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Premessa

Maggi, Marco

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Aura • 1 | 2025 • Tema • issn 3035-1944 • e-issn 2723-9527 • doi 10.5281/zenodo.17446641 premessa a sezione monografica Il corpo esposto. Verità e mise en image, curata da Imma Iaccarino e Margherita Schellino, nasce da un’esperienza di pratiche di ricerca transindividuali e transdisciplinari condotta in seno alla Facoltà di Comunicazione, cultura e società dell’Università della Svizzera Italiana. Dal 2020 al 2024, dietro l’impulso dell’ex decano Luca Visconti, i membri della facoltà afferenti a discipline diverse e a ogni livello di anzianità accademica, sono stati invitati a partecipare al ‘progetto culturale’, un’iniziativa volta a sperimentare forme di collaborazione accademica non gerarchica e non tradizionale. L’argomento prescelto per il biennio 2022-2024, i cui lavori ho avuto il privilegio di coordinare, è stato Immagini in questione. Forse più di quella italiana, la versione in lingua inglese del titolo del progetto: Questioning images, esprime compiutamente l’ambiguità che abbiamo inteso esplorare. Da un lato, le immagini sono oggetto di interrogazione da parte delle più diverse discipline, dalla storia dell’arte all’antropologia, dalla semiotica agli studi di cultura visuale. Di più, oltre che oggetti, le immagini sono sempre più strumenti della ricerca, e non esclusivamente sul piano della comunicazione dei risultati, come abbiamo avuto modo di sperimentare nel corso del progetto, familiarizzandoci con la pratica del video-essay sotto la guida di un altro collega, Kevin B. Lee. Dall’altro lato, come hanno mostrato, tra gli altri, gli studi di David Freedberg e di Horst Bredekamp, le immagini non sono unicamente oggetto dello sguardo, bensì guardano esse stesse, e ci interrogano. Questioning images: ‘interrogare le immagini’, ma anche ‘immagini che interrogano’. I gruppi di lavoro sorti autonomamente all’interno del progetto hanno esplorato il tema in forme varie e diversificate, dalla domanda sulla produzione delle immagini, anche in relazione agli sviluppi dell’IA generativa multimodale, a quella etica sulla loro inclusività, a quella legata alla temporalità. Il gruppo di lavoro i cui componenti hanno firmato i contributi qui raccolti si sono occupati della questione della verità delle immagini. In questa chiave epistemica, accanto a sondaggi negli ambiti della crisi ambientale e delle pratiche giornalistiche, il lavoro del gruppo ha esplorato l’universo delle immagini mediche, un altro ambito rivoluzionato in profondità dalle più recenti applicazioni legate all’imaging digitale. Per i suoi outputs, il gruppo di lavoro sulla verità delle immagini si è avvalso dei canali più diversificati e innovativi, dalla collaborazione con la stampa quotidiana alla realizzazione di video-essays. Fa però piacere constatare che non sono state trascurate le forme consuete della comunicazione scientifica, come la curatela di questa sezione testimonia. Sede più adatta di questa non si sarebbe d’altronde potuta trovare. «Avvertire l’aura di una cosa – scriveva Walter Benjamin – significa dotarla della capacità di guardare». Le autrici e gli autori hanno L Marco Maggi 4 osservato le immagini, ma se ne sono fatti anche osservare, dotandole di un’aura che le impone alla nostra attenzione. Marco Maggi Università della Svizzera Italiana