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GLI STUDI COLEOTTEROLOGICI DI ENRICO RAGUSA

Ignazio, Sparacio

Abstract

Enrico Ragusa (Palermo, 29 agosto 1849 – Palermo, 19 settembre 1924) fu un grande naturalista siciliano che visse e operò in uno dei migliori periodi della storia scientifica siciliana, come la seconda metà del 1800. In un contesto ambientale abbastanza favorevole, quindi, Ragusa si distinse per la qualità e quantità delle sue ricerche entomologiche e per diverse iniziative di grande impegno sociale, prima tra tutte la fondazione della rivista “Il Naturalista siciliano”. In contatto anche con tutti gli entomologi italiani ed europei, era generalmente conosciuto per i modi cortesi e la grande ospitalità verso tutti accreditandosi, al tempo stesso, come uno studioso preparato e capace di scelte e decisioni autonome. Nel presente lavoro viene fornita una sintesi dei suoi numerosi studi coleotterologici condotti con tenacia e impegno per oltre 50 anni fino alla fine della sua vita.

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Naturalista sicil., S. IV, XLIX (2), 2025, pp. 391-532 IGNAZIO SPARACIO GLI STUDI COLEOTTEROLOGICI DI ENRICO RAGUSA RIASSUNTO Enrico Ragusa (Palermo, 29 agosto 1849 – Palermo, 19 settembre 1924) fu un grande naturalista siciliano che visse e operò in uno dei migliori periodi della storia scientifica siciliana, come la seconda metà del 1800. In un contesto ambientale abbastanza favorevole, quindi, Ragusa si distinse per la qualità e quantità delle sue ricerche entomologiche e per diverse iniziative di grande impegno sociale, prima tra tutte la fondazione della rivista “Il Naturalista siciliano”. In contatto anche con quasi tutti gli entomologi italiani ed europei, era generalmente conosciuto per i modi cortesi e la grande ospitalità accreditandosi, al tempo stesso, come uno studioso preparato e capace di scelte e decisioni autonome. Nel presente lavoro viene fornita una sintesi dei suoi numerosi studi coleotterologici condotti con tenacia e impegno per oltre 50 anni fino alla fine della sua vita. Parole chiave: naturalisti siciliani, collezioni entomologiche, Coleoptera, tassonomia, faunistica, biodiversità, Sicilia SUMMARY Enrico Ragusa (Palermo, 29 August 1849 – Palermo, 19 September 1924) was a great Sicilian naturalist who lived and worked during one of the most prosperous periods in Sicilian scientific history, the second half of the 19th century. In a fairly favourable environmental context, Ragusa distinguished himself for the quality and quantity of his entomological research and for various initiatives of great social commitment, first and foremost the founding of the magazine Il Naturalista siciliano. In contact with all Italian and European entomologists, he was generally known for his courteous manner and great hospitality, while at the same time establishing himself as a knowledgeable scholar capable of making independent choices and decisions. This paper provides a summary of his numerous coleopterological studies, conducted with tenacity and commitment for over 50 years until the end of his life. Keywords: Sicilian naturalists, entomological collections, Coleoptera, taxonomy, faunistic studies, biodiversity, Sicily DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17825782 INTRODUZIONE Enrico Ragusa (Palermo, 29 agosto 1849 – Palermo, 19 settembre 1924) fu un grande naturalista e uno studioso di valore eccezionale. Tutta la sua vita, il lavoro e le opere che ha realizzato confermano e testimoniano quando affermato e, quasi sempre, condiviso. Si inserì subito nel percorso virtuoso che i cultori di scienze naturali siciliani avevano intrapreso con successo fin dai primi anni del 1800, elevando, anche nella nostra regione, l’Entomologia a scienza distinta e di grande interesse scientifico e culturale. Divenne egli stesso uno dei maggiori referenti dell’entomologia siciliana, sicuramente uno dei più conosciuti, dalla seconda metà del 1800 fino ai nostri giorni. Nel presente articolo verranno esaminati gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa, elencando i suoi lavori sui Coleotteri siciliani, commentando il testo ed evidenziando i nuovi taxa descritti. Di questi, dopo la citazione originale del Ragusa, fornirò l’aggiornamento sistematico (su base bibliografica), il locus typicus di descrizione e delle note esplicative. Non si fornisce tutta la bibliografia conosciuta sui singoli taxa (ampiamente citati in numerosi lavori) ma, in funzione della loro attuale posizione sistematica, verranno segnalati i lavori essenziali di riferimento più recenti o con maggiori informazioni. Per i lavori contenuti nel “Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia” mi limito alla segnalazione dei nuovi taxa, essendo l’opera maggiormente consultata. Ulteriori indicazioni sono fornite, invece, per gli altri lavori, quasi tutti compresi nel titolo “Coleotteri nuovi o poco conosciuti di Sicilia” di solito meno noti. Per una più facile consultazione di questi studi coleotterologici, al termine dell’articolo, prima della bibliografia consultata, sono elencati in ordine alfabetico i taxa descritti da Enrico Ragusa (Tabella 1). Questo lavoro è stato presentato in occasione del convegno “Enrico Ragusa (1849-1924): 100 anni di eredità entomologica. Palermo, 20 dicembre 2024”. Trattandosi quindi di un lavoro congressuale, condiviso con altri colleghi e amici, mi attengo all’argomento presentato, effettuando brevi considerazioni generali e rinviando tutte le altre informazioni su Enrico Ragusa agli altri lavori. Parlando di Coleotteri, le informazioni su questa importante collezione di Enrico Ragusa, attualmente conservata presso il Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle dell’Università degli Studi di Catania, sono rinviate al lavoro di SABELLA (presente volume). La parte introduttiva è dedicata brevemente alla ricerca scientifica in Sicilia prima del 1800, poco conosciuta ma propedeutica alla vita e alle opere di Enrico Ragusa essendo egli stesso protagonista della vita del 1800, molto più importante e maggiormente conosciuta. 392 IGNAZIO SPARACIO LARICERCA SCIENTIFICA IN SICILIA PRIMA DEL 1800 Nei primi anni del 1800 la Sicilia, e in generale, le popolazioni dell’Italia meridionale, non avevano ancora raggiunto gli stessi livelli sociali delle altre regioni italiane ed europee, soprattutto Francia, Germania e Gran Bretagna, essendo gravate, oltrettutto, da un diffuso squilibrio politico e sociale. Nonostante ciò, la Sicilia era stata da sempre attraversata da numerose correnti di cultura scientifica e letteraria, spesso portate o favorite dal popolo dominante del momento, e che trovavano nella nostra isola una ulteriore fase di crescita e miglioramento. Tutti questi popoli che si sono succeduti tra loro ebbero grande importanza nella storia della Sicilia, fin dai tempi più antichi, come i Greci, nello studio della filosofia, diritto e matematica, o gli Arabi, in diverse tecniche di ingegneria, geografia e agronomia, ma il primo vero polo culturale scientifico e letterario si ebbe con Federico II di Svevia (1194-1250). Intellettuale e letterato egli stesso (Figg. 1, 2), creò alla sua corte nel Regno di Sicilia un importante centro di studi aperto a tutte le culture europee e mediterranee sia nel campo della letteratura che delle scienze naturali, matematica, medicina e astronomia. A Palermo, dal 1220 in poi e fino alla sua 393 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 1. – Ritratto di Federico II con il falco dal suo trattato “De arte venandi cum avibus [L’arte di cacciare con gli uccelli]”, 1260 circa. 394 IGNAZIO SPARACIO morte, si parlava la lingua ufficiale della “Scuola Siciliana” che contribuì notevolmente alla formazione delle moderna lingua italiana, anticipando di circa un secolo l’uso del dialetto toscano. Il 5 giugno 1224, Federico istituì a Napoli la prima Università degli Studi del mondo statale e laica (Fig. 3) che, dedicata inizialmente allo studio del diritto e delle scienze giuridiche, formò nei secoli successivi fino ai nostri giorni, intere generazioni di studiosi anche medici e naturalisti. Studiarono o si specializzarono all’Università di Napoli quasi tutti i naturalisti siciliani dei primi anni del 1800 come Pietro Calcara di Palermo, Francesco Minà Palumbo di CastelFig. 2. – Pagine da De arte venandi cum avibus [L’arte di cacciare con gli uccelli], 1260 circa, di Federico II. Fig. 2. – Università degli Studi di Napoli “Federico II”, fondata il 5 giugno 1224. buono, Gaetano Giorgio Gemmellaro di Catania e tanti altri, trovando un ambiente naturalistico eccellente nelle figure di Oronzo Gabriele Costa, del figlio Achille e del fratello Giuseppe (PANTALEONI, 2012), Guglielmo Gasparrini, del botanico Giovanni Gussone incaricato nel 1817 per un breve periodo di fondare a Palermo l’Orto sperimentale e di acclimatazione di Boccadifalco (Palermo) e tanti altri. Nei secoli successivi, numerose furono le personalità e le strutture di grande rilievo scientifico che operarono in Sicilia: Gustavo Branca di Catania e il figlio Antonio che crearono le basi della moderna chirurgia plastica nel XV secolo specializzandosi nella ricostruzione del naso (rinoplastica); Francesco Maurolico (1494-1575) di Messina importante matematico che studiò nuovi metodi per la misurazione della Terra, ma fu anche astronomo, architetto, storico e scienzato. A lui è stato dedicato uno cratere della Luna, il cratere Maurolycus, da Giovan Battista Riccioli, nel 1651; Giovanni Filippo Ingrassia (1510-1580), medico e anatomista noto per i suoi numerosi studi di medicina, tra cui la migliore comprensione della trasmissione del suono dalla membrana del timpano all’orecchio interno, con la scoperta della osso della staffa, la differenziazione tra morbillo e scarlattina, l’importanza delle autopsie, le malformazioni congenite, i tumori (Fig. 4). Ma l’Ingrassia rivestì un ruolo di particolare importanza nella lotta contro l’epidemia di peste che colpì Palermo nel 1575 (Fig. 5); nominato Consultore sanitario con partico395 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 5. – L’opera di Ingrassia (1576) nella lotta contro l’epidemia di peste che colpì Palermo nel 1575. Fig. 4. – Giovanni Filippo Ingrassia (1510-1580). lari poteri decisionali direttamente dal vicerè, Ingrassia applicò moderne e innovative misure di epidemiologia per contrastare la diffusione della peste (INGRASSIA, 1576) come l’isolamento dei malati e il loro inserimento in società dopo due mesi dalla loro guarigione, la quarantena per le navi che arrivavano da altri paesi, il divieto di assembramento tra persone. Tutto questo riuscì a contenere le perdite umane che a Palermo furono circa 3000 (a Venezia, nello stesso anno, furono circa 60.000). Come sintetizzato in altri lavori (NASTASI, 1985; LIOTTA, 1987), di grande importanza è stata anche l’esperienza dell’Università di Messina nel XVII secolo, uno dei centri di maggiore diffusione delle scoperte d Galileo Galilei e dove Pietro Castelli realizzò il primo Orto Botanico sistematico “Hortus Messanensis”. Giovanni Alfonso Borelli (1608–1679), matematico, astronomo, fisiologo e filosofo e Paolo Silvio Boccone (1633–1704) botanico, fecero importanti scoperte scientifiche; Giovan Battista Odierna (1597–1660) esaminò l’occhio della mosca al microscopio; Padre Francesco Cupani (fine 1600 inizio 1700) studiò all’Hortus Catholicus di Misilmeri; Padre Silvio Boccone (1633–1704) fu in costante contatto con il mondo scientifico europeo e con molti altri. Tra la fine del 1700 e i primi decenni del 1800 si svilupparono in Sicilia diverse Accademie e istituzioni culturali e numerose riviste scientifiche e letterarie come Il Giornale Letterario, Giornale di Scienze Lettere e Arti per la 396 IGNAZIO SPARACIO Fig. 6. – Prima pagine della rivista “L’Occhio” stampata a Palermo: “Critici, pedanti, novatori, poeti, v’è l’OCCHIO che vi rimira”. 397 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Sicilia, Gazzetta dei Saloni, L’Occhio (Fig. 6), La Farfalletta, Il Contemporaneo, Giornale della Commissione d’Agricoltura e Pastorizia in Sicilia, Effemeridi scientifiche e letterarie per la Sicilia, Il Maurolico (SESTINI, 1776; GEMMELLARO, 1833; ARADAS, 1844-1850). L’AMBIENTE ENTOMOLOGICO SICILIANO NELLA PRIMA METÀ DEL 1800 L’ambiente scientifico siciliano, su cui si inserirono la vita e le opere di Enrico Ragusa, era quanto mai stimolante, produttivo e già di elevato livello scientifico. In particolare, anche l’Entomologia annoverava nel palermitano diversi studiosi preparati e qualificati. Pietro Calcara (1819-1854), medico e naturalista, aveva pubblicato, nei pochi anni della sua giovane vita, numerosi lavori scientifici esplorando diverse località della Sicilia (Madonie, i dintorni di Trapani, Palermo, Nicosia) e realizzando pioneristici viaggi di studio in quasi tutte le isole circumsiciliane (Ustica, Isole Eolie, Lampedusa, Linosa e Pantelleria), allora pressoché sconosciute dal punto di vista naturalistico. Di quasi tutte queste località, fornì anche gli elenchi delle specie di Insetti che vi aveva rinvenuto (CALCARA, 1842a, 1842b, 1846, 1847, 1851, 1853). Nel 1842 fu nominato Professore di Zoologia e Mineralogia, e nel 1854, anno della sua morte prematura, fu nominato Direttore del Gabinetto di Storia Naturale. A Termini Imerese, Baldassare Romano (1794-1857) pubblicò uno dei primi lavori di entomologia agraria (PERRICONE & LIOTTA, 1987), studiando gli insetti che danneggiavano gli ulivi in Sicilia (ROMANO, 1841, 1844). In particolare, descrisse la biologia e tutte le fasi dell’attacco agli ulivi del coleottero scolitide Hylesinus oleiperda (Fabricius, 1792) e di altre specie dannose come il Phloeotribus scarabaeoides (Bernard, 1790) (Coleoptera Curculionidae Scolytinae) e la tignola dell’olivo Prays oleae Bernard, 1788 (Lepidoptera Praydidae). Romano scrisse altri articoli di entomologia come quello sulla teratologia di un Coleottero Tenebrionide (ROMANO, 1845) e soprattutto un “Catalogo dei Coleotteri di Sicilia raccolti e posseduti da Baldassare Romano” (ROMANO, 1849), il quale fu uno dei primi per la Sicilia e forniva sia un elenco delle specie presenti sia utili informazioni sulla sistematica, modalità e luoghi di raccolta di molte di queste specie. Nel 1835, dopo avere conseguito la specializzazione in Medicina a Napoli, dove frequentò anche tanti altri naturalisti (Fig. 7), Francesco Minà Palumbo (1814-1899) ritornò al suo originario paese di Castelbuono dove visse tutta la vita. Qui, oltre ad esercitare la professione di medico, effettuò uno studio costante e sistematico del proprio territorio sia dal punto di vista scientifico che culturale ed etno-antropologico come sintetizzato nell’opera “Introduzione alla storia naturale delle Madonie” (MINÀ PALUMBO, 1844). La sua casa era un vero e proprio museo di storia naturale dove preparava, conservava o inviava ad altri studiosi ogni tipo di reperto naturalistico (FAILLA TEDALDI, 1899; CANCILA, 2010). Dal punto di vista entomologico, Minà Palumbo pubblicò soprattutto articoli sui Lepidotteri (MINÀ PALUMBO, 1859, 1883-1884; MINÀ PALUMBO & FAILLA TEDALDI, 1887-1889), Eterotteri (MINÀ PALUMBO, 1870, 1871a), Odonati, Tricotteri, Efemerotteri, Plecotteri, Mecotteri e Neurotteri (MINÀ PALUMBO, 1871b) e Ditteri (MINÀ PALUMBO, 1887). La sua casa era frequentata da Enrico Ragusa che, in uno dei suoi primi lavori entomologici su una escursione nei Boschi di Caronia, pernottando a Castelbuono con il lepidotterologo Adolfo Kalchberg di Vienna, scriveva 398 IGNAZIO SPARACIO Fig. 7. – Naturalisti napoletani, Costa (1849-1854) Fauna del Regno di Napoli, tavola XI: Oedemera coerulea (fig. 1); O. tristis (fig. 2); O. flavipes (fig. 3); O. pusilla (fig. 4); O. lurida (fig. 5); Stenostoma coeruleum (fig. 6). (RAGUSA, 1871): “Nostra prima cura fu di visitare il dottore Francesco Minà Palumbo, che tanto ha scritto intorno alla Storia Naturale delle Sicilia: esso, con la solità affabilità e gentilezza, ci offrì di tutto e ci consigliò sull’itinerario da seguire durante il nostro breve soggiorno”. Nello stesso periodo la Sicilia fu oggetto di numerose spedizioni naturalistiche, molte di queste prevalentemente entomologiche, da parte di studiosi italiani ed europei che realizzarono anche i primi cataloghi di Coleotteri di Sicilia o altre pubblicazioni sul materiale raccolto nei loro viaggi (LEFEBVRE, 1827; GHILIANI, 1842; BELLIER DE LA CHAVIGNERIE, 1860, 1861; ROTTEMBERGER, 1870; STECK, 1887). Dai primi decenni del XIX secolo, quindi, il mondo scientifico e naturalistico siciliano, a ogni livello, iniziò un periodo denso di studi e scoperte, in contatto con i principali centri culturali europei (ROSSITTO, 1984; LIOTTA, 1987; SICHEL, 1987). Come ha riassunto molto bene LIOTTA (1987) “Enrico Ragusa si forma in questo contesto”. ENRICO RAGUSA E LO STUDIO DEI COLEOTTERI SICILIANI Anche l’ambiente familiare e gli studi giovanili di livello europeo contribuirono ulteriormente alla crescita umana, professionale e naturalistica di Enrico Ragusa (Fig. 8). All’età di quattordici anni, infatti, Enrico Ragusa si trasferisce in Germania per studiare nel settore alberghiero. Impara diverse lingue come il tedesco, il francese, l’inglese e il russo e cominicia ad interessarsi di entomologia, soprattutto Lepidotteri. Nel 1869, torna in Sicilia e inizia l’attività di imprenditore alberghiero. Inaugura a Catania il “Grand Hotel” e ad Agrigento l’ “Hotel des Temples”. Successivamente, nel 1872, acquista a Palermo la villa con giardino tropicale di Benjamin Ingham e la trasforma nell’“Hotel Des Palmes”. Qui, ospiterà numerose importanti persone del mondo scientifico e letterario come Richard Wagner e Guy de Maupassant. Questo albergo viene citato spesso in lavori di entomologia come punto di partenza degli studiosi stranieri nelle escursioni in Sicilia. Nel 1869 aveva conosciuto in Sicilia il barone Arthur Leopold Rottemberg che studiava e raccoglieva Coleotteri (ROTTEMBERG, 1870) 399 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 8. – Enrico Ragusa (Palermo, 29 agosto 1849 – Palermo, 19 settembre1924). RAGUSA (1873b), come dice il titolo, racconta delle escursioni fatte sul Monte Pellegrino presso Palermo. Nella prima parte Ragusa descrive le caratteristiche fondamentali di questo monte, racconta dei luoghi, della Grotta di Santa Rosalia patrona di Palermo sita presso la cima e del culto dei palermitani di salire a piedi fino a questa grotta per venerarla (“Ogni anno migliaja di persone vanno a visitare la grotta, ma il vero scopo è per i più di passare allegramente una giornata”). Ragusa continua descrivendo, forse in tono troppo entusiastico, le ricchezze entomologiche di Monte Pellegrino e conclude con un elenco delle specie raccolte. Questa tradizione continua ancora ai nostri giorni ma, nella seconda metà del 1900, Santa Rosalia è entrata anche nella letteratura scientifica ed è considerata “la patrona della biodiversità” per merito di George Evelyn Hutchinson (1959). Questo studioso, nella primavera del 1958, effettuò delle importanti osservazioni sul “numero di specie viventi” e sul concetto di “nicchia ecologica” che stava elaborando proprio presso il Santuario di Santa Rosalia e a lei dedicò il lavoro finale: “Homage to Santa Rosalia or Why Are There So Many Kinds of Animals? [Omaggio a Santa Rosalia, o perché vi sono così molte specie di animali?]”. Successivi contributi, sempre su questi argomenti (ad es. BROWN, 1981) hanno dimostrato l’importanza scientifica dell’articolo di Hutchinson (Figg. 11, 12). 406 IGNAZIO SPARACIO Fig. 11. – Vetta di Monte Pellegrino nei pressi della Grotta di Santa Rosalia e del Gorgo (da GEMMELLARO, 1910). 407 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 12. – George Evelyn Hutchinson (1959): “Homage to Santa Rosalia or Why Are There So Many Kinds of Animals? [Omaggio a Santa Rosalia, o perché vi sono così molte specie di animali?]”. 1874a. Di un nuovo Georyssus e Calomicrus trovati in Sicilia. Bullettino della Società entomologica italiana, 5 (4) 1873: 233-234. Georyssus siculus Ragusa, 1874: 233 Georissus (Georissus) crenulatus (Rossi P., 1794) Superfamiglia Hydrophiloidea Latreille, 1802; Famiglia Georissidae Laporte, 1840; Genere Georissus Latreille, 1809; Sottogenere Georissus Latreille, 1809. Locus typicus. “Ho trovato questa specie nel maggio sulla sabbia delle sponde del Fiume Oreto, presso Palermo”. Note. Georissus (G.) crenulatus è specie a corotipo Sibirico-Europeo, segnalata in quasi tutta Italia (FIKÁČEK & PRZEWOŹNY, 2015). E’ specie fitofaga e ripariale vivendo sulle rive di corsi d’acqua e laghi, di solito poco comune. Calomicrus rottenbergi Ragusa, 1873: 234 Calomicrus rottenbergi Ragusa, 1873 Famiglia Chrysomelidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Galerucinae Latreille, 1802; Genere Calomicrus Dillwyn, 1829. Locus typicus. Alture delle Madonie e Bosco Ficuzza, battendo querce e faggi. Note. “Ho dedicato questa specie al Signor Barone di Rottenberger, che per primo ci ha dato un eccelente catalogo dei coleotteri Siciliani da lui raccolti”. Specie ritenuta valida (BEENEN, 2010; WARCHALOWSKI, 2010) endemica di Italia meridionale e Sicilia (BIONDI et al., 2013; ANGELINI, 2020). 1874b. Note sinonimiche. Bullettino della Società entomologica italiana, 5(4) 1873: 235-236. Ragusa affronta alcune questioni sinonimiche in riferimento ad Aplocnemus (Aplocnemus) koziorowiczi (Desbrochers, 1870) che ritiene sinonimo di Aplocnemus (Aplocnemus) rufomarginatus Perris 1869, Telephorus picciolii Ragusa, 1870 sinonimo di T. puncticollis (= Metacantharis puncticollis, vedi sopra) e Omophlus (Odontomophlus) fallaciosus Rottenberg, 1870 sinonimo di Omophlus (Omophlus) longicornis Bertolini, 1868. 1874c. Sul Trimium siculum nov. sp. di De Saulcy, nota. Bullettino della Società entomologica italiana, 5 (4) 1873: 264-266. Zibus leiocephalus (Aubé, 1833) Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Pselaphinae Latreille, 1802; Genere Zibus Saulcy, 1874. Note. Trimium siculum Saulcy è un taxon segnalato “in litteris” e non è stato formalmente descritto. Le varie citazioni del Ragusa (per esempio, RAGUSA, 1882e) attribuite al genere Zibus, compresa la sinonimia di Trimium siculum, vanno riferite a Z. leiocephalus (cfr. SABELLA, 1998: 121). In questo articolo, RAGUSA (1874c) racconta dei suoi rapporti di studio con Félicien Henry Caignart de Saulcy (1832-1912), entomologo francese studioso di Coleotteri (Staphylinoidea in particolare), a cui aveva dato in studio i suoi Pselaphinae siciliani identificando due nuove specie: Bryaxis ragusae = Brachygluta (Brachygluta) ragusae (Saulcy, 1876), e appunto il Trimium siculum rimasto “in litteris”. Proprio su questa specie, Saulcy chiedeva al Ragusa informazioni sulla biologia. Dopo alcune ricerche rimaste infruttuose, Ragusa riusciva a trovare diversi esemplari di questo piccolo coleottero nei dintorni di Palermo osservando che “E’ dunque dopo le abbondanti pioggie che bisogna cercare il Trimium Siculum, non sotto le grosse pietre, ma bensì sotto le piccole che giacciono su terreno rossiccio e argilloso”. Zibus leiocephalus è specie a distribuzione Mediterraneo orientale segnalata anche in Francia meridionale e, per l’Italia, solo in Sicilia (POGGI, 2021). 408 IGNAZIO SPARACIO 1874d. Avvertenza. Bullettino della Società entomologica italiana, 5 (4) 1873: 266. Breve nota riportata subito dopo la nota sul Trimium siculum (RAGUSA, 1874c). Ragusa cita una Langelandia tra il materiale raccolto a Monte Pellegrino (RAGUSA, 1873b) e pone in sinonimia una specie da lui descritta: “…dopo nuovi studi fatti sull’Omalium marinum m., che descrissi in questo Bull. (An. III, pag. 196) ho trovato che è l’Omalium rufulum, Er. [= Hypopycna rufula, vedi sopra]”. 1875a. Calendario coleotterologico per Palermo e dintorni. Bullettino della Società entomologica italiana, 6 (4) 1874: 302–312. FEBBRAIO. “Il giorno 1. Esc. alla Favorita. — Calathus Solieri Bassi. Broscus politus Dej. Carabus Faminii. Meloe var. corrosa”. “Il 21 Esc. sul Monte Pellegrino. …Alle falde il Rhizotrogus che il Barone di Rottenberg nel suo Cat. dei Coleot. di Sic, trovò nel 1869 al 24 di Dicembre nella stessa località e lo crede il R. Euphytus Buq. Quest’insetto merita d’essere attentamente studiato giacché vario è il parere dei naturalisti ai quali lo ho comunicato, e lo credono chi l’insularis Reiche, chi il Gerardi Bouq.”. “Quando nel Febbraio il tempo è bello ed il sole riscalda già le nostre campagne, allora si trovano molte specie che in altri anni, quando il tempo è freddo, non appariscono che nel Marzo ed anche nell’Aprile. Per lo più, le Euforbie che crescono su tutta la metà del Monte Pellegrino, alla fine del Febbraio sono in piena fioritura, ed allora i Malacodermi vi albergano in masse”. APRILE. “Il giorno 27. Esc. a Mondello. Trovai abbondante Erodius Neapolitanus che correva sulle sabbie presso al mare. Questa specie vive pochissimo tempo, giacché appena il sole riscalda un pò la sabbia, si trova il litorale di Mondello sparso di corpi Erodius vuoti, essendone le formiche ghiottissime”. GIUGNO. “Il giorno 11. Esc. a Mondello. Dal tamarindi battendolo forte, Anoxia Sicula.♂ Che dal 70 in quà avrò preso in una 30° di esemplari, mentre la è rarissima, e non ne posseggo che un solo esemplare trovato morto sulla sabbia. Il giorno 16. Esc. al Fiume Oreto. — Cicindela maura abbondante, Anomala vitis. Cebrio sp?”. OTTOBRE. “Il giorno 18. Esc. alla Favorita fatta espressamente per andarvi a catturare il Pachypus caesus…ne presi … Nel 1874 il giorno 16-13 6 ♂♂ e 2 ♀♀.—-da queste date e numeri si vede che il momento più propizio per prenderne molti, è dal 15 al 25 Ottobre”. “Dopo l’eterna estate ecco che Ottobre ci offre centinaia di buone specie, che vai la pena di andare a cercare sulle alture del Pellegrino, o sulle rive del Fiume Oreto alla Guadagna non avendone il tempo un’ora di passeggiata lungo il 409 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa bastione della Marina di Palermo può esser fruttuosissima, giacché nella fessura del muro vi si nascondono migliaia di piccoli coleotteri non sempre sgraditi”. Le raccolte entomologiche del Ragusa, come si legge in questo articolo, si realizzavano subito alla periferia del centro urbano di Palermo, allora ricco di zone naturali e con numerose specie di coleotteri tipiche di ambienti ecologicamente integri. Tutta la Piana di Palermo era una importante zona umida, ricca di sorgenti, pantani e corsi d’acqua, il maggiore dei quali era il Fiume Oreto; verso l’interno si trovavano le pendici, libere dalle attuali costruzioni edilizie, di Monte Cuccio con la prateria di Boccadifalco alla base; verso occidente si andava in escursione a Monte Pellegrino sia sui pendii e in cima che alla base, inoltre nel boschetto del Parco della Favorita da cui si scendeva verso Mondello. Allontanandosi lungo la costa occidentale vi era la pianura costiera di Tommaso Natale-Sferracavallo e, subito dopo, il sistema dunale di Isola delle Femmine-Capaci. Ovunque vi erano interessanti comunità di coleotteri, in pratica molte delle stesse specie che ora ritroviamo, molto più rare e sporadiche, a diverse decine di chilometri da Palermo. Come ci racconta il Ragusa, tutti i mesi andavano bene per uscire in escursione: d’inverno si cercava sotto le pietre e detriti vari, in primavera-estate a vista sui fiori, sulle piante, sul terreno, al volo. Proprio al Ragusa dobbiamo importanti notizie sul biotopo costiero di Mondello, ormai scomparso fin dai primi anni del 1900 (Fig. 13), dove rac410 IGNAZIO SPARACIO Fig. 13. – Il pantano di Mondello, prima della definitiva bonifica ultimata nei primi anni del 1900 (disegno di Anonimo; da LAPIANA & SPARACIO, 2009). coglievano diversi Coleotteri indicatori di un sistema dunale integro come il Carabidae Eurynebria complanata (Linnaeus, 1767), gli Scarabaeidae Anoxia (Anoxia) scutellaris sicula Motschulsky, 1861 (Melolonthinae) e Ateuchetus semipunctatus Fabricius, 1792 (Scarabeinae) la cicindela Calomera panormitana panormitana (Ragusa, 1906) descritta proprio per questa località. Altri dati sui Coleotteri che si trovavano a Mondello sono forniti anche da DESTEFANI PEREZ & RIGGIO (1882), mentre il CALCARA (1845) campionò soprattutto molluschi terrestri e dulciacquicoli. In particolare quest’ultimo descrisse la “Valvata bocconi [= Armiger crista (Linnaeus, 1758)] piccolo Planorbidae raccolto proprio nelle acque del pantano di Mondello. 1875b. Sulla sinonimia dell’Omophlus fallaciosus Rottenberg e dell’Haplocnemus Koziorowiczi Desbrochers. Bullettino della Società entomologica italiana, 6 (4) 1874: 313-314. Ritornando sulle sue note sinonimiche (RAGUSA, 1874b), egli riporta (e condivide) l’opinione del ROTTENBERG (1874) che considera Omophlus (Odontomophlus) fallaciosus Rottenberg, 1870 e Omophlus (Omophlus) longicornis Bertolini, 1868 due specie distinte, come ancora oggi accettato (LEO & RUZZIER, 2021). Inoltre, risponde alle critiche di DESBROCHERS DES LOGES (1875) che difende con vigore (forse eccessivo) il suo Aplocnemus (Aplocnemus) koziorowiczi che Ragusa aveva sinonimizzato (RAGUSA, 1874b, vedi sopra). Ragusa, ribatte confermando la sua diagnosi ma non escludendo che abbia esaminato materiale diverso da quello previsto per problemi postali. I due entomologi migliorarono, comunque, i loro rapporti e il Ragusa oltre a citarlo spesso gli dedica un nuovo curculionide (Phyllobius logesi Ragusa, 1883) scrivendo: “Dedico questa nuova specie al monografo dei Phyllobius, al mio carissimo corrispondente ed amico, il sig. Desbrochers des Loges”. Jules Desbrochers des Loges (1836-1913), entomologo e commerciante di insetti francese, descrisse numerose nuove specie di Coleotteri. Molti dei suoi lavori furono pubblicati sulla rivista da lui diretta “Le Frelon [Il Calabrone]” (Fig. 14). Già nelle prime righe d’intenti, prima pagina del primo numero del 1892, questa rivista viene definita “surtout descriptive”. Successivamente, già dal terzo numero, il sottotitolo non si presta a nessun equivoco: “Journal d’entomologie descriptive exclusivement consacré à l’étude des coléoptères d’Europe et des pays voisins” · 1876a. Nouvelles et faits diverses N. 6. Abeille, 14 (1875): XXI. Breve comunicazioni inviata dal Ragusa alla redazione di questa rivista: “M. le docteur Enrico Ragusa de Palerme (Sicile) nous écrit: “J’ai decouvert le 411 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa printemps dernier, sur le versant du mont Pellegrino, un insecte fort curieux, en battant les arbres. M. Reitter du Paskau va le publier sous le nom de Microctilus (Nov. Gen.) Ragusae; il se placera après le genre Carpophilus avec lequel il a beaucoup de rapports, mais il ressemble encore plus au genre Ctilodes Murr. de l’ île Morty.” Je dois aussi vous signaler que j’ai trouvé des Cossyphus tauricus, la semaine passée, sous des pierres près d’un fleuve à Casteldaccia près de Palerme” 1876b. Gita entomologica all’Isola di Pantelleria. Bullettino della Società entomologica italiana, 7 (4), 1875: 238–256. … “Uno dei miei sogni più grandi era visitare Pantelleria … ed ogni anni mi promettevo di andarvi”. Tuttavia, solo la notizia che Giacomo Doria del 412 IGNAZIO SPARACIO Fig. 14. – Rivista entomologica “Le Frelon [Il Calabrone]”, diretta da Jules Desbrochers des Loges. Museo di Genova voleva inviare un suo esploratore sull’isola lo convinse a partire. Ragusa scrive: “Essere tanto vicino a quest’isola e vedere che altri dovesse in vece mia attuare un dise gno da me per lo innanzi vagheggiato (dirollo franco) m’ispirava tal gelosia e dispiacenza…”. Ragusa fornisce l’elenco delle specie raccolte a Pantelleria sui Coleoptera (120 specie), Lepidoptera (21 specie) ed Hemiptera (30 specie) con la descrizione di 5 nuove specie di cui due coleotteri descritti da lui stesso. Segnala anche il Rhizotrogus Gerardi (Coleoptera Melolonthidae) = Geotrogus euphytus lamantiai (Sparacio, 2014) endemico di Pantelleria, con la sottospecie nominale diffusa in Algeria e Tunisia. Ulteriori dati in SPARACIO (2022) e LOCASCIO (presente volume). Pachychile cossyrensis Ragusa, 1875: 252 Pachychila (Pachychila) crassicollis cossyrensis (Ragusa, 1875) Famiglia Tenebrionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Pimeliinae Latreille, 1802; Genere Pachychila Eschscholtz, 1831; Sottogenere Pachychila Eschscholtz, 1831; Specie crassicollis Kraatz, 1865. Locus typicus. Pantelleria: “Questa specie tanto elegante, vive sotto le pietre in compagnia della Tentyria grossa fra le aride lave fino al mare, ove la rinvenni in tre soli esemplari ”. Note. Pachychila crassicolis crassicollis (Kraatz, 1865) vive in Algeria orientale mentre la sottospecie P. (P.) crassicoliis cossyrensis in Tunisia e a Pantelleria (ALIQUÒ & SOLDATI, 2010; LEO & RUZZIER, 2021). Tachys insularis Ragusa, 1875: 252 Paratachys bistriatus (Duftschmid, 1812) Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Trechinae Bonelli, 1810; Genere Paratachys Casey, 1918 Locus typicus. Pantelleria, Lago di Venere: “Trovai questa graziosa specie in quattro solo esemplari, sotto pietre, sulla riva del lago”. Note. Specie ritenuta sinonimo di P. bistriatus trechino ampiamente distribuito nel Paleartico occidentale (KOPECKÝ, 2003, 2017). RAGUSA (1887b) sinonimizza la sua specie con T. bistriatus var. elongatus Dej. ma nota che gli esemplari di Pantelleria differiscono dagli altri per “il suo colorito ferruginoso, invece di bruno o nero-bruno”. VIGNA TAGLIANTI (1995) afferma che il T. bistriatus è una specie altamente variabile, degna di ulteriori ricerche tas413 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa sonomiche e ribadisce che, in effetti, le popolazioni di Pantelleria sono riconoscibili dalle altre per il loro colore. Ragusa E., 1876c. Rassegna entomologica. Bullettino della Società entomologica italiana, 8 (4): 300. Alla fine di questa Rassegna entomologica, come articolo distinto di poche righe seguone delle “Avvertenze” comunicate da Enrico Ragusa sulla geonemia o la presenza in Sicilia di alcune specie di Coleotteri come la Cicindela dilacerata, Cossyphus, Carabus (Melanocarabus) cavernosus Costa, Carabus (Mesocarabus) Genei Géné e Macrothorax planatus. 1879. Nota di un’escursione entomologica all’isola di Pantelleria. Atti del duodecimo Congresso degli scienziati italiani tenuto in Palermo nel settembre del MCCCLXXV [sic] Tipografia dell’Opinione, Roma: 141-144. Vedi sopra (RAGUSA, 1876b). 1880. Liste des Carabidae de Sicile. Stampato in proprio, Palermo: 1-8. È un elenco di Coleotteri Carabidae di Sicilia, preceduto da una introduzione in lingua francese, che Ragusa stampa in proprio e spedisce ad amici e colleghi vari. 1881a. Addenda Carabidae, Dytiscidae, Gyrinidae, Hydrophilidae, Staphylinidae, Pselaphidae, Clavigeridae et Silphidae Siciliae. Stampato in proprio, Palermo: 9-24. Segue l’elenco precedente introducendo nuovi nomi che resteranno senza descrizione, come Philhydrus cossyrensis Ragusa, 1881 (Hydrophilidae), vedi più avanti in Ragusa (1881b). “ILNATURALISTA SICILIANO” E I COLEOTTERI SICILIANI NUOVI O POCO CONOSCIUTI DI ENRICO RAGUSA Con la nascita della rivista “Il Naturalista siciliano” da lui fondata e diretta dal 1881, Enrico Ragusa comincia un lungo e continuativo periodo di pubblicazioni sui Coleotteri di Sicilia che terminerà con la sua morte (per essere precisi, il suo ultimo articolo fu pubblicato postumo). La sua attività di ricerca sarà finalizzata su due serie principali: i contributi collegati tra loro intitolati “Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia” e il “Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia”. Su questa rivista, il Ragusa inizia subito con il primo con414 IGNAZIO SPARACIO tributo sui Coleotteri di Sicilia (pagina 5 del 1° fascicolo del 1° anno 1881) e si continuerà con il Catalogo già dal 2° anno, nel 1883, in un rincorrersi continuo da un lavoro all’altro nel segnalare le varie novità. Inoltre, tra questi lavori principali sono intercalate piccole note, lavori monografici, osservazioni, traduzioni di lavori pubblicati altrove di nuove specie siciliane, che renderanno l’intera rivista un aggiornamento continuo sulla coleotterofauna siciliana. 1881b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (1): 5-9, tav. I, figg. 1-8. In questo primo contributo, il Ragusa comincia subito con diverse segnalazioni di nuovi coleotteri e descrizioni di nuovi taxa (Fig. 15). Per esempio, segnala in Sicilia la presenza di Cymindis fascipennis Küster, 1846 (Tav. 1, fig. 2), sinonimo di C. (C.) axillaris axillaris Fabricius, 1794 (Carabidae Lebiinae), raccolta sulle Madonie a Piano Battaglia e inviata ai vari corrispondenti come una nuova specie “C. Nebrodensis m. in litteris”. RAGUSA (1876b) aveva segnalato per Pantelleria il Philhydrus politus (Hydrophilidae Enochrinae) - adesso Enochrus (Lumetus) politus Küster, 415 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 15. – Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., 1881, 1 (1): 5-9, tav. I. Cicindela var. lugens Dahl. (1), Cymindis fascipennis Kust. (2), Chlaenius oreteus Ragusa (3), Philhydrus agrigentinus Rottb. (4), Adelops destefanii Ragusa (5, 6), Agrypnus himerensis Ragusa (7, 8), Papilio machaon L. (9). Locus typicus. Non specificato, ma dovrebbe trattarsi quasi sicuramento di Palermo: “L’ho raccolta dal Marzo al Maggio sui muri esposti al mezzogiorno nelle ore mattutine”. Note. Ragusa dedica questa specie al “sig. Capitano L. von Heyden, in segno di riconoscenza per la bontà avuta determinandomi molte delle più difficili specie da me raccolte in Sicilia”. Lucas Friedrich Julius Dominikus von Heyden (1838–1915) fu un entomologo tedesco e scrisse con Edmund Reitter e Julius Weise, in diverse edizioni, il Catalogus Coleopterorum Europae, Caucasi et Armeniae rossicae. Taxon riferibile a Leiodes obscura (ANGELINI et al., 1995, 2021a; PERREAU, 2015). Rhizotrogus Nebrodensis Ragusa, 1881: 64 Amphimallon fuscum (Scopoli, 1786). Famiglia Scarabaeidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Melolonthinae Leach, 1819; Genere Amphimallon Latreille, 1825. Locus typicus. Madonie, località Sparviero. Note. Rhizotrogus Nebrodensis eAmphimallon logesi Mulsant, 1872 (descritto pure su esemplari raccolti dal Ragusa sulle Madonie) sono considerati sinonimi di Amphimallon fuscum (BARAUD, 1992; ARNONE, 2010; BEZDĚK, 2016a). 1881f. Osservazione. Il Naturalista siciliano, 1 (3): 65. Questa breve nota segue il lavoro in cui FAUVEL (1881) descrive l’Homalota leporina (Staphylinidae Aleocharinae) su materiale ricevuto proprio dal Ragusa e raccolto nei dintorni di Palermo. Albert Fauvel (1840-1921), avvocato ed entomologo francese, studiava Coleotteri in particolare Staphylinidae di cui descrisse numerosi generi e specie; fu fondatore nel 1882 della rivista “Revue d’Entomologie”. Ragusa, nella sua nota, entra nei particolari di questa scoperta e dei sui rapporti con il Fauvel. A proposito della nuova specie riporta che “Questa piccolissima specie non è rara sul Monte Pelllegrino sotto le pietre, dove vive in società, dal Novembre al Marzo”. Specie valida come Amischa leporina (Fauvel, 1881) endemica di Sicilia (ASSING, 2020; ZANETTI & TAGLIAPIETRA, 2021). Il lectopipo designato da ASSING (2020) su materiale di Enrico Ragusa e depositato nella collezione Fauvel proviene da Monte Pellegrino. 422 IGNAZIO SPARACIO 1882a. Osservazione Il Naturalista siciliano, 1 (4): 82. Ragusa, in questa breve nota che segue il lavoro in cui KRAATZ (1881) descrive la Polyphylla ragusae (Scarabaeidae Melolonthinae) dedicata allo stesso Ragusa, fornisce ulteriori informazioni sulla morfologia di questa specie, in particolare sullo spiccato dimorfismo sessuale, la biologia (vola in estate) e le località allora note di raccolta (provincia di Trapani). 1882b. Notizia. Il Naturalista siciliano, 1 (6): 144. Ragusa riferisce come un esemplare di Agrypnus himerensis da lui inviato a David Sharp (1840–1922, medico ed entomologo inglese), sembri appartenere alla stessa specie proveniente da El Hedjaz (= Hejaz) nella Penisola Arabica con cui è stato paragonato. 1882c. Osservazioni ed aggiunte sulle Nebrie di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (8): 180-182. Ragusa riporta come in seguito alla pubblicazione del suo articolo sui Carabidi siciliani pubblicato in proprio il 10 settembre 1880, René Oberthür (1852–1944), illustre entomologo francese, gli inviava una lunga lettera di osservazioni e aggiunte osservate nel materiale siciliano proveniente dalla collezione di Maximilien Chaudoir o Maximilien barone di Chaudoir (18161881), entomologo russo studioso soprattutto di Carabidae. In questo contributo, Ragusa riferisce sulla sistematica e presenza delle Nebria Latreille, 1802 (Carabidae Nebriinae) in Sicilia. In particolare, evidenzia le differenze morfologiche ed ecologiche di N. (N.) andalusia Rambur, 1837 e N. (N.) brevicollis (Fabricius, 1792) e fornisce un ulteriore elenco sulla presenza di questo genere in Sicilia. Inoltre, partendo dalla considerazione che Oberthür ha ritrovato in collezione Chaudoir delle Nebria distinte come N. Sicula, Ragusa riferisce sue osservazioni personali e altre che gli aveva fornito Preudhomme de Borre sulla morfologia di queste popolazioni che vengono distinte dalle altre. Sulla base di questa procedura insolita, anche Preudhomme de Borre viene considerato autore di questo taxon (cf. FARKAČ& JANATA, 2003). Nebria brevicollis var. Sicula Preudhomme de Borre & Ragusa, 1882 Nebria (Nebria) brevicollis Fabricius, 1792 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Nebriinae Laporte, 1834; Genere Nebria Latreille, 1802; Sottogenere Nebria Latreille, 1802. Locus typicus. Madonie, Rocca della Busambra “e altri monti dell’isola dove vive sotto pietre”. 423 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Note. Sinonimo di Nebria (N.) brevicollis (FARKAČ& JANATA, 2003; LÖBL & LÖBL, 2017). 1882d. Nuovo Catalogo dei coleotteri di S.A. De Marseul. Il Naturalista siciliano, 1 (8): 192. La pubblicazione delle prime 48 pagine del catalogo di Coleotteri di MARSEUL (1882), entomologo francese (1812–1890), viene presa come spunto dal Ragusa per riaggiornare i suoi elenchi di materiale siciliano inserendo nuove specie, eliminandone altre o segnando le specie omesse dal Marseul. 1882e. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (10): 226-231. Vengono segnalate alcune specie nuove per la Sicilia, come i Carabidae Bembidion (Philochthus) iricolor Bedel, 1879 (Trechinae), Chlaenius (Chlaeniellus) tristis tristis (Schaller, 1783) (Chlaeniinae) e Lebia (Lebia) lepida Brullé in Audouin & Brullé, 1834 (Lebiinae), forniti ulteriori dati faunistici e tassonomici sugli Agabus Leach, 1817 siciliani (Dytiscidae Agabinae) e sugli Pselafidi Zibus leiocephalus (sub Z. adustus ma =Trimium riedelii e =Trimium siculus) ed Euplectus bonvouloiri (dovrebbe essere E. bonvouloiri siculus Raffray, 1910 sottospecie endemica di Sicilia e Malta; vedi SABELLA, 1998; POGGI, 2021). Inoltre segnala il ritrovamento di Hymenoplia sicula Blanchard, 1850 (Scarabaeidae Melolonthinae) per Bagheria e Monte Pellegrino, località ancora presenti tra gli esemplari della collezione Ragusa (ARNONE, 2010) e di Cardiophorus albofasciatus Schwarz, 1893 (sub C. syriacus) (Elateridae Cardiophorinae) presso Castelbuono, interessante endemismo siciliano legato ai vecchi alberi (PLATIA, 1994; PULVIRENTI & PLATIA, 2021). Infine, approfondisce diversi aspetti tassonomici e, soprattutto, biologici, del Pachypus caesus Erichson, 1840 (Scarabaeidae Melolonthinae), altro interessante coleottero endemico siciliano, e della sua particolare fenologia autunnale legata alle giornate più umide e piovose come desrisse bene il PINCITORE MAROTT (1877; vedi anche ARNONE & SPARACIO, 1990). Sullo spiccato dimorfismo sessuale di questa specie, Ragusa racconta come di seguito: “…Favorita nel Parco Reale, ove mi reco ogni anno in ottore a far caccia di Pachypus caesus... vidi nel grande viale fiancheggiato d’oliveti volare diversi ♂presso un buco al suolo, ove subito pensai dovesse vivere la vermiforme ♀, ed in fatti messomi all’opera non mi fu difficile disotterrarne una bellissime; in un momento fui preso d’assalto da un vero turbine di ♂ che mi 424 IGNAZIO SPARACIO volavano intorno sulla faccia e sulle mani, e che io una volta chiuse le loro ali prendevo a dozzine…”. 1882f. Malachius Heydeni. Il Naturalista siciliano, 1 (10): 240. Malachius (Malachius) heydeni Abeille de Perrin, 1882 (Malachiidae Malachiinae) fu descritto senza indicazione di località ma il Ragusa riporta, a questo proposito, che lo stesso Abeille gli riferiva come von Heyden gli aveva detto che, anche se gli esemplari ceduti in studio non avevano il bigliettino di località, provenivano dalla Caramania (Turchia). Malachius (M.) heydeni è specie valida distribuita in Turchia e Iran (MAYOR, 2007). 1882g. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (11): 248-251, tav. XI, fig. 4. Nella prima parte di questo contributo, Ragusa segnala nuovi dati sui coleotteri Hydroadephagi come il Potamonectes cerisyi (Aubé, 1838) (sub. Hydroporus baeticus Schaum.) a Castelvetrano e Pantelleria, segnalato per la Sicilia poco prima nelle stesse pagine del Naturalista siciliano dal BAUDI (1882). Inoltre, come risultato di diverse escursioni effettuate al Biviere di Lentini in compagnia di Luigi Failla Tedaldi, Ragusa effettuava diverse importanti nuove segnalazioni per la Sicilia di Coleotteri acquatici afro-tropicali al limite settentrionale del loro areale come Herophydrus guineensis (Aubé, 1838), Cybister (Cybister) senegalensis Aubé, 1838 e Cybister (Melanectes) vulneratus Klug, 1834 (sub C. binotatus Klug.) A proposito del C. vulneratus, Ragusa osserva convinto: “Questo insetto vivo, è uno dei più belli coleotteri europei, ed al sole le sue elitre sembrano di un velluto verde scuro sulle quali risaltano tanto bene i due grossi punti rossi ed i lati del corsaletto dello stesso colore”. Nella seconda parte dell’articolo, Ragusa segnala l’Hymenoplia sicula anche per le Madonie e riporta una lettera di E. Bellier de la Chavignerie. L’entomologo francese, infatti, ricorda di avere già citato questa specie per la Sicilia avendola raccolta durante un suo viaggio nel’isola nel mese di luglio, sulle alte Madonie, di giorno sugli steli delle Graminacee. In effetti Bellier de la Chavignerie è autore di numerosi lavori sulle sue raccolte in Sicilia, quasi sempre in collaborazione con altri colleghi specialisti, su odonati, lepidotteri, neurotteri, emitteri, ortotteri e tanto altro. Inoltre, ritorna sul suo Zonitis bipunctata (= Euzonitis sexmaculata) riferendo che questo nome è già stato occupato e non si può utilizzare, segnala come nuovo in Sicilia il Pachytychius lucasi lucasi Jekel, 1861 (Palermo, Passo di Rigano, maggio 1881, legit Teodosio De Stefani), curculionide presente in 425 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Italia solo in Sicilia e Sardegna (COLONNELLI, 2003) e il Chrysomelidae Cryptocephalinae Cryptocephalus (Burlinius) pallidocinctus Fairmaire, 1867. Vengono descritti anche tre nuovi taxa (Fig. 18). 426 IGNAZIO SPARACIO Fig. 18. – Il Naturalista siciliano, 1882, Tavola XI: Hydrocanthus notula var. siculus Ragusa (4), Pentodon punctatus m. testudinarius Ragusa (5), Silpha granulata “mostruosa” (7). Hydrocanthus notula var. Siculus Ragusa, 1882: 249, tav. XI, fig. 4 Canthydrus diophthalmus (Reiche & Saulcy, 1855) Famiglia Noteridae C.G. Thomson, 1860, Sottofamiglia Noterinae C.G. Thomson, 1860, genere Canthydrus Sharp, 1882 Locus typicus. Biviere di Lentini. Note. Specie a distribuzione sudmediterranea, conosciuta di: Marocco, Algeria, Tripolitania, Egitto e Syria (FRANCISCOLO, 1979; NILSSON, 2003A; LÖBL & SMETANA, 2017). Nel Mediterraneo europeo questa specie è nota per poche località a Majorca e, per l’Italia, in Sardegna e Sicilia (ROCCHI, 2021). Gnorimus 10-punctatus var. velutinus Ragusa, 1882: 250 Gnorimus decempunctatus Helfer, 1833 Famiglia Scarabaeidae; Sottofamiglia Cetoniinae Leach, 1815; Genere Gnorimus Le Peletier & Audinet-Serville, 1828 Locus typicus. Madonie “nei tronchi morti dei Faggi ove vive dal Giugno all’Agosto”. Note. Come riporta lo stesso Ragusa in questo lavoro: “Una delle più belle varietà che io conosco, è quella tutta di un nero vellutato con i dieci punti biancastri e che trovasi assieme al tipico 10-punctatus Helfer sulle Madonie, e che la mia vecchia guida Peppe (che accompagnò anche il Bellier de la Chavignerie nel 1859) chiamava vellutini, nome che trovo adattato e che conservo”. In realtà, Helfer (1833: “Niger, elytris supra sericeis thoracis marginae laterali, punctis duobus versus scutellum impressis, punctis quinque in quavis elytra…”) descrisse questa specie su un esemplare ad elitre nere e, quindi il “velutinus” di Ragusa, a prescindere l’aspetto tassonomico, ne è sinonimo (Fig. 19). Il problema si è creato perché, in natura, la forma ad elitre rosse è 427 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 19. – Articolo originale di HELFER (1833) con la descrizione dello Gnorimus decempunctatus. molto più frequente di quella ad elitre nere. Infatti Ragusa dice: “trovasi assieme al tipico 10-punctatus” dando per scontato che la forma tipica debba essere quella ad elitre rosse, più frequente. Successivamente, è lo stesso RAGUSA (1922a) a darne notizie comunicando anche la descrizione della ab. rufipennis Bedel, 1911 per gli esemplari più comuni ad elitre rosse. TAUZIN (2000) riassume tutto questo con le descrizioni originali (vedi anche BARAUD, 1992; BEZDĚK, 2016b). Cryptocephalus marginellus Ol. var. pictus Ragusa, 1882: 251 Cryptocephalus (Burlinius) ragusanus Roubal, 1912 Famiglia Chrysomelidae Latreille, 1812; Sottofamiglia Cryptocephalinae Gyllenhal, 1813; Genere Cryptocephalus Geoffroy, 1762; Sottogenere Burlinius Lopatin, 1965. Locus typicus. “Vive sulle querce nei boschi della Ficuzza e di Castelbuono nel mese di maggio”. Note. Risegnalato come C. (B.) ragusanus (LOPATIN et al., 2010). 1882h. Elenco delle specie di Apion di Sicilia da me raccolti e posseduti. Il Naturalista siciliano, 1(11): 254. Come dice il titolo, si tratta di un semplice elenco di una pagina delle specie di Apion Herbst, 1797 (Curculionoidea Apionidae) raccolti in Sicilia dal Ragusa stesso. 1882i. Storia di un Pentodon di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1(12): 279280, tav. XI, fig. 5. Pentodon punctatus m. testudinarius Ragusa 1882: 279, tav. XI, fig. 5 Pentodon bidens punctatus (Villers, 1789) Famiglia Scarabaeidae; Sottofamiglia Dynastinae W.S. Macleay, 1819; Genere Pentodon Hope, 1837; Specie bidens Pallas, 1771. Locus typicus. Castelbuono. Note. Ragusa racconta con la consueta piacevolezza della storia di questo Pentodon bidens punctatus (Villers, 1789) (Scarabaeidae Dynastinae) che ricevuto da Castelbuono e caratterizzato da un sviluppo anomalo del capo ha girato tutta Europa tra i vari entomologi alla ricerca di un parere illuminante sulla sua vera natura. Ma passati invano dodici anni in cui questo coleottero si è fortemente deteriorato, il Ragusa decise che fosse giunto il momento di 428 IGNAZIO SPARACIO fermarsi, pubblicarlo come un caso di mostruosità (“testudinarius”) e metterlo a riposo nella sua collezione. Tuttavia, nonostante tutto, questo esemplare è ancora presente in collezione Ragusa (ARNONE, 2010: fig. 23). Taxon riportato come sinonimo anche da BARAUD (1992) e KRELL & BEZDĚK (2016). 1882l. Apion di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (12): 280. All’elenco precedente sugli Apion di Sicilia presenti nella sua collezione (vedi sopra), Ragusa aggiunge, in poche righe, altre cinque specie. 1882m. Un’anomalia di Oryctes Grypus Ill. Il Naturalista siciliano, 1 (12): 280. Come il Pentodon precedente (vedi sopra) si tratta di un’altra anomalia morfologica di uno Scarabaeidae Dynastinae stavolta l’Oryctes (Oryctes) nasicornis grypus Illiger, 1803. L’esemplare, proviente da Castelbuono, venne descritto da RIGGIO (1882) come “var. ragusae” ed è caratterizzato da un piccolo corno sito al centro della faccia anteriore del pronoto. Anche questo esemplare è tutt’ora conservato in collezione Ragusa (ARNONE, 2010: fig. 22). 1882n. Descrizione di una Silpha granulata Oliv. mostruosa. Il Naturalista siciliano, 1 (12): 281, tav. XI, fig. 7. RAGUSA (1882n) descrive e illustra il caso teratologico di un coleottero, stavolta di un Silphidae raccolto al Parco della Favorita presso Palermo. Si tratta di una Silpha granulata (= Silpha tristis Illiger, 1798) affetta da una duplice formazione del tarso posteriore di destra con evidenti problemi di deambulazione che hanno attirato l’attenzione del Ragusa. Questa descrizione veniva preceduta da osservazioni su alcuni lavori di Kraatz (corredati da bei disegni esplicativi) sulla teratologia dei coleotteri (vedi per esempio KRAATZ, 1873; KRAATZ & KIESENWETTER, 1873) ma anche della citazione del lavoro di Baldassare ROMANO (1845) sulla teratologia di un Dendarus Latreille, 1829 (Tenebrionidae) con un’antenna tripartita (vedi anche SPARACIO, 2023a). 1882o. Elenco di alcuni coleotteri raccolti al Lago di Lentini. Il Naturalista siciliano, 1 (12): 283. 429 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa È un elenco dei Coleotteri trovati dal Ragusa nelle sue escursioni al Biviere di Lentini effettuate quasi sempre insieme al Failla Tedaldi. Questo elenco faunistico, nella sua semplicità, ci offre una importante testimonianza della ricchezza faunistica di questo importante e sfortunato biotopo umido siciliano. Colpisce la presenza nella stessa località delle 4 specie di Cybister Curtis, 1827 (Dytiscidae Cybistrinae) siciliani evidenziata anche in precedenza (RAGUSA, 1882g). Questo articolo segue la pubblicazione di LAROSA LIBERTINI (1882) che racconta di una escursione in questa località effettuata con Ragusa, Failla Tedaldi e S. Aradas figlio di Andrea, zoologo e malacologo, presidente dell’Accademia Gioenia e fondatore del Museo di Zoologia di Catania: “Il lago mi sorprese con i suoi stupendi riflessi argentini, colle sue glauche e tranquille onde, coi suoi litorali ornati, o meglio frastagliati capricciosamente di giunchi, canne palustri, ed altre piante acquatiche che coi fiori della Ninfea fanno del lago un campo di fiori..”. Il Lago o Biviere di Lentini (Fig. 20) era un biotopo umido di grande importanza naturalistica, sito nella parte meridionale della Piana di Catania e in diretta continuità con il sistema dunale costiero. La descrizione di quest’ambiente, della sua bellezza paesaggistica e della ricca flora e fauna che ospitava si ritrovano in numerosi lavori (cf. DEBURIGNY, 1788; VIVANT DENON, 1788; CONDORELLI, 1933; LOPRIORE, 1900). 430 IGNAZIO SPARACIO Fig. 20. – Il Biviere di Lentini da una foto d’archivio (CONSOLI, 1928). A partire dal 1920 circa, come anche nel resto d’Italia, gli interventi di bonifica idraulica, ufficialmente destinati a contenere il fenomeno della malaria, causarono la scomparsa della maggior parte delle zone umide allora presenti compresi i Pantani di Lentini e di Gelsari, fenomeno aggravato intorno al 1960-70 anche dalla distruzione del territorio circostante per il dilagante fenomeno dell’abusivismo edilizio, della costruzione incontrollata di strade, cave abusive e altro. Il Biviere di Lentini è anche il simbolo in Sicilia dei danni causati non soltanto dalla distruzione degli ambienti naturali ma anche dalla caccia incontrollata con la definitiva estinzione in quest’ultima località, intorno al 1957, del Pollo sultano, Porphyrio porphyrio (Linnaeus, 1758), un rallide tipico di aree umide reintrodotto solo recentemente in Sicilia (ANDREOTTI, 2001; ANDREOTTI & IENTILE, 2024). Ai nostri giorni, del Biviere di Lentini resta solo un’area centrale meritevole di tutela e protezione (DEPIETRO, 2011; DE PIETRO & MESSINA, 2024). 1882p. Due nuovi Sphenophori di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 2(2): 44-45. Questo lavoro è la traduzione del lavoro di Wilhelm Gustav Stierlin (1821–1907), medico ed entomologo svizzero, in cui descrive due Sphenophorus Schönherr, 1838 (Curculionidae Dryophthorinae) di Sicilia ricevuti dal Ragusa (STIERLIN, 1882). Sphenophorus ragusae Stierlin, 1882 è oggi considerato sinonimo di S. abbreviatus Fabricius, 1787 mentre S. uniseriatus Stierlin, 1882, è considerato sinonimo di Sphenophorus meridionalis Gyllenhal, 1838 (LYAL, 2011). 1883d. Lygistopterus anorachilus nov. sp. Il Naturalista siciliano, 2 (11): 251; 3, 1884: tav. III, fig. 7. Lygistopterus anorachilus Ragusa, 1883: 251, tav. III, fig. 7. Lygistopterus anorachilus Ragusa, 1883 Famiglia Lycidae Laporte, 1838; Sottofamiglia Calochrominae Lacordaire, 1857; Genere Lygistopterus Mulsant, 1838. Locus typicus. “…maggio al Bosco della Ficuzza, attaccato alle lunghe erbe che piegate toccavano le acque di un ruscello”. Note. I Lycidae in Italia annoverano 6 specie di 5 generi diversi (BOCÁKOVÁ & BOCÁK, 2007; POGGI, 2021b). Tra questi, il genere Lygistopterus è presente con due specie: L. sanguineus Linnaeus, 1758 con un’ampia 431 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa billosus tipico presente in Nord-Africa e non a quello siciliano ben distinto (var. Servillei = ssp. alternans Palliardi 1825) e descritta una nuova specie di Sicilia, come di seguito. Galeruca nebrodensis Ragusa, 1887: 216 Galeruca (Galeruca) nebrodensis Ragusa, 1887 Famiglia Chrysomelidae; Sottofamiglia Galerucinae Latreille, 1802; Genere Galeruca Geoffroy, 1762; sottogenere Galeruca Geoffroy, 1762 Locus typicus. “…basso delle Madonie, dove è comunissima nel giugno e luglio sotto le pietre”. Note. Specie considerata valida, endemica di Sicilia (BEENEN, 2010; BIONDI et al., 2013). 1887i. Osservazioni al Catalogo dei Coleotteri del Prof. Saverio Ciofalo. Il Naturalista siciliano, 7 (1): 21-23. Dopo le specie di Brachinus di Zuccarello Patti, stavolta è il Catalogo dei Coleotteri del Prof. Saverio Ciofalo a finire sotto accusa. Ragusa non risparmia critiche a questo contributo, scritto male, con numerosi errori, inaffidabile perché cita specie non presenti nei dintorni di Termini Imerese, non verificabile, etc… Nella nota in appendice alla fine del suo lavoro, Ragusa rivela di avere più volte contattato il Ciofalo per vedere il suo materiale e convincersi dei dati, ma ricevendo sempre un diniego, anche quando si recò direttamente a Termini Imerese con Teodosio De Stefani e Giuseppe Riggio… (!). 1887l. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 7 (1): 25-28. Nuove segnalazioni di Coleotteri per la Sicilia su raccolte di Augusto Palumbo di Castelvetrano comne Asaphidion caraboides (Schrank, 1781) (sub Tachypus caraboides Schrank, Carabidae Trechinae) e Oedesis villosulus (Reiche, 1859) (sub Eriotomus villosulus Reiche, Carabidae Harpalinae) che A. Palumbo “rinvenne in unico esemplare presso Castelvetrano nel dicembre dello scorso anno, sulle sponde del Modione (antico Selinus) sotto un piccolo sasso a poca distanza dall’acqua”. Specie diffusa nel Mediterraneo occidentale e in Italia centro-meridionale, Sicilia e Sardegna (CASALE et al., 2021). Inoltre Dromius nigriventris Thoms. dovrebbe essere Philorhizus notatus (Stephens, 1827), e Pachydema hirticollis (Fabricius, 1787) (Scarabaeidae Melolonthinae) raccolto da Failla Tedaldi a Lampedusa una specie nuova per l’Europa (cf. SPARACIO et al., 2018). 438 IGNAZIO SPARACIO Infine ammette di essere stato tratto in inganno dalla colorazione elitrale quando descrisse la Lebia trimaculata var. Destefanii e riferisce di un Phyllognatus excavatus (Forster, 1771) raccolto in Sicilia (sub Oryctes Silenus mostruosità cephalotes Dejean) con un particolare sviluppo del capo, come il suo Pentodon (RAGUSA, 1882i). Esempi di teratologia nei coleotteri sono riportati da numerosi autori di questo periodo come KRAATZ (1873) e KRAATZ & KIESENWETTER (1873) (Fig. 22). 439 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 22. – Casi di teratologia nei coleotteri (da KRAATZ, 1873 e KRAATZ & KIESENWETTER, 1873). 1888b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 7 (12): 272-273. Vengono citate due specie raccolte dal Failla a Lampedusa. Ragusa sinonimizza con le popolazioni nord-africane la “Cicindela littoralis var. Ragusae” (= Calomera lunulata (Fabricis, 1781), Cicindelidae) a lui dedicata dal FAILLA TEDALDI (1887) e su determinazione di von Heyden, segnala il Tenebrionidae Hidrosis (Stiera) crenatocostata Redtenbacher, 1868. Questo nuovo coleottero nordafricano sarà attribuito da DODERO (1916) a Machlopsis elongatula Motschulsky, 1889, prima di essere considerato una specie endemica come Machlopsis doderoi Gridelli, 1930 (ALIQUÒ & ALIQUÒ, 2000; ALIQUÒ & SOLDATI, 2010). 1888c. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 8 (1): 11-12. Il Ragusa traduce quanto riportato dall’entomomolo tedesco J. Schilsky di Berlino sulla interpretazione tassonomica del Ragusa stesso su alcuni “Calathus” (Carabidae) di Sicilia (SCHILSKY, 1888). 1888d. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 8 (2): 36-37. Il Ragusa effettua alcune rettifiche al suo Catalogo, in particolare sulla sistematica del genere Ochthebius Leach, 1815 (Hydraenidae), e segnala nuove specie come Amara (Amara) ovata (Fabricius, 1792) (Carabidae Pterostichinae). Holoparamecus atomus Ragusa, 1888: 37 Holoparamecus atomus Ragusa, 1888 Famiglia Endomychidae Leach, 1815; Sottofamiglia Merophysiinae Seidlitz, 1872; Genere Holoparamecus Curtis, 1833 Locus typicus. “Il 3 ottobre 1888 al piede della montagna detta del Cane presso la proprietà Salvia (Navurra) sopra Casteldaccia, ho scoperto questa microscopica specie in un solo esemplare che trovai sotto un sasso profondamente attaccato al suolo”. Note. Specie ritenuta valida, endemica di Sicilia (ANGELINI & RÜCKER, 1999; RÜCKER & LÖBL, 2007) o sinonimo di Holoparamecus niger Aubé, 1843 (RÜCKER, 2020) specie ad ampia diffusione Mediterraneo-macaronesica. 1889a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 8 (10-11): 234-236. Tra gli altri dati, viene segnalata la nuova presenza in Sicilia di Odacantha (Odacantha) melanura (Linnaus, 1767) (Carabidae Odacanthinae) “sulle sponde del lago di Lentini fra le erbe acquatiche”. 440 IGNAZIO SPARACIO Per Agrypnus notodonta, il Ragusa riporta un lungo paragrafo tratto dall’opera “Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano” di Giuseppe PITRÈ (1889) da dove si evidenzia chiaramente come questo insetto di origine esotica in quegli anni fosse abbastanza comune a Termini Imerese (Fig. 23). Giuseppe Pitrè (1841–1916) è stato uno scrittore, medico, letterato ed etnologo, fondatore del folclore e della etnografia italiana, ricercatore e studioso di tradizioni popolari siciliane. Racconta il Pitrè che i “fanciulli della Pescheria” usavano comunemente per i loro giochi questo Coleottero attribuendogli poteri predittivi, con il movimento del corpo, nella vita dei loro genitori, sul risultato della loro pesca e del lavoro. 441 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 23. – Lanelater notodonta (Latreille, 1827) a Termini Imerese (disegno di Michele Reina in SPARACIO, 1997). Psilothrix protensus Gené Var. Busambrensis Ragusa, 1889: 236 Psilothrix protensa (Gené, 1836) Famiglia Melyridae; Sottofamiglia Dasytinae Laporte, 1840; Genere Psilothrix Kuster, 1850; Sottogenere Psilothrix Kuster, 1850. Locus typicus. Ficuzza (Palermo): Rocca della Busambra, “cima della montagna dalla Sciacca di Biferera”. Note. Distinto per il colore “nero-violetto lucente a riflessi d’acciajo”. Semplice aberrazione in LUIGIONI (1929). Leptura cordigera Fuessl. Var. immaculata Ragusa: 236 Stictoleptura (Stictoleptura) cordigera cordigera Fuessly, 1775 Famiglia Cerambycidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Lepturinae Latreille, 1802; Genere Stictoleptura Casey, 1924; Sottogenere Stictoleptura Casey, 1924; Specie cordigera Fuessly, 1775; Sottospecie cordigera Fuessly, 1775. Locus typicus. Palermo, Ficuzza. Note. Relativamente frequente in Sicilia questa aberrazione (PORTA, 1923-1932; LUIGIONI, 1929) ad elitre interamente rosse, riportata tra i taxa disponibili da SAMA & LÖBL (2010). 1889c. Tavola sinottica dei Gyrinus di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 9 (1): 9. In maniera molto schematica, il Ragusa fornisce una chiave di riconoscimento dei Gyrinus Geoffroy, 1762 (Gyrinidae) di Sicilia. Tra questi inserisce una sua varietà: Gyrinus concinnnus Klug. var. opacinus Ragusa, 1889: 43 Aulonogyrus (Aulonogyrus) concinnus Klug, 1833 Famiglia Gyrinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Gyrininae Latreille, 1810; Genere Aulonogyrus Motschulsky, 1853; Sottogenere Aulonogyrus Motschulsky, 1853. Locus typicus. Sicilia. Note. FRANCISCOLO (1979) riporta: “La v. opacinus Rag. come le forme rufine di altre specie, sarebbe, secondo Guignot, 1947: 252, la conseguenza di casi patologici”. Sinonimo di A. (A.) concinnus in MAZZOLDI (2003) e LÖBL & LÖBL (2017). 1889d. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 9 (1): 10-11. Altri nuovi dati su Coleotteri siciliani. 442 IGNAZIO SPARACIO 1892c. Due nuovi Curculionidi di Sicilia descritti dal Dottore Stierlin. Il Naturalista siciliano, 11 (6-8): 156-157. Traduzione in italiano del lavoro in tedesco di G. STIERLIN (1892) dove descrive due nuovi Curculionidi di Sicilia ricevuti in studio da Flaminio Baudi: Phyllobius Siculus (=Phyllobius (Pamemoicus) subdentatus Boheman, 1842) ed Elytrodon Baudii (Chaerocephalus baudii Stierlin, 1892) (ALONSOZARAZAGA, 2013). Flaminio Baudi di Selve (1821–1901) è stato un entomologo italiano specializzato in Coleotteri ed Eterotteri. Scrisse diversi lavori, anche sul Naturalista Siciliano, con la descrizione di nuove specie e radunando un’importante collezione di insetti paleartici. Collaborò in diverse occasioni con Enrico Ragusa. 1892d. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 11 (6-8): 164-169. In questo lavoro, il Ragusa riferisce del ritrovamento di Anophthalmus siculus Baudi, = Duvalius (Duvalius) siculus (Baudi di Selve, 1882), nei boschi di Ficuzza da parte dello stesso Flaminio Baudi, e segnala diverse nuove specie per la Sicilia, in particolare Staphylinidae, o fornisce, comunque, nuovi dati. Puntualizza che “Il Nuovo Catalogo porta questa varietà [Cybister senegalensis var. Seidlitzi Ragusa, 1887], perché da me descritta, come di Sicilia; mentre io la descrissi sugli esemplari d’Africa citati dal Seidlitz, a addome intieramente rosso, o con macchie rosse, varietà non ancora trovata in Sicilia”. Descrive due nuovi taxa, come di seguito. Aëtophorus imperialis Germ. var. nov. rufus Ragusa, 1892: 165 Demetrias (Aetophorus) imperialis (Germar, 1824) Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Lebiinae Bonelli, 1810; Genere Demetrias Bonelli, 1810; Sottogenere Aetophorus SchmidtGöbel, 1846 Locus typicus. Siracusa. Note. “Debbo al Cav. Baudi la comunicazione di questa bella varietà che egli raccolse in un esemplare a Siracusa. Si distingue dall’imperialis oltre che pel capo testaceo come nella varietà ruficeps Schaum, principalmente per le elitre non macchiate”. Sinonimo di Demetrias (Aetophorus) imperialis in KABAK (2003; vedi anche CASALE et al., 2021). 443 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Philonthus sanguinolentus Grav. var. ater Ragusa, 1892: 167 Philonthus (Philonthus) sanguinolentus (Gravenhorst, 1802) Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Staphylininae Latreille, 1802; Genere Philonthus Stephens, 1829; Sottogenere Philonthus Stephens, 1829. Locus typicus. Sferracavallo (Palermo). Note. Varietà cromatica caratterizzata dalla mancanza di macchie elitrali che risultano di colore nero uniforme. Riconducibile alla forma tipica (ZANETTI & TAGLIAPIETRA, 2021). 1892g. Altri due nuovi Curculionidi di Sicilia descritti dal signor J. Desbrochers des Loges. Il Naturalista siciliano, 11 (9-11): 233-234. Traduzione in italiano del lavoro in francese di DESBROCHERS DES LOGES (1892a) dove descrive i curculionidi Entiminae Meira Sicula (Heteromeira sicula Desbrochers des Loges, 1892) e Peritelus Vitalei (Pseudomeira vitalei Desbrochers des Loges, 1892) (PIEROTTI, 2013; BAVIERA & BELLÒ, 2016). 1982h. Breve gita entomologica all’Isola di Lampedusa. Il Naturalista siciliano, 11 (9-11): 234-238. “Quattro o cinque specie interessanti trovate dal Failla a Lampedusa nel maggio 1886, mi avevano fatto nascere vivissimo il desiderio di visitarla pure”. A Lampedusa, Ragusa arrivò alle nove del mattino del 5 luglio 1892 con il piroscafo partito da Porto Empedocle, ma la stagione tarda, il caldo eccessivo e le poche specie raccolte, lo spinsero a un rapido ritorno con lo stesso piroscafo, il Gorgona, rientrando in Sicilia il 6 luglio: “essendo impossibile... restare otto interi giorni a Lampedusa”. Nel lavoro su questa breve escursione, viene fornito un elenco delle specie raccolte, tra cui 10 lepidotteri e 43 coleotteri. Tra i coleotteri, 30 sono nuovi per l’isola. Conferma la presenza di Lophiridia lunulata a Guitgia e del Buprestidae endemico di Lampedusa di origine nordafricana Julodis onopordi, rinvenuti da FAILLA TEDALDI (1887) e successivamente descritta come sottospecie lampedusanus Tassi, 1966. 1892i. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 11 (9-11): 253-256. Vengono segnalati ulteriori nuovi Coleotteri per la Sicilia o forniti ulteriori dati sulla loro presenza nell’isola con particolare riferimento agli Staphyinidae, Heteroceridae, Cryptophagidae, Silphidae (come per Nicrophorus interruptus Stephens, 1830). Vengono anche descritti quattro nuovi taxa 444 IGNAZIO SPARACIO Lebia scapularis Forcr. var. Cocles Ragusa, 1892: 253 Lebia (Lebia) scapularis Geoffroy, 1785 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Lebiinae Bonelli, 1810; Genere Lebia Latreille, 1802; Sottogenere Lebia Latreille, 1802 Locus typicus. Bosco della Ficuzza “battendo gli alberi”. Note. Secondo RAGUSA (1892m) si distingue dalla forma tipica per le minori dimensioni e per avere “le elitre intieramente nere, meno una machietta brunastra verso la base delle elitre, quasi ai due terzi delle medesime”. Sinonimo di L. (L.) scapularis poco segnalata in bibliografia. Riportata come semplice aberrazione da PORTA (1923-1932) e LUIGIONI (1929), non segnalata da KABAK (2003) e CASALE et al. (2021). Bembidion tenellum Er. var. Telemus Ragusa, 1892: 253 Bembidion (Emphanes) tenellum telemus Ragusa, 1892 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Trechinae Bonelli, 1810; Genere Bembidion Latreille, 1802; Sottogenere Emphanes Motschulsky, 1850; Specie tenellum Erichson, 1837 Locus typicus. Non segnalato. Note. Considerata sottospecie da MARGGI et al. (2003). Non riportato come taxon valido da CASALE et al. (2021). Baeocera Palumboi Ragusa, 1892: 255 Scaphisoma palumboi palumboi (Ragusa, 1892) Famiglia Staphylinidae Latreille 1802; Subfamilia Scaphidiinae Latreille 1807; Genere Scaphisoma Leach, 1815. Locus typicus. Probabilmente dintorni di Castelvetrano essendo una specie raccolta e donata al Ragusa dal “carissimo amico il Prof. Augusto Palumbo di Castelvetrano, che me ne donò un esemplare, ed al quale mi faccio un vero piacere di dedicarla”. Note. LÖBL (1970) segnala nella collezione Ragusa, allora conservata presso l’Istituto Sperimentale di Agrumicultura di Acireale, un olotipo femmina proveniente da Castelvetrano. Considerata generalmente specie valida endemica di Sicilia (LÖBL, 2018) caratterizzata morfologicamente dal corpo di forma “oblongo ovata, assai lucente, nera, con una punteggiatura forte e piuttosto densa, con l’apice delle elitre, le antenne e le gambe testacee”. 445 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Atomaria ruficornis Marsh. var. nigriceps Ragusa, 1892: 256 Atomaria (Anchicera) testacea Stephens, 1830 Famiglia Cryptophagidae Kirby, 1837; Sottofamiglia Atomariinae LeConte, 1861; Genere Atomaria Stephens, 1829; Sottogenere Anchicera C.G. Thomson, 1863 Locus typicus. Godrano “nel maggio, falciando sulle erbe”. Note. Questa varietà viene riportata come sinonimo di A. (An.) ruficornis (Marsham, 1802) dal LUIGIONI (1929). Atomaria (An.) ruficornis viene considerata sinonimo di A. (An.) testacea (JOHNSON et al., 2007; ANGELINI, 2021b). 1892m. Un altro Curculionide nuovo di Sicilia descritto dal signor J. Desbrochers des Loges. Il Naturalista siciliano, 11 (12): 280. Traduzione in italiano dell’articolo in francese di DESBROCHERS DES LOGES (1892b) dove descrive il curculionide Baridinae Baridius siciliensis (Aulacobaris siciliensis Desbrochers des Loges, 1892). 1892o. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 12 (1-2): 26-31. Corticeus fasciatus F. var. unicolor Ragusa, 1892: 31 Corticeus (Corticeus) fasciatus Fabricius, 1790 Famiglia Tenebrionidae; Sottofamiglia Diaperinae Latreille, 1802; Genere Corticeus Piller & Mitterpacher, 1783; Sottogenere Corticeus Piller & Mitterpacher, 1783 Locus typicus. Madonie, raccolti da Luigi Failla Tedaldi. Note. Secondo Ragusa è una “…bellissima varietà, assai distinta per le elitre intieramente nere, senza la fascia rossa sulla oparte anteriore delle medesime. Del resto tranne del colorito, in nulla differisce dalla tipica C. fasciatus”. ALIQUÒ & ALIQUÒ (2000) riportano per la collezione Ragusa la presenza di un solo esemplare indicato come “v. unicolor Ragusa” di colorazione scura. Ritenuto sinonimo di C. (C.) fasciatus da LÖBL et al. (2008). 1892p. Un nuovo Larinus di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 12 (3): 57. Traduzione in italiano del contributo in francese di DESBROCHERS DES LOGES (1892c) dove descrive il curculionide Lixinae Larinus villosiventris attualmente considerato sinonimo di Larinus (Phyllonomeus) adspersus Hochhuth, 1847 (GÜLTEKIN & FREMUTH, 2013). 446 IGNAZIO SPARACIO 1893c. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 12 (10): 240-243. Vengono elencate diversi nuovi taxa di interessanti specie nuove per la Sicilia descritte dal Reitter (1892) e tra questi gli Scarabaeidae: Bodilus beduinus (Reitter, 1892), Agoliinus ragusae (Reitter, 1892), Hybalus biggiber Reitter, 1892, Pseudacrossus suffertus ampliatus (Reitter, 1892). Inoltre, su materiale del Reitter, PIC (1893) descrive l’Anthicidae “Anthicus Siciliae” considerato sinonimo di Cyclodinus humilis (Germar, 1824) (BUCCIARELLI, 1980). Edmund Reitter (1845–1920) è stato un entomologo austriaco con una profonda conoscenza dei coleotteri paleartici. Partecipò attivamente a numerose iniziative scientifiche, editoriali e nel commercio degli insetti. La sua collezione di coleotteri è conservata presso il Museo di Storia Naturale di Budapest, con oltre 30.000 specie, inclusi 5.000 specie riconducibili a serie tipiche da lui descritte (Fig. 24). 447 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 24. – Tavola del Reitter (19081916) sulla biologia dello Scarabeo rinoceronte Oryctes nasicornis (Linnaeus, 1758) (Scarabaeidae Dynastinae). 1905c. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 18 (1): 24. Tre nuovi Coleotteri per la Sicilia: il carabide Masoreus Watterhali Gyllh. var. testaceus Luc. rinvenuto da Coniglio Fanales a Madonna Via (Caltagirone) ma Masoreus wetterhallii testaceus Lucas, 1846 non è citato per la Sicilia (CASALE et al., 2021), lo pselafide Bythinus ludyi Reitt. rinvenuto a Messina da F. Vitale, probabilmente Tychobythinus glabratus (Rye, 1870) (SABELLA, 1998) e il meliride Attalus (Attalus) marginatus Leoni, 1905 rinvenuto a Sant’Angelo di Brolo, Messina (sub. A. Nourrichelii Cast. var. marginatus Leoni) (vedi FRANZINI & KAKIOPOULOS, 2023). 454 IGNAZIO SPARACIO Fig. 26. – Rosalia alpina var. quadrimaculata Ragusa, 1905. 1905e. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 18 (2-3): 69-72. Altri nuovi dati sui Coleotteri siciliani come la segnalazione dello scarabiede Aphodius pustulifer Reitter che il Ragusa scrive di avere avuto dall’amico Luigi Failla Tedaldi raccolto a Castelbuono. Come riportato da ARNONE (2010), Nobiellus pustulifer (Reitter, 1892) è specie estranea alla fauna italiana segnalata in Kazakistan, Turkmenistan e Uzbekistan (DELLACASA & DELLACASA, 2006). Per quanto riguarda la sua specie Chaerocephalus hyperoides, Ragusa riporta che giustamente DESBROCHERS DES LOGES (1905) l’ha inserita nel genere Elytrodon (vedi avanti). 1906a. Gli Apion di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 18 (9-10): 211-218. Come già fatto altre volte, in concomitanza dell’uscita di lavori entomologici di ampio livello europeo ma che riguardano anche la fauna siciliana, Ragusa riaggiorna i propri dati stavolta sui curculionidi del genere Apion Herbst, 1797 come riportato nei recenti contributi di SCHILSKY (1901, 1902, 1903, 1906). 1906b. Nota. Il Naturalista siciliano, 18 (9-10): 220. Solo poche righe per continuare e commentare l’argomento precedente di CONIGLIO FANALES (1906) che riporta il caso di un accoppiamento fra Coleotteri Dasytidae di specie diverse in questo caso tra un maschio di Psilothrix protensa (Gené, 1836) e una femmina di P. viridicoerulea (Geoffroy, 1785) (sub P. nobilis). Il Ragusa conferma questi casi ricordando da avere spesso osservato accoppiarsi indifferentemente maschi e femmine dei crisomelidi Chrysomela viridana e C. polita. Secondo la nomenclatura attuale i nomi scientifici sarebbero Chrysolina (Synerga) viridana viridana (Küster, 1844) e Chrysolina (Erythrochrysa) polita polita (Linnaus, 1758). 1906c. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 18 (9-10): 221-238. Lungo e complesso lavoro con numerosi nuovi dati faunistici e sinonimici su Coleotteri siciliani. Tra questi, Ragusa ritorna sul suo Acupalpus nebrodensis: “Essendomi sorti forti dubbi sulla validità di questa specie sottoposi l’insetto da me descritto sotto questo nome, all’esame del Prof. Andrea Fiori che rimandandomelo, mi scriveva: è certamente uno immaturo, molto probabilmente da assegnarsi al suturalis; non merita attenzione”. Sempre su materiale osservato dal Fiori, Ragusa comunica che verranno descritti a breve Hydroporus siculus Fiori nov. sp. (Caronie, Piano di Lavanche) e Hydroporus 455 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa flavipes Oliv. var. unilineatus Fiori nov. var. (dintorni di Palermo). Segnala come nuova specie siciliana il silfide Dendroxena quadrimaculata (Scopoli, 1771) (sub Hylodrepa 4-punctata Schreber: “Questa bellissima specie, nuova per la Sicilia, fu trovata in due esemplari il 20 maggio scorso, al bosco della Ficuzza dal Signor Guido Bolasco, che gentilmente volle donarmi il solo esemplare che gli riuscì di catturare e che era sopra un albero di quercia, dove certamente faceva la caccia ai bruchi della Processionaria”). Infine Anommatus basalis Reitt. var. Roccellae Ragusa, su indicazione di Agostino Dodero risulta essere Aglenus brunneus (Gyllenhall, 1813) (Salpingidae) già segnalato per la Sicilia. 1906d. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 18 (11-12): 247-258. Oltre ai nuovi dati sui Coleotteri siciliani, questo lavoro assume particolare importanza perché, dopo un lungo percorso, Ragusa giunge alla conclusione che le Cicindela aphrodisia che trovava e osservava di continuo a Mondello appartengono a un nuovo taxon a cui dà un nome. Cicindela aphrodisia Baudi var. panormitana Ragusa, 1906: 247 Calomera panormitana panormitana Ragusa, 1906 Famiglia Cicindelidae Latreille, 1802; Genere Calomera Motschulsky, 1862; Specie panormitana Ragusa, 1906; Sottospecie panormitana Ragusa, 1906. Locus typicus. Mondello, presso Palermo. Note. Con questa descrizione Ragusa conclude il lungo percorso cognitivo e descrittivo durato circa quarant’anni su questo interessante endemismo siciliano (vedi sopra). Tutto il lavoro è uno dei migliori esempi del “metodo” che Enrico Ragusa applicava quando studiava gli insetti, in questo caso i Coleotteri, che possiamo così riassumere: -) buona preparazione bibliografica; -) intuizione tassonomica sul materiale raccolto e/o studiato (nuova segnalazione, nuovo taxon, …); -) confronto con amici e corrispondenti italiani ed esteri per avere o condividere un loro parere, mancando oltretutto a Palermo il materiale museale da studiare, grave lacuna negli studi di Enrico Ragusa; -) decisione finale, convinta e autonoma. In questo caso, Ragusa, prende spunto da un lavoro del GRANDI (1906) che considera un’unica specie la Cicindela aulica Dej e la C. aphrodisia Baudi. 456 IGNAZIO SPARACIO Ragusa fa notare che anche HORN & ROESCHKE (1891) nella loro Monografia sulle Cicindele le avevano riunite ma, poco dopo, HORN (1891) le aveva definitivamente separate come specie distinte sulla base di diversi caratteri morfologici. Ragusa riprende, quindi, a studiare la C. aphrodisia siciliana, coinvolgendo direttamente proprio Horn, da cui riceve per confronto una C. aphrodisia di Siria, e viene “alla convinzione, e con me il carissimo Dott. Horn, che l’aphrodisia di Sicilia è una razza propria”. Horn, come riporta Ragusa, gli scrive: “Essa ha un aspetto ben differente di quelle di Cipro e Siria, ed abbiamo una razza esclusivamente siciliana, che non ha ancora avuto un nome! Le sue aberrazioni [del Ragusa] lugens e luctuosa sono aberrazioni di questa razza senza nome! Secondo le regole della nuova nomenclatura internazionale, l’istesso nome non può figurare in un genere e siccome esistono una lugens Dej. (var. di lunulata), ed una C. luctuosa Dej. Ella dovrebbe, volendo, ribattezzare le due aberrazioni, quantunque io sia contrario al dare nomi alle varietà di colore e disegni! Però la razza siciliana dell’aphrodisia merita un nome!”. Ragusa, avendo trovato sempre questa Cicindela a Mondello presso Palermo, propone il nome di “panormitana” (Fig. 27). 457 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 27. – Calomera panormitana panormitana Ragusa, 1906: a sinistra da San Vito Lo Capo (Trapani), a destra dalla collezione di E. Ragusa (Museo di Zoologia e Casa delle farfalle di Catania) con il tipico disegno elitrale a forma di “7” (da ROMANO & SPARACIO, 2017). Due considerazioni finali sempre sul metodo di Enrico Ragusa: -) è indubbio che questa Cicindela, come dice Horn, “sia una razza esclusivamente siciliana” (cioè specie o sottospecie) ma Ragusa la chiamerà ancora “varietà” panormitana, continuando a dare alle sue “varietà” un valore tassonomico di maggiore valore (specie o sottospecie anche geografica) diverso da come generalmente inteso di piccole e variabili differenze morfologiche, quasi sempre cromatiche (che Ragusa comincerà anche a distinguere come “aberrazioni”). -) Come ha fatto più volte con altri colleghi, con diplomazia ma estrema chiarezza, il Ragusa polemizza stavolta con Guido Grandi. Partendo dalle dichiarazioni di Grandi che le differenze tassonomiche tra popolazioni devono essere prevalentemente morfologiche e non cromatiche, il Ragusa, anch’egli destinatario di queste parole considerando che il Grandi sinonimizza alcune aberrazioni descritte da Ragusa, dapprima conferma di essere (ovviamente) perfettamente d’accordo con queste opinioni, poi, osservando la contraddizione, conclude con una domanda: “ma perché allora il sig. Grandi descrive una nuova aberr. aterrima (1), basata sopra un solo esemplare ch’è nero come la mia lugubris? (1) Esiste già una Cicindela aterrima Klug. Jahrb. I, 1834, p. 35”. Walther Hermann Richard Horn (1871–1939) è stato un medico ed entomologo tedesco specializzato in Coleotteri di tutto il mondo e, in particolare, di Cicindelidae. Autore di numerose pubblicazioni e monografie entomologiche, fu il fondatore e direttore dell’Istituto Entomologico Tedesco, dove sono conservate le sue collezioni. Guido Grandi (1886-1970) è stato uno dei più grandi entomologi italiani, professore e studioso di grande livello ha realizzato numerose opere e iniziative fondamentali per la crescita dell’entomologia in Italia. Ha pubblicato nel 1951 i due volumi, per oltre 2300 pagine, di “Introduzione allo studio dell’Entomologia”. Poecilus splendens Géné aber. obscurus Ragusa, 1906: 252. Poecilus (Ancholeus) nitidus Dejean, 1828 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Pterostichinae Bonelli, 1810; Genere Poecilus Bonelli, 1810; Sottogenere Ancholeus Dejean, 1828. Locus typicus. Sicilia. Note. Aberrazione cromatica per “gli esemplari neri, invece di verdi o azzurri bronzati”. Poecilus (Ancholeus) splendens Géné, 1836 è sinonimo di P. (A.) nitidus (BOUSQUET, 2003a; CASALE et al., 2021) 458 IGNAZIO SPARACIO 1906f. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 19 (1-2): 4-8. Apalus bipunctatus Germ. var. rufus Ragusa, 1906: 6 Apalus bipunctatus Megerle von Mühlfeld, 1812 Famiglia Meloidae Gyllenhal, 1810; Sottofamiglia Nemognathinae Laporte, 1840; Genere Apalus Fabricius, 1775. Locus typicus. Ficuzza. Note. Come descrive Ragusa “… si distingue dal tipo per la mancanza dei due grossi neri all’apice delle elitre”. Riferibile ad A. bipunctatus (BOLOGNA, 2008). 1906h. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., 19 (3-5): 61-64. Sui Cebrio Olivier, 1790 (Cebrionidae) di Sicilia, in relazione al lavoro di LEONI (1906) sui Cebrio italiani. 1907a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 19 (10-12): 242-252. Altre aggiunte, commenti vari, e correzioni su diverse specie siciliane citate nel recente “Catalogus Coleopterorum” di REITTER (1906). Tra le altre notizie ritorna sui Coleotteri avuti dal Zuccarello di Catania, su cui ha descritto il “Carabus auratus Lin. var. Siculus Ragusa, 1881”, e afferma che gli “risulta non essere stati presi in Sicilia [Lentini], come egli mi aveva asserito”. Proprio nelle ultime righe del lavoro polemizza con Francesco Vitale che cita per la Sicilia due aberrazioni del cetonino “Cetonia aurata” già segnalate da FIORI (1905). 1908b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 20 (4-5): 95-101. L’articolo inizia con personali correzioni alle correzioni di HEYDEN (1908) al catalogo di REITTER (1906). Ragusa difende a ragione la validità specifica del Carabus (M.) planatus citata invece come semplice varietà del C. (M.) morbillosus: “L’ultima edizione del catalogo di Reitter, cita questa bellisisma specie come una varietà del morbillosus F. dal quale sostengo differisca assolutamente. Il morbillosus rappresentato in Sicilia dalla varietà Servillei Sol. si trova nei giardini, nei campi, nei boschi ed anche sui monti, sotto le pietre; il planatus è localizzato sulle sole Madonie; bisogna vederne dozzine di esemplari, per convincersi che per la sua forma costante, esso rappresenta tutt’altra spe459 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa cie tipica. Il planatus Chd. ha forma robusta, schiacciata sulle elitre, che sono piane e non arcuate, come lo sono sempre nella morbillosus e nelle sue varietà e aberrazioni”. Il lavoro continua con numerose nuove segnalazioni di Coleotteri siciliani su materiale di Francesco Vitale e di Agostino Dodero “carissimo amico”. 1908c. Due giorni di caccia entomologica sulle Madonie. Il Naturalista siciliano, 20 (6-8): 129-134. “Un vivo desiderio di rivedere i luoghi ove avevo passato le più belle ore della mia vita entomologica, mi spinse a scrivere all’amico Luigi Failla Tedaldi, per chiedergli se fosse libero e se voleva accompagnarmi ad una gita sulle Madonie; avendone avuta risposta affermativa, il 4 luglio col treno delle 4,25 partii alla volta di Castelbuono” (Carapezza & Romano, presente volume). Giunto a Castelbuono, Ragusa corre “subito a casa dell’amico Failla, per rivedere le sue collezioni! Il gentile permesso di appropiarmi tutte quelle specie che potessero interessarmi, fece si, che dopo tre ore avevo già riempito tre grandi scatole di lepidotteri siciliani, frutto delle continua caccie del mio amico nella campagne vicine, nei boschi di Castelbuono e sulle Madonie. Posso affermare di avervi fatto caccia più ricca che sulle Madonie!” (Figg. 28, 29). Il racconto continua come per escursioni simili, tra raccolte entomologiche, ricordi ed emozioni alla vista di luoghi familiari e amati (vedi ALTADONNA, presente volume). 460 IGNAZIO SPARACIO Fig. 28. – Madonie, Monte Carbonara. 1908d. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 20 (6-8): 151-154. Ultimo lavoro dei “Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia” pubblicato sul “Naturalista siciliano”. Come nei lavori precedenti, Ragusa fornisce altri dati e nuove segnalazioni su Coleotteri siciliani. È materiale trovato da lui stesso sulle amate Madonie o nei dintorni di Palermo o ricevuto da amici vecchi e nuovi come Failla Tedaldi, Francesco Vitale, Coniglio Fanales. 1911. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Rivista Coleotterologica italiana, 9 (8-11): 190-198. In questo contributo Ragusa fornisce nuovi dati soprattutto su Coleotteri Elateridae come risultato di una proficua collaborazione con Eugène de Buysson (1844-1916), entomologo francese studioso di Coleotteri e, in particolare, di Elateridae. 461 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 29. – Rosalia (R.) alpina alpina Linnaeus, 1758, Madonie, Monte Carbonara. Agriotes Buyssoni Ragusa, 1911: 191 Agriotes (Agriotes) siciliensis Pic, 1912 Famiglia Elateridae Leach, 1815; Sottofamiglia Elaterinae Leach, 1815; Genere Agriotes Eschscholtz, 1829; Sottogenere Agriotes Eschscholtz, 1829. Locus typicus. Sicilia. Note. “Debbo al signor De Buysson l’avermi fatto osservare che questo Agriotes era una specie nuova, ed è con immenso piacere che la dedico all’illustre ed ap[p]assionato conoscitore degli Elateridi”. Specie valida, ma il nome “buyssoni” era stato già utilizzato per A. sordidus var. buyssoni Pic, 1895. Lo stesso PIC (1912) evidenzia questa sinonimia e cambia il nome: “…je propose le nom de siciliensis, n. nom., pour désigner l’espèce de Ragusa” (vedi anche PLATIA, 1994; CATE, 2007). Cardiophorus ulcerosus Géné var. anticenotatus Ragusa, 1911: 193 Cardiophorus ulcerosus Géné, 1836 Famiglia Elateridae Leach, 1815; Sottofamiglia Cardiophorinae Cand - ze, 1860; Genere Cardiophorus Eschscholtz, 1829; Sottogenere Cardiophorus Eschscholtz, 1829. Locus typicus. Messina. Note. Ragusa non fornisce descrizione di questo taxon (riportato come “Buysson in mus.”), evidenzia solo che è “una bellissima varietà, nuova per la Sicilia”. Sinonimo di C. ulcerosus (CATE, 2007). Cardiophorus rufipes var. ragusae Ragusa, 1911: 194 Cardiophorus vestigialis Erichson, 1840. Famiglia Elateridae Leach, 1815; Sottofamiglia Cardiophorinae Cand ze, 1860; Genere Cardiophorus Eschscholtz, 1829; Sottogenere Cardiophorus Eschscholtz, 1829. Locus typicus. Madonie. Note. Ragusa fornisce la seguente descrizione di questo taxon (riportato come “Buysson in litt.”): “si distingue dal tipo per avere la base delle tibie e i tarsi nerastri”. Sinonimo di C. vestigialis (CATE, 2007). 462 IGNAZIO SPARACIO ILCATALOGO RAGIONATO DEI COLEOTTERI DI SICILIA DI ENRICO RAGUSA Di seguito vengono riportate integralmente le pagine introduttive del Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia di Enrico Ragusa (Fig. 30). 463 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 30a. – Introduzione al Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia (prima pagina). 1885g. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 4 (11): 257-261. CARABIDAE 1885i. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 4 (12): 281-285. CARABIDAE 1885l. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 5 (1): 1-6. CARABIDAE 1886a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 5 (4): 97-102. CARABIDAE Pseudophonus hospes Sturm var. insularis Ragusa, 1886: 97 Harpalus (Harpalophonus) italus Schaum, 1860 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Harpalinae Bonelli, 1810; Genere Harpalus Latreille, 1802; Sottogenere Harpalophonus Ganglbauer, 1892 Locus typicus. Dintorni di Palermo, “in primavera … sotto una pietra”. Note. Taxon considerato sinonimo di H. (Har.) italus (KATAEV et al., 2003; LÖBL & LÖBL, 2017). Stenolophus proximus Dej. var. binotatus Ragusa, 1886: 102 Stenolophus proximus Dejean, 1829 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Harpalinae Bonelli, 1810; Genere Stenolophus Dejean, 1821; Sottogenere Stenolophus Dejean, 1821. Locus typicus. Navurra (Altavilla Milicia-Casteldaccia). Note. Note. Taxon considerato sinonimo di S. (S.) proximus (JAEGER & KATAEV, 2003; LÖBL & LÖBL, 2017). 1886c. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 5 (7): 157-160. CARABIDAE Acupalpus Reitteri Ragusa, 1886: 158 Acupalpus (Acupalpus)puncticollis Coquerel, 1859 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Harpalinae Bonelli, 1810; Genere Acupalpus Latreille, 1829; Sottogenere Acupalpus Latreille, 1829. 470 IGNAZIO SPARACIO Locus typicus. Dintorni di Palermo. Note. Ragusa riporta come fu aiutato nell’identificazione di questa specie dal Reitter (Fig. 29). Sinonimo di A. (A.)puncticollis (JAEGER & KATAEV, 2003). Acupalpus dorsalis F. var. Proserpinae Ragusa, 1886: 159 Acupalpus (Acupalpus) parvulus (Sturm, 1825) Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Harpalinae Bonelli, 1810; Genere Acupalpus Latreille, 1829; Sottogenere Acupalpus Latreille, 1829. Locus typicus. Lago di Pergusa (Enna): “Ho imposto il nome di Proserpina a questa nuova varietà avendola trovata nel giugno al lago di Pergusa, luogo, come ognuno sa, ove si suppone sia successo il famoso ratto!”. Note. Ragusa trovò al Lago di Pergusa “due soli bellissimi esemplari di questa varietà assai rimarchevole per la sua grandezza (…) ed il colorito delle elitre che non presentano che due sole macchiette nere, dando così all’insetto un aspetto graziosissimo”. Sinonimo di A. (A.)parvulus (JAEGER & KATAEV, 2003); anche A. (A.) dorsalis Fabricius, 1787 è considerato sinonimo di A. (A.) parvulus (JAEGER & KATAEV, 2003; CASALE et al., 2021). Acupalpus nebrodensis Ragusa, 1886: 160 Acupalpus (Acupalpus) suturalis suturalis Dejean, 1829 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Harpalinae Bonelli, 1810; Genere Acupalpus Latreille, 1829; Sottogenere Acupalpus Latreille, 1829. Locus typicus. Madonie. Note. “È un bellissimo insetto tutto giallo, meno le antenne che dal terzo articolo, sono oscure, grande 3 m. e che io proporrei di chiamare Nebrodensis; giacchè avendolo comunicato al sig. Reitter, questi me lo ritornò come nov. sp.?? prope luteatus”.Taxon poco conosciuto, secondo LUIGIONI (1929) è sinonimo di A. (A.) suturalis. 1887a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 6 (8): 107-109. CARABIDAE 471 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa 1887b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 6 (9): 139-142. CARABIDAE Tachys haemorrhoidalis Dej. var. unicolor Ragusa, 1887: 140 Tachyura (Sphaerotachys) hoemorrhoidalis Ponza, 1805 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Trechinae Bonelli, 1810; Genere Tachyura Motschulsky, 1862; Sottogenere Sphaerotachys J. Müller, 1926 Locus typicus. Provincia di Palermo e Catania. Note. “Nel mio catalogo del 1881 diedi questo nome ad una varietà dell’haemorrhoidalis Dej. intieramente di un bel nero lucido; è la stessa che il Rottenberg disse aver trovata a Siracusa; io la posseggo in numero, presa nella provincia di Palermo, ed in maggio a Catania”. Sinonimo di T. (S.) hoemorrhoidalis (Kopecký, 2003). Sphaerotachys è considerato anche genere distinto (CASALE et al., 2021). 1887d. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 6 (11): 201-210. CARABIDAE Bembidion (Neja) ambiguum Dej. var. Palumboi Ragusa, 1887: 203 Bembidion (Neja) ambiguum Dejean, 1831 Famiglia Carabidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Trechinae Bonelli, 1810; Genere Bembidion Latreille, 1802; Sottogenere Neja Motschulsky, 1864. Locus typicus. Castelvetrano (Trapani) contrada Sant’Agostino. “Il Prof. Augusto Palumbo mi comunicò alcuni Bembidion fra i quali trovai questa bella varietà, tanto distinta da poterla elevare a nuova specie; fu da lui trovata nell’aprile sotto un piccolo sasso, in terreno paludoso”. Note. Secondo Ragusa è “facilissima a riconoscerla oltre che per la maggiore grandezza per i palpi e le antenne che sono tutte nere, per le elitre con la settima stria accennata con sottilissimi puntini, e per i femori oscuri abbronzati lucenti, con le tibie rosso-picei”. Considerata specie valida o sinonimo di specie affini. NERI et al. (2009), esaminando il tipo ancora presente nella collezione Ragusa, lo hanno posto in sinonimia con Bembidion (N.) ambiguum come riportato da CASALE et al. (2021). 472 IGNAZIO SPARACIO 1887g. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 6 (12): 221-228. DYTISCIDAE (Fig. 35). Bidessus bicarinatus var. bipunctatus Ragusa, 1887: 224 Yola bicarinata (Latreille, 1804) Famiglia Dytiscidae Leach, 1815; Sottofamiglia Hydroporinae Aubé, 1836; Genere Yola Gozis, 1886. Locus typicus. Fiume Oreto (Palermo). Note. Come riporta il FRANCISCOLO (1979) si tratta di una “forma in cui le bande nere elitrali sono ridotte a due macule isolate” (ZIMMERMANN, 1920; NILSSON, 2003b, 2015). 473 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 35. – Tavola del REITTER (19081916) su Hydroadephaga e Carabidae Rhysodinae. Deronectes luctuosus Aubé var. lugubris Ragusa, 1887: 227 Nebrioporus luctuosus (Aubé, 1836) Famiglia Dytiscidae Leach, 1815; Sottofamiglia Hydroporinae Aubé, 1836; Genere Nebrioporus Régimbart, 1906 Locus typicus. Fiumara presso Castelbuono “ove è tanta comune”. Note. “Questa varietà si distingue dalla luctuosus per la base delle elitre tutta nera, o con due, quattro, o sei puntini di colore giallicico, visibile solamente con una lente”. Ritenuta varietà cromatica di Nebrioporus luctuosus (FRANCISCOLO, 1979; NILSSON, 2001, 2003b, 2015; TOLEDO, 2009). 1887h. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 7 (1): 1-8. DYTISCIDAE Agabus (Xanthodytes) nebulosus Forster var. abdominalis Ragusa, 1887: 7 Agabus (Gaurodytes) nebulosus (Forster, 1771) Famiglia Dytiscidae Leach, 1815; Sottofamiglia Agabinae Thomson, 1867; Genere Agabus Leach, 1817; Sottogenere Gaurodytes Thomson, 1859 Locus typicus. Fiume Oreto presso Palermo. Note. “È una bellissima varietà, che si distingue dal nebulosus per il di sotto, con l’addome intieramente giallo, ed il solo petto nerissimo, del resto uguale al tipo”. Nome già utilizzato da COSTA (1847) comunque ritenuto varietà cromatica di Agabus (G.) nebulosus (FRANCISCOLO, 1979; NILSSON, 2001, 2003b, 2015; TOLEDO, 2009). 1887m. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 7 (2): 41-43. DYTISCIDAE – GYRINIDAE Cybister senegalensis Aubé var. Seidlitzii Ragusa, 1887: 43 Cybister (Cybister) senegalensis Aubé, 1838 Famiglia Dytiscidae Leach, 1815; Sottofamiglia Dytiscinae Leach, 1815; Genere Cybister Curtis, 1827; Sottogenere Cybister Curtis, 1827 Locus typicus. Non viene specificato. RAGUSA (1892d) riporterà in seguito che non è Lentini nè altra località siciliana perchè questa varietà fu descritta su esemplari africani segnalati dal Seidlitz (vedi anche FRANCISCOLO, 1979). 474 IGNAZIO SPARACIO Note. Sinonimo di Cybister (C.) senegalensis (FRANCISCOLO, 1979; NILSSON, 2003b). 1888a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 7 (12): 257-267. GYRINIDAE – HYDROPHILIDAE 1889b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 8 (12): 259-264. HYDROPHILIDAE 1891a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 10 (7): 133-148. HYDROPHILIDAE – GEORYSSIDAE – PARNIDAE (= Elmidae, Dryopidae) – HETEROCERIDAE – STAPHYLINIDAE Sphaeridium bipustulatum var. atratum Ragusa, 1891: 136 Sphaeridium substriatum Faldermann, 1838 Famiglia Hydrophilidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Sphaeridiinae Latreille, 1802; Genere Sphaeridium Fabricius, 1775 Locus typicus. Dintorni di Palermo. Note. Secondo Ragusa “facilmente si distingue per le sue elitre tutte nere senza alcuna traccia di color giallo bruno sul margine delle medesime e per le gambe che sono intieramente nere”. Sinonimo di S. bipustulatum (FIKÁČEK et al., 2015; PRZEWOŹNY, 2022). Sphaeridium scarabaeoides L. var. bimaculatum Ragusa, 1891: 136 Sphaeridium lunatum Fabricius, 1792 Famiglia Hydrophilidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Sphaeridiinae Latreille, 1802; Genere Sphaeridium Fabricius, 1775 Locus typicus. Sicilia. Note. Secondo Ragusa è “varietà assai distinta per la totale mancanza delle macchie all’apice delle elitre”. Sinonimo di S. lunatum (FIKÁČEK et al., 2015; PRZEWOŹNY, 2022). Ocyusa (Eurylophus) Fauveli Ragusa, 1891: 142 Cousya fauveli (Ragusa, 1881) Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Aleocharinae Fleming, 1821; Genere Cousya Mulsant & Rey, 1875 475 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Locus typicus. Dintorni di Palermo. Note. Specie descritta da Ragusa su un solo esemplare ma di cui fornisce una dettagliata descrizione. È citata per la fauna italiana ma considerata dubbia da ZANETTI & TAGLIAPIETRA (2021). Considerata dubbia anche da ASSING (2018) che riporta quanto osservato da BERNHAUER (1902) secondo cui questa specie è molto simile a Oxypoda (Mycetodrepa) picta Mulsant & Rey, 1875 per dimensioni, habitus e colorazione, ma si distingue per la punteggiatura uniformemente densa dell’addome. 1891b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 10 (8-10): 149-166. STAPHYLINIDAE 1891c. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 10 (11): 213-231. STAPHYLINIDAE Quedius molochinus Grav. var. brunneus Ragusa, 1891: 216 Quedius (Quedius) molochinus (Gravenhorst, 1806) Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Staphylininae Latreille, 1802; Genere Quedius Stephens, 1829; Sottogenere Quedius Stephens, 1829. Locus typicus. Sicilia. Note. Il Ragusa attribuisce a questa varietà gli esemplari di questa specie ad elitre rosso-brune invece che tutte nere. Non considerato come taxon valido anche recentemente da HANSEN et al. (2022). Philonthus alcyoneus var. intermedius Ragusa, 1891: 223 Philonthus (Philonthus) alcyoneus devillei Scheerpeltz, 1933 Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Staphylininae Latreille, 1802; Genere Philonthus Stephens, 1829. Locus typicus. Sicilia. Note. ZANETTI & TAGLIAPIETRA (2021) riconducono a Philonthus alcyoneus devillei le citazioni relative a P. alcyoneus intermedius. Quedius cruentatus Gmel. var. nigrinus Ragusa, 1891: 225 Philonthus (Philonthus) cruentatus (Gmelin, 1790) Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Staphylininae Latreille, 1802; Genere Philonthus Stephens, 1829; Sottogenere Philonthus Stephens, 1829. 476 IGNAZIO SPARACIO Locus typicus. Misilmeri (Palermo). Note. Il Ragusa attribuisce a questa varietà gli esemplari di questa specie sprovvisti di macchie elitrali. Achenium depressum Grav. var. Erichsoni Ragusa, 1891: 229 Achenium basale erichsoni Ragusa, 1891 Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Paederinae; Genere Achenium Leach, 1819; Specie basale Erichson, 1840 Locus typicus. Sicilia. Note. Su osservazioni del Fauvel, Ragusa descrive questa varietà per le popolazioni dell’Italia meridionale e Sicilia che presentano parte del 6° e tutto il 7° segmento addominale rossastri. Taxon considerato valido a livello sottospecifico segnalato per il Nord Africa, Sicilia e Calabria (ASSING, 2010; ZANETTI & TAGLIAPIETRA, 2021) 1891d. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 10 (12): 237-255. STAPHYLINIDAE – MICROPLEPIDAE Astenius parviceps Ragusa, 1891: 239 Astenus ( Astenus ) pallidulus ( Wollaston, 1864) Famiglia Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Paederinae Fleming, 1821; Genere Astenus Dejean, 1833 Locus typicus. Palermo, Altofonte: “al Parco, in aprile, vicino ad un ruscello”. Note. Sinonimia stabilita da FAUVEL (1895) come riportato dallo stesso RAGUSA (1895) e confermata ancora oggi (ASSING, 2008). 1891e. Catalogo dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 10: 1-32 (paginazione a parte). Ragusa comunica di avere sospeso la pubblicazione del suo “Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia” in attesa del “Catalogus Coleopterorum Europae, Caucasi et Armeniae rossicae” di HEYDEN et al. (1891). Avvenuta la pubblicazione di questo catalogo, Ragusa comunica di riprendere il lavoro interrotto pubblicando, in questo lavoro, un elenco aggiornato alla sistematica e faunisitica del citato catalogo (HEYDEN et al., 1891) di quanto fino allora pubblicato. 477 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa 1892a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 11 (4): 73-88. PSELAPHIDAE – CLAVIGERIDAE – PAUSSIDAE – SCYDMAENIDAE – SILPHIDAE – ANISOTOMIDAE (= Leiodidae) – CLAMBIDAE Neuraphes panormitanus Ragusa, 1892: 80 Scydmoraphes panormitanus (Ragusa, 1892) Famiglia Scydmaenidae Leach, 1815; Sottofamiglia Scydmaeninae Leach, 1815; Genere Scydmoraphes Reitter, 1891 Locus tipicus. Monte Pellegrino, presso Palermo. Note. “Posseggo due esemplari di questa specie nella mia collezione, essi portano questo nome manoscritto dal sig. Saulcy, nome che io le lascio, avendoli trovati assieme alla specie precedente [Scydmoraphes ventricosus (Rottenberg, 1870)] sul Monte Pellegrino”. Specie considerata valida (ANGELINI et al., 1995; VÍT, 2004). In Fig. 36 una scatola di Cerambycidae della collezione coleotterologica di Enrico Ragusa. 478 IGNAZIO SPARACIO Fig. 36. – Cassetta entomologica della collezione coleotterologica di Enrico Ragusa: Cerambycidae. Cyrtoscydmus (Scydmaenus) Kunzei Géné var. Reitteri Ragusa, 1892: 80 Stenichnus reitteri Ragusa, 1892 Famiglia Scydmaenidae Leach, 1815; Sottofamiglia Scydmaeninae Leach, 1815; Genere Stenichnus Thomson, 1859. Locus typicus. Palermo, Santa Ninfa (Trapani). Note. Taxon individuato dal Reitter (Fig. 34), caratterizzato dalla punteggiatura delle elitre più marcata. Non segnalato tra le specie valide da ANGELINI et al. (1995). Liodes (Anisotoma) Heydeni Ragusa var. bipunctata Ragusa, 1892: 86 Leiodes obscura (Fairmaire & Coquerel, 1859) Famiglia Leiodidae Fleming, 1821; Sottofamiglia Leiodinae Fleming, 1821; Genere Leiodes Latreille, 1797. Locus tipicus. Mondello presso Palermo e Navurra (Altavilla Milicia). Note. “Bellissima varietà dell’Heydeni da me posseduta in tre esemplari racoclti a Mondello ed alla Navurra. Si distingue dall’Heydeni per il colorito, che è tutto di un bel nero meno l’apice delle elitre che sono di colore rosso-brunastro, avente presso la sutura delle medesime, al di sotto del centro, due grossi punti o macchiette testacei”. Come Anisostoma Heydeni Ragusa, 1881, la varietà bipunctata è riferibile a Leiodes obscura (ANGELINI et al., 1995, 2021; PERREAU, 2015). 1892b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 11 (6-8): 122-143. SPHAERIIDAE – CORYLOPHIDAE – TRICHOPTERYGIDAE (= Ptiliidae) – SCAPHIDIIDAE – PHALACRIDAE – EROTYLIDAE – ENDOMYCHIDAE – CRYPTOPHAGIDAE – LATHRIDIIDAE – TRITOMIDAE Lungo articolo dedicato a diverse famiglie di piccoli Coleotteri. Cryptophagus fasciatus Kr. var. unicolor Ragusa, 1892: 133 Cryptophagus fasciatus Kraatz, 1852 Famiglia Cryptophagidae Kirby, 1837; Sottofamiglia Cryptophaginae Kirby, 1837; Genere Cryptophagus Herbst, 1792. Locus typicus. Mondello, presso Palermo, “in primavera, sotto dei pesci morti”. Note. Poco segnalato in bibliografia, citato dal LUIGIONI (1929), non riportato da JOHNSON et al. (2007). 479 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa euphytus Buquet, 1840 nordafricano, e pur affermando che “Fin oggi nessuno ha constrastata l’identità dell’euphytus siciliano coll’algerino, pur non di meno essi si devono separare, se non come due specie distinte, una come varietà dell’altra” ed elenca una serie di caratteri morfologici differenziali. Alla fine decide di descriverlo comunque: “Per la specie di Sicilia io scelgo il nome di pellegrinensis, per indicare la località dove questa specie è stata fin oggi trovata”. Diverse cose colpiscono in queste righe: l’eccessiva prudenza di Brenske e il silenzio di Ragusa che inserisce questa “lettera” in una lungha nota a fine pagina senza citarla ulteriormente (il testo sul Geotrogus risulterà di poche righe e la nota occuperà quasi una pagina intera). Oltretutto, appare evidente come Ragusa sia l’artefice di tutto questo, con l’aiuto dell’amico tedesco, anche perché, della identità distinta dei Geotrogus siciliani, Ragusa era convinto già da molti anni (RAGUSA, 1875a) che proprio su queste popolazioni ora descritte affermava: “Quest’insetto merita d’essere attentamente studiato giacché vario è il parere dei naturalisti ai quali lo ho comunicato, e lo credono chi l’insularis Reiche, chi il Gerardi Bouq.”. Taxon valido (SPARACIO, 2014). 1893d. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 12 (11): 265-271. SCARABAEIDAE 1893e. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 12(12): 289-307. BUPRESTIDAE – EUCNEMIDAE – ELATERIDAE Acmaeodera virgulata Illig. var. nigra Ragusa, 1893: 297 Acmaeoderella (Liogastria) virgulata (Illiger, 1803) Famiglia Buprestidae Leach, 1815; Sottofamiglia Polycestinae Lacordaire, 1857; Genere Acmaeoderella Cobos, 1955; Sottogenere Liogastria Volkovitsh, 1979. Locus typicus. Sant’Onofrio (Palermo). Note. “Presi nel giugno a S. Onofrio, un esemplare di virgulata totalmente nero, e mancante di qualsiasi macchie sulle elitre; la ritengo abbastanza caratteristica onde poterne creare una nuova varietà”. Taxon considerato generalmente sinonimo di A. virgulata (VOLKOVITSH, 2016) ma CURLETTI (1994) osserva come potrebbe trattarsi di A. trinacriae Obenberger, 1923. Sembra che questo esemplare non sia presente in collezione Ragusa. Hylochares (Farsus) dubius Piller var. siculus Ragusa, 1893: 302 Farsus dubius Piller & Mitterpacher, 1783 Famiglia Eucnemidae Eschscholtz, 1829; Sottofamiglia Melasinae Fleming, 1821; Genere Farsus Jacquelin du Val, 1860 486 IGNAZIO SPARACIO Locus typicus. Ragusa trovava questa specie “comunissima sotto le cortecce degli alberi, nel luglio alle Caronie”. Note. Taxon, secondo Ragusa, distinto per non avere “…la fossetta nell’ultimo segmento addominale, così io la ritengo una varietà stabile che chiamerò var. siculus”. Lo stesso RAGUSA (1923a) riporta come il REITTER (1921) abbia messo in sinonimia il suo taxon con F. dubius (vedi anche MUONA, 2007). Drasterius bimaculatus Rossi var. sexmaculata Ragusa, 1893: 304 Drasterius bimaculatus P. Rossi, 1790 Famiglia Elateridae Leach, 1815; Sottofamiglia Agrypninae Cand ze, 1857; Genere Drasterius Eschscholtz, 1829 Locus typicus. Sicilia (non specificato) Note. Specie ad ampia distribuzione W-Paleartica, dal disegno di pronoto ed elitre molto variabile (BINAGHI, 1941b; LESEIGNER, 1972; PLATIA, 1994). Nella varietà del Ragusa vi è una ulteriore macchia elitrale mediana. Elencato tra i sinonimi di D. bimaculata da CATE (2007). Betarmon quadrivittatus Ragusa, 1893: 305 Idiotarmon quadrivittatus (Ragusa, 1893) Famiglia Elateridae Leach, 1815; Sottofamiglia Elaterinae Leach, 1815; Genere Idiotarmon Binaghi, 1940. Note. “Tanto l’amico Reitter, quanto il signor Schwarz ai quali comunicai questo bellissimo insetto, me lo rimandarono come specie nuova”. BINAGHI (1940) descriverà solo per questa specie il nuovo genere Idiotarmon. Specie endemica italiana (Fig. 39), poco comune (PLATIA, 1994; PULVIRENTI & PLATIA, 2021). 487 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 39. – Idiotarmon quadrivittatus (Ragusa, 1893) (disegno di Michele Reina in SPARACIO, 1997). 1893f. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 13 (1-2): 2-14. ELATERIDAE – CEBRIONIDAE – DASCILLIDAE – CANTHARIDAE Cebrio melanocephalus Ger. var. nigricans Ragusa, 1893: 10 Cebrio (Tibesia) germari Jacquelin du Val, 1860 Famiglia Elateridae Leach, 1815; Sottofamiglia Cebrioninae Latreille, 1802; Genere Cebrio A.G. Olivier, 1790; Sottogenere Tibesia Leach, 1824. Locus typicus. Trovata insieme al tipo, quindi “nei giardini nei dintorni di Palermo”. Note. “Assieme al tipo, ma assai più rara, ho trovato questa varietà costante, essa si distingue dal melanocephalus per avere le elitre nerastre”. Taxon considerato sinonimo di C. (T.) germari (= C. melanocephalus Germar, 1839) in SANCHEZ-RUIZ & LÖBL (2007) e ZAPATA DE LA VEGA & SÁNCHEZ-RUIZ (2017). 1893l. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 13 (3): 37-47. CANTHARIDAE Cantharis fuscipennis Muls. var. neptunius Baudi, 1893: 38 Cantharis (Cantharis) fuscipennis Mulsant, 1862 Famiglia Cantharidae Imhoff, 1856; Sottofamiglia Cantharinae Imhoff, 1856; Genere Cantharis Linnaeus, 1758; Sottogenere Cantharis Linnaeus, 1758. Locus typicus. Madonie. Note. Nonostante la trascrizione del Ragusa della descrizione di questo taxon fornita dal Baudi si possa prestare a diverse interpretazioni tassonomiche, l’autore riconosciuto nel lavoro stesso resta il Baudi (vedi anche KAZANTSEV & BRANCUCCI, 2007; FANTI, 2014). Cantharis livida L. var. bicolorata Ragusa, 1893: 39 Cantharis (Cantharis) livida Linnaeus, 1758 Famiglia Cantharidae Imhoff, 1856; Sottofamiglia Cantharinae Imhoff, 1856; Genere Cantharis Linnaeus, 1758; Sottogenere Cantharis Linnaeus, 1758. Locus typicus. Ragusa rinviene questa varietà insieme al tipo che risulta comunissimo in tutta Sicilia e citato per Lentini e Catania. 488 IGNAZIO SPARACIO Note. Riportato come sinonimo di C. (C.) livida in KAZANTSEV & BRANCUCCI (2007). Metacantharis haemorrhoidalis Fab. var. picticollis Ragusa, 1893: 40 Metacantharis puncticollis (Levrat, 1857) Famiglia Cantharidae Imhoff, 1856; Sottofamiglia Cantharinae Imhoff, 1856; Genere Metacantharis Bourgeois, 1886. Locus typicus. Madonie, Piazza Armerina. Note. Sinonimo di M. puncticollis (FANTI, 2020, 2021), specie descritta di Sicilia (LEVRAT, 1857), endemica dell’Italia appenninica, dall’Emilia Romagna alla Calabria e in Sicilia. 1894a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 13 (4): 61-69. 1896a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (N.S.) (4-7): 69-106. CANTHARIDAE – CLERIDAE – BRUCHIDAE – BYRRHIDAE – LYCTIDAE – BOSTRYCHIDAE – TENEBRIONIDAE Denops albofasciatus Charp. var. Spinolae Ragusa, 1896: 82 Denops albofasciatus Charpentier, 1825 Famiglia Cleridae Latreille, 1802; Sottofamiglia Tillinae Fleming, 1821; Genere Denops Fischer von Waldheim, 1829. Locus typicus. Dintorni di Palermo. Note. Questa “bellissima varietà” del Ragusa è considerata sinonimo di D. albofasciatus (LÖBL et al., 2007). Tillus elongatus var. nigra Ragusa, 1896: 82 Tillus elongatus Linnaeus, 1758 Famiglia Cleridae Latreille, 1802; Sottofamiglia Tillinae Fleming, 1821; Genere Tillus A.G. Olivier, 1790. Locus typicus. Non specificato (SPINOLA, 1844). Note. Ragusa, nel segnalare il ritrovamento del T. elongatus sulle Madonie evidenzia come sia diverso dalla var. Asegnalata dallo SPINOLA (1844: “Var. A, semblabe au type, prothorax noir comme le reste du corps”) a cui da il 489 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa nome di “nigra”, non ancora raccolta in Sicilia. Riportato come sinonimo di T. elongatus da LÖBL et al. (2007). Dryophilus siculus Ragusa, 1896: 90 Dryophilus siculus Ragusa, 1896 Famiglia Ptinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Dryophilinae LeConte, 1861; Genere Dryophilus Chevrolat, 1832. Locus typicus. Madonie. Note. “Long. 1,5 a 2 mill. Questa specie si avvicina alla pusillus Redt., dalla quale si distingue per il primo articolo delle antenne che è il doppio, in grossezza del secondo, il secondo all’ottavo due volte e mezzo più piccoli del nono e decimo, e tre volte più piccoli dell’undecimo. Per il colorito delle antenne e tibie, che è rossastro con i femori oscuri”. Specie valida endemica dell’Italia meridionale e Sicilia (AUDISIO et al., 1995; ZAHRADNÍK, 2007; TOSKINA, 2013; NARDI, 2021) 1896c. Catalogo dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 1 (N.S.): 57-64 (paginazione a parte). 1897b. Catalogo dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 2 (N.S.): 65-72 (paginazione a parte). 1898a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 2 (N.S.) (5-8): 105-130. TENEBRIONIDAE Allardius Ragusa, 1898: 130 Allardius Ragusa, 1898 Famiglia Tenebrionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Tenebrioninae Latreille, 1802. Allardius venne instituito da Ragusa come sottogenere di Helops Fabricius, 1775 per A. oculatus Baudi di Selve, 1876, ed è ritenuto un valido genere per questa specie e per A. sardiniensis Allard, 1877 specie endemica di Sardegna. Allardius oculatus venne descritto (BAUDI DE SELVE, 1876) su un esemplare femmina trovato sulle Madonie dal Ragusa e questo esemplare (holotypus) è ancora presente nella sua collezione (ALIQUÒ & ALIQUÒ, 1990). È uno degli endemismi siciliani più interessanti (NABOZHENKO & LÖBL, 2008; ALIQUÒ & SOLDATI, 2010; LEO & RUZZIER, 2021). 490 IGNAZIO SPARACIO 1898b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 2 (N.S.) (9-12): 197-237. ALLECULIDAE – LAGRIIDAE – MELANDRYIDAE – MORDELLIDAE – RHIPIPHORIDAE – MELOIDAE – PYROCHROIDAE - ANTHICIDAE - OEDEMERIDAE Lungo articolo dedicato ai Coleotteri del suo Catalogo ragionato con la descrizione di numerosi nuovi taxa. Anaspis Geoffroyi Mull. var. testacea Ragusa, 1898: 208 Anaspis (Anaspis) fasciata (Forster, 1771) Famiglia Scraptiidae Mulsant, 1856/Gistel, 1856; Sottofamiglia Scraptiinae Mulsant, 1856/Gistel, 1856; Genere Anaspis Geoffroy, 1762; Sottogenere Anaspis Geoffroy, 1762. Locus typicus. Godrano. Note. “Si distingue dal tipo per le elitre che sono uniformi di color testaceo”. Anaspis (A.) geoffroi P.W.J. Miiller, 1821 è sinonimo di A. (A.) fasciata come anche questa varietà del Ragusa (LEBLANC et al., 2008). Anaspis Geoffroyi Mull. bipunctata Ragusa, 1898: 208 Anaspis (Anaspis) fasciata (Forster, 1771) Famiglia Scraptiidae Mulsant, 1856/Gistel, 1856; Sottofamiglia Scraptiinae Mulsant, 1856/Gistel, 1856; Genere Anaspis Geoffroy, 1762; Sottogenere Anaspis Geoffroy, 1762. Locus typicus. Godrano. Note. Considerata varietà cromatica che “si distingue pel torace che è nero, invece di testaceo”. Stessa sistematica della varietà precedente ma questa varietà è citata da LEBLANC et al. (2008). Anaspis ruficollis F. var. Emeryi Ragusa, 1898: 209 Anaspis (Anaspis) ruficollis (Fabricius, 1792) Famiglia Scraptiidae Mulsant, 1856/Gistel, 1856; Sottofamiglia Scraptiinae Mulsant, 1856/Gistel, 1856; Genere Anaspis Geoffroy, 1762; Sottogenere Anaspis Geoffroy, 1762. Locus typicus. Non specificato, dovrebbe essere “dintorni di Palermo” come per A. ruficollis. 491 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Note. Varietà cromatica con “testa rossa invece di nera” riconducibile ad A. (A.) ruficollis non segnalata da LEBLANC et al. (2008). Zonitis praeusta Fab. var. unicolor Ragusa, 1898: 220 Zonitis (Zonitis) flava Fabricius, 1775 Famiglia Meloidae Gyllenhal, 1810; Sottofamiglia Nemognathinae Lacordaire, 1859; Genere Zonitis Fabricius, 1775; Sottogenere Zonitis Fabricius, 1775. Locus typicus. Catania, Ficuzza, Palermo. Note. È caratterizzata per “il disotto…intieramente ochraceo come le elitre”. Zonitis praeusta Fabricius, 1792 è considerato sinonimo di Z. flava a cui è ricondotta anche questa varietà del Ragusa (BOLOGNA, 2008). Zonitis bifasciata Schwartz. var. Palumboi Ragusa, 1898: 221 Euzonitis quadrimaculata (Pallas, 1782) Famiglia Meloidae Gyllenhal, 1810; Sottofamiglia Nemognathinae Lacordaire, 1859; Genere Euzonitis Semenov, 1893. Locus typicus: “Circondario di Castelvetrano”. Note. Questa specie fu raccolta in due soli esemplari da Augusto Palumbo di Castelvetrano che li diede al Ragusa. Ragusa attribuisce un esemplare alla specie tipo Z. fasciata (= E. quadrimaculata) mentre descrive l’altro esemplare come nuova varietà dedicata proprio al Palumbo. Purtroppo, questa volta, dopo tanti anni di collaborazione, corrispondenza e studio, l’illustre naturalista trapanese non c’è più: “La dedico alla memoria dell’amico Augusto Palumbo, troppo presto rapito all’entomologia ed agli amici”. Hapalus bipunctatus Germ. var. nigritarsis Ragusa, 1898: 222 Apalus bipunctatus Megerle von Mühlfeld, 1812 Famiglia Meloidae Gyllenhal, 1810; Sottofamiglia Nemognathinae Lacordaire, 1859; Genere Apalus Fabricius, 1775. Locus typicus. Castelvetrano, Castelbuono. Note. Varietà che “si distingue dal tipo per avere le tibie e i tarsi neri invece di rossi”. Sinonimo di A. bipunctatus (BOLOGNA, 2008). Sitaris solieri Pecchioli var. tibialis Ragusa, 1898: 222 Sitaris solieri solieri Pecchioli, 1839 492 IGNAZIO SPARACIO Famiglia Meloidae Gyllenhal, 1810; Sottofamiglia Nemognathinae Lacordaire, 1859; Genere Sitaris Latreille, 1802; Sottogenere Sitaris Latreille, 1802. Locus typicus. Ragusa riferisce a proposito di S. solieri di avere “molti esemplari raccolti nel settembre a S. Calogero dal De Stefani” Note. “Si distingue dal tipo per le tibie che generalmente, almeno le quattro maggiori, sono gialle, per averle invece tutte nere”. Riferibile a S. solieri (BOLOGNA, 2008). Anthicus (Cyclodinus) laeviceps Baudi var. cruciferus Ragusa, 1898: 231 Anthicus laeviceps Baudi di Selve, 1877 Famiglia Anthicidae Latreille, 1819; Sotofamiglia Anthicinae Latreille, 1819; Genere Anthicus Paykull, 1798. Locus typicus. “raccolto nel maggio a Rebottone, presso lo stagnetto”. Questa piccola raccolta d’acqua che si trova vicino Palermo, tra Altofonte e Piana degli Albanesi, era un biotopo umido particolarmente interessante e in buone condizioni naturali almeno fino alla fine del 1990. Negli ultimi anni è profondamente alterato andando incontro a lunghi periodo di disseccamento. Note. Varietà distinta dal Ragusa “per la fascia posteriore delle elitre che scende sulla sutura verso l’apice a forma di croce”. Ritenuto sinonimo di A. laeviceps (CHANDLER et al., 2008). 1898d. Catalogo ragionato dei Coleotteri della Sicilia. Stab. Tipogr. Virzì, Palermo, 469 + IV pp. , 1883-1898. Volume pubblicato come volume unico del “Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia”. Non sono segnati i riferimenti agli articoli pubblicati sul Naturalista siciliano. 1904b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 17 (1): 21-24. CURCULIONIDAE Otiorrhyncus (Dodecasthicus) rhacusensis Germ. var. nigripes Ragusa, 1904: 21 Otiorhynchus (Otiorhynchus) rhacusensis siculus Stierlin, 1861 Genere Otiorhynchus Germar, 1822; Sottogenere Otiorhynchus Germar, 1822; Specie rhacusensis Germar, 1822. Locus typicus. Nicolosi. 493 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Note. Questa varietà viene differenziata per avere “le gambe intieramente nere invece che rosse, e tutti hanno poi le squamette delle quali sono ricoperte le elitre con un riflesso cupreo”. Ritenuto sinonimo di O. (O.) rhacusensis siculus, sottospecie endemica di Sicilia (MAGNANO & ALONSO-ZARAZAGA, 2013). 1904d. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 17 (2-3): 55-59. CURCULIONIDAE 1904e. Catalogo dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 17 (2-3): 73-80 (paginazione a parte). 1904g. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 17 (5): 99-100. CURCULIONIDAE Chaerocephalus hyperoides Ragusa, 1904: 99 Elytrodon hyperoides (Ragusa, 1904) Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Entiminae Schoenherr, 1823; Genere Elytrodon Schoenherr, 1826. Locus typicus. Dintorni di Palermo. Note. “Questa specie si avvicina al giganteus Fairm. dal quale differisce oltre che per la struttura differente del funicolo delle antenne che sono intieramnete unicolori; per il protorace che è finemente e densamente punteggiato nel hyperoides, mentre è sparso di grossi punti nel giganteus; per le elitre unite, senza coste, mentre nel giganteus femmina si trovano sempre delle tracce di coste; per le tibie arcate in dentro nell’esemplare femmina da me posseduto. Ho messo a questa specie nuova il nome di hyperoides perché somiglia pel colorito delle elitre all’Hypera intermedia Boh”. Specie considerata valida, endemica di Sicilia (ALONSO-ZARAZAGA, 2013). Chaerocephalus siculus Ragusa, 1904: 100 Chaerocephalus siculus Ragusa, 1904 Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Entiminae Schoenherr, 1823; Genere Chaerocephalus Chevrolat, 1861. Locus typicus. “Posseggo quattro esemplari di questa specie nuova (1 ♂ e 3♀♀) che furono tutti da me trovati molti anni or sono nelle mie gite entomologiche in Sicilia, ma disgraziatamente mancano le etichette dell’epoca e della località dove li trovai”. 494 IGNAZIO SPARACIO Note. “Questa specie si avvicina al lanosimanus Chevr. dalla quale si distingue specialmente per la fronte non fortemente impressionata, marcata d’una semplice fossetta puntiforme; per il protorace che è più finamente e densamente puntato, sprvvisto della linea longtudinale saliente e liscia; per le tibie anteriori che sono in dentro lungamente ciliati”. Specie endemica di Sicilia (ALONSO-ZARAZAGA, 2013). 1906e. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 18 (11-12): 260-287. Phyllobius fasciatus Ragusa 1906: 263 - nomen nudum Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Entiminae Schoenherr, 1823; Genere Phyllobius Germar, 1824. Locus typicus. Sicilia. Note. Citazione senza descrizione, come nomen nudum: “Vitale citò questa specie notata di Sicilia dal Bertolini, che non ricordo di avere descritta, nè so cosa possa essere e dove il Bertolini abbia attinta la citazione”. 1906g. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 19 (1-2): 22-48. Larinus pellegrinus Ragusa, 1906: 31 - nomen nudum Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Lixinae Schönherr, 1823; Genere Larinus Dejean, 1821. Locus typicus. Sicilia. Note. “Ne posseggo moltissimi esemplari [a proposito del Larinus scolymi Oliv.] fra quali dei robustissimi che mi erano stati determinati come nov. sp. e da me spediti ai miei vari corrispondenti, sotto il nome di pellegrinus m.; sotto questo nome (loc. cit.) la citò lo Stierlin che ne ebbe esemplari da me”. 1906i. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Il Naturalista siciliano, 19 (3-5): 104-112. CURCULIONIDAE Pachytychius (Barytychius) squamosus Gyll. var. nigripes Ragusa, 1906: 104 Pachytychius hordei grandicollis Waltl, 1835 Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Curculioninae Latreille, 1802; Genere Pachytychius Jekel, 1861; Specie hordei Brulle, 1832. 495 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Staphylinidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Aleocharinae Fleming, 1821; Genere Pella Stephens, 1833. Locus typicus. Madonie, Madonna dell’Alto, 1700 m. Note. Altro nomen nudum introdotto dal Ragusa: dovrebbe essere riconducibile a Pella maura seguendo HLAVÁ et al. (2011). 1922a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Bullettino della Società entomologica italiana, 53(1921): 121-130. Nuovi dati su Coleotteri siciliani, in particolare Nitidulidae. Ragusa descrive una aberrazione cromatica e evidenzia come la sua varietà velutinus dello Gnorimus decempunctatus (ritrovato anche sulle Caronie) corrisponda alla descrizione tipica mentre risulta inedita la varietà cromatica ad elitre rosse come fatto da BEDEL (1911) con la varietà rufipennis. Cryptocephalus Grohmanni ab. nov. maschio cruciatus Ragusa, 1922: 125 Cryptocephalus (Cryptocephalus) grohmanni Suffrian, 1848 Famiglia Chrysomelidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Cryptocephalinae Gyllenhal, 1813; Genere Cryptocephalus Geoffroy, 1792; Sottogenere Cryptocephalus Geoffroy, 1792 Locus typicus. Monte Albano (Vitale, 26 luglio 1905). Note. “È una bellissima aberrazione con il colorito nero che si riunisce su tutti bordi delle elitre e forma una croce nel centro delle medesime”. Riportata come semplice aberrazione per i maschi (così come descritta dal Ragusa) da PORTA (1923-1932) e LUIGIONI (1929). Cryptocephalus (C.) grohmanni è una specie endemica dell’Italia meridionale segnalata solo per la Calabria e Sicilia, dove è maggiormente diffusa (BAVIERA & SASSI, 2020; SASSI, 2021). 1923a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti nella Sicilia. Atti della Accademia di scienze, lettere e arti di Palermo, 12 (1920-22): 1-18. Anche in questo articolo sono numerose le specie di Coleotteri nuove per la Sicilia o con varie rettifiche sinonimiche e geonemiche. In particolare, lo stesso Ragusa prende atto che il REITTER (1921) aveva messo in sinonimia il suo Hylochares (Farsus) dubius var. siculus Ragusa, 1893 concludendo che “così tale varietà non ha ragione di esistere”. Segnala come nuovo per la Sicilia il Purpuricenus globulicollis Muls. “In Sicilia, sulle Madonie, una sola volta, 502 IGNAZIO SPARACIO in giugno, su dei fiori di rovo presi un esemplare di questa specie tanto distinta per la mancanza delle due spine laterali sul corsaletto globuloso”. Attalus lateralis ab. simplex Ragusa, 1923: 6 Attalus (Antholinus) minimus P. Rossi, 1790 Famiglia Malachiidae Fleming, 1821; Sottofamiglia Malachiinae Fleming, 1821; Genere Attalus Erichson, 1840; Sottogenere Antholinus Mulsant & Rey, 1867. Locus typicus. Sicilia, comune. Note. Aberrazione cromatica ben caratterizzata perché “…mancante completamente, sulle elitre, della macchietta laterale”. Attalus lateralis Erichson, 1840 è sinonimo di A. (An.) minimus, seguendo MAYOR (2007) che non riporta “simplex” come nome disponibile. Invece, PLATA-NEGRACHE (2012) riporta “Attalus simplex Ragusa, 1922” tra i sinonimi di A. minimus. Agrilus viridis ab. ragusanus Ragusa, 1923: 10 Agrilus viridis (Linnaeus, 1758) Famiglia Buprestidae Leach, 1815; Sottofamiglia Agrilinae Laporte, 1835; Genere Agrilus Curtis, 1825. Locus typicus. Madonie, Madonna dell’Alto (“battendo gli alberi”). Note. Ragusa riporta questa aberrazione segnalata da Obenberger “in litteris” (Fig. 42) su suo materiale, senza altra informazione se non il luogo di raccolta. Taxon di solito non elencato (JENDEK, 2016), non riportato neanche da LUIGIONI (1929), di solito in contatto diretto con Ragusa. Paolo Luigioni (1873-1937) lavorò presso la pubblica amministrazione ma si occupò sempre di entomologia, autore di numerosi studi tra cui la pubblicazione dell’importante catalogo dei Coleotteri d’Italia; collaborò attivamente per tutta la sua vita con il Museo civico di Zoologia di Roma, fino a ricoprire la carica di conservatore a partire dal 1931 503 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 42. – Jan Obenberger (1892–1964). e dove ora sono conservate le sue collezioni. Venne in Sicilia in escursione per una settimana (LUIGIONI & TIRELLI, 1912) conoscendo personalmente e apprezzando l’ospitalità di Enrico Ragusa: “…infinite cortesie usateci dall’amico cav. Enrico Ragusa, che volle esserci prodigo di attenzioni e consigli per facilitare le nostre ricerche…ci rechiamo con l’amico nella vettura, che aveva messo a nostra disposizione, nel sontuoso suo albergo delle Palme…ci volle suoi ospiti per tutto il tempo di nostra permanenza a Palermo” (Fig. 43). 504 IGNAZIO SPARACIO Fig. 43. – Bosco della Ficuzza, una dei luoghi preferiti dal Ragusa e visitata da numerosi studiosi di tutto il mondo nei loro viaggi in Sicilia, come LUIGIONI E TIRELLI (1912). Mordellistena (Tolida) pulchella ab. bimaculata Ragusa, 1923: 12 Mordellochroa pulchella (Mulsant & Rey, 1859) Famiglia Mordellidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Mordellinae Latreille, 1802; Genere Mordellochroa Emery, 1876 Locus typicus. Palermo, Parco della Favorita. Note. Semplice aberrazione cromatica così descritta dal Ragusa: “…aberrazione tanto distinta per avere solamente le due macchie umerali, ed alcuni esemplari con le macchie posteriori pure mancanti, ma accennate dalle sole squamette argentate che nel tipo generalmente ricoprono le dette macchiet- te” e considerata come tale (vedi per esempio, Luigioni, 1929 sub Mordellistena (Tolida) pulchella ab. bimaculata Ragusa, 1923). Non considerato come nome disponibile tassonomicamente e riconducibile a Mordellochroa pulchella (HORÁK, 2008; RUZZIER, 2013). Euzonitis sexmaculata var. octomaculata Ragusa, 1923: 11 Euzonitis sexmaculata (Olivier, 1789) Famiglia Meloidae Gyllenhal, 1810; Sottofamiglia Nemognathinae Lacordaire, 1859; Genere Euzonitis Semenow, 1893. Locus typicus. “Al 15 luglio dell’anno scorso, in una escursione fatta sulle Madonie assieme al mio amico Luigi Failla Tedaldi, questi al Passo della Botte, sopra un fiore di cardo prese questo bellissimo coleottero che gentilmente mi cedette”. Note. Sinonimo di Euzonitis sexmaculata (BOLOGNA, 1991; 2008). Purpuricenus Koehleri L. a. nigricollis Ragusa, 1923: 14 Purpuricenus (Purpuricenus) kaehleri kaehleri Linnaeus, 1758 Famiglia Cerambycidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Cerambycinae Latreille, 1802; Genere Purpuricenus Dejean, 1821; Sottogenere Purpuricenus Dejean, 1821. Locus typicus. Sicilia, non specificato. Note. Aberrazione descritta per “gli esemplari a corsaletto tutto nero”. Specie abbastanza diffusa in tutta Italia continentale e Sicilia (RAPUZZI, 2021). Luperus Vitalei Ragusa, 1923: 15 Luperus vitalei Ragusa, 1923 Famiglia Chrysomelidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Galerucinae Latreille, 1802; Genere Luperus Geoffroy, 1762. Locus typicus. Messina, Mistretta, San Fratello, Medda. Note. “Questa specie nuova si avvicina al L. rugifrons Weise, per avere lo stesso colorito e la stessa lunghezza delle antenne, ma ne differisce per la mancanza sulla fronte dei piccoli peli ben visibili in questa specie, per avere, inoltre, il pronoto più arrotondito nella sua parte anteriore. La bocca e il labbro sono più oscuri, oltre ad avere la punteggiatura più forte e più regolare, mentre nella rugifrons è più forte verso la sutura ed appena visibile sul disco e completamente nulla all’apice…L’ho comunicata al sig. Victor Laboissière il quale la ritenne 505 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa una buona nuova specie, che mi faccio un piacere di dedicare all’entomologo ed amico mio carissimo Francesco Vitale”. Specie considerata valida (BEENEN 2010; BIONDI et al., 2013), meritevole di migliore inquadramento tassonomico, nel gruppo di L. xanthopoda Schrank, 1781 secondo WARCHALOWSKI (2010). Tychius (Miccotrogus) cuprifer var. cupriferoides Ragusa, 1923: 16 Tychius (Tychius) cupriferoides Ragusa, 1923 Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Curculioninae Latreille, 1802; Genere Tychius Germar, 1817; Sottogenere Tychius Germar, 1817. Locus typicus. Palermo e “in tutta la Sicilia”. Note. In questo lavoro, Ragusa parla della sua varietà cupriferoides come di una tipica specie/sottospecie insulare affermando che la tipica “cuprifer” non esiste in Sicilia. Infatti, T. (T.) cuprifer (Panzer, 1799, molto comune nell’Italia continentale, è invece piuttosto occasionale in Sicilia (BAVIERA & CALDARA, 2020). Tychius (T.) cupriferoides è considerata specie valida (CALDARA, 2013). Orchestes alni ab. sicilianus Ragusa, 1923: 16 Orchestes (Orchestes) alni Linnaeus, 1758 Famiglia Curculionidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Curculioninae Latreille, 1802; Genere Orchestes Illiger, 1798; Sottogenere Orchestes Illiger, 1798. Locus typicus. Ficuzza. Note. Aberrazione caratterizzata da “Testa, il rostro e due macchie alla base delle elitre nere” riconducibile a O. alni non citata da CALDARA (2013). 1924a. Gli Ipidae della Sicilia. Bullettino della Società entomologica italiana, 56 (8): 114-118. Catalogo commentato degli Ipidae raccolti in Sicilia, quasi tutti oggi inseriti tra i Curculionidae Scolytinae. 1924b. I Cerambycidae della Sicilia. Bollettino della Reale Accademia di scienze, lettere e arti di Palermo, 14: 1-33. Ragusa inizia così questo suo nuovo e penultimo articolo: “Non avendo potuto continuare la pubblicazione del mio Catalogo ragionato, in seguito alla 506 IGNAZIO SPARACIO sospensione verificatosi del Naturalista Siciliano, onde non vadano perdute le assidue ricerche che per ben cinquantacinque anni ho fatte in Sicilia, ho creduto di pubblicare isolatamente l’elenco delle specie di quei gruppi non contenute nel detto Catalogo. Sarà soltanto in tal modo possibile ultimarlo ed accontentare vari benevoli amici che con sollecitudine mi hanno ricjhiesto di farlo, ed essi io ringrazio e prego di volermi essere clementi nel loro giudizio”. In questo contributo, Ragusa ringrazia in particolare Agostino Dodero e Paolo Luigioni che gli inviarono i dati dei loro Cerambycidae di Sicilia. Inoltre, Maurice Pic (Dijon, Francia) per quelli presenti nella sua collezione e in quella del Tournier da lui acquistata. In questa collezione vi erano diversi cerambicidi raccolti da Luigi Benoit di Messina. VITALE (1936), successivamente, riporterà i suoi dati in un nuovo catalogo dei Cerambycidae di Sicilia (Fig. 44). 507 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa Fig. 44. – Variabilità del disegno elitrale di Rosalia (R.) alpina alpina Linnaeus, 1758 provenienti dalla Sicilia (VITALE, 1936). Stenopterus rufus a. meridionalis Ragusa, 1924: 13 Stenopterus rufus rufus Linnaeus, 1767 Famiglia Cerambycidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Lepturinae Latreille, 1802; Genere Stenopterus Illiger, 1804. Locus typicus. Palermo. Note. Aberrazione caratterizzata “per avere le sole gambe anteriori macchiate di nero”. Non riportata tra i taxa disponibili da SAMA & LÖBL (2010). Haplocnemia curculionoides Lin. a. bimaculata Ragusa, 1924: 28 Mesosa (Mesosa) curculionoides (Linnaeus, 1760) Famiglia Cerambycidae Latreille, 1802; Sottofamiglia Lamiinae Latreille, 1825; Genere Mesosa Latreille, 1829; Sottogenere Mesosa Latreille, 1829. Locus typicus. Vizzini (Ragusa). Note. Aberrazione caratterizzata dall’assenza sulle elitre della “macchia centrale nera e vellutata, avendo solamente i due occelli antiapicali cerchiati di giallo”. Non riportata tra i taxa disponibili da SAMA & LÖBL (2010). 1926. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Il Naturalista siciliano, 24 (1923-25) (3-12): 69-83. Ultimo contributo scientifico di Ragusa, pubblicato postumo. Sono passati più di 55 anni dal suo primo articolo e quasi 45 anni dalla pubblicazione del suo primo contributo sui “Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia”, la società che lo circonda è profondamente mutata, tanti amici e colleghi sono scomparsi, l’età è maggiore ma, leggendo questo lavoro, nulla sembra cambiato. Ragusa ci fornisce, come al solito, un lungo elenco di nuovi dati faunistici e sinonimici su quasi tutte le famiglie di Coleotteri siciliani. Numerose le verifiche che continua a proporre ai suoi corrispondenti, Agostino Dodero, Paolo Luigioni e Andrea Fiori in particolare, descrive una nuova aberrazione, polemizza con il Reitter su specie già note, chiude il lavoro con il cetonino Trichius fasciatus (Linnaeus, 1758) raccolto sulle sue amate Madonie. Attagenus bifasciatus ab. hybridus Ragusa, 1926: 74. Attagenus bifasciatus A.G. Olivier, 1790. Famiglia Dermestidae Latreille, 1804; Sottofamiglia Attageninae Laporte, 1840; Genere Attagenus Latreille, 1802. 508 IGNAZIO SPARACIO Locus typicus. Dintorni di Palermo. Note. Ragusa invia per confronto questi esemplari al “suo ottimo amico” Paolo Luigioni che gli scrive “sono una aberrazione che non trovo notata”. Sarà così citata dal LUIGIONI (1929) nel suo catalogo sui coleotteri italiani per Palermo. Questo nome non è riportato da HÁVA (2007). Tabella 1. Taxa descritti da Enrico Ragusa elencati in ordine alfabetico. abdominalis - Agabus (Xanthodytes) nebulosus Forster var. abdominalis Ragusa, 1887 - Naturalista sicil., 7 (1): 1-8 Allardius - Allardius Ragusa, 1898 - Naturalista sicil., 2 (N.S.) (5-8): 105-130 anorachilus - Lygistopterus anorachilus Ragusa, 1883 - Naturalista sicil., 2 (11): 251; 3 (1884): tav. III (fig. 7). anticenotatus - Cardiophorus ulcerosus var. anticenotatus Ragusa, 1911 - Rivista Coleotterologica italiana, 9 (8-11): 190-198. apicalis - Aphodius (Calamosternus) granarius var. apicalis Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 12 (1-2): 1-19. apicalis - Exilia timida var. apicalis Ragusa, 1884 - Naturalista sicil., 3 (12): 332-335, tav. III (fig. 6). armerinae - Anoxia matutinalis var. armerinae Ragusa, 1893 - Naturalista sicil., 12 (10): 233-239. ater - Philonthus sanguinolentus var. ater Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 11 (6-8): 164-169. atomus - Holoparamecus atomus Ragusa, 1888 - Naturalista sicil., 8 (2): 36-37. atratum - Sphaeridium bipustulatum var. atratum Ragusa, 1891 - Naturalista sicil., 10 (7): 133-148. Baudia - Baudia Ragusa, 1884 - Naturalista sicil., 4 (1-2): 1-6. baudii - Reicheia praecox var. baudii Ragusa, 1883 - Naturalista sicil., 2 (11): 241-247. Bedelinus - Bedelinus Ragusa, 1885 - Naturalista sicil., 4 (6): 121-126. bicolorata - Cantharis livida var. bicolorata Ragusa, 1893 - Naturalista sicil., 13 (3): 37-47. 509 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa bimaculata - Haplocnemia curculionoides a. bimaculata Ragusa, 1924 Boll. R. Acc. Sc. Lett. Belle Arti, Palermo, 14: 1-33. bimaculata - Mordellistena (Tolida) pulchella ab. bimaculata Ragusa, 1923 - Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo, 12 (1920-22): 1-18. bimaculatum - Sphaeridium scarabaeoides var. bimaculatum Ragusa, 1891 - Naturalista sicil., 10 (7): 133-148. binotatus - Stenolophus proximus var. binotatus Ragusa, 1886 - Naturalista sicil., 5 (4): 97-102. bipunctata - Anaspis geoffroyi bipunctata Ragusa, 1898 - Naturalista sicil., 2 (N.S.) (5-8): 105-130. bipunctata - Liodes (Anisotoma) heydeni var. bipunctata Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 11 (4): 73-88. bipunctata - Zonitis bipunctata Ragusa, 1882 - Naturalista sicil., 1 (2): 42-44, tav. III (fig. 5-7). bipunctatus - Bidessus bicarinatus var. bipunctatus Ragusa, 1887 - Naturalista sicil., 6 (12): 221-228. biraghii - Luperus biraghii Ragusa, 1871 - Bull. Soc. ent. ital., 2(4), 1870: 315316. brunneus - Quedius molochinus var. brunneus Ragusa, 1891 - Naturalista sicil., 10 (11): 213-231. busambrensis - Psilothrix protensus var. busambrensis Ragusa, 1889 - Naturalista sicil., 8 (10-11): 234-236. buyssoni - Agriotes buyssoni Ragusa, 1911 - Rivista Coleotterologica italiana, 9 (8-11): 190-198. circumdatus - Carpophilus hemipterus var. circumdatus Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 11 (9-11): 185-209. cocles - Lebia scapularis var. cocles Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 11(9-11): 253-256. coeruleum - Calosoma inquisitor var. coeruleum Ragusa, 1883 - Naturalista sicil., 2 (9): 193-199. cossyrensis - Pachychile cossyrensis Ragusa, 1875 - Bull. Soc. ent. ital., 7 (4) 1875: 238–256. 510 IGNAZIO SPARACIO cruciatus - Cryptocephalus grohmanni ab. cruciatus Ragusa, 1922 - Bull. Soc. ent. ital., 53 (1921): 121-130. cruciferus -Anthicus (Cyclodinus) laeviceps var. cruciferus Ragusa, 1898 - Naturalista sicil., 2 (N.S.) (5-8): 105-130. cupriferoides - Tychius (Miccotrogus) cuprifer var. cupriferoides Ragusa, 1923 Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo, 12 (1920-22): 1-18. destefanii - Adelops destefanii Ragusa, 1881 - Naturalista sicil., 1 (1): 5-9, tav. I (figg. 1-8) Naturalista sicil., 1(1): 5-9, tav. I (figg. 1-8). destefanii - Lebia trimaculata var. destefanii Ragusa, 1884 - Naturalista sicil., 3 (11): 316-318, tav. III (fig. 8). elephas - Hister inaequalis var. elephas Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 11 (12): 258-269. emeryi - Anaspis ruficollis var. emeryi Ragusa, 1898 - Naturalista sicil., 2 (N.S.) (5-8): 105-130. erichsoni - Achenium depressum var. erichsoni Ragusa, 1891 - Naturalista sicil., 10 (11): 213-231. faillae - Aphodius (Acrossus) luridus var. faillae Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 12 (1-2): 1-19. faillae - Chlaenius velutinus var. faillae Ragusa, 1884 - Naturalista sicil., 3 (11): 301-304. fanalesi - Tychius (Tychius) fanalesi Ragusa, 1908 - Naturalista sicil., 20 (6-8): 156-186. fasciatus - Phyllobius fasciatus Ragusa 1906: 263 - nomen nudum - Naturalista sicil., 18 (11-12): 260-287. fauveli - Ocyusa (Eurylophus) fauveli Ragusa, 1891 - Naturalista sicil., 10 (7): 133-148. feliceae - Tritoma (Mycetophagus) picea var. feliceae Ragusa, 1892 - Naturalista sicil., 11 (6-8): 122-143. funerea - Calosoma inquisitor var. funerea Ragusa, 1905 - Naturalista sicil., 17 (12): 288-292. geoffroyi - Anaspis geoffroyi Mull. var. testacea Ragusa, 1898 - Naturalista sicil., 2 (N.S.) (5-8): 105-130. 511 Gli studi coleotterologici di Enrico Ragusa velutinus - Gnorimus 10-punctatus var. velutinus Ragusa, 1882 - Naturalista sicil., 1(11): 248-251, tav. XI (fig. 4). viridulus - Carabus (Eurycarabus) morbillosus var. viridulus Ragusa, 1904 - Naturalista sicil., 17 (2-3): 49-54. vitalei - Luperus vitalei Ragusa, 1923 - Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo, 12 (1920-22): 1-18. xantomelus - Rynchites (Lasiorhynchites) praeustus var. xantomelus Dodero, 1912 - Naturalista sicil., 21 (11-12) (1910): 248-257. Ringraziamenti. I miei ringraziamenti sono rivolti, per l’aiuto fornito nelle varie fasi di questo lavoro, a Bruno Massa e Tommaso La Mantia (Università degli Studi di Palermo), Giorgio Sabella e Fabio Viglianisi (Museo di Zoologia e Casa delle farfalle, Università di Catania). 518 IGNAZIO SPARACIO BIBLIOGRAFIA ALIQUÒ V. & ALIQUÒ A., 2000. Terzo contributo alla revisione della collezione Coleotterologica Ragusa di Sicilia: Tenebrionidae (Coleoptera). 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