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170 IL FENOMENO DEGLI EVENTI DI RIPARAZIONE. UN MOVIMENTO SUL NASCERE? THE PHENOMENON OF REPAIR EVENTS. A MOVEMENT IN THE BUD? Giannini Lorenzo [email protected] Universidad de Urbino (Italia) Resumen L’obiettivo di questo intervento è quello di presentare una prima analisi di sfondo su un fenomeno recente, al quale ci si può riferire indicativamente con il termine “eventi di riparazione”. Gli eventi di riparazione fanno parte di un revival più generale della riparazione di beni di consumo, alla quale singoli e collettivi attribuiscono una molteplicità di significati di natura sociale, economica e culturale. Al fenomeno viene riconosciuto lo status di movimento, in particolare a livello mediale e dal punto di vista di alcuni suoi protagonisti e osservatori privilegiati. L’intervento si pone l’obiettivo di offrire alla discussione contenuti utili per valutare se il fenomeno possa essere ricompreso, da un punto di vista sociologico, nel novero dei movimenti sociali, da un punto di vista sociologico. A fronte di un fenomeno estremamente diffuso e parcellizzato si è scelto di svolgere l’approfondimento su un campione composto dalle quattro principali organizzazioni che a livello mondiale svolgono eventi di riparazione. Le quattro organizzazioni osservate presentano caratteristiche confrontabili e rappresentano i casi più discussi a livello mediale. Il paper ricostruisce il loro contesto di formazione e presenta le loro analogie e differenze. Attraverso un’analisi qualitativa sull’uso e la produzione di contenuti online da parte delle organizzazioni in questione, nei social media e nelle loro piattaforme proprietarie, è stato ricostruito il framework di significati cui queste fanno riferimento. L’analisi dei contenuti ha permesso inoltre di ricostruire il processo attraverso il quale è stato attribuito, al fenomeno, lo status di movimento. Ad una successiva trattazione sarà lasciato il compito di comprendere se e in quale misura, la realtà che connota e circonda il revival recente della riparazione, fatta di organizzazioni, pratiche e significati circolanti, già definita a livello mediale come “fixer movement”, abbia le caratteristiche necessarie per essere sociologicamente definita come movimento.
171 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? 1. La storia recente di un movimento possibile. 1.1. Cosa sono gli eventi di riparazione. Con il termine “eventi di riparazione” si vuole intendere qui un tipo di eventi dal carattere periodico, nel corso dei quali una determinata organizzazione si occupa di mettere a disposizione della propria comunità locale di riferimento, un certo numero di soggetti con competenze di diverso tipo nell’ambito della riparazione. Questi soggetti, che da ora in poi chiameremo riparatori, vengono tipicamente reclutati nel novero delle conoscenze in ambito locale e offrono le loro competenze a titolo gratuito e solo per il breve periodo dell’evento, di solito un pomeriggio. Nonostante l’esistenza di molteplici organizzazioni promotrici di questo genere di eventi, è possibile individuare alcune caratteristiche comuni negli eventi che queste organizzano. Queste analogie permettono di individuare l’emergenza di un fenomeno dalle caratteristiche peculiari, chiaramente distinguibile rispetto ad altri eventi o fenomeni legati al tema della riparazione che pure negli ultimi anni sembrano essere sempre più diffusi ed avere un’eco significativa a livello mediale. 1.2 Le caratteristiche comuni. La prima di queste caratteristiche è senz’altro il carattere rituale degli eventi: la loro cadenza è tipicamente mensile. Una seconda caratteristica comune alla filosofia delle varie organizzazioni è l’idea che il momento della riparazione non rappresenti un mero servizio gratuito reso ai visitatori degli eventi, ma debba rappresentare piuttosto un momento di interazione e, in particolare, di condivisione di competenze. Nello specifico, il visitatore, cioè colui che porta all’evento l’oggetto da riparare, deve impegnarsi a partecipare attivamente alla riparazione e ad apprendere quanto è possibile dalla temporanea disponibilità del riparatore. Quest’ultimo, a sua volta, deve cercare di porsi nei confronti del visitatore con un atteggiamento disponibile all’insegnamento, cercare di coinvolgere il suo interlocutore e fargli svolgere quanti più passaggi dell’operazione di riparazione è possibile. Una terza caratteristica tipica degli eventi di riparazione, così come sono qui intesi, è la presenza di cibi e bevande a cui viene riservato uno spazio apposito, esito della volontà degli organizzatori di rimarcare e simboleggiare il carattere di convivialità degli eventi. Come quarto elemento ricorrente, ogni evento di riparazione prevede la presenza di una lavagna sulla quale vengono annotati alcuni dati: nome del visitatore, tipo di oggetto portato all’evento per essere riparato, nome del riparatore che ha preso in carico la riparazione, esito dell’operazione (la media dei successi si aggira intorno al 70%) e da ultimo, peso dell’oggetto riparato, stante ad indicare la quantità, espressa in kg, di materiale che salvato dalla discarica.
172 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? 1.3 Le organizzazioni. Sono quattro, al momento attuale, le principali organizzazioni che si occupano di promuovere eventi di riparazione: la Repair Café Foundation, nata nei Paesi Bassi, il Fixers Collective e la Fixit Clinic nati negli Stati Uniti e il Restart Project, nato in Inghilterra. Le quattro organizzazioni hanno avuto un’origine e processi di sviluppo diversi tra loro. Lo schema seguente presenta una fotografia attuale del fenomeno evidenziando alcune analogie e differenze fondamentali tra le organizzazioni. Tabella 1: Caratteristiche delle organizzazioni analizzate Luogo d’origine Fondazione Oggetti riparabili Diffusione Repair Café Foundation Paesi Bassi 2009 Vestiti, biciclette, giochi, elettronica di consumo etc. 700+ a livello mondiale1 Fixers Collective Stati Uniti 2009 Vestiti, biciclette, giochi, elettronica di consumo etc. 2 New York, 1 Washington Fixit Clinic Stati Uniti 2009 elettronica di consumo 1 California, 1 Minnesota, 1 Colorado + altre 4 località che hanno svolto uno o un numero limitato di eventi The Restart Project Gran Bretagna 2012 elettronica di consumo 17 gruppi in 5 paesi (in previsione 122 gruppi in 15 paesi)2 Fonti: Interne Tre delle quattro organizzazioni, iniziano le loro attività nello stesso periodo, durante il 2009. Da un’analisi preliminare delle fonti online proprietarie a disposizione, come blog e siti delle organizzazioni, non è possibile ricostruire eventuali processi d’influenza tra i gruppi: in nessun caso i loro esponenti principali dichiarano di avere tratto ispirazione dalle da attività delle altre organizzazioni. Fanno eccezione i membri del Restart Project, i quali annoverano i Fixers Collective e la Fixit Clinic, entrambe statunitensi, tra le loro varie fonti d’ispirazione. (The Restart Project 2012a).
173 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? Repair Café Foundation e Fixers Collective non pongono particolari limiti all’accesso per quanto concerne gli oggetti riparabili agli eventi, anche se questi devono essere di dimensioni tali da poter essere portati agevolmente nel luogo dell’evento, il che esclude di norma i grandi elettrodomestici, come lavatrici e frigoriferi. Il bacino di oggetti riparabili in questo caso è quindi abbastanza ampio. Fixit Clinic e Restart Project svolgono attività focalizzate quasi esclusivamente sull’elettronica di consumo, in particolare ICT e piccoli elettrodomestici per la casa. Le organizzazioni si differenziano significativamente per quanto riguarda prospettive e capacità di sviluppo. La Repair Café Foundation può contare ormai più di 700 Repair Café aperti in tutto il mondo. Dalla città di Amsterdam, dove l’organizzazione è nata, i Repair Café si sono diffusi dapprima in tutto il paese d’origine e poi sia in diversi paesi europei: Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Svizzera e Gran Bretagna; un Repair Café è inoltre presente in Brasile e diversi sono aperti negli Stati Uniti. I picchi di diffusione più significativi si trovano nei Paesi Bassi, 248 Repair Café aperti, in Belgio, 108 e Germania, 178.1 Fatta eccezione per l’organizzazione olandese, solo il Restart Project londinese mostra una significativa capacità di crescita, con 17 gruppi affiliati in 5 paesi attualmente al lavoro e l’apertura in prospettiva di 193 gruppi affiliati in tutti i continenti. Per diventare gruppo affiliato e poter usare il nome dell’organizzazione, queste chiedono il rispetto di una serie di precetti pubblicati nel loro sito web proprietario, una serie di regole che definiscono il corretto svolgimento di un evento di riparazione. 1.4 Il primo periodo di formazione. Uno sguardo veloce al periodo di fondazione di queste organizzazioni permette di chiarire alcune delle questioni all’origine delle analogie e differenze appena elencate. La Repair Café Foundation e il Fixers Collective sono il frutto di due distinte esperienze di riflessione pratica e teorica intorno al tema della riparazione, avvenute quasi nello stesso periodo a diverse migliaia di km di distanza, tra il 2005 e il 2006. Nel 2006 nasce ad Amsterdam la Platform21,2 un progetto al quale partecipano diverse istituzioni, di carattere pubblico e privato: la divisione immobilare della ING, nota banca olandese, il consiglio comunale di Amsterdam e Premsela, una piattaforma per il design e la moda che deriva direttamente dall’Istituto Olandese per il designa e la moda.3 Joanna Van Der Zanden, direttore creativo, 1 http://repaircafe.org/location/ 2 http://www.platform21.nl/page/133/en 3 http://www.platform21.nl/page/3/en
174 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? muta la destinazione del progetto da museo del design a temporaneo incubatore dove sperimentare forme creative e espositive alternative.4 Qui vengono organizzati workshop aperti, di diversa durata, per riflettere intorno a una serie di temi. Nella primavera – estate del 2009 viene lanciato il tema “Platform21 = repairing”, durante il quale vengono organizzati eventi che coinvolgono designer, studenti, amatori e più in genere il pubblico, per una riflessione collettiva intorno al tema della ‘riparazione’.5 Il periodo di lavori, il cui motto sarà: “stop recycling, start repairing!”, avrà un ruolo chiave nell’ideazione della Repair Café Foundation (McGrane 2012; Rosner 2014). Uno degli eventi chiave di “Platform21 = repairing” sarà, nel giugno del 2009, una giornata dedicata alla riparazione insieme a una serie di esperti, quello che a posteriori può essere considerato come il prototipo dei futuri ‘eventi di riparazione’.6 Martine Postma, giornalista olandese, frequenterà la Platform21 e nell’ottobre dello stesso anno organizzerà il suo primo ‘repair café’7. L’evento riscuoterà un successo inaspettato e porterà alcuni mesi dopo alla costituzione della Repair Café Foundation. La fondazione beneficerà di un finanziamento dal governo dei Paesi Bassi, più altri finanziamenti da soggetti privati8 (Sharpe 2012) e riuscirà a breve a diffondersi in tutto il paese, riscuotendo l’interesse dei media. Con un leggero anticipo rispetto all’istituzione della Platform21, nel quartiere di Brooklyn a New York, viene fondato il Proteus Gowanus, galleria interdisciplinare e sala di lettura. Nella galleria, rispettando periodicamente un tema prestabilito, vengono ospitate mostre d’arte, di artefatti e di libri, rappresentazioni e performance. I temi scelti hanno durata annuale.9 Nel periodo a cavallo tra il 2008 e il 2009 il tema prescelto è ‘mend’. Un termine dal senso polivalente: quando si riferisce ad abiti e altri tipi di indumenti, come ad esempio le scarpe, corrisponde all’italiano ‘rammendare’, ‘aggiustare’; mentre quando è riferito alla ‘cura’ della persona, è il corrispettivo dell’italiano ‘guarire’. Il tema rientra nell’ambito semantico della ‘riparazione’ e la galleria rimane aperta per la partecipazione di chiunque voglia proporre attività o produzioni che abbiano attinenza con il tema. Il Fixers Collective sarà una delle iniziative nate come esito di questo periodo di produzione e riflessione, un’associazione che periodicamente, ispirandosi alle esperienze maturate durante questo anno, organizzerà eventi di riparazione che chiamerà fixing sessions.10 Durante il 2009 quindi, inizierà il percorso autonomo delle ‘fixing sessions, sessioni periodiche di riparazione 4 http://www.platform21.nl/index.php?lang=en 5 http://www.platform21.nl/page/4315/en 6 http://www.platform21.nl/page/4917/en 7 http://repaircafe.org/about-repair-cafe/ 8 http://repaircafe.org/faqs/16-what-kind-of-organisation-is-the-repair-cafe-foundation-and-how-is-itfunded/ 9 http://proteusgowanus.org/about/ 10 http://proteusgowanus.org/fixers-collective/
175 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? dalle caratteristiche simili a quelle assunte dai “repair café”. Il Fixers Collective però non riceverà finanziamenti pubblici o privati e rimarrà un’esperienza limitata prevalentemente al Proteus Gowanus. A differenza della capacità di diffusione del modello dei ‘repair café’, apriranno negli Stati Uniti solo due ulteriori gruppi dei quali si possa chiaramente individuare l’affiliazione con il gruppo originario: un secondo gruppo nello stato di New York11 e un terzo nello stato di Washington.12 A differenza della Repair Café Foundation e del Fixer Collective, la Fixit Clinic nasce con una vocazione per l’elettronica di consumo. Il suo fondatore Peter Mui è un ingegnere dalla lunga esperienza nell’ambito dell’ICT e cresciuto negli ambienti del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, negli Stati Uniti. Dopo aver dato vita a diversi progetti legati allo sviluppo dell’imprenditorialità, Mui ha fondato sul finire del 2009 la Fixit Clinic (Brinkman 2012). Le fixit clinics sono sessioni di riparazione assistita da riparatori esperti, con un focus prevalente sull’elettronica di consumo e sui piccoli elettrodomestici, anche se in alcune località la sfera degli oggetti riparabili verrà allargata ai vestiti. Il taglio dato agli eventi dal fondatore dell’organizzazione è decisamente orientato all’educazione, come sostiene lo stesso Mui: “while the primary objective of Fixit Clinic is to demystify consumer technology and empower people to disassemble and repair their broken stuff, the secondary, somewhat surreptitious goal is to improve science and technology literacy in the population overall, so we can choose officials to make good policy decisions” (ivi). La località principale dove vengono svolte le fixit clinics è la San Francisco Bay Area. Ulteriori due località considerate come satellitari si trovano a Boulder in Colorado e ad Hennepin in Minnesota. Un ridotto numero di ulteriori località è stato raggiunto dall’organizzazione con eventi una tantum o dal carattere saltuario, ampliando il raggio d’azione della stessa, in particolare presso il MIT di Cambridge.13 Il Restart Project, ultima organizzazione presa in considerazione, viene fondato a Londra nel giugno del 2012 da Janet Gunter ed Ugo Vallauri, la prima di origine anglo/americana si definisce attivista, antropologa e professionista nell’ambito della comunicazione, mentre Vallauri si definisce come ricercatore in attesa di completare un master of philosophy all’Università di Londra e con un’esperienza che nasce nello Slow Food Movement e prosegue in Kenya lavorando per Computer Aid International, un’organizzazione che si occupa di trashware, un’attività di recupero e ripristino di ICT destinati alla discarica.14 Il Restart Project denuncia fin da subito un approccio fortemente ambientalista: “Electronic 11 http://www.fingerlakesreuse.org/ithacafixers.shtml 12 http://wsfixers.org/ 13 http://fixitclinic.blogspot.it/p/locations.html 14 http://therestartproject.org/who-we-are/
176 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? waste is one of the fastest growing waste streams in many countries including the UK. While recycling is important, we intervene before disposal – inspiring people to buy for longevity and to divert electronics from waste”.15 La struttura e le caratteristiche fondamentali di un restart party, questo è il nome dell’evento di riparazione condotto dal Restart Project, ricalca quello degli eventi di cui si è già discusso. Dopo poco più di anno dalla sua fondazione, anche per il Restart Project inizia una fase di diffusione con la nascita dei primi gruppi affiliati in diverse parti del mondo e una decisa copertura del loro caso da parte dei media. 1.5 Finanziamento, luoghi e inserimento nel novero delle altre attività dei gruppi. Livello di finanziamento del gruppo organizzatore di eventi, natura del luogo dove vengono svolti gli eventi e grado di esclusività degli eventi di riparazione nel novero delle attività dei gruppi, sono ulteriori caratteristiche da considerare e che possono dire qualcosa in più sulla natura del movimento a livello globale e sulle sue possibilità di sviluppo. In assenza di un analisi dettagliata su un campione significativo di gruppi, possono essere fatte alcune considerazioni generali. Come indicato in precedenza, la Repair Café Foundation è l’unica associazione ad aver ricevuto un sostanzioso finanziamento di partenza, da soggetti pubblici e privati. Il Restart Project lancia campagne di fundraising periodiche dal blog dell’organizzazione e ha ricevuto finanziamenti da soggetti privati, anche se l’entità dei fondi ricevuti non è paragonabile a quella ricevuta dall’organizzazione dei Paesi Bassi. Entrambe le organizzazioni, ad ogni modo cercando di affrontare il problema della sostenibilità economica del progetto. Se ne discuterà in seguito. Per quanto riguarda gli spazi dove vengono svolti gli eventi, è possibile distinguere tra i gruppi che dispongono di uno spazio proprio e i gruppi che si affidano tipicamente a locali prestati da altre associazioni, organizzazioni o enti di natura pubblica. E’ possibile suddividere quest’ultima categoria tra chi è ospite di un unico soggetto e quindi svolge gli eventi sempre nello stesso spazio e chi tende ad essere itinerante rispetto a una pluralità di spazi e quindi presso una pluralità di soggetti. Tutti i gruppi, inoltre, partecipano a manifestazioni o festival di varia natura, o svolgendo un loro evento ad hoc o presentando il loro progetto. Osservare i luoghi può essere utile perché permette di ricavare informazioni riguardanti il sistema di relazioni in cui sono inseriti i gruppi: un soggetto ospitante è un soggetto che condivide in tutto o in parte il set di significati promossi dai riparatori attraverso i loro eventi. L’analisi di sfondo ha permesso di rilevare che le organizzazioni dedicate prevalentemente al recupero di ICT ed elettronica di consumo vengono ospitate in frequenza maggiore in hackerspace o fab lab, spazi deputati al coworking e che possono essere associati rispettivamente alla subcultura hacker e a quella dei maker. Nei casi di eventi di riparazione 15 http://therestartproject.org/about/
177 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? dal carattere maggiormente aspecifico, come sono repair café, è più ricorrente trovare in veste di ospiti, associazioni di promozione sociale o culturale operanti sul territorio di riferimento dei gruppi. E’ possibile valutare, infine, come si collocano gli eventi di riparazione nel novero di eventuali altre attività svolte dal gruppo osservato. In alcuni casi, infatti, i gruppi nascono direttamente come gruppi di riparazione, seguono uno dei modelli esistenti e chiedono l’affiliazione alla relativa organizzazione. In altri casi, soggetti di varia natura, già attivi nell’ambito della promozione sociale e/o culturale, possono aggiungere gli eventi di riparazione nel novero delle loro attività. Se la prima casistica ci interessa per osservare la diffusione del fenomeno/movimento, il secondo caso ci interessa per valutare quale sia l’eventuale terreno di sviluppo degli eventi di riparazione, cioè quali sia il terreno di coltura dove questi eventi possono propagarsi. 2. La ricerca sui significati. Se, probabilmente, non è ancora possibile considerare l’emergere di gruppi riconducibili al fenomeno della riparazione, come alla nascita di un movimento, la volontà che si costituisca un “movimento di riparatori” è emersa nel tempo sia da membri delle organizzazioni stesse, sia da osservatori del fenomeno. Il caso di studio può essere quindi interessante per lo studio dell’emergere di un possibile movimento nel suo costituirsi e delle condizioni che ne possano o meno favorire la costituzione. L’analisi che qui viene presentata è parte di un lavoro più ampio sul fenomeno degli eventi di riparazione, una ricerca che interroga da diversi punti di vista la fenomenologia riconducibile alla sfera della riparazione. Il principale obiettivo della ricerca nel suo complesso riguarda le condizioni che possono favorire o ostacolare la diffusione del fenomeno. Il framework teorico di riferimento per l’analisi del fenomeno nel suo complesso è quello della practice theory (Reckwitz 2002, Schatzki 2001, Shove 2012). Gli eventi di riparazione verranno quindi osservati come pratiche. Le pratiche, nello specifico della practice theory, vengono rappresentate come particolare configurazione di tre elementi: materiali, significati e competenze. L’uso di materiali, la messa in circolazione di significati e la condivisione e la messa in gioco di competenze, sono processi chiaramente osservabili nella riproduzione degli eventi di riparazione. Il primo livello di approfondimento riguarda il tema dei significati riprodotti dalle organizzazioni e la misura con la quale questi sono condivisi. Le diverse organizzazioni svolgono una significativa attività online, attraverso social media e siti web proprietari, anche se differenziata per quanto riguarda l’intensità d’uso. Questo approfondimento è stato quindi svolto osservando la produzione di contenuti delle diverse
178 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? organizzazioni sui social media e, se presenti, sui siti web proprietari. Il campione preso in esame è costituito dagli status update sui profili facebook delle organizzazioni inseriti dal 1 gennaio al 31 luglio 2014. L’analisi è stata corroborata da una ricognizione dei blog dei vari gruppi. Per il caso della Repair Café Foundation, che non dispone di un blog, il materiale usato analizzato proviene dal sito dell’organizzazione. Tabella 2: Campione utilizzato per l’analisi qualitativa N. status update gennaio – luglio 2014 Blog Website Repair Café Foundation 263 No Sì Fixers Collective 454 Marzo 2009 > novembre 20145 No Fixit Clinic 646 Febbraio – giugno 2014 marzo 2014 – attivo7 No Restart Project 3028 Ottobre 2011 - attivo Sì Fonti: Interne La tabella rappresenta un quadro piuttosto diversificato da un punto di vista quantitativo. La Repair Café Foundation, organizzazione più diffusa per quanto riguarda il numero di gruppi affiliati ed eventi, risulta la meno attiva online, non dispone di un blog, ma solo di un sito web aggiornato con scarsa frequenza. Fixers Collective e Fixit Clinic fanno un uso a altalenante di siti e blog, mentre il Restart Project è il gruppo che svolge l’attività di produzione di contenuti di gran lunga più significativa, sia su Facebook, sia sul blog proprietario che viene aggiornato costantemente dall’autunno del 2011. A prescindere dalle differenze a livello quantitativo, è stato possibile individuare una serie di significati ricorrenti che tutte le organizzazioni tendono a riprodurre. Consideriamo qui come significati tutte le frasi che possono rappresentare (e quindi permettono di chiarire) un fine o un obiettivo cui l’organizzazione tende, o frasi che in un senso più generale fanno chiarezza sull’identità dell’organizzazione o definiscono la sua posizione rispetto a determinate questioni. Possono inoltre essere ascritti all’alveo dei “significati” i passaggi in cui sono rintracciabili le motivazioni della partecipazione all’organizzazione e ai suoi eventi. I significati condivisi e ricorrenti individuati possono essere categorizzati nel modo seguente. La parte più rilevante dei significati si riferisce alternativamente alla sfera della produzione o alla sfera del consumo. Tra i significati inseriti nelle due categorie, si può ulteriormente
185 Il fenomeno degli eventi di riparazione. Un movimento sul nascere? il modello che ha avuto finora maggior successo, maggiore diffusione, sia quello che ha fatto meno affidamento sui social media e sui mezzi forniti da internet in generale, che ha fatto propaganda, ma che ha avuto un cospicuo finanziamento di partenza, che ha avuto rilevanti connessioni a livello istituzionale. Allo stesso tempo, il significativo lavoro culturale svolto dal Restart Project ha sì contribuito ad ampliare il set di significati che circolano nell’ambiente mediale dei riparatori, ma senza riuscire, almeno per ora, ma forse i tempi non sono maturi, a dettare veramente l’agenda per quanto riguarda il cuore di significati centrali circolanti, almeno in base all’analisi sui contenuti effettuata. In altre parole, il set di significati caratterizzanti quella che potrebbe essere definita come una “cultura della riparazione” erano già presenti al momento di fondazione dell’organizzazione e i nuovi temi introdotti da questa, come quello delle differenze di genere nell’ambiente dei riparatori, il tema del ruolo delle culture vernacolari nello sviluppo di una moderna cultura della riparazione o, appunto, il tema del movimento, rimangono marginali. Maggiore capacità di penetrazione sembrano avere i contenuti promossi da iFixit, una piattaforma che non può prescindere dalla sua natura ambivalente, culturale e commerciale. Anche in questo caso è necessario riflettere se e in quale misura possibile parlare di movimento quando una parte significativa della sua capacità di crescita sembra possibile solo con il supporto di significativi finanziamenti pubblici e privati e dall’altra se è possibile parlare di movimento quando uno dei suoi attori principali è un’organizzazione che, almeno per metà, mostra una chiara natura commerciale. Bibliografia. Anderson, C. (2012). Makers. The new industrial revolution, Crown Business, New York Botsman, R.; Rogers, R. (2010). What’s mine is yours. The rise of collaborative consumption, Harper Collins, New York Brinkman, C. (2012). Education, empowerment and enlightenment through guided disassembly of your broken stuff [online] testo disponibile in: http://newsoffice.mit.edu/2012/ education-empowerment-and-enlightenment-through-guided-disassembly-of-yourbroken-stuff Charter, M.; Keiller, S. (2014). Grassroots Innovation and the Circular Economy. A Global Survey of Repair Cafés and Hackerspaces, The Centre for Sustainable Design® University for the Creative Arts, [online] testo disponibile in: http://cfsd.org.uk/site-pdfs/circular-economyand-grassroots-innovation/Survey-of-Repair-Cafes-and-Hackerspaces.pdf McCartney, K. (2012). Repair Cafes Counter Consumerism with Fixer Movement [online] testo disponibile in: http://www.shareable.net/blog/repair-cafes-counter-consumerismwith-fixer-movement
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