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Terminologija ir vertimų technologija daugiakalbėje informacinėje visuomenėje

Albina Auksoriūtė; Solvita Labanauskienė

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DALLA TERMINOLOGIA STRANIERA TERMINOLOGIA E TECNOLOGIA DELLA TRADUZIONE NELLA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE MULTILINGUE Dal 17 al 19 agosto 1992 si è tenuta nella località balneare lettone di Jūrmala la conferenza internazionale di terminologia «Terminologia: situazione e prospettive», dedicata al centenario della nascita di E. Drezen. Ernestas Drezenas (1892–1937) nacque a Liepāja e visse e lavorò a Mosca. Fu ingegnere militare, uomo di vasta cultura, si dedicò a varie attività scientifiche e si interessò molto alla terminologia, in particolare alla standardizzazione dei termini. E. Drezen trattò la terminologia e la standardizzazione nei suoi libri (Стандартизация научно-технических понятий, обозначений и терминов, 1934; Интернационализация научно-технической терминологии, 1936) e nei suoi articoli. Alla conferenza parteciparono studiosi provenienti da 13 paesi: Austria, Danimarca, Estonia, Stati Uniti d’America, Canada, Lettonia, Polonia, Lituania, Paesi Bassi, Francia, Russia, Svezia e Ucraina. Dal 21 al 25 ottobre 2002 si è svolta a Riga la seconda conferenza internazionale di terminologia «Terminologia e tecnologia della traduzione nella società dell’informazione multilingue», dedicata al 110º anniversario della nascita di E. Drezen. La conferenza è stata organizzata dall’Accademia lettone delle scienze, dall’Istituto di lingua lettone, dal Centro statale della lingua, dall’Istituto internazionale di ricerca terminologica (IITF), dal Centro internazionale di informazione terminologica (INFOTERM) e dall’Associazione europea di terminologia (EAFT). Il comitato organizzatore era presieduto da Valentīna Skujiņa, membro effettivo dell’Accademia lettone delle scienze e presidente della Commissione terminologica dell’Accademia, e da Juris Ekmanis, membro effettivo dell’Accademia lettone delle scienze e vicepresidente dell’Accademia. Alla seconda conferenza internazionale di terminologia, studiosi di Austria, Danimarca, Estonia, Stati Uniti d’America, Cina, Lettonia, Lituania, Russia, Finlandia, Ungheria e Germania hanno tenuto relazioni in inglese o in lettone. La conferenza è stata aperta e il saluto è stato rivolto da 122 Jānis Stradinis (Stradiņš), presidente dell’Accademia lettone delle scienze. Il prof. Heribert Picht di Copenaghen, nella relazione «Le teorie della terminologia: una rassegna critica degli ultimi decenni», ha dapprima esaminato brevemente i principali obiettivi della terminologia, formulati da Drezen, Wüster e dagli studiosi della scuola russa. Ha analizzato i cambiamenti e i nuovi orientamenti della terminologia nell’Europa centrale, nei paesi nordici, in Canada, Francia e Spagna. H. Picht ha passato criticamente in rassegna i principali obiettivi perseguiti dai nuovi movimenti che si orientano verso una nuova teoria della terminologia e ha discusso il confronto di tali obiettivi con le ricerche dell’epoca di Wüster e, in particolare, del periodo post-wüsteriano. I terminologi dell’Istituto di lingua lituana Stasys Keinys, Solvita Labanauskienė e Albina Aukšoriūtė hanno parlato della terminologia lituana a cavallo del secolo, dei suoi risultati e dei suoi problemi. Hanno evidenziato tre direzioni del lavoro attuale: 1) la preparazione e la pubblicazione di dizionari terminologici, enciclopedie e norme; 2) la creazione di banche dati terminologiche elettroniche; e 3) la ricerca teorica in terminologia. La relazione ha sottolineato che, soprattutto dopo il 1990, la preparazione di dizionari terminologici ha conosciuto un rinnovato impulso: sono stati pubblicati circa 150 dizionari e glossari terminologici esplicativi e bilingui, di varia ampiezza e destinazione. Si stanno creando banche dati universali e di termini standardizzati. I lavori teorici vengono pubblicati nell’annuario dell’Istituto di lingua lituana «Terminologija» e in altre pubblicazioni lituane e straniere; è stata inoltre pubblicata una monografia. Lo studioso di Mosca, il prof. Sergiejus Šelovas, ha esaminato nella sua relazione le nuove prospettive della teoria della terminologia nel XXI secolo. Ha individuato due aspetti principali della teoria terminologica da lui sviluppata: 1) il termine si distingue dalla parola (comune) o dalla locuzione in base al concetto che designa; 2) questa caratteristica del termine è del tutto relativa se confrontata con i concetti generali espressi da parole o locuzioni della lingua comune. S. Šelovas ha sottolineato che le pubblicazioni sulla ricerca terminologica testimoniano un interesse enorme e in costante crescita per il problema dell’analisi della definizione dei termini. La prof.ssa Valentīna Skujiņa dell’Istituto di lingua lettone ha tenuto la relazione «Ernestas Drezenas e la teoria e la pratica della terminologia attuale». Ha posto l’internazionalizzazione tra i problemi terminologici più urgenti e ha indicato come E. Drezen l’avesse affrontata nel suo libro 123 «L’internazionalizzazione della terminologia scientifica e tecnica». V. Skujinš ha sottolineato l’idea di E. Drezen secondo cui, dal punto di vista internazionale, sarebbe opportuno uniformare il livello concettuale dei termini, mentre il livello espressivo dei termini dipende dalle peculiarità di ciascuna lingua nazionale; pertanto, il tentativo di uniformare l’espressione terminologica di tutte le lingue costituirebbe una pressione innaturale sui sistemi delle lingue nazionali. La relatrice ha osservato che le idee avanzate da E. Drezen sono attuali per affrontare gli urgenti problemi della terminologia a livello internazionale e, inoltre, dimostrano l’enorme ruolo della terminologia nazionale nel garantire una comunicazione internazionale efficace e univoca. Arvis Tavast, dell’Associazione estone di terminologia, ha illustrato l’infrastruttura proposta per la gestione della terminologia descrittiva. La prof.ssa Valentina Novodranova, di Mosca, nella relazione «La semantica dei termini composti» ha esaminato la semantica dei termini medici composti, mentre l’ospite cinese Qing Liu ha parlato dei problemi di standardizzazione dei simboli terminologici. Le terminologhe lituane Angelė Kaulakienė e Jolanta Gaivenytė hanno tenuto una relazione dal titolo «Fondamento teorico del termine e uso pratico», nella quale hanno analizzato le discrepanze nella presentazione dei termini nei glossari di fisica e discipline affini e si sono chieste perché i termini adottati dalle commissioni terminologiche di vari ambiti scientifici non vengano sempre usati dagli specialisti. Ciò è determinato da fattori extralinguistici: l’autorevolezza degli specialisti, la riluttanza a usarli, la mancanza di coordinamento nelle attività delle organizzazioni professionali, ecc. Un altro relatore lituano, Kastytis Beitas, ha parlato dei sistemi terminologici e della sistematicità. Tellervo Hyttinen, dipendente del Servizio terminologico del governo finlandese, ha illustrato il lavoro terminologico nell’amministrazione governativa finlandese. In Finlandia non solo il finlandese, ma anche lo svedese ha lo status di lingua nazionale, perciò tutti i documenti ufficiali sono redatti sia in finlandese sia in svedese. La relatrice ha spiegato che il Servizio terminologico del governo svolge attività terminologiche da vent’anni. Il Servizio cura le traduzioni di atti e di vari documenti ufficiali, offre consulenze telefoniche e partecipa ai progetti di armonizzazione della terminologia dell’amministrazione governativa. Tutto il lavoro terminologico viene svolto in collaborazione con gli esperti della materia in esame. Il Servizio terminologico del governo finlandese pubblica glossari multilingui, nei qua- 124 li presenta i termini, le loro definizioni e gli equivalenti in diverse lingue. Ne ha già pubblicati più di dieci. La prof.ssa Ina Druviete (Riga) ha tenuto una relazione sulla terminologia del bilinguismo e dell’istruzione bilingue. In Lettonia il concetto di bilinguismo è noto da molti decenni, ma il termine bilingvizmas si è diffuso ampiamente solo nell’ultimo decennio e ancora oggi non vi è consenso sulla sua forma e sul suo uso; l’autrice ha quindi formulato alcune proposte al riguardo. La terminologa lettone Iveta Pūtėle ha esaminato l’influenza dei fattori linguistici ed extralinguistici sul lavoro di denominazione delle professioni. Ha osservato che sorgono particolari difficoltà nell’armonizzare le classificazioni professionali dei diversi paesi e nel compilare glossari terminologici, poiché è necessario attenersi ai principi di formazione dei termini propri della propria lingua e alle tradizioni di creazione terminologica di ciascuna lingua. Il filologo lettone Ojārs Bušs, nella relazione «Sulla traduzione dei nomi propri», ha riferito che si sente spesso, anche nella letteratura, l’opinione secondo cui i nomi propri non dovrebbero essere tradotti. Tuttavia, a suo avviso, vi si oppongono esempi come: serb. Crna Gora – rus. Черногория – it. Montenegro – alb. Mali i Zi – turco Karadag – lit. Juodkalnija – lett. Melnkalne. È tuttavia necessaria un’adeguata analisi teorica del processo linguistico per garantire l’accuratezza di tali traduzioni. Non di rado la struttura semantica di un nome proprio nella lingua originale è più ricca di quella dell’eventuale traduzione. Nella sua relazione Jānis Rozenbergs ha sollevato alcuni problemi terminologici tuttora attuali, legati allo sviluppo della scienza. Ha sottolineato che: 1) sono stati trascurati gli ambiti della terminologia che riguardano l’uomo, la sua essenza e il suo mondo spirituale; 2) i termini sono, in sostanza, inventari delle decisioni e dei risultati dell’umanità; 3) la terminologia registra l’esistenza della vita umana e dello sviluppo della civiltà, oppure ciò che è previsto. Janos Pusztay, dall’Ungheria, ha presentato ricerche sulla terminologia delle lingue finniche della Russia (komi, mari, mordvine ecc.). In diverse relazioni sono stati analizzati i problemi della traduzione. Ieva Zauberga (Riga) ha parlato dell’influenza dei traduttori sul consolidamento e sullo sviluppo della nuova terminologia. Il prof. Andrejis Veisbergs, di Riga, ha esaminato 125 l’uso dei computer nell’esecuzione delle traduzioni e nella formazione dei traduttori; Juris Baldunčikas, di Ventspils, ha parlato dei problemi della terminologia commerciale che si incontrano nella formazione dei traduttori in questo settore. La prof.ssa Larisa Aleksijeva (Perm’) ha illustrato nella sua relazione l’approccio cognitivo alla traduzione scientifica. Christian Galinski, direttore del Centro internazionale d’informazione terminologica di Vienna, ha tenuto una relazione dal titolo «L’economia della terminologia nell’era della società dell’informazione multilingue». Ha sottolineato che la nostra società moderna è influenzata dalla scienza e dalla tecnologia, il cui sviluppo oggi accelera in modo particolare grazie alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Secondo lui, queste tecnologie hanno dato origine a Internet e accelerano la globalizzazione. Favoriscono il passaggio a una società dell’informazione globale, nella quale la lingua (le lingue) rimarrà il principale mezzo (i principali mezzi) di comunicazione tra le persone. Tuttavia, lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione influisce anche sulla natura e sull’uso tanto della lingua comune quanto della lingua specialistica. Zaiga Ikerė, docente dell’Università di Daugavpils, ha parlato del rapporto tra i termini filosofici nazionali e internazionali nella società contemporanea. Ha osservato che uno dei compiti fondamentali della filosofia contemporanea è creare nuovi significati del mondo umano e dischiudere nuovi orizzonti. Tutto ciò può realizzarsi pensando nella lingua madre di ciascuno. Questo spiega la comparsa di nuovi concetti e nuovi termini nella lingua madre. I processi ermeneutici della mente umana sono una delle ragioni che spiegano l’uso sinonimico della lingua madre e dei termini internazionali. Maire Raadik, dell’Estonia, ha presentato una panoramica dello sviluppo della terminologia bancaria estone nel decennio precedente e ha illustrato i dizionari pubblicati in questo settore. La relatrice ha sottolineato che dagli anni Novanta la lingua inglese ha iniziato a esercitare una forte influenza sulla terminologia bancaria estone. Alla conferenza sono state presentate diverse relazioni in lettone, dedicate alla terminologia di singoli settori. Viktorija Kuzina (Riga), parlando dei termini antincendio, ha sottolineato che un serio problema terminologico consiste nel definire i confini tra terminologia scientifica e professionale. Secondo Uldis Švinks, la terminologia sportiva facilita la formazione degli specialisti dello sport e consente di sistematizzare le molteplici attività di allenatori, arbitri e atleti, nonché i nomi dell’attrezzatura sportiva. Le minoranze nazio- 126 nali lettoni nelle scuole frequentate dalle minoranze, dal 1996, usano il lettone durante le lezioni di educazione fisica e gli allenamenti. Il lessico sportivo lettone consente non solo agli specialisti di acquisire le conoscenze necessarie, ma li aiuta anche ad apprendere con successo la lingua lettone. Velga Laugalė ha tenuto una relazione dal titolo «I termini pedagogici e il loro uso», nella quale ha confrontato l’uso dei termini pedagogici nella letteratura specialistica con i risultati dello studio del 2000 Aiškinamajame pedagogikos terminų žodyne. Juris Gunāras Pommeras ha analizzato i termini internazionali relativi ai veicoli a motore. Circa il 30 per cento dei termini usati in questo settore sono parole internazionali. Sono riconosciuti come termini se vengono usati in almeno tre delle quattro o cinque lingue considerate decisive nel settore in questione. Māris Baltinis (Baltinš) ha esaminato le principali tendenze della terminologia medica lettone negli ultimi dieci anni. Nella terminologia medica lettone, l’inglese ha preso il posto del russo come lingua dominante. Insieme ai progressi della scienza medica, dal 1988 sono aumentati anche i problemi della terminologia medica lettone: il rifiuto ingiustificato della terminologia usata in precedenza, il ricorso entusiastico e incoerente alle abbreviazioni, l’adozione di anglicismi ecc. Andrejis Bankavas ha trattato la creazione dei termini lessicografici. Ha parlato della lessicografia teorica emergente. Per facilitare una migliore comprensione della sua terminologia, per la prima volta nella terminografia lettone è apparso un dizionario trilingue (francese-lettone-inglese) dei termini lessicografici, la cui compilazione si è basata su studi monografici in francese e lettone, dati provenienti da periodici e altro materiale. In due relazioni sono stati confrontati termini lettoni e lituani. Regina Kvašytė ha confrontato l’origine, la struttura e gli ambiti d’uso dei termini lettoni e lituani di economia, finanza, contabilità e diritto riportati nel Latvių–lietuvių kalbų žodyne e nel Lietuvių–latvių kalbų žodyne. Nella relazione dei terminologi lituani Stasys Keinys e Solvita Labanauskienė, «I nomi lettoni delle piante nel Lietuviškame botanikos žodyne», si è parlato dei termini lettoni confluiti nei primissimi dizionari terminologici lituani, compilati all’inizio del XIX secolo da J. A. Pabrėža. Si è osservato che i nomi lettoni non compaiono più nei nuovi repertori lituani dei nomi delle piante. 127 Nella seduta conclusiva della conferenza sono state presentate relazioni che hanno affrontato le banche dati terminologiche e la terminologia dell’informatica e delle tecnologie dell’informazione. Sergiejus Šelovas ha parlato del passaggio dalla creazione di una banca terminologica alla costruzione di una base scientifica per la terminologia. Inguna Skadinā ha riferito sull’uso delle tecnologie informatiche nella traduzione e nella redazione di dizionari; Ilzė Vancānė e Valērijs Krugļevskis hanno illustrato la struttura dei termini composti e la ricerca computerizzata nei testi. Valentina Dagienė ha parlato della letteratura informatica e della terminologia utilizzata nelle scuole lituane. Una giornata della conferenza è stata dedicata a un seminario e a un colloquio. Il seminario «Terminologia computerizzata nell’era di Internet: problemi e soluzioni» è stato condotto dalla prof.ssa Sue Ellen Wright, degli Stati Uniti, e dal prof. Klaus Dirk Schmitz, della Germania. Hanno discusso i principi fondamentali della gestione terminologica, presentato le banche dati terminologiche e i programmi informatici per la loro realizzazione, e illustrato e dimostrato altri programmi: per il controllo ortografico, la redazione di dizionari, ecc. Il colloquio «Rafforzare la cooperazione tra i paesi dell’Europa orientale e centrale nel campo della terminologia» è stato organizzato dal Centro internazionale di ricerca terminologica, dal Centro internazionale di informazione terminologica e dalla Commissione statale per la lingua lettone, ed è stato condotto dal prof. Heribert Picht. La prof.ssa Valentina Skujiņa ha discusso il lavoro terminologico di Lettonia, Lituania ed Estonia. Christian Galinski, direttore di INFOTERM, ha parlato delle organizzazioni terminologiche dell’Europa centrale e del loro operato, mentre la prof.ssa Sue Ellen Wright ha presentato gli orientamenti della teoria terminologica nella regione in esame. Un’ampia panoramica dei centri terminologici dell’Europa orientale è stata fornita dal prof. Sergiejus Šelovas. K. D. Schmitz ha parlato dello sviluppo della terminologia applicata e della terminografia nell’Europa centrale, mentre A. Vasiljevas ha affrontato quello dei paesi baltici. I partecipanti alla conferenza hanno discusso di come intensificare e rendere più stretta la cooperazione tra i terminologi dell’Europa orientale e occidentale. Albina AUKSORIŪTĖ Istituto di lingua lituana Via P. Vileišio 5, LT-2055 Vilnius E-mail: [email protected] Solvita LABANAUSKIENĖ Istituto di lingua lituana Via P. Vileišio 5, LT-2055 Vilnius E-mail: [email protected] Ricevuto il 2002-11-22 128