione con una vittima di stupro dovrebbe essere solidale e compassionevole, invece Delicado ridicolizza le vittime e le guarda quasi con disprezzo, attraverso uno sguardo deformante che le spoglia dalla loro condizione umana. Ciò denota non solo la mancanza di empatia di cui parlava Tisnado, ma soprattutto si evidenzia la distanza della protagonista rispetto alla sua stessa condizione di donna, identificandosi e impersonando alla lettera il ruolo di investigatrice hard-boiled dura a cui interessa solamente scoprire l’identità del violentatore seriale. 180 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Petra Delicado: identità e ruoli di genere nella serie di Alicia Giménez Bartlett DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 Un altro elemento che caratterizza Petra e che l’avvicina al detective hard-boiled è il bisogno di solitudine. In Ritos de muerte ha già lasciato il secondo marito, non ha figli e, da quel momento, l’unica cosa che vuole è avere uno spazio tutto per sé, una casita, dove poter dedicarsi alle piccole cose quotidiane della vita. Ciò non significa che non mantenga elle relazioni anche se si tratta comunque di soli rapporti sessuali occasionali. I primi dubbi nei confronti delle sue idee riguardanti la solitudine e il matrimonio sopraggiungono nel quarto romanzo, Muertos de papel, dove chiederà ad esempio al suo vice Garzón: “¿le pesa a usted la soledad?” (Giménez Bartlett, 2000: 189), oppure affermerà “No sé si me casaré Fermín, [...], he llegado a la conclusión de que [...] el amor es una selva, un caos, un follón, un sálvense quien pueda. Por eso hacer planes me parece absurdo” (Giménez Bartlett, 2000: 213). Tuttavia, in seguito confermerà il proprio pensiero sul non lasciarsi trasportare dall’amore perché troppo pericoloso (tre degli omicidi del romanzo in questione sono stati commessi da donne proprio per amore). Questo stesso concetto sarà ribadito anche in Serpientes en el paraíso, nel quale, se in un primo momento Petra avrà nostalgia di qualcosa che non può più avere (dei figli), successivamente il caso si rivelerà essere un omicidio con movente passionale, sottolineando nuovamente quanto l’amore o la passione amorosa siano pericolosi e che la scelta migliore è tenersene alla larga: solo sesso, niente amore. All’improvviso, nel settimo romanzo, Nido vacío, qualcosa cambia. L’ispettrice Delicado questa volta si ritrova ad affrontare un caso di pornografia infantile il cui artefice è una vedova senza figli. Per la prima volta, l’ispettrice Delicado –che nel primo romanzo è presentata come una dura senza il minimo accenno di compassione per le ragazze violentate– qui fa emergere quella parte «delicata» che è sempre rimasta nell’ombra. Le indagini riguardanti il caso di pedopornografia scovolgono l’ispettrice e la stessa in principio risulta spiazzata dalla sua reazione, ma alla fine giunge a una spiegazione: “comprendí lo que estaba sucediéndome. Aquel caso me afectaba sobre manera por una sola razón: había visto la cara del mal” (Giménez Bartlett, 2007: 125-126). In questo romanzo, quindi, la protagonista mette in discussione le proprie convinzioni: “algo estaba fallando en mí, todos los ritos alegres y autosuficientes que había construido en torno a mi soledad empezaban a mostrarse caducos” (Giménez Bartlett, 2007: 242). Alla fine, non solo cambia idea sul rimanere single e in solitudine, ma addirittura decide di sposarsi con un uomo che conosce appena, l’architetto Marcos Artigas, padre della bambina che è stata testimone dei fatti. Per conoscere la ragione basta riportare le parole della stessa Delicado: “Es bueno que alguien me aporte visiones de un mundo positivo” (Giménez Bartlett, 2007: 344). Nell’analisi del personaggio di Petra Delicato, la relazione con l’architetto Marcos Artigas rappresenta un importante nodo per la crescita della protagonista. Non si 181 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Mariadonata Angela Tirone DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 tratta di una relazione passeggera, ma prosegue anche nei romanzi successivi. In El silencio de los claustros, la loro relazione affronterà piccoli alti e bassi che porteranno Petra a temere un’eventuale fine della relazione, tuttavia rimane convinta che il loro matrimonio e la presenza dei figli di Artigas (avuti da relazioni precedenti) nella sua vita, possano solo giovarle senza distruggere la sua carriera; piuttosto afferma che: Aceptar eso que dice es como afirmar que para tener una vida personal satisfactoria se pierden capacidades profesionales, cosa con la cual no puedo estar de acuerdo en tanto que mujer. [...] ¿Quién serían entonces los buenos policías, exclusivamente los tíos solitarios, puteados, cabroncetes y con conflicto interior? (Giménez Bartlett, 2009: 281). È evidente il riferimento alla figura di quell’investigatore duro e solitario della scuola hard-boiled nordamericana che, nella serie, ricorre in svariate occasioni e che identifica nelle fattezze di Humphrey Bogart. Petra si paragona e rispecchia spesso in questa figura, ma qui, per la prima volta, sembra prenderne le distanze. Pertanto si può notare un’evoluzione del personaggio dell’ispettrice Delicado come donna: non è più un personaggio dall’atteggiamento duro che rinnega qualsiasi forma di legame o di affetto, perché adesso ha una famiglia che riesce ad addolcirne il temperamento –almeno nella vita privata–, creando una sorta di dualità donna-poliziotto che si riproporrà in tutta la serie. Solo in Nadie quiere saber, Petra sembra nuovamente respingere il rapporto di coppia stabile e gli obblighi familiari, ritrovandosi spesso a dibattere con Garzón sul tema della libertà. Le indagini dell’omicidio di questo nono romanzo portano la protagonista a Roma, dove –forse come ultimo atto di donna libera– tradisce il marito con un ispettore di polizia italiano con il quale collabora. Tuttavia, subito dopo rinnega il tutto e chiede all’ispettore italiano di dimenticare l’accaduto; tornata in Spagna, Petra si ricongiunge alla sua famiglia e al marito come se nulla fosse successo. Per quanto riguarda il suo ruolo di «madre», si riconferma ed evidenzia la doppia accezione di donna-poliziotta: “en mi vertiente profesional era cínica, dura y un punto obsesiva, mientras que en la vida privada me demostraba equilibrada, dulce y poco temperamental” (Giménez Bartlett, 2013: 24); alla fine del romanzo arriva a riaffermare l’importanza che questa nuova famiglia ha per lei dicendo: Me hace falta toparme con la vida diaria: hacer tortillas a la francesa, pedir a los niños que no hablen tan alto, oír las historias que Marina me cuenta sobre su escuela... crearme la ficción de que soy una mujer acuciada por pequeños problemas cotidianos. De esa manera quizá desaparezca la amargura (Giménez Bartlett, 2013: 417). 182 Revista Internacional de Culturas y Literaturas, junio 2018 ISSN: 1885-3625 Petra Delicado: identità e ruoli di genere nella serie di Alicia Giménez Bartlett DOI: http://dx.doi.org/10.12795/RICL.2018.i21.13 La famiglia, quindi, è per lei qualcosa che la trascina via dal male con cui si scontra ogni giorno a causa del suo lavoro. Lo stesso viceispettore Garzón si stupisce del cambiamento che ha subito il suo superiore da questo punto di vista, e infatti dirà: “No puedo soportar que se me vuelva a estas alturas una ama de casa del montón. ¡Con lo que usted ha sido!” (Giménez Bartlett, 2013: 418). A ciò l’ispettrice Delicado ribatte di non aver smesso di essere ciò che è sempre stata, ma che adesso ha raggiunto una nuova maturità: la consapevolezza che il bisogno di avere qualcuno da amare e che la ami non è una debolezza ma qualcosa di necessario per essere una persona migliore e vivere la vita con ottimismo. Nella raccolta di racconti Crímenes que no olvidaré, le relazioni di Petra e la sfera familiare passano in secondo piano, mentre l’attenzione si focalizza maggiormente sulle indagini. L’unico riferimento all’ambito privato ricorre nel racconto Parecido razonable9, nel quale Petra non potrà fare a meno di riflettere nuovamente sul suo nuovo ruolo di genitore: “A una mujer como yo, que siempre se había considerado a sí misma libre, solitaria e independiente, le cuesta hacerse a la idea de dar la imagen de una mamá feliz” (Giménez Bartlett, 2015: 283); ciononostante, in fondo non le dispiace entrare nei panni di una madre, almeno ogni tanto. C’è da dire, quindi, che Petra Delicado non è un personaggio statico. Lungo la serie, Petra si trasforma, matura, in primo luogo come ispettrice ma anche e soprattutto come donna. Nel primo caso, anche se non potrà mai sfuggire del tutto al fatto di essere una donna né alla percezione che gli altri (soprattutto nel contesto lavorativo) hanno di lei in quanto tale, dopo aver affermato il suo valore sul campo e risolvendo numerosi casi, ottiene la stima dei colleghi e dei suoi superiori e si afferma come investigatrice qualificata a tutti gli effetti. Nel secondo caso, per quanto riguarda l’evoluzione che la coinvolge come donna, in un’intervista Giménez Bartlett affermerà: Yo creía que no. Que iba a ser siempre igual, pero me he dado cuenta de que a pesar de que se ha mantenido durante años en los 40 y de que tengo el propósito de que llegue a los 50, sus reflexiones sobre la vida se acercan más a la madurez.10 Si potrebbe dire che il personaggio di Petra Delicado riesce a unificare due sfere apparentemente opposte, l’essere donna, con tutto ciò che ne può derivare (un contesto domestico, una famiglia, ecc.), e l’essere ispettrice di polizia. A questo proposito, Tisnado (2011: 8) afferma che “lo que en Ritos de muerte se presenta como dicotomía en Nido 9 Petra è in vacanza in un hotel poco fuori Barcellona insieme ai suoi figliastri che si improvvisano detective e vogliono mettere nel sacco uno dei clienti del resort che sembra avere l’aria di un mafioso russo, ma che invece si rivelerà essere un commissario di polizia sovietico, amico intimo del Commissario Coronas. 10 Consultazione disponibile nel blog ufficiale della scrittrice: http://www.aliciagimenezbartlett.es/es/Sala_de_Prensa/