Lietuvių ir latvių terminologija: istoriniai ryšiai ir gretinamieji tyrimai
Full text
doi.org/10.35321/term29-09
Terminologia lituana e lettone: legami storici e studi comparativi1
REGINA KVAŠYTĖ
Accademia di Šiauliai dell’Università di Vilnius, Istituto di lingua lettone dell’Università della Lettonia
ID ORCID: https://orcid.org/0000-0002-7247-7022
INTRODUZIONE
Alla fine del secondo decennio e all’inizio del terzo decennio del XX secolo — in Lettonia nel 1919 e in Lituania nel 1921 — furono istituite le Commissioni di terminologia, che iniziarono a sistematizzare la terminologia dei rispettivi paesi e a sviluppare la teoria della terminologia lituana e lettone. Si riconosce che, in questa attività, i terminologi lituani e lettoni avrebbero potuto trarre beneficio dall’esperienza del paese vicino e dai dati della seconda lingua baltica. L’obiettivo dello studio è discutere i fatti storici che testimoniano la volontà di collaborazione tra i terminologi lituani e lettoni e gli studi comparativi sulla terminologia lituana e lettone. Per raggiungere tale obiettivo sono stati fissati i seguenti compiti: 1) mettere in luce il desiderio dei terminologi lituani e lettoni, riflesso nella storia della terminologia, di avvalersi reciprocamente delle proprie esperienze; 2) sistematizzare i dati sugli attuali studi comparativi della terminologia lituana e lettone; 3) individuare altre forme di comunicazione reciproca tra i terminologi lituani e lettoni. Sono stati applicati i metodi descrittivo e referativo; le fonti utilizzate per la ricerca sono pubblicazioni scientifiche e divulgative della Lituania e della Lettonia, nonché periodici.
1. ASPETTI COMUNI DELLA STORIA DELLA TERMINOLOGIA LITUANA E LETTONE
Lo sviluppo storico della Lituania e della Lettonia è stato determinato da fattori diversi, ma vi sono stati periodi in cui si sono verificati processi simili. Ciò vale anche per la terminologia, che «iniziò a svilupparsi rapidamente nella seconda metà del XIX secolo insieme alla nazione e alla
1 L’articolo è stato preparato nell’ambito del progetto della seconda fase del Programma statale di ricerca Letonika latviskas un eiropiskas sabiedrības attīstībai Mūsdienu latviešu valodas lietojums un attīstība (n. VPP-LETONIKA-2022/1-0001).
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la formazione della lingua comune, quando gli aušrininkai e i varpininkai in un paese, i jaunalatviai nell’altro e altri intellettuali, pubblicando articoli nei periodici e scrivendo o traducendo libri di contenuto scientifico, fecero conoscere al pubblico i risultati della scienza e iniziarono a pubblicare libri di testo» (Labanauskienė 2008: 39). Già allora esistevano opere che descrivevano i rapporti tra le lingue lituana e lettone. Un ruolo di spicco fu svolto da Jurgis Ambraziejus Pabrėža, poiché «nei manoscritti, i dizionari di J. A. Pabrėža “Waardaa tayslyynee Augimiu” (1834) e “Taislós augimiu” (1843) contengono nomi lettoni di piante: è questo l’inizio dei rapporti tra la terminografia manoscritta lituana e quella lettone» (Labanauskienė 2008: 39) (per maggiori dettagli sui nomi lettoni delle piante nel dizionario in questione, cfr. Labanauskienė 2004, 2006). Per ampliare il lessico della lingua lettone attinse alle risorse della lingua lituana il pubblicista, linguista e pedagogista Atis Kronvalds (
Atis Kronvalds), il poeta, pubblicista e linguista Juris Alunanas (Juris Alunāns). «Nella seconda metà del XIX secolo la formazione della terminologia e la conoscenza delle lingue proseguono attraverso dizionari manoscritti bilingui: il “Dizionario lituano-lettone” (1872, non conservato) dell’esponente della società lettone, linguista e letterato A. Dyrikis (A. Dīriķis); il “Dizionario lettone-lituano-polacco” (circa 1875) dell’etnografo, sacerdote e linguista lituano A. Juška, che ebbe stretti rapporti con lui; e il “Dizionario lituano-lettone-polacco-russo” (1894) del linguista e sacerdote M. Miežinis» (Labanauskienė 2008: 42–43) (per maggiori dettagli sul dizionario di Mykolas Miežinis, cfr. Labanauskienė 2014; per tutti e tre i dizionari, cfr. Zemzare 1961).
Si tratta di una parte del lavoro svolto sul quale le Commissioni di terminologia istituite nel XX secolo in Lettonia e in Lituania poterono basarsi per la ricerca e la normalizzazione della terminologia scientifica2.
L’esempio della Lettonia fu lo stimolo a istituire una commissione analoga in Lituania (per maggiori dettagli sull’attività delle prime commissioni di terminologia, cfr. Auksoriūtė 2011, 2021; Kvašytė 2021a, 2021b; Kvašytė 2020b). Un contributo significativo in tal senso fu dato da Jonas Jablonskis, che nel dicembre 1920, prima ancora dell’istituzione della commissione, presentò l’ultimo numero del periodico lettone Švietimo Darbas, mensile del Ministero dell’Istruzione, nella rivista mensile del Ministero dell’Istruzione Izglītības Ministrijas Mēnešraksts (IMM; mensile del Ministero dell’Istruzione)3, scrivendo: «Presso il Ministero dell’Istruzione vi è [in Lettonia – nota dell’autore] una Commissione di terminologia, che stabilisce i termini per vari campi della scienza; la commissione è suddivisa in varie sezioni (scienze naturali, commercio, filosofia,
2 Di seguito abbreviati rispettivamente in commissione di terminologia lituana e commissione di terminologia lettone, oppure commissione di terminologia.
3 Il mensile del Ministero dell’Istruzione lettone fu pubblicato dal 1920 al 1939.
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giurisprudenza, ecc.). Le persone interessate a tali questioni pubbliche si riuniscono presso il Ministero dell’Istruzione e lavorano anche nelle sue varie sezioni terminologiche <...>» (Jablonskis 1933a: 225)4. In seguito J. Jablonskis spiega dettagliatamente con quale scopo e da chi fu riunita la commissione, come lavora e come e dove rende pubblici i termini esaminati: «Nel giornale, nei suoi fascicoli, vengono riportati determinati termini in russo, tedesco e lettone» (Jablonskis 1933a: 225). Sebbene il mensile in questione sia chiamato giornale e pubblichi proposte di termini, va detto che ciò avveniva anche nel quotidiano ufficiale Valdības Vēstnesis (Gazzetta del Governo)5. J. Jablonskis richiama inoltre l’attenzione sul modo in cui si verifica l’adeguatezza dei termini adottati dalla commissione: «Pubblicando una proposta terminologica, la commissione si rivolge, tramite il giornale dell’istruzione [IMM – nota dell’autore], a persone esperte in materia e chiede loro, qualora non siano d’accordo con uno o più termini della commissione, di proporre, al posto di questi, termini propri, più adatti agli “elenchi terminologici” destinati all’uso pubblico. Ricevute entro un certo termine (la commissione indica tale termine nell’articolo pubblicato sul proprio organo) le osservazioni dall’esterno, la commissione torna a deliberare sui termini controversi e infine li pubblica per l’uso pubblico» (Jablonskis 1933a: 225). J. Jablonskis invita a recarsi in Lettonia per conoscere l’attività della commissione e trasferirne l’esperienza in Lituania: «Anche noi possiamo seguire l’esempio dei lettoni. Qualcuno dovrebbe forse recarsi in Lettonia per conoscere sul posto questo loro lavoro del Ministero dell’Istruzione» (Jablonskis 1933a: 225–226). L’articolo fu pubblicato sulla rivista prima ancora dell’istituzione della commissione. Se ne sottolineano l’importanza e il significato (con particolare enfasi sull’istruzione): «Là dove si opera così in uno Stato giovane, non può esserci quel “disordine terminologico” con cui oggi devono fare i conti vari autori dei nostri manuali» (Jablonskis 1933a: 225). È degno di nota anche un altro fatto, in seguito ripreso, con alcune modifiche, nel lavoro della commissione: la proposta e la necessità di servirsi dei risultati del lavoro lettone: «N. B. Nella nostra Commissione per le pubblicazioni o nei magazzini del Ministero si dovrebbero tenere anche alcuni esemplari di tutte le pubblicazioni che i lettoni hanno edito per le scuole...» (Jablonskis 1933a: 226). In seguito, il 27 febbraio 1921, sul quotidiano politico e d’informazione Lietuva (n. 46), J. Jablonskis ricorda che l’idea di istituire la commissione era stata resa pubblica nel 1920: «Nel numero natalizio di “Lietuva”6 era stato pubblicato questo...
4Tutte le citazioni sono riportate nella forma originale, con l’ortografia non modernizzata; sono state eliminate soltanto varie evidenziazioni tipografiche, spaziature e simili.
5Il quotidiano ufficiale del Consiglio dei ministri della Repubblica di Lettonia fu pubblicato dal 1919 al 1940.
6Cfr. Lietuva 282(564), 1920-12-24, 6 (Jablonskis 1933c).
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… un articolo nel giornale. Ora, dopo due mesi, siamo di nuovo costretti a parlare della stessa questione: finora non è stato fatto nulla…» (Jablonskis 1933b: 226). Si sottolinea che «prima di Natale qualcosa era già stato fatto: presso il Ministero dell’Istruzione si era costituita una commissione per la terminologia, che, come allora ci si aspettava, avrebbe finalmente cominciato a occuparsi seriamente della nostra terminologia. Gli enti, o i settori scientifici e professionali interessati alla questione della propria terminologia, erano invitati a costituire al loro interno, come si era scritto anche in „Lietuvoje“, commissioni specifiche per i termini <...>» (Jablonskis 1933b: 227).
L’articolo prosegue illustrando l’esperienza lettone: «Affidando la questione terminologica a una propria commissione e mobilitando altre commissioni di lavoratori per questo compito, il Ministero dell’Istruzione segue, o seguirebbe, le orme del Ministero lettone dell’Istruzione: lì, presso il Ministero dell’Istruzione, lavora, a quanto si può vedere dai giornali lettoni e apprendere dagli scritti dei loro uomini di lettere, e lavora, possiamo dire, con successo e su vasta scala, una “commissione per la terminologia”. Con questa commissione centrale per la terminologia sono in contatto diverse altre commissioni terminologiche dell’apparato statale… Il lavoro di tali commissioni viene pubblicato ogni mese o quasi ogni mese nell’organo del Ministero dell’Istruzione [IMM – nota dell’autore], se ne dà notizia ai vari settori dell’amministrazione statale e nel principale quotidiano statale7. A quanto pare, lì non vi è confusione terminologica: i termini stabiliti da tali commissioni insieme con la commissione del Ministero dell’Istruzione sono obbligatori per tutti i settori dell’apparato statale; il lavoro terminologico interessa la comunità scientifica e la scuola, e, a quanto si vede, produce risultati del tutto positivi…» (Jablonskis 1933b: 227–228).
Fin dall’inizio, l’attività del TK lituano includeva osservazioni sul lavoro dei terminologi lettoni e sulla sistematizzazione della terminologia, registrate nei verbali delle sedute (TKP)8. Per esempio, quasi due anni dopo l’avvio dell’attività del TK, nel verbale n. 51 della seduta del 4 gennaio 1923 compare un’annotazione su come pubblicare i termini e su come preparare gli elenchi dei termini da sottoporre all’esame: «Si è deciso di continuare a pubblicare mettendo prima i termini lituani e spiegandoli in lingue straniere, e, quando non comporta difficoltà, almeno in alcune lingue. Si pubblichi sui giornali un invito a coloro che forniscono termini per il lavoro della Commissione affinché, ove possibile, affianchino ai termini lituani termini in almeno alcune lingue straniere.» Nel verbale in questione è riportato anche l’auspicio di «procurarsi, per le esigenze del lavoro, dizionari terminologici pubblicati in lettone [enfasi mia – nota dell’autore] e in altre lingue» (TKP 1923).
7 Il quotidiano menzionato in precedenza Valdības Vēstnesis.
8 I primi verbali del TK lituano (TKP nn. 1–80) sono conservati presso il Centro di terminologia dell’Istituto della lingua lituana.
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Si può supporre che i terminologi lituani fossero interessati al risultato del lavoro del TK lettone: il dizionario pubblicato nel 1922, Zinātniskās terminoloģijas vārdnīca (Dizionario della terminologia scientifica). È un’opera importante, uscita dopo che la Commissione aveva già cessato la propria attività in Lettonia (per mancanza di fondi, nel settembre 1921). Il dizionario raccoglie termini di 20 ambiti (nell’indice ne sono indicati 19: è esclusa la veterinaria), organizzati in sezioni tematiche, talvolta combinate, di diversa estensione: linguistica, filosofia, diritto, economia nazionale e finanza, musica, pittura, scultura ed edilizia, scienze naturali, silvicoltura, chimica e tecnologia chimica, matematica, geometria e disegno, fisica, meccanica e resistenza dei materiali, lavorazione delle macchine e dei metalli, elettricità ed elettrotecnica, arte militare, navigazione, industria libraria, veterinaria. In totale il dizionario contiene 8 398 lemmi (Baltiņš 2013: 426). Tuttavia, già prima erano state pubblicate in Lettonia raccolte specialistiche di termini della lingua nazionale e internazionali, per esempio dizionari di terminologia della navigazione (1902, 1908), dell’arte militare (1914) e dell’edilizia (1922) (LILVV 1995).
In sintesi, si può affermare che la fondazione dei primi TK e il loro ruolo siano valutabili in modo analogo in ciascuno dei due paesi. Come osserva l’attuale presidente della Commissione di terminologia dell’Accademia lettone delle scienze, Māris Baltiņš (Māris Baltiņš), si passò dalla creazione terminologica individuale (svolta da una sola persona), privata (senza obblighi o incarichi specifici) e spontanea (secondo la comprensione e le necessità immediate di un singolo specialista) a un’attività collettiva (condotta da numerosi esperti di un determinato ambito), pianificata (tesa a comprendere l’intero insieme dei termini di un settore, anziché creare termini isolati per singole pubblicazioni) e istituzionalizzata (con un mandato d’azione chiaramente definito sotto la direzione di una determinata istituzione) (Baltiņš 2013: 426) (sul contributo del TK lituano allo sviluppo della terminologia lituana, si veda più ampiamente: Auksoriūtė 2011, 2021).
L’attività dei TK non durò a lungo né in Lettonia (fino al 1921) né in Lituania (fino al 1926); è tuttavia evidente che l’interesse di lituani e lettoni per la teoria della terminologia e la sua sistematizzazione continuò (per approfondimenti, si vedano: Grabis 2006; Keinys 2012; Skujiņa 2002 e altri).
Se nel XX secolo in Lituania la Lettonia era considerata un modello da seguire nella sistematizzazione della terminologia, in Lettonia si sentivano talvolta voci secondo cui i terminologi lettoni e lituani collaboravano troppo poco. Per esempio, Jānis Endzelīns (Jānis Endzelīns), attivamente impegnato nella sistematizzazione della terminologia lettone, benché non abbia pubblicato lavori specificamente dedicati alla terminologia (Skujiņa 1972; si veda anche Labanauskienė 2012), in un breve articolo del 1942 sulla rivista Latvju Mēnešraksts
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(Rivista mensile lettone)9 dichiarò che occorreva rammaricarsi del fatto che, nella creazione della terminologia scientifica, lituani e lettoni non avessero collaborato né coordinato le proprie attività: ciò avrebbe offerto l’opportunità di creare molti termini comuni a entrambi i popoli (Endzelīns 1942: 547).
Lituani e lettoni, così come estoni, mantennero i rapporti reciproci anche in esilio. La loro attività contribuì anche alla cura della terminologia: in Germania, dove dal 1946 al 1949 l’Università Baltica (in lettone Baltijas universitāte) operò ad Amburgo e nel suo sobborgo di Pinneberg, fu pubblicato un dizionario di economia (più precisamente, sarebbe meglio definirlo un glossarietto) Dictionary to Meyer’s Elements of Modern Economics (EME 1946). In questa pubblicazione di 20 pagine, stampata in rotaprint, sono raccolti sia termini sia parole di altre parti del discorso usate in ambito economico (verbi, aggettivi) in inglese, tedesco, estone, lituano e lettone. Nel periodico mensile dell’emigrazione lettone Ceļa Zīmes (Segnali stradali)10, la linguista Velta Rūķe (in seguito Rūķe-Draviņa) (Velta Rūķe-Draviņa), autrice dell’articolo «Valodu tuvināšana Baltijā» (Avvicinamento delle lingue nel Baltico), sottolineava che, nel coniare denominazioni per esprimere concetti nuovi, si dovrebbe tener conto dell’esperienza della lingua affine e scegliere o creare termini simili, poiché il lessico è proprio il livello linguistico più facile da influenzare intenzionalmente. I neologismi, le denominazioni di concetti moderni, sono facili da creare nelle commissioni terminologiche; inoltre, non è necessario uniformare la nomenclatura tradizionale, ormai usata di rado (Rūķe 1951: 280). A proposito, su queste questioni si era già espresso, quasi vent’anni prima, Pranas SkardžiusIzglītības Ministrijas Mēnešraksts, che indica anch’egli il possesso di termini comuni come uno dei fattori di avvicinamento linguistico tra lituani e lettoni (Skardžius 1934: 356).11
Occorre riconoscere che lo sviluppo dei rapporti reciproci tra i terminologi lituani e lettoni non è stato ancora adeguatamente studiato. Né l’obiettivo della ricerca né l’estensione dell’articolo consentono di approfondire la storia in modo più esaustivo; tuttavia, anche solo alcune delle osservazioni esaminate nell’articolo danno motivo di ritenere che tanto i lituani quanto i lettoni valutassero positivamente la necessità di fare affidamento sulla seconda lingua baltica.
9 La rivista di letteratura e arte fu pubblicata dal 1942 al 1944.
10 Il periodico mensile fu pubblicato all’estero dal 1948 al 1987: fino al 1952 in Svezia, successivamente in Gran Bretagna.
11 L’autore dell’articolo è indicato con il nome Francis, sebbene il nome lituano Pranas dovrebbe essere reso in lettone (lettoneggiato) come Prans.
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2. STUDI COMPARATIVI SULLA TERMINOLOGIA LITUANA E LETTONE
L’atteggiamento positivo nei confronti dei rapporti reciproci tra le lingue baltiche perdura anche oggi: in Lituania e in Lettonia sono state condotte (e pubblicate) diverse ricerche comparative sulla terminologia lituana e lettone, che potrebbero essere considerate gli inizi della terminologia comparativa. Una parte delle pubblicazioni in lituano e in lettone edite in Lituania e in Lettonia12 è dedicata a questioni generali di terminologia e alla terminografia, un’altra parte alla terminologia di settori specifici.
Tra gli studi generali si ricordano l’articolo di Solvita Labanauskienė (2008), già citato nella rassegna storica, sulle parallele formazioni della terminologia in Lituania e Lettonia nel XIX secolo, nonché gli articoli sul sistema della radice termin- nelle lingue lituana e lettone, pubblicati in Lituania (Kvašytė 2013) e in Lettonia (Kvašīte 2016), e gli articoli sulle prime commissioni terminologiche LV TK e LT TK (Kvašytė 2021a, 2021b; Kvašīte 2020a). Un articolo dedicato alla terminografia passa in rassegna i dizionari terminologici pubblicati in Lituania e in Lettonia dopo il ripristino dell’indipendenza nel 1990 (Kvašytė 2004b). Hanno suscitato interesse i dizionari dei termini di linguodidattica lituano e lettone, apparsi quasi contemporaneamente: le autrici dello studio, Ana Vulanė (Anna Vulāne) e Regina Kvašytė (Reģīna Kvašīte), discutono i principi di redazione dei dizionari, la struttura, il corpus dei termini e i criteri di selezione, nonché le somiglianze e le differenze tra i sistemi terminologici (Vulāne, Kvašytė 2018). Inga Znotinia (Inga Znotiņa) esamina la varietà dei termini della linguistica dei corpora che designano il corpus di apprendenti di una lingua straniera (in lettone valodas apguvēju korpuss) e ricerca il termine più adatto agli studi comparativi (Znotiņa 2014).
Per quanto riguarda la terminografia, si vorrebbe richiamare l’attenzione sul fatto che in alcuni casi i dizionari terminologici plurilingui contemporanei includono termini lituani e lettoni; per esempio, a Riga è stato pubblicato un dizionario terminologico bilingue con traduzioni, organizzato secondo il principio dei nidi Krievu–latviešu–lietuviešu jūrniecības13 juridisko terminu vārdnīca, intitolato in lituano dall’autore Rusų–latvių–lietuvių kalbų jūrinės veiklos teisės terminų žodynu (Bergholcs 2004). In Lettonia sono inoltre stati pubblicati un dizionario traduttivo dei termini economici, curato da un collettivo di autori, che comprende il lituano tra le sette lingue (ETV 1992), e, presumibilmente, quello dell’Università lettone di agricoltura (nella bibliografia non è indicato l’editore,
12 Nel sistematizzare il materiale sono stati raccolti dati anche sulle relazioni presentate ai convegni e sulle relative tesi pubblicate; tuttavia, nella descrizione della ricerca ci si basa sugli articoli, poiché elencare tutte le relazioni e/o le relative tesi avrebbe occupato troppo spazio e, inoltre, spesso gli articoli vengono elaborati a partire dalle relazioni.
13 Letteralmente navigazione.
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tuttavia tale supposizione deriva dal fatto che la pubblicazione uscita a Jelgava – il dizionario di tecnologia dell’allevamento Lopkopības tehnoloģijas terminu vārdnīca:vācu–angļu–lietuviešu–latviešu (LTTV 2001)14. In Lituania è stata pubblicata una raccolta che include termini di entrambe le lingue baltiche: il Aplinkos apsaugos žodynas EnDIC 2004, pubblicato dal Ministero dell’Ambiente (per i nomi lituani e lettoni delle piante trattati nel dizionario, si veda Labanauskienė 2009, 2010). In un sussidio didattico in forma di dizionario, pubblicato dall’Università di Šiauliai e destinato agli studenti di terminologia, sono riportati gli equivalenti lettoni dei lemmi (Kvašytė 2005b).
Tra i settori scientifici specifici, finora i termini della linguistica lituana e lettone hanno ricevuto molta attenzione da un punto di vista comparativo. In Lituania sono stati pubblicati articoli dedicati sia al confronto tra termini linguistici di carattere più generale, sia ai termini di una branca della linguistica, la dialettologia (Балоде 1985; Kvašytė 2005a); gli articoli pubblicati in Lettonia hanno invece esaminato approfonditamente i termini grammaticali usati per denominare le parti del discorso e i verbi riflessivi (Kvašytė 2019, 2020a). Tuttavia, i termini maggiormente studiati sono quelli della stilistica. Una parte degli studi in questione è apparsa nel volume di saggi del 2006 Lietuvių ir latvių gretinamosios stilistikos klausimai, che ha riunito studiosi lituani e lettoni per la ricerca comparativa sulla stilistica delle due lingue baltiche (Kvašytė 2004a, 2006; Kvašytė, Župerka 2006), oltre che in pubblicazioni lettoni (Kvašytė 2004a, 2007, 2013). Alla stilistica (a uno degli stili funzionali, quello settoriale) è riconducibile il confronto tra i termini di origine inglese usati in economia, anche se lo studio in questione potrebbe essere considerato un’analisi degli anglicismi nel campo dell’economia (Kvašytė 2004b).
Sia i terminologi lituani Stasys Keinys e S. Labanauskienė, sia la terminologa lettone Linda Pietė (Linda Piete, oggi Kurminia) hanno esaminato comparativamente i termini botanici attestati in fonti diverse e in periodi differenti, soprattutto i nomi delle piante (Labanauskienė 2006; Labanauskienė 2004, 2009, 2010, 2014; Keinis, Labanauskienė 2004; Pietė 2007; Kurmina 2010). Un risultato dell’interesse per un altro ambito attuale della terminologia è il capitolo dedicato all’analisi dei termini informatici lituani e lettoni, pubblicato nella monografia Lietuviškos informatikos ir kompiuterijos terminijos tyrimai (autrice S. Labanauskienė) (Auksoriūtė et al. 2018: 352–407).
14 Dati sui dizionari tratti dallo studio Vārdnīcu izstrāde Latvijā (1991–2010) (Šmite 2012).
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Gli attuali studi comparativi sulla terminologia lituana e lettone riguardano sia questioni scientifiche generali e la terminografia, sia la terminologia di settori o sottosettori specifici: botanica (nomi delle piante), economia e tecnologie dell’informazione. Particolare interesse ha suscitato la linguistica (dialettologia, grammatica, stilistica), così come la linguodidattica e la linguistica dei corpora. In Lituania e Lettonia esistono inoltre dizionari terminologici che registrano termini di entrambe le lingue.
3. RELAZIONI TRA I TERMINOLOGI LITUANI E LETTONI
Si vorrebbe segnalare ancora alcuni lavori che non riguardano direttamente il confronto tra le terminologie lituana e lettone, ma riflettono i rapporti tra i terminologi e sono ormai entrati a far parte della storia recente. Il loro obiettivo comune è far conoscere i risultati dei terminologi dell’altra nazione baltica e le questioni attuali della terminologia. Finora tali lavori sono più numerosi in Lituania: sono state pubblicate, per esempio, recensioni di opere di terminologi lettoni, tra cui la monografia di Valentīna Skujiņa (Valentīna Skujiņa) Latviešu terminoloģijas izstrādes principi (Principi di elaborazione della terminologia lettone) (Keinys 2005)15, le recensioni del dizionario pubblicato nel 2007 Valodniecības pamatterminu skaidrojošā vārdnīca (Dizionario esplicativo dei termini fondamentali della linguistica) (Kvašytė 2008, 2009), nonché una rassegna dell’attività dei terminologi lettoni e bibliografie dei dizionari terminologici pubblicati in Lettonia nel periodo 1990–2000 (Kvašytė 1996, 2001). La rivista Gimtoji kalba ha pubblicato un’intervista all’allora presidente della TK lettone, Juriu Baldunčiku (Juris Baldunčiks), sul bisogno condiviso da entrambe le lingue di disporre di una terminologia coerente (Kvašytė, Urnėžiūtė 2015). I rapporti tra i terminologi emergono anche da alcune notizie di carattere personale pubblicate nelle loro riviste: gli auguri a V. Skujiņa in occasione del suo anniversario (Labanauskienė 2007) e il In memoriam a lei dedicato (Keinys 2015).
In Lituania vengono pubblicati articoli di terminologi lettoni, che consentono di conoscere le questioni attuali della terminologia lettone e della gestione terminologica, nonché i metodi di ricerca e di gestione della terminologia nei diversi settori. La principale pubblicazione dedicata a questo tema è Terminologija (avviata nel 1994 con il titolo Terminologijos vagos). V. Skujiņa (1937–2015) è stata membro del comitato editoriale della rivista in questione dal 1998 al 2012, mentre J. Baldunčikas (1950–2022) lo è stato dal 2013 al 2021. La Lettonia non dispone di una pubblicazione scientifica di terminologia di questo tipo, perciò i lituani
15 È stata recensita la prima edizione della monografia, pubblicata nel 1993 (la seconda edizione è del 2002). La recensione è stata pubblicata nel 1994 sulla rivista Terminologijos vagos (ristampata in una raccolta nel 2005).
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Le pubblicazioni dei terminologi sono stampate in diverse raccolte, per lo più periodiche o occasionali, preparate sulla base di relazioni presentate a conferenze, per esempio nella rivista dell’Istituto di lingua lettone dell’Università della Lettonia Linguistica Lettica e nella pubblicazione della Facoltà di scienze umane dell’Università della Lettonia Valoda: nozīme un forma (Lingua: significato e forma). Gli articoli preparati sulla base delle relazioni presentate al Congresso di Lettonistica sono pubblicati in Valodniecības raksti (Articoli di linguistica), mentre le pubblicazioni Vārds un tā pētīšanas aspekti (La parola e i suoi aspetti di studio) e Valoda dažādu kultūru kontekstā (La lingua nel contesto di diverse culture) raccolgono rispettivamente i materiali delle conferenze delle università di Liepāja e di Daugavpils.
I terminologi lituani e lettoni partecipano alle conferenze internazionali organizzate gli uni dagli altri. In Lituania, il Centro di terminologia dell’Istituto di lingua lituana organizza regolarmente conferenze dedicate alla terminologia, mentre in Lettonia i terminologi partecipano alle conferenze annuali in commemorazione degli anniversari della nascita di J. Endzelīns e Arturs Ozols (Arturs Ozols), nonché alle conferenze dell’Università di Liepāja, dell’Università di Daugavpils e di altri atenei.
Numerosi fatti attestano i legami reciproci tra i terminologi lituani e lettoni. In Lituania e in Lettonia vengono pubblicati articoli scientifici dedicati alla terminologia lettone e lituana e alle questioni di gestione terminologica; si tengono relazioni alle conferenze e si riscontrano anche altre forme di collaborazione.
CONCLUSIONI
La ricerca ha dimostrato che, nella storia della terminologia lituana e lettone, i terminologi hanno mostrato interesse gli uni per gli altri. Su iniziativa di J. Jablonskis, nel 1921 fu istituita in Lituania, sul modello lettone, una Commissione di terminologia, nella cui attività egli esortava a fare tesoro dell’esperienza lettone; i linguisti lettoni J. Endzelīns e V. Rūķe, a loro volta, sottolinearono la necessità di promuovere un maggiore avvicinamento delle lingue baltiche. Occorre riconoscere che la storia dei rapporti tra i terminologi lituani e lettoni non è stata studiata a sufficienza; tuttavia, alcune considerazioni esposte nell’articolo consentono di affermare che i terminologi di entrambi i paesi giudicavano positivamente la necessità di attingere reciprocamente alla propria esperienza nella creazione terminologica.
Gli attuali studi comparativi sul lituano e il lettone riguardano questioni generali di terminologia, la terminografia e la terminologia di ambiti o sottoambiti specifici: botanica (nomi delle piante), tecnologie dell’informazione, linguistica, glottodidattica e linguistica dei corpora. Gli autori degli studi comparativi (L. Baluodė, S. Keinys, R. Kvašytė, S. Labanauskienė, L. Pietė
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Regina Kvašytė
Lietuvių ir latvių terminologija: istoriniai ryšiai ir gretinamieji tyrimai
(ora Kurminia), A. Vulane, I. Znuotinia) pubblicano articoli sia in Lituania sia in Lettonia, soprattutto in lituano e lettone e, più raramente, in inglese e russo. In Lituania e in Lettonia esistono dizionari plurilingui che registrano i termini di entrambe le lingue baltiche. Nel 1946 un simile glossario economico fu pubblicato in Germania, dove operava l’Università baltica.
La comunicazione reciproca tra lituani e lettoni comprende anche la revisione di opere terminologiche, la pubblicazione di articoli dedicati allo studio dei termini della propria lingua, la partecipazione alle conferenze organizzate in Lituania e in Lettonia e la pubblicazione di abstract e materiali delle relazioni. In Lituania i terminologi lettoni pubblicano i loro articoli per lo più nella rivista Terminologija, nel cui comitato editoriale la Lettonia è stata rappresentata da V. Skujinia dal 1998 al 2012 e da J. Balduņčikas dal 2013 al 2021. In Lettonia non esiste una pubblicazione analoga dedicata esclusivamente alla terminologia; pertanto gli articoli dei terminologi lituani vengono pubblicati nella rivista Linguistica Lettica, nella pubblicazione del Congresso di Lettonistica Valodniecības raksti e altrove.
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Ricevuto il 2022-09-05 Regina Kvašytė Accademia di Šiauliai dell’Università di Vilnius Via P. Višinskio 25, LT-76351 Šiauliai Istituto di lingua lettone dell’Università della Lettonia Viale Kalpaka 4, LV-1050 Riga E-mail [email protected]
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