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Progetto aperto

Canepa, Elisabetta

Abstract

Contribution presented at the 12th ProArch Forum “Il progetto al centro. Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi,” organized by the Scientific Society of Italian University Professors in Architectural and Urban Design (ProArch), in collaboration with the Department of Civil, Environmental and Mechanical Engineering (DICAM) at the University of Trento.This text was developed within the AURA project ("Affective Unities: A Site-Specific Research on Architectural Atmospheres"). AURA received funding from the European Union as part of the NextGenerationEU program, through the Italian Ministry of University and Research (MUR) under the National Recovery and Resilience Plan (NRRP), Mission 4 “Education and research," Component 2 “From research to business,” Investment 1.2 “Funding projects presented by young researchers.” Project ID: MSCA2024_0000009. CUP: D33C25000500006.

Full text

Il progetto al centro Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi Dodicesimo Forum ProArch 13 | 14 novembre 2025 Trento Atti di convegno Architettura Documenti Ricerche collana della Società Scientifica ProArch Università di Trento DICAM | Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica Via Mesiano, 77, 38123 Trento TN [email protected] Dodicesimo Forum ProArch Il progetto al centro | Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi Trento 13, 14 novembre 2025 a cura di Claudia Battaino e Claudia Sansò Società Scientifica Nazionale dei Docenti di Progettazione Architettonica, SSD ICAR 14, 15 e 16. “Il progetto al centro. Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi. Atti di convegno” a cura di Claudia Battaino, Claudia Sansò Documento a stampa di pubblicazione online ISBN 9791 2803790 47 Architettura Documenti Ricerche, collana della Società Scientifica ProArch Comitato scientifico collana: Andrea Sciascia, Michela Barosio, Renato Capozzi, Giovanni Rocco Cellini, Emilia Corradi, Francesco Costanzo, Massimo Ferrari, Filippo Lambertucci, Christiano Lepratti, Eliana Martinelli, Mauro Marzo, Alessandro Massarente, Pasquale Miano, Carlo Moccia, Domenico Potenza, Manuela Raitano, Giovanni Francesco Tuzzolino Copyright © 2025 ProArch novembre 2025 Immagine di copertina: Giovanna Ramaccini, Claudia Sansò Impaginazione: Francesca Molle Progetto grafico e revisione editoriale: Claudia Battaino, Giovanna Ramaccini, Claudia Sansò Comitato Organizzativo XII Forum ProArch: Filippo Marconi, Francesca Molle, Lorenzo Palladino Per le immagini contenute in questo volume gli autori rimangono a disposizione degli eventuali aventi diritto che non sia stato possibile rintracciare. Tutti i diritti sono riservati, è vietata la riproduzione. AIDIA ASSOCIAZIONE ITALIANA DONNE INGEGNERI E ARCHITETTI sezione trento ProArch Società Scientifica Nazionale dei Docenti di Progettazione Architettonica Dodicesimo Forum Il progetto al centro Forme, ruolo e comunicazione del progetto di architettura per la trasformazione dei luoghi Università di Trento DICAM | Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica Atti di convegno a cura di Claudia Battaino e Claudia Sansò CONSIGLIO DIRETTIVO PROARCH PRESIDENTE Pasquale Miano Università degli Studi di Napoli “Federico II” SEGRETARIO Mauro Marzo Università Iuav di Venezia CONSIGLIO DIRETTIVO – Soci Effettivi Michela Barosio Politecnico di Torino Fabio Capanni Università degli Studi di Firenze Emilia Corradi Politecnico di Milano Christiano Lepratti Università degli Studi di Genova Luciana Macaluso Università degli Studi di Palermo Eliana Martinelli Università degli Studi di Perugia Mauro Marzo Università Iuav di Venezia Tomaso Monestiroli Politecnico di Milano Dina Nencini Sapienza Università di Roma Riccardo Palma Politecnico di Torino Giorgio Peghin Università degli Studi di Cagliari Efisio Pitzalis Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” Domenico Potenza Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti - Pescara Fabrizio Toppetti Sapienza Università di Roma Michele Ugolini Politecnico di Milano Federica Visconti Università degli Studi di Napoli “Federico II” CONSIGLIO DIRETTIVO – Soci Junior Giovanni Comi Università degli Studi di Udine Paolo De Marco Università degli Studi di Palermo Valentina Radi Università degli Studi di Ferrara Gaia Terlicher Università degli Studi di Pavia COMITATO D’ONORE Franco Ianeselli Sindaco di Trento Rossano Albatici Direttore DICAM, Università di Trento Gianluca Cepollaro Presidente STEP - Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio Luca Valentini Presidente CITRAC - Circolo Trentino per l’Architettura Contemporanea Pasquale Miano Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Presidente ProArch Società Scientifica Nazionale dei Docenti di Progettazione Architettonica COMITATO DI INDIRIZZO Claudia Battaino Università di Trento Emilia Corradi Politecnico di Milano Mauro Marzo Iuav Università di Venezia Claudia Sansò Università di Trento Federica Visconti Università degli Studi di Napoli “Federico II” COMITATO SCIENTIFICO E PROMOTORE Michela Barosio Politecnico di Torino Claudia Battaino Università di Trento Fabio Capanni Università degli Studi di Firenze Giovanni Comi Università degli Studi di Udine Emilia Corradi Politecnico di Milano Paolo De Marco Università degli Studi di Palermo Christiano Lepratti Università degli Studi di Genova Luciana Macaluso Università degli Studi di Palermo Eliana Martinelli Università degli Studi di Perugia Mauro Marzo Università Iuav di Venezia Tomaso Monestiroli Politecnico di Milano Dina Nencini Sapienza Università di Roma Riccardo Palma Politecnico di Torino Giorgio Peghin Università degli Studi di Cagliari Efisio Pitzalis Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” Domenico Potenza Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti - Pescara Valentina Radi Università degli Studi di Ferrara Claudia Sansò Università di Trento Gaia Terlicher Università degli Studi di Pavia Fabrizio Toppetti Sapienza Università di Roma Michele Ugolini Politecnico di Milano Federica Visconti Università degli Studi di Napoli “Federico II” COMITATO ORGANIZZATIVO Filippo Marconi Università di Trento Francesca Molle Università di Pisa Lorenzo Palladino Università di Trento SEZIONE TEMATICA 2 Comunicazione del progetto 202 Progetto aperto Elisabetta Canepa Università di Genova Nel 1966 si svolge la terza edizione dei Premi nazionali IN/ARCH, appuntamento in cui i progettisti italiani, nel valutare l’operato dei propri pari, documentano la validità delle tendenze in corso. Umberto Eco, a quel tempo docente di comunicazione visiva alla Facoltà di Architettura di Firenze, interviene alla cerimonia di apertura: spetta a lui – pur non essendo architetto, né storico, né critico dell’architettura – commentare le finalità della manifestazione, dimostrando, con la lettura delle quattordici categorie di concorso (dalla produzione edilizia a quella filmografica), come i compiti dell’architetto travalichino necessariamente i propri circuiti disciplinari e ambiti operativi. Osserva: «si parla di architettura specialmente se si parla anche di altro; parlare d’altro significa saper individuare il campo dei fenomeni con cui il fatto architettonico, preso per sé, si pone in rapporto nello spazio come nel tempo». La prima lezione che ha appreso, discutendo di arte e comunicazione con studenti di architettura, riguarda infatti l’esigenza pressante di una ricerca interdisciplinare e, conseguentemente, di una solida coscienza critica per confrontarsi con linguaggi diversi e punti di vista complementari. Una consapevolezza che le culture del progetto hanno maturato prima e più di altre aree accademiche – a volte per istinto, a volte come metodo. La riflessione sulla natura aperta della ricerca è di stringente attualità, in un’epoca segnata dall’impatto pervasivo del pensiero scientifico, dall’evoluzione tecnologica incontrollabile, dalla molteplicità ultraspecialistica e dalla pressione produttiva. Si avverte un diffuso senso di smarrimento nel tentare di tesaurizzare lo scibile: alla sensazione che rimanga poco da scoprire si accosta l’idea che un approccio interdisciplinare possa aprire Keywords: progetto • ricerca interdisciplinare • finanziamenti europei 203 o, quantomeno ampliare, orizzonti d’indagine. La ricerca attorno, con e per il progetto di architettura, degli interni, della città e del paesaggio può trarre vantaggio da questa predisposizione al dialogo interdisciplinare per rompere la condizione di marginalità di cui soffre nell’ambito dei bandi comunitari che dovrebbero sostenerla. In mancanza di panel specifici a cui presentare proposte di ricerca, la progettazione architettonica (GSD 08/CEAR-09) può declinarsi come produzione culturale al pari di letteratura, filosofia, arti visive e performative, può assumere un focus tecnologico-ingegneristico oppure può appoggiarsi ad altri settori, come la psicologia ambientale e la cognizione spaziale. Per intraprendere questo orientamento che avvicina l’architettura alle scienze sociali e cognitive, occorre – come indicato da Eco – individuare il campo dei fenomeni con cui il fatto architettonico possa porsi in rapporto di comunicazione e convivenza. Una via privilegiata consiste nel restituire centralità al corpo, inteso come medium del sentire e fare architettura. Dagli anni Ottanta del XX secolo, si è assistito a una graduale rivalutazione del corpo e delle sue riverberazioni emotive nei processi individuali e interpersonali, dando origine a una vera e propria “svolta esperienziale”. Le scienze umane, insoddisfatte dei modelli allora prevalenti, improntati a codici di matrice culturale, hanno iniziato a sperimentare approcci di tipo emozionale-affettivo per studiare la realtà. Da qui l’enfasi sulla nostra natura incarnata e situata – sinolo di forma e materia, cultura e ambiente. È l’indagine estetica, sorretta dai progressivi sviluppi delle scienze cognitive, a introdurre nuove prospettive interpretative dell’unità corpospazio, suggerendo spunti per la teoria architettonica contemporanea. Tema chiave della riflessione fenomenologico-topologica che ha interessato le discipline del progetto è quello di atmosfera . Le atmosfere architettoniche costituiscono manifestazione paradigmatica del corporeo e dell’emotivo: un intimo sentire difficile da articolare e condividere – in apparenza impossibile da riprodurre. Eppure, si va consolidando una crescente attenzione per la vocazione atmosferica del gesto architettonico, che favorisce l’identificazione tra spazio esterno e spazio interiore e incoraggia uno sguardo poetico dell’architettura, in cui la trasformazione dei luoghi nasce dall’incontro tra le loro qualità intrinseche e le esperienze di chi li vive. Il contributo proposto esamina alcune sperimentazioni didattiche volte ad affinare l’attitudine degli studenti al coinvolgimento corporeo, alla percezione multisensoriale, all’introspezione emotiva e alla comunicazione del progetto. Sostenute da un impianto teorico di matrice interdisciplinare ma radicate negli strumenti della progettazione architettonica, le esercitazioni hanno introdotto linguaggi complementari per valorizzare la dimensione esperienziale del processo progettuale, aprendolo e preparandolo al dialogo con la pluralità dei futuri interlocutori. Testo elaborato per il progetto di ricerca AURA – Affective Unities: A Site-Specific Research on Architectural Atmospheres, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, per il tramite del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 “Istruzione e ricerca” – Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa” – Investimento 1.2 “Finanziamento di progetti presentati da giovani ricercatori”. Progetto ID: MSCA2024_0000009, CUP: D33C25000500006. schema corporeo, Architectural Design Studio 6, Abigail Hutchinson, 2022 Società Scientifica ProArch Edizione digitale 2025