Gli umanisti digitali tra Grant ERC e glass ceiling
Abstract
Abstract English In a grant proposal (including ERC proposals), Digital Humanities (DH) may be more or less integrated into the project’s methodology. Limited integration (or lack of organic coherence) between DH aspects and the project’s methodological framework can be a weakness in the overall evaluation of a project proposal by European funding bodies. To achieve genuine integration, the role of the digital humanist is crucial already during the design phase. Italian master’s programmes in LM-43 are training such specialists, who then have little difficulty finding opportunities for PhD positions and research fellowships, because projects ‘need’ them (for temporary positions). This has been even more true in the PNRR era. Moreover, DH specialists are attractive to private companies. However, in Italy their academic career faces a glass ceiling (see the blog post Come stanno le Digital Humanities in Italia?, https://infouma.hypotheses.org/3083), due to the lack of formal academic recognition of DH as a field: DH specialists face problems when applying for national habilitation (ASN), recruitment, and VQR evaluation. Possible solutions exist (and have been put forward on several occasions by AIUCD): creating a DH-specific disciplinary sector (SSD), modelled on the ERC panel SH5_12 Computational modelling and digitisation in the cultural sphere (note that Italy already has a master’s degree class, LM-43 Metodologie informatiche per le discipline umanistiche); establishing interdisciplinary evaluation procedures; allowing evaluation panels to request pro veritate expert opinions; introducing some form of DH ‘certification’ (as it happens in the school system with CLIL, ‘animatori digitali’, bilingualism). The result is that young scholars who stay closely aligned with their traditional disciplinary sectors (SSD) have a better chance of obtaining national habilitation (ASN) and securing stable academic positions. However, this state of affairs limits the DH component in the skill set of early-career researchers and, in the long run, risks curbing the actual methodological innovation that DH can bring to research projects (including ERC projects), and consequently reducing their competitiveness in Europe. Italiano In un grant proposal (anche ERC) le Digital Humanities (DH) possono essere più o meno integrate nella metodologia del progetto. L’eventuale scarsa integrazione (organicità) delle DH nella metodologia può essere un minus nella valutazione complessiva della proposta progettuale, nelle sedi europee. Per questa integrazione reale, è fondamentale, già nella fase progettuale, la figura dell’umanista digitale (UD). Le LM-43 stanno formando gli UD, e questi ultimi non hanno difficoltà a trovare opportunità per PhD e assegni, perché ‘servono’ ai progetti (che però sono temporanei). Questo è valso ancor più nell’era PNRR. Inoltre gli UD sono sono ‘appetibili’ per le aziende. Però la carriera accademica degli UD in Italia ha un glass ceiling (vd. il blog post Come stanno le Digital Humanities in Italia?, https://infouma.hypotheses.org/3083), perché manca il riconoscimento accademico delle DH: gli UD hanno problemi in fase di abilitazione, reclutamento e VQR. Non mancherebbero soluzioni possibili (e proposte in più occasioni da AIUCD): un SSD DH, sul modello del settore ERC SH5_12 Computational modelling and digitisation in the cultural sphere (non si dimentichi che in Italia esiste già una classe di laurea magistrale LM-43 Metodologie informatiche per le discipline umanistiche); forme di valutazione interdisciplinare; pareri pro veritate da parte delle commissioni valutatrici; una forma di ‘certificazione’ delle competenze DH (vd., nella scuola, CLIL, Animatori digitali, bilinguismo). Il risutato è che i giovani studiosi che si tengono ben accosti ai loro SSD hanno più probabilità di conseguire l’ASN e di ottenere posizioni accademiche stabili. Tuttavia, questo stato di cose limita la componente DH nel ‘mix’ di competenze dei giovani ricercatori e dunque, in prospettiva, rischia di limitare l’effettiva innovatività metodologica DH dei progetti di ricerca (ERC e altri), e di conseguenza la loro competitività in Europa.