NOTE D'ARCHIVIO SUI RAPPORTI TRA ENRICO RAGUSA E IL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI GENOVA
Abstract
Sono trascritte e commentate alcune lettere inedite scritte da Enrico Ragusa tra il 1871 e il 1883 e inviate a Genova a Giacomo Doria e Raffaello Gestro. Sono inoltre riprodotte due liste di Coleotteri siciliani compilate da Ragusa nel 1880 e nel 1881 e di non facile reperimento.
Full text
Naturalista sicil., S. IV, XLIX (2), 2025, pp. 249-262 ROBERTO POGGI NOTE D’ARCHIVIO SUI RAPPORTI TRA ENRICO RAGUSA E IL MUSEO CIVICO DI STORIA NATURALE DI GENOVA RIASSUNTO Sono trascritte e commentate alcune lettere inedite scritte da Enrico Ragusa tra il 1871 e il 1883 e inviate a Genova a Giacomo Doria e Raffaello Gestro. Sono inoltre trattate due liste di Coleotteri siciliani compilate da Ragusa nel 1880 e nel 1881 e di non facile reperimento. Parole chiave: Enrico Ragusa, Museo Civico di Storia Naturale di Genova, lettere, pubblicazioni. SUMMARY Archival notes on the relationship between Enrico Ragusa and the Civic Museum of Natural History in Genoa. Some unpublished letters written by Enrico Ragusa between 1871 and 1883 and sent to Giacomo Doria and Raffaello Gestro in Genoa are transcribed and commented. Furthermore, two lists of Sicilian beetles compiled by Ragusa in 1880 and 1881 and which are not easy to find are treated. Key words: Enrico Ragusa, Civic Museum of Natural History of Genoa, letters, publications. Nell’archivio del Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria” di Genova si conserva una piccola serie di lettere (sette in tutto) scritte da Enrico Ragusa nel periodo compreso tra il 1871 e il 1883 e indirizzate prima al Direttore Marchese Giacomo Doria (2 lettere, 1871 e 1874) e poi al Vice Direttore Prof. Raffaello Gestro (5 lettere, 1875-1883); dalla loro lettura si possono ricavare conferme a fatti già noti ma anche dati inediti che contribuiscono a DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17531898
migliorare le nostre conoscenze sulla vita di Ragusa e sui suoi rapporti col personale del Museo di Genova. Per facilità di riferimento le lettere sono qui numerate da 1 a 7. LETTERA 1 (a Giacomo Doria, 13.XI.1871, su carta bianca) (Fig. 1) Palermo 13. 9bre.711 Illustr.mo Sig.rMarchese, Ho ricevuto dal Dr. C. A. Dohrn2di Stettino l’avviso che ha spedito al mio indirizzo una cassettina contenente dei coleotteri che trovasi presso di Lei. La pregherei dunque, se volesse, avere la gentilezza a farla rimettere al capitano del vapore di Florio che parte per Palermo3, con il seguente indirizzo: Sig.ra Angelina De Pace Florio4 per Sig.rEnrico Ragusa . Pal.o. Ringraziandola di tanto disturbo ho l’onore di dirmi suo dev.mo ed obbl.mo Enrico Ragusa 250 ROBERTO POGGI 1Nell’Ottocento era abitudine abbastanza frequente indicare i mesi dell’ultimo quadrimestre dell’anno non col loro nome, ma con il numero seguito apicalmente da “bre”, da cui 7bre per settembre, 8bre per ottobre, 9bre per novembre e 10bre per dicembre. 2Carl August Dohrn (1806-1892), coleotterologo di Stettino, fu in rapporto con molti entomologi italiani; il figlio Anton (1840-1909) fondò nel 1872 la Stazione Zoologica di Napoli che oggi porta il suo nome. 3La compagnia di navigazione Florio teneva regolari collegamenti commerciali tra Palermo e Genova. 4Angelina Florio (1835-1905), sposata con Luigi De Pace, era la primogenita dell’armatore e imprenditore Vincenzo Florio (1799-1868). Questa segnalazione suggerisce l’esistenza di rapporti abbastanza stretti tra i Florio e i Ragusa. Anche le loro rispettive tombe di famiglia sono state edificate in aree contigue nel Cimitero di Santa Maria del Gesù a Palermo (A. Carapezza, in verbis). Fig. 1 — (lettera 13.XI.1871)
LETTERA 2 (a Giacomo Doria, 6.VIII.1874, su carta intestata “Hotel Trinacria – Palermo / Ragusa”) (Fig. 2 e 3) Pal.o56 Agosto 74 Ill.mo Sig.rMarchese ! Le spedisco con la presente le Nebria Andalusica promesse6, più una Cicindela campestris, 2 Car.[abus] morbillosus e una var. (334) Servillei, tutti coleotteri della nostra Palermo, che spero vorrà gradire. Appena sarò in grado di farlo le farò un ricco invio di coleotteri della Sicilia. In quanto ai pipistrelli, lucertole, serpi ecc. non ho dimenticato la commissione ed ho già scritto nell’interno dell’isola7. Colla viva speranza di ricevere ben presto di Lei buone nuove ho l’onore di dirmi di Lei dev.mo amico Enrico Ragusa P.S. Desidererei sapere se Ella ricevette una mia lettera spedita da M.te Carlo presso Monaco8. 251 Note d’archivio sui rapporti tra Enrico Ragusa e il Museo Civico... 5Pal.o sta ovviamente per Palermo. 6Evidentemente promesse in una lettera precedente questa, oggi non presente in archivio, oppure nel corso di un incontro svolto a Genova (vedi nota 8). Il Carabidae citato è oggi correttamente indicato come Nebria andalusia Rambur, 1837. 7Giacomo Doria non mancava mai di chiedere ai propri corrispondenti di procurargli vertebrati locali per incrementare le collezioni del Museo di Genova; occupandosi egli in particolare di chirotteri e di erpetologia, la richiesta di “pipistrelli, lucertole, serpi” rientra nella consuetudine. È facile che la persona dell’“interno dell’isola” cui fa riferimento Ragusa possa essere Francesco Minà Palumbo (1814-1899), il ben noto naturalista residente a Castelbuono, nelle Madonie. 8Quindi nell’estate del 1874 Ragusa fu a Montecarlo, nel Principato di Monaco, non è dato sapere se per vacanza o per eventuali rapporti di lavoro, e probabilmente facendo prima una sosta a Genova, dove è facile che Ragusa potesse avere ancora degli amici di famiglia, considerato che suo nonno Pietro si era trasferito da Palermo nella città ligure e che suo padre Salvatore era nato il 13 febbraio 1805 proprio a Genova, dove aveva vissuto sino all’incirca al 1840. Fig. 2 — (lettera 6.VIII.1874, 1a facciata)
252 ROBERTO POGGI Fig. 3 — (recto) Fig. 3 — (verso)
LETTERA 3 (a Raffaello Gestro, 1.III.1875, su carta bianca bordata a lutto9) (Figg. 4, 5 e 6) Pal.o1.3.1875 Carissimo Sig.rD.re !10 Con la posta d’oggi le invio una scatoletta contenente qualche coleottero di Sicilia - sono pochissimi, ma vi troverà 5 o 6 specie buone! Lo scopo dell’invio è di comunicarle, per averne il di Lei giudizio, il N° 37011 Nebria Andalusica per confrontarla col 369 Nebria Nebrodensis m. nov. sp.12? Che non è la Andalusica si vede alla forma del corsaletto ed alle elitre più arrotondate. Mi sembra più vicina alla brevicollis (?) I Ni360. 364. 65. 67. 68. 73. li ho messo semplicemente per confronto, e per la località. Colla speranza che Ella goda ottima salute, e che presto avrò un di Lei scritto, la prego dia miei più affettuosi saluti al Sig.rMarchese 253 Note d’archivio sui rapporti tra Enrico Ragusa e il Museo Civico... 9All’epoca era consuetudine piuttosto diffusa scrivere su carta da lettere bordata in nero quando lo scrivente era a lutto per la morte di un parente stretto; l’uso si protraeva per parecchi mesi, ma in genere non oltre l’anno dalla data del decesso. Il lutto di riferimento nella lettera n. 6, del giugno 1876, dovrebbe essere quello relativo alla scomparsa del padre di Ragusa, Salvatore, avvenuta nel precedente mese di marzo. 10 Da questa lettera in poi le missive di Ragusa sono tutte indirizzate a Raffaello Gestro. 11 Accade assai spesso che sugli spilli di insetti raccolti nell’Ottocento o nel primo Novecento siano infilzate piccole etichette, non di rado a stampa, recanti un numero e talora senza altre indicazioni. Queste etichette numeriche fanno sempre riferimento a qualche elenco autografo (inserito nel corpo di una lettera o su un foglio separato associato ad una lettera), in cui figurano le corrispondenze tra i numeri e i nomi e i dati di raccolta di ogni esemplare. È quindi fondamentale non rimuovere mai dagli spilli tali numeri e conservare accuratamente negli archivi gli elenchi che permettono di collegare numeri ed esemplari. Nel caso in questione Gestro provvide ad aggiungere in ogni spillo la trascrizione dei dati comunicati da Ragusa. 12 Su questa presunta nuova forma di Carabidae Ragusa torna nella successiva lettera 4. Il Fig. 4 — (lettera 1.III.1875, 1a facciata)
254 ROBERTO POGGI Fig. 5 — (lettera 1.III.1875, 2a facciata) Fig. 6 — (lettera 1.III.1875, 3a facciata)
255 Note d’archivio sui rapporti tra Enrico Ragusa e il Museo Civico... Doria ed al Sig.rFea13, ed Ella gradisca una cordiale stretta di mano dal di Lei dev.o ed aff.mo amico Enrico Ragusa Spedisco oggi. 360. Nebria complanata 2. Mondello Pal.o14 361 Ctenistes Kiesenwetteri m. Navurra15 2 Cartodere pilifera Reitter nov. sp. Navurra16 3 Trimium Siculum Saulcy Navurra17 4 Bembidium Siculum Pal.o 5 Trechus minutus ”18 6 Cossyphus insularis Navurra19 7 Scarites gigas Mondello20 8 Cicindela campestris ” 9 Nebria Nebrodensis 21 Madonie 370 “ Andalusica Pal.o” 1 Cebrio ---? --- ” 2 Pachypus caesus ” 3 Licinus Siculus ”22 taxon non venne poi mai descritto e non figura nel suo Catalogo del 1883; col tempo Ragusa probabilmente si convinse che non si trattava di una specie diversa dalla comune Nebria brevicollis (Fabricius, 1792). 13 Leonardo Fea (1852-1903), xilografo ed assistente al Museo di Genova, avrebbe in seguito esplorato la Birmania (1885-1888) e l’Africa occidentale (1898-1903); Ragusa lo cita anche nelle successive lettere 5, 6 e 7 in relazione alle raccolte eseguite da Fea a Pantelleria. 14 Eurynebria complanata (Linnaeus, 1767), oggi in pesante rarefazione su tutte le coste sabbiose italiane, all’epoca era comune sulla spiaggia di Mondello. 15 Ragusa scrive m. (per “mihi”) perché fu il primo a citare per la Sicilia Ctenistes kiesenwetteri, che però venne poi effettivamente descritto nel 1874 da Felicien de Saulcy, a cui oggi è giustamente attribuito. 16 Oggi inserita nel genere Dienerella Reitter, 1911. Edmund Reitter descrisse Cartodere pilifera nel 1875 su individui raccolti da Ragusa sul Monte Pellegrino. Questi esemplari provenienti da Navurra (oggi nell’abitato di Casteldaccia) quindi non appartengono alla serie tipica. 17 La specie citata in realtà non è mai stata descritta; si tratta di un nome in litteris, poi risultato riferibile a Zibus leiocephalus (Aubé, 1833). 18 Oggi sinonimo di Trechus quadristriatus (Schrank, 1781). 19 Oggi sinonimo di Cossyphus moniliferus Chevrolat, 1829. 20 Oggi sinonimo di Scarites buparius (Förster, 1771). 21 Vedi note 12 e 29. 22 Oggi sinonimo di Licinus punctatulus (Fabricius, 1792).
256 ROBERTO POGGI P.S. Il Bledius che Ella mi donò di Tunisi23 è il Bledius atramentarius scoperto da Rottenberg24 in Sicilia. LETTERA 4 (a Raffaello Gestro, 24.III.1875, su carta bianca bordata a lutto) Palermo 24.3.75 Carissimo D.re ! Finalmente il fotografo volle inviarmi delle copie della mia ultima fotografia, e così posso avere il piacere di offrirgliene una25 in cambio della sua che Ella gentilmente mi offrì nel mio ultimo passaggio a Genova26. Sarò gratissimo e molto obbligato se Ella mi favorirà dei coleotteri della Tunisia, avendo gl’insetti di quella contrada un interesse speciale per me27. Non ho trovato ancora in Sicilia nessun Cychrus28, e darei moltissimo per avere il C. meridionalis che Chaudoir descrive nell’Abeille come di Sicilia – speriamo di ritrovarlo. Ho già messo da parte molti coleotteri destinati per il Museo Civico di Genova, e li spedirò fra breve. In quanto alla mia Nebria Nebrodensis, ecco quanto mi scrive ora il Sig.r Putzeys29: 23 Questa frase fa comprendere che in data anteriore al 1875 Ragusa ricevette materiali tunisini in dono dal Museo di Genova. A parte questi, da indagini svolte nell’archivio del Museo si è appurato che nell’ottobre 1871 vennero spediti a Ragusa ben 218 esemplari riferibili a 50 diversi taxa di Coleotteri, comprendenti specie anche piuttosto rare, di provenienza alpina o ligure, sicuramente non rinvenibili in Sicilia. Tenendo conto che Ragusa nel 1884 vendette la sua collezione di Coleotteri non siciliani a John Henry Leech (1862-1900) (A. Carapezza, in verbis), tali reperti oggi dovrebbero essere conservati al Natural History Museum di Londra. 24 Il Barone tedesco Arthur Leopold Rottenberg (1843-1875) eseguì nel 1869 importanti raccolte entomologiche in Sicilia 25 Vedi Fig. 3. La foto è stata scattata nello studio di Giuseppe Incorpora (1834-1914), fondatore a Palermo di un celebre studio fotografico, i cui discendenti sono tuttora in attività. 26 Chiara prova di una visita di Ragusa al Museo di Genova in data non troppo lontana dal marzo 1875. 27 L’interesse è facilmente comprensibile, stanti le affinità faunistiche esistenti tra Tunisia e Sicilia. Si veda anche la successiva nota 31. 28 L’informazione è certamente da porre in riferimento all’articolo “Osservazioni sopra alcune specie italiane del genere Cychrus” pubblicato da Gestro nei primi mesi del 1875 sugli Annali del Museo civico di Storia naturale di Genova, vol. 6: 537-543. 29 Si tratta del belga Jules Putzeys (1809-1882), magistrato e famoso specialista di Carabidae, a cui Ragusa aveva evidentemente inviato alcuni esemplari della presunta nuova specie per un parere. Nella trascrizione del testo francese Ragusa è incorso in alcuni piccoli errori lessicali che qui si sono mantenuti.
Nebria. Certainement différent par son corselet moins rétréci vers la base, ses angles antér. moins saillans, ses côtés antér. plus arrondis; la gouttière longeant la marge moins large, les épaules moins arrondies. Se rapproche beaucoup plus de la brevicollis dont cepandant elle differes par les côtés anter. du corselet plus elargis et plus arrondis. C’est peut-être une esp. nouv. Io dunque l’ho messa in raccolta come Nebria brevicollis var. Nebrodensis; intanto spero poterle inviare una lunga serie di questo insetto ed Ella vedrà allora come differisce dalla Andalusica. Sperando avere ben presto di Lei buone nuove, e gl’insetti promessi, gradisca un saluto affettuoso dal di Lei dev.mo ed obbl.oamico e collega Enrico Ragusa LETTERA 5 (a Raffaello Gestro, 21.X.1875, su carta bianca bordata a lutto) Palermo 21. 8bre.75 Carissimo Sig.r Prof. re ! Meglio tardi che mai ! Posso in ogni modo assicurarle che non è stata mia colpa se non ho mandato pria d’oggi il Catalogo degli Emitteri Siciliani che mi è giunto in questo momento, e che avevo già chiesto nel passato Luglio30. Le sarei tenutissimo se potrebbe [sic] inviarmi l’ultimo lavoro del Fairmaire dei coleotteri della Tunisia pub. nel Bul. del Mus31. Ho ricevuto con immenso piacere il telegramma del Sig.r Marchese Doria32, e la prego di ringraziarlo per parte mia. 257 Note d’archivio sui rapporti tra Enrico Ragusa e il Museo Civico... 30 Non si tratta naturalmente del “Catalogo degli Emitteri della Sicilia” di Ragusa, che avrebbe visto la luce solo nel 1907, ma dell’articolo di Minà Palumbo “Emitteri siciliani. Catalogo”, pubblicato nel 1870 sulle Nuove Effemeridi Siciliane (vol. 2: 67-73; 117-125), che evidentemente già nel 1875 era difficile procurarsi a Palermo. 31 L’indicazione di Ragusa “Bul. del Mus.” va ovviamente riferita agli Annali del Museo civico di Storia naturale di Genova; Léon Fairmaire (1820-1906) è il coleotterologo francese che ha studiato i Coleotteri raccolti in Tunisia nel 1873 da Abdul Kerim, preparatore del Museo di Genova, rendendone noti i risultati nell’articolo “Coléoptères de la Tunisie récoltés par M.rAbdul Kerim”. Tale lavoro è stato pubblicato nel vol. VII degli Annali, alle pp. 475-540, quando ancora non si indicava il giorno preciso della tiratura degli estratti. Non avendo riferimenti diretti nelle lettere di Fairmaire a Gestro, avevo datato la sua uscita (POGGI, 2010: 26) nel periodo compreso tra ottobre e novembre 1875; questa lettera del 21 ottobre permette ora di restringere con maggior precisione la data di stampa alle prime tre settimane del mese di ottobre. 32 Il dichiarato interesse di Ragusa per la fauna coleotterologica tunisina, già esplicitato nella lettera del 24 marzo (vedasi nota 27), evidentemente aveva spinto il Marchese Doria ad avvisarlo subito, addirittura con telegramma, sull’uscita del lavoro di Fairmaire, in cui oltretutto sono anche presenti descrizioni di nuovi taxa.