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Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: Orizzondi di ricerca e azione - Atti di Convegno "ASTERA 2025"

Berardinetti, Valentina; Limone, Pierpaolo; Toto, Giusi Antonia

Abstract

In un mondo dominato dalle immagini e dalle tecnologie digitali, la Visual Education emerge come campo di ricerca capace di unire pedagogia, arti visive, scienze cognitive e cultura digitale in una prospettiva interdisciplinare e profondamente innovativa.Il volume Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione raccoglie i contributi presentati alla Conferenza Internazionale ASTERA 2025, offrendo attraverso un mosaico di approcci e metodologie, una panoramica ampia e articolata delle più recenti riflessioni teoriche, sperimentazioni didattiche e applicazioni tecnologiche nel campo dell’educazione visiva. Ne emerge un quadro ricco e plurale, in cui la cultura visuale si configura non solo come ambito di studio, ma come spazio di consapevolezza e trasformazione, capace di rigenerare le pratiche educative, promuovere il pensiero critico e restituire all’immagine il suo valore formativo, etico e sociale. Il volume restituisce la vitalità di un ambito di studi in crescita, caratterizzato da pluralità metodologica, approcci interdisciplinari e attenzione alle sfide della contemporaneità, invitando a educare lo sguardo per abitare con senso, responsabilità e creatività l’ecosistema visivo e interconnesso del nostro tempo.

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APPRENDIMENTO E STRATEGIE DIDATTICHE MEDIATE DALLA VISUAL EDUCATION: ORIZZONTI DI RICERCA E AZIONE Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” A cura di Valentina Berardinetti • Pierpaolo Limone • Giusi Antonia Toto APPRENDIMENTO E STRATEGIE DIDATTICHE MEDIATE DALLA VISUAL EDUCATION: ORIZZONTI DI RICERCA E AZIONE Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” A cura di Valentina Berardinetti • Pierpaolo Limone • Giusi Antonia Toto Copyright © 2025 Il Capoverso e-mail: [email protected] sito web: www.ilcapoverso.it Tel. 081.19667539 Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale così come la sua trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo senza previa autorizzazione scritta da parte dell’editore. L’Editore è a disposizione degli aventi diritto con i quali non gli è stato possibile comunicare, nonché per eventuali omissioni e inesattezze nella citazione delle fonti dei brani, illustrazioni e fotografie riprodotti nel presente volume. ISBN 979-12-985275-8-4 Atti di convegno book of abstract “ASTERA 2025” © 2025 è concesso in licenza sotto CC BY-NC-ND 4.0 Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/ ATTI DI CONVEGNO BOOK OF ABSTRACT “ASTERA 2025”ATTI DI CONVEGNO BOOK OF ABSTRACT “ASTERA 2025” – Responsabile di produzione: Fabio Gallo – Coordinamento editoriale: Teresa Annunziata – Redazione: Sabrina Mancini – Progetto e impaginazione: Studio Pagina32 3 INDICE Introduzione Valentina Berardinetti, Pierpaolo Limone e Giusi Antonia Toto .................................... 7 Scroll, impara, partecipa: Visual Education e cultura digitale tra social media, attivismo e accessibilità Elisabetta Roncati .............................................................................................................................................................. 12 La rappresentazione grafica della dispersione scolastica: criticità definitorie e implicazioni educative Arianna Beri, Laura Sara Agrati ...................................................................................................................... 14 Visual learning and innovative teaching in primary schools: a mixed study on foreign pupils Davide Di Palma, Gianluca Gravino, Fabiola Palmiero, Giovanna Scala, Maria Giovanna Tafuri .............................................................................................................................................. 16 Educare lo sguardo nell’epoca della saturazione. Visual Education , IA generativa e strategie critiche di apprendimento Maura Gancitano, Andrea Colamedici ....................................................................................................... 19 Pratica riflessiva e performance art nella formazione dei docenti di sostegno Donatella Visceglia .......................................................................................................................................................... 21 Autobiografia, memoria e formazione attraverso le fotografie di famiglia Donatella Azzollini, Michele Baldassarre ............................................................................................... 24 Dal riconoscimento alla co-creazione: verso una visual literacy per l’intelligenza artificiale generativa Giuseppina Debbi, Federico Rodolfo Maiocco ..................................................................................... 26 Pensare con gli occhi, argomentare con la voce: un dialogo tra Debate e alfabetizzazione visiva Rosa Carnevale, Michele Baldassarre ......................................................................................................... 29 Tra immagini e parole: l’integrazione di approcci visuali e narrativi nei contesti orientativi Vanessa Bettin ..................................................................................................................................................................... 31 4 Visual Means in Education. Definitions, Taxonomies, and Functions: A Scoping Review Maria Vittoria Battaglia, Francesco Maria Melchiori ............................................................... 33 Esperienze digitali e creative per lo sviluppo del pensiero critico: un’analisi narrativa della letteratura Francesca Finestrone, Francesco Pio Savino, Andreana Lavanga .................................. 35 Didattica Visiva, Accessibilità e Ibridazione: Tra Visual Education , Intelligenza Artificiale e Universal Design For Learning Pierangelo Berardi, Carmela Paladino ...................................................................................................... 38 Specchi digitali: come i contenuti visivi sui social media modellano emancipazione e omologazione Fabiola Imperatrice, Lucia Melchiorre, Domenico Lorusso, Giusi Antonia Toto ......................................................................................................................................................... 41 Il prompt come strumento didattico filosofico: generare un’immagine attraverso l’AI Luca Romano ........................................................................................................................................................................ 45 Educare lo sguardo nella caverna digitale Silvia Capodivacca, Luca Bianchin ................................................................................................................. 46 Reimagining Opera for the Digital Generation: The Opera Out of Opera Project as a Model for Youth-Centred Audience Development Michelangelo Galeati ................................................................................................................................................... 48 Visual learning e valutazione d’impatto sociale nell’era digitale: verso un framework multidimensionale per una pedagogia tecnologicamente mediata Vincenzo Nunzio Scalcione ...................................................................................................................................... 51 Can Instagram Reels support informal language learning among migrants? Francesco Pio Dilillo, Laura Sara Agrati, Caterina Sapone, Stefano Triberti .................................................................................................................................................................... 54 Impairment visivo, creatività e cultura visuale Angela Lucinio, Fabio Bocci .................................................................................................................................. 56 Photo Voice e narrazione visiva: una prospettiva pedagogica sull’inclusione e la disabilità intellettiva Alessandra Lo Piccolo, Letizia Pistone, Daniela Pasqualetto ............................................... 58 5 Il potere trasformativo delle web comic : didattica innovativa e riduzione del cognitive load Cristiana D’Aprile ........................................................................................................................................................... 60 Dall’immagine al pensiero critico: percorsi educativi di media literacy tra scuola e società digitale Davide Richard Bramley ............................................................................................................................................ 63 L’apprendimento attraverso il gioco di ruolo: progettazione e analisi del serious game Fabletown Antonino Tarantino, Francesco Antonio Santangelo, Giusi Antonia Toto .......................................................................................................................................................... 66 Costruire memoria condivisa nell’era digitale: la fotografia come strumento di Visual Education tra generazioni Maria Teresa Santacroce, Giada Totaro ..................................................................................................... 68 Prototipi di resilienza democratica: Isomorfismo virtuoso e laboratori di ricerca applicata nelle Cooperation Partnership Alessia Sciamanna, Michele Corleto ............................................................................................................ 70 Visual Narrative Game: an exploratory study on the role of visual communication in virtual worlds for socio-emotional learning in preadolescents Alfonso Filippone, Maria Ermelinda De Carlo, Raffaele Di Fuccio .............................. 73 The Role of Visual Media in Didactic Innovation: Insights from Experimental Pedagogy Alberto Fornasari ............................................................................................................................................................. 77 Apprendimento visuale tra memoria e costruzione di informazioni Salvatore Mancarella ..................................................................................................................................................... 80 Immagini tra Bias, IA e mondo reale Luca Basteris, Maria Cristina Daperno ..................................................................................................... 82 Photovoice e realtà aumentata: nuove prospettive per l’autorappresentazione della sessualità delle identità disabili Alice Rizzi, Martina Rossi, Giusi Antonia Toto, Marco di Furia ...................................... 83 The primacy of image over word in contemporary social communication: a PRISMA Systematic Review (2020-2025) Giusi Antonia Toto ........................................................................................................................................................... 86 6 Psychological dimensions involved in image communication: a multidisciplinary research proposal for analyzing cognitive and perceptual processes in Visual Education Giusi Antonia Toto, Pierpaolo Limone ........................................................................................................ 88 CAA e Visual Education per l’inclusione scolastica multiculturale: una revisione sistematica Martina Rossi ......................................................................................................................................................................... 91 Qui tutto deve essere rivisto... Memorie, immagini e paesaggi. Educazione visiva e inclusione: una lettura critica e una proposta Antonella Rizzo .................................................................................................................................................................... 94 Educare al riconoscimento delle emozioni nella visual education: un modello convoluzionale AI implementato per gli psicologi professionisti Alessandro De Santis, Francesco Santangelo, Antonino Tarantino .............................. 97 Visualizzare il futuro: la progettazione strategica tra innovazione e comunità Guendalina Peconio ........................................................................................................................................................ 100 Il ruolo della Visual Education nei processi formativi: una revisione sistematica sull’uso degli strumenti visivi per potenziare l’apprendimento e favorire lo sviluppo delle soft skills Valentina Berardinetti .................................................................................................................................................. 103 Oltre il limite (del comprensibile). Visual media nella didattica dei contenuti complessi Laura Sara Agrati, Giovanni Ganino ........................................................................................................... 106 Visual Education e innovazione didattica. Un’indagine esplorativa nei laboratori TIC per la formazione dei docenti di sostegno nella scuola dell’infanzia Ilenia Amati, Vincenza Albano .......................................................................................................................... 108 Luce, forma, narrazione. Didattica visiva e apprendimento nella scuola dell’infanzia. Un’indagine sull’uso dei media visivi nei contesti educativi per promuovere espressione, inclusione e innovazione didattica Ilenia Amati, Loredana Perla, Antonio Ascione ............................................................................... 111 Social Learning Theory e Visual Education : interconnessioni possibili per il potenziamento di engagement e apprendimento nell’educazione contemporanea Anna Daniela Savino ..................................................................................................................................................... 115 7 Introduzione di Valentina Berardinetti, Pierpaolo Limone e Giusi Antonia Toto Nell’attuale panorama della ricerca educativa e comunicativa, dominato da un ecosistema intrinsecamente visivo, interconnesso e in continua trasformazione, la Visual Education si afferma come un campo epistemologico e operativo di natura transdisciplinare, capace di coniugare pedagogia, tecnologie digitali, arti visive e scienze cognitive nel tentativo di interpretare criticamente le dinamiche culturali, cognitive e sociali della contemporaneità (Rivoltella & Panciroli, 2021). Negli ultimi due decenni quest’area di studi ha vissuto una profonda evoluzione, passando da un’analisi centrata sull’immagine nella sua accezione artistica e mediatica tradizionale a un approccio più ampio e complesso, che oggi la pone al centro dei processi di apprendimento e di costruzione della conoscenza in contesti profondamente digitalizzati. La Visual Education, così intesa, si rivela una lente privilegiata per leggere la mutazione antropologica generata dalla proliferazione di immagini, dalla loro produzione e manipolazione attraverso piattaforme digitali e strumenti di intelligenza artificiale generativa. Tale mutazione non costituisce soltanto un fenomeno tecnologico, ma incide direttamente sulle modalità di percezione, comunicazione e costruzione del sé, interrogando in profondità le fondamenta epistemologiche e metodologiche della formazione (Grossi et al., 2025). L’immagine – nelle sue funzioni estetiche, simboliche, narrative e relazionali – non è più un semplice corredo comunicativo, ma assume un linguaggio autonomo e generativo, un vero e proprio sistema cognitivo in cui si intrecciano conoscenza, sensibilità e responsabilità sociale (Ingaramo & Negrello, 2021). 14 La rappresentazione grafica della dispersione scolastica: criticità definitorie e implicazioni educative Arianna Beri1, Laura Sara Agrati2 1 Università degli Studi di Bergamo 2 Università Pegaso Abstract: La visualizzazione dei dati è sia attività comunicativa che strumento essenziale per l’analisi e l’approfondimento dei fenomeni. In ambito educativo, soprattutto in relazione a problematiche complesse come la dispersione scolastica, essa assume un ruolo cruciale in quanto facilita la comprensione del fenomeno e orienta la progettazione di interventi efficaci. Considerata la rilevanza del cosiddetto dropout, che incide profondamente sulla vita sociale ed economica di un paese e rappresenta una sfida di portata globale (Nakajima et al., 2018), è fondamentale che la sua rappresentazione sia accurata, al fine di informare adeguatamente tutti gli attori coinvolti e promuovere pratiche consapevoli. Tuttavia, trattandosi di un fenomeno definito «complesso e multidimensionale» (Corica, Vincente, 2024), la sua definizione, gli indicatori utilizzati e, di conseguenza, la rappresentazione grafica risultano spesso incoerenti e imprecisi. Il presente contributo analizza le modalità con cui diverse agenzie educative, sia nazionali che internazionali (UNESCO, UE, MIM, ecc.), rappresentano graficamente e statisticamente il fenomeno, evidenziando convergenze e divergenze. I risultati evidenziano che tali imprecisioni derivano in larga parte da una definizione problematica del fenomeno, dall’utilizzo di indicatori non condivisi e dalla presenza di dati parziali o tardivi. In particolare, la sovrapposizione terminologica tra “dispersione” e “abbandono” e l’impiego prevalente di dati ex-post (Batini, 2023) – raccolti alla fine del per- Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 15 corso scolastico o addirittura anni dopo, cfr. ELET (Eurostat) – permettono solo una lettura parziale del fenomeno. Il bisogno di una rappresentazione più fedele e tempestiva, capace di cogliere anche i flussi scolastici nel corso dell’anno e non solo le differenze tra inizio e fine, era già stata colta da Don Milani (1967), quando sottolineava come dalla natura del dato dipendano la narrazione e le riflessioni che ne derivano. È dunque necessario un duplice impegno: da un lato, rendere le statistiche più accessibili e fruibili attraverso formati chiari e comprensibili; dall’altro, adottare rappresentazioni longitudinali che permettano di tracciare in modo più accurato i percorsi scolastici degli studenti. Keywords: rappresentazione grafica, dispersione scolastica, indicatori References Batini F. (2023). Un panorama lunare: la dispersione scolastica, RicercAzione, 15, 1, pp. 19-31. Corica A., Vicente M.E. (2024). Considerations as to secondary education, school dropout and youth in the context of the pandemic in Argentina, Editorial FE-Unicamp, 35, pp. 1-24. Nakajima M., Kijima Y., Otsuka K. (2018). Is the learning crisis responsible for school dropout? A longitudinal study of Andhra Pradesh, India, Int J Educ Dev, 62, pp. 245-253. Scuola di Barbiana (1967). Lettera a una professoressa, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze. 16 Visual learning and innovative teaching in primary schools: a mixed study on foreign pupils Davide Di Palma, Gianluca Gravino, Fabiola Palmiero, Giovanna Scala1, Maria Giovanna Tafuri2 1 Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli 2 Università Pegaso Abstract: This study investigates the effectiveness of visual learning as an innovative and inclusive teaching strategy in primary schools, with a particular focus on pupils from migrant backgrounds. The research is grounded in Paivio’s dual coding theory (1991) and Mayer’s multimedia learning theory (2009, 2021), which highlight the role of combining verbal and visual codes in facilitating comprehension and memory retention. The study adopts an experimental mixed-methods design, integrating quantitative tools and qualitative methods, applied to a sample of 120 pupils from three Italian primary schools located in urban areas with high migration density. The experimental group participated in a ten-week program based on visual strategies (concept maps, sequential images, videos, illustrated agendas, and visual storytelling) across multiple subjects, while the control group continued with traditional instruction. Quantitative results indicate a significant improvement in language comprehension among pupils in the experimental group, compared with only marginal gains in the control group. Similarly, data on school motivation and participation (SES scale) show substantial increases in emotional, cognitive, and behavioral engagement for the experimental group, confirming the positive impact of visual strategies on intrinsic motivation and self-efficacy. Qualitative evidence, collected through interviews and focus groups, highlights three main di- Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 17 mensions: (1) greater accessibility of content, reducing language barriers; (2) increased attention and interest, stimulated by the appeal of visual materials; (3) stronger group cohesion, supported by collaborative and inclusive peer interactions. Classroom observations confirmed these findings, documenting more speaking turns, reduced off-task behavior, and increased cooperation between Italian-speaking and non-Italian-speaking pupils. Keywords: Visual learning, Inclusion, Primary school, Foreign pupils References Bottino R.M. (2020). Teaching and digital technologies: The integration of multimedia in school practices, FrancoAngeli. CAST (2018). Universal Design for Learning Guidelines 2.2. Canevaro A. (2022). Special and inclusive pedagogy: Theories, models and teaching practices for the 21st century school, Carocci. Cottini L. (2020). 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Dual coding theory: Retrospect and current status, Canadian Journal of Psychology, 45(3), pp. 255-287. Peterson K. (2020). Creating inclusive learning environments: Integrating visual strategies for diverse learners, Pearson Education. Piantoni R., Santangelo T. (2022). Pedagogy and digital technologies for inclusion, Giunti. Sacco S., Vitello F. (2019). The inclusive school: Theories, approaches and tools for the integration of students with disabilities, FrancoAngeli. Schunk D.H. (2016). Learning theories: An educational perspective (7ª ed.), Pearson. Short D.J. (2013). Academic language and the challenge of reading for understanding. In Richards J.C., Rodgers J. (a cura di), Approaches and methods in language teaching, Cambridge University Press, pp. 235-256. Snow C.E. (2010). Academic language and the challenge of reading for understanding, The National Institute for Literacy. Vygotsky L.S. (1978). 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In questo intervento proponiamo un approccio filosofico e didattico alla Visual Education come pratica di disorientamento formativo, mettendo in luce come le immagini – in particolare quelle co-generate da strumenti di IA (text-to-image, image-to-text) – possano essere utilizzate non per rendere i contenuti più semplici o attrattivi, ma per mettere in discussione la linearità narrativa, destabilizzare rappresentazioni consolidate e attivare processi riflessivi. In linea con la filosofia dell’educazione di Edgar Morin, consideriamo la capacità di “imparare a imparare” come una competenza centrale nella formazione della persona, specie in un contesto attuale in cui lo strumento assume una sovranità al di sopra delle capacità dell’individuo. In questa prospettiva, non consideriamo l’intelligenza artificiale come uno strumento neutro, ma come un attore cognitivo con cui è possibile entrare in dialogo. Il suo impiego nella didattica visuale, infatti, può contribuire a decostruire automatismi interpretativi e aprire Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 20 spazi per un apprendimento più attento, percettivo e consapevole. Nel tempo dell’iper-visibilità e della delega percettiva, educare lo sguardo significa allenarsi a vedere anche ciò che resiste alla visione, e a costruire una postura epistemica capace di sottrarsi alla logica dell’efficienza comunicativa. Keywords: Visual Education, Intelligenza Artificiale, Lifelong learning, Strategie didattiche References Crawford K. (2021). Né intelligente né artificiale: Il lato oscuro dell’IA, Il Mulino, Bologna. Mirzoeff N. (2017). Come vedere il mondo. Un’introduzione alle immagini: dall’autoritratto al selfie, dalle mappe ai film (e altro ancora), Johan & Levi, Monza. Morin E. (2000). La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Raffaello Cortina Editore, Milano. Rancière J. (2018). Lo spettatore emancipato, DeriveApprodi, Roma. 21 Pratica riflessiva e performance art nella formazione dei docenti di sostegno Donatella Visceglia Università degli Studi Roma Tre Abstract: Il contributo presenta un’esperienza di formazione rivolta a docenti specializzandi per le attività di sostegno nella scuola secondaria di I grado, che ha previsto la realizzazione di scatti fotografici artistici come parte integrante del percorso. La formazione degli insegnanti trova nella riflessività un elemento chiave, poiché consente di analizzare e ripensare la propria pratica educativa in relazione al contesto sociale e professionale, sviluppando consapevolezza critica e capacità di rinnovamento. La metodologia performativa, che combina linguaggi espressivi, narrativi e teatrali, ha consentito agli insegnanti di sperimentare ruoli, mettere in gioco le proprie convinzioni e rielaborare la propria esperienza. Attraverso la performance e la riflessione guidata, i docenti hanno ricostruito il legame tra storia personale, motivazioni e obiettivi professionali, elaborando narrazioni capaci di orientare la crescita come persone e come professionisti e costruendo la propria identità docente. In questo percorso le fotografie hanno assunto una funzione centrale: realizzate dai docenti stessi, hanno stimolato momenti di osservazione, confronto e narrazione, favorendo la costruzione di significati condivisi. Le immagini sono state integrate in diverse fasi del lavoro – dall’espressione individuale alla discussione di gruppo – e hanno agito come catalizzatori per la riflessività e per la definizione di nuove rappresentazioni della propria identità professionale. I feedback raccolti durante il percorso, attraverso la somministrazione di una griglia di autosservazio- Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 22 ne, hanno evidenziato una maggiore consapevolezza rispetto al proprio ruolo, l’apertura a nuove prospettive educative e la sperimentazione di pratiche didattiche più inclusive. L’esperienza mostra quindi come l’integrazione di fotografia e metodologie performative possa sostenere la formazione e lo sviluppo professionale dei docenti, rafforzando il legame tra teoria e pratica. Keywords: performance art; riflessività; formazione docenti References Albarrán J. (2019). Performance y arte contemporáneo. Discursos, prácticas, problemas, Cátedra. Bocci F. (2021). Pedagogia speciale come pedagogia inclusiva. Itinerari istituenti di un modo di essere della scienza dell’educazione, Guerini Scientifica, Milano. Botes P. (2023). Emozioni e movimento nella didattica della lingua, Franco Angeli. Cecchini M., Troiano E. (2017). Teatro e inclusione scolastica, Carocci. Compagno G. (2019). Drama teaching design, Pensa MultiMedia, Lecce. Deriu F. (2011). Arti performative e performatività delle arti come concetti ‘intrinsecamente controversi’, Mantichora. Italian Journal of Performance Studies, 1, pp. 178-192. Fabbri L., Bracci F., Romano A. (2021). Apprendimento trasformativo, ricerca collaborativa e approccio practice-based. Una proposta per lo sviluppo professionale dell’insegnante, Annali online della Didattica e della Formazione Docente, 13 (21), pp. 68-88. Fischer-Lichte E. (2014). Estetica del performativo. Una teoría del teatro e dell’arte, Carocci. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 23 Oliva G. (2019). La pedagogia teatrale nella scuola italiana, FrancoAngeli. Rivoltella PC. (2021). Drammaturgia Didattica. Corpo, Pedagogia, Teatro, Morcelliana Scholè. Romano A. (2022). Performative Methodologies for teachers’ professional development, Italian Journal of Special Education for Inclusion, X, 1, pp. 225-238. Salvato R., Batini F., Scierri I. (2020). Il ruolo dell’arte nel contrasto alla dispersione e alle povertà educative, Investigación Thélème. Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 30 Keywords: Immagini, Debate, apprendimento critico, Intelligenza Artificiale. References Chryslee G.J., Foss S.K., Ranney A.L. (1996). The construction of claims in visual argumentation, Visual Communication Quarterly, 3(2), pp. 9-13. Crowell A., Kuhn D. (2014). Developing dialogic argumentation skills: A 3-year intervention study, Journal of cognition and development, 15(2), pp. 363-381. Dunn M., Pogrund R. (2021). The argue mnemonic: a strategy to improve argumentative essay writing with students who have visual impairments, Canadian journal of Action Research. Fleming D. (1996). 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Critical perspectives on AI in education: Political economy, discrimination, commercialization, governance and ethics, in Handbook of artificial intelligence in education, Edward Elgar Publishing, pp. 553-570. 31 Tra immagini e parole: l’integrazione di approcci visuali e narrativi nei contesti orientativi Vanessa Bettin Università degli Studi di Verona Abstract: Il contributo esplora le potenzialità dell’integrazione di approcci narrativi e pratiche visuali a partire dai risultati di una ricerca-azione partecipativa (PAR) condotta nel territorio padovano nel 2023-2024. L’uso di metodologie visuali non si limita alla raccolta di dati autentici, ma sono catalizzatori di processi riflessivi e trasformativi, da cui l’orientamento può trarre significativi benefici: supportano la narrazione biografica dei beneficiari e facilitano l’elicitazione di aspetti latenti della pratica, fondamentale nella supervisione tra operatori. Il contributo presenta due aree di applicazione, sviluppate all’interno del percorso di ricerca: da un lato, le interviste narrative con la photo-elicitation realizzate con 10 co-ricercatori di Passaparola Lavoro, gruppo informale composto da persone con esperienza di disoccupazione; dall’altro, due focus group condotti con 6 membri di Itinera-Tutor delle Transizioni, una comunità professionale informale di operatori dei servizi per il lavoro. Nella ricostruzione dell’esperienza della perdita del lavoro e del processo di riattivazione professionale, gli stimoli visivi hanno agito da dispositivi evocativi che hanno supportato l’espressione di vissuti difficilmente accessibili tramite la sola parola, agevolando il processo di de-costruzione e ri-elaborazione del percorso di vita personale e professionale. In parallelo, i focus group integrati con il metodo delle native immagine making, uso del disegno accompagnato da una breve didascalia, svolti con Itinera, hanno favorito l’emersione dell’opinione degli operatori in merito alle pratiche orientative, stimolando una riflessione Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 32 critica e co-costruita in modo comunitario, intervenendo sulla consapevolezza professionale e incentivando l’apprendimento trasformativo. In entrambi i contesti, i metodi visuali hanno incentivato narrazioni autentiche, attivazioni personali e costruzione condivisa di significato. Le immagini non sono state solo supporti metodologici, ma strumenti di partecipazione attiva in grado di spostare la tensione emotiva al processo di scelta e interpretazione, generando spazi di ascolto, agency e co-costruzione. L’esperienza conferma il potenziale dei metodi visuali come leve trasformative nei contesti formativi e professionali. Keywords: Metodi visuali, Approcci narrativi, Orientamento professionale, Photo-elicitation, Ricerca-azione partecipativa (PAR) References Copes H., Tchoula W., Brookman F. et al. (2018). Photo-Elicitation Interviews with Vulnerable Populations: Practical and Ethical Considerations, Deviant Behavior, 39(4), pp. 475-494. Orefice P. (2006). La ricerca azione partecipativa. Teoria e pratiche. Vol. 1: La creazione dei saperi nell’educazione di comunità per lo sviluppo locale, Pensa Multimedia, Lecce. Pauwels L., Mannay D. (2019). The SAGE Handbook of Visual Research Methods, SAGE Publications Ltd, London. Thomsen R. (2012). Career Guidance in Communities, Aarhus University Press, Aarhus. 33 Visual Means in Education. Definitions, Taxonomies, and Functions: A Scoping Review Maria Vittoria Battaglia, Francesco Maria Melchiori Università Niccolò Cusano Abstract: The contemporary world is characterised by a predominantly iconic mode of communication, which defines the environment in which students are immersed. This growing visual culture calls for a reflection on how pedagogy relates to visual language and the role that imagination plays within educational processes (Kędra, Žakevičiūtė, 2019). However, addressing visuals as pedagogical tools is conceptually challenging due to a lack of categorical clarity. Terms such as imagination, visualisation, and representation are often used interchangeably or ambiguously, despite referring to distinct cognitive processes and modalities. This contribution presents a systematic review of the scientific literature with the aim of examining the various definitions, interpretations, and theoretical framings of visual language in the educational field. The review is grounded in a theoretical framework that recognises imagination as a central component of human cognition and epistemology, and explores its link to visual thinking and multimodal literacy (Egan, 2015; Clark & Lyons, 2010; Landriscina, 2012). The study further aims to identify taxonomies of representational types, explore their pedagogical functions, and clarify which representational competencies – commonly defined under the umbrella of visual literacy – are considered essential for interacting meaningfully with visual language. Following PRISMA guidelines, 62 relevant papers were selected and analysed, revealing recurring themes around the educational impact of visual tools. Particular attention is given to the cognitive, communicative, and motivational functions of images, and to the active, constructive role of learners in generating meaning through visual forms. Ultimately, the study Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 34 addresses the possibility of formulating an integrated and all-encompassing definition of imagination – conceived as an active and analytical process of constructing meaning through visual and symbolic representations – thereby offering a theoretical basis for rethinking pedagogical practices in a more multimodal and imaginative direction, i.e. in the direction of a visual education. Keywords: Imagination, representation, visual literacy, visualization, visual education References Avgerinou M. (2001). Towards a visual literacy index, in Griffin R.E., Williams V.S., Jung L. (a cura di), Exploring the visual future: Art design, science & technology, IVLA, Loretto, pp. 17-26. Avgerinou M., Pettersson R. (2011). Toward a cohesive theory of visual literacy, Journal of Visual Literacy, 30, 2, pp. 1-19. Clark R.C., Lyons C. (2010). 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A systematic review and meta-analysis, European Journal of Psychology of Education. 35 Esperienze digitali e creative per lo sviluppo del pensiero critico: un’analisi narrativa della letteratura Francesca Finestrone, Francesco Pio Savino, Andreana Lavanga Università di Foggia Abstract: Il presente studio si inserisce nel campo dell’educazione permanente e indaga il ruolo delle esperienze estetico-sensoriali, in particolare quelle mediate dalle arti figurative digitali, nello sviluppo del pensiero critico, competenza chiave indicata nel Quadro Europeo LifeComp (2020). Alla luce delle trasformazioni sociali contemporanee – segnate da complessità, incertezza e cambiamento – il pensiero critico emerge come abilità trasversale fondamentale per formare cittadini consapevoli, riflessivi e autonomi. La ricerca adotta una revisione narrativa della letteratura, basata sull’analisi di articoli scientifici peer-reviewed selezionati attraverso database accademici internazionali (Scopus, ERIC, Google Scholar). Il corpus esaminato è stato sottoposto a un processo di selezione, categorizzazione tematica e discussione critica, con l’obiettivo di individuare evidenze sui legami tra esperienze estetiche digitali e sviluppo di competenze cognitive complesse, in particolare il pensiero critico (Root-Bernstein, 1985). Il quadro teorico integra prospettive provenienti dalla visual education, dall’estetica esperienziale (Dewey, 1934) dalla didattica laboratoriale e dall’apprendimento collaborativo (Garrison et al., 2001; Poce, 2017), delineando un approccio interdisciplinare orientato alla formazione olistica. I risultati evidenziano che l’uso intenzionale e progettato di ambienti digitali ad alto contenuto estetico, combinato con strategie didattiche attive e riflessive, può attivare processi cognitivi di ordine superiore (analisi, valutazione, metacognizione) e contribuire significativamente allo sviluppo del pensiero critico. Inol- Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 36 tre, si osserva che tali esperienze promuovono forme di alfabetizzazione visiva e interpretazione critica dei linguaggi digitali, rafforzando la dimensione estetica come leva educativa.Il contributo propone un’originale integrazione tra educazione digitale, arti visive e approcci estetico-sensoriali, sottolineando la necessità di ulteriori indagini empiriche che validino e supportino l’implementazione di pratiche educative innovative basate su tali paradigmi. Keywords: Pensiero critico, Educazione digitale, Educazione museale, Creatività. 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Esperienze, pratiche, ricerche. 38 Didattica Visiva, Accessibilità e Ibridazione: Tra Visual Education , Intelligenza Artificiale e Universal Design For Learning Pierangelo Berardi, Carmela Paladino Università di Foggia Abstract: Collocata fra mediazione didattica (Flavian 2019; 2024), Visual Education (Macauda, Russo, Corazza, 2022; Kędra, Žakevičiūtė, 2019) e Universal Design for Learning – UDL (CAST, 2024), l’indagine intende verificare se l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale – IA (Holmes, Tuomi, 2022; Agrati, Beri, 2025) favorisce l’accessibilità per allievi con disabilità sensoriali. L’indagine ha coinvolto 134 futuri docenti frequentati l’insegnamento di “Didattica speciale e apprendimento per le disabilità sensoriali”, corso di specializzazione (TFA), Università di Foggia. Dopo una focalizzazione dei costrutti teorici sull’accessibilità, è stato somministrato un questionario CAWI sulle rappresentazioni di efficacia della Visual education per favorire l’inclusione scolastica, sulla progettazione per studenti con disabilità sensoriali mediata dall’IA e sui bisogni formativi nell’integrazione di IA e Visual Education. Successivamente, è stato strutturato un compito inerente la progettazione di un’attività inclusiva incentrata su Visual Education, UDL e uso dell’IA come partner progettuale (Vinci, Berardi, 2025). I dati quantitativi sono stati analizzati con statistiche descrittive e correlazionali; quelli qualitativi (risposte aperte, progettazioni) sono stati analizzati attraverso Python utilizzando stop-list NLTK, CountVectorizer per le frequenze lessicali, clustering tramite vettorizzazione Tf-idf e K-means. Gli esiti suggeriscono che l’efficacia della Visual Education e dell’IA nella progettazione è correlata alla fiducia nel Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 39 loro utilizzo. I risultati mostrano una forte correlazione (r = .70, p < .001) tra la percezione di efficacia della Visual Education (M = 8,17; DS = 1,61) e quella dell’IA (M = 8,17; DS = 1,50). La frequenza di termini tipici della Visual Education – immagini, mappa concettuale, strumenti visivi – ricorrono fra i lemmi più frequenti, mentre riferimenti tecnici quali alt-text, contrasto o PDF-UA risultano sporadici. La clusterizzazione ha generato due profili lessicali opposti: “Accesso multimodale”, caratterizzato da progetti che impiegano l’IA per la generazione di contenuti alternativi, come descrizioni testuali per mappe concettuali o la sottotitolazione di video; e “Narrativo-linguistico”, in cui l’IA è menzionata genericamente e i dettagli di accessibilità restano impliciti. Sebbene accolta con favore, l’ibridazione IA–UDL–Visual Education resta episodica, evidenziando, come riportato dai corsisti, la difficoltà di bilanciare la necessità di semplificazione con la dovuta precisione concettuale. Di qui la necessità di integrare nella formazione percorsi più strutturati e continuativi, basati su micro-moduli dedicati a competenze specifiche come la scrittura di descrizioni alternative, la sottotitolazione e la verifica dei contrasti secondo standard riconosciuti. Keywords: Multimodalità, Visual Education, Intelligenza Artificiale, Universal Design for Learning, Accessibilità References Agrati L.S., Beri A. (2025). Intelligenza artificiale e prassi didattica: Indagine esplorativa sugli atteggiamenti degli insegnanti. Research Trends in Humanities: Education & Philosophy, 12(1), pp. 43-54. https:// hdl.handle.net/10446/294325 Cast (2024). Universal Design for Learning Guidelines version 3.0 [graphic organizer], Author, Lynnfield, MA. Traduzione e adattamento della versione italiana: Lia Daniela Sasanelli. Disponibile all’indirizzo 46 Educare lo sguardo nella caverna digitale Silvia Capodivacca1, Luca Bianchin 1 Università Pegaso Abstract: L’iperproduzione algoritmica di immagini a cui sempre più spesso assistiamo disvela un approccio all’immagine del tutto innovativo: non solo l’incapacità di distinguere il modello iconografico dal suo referente oggettivo (Anders), che annulla nella “società dello spettacolo” la differenza tra vero e falso (Debord), reale e simulacro (Baudrillard), ma l’indifferenza verso tale distinzione. Il contributo intende innanzitutto dimostrare, attraverso un approccio empiricamente informato (dati sul digital wellbeing e studi di neuroestetica applicata ai nuovi media) che l’overload iconico induce una rinuncia all’azione interpretativa. Successivamente, viene presentata una proposta pedagogica capace di far fronte a una tale situazione. Non basta educare alla decodifica delle immagini (visual literacy) né solo alla loro produzione creativa: è necessario un addestramento all’immaginazione, da mettersi in pratica attraverso i seguenti assi metodologico-operativi: 1. Etica dello sguardo e archeologia del digitale: si propone un’analisi critica dei processi algoritmici (AI generative, recommender systems) che determinano l’insorgenza della problematica sopra descritta. Target: studenti universitari di discipline umanistiche e tecnico-scientifiche (preferenza a corsi ibridi). 2. Pratiche di straniamento digitale: alcune tecniche mutuate dall’arte concettuale e dal design critico (es. disfunctioning, glitch art) vengono riprese per rompere l’usura percettiva e restituire opacità e interrogabilità alle immagini. Target: scuole secondarie e accademie d’arte. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 47 3. Esercizi di embodiment e ri-ancoraggio sensoriale: pratiche che utilizzano la fotografia analogica, il disegno osservativo e perfino il digital detox non come rifiuto della tecnologia, ma come metodo per ricostruire un’esperienza corporea e temporale del visibile in contrasto con il burn-out da iperstimolazione visiva. Target: generazione Z in contesti di educazione informale (associazioni, workshop). L’obiettivo è fornire strumenti per trasformare il rapporto con l’immagine da consumistico a interrogativo, favorendo una exit literacy – la capacità non solo di leggere il mondo, ma di desiderare di uscirne dalla versione passivamente offerta, riconquistando un ruolo attivo di critica e generazione di senso. Keywords: mito della caverna, overload iconico, Debord, Baudrillard References Anders G. (2003). L’uomo è antiquato, Bollati Boringhieri, Torino. Barthes R. (2014). Miti d’oggi, Einaudi, Torino. Barthes R. (1980). La camera chiara, Einaudi, Torino. Baudrillard J. (1996). Il delitto perfetto: La televisione ha ucciso la realtà?, Cortina Raffaello, Milano. Baudrillard J. (1994). Simulacri e simulazione, Feltrinelli, Milano. Benjamin W. (2011). L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi, Torino. Benjamin W. (2012). Piccola storia della fotografia, Einaudi, Torino. Debord G. (1997). La società dello spettacolo, Baldini & Castoldi, Milano. Platone (2003). Repubblica (Politeia), BUR Rizzoli, Milano. 48 Reimagining Opera for the Digital Generation: The Opera Out of Opera Project as a Model for Youth-Centred Audience Development Michelangelo Galeati Università Telamatica “Pegaso”, Conservatorio Santa Cecilia di Roma Abstract: Opera Out of Opera is an EU-funded initiative launched in 2018 under the Creative Europe Programme to reimagine opera for younger audiences aged 18-25. After its initial phase (2018-2020), a second edition, Opera Out of Opera 2 (2023-2025), aims to bridge traditional opera with contemporary artistic expressions through a dynamic and interactive audience engagement strategy (AES). Central to the project is the integration of social media platforms to foster inclusive participation and creative storytelling. The project’s AES leverages digital tools to transform passive viewers into active contributors. Content such as opera trailers, behind-the-scenes material, and calls for artistic collaboration invite youth to engage creatively with opera. The strategy reflects successful models used in sports and cultural branding, emphasizing community, co-creation, and emotional connection. A robust social media plan underpins the strategy. It includes tailored content for each platform, regular scheduling, audience interaction through polls and Q&A, and performance tracking via engagement metrics. A dedicated content operations team ensures streamlined workflows, while centralized governance secures continuity and strategic oversight. Despite clear impact—shown through increased engagement rates, broader reach, and improved brand perception—the project faces notable Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 49 challenges. These include limited resources, complexity in managing distributed teams, and the difficulty of maintaining both creativity and strategic focus. Performance evaluation and ROI measurement are also ongoing challenges, demanding robust frameworks and consistent feedback loops. Keywords: Audience Engagement, Opera, Youth Participation, Social Media References Abbate C., Parker R. (2012). A history of opera, W.W. Norton. Adorno T.W. (2002). Essays on music (a cura di R. Leppert), University of California Press. Baumol W.J., Bowen W.G. (1966). Performing arts: The economic dilemma, Twentieth Century Fund. Bourdieu P. (1984). 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Opera Out of Opera official website, https:// operaoutofopera.eu. 51 Visual learning e valutazione d’impatto sociale nell’era digitale: verso un framework multidimensionale per una pedagogia tecnologicamente mediata Vincenzo Nunzio Scalcione Università degli Studi della Basilicata Abstract: L’integrazione del visual learning negli ecosistemi educativi richiede un’analisi empirica dei meccanismi cognitivi e delle implicazioni sociali. A tal fine, questa ricerca sviluppa un framework di Valutazione d’Impatto Sociale (VIS) per valutare l’efficacia e l’equità delle tecnologie educative digitali. Lo studio quasi-sperimentale ha coinvolto 180 studenti (14-18 anni) di due istituti superiori della Basilicata attraverso disegno pre-test/post-test randomizzato, osservazioni strutturate e focus group. I dati sono stati analizzati con statistica descrittiva e inferenziale (ANOVA) per misurare carico cognitivo, ritenzione e competenze metacognitive nell’arco di 8 mesi. I risultati mostrano miglioramenti significativi in comprensione (+18%) e motivazione, ma evidenziano disparità critiche: studenti con dispositivi domestici registrano performance superiori del 15% nei compiti visuo-spaziali, mentre il 28% presenta lacune nell’alfabetizzazione digitale di base. Il framework VIS opera attraverso tre indicatori validati: performance cognitive, inclusione sociale e partecipazione comunitaria. L’implementazione pilota con tablet educativi documenta miglioramenti del 20% nei compiti di problem-solving visivo, ma amplifica simultaneamente il divario tra studenti con diverse competenze digitali pregresse. Lo studio contribuisce al dibattito internazionale fornendo il primo modello evidence-based per valutare l’impatto sociale Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 52 delle tecnologie immersive nell’educazione, con implicazioni operative per policy educative e progettazione di ambienti di apprendimento equi e culturalmente sostenibili. Keywords: Visual learning, tecnologia educativa, valutazione d’impatto sociale, innovazione pedagogica, equità educativa References Bonaiuti G., Calvani A., Menichetti L., Vivanet G. (2017). Le tecnologie educative: Criteri per una scelta basata su evidenze, Carocci. Bonaiuti G., Dipace A. (2021). Insegnare e apprendere in aula e in rete: Per una didattica blended efficace, Carocci. Calvani A., Vivanet G. (2016). Le tecnologie per apprendere nella scuola: Oltre il fallimento, Pedagogia Oggi, 14(2), pp. 155-178. Clark R.C., Mayer R.E. (2016). 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For adult individuals with a migratory background, social media may facilitate access to information, provide emotional support, and help maintain transnational networks (Akter, Tan & Muslim, 2024). At the same time, however, they may amplify vulnerabilities and serve as temporary coping tools against stress, possibly in a dysfunctional way. Instagram thus emerges as a hybrid space where self-representation, social connectivity, and functional access to information coexist. Social media are also becoming increasingly relevant as informal tools for language learning, especially when access to formal education is limited or delayed. Despite growing academic interest in this topic, the use of visual microformats such as Instagram Reels for informal and self-directed learning of Italian language remains underexplored. This contribution aims to explore how adult migrants engage with the Reels section of Instagram to acquire Italian language skills. The focus is placed on this specific digital practice as a way to observe how visual social media can support informal language learning and facilitate cultural negotiation by migrants within broader processes of integration, everyday communication. Keywords: informal learning visual media practices Instagram Reels adult migrants Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 55 References Al-Rawi A., Fahmy S. (2018). Social media use in the diaspora: The case of the Syrian community in Italy, in Karim K.H., Al-Rawi A. (a cura di), Diaspora and media in Europe: Migration, identity, and integration, Springer, Cham, pp. 71-96. https://doi.org/10.1007/978-3-319-65448-5_4 Aǫuilino M.P. (2011). Elaborazione di un questionario per la rilevazione dei bisogni comunicativi degli adulti immigrati, Italiano LinguaDue, n. 2, pp. 419-439. Cascone M., Bonini T. 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Visual literacy: un problema di definizione, Formazione & Insegnamento, XV(2). 63 Dall’immagine al pensiero critico: percorsi educativi di media literacy tra scuola e società digitale Davide Richard Bramley Università degli Studi di Siena Abstract: Nella società contemporanea, dominata dalla comunicazione visiva e dall’uso intensivo dei social media, educare alla lettura critica delle immagini è diventato un compito imprescindibile per i contesti educativi. Le nuove generazioni vivono immerse in ambienti digitali in cui l’immagine, spesso decontestualizzata e manipolata, contribuisce a definire identità, relazioni e percezioni non sempre veritiere della realtà, causando un irreparabile danno nei confronti dei futuri cittadini. In questo scenario, l’educazione all’immagine si configura non solo come alfabetizzazione tecnica, ma come pratica critica e formativa, volta a costruire consapevolezza, autonomia di giudizio e capacità di analisi. A farne da protagonista, il concetto di media literacy rimanda proprio alla capacità individuale di riuscire a comprendere, analizzare e riflettere nei confronti di forme diversificate di media, riuscendo, oltretutto, ad agire su di esse. Il presente contributo intende offrire una riflessione teorica e pedagogica sull’urgenza di integrare percorsi strutturati di media literacy visiva nei curricula scolastici, con particolare attenzione al ruolo della scuola come presidio educativo nella prevenzione di fenomeni quali: il cyberbullismo, l’accettazione passiva di informazioni distorte e la diffusione di modelli visivi irrealistici. A partire da una rassegna critica della letteratura, il lavoro mette in luce come la formazione al pensiero critico visivo possa rappresentare uno strumento potente per promuovere cittadinanza digitale consapevole, benessere relazionale e sviluppo di un’etica dell’immagine. Il contributo si inserisce nel dibattito interdisciplinare sulla Visual Education, Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 64 evidenziando la necessità di formare docenti e educatori in grado di accompagnare i discenti nella decodifica dei messaggi visivi e nell’elaborazione di un pensiero riflessivo. L’obiettivo principale del presente studio è di proporre un modello di integrazione curricolare strutturato che consenta l’inserimento organico della media literacy visiva nei percorsi formativi dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado. Attraverso un approccio interdisciplinare, la proposta, sostenuta dalla revisione della letteratura, prevede l’articolazione di moduli didattici trasversali che coinvolgano discipline quali italiano, storia e arte, promuovendo una pedagogia dell’immagine critica e consapevole. Keywords: Media literacy; Social media; Pensiero critico; Cittadinanza digitale; Visual education References Allaire-Duǫuette G., Hasni A., Drouin J.N., Groleau A., Mahhou A., Legault A., Khayat A., Carignan M.E., Ayotte-Beaudet J.P. (2025). Primary school pupils’ ability to detect fake science news following a news media literacy intervention: Exploration of their success rate, evaluation strategies, self-efficacy beliefs, and views of science news, Journal of Digital Educational Technology, 5(2), ep2509. Bennett W.L., Livingston S. (2018). The disinformation order: disruptive communication and the decline of democratic institutions, European Journal of Communication, 33(2), pp. 122-139. Bramley D.R. (2024). Intelligenza artificiale e formazione universitaria: una nuova frontiera di innovazione a supporto del percorso accademico, Education Sciences & Society, 2/2024, pp. 219-238. Droog E., Vermeulen I., van Huijstee D., Harutyunyan D., Tejedor S., Pulido C. (2025). 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Partendo da questi presupposti, e considerando il potenziale dei TRPG come strumenti di supporto nei percorsi educativi, il team di ricerca ha sviluppato la versione beta di un serious game, Fabletown. Il gioco è stato progettato per supportare bambini, adolescenti e giovani adulti nell’acquisizione di competenze quali: lettura e scrittura, problem-solving, pensiero critico, capacità logico-matematiche e competenze emotive, stimolando anche la creatività. Il risultato è un gioco di ruolo educativo da tavolo (serious TRPG) ambientato in un universo ispirato alle fiabe e al folklore mondiale che adotta la metodologia del game-based learning e, come strumento educativo sperimentale, anche la ricerca-formazione. Il gioco è articolato in tre moduli (bambini, adolescenti, giovani adulti) con le stesse regole, rese via via più complesse in base all’età. Gli argomenti cambiano, così da risultare adatti ad ogni fascia. Il presente articolo presenta i risul- Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 67 tati di un workshop svolto durante la conferenza DH2025 di Lisbona. Per la raccolta dati è stata usata la metodologia del mixed approach, combinando strategie qualitative e quantitative. La raccolta si è svolta durante le sessioni pratiche di gioco con i partecipanti. Il questionario impiegato è un self-report a scala Likert ispirato ai modelli di game experience questionnaire (GEQ), volto a rilevare in forma standardizzata le percezioni soggettive dei partecipanti su immersione, divertimento, frustrazione, senso di competenza e apprendimento percepito. I questionari sono stati somministrati prima e dopo il workshop. I feedback ottenuti, generalmente positivi, spingono il team ad avviare la sperimentazione del gioco nei contesti scolastici. Keywords: serious games, TTRPG, game based learning References Abt C. (1987). Serious Games, University press of America. Caillois R. (2001). Man, play, and games, University of Illinois press. Chou Y.K. (2019). Actionable gamification, Packt Publishing. Dewey J. (1938). Experience and education. Huizinga J. (2014). Homo ludens, Routledge. Kolb D.A. (2014). Experiential learning: Experience as the source of learning and development, FT press. McGonigal J. (2010). Gaming can make a better world. Pavio A. (2013). Imagery and verbal processes, Psychology Press. Prensky M. (2003). Digital game-based learning, Computers in entertainment (CIE), 1(1), 21-21. Schell J. (2008). The Art of Game Design: A book of lenses, CRC press. Toto, G.A. & Limone, P. (2022, June). Signs, mechanisms and consequences of Videogame addictions: Educational strategies and Rehabilitation. In teleXbe. 68 Costruire memoria condivisa nell’era digitale: la fotografia come strumento di Visual Education tra generazioni Maria Teresa Santacroce, Giada Totaro Università degli Studi di Bari Abstract: Il presente contributo si inserisce nel dibattito contemporaneo sul ruolo della comunicazione visiva nei processi educativi, proponendo una riflessione sull’impiego della Visual Education come strumento didattico nell’ambito dell’insegnamento della storia e del territorio. A partire da un’analisi storica degli anni Sessanta-Novanta in Puglia, la ricerca indaga l’uso della fotografia come mediatore pedagogico capace di stimolare l’osservazione critica e l’elaborazione di saperi contestualizzati. La ricerca intendeva indagare come i giovani si rapportano alla fotografia storica e individuare strategie per sviluppare competenze critiche, superando un uso passivo delle immagini per promuovere una cittadinanza visiva consapevole. È stata adottata una metodologia qualitativa condotta con il software NVivo potenziato dall’intelligenza artificiale. I dati testuali e visuali sono stati incrociati attraverso una codifica di temi ricorrenti sotto costante supervisione umana. I dati analizzati comprendono interviste semi-strutturate a fotografi professionisti, curatori, educatori e storici della fotografia, nonché le fotografie della mostra “#STORIEDIPUGLIA1960-1980. Fotografia: uno strumento didattico per la memoria futura”. L’analisi evidenzia un “divario percettivo” tra i giovani (14-19 anni) e la fotografia storica, spesso percepita come distante e poco comprensibile. Tuttavia, emergono strategie efficaci: l’analisi guidata delle immagini (contesto, composizione, intenzione), il confronto tra fotografie d’archivio e scatti attuali degli stessi luoghi (re-photography), e la riflessione sull’oggettività delle fotografie. Il progetto valorizza la foto- Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 69 grafia come fonte storica a pieno titolo, supportata da documenti d’archivio e testimonianze di fotografi che raccontano la società del loro tempo, risultando particolarmente utile per l’educazione storica e civica. La ricerca propone un uso attivo di queste pratiche attraverso metodologie partecipative e strumenti digitali (Photo Voice, digital storytelling, piattaforme visive), promuovendo un apprendimento esperienziale mediante formati interattivi. La ricerca dimostra che la Visual Education rappresenta un approccio efficace per coinvolgere emotivamente e criticamente gli studenti nelle fonti storiche. Favorisce lo sviluppo di competenze quali il pensiero critico, la cittadinanza consapevole e l’uso dei media digitali, promuovendo una didattica attiva e centrata sullo studente. Si sottolinea la necessità di integrare sistematicamente la storia per immagini nei curricula e di approfondire gli strumenti per valutare la visual literacy. Infine, il progetto apre alla riflessione sull’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca educativa. Keywords: Visual Education, Fotografia storica, Memoria collettiva, Media literacy, Cittadinanza digitale References Aa.Vv. (2023). #Storie di Puglia 1969-1980, Kurumuny. Ciarcià P., Dallari M. (2020). Arte per educare. Idee, immagini, laboratori, Artebambini. De Luna G. (1993). L’occhio e l’orecchio dello storico: Le fonti audiovisive nella ricerca e nella didattica della storia, La Nuova Italia. Donà M. (2025). Filosofia della fotografia: I prodigi di un insospettabile “obiettivo”, Silvana Editoriale. Morin E. (2016). Il cinema o l’uomo immaginario, Raffaello Cortina Editore. Perla L. (2015a). Insegnare storia: fra racconto, nuovi media e curricolo verticale, Scuola Italiana Moderna, 73, pp. 73-90. Perla L. (2015b). La didattica “spettacolarizzata” per l’apprendimento della storia. Dalla ricerca al progetto, Metis, 2(2). 70 Prototipi di resilienza democratica: Isomorfismo virtuoso e laboratori di ricerca applicata nelle Cooperation Partnership Alessia Sciamanna, Michele Corleto Università Pegaso Abstract: In un ecosistema mediatico segnato da misinformation e disinformation, la resilienza democratica richiede nuove strategie di digital e media literacy e partecipazione. Nel modello proposto l’Università, attraverso Cooperation Partnership transnazionali, attiva laboratori di ricerca applicata che generano prototipi comunicativi ad alto impatto sociale. I case study europei Respectnet e DigiFunCollab dimostrano che l’uso consapevole dei digital media, trasformando gli studenti da fruitori passivi a creatori consapevoli, riduce la vulnerabilità a bias cognitivi, filter bubbles ed echo chambers, limitando la manipolazione nei processi democratici e stimolando la partecipazione civica. La diffusione imitativa di tali pratiche genera circoli virtuosi di apprendimento collettivo. Il quadro teorico combina l’isomorfismo istituzionale (DiMaggio & Powell, 1983), reinterpretato come isomorfismo virtuoso di buone pratiche, con la resilienza democratica (Merkel & Lührmann, 2021), e i framework MIL UNESCO (2021) e DigComp 2.2 (Vuorikari et al., 2022). La metodologia adotta un disegno mixed methods con prevalenza quantitativa. La fase qualitativa include focus group con stakeholder nazionali e un national report (analisi normativa, bisogni formativi, SWOT sull’imprenditoria sociale) preliminari al design dei corsi orientati allo sviluppo di progetti imprenditoriali tramite il Canva Business Model. La fase quantitativa prevede un questionario dopo il Multiplier event finale con stakeholder locali e il monitoraggio di due percorsi formativi: corso online sul portale di progetto con certificazione Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 71 ed EU badge; project work universitari tramite call for students, con output digitali (video, pitch, poster, business plan). Gli indicatori includono numero di partecipanti e certificazioni, progetti sviluppati, riconoscimenti internazionali e livelli di engagement nei paesi partner. Attuando sistematicamente questo approccio, l’Accademia alimenta il dialogo istituzionale multistakeholder. Il knowledge transfer crea cultura comunicativa e rafforza la capacità democratica delle comunità. Tale impostazione conferma il ruolo della Visual Education come strumento per integrare le tre missioni dell’Università, didattica, ricerca e terza missione, rafforzando così strutturalmente la resilienza democratica. Keywords: Resilienza democratica, Isomorfismo mimetico, Knowledge transfer, Laboratori transnazionali di ricerca applicata, Digital e Media Literacy References Kahneman D. (2011). Thinking, fast and slow, Farrar, Straus and Giroux, New York. Lewandowsky S., Ecker U.K.H., Cook J. (2017). Beyond misinformation: understanding and coping with the “post-truth” era, Journal of Applied Research in Memory and Cognition, 6(4), pp. 353-369. Merkel W., Lührmann A. (2021). Resilience of democracies: responses to illiberal and authoritarian challenges, Democratization, 28(5), pp. 869-884. Pariser E. (2012). The filter bubble: how the new personalized web is changing what we read and how we think, Penguin Press, New York. Putnam R.D. (2000). Bowling alone: the collapse and revival of American community, Simon & Schuster, New York. Roberts K.M., Bunce V.J., Pepinsky T.B., Riedl R.B. (2025). Global challenges to democracy: backsliding, resiliency, and democratic the- Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 78 to minimize memory effects. Additionally, participants were asked to complete a short authentic task (e.g., designing a map or infographic based on a didactic prompt), which was evaluated using a concise rubric addressing content accuracy, visual organization, and communicative clarity. In parallel, a brief Likert-scale questionnaire was administered, targeting a limited set of dimensions (clarity of explanations, perceived usefulness of visual materials, support for study planning and monitoring). Outcome criteria included: (a) a statistically significant average gain in test scores, (b) achievement of a predefined mastery threshold in the authentic task, and (c) predominantly positive evaluations across questionnaire dimensions. The presentation will showcase a series of controlled didactic interventions conducted in higher education settings, highlighting how the systematic use of visual materials has influenced students’ learning outcomes and self-regulated learning behaviors. By bridging experimental evidence and didactic innovation, this paper aims to contribute to the interdisciplinary discourse on Visual Education, advocating for its strategic implementation as a core component of reflective teaching practices and academic research. Keywords: Visual Education, Experimental Pedagogy, Instructional Design, Multimodal Learning, Visual Literacy References Chiou C.H. et al. (2019). Emotional design in multimedia learning: effects of multidimensional concept maps and animation on affect and learning, Cognitive and Affective Learning in Media. Clegg B.A., Karduna A., Holen E., Garcia J., Rhodes M.G., Ortega F.R. (2024). Multimedia and immersive training materials influence impressions of learning but not learning outcomes, arXiv preprint. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 79 Jackson M. et al. (2023). Concept mapping in STEM education: a meta-analysis of its impact on students’ achievement (2004-2023), International Journal of STEM Education. Macauda A., Russo V., Corazza L. (2022). Visual education: a methodological approach for preservice teachers training in preschool and primary school, Formazione & insegnamento, Università di Bologna. Moreno R. (2006). Cognitive-affective theory of learning with media. Paivio A. (1986). Mental representations: a dual coding approach, Oxford University Press. Panciroli C., Corazza L., Macauda A. (2020). Visual-graphic learning, in Cicalò (a cura di), Proceedings of the 2nd International and Interdisciplinary Conference on Image and Imagination. IMG 2019, Springer, Cham. Plass J.L., Homer B.D., Hayward E.O. (2014). Riyadh et al. (2021). Applying visual mapping techniques to promote learning in community-based medical education activities, BMC Medical Education. Um E., Plass J.L., Hayward E.O. (2012). 80 Apprendimento visuale tra memoria e costruzione di informazioni Salvatore Mancarella Università di Foggia Abstract: Non è soltanto memoria visiva ossia attitudine ad associare l’oggetto di apprendimento al contesto spazio-temporale di riferimento, e nemmeno semplice supporto esplicativo o mero sussidio strumentale, come di solito si crede, l’apprendimento visuale di cui vogliamo qui occuparci è qualcosa che riprende, alla larga, il pensiero visivo, nell’accezione voluta intorno agli anni Sessanta, da R. Arnheim, psicologo e storico dell’arte tedesco, per il quale l’arte e le forme espressive aiutano a capire il mondo, generano una comprensione creativa e attiva ed aiutano ad organizzare l’universo interpretativo della persona. Non si tratta, allora, di descrivere pratiche didattiche che fanno leva su immagini, mappe, video e simulazioni, ma di andare oltre, sicuramente al di là dell’apparente familiarità del tema, per chiedersi: quando e come il visuale favorisce l’apprendimento e, soprattutto, per capire il ruolo dell’immagine nel processo educativo. Storicamente, il visuale ha avuto prevalentemente funzioni strumentali. Almeno, così si riteneva, ma ci sia consentito di dubitare che stia tutto qui l’esperienza di Leonardo, di Giotto, di Michelangelo. Possiamo davvero pensare che lo schizzo o l’immagine più elaborata possano essere state e siano ancora oggi dei semplici supporti per la memoria? Sia nei territori dell’arte sia in ambito didattico le immagini servono soltanto ad illustrare, a vedere per ricordare, per orientarsi, per riconoscere? Soprattutto oggi, con le interferenze tecnologiche, il visuale copre orizzonti più ampi: si usa per produrre informazioni, per spiegare concetti complessi per generare nuove informazioni, nuovi campi di esperienze e forse anche nuovi saperi. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 81 Nel contesto di un mondo saturo di immagini, emerge un rischio crescente di semplificazione e di banalizzazione: le immagini abbondano, ma il significato sfugge. Non ci fidiamo delle immagini e forse non siamo neppure educati a leggerle. È qui che si apre una frattura antropologica cruciale: tra la funzione mnemonica e quella costruttiva del visuale manca spesso una vera alfabetizzazione visiva. È allora utile un approccio metodologico di ampio respiro che attraverso l’analisi teorica, storica e pedagogica, riesca a problematizzare l’uso educativo delle immagini, al di là e al di sopra del mero assetto strumentale, sostenuti prioritariamente da quadri concettuali forniti dalla tradizione estetica e dalla ricerca filosofica, pur con la dovuta valorizzazione delle inferenze tecnologiche e senza mai perdere di vista il contesto specifico dell’insegnamento e della formazione contemporanea. Keywords: Apprendimento Visivo, memoria, costruzioni di saperi, conoscenza visuale, pensiero visuale. References Arnheim R. (2008). Arte e percezione visiva, tr. it., Feltrinelli, Milano. Mancarella S. (2023). Programmazione in Python per le scienze della vita, CittàStudi, Torino. Paparella N. (in coll.) (2023). Scegliere, decidere, amare ed inventare nella stagione degli algoritmi. Compiti e orizzonti per la ricerca e per l’educazione, in Viganò R., Lisimberti C. (a cura di), A cosa serve la ricerca educativa. Atti del Conv. Naz. SIRD, Pensa Multimedia, Milano. 82 Immagini tra Bias, IA e mondo reale Luca Basteris, Maria Cristina Daperno Liceo Classico e Scientifico Statale “Silvio Pellico – Giuseppe Peano” Abstract: In questo articolo viene documentata un’attività didattica sperimentata nella classe 2E del Liceo Classico Scientifico “Pellico-Peano” di Cuneo e che ha come obiettivo quello di sensibilizzare i ragazzi in merito alle immagini con cui quotidianamente si interfacciano sulla rete, i bias cognitivi con i quali le interpretano e l’intelligenza artificiale utilizzata come strumento privilegiato per generare immagini, addestrata anche dai nostri bias. In particolare, l’attività proposta pone particolare attenzione alle implicazioni etiche legate all’utilizzo di applicazioni che sfruttano l’Intelligenza Artificiale, conducendo gli studenti, mediante attività di gaming, ad acquisire consapevolezza dei meccanismi nascosti negli algoritmi di IA e dei bias cognitivi che regolano il “nostro” funzionamento, oltre a riflettere sul significato di visionare immagini, fotografie nella maggior parte dei casi non reali. Keywords: Consapevolezza, gaming, bias, immagini generate. 83 Photovoice e realtà aumentata: nuove prospettive per l’autorappresentazione della sessualità delle identità disabili Alice Rizzi, Martina Rossi, Giusi Antonia Toto, Marco di Furia Università di Foggia Abstract: La rappresentazione della sessualità delle persone con disabilità nei media contemporanei è spesso caratterizzata da stereotipi, omissioni e narrazioni etero-normative che negano la complessità e la ricchezza delle loro esperienze affettive. Questo saggio esplora il potenziale della metodologia photovoice-based, come strumento di empowerment visivo per favorire processi di autorappresentazione autentica e consapevole, grazie alla dinamica immersiva che tale metodologia consente di innescare. Attraverso un approccio teorico interdisciplinare che unisce la pedagogia speciale con ricerche recenti su media digitali e tecnologie immersive, si è tentato di comprendere se gli spazi virtuali possano configurarsi come ambienti protetti dove le persone con disabilità abbiano l’opportunità di esplorare e comunicare la propria identità sessuale. Il Photovoice diventa così uno strumento di resistenza narrativa che supera le barriere e contrasta le rappresentazioni medializzate, spesso veicolate attraverso dinamiche di cyberbullismo di matrice abilista e discriminazione online. Il contributo evidenzia come la combinazione tra storytelling visivo partecipativo e ambienti immersivi possa generare nuove forme di alfabetizzazione mediatica inclusiva, promuovendo una Visual Education che riconosca e valorizzi la diversità delle esperienze umane. Particolare attenzione viene dedicata alle potenzialità educative di questi strumenti Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 84 nella formazione di educatori, operatori sociali e nella sensibilizzazione della comunità più ampia. In sintesi, il framework delineato indica che l’autonarrazione visiva in ambienti immersivi può incidere sulle rappresentazioni sociali della disabilità e favorire una cultura dell’inclusione, mostrando esiti positivi in termini di agency, alfabetizzazione mediale e qualità delle interazioni educative, ma anche criticità legate ad accessibilità, tutela dei dati e mediazione pedagogica; si raccomandano co-progettazione con le comunità, protocolli etici chiari, dispositivi di accessibilità by design e integrazione curricolare per un’implementazione sostenibile. Keywords: Photo Voice, realtà aumentata, identità sessuale, disabilità, visual education. References Catalani C., Minkler M. (2010). Photovoice: A review of the literature in health and public health, Health Education & Behavior, 37(3), pp. 424-451. Haller B., Dorries B., Rahn J. (2006). Media labeling versus the US disability community identity: A study of shifting cultural language, Disability & Society, 21(1), pp. 61-75. Kress G., Van Leeuwen T. (2006). Reading images: The grammar of visual design, Routledge. Messaris P. (1994). Visual “literacy”: Image, mind, and reality, Westview Press. Pellas N., Fotaris P., Kazanidis I., Wells D. (2019). Augmenting the learning experience in primary and secondary school education: A systematic review of recent trends in augmented reality game-based learning, Virtual Reality, 23(4), pp. 329-346. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 85 Shakespeare T., Gillespie-Sells K., Davies D. (1996). The sexual politics of disability: Untold desires, Cassell. Tepper M.S. (2000). Sexuality and disability: The missing discourse of pleasure, Sexuality and Disability, 18(4), pp. 283-290. Wang C., Burris M.A. (1997). Photovoice: Concept, methodology, and use for participatory needs assessment, Health Education & Behavior, 24(3), pp. 369-387. 86 The primacy of image over word in contemporary social communication: a PRISMA Systematic Review (2020-2025) Giusi Antonia Toto Università di Foggia Abstract: Contemporary social communication is undergoing a paradigmatic shift toward the primacy of image over word. This systematic review analyzes scientific evidence from the last 5 years to understand the neurobiological, psychological, and social mechanisms underlying this phenomenon. In particular, it identifies, evaluates and summarises scientific evidence published between 2020-2025 on the primacy of image in contemporary social communication, focusing on cognitive neuroscience, digital media psychology, and effectiveness of visual representations. This systematic review was conducted according to PRISMA 2020 guidelines. We carried out a systematic search on PubMed, using structured search strategy with MeSH terms and keywords. Inclusion criteria comprised peer-reviewed studies published 2020-2025, focus on visual communication, social media, infographics, visual cognition. Selection and quality assessment were performed by two independent reviewers. Initial search identified 132 potentially relevant studies. After screening and full-text evaluation, over 50 high-quality studies were included. Evidence converges in demonstrating: (1) neurobiological superiority of visual processing, (2) superior effectiveness of infographics in scientific and health communication, (3) significant impact of social media on contemporary visual communication. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 87 Evidence supports the existence of a neurobiological primacy of image in contemporary social communication. Implications include the need to rethink educational and communicative strategies for the digital era. Keywords: visual communication, social media, infographics, visual cognition, digital communication. References Aiello G., Parry K. (2019). Visual communication: understanding images in media culture, Sage Publications. Das B., Chakrabarti D. (2021). Image is a tangible element of visual communication: role of the image to increase social awareness, in Design for tomorrow—volume 3: proceedings of ICoRD 2021, pp. 783-793, Springer, Singapore. Limone P. & Toto G.A. (2022). Smart learning environments: overview of effective tools, methods, and models. Internet of Things for Smart Environments, 1-13. Moliner P. (2020). Social psychology of pictures, Cambridge Scholars Publishing. Toto G.A., Grilli L., Traetta L., Villani R., Petito A. & Serviddio G. (2025). Convergence of disciplines: a systematic review of multidisciplinary development approaches in artificial intelligence. Frontiers in Digital Health, 7, 1400338. 94 Qui tutto deve essere rivisto... Memorie, immagini e paesaggi. Educazione visiva e inclusione: una lettura critica e una proposta Antonella Rizzo Ricercatrice Indipendente Abstract: Nel lavoro analizziamo in chiave critica la capacità delle sole immagini di rappresentare la complessità dei diversi mondi culturali all’interno di contesti di intervento educativo e formativo. Mettiamo in evidenza come tali immagini, spesso portatrici di contenuti omologanti, possano risultare escludenti rispetto alla diversità culturale. Partendo dal paradigma della complessità (De Toni, Comello, Ioan 2011), l’analisi si intreccia con i più recenti approcci anglosassoni sul rapporto corpo-paesaggio (Rose 2002) e con il paradigma della mente incarnata (Varela, Thompson, Rosch 1993; Turner 1977). Questa cornice problematizza il carattere statico e potenzialmente omologante delle immagini, mettendo in evidenza la loro tendenza a rendere didascalica la diversità culturale, deprivandola quindi della sua complessità e della sua natura meticcia (Laplantine, Nouss 2006). Attraverso una riflessione teorica e una rielaborazione critica delle rappresentazioni visive, proponiamo di pensare le immagini non come oggetti finiti ma come processi emergenti di una più ampia esperienza apprenditiva che mobilita simultaneamente più canali sensoriali, promuovendo così l’unità mente-corpo-contesto. Il fine è quello di costruire un modello educativo più sensibile alla pluralità dei saperi e delle percezioni, capace di ridiscutere le rappresentazioni iniziali e di assumere una visione complessa dell’apprendimento. Proponiamo quindi un processo in cui le immagini Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 95 siano trattate non come presupposti, ma come dati mentali emergenti, visioni nuove e non riducibili (Bauman 2005). Si configura così un approccio all’apprendimento come processo incarnato, embodied, che recupera le riflessioni di Merleau Ponty e dei primi neuroscienziati che hanno applicato quel costrutto al processo di conoscenza (Varela, Thompson, Rosch 1993). Merleau-Ponty guardava al costrutto di embodiment con un duplice senso ovvero sia al corpo come struttura vissuta ed esperienziale, sia al corpo come contesto o ambiente dei meccanismi cognitivi. L’embodiment in questo duplice senso è stato inizialmente assente dalle scienze cognitive, sia nella discussione filosofica che nella ricerca pratica. Noi qui assumiamo in particolare la visione del corpo che apprende come “contesto, ambiente” e lo facciamo risuonare nella sua totalità apprenditiva, sensoriale con altri paesaggi per stimolare immagini, memorie, suggestioni e costruire saperi. Il progetto sperimentale che presentiamo in appendice, ovvero l’Atlante sonoro delle Cicale, mira a creare questo dialogo tra paesaggi cognitivi e paesaggi naturali attraverso i suoni colti in natura e riportati su una piattaforma che ne restituirà la distribuzione spaziale, geografica. Il numero zero di questo dispositivo di ascolto e rappresentazione è dedicato alle Cicale, insetti che evocano l’estate in molti luoghi del mondo. Dal 2023 ad oggi sono state raccolte decine di tracce sonore del frinire dell’insetto in diverse parti del mondo, tracce che verranno riversate su una mappa geografica consultabile come un cronotopo bachtiano, cioè un’unità di spazio-tempo che offrirà a chi la esplorerà un’immagine plurale dell’estate come “luogo della memoria”, come sapere emergente, come immagine specifica o comune, come suono familiare o del tutto nuovo. Gli antichi e i primi atlanti erano quadri, creazioni d’arte, riportavano spesso raffigurazioni di personaggi, animali mitici, simboli, effigi, erano vere e proprie narrazioni non solo iconiche ma soprattutto evocative, mappe dense di rimandi ad altri livelli di sapere, altri contenuti cognitivi e culturali. Realizzato con l’AI come una vera e propria applicazione, l’Atlante è ispirato a quelle antiche mappe, integra metodologie etnografiche per la raccolta delle tracce, narrazioni Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 96 partecipate e costrutti pedagogici per una nuova Didattica. Esso quindi si configura come un dispositivo che sollecita un’esperienza multisensoriale finalizzata a esplorare le relazioni tra memoria, corpo e paesaggio, e veicola anche contenuti legati allo specifico degli stimoli sensoriali. La sua applicazione è potenzialmente ampia e può essere destinata a diverse fasce di età a seconda degli obiettivi specifici di ogni percorso. Trasversalmente alle età l’Atlante sollecita e allena l’ascolto attivo, consente di lavorare su una consapevolezza ecologica sia indoor sia outdoor, è uno strumento inclusivo perché alternativo e aumentativo e invita a riflettere sulla diversità dei suoni e dei luoghi, sugli effetti della sollecitazione sensoriale sul pensiero e sull’apprendimento. Infine l’Atlante potrà prestarsi a fare da archivio a infiniti altri stimoli sensoriali, altre immagini sinestetiche, altri suoni e canti. “Cosa è l’estate per te?”, da qui si parte per questo viaggio... Keywords: Embodiment, body landscape, complexity, Atlante sonoro 97 Educare al riconoscimento delle emozioni nella visual education: un modello convoluzionale AI implementato per gli psicologi professionisti Alessandro De Santis, Francesco Santangelo, Antonino Tarantino Università di Foggia Abstract: Negli ultimi decenni il crescente utilizzo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale risulta essere piuttosto evidente. Per i professionisti nell’ambito della salute mentale e della cura, cresce la necessità di implementare competenze digitali in modo proporzionale all’avanzamento delle nuove tecniche di indagine e di intervento in ambito scientifico e multidisciplinare. La letteratura dimostra che una vasta digital literacy risulta essere correlata positivamente al senso di efficacia personale e negativamente al tecnostress, ingenerando spesso in condizioni di burnout professionale. La letteratura dimostra che l’affect detection risulta essere fondamentale nell’ambito scolastico, al fine di implementare un clima positivo e collaborativo nel contesto classe. Modelli basati sull’intelligenza artificiale per il riconoscimento delle emozioni rappresentano un’opportunità per lo psicologo professionista vista la loro poliedricità nei diversi utilizzi e nei diversi ambiti disciplinari nel quale opera, incluso quello educativo. In questo caso, la letteratura dimostra come il processamento di immagini attraverso l’utilizzo di fotocamere può essere utile a comprendere meglio lo stato emozionale, cruciale per essere in grado di comprendere le dinamiche emotive circoscritte in un dato contesto, incluso il contesto classe. Nel presente articolo si intende proporre un modello convoluzionale sviluppato con MatLab© con il quale è possibile riconoscere una espres- Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 98 sione emotiva in una immagine fotografica di un volto umano oppure di emoticon rappresentativi di una delle 4 emozioni di base. Il campione è composto da 2 dataset: un dataset di volti umani ed un dataset di emoticon. L’obiettivo è di valutare l’accuratezza del modello nel riconoscimento delle 4 emozioni di base attraverso un confronto incrociato tra i due dataset. Dai risultati ci si aspetta intuizioni fondamentali nel campo della visual education applicato alla capacità di riconoscere le emozioni. Il presente articolo offre spunti interessanti sul versante psicologico, fornendo intuizioni utili al futuro professionale e a delineare il futuro della formazione continua dello psicologo. D’altro canto la ricerca evidenzia l’utilità educativa dello strumento grafico dato dalla fotografia e dalla rappresentazione emotiva dei volti umani e degli emoticon. Keywords: Emoji; Human Face; Visual Education; Digital Literacy; Psychology; Wellbeing. References Calvo R.A. & D’Mello S. (2010). Affect detection: An interdisciplinary review of models, methods, and their applications. IEEE Transactions on Affective Computing, 1(1), 18-37. https://doi.org/10.1109/T-AFFC.2010.1 Durlak J.A., Weissberg R.P., Dymnicki A.B., Taylor R.D. & Schellinger K.B. (2011). The impact of enhancing students’ social and emotional learning: A meta‐analysis of school‐based universal interventions. Child Development, 82(1), 405-432. https://doi.org/10.1111/j.14678624.2010.01564.x Ekman P. & Friesen W.V. (1971). Constants across cultures in the face and emotion. Journal of Personality and Social Psychology, 17(2), 124129. https://doi.org/10.1037/h0030377 Li S., Deng W. & Du J. (2018). 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Edizioni universitarie romane. 100 Visualizzare il futuro: la progettazione strategica tra innovazione e comunità Guendalina Peconio Università di Foggia Abstract: La presente ricerca esplora il ruolo della visual education nell’educazione imprenditoriale, con particolare attenzione all’utilizzo del Business Model Canvas (BMC) come strumento capace di ridurre il carico cognitivo, stimolare creatività e favorire processi collaborativi. Nei contesti rurali e interni, tali metodologie assumono una rilevanza strategica per sostenere lo sviluppo del capitale umano e la resilienza territoriale. L’obiettivo del presente studio è indagare come il BMC, applicato in un percorso formativo, incida sui processi di apprendimento e di progettazione strategica, guidati dalla domanda di ricerca: in che modo il Business Model Canvas facilita lo sviluppo di strategie per la valorizzazione del capitale umano e lo sviluppo sostenibile nelle Aree Interne? La ricerca è stata sviluppata attraverso un disegno qualitativo fondato sulla metodologia dello studio di caso, che ha coinvolto un campione di 22 partecipanti. La raccolta dati è stata realizzata mediante triangolazione di osservazioni dirette durante le attività laboratoriali; analisi dei materiali prodotti, nello specifico quattro Business Model Canvas elaborati dai gruppi di lavoro; annotazioni riflessive redatte dai formatori; nonché contributi valutativi provenienti dalla giuria appositamente designata. I dati sono stati analizzati mediante un’analisi tematica, con attenzione agli aspetti cognitivi, collaborativi e territoriali emersi. I risultati, relativi alle percezioni analizzate, mostrano che il BMC, secondo gli intervistati, consente la riduzione del sovraccarico cognitivo tramite rappresentazione visuale ordinata, stimola riflessività e immaginazione strategica, sup- Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 101 porta lo sviluppo progressivo di competenze imprenditoriali e collaborative (da abilità operative a strategiche) e attiva processi di innovazione sociale, valorizzando risorse locali e costruendo ecosistemi di innovazione territoriale. Viene evidenziato come il BMC operi come artefatto cognitivo esterno che favorisce cognizione distribuita, co-progettazione e apprendimento situato. Nei modelli più semplici garantisce inclusione e accessibilità, mentre nei più complessi sostiene la costruzione di strategie sistemiche orientate alla resilienza comunitaria. L’impiego del BMC nei percorsi formativi per le Aree Interne non si configura dunque solo come tecnica di pianificazione economica, ma come vero e proprio dispositivo di visual education, capace di integrare apprendimento, innovazione sociale e sviluppo territoriale sostenibile. Keywords: educazione all’imprenditorialità, aree interne, capitale umano, cognitive load theory References Berends H., Smits A. & Reymen I. (2016). Learning while (re)configuring: Business model innovation processes in established firms. Strategic Organization, 14(3), pp. 181-219. Braun V. & Clarke V. (2006). Using thematic analysis in psychology. Qualitative Research in Psychology, 3(2), pp. 77-101. Cavallo A., Ghezzi A. & Colombelli A. (2019). A configurational approach to growth: Business models and growth strategies of small firms. Long Range Planning, 52(1), pp. 31-50. Clavier P., Lotz S. & Tiran J. (2020). Teaching business model innovation: An experiential approach in management education. 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Sweller J., Ayres P. & Kalyuga S. (2011). Cognitive Load Theory. Springer. 103 Il ruolo della Visual Education nei processi formativi: una revisione sistematica sull’uso degli strumenti visivi per potenziare l’apprendimento e favorire lo sviluppo delle soft skills Valentina Berardinetti Università di Foggia Abstract: Negli ultimi anni, la Visual Education è emersa come un approccio didattico innovativo che promuove un apprendimento significativo attraverso l’uso di strumenti visivi come immagini, grafici, video, tecnologie digitali e immersive. Un simile paradigma educativo facilita la comprensione di concetti complessi trasformandoli in rappresentazioni visive intuitive, migliorando le capacità di memorizzazione, l’elaborazione critica delle informazioni e l’applicazione pratica. Nonostante il crescente interesse verso la Visual Education, rimane essenziale una revisione sistematica della letteratura recente per valutarne l’efficacia e identificare le strategie ottimali per integrarla nell’ambito educativo e formativo. La presente revisione sistematica si propone di analizzare l’efficacia dell’educazione visiva nei contesti didattico-educativi, con particolare attenzione all’uso degli strumenti visivi per potenziare le competenze degli studenti e favorire lo sviluppo delle soft skills. Gli obiettivi principali includono l’analisi delle modalità di applicazione della Visual Education nei diversi contesti formativi, la valutazione dei risultati raggiunti e l’individuazione delle sfide e delle opportunità legate alla sua implementazione. La metodologia adottata segue le linee guida PRISMA per garantire rigore e trasparenza. La ricerca è stata condotta in banche dati Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 110 References Amati I. (2022). La didattica inclusiva. Teorie e pratiche per i disturbi specifici dell’apprendimento. Pensa MultiMedia. Gabbi E., Gaggioli C. & Ranieri M. (2023). Active learning and academic teaching: A gamification experience between game and inclusion. QTimes – Journal of Education, Technology and Social Studies, 25(2), pp. 160-176. Mariotti S. & Marotta N. (2020). Gioco e storydoing: Strumenti didattici per l’insegnamento della storia nella scuola primaria. Didattica Della Storia – Journal of Research and Didactics of History, 2(1S), pp. 608-629. Occhini L. & Bosco N. (2023). Students as visual thinkers: Didattica e apprendimento image-based in higher education. In L. Fabbri & A. Romano (Eds.), Transformative teaching in higher education (pp. 215-229). Lecce: Pensa MultiMedia. Perla L. (2017). 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An overview and study on the use of games, simulations, and gamification in higher education. International Journal of Game-Based Learning, 6(1), pp. 18-29. 111 Luce, forma, narrazione. Didattica visiva e apprendimento nella scuola dell’infanzia. Un’indagine sull’uso dei media visivi nei contesti educativi per promuovere espressione, inclusione e innovazione didattica Ilenia Amati, Loredana Perla, Antonio Ascione Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” Abstract: La presente ricerca, svoltasi in partnership con il Dipartimento Forpsicom dell’Università degli Studi di Bari, e la scuola dell’infanzia Le matite colorate, intende indagare l’impatto e le potenzialità pedagogiche dell’uso di strumenti e media visivi nei percorsi educativi destinati alla prima infanzia. La ricerca si inserisce in un’area di riflessione pedagogica che riconosce nei linguaggi visivi un canale privilegiato di espressione e apprendimento nella prima infanzia (Dahlberg, Moss, Pence, 2007; Eisner, 2002; Gardner, 2011). L’attenzione si concentra sull’introduzione consapevole di pratiche didattiche innovative che integrino linguaggi visivi – digitali e analogici – nella quotidianità educativa, al fine di promuovere processi di apprendimento attivi, significativi e multimodali (Wright, 2003; Lindsay, 2021; Lasczik, Cutter-Mackenzie-Knowles, Osborn, Malone, Knight, 2024). Il progetto si fonda sull’ipotesi che i media visivi, se integrati in modo intenzionale e mediato da una progettazione pedagogica coerente, possano potenziare le capacità espressive, comunicative e cognitive dei bambini, favorendo la costruzione di competenze trasversali e il dialogo tra immaginazione e conoscenza. La ricerca adotterà un approccio qualitativo di tipo esplorativo, con l’osservazione partecipata, la documentazione educativa e l’analisi delle pratiche come strumenti principali (Amati, 2025). Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 112 Attraverso laboratori sperimentali, percorsi di narrazione visiva, attività di manipolazione digitale e analogica, si cercherà di comprendere come i media possano essere dispositivi didattici capaci di valorizzare la creatività infantile, stimolare l’attenzione, favorire l’inclusione e promuovere forme di cittadinanza precoce (Moon, 1999; Ainscow, Haile-Giorgis, 2003; Ainscow, Booth, Dyson, 2006; Amati, 2022b). Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dell’insegnante come mediatore pedagogico e alla costruzione di un contesto di apprendimento capace di integrare innovazione e cura educativa (Kolb, 1984; Damiano, 2013; Amati, 2022a). Gli obiettivi della ricerca sono stati i seguenti: 1. Esplorare le potenzialità educative dei media visivi nei contesti dell’infanzia. 2. Analizzare attraverso l’osservazione l’efficacia di strategie didattiche innovative basate sull’uso di linguaggi visivi. 3. Sviluppare modelli di progettazione educativa integrata che combinino media tradizionali e digitali. 4. Riflettere sul ruolo del docente come regista e mediatore dell’esperienza visiva. 5. Promuovere nei bambini competenze trasversali (espressive, narrative, percettive, collaborative) attraverso esperienze visive. Si sono utilizzate le seguenti metodologie (Perla, 2020): osservazione partecipante e videoregistrazione dei contesti di apprendimento, interviste semi-strutturate a insegnanti e atelieristi, laboratori sperimentali con strumenti visivi (es. tablet, lavagne luminose, proiezioni, collage, stop motion), documentazione pedagogica come dispositivo riflessivo e di analisi (Perla, 2012; Perla, 2017) analisi dei prodotti visivi realizzati dai bambini. Si presenteranno gli esiti. Keywords: Media visivi, didattica innovativa, scuola dell’infanzia, educazione visiva, documentazione pedagogica Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 113 References Ainscow M. & Haile-Giorgis M. (2003). Theories of inclusive education. Routledge. Ainscow M., Booth T. & Dyson A. (2006). Improving schools, developing inclusion. Routledge. Amati I. (2022a). La didattica inclusiva. Teorie e pratiche per i disturbi specifici dell’apprendimento. Pensa MultiMedia. Amati I. (2022b). Personalizzare l’intervento didattico per gli alunni con DSA. In AA. VV. (a cura di I. Guerini), Scuola e inclusione. Riflessioni teoriche ed esperienze didattiche (pp. XX–XX). Edizioni Conoscenza. Dahlberg G., Moss P. & Pence A. (2007). Beyond quality in early childhood education and care: Languages of evaluation (2nd ed.). Routledge. Damiano E. (2013). La mediazione didattica. Per una teoria dell’insegnamento, Milano: FrancoAngeli. Eisner E.W. (2002). 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Bandura (Bandura, 1977; Humeijia, 2021) riferibili in particolare ai cardini dell’Observational learning e gli strumenti della Visual Education: il fine è duplice e mira a verificare potenzialità ed efficacia della Visual education per l’engagement e l’apprendimento della L2 in età precoce (0-3 anni). Nella Social learning theory l’osservazione e l’imitazione tra pari (peer education) è procedura essenziale non solo per l’acquisizione di nuovi comportamenti ma anche per l’apprendimento tout court dei modelli e degli oggetti culturali; riferendoci all’apprendimento di una seconda lingua (Leseman, 2015; Iverson, 2010) e contestualmente utilizzando la Visual Education (VE) si potrebbe realizzare un efficace mediatore iconico per l’apprendimento in epoca contemporanea: gli strumenti della VE sollecitano da un lato in maniera diretta la capacità rappresentativa alla base delle funzioni cognitive, dall’altro si pongono come potente strumento visivo-imitativo per l’apprendimento dei piccoli (Leseman, 2015). Con riferimento al paradigma della Ricerca-Formazione (Perla, 2017 a) b); Asquini, 2018), gli obiettivi della presente ricerca si esplicano in duplice senso poiché ci si propone di 1) favorire e potenziare l’apprendimento della L2 in età precoce e 2) promuovere l’engagement attivo e partecipativo dei piccoli studenti. Tale ricerca prende Apprendimento e strategie didattiche mediate dalla Visual Education: orizzonti di ricerca e azione 116 avvio nell’ambito del progetto “Fun with English” destinato a bambini 0-3 anni della Regione Puglia promosso dal Dipartimento Istruzione, Lavoro e Università. Le fasi della ricerca –secondo la tripartizione pianificazione-esecuzione-valutazione (Pellerey, 1980; Felisatti, 2013): in fase di analisi dei bisogni -attraverso questionari a risposta multipla a docenti, dirigenti e genitori degli istituti coinvoltiè emersa la necessità degli educatori di accedere a strumenti innovativi per l’insegnamento della L2 in età infantile; di qui, dopo l’individuazione delle risorse e degli strumenti didattici si è proceduto all’elaborazione di un piano formativo degli educatori; in fase esecutiva si prevede l’impiego di tali strumenti di Visual Education, nello specifico giochi di fonologia-infografiche, video-storie. La raccolta dei dati è operata attraverso griglie di osservazione e registrazione di Specimen (engagement e apprendimento dei piccoli studenti dei contenuti mediati in L2) con descrittori, domande guida e livelli di intensità di presenza (Felisatti, 2013). Keywords: Social learning theory, Observational learning, Peer education, Engagement, Visual education References Asquini G. (2018), La Ricerca-Formazione. Temi, esperienze, prospettive. Milano: FrancoAngeli. Baldacci M. (2001), Metodologia della ricerca pedagogica, Milano: Mondadori Bruno. Bandura (1977), Social Learning Theory. Oxford, England: Prentice-Hall. Corbetta (2014), Metodologia e tecniche della ricerca sociale, Milano: Il Mulino. Dewey J., (1973), a cura di Visalberghi A., Logica. Teoria dell’indagine, Torino: Einaudi. Damiano E. (a cura di), (2007), Il mentore. Manuale di tirocinio per insegnanti in formazione, Milano: FrancoAngeli. Atti di Convegno - Book of abstract “ASTERA 2025” 117 Damiano E. (2013), La mediazione didattica. Per una teoria dell’insegnamento, Milano: FrancoAngeli. Felisatti E., Mazzucco C., (2013), Insegnanti in ricerca. Competenza, modelli e strumenti, Lecce: PensaMultimedia. 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