Scavi nell'abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023
Abstract
The sixth excavation season at the Timpone della Motta settlement focused on Plateau I and II. The investigations included the recovery and documentation of structures that had previously been explored only in part by earlier missions, as well as the opening of new trenches aimed at integrating and expanding the stratigraphic record. The excavations uncovered the remains of houses with stone foundations and mudbrick walls dating to the 6th century BC, built on top of remains of prehistoric timber buildings. While the results are preliminary, they confirm the site's continuous occupation from the Middle Bronze Age to the 4th century BC, highlighting its importance in understanding settlement dynamics in the region of Sybaris.
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FOLD&R. Fasti Online Documents & Research (ISSN 1828-3179) ● Peer-reviewed journal published by the Associazione Internazionale di Archeologia Classica ● Palazzo Altemps, Via di Sant'Apollinare 8 – 00186 Rome, Italy ● Tel. / Fax: +39.06.67.98.798 ● http://www.fastionline.org How to cite: Brocato P., Altomare L.., Capparelli C., Carroccio B., Costanzo F., Marino A., Perri M., (2025), Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023, FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609). https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 Paolo Brocato • Luciano Altomare • Chiara Capparelli • Benedetto Carroccio • Filomena Costanzo • Aurelio Marino • Margherita Perri Received: 25-08-2025; Accepted: 25-10-2025; Published online: 20-11-2025 © The Author(s) 2025, This article is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License (CC BY-NC-SA 4.0) Abstract: The sixth excavation season at the Timpone della Motta settlement focused on Plateau I and II. The investigations included the recovery and documentation of structures that had previously been explored only in part by earlier missions, as well as the opening of new trenches aimed at integrating and expanding the stratigraphic record. The excavations uncovered the remains of houses with stone foundations and mudbrick walls dating to the 6th century BC, built on top of remains of prehistoric timber buildings. While the results are preliminary, they confirm the site's continuous occupation from the Middle Bronze Age to the 4th century BC, highlighting its importance in understanding settlement dynamics in the region of Sybaris. Keywords: Francavilla Marittima, Oenotrians, Settlement Archaeology, Protohistory, 7th and 6th centuries BC, Domestic structures, Material culture. Riassunto: La sesta campagna di scavo presso l’insediamento del Timpone della Motta si è concentrata sui pianori I e II. Le indagini hanno compreso il recupero e la documentazione di strutture già in parte esplorate da precedenti missioni, nonché l’apertura di nuovi saggi mirati a integrare ed ampliare la documentazione stratigrafica. Le ricerche hanno messo in luce resti di abitazioni con fondazioni in pietra e muri in terra cruda, databili al VI secolo a.C., costruite sui resti di edifici lignei preistorici. Anche se i risultati sono ancora preliminari, essi confermano la continuità di occupazione del sito dal Bronzo Medio fino al IV secolo a.C., e ne sottolineano l’importanza per la comprensione delle dinamiche insediative nella regione della Sibaritide. Parole chiave: Francavilla Marittima, Enotri, Archeologia degli insediamenti, Protostoria, VII e VI secolo a.C., Strutture domestiche, Cultura Materiale. Introduzione La VI campagna di scavo del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS) ha interessato i pianori I e II, terrazze poste, rispettivamente, nella porzione sud-orientale e nel settore centro-settentrionale della collina del Timpone della Motta (Fig. 1)1. In queste zone è continuato lo scavo di saggi già aperti in precedenza e ne sono stati avviati di nuovi2. 1 Le ricerche sono condotte in regime di concessione del Ministero della Cultura (prot. n. 629 del 23/05/2022), Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, sotto la direzione scientifica del prof. P. Brocato. Si ringraziano il Soprintendente dott.ssa Paola Aurino; l’Amministrazione comunale di Francavilla Marittima, nelle persone del Sindaco dott. Gaetano Tursi e dell’assessore alla cultura dott. Michelangelo Apolito; l’Associazione per la Scuola Internazionale di Archeologia “Lagaria” Onlus, in particolare il Prof. Pino Altieri; l’ing. Antonio Lio per i rilievi fotogrammetrici. La campagna si è tenuta nei mesi di settembre e ottobre del 2023, per la durata di sei settimane. Hanno preso parte alla missione un totale di diciotto unità, tra docenti, dottori di ricerca, dottorandi, borsisti, studenti dei corsi di laurea dell’Università della Calabria. 2 Per i risultati delle ricerche condotte finora si vedano: BROCATO et al. 2018, BROCATO et al. 2019, BROCATO, ALTOMARE 2019, BROCATO et al. 2020, BROCATO, ALTOMARE 2020, BROCATO et al. 2021, BROCATO et al. 2022, BROCATO et al. 2024.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 2 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 1: Timpone della Motta. Planimetria generale, con localizzazione dei pianori (A. Lio). Sul pianoro I è stata indagata un’area ubicata nella parte nord-ovest del terrazzo, nella quale era stato aperto uno dei saggi di scavo della missione olandese del Groningen Institute of Archaeology, condotta agli inizi degli anni ’90 del Novecento da Marianne Kleibrink, che aveva portato al rinvenimento di una struttura in muratura di età arcaica identificata come ‘casa del laboratorio’, indagata e pubblicata, però, solo parzialmente3. Il nuovo intervento di scavo ha avuto come obiettivo l’avvio di una campagna di recupero delle strutture messe in luce negli scavi pregressi, al fine di tutelare le evidenze archeologiche e di favorire possibili interventi futuri di valorizzazione. Sul pianoro I, le ricerche dell’Unical avevano già previsto un primo intervento di scavo nel settore centro-meridionale del terrazzo, con un saggio di verifica del bacino stratigrafico che deve essere ancora completato. Con analogo intento di tutela e valorizzazione delle strutture già individuate, è stata riaperta sul pianoro II l’area di scavo della missione olandese nella quale era stata messa in luce la cosiddetta ‘casa novantanove’, un edificio in muratura di età arcaica, pubblicato solo parzialmente in un rapporto preliminare e non valorizzato4. La struttura si trova in corrispondenza dell’ingresso attuale al pianoro e, dunque, in futuro potrebbe risultare strategico valorizzarla per poterla inserire nei percorsi di visita del parco archeologico. Nel settore, identificato come area D, è stato aperto un nuovo saggio di scavo, con lo scopo di recuperare i resti dell’edificio, che si conservavano in uno stato molto precario. Sempre sul pianoro II, sono continuati gli scavi nell’area A, nella porzione centrale del terrazzo. In questo settore, in particolare, sono stati aperti due saggi volti al completamento dello scavo di alcuni contesti arcaici messi in luce negli anni precedenti. Le indagini condotte finora in quest’area hanno permesso di mettere in luce la sequenza stratigrafica al momento più completa, tenendo comunque presente i marcati fenomeni erosivi a cui è sottoposto il pianoro II, motivo per cui, in generale, le strutture risultano scarsamente conservate. Sono state rinvenute, in successione, evidenze di epoche diverse: una struttura di fine VI-inizi V secolo a.C., pertinente ad un muro di contenimento; un edificio arcaico di metà-seconda metà VI secolo a.C.; una struttura muraria di VII secolo a.C.; una concentrazione di ciottoli e frammenti di grandi contenitori, interpretabile come piano pavimentale, anteriore al VII secolo a.C. In questo settore, nonostante gli importanti ritrovamenti, proprio per la sovrapposizione tra i resti strutturali, 3 KLEIBRINK 2010: 138. 4 ATTEMA, WETERINGS 2000.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 3 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 risulta ancora necessario ampliare in estensione e approfondire in profondità lo scavo per una piena comprensione delle evidenze. Complessivamente, la superficie indagata con gli scavi ammonta a circa 777 mq sul pianoro II e a circa 102 mq sul pianoro I. Di seguito si espongono i primi dati specifici delle indagini della campagna del 2023, tenendo comunque presente che quanto elaborato fino ad ora è preliminare allo studio sistematico della documentazione stratigrafica e dei reperti. LA Fig. 2: Timpone della Motta, pianoro I. Planimetria generale, curve di livello con equidistanza di 1 m. Posizionamento delle indagini GIA e UNICAL (A. Lio). Pianoro I Area A, Saggio 3 Le ricerche condotte dalla missione olandese sul pianoro I (Fig. 2) avevano previsto una fase preliminare di ricognizione di superficie, seguita dall’esecuzione di una serie di trincee (test trenches). Verificato il potenziale di determinate porzioni del pianoro, ad alcune trincee furono affiancati dei sondaggi in estensione, denominati test pits5. I primi interventi della missione dell’Unical sul pianoro sono stati effettuati nel corso della campagna del 2019. Preliminarmente, sono state eseguite indagini non invasive volte al posizionamento delle aree dei vecchi scavi e alla definizione di nuovi fronti di indagine. In particolare, la ricognizione di superficie sistematica, caratterizzata dal 5 ATTEMA et al. 1997-1998: 378-384.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 4 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 3: Timpone della Motta, pianoro I. Posizionamento del saggio 3 e delle indagini GIA (Trench II e Pit A). Fig. 4: Timpone della Motta, pianoro I, saggio 3. Fotogrammetria digitale del saggio 3 (A. Lio).
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 5 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 posizionamento georeferenziato dei singoli reperti, ha permesso di documentare un quadro delle attestazioni in parte differente rispetto a quanto emerso nel corso delle indagini olandesi. Successivamente, è stato avviato anche un saggio esplorativo, che ha evidenziato la presenza di un bacino stratigrafico diverso rispetto a quanto documentato sul pianoro II6. Nel corso della campagna del 2023 è stato riaperto uno dei sondaggi effettuati all’inizio degli anni Novanta dalla missione olandese (Pit A, ubicato nella parte nord-ovest del pianoro, Fig. 3). Lo scavo, all’epoca, era stato avviato a seguito del rinvenimento di una porzione di muro all’interno della adiacente Trench II, permettendo di individuare altri due segmenti, non connessi fisicamente al primo. I pochi resti rinvenuti, alcuni particolarmente compromessi dall’azione dell’aratro, furono ricondotti a un edificio privato, datato all’età arcaica, denominato ‘casa del laboratorio’ per il rinvenimento di un cospicuo numero di scorie di ferro, che fecero ipotizzare la pratica di attività connesse alla lavorazione di questo metallo7. L’apertura di un nuovo saggio di scavo, identificato come 3, ha permesso di documentare quanto rinvenuto in maniera più completa (Fig. 4). È stato così possibile inquadrare la tecnica di costruzione impiegata per i due spezzoni di muro meglio conservati: il primo, lungo 2,80 m, ha orientamento nord-sud e occupa l’angolo sud-occidentale del saggio; il secondo, lungo 1,90 m, si dispone con orientamento est-ovest ed è localizzato nell’angolo nord-occidentale. Nonostante il limitato stato di conservazione, è possibile riscontrare diverse analogie con altri edifici presenti sul Timpone della Motta. La tecnica di costruzione delle fondazioni prevede la realizzazione di due paramenti in ciottoli di diverse dimensioni legati da terra. Questo tipo di costruzione trova ampio riscontro non solo sul Timpone della Motta ma anche ad Amendolara e a Sibari8. Le nuove ricerche condotte in quest’area, oltre a confermare la sequenza stratigrafica messa in evidenza dalla missione olandese9, hanno dimostrato il prosieguo di uno dei due muri oltre i limiti di scavo. Pertanto, le future ricerche saranno indirizzate all’ampliamento dell’area di indagine. CC Pianoro II Area A, edificio 1 Le attività si sono concentrate nell’area A, situata lungo la fascia centro-occidentale del pianoro II (Fig. 5). L’obiettivo principale è stato quello di approfondire la conoscenza della sequenza stratigrafica e di definire con maggiore chiarezza le fasi costruttive e la frequentazione di età arcaica. In particolare, sono stati aperti due nuovi saggi (nn. 16 e 18). La superficie complessiva indagata di quest’area durante la campagna del 2023 è di 47,65 mq circa. Il saggio 16 è stato aperto immediatamente a nord del saggio 15 per ricostruire in modo più esteso la sequenza stratigrafica dell’area e per verificare l’andamento del banco roccioso naturale, già individuato nel vicino saggio 110. Lo scavo nel settore settentrionale del saggio 16 ha confermato che il banco roccioso prosegue lungo l’intera fascia settentrionale del saggio, avvalorando l’ipotesi che sia stato effettivamente utilizzato come asse di percorrenza. Il saggio 18 è stato aperto nella porzione occidentale dell’area A, con l’obiettivo specifico di investigare la fase arcaica in connessione con i resti dell’edificio 1 precedentemente identificato11. Dopo una preliminare bonifica dell’area, l’intervento si è concentrato sulla regolarizzazione del settore di scavo, al fine di portare a termine l’indagine del pavimento esterno, individuato e scavato durante la campagna precedente. In relazione a quest’ultimo, nel corso della 6 BROCATO et al. 2020: 2-3; BROCATO et al. 2021: 294-298. 7 Le informazioni inerenti allo scavo del Pit IA sono edite in ATTEMA et al. 1997-1998: 385; KLEIBRINK 2006: 43; KLEIBRINK 2010: 138; KLEIBRINK 2023: 47-49. 8 Si veda CAPPARELLI, LUCARELLI 2023: 25 e nota 5 con bibliografia. 9 KLEIBRINK 2006: 41-43. 10 BROCATO et al. 2018: 4. 11 Si vedano BROCATO, ALTOMARE 2020: 16; ALTOMARE 2023: 84, 87 (struttura C); BROCATO et al. 2024: 3-6.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 6 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 5: Timpone della Motta, pianoro II. Ubicazione dei saggi di scavo (2017-2023). Planimetria generale, curve di livello con equidistanza di 1 m (A. A. Zappani e A. Lio). campagna 2022, è stato rinvenuto un gruppo di monete d'argento, pertinenti a un piccolo tesoretto12. Nel corso della pulizia degli strati superficiali, nelle immediate vicinanze del saggio 18 e non lontano dal punto di rinvenimento del tesoretto, è stata identificata un’altra moneta incusa di Sibari. La posizione di rinvenimento negli strati superficiali è da mettere in relazione alle azioni di disturbo della stratigrafia, dovute a lavori agricoli moderni che hanno comportato 12 BROCATO et al. 2024: 16-20.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 7 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 l'alterazione del bacino stratigrafico antico13. Proseguendo l’indagine al di sotto del pavimento esterno, è stato possibile registrare la continuità della struttura in ciottoli e grandi contenitori, già parzialmente indagata nelle campagne precedenti14, evidenziando una fase costruttiva precedente alla fase arcaica. L’approfondimento delle stratigrafie più antiche sarà l’obiettivo delle prossime indagini. MP Area D, edificio 4 Le ricognizioni di superficie condotte nel 2017 sul pianoro II, nella porzione centro-meridionale dell’area, avevano portato all’individuazione di una concentrazione piuttosto estesa di materiale ceramico15. Tale concentrazione era localizzata in prossimità dei resti di una struttura in muratura di ciottoli, già identificata nei precedenti scavi come ‘casa novantanove’ e ridenominata ‘edificio 4’ nell’ambito delle più recenti ricerche. L’indagine di scavo della missione olandese aveva previsto la realizzazione di una trincea, tramite la quale è stato intercettato un setto murario. Successivamente, l’area è stata suddivisa in cinque quadrati di scavo di dimensioni di 4x4 m16, che non hanno portato all’individuazione di altri setti murari. I resti individuati sono relativi alla fondazione del muro perimetrale meridionale, con andamento est-ovest, i cui resti si conservano per una lunghezza di circa 6,60 m, e un tramezzo di circa 2 m, con andamento sud-nord. In relazione agli studi preliminari editi, si evince l’ipotesi che la struttura fosse suddivisa in due ambienti dal tramezzo con andamento sud-nord17. Sul lato sud della casa, il muro è realizzato con grandi blocchi. Inoltre, nel banco roccioso è riconoscibile anche un taglio di 7 m, riferibile alle azioni di costruzione del versante meridionale della struttura. Sul lato nord si conserva una porzione di muro, composto da due paramenti in ciottoli di medie dimensioni appena sbozzati, uniti da terra mista a ciottoli di dimensioni più piccole. AM Nel corso delle nuove indagini, nel 2023, nel settore denominato D, si è deciso di aprire il saggio 17 con l’obiettivo di recuperare la struttura, che versava in condizioni precarie, e di proseguire le indagini in quest’area (Fig. 6). Si è proceduto con l’apertura di un saggio, di dimensioni di 13,50 x 8,45 m, seguito da successive estensioni, finalizzate all’ampliamento dell’indagine. Complessivamente, l’area indagata è pari a circa 180 mq. Le nuove indagini hanno permesso di documentare gli strati relativi agli accumuli naturali e depositi successivi alle attività degli scavi olandesi. Durante le indagini di scavo è stato portato alla luce il muro perimetrale sud e uno dei tramezzi interni alla struttura. La tecnica costruttiva dell’edificio è caratterizzata dall’accostamento di ciottoli fluviali di grandi e medie dimensioni sbozzati, giustapposti a secco con terra a matrice argillosa, intervallati da blocchi di conglomerato opportunamente modellato18. Estendendo l’area di scavo verso ovest, sono stati documentati due crolli, verosimilmente connessi alla continuazione del muro sud. Questi, sommati a quanto già documentato, permettono di giungere a una lunghezza complessiva della struttura di circa 10 m. Sul lato orientale, invece, non si conservano evidenze strutturali. È stato intercettato, però, un lungo taglio praticato sul banco roccioso, interpretabile come limite perimetrale est dell’edificio. Sul versante nord non sono stati individuati resti di muri integri o tracce di tagli nel banco che possano suggerire la presenza e l’estensione del muro perimetrale, a eccezione di alcuni ciottoli localizzati nell’angolo nord-est, già 13 A queste si aggiungono anche altre monete, rinvenute nelle medesime condizioni (BROCATO et al. 2024: 6). 14 Si vedano BROCATO et al. 2020: 5; BROCATO et al. 2022: 3; BROCATO et al. 2024: 6. 15 PERRI, TUDDA 2019: 31. Si vedano in particolare i quadrati F1, F2, F4, H2. 16 All’interno di questi saggi sono stati raccolti frammenti ceramici, ossa e reperti metallici che hanno suggerito la presenza di strutture nel bacino stratigrafico. 17 Quello sul lato ovest del tramezzo è indicato come uno spazio adibito a magazzino, mentre l’area a est del tramezzo è interpretata come uno spazio a uso abitativo. 18 ALTOMARE 2023: 84. L’elevato relativo all’edificio doveva essere in terra cruda, mentre il tetto era verosimilmente composto da coppi a sezione pentagonale e tegole a listello arrotondato, rinvenuti nello strato di riempimento della fossa.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 8 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 6: Timpone della Motta, pianoro II. Posizionamento del saggio 17 e delle indagini GIA. documentati dagli scavi olandesi19. Tale assenza potrebbe spiegarsi come conseguenza delle azioni erosive che caratterizzano l’intera area del pianoro II. L’ampliamento a sud, invece, ha consentito di individuare un lungo taglio nel banco geologico, realizzato per la costruzione della struttura in muratura (Fig. 7). Di questo taglio è stato scavato lo strato di riempimento, relativo all’ultimo rifacimento della struttura. Dell’edificio 4 si riconoscono due ambienti, ma lo scavo necessita di un ampliamento a ovest per verificare il possibile prosieguo del muro perimetrale e la possibile presenza di un terzo ambiente, come nel caso di altri edifici già noti20. Negli ambienti interni, rimossi gli strati di formazione più recente relativi agli accumuli depositatisi dopo gli scavi olandesi, le indagini hanno rinvenuto alcuni lembi di stratigrafia intatta. In particolare a ridosso dei setti murari e al di sopra del banco roccioso naturale è stato rinvenuto uno strato a matrice argillosa molto compatto e sterile, di colore grigio, verosimilmente relativo al piano pavimentale o alla preparazione di quest’ultimo. Nell’angolo sud-ovest, sopra uno strato di terra e pietre, è stato rinvenuto il fondo di un grande pithos in situ21. 19 ATTEMA, WETERINGS 2000: 34. 20 Per maggiore dettaglio si vedano: KLEIBRINK 2010: 138-146; BROCATO, ALTOMARE 2018; BROCATO et al. 2019; BROCATO et al. 2020; BROCATO, ALTOMARE 2021; BROCATO et al. 2022; BROCATO, ALTOMARE 2023; BROCATO et al. 2024. 21 ATTEMA, WETERINGS 2000: 34, fig. 2.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 9 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 7: Timpone della Motta, pianoro II, saggio 17. Taglio del banco per la fondazione del muro perimetrale (A. Marino). Nel banco roccioso, nel settore dell’ambiente est, sono presenti tracce relative alle fasi precedenti all’epoca arcaica, pertinenti a buche di palo, ascrivibili a una struttura lignea, con diametro variabile tra i 30 e i 50 cm circa, e profondità compresa tra i 20 e i 40 cm 22. L’approfondimento delle indagini è necessario per ultimare lo scavo della fossa di fondazione del muro meridionale, verificare l’eventuale prosecuzione e conservazione del perimetro a ovest dell’edificio in pietra e chiarire la precedente fase lignea. FC Catalogo dei materiali I materiali presentati in questa sede provengono da uno strato di riempimento (810) rinvenuto nella fossa di fondazione del muro perimetrale meridionale dell’edificio 4 del pianoro II, relativo a una fase di rifacimento della struttura. Si tratta di un campione costituito da frammenti di laterizi e grandi contenitori, misti a frammenti ceramici perlopiù di anforacei, ceramica dipinta di produzione coloniale e ceramica di uso comune. Tra essi, tra i materiali utili a datare la fase di rifacimento, si distinguono alcuni frammenti pertinenti a una skyphos a figure nere (Fig. 9.6), inquadrabile alla fine del VI-primi decenni del V secolo a.C. 22 Le evidenze non consentono, al momento, di avanzare una ipotesi di planimetria dell’edificio ligneo.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 16 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 12. Timpone della Motta, pianoro II, saggio 17. Laterizi (nn. 14-16).
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 17 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 15. Tegola (Fig. 12.15). Fr. di tegola. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di calcare e pietrisco, di colore 10 R 7/4 (pale red). H. 5,8 cm; sp. 3,2-5,2 cm. La tipologia è ampiamente attestata in ambito magnogreco42 e nell’insediamento del Timpone della Motta. 16. Tegola (Fig. 12.16). Cinque frr. combacianti di tegola. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di pietrisco, calcare e mica, di colore 5 YR 7/8 (reddish yellow). H. 5 cm; sp. 3,7-5,4 cm. Come l’esemplare precedente. AM Un’altra moneta incusa dal tesoretto L’esemplare, pur coperto da leggera incrostazione, appare pienamente leggibile e classificabile come segue: Zecca: Sibari Statere AR, 7,34 g, mm. 30-33 (Fig. 13). D/ Toro stante a sinistra retrospiciente, con c.d. “diadema” sotto il corno, su fascia decorativa orizzontale e all’interno di fascia decorativa circolare a treccia delimitante il campo monetale. Sigla epigrafica dell’etnico, retrograda, VM in alto a destra. R/ Stessa immagine in incuso, su e dentro fasce decorative. Lieve doppia incisione del toro. 520ca510 a.C. Possiamo collocare il pezzo, per alcuni dettagli nella resa del toro, la collocazione della sigla e l’uso della fascia a treccia, entro il gruppo A.2 Spagnoli (coni D60-D79 e R60-R82)43, cui pertengono anche altri esemplari del tesoretto. Per quanto attiene alla cronologia di questa emissione, possiamo ribadire quanto precedentemente annotato sugli indizi che fanno propendere per una più breve coniazione a opera di più gruppi di lavoro operanti in contemporanea44. Gli stessi pezzi del tesoretto, globalmente intesi, mostrano assenza di forti tracce d’usura anche rispetto a esemplari dallo stile apparentemente più arcaico45. Si può perciò concludere per una composizione complessiva ed aggiornata del tesoretto, in sintesi, di ventinove pezzi, così articolati: Sybaris (19 stateri, 2 dracme, 1 tetartemorion), Metapontion (4 stateri, 2 dracme), Kroton (1 statere). BC Brevi considerazioni sulla fase originaria dell’insediamento Le ricerche fino ad ora condotte presentano ancora un quadro di insieme molto parziale, sebbene importanti passi avanti, nella ricerca e nella valorizzazione, siano stati realizzati. Le attività svolte sul campo si sono concentrate, negli anni di intervento della missione archeologica Unical, sui pianori I e II, con un’intensità differente46. Nel primo caso 42 Sibari-Stombi: SIBARI II, 363, fig. 349, n. 577; SIBARI IV, 171; GUZZO 1993: 59; Locri: NOTARIO 1992: 321-323, tav. XCIV, fig. 9-10 e tav. XCV, fig.1-6; Poseidonia: SESTIERI 1948: 174, fig. 17; Fratte: SERRITELLA et al. 2009: 160, fig. 73 d. 43 SPAGNOLI 2013: 87-90 e 133-135. 44 Cfr. BARRITTA, CARROCCIO 2006; CARROCCIO 2011; CARROCCIO 2017: 80-83. 45 Come riscontrabile, e.g., per i pezzi riprodotti in BROCATO et al. 2024: 16. 46 Per le ricerche sul pianoro II si vedano: BROCATO et al. 2018, BROCATO et al. 2019, BROCATO, ALTOMARE 2019, BROCATO et al. 2020, BROCATO, ALTOMARE 2020, BROCATO et al. 2021, BROCATO et al. 2022, BROCATO et al. 2024. Per il pianoro I si vedano: BROCATO et al. 2020: 2-3; BROCATO et al. 2021: 294-299. Fig. 13: Timpone della Motta, pianoro II, area A, saggio 18. Statere in argento rinvenuto nel corso della campagna 2023.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 18 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 14: Timpone della Motta, pianoro II. Presenze strutturali protostoriche e distribuzione dei reperti. si tratta di ricerche ancora preliminari che hanno portato ad una maggiore definizione complessiva e a primi interventi di approfondimento (anni 2019 e 2023); nel secondo gli interventi sono stati di scavo estensivo (anni 2017-2024). Sul pianoro II le ricerche hanno messo in luce la presenza di abitazioni arcaiche, costruite con zoccolo in pietra ed elevato in terra cruda, riferibili a fasi differenti riconoscibili dalle tecniche edilizie e da elementi stratigrafici. Inoltre, nelle stratigrafie sottostanti si riconoscono strutture in legno riferibili ad età protostorica. Queste ultime sono state identificate grazie alla presenza di buche di palo sul banco roccioso ma senza la presenza di stratigrafie in fase, in quanto le attività di costruzione dell’età arcaica le hanno compromesse (Fig. 14). Dunque l’unico appiglio cronologico, se escludiamo quello delle tipologie strutturali, restano i reperti recuperati negli strati di obliterazione delle buche o dei canali di fondazione, o ancora i materiali residui recuperati nelle stratigrafie di età arcaica. Tra questi sono riconoscibili frammenti ceramici inquadrabili nell’età del bronzo e nell’età del ferro e riferibili a vasi in ceramica di impasto e grandi contenitori47. Al momento un'unica area, tra quelle interessate fino ad ora dalle ricerche Unical, sembra aver conservato le stratigrafie in profondità, si tratta della zona centrale del pianoro dove, al di sotto dei livelli arcaici, sono state scavate stratigrafie di VII secolo a.C. con resti strutturali, al di sotto delle quali si trovano strati più antichi. Un recente lavoro ha presentato una sintesi delle evidenze protostoriche dell’insediamento al momento note, sottolineando in maniera incontrovertibile come il sito dall’età del bronzo medio (BM2) abbia avuto continuità fino all’età storica. Il quadro si è arricchito negli ultimi anni con nuovi ritrovamenti ma anche il riesame dei vecchi dati risulta determinante48. La situazione più antica, alla quale qui vogliamo dedicare alcune osservazioni, resta comunque piuttosto complessa da ricostruire. Le ricerche, svolte progressivamente nel corso del tempo, dimostrano però come l'occupazione del sito, nella fase protostorica, si sia sviluppata con una distribuzione piuttosto ampia, sebbene non tutte 47 Si veda infra, nell’appendice con il catalogo dei reperti dell’età del bronzo provenienti dalle ricerche dell’Unical. 48 JACOBSEN et al. 2019.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 19 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 le aree siano state occupate con la stessa capillarità. Si può dire, senza incorrere in errore, che l’area dell’insediamento di età storica è stata, fin dalle fasi più antiche, interessata da presenze archeologiche, di cui spesso restano testimonianze costituite da frammenti ceramici oppure, in caso di scavi sistematici, da resti pertinenti alle strutture lignee (fosse di fondazione o intonaci di capanne). Appare significativo infatti che le attestazioni dell’età del bronzo abbiano una distribuzione puntiforme ma diffusa. Possiamo così riassumere i ritrovamenti nelle diverse zone: - “Acropoli”. I dati provengono dagli scavi Kleibrink e comprendono un contesto di reperti datato al Bronzo Medio e relativo ad una capanna (Va)49, a un coltello del Bronzo Recente dalla zona dell’edificio III50, a un pugnale del Bronzo Finale dall’edificio V51. Inoltre recenti scavi hanno portato in luce dall’area MS 3 alcuni frammenti di ceramica italo micenea52. - Pianoro I. Durante gli scavi Kleibrink della ‘Casa al Muro Grande’53 e durante recenti ricognizioni di superficie54 è stato possibile recuperare alcuni reperti riferibili al Bronzo Medio. Anche dagli scavi Kleibrink della ‘Casa aperta’ si segnalano frammenti del Bronzo Finale55. - Pianoro II. Diversi frammenti rinvenuti nelle ricerche Unical risalgono al Bronzo Medio56, Recente57, Finale58, FinalePrimo Ferro59. - Pianoro III. Diversi frammenti sono attribuibili al Bronzo Recente riferibili sia a ritrovamenti effettuati dagli scavi Kleibrink60 che dalle ricerche successive61. Tra Bronzo Medio e Recente sono inquadrabili alcuni reperti provenienti dalla pendice62. - Area Aita. Frammento di produzione italo micenea attribuibile al Bronzo Recente63 e segnalazione non precisata di reperti inquadrabili tra Bronzo Recente e Finale64. - Area Rovitti. segnalazione non precisata di reperti inquadrabili tra Bronzo Recente e Finale65. - Dardania slope. Due frammenti del Bronzo Recente66, quattro del Bronzo Finale67. - Area Carnevale. Diversi frammenti del Bronzo Medio68 e Recente69. La figura 15 indica come la distribuzione nell’area dell’insediamento appaia estremamente interessante, con le diverse parti dell’area dell’abitato e le pendici interessate da presenze fin dall’età del bronzo. La stessa necropoli 49 KLEIBRINK 2006: 135. 50 STOOP 1987: 30 n. 26; CARDARELLI, PERONI 1980: 121-123. 51 BROCATO, ALTOMARE, CAPPARELLI 2025: 282. 52 JACOBSEN et al. 2019: 37-38. 53 KLEIBRINK 2006: 77-110. 54 BROCATO et al. 2021: 295-298, n. 1. 55 KLEIBRINK 2006: 45-75. 56 ALTOMARE et al. 2019: 51, n. 2; ALTOMARE et al. 2020: 25-28, nn. 4-6, 19; CAPPARELLI et al. 2023: 41-42, nn. 2-4, 10. 57 ALTOMARE et al. 2019: 51, n. 1; BROCATO et al. 2020: 8-13, n. 11; ALTOMARE et al. 2020: 26-28, nn. 7-8, 20; CAPPARELLI et al. 2023: 42, nn. 8, 11. 58 ALTOMARE et al. 2020: 25-26, nn. 3, 11; CAPPARELLI et al. 2023: 40-41, nn. 1, 3, 5, 7. 59 ALTOMARE et al. 2019: 51-52, nn. 3-5; ALTOMARE et al. 2020: 88, n. 481; BROCATO et al. 2020: 8-13, n. 13; BROCATO et al. 2022: 7-13, nn. 1-2. 60 MAASKANT-KLEIBRINK 1977: 172-174. 61 JACOBSEN et al. 2019: 53, 57; inoltre si veda infra, nell’appendice con il catalogo dei reperti provenienti dalle ricerche dell’Unical. 62 JACOBSEN et al. 2019: 53, 57. 63 ATTEMA et al. 2023: 246-247. 64 JACOBSEN et al. 2019: 35-37. 65 JACOBSEN et al. 2019: 34-35. 66 JACOBSEN et al. 2019: 61-62. 67 JACOBSEN et al. 2019: 61-62. 68 JACOBSEN et al. 2019: 74-77. 69 JACOBSEN et al. 2019: 74-77.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 20 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 15. Planimetria generale dell’insediamento del Timpone della Motta con la distribuzione dei reperti dell’età del bronzo. inizia a fornire indicazioni in tal senso70. È interessante confrontare la mappa generale delle presenze con quanto accade sul pianoro II dove la sporadicità del materiale ceramico si contrappone alla intensità dei resti strutturali. In tal senso appare molto indicativo il livello di erosione del pendio che raggiunge, in questo settore, una intensità considerevole71. La frequenza e la densità dei reperti residui non appaiono essere di grande consistenza e questo può essere spiegato con le attività e le singole azioni di asporto, naturali e antropiche, delle fasi antiche, che hanno causato la dispersione, verosimilmente, al di sotto del ciglio del pianoro. La forte erosione e le continue attività svolte in età arcaica sul pianoro hanno determinato la rimozione degli strati antropici per larga parte, ma anche la dispersione dei reperti più antichi. Questi elementi consentono probabilmente di attribuire un maggior peso alla distribuzione anche di singoli frammenti, così come appare mettendo insieme tutti i dati raccolti dai ricercatori nel corso del tempo. Pur tenendo conto che si tratta di una analisi preliminare ed empirica, che dovrà essere sostanziata e approfondita con le future ricerche, sembra abbastanza verosimile delineare una occupazione dell’insediamento che si viene formando secondo un piano organizzativo fin dall’origine. In altre parole, i diversi terrazzamenti, noti nella letteratura come pianori, e l’area sommitale, la c.d. acropoli, risultano tutti occupati simultaneamente e nell’orizzonte compreso tra Bronzo medio e tardo, ad indicare una concentrazione e strutturazione del popolamento dell’insediamento simultanea e non progressiva. Questo rappresenta un dato interessante su cui riflettere nella dinamica di formazione, in quanto delinea una occupazione dell’insediamento definita nel suo complesso, quindi anche sotto il profilo topografico, almeno fin dalle fasi terminali del Bronzo o forse anche prima. Dunque l’occupazione e la strutturazione dell’insediamento si definisce già nelle fasi più antiche, con una organizzazione dell’abitato che inizia a prender forma negli spazi che poi si evolveranno nel futuro centro arcaico. Resta impossibile, senza ulteriori approfondimenti delle ricerche, accertare l’intensità di occupazione e definire in maniera analitica le aree occupate. Certamente, rispetto ad altri siti dell’Italia meridionale e in particolare della Calabria, l’area archeologica in esame risulta essere indagata intensamente da ricerche che si protraggono da oltre sessant’anni. Stratigrafie e superfici esposte sono dunque notevolmente al di sopra di quanto noto per altri siti72. Questo colloca il sito del Timpone della Motta tra i più significativi per la comprensione dell'evoluzione e della strutturazione degli insediamenti della Calabria e del sud Italia per le fasi che precedono il 70 GUGGISBERG et al. 2024: 84-86. 71 Si veda G. Ferraro in BROCATO et al. 2021. 72 L'insediamento di Francavilla Marittima è stato indagato nella parte relativa all'abitato per circa 3.100 metri quadrati, se aggiungiamo anche gli scavi della necropoli, pari a circa 1.080 metri quadrati, si arriva nel complesso ad una superficie di circa 4.180 metri quadrati. Gli scavi di Broglio di Trebisacce, che rappresentano un caso di eccezionale continuità ammontano a circa 2.700 metri quadrati.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 21 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 diffondersi della formazione della città. I dati quindi che si registrano sembrano definire un insediamento articolato e strutturato, almeno nei suoi tratti essenziali, fin dalle fasi più antiche. Un processo, dunque, che si va a definire su un orizzonte più antico dell’età del ferro, periodo, quest’ultimo, in cui possiamo pensare piuttosto ad un assestamento, consolidamento e amplificazione dei processi, non solo insediativi ma anche sociopolitici, intrapresi nella fase precedente. Con l’età del bronzo, tra la fase media e tarda, l’insediamento è definito nei suoi spazi effettivi. I rinvenimenti delle ricerche Unical, relative a queste fasi più antiche, vanno a integrare e sostanziare il quadro complessivo della situazione. Di seguito si è scelto di presentare in appendice i reperti riferibili all'età del bronzo, in parte editi73, ma qui riuniti e rivisitati per definire una migliore visione d'insieme. PB Appendice Catalogo dei reperti dell’età del bronzo provenienti dalle ricerche Unical Pianoro I, Bronzo Medio 1. Scodella (ricognizione di superficie, Fig. 16.1). Fr. di orlo assottigliato, labbro svasato. Argilla grossolana, con inclusi di calcare, di colore 5YR 7/6 (reddish yellow). Superfici modellate a mano, lisce al tatto, del colore dell’argilla. Ø 18 cm; h. 4,1 cm; sp. p. 0,9-1,1 cm. Confrontabile con esemplari di scodelle del Bronzo Medio, da Broglio di Trebisacce74, ma anche da contesti extra regionali, ad esempio Roca Vecchia75. Pianoro II, Bronzo Medio 2. Olla-orciolo (145, Fig. 16.2). Fr. di orlo ingrossato e arrotondato, accenno di corpo ovoide. Argilla grossolana, con inclusi di calcare e di mica, di colore 7.5YR 6/4 (light brown). Superfici modellate a mano, ruvide al tatto, del colore dell’argilla. Ø 9 cm; h. 3,9 cm; sp. p. 2,1-2,3 cm. L’esemplare è riferibile a una tipologia di olla già attestata sull’acropoli di Timpone della Motta, databile al Bronzo Medio 376. 3. Olla (115, Fig. 16.3). Due frr. di orlo arrotondato, corpo ovoide. Argilla grossolana, mista a pietrisco, con inclusi di calcare e di mica, di colore 2.5YR 6/8 (light red). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø 40 cm; h. 7,8 cm; sp. p. 1,1-1,3 cm. Trova confronti con olle da Castrovillari e Broglio77, databili al Bronzo Medio. 4. Olla (155, Fig. 16.4). Fr. di orlo arrotondato, labbro indistinto, porzione di corpo globulare. Argilla grossolana, mista a pietrisco, con inclusi di calcare e di mica, di colore 2.5YR 3/4 (dark reddish brown). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla, leggermente annerite. Ø 25 cm; h. 10,5 cm; sp. p. 0,6-0,8 cm. La tipologia è attestata a Broglio, con esemplari datati al Bronzo Medio78. 5. Ciotola (74, Fig. 16.5). Fr. di orlo arrotondato, labbro leggermente svasato. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di augite, di calcare e di mica, di colore 7.5YR 5/4 (brown). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø 20 cm; h. 3,6 cm; sp. p. 0,4-0,8 cm. Assimilabile ad esemplari rinvenuti a Broglio, databili al Bronzo Medio 379. 73 BROCATO, ALTOMARE 2019; BROCATO, ALTOMARE 2020; BROCATO et al. 2020; BROCATO et al. 2022; BROCATO, ALTOMARE 2023. 74 PERONI, TRUCCO 1994a: 108, forma 1, tav. I. 75 SCARANO 2012: 184 n. 53. 76 KLEIBRINK 2006: 140-141, n. 5.15.394. La tipologia è attestata nella Sibaritide anche a Broglio di Trebisacce, esclusivamente nell’orizzonte iniziale dell’abitato (PERONI, TRUCCO 1994a: 164, tipo 97). 77 Castrovillari, Santa Maria del Castello: PERONI, TRUCCO 1994b: 671, tav. 125, n. 10; Broglio: BERGONZI et al. 1982b: 41-42, tav. 1, n. 7. 78 PERONI, TRUCCO 1994a: 163, nn. 2-3. 79 PERONI, TRUCCO 1994a: 143, tav. 1, n. 17.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 22 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 16. Timpone della Motta, pianori I e II. Reperti dell’età del bronzo dalle ricerche dell’UNICAL.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 23 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 17. Timpone della Motta, pianoro II. Reperti dell’età del bronzo dalle ricerche dell’UNICAL.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 24 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 6. Olla (569, Fig. 16.6). Fr. di orlo piano, labbro a colletto svasato, accenno del corpo globulare. Argilla grossolana, con inclusi di augite, di colore 5YR 5/3 (reddish brown). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø 16 cm; h 4,7 cm; sp. p. 0,9-1 cm. La tipologia, già attestata sul Timpone della Motta, a Broglio e a Torre Mordillo, è databile alla fase finale del Bronzo Medio80. 7. Olla (230, Fig. 17.7). Fr. di orlo arrotondato, labbro svasato, accenno di corpo cilindro-ovoide. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di calcare misti a pietrisco, di colore 7.5YR 6/4 (light brown). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø 14,8 cm; h. 6,1 cm; sp. p. 1,2-1,5 cm. È riferibile a una tipologia della fase finale del Bronzo Medio, attestata a Broglio81. 8. Ciotola (120, Fig. 17.8). Fr. di orlo arrotondato, vasca emisferica. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di calcare e mica, di colore 2.5YR 4/6 (red). Superfici modellate a mano, ruvide al tatto, del colore dell’argilla. Presenta una decorazione plastica sulla superficie esterna. Ø 10 cm; h. 4,9 cm; sp. p. 0,5-1 cm. La forma è assimilabile a una tipologia già attestata a Francavilla Marittima, databile al Bronzo Medio 382. 9. Olla (ricognizione di superficie, Fig. 17.9). Fr. di orlo arrotondato e ingrossato. Argilla grossolana, con frequentissimi inclusi di calcare e pietrisco, con numerosi vacuoli, di colore 7.5YR 6/4 (light brown). Superfici modellate a mano, ruvide al tatto, di colore 2.5YR 5/4 (reddish brown). Ø non ric.; h. 4,8 cm; sp. p. 1,2-1,8 cm. Trova confronto con una tipologia attestata a Broglio, datata al Bronzo Medio 383. Pianoro II, Bronzo Recente 10. Olla (115, Fig. 17.10). Fr. di orlo obliquo, pareti rettilinee. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di mica e di augite, di colore 5YR 5/4 (reddish yellow). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø 20 cm; h. 6,6 cm; sp. p. 0,5-0,9 cm. È assimilabile a una tipologia di olla a botticella attestata nella fase finale del Bronzo Recente a Broglio84. 11. Olla (74, Fig. 17.11). Fr. di orlo arrotondato. Argilla grossolana, con frequenti inclusi di calcare e di augite, di colore 7.5YR 3/2 (dark brown). Superfici modellate a mano, lisciate, di colore 7.5YR 4/4 (reddish brown). Ø 28 cm; h. 7,7 cm; sp. p. 0,9-1,1 cm. Trova confronti con esemplari, già attestati a Francavilla Marittima, del Bronzo Recente85. 12. Tazza (89, Fig. 17.12). Fr. di ansa cornuta sopraelevata con terminazione a capocchia. Argilla grossolana, con inclusi di calcare, di colore 10YR 2/1 (black). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø non ric.; h. 4,5 cm; sp. p. 1,6-2,4 cm. La tipologia è attestata nel Bronzo Recente sul Timpone della Motta, a Broglio e Torre Mordillo86. 13. Tazza (114, Fig. 17.13). Fr. di ansa con sopraelevazione a corna di lumaca. Argilla con inclusi di calcare, di colore 5YR 3/1 (very dark gray). Superfici modellate a mano, lisciate, del colore dell’argilla. Ø non ric.; h. 2,5 cm; sp. p. 1,4-1,9 cm. Il frammento è riconducibile ad una tipologia di ciotole caratteristiche della cultura subappenninica del Bronzo Recente87. 14. Tazza (222, Fig. 17.14). Frammentaria. Fr. di ansa con sopraelevazione terminante a corna, bugna conica impostata in prossimità della soprelevazione. Argilla grossolana, con inclusi di augite, di calcare e di mica, di colore 10YR 5/2 80 Francavilla Marittima: JACOBSEN et al. 2019: 53, BPL.III.UP4; Broglio: PERONI, TRUCCO 1994a: 160, tipo 82; Torre Mordillo: TRUCCO, VAGNETTI 2001: 183 tipo 334, Bis. 81 PERONI, TRUCCO 1994a: 164, tipo 99. 82 JACOBSEN et al. 2019: 74, CV2B+CV8B. 83 PERONI, TRUCCO 1994a: 139, 160-161, tav. 23, n. 7. 84 BERGONZI et al. 1984: 67, 95-96, tav. 8, n. 3. 85 IPPOLITO 2016: 281 n. 502. La tipologia è presente anche a Rosa Russa di Corigliano, nel Bronzo Medio 3: BERGONZI et al. 1982: 171, 173174, tav. 43, n. 8, tav. 44, n. 2. 86 Francavilla Marittima: IPPOLITO 2016: 227 nn. 28-29; Broglio: PERONI, TRUCCO 1994a: 229, tipo 46; Torre Mordillo: ARANCIO et al. 2001: 242, tipo 448. 87 PERONI, TRUCCO 1994a: 228-229, tipo 44; JACOBSEN et al. 2019: 76, CVL 4-2.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 25 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 Fig. 18. Timpone della Motta, pianori II e III. Reperti dell’età del bronzo dalle ricerche dell’UNICAL.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 32 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 CAPPARELLI, C. 2021, “Archeologia urbana a Crotone: i pozzi balzano di via Cutro”, in Hesperìa, Studi sulla grecità di occidente 39, 3: 37-103. https://doi.org/10.48255/J.HESPERIA.39.NSP.III.2021.002 CAPRIGLIONE C., DE BONIS A., DE TOMMASO G., GUARINO V., IULIANO M., MARINO D., MORRA V., PACCIARELLI M., 2012, “Grandi dolii protostorici d’impasto dalla Calabria centromeridionale. Contributo allo studio cronotipologico, tecnologico e funzionale”, in Rivista di Scienze Preistoriche 62: 331-362. CARDARELLI A., PERONI R., 1980, “Novità sull’età del bronzo in Calabria”, in Atti e Memorie della società Magna Grecia n.s. XVIII-XX: 113-125. CARROCCIO B., 2011, “Parallel striking reconstruction and chronological numismatic interpretation”, in F. DE CALLATAŸ (a cura di.), Quantifying Monetary Supplies in Graeco-Roman Times, Bari: 81-103. CARROCCIO B., 2017, “Monetazioni incuse, Pitagorismo e aristocrazie indigene: appunti per una ridefinizione del problema”, in G. DE SENSI SESTITO, S. MANCUSO (a cura di), Enotri e Brettii in Magna Grecia. Modi e forme di interazione culturale, vol. II, tomo II, Soveria Mannelli: 77-107. COLELLI C., JACOBSEN J.K., 2013, Excavation on the Timpone della Motta (Francavilla Marittima 1991-2004). 2. Iron Age Impasto Pottery, Bari. DE LA GENIERE J., 2012, Amendolara: la nécropole de Paladino Ouest, Naples. DE LA GENIERE, J., GRECO, G., 2010, Il Santuario Hera alla foce del Sele. Indagini e studi 1987-2006, Roma. DONNARUMMA D., TOMAY L., 1990, “I corredi di VI e di V sec. a.C.”, in GRECO G., PONTRANDOLFO A., Fratte. Un insediamento etrusco-campano, Modena: 207-275. ELEVELT S., 2002, “De dolia van Francavilla Marittima, Süd Italië”, in Paleo Aktueel 13: 74-77. FRATTA F., MALPEDE V., 2005, “Le fortificazioni settentrionali: l’area della porta “mediana”, in D’AGOSTINO B., FRATTA F., MALPEDE V., Cuma. Le fortificazioni. Lo scavo 1994-2002, Napoli: 23-178. GAGLIARDI V., 2004, “Il Kerameikos di contrada Lupa: per una revisione dei dati”, in PARRA C., Kaulonia, Caulonia, Stilida (e altre). Contributi storici, archeologici e topografici, II, Pisa: 493-533. GRAS M., TRÉZINY H., BROISE H., 2004, Mégara Hyblaea 5. Le ville archaïque, Roma. GUGGISBERG M.A., GULLO I., SPICHTIG N., BOUTER H.E., 2024, “Basler Ausgrabungen In Francavilla Marittima, Kalabrien. Bericht über die Kampagne 2023”, in Antike Kunst 67: 81-94. GUZZO, P.G., 1993, “Sibari. materiali per un bilancio archeologico”, in Sibari e la Sibaritide Atti del XXXII Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto-Sibari, 7-12 ottobre 1992), Napoli: 51-82. IPPOLITO F., 2016, Before the Iron Age. The oldest settlements in the hinterland of the Sibaritide (Calabria, Italy), Groningen. JACOBSEN J.K., ATTEMA P., COLELLI C., IPPOLITO F., MITTICA G.P., SAXKJÆR S.G., 2018, The Bronze and Iron Age habitation on Timpone della Motta in the light of recent research, in Analecta Romana Instituti Danici XLIII: 25-90. KLEIBRINK M., 2006, Oenotrians at Lagaria near Sybaris: a native proto-urban centralised settlement: a preliminary report on the excavation of timber dwellings on the Timpone della Motta near Francavilla Marittima (Lagaria), Southern Italy, London. KLEIBRINK M., 2010, Parco Archeologico “Lagaria” a Francavilla Marittima presso Sibari, Rossano. KLEIBRINK M., 2023, Timpone della Motta: resoconto scavi Kleibrink 1991-2004, Rende. LIPPOLIS E., LIVADIOTTI M., ROCCO G., 2007, Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Milano. LO PORTO F.G., 1998, Museo Nazionale di Taranto, collezione Rotondo, Roma. MAASKANT KLEIBRINK M., 1977, “Abitato sull’altipiano meridionale della Motta”, in Atti e Memorie della Società Magna Grecia XV-XVII: 169-172. MARTÍN ESQUIVEL A., FERRANDES A.F., PARDINI G. (a cura di), 2023, Archeonumismatica. Analisi e studio dei reperti monetali da contesti pluristratificati – Workshop Internazionale di Numismatica. Atti 2, Roma. MOORE M. B., PEASE PHILIPPIDES M. Z., 1986, The Athenian Agora, XXIII. Attic black-figured pottery, Princeton.
P. Brocato , L. Altomare, C. Capparelli, B. Carroccio, F. Costanzo, A. Marino, M. Perri • Scavi nell’abitato del Timpone della Motta di Francavilla Marittima (CS): risultati preliminari della campagna 2023 33 FOLD&R. Fasti Online Documents & Research, Italy(609) https://doi.org/10.5281/zenodo.17963076 NOTARIO C., 1992, I prodotti laterizi da costruzione. Locri Epizefiri IV. Lo scavo di Marasà Sud. Il sacello tardo arcaico e la “casa dei leoni”, Florence: 320-335. PAVOLINI C., RATHJE A., 1980, “L’inizio dell’architettura domestica con fondamenta in pietra nel Lazio e a Ficana”, in AA. VV., Ficana. Una pietra miliare sulla strada per Roma, Catalogo della mostra, Roma: 75-87. PERONI R., TRUCCO F. (a cura di), 1994a, Enotri e Micenei nella Sibaritide, 1. Broglio di Trebisacce, Taranto. PERONI R., TRUCCO F. (a cura di), 1994b, Enotri e Micenei nella Sibaritide, II. Altri siti della Sibaritide, Taranto. PERRI M., TUDDA R., 2019, “Metodologia e risultati della ricognizione di superficie”, in BROCATO P., ALTOMARE L. (a cura di), Abitato del Timpone della Motta (Francavilla Marittima, CS). Pianoro II. Le ricerche di superficie e Saggio 1, Arcavacata di Rende: 21-39. PIPILI M., 1993, Attic Black-figure skyphoi. Greece. Athens National Museum, Atene. RUSSO TAGLIENTE A., 1992, Edilizia domestica in Apulia e Lucania. Ellenizzazione e società nella tipologia abitativa indigena tra VIII e III secolo a.C., Galatina. SCARANO T., 2012, Roca I. Le fortificazioni della media età del Bronzo. Strutture, contesti, materiali, Foggia. SERRITELLA A., CITERA E., DANZA B., MONDA P., SCAFURO M., 2009, “Le classi di materiali”, in PONTRANDOLFO, Fratte. Il complesso monumentale arcaico, Salerno: 101-170. SESTIERI P. C., 1948, “Paestum. Tempietti funerari nelle vicinanze di Paestum”, in Notizie degli Scavi di antichità 2: 155184. SIBARI II, 1970, “Sibari (Cosenza). Saggi di scavo nel Parco del Cavallo (1960-62, 1969-70) e agli Stombi (1969-1970)”, in Notizie degli Scavi di antichità, III suppl. SIBARI IV, 1974, “Sibari IV. Relazione preliminare alla campagna di scavo: Stombi, Parco del Cavallo, Prolungamento Strada, Casa Bianca”, in Notizie degli Scavi di antichità, suppl. SIBARI V, 1988-1989, “Sibari V. Relazione preliminare alla campagna di scavo 1973 (Parco del Cavallo, Casa Bianca) e 1974 (Stombi, Incrocio, Parco del Cavallo, Prolungamento Strada, Casa Bianca)”, in Notizie degli Scavi di antichità, III suppl. SOURISSEAU J.C., 2006, “Les amphores commerciales de la nécropole de Rifriscolaro à Camarine. Remarques préliminaires sur les productions corinthiennes de type A”, in PELAGATTI P., DI STEFANO G., DE LACHENAL L., Camarina 2600 anni dopo la fondazione. Nuovi studi sulla città e sul territorio Atti del Convegno Internazionale (Ragusa, 7 dicembre 2022 e 7-9 Aprile 2003), Roma: 129-147. SPAGNOLI E., 2013, La prima moneta in Magna Grecia: il caso di Sibari, Pomigliano d’Arco. SPAGNOLI E., TALIERCIO M., 2004, Ripostigli dalla piana lametina, Soveria Mannelli. SPARKES B. A., TALCOTT L., 1970, The Athenian Agorà, XII. Black and Plain Pottery of the 6th, 5th, and 4th Centuries B.C., Princeton. https://doi.org/10.2307/3601975 STOOP M.W., 1987, “Note sugli scavi nel santuario di Atena sul Timpone della Motta (Francavilla Marittima - Calabria), 7. Oggetti di bronzo vari (animali, ornamenti personali, armi, varia)”, in BABesch 62: 21-31. TREZINY H., 1989, Kaulonia I, sondages sur la fortification Nord, Naples. TRUCCO F., VAGNETTI L. (a cura di), 2001, Torre Mordillo 1987-1990. Le relazioni egee di una comunità protostorica della Sibaritide, Roma.