Nuove ipotesi su Compiuta Donzella
Abstract
Considering the latest research, this study analyses the sonnets by Compiuta Donzella in the larger context of the writing, as well as the thirteenth-century-female autority. New hipotheses that confirm the existence of woman poet putting her in a tradition of the European scope. Collecting testimonies of different authors of her time, a scheme of intertextuality relations and her fame is plotted.
Full text
105 Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 NUOVE IPOTESI SU COMPIUTA DONZELLA (New hypothesis on Compiuta Donzella) Daniele Cerrato* Università di Siviglia Abstract: Considering the latest research, this study analyses the sonnets by Compiuta Donzella in the larger context of the writing, as well as the thirteenth-century-female auto- !"#$%&'()*'$%+,#$)-)-'#$.#'/,01!2'#$)')3"-#)0/)',4'#$)'*,2.05+,)#6'+7##"08'$)!'"0'.'+,)#"/' tradition of the European scope. Collecting testimonies of different authors of her time, a scheme of intertextuality relations and her fame is plotted. Keywords: Compiuta Donzella; Italian women poets; Thirteenth century; Sonnets; Intertextuality; The Woman Question. Riassunto: Considerando le ricerche recenti, questo studio analizza i sonetti di Compiuta Donzella nel contesto più ampio della scrittura e della auctoritas femminile del Duecento. Si propongono nuove ipotesi che confermano l’esistenza della poetessa e la inseriscono in una tradizione poetica di respiro europeo. Raccogliendo le testimonianze degli autori a lei contemporanei, si traccia il quadro delle sue relazioni di intertestualità e della sua fama. Parole chiave: Compiuta Donzella; Poetesse italiane; Duecento; Sonetti; Intertestualità; Querelle des Femmes. ()9'2.0,-/!"##,':.#"/.0,';<=;6'/,2+"9.#,'+!,>.>"92)0#)'#!.'9.'10)'?)9'@7)/)0#,')'9A"- nizio del Trecento, tra le circa mille poesie raccolte, vi sono tre sonetti destinati a generare importanti dibattiti e discussioni tra i vari autori e critici dei secoli successivi. Si tratta ?"'BC'9.'-#.8",0'/$)A9'2,0?,'4,89".')'1,!.D6'BE.-/".!'F,!G!H".'9,'2,0?,')'@",'-)!F"!)D6' e “Ornato di gran pregio e di valenza”. Il primo viene attribuito a «compiuta donzella di Firenze», nel secondo che segue subito dopo, si indica «compiuta medesima», mentre il terzo, inserito all’interno di una tenzone con un poeta anonimo, riporta la dicitura «compiuta donzella». 1 Dirección para correspondencia: 182, 41010, Sevilla [[email protected]].
106 Daniele Cerrato / Università di Siviglia Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 A Compiuta Donzella sembrano, inoltre, fare riferimento un gran numero di testi e documenti di autori del Duecento. Tra questi si possono segnalare: 1) La lettera V in prosa contenuta nell’epistolario di Guittone d’Arezzo. 2) I sonetti “Gentile donzella, di pregio nomata”, “Gentile e sagia donzella amorosa”, “Donzella gaia e sagia e canoscente”, attribuiti prima a Guido Guinizelli, ed in seguito a Maestro Rinuccino. 3) I sonetti “Gentil donzella somma ed insegnata” e “Perc’ogni gioia ch’è rara è graziosa”, che fanno parte della tenzone in cui compare il sonetto di Compiuta “Ornato di gran pregio e di valenza”, attribuibili a Chiaro Davanzati o a Monte Andrea. 4) I sonetti “Esser donzella di trovare dotta” e “S’una donzella di trovar s’ingegna”, attribuiti a Maestro Torrigiano. 5) La canzone “Orato di valor dolze meo sire”, contenuta nel codice Vaticano 3793, e attribuita a Chiaro Davanzati, ma che potrebbe essere stata composta da Compiuta Donzella. 6) A questi testi crediamo di poter aggiungere anche il sonetto di Graziolo Da Fiorenza !"#$%&''($)%'(*%+&,%-*++.//$%0*##&%'&1*2%'(*)%3,&%.%45*+6&%-&-*,6&)%#.%'1$6$'.%,&,% ha messo in relazione a Compiuta Donzella. 78% 9,%0$+*/,&%0$%5,.%3/51.%:*--$,$#*)%'&,%.''.,6&%#.%0$0.+'.#$.%!"#$%&'()*"+,-..(/ contenuto nell’opera 0"!&#-+'%)*1(#"2di Francesco da Barberino3 Come per Nina Siciliana, nel corso dei secoli, la critica letteraria si è divisa tra chi ha considerato Compiuta Donzella la prima poetessa della storia della Letteratura Italiana e chi, $,;*'*)%#<(.%1$6*,56.%5,.%:.#+$3'.=$&,*%1*.#$==.6.%0.%-.,&%-.+'($#*1. Già nel 1986 Marina Zancan mette in evidenza la mancanza di attenzione da parte della critica letteraria nei con- :1&,6$%0$%45*+6.%3/51.>% In questo periodo, nella nuova tradizione laica, la donna che scrive appare una realtà episodica e di scarso rilievo: se, ad esempio, scorriamo la rassegna dei poeti del Duecento, l’unico nome femminile che si conserva (con qualche contrasto circa il fatto che si tratti di un personaggio storico o di una invenzione letteraria, di un nome reale o di un 4-+5(.) è quello della Compiuta Donzella di Firenze, a cui sono attribuiti tre sonetti nel codice Vaticano. Tuttavia questo nome, segno di una presenza veramente eccezionale nella lirica volgare delle origini, rimane privo non solo di continuità ma anche di risonanza, dal momento che la qualità poetica dei suoi versi va ridotta «in termini di modesto aneddoto» (Zancan 1986: 781). 1 Per uno stato della questione sugli studi dedicati a Compiuta Donzella si rimanda all’articolo di Steinberg, J. (2006): “La Compiuta Donzella e la voce femminile nel manoscritto VAT. LAT. 3793”. Giornale Storico della letteratura italiana, Loescher, Torino, pp. 1-31. Nel suo studio l’autore fa il punto sul dibattito sviluppatosi intorno a Compiuta Donzella, rimandando a sua volta a Cherchi, Paolo (1989): “The troubled existence of Thre Women Poets”. Paden, W. D, 65-)7"%!-)"8)'5-)62"9(%2%',:);-24$-!'%<-4)"+)'5-)="#-+)62"&9(*"&24, Philadelphia, Univ. Of Pennsylvania Press, pp.189-209.
107 Nuove ipotesi su Compiuta Donzella Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 Anche Paola Malpezzi Price (1988) analizza i pregiudizi della critica letteraria nell’accettare l’esistenza di autrici come Nina Siciliana e Compiuta Donzella, seppur di fronte a prove abbastanza evidenti. Si tratta di un ostracismo che si estende anche ad autrici di altri paesi dello stesso periodo come Maria di Francia e le poetesse !"#$%&"&!'. Gli elementi di contatto tra le scrittrici del Duecento italiano e autrici come Castelloza e Azalais de Porcairages sono talmente evidenti, sia per quanto riguarda i toni, sia per quello che concerne le tematiche, che è impossibile crederli frutto della casualità, come sottolineano anche Martinengo (1996) e Mérida Jiménez (2008). Christopher Kleinhenz (1995) sostiene che i sonetti di Compiuta Donzella si possano analizzare alla luce della situazione sociale della Firenze del Duecento, dove i matrimoni forzati costituivano una realtà abbastanza diffusa. L’autore evidenzia come si tratti di un !"#$%&'($)!**"$'(!($)+')!,("+)(&-(+).&,,/&0$1!2)1$%&)!.)&-&%0+$)34"%!+)56!'.$)7$"&8).+) Rinaldo d’Aquino, o “Mamma, lo temp’è venuto”, contenuto nella raccolta di Memoriali Bolognesi. 9+6-&00&):!6"+&,,$)&;+.&'<+!)1$%&2)06")!;;&"(&'.$-+),/+'=6&'<!)("$;!($"+1!2)'&,,!)0$- esia di Compiuta Donzella, “trapela comunque una spontaneità e una freschezza di sentimenti e di immagini del tutto personali, una ispirazione certamente assente nei verseggiatori transalpini e in tanti suoi contemporanei” (Lauriello 2009: 10). Anche Carla Rossi mette in risalto la grande novità contenutistica di “A la stagion che’l %$'.$)*$#,+!)&)7$"!8)&)3:!-1+!");$">"?+!),$)%$'.$)&)@+$)-&";+"&8A per la prima volta in ambito italiano, vengono elaborati quei temi topici della letteratura !'(+1$B*"!'1&-&2)(!'($)$+(!'+1!)56!'($)$11+(!'+1!2).+)6'!)"+C&,,+$'&2)!*7.!(!)!,,!)-1"+((6"!)+') ‘voce di donna’, al potere decisionale maschile: temi di una controcultura femminile elaborati in antitesi al matrimonio forzato (Rossi 2009: 485-86). D+=&((&2)56+'.+2)+')0!"(+1$,!"&)-6,,/!##&((+;$)3#!+!82)1E&)1$%0!"&)'&,)-$'&(($)3@$'<&,,!)#!+!2) sagia e canoscente”, attribuito a Maestro Rinuccino, ipotizzando che si possa trattare di un riferimento a quella Gaia da Camino, già citata da Dante nel XVI canto del Purgatorio. Secondo Rossi, dunque, i vari poeti che nominano “la compiuta donzella” si starebbero riferendo a Gaia. F&"1&.&-)G""+!#!)HIJKIL)!'!,+<<!),!)7#6"!).+)M$%0+6(!)@$'<&,,!)!,,/+'(&"'$).&,,!)()*- relle des Femmes e studia i sentimenti di ribellione che emergono in “A la stagion che’ l %$'.$)*$#,+!)&)7$"!82)3:!-1+!");$">"?+!),$)%$'.$)&)@+$)-&";+"&82)+')"!00$"($)!.)!,("&)7#6"&) femminili del tempo, come Umiliana De Cerchi e Chiara d’Assisi, che si opposero alle volontà paterne, scegliendo l’entrata in convento. La studiosa mette in guardia sul rischio che si corre a valutare Compiuta Donzella come un caso eccezionale, e sottolinea la necessità di rivalutarla in relazione ad altre poetesse come le !"#$%&"&!', Nina Siciliana e quelle della generazione immediatamente successiva, le petrarchiste marchigiane. Le ipotesi e le proposte avanzate in alcuni degli studi più o meno recenti dedicati a Com0+6(!)@$'<&,,!2)(&-(+%$'+!'$)1$%&)+,).+C!((+($)+'($"'$)!,,!)-6!)7#6"!)'$')0$--!).+"-+)&-!6"+($) &.)&;+.&'<+!'$)1$%&)-+!)'&1&--!"+$)!**"$'(!"&),&)56&-(+$'+)"&,!(+;&)!,,!)0$&(&--!)7$"&'(+'!2) valutando e cercando di integrare differenti prospettive e percorsi di ricerca.
108 Daniele Cerrato / Università di Siviglia Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 Una delle ipotesi è quella di considerare il nome “Compiuta Donzella” come una sorta di !"#$%&!"#$%%$"&'"()*'+"#&",+'+-+..+"'/*)%-&,+0*)%$-+"1&"()+#%&"2+-#&3"4$5+"#+67*'*"&'"89:;"<8+- #$-$"1+''*"'&76)*"&%*'&*7*"1+''+"$-&6&7&=!"'/*66+%%&2$">,$5?&)%$0*@"%-$2*"1&2+-#+"*%%+#%*A&$7&" in testi del Duecento e del Trecento. Con questo aggettivo ci si riferisce a qualche cosa che si considera “realizzata”, “terminata”, “completa” e anche applicato ad un ambito morale, il %+-5&7+"*##)5+"&'"#&67&B,*%$"1&">1$%*%$"1&"<%)%%&="&"?-+6&"+"1&"<%)%%+"'+="2&-%C@!">'$1+2$'+"+"?&*- cevole”, “dotata di tutte le parti e le qualità necessarie”. Con questa accezione, lo utilizzano, ad esempio, Giordano da Pisa nel '(%)"!*+%&",-.)"#/*#. e Francesco da Barberino nei 0"11*+"#/*,",2.!/(+*,3*,3.##%4 Il termine fa riferimento, inoltre, al raggiungimento dell’età adulta e della maturità, ed è con questo uso che si trova, in altri autori come Bono Giamboni. Anche la parola “donzella”, che deriva dal provenzale antico ‘donsela’, è utilizzata da diversi autori medievali italiani. Prima ancora però, si ritrova nelle composizioni anonime delle /).5%*)*/6 pervenuteci e, in particolare, nella tenzone tra Alamanda e Giraut de Bornelh, dove il poeta si rivolge alla sua interlocutrice, chiamandola prima “domna” e poi “donzella” e, quindi, in un dialogo anonimo tra una donna sposata e una fanciulla vergine in età 1*"5*-&%$!"1*'"%&%$'$">D$7*"1$57*!"%*#"2$#"*&"B7",$-*%6+@!"1$2+"&'"%+-5&7+">1$7A+'*@"#+-2+" proprio per differenziare lo stato di fanciulla da quello della “domna”. Per quanto riguarda la letteratura italiana, la parola viene utilizzata soprattutto per indicare “una donna in giovane età, non ancora maritata, vergine”. Così si trova, tra gli altri in Guido Faba, Giacomo da Lentini, e Bonagiunta Orbicciani. Il !"#$%& “compiuta donzella” potrebbe, dunque, essere interpretato attraverso una duplice chiave, o intendendolo come fanciulla perfetta per virtù, $"*1)'%*05*%)-*"?+-"()*7%$",$7,+-7+"'+"()*'&%E"?$+%&,F+3" Il termine è presente anche in vari testi di cortigiania, composti intorno all’inizio del Duecento, come in quello di Amanieu di Sescas, intitolato “Ensenhamen de la donsela” noto anche attraverso il titolo di “Dio d’Amore”. Il trattato inizia in medias res, con l’autore che trovandosi in campagna, mentre gli uccelli cantano, si lamenta perché il suo animo è tormentato, a causa della lontananza della donna amata: In quel mese di maggio, quando gli augeletti son gai e cantano per i boschetti, stava pensieroso d’amore che mi stringeva, perché non poteva vedere colei che mi tiene in suo dominio, in tempo che avessi agio e ardimento di poter dire senza timore *''*"#)*"6*&*!"?&*,+7%+"?+-#$7*!",*-*"+"B7*!",F+"5&"%&+7+"&7"6-*2+"*GG*77$"<H*-1),,&" 1905: 223). L’inizio del trattato e il contrasto tra lo stato d’animo del protagonista e la natura in festa, ha molti punti di contatto con il testo poetico di Compiuta Donzella “Alla stagion che il 5$71$"G$6'&*"+"B$-*@3"8+-5&7&",$5+"%$-5+7%$"+1"*GG*77$"#&"-&%-$2*7$"*7,F+"7+'"%+#%$"1+''*" poetessa. È possibile che tra i testi che Compiuta lesse durante la sua formazione vi fosse *7,F+"()+''$"1&"I5*7&+)"+"*7,F+"'/&1+*"1&"B-5*-+"&"#)$&"%+#%&",$5+">4$5?&)%*"J$7A+''*@" potrebbe ispirarsi proprio al titolo di quest’opera. Si può ipotizzare che “compiuta” potesse essere il nome di battesimo dell’autrice, poiché si tratta di un nome abbastanza diffuso nella Firenze del XIII e XIV secolo (Steinberg 2006).
109 Nuove ipotesi su Compiuta Donzella Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 Fino ad oggi, invece, non si è considerata l’ipotesi che “Donzella” potesse essere il cognome della poetessa. Pur consapevoli, allo stato attuale delle cose, dell’impossibilità di trovare informazioni certe legate alle origini di Compiuta, è importante sottolineare come si tratti di un cognome presente già in epoca medievale e che tutt’oggi si trova diffuso soprattutto in Sicilia, ma anche nella stessa Toscana. Crediamo che in un contesto così nebuloso come quello che si è delineato in questi secoli, anche questa si presenti come una eventualità che non si può escludere aprioristicamente. I giochi linguistici e le assonanze che i poeti dell’epoca costruiscono con le parole “Compiuta” e “Donzella” potrebbero nascere da un nome ed un cognome reali che, con il tempo, si siano trasformati e siano stati poi percepiti come un !"#$%&. Si tratta, d’altronde, di una tradizione che continuerà anche nel Trecento e nei secoli a seguire. L’esempio più noto è quello !"#$%&'(')(#)*%#+%,#-./#0(+1/+"%'%#(23(+)(#(,#+/4%#5(.'(6#(,&'%#7('/,%#)/4%#8,9(.'(:#8,(.'/:# “l’auro”, proprio per creare questo tipo di effetto, ma anche Dante ne fa largo uso, per ciò che '";.('!(#,%#)/-"!!%&&%#8'"4%#7%&'/-%:6#!%!")(&%#(!#.+(#+/+#4%;,"/#"!%+&"3)(&(#</++(#$%&'(= >%,#&%+&(&"?/#!"#'")/-&'.1"/+%#!"#.+#7'/3,/#@"/;'(3)/#%#!%,,9(4@"%+&%#-/)"/#).,&.'(,%#"+# )."#?"?%#%#-"#4./?%#0/47".&(#</+1%,,(6#/))/''%#(23!('-"#(#A.(+&/#%4%';%#!("#-./"#&%-&"#%#!(# A.%,,"#)*%#-%4@'(#-"#7/--(+/#'"2%'"'%#(,,(#-.(#3;.'(=#B#!.%#7'"4"#-/+%&&"#)*%#)/47("/+/#+%,# )/!")%#C(&")(+/#-/&&/#",#+/4%#!"#0/47".&(#</+1%,,(#8D#,(#-&(;"/+#)*%9#,#4/+!/#2/;,"(#%#3/- ra” e “Lasciar vor[r]ia lo mondo e Dio servire”, sono certamente legati tra loro e potrebbero anche far parte di una stessa tenzone. In entrambi i sonetti appare il motivo del matrimonio 2/'1(&/#%#,(#3;.'(#!%,#7(!'%#)*%#?./,%#"47/''%#,(#7'/7'"(#(.&/'"&E#%#!%)"-"/+"#-.,,(#3;,"(=#F"# possono chiaramente notare due fasi distinte e, lasciando per un attimo da parte la '()*+ poetica, tentare una ricostruzione ed una contestualizzazione seppur sommaria di questi versi. Nel primo sonetto la protagonista manifesta i suoi dolori (“a me n’abbondan smarrimenti e pianti”) e turbamenti (“E in gran tormento vivo a tutte l’ore”), in aperto contrasto con il mondo che la circonda che appare, invece, felice e senza apparenti preoccupazioni. Compiuta non palesa, però, quali siano i suoi desideri, limitandosi a dire che questa situazione deriva della violenza paterna, di cui si sente ostaggio e vittima (“Chè lo mio padre m’ha messa "+#%''/'%6G#%#&"%+%4"#-/?%+&%#"+#2/'&%#!/;,"(:H6#!(,#4/4%+&/#)*%#A.%-&"#?/''%@@%#!(',(#"+# sposa contro la sua volontà (“donar mi vole, a mia forza, signore”). Proprio l’uso del termine “signore” potrebbe aprirsi a una duplice interpretazione. Si può intendere in riferimento a <"/6#%#,%;;%'%#",#-/+%&&/#)/4%#.+(#)/+2%--"/+%G7'%;*"%'(#/6#7%+-('%#(!#.+#&%-&/#!"'%&&/#(!# un interlocutore reale, a cui la poetessa si rivolge per trovare conforto e parole che possano (".&(',(#+%,,%#-.%#!"23)","#-)%,&%#%#!%)"-"/+"=#B,#&/+/#)/,,/A."(,%#!%,#-/+%&&/6#)*%#+/+#7'%-%+&(# accenti sommessi e ossequiosi, che spesso contraddistinguono i testi di scrittrici mistiche e religiose, e anche il fatto che “signore” sia scritto in minuscolo, ci fa propendere decisamente per la seconda ipotesi. Specialmente le due ultime terzine, assumono le caratteristiche di una scrittura epistolare, nella quale l’autrice si preoccupa di rendere ben evidente quale sia lo stato in cui si trova, sintetizzato in queste tre sequenze: IH# "+-"-&%+1(#!%,#7(!'%#7%'#2('%#)/+&'(''%#4(&'"4/+"/#(,,(#3;,"(=# JH# '"3.&/#!(#7('&%#!%,,(#7'/&(;/+"-&(= 3) tormento e paura della protagonista.
110 Daniele Cerrato / Università di Siviglia Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 I matrimoni forzati rappresentano una realtà molto diffusa in questa epoca. All’interno delle istituzioni sociali medievali, il matrimonio occupava un ruolo di primo piano, poiché rappresentava uno strumento indispensabile per unire in alleanza diverse casate e famiglie. Era una sorta di contratto che stabiliva il passaggio di una giovane donna da una famiglia a un’altra ma, soprattutto, dei futuri eredi. È possibile che anche Compiuta appartenesse a una !"#$%&$"'()&&"'*+,$&-.'/+0)*-$*"1')'2+#)'-"&)'",,$"'0$2)34-+'4*5$6-047$+*)'2+0-)6)'2+*'&5"8prendimento di quelle arti considerate proprie e femminili, come la tessitura e la cosiddetta economia domestica, ma anche la letteratura, la musica e la poesia. Così sembra emergere ("&&+'6-$&)'()$'64+$'3)06$'29)'0$6)*-)'()&&5$*:4)*7"'()$'-)6-$'()&&)'!"#$%&"&!' francesi che, certamente, circolavano in quel tempo a Firenze. Si può, dunque, supporre che dimostrata una spiccata abilità nel comporre versi, Compiuta possa essere entrata in contatto con altri poeti ()&';4)2)*-+'/+0)*-$*+')'!+06)'$*-0+(+--"'("'4*'!"#$&$"0)'$*'<4"&29)'2$02+&+'&)--)0"0$+'()&&"' città. Il destino di Compiuta potrebbe trovare, allora, punti in comune con quello di un’altra poetessa del passato: Sulpicia, nipote di Messalla, che entrò a far parte del suo circolo, nella Roma del I sec a.C. I versi di Sulpicia sono stati tramandati all’interno del corpus poetico di Tibullo, così come a distanza di circa tredici secoli, sarebbe avvenuto per i versi di Nina Siciliana e, in parte, anche per quelli della stessa Compiuta Donzella. Il secondo sonetto, potrebbe rappresentare una tappa successiva nel percorso di presa di coscienza di Compiuta che, forse in seguito all’aiuto e ai consigli di una voce amica, sembra 3+&)0'$*-0"80)*()0)'4*'8)02+06+'0)&$%$+6+1'2+#)'&"62$"'$*-)*()0)'/*'("&'80$#+'3)06+'=>?"- sciar vorria lo mondo, e Dio servire”), dal momento che questa appare l’unica possibilità per evitare il matrimonio e la conseguente perdita di libertà (“ond’io marito non vorrìa nè sire”) e poter conservare una pur minima indipendenza e continuare a coltivare la poesia. Il padre insiste nei suoi propositi di darla in matrimonio, oltretutto ad un uomo che neppure conosce, +88+*)*(+6$'"&&"'64"')*-0"-"'$*'2+*3)*-+'=>?+'8"(0)'#$+'#$'!"'6-"0)'8)*6+6"@'29A'($'6)03$0)' "'B0$6-+'#$'($6-+0*"C@'*+*'6"22$+'"'24$'#$'34+&'("0'8)0'$68+6"DEF' Per rafforzare l’ipotesi di un collegamento tra il tema del sonetto e la realtà sociale dell’epoca, nell’opera di Francesco da Barberino (#)*+,-!&./0%+#",1.tra le vittime di amo0)1'A'0"880)6)*-"-"'"*29)'4*"'/%40"'!)##$*$&)'2$-"-"1'"884*-+1'2+#)'>2+#8$4-"'(+*7)&&"D' che, come indica l’annotazione latina, rappresenterebbe una giovane donna che inizia un digiuno per protestare contro la propria famiglia che si oppone alla sua vocazione religiosa. A questi due sonetti, sembra potersi ricollegare anche la lettera V, contenuta nell’epistolario di Guittone D’Arezzo. Il primo aspetto che va sottolineato è che nel testo di Guittone non compare mai la parola “donzella”. L’incipit della lettera è “soprapiacente donna”, e poco dopo Guittone si rivolge alla poetessa, chiamandola “Donna Compiuta”, mentre nel prosieguo della lettera si rivolge a lei per ben due volte come “gentil mia donna”. L’uso insistito di questo vocabolo potrebbe far pensare che Compiuta ha dovuto poi cedere al volere paterno e contrarre matrimonio, dal momento che la parola, come si è detto, si trova spesso in contrapposizione a donzella e come sinonimo di moglie. Il termine non si deve, però, necessariamente ricondurre all’ambito della famiglia, perché la parola nel Duecento è utilizzata anche in contesti differenti, da quello civile a quello religioso. Donna indica una persona di alte qualità morali e intellettuali, come si trova attestato in Giacomo da Lentini,
111 Nuove ipotesi su Compiuta Donzella Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 Bonagiunta Orbicciani, Restoro d’Arezzo. Contemporaneamente, il termine rileva colei che domina, che ha autorità e potere, ed è sempre con questo appellativo che l’innamorato si rivolge spesso alla sua dama. Lo stesso si può dire per quanto riguarda le composizioni reli- !"#$%&'(#)%'*+#,,-.&'/#0%'-112%)"-3"#,%'("'4-(#,,-'(%5,"$/%'6-'7%2!",%'4-2"-&'#'-,/8%' ",'-6/9,"':%$:"'5#2%,:","'(%6'+9%/%,:#'%'(%6';2%/%,:#&'6%'$:%$$%'2%6"!"#$%'%'6%'0#,-/8%'(%"' conventi. La formula donna, utilizzata da Guittone sembra, quindi, da ascrivere più a una convenzione retorica e stilistica che ad un effettivo cambio di stato da parte di Compiuta. Questo poiché, anche nella seconda parte del testo, l’autore si concede altri giochi verbali ed etimologici con il suo nome (“di tutto compiuto savere”, “Dio mise in voi meraviglioso compiento di tutto bene”, “compiuta fede”, “compiuta lode”). Guittone esalta Compiuta attraverso una metafora molto diffusa e cara alla poesia siciliana e allo stilnovismo, quella (%66-'(#,,-'-,!%6"/-:-<'=6'>2-:%?@#%:-'/%6%12-'6%'(#:"'%'6%'A9-6":B'(%66-'@#%:%$$-&'6-'(%5,"$/%' una donna miracolosa, inviata da Dio sulla terra. Guittone sottolinea, inoltre, come essere stato contemporaneo di Compiuta è stato per lui e la sua generazione un grande privilegio (“Per che non degni fummo che tanta preziosa e 0"2-1%6%'5!92-&'/#0%')#"'$"%:%&'-1":-$$%'",:2-'6C90-,-'!%,%2-3"#,%'(C%$:#'$%/96#'0#2:-6%.D' e come la poetessa sia un modello importante da seguire e una fonte di piacere per tutte persone che la vedono e ascoltano (“perché voi siete deletto e desiderio e pascimento de tutta gente che vo vede e ode”). La lettera prosegue dispensando elogi a Compiuta e si conclude con un’esortazione alla poetessa di offrire la sua perfezione a Dio e di servirlo (“l core e ’l corpo e ’l e’l pensieri vostro tutto sia consolato in Lui servire”). Si tratta di un invito, che anche alla luce dei due sonetti di Compiuta, può leggersi in una duplice luce. Potrebbe essere inteso come un consiglio ad intraprendere una carriera monacale, e quindi come una sorta di risposta al primo sonetto di Compiuta, dove la poetessa si lamentava della situazione a cui era costretta dal padre. Allo stesso tempo, le parole di Guittone potrebbero anche essere interpretate come un consiglio a dedicarsi ad una tematica religiosa e, attraverso la celebrazione della grandezza di Dio, ringraziarlo in qualche modo per aver ricevuto tutte le virtù che possiede. E2%$:-,(#'>%(%'-66%'@-2#6%'("'F9"::#,%&'G#0@"9:-'$%012%2%11%'%$$%2%&'(9,A9%&'9,-'5!9ra conosciuta nell’ambito toscano, come noti e apprezzati dovevano essere i suoi versi. Di certo le sue poesie saranno circolate negli ambienti letterari e tra gli stilnovisti già prima della pubblicazione nel codice 3793, attraverso la diffusione e la lettura delle tenzoni, che la vedevano protagonista, o anche attraverso un più semplice passaparola tra poeti. Il secondo sonetto di Compiuta “Lasciar vorria lo mondo, e Dio servire,” dove la poetessa dichiara di voler abbandonare il mondo terreno per avvicinarsi a un mondo più spirituale potrebbe essere letto come la decisione di voler seguire i suggerimenti di Guittone a “servire Dio”, con la sua scelta monacale ma, anche, attraverso i suoi versi. Strettamente correlati ai primi due sonetti sembrano essere anche “Gentile donzella, di pregio nomata,”, “Gentile e sagia donzella amorosa”, “Donzella gaia e sagia e canoscente”. Si tratta di tre componimenti anonimi e che sono stati associati a diversi autori. Gianfranco Contini (1960) li attribuì, pur con la dovuta prudenza, a Guido Guinizzelli pubblicandoli insieme ad altri testi del poeta bolognese. Aldo Menichetti (1965) li assegnò a Chiaro Da-
112 Daniele Cerrato / Università di Siviglia Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 vanzati, mentre gli ultimi studi di Stefano Carrai (1981), farebbero propendere per Maestro !"#$%%"#&'(%)*(+,-*..*(/,("/*#0"1%,-*(%&#(2$*3(45,6"+0*-(!"#$%%"#$+(5*/"%$7'(5*/"%&'( poeta e politico, appartenente alla famiglia guelfa dei Guidalotti e molto noto a Firenze sulla 1#*(/*3(8$*%*#0&'(0,#0&(/,(9*#"-*(+%*30&(0-,("(4.$&#"($&5"#"7(:-*:&+0"(,(*3*66*-*("3(:&/*+0;( della città. Un elemento importante, che unisce i componimenti è l’utilizzo del termine “donzella”, 1#(/,3(:-"5&(9*-+&<(="(0-,00,(/"($#,(:*%$3",-"0;("5:&-0,#0*'(:&"%)>(3,(5,66"&-(:,-0*(/*"(0*+0"( di questi secoli, canta una donna e non una donzella. Il primo sonetto, in particolare, presen0,(5&30*(,?1#"0;(%&#(3,(3*00*-,(/"(@$"00&#*<(A#%)*(B,*+0-&(!"#$%%"#&(-*:3"%,(-":*0$0,5*#0*( il gioco linguistico con il termine ‘compiuta’. Ad esempio, dice che è “compiuta de tutto valore”, così come Guittone scriveva “compiuta de tutto savere”. I tre sonetti che sono costruiti sul modello trovadorico dell’innamorato che chiede all’amata che il suo amore venga corrisposto, insistono sul motivo dell’eccezionalità della poetessa, sia per bellezza, che per valori morali (“par de voi non fu ancora nata”; “in cui è tutto bono insegnamento”; “bieltà nesuna a vostra somiglianza”), e sul topos della bellezza angelicata (“la vostra ciera angelica”, “voi d’angelica sembianza”), che già si trova sviluppato in Guittone. Nella tradizione trovadorica francese si inserisce anche la tenzone del Codice Vaticano di cui fa parte anche il sonetto “Ornato di gran pregio e di valenza” e i sonetti anonimi “Gentil donzella somma ed insegnata” e “Perc’ogni gioia ch’è rara è graziosa”, il cui autore sembrerebbe essere Chiaro Davanzati. Nel primo componimento, il motivo dell’onore e della fama di Compiuta viene rivisitato *(+9"3$::,0&(,00-,9*-+&(3C$0"3"DD&(/"(,3%$#*(16$-*(?*55"#"3"(-*,3"(*/("55,6"#,0*<(="(0-,00,( della fata Morgana, della dama del lago, personaggi del Ciclo di Re Artù e di Costanza, "/*#0"1%,."3*(%&#(E&+0,#D,(/"(A30,9"33,'(5,/-*(/"(F*/*-"%&(GG'(:*-+&#,66"&(5&30&(%&#&+%"$0&( :-*++&(3*(%&-0"("0,3",#*<(HC,$0&-*(+"(+*-9*(/"(2$*+0*(16$-*(:*-(*+,30,-*(E&5:"$0,'(+$:*-"&-*( a tutte in “orranza”. Si allude, quindi, alla capacità di “trovar”, ossia di comporre versi e %,#0,-*'(%)*(,9-*..*(:*-5*++&(,33,(:&*0*++,(/"(?,-+"(%&#&+%*-*<(I#(0*5,(%)*(-"0&-#*-;'(1#(/,3( titolo, anche nei due sonetti attribuiti a Mastro Torrigiano “Esser una donzella di trovare dotta” e “S’una donzella di trovar s’ingegna”. La risposta di Compiuta “Ornato di gran pregio e /"(9,3*#D,J'(9"*#*(%&+0-$"0,(,00-,9*-+&(3,(16$-,(-*0&-"%,(/*3(%3*$,+5&<(8&:&(,9*-(%*3*.-,0&("3( suo interlocutore (“Ornato di gran pregio e di valenza”), scrive di non essere colta e saggia come le si attribuisce (“invitate a mia poca possenza”; “Amantata non son como vor[r]ia di gran vertute né di placimento”). Questa costruzione è consolidata nella tradizione trovadorica ed è possibile ritrovarla anche in altre corrispondenze poetiche di questi secoli, come nello scambio di sonetti tra Ortensia Di Guglielmo (o Giustina Levi Perotti) e Petrarca o tra Carlo Cavalcabó e Bartolomea Mattugliani. L’utilizzo ripetuto di aggettivi riferiti al proprio "#0*-3&%$0&-*'(*(/"(?&-5$3*(/"(-"9*-*#D,'(,++"*5*(,33C,::,-*#0*(+1/$%",(#*33*(:-&:-"*(2$,3"0;'( rientra in questa costruzione retorica. Il terzo sonetto “Perc’ogni gioia ch’è rara è graziosa”, che chiude la tenzone, segue lo schema trovadorico della lirica d’amore, con i ringraziamenti da parte di Chiaro, dell’apprezzamento che Compiuta ha avuto nei suoi confronti (“E ben si testimonia, per la losa che di me usaste”), e le scuse per aver osato troppo con i suoi versi amorosi (“e pregovi che mi
113 Nuove ipotesi su Compiuta Donzella Estudios Románicos, Volumen 23, 2014, pp. 105-116 sia perdonato, s’io m’invitai laove sone al postutto”). Liborio Azzolina analizza una canzone con voce di donna, contenuta sempre nello stesso Codice Vaticano, attribuita a Chiaro Davanzati, dal titolo, “Orato di valor dolze meo sire”. Il testo segnato con il numero CCXVI è strettamente collegata alle canzoni CCXV e CCXVII che costituiscono rispettivamente la dichiarazione e la gioia del poeta per la risposta dell’amata, e potrebbe perciò appartenere a Compiuta. La canzone in voce di donna si differenzia molto dalle altre due, più legate ai !"#$%$&'(%())*+*,'-$&*&()).$/01*/2(&3+"%*/2()*4&5()&!"!*/#"&'-*& il desiderio e la malinconia d’amore hanno accenti pieni e sinceri, la rappresentazione esterna ed intima dell’amore medesimo non è più fredda e formale, ma vera e naturale. Sin dalle prime mosse vi si rivela un animo che, senza smarrirsi nei consuetudinari modi occitanici, scrive mentre interroga se stesso, con la semplicità di chi non ha nulla da inventare (Azzolina 1902: 19). Anche un sonetto, dal titolo “Gli occhi, che son messaggi dello core”, composto da Gra2$")"&6(&7$"+*/2(4&'-*&8"+9&$/#"+/"&()&:;<=4&,*!>+(&*,,*+*&5*,#$/(#"&(&?"!3$1#(@&A/'-*&$/& questo caso, si ripete il topos della fama e della bellezza che precede la poetessa e la rende '*)*>+*@&B+(2$")"&/*&,"##")$/*(&$)&3+*C$"&*&$)&%()"+*&*&5*8/*/5")(&D6*(&5*)).A!"+*E4&5()&!"- mento che è “piacente, adorna e bella”. Come nel caso di altri testi, anche Graziolo, gioca con il termine Compiuta (“tutto complimento in voi si trova”). Sempre nel Canzoniere Vaticano vi sono altri due sonetti attribuiti a Mastro Torrigiano “Esser una donzella di trovare dotta” e “S’una donzella di trovar s’ingegna”. Notizie su questo autore ci sono fornite da Villani (1826), nella sua !"#$%&%'(dove ci informa che nacque (&7$+*/2*&*&F1&())$*%"&5*)&8,$'"&G(55*"&*&,$&+*'H&3+$!(&(&I")"C/(&*&3"$&(&J(+$C$4&3*+&,#15$(+*& Medicina, dove occupò la cattedra presso l’Università. La sua vasta opera comprende, oltre a trattati di Medicina e Fisica, anche opere letterarie e molti testi in versi, perché oltre a questi sonetti, gliene sono attribuiti altri come: “Chi non sapesse ben la veritate”, “Nè volentier lo dico, nè lo taccio”, “Merzè, per Deo, se non t’ò fat[t]o fallo” e “Vor[r]ei che mi facesse ciò che conte”. Mastro Torrigiano, proprio per la sua lunga permanenza in Francia e la sua passione per la poesia, doveva conoscere bene i versi delle )"#*%+"+),, dal momento che fa proprio riferimento al “trovar”, ossia alla maniera di poetare nello stile francese (“Esser una donzella di trovare dotta”). Come per il sonetto “Gentil donzella somma ed insegnata”, attribuito a Chiaro Davanzati, anche nel testo di Maestro Torrigiano vengono evocati personaggi femminili del ciclo arturiano e dell’amor cortese, come Ginevra e la regina Isotta. Il poeta si stupisce del fatto che una donzella sia in grado di scrivere poesie alla maniera trovadorica e di competere con loro in quanto a fama. Vedere una donna poetessa è qualcosa talmente incredibile (la parola “meraviglia” compare tre volte nel sonetto), che sarebbe come vedere un cavallo che sa suonare la lira (“è ver caval sonar la rotta”). Torrigiano paragona, quindi, Compiuta alla divina Sibilla, per rilevarne l’eccezionalità, e fa notare come una personalità così importante sia un vantaggio per la città di Firenze, ribadendolo con due versi (“Ed eo ne tegno di miglior la villa” e “e credo che ci megliora ventura”). Così troviamo due testimonianze dirette di autori dell’epoca, quella di Guittone d’Arezzo e quella di Maestro Torrigia-