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LA RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA). Contesto, quadro normativo, caratteristiche e contenuto informativo.
Rapporto realizzato nell’ambito delle attività di sostegno al passaggio dalla RICA alla RISA. Indagine cofinanziata dalla Commissione Europea e dallo Stato italiano, gestita per conto del MASAF dal centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA. Responsabile: Luca Cesaro. A cura di Sonia Marongiu e Alfonso Scardera Impaginazione e visual designer: Andrea Di Cesare Contatti CREA – Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, Via Barberini, 36 – 001187 Roma E-mail [email protected]ov.it - Telefono: 06 478561 – Referenti indagine RICA ISBN: 9788833854540 DOI: 10.5281/zenodo.17256115 DISCLAIMER Né il CREA né alcun dipendente o soggetto che agisce per conto dello stesso CREA è responsabile dell’uso che potrebbe essere fatto dei dati riportati nel Rapporto che assume esclusivamente finalità divulgative. Lo scopo principale è quello di fornire un contributo ed informare gli operatori del settore e i cittadini sui dati strutturali ed economici delle aziende agricole italiane che gestiscono superficie a boschi. Il CREA e gli autori del documento non sono pertanto responsabili per eventuali conseguenze derivanti dall’utilizzo dei dati pubblicati nel Rapporto. Le informazioni e i dati contenuti in esso contenuti possono essere riprodotti liberamente, secondo le CC BY-NC-SA, a condizione che venga citata la fonte e non vengano manipolati o distorti i risultati originali. © CREA 2025, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia. Rapporto completato a Ottobre 2025
Sommario Indice delle figure e delle tabelle 4 Prefazione 5 Introduzione 6 1. A che serve la rete RICA/RISA? 7 2. Il processo di conversione della RICA in RISA 10 3. Il quadro normativo della RISA 14 4. Il contenuto informativo della RISA: le nuove variabili 16 4.1 Variabili economiche 18 4.2 Variabili ambientali 21 4.3 Variabili sociali 28 5. L’importanza della interoperabilità tra banche dati 30 6. Cenni sul piano di selezione e sul campione RISA 32 7. Conclusioni 34 8. Bibliografia 35 9. Note alle Tabelle di scheda aziendale comunitaria 38
Indice delle figure e delle tabelle Figura 1: Accesso ai dati RICA italiani e complessità delle informazioni 8 Figura 2: Finalità di utilizzo della Banca Dati RICA (numero di rispondenti) 9 Figura 3: Richieste di elaborazioni dati per Area tematica, periodo 2011-2020 9 Figura 4: Principali fasi dell’introduzione della RISA 12 Figura 5: Tabelle nella RISA e confronto con la RICA 17 Figura 6: Obiettivi strategici della PAC 18 Tabella 1: Disponibilità a fornire dati sulla sostenibilità ambientale da parte 13 degli agricoltori (risposte date dagli Stati Membri durante le consultazioni per la transizione alla rete di sostenibilità). Tabella 2: Importanza delle variabili di tipo sociale per categoria di stakeholders 13 (rispondenti degli Stati Membri). Tabella 3: Ambiti che devono essere coperti dalla RISA (Reg. 2674/2023) 14 Tabella 4: Numero di aziende per circoscrizione nel Piano di Selezione RISA 33 Tabella 5: Incentivi alla partecipazione alla nuova indagine 35 (risposte da parte degli Stati Membri durante le fasi di consultazione).
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 5 Prefazione Il presente rapporto sulla Rete di Informazione per la Sostenibilità in Agricoltura (RISA) si prefigge l’obiettivo di fornire agli utilizzatori della RISA, ai decisori politici (regioni e amministrazioni centrali), ai valutatori delle politiche agricole e di sviluppo rurale e a tutti i soggetti (enti di ricerca, università, associazioni di produttori, rilevatori e singoli agricoltori) un quadro dettagliato ed organico delle diverse fasi della transizione da RICA a RISA e del contenuto informativo aggiuntivo previsto dalla RISA. Il processo di transizione da RICA a RISA, come si vedrà in seguito, è stato, e sarà nei prossimi anni fino all’entrata a regime della nuova rete di informazione, piuttosto complesso, articolato e non scevro da discussioni e complesse decisioni a livello comunitario. Il risultato di questo processo di mediazione e condivisione è, a mio modesto parere, un ottimo compromesso che tiene conto delle esigenze degli Stati Membri, che per alcuni tematismi e variabili da rilevare si sono trovati in difficoltà, e delle esigenze del Parlamento e della Commissione Europea di coprire il fabbisogno informativo relativo alla sostenibilità ambientale e sociale delle aziende agricole europee. Nei prossimi anni da oggi alla fine del 2027, ma anche oltre, ci aspetta, come agenzia di collegamento responsabile per la raccolta, elaborazione e diffusione dei dati della nuova RISA, una sfida complessa ed impegnativa, che prevede una completa revisione delle modalità di raccolta dei dati, una necessaria integrazione con altre fonti informative (amministrative, statistiche e di altro tipo) ma anche una revisione del software GAIA per la rilevazione dei dati, dei dataset, delle modalità di trasmissione dei dati e di tutti gli applicativi attualmente in uso nella RICA che devono essere rivisti, aggiornati o, in alcuni casi, completamente reingegnerizzati. Negli ultimi 2 anni il Centro di ricerca CREA per le Politiche e la bioeconomia è stato nelle attività sopra citate e, dalla rilevazione dell’anno contabile 2025, che inizierà come di consueto nei primi mesi del 2026, sarà a regime il nuovo software di raccolta dati che sostituirà il precedente GAIA, introducendo, oltre a significativi miglioramenti nell’interfaccia utente e nel sistema di programmazione (sarà un applicativo web based), anche tutte le nuove variabili della RISA secondo un calendario di “phasing in” concordato con la CE che vedrà la messa a regime della nuova RISA per l’anno contabile 2027 (rilevazione 2028). Il personale CREA-PB responsabile dell’attuazione della nuova RISA (circa 80 unità tra ricercatori, tecnologi e personale tecnico ed amministrativo) si sta impegnando in questa sfida che comporta una fondamentale revisione delle attività. Mi sia consentito in questa breve prefazione del rapporto ringraziare tutti i colleghi che stanno con impegno e dedizione contribuendo alla transizione da RICA a RISA. Luca Cesaro
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 6 Introduzione La Rete di Informazione Contabile Agricola (RICA), denominazione italiana e francese della Farm Accountancy Data Network (FADN), è stata istituita nel 1965 come strumento a disposizione della Direzione Agricoltura della Commissione Europea per il monitoraggio dell’evoluzione dei redditi delle aziende agricole nell’Unione Europea e per la valutazione dell’impatto delle politiche agricole comunitarie. Pur mantenendo invariate le sue caratteristiche e i suoi principali obiettivi, la RICA ha subìto nel tempo una serie di adeguamenti a seguito all’evoluzione delle politiche agricole (i) all’inizio degli anni ’90 con la Riforma MacSharry, (ii) con l’attuazione della riforma Agenda 2000, (iii) con l’introduzione delle misure di sviluppo rurale. L’ultima revisione è conseguente alla pubblicazione della strategia Farm to Fork e al nuovo Green Deal; a seguito di queste comunicazioni la Commissione ha avviato una profonda riforma dell’indagine, che dovrebbe consentire alla rete la copertura di nuovi ambiti di sostenibilità oltre quelli economici. Sotto certi aspetti, più che di profonda riforma si tratta di una rivoluzione, che nelle intenzioni vuole potenziare le capacità della rete di analizzare alcuni aspetti ambientali e sociali legati alle attività delle aziende agricole e di rispondere più efficacemente al sistema di valutazione delle politiche agricole conseguente al Piano Strategico PAC 2023-2027 e alla futura PAC post 2028. È stata così istituita la Rete di Informazione sulla Sostenibilità Agricola (RISA, o Farm Sustainability Data Network, FSDN), introdotta con il Regolamento (UE) 2674/2023 del 22 novembre 2023, che modifica il Regolamento (CE) 1217/2009 e sostituisce la RICA in un nuovo quadro normativo, informativo e organizzativo. Le modifiche più importanti riguardano la maggiore attenzione posta alla raccolta di dati di tipo ambientale e sociale, che si sommano all’attuale set di dati e che servono a dare risposta ad alcuni argomenti definiti importanti dai legislatori, in quanto rispondenti ai dieci obiettivi strategici della PAC per il periodo 2023-2027 e riportati per la prima volta all’interno di un allegato del regolamento di base. Nella nuova configurazione, inoltre, viene sottolineata la necessità e l’importanza di operare all’interno di un quadro in cui sia garantito un livello di interoperabilità dei dati e di condivisione delle informazioni già raccolte, che minimizzi per quanto possibile il livello di disturbo statistico degli agricoltori e renda più efficiente l’attività di raccolta dati da parte dei rilevatori. Le modifiche apportate al sistema di rilevazione e l’ampliamento delle informazioni raccolte se da un lato aumentano le potenzialità di una rete di rilevazione come la RICA (unica rilevazione microeconomica in agricoltura esistente nell’Unione Europea condotta in maniera uniforme in tutti gli Stati Membri), dall’altro lato causano preoccupazioni legate all’implementazione della nuova struttura. Ogni volta che vengono apportate modifiche al set di informazioni raccolte, infatti, occorre che tutti gli Stati Membri siano concordi e riescano ad attivare tutti gli aggiornamenti necessari per garantire la qualità del dato. Costi e struttura della rilevazione diversa (Bradley e Hill, 2015; EU Commission-DG Agri et al., 2024b) comportano inevitabilmente difficoltà di adeguamento più o meno elevate. Il fatto che in questa transizione siano aumentate in maniera notevole le richieste di dati, in particolare di tipo ambientale e sociale, implica la messa a punto di strumenti di raccolta, controllo e validazione che possono risultare complicati. Il Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia del CREA (CREA-PB), in quanto Agenzia di Collegamento (Liaison Agency) tra l’Italia e la Commissione Europea per la gestione della RICA, ha partecipato attivamente a tutte le fasi che hanno caratterizzato il processo di conversione
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 7 della RICA in RISA. Tutti i regolamenti sono stati approvati e il 2025 sarà il primo anno contabile ad essere rilevato con la nuova metodologia. Essendo la RICA una importante fonte di dati utilizzati per diverse analisi sia dagli enti di ricerca che dal mondo accademico, l’obiettivo principale del presente lavoro è quello di illustrare i contenuti della nuova RISA, sia in termini di struttura generale, che di nuove variabili introdotte in rilevazione. Il report è diviso in più parti. Il primo capitolo evidenzia l’importanza della RICA per l’analisi dell’agricoltura italiana in termini di fabbisogni informativi, utilizzatori, filoni di analisi. Il testo prende spunto da un’indagine esplorativa interna al CREA-PB sui principali profili di coloro che richiedono i dati, per spaziare poi sugli utilizzi principali delle informazioni raccolte. Emerge che, nonostante l’indagine abbia come obiettivo principali l’analisi della redditività e della struttura dei costi e dei ricavi aziendali, sono tanti gli utilizzi per studi di carattere ambientale basati soprattutto su quelle variabili che caratterizzano la rete contabile italiana rispetto a quella comunitaria. La maggiore ricchezza informativa della RICA italiana è sicuramente un punto che agevola la transizione alla RISA nel nostro paese: a livello comunitario il processo di conversione ha richiesto un lungo lavoro di mediazione e discussione tra gli Stati Membri (secondo capitolo) che, adottando metodologie di rilevazione meno approfondite di quella italiana, necessitano di maggiori e più complessi adeguamenti metodologici. Tale processo di mediazione (accompagnato da una serie di consultazioni pubbliche) si è concluso con la pubblicazione dei regolamenti principali (terzo capitolo). In particolare, l’allegato VIII del Regolamento (UE) 2024/2746 elenca le tabelle e le variabili che entreranno a far parte della RISA e che daranno una visione più completa della sostenibilità, anche in chiave ambientale e sociale. Il quarto capitolo riporta nel dettaglio il nuovo contenuto informativo, evidenziando gli obiettivi della PAC sottesi a ciascun gruppo di nuove variabili e le difficoltà di raccolta. La complessità della RISA è stata oggetto di diverse discussioni tra gli Stati Membri, preoccupati dall’aumento del disturbo statistico a rilevatori e agricoltori, dalla necessità di potenziare la fase di controllo dei dati e dalla disponibilità di informazioni da altre fonti esistenti. Questa oggettiva difficoltà ha portato ad aumentare la possibilità di scambio di dati tra fonti amministrative e l’interoperabilità tra banche dati (quindi capitolo) che si accompagna anche all’adeguamento tecnologico e metodologico dei software e degli strumenti messi a disposizione degli utenti che andranno adeguati in funzione del nuovo contenuto informativo (utilizzando le risorse della fase di setting-up). Infine, il sesto capitolo è dedicato alla descrizione dei principi alla base del disegno campionario della nuova indagine, la quale riconferma sostanzialmente la precedente impostazione. 1. A che serve la rete RICA/RISA? Uno degli obiettivi principali della RICA/RISA è quello di fornire dati alla Commissione europea per la valutazione delle politiche agricole e per le analisi di impatto delle misure adottate a sostegno del settore. I dati raccolti sono poi utilizzati dagli Stati Membri e dal sistema della ricerca per altri scopi, come le analisi di scenario, la giustificazione degli aiuti pubblici, le analisi settoriali e (in parte) territoriali, ecc. (una panoramica di progetti e riferimenti bibliografici è contenuta in Marongiu e Turchetti, 2021). Ogni Stato Membro può, infatti, arricchire il set informativo di ulteriori variabili rispetto a quelle obbligatorie a livello comunitario per far fronte a fabbisogni informativi specifici, provenienti da più parti. La RICA italiana, ad esempio, rileva potenzialmente circa 2.500 variabili per ogni singola azienda (circa il doppio di quelle indicate come obbligatorie dalla normativa comunitaria) che vanno ad alimentare studi ed analisi su temi riguardanti non solo la produttività delle aziende, ma anche i costi di produzione (generali
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 8 e settoriali), alcuni aspetti inerenti alla sostenibilità, all’innovazione, alla multifunzionalità e alla pluriattività, ecc. La messa a disposizione dei dati raccolti è sempre stata considerata importante sia per alimentare la ricerca e sia per migliorare la qualità del dato raccolto attraverso il feedback degli utilizzatori. Il sistema di accesso ai dati RICA è differenziato in funzione del profilo degli utenti (Figura 1): si va da una piena accessibilità ai dati, con un livello di aggregazione elevato come nel caso del Datawarehouse, ad un accesso sempre più limitato, in considerazione di un aumento della granularità e della complessità del contenuto informativo come nel caso della Banca Dati RICA on line (accessibile a tutti gli appartenenti al Sistema Statistico Nazionale e ad altri enti di ricerca o università, previa sottoscrizione di un accordo con il CREA-PB). I dati elementari prendono origine dall’archivio GAIASYS che, tuttavia, non è disponibile a soggetti esterni al sistema RICA in quanto contiene variabili personali. Figura 1: Accesso ai dati RICA italiani e complessità delle informazioni Area RICA/Datawarehouse Database RICA per la valutazione Variabili specifiche richieste dagli utenti (Tabelle personalizzate) Database RICA on line (BDR) GAIASYS (dati elementari) Livello di aggregazione crescente. Minor dettaglio. Aumento della complerssità e del dettaglio informativo. Fonte: Marongiu e Turchetti, 2021 Per avere contezza dell’importanza dei dati raccolti per il sistema della ricerca nazionale è stata fatta un’indagine sugli utilizzatori dei dati RICA, sia su quelli abilitati ad accedere alla BDR e sia su quelli che hanno richiesto tabelle personalizzate con variabili specifiche (Marongiu e Turchetti, 2021). Riguardo la BDR, tra i 258 profili abilitati al momento della verifica (ovvero nel 2010), il 64% degli accessi proveniva dai ricercatori del CREA mentre la restante parte da università, altri enti di ricerca o enti autorizzati. I dati sono stati utilizzati soprattutto per alimentare progetti di ricerca nazionale, analisi settoriali o di dipartimento (Figura 2.). Seguono gli utilizzi per analisi internazionali e le tesi di dottorato o consulenze (che si avvalgono maggiormente delle tabelle personalizzate). A tal proposito, si sottolinea che l’accesso alla BDR, che rappresenta il livello più completo di accesso ai dati, richiede una conoscenza della struttura delle tabelle, dei collegamenti e rapporti tra l’unità rilevata e le variabili collegate (uno a uno, uno a molti, molti a uno, ecc.), tali da non rendere immediata la comprensione delle modalità di interrogazione dei dati elementari.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 9 Figura 2: Finalità di utilizzo della Banca Dati RICA (numero di rispondenti) PROGETTO DI RICERCA NAZIONALE 39 PROGETTO DI RICERCA INTERNAZIONALE 12 ANALISI INTERNE AL DIPART/SETTORE 27 ANALISI SETTORIALI 33 TESI DI LAUREA/DOTTORATO 7 CONSULENZE 5 ALTRO 7 40 35 30 25 20 15 10 5 0 Fonte: Marongiu e Turchetti, 2021 Andando invece ad esaminare le richieste di elaborazioni di variabili specifiche pervenute al CREA-PB durante il periodo 2011-2020 è emerso che, nonostante la natura tipicamente economica dei dati raccolti dalla RICA, gli argomenti di maggiore interesse coperti dalle informazioni richieste sono stati quelli agro-ambientali (21,7% delle richieste per analisi su sistemi agroambientali, gestione idrica, emissioni in agricoltura e produzioni sostenibili) (Figura 3). Questa evidenza sottolinea un aspetto rilevante: da un lato l’importanza che hanno le variabili di tipo ambientale integrate nella RICA italiana nel corso degli anni e dall’altro l’importanza che avrà la transizione alla RISA e a un pacchetto più strutturato di dati ambientali e sociali che permetteranno il perfezionamento di analisi più complesse (come i modelli agentbased in Baldi et al., 2024 o quelli agro-economici integrati in Buttinelli et al., 2025 o le analisi sulle capacità dell’Italia di portare avanti al transizione agroecologica in Stempfle et al., 2025). La stratificazione territoriale del campione e la presenza di informazioni sulla localizzazione delle aziende rilevate permettono di implementare analisi di tipo territoriale (18,3% delle richieste), mentre la divisione per ordinamenti produttivi e la cadenza annuale garantisce la fattibilità di analisi settoriali e congiunturali (15,8% delle richieste). Importante anche l’utilizzo dei dati per l’analisi delle politiche nazionali e regionali (10,1% delle richieste) da parte di soggetti esterni al CREA-PB, per un filone di studi che attinge spesso dalla RICA specialmente per le analisi delle politiche di sviluppo rurale e la giust ficazione dei pagamenti (Cagliero et al., 2010; Cagliero et al., 2019; Cagliero et al., 2021). Figura 3: Richieste di elaborazioni dati per Area tematica, periodo 2011-2020 Analisi agro-ambientali; 21,7% Altro; 2,1% Analisi territoriali; 18,3% Analisi congiunturali; 15,8% Controllo di gestione aziendale; 14,7% Valorizzazione dei dati microeconomici; 10,6% Politiche nazionali e regionali; 10,1% Politiche internazionali comunitarie; 6,7% Fonte: Marongiu e Turchetti, 2021
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 16 Membro per avere accesso alla rilevazione, il Regolamento stabilisce: • i contenuti minimi obbligatori dei dati da rilevare; • le definizioni armonizzate (es. azienda agricola, conduttore, famiglia agricola, attività agricole); • le modalità tecniche di raccolta, registrazione, trasmissione e gestione dei dati; • l’obbligo di integrazione con banche dati nazionali ovvero l’interoperabilità (registro degli animali, registro del biologico, ecc.); • le garanzie per la protezione dei dati personali, con particolare attenzione ai dati sensibili. Il Regolamento di esecuzione individua, inoltre, quelli che vengono considerati i tre pilastri fondamentali per assicurare un flusso informativo efficace, sicuro e armonizzato tra sistemi e fonti eterogenee: (i) la pseudonimizzazione, volta a tutelare la riservatezza mantenendo al contempo l’utilità analitica dei dati; (ii) il campionamento armonizzato e stratificato (in base a regione, ordinamento produttivo e dimensione economica) che garantisce rappresentatività e comparabilità a livello dell’Unione Europea; (iii) l’implementazione tecnica, che consente l’integrazione con banche dati nazionali e l’adozione di formati interoperabili per lo scambio e l’aggiornamento dei dati. Come già sottolineato, i nuovi ambiti della RISA si traducono in tutta una serie di variabili aggiunte alla rilevazione e descritte nel dettaglio nell’Allegato VIII del Regolamento (UE) 2024/2746. L’obiettivo è ampliare e integrare la raccolta dei dati aziendali, includendo, accanto agli indicatori economici tradizionali, informazioni di natura ambientale e sociale, in coerenza con le priorità delineate dal Green Deal europeo e dalla programmazione della PAC 2023-2027. 4. Il contenuto informativo della RISA: le nuove variabili. L’Allegato VIII del Regolamento di esecuzione contiene il dettaglio della nuova scheda aziendale comunitaria, incluse naturalmente tutte le nuove tabelle che faranno parte della RISA. Complessivamente si avranno 22 nuove tabelle (di cui 14 ambientali, 5 sociali e 3 economiche), che si aggiungono alle 13 tabelle che costituiscono l’attuale configurazione e che sono parzialmente integrate con le nuove variabili. La (Figura 5). mostra le tabelle che faranno parte della RISA e il numero di variabili per ogni tabella, confrontate con il contenuto informativo dell’attuale RICA così come prevista dai regolamenti.Come si può notare, le variabili economiche (Ambito E) saranno interessate da integrazioni minime mentre saranno più consistenti le variazioni nelle tabelle ambientali (Ambito A) e sociali (Ambito S). Molte delle nuove informazioni sono già rilevate dal sistema RICA Italia (si tratta di integrarle e riorganizzarle).
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 17 Figura 5. Tabelle nella RISA e confronto con la RICA vecchi dati nuovi dati 0 20 40 60 80 *179 100 Tabella A - Informazioni generali sull’azienda 30 4 Misto Tabella B - Forma di conduzione 3 0 Misto Tabella C - Manodopera 69 21Misto Tabella D - Attivi e investimenti 59 0 Misto Tabella E - Quote e altri diritti 10 0 Misto Tabella F - Debiti e Crediti 9 0 Misto Tabella G - Imposta sul valore aggiunto (IVA) 2 0 Misto Tabella H - Fattori di produzione 49 1 Misto Tabellea I - Utilizzo dei terreni e colture 15 2 Misto Tabella J - Produzione animale 26 5 Misto Tabella K - prodotti animali e prestazioni di servizi correlate 11 0 Misto Tabella L - Altre attività lucrative direttamente collegate all’azienda 6 0 Misto Tabella M - Sovvenzioni 181 2 Econ Tabella MI - Integrazioni del mercsto 35 35 Econ Tabella DI - Innovazione e digitalizzazione 13 13 Econ Tabella OF - Quota di reddito proveniente da attività extraziendali 2 2 Econ Tabella FP1 - Pratiche agronomiche 1 10 10 Amb Tabella FP2 - Pratiche agronomiche 2 3 3 Amb Tabella NM1 - Utilizzo e gestione di nutrienti - Stoccaggio di effluenti 11 11 Amb Tabella NM2 - Utilizzo e gestione di nutrienti - Applicazioni di effluenti 16 16 Amb Tabella NM3 - Utilizzo e gestione di nutrienti - Mangimi utilizzati 10 10 Amb Tabella St - Analisi del suolo (facoltativo) 17 17 Amb Tabella BD1 - Biodiversità - Elementi caratteristici del paesaggio 22 22 Amb Tabella BD2 - Biodiversità - Controllo biologico e gestione aree private 11 11 Amb Tabella WT - Gestione delle risorse idriche 4 4 Amb Tabella I2 - Uso di prodotti fitosanitari 1 1 Amb Tabella J1 - Uso di antimicrobici 1 1 Amb Tabella CS - Sistemi di certificazione ambientale 12 12 Amb Tabella EN - Energia 6 6 Amb Tabella FL - Perdita di produzione di alimenti e mangimi in azienda 1 1 Amb Tabella TR - Formazione 14 14 Soc Tabella SA - Sicurezza 2 2 Soc Tabella SI - Inclusione sociale 1 1 Soc Tabella SE - Servizi accessibili agli agricoltori 4 4 Soc Tabella GR - Ricambio generazionale 3 3 Soc Totali 669 234 di cui nuove AmbitoVariabili totTabella Fonte: ns elaborazioni * Ai fini di una migliore visualizzazione, la barra delle variabili relative alla Tabella M è stata accorciata; il numero effettivo di vecchi dati è di 179 variabili. Questa articolazione tematica risponde all’esigenza di rendere più comprensibile e più utilizzabile un sistema di raccolta dati complesso. Nei paragrafi che seguono si elencano i temi individuati per la definizione dei tre livelli di sostenibilità delle pratiche aziendali (economica, ambientale, sociale), segnalando per ciascuno di essi le tabelle, le variabili e le categorie raccolte, nonché il livello di granularità. Nella descrizione dei temi non vengono trascurate le problematiche generali nella raccolta e nella rendicontazione dei dati, come pure vengono proposti approcci specifici per superare tali problemi. Come già sottolineato, il passaggio alla RISA è stato sostenuto anche dalla volontà di reperire informazioni utili all’analisi della nuova PAC quale quella delineata per il periodo 2023-2027, sulla quale i paesi dell’UE hanno elaborato i propri piani strategici. Le nuove variabili costituiranno una base informativa per la valutazione degli obiettivi strategici della PAC (Figura 6). Per ciascun gruppo di nuove informazioni vengono indicati gli obiettivi di riferimento.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 18 Figura 6: Obiettivi strategici della PAC Catena del Valore alimentare Cambiamenti Climatici Tutela dell’ Ambiente Ricambio Generazionale Paesaggi Competitività Reddito Equo Conoscienza e Innovazione Zone Rurali Alimentazione e Salute I 10 obiettivi della PAC 4.1 Variabili economiche L’ambito economico include aspetti classici di gestione aziendale, come valutazione di beni, investimenti, debiti e crediti, ma si amplia nella RISA includendo nuove aree come la gestione del rischio, l’innovazione, l’integrazione nei mercati, fornendo così un quadro più completo di informazioni utili ad analizzare in maniera più approfondita la competitività delle aziende agricole. Gli indicatori economici, storicamente focalizzati su produttività, redditività e impiego dei fattori produttivi, sono oggi sempre più interpretati alla luce della resilienza economica e della sostenibilità finanziaria nel lungo periodo, anche in relazione agli strumenti di politica agricola (Latruffe et al., 2016). Una variabile introdotta con la RISA e già presente nella RICA italiana riguarda il reddito extra-agricolo, informazione che ha permesso l’approfondimento di alcune tematiche importanti, quale il ruolo della pluriattività nella composizione dei redditi della famiglia agricola e l’analisi dell’efficienza delle aziende pluriattive (Tantari et al., 2017; Severini et al., 2014). A tal riguardo, un rapporto della Corte dei Conti avente come oggetto di analisi la verifica della validità del sistema della Commissione per misurare la performance in relazione ai redditi degli agricoltori (Corte dei Conti, 2016) ha ribadito che, a livello europeo, non esistono dati rappresentativi sul reddito disponibile delle famiglie agricole (inteso come quello derivante dall’attività agricola e quello proveniente da altre fonti come i salari o gli stipendi per altre attività svolte dall’agricoltore o dai membri della sua famiglia). Il rapporto considera il reddito disponibile un elemento chiave per valutare il tenore di vita degli agricoltori e, benché non sia stato sviluppato un quadro statistico per fornire informazioni su questo aspetto, i redditi extra-agricoli stanno diventando sempre più rilevanti per capire alcune dinamiche dell’attività agricola. Le informazioni utili a potenziare l’analisi degli aspetti della sostenibilità economica delle aziende agricole sono illustrate nei punti che seguono.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 19 Informazioni generali sull’azienda (Tabella A) Obiettivo PAC: aumentare la competitività. Nell’ambito delle informazioni generali dell’azienda, in aggiunta a quelle già esistenti, è necessario conoscere il ricorso da parte dell’agricoltore a misure di compensazione delle perdite aziendali e alla partecipazione a fondi mutualistici. In particolare, viene chiesto se l’agricoltore ha presentato una domanda di compensazione delle perdite dovute a eventi estremi nell’ambito o al di fuori dei regimi assicurativi (i cui costi dei premi assicurativi sono registrati in maniera cumulata nella tabella H), magari presentata nell’ambito di regimi di sostegno ex post in caso di crisi quali la riserva agricola della PAC, il Fondo di solidarietà dell’UE, gli aiuti di Stato, ecc. Viene, inoltre, chiesta come nuova informazione anche la partecipazione a fondi di mutualizzazione, vale a dire a regimi mediante i quali gli agricoltori ricevono pagamenti compensativi in caso di perdite economiche (un esempio di sostegno pubblico per i fondi di mutualizzazione figura all’articolo 76, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (UE) 2021/2115). Manodopera (Tabella C) Obiettivo PAC: aumentare la competitività. Riguardo alla manodopera aziendale è necessario indicare il ricorso a lavoratori esterni all’azienda, casistica questa presente in misura sempre maggiore nelle aziende agricole. Come lavoratori esterni vengono considerati i lavoratori assunti tramite terzi (ad esempio agenzie di lavoro interinale). I lavoratori esterni non sono inclusi nel libro paga dell’azienda agricola ma sono tuttavia gestiti dal conduttore/capo azienda. Possono essere lavoratori occupati regolarmente o lavoratori occupati non regolarmente. Di essi vengono acquisiti dati circa il numero di persone, distinto tra uomini e donne (informazione però opzionale), il loro impiego annuale in termini di tempo e la percentuale di lavoro per le altre attività lucrative (AAL) in termini di tempo di lavoro. Sovvenzioni (Tabella M) Obiettivo PAC: aumentare la competitività e promuovere le conoscenze e l’innovazione La Tabella delle sovvenzioni contiene tutti i contributi che l’azienda riceve sia da fondi europei che nazionali. Rispetto al quadro consolidato, viene chiesta l’indicazione del valore del sostegno ricevuto dall’azienda per attività di scambio e cooperazione. Queste azioni sono previste nel regolamento (UE) 2021/2115 e sono considerate importanti per la modernizzazione del settore agricolo e alimentare. Sono trasversali all’interno dell’impianto delle politiche di sviluppo rurale perché tramite le azioni previste (informazione, formazione, consulenza, innovazione) sono chiamate a stimolare la redditività e la sostenibilità mediante il cambiamento delle tecniche di produzione e a incidere sulla lotta ai cambiamenti climatici e miglioramento della qualità della vita e sicurezza alimentare. Gli ambiti in cui inserire gli interventi riconducibili alla conoscenza e all’innovazione sono due: quello relativo alle azioni di cooperazione e quello relativo allo scambio di conoscenza e diffusione delle informazioni. Nella RISA viene richiesto di indicare l’importo ricevuto dall’azienda per questi interventi. Le informazioni potranno essere utili sia per eventuali indagini legate al Partenariato Europeo
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 20 per l’Innovazione in Agricoltura che per l’Agricultural Knowledge and Innovation System (AKIS). Integrazione del mercato (Tabella MI) Obiettivo PAC: aumentare la competitività e migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare. I dati sull’integrazione del mercato delle aziende agricole sono di fondamentale importanza per analizzare, ad esempio, come un livello di integrazione più elevato possa contribuire ad affrontare i rischi legati alle interruzioni delle catene di approvvigionamento e alla volatilità dei prezzi di mercato e a migliorare la resilienza, la sostenibilità economica a lungo termine e la capacità di contribuire alla sicurezza alimentare. Le informazioni richieste si riferiscono alla vendita dei beni principali (produzioni) dell’azienda in termini di valore realizzato nel corso di un determinato esercizio di riferimento. Rappresenta una tabella del tutto nuova rispetto alla versione della Scheda aziendale comunitaria codificata nel Reg. UE 2015/220. Per i beni principali in questione viene chiesto di indicare la percentuale di beni venduti ad acquirenti diversi2 e le caratteristiche dei pertinenti accordi contrattuali (tipo di contratto, accordo sui prezzi, ripartizione del valore per premi e perdite, eventuali clausole contrattuali). Se i beni principali sono venduti ad acquirenti diversi e/o in virtù di accordi contrattuali diversi si applica lo stesso criterio del valore delle vendite più elevato (ossia le informazioni registrate si riferiscono all’acquirente principale e/o al contratto principale in termini di valore venduto). Questa informazione è già parzialmente raccolta nel sistema RICA dove per ogni vendita (e non solo per il prodotto principale) deve essere specificato il destinatario delle vendite. L’aggiunta dell’eventuale accordo contrattuale dovrebbe servire ad inquadrare meglio l’azienda all’interno della filiera. Innovazione e digitalizzazione (Tabella DI) Obiettivo PAC: promuovere le conoscenze e l’innovazione. I dati sull’innovazione e la digitalizzazione evidenziano l’entità della modernizzazione delle aziende agricole, dell’agricoltura e delle aree rurali, nonché le prestazioni delle aziende agricole in termini di sostenibilità economica, ambientale e sociale, legate all’adozione dell’innovazione. Inoltre, poiché l’adozione dell’innovazione e della digitalizzazione in azienda può promuovere soluzioni efficienti e sostenibili, è importante sottolineare se le aziende agricole beneficiano delle opportunità di finanziamento esistenti al riguardo. Le informazioni richieste in questa tabella riguardano la partecipazione dell’azienda agricola a progetti e reti di innovazione (Progetti di innovazione e ricerca, Gruppi operativi del PEI, Aziende modello, Reti di agricoltori e Altre reti) che mirano a innovare e a introdurre nuovi prodotti e servizi o a migliorare l’offerta esistente. A questi si aggiunge l’adozione di un sistema informativo di gestione dell’azienda e/o di sistemi di agricoltura di precisione (Robotica per la produzione vegetale, Tecniche a dosaggio variabile, Monitoraggio di precisione delle colture), nonché di macchinari per l’allevamento (Monitoraggio del benessere e della salute degli 2 Vendita diretta al consumatore, Organizzazione di produttori/cooperativa, Rivenditore al dettaglio, Trasformatore di prodotti alimentari, Grossista, Altre aziende agricole, Intermediari per l’esportazione, Altro.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 21 animali, Sistemi automatici di alimentazione, Regolazione automatica del clima nella stalla, Robot per la mungitura). Quota indicativa del reddito proveniente da attività svolte al di fuori dell’azienda (Tabella OF) Obiettivo PAC: garantire un reddito equo agli agricoltori. Le analisi esistenti sui redditi extra-agricoli mostrano che le fonti di reddito extra-agricole possono essere cruciali per molte famiglie agricole, specie in alcuni contesti produttivi. Già in diversi Stati membri vengono raccolti dati pertinenti sui redditi extra-agricoli che affrontano questioni quali le fonti di reddito sia per la famiglia agricola che per le sue attività agricole e il tenore di vita conseguito dalla comunità agricola. Nello specifico, il gruppo di informazioni richiesto dalla nuova scheda aziendale comunitaria si riferisce ai redditi dell’agricoltore derivanti dallo svolgimento di attività diverse dal lavoro agricolo e diverse da altre attività lucrative direttamente collegate all’azienda (AAL), già rilevate nell’ambito della Indagine RICA dall’esercizio contabile 2014. Esso comprende quindi le attività svolte al di fuori dell’azienda e l’attività di lavoro autonomo del conduttore/capo azienda, del conduttore/non capo azienda o del capo azienda/non conduttore non salariato. Deve essere fornita la quota indicativa di reddito proveniente da attività svolte al di fuori dell’azienda rispetto al reddito proveniente dall’attività agricola e dalle AAL in termini di percentuale: può essere assente inferiore al 50%, compreso tra 50% e 100%, superiore al 100% se il reddito da attività esterne supera quello derivante dall’attività agricola. Viene richiesta anche la fonte di reddito proveniente da attività svolte al di fuori dell’azienda che è sostanzialmente ridotta a due categorie: lavoro subordinato o lavoro autonomo (semplificata rispetto alla proposta iniziale che invece dettagliava le categorie e che forse in un’ottica di analisi del dato avrebbe fornito informazioni qualitative utili per le analisi del mercato del lavoro). 4.2 Variabili ambientali L’ambito ambientale della RISA si caratterizza per un approccio ecologico sistemico, che integra la gestione sostenibile delle risorse naturali con la mitigazione degli impatti ambientali delle attività agricole. La RISA rileverà un ampio spettro di variabili ambientali che potranno alimentare studi e analisi specifiche sulle pratiche agronomiche adottate, la gestione del suolo e dei nutrienti, le emissioni di gas a effetto serra e altri inquinanti atmosferici e idrici, nonché il sequestro di carbonio nei sistemi colturali. Saranno inoltre monitorati ambiti relativi all’uso di prodotti fitosanitari e antimicrobici, al benessere animale, alla conservazione della biodiversità, alla diffusione dell’agricoltura biologica, al bilancio energetico aziendale, alla gestione dei rifiuti e alla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari. Tali dimensioni riflettono una convergenza strutturale con i principi dell’economia circolare e con gli obiettivi strategici del Green Deal europeo, che mirano a promuovere l’evoluzione verso un modello agricolo più resiliente, sostenibile, capace di preservare le risorse naturali e garantire la sicurezza alimentare nel lungo periodo. A tal riguardo, la ricerca ha elaborato numerosi framework multidimensionali per valutare l’impatto dell’agricoltura su suolo, acqua, aria, biodiversità e clima (OECD, 2001; Robling et al., 2023). Le emissioni di gas serra, il consumo idrico e il bilancio energetico rappresentano oggi parametri ampiamente riconosciuti a livello internazionale per la valutazione della sostenibilità ambientale dei sistemi agricoli (Yan et al., 2019; Vărzaru, 2024) e costituiscono la base metodologica per strumenti di monitoraggio degli obiettivi ambientali globali, come quelli stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 22 L’ampliamento della base informativa della RISA permetterà di sviluppare indicatori compositi più articolati e robusti per supportare analisi sistemiche più precise e orientate alla resilienza agro-ecosistemica e al paesaggio. Le informazioni utili a potenziare l’analisi degli aspetti della sostenibilità ambientale delle aziende agricole sono illustrate nei punti che seguono. Come già sottolineato, buona parte delle variabili ambientali sono state introdotte all’interno di nuove tabelle mentre in alcuni casi l’informazione è stata integrata in tabelle già esistenti (nello specifico, la tabella A, H, I, J). Informazioni generali sull’azienda (Tabella A) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Le informazioni generali sull’azienda sono quelle che hanno a che fare con la descrizione generale dell’unità di rilevazione: orientamento tecnico-economico, dimensione economica, altitudine, ecc. Tra le variabili di tipo ambientale ci sono quelle che rilevano se l’azienda è condotta o meno in regime biologico: viene integrato a questo set informativo l’anno in cui l’azienda ha iniziato la conversione al biologico e la quota di prodotti di agricoltura biologica venduti come biologici in aziende certificate. Nel caso in cui un’azienda sia certificata per l’agricoltura biologica, viene richiesto di indicare la fascia percentuale della quota di vendite, in valori monetari, di prodotti venduti come biologici rispetto al totale delle vendite dell’azienda. Fattori di produzione (Tabella H) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Per rispondere ai due obiettivi della PAC si è ampliato il dettaglio informativo delle spese generali dell’azienda. Nello specifico, viene richiesto di indicare il consumo totale di energia prodotta da altra fonte non incluso nelle categorie finora considerate, ad esempio energia geotermica, teleriscaldamento, ecc. Utilizzo dei terreni e colture (Tabella I) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Analogamente alle informazioni aggiuntive sulla conduzione biologica integrate tra le informazioni generali dell’azienda, vengono inserite variabili specifiche nella tabella delle colture. Nella tabella I devono essere registrate, per ogni categoria di coltura, le informazioni inerenti alla superficie su cui sono coltivate colture biologiche (di cui all’articolo 3, punto 2, del regolamento (UE) 2018/848 (OR)) e alla superficie in fase di conversione all’agricoltura biologica (di cui all’articolo 3, punto 6, e all’articolo 10 del regolamento (UE) 2018/848 (CO)). Le due superfici si escludono a vicenda. Produzione animale (Tabella J) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente e proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute. Relativamente ai suddetti obiettivi della PAC si ritiene necessario ampliare le informazioni sulle produzioni animali dell’azienda.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 23 Con riferimento alla Tabella J, relativa alle produzioni animali, si richiede di indicare come nuove informazioni il numero medio di animali allevati secondo le norme di produzione con metodi biologici (allevamento biologico) e quello degli animali allevati in fase di conversione al regime biologico (allevamento in fase di conversione). Viene inoltre richiesto il numero di animali deceduti e abbattuti per emergenza, intendendo così l’abbattimento di animali feriti o affetti da una malattia procurante dolori o sofferenze acuti. Sempre per finalità ambientali la tabella richiede l’indicazione dei tipi di stabulazione, che sono distinti in funzione della specie e categoria animale, selezionandoli da un elenco definito dalla metodologia comunitaria, utile anche ai fini della identificazione degli effluenti solidi o dei liquami. Si indica soltanto il tipo di stabulazione in cui è alloggiata la maggior parte degli animali di tale categoria. Infine, sempre in Tabella I, viene chiesta l’indicazione del tempo trascorso all’aperto dagli animali, inteso come numero di giornate intere di pascolo e la possibilità di acceso al cortile, coincidente con spazi esterni con accesso permanente, generalmente con pavimentazione impermeabile, incluse le zone erbose senza pascolamento, in cui gli animali possono muoversi per parte della giornata. Pratiche agronomiche 1 (Tabella FP1) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Per soddisfare il fabbisogno informativo sulle pratiche agronomiche diventa necessario acquisire informazioni sulle azioni di tutela, di impegno e di investimento intraprese da un agricoltore o da un gestore di terreni al fine di migliorare le condizioni ambientali dell’attività agricola, nonché di attenuare i cambiamenti climatici e di adattarsi ad essi. Le stesse considerazioni valgono anche per la tabella successiva FP2. Viene pertanto richiesto di indicare la superficie sottoposta alle diverse pratiche di gestione della lavorazione del terreno (lavorazione convenzionale, semina su sodo, lavorazione conservativa o ridotta), nonché quella sottoposta a copertura del suolo (copertura invernale del suolo su seminativi, copertura erbacea su colture permanenti); viene inoltre richiesto di indicare le quantità utilizzate per la concimazione organica (con uso di compost o con uso di digestati o di frazioni ad alto contenuto di nutrienti), tranne che per la concimazione verde (solo superficie) e le quantità usate per l’applicazione di calce. Da un punto di vista analitico, il regolamento RISA richiede l’indicazione delle pratiche agronomiche in maniera complessiva, senza riferimento alla coltura. La struttura della RISA italiana rileva l’informazione per ogni coltura e questo permette di confrontare la redditività di pratiche agronomiche diverse sulla stessa coltura (ad esempio, cereali in lavorazione convenzionale vs cereali con semina su sodo). Pratiche agronomiche 2 (Tabella FP2) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. In questa tabella vengono raccolti dati sulla superficie totale aziendale destinata alla rotazione delle colture, in modo che le stesse specie vegetali non siano coltivate
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 24 ininterrottamente sullo stesso appezzamento; si applica ai seminativi utilizzati per la produzione vegetale o alla superficie lasciata a riposo. Vengono inoltre rilevate anche informazioni sulle superfici aziendali destinate ad usi specifici del suolo, quali l’Agroforestazione e la Paludicoltura. Utilizzo e gestione di nutrienti – Stoccaggio di effluenti (Tabella NM1) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. L’indicazione delle strutture e modalità di stoccaggio degli effluenti è collegata con la protezione dell’ambiente e il contrasto ai cambiamenti climatici. La corretta gestione agronomica degli effluenti di allevamento e il loro utilizzo nei periodi più idonei, permette di avere una informazione aggiuntiva sulle azioni dell’imprenditore agricolo a tutela dell’ambiente. Per lo stoccaggio dei letami sono infatti realizzate strutture apposite, impermeabili, che dipendono anche dal tipo di allevamento presente in azienda. Per il fabbisogno informativo sull’utilizzo e la gestione dei nutrienti e, nello specifico, sullo stoccaggio degli effluenti viene richiesta l’indicazione della quota (in percentuale) di effluenti solidi colaticcio/liquame di produzione propria stoccati in ciascun tipo di struttura per lo stoccaggio tra quelle elencate in tabella. Non viene richiesta nessuna informazione sulla dimensione di queste strutture ma soltanto la distribuzione degli effluenti tra le strutture. Secondo il regolamento, questi dati devono essere riportati nelle schede aziendali con cadenza annuale ma la compilazione o raccolta dei dati può essere effettuata anche con una frequenza inferiore, ma deve avvenire almeno una volta ogni cinque anni. Utilizzo e gestione di nutrienti – Applicazione degli effluenti (Tabella NM2) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Questa tabella si collega a quella precedente ma riguarda l’applicazione degli effluenti. Viene infatti richiesta l’indicazione della quota (in percentuale) della quantità totale di effluenti solidi (di produzione propria e importati) e della quantità totale di colaticcio/liquame applicata con le diverse tecniche di applicazione o utilizzata in un impianto di digestione anaerobica (%). Per le esportazioni e le importazioni di effluenti solidi e di colaticcio/liquame viene richiesta l’indicazione della quantità e non della quota. Utilizzo e gestione di nutrienti – Mangimi utilizzati (Tabella NM3) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Unitamente ai mangimi di origine aziendali, la conoscenza anche dei quantitativi dei mangimi extraziendali consente di stimare le emissioni di metano prodotte dalla fermentazione enterica, mediante l’impiego di specifici algoritmi di calcolo. Le informazioni richieste dalla presente tabella riguardano la quantità di mangimi importati nell’azienda (acquistati o ottenuti gratuitamente) e utilizzati durante l’esercizio contabile come alimenti per il bestiame. Nel caso dell’impiego di additivi per mangimi per la
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 25 riduzione del metano (additivo 3-NOP) viene richiesto di indicare il numero di vacche da latte e di bovini riproduttori allevati in stalla a cui è somministrato lo stesso additivo. I mangimi sono raggruppati in categorie (cereali, semi oleosi e derivati, colture proteiche e derivati, sottoprodotti dell’industria di trasformazione, foraggi grossolani fermentati, foraggi fibrosi non insilati, grassi e oli, minerali, concentrati, additivi per mangimi per la riduzione de metano). Analisi del suolo (Tabella ST) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici e tutelare l’ambiente. Questa informazione è facoltativa. Nel caso in cui si decida di fornire queste informazioni, è richiesto di indicare i risultati dell’analisi del suolo (che non devono risalire a oltre i cinque anni precedenti) riguardanti un’unica parcella su cui è stato effettuato il campionamento, oppure relativi a più parcelle, inserendo in questo caso più risposte. L’introduzione di questa tabella è legata alla Direttiva sul monitoraggio e resilienza del suolo (Directive on Soil Monitoring and Resilience) che nell’Allegato I identifica alcuni indicatori sulle buone condizioni e salute dei suoli. Alcuni dei parametri indicati in tabella sono riconducibili a questa attività di monitoraggio anche se il fatto di aver reso opzionale la tabella renderà difficile il suo utilizzo per analisi globali. Biodiversità – Elementi caratteristici del paesaggio (Tabella BD1) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente e salvaguardare il paesaggio e la biodiversità. Le informazioni raccolte in questa tabella riguardano la identificazione dei tipi di elementi caratteristici del paesaggio, presenti in azienda (terrazze, siepi, alberi singoli o gruppi di alberi, filari di alberi, bordi di campi, particelle o fasce tampone, fossati, ruscelli, piccoli stagni, piccole zone umide, muretti di pietra, tumuli funerari (cairns), elementi culturali e altro), dei quali registrare la presenza nell’azienda agricola (informazione qualitativa binaria), mentre l’indicazione della superficie che presenta elementi caratteristici del paesaggio è facoltativa. Biodiversità – Controllo biologico e gestione delle aree prative (Tabella BD2) Obiettivo PAC: agire per contrastare i cambiamenti climatici, tutelare l’ambiente e salvaguardare il paesaggio e la biodiversità. La tabella richiede l’indicazione del tipo di controllo biologico praticato (con microrganismi, con macrorganismi, con semichimici o lotta biologica con sostanze naturali) con una indicazione binaria e la superficie sottoposta a specifiche gestioni delle aree prative (superficie falciata una volta all’anno, superficie falciata due volte all’anno, superficie falciata tre o più volte all’anno, trasemina nelle aree prative, aratura dei prati). E’ facoltativa l’indicazione del periodo del primo sfalcio. Questa variabile è considerata molto importante perché collegata alla strategia di riduzione dell’utilizzo di pesticidi chimici da parte delle aziende agricole (obiettivo del 50% nella Strategia Farm to Fork) e alla promozione di pratiche alternative e sostenibili. Il rischio nell’introduzione della variabile riguardante il controllo biologico era quello di inserire nella rilevazione una definizione uguale per tutti anche perché si tratta di un dato raccolto solo da 3 Stati membri (16 ritengono di poter raccogliere l’informazione senza difficoltà e 9 con sforzi
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 32 Per quanto riguarda i DMV, un esempio di tali dati è rappresentato dai dati disaggregati sugli interventi a titolo della PAC. In relazione ai dati contenuti nel SIGC, tra gli esempi di tali dati rientrano l’entità delle superfici agricole, le colture, gli elementi caratteristici del paesaggio e la gestione delle superfici agricole nell’ambito delle pratiche di agricoltura biologica. L’individuazione delle aziende nei DMV e nel SIGC è gestita dalle autorità degli Stati membri a livello nazionale mediante identificativi specifici. Sulla base di tali identificativi, le autorità nazionali sono in grado di collegare tali dati a livello di singola azienda agricola. In Italia il CREAPB ha scelto di inviare alla Commissione i dati pertinenti relativi all’azienda contabile che figurano in tali serie di dati, incluso il numero RISA, per poter effettuare la fusione del pertinente contenuto con le schede aziendali, a livello di Unione, precisando il modo in cui collegare tali informazioni a livello di singola azienda agricola, anche per quanto riguarda la protezione dei dati. 6. Cenni sul piano di selezione e sul campione RISA La normativa di riferimento per la RISA stabilisce8 che ogni Stato membro elabori un piano di selezione delle aziende contabili che assicuri un campione rappresentativo del campo d’osservazione, secondo le norme indicate dalle Commissione. I piani di selezione (vale a dire i disegni campionari) devono essere stabiliti in base ai dati statistici più recenti ed essere presentati secondo la tipologia di classificazione dell’Unione relativa alle aziende agricole, precisando, in particolare, la distribuzione delle aziende contabili in base alla classe e le modalità specifiche di selezione delle aziende stesse. Analogamente alla RICA, anche nella RISA il campo di osservazione dell’indagine include le aziende agricole maggiormente orientate al mercato e più direttamente interessate dalle politiche settoriali comunitarie. Rientrano nel campo di osservazione le aziende agricole di dimensione economica uguale o superiore a una soglia, che per l’Italia è identificata in 8.000 euro di valore della produzione standard aziendale9. I valori soglia che delimitano il campo di osservazione sono individuati al fine di ottenere risultati rappresentativi per il campo di osservazione, includendo le aziende che rappresentano la maggiore porzione possibile di produzione agricola, superficie agricola e manodopera agricola tra le aziende gestite con un orientamento al mercato, rispecchiando così il più possibile la situazione strutturale dell’agricoltura nazionale. Inoltre, i valori soglia massimizzano il rapporto costi/benefici tra le dimensioni del campione indotto e la sua rappresentatività. Il passaggio dalla RICA alla RISA, nonostante abbia implicato l’estensione della rilevazione a variabili ambientali e sociali, non ha apportato nessuna modifica alle variabili di stratificazione del campo di osservazione, che viene confermato per circoscrizione/regione geografica, orientamento tecnico-economico e dimensione economica e basato su variabili di tipo economico e strutturale. In conformità delle norme adottate10, lo Stato italiano, per mezzo del CREA-PB, ha presentato il proprio disegno campionario per l’Indagine RISA valevole a partire dall’esercizio contabile 8 Art. 5bis del Regolamento (CE) n. 1217/2009 del 30novembre 2009. 9 La soglia di dimensione economica del campo di osservazione di ogni Stato membro è riportata all’Allegato I del Regolamento di esecuzione (UE) 2024/2746 della Commissione. 10 Regolamento delegato (UE) 2024/1417 della Commissione, del 13 marzo 2024.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 33 202511, coincidente con il cosiddetto Piano di selezione. Esso è basato sulle fonti statistiche di riferimento più recenti (nello specifico, sui dati del Censimento generale dell’agricoltura del 2020) e precisa le modalità di stratificazione del campo di osservazione. Il Piano di selezione indica, inoltre, i metodi statistici seguiti per la determinazione della percentuale di selezione adottata per ciascuno strato, le procedure di selezione delle aziende contabili e il numero di aziende contabili da selezionare per strato. Con riferimento alla situazione italiana, la determinazione del numero di aziende da rilevare in ciascuno strato segue il metodo statistico dell’allocazione ottimale, mentre la selezione delle unità da campionare è di tipo casuale, con deroghe verso l’impiego di aziende a selezione volontaria in caso di indisponibilità di aziende in specifici strati. Il campione italiano da adottare per le rilevazioni RISA a partire dall’esercizio contabile 2025 conta 9.418 unità, con una riduzione di circa 1.700 unità campionarie rispetto al precedente Piano di Selezione, che contava 11.106 aziende (-15,2%). La distribuzione regionale è riportata nella Tabella 4. Tabella 4: Numero di aziende per circoscrizione nel Piano di Selezione RISA Numero di riferimento della circoscrizione RISA Nome della circoscrizione RISA Numero di aziende contabili per esercizio di riferimento Variazione rispetto al campione RICA 221 Valle d’Aosta 233 + 63 222 Piemonte 481 - 113 230 Lombardia 588 - 129 241 Trentino 434 + 152 242 Alto Adige 418 + 80 243 Veneto 559 - 148 244 Friuli-Venezia Giulia 374 - 77 250 Liguria 392 - 39 260 Emilia-Romagna 503 - 370 270 Toscana 436 - 141 281 Marche 388 - 64 282 Umbria 426 - 34 291 Lazio 600 + 13 292 Abruzzo 490 - 82 301 Molise 355 + 13 302 Campania 533 - 134 303 Calabria 460 - 50 311 Puglia 456 - 267 312 Basilicata 372 - 28 320 Sicilia 445 - 261 330 Sardegna 475 - 72 Totale Italia 9 418 - 1.688 Fonte: Allegato II, Regolamento delegato (UE) 2024/2746 della Commissione, del 25 ottobre 2024 11 Il disegno campionario coincide con il cosiddetto Piano di selezione, approvato dal Comitato nazionale RICA italiano nella seduta del 31/10/20224 e recepito nel Regolamento delegato (UE) 2024/2746 della Commissione, del 25 ottobre 2024.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 34 A livello nazionale il campione è diminuito del 15% circa e in quasi tutte le Regioni si registra una diminuzione della numerosità ad eccezione di Valle d’Aosta, Trentino, Alto Adige, Lazio, Molise. 7. Conclusioni L’obiettivo principale della rete RICA è quello di fornire informazioni oggettive, aggiornate e pertinenti per l’analisi degli impatti degli interventi della Politica Agricola Comune. Lo sviluppo del settore agricolo dell’Unione e della politica agricola comune impongono l’inclusione nelle valutazioni delle performance aziendali anche di elementi di tipo ambientale e sociale. Questo è stato determinante nella decisione di convertire a livello europeo la RICA in RISA, al fine di cogliere tutti gli aspetti relativi alla sostenibilità aziendale e fornire una base di dati utile ad analisi più approfondite delle aziende agricole. L’approccio multidimensionale adottato dalla nuova rete, inoltre, potrà potenzialmente favorire una maggiore interoperabilità tra politiche settoriali diverse (agricoltura, ambiente, lavoro, salute pubblica), consentendo analisi più robuste, basate su dati armonizzati e confrontabili. Tale impostazione rafforza il ruolo dell’Indagine come strumento evidence-based per la valutazione ex ante ed ex post delle politiche europee. Inoltre, l’ampliamento e la trasparenza del sistema informativo promuovono una più ampia partecipazione degli stakeholder, dai decisori politici agli attori economici, dalla società civile alla comunità scientifica, favorendo una governance agricola più inclusiva e condivisa, in linea con il principio della co-creazione della conoscenza sostenuto dalla Commissione europea. Tuttavia, la piena implementazione della nuova rete non sarà a costo zero sia per l’ampliamento del dataset e della complessità dei dati da rilevare, che degli adeguamenti metodologici e tecnologici necessari. Il passaggio richiederà investimenti rilevanti in infrastrutture digitali, nella formazione ed aggiornamento degli operatori, nella semplificazione delle procedure amministrative e la definizione condivisa di metodologie di rilevazione e analisi, al fine di garantire omogeneità nella qualità e nell’utilizzo dei dati tra Stati membri. Il successo della riforma dipenderà dalla capacità di rendere i dati effettivamente interoperabili, tempestivi, accessibili e funzionali sia all’elaborazione delle politiche pubbliche sia al miglioramento continuo delle pratiche aziendali, nell’ottica di una transizione ecologica equa e basata su evidenze empiriche. Sicuramente sarà importante incentivare la partecipazione degli agricoltori che è una delle principali urgenze di tutta la fase di implementazione della nuova rilevazione. Gli strumenti per farlo sono tanti: le risposte date dagli Stati Membri durante la fase di consultazione hanno messo in evidenza che il 64% ritiene rilevante prevedere un compenso monetario e per il 61% è giusto avere una qualche premialità nel momento della richiesta di contributi per interventi di Sviluppo Rurale. Incentivi alla partecipazione potrebbero anche derivare da un miglioramento della consulenza sulla base dei dati forniti, dalle attività di benchmarking e dalla formazione professionale continua. L’Italia ha adottato quest’ultima linea seguendo quanto fatto finora in termini di strumenti messi a disposizione degli agricoltori. Oltre ad applicazioni per un calcolo più semplificato del bilancio aziendale e alla consegna dello schema del bilancio civilistico a coloro che fanno parte della rilevazione, esistono strumenti specifici ad utilizzo esclusivo degli agricoltori (cruscotto aziendale) che permettono l’implementazione di attività di benchmarking e di monitoraggio dei propri dati. Sono previsti ad integrazione, corsi di formazione aggiornati per i rilevatori e momenti di discussione sull’utilità della nuova indagine.
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 35 Tabella 5. Incentivi alla partecipazione alla nuova indagine (risposte da parte degli Stati Membri durante le fasi di consultazione). Modalità Molto rilevante Abbastanza rilevante Abbastanza irrilevante Del tutto irrilevante Nessuna risposta Peso delle risposte Compenso finanziario 55% 34% 6% 5% 0% 64% Priorità in alcuni interventi di Sviluppo Rurale 56% 25% 3% 6% 9% 61% Consulenza sulla base dei dati forniti 45% 42% 3% 5% 5% 60% Corsi di formazione su misura 31% 53% 8% 8% 0% 46% Confronto con altre aziende simili 36% 45% 8% 8% 3% 47% Illustrare meglio le finalità dell’indagine 36% 34% 19% 5% 6% 39% Fonte: ns elaborazione su informazioni della DGAgri Nelle discussioni interne alla RICA i §taliana, sono stati evidenziati diversi argomenti a cui dovrà rispondere la futura RISA: i) sostenibilità economica delle imprese agricole ed equità delle sovvenzioni pubbliche; ii) efficienza tecnica, economica ed ambientale nell’uso dei mezzi tecnici (concimi, fitofarmaci, mangimi, antibiotici, residui vegetali e scarti delle lavorazioni, letame e liquami); iii) innovazioni di processo e di prodotto; iv) importanza dell’acqua nelle attività agricole; v) stoccaggio e commercializzazione della produzione agricola; vi) cooperazione, associazioni di produttori, servizi di consulenza; vii) accreditamento dei risultati contabili da parte del sistema creditizio; viii) gestione del rischio (indici comparabili con altri settori economici); ix) organizzazione del lavoro e altri aspetti sociali; x) capacità di aumentare il livello di resilienza e le dimensioni dell’azienda. L’avvio ufficiale della RISA è previsto nel 2026 con la rilevazione dei dati riferiti all’anno contabile 2025. Si auspica sia possibile utilizzare i risultati dell’indagine per valutare l’efficacia degli interventi programmati per la PAC 2023-2027 e il raggiungimento dei target previsti nel quadro comune di monitoraggio e valutazione. 8. Bibliografia Baldi, L., Calzolai, S., Arfini, F., & Donati, M. (2024). Predicting the effect of the Common Agricultural Policy post-2020 using an agent-based model based on PMP methodology. Bio-based and Applied Economics 13(4): 333-351. doi: 10.36253/bae-14592. Binder C.R., Feola G., Steinberger J.K. (2010). Considering the normative, systemic and procedural dimensions in indicator-based sustainability assessments in agriculture. Environmental Impact Assessment Review, 30(2), 71–81. doi:10.1016/j.eiar.2009.06.002. Bradley D., Hill B. (2015), Costs of and best practice in collection for FADN data collection. Report for the European Commission by Agra Ceas Consulting. European Commission
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RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 38 assessment: The state of art and perspectives. Economia Agro-Alimentare Food Economy - Open Access, 23(3). https://doi.org/10.3280/ecag2021oa12771. Van Passel S., Meul M. (2012). Multilevel and multi-user sustainability assessment of farming systems. Environmental Impact Assessment Review, 32(1), 170–180. DOI: https://doi. org/10.1016/j.eiar.2011.08.005. Vărzaru A.A. (2024). Assessing agricultural impact on greenhouse gases in the European Union: a climate-smart agriculture perspective. Agronomy, 14(4), 821. DOI: https://doi. org/10.3390/agronomy14040821. Yan Z., Li W., Yan T., Chang S., Hou F. (2019). Evaluation of energy balances and greenhouse gas emissions from different agricultural production systems in Minqin Oasis, China. PeerJ 7:e6890 DOI 10.7717/peerj.6890. 9. Note alle Tabelle di scheda aziendale comunitaria In questa sezione vengono aggiunte delle note a commento di alcune delle tabelle inserite nel nuovo quadro di rilevazione a corredo del set informativo che dovrebbe consentire l’analisi della sostenibilità ambientale e sociale delle aziende agricole. Le variabili che entreranno a far parte della RISA, infatti, sono state proposte sia perché rispondenti a nuove esigenze di monitoraggio della PAC e sia per via del fatto che la loro raccolta risulta utile ad analisi specifiche su argomenti ritenuti importanti. Gestione dei nutrienti. In RISA sono presenti tre tabelle (NM1, NM2, NM3) il cui obiettivo è quello di raccogliere informazioni sulla gestione dei nutrienti e specificatamente sulla gestione e applicazione degli effluenti in azienda. Si tratta di tabelle importanti che vanno ad integrare l’informazione che viene raccolta attualmente sulla quantità di azoto, fosforo e potassio nei concimi e che permetterà di avere informazioni aggiuntive utili alla stima delle emissioni di gas serra e dell’impronta carbonica degli allevamenti. Il flusso biogeochimico di azoto e fosforo è uno dei “confini del pianeta” (Planetary Boundaries), espressione con la quale si identificano 9 aree critiche che l’uomo dovrebbe monitorare con regolarità e rispetto alle quali sono necessari interventi specifici per perseguire una maggiore sostenibilità ambientale. Secondo alcune ricerche esiste un alto rischio che l’uomo abbia già superato i limiti in almeno due di queste aree critiche: (i) la biodiversità (ogni anno scompare un numero crescente di specie animali e vegetali); (ii) i cicli di azoto e fosforo (elementi alla base dei processi agricoli intensivi). Nell’Unione Europea, gli interventi per limitare il surplus di nutrienti risalgono al 1991 con la Direttiva Nitrati, integrata dalla Direttiva Acque. Perseguire una maggiore efficienza nell’uso delle risorse naturali come acqua, suolo e aria includendo la riduzione della dipendenza da fattori chimici è uno degli obiettivi della nuova PAC. La strategia Farm to Fork e la Strategia per la Biodiversità mirano a ridurre la perdita di nutrienti nel suolo del 50% che dovrebbe consentire una riduzione del 20% dell’utilizzo dei fertilizzanti minerali. Uno dei nuovi Indicatori di Impatto che saranno utilizzati per monitorare gli effetti ambientali della PAC è il bilancio lordo di fosforo e azoto: al momento attuale, nello schema RICA viene indicata solo la quantità proveniente dai concimi acquistati ma niente si può aggiungere sul contributo degli allevamenti o delle pratiche agricole. Questa carenza spiega il perché sono state introdotte le tabelle NM1, NM2 ed NM3: le variabili dovrebbero consentire un calcolo più accurato del surplus/deficit dei nutrienti a livello aziendale, la correlazione con altre caratteristiche (ad esempio le dimensioni, l’ordinamento produttivo, le pratiche portate avanti dall’azienda), l’evoluzione nel tempo e nello spazio, le
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 39 aree di accumulo o smaltimento di azoto, ecc. L’attuale struttura della RICA non rileva queste indicazioni a differenza di altri paesi europei nei quali invece le variabili fanno già parte della rilevazione. Il caso più esemplare è quello dell’Irlanda dove il TEAGASC (Liason Agency) calcola le emissioni di azoto a livello aziendale per ettaro, capo o quantità di prodotto integrando altre informazioni sullo stoccaggio e gestione degli effluenti a livello aziendale. Anche il JRC usa i dati FADN per la stima delle emissioni dei gas serra ma la carenza di informazioni sulla tipologia di effluenti e anche sull’alimentazione animale rende queste stime approssimative e basate necessariamente su medie generali. Analisi Tabelle e variabili Calcolo del bilancio dei nutrienti a livello aziendale Tabelle NM2, NM2, NM3 Tabella I (fertilizzanti e produzioni delle colture) Tabella FP (pratiche agricole) Tabelle K (produzioni degli allevamenti) Analisi per settore, dimensione economica, pratiche agricole OTE DE Tabella FP Analisi territoriale, spazializzazione nelle zone vulnerabili Tabella A (informazioni sulle coordinate geografiche, altitudine, Natura 2000, aree soggette a vincoli naturali, aree vulnerabili ai nitrati). Il bisogno di raccogliere nuove informazioni deriva anche dalla proposta di una nuova voce tra gli Standard Results relativa al bilancio dell’azoto a livello aziendale. La seguente tabella schematizza le informazioni che presumibilmente saranno prese in considerazione per la stima del nuovo valore relativo a questo Standard Result. Voce Unità Descrizione Bilancio dell’azoto a livello aziendale (Nitrogen (N) farm gate balance - NFGB) Kg N/ha/anno Calcolato come differenza tra il totale di azoto importato in azienda e il totale di azoto esportato dall’azienda in un anno diviso per la SAU aziendale. NFGB = L’azoto importato (Nin) include l’azoto contenuto nel: • Mangime importato in azienda (Tabella NM3) • Azoto nei fertilizzanti minerali (Tabella H) • Letame acquistato (Tabella NM2) • Paglia acquistata (Tabella FP) • Azoto fissato dalle piante (calcolatodalla Tabella I) • Compost e fanghi di depurazione (Tabella FP) • ….. Azoto esportato (Nex) include l’azoto contenuto nelle: • Colture raccolte e vendute from the farm • Produzioni animali • Letame venduto (Tabella NM2) • ….
RETE ITALIANA PER LA SOSTENIBILITÀ IN AGRICOLTURA (RISA) 40 Integrazione dei mercati. L’integrazione dei mercati è un aspetto direttamente collegato all’obiettivo chiave della PAC volto a migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore. Questo obiettivo si basa sul presupposto che l’agricoltura sia caratterizzata da una bassa quota di valore aggiunto, a causa dei costi dei fattori produttivi, delle produzioni variabili in relazione anche a fattori esterni, dell’incorporazione dei servizi. Diverse misure possono contribuire a rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore, come il rafforzamento della cooperazione tra gli agricoltori, l’aumento della trasparenza del mercato e la garanzia di meccanismi efficaci contro le pratiche commerciali sleali. Il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare è uno degli orientamenti degli interventi all’interno della nuova PAC. Tra le proposte e gli interventi volti ad andare in questa direzione ci sono il rafforzamento delle norme applicabili ai contratti che gli agricoltori concludono con gli acquirenti dell’industria alimentare o del commercio al dettaglio e il rafforzamento delle organizzazioni di produttori per consentire agli agricoltori di cooperare e agire collettivamente in modo più efficace nei confronti di altri attori della filiera alimentare. L’obiettivo è quello di contribuire a correggere gli squilibri nella filiera, preservando nel contempo il principio fondamentale dell’orientamento al mercato. L’integrazione della tabella MI (Market Integration) aggiunge informazioni utili a carpire alcuni aspetti legati alla posizione delle aziende agricole rispetto al mercato e che si vanno a sommare ad altre informazioni riguardanti la partecipazione delle aziende alle Organizzazioni di Produttori (OP), la tipologia di contratti, il canale di vendita, la presenza di strumenti di mitigazione dei rischi. Con questo set di informazioni saranno possibili diverse tipologie di analisi: • Confronto delle performance reddituali tra aziende che appartengono o no alle OP; • Confronto tra aziende appartenenti ad OP diverse, con diverso grado di produzione venduta tramite le OP e diversi accordi contrattuali; • Relazione tra i risultati economici/di sostenibilità in funzione dei diversi canali di vendita • Confronto dei risultati in base ai diversi accordi contrattuali • Altre analisi. Ricambio generazionale. Il ricambio generazionale è direttamente collegato all’obiettivo chiave della PAC che mira ad attrarre e sostenere i giovani agricoltori e i nuovi agricoltori e a facilitare lo sviluppo sostenibile delle imprese nelle zone rurali. La tabella introdotta nella RISA e le altre variabili raccolte sulla figura dell’imprenditore agricolo consentiranno di avere informazioni sulle regioni più a rischio da punto di vista della continuità dell’attività agricola, sulle caratteristiche delle aziende agricole che più probabilmente verrannno trasmesse a un successore, sulla reazione dei giovani agricoltori a un ingresso in azienda in termini di reddito e investimenti/innovazione, sull’adozione di pratiche sostenibili da parte dei nuovi agricoltori, sulle scelte colturali, ecc.
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