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ENRICO RAGUSA PROTAGONISTA DELL'ENTOMOLOGIA SICILIANA TRA OTTO E NOVECENTO: BIBLIOGRAFIA COMPLETA (1871-1924) E CATALOGO ANNOTATO DELLE SPECIE DESCRITTE E A LUI DEDICATE

Romano, Marcello

Abstract

L’Autore ripercorre, dai suoi esordi, l’attività entomologica di Enrico Ragusa, mettendo in rilievo momenti chiave e metodo di indagine. Da un lato si ricostruisce la fitta rete di corrispondenti e collaboratori, tra scambi di materiale, identificazioni e contatti editoriali; dall’altro l’attività di ricerca sul campo, attraverso l’organizzazione di campagne di esplorazione, con una ricognizione delle località maggiormente indagate in Sicilia. Il filo conduttore sono le specie da lui descritte e a lui dedicate nell’arco di oltre cinquant’anni, con cenni al contesto editoriale e ai rapporti con specialisti italiani ed europei. Il lavoro comprende inoltre la bibliografia completa (1871-1924) dei lavori di Ragusa e tre appendici. Le prime due elencano rispettivamente le specie descritte da Ragusa e quelle a lui dedicate, con note essenziali sullo stato tassonomico attuale. La terza riporta dati inediti sulla consistenza delle collezioni entomologiche di Enrico Ragusa, oggi custodite presso il «Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle» dell’Università di Catania. È infine riprodotto, in calce a questo volume, l’indice per generi, mancante nelle copie esistenti del «Catalogo ragionato dei coleotteri di Sicilia», pubblicato in edizione separata, così da restituire l’impianto originario e facilitarne la consultazione.

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Naturalista sicil., S. IV, XLIX (2), 2025, pp. 269-390 MARCELLO ROMANO ENRICO RAGUSA PROTAGONISTA DELL’ENTOMOLOGIA SICILIANA TRA OTTO E NOVECENTO: BIBLIOGRAFIA COMPLETA (1871-1924) E CATALOGO ANNOTATO DELLE SPECIE DESCRITTE E A LUI DEDICATE RIASSUNTO L’Autore ripercorre l’attività entomologica di Enrico Ragusa dai suoi esordi, mettendo in rilievo momenti chiave e metodo di indagine. Da un lato si ricostruisce la fitta rete di corrispondenti e collaboratori, tra scambi di materiale, identificazioni e contatti editoriali; dall’altro l’attività di ricerca sul campo, attraverso l’organizzazione di campagne di esplorazione, con una ricognizione delle località maggiormente indagate in Sicilia. Il filo conduttore sono le specie da lui descritte e a lui dedicate nell’arco di oltre cinquant’anni, con cenni al contesto editoriale e ai rapporti con specialisti italiani ed europei. Il lavoro comprende inoltre l'elenco completo (1871-1924) delle pubblicazioni di Ragusa e tre appendici. Le prime due elencano rispettivamente le specie descritte da Ragusa e quelle a lui dedicate, con note essenziali sullo stato tassonomico attuale. La terza riporta dati inediti sulla consistenza delle collezioni entomologiche di Enrico Ragusa, oggi custodite presso il «Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle» dell’Università di Catania. È infine riprodotto, in calce a questo volume, l’indice per generi, mancante nelle copie esistenti del «Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia», pubblicato in edizione separata, così da restituire l’impianto originario e facilitarne la consultazione. Parole chiave: Enrico Ragusa, entomologia storica, fauna siciliana, collezioni entomologiche, bibliografia (1871-1924) di Enrico Ragusa. SUMMARY The Author retraces Enrico Ragusa’s entomological activity from his beginnings, highlighting key moments and his investigative method. On the one hand, the paper reconstructs the dense network of correspondents and collaborators, spanning exchanges of material, identifications, and editorial contacts; on the other, it examines field research through the organization of exploration campaigns, with a survey of the localities most intensively investigated in Sicily. The common thread is the species which Ragusa described and those dedicated to him over more than fifty years, with notes on the editorial context and on relations with Italian and European specialists. The work also DOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17531820 includes the complete list (1871-1924) of Ragusa’s publications and three appendices. The first two list, respectively, the species described by Ragusa and those dedicated to him, with essential notes on their current taxonomic status. The third presents unpublished data on the extent of Enrico Ragusa’s entomological collections, today preserved at the «Museo di Zoologia e Casa delle Farfalle» of the University of Catania. Finally, the index by genera, absent from the extant copies of the «Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia», published as a separate edition, is reproduced at the end of this volume, thereby restoring the work’s original structure and facilitating consultation. Key words: Enrico Ragusa, historical entomology, Sicilian fauna, entomological collections, bibliography (1871-1924) of Enrico Ragusa. «Solo chi è appassionato per gli studi entomologici può facilmente comprendere il piacere che si prova a mettere le specie al loro giusto posto, con il loro vero nome, a correggere le specie mal determinate, a passare ore con un maestro, eminente specialista… un giorno indimenticabile».1 Enrico Ragusa INTRODUZIONE La personalità umana e il contributo scientifico di Enrico Ragusa (18491924) sono stati oggetto di diverse pubblicazioni, incentrate sulla sua biografia, con particolare attenzione alla sua attività imprenditoriale e al suo ruolo nel campo dell'entomologia. È stato più volte sottolineato il suo contributo alla conoscenza della fauna coleotterologica e lepidotterologica siciliana, così come la sua centralità nella promozione degli studi naturalistici sull'isola, in qualità di fondatore della rivista «Il Naturalista Siciliano» e, in seguito, di Presidente della «Società dei Naturalisti Siciliani» (LIOTTA, 1987; ROMANO, 2004, 2006). Tuttavia, molti aspetti della sua vasta produzione scientifica rimangono ancora poco indagati o richiedono una nuova contestualizzazione. È ciò che mi propongo di fare in questo contributo, attraverso un’analisi dei suoi scritti che consenta di ricostruire quanto più esaustivamente possibile il suo “modus operandi”. Lo studio segue un approccio cronologico, ripercorrendo criticamente oltre cinquant'anni di ricerca, dagli esordi del 1870 sul «Bullettino della Società Entomologica Italiana» agli ultimi articoli del 1924, anno 270 MARCELLO ROMANO 1RAGUSA, 1907a: 209. della sua morte. Saranno talvolta inseriti brevi cenni biografici relativi ad avvenimenti ancora poco noti. Ho incluso, in coda, l'elenco completo dei lavori di Enrico Ragusa, finora pubblicato solo in parte e limitatamente ad alcuni gruppi, quali i coleotteri (LUIGIONI, 1929) oppure riferito ai soli contributi pubblicati su «Il Naturalista Siciliano» (ARNONE & ROMANO, 1984). Tre appendici completano il lavoro. La prima contiene l’elenco di tutte le specie e forme intraspecifiche di insetti descritte da Ragusa, accompagnate da note e osservazioni. Tra i 201 taxa descritti, risultano attualmente validi un genere, venticinque specie e quattro sottospecie. La seconda consiste nell’elenco dei taxa dedicati a Ragusa dagli specialisti italiani ed europei con i quali era in costante contatto. Su un totale di 73 taxa a lui dedicati, risultano attualmente valide trentuno specie e una sottospecie. Ogni sforzo è stato compiuto per individuare con precisione tutti i taxa descritti da Ragusa o a lui dedicati e per accertarne la posizione tassonomica odierna. Mi scuso sin d’ora per eventuali omissioni o inesattezze. La terza appendice, infine, riporta alcuni dati e informazioni inedite sulle tre collezioni entomologiche di Ragusa: coleotteri di Sicilia, coleotteri europei e lepidotteri europei, custodite presso il «Museo di Zoologia e Casa delle farfalle» dell’Università di Catania. Nel testo ho utilizzato il presente storico al fine di conferire immediatezza espositiva e restituire con maggiore vividezza la dinamica delle vicende, senza pregiudicare la loro precisa collocazione cronologica. Le citazioni dei testi di Ragusa o di altri autori sono riportate in corsivo tra caporali («...»). Infine, il «Bullettino della Società Entomologica Italiana» (dal 1922 «Bollettino…»), «Il Naturalista Siciliano» e il «Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia», più volte richiamati nel testo, sono talvolta citati in forma abbreviata, come «Bullettino/Bollettino», «Il Naturalista», «Catalogo». VERSO «ILNATURALISTA SICILIANO»: ESORDI E PERCORSO INIZIALE (1868-1880) Enrico Ragusa si avvicina all’entomologia in giovanissima età, come ricorda nell’introduzione al suo elenco dei lepidotteri di Sicilia: «questo contributo è il risultato delle mie continuate ricerche, iniziate nel 1863, allorché giovanetto a 14 anni, principiai con passione questi studi che ho seguito a tutt’oggi» (RAGUSA, 1916: 29). La sua passione per le farfalle nasce durante il periodo trascorso presso la scuola di Berlino, dove il padre Salvatore lo aveva mandato nel 1863 per perfezionarsi nella gestione alberghiera (ROMANO, 2004). Dopo il ritorno in Sicilia, Ragusa continua ad ampliare la sua collezione: «Dal 1868 in qua che io raccolgo farfalle, e per conseguenza i bruchi» (RAGUSA, 1884l: 31). 271 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 272 MARCELLO ROMANO Tuttavia, la mancanza di punti di riferimento e testi specializzati nell’isola rappresenta un grande ostacolo. Questo iniziale senso di sconforto è ben espresso, molti anni più tardi, come riportato da ROMANO (2004): «quale scoraggiamento provai allorché trenta anni or sono, mi recai alle nostre pubbliche biblioteche per studiare le mie care bestioline, e vi trovai appena due o tre volumi incompleti che trattavano d’entomologia e se non avessi avuto del mio, onde acquistare le opere necessarie, di certo avrei abbandonato ad altri questi dilettevolissimi studi»2. Il 7 dicembre 1868 accade un fatto che, pur non riguardando direttamente Ragusa, innesca una serie di eventi destinata a orientare i suoi interessi: l’arrivo in Sicilia dell’entomologo tedesco Arthur Leopold Rottenberg, che vi soggiorna fino al 20 maggio 1869 (Fig. 1). In questo lasso di tempo egli raccoglie ampie serie, soprattutto di coleotteri, che riporta in Germania in «casse piene zeppe di insetti» (RAGUSA, 1875c). I risultati dell’esplorazione sono riassunti in due contributi scientifici, nei quali sono descritte numerose specie nuove – molte endemiche – ciascuna corredata da osservazioni puntuali e indicazioni di località (ROTTENBERG, 1870; 1871). Durante la permanenza sull’isola, Ragusa ha modo di conoscerlo personalmente e di accompagnarlo nelle sue escursioni: «spinto dai miei amici, tenterò di pubblicare [...] quanto ho trovato nella nostra isola fin dal 1869, anno in cui principiai le mie prime cacce col povero Barone di Rottenberg»3(RAGUSA, 1883b: 170). In queste occasioni ne apprezza le formidabili capacità di raccolta: «Io non ho potuto ancora avere il piacere di trovarlo e gli esemplari della mia collezione mi furono donati dal Rottenberg, un giorno che tornava di una lunga escursione lungo l’Oreto e ne aveva centinaia»4(RAGUSA, 1891f: 241). 2Da “Il Naturalista Siciliano”, Anno I, N.S.: 10. Resoconto della seduta del 3 gennaio 1897. 3Arthur von Rottenberg muore nel 1875 a soli 32 anni. Lo stesso Ragusa scrive un commovente ricordo dell’amico sulle pagine del «Bullettino della Società Entomologica Italiana» (RAGUSA, 1875c). 4Si riferisce a Procirrus lefebvrei Latreille, 1829 (Coleoptera Staphylinidae). Fig. 1 — Arthur Leopold Albert Maria Rottenberg (Breslau, 10.11.1843 - Mühlgast bei Raudten, Schlesien, 13.4.1875). 273 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... La lettura, nel 1870, del resoconto della spedizione di Rottenberg suscita in Ragusa sentimenti contrastanti: da un lato una profonda ammirazione per il collega d’oltralpe, dall’altro un certo rammarico per il fatto che la straordinaria fauna dell’isola sia stata rivelata al mondo scientifico da uno straniero piuttosto che da un naturalista siciliano. Matura in lui già allora la consapevolezza che la fauna coleotterologica siciliana sia ancora assai meno conosciuta rispetto a quella dei lepidotteri e meriti un’attenzione particolare. Scriverà qualche anno dopo: «Or sono cinque anni, allorquando il Barone Rottenberg venne in Sicilia (1869), visto l’esito felicissimo delle sue cacce di coleotteri, ed invogliato da queste ad aggiungere alla mia collezione di Lepidotteri quella dei Coleotteri, mi diedi a raccoglierne» e conclude: «mano mano che ne conobbi i generi e le specie, li notavo con le date e le località precise ove li avevo raccolti» (RAGUSA, 1875a: 302). In omaggio al collega tedesco che lo ha ispirato, gli dedicherà qualche anno più tardi una delle prime specie nuove scoperte in Sicilia: Calomicrus rottenbergi Ragusa, 1874 (Coleoptera Chrysomelidae), riconoscendogli il primato delle scoperte sull’isola: «Ho dedicata questa specie al Signor Barone di Rottenberg, che per il primo ci ha dato un eccellente catalogo dei coleotteri Siciliani da lui raccolti» (RAGUSA, 1874a: 234). Il meticoloso lavoro del collega e amico tedesco gli ha fatto capire l’importanza di annotare con precisione data e località di raccolta, aspetto fino a quel momento trascurato e di cui in seguito avrà da pentirsi più volte, menzionando esemplari della propria raccolta: «Ne ho un solo esemplare trovato in Sicilia, è determinato dallo stesso sig. Reitter; non ricordo ove lo trovai, avendo disgraziatamente nei primi anni delle mie ricerche, omesso di notare la data e l’epoca della cattura di moltissime specie»5(RAGUSA, 1886c: 160) e ancora: «Non ricordo ove raccolsi i due soli esemplari di questa specie esistenti nella mia collezione e determinati dal Kuwert, ma ritengo provengono dalle prime cacce da me fatte nel 1869 nella conca d’oro»6(RAGUSA, 1888a: 265). Sin dall’inizio Ragusa non si limita a raccogliere insetti per la propria collezione, ma cerca di recuperare e salvare da un triste destino le raccolte dei suoi predecessori. Così, nel 1870, si mette in contatto con gli eredi di Baldassare Romano (1794-1857), naturalista di Termini Imerese, autore nel 1849 (anno di nascita di Enrico), di uno dei primi cataloghi di insetti siciliani: «Coleotteri della Sicilia raccolti e posseduti da Baldassare Romano».Intende acquistare la collezione «abbandonata agli Anthrenus ed intieramente guasta», per cercare di recuperare ciò che resta. In questa fase iniziale di studi sulla 5Si riferisce ad Anthracus corsicus (Perris, 1866), oggi sinonimo di Anthracus flavipennis (Lucas, 1846) (Coleoptera Carabidae). 6Si riferisce a Hydrophilus [oggi Helophorus] dorsalis Marsham, 1802 (Coleoptera Helophoridae). coleotterofauna siciliana, e in mancanza di altro materiale di confronto, è per lui estremamente importante disporre di esemplari di riferimento. Ottiene però un netto rifiuto dagli eredi, malgrado i reiterati tentativi nel 1872 e infine, nel 1882: «in quell’epoca qualche elitra ancora attaccata agli spilli, avrebbe potuto bastare a sciogliere diversi problemi, oggi questo stesso non esiste più, e così tanti anni di lavoro per ammassare le ricchezze della nostra fauna sono perduti per la scienza!» (RAGUSA, 1884e: 301). L’interesse di Ragusa per i coleotteri diviene prevalente e a essi destina la maggior parte delle sue note scientifiche, pur senza perdere di vista l’originaria passione per i lepidotteri. Sia l’ambito di ricerca sia i risultati via via pubblicati restano circoscritti al territorio siciliano. Pur operando con sguardo rivolto alla fauna isolana, Ragusa intreccia da subito contatti con altri naturalisti italiani, funzionali al confronto dei materiali e all’affinamento delle determinazioni. Una preziosa testimonianza di questa intensa attività è un carteggio di quindici lettere, comprese tra il 25 aprile 1870 e il 19 giugno 1871, conservate presso l’Archivio di Stato di Cremona, indirizzate da Ragusa a due giovani entomologi cremonesi: Carlo Fumagalli e Antonio Bergonzi. Nelle lettere chiede «inizialmente lumi sulle proprie classificazioni, [...] accennando ai propri corrispondenti austriaci», e riferisce «di escursioni alla ricerca di nuovo materiale in ambienti naturali pregiati, come il Bosco della Ficuzza», oltre a manifestare l’interesse per la letteratura tedesca più recente. «Quasi sempre le lettere terminano con i desiderata di Ragusa, che in brevissimo lasso di tempo era riuscito a contattare collezionisti di mezza Europa e all’inizio del 1871, potendo però contare solo sulle sue forze, si lamentava di non riuscire a soddisfare tutte le richieste pervenutegli»; nell’estate del 1871 invia un lotto in gran parte di specie non siciliane, così scusandosi: «[sono] quasi tutte specie estere, e non della Sicilia, ma cosa vuole, la quantità dei miei corrispondenti, aumenta giornalmente, e siccome sono solo a raccogliere, è impossibile contentar tutti» (BONALI, 2012: 11-13). Gli elenchi arrivano fino alla quindicesima spedizione e contengono centinaia di specie: poi la corrispondenza si interrompe. Ragusa emerge come fornitore chiave di fauna siciliana e snodo degli scambi che alimentano le collezioni cremonesi. Il 15 novembre 1872 un annuncio apparso su «Petites nouvelles entomologiques» (Anno 4, n. 64) con l’elenco delle specie da lui offerte e di quelle ricercate costituisce un ulteriore documento di questa intensa rete di scambi (Fig. 2). I risultati di tale attività sono attestati dalle due ampie collezioni europee di Lepidotteri e di Coleotteri, oggi conservate presso il «Museo di Zoologia e Casa delle farfalle» dell’Università di Catania (vedi Appendice 3). In quegli stessi anni Ragusa si iscrive alle principali società naturalistiche ed entomologiche italiane. Dal 23 al 26 agosto 1869 si tiene a Catania la quar274 MARCELLO ROMANO ta riunione straordinaria della «Società Italiana di Scienze Naturali». Il 26 agosto si svolge la seconda seduta generale, nella Sala Vaccarini della Biblioteca dell’ex convento dei Benedettini (Fig. 3), presieduta dal prof. Andrea Aradas, direttore dell’Accademia Gioenia di Scienze Naturali di Catania, che ospita la manifestazione7. In quell’occasione vengono nominati i nuovi soci; tra essi figura Enrico Ragusa (Fig. 4). 275 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 2 — Annuncio di scambi (Échanges) pubblicato da Enrico Ragusa su «Petites nouvelles entomologiques» (Anno 4, n. 64, 15 novembre 1872). 7Quarta riunione straordinaria della Società italiana di scienze naturali, tenuta in Catania nei giorni 23–26 agosto 1869. Seconda seduta generale 26 agosto 1869. In: Atti della Società italiana di scienze naturali, Milano, 1869, 12: 481-491. 276 MARCELLO ROMANO Fig. 3 — Biblioteca dell’ex monastero dei Benedettini, Catania. Sala Vaccarini. Fig. 4 — Enrico Ragusa. Sul verso, iscrizione manoscritta: «Enrico Ragusa di Palermo nato il 29 Agosto 1849. Palermo 1878.» In basso, firma. Stabilimento Fotografico G. Incorpora, Palermo. Provenienza: collezione non identificata. Collocazione: Senckenberg Deutsches Entomologisches Institut (SDEI), Photothek, Müncheberg. Benché la Società annoveri già da alcuni anni fra i suoi iscritti diverse personalità del mondo scientifico siciliano — Gaetano Giorgio Gemmellaro, professore di Geologia nella Real Università di Palermo; Federico Lancia, duca di Brolo, segretario dell’Accademia delle Scienze, Lettere e Arti di Palermo e Giuseppe Seguenza, professore di storia naturale nel Liceo di Messina — la candidatura di Ragusa è presentata da tre soci non siciliani: Bernardo Dürer, di Tremezzo, meteorologo; Saverio Tagliasacchi, di Milano, ingegnere e Cesare Bicchi, direttore dell’Orto botanico di Lucca. Sono presenti alla riunione anche Pietro Doderlein, professore di Zoologia della Real Università di Palermo, e il dott. Francesco Minà Palumbo di Castelbuono. In quell’occasione, Ragusa viene nominato socio corrispondente dell'Accademia Gioenia. Il 1º gennaio 1870 Ragusa risulta iscritto alla neonata «Società Entomologica Italiana», fondata il 31 ottobre 1869 presso il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze. Sul «Bullettino» di questa Società pubblicherà tutti i suoi articoli fino al 1876. Nell’adunanza generale del 14 maggio 18718, tenuta nella sala delle lezioni del medesimo Museo, il vicepresidente prof. Pietro Stefanelli comunica di aver esaminato diverse e interessanti farfalle di provenienza siciliana inviate da Enrico Ragusa e gli indirizza «parole di ringraziamento e vivi eccitamenti affinché voglia continuare ad occuparsi con amorosa premura dei lepidotteri siciliani». In quella stessa adunanza, il giovane Ragusa invia al consigliere Ferdinando Piccioli la sua prima nota su due nuove specie di coleotteri trovate in Sicilia. Il lavoro esce nello stesso anno sulle pagine del «Bullettino della Società Entomologica Italiana». In questo lavoro, la prima specie è Luperus biraghii (Coleoptera Chrysomelidae), raccolta nel Bosco della Ficuzza, località a una quarantina di chilometri da Palermo dove Ragusa soggiorna per lunghi periodi durante la stagione estiva. Sebbene il contributo sia breve rispetto alle opere successive, Ragusa mostra subito attenzione alla precisione tassonomica e al rigore scientifico. Il testo è diretto e conciso, privo di divagazioni o note personali che caratterizzeranno alcuni scritti successivi. Traspare già una solida conoscenza della letteratura entomologica del tempo e uno spirito autocritico orientato alla verifica che si farà ancora più evidente nelle opere della maturità: «siccome non era certo del fatto mio, lo spedii all’illustre entomologo H. De Kiesenwetter che gentilmente mi accertò di quanto io dubitava; per cui ne offro la descrizione» (RAGUSA, 1871a: 315). In quello stesso anno, Ragusa pubblica sul «Bullettino» altri due articoli 277 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 8Adunanza generale della Società Entomologica Italiana tenuta il dì 14 maggio 1871. In: Bullettino della Società Entomologica Italiana, Firenze, 1872, 3 (IV): XVII-XX. ciale con oltre seicento invitati. Il regolamento, approvato all’apertura dei lavori, tra le varie misure prevede l’ammissione a pieno titolo delle donne tra i soci, in precedenza accettate come «aderenti». I lavori si concludono nel pomeriggio del 6 settembre, alla presenza del principe Umberto di Savoia. 284 MARCELLO ROMANO Fig. 9 — Cerimonia di apertura del «XII Congresso degli Scienziati Italiani» presso l’aula magna della Biblioteca Nazionale, nell’ex Collegio Massimo dei Gesuiti. Palermo, 29 agosto 1875. Tra gli iscritti figura anche Enrico Ragusa, che partecipa come delegato della «Società entomologica italiana» e come socio di una neonata «Società italiana pel progresso delle scienze». Nella seduta pomeridiana del 3 settembre Ragusa legge una nota, ancora inedita, su un’escursione entomologica a Pantelleria, presentando l’elenco delle specie raccolte17 e mettendo in rilievo i rapporti geografici della fauna dell’isola con quella della Sicilia e delle coste africane. Ragusa aveva a lungo rinviato la visita a Pantelleria, ma la prospettiva che altri naturalisti vi si recassero prima di lui lo aveva spinto a organizzare rapidamente una propria escursione (ROMANO, 2004: 830). Gli «Atti del Congresso» tardano però a essere pubblicati18, con il rischio che le sue osservazioni e le descrizioni di nuove specie trovate sull’isola possano essere nel frattempo anticipate da altri, vanificando così tutti i suoi sforzi. Decide allora di anticiparne i contenuti sul «Bullettino» (RAGUSA, 1876b)19. Questo primo periodo dell’attività entomologica è fondativo per il successivo percorso di ricerca. In questi anni Ragusa tesse una fitta rete di collaborazioni con i principali specialisti di coleotteri in Italia e in Europa e invia loro materiali delle proprie raccolte siciliane per l’identificazione, talora contenenti specie nuove per la scienza. Numerose sono quelle che gli vengono dedicate20 da specialisti quali Elzéar Abeille de Perrin, Flaminio Baudi di Selve, Carlo Emery, August Ferdinand Kuwert, Maurice Pic, Edmund Reitter, solo per citarne alcuni. Tra il 1876 e il 1879 l’attività entomologica di Ragusa si interrompe bruscamente sul piano editoriale. Le cause vanno ricondotte soprattutto a vicende di natura personale che lo distolgono dalla ricerca. La prima è la morte del padre Salvatore, nel marzo 1876, che costringe Enrico a occuparsi in prima persona degli affari di famiglia e, in particolare, della conduzione dell’Hotel Trinacria. A questo impegno si aggiunge, nell’agosto del 1877, l’inaugurazione, a Palermo, dell’«Hôtel des Palmes», già Villa Ingham21 (Fig. 10), destinato a 285 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 17 Questo è l’unico articolo in cui Ragusa segnala due specie che non appartengono a nessuno dei tre ordini (Coleoptera, Lepidoptera, Hemiptera) oggetto dei suoi studi. Nel descrivere l’entomofauna del laghetto del Bagno dell’Acqua, segnala infatti la presenza di due specie di Odonati: Sympetrum fonscolombii (Sélys, 1840) (sub Diplax fonscolombi) e Orthetrum cancellatum (Linnaeus, 1758) (sub Libellula cancellata). 18 Il contributo su Pantelleria verrà pubblicato solo quattro anni più tardi negli «Atti del Congresso» (RAGUSA, 1879). 19 Un’analisi dettagliata di questa escursione è presente in SPARACIO (2022) e nel contributo di Pietro Lo Cascio pubblicato in questo stesso volume. 20 Vedi Appendice 2. 21 «Nel 1856 Benjamin Ingham jr. era divenuto proprietario del palazzo e delle terre confinanti. [...] Nel 1868 acquistò dalla commissione delle Opere Pie parte di un vasto appezzamento di terreno di forma quadrata [...] di fronte alla sua casa e al terreno di sua proprietà. [...] Il giardino, dalla superficie svolgere un ruolo centrale nell’attività imprenditoriale di Ragusa. L’«Hôtel» diviene presto meta privilegiata di turisti facoltosi dell’Europa centrale e settentrionale, soprattutto nei mesi invernali. Si distingue anche per l’originale proposta di soggiorni invernali per malati, come attestano alcune inserzioni pubblicitarie su riviste mediche di Vienna e Berlino22. Ragusa, mostrando 286 MARCELLO ROMANO di oltre 4.500 mq. fu sistemato all’inglese [...] e vi furono impiantate specie esotiche. [...]. Dopo la morte di Benjamin Ingham, avvenuta a Parigi nel 1872, la vedova Emily Hinton vendette il palazzo e lo square a Giuseppe Alvaro Paternò Alliata [...]. Qualche anno dopo i possedimenti di quest’ultimo furono espropriati e messi all’incanto nel 1879. Il palazzo, lo square e il giardino furono aggiudicati ai fratelli Adolfo, Alberto, Ernesto ed Enrico Ragusa per L. 278.000 con sentenza del Tribunale civile di Palermo del 7.5.1879» (CHIRCO & DILIBERTO, 2008). 22 Le inserzioni pubblicitarie sulle riviste mediche di Vienna e Berlino che annunciano la nascita del nuovo albergo vengono pubblicate rispettivamente il 4 e il 6 agosto. Inoltre nel «FanfulFig. 10 — Pianta di Palermo (1860). L’area cerchiata, evidenziata nel riquadro ingrandito, indica l’ubicazione della Villa Ingham, trasformata nel 1877 nell’«Hôtel des Palmes» da Enrico Ragusa. appieno le proprie capacità imprenditoriali, presenta l’albergo come luogo ideale per la cura di patologie croniche grazie al clima mite e alla qualità dei servizi: «Palermo, Hôtel des Palmes (già Palazzo Ingham), nuovo e confortevole in ogni aspetto, in posizione splendida, con la facciata esposta a sud; particolarmente adatto come soggiorno invernale per malati, con terrazze, giardino d’inverno, e giardini davanti e accanto alla casa. Amministrazione e cucina le stesse dell’Hotel Trinacria. Ragusa, proprietario»23 (Fig. 11). 287 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... la», quotidiano politico nazionale pubblicato a Roma, (a. VIII, n. 225, 19 agosto 1877, p. 1, col. 2) si legge che, a seguito di una scommessa perduta con il colonnello Guidotti sulla cattura del brigante Leone, Enrico Ragusa, indicato come proprietario dell’albergo Trinacria, offrì una cena di 24 coperti e «ne profittò per inaugurare il suo nuovo Hôtel des Palmes». Il pezzo, dal taglio mondano, descrive l’esibizione di “lusso” e “serre” presso l’albergo, con un riferimento alla sede in “via Stabia” [sic, verosimilmente via Stabile]. Poiché l’articolo menziona un convitato “tornato ieri” da Palermo a Roma, e considerati i tempi di viaggio dell’epoca, l’inaugurazione dell’Hotel può ragionevolmente collocarsi nella prima metà di agosto del 1877. 23 Tradotto dal tedesco. Fig. 11 — Inserzioni pubblicitarie dell’«Hôtel des Palmes» apparse nell’agosto 1877 su «Wiener Medizinische Wochenschrift» e «Berliner Klinische Wochenschrift». L’elenco degli ospiti illustri che soggiorneranno all’Hotel è lungo e alcuni, come Oscar Wilde, Richard Wagner e Guy de Maupassant, sono già stati ricordati (ROMANO, 2004). Tra i frequentatori dell’albergo, già dal 1882, c’è anche Francesco Crispi, che nell’ottobre 1889 vi torna nelle vesti di Presidente del Consiglio del Regno d’Italia. Il 14 ottobre pronuncia a Palermo un importante discorso politico in cui riassume la propria linea di governo e, in quella occasione, viene organizzato un sontuoso banchetto in suo onore nel magnifico salone dell’«Hôtel des Palmes», addobbato per l’occasione, al quale partecipano quattrocentoventi invitati (La Gazzetta di Venezia, 1889, n. 271, p. 10). Il ricco menù del “Pranzo-Concerto” prevede, come prima portata, una minestra di vera tartaruga all’Inglese (Fig. 12). Il nome scelto per l’«Hôtel des Palmes» non potrebbe essere più appropriato: il giardino adiacente è un vero e proprio orto botanico di piante tropicali (Fig. 13). Ce ne dà preziosa testimonianza Wilhelm Kobelt24: «[...] 288 MARCELLO ROMANO 24 Wilhelm Kobelt (1840-1916). Zoologo tedesco, specialista nel campo della malacologia, legato alla Senckenbergische Naturforschende Gesellschaft di Francoforte. Medico di formazione, divenne curatore delle collezioni di molluschi al Museo Senckenberg e fu attivissimo divulgatore e redattore di riviste scientifiche. Il brano qui riportato è tradotto dal tedesco. Fig. 12 — Palermo, «Hôtel des Palmes», 14 ottobre 1889. Banchetto in onore del Presidente del Consiglio Francesco Crispi: veduta del grande salone (incisione a doppia pagina). In alto prima pagina de «Il Secolo Illustrato della Domenica» del 20 ottobre 1889 e menù del “Pranzo-Concerto”. Ancora più belli dei giardini pubblici sono però alcuni giardini privati, aperti allo straniero con la massima liberalità; tra questi, in primo luogo, l’antico giardino degli Ingham, ora adibito a square per gli ospiti dell’Hôtel des Palmes –la più splendida stazione di svernamento di tutta Europa. L’albergo porta a ragione il suo nome, poiché all’aperto prosperano qui oltre venti specie di palme; oltre a quelle già menzionate: Cocos bonnetti eC. australis, Jubaea spectabilis,Dion edule,Brahea dulcis,Phoenix reclinata, che al tempo della mia ultima visita era in piena fioritura; un enorme esemplare di Sabal blackburniana e molte altre. Nuova introdotta è la Pritchardia filamentosa, che da noi resiste all’aperto e che probabilmente qui si acclimaterà presto. Tra le altre piante interessanti ricordiamo diverse Cycas,Zamia altensteinii eZ. horrida, un bellissimo esemplare di Encephalartos lehmanni, qui accostato a Euphorbia abyssinica; numerose conifere – Araucaria rulei, A. elegans, Pinus montezuma e P. longifolia – e una quantità di arbusti ornamentali che da noi conosciamo solo come piante da vaso. Bougainvillia speciosa adorna i muri con le sue magnifiche fioriture. Che non manchino i banani è ovvio; Musa sapientum matura qui ogni anno i suoi deliziosi frutti; anche la perla dei frutti tropicali, Annona cherimolia, vegeta qui e talvolta fruttifica, benché non con lo stesso squisito sapore che ha nella sua patria. Solo un ornamento dei tropici manca: le felci non resistono al calore secco e devono essere coltivate al riparo di una serra.» (KOBELT, 1880: 229-230). 289 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 13 — Due vedute del giardino dell’«Hôtel des Palmes», alla fine dell’Ottocento. La centralità dell’«Hôtel» si riflette anche sul versante scientifico. Ragusa riesce perfettamente a coniugare ricerca e impresa, tanto che l’Amministrazione e la Redazione del «Il Naturalista Siciliano», pubblicato a partire da ottobre 1881, hanno sede in via Stabile 89, indirizzo dell’albergo. L’«Hôtel des Palmes» ospiterà nel tempo studiosi italiani e stranieri costituendo un centro informale di coordinamento della ricerca. Come scrive il conte Emilio Turati: «Non v’era uno scienziato di passaggio a Palermo che non lo andasse a visitare, [...] così egli fece la personale conoscenza coi principali naturalisti francesi, tedeschi, inglesi, americani, che attratti dalla particolarità della fauna siciliana, venivano a sfruttare la nostra bella isola [...] e tutti egli accoglieva con la sua cordiale famigliarità» (TURATI, 1925: 9). Un altro evento piacevole distrae in questo periodo Ragusa dall’entomologia. Il 3 luglio 1878 sposa infatti la marchesa Lucia Salvo Cozzo di Pietraganzili (ROMANO, 2004). A lei dedica qualche anno dopo una nuova specie, Rhitirrhinus luciae25 (Coleoptera Curculionidae), accompagnata da un’affettuosa nota: «Dedico questa nuova specie a mia moglie, che prende tanto interesse ai miei studii entomologici» (RAGUSA, 1883l: 304). Purtroppo la loro unione si interromperà tragicamente dieci anni più tardi. Il 29 agosto 1888, giorno del trentanovesimo compleanno di Ragusa, Lucia Cozzo si spegnerà a soli 27 anni, dopo breve malattia. Nel 1880, il 10 settembre, Ragusa torna a pubblicare in edizione privata, con un’introduzione in lingua francese, una «Liste des Carabidae de Sicile» di 8 pagine, diffusa come lettera circolare ai suoi corrispondenti. L’iniziativa incontra subito interesse, tanto che il 1º agosto 1881 Ragusa pubblica e distribuisce, ancora in proprio, un secondo elenco di 16 pagine: «Addenda Carabidae, Dytiscidae, Gyrinidae, Hydrophilidae, Staphylinidae, Pselaphidae, Clavigeridae et Silphidae Siciliae». Commenti esplicitamente favorevoli su questa seconda nota compaiono nel «Bullettino della Società Entomologica Italiana» (Anno XIII, II: 207) pubblicato il 30 agosto 1881: «Vediamo volentieri tornato ai suoi studi il collega Ragusa, ed annunziamo subito questo elenco di aggiunte, che contiene un numero assai considerevole di specie. Anche a noi piace incoraggiare l’entomologo siciliano affinché perseveri nell’idea già manifestata di continuare il suo lavoro sui Coleotteri siciliani. Il Ragusa si ripromette valida cooperazione dagli entomologi, che faranno a lui cosa gradita ed utile alla scienza, inviandogli materiali o comunicazioni intorno all’argomento»26. 290 MARCELLO ROMANO 25 Eremiarhinus (Pseudorhinus) impressicollis luciae. 26 I due elenchi (RAGUSA, 1880, 1881a) sono riprodotti in calce al presente volume; per ulteriori dettagli si rimanda al contributo di Roberto Poggi pubblicato in questa stessa sede. Questi due elenchi risultano fondamentali per avviare e sviluppare, nell’arco dei successivi quarant’anni, quello che sarà il contributo più importante di Ragusa, il «Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia». È lui stesso ad affermarlo nell’introduzione di quell’opera: «Nel settembre 1880 ed agosto 1881, io stesso pubblicai due lettere con un elenco di Coleotteri Siciliani che oggi mi servono di guida per la prima parte di questo catalogo» (RAGUSA, 1883b: 169). Forte di questo riscontro e del sostegno della comunità scientifica isolana, Enrico Ragusa ritiene maturi i tempi per affrancarsi dai periodici scientifici italiani e stranieri e dotare gli studiosi dell’isola di un canale autonomo e rapido di comunicazione. DALLA FONDAZIONE AL DECLINO DE «ILNATURALISTA SICILIANO»: CONTRIBUTI DELLA MATURITÀ (1881-1908) Un sogno da tempo accarezzato sta finalmente per realizzarsi: «creare un periodico scientifico siciliano che possa costituire un mezzo facile e veloce per far conoscere alla comunità scientifica nazionale ed internazionale i risultati delle ricerche degli studiosi dell’isola [...] Nell’ottobre del 1881 vede così la luce il primo fascicolo de “Il Naturalista Siciliano”, Giornale di Scienze Naturali, diretto da Enrico Ragusa che, grazie alle sue ingenti disponibilità economiche, assume in prima persona le spese per la pubblicazione» (ROMANO, 2004: 831). La nascita de «Il Naturalista Siciliano» segna l’avvio del periodo più fertile dell’opera scientifica di Ragusa. Grazie al proprio giornale può ora comunicare quasi in tempo reale scoperte e osservazioni, abbreviando sensibilmente i tempi editoriali e riducendo il rischio che studiosi esterni, dotati di mezzi più ampi, ne anticipino la pubblicazione. È così che nei primi sedici volumi, usciti tra il 1881 e il 1898, Ragusa dà alle stampe quasi 150 articoli, per lo più dedicati ai coleotteri. Questi contributi saranno esaminati più in dettaglio nei paragrafi successivi. In particolare, a partire dal 1883, prende avvio il progetto più ambizioso di Ragusa, quello di un catalogo commentato di tutti i coleotteri di Sicilia, che lo vedrà impegnato sino al 1912, senza peraltro riuscire a portarlo a termine. Al «Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia» e agli altri scritti sui coleotteri è dedicato il successivo capitolo. Nel 1898 la pubblicazione de «Il Naturalista Siciliano» subisce una lunga interruzione, di cui ignoriamo le ragioni, che si protrae fino al 1903. Si interrompe così anche la produzione scientifica di Enrico Ragusa, che vuole 291 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... rimanere fedele alla sua testata e non affida i risultati delle proprie ricerche a nessuna delle riviste, italiane e straniere, di cui continua a essere socio. Continua comunque l’intensa attività di scambi e acquisti di materiali e resta sempre viva la speranza, da parte di Ragusa, di riprendere le pubblicazioni della sua rivista. Lo testimonia una cartolina da lui spedita il 14.05.1904 all’amico Edmund Reitter, nel frattempo divenuto “Kaiserlicher Rath” (consigliere imperiale), come si legge nell’indirizzo di spedizione della cartolina. Ragusa scrive: «Spero che abbiate ricevuto per posta i 10 fr. Oggi vi mando una nuova spedizione con 5 o 6 specie che sono nuove per la Sicilia. Vi prego di inviarmi al più presto [ … ], con fattura. Spero di riprendere presto a pubblicare il Naturalista Siciliano»27 (Fig. 14). 292 MARCELLO ROMANO Fig. 14 — Cartolina datata 14.05.1904, indirizzata a Edmund Reitter da Enrico Ragusa. 27 Tradotto dal tedesco. 28 Atto 18.05.1907, notaro Salvati Lomeo (CHIRCO & DILIBERTO, 2008). A partire dal 1° di agosto del 1904, Ragusa, pur fra molte difficoltà, riprende ostinatamente a ristampare la rivista, sostenendone interamente tutti i costi. È così che, fino al 1908, appaiono altri quattro volumi e Ragusa torna attivo, pubblicando in questo arco di tempo più di 40 contributi. Nel frattempo si presentano però i primi problemi finanziari, che nel 1907 costringono Ragusa a vendere l’Hôtel des Palmes e il giardino annesso alla Società Anonima per gli alberghi del Cadore, poi trasformata in Società Unione Grandi Alberghi28. Nello stesso anno cede la rivista all’editore Alberto Reber. IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DA «ILNATURALISTA SICILIANO»: ULTIMI CONTRIBUTI SU ALTRI PERIODICI (1911-1924) Nel 1909 il sodalizio creatosi fra Ragusa e «Il Naturalista Siciliano», protrattosi quasi per trent’anni, comincia a incrinarsi. La rivista è infatti già passata in quell'anno sotto la proprietà del Marchese Antonio De Gregorio Brunaccini, ma durante questa direzione la sua uscita diviene molto discontinua, con forti ritardi nella pubblicazione e la qualità degli scritti pubblicati diminuisce. Ragusa non può accettarne una fine così triste e nell’ottobre del 1913, quando già il suo tracollo finanziario è arrivato, scrive personalmente al Marchese una lettera accorata nella quale, senza mezzi termini, come proprio del suo carattere, afferma: «Egregio Dr. Marchese! Visto l’oblio nel quale Ella ha posto il mio Nat. Sic., la prego caldamente a volere rinunziare alla direzione di detto giornale, avendo persone che ne assumono la puntuale pubblicazione mensile. La prego di un sollecito riscontro onde col 1° Nov. p. v. principiare a rimettere il giornale agli abbonati che per anni inutilmente lo reclamarono»29 (Fig. 15). Purtroppo l’appello resta inascoltato e lo scoppio, nel 1915, del primo conflitto mondiale aggrava ulteriormente una situazione già di per sé critica. I ritardi, sempre più lunghi e frequenti nella pubblicazione della Rivista e la quasi totale inattività della Società, portano alle dimissioni di molti soci. Tra il 1921 e il 1924 Ragusa si allontana definitivamente da «Il Naturalista Siciliano», una rivista che sente non più 293 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 15 — Lettera datata 5 ottobre 1913, indirizzata a Antonio De Gregorio da Enrico Ragusa. 29 Devo alla cortesia di Gabriella Di Palma, che qui ringrazio, l’opportunità di avere a suo tempo potuto consultare le copie digitali di parte della corrispondenza del Marchese Antonio De Gregorio, oggi conservata presso il Palazzo De Gregorio al Molo. I CONTRIBUTI SUI LEPIDOTTERI Pur privilegiando i coleotteri, Ragusa continua a occuparsi di lepidotteri, ai quali riserva una quota non marginale della sua produzione (Fig. 16). Anche per questo ordine di insetti Ragusa adotta per le sue note, a partire dal 1884, un titolo ricorrente: «Note lepidotterologiche». Sono poco più di venti i contributi pubblicati fino al 1923, prima su «Il Naturalista Siciliano» e poi sul «Bollettino della Società Entomologica Italiana»37, dove compare nella variante «Note lepidotterologiche siciliane» per rimarcare l’ambito regionale degli studi. In questa serie Ragusa registra osservazioni su specie poco note, segnalazioni di nuove presenze per la Sicilia e descrizioni di forme e varietà nuove, accompagnate talvolta da pregiate tavole a colori (Fig. 17). Nel 1905 pubblica il catalogo dei lepidotteri presenti nella sua collezione. Con una punta d’orgoglio, nella prefazione al lavoro, scrive: «Parecchi anni or sono, avendo acquistata l’intera collezione dei Lepidotteri di Sicilia del sig. Luigi Failla Tedaldi38, ho potuto ristudiare tutto il materiale, ed avendolo ora riordi300 MARCELLO ROMANO ( ) 1906 19 (3-5): 104-112 Curculionidae 1907 19 (10-12): 256-280 Curculionidae 1907 20 (1-3): 63-65 Curculionidae 1908 20 (6-8): 156-186 Curculionidae e Brentidae 1908 20 (9): 195-211 Apionidae 1912 21 (11-12) (1910): 248-257 Attelabidae, Nemonychidae, Anthribidae, Chrysomelidae Bruchinae 37 A partire dal 1922, con il trasferimento della Società da Firenze a Genova, la testata adotta la grafia “Bollettino” (POGGI, 2008). 38 Ragusa acquistò questa raccolta, come risulta dall’epistolario con Failla presentato da Carapezza e Romano in questo stesso volume, per cinquemila lire, corrispondenti a circa venticinquemila euro odierni. Fig. 17 — «Il Naturalista Siciliano», Anno 4, tav. 4 (RAGUSA, 1885i). nato secondo l’ultimo catalogo del Dott. Staudinger e Rebel, e riunito al mio, posso dire di possedere oggi la più ricca collezione di Lepidotteri siciliani esistente» e conclude «Ho creduto nell’interesse della nostra fauna, di pubblicare il Catalogo dei Macrolepidotteri che spero sarà gradito ai lepidotterologi. I Microlepidotteri seguiranno appena saranno pure riordinati» (RAGUSA, 1905a: 145). Il catalogo è in forma di elenco su due colonne, non commentato, tranne poche note a piè di pagina. Ragusa non si limita però a riportare solo le specie esistenti nella sua raccolta, ma vi aggiunge, precedute da un asterisco, anche quelle citate per la Sicilia che ancora non possiede. Undici anni più tardi, dopo la pubblicazione di sole tre brevi note lepidotterologiche fra il 1906 e il 1908, decide di dedicare alle farfalle siciliane un’opera più strutturata che possa servire da aggiornamento ai «Materiali per la fauna lepidotterologica della Sicilia», pubblicati quasi trent’anni prima (MINÀ PALUMBO & FAILLA TEDALDI, 1887-1889). Dà così alle stampe il suo «Elenco dei Lepidotteri di Sicilia» (RAGUSA, 1916, 1919), che è ben più che una mera elencazione di specie. La struttura è simile a quella del «Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia». A ogni specie è dedicata una trattazione più o meno ampia e grande risalto viene dato alla variabilità intraspecifica e alle variazioni stagionali, soprattutto nei lepidotteri diurni. Nella prefazione Ragusa illustra anzitutto le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questo nuovo e ambizioso progetto: «Sono passati 27 anni dalla pubblicazione dei ‘Materiali per la Fauna Lepidotterologica’ della Sicilia del Dr. F. Minà Palumbo e Luigi Failla Tedaldi e 11 anni da quando pubblicai nel ‘Naturalista Siciliano’ il catalogo dei Lepidotteri di Sicilia esistenti nella mia collezione. In questo periodo di tempo quale enorme sviluppo presero gli studi Lepidotterologici, quante aggiunte e quali cambiamenti nella determinazione e nomenclatura di molte specie siciliane! Si può quasi dire che il materiale per la Fauna Siciliana si sia raddoppiato, mentre ancora molte specie non sono perfettamente studiate, e mentre tante altre, son sicuro, se ne dovranno ancora scoprire in questa Isola benedetta per la quale la natura ha fatto tanto! […]Ho creduto dunque di non indugiare oltre a portare il mio debole contributo alla Fauna Siciliana, pubblicando quest’elenco, che è il risultato delle mie continuate ricerche iniziate nel 1863, allorché giovanetto a 14 anni, principiai con passione questi studi che ho seguito a tutt’oggi» (RAGUSA, 1916: 27-29). Poco più avanti ribadisce il suo convincimento sull’importanza delle variazioni individuali e sull’opportunità di dare loro un nome: «Le eccellenti opere di Charles Oberthür […], quelle del Dott. Roger Verity, del Conte Emilio Turati […] e tanti e tanti altri, hanno contribuito in quest’ultimi tempi a spingere in modo eccezionale lo studio Lepidotterologico, precisando le più piccole differenze distinguendone le razze locali dalle varietà e dalle aberrazioni con denominazioni diverse e creando per così dire nuove vedute per l’osservato301 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... re scrupoloso e paziente». E ancora più avanti: «Son di parere che nei Lepidotteri bisogna notare le minime variazioni che si vanno formando, perché queste neoformazioni, riproducendosi potranno costituire non più una forma aberrante, ma una razza locale che può possibilmente con il tempo sostituire la specie. Invece, se questa razza locale non fosse stata descritta, potrebbe far nascere dei dubbi sull’esattezza della prima descrizione della forma tipica della specie. Difatti anzitutto è necessario conoscere come gl’insetti si specificano, come si formano, come sono distribuiti ovunque e come si succedono. Non trovo adunque affatto esagerato il sistema di notare tutte le numerose modificazioni mostrando così di averne riconosciuto le differenze e se vogliamo, diamo loro anche un nome, (che è la cosa meno importante), così se detta forma, per un complesso di circostanze climatiche venisse a ricomparire e riprodursi in numero, formando una razza locale, sarebbe già stata conosciuta fin dalla sua prima apparizione». Ragusa è consapevole che la mole di lavoro da affrontare è ancora enorme, come sottolinea poco dopo in un altro passaggio: «Questo mio elenco non è che una parte di ciò che realmente esiste in Sicilia, se si pensi che i Microlepidotteri non sono ancora stati ricercati e studiati, e che sole poche località sono state esplorate. Quanti monti e valli recondite ci riservano grate sorprese! Quante specie delle quali non si conoscono che pochi esemplari di un solo sesso e di cui si sconoscono anche i primi stadi, potrebbero darci la chiave per risolvere molti problemi! […] Possa questo mio lavoro se non altro, spingere i pochi volenterosi a raddoppiarlo e farci conoscere così nuove ricchezze dell’Isola nostra». È un’impresa che richiede uno sforzo considerevole e un impegno costante e che, purtroppo, Ragusa non arriva a portare a termine. L’elenco si ferma dopo la pubblicazione di due contributi che, seppur corposi, comprendono solo i lepidotteri ropaloceri. I CONTRIBUTI SUGLI EMITTERI A quest’ordine Ragusa dedica otto contributi, apparsi tra il 1886 e il 1908. Tra questi spiccano tre articoli del 1887, intitolati «Emitteri raccolti in Sicilia», con un elenco ragionato di tutte le specie segnalate per l’isola, nel quale si precisa se siano presenti o meno nella sua raccolta. Conclude questo primo elenco con una nota, in cui invita a raccogliere e studiare le specie di questo gruppo, ancora non sufficientemente indagato: «Posseggo inoltre moltissime specie, raccolte nelle mie ultime escursioni non ancora definite, specialmente nelle Cicadine, che pubblicherò appena saranno studiate. Prego intanto tutti gli entomologi che possiedono delle specie di emitteri trovati in Sicilia e non citate in questo elenco a volermene dare avviso, onde 302 MARCELLO ROMANO pubblicandole completare, per quanto sia possibile, questo catalogo, che io spero, servirà di sprone a raccogliere questi graziosissimi insetti da noi tanto poco ricercati e dove un vastissimo campo alle nuove scoperte è riservato agli studiosi» (RAGUSA, 1887f: 187). Ribadisce l’esortazione dieci anni dopo: «Debbo alla gentilezza del Dottore Melichar di Vienna, le determinazioni di questi Omotteri39. [...] Io spero in avvenire di cercare con più amore questi graziosi insetti, ben poco conosciuti di Sicilia, e poterne pubblicare lunghi elenchi, onde animare altri entomologi dell’isola a seguire il mio esempio, essendovi ancora moltissimo da fare in un terreno quasi vergine» (RAGUSA, 1898c: 248). A distanza di altri nove anni, il 5 luglio 1907, Ragusa riceve, intorno alle 10 del mattino, una visita «tanto piacevole quanto inaspettata»40. È quella del Dott. Géza Horváth (1847-1937), Direttore della Sezione Zoologica del Museo Nazionale di Budapest e noto emitterologo del tempo. Lo specialista si trova di passaggio a Palermo con il battello che deve portarlo al Settimo Congresso Zoologico Internazionale organizzato a Boston. Come già riportato da ROMANO (2006: 197), Ragusa così descrive quei momenti per lui indimenticabili: «pur non essendo mai stato nella nostra Conca d’oro, preferiva passare meco le poche ore accordate agli altri viaggiatori del medesimo battello, studiando gli emitteri siciliani della mia collezione, anziché visitare la Cappella Palatina ed il Duomo di Monreale!» E prosegue, col suo solito umorismo: «Tolta l’ora impiegata per la frugale colazione, restammo chiusi nel mio studio fino all’ora della di lui partenza! Sebbene l’entusiasmo nostro non fosse all’altezza di quello del Mulsant giovane, che esclamava in una delle prime visite fatte alla sua fidanzata: «Signorina, una cimice è assai bella, ma voi siete ancora più bella di una cimice», pure per noi due le ore volarono. Solo chi è appassionato per gli studi entomologici può facilmente comprendere il piacere che si prova a mettere le specie al loro giusto posto, con il loro vero nome, a correggere le specie mal determinate, e passare sette ore con un maestro eminente specialista, per di più simpaticissimo e di una cortesia e pazienza esemplare, nello spiegarmi i diversi caratteri delle varie specie onde facilmente distinguerle: un’assieme di cose da rendermi quel giorno indimenticabile». A seguito di questo incontro, Ragusa ritiene ora «nell’interesse della scienza, necessario dare un secondo elenco generale» a distanza di venti anni dal primo. «Mentre nel 1887 il mio elenco era composto di 398 specie di Heteroptera [...] e 96 specie di Homoptera [...] oggi questo numero si eleva per gli Heteroptera a 474, [...] per gli Homoptera a 135 specie [...] numero riguardevole 303 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 39 Omotteri = oggi Hemiptera Auchenorrhyncha e Sternorrhyncha. 40 Questo e i brani che seguono, sono tratti da RAGUSA (1907a: 209-210). quando si pensa che in Sicilia, io sia il solo a tutt’ oggi che ne possegga una collezione che ho potuto accrescere, grazie alle intelligenti ricerche dei miei amici signori Francesco Vitale per la provincia di Messina, Dr. Giacomo Coniglio Fanales per Caltagirone, Georg Krüger per Ficuzza, Dr. Filippo Re per Licata e Bernard Füge per Palermo e dintorni41, e ad essi rendo vivissime grazie per la loro cortese cooperazione» (RAGUSA, 1907a). L’ATTIVITÀ ENTOMOLOGICA SUL CAMPO Ragusa non è soltanto un fine sistematico e autore prolifico: è anche un abilissimo e instancabile raccoglitore, che fonda le sue sintesi su materiale originale e dati di prima mano. Pur ricercando coleotteri, il suo occhio attento registra presenze interessanti anche fra i rappresentanti di altri ordini. Così, nel 1885 è lui a indicare all’ortotterologo austriaco August Hermann Krauss (1848-1939), in visita in Sicilia nella primavera di quell’anno, dove trovare Brachytrupes megacephalus, un vistoso grillo (Gryllidae) ad ampia distribuzione mediterranea: «Durante il mio soggiorno in Sicilia tenevo naturalmente molto a ritrovarlo; se ciò riuscì lo devo al sig. Enrico Ragusa a Palermo, benemerito esploratore della sua patria, che mi segnalò il luogo di ritrovamento da lui scoperto presso Balestrate, nella Sicilia occidentale, dove, secondo le sue indicazioni, la ottenni il 12 maggio»42 (KRAUSS, 1887: 20). Spesso suggerisce metodi efficaci di raccolta: a proposito di Bolboceras gallicum43 «[…] la terra estratta […] trovandola fresca è sicuro indizio che l’insetto è nella sua tana […] è bene introdurre nel cavo un fil di paglia o ramoscello che serve poi di guida» (RAGUSA, 1893a: 201). Per le specie di Rhizotrogus (Coleoptera Scarabaeidae): «È facile prenderli in quantità dopo il tramonto […] oppure la mattina all’alba […] le ♀♀ sono assai più rare dei ♂♂ e trovandone sono un eccellente modo per potere prendere delle centinaia di ♂♂» (RAGUSA, 1893c: 235). E per Omophron limbatum (Coleoptera Carabidae): «Non è affatto raro dal marzo all’ottobre, basta saperlo cacciare […] Per prenderlo basta gettare dell’acqua sulla sabbia […] e poi battervi sopra i piedi per vederlo sortire e correre» (RAGUSA, 1883b: 174). Talvolta propone metodi oggi non più ortodossi, da leggere in chiave 304 MARCELLO ROMANO 41 Agli amici e collaboratori di Enrico Ragusa è dedicato, nel presente contributo, un apposito capitolo. 42 Tradotto dal tedesco. 43 La segnalazione va riferita a Bolbelasmus vaulogeri (Abeille de Perrin, 1898) (Coleoptera Geotrupidae). storica. Così scrive dell’uso del cloroformio in uno stagno: «[…] portava meco una bottiglietta piena di cloroformio, che vuotai in diversi punti nell’acqua […] ed in breve stordisce gl’insetti […]. Dopo pochi minuti […] potei principiare a raccogliere […] gran numero d’altri insetti acquatici […]. Non so se sono stato il primo, o se altri entomologi prima di me si siano serviti di questo semplicissimo e fruttuosissimo metodo di caccia. In ogni modo, lo raccomando caldamente a coloro pei quali sia nuovo» (RAGUSA, 1874c: 266). L’occasione guida spesso la raccolta. A bordo della barcaccia Giuseppina, di ritorno da Pantelleria, «[…] soffrivo al mio solito, ma passavo il tempo sdraiato, raccogliendo la Cartodera liliputana44 Man. [Coleoptera Latridiidae] ed il Holoparamecus singularis (Coleoptera Endomychidae) che uscivano dalle fessure del legno della barcaccia e passeggiavano lentamente sulle pareti» (RAGUSA, 1876b: 249). Sul marciapiede della stazione di Godrano, in attesa del treno durante un’escursione nel maggio 1892, raccoglie Coprophilus striatulus (Coleoptera Staphylinidae), «specie nuova per la Sicilia» (RAGUSA, 1892d: 168). Il 20 luglio 1898, mentre fa colazione sull’erba con Failla a Gibilmanna, «presso la fontana vicina al convento», un piccolo coleottero si posa su di lui. Lo identifica in seguito come Troglops latifrons (Coleoptera Melyridae), «bellissima specie, nuova per la fauna europea» (RAGUSA, 1898d: 258). «Nel settembre a Sferracavallo […] entrando al Restaurant per fare colazione», trova sui vetri Sphaeriestes ater45 (Coleoptera Salpingidae), «specie nuova per la Sicilia» (RAGUSA, 1921b: 96). Non indietreggia davanti ai microhabitat più sgradevoli: Necrophorus humator (Coleoptera Silphidae), «sopra un asino morto che giaceva al fiume Oreto, presso Palermo» (RAGUSA, 1892a: 84); Necrobia ruficollis (Coleoptera Cleridae) «in grande numero tutti gli anni, nel settembre […] presso un Magazzino di ossa» (RAGUSA, 1896b: 85); nella piccionaia di Palazzo Lanza in via Butera, insieme a Rottenberg, Catops nigricans (Coleoptera Leiodidae) «sotto gli escrementi dei piccioni» (RAGUSA, 1892a: 83). Ragusa raccoglie per sé Coleotteri, Lepidotteri ed Emitteri, senza tralasciare altri ordini (Imenotteri, Ortotteri) e perfino ragni46, affidando poi il materiale ai colleghi specialisti. Su questi reperti saranno spesso descritte specie nuove, dedicate a Ragusa (vedi Appendice 2). 305 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 44 Oggi sinonimo di Cartodere ruficollis (Marsham, 1802). 45 Oggi sinonimo di Sphaeriestes stockmanni (Biström, 1977). 46 «ARANÉIDES. - De Sicile, M. Ragusa nous a envoyé les espèces suivantes…» (BECKER, 1881: XXXIII). LE LOCALITÀ DI RACCOLTA PIÙ INDAGATE Tra le mete più frequentate da Ragusa figura innanzitutto Palermo con i suoi immediati dintorni. In città raccoglie moltissimo e ovunque. Nel giardino dell’«Hôtel des Palmes» annota Synchita mediolanensis (Coleoptera Zopheridae): «mentre pranzavo in giardino […] un esemplare […] attirato dalla luce delle lampade […] venne a posare sulla tovaglia» (RAGUSA, 1892q: 30); Cybocephalus rufifrons (Coleoptera Cybocephalidae): «il 30 giugno le mie bambine battendo gli alberi del mio giardino […] me ne raccolsero quaranta esemplari» (RAGUSA, 1892m: 255); Eriopus latreillei (Lepidoptera Noctuidae), con i bruchi che «dalla primavera all’autunno» attaccano Adiantum e Pteris nel suo giardino (RAGUSA, 1887m: 238). Anche gli interni di casa offrono sorprese: in cantina Nitidula bipunctata (Coleoptera Nitidulidae), «sopra un pezzo di carne di cervo affumicata, che avevo ricevuto in dono dalla Svizzera […] e che pendeva al soffitto», lasciata apposta a seccare per attirare gli insetti (RAGUSA, 1892g: 188); Holoparamecus ragusae (Coleoptera Endomychidae), «sotto un gran recipiente d’olio» (RAGUSA, 1892b: 137); Corticaria elongata (Coleoptera Latridiidae), «rimuovendo delle casse» e setacciando il terriccio (RAGUSA, 1892b: 139). Basta poi uscire dall’albergo per Atheta crassicornis (Coleoptera Staphylinidae): «dentro una fontana asciutta nello Square, dirimpetto l’Hôtel des Palmes» (RAGUSA, 1892d: 166). Sui muri cittadini e persino «nel corridojo del R. Teatro Bellini» cattura eteroceri nuovi per la Sicilia, come Conisania luteago (Lepidoptera Noctuidae) (RAGUSA, 1889c: 257). L’occhio si posa spesso sui bastioni del Foro Italico, ampio spazio sul mare divenuto nel tardo Ottocento uno dei ritrovi serali più amati dai palermitani (Fig. 18): «un’ora di passeggiata lungo il bastione […] può esser fruttuosissima», perché nelle fessure umide dei muri «si nascondono migliaia di piccoli coleotteri» (RAGUSA, 1875a: 311). Qui Ragusa raccoglie soprattutto Stafilinidi «sotto le erbette che vi crescono nelle fessure umide» e, talvolta, anche qualche Curculionide come Cadiosoma spadix47 (Coleoptera Curculionidae) (RAGUSA, 1906m: 112). Da buon entomologo porta sempre con sé qualche boccetta, pronto a cogliere ogni occasione. Così per Mycetoporus clavicornis (Coleoptera Staphylinidae): «È nuova per la Sicilia; ne trovai un esemplare a Palermo, d’inverno, sopra il muro della terrazza in casa di mio fratello» (RAGUSA, 1904e: 52). Appena oltre il perimetro urbano, il Real Parco della Favorita e il Monte Pellegrino (Fig. 19), da lui definito «paradiso per l’entomologo», gli offrono un 306 MARCELLO ROMANO 47 Pselactus spadix. 307 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 18 — Il Foro Italico a Palermo in una notte di primavera. Autore non identificato, in L’Illustrazione popolare (Fratelli Treves Editori, Milano, 1900); fonte: Wikimedia Commons; pubblico dominio. Fig. 19 — Vue générale de Palerme prise des hauteurs de Santa Maria di Gesù, Louis-Nicolas-Philippe de Forbin (disegno) e Franz Hegui (incisione), acquatinta, Parigi, Didot l’aîné, 1822 (da Voyage pittoresque en Sicile). laboratorio a cielo aperto per oltre mezzo secolo. La ricchezza entomologica documentata allora non è più riscontrabile nelle condizioni attuali dei luoghi. Raccoglie sui fianchi del monte e fin sulla cima, presso il Santuario di Santa Rosalia ed il vicino laghetto: Myrmecopora fugax48 (Coleoptera Staphylinidae), «in una piccola grotta, a destra, salendo il Monte Pellegrino alla fine della cosidetta prima scala […] dove la terra è umida» (RAGUSA, 1891c: 157); Pelobius tardus49 (Coleoptera Hygrobiidae), «abbastanza comune negli stagni fangosi, in primavera […] e sul Monte Pellegrino presso il santuario» (RAGUSA, 1887l: 223). A questo monte Ragusa dedica un lavoro in cui riporta le parole dell’amico Georg Dieck50, suo ospite dopo un’escursione: «Per ricchezze entomologiche solo Algesiras può paragonarsi al Monte Pellegrino» (RAGUSA, 1873d: 171)51. Nel suo «Calendario coleotterologico per Palermo e dintorni» la nota fenologica diventa metodo. Ragusa offre al lettore un quadro dettagliato sui periodi migliori per effettuare cacce entomologiche in quei luoghi. Gennaio è «uno dei mesi più propizi» per cercare «quel piccolo mondo microscopico» sotto le pietre; marzo è sconsigliato «a causa dei forti venti […] e delle continue pioggie [sic]»; aprile è «una vera festa» per l’entomologo; a maggio «ovunque c’è vita», anche se il caldo cresce «e si soffre con piacere guardando le belle catture che si sono fatte»; superata «l’eterna estate», in ottobre «centinaia di buone specie» si trovano «sulle alture del Pellegrino» e lungo l’Oreto (RAGUSA, 1875a). La sua spiaggia prediletta resta Mondello, allora con retroduna e paludi oggi scomparse (Fig. 20). «È questa una delle località, in riva al mare, da me più esplorata» (RAGUSA, 1882f: 227). Anoxia sicula (Coleoptera Melolonthidae) «verso l’imbrunire vola attorno ai bassi arbusti presso le sabbie, quasi in riva al mare» (RAGUSA, 1893c: 237); Recurvaria leucatella (Lepidoptera Gelechiidae), «presso le paludi» (RAGUSA, 1890a: 90); Acrotona orphana52 (Coleoptera Staphylinidae), «vicino ai canali d’acqua salmastra, sotto le alghe in decomposizione» (RAGUSA, 1891c:151). Per Brytis encaustus53 (Lepidoptera Noctuidae) ricorda la «splendida e pittoresca baia di sabbia tra Valdese e Mondello […], ove abbonda la pianta che lo nutre, Pancratium maritimum» (RAGUSA, 1885i: 273). 308 MARCELLO ROMANO 48 Tachyusa fugax. 49 Hygrobia hermanni. 50 Georg Dieck (1847–1925), naturalista tedesco, botanico e entomologo. Pubblicò studi su coleotteri ipogei del Sud Europa e Marocco ed effettuò numerose spedizioni di raccolta nei paesi dell’area mediterranea, comprese Spagna e sud della Francia. 51 Per maggiori dettagli sui contenuti di questo lavoro rimando al contributo di Giovanni Altadonna pubblicato in questo stesso volume. 52 Mocyta orphana (Erichson, 1837). 53 Oggi sinonimo di Brithys crini (Fabricius, 1775). Tra i luoghi prossimi a Palermo si reca spesso nella contrada «Navurra», presso Casteldaccia, dove visita il cognato: Aglenus brunneus (Coleoptera Salpingidae), «in tre esemplari sotto delle pietre nel cortile» (RAGUSA, 1892g: 197); Holoparamecus atomus54 (Coleoptera Endomychidae), «il 3 ottobre 1888 […] un solo esemplare […] sotto un sasso al piede della montagna detta del Cane presso la proprietà Salvia (Navurra)» (RAGUSA, 1888d: 37). La località che più alimenta la sua collezione è però il Bosco della Ficuzza, alla base della Rocca Busambra, dove può contare su un appartamento nella Real Casina di Caccia, edificata nel 1799 su ordine del re Ferdinando III di Sicilia e utilizzata come residenza estiva dei Borbone (Fig. 21). Qui trascorre periodi più o meno lunghi nella bella stagione, dedicandosi a raccolte intense durante tutto l’arco della giornata e anche nelle ore serali. «Alla Ficuzza ho cercato spesso e molto» (RAGUSA, 1906m: 106). Non passa giorno che non percorra il bosco con il suo ombrello entomologico, il suo retino da sfalcio e quello per le farfalle. La sera accende un lume alla finestra. Così Lesteva punctata (Coleoptera Staphylinidae) «falciando all’alba sulle praterie che circondano i boschi sottostanti alla R. Casina» (RAGUSA, 1891f: 251); Eupithecia gratiosata (Lepidoptera Geometridae) «la mattina vicino alla finestra» (RAGU309 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 20 — La palude di Mondello. Anonimo, 1810. 54 Specie descritta da Ragusa nel 1888. (Coleoptera Carabidae): «Questa stupenda specie, è nuova per la Sicilia, ed era conosciuta solamente dell’Egitto e Siria, mi fu donata in unico esemplare, dal mio carissimo amico il Professore Filippo Re, che la trovò nel gennaio 1894 a Licata. È una delle più interessanti scoperte che il mio amico, fra le tante, ha fatte, ed io la ringrazio di cuore per la generosità con la quale arricchisce la mia collezione, di specie nuove per la nostra fauna» (RAGUSA, 1896c: 139). Trasferitosi per lavoro a Messina ai primi del ’900, Filippo Re rimane vittima, con la sua intera famiglia, del terremoto del 28 dicembre 1908. Nei pressi di Caltagirone, in un podere di contrada Madonna Via, vive il dott. Giacomo Coniglio Fanales,che nei primi del ’900 inizia a interessarsi di entomologia e invia tutto ciò che raccoglie all’amico Ragusa che glielo determina, trattenendo gli esemplari più interessanti per la propria collezione. Molte volte viene ringraziato per la cattura di specie nuove per la Sicilia. Anthaxia aurulenta72 (Coleoptera Buprestidae): «Debbo alla generosità del Dott. Giacomo Coniglio Fanales, l’avere arricchito la mia raccolta con questa stupenda specie, nuova per la Sicilia, e da lui trovata, in unico esemplare» (RAGUSA, 1905b: 292). Ragusa lo ricompensa aiutandolo a pubblicare su «Il Naturalista Siciliano» il suo primo (e ultimo) contributo sui lepidotteri di Caltagirone, dove Coniglio-Fanales scrive: «E qui devo rendere sentiti ringraziamenti al valente entomologo e mio carissimo amico sig. Enrico Ragusa, il quale, con quella bontà che lo distingue, si è compiaciuto determinarmi buona parte del materiale raccolto» (CONIGLIO-FANALES, 1907: 130). Nel novembre 1907 lo incarica di eseguire un’escursione per suo conto nella Piana di Catania ed in questa occasione Coniglio-Fanales raccoglie un emittero nuovo per la Sicilia: Holcocranum saturejae (Hemiptera Artheneidae) (RAGUSA, 1908c: 124). Gaetano Amenta è un giovane entomologo di Messina, socio de “Il Naturalista Siciliano”, che più volte Ragusa cita in relazione a catture fatte in quella provincia. Il 1° agosto del 1892 lo invia nei boschi di Sperlinga alla ricerca di un raro eterocero, la Selidosema duponchelaria73 (Lepidoptera Geometridae), raccolta dal Lefebvre nel luglio del 1824 in quelle contrade. La spedizione è interamente finanziata da Ragusa con un costo di £ 71,7074, corrispondenti a poco più di trecento euro attuali, ma, come Ragusa riferisce: «cinque giorni di accurate ricerche ebbero esito negativo» (RAGUSA, 1893b: 207). Fra i raccoglitori locali va ricordato Domenico Reina, inserviente del 316 MARCELLO ROMANO 72 Oggi sinonimo di Anthaxia senicula (Schrank, 1789). 73 Oggi sinonimo di Selidosema ambustaria (Hübner, 1831). 74 Confronta cartolina postale 44 del 12.VIII.1892 nell’articolo di Carapezza e Romano, in questo volume. Museo di Zoologia della Real Università di Palermo, talvolta incaricato dal direttore, prof. Pietro Doderlein, di effettuare spedizioni di raccolta come, per esempio, a Ustica (RIGGIo, 1885: 30). Reina colleziona anche per proprio conto reperti naturali prelevati nei dintorni di Palermo, per rivenderli poi a studiosi interessati. Già noto almeno dal 1842 ai naturalisti in visita in Sicilia come «uomo onesto, e molto esperto per rinvenire oggetti di storia naturale, essendo stato di ajuto a vari viaggiatori, non solo pe’ contorni di Palermo, ma benanche per la Sicilia tutta» (POWER, 1842). Luigi Benoit (1804–1890), naturalista di Messina, lo incarica più volte di effettuare per suo conto ricerche malacologiche nel palermitano e a lui dedica una specie della famiglia Canariellidae (Gastropoda): Schileykiella reinae (Pfeiffer, 1856)75. Nel 1857 vende alcuni lepidotteri a due visitatori stranieri incaricati di acquistarli dal lepidotterologo svizzero Jean-Jacques Delaharpe (1802–1877), per arricchire le collezioni del Museo Cantonale di Losanna (ROMANO, 2006: 173). Ragusa lo definisce «il compagno d’escursioni di Ghiliani e di quanti vennero da noi per iscopo entomologico» (RAGUSA, 1898b: 204). Da lui ottiene i primi esemplari siciliani di Cicindela aegyptiaca76 (Coleoptera Carabidae), raccolti a Boccadifalco (PA), dove Reina abita. Lo cita spesso nel suo «Catalogo» e, a proposito di un carabide (Coleoptera) endemico di Sicilia, descritto su esemplari dei dintorni di Palermo e molto ricercato dai collezionisti, la Cardiomera genei Bassi, 1834, scrive, con una sottile punta d’invidia: «Questa bellissima specie è stata diffusa nelle collezioni da Domenico Reina, che conosceva la località ove trovarla. Io non la posseggo di Sicilia, ed è sempre stato per me, uno dei più vivi desiderii il potere scoprire questa elegante bestiolina che per 17 anni, invano ho cercato!» (RAGUSA, 1885b: 126). Per raccolte più mirate su alcuni gruppi Ragusa si rivolge, a partire dall’inizio del ’900, a due raccoglitori professionisti tedeschi. Come scrive nel 1907 il noto lepidotterologo Emilio Turati (1858-1938), grande amico di Ragusa: «nessuno dovrebbe meravigliarsi – allo stato in cui sono ancora le ricerche lepidotterologiche nel nostro paese – che molte specie e forme nuove si abbiano a trovare specialmente negli ordini dei notturni, e dei cosiddetti microlepidotteri77. A questi ultimi, per quanto riguarda la Sicilia, sta provvedendo ora con la passione che lo distingue, il nostro Enrico Ragusa, che ha installato all’uopo nell’isola per suo conto un raccoglitore tedesco. Ed è da 317 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 75 Benoit descrisse la specie nel 1857. Come purtroppo accadde anche in altre occasioni, Pfeiffer, avendo ricevuto la specie già nominata da Benoit, la incluse in un lavoro che fu pubblicato l’anno prima (SPARACIO, 2022). 76 Oggi sinonimo di Myriochila melancholica (Fabricius, 1798). 77 Termine d’uso comune nella letteratura entomologica, senza valore sistematico formale, ma generalmente accettato per designare le farfalle notturne di piccole dimensioni. augurarsi che le sue ricerche abbiano ad apportare una larga messe di specie, nuove non solo alla fauna siciliana, ma anche del tutto alla scienza» (TURATI, 1908: 7). Il raccoglitore cui Turati fa riferimento è Bernard Füge (ca. 1857–1924), lepidotterologo tedesco, attivo tra fine ’800 e inizi ’900, legato alla Naturhistorische Gesellschaft di Hannover. Tra il 1905 e il 1907 effettua raccolte di microlepidotteri per conto di Ragusa all’interno dell’abitato di Palermo e nei suoi immediati dintorni scoprendo numerose specie nuove per l’isola. «Posseggo un solo esemplare di questa specie, [Teleia tamariciella78 (Lepidoptera Gelechiidae)] nuova per la Sicilia; lo debbo al sig. Füge il quale lo catturò battendo l’edera che ricopre il muro che divide Lo Sport Club di Palermo dalla Via Stabile» (RAGUSA, 1906i: 59). Raccoglie ovunque in città: «Füge catturò questa specie [Rhodophaea dulcella (Lepidoptera Piralidae)], nuova per la Sicilia, in unico esemplare il primo Ottobre 1907 al Cimitero dei Rotoli, presso Palermo» (RAGUSA, 1908e: 145) ed è attivo sul campo ogni giorno: «In una delle giornaliere escursioni il 15 dello scorso ottobre, [1905] il signor Bernard Füge si recò a Mondello presso Palermo» (RAGUSA, 1906i: 56). Utilizza spesso metodi selettivi per le sue raccolte di microlepidotteri. «Dobbiamo la scoperta di questa bella specie [Epiblema sordidana79 (Lepidoptera Tortricidae)], nuova per la Sicilia, al mio raccoglitore sig. Bernard Füge che ne catturò una dozzina d’esemplari dal luglio al settembre, di sera a Palermo, all’esca, nel mio giardino, alla Favorita, ed ai Rotoli» (RAGUSA, 1906i: 58). Il secondo raccoglitore tedesco è Ermanno Giorgio Krüger (18711940)80. Viene assunto da Emilio Turati, come egli stesso ci racconta: «Il sig. Giorgio Krüger [...] per tre anni ha raccolto per mio conto lepidotteri in Sicilia con l’abnegazione, la valentia e la passione che lo distinguono, si era assunto più specialmente l’incarico di occuparsi delle farfalle, che vivono e vagano nelle diverse ore della notte» (TURATI, 1908: 7). In Sicilia raccoglie per un lungo periodo nel comprensorio di Bosco Ficuzza e di Rocca Busambra, prima di spostarsi nella regione etnea, scoprendo numerose specie nuove per l’isola e per la scienza. Fornisce molti materiali anche a Ragusa, che continuamente lo cita come “l’infaticabile amico Krüger”, esaltandone le formidabili capacità e l’incredibile tenacia. «Durante la sua lunga permanenza nella nostra isola [...] per sei anni consecutivi frugò la Sicilia. Alla metà di giugno sulla Rocca della Busambra a quasi 1000 metri di altezza [raccoglieva] all’esca di fichi secchi. Peccato che questa località manca di capanne e case, così che l’entomologo, è costretto a vita nomade» (RAGUSA, 1904l: 111). E ancora: «Nel luglio 1903 Krüger 318 MARCELLO ROMANO 78 Ornativalva tamariciella (Zeller, 1850). 79 Epinotia sordidana (Hübner, 1824). 80 Per ulteriori informazioni su G. Krüger vedi CONCI 1975: 937. fece un giro dalle Madonie, da Castelbuono, a Petralia Sottana. Essendo senza alcuna guida, egli la sera del 29 smarriva il cammino, e si trovò obbligato di procurarsi un giaciglio sotto una roccia presso il Piano della Battaglia, per passare la notte. Con una piccola lanterna egli andava dietro alle Nottue» (RAGUSA, 1904l: 112). In segno di riconoscenza Ragusa gli dedica una particolare forma della Syntomis phegea, oggi considerata buona specie: Amata kruegeri (Ragusa, 1904) (Lepidoptera Erebidae) (Fig. 24). Nella cosiddetta «primavera dell’entomologia siciliana» numerosi naturalisti dell’isola si dedicano allo studio degli insetti e donano o scambiano di continuo con Ragusa campioni che ne accrescono la collezione, unanimemente ritenuta un punto di riferimento e di confronto unico in Sicilia. Il più “generoso” è certamente il suo grande amico Luigi Failla Tedaldi81 che, da Castelbuono, contribuisce in modo rilevante ad arricchire di reperti delle Madonie le collezioni di Ragusa, sia quella dei coleotteri, che si fa determinare dall’amico palermitano, sia soprattutto quella dei lepidotteri, in particolare gli eteroceri, che conosce meglio. Spesso avvengono fra i due vere e proprie contrattazioni di vendita, come risulta dall’epistolario pubblicato in questo stesso volume da Carapezza e Romano. In più occasioni Ragusa finanzia escursioni mirate, chiedendo a Failla di recarsi in varie località siciliane, come, per esempio, a Lampedusa. «Il 29 aprile [...] partiva da Castelbuono [...] per recarmi [...] a Lampedusa, meta della mia 319 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 81 Per maggiori informazioni su Luigi Failla Tedaldi vedi CARAPEZZA, 1987 e ROMANO, 2006. Fig. 24 — A sinistra Ermanno Giorgio Krüger (1871-1940). A destra Amata kruegeri (Ragusa, 1904) da «Il Naturalista Siciliano», Anno 17, tav. 1, fig. 1 (RAGUSA, 1904b). escursione. La sera [...] arrivato a Girgenti, [...] prendevo alloggio nel magnifico Hôtel des Temples, di proprietà e tenuto sotto la direzione del mio amico sig. Enrico Ragusa, il quale coi suoi ajuti morali e materiali contribuì tanto che io avessi mandato ad effetto il mio progetto di escursione» (FAILLA TEDALDI, 1887: 53). Una stretta amicizia lo lega a Teodosio De Stefani Perez82. Così ne scrive, dedicandogli una nuova specie: «Dedico questo nuovo Adelops83 [Coleoptera Leiodidae] al compagno fedele delle mie escursioni, al signor Teodosio De Stefani, in segno di riconoscimento per tutte le belle specie delle quali ha voluto generosamente arricchire la mia collezione» (RAGUSA, 1881b: 7). De Stefani nutre una grande stima verso Ragusa e nel 1888 dedica a sua volta a lui un nuovo imenottero, Chrysis ragusae (Hymenoptera Chrysididae), con queste parole: «al mio carissimo collega sig. Enrico Ragusa in segno di stima ed amicizia e come quello che ha dato un grande impulso all’entomologia siciliana» (DE STEFANI, 1888: 124). Dal territorio di Castelvetrano arrivano a Enrico Ragusa i coleotteri raccolti da Augusto Palumbo84 a cui Ragusa dedica più di una specie, elogiandolo per le sue tenaci ricerche sul territorio e «al quale la fauna siciliana deve molte specie interessanti» (RAGUSA, 1881b: 7). Con Francesco Vitale (1861-1953), entomologo di Messina che pubblica su «Il Naturalista Siciliano» a partire dal 1890, i rapporti sono inizialmente amichevoli e cordiali. Ancora nel 1904, a proposito di Psammoecus bipunctatus (Coleoptera Silvanidae), Ragusa scrive: «Il 24 ottobre dell’anno scorso essendosi l’amico mio Vitale gentilmente offerto di fare per mio conto un’escursione al lago di Lentini, fra le molte buone specie che vi raccolse, m’inviava pure due esemplari di questa specie nuova per la Sicilia» (RAGUSA, 1904h: 90). Più giovane di Ragusa, Vitale si rivolge a lui con toni deferenti: «Ringraziamo […] Edmund Reitter, ed Enrico Ragusa, quest’ultimo in ispecie, il quale, come sempre, ci ha in tutti i modi sorretto», scrive ancora a gennaio del 1906. La frattura matura qualche mese dopo, quando Ragusa esprime dubbi su alcune determinazioni di Vitale riguardanti specie del genere Sitona (Coleoptera Curculionidae) e, dopo avergli chiesto di poter ricontrollare questi materiali, corregge pubblicamente varie determinazioni e conclude ammonendo: «speriamo di poter levare molte specie credute esistenti in Sicilia e che altro non sono che specie mal determinate» (RAGUSA, 1906g: 6-7). Da qui il cambio di registro: i toni di Vitale si fanno man mano più aspri 320 MARCELLO ROMANO 82 Per maggiori informazioni su Teodosio De Stefani Perez vedi MARIANI, 1951, RIGGIO, 1987 e ROMANO, 2006. 83 Salfia destefanii (Ragusa, 1881). 84 Per maggiori informazioni su Augusto Palumbo vedi ROMANO, 2006. verso il collega palermitano. Nelle «Noterelle di Coleotterologia Sicula» (VITALE, 1906a) affiorano punte sarcastiche: Ragusa «va spigolando presso tutti i raccoglitori che cacciano o visitano le nostre contrade», mentre noi «molto meno fortunati e molto meno fortunosi, ci permettiamo offrire alcune novità raccolte da noi stessi». Poco dopo, il tono diventa apertamente canzonatorio: «non poca meraviglia» per le omissioni di Ragusa, che «tanto spesso ci tira le orecchie come tanti scolaretti? Ma… tiremm innant», e quando Ragusa pretende di correggerlo, Vitale scrive «abbiamo dimostrato diffusamente in questo stesso giornale la validità di tale forma, e non torneremo su di essa, se non dovessimo rettificare un errore di data in cui cadde il Ragusa, quando volle darci una sonora lezione di logica. Nella fretta di demolire, il Ragusa non legge neanco le date». Gli contesta apertamente più volte un atteggiamento perentorio e arbitrario, fondato sulla sola autorità personale: «Ora tutto ciò, con buona pace dell’amico Ragusa, pare troppo autocratico a noi, che abbiamo coscienza di avere usato deferenza doverosa e rispettosa credenza verso tutti coloro che nei cataloghi o nelle lettere ci han citato forme specifiche di Curculionidi da loro raccolti in Sicilia [...] e non abbiamo mai azzardato un parere così czaresco»85. In un successivo articolo, dal titolo «Una quistione di filosofia naturale» (VITALE, 1906b), l’entomologo messinese adotta un registro esplicitamente polemico verso Enrico Ragusa. Lamenta che «l’amico Ragusa» abbia inflitto «l’ostracismo a cui vorrebbe dannare due varietà di Brachycerus [Coleoptera Brachyceridae]» senza fornire alcuna «giustificazione», perché «l’Entomologia non deve subire l’imposizione d’alcuno». Pur riconoscendogli «una competenza effettiva e superiore», Vitale bolla la scelta come «giudizio dogmatico, del, così penso, così voglio». E rincara: invece di discutere i caratteri, Ragusa avrebbe agito come Alessandro, tagliando «col solo colpo di penna il nodo gordiano»86 e «troppo frettoloso nello eseguire il taglio, come l’eroe dell’Ariosto finì col tagliarsi le dita»87. Il lessico di espulsione («ostracismo»), l’accusa di «imposizione» e «dogmatismo», e le metafore umilianti del «nodo gordiano» e del «tagliarsi le dita» imprimono alla replica un tono aspro e quasi offensivo, che travalica la semplice divergenza di metodo per colpire la condotta scientifica del collega. Ragusa non alimenta in alcun modo questa polemica e anzi si dimostra estremamente aperto alle critiche, pubblicando sul suo periodico e senza 321 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 85 “Czaresco” è una forma d’epoca, polemica e oggi desueta, modellata su czar (grafia allora frequente per “zar”), con il suffisso -esco (“da czar”, “alla maniera dello zar”), cioè autoritario/zarista. 86 Qui Vitale richiama l’episodio di Alessandro Magno a Gordio (Frigia), cui fu mostrato un nodo ritenuto impossibile da sciogliere; Alessandro lo tagliò con la spada, simbolo di soluzione sbrigativa e autoritaria invece che argomentata. 87 “L’eroe dell’Ariosto che si taglia le dita”: è una iperbole polemica, non un episodio preciso dell’Orlando furioso. Vitale ironizza: chi “taglia” troppo in fretta (qui: un giudizio dato di penna) rischia di farsi male, come un cavaliere impetuoso che, nel recidere un nodo, finisce per tagliarsi le dita. alcuna censura i commenti a lui rivolti da Vitale. La svolta arriva con il terremoto del 28 dicembre 1908, che travolge Vitale e la sua famiglia e mette in luce l’umanità e la generosità di Enrico Ragusa. Quel giorno un devastante sisma, seguito da maremoto, colpisce le città di Messina e Reggio Calabria, danneggiandole gravemente. Metà della popolazione della città siciliana e un terzo di quella della città calabrese perdono la vita88. Sulle pagine della «Rivista coleotterologica italiana» appare il 15 gennaio 1909 questo tragico annuncio: «Una grande sciagura ha colpito la nostra cara Italia! Le cieche violenze della natura hanno portato la morte e la rovina in due delle più belle e ridenti regioni della nostra Patria! Fra i superstiti siamo felici di annoverare l’amico Geom. Vitale Francesco. Il nostro animo è però invaso da profonda tristezza nel sapere che il Sig. Vitale, non ha più nulla di nulla! Né libri, né collezione, né denaro: egli è ridotto nella più squallida miseria! A lenire tanto strazio la Rivista apre una sottoscrizione per offerte in denaro al VITALE ed invita tutti gli entomologi ad inviargli le loro pubblicazioni, i libri doppi ch’essi avessero, e dei Coleotteri di Sicilia o Curculionidi europei. Possa egli così, colla cooperazione di tutti gli entomologi, ritrovare nella Scienza il conforto di tanti dolori!» (Riv. coleott. ital., Anno VII (1909), fasc. 1: 1-2). Si mette così in moto una campagna di solidarietà che vedrà coinvolti entomologi da ogni parte d’Italia. Nella retrocopertina del fascicolo 2-3 della stessa rivista (15 marzo 1909) compare l’elenco dei donatori (Fig. 25), accompagnato da questo commento: «Il Signor VITALE con animo riconoscente ringrazia vivamente tutti gli oblatori, ed inoltre ci prega di pubblicare questa sua dichiarazione:“Sento il dovere di ringraziare pubblicamente il Cav. Enrico Ragusa il quale, appena giunti a Palermo dopo il disastro del 28 dicembre, ci accolse amorevolmente, ci vestì comple322 MARCELLO ROMANO 88 Le vittime accertate furono più di 80.000. Fig. 25 — Retrocopertina della «Rivista coleotterologica italiana», Anno VII (1909), fascicolo 2-3 (15 marzo 1909). tamente con mia moglie e mia figlia e per ben 15 giorni ci nutrì nel suo splendido Hôtel des Palmes”». Il gesto di Ragusa, già di per sé encomiabile, assume ulteriore rilievo se si considera che, come ricordato sopra, già dal nel 1907 egli attraversa difficoltà economiche tali da portarlo a cedere la proprietà dell’«Hôtel des Palmes» e de «Il Naturalista Siciliano». I CONTATTI CON ENTOMOLOGI NAZIONALI ED EUROPEI Ragusa intreccia rapporti epistolari con i maggiori specialisti di coleotteri e di lepidotteri d’Italia e d’Europa, con continui scambi di informazioni e l’invio di materiali per la determinazione. Un’attività che non interrompe neppure durante il primo conflitto mondiale; così scrive a proposito di Falagria concinna89 (Coleoptera Staphylinidae): «Durante la guerra [inviai] alcuni Stafilini del Vitale e miei, in Inghilterra, per la determinazione» (RAGUSA, 1921b: 88). Quasi tutti gli entomologi che visitano la Sicilia in quegli anni alloggiano nel suo hotel e compiono escursioni in sua compagnia. Così Ragusa scrive sul lepidotterologo Oscar Struve, di Lipsia, con il quale compie un’escursione sulle Madonie e al quale dedica Hadena dydima var. struvei 90 (Lepidoptera Noctuidae): «Siccome io ritengo che questa varietà merita un nome speciale [...] con vero piacere che io la dedico al caro collega di Lipsia, all’amico Dottore Oscar Struve, che con la sua passione per questo ramo di scienza, ha saputo quest’anno infondermi nuovo zelo a seguitare le mie ricerche lepidotterologiche in riconoscenza delle belle ore passate assieme» (RAGUSA, 1885i: 274). Entra in amicizia anche con Carl August Dohrn (1806-1892) coleotterologo di Stettino, che così ricorda in un breve necrologio: «Conosceva la nostra Italia fin dal 1843 e l’amava come sua seconda patria! Che belle serate ho passato seco lui in piacevole compagnia per quattro inverni a Palermo! Che aneddoti sapeva egli raccontare alle Signore, durante la nostra partita di Whist! E le lunghe passeggiate alla Villa Belmonte ove recavasi quasi giornalmente e donde ritornava mostrandomi qualche specie di coleottero a lui ben nota, che destinava a qualche amico lontano!» (RAGUSA, 1892e: 184). Tiene contatti con tutti i maggiori entomologi di ogni parte d’Italia; fra gli altri Agostino Dodero (1864-1937) e Flaminio Baudi di Selve (1821-1901) entrambi consiglieri della Società Entomologica Italiana, che più volte ringrazia nei suoi scritti per il loro prezioso aiuto. 323 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 89 Myrmecocephalus concinnus. 90 Oggi sinonimo di Mesapamea secalis (Linnaeus, 1758). Il Museo Civico di Storia Naturale di Genova, da Ragusa definito «museo modello» (RAGUSA, 1876b: 238) è per lui un punto di riferimento e più volte vi si reca, aprendo poi un contatto epistolare col Direttore Marchese Giacomo Doria e col Vice Direttore Prof. Raffaello Gestro91. Intesse stretti rapporti con Achille Costa (1823-1898), direttore del Museo Zoologico dell’Università di Napoli dal 1860 al 1898 e tra i promotori della Società Entomologica Italiana, che definisce Ragusa come «giudice competente per Coleotteri della Sicilia» (COSTA, 1883: 86). Grande amicizia lega Ragusa al conte Emilio Turati (1858-1938), illustre lepidotterologo lombardo, descrittore di oltre trecento specie nuove, che gli mette più di una volta a disposizione la propria ricchissima collezione durante la stesura dei suoi contributi sui lepidotteri di Sicilia. Paolo Luigioni (1873-1937), noto coleotterologo di Roma, ha per lui una sincera stima. Visita la Sicilia, in compagnia di Adelchi Tirelli, entomologo modenese trasferitosi a Roma per lavoro, nel maggio del 1911, compiendo escursioni nei dintorni di Palermo e nei boschi di Ficuzza. Appena sbarcati a Palermo, Ragusa va loro incontro e li accompagna al suo «sontuoso albergo delle Palme», dove li ospita per tutta la permanenza, prodigo di «attenzioni e consigli» che facilitano le ricerche; la sera li accoglie con «la solita squisita e simpatica ospitalità», e la sua «inesauribile verve» fa loro dimenticare la stanchezza. Nei giorni di pioggia li invita a rivedere «una ad una» le scatole della ricca collezione siciliana, mostrandole con «giovanile entusiasmo» e seguendo con ansia benevola i risultati delle loro uscite (LUIGIONI & TIRELLI, 1913). Quindici anni più tardi, Luigioni ricorda l’amico da poco scomparso con queste parole: «Il compianto mio amico cav. Enrico Ragusa di Palermo, che tanto contributo portò alla conoscenza della fauna coleotterologica della Sicilia, ogni qualvolta era di passaggio per Roma si compiaceva di venirmi a trovare per trascorrere qualche ora insieme e conversare dei prediletti studi ai quali egli, quantunque più che settantenne, si dedicava ancora attivamente con entusiasmo giovanile. L’ultima volta che venne a visitarmi, [fu] nel luglio del 1924, due mesi prima della sua morte» (LUIGIONI, 1926: 123). LE COLLEZIONI DI ENRICO RAGUSA La dimensione materiale dell’opera di Ragusa vive ancora in ciò che rimane delle sue collezioni. Sin dagli esordi egli affianca alla produzione scientifica la costruzione e il consolidamento delle proprie raccolte entomologiche, 324 MARCELLO ROMANO 91 Un’analisi dettagliata di questi scambi epistolari è presente nel contributo di Roberto Poggi pubblicato in questo stesso volume. nucleo di riferimento e base imprescindibile della sua ricerca. Ben consapevole della sorte toccata alle collezioni degli entomologi siciliani che lo avevano preceduto e temendo che, «custodite da persone incompetenti, potessero andare in rovina», Ragusa predispone con grande precisione il futuro delle proprie raccolte, inserendolo nel testamento. Alle figlie, Olga e Sofia, lascia scritto: «Esse ne disporranno a loro piacimento per venderle tutte assieme, o a ordine separato, cioè tutti i Lepidotteri in un unico lotto, e così gli altri due ordini, i coleotteri e gli Emitteri. Mi auguro troveranno chi saprà apprezzare il valore di queste collezioni raccolte in 55 anni di assidue ricerche, e con spese assai rilevanti di pubblicazione, viaggi in Sicilia ed escursioni» (ROMANO, 2006: 196). Come già ricordato in contributi precedenti (LIOTTA, 1987; POGGI & CONCI, 1996; ROMANO, 2006), le collezioni prendono vie e destinazioni diverse. In sintesi, qui ricordo che la raccolta dei lepidotteri di Sicilia, dopo vari passaggi, è attualmente conservata presso il Natural History Museum di Londra; la sua consistenza originaria non è nota, in quanto è stata inglobata nella collezione generale del Museo92. La collezione di emitteri è custodita presso il Museo di Entomologia “Filippo Silvestri” di Portici. POGGI & CONCI (1996) indicano la presenza di sette cassette di omotteri e sei di eterotteri, per un totale di circa trecento esemplari; tuttavia la consistenza iniziale di questa raccolta doveva essere assai più ampia, almeno secondo quanto riferito dallo stesso Ragusa: «Mentre nel 1887 il mio elenco era composto di 398 specie di Heteroptera [...] e 96 specie di Homoptera [...] oggi questo numero si eleva per gli Heteroptera a 474, [...] per gli Homoptera a 135 specie» (RAGUSA, 1907a: 210). Nell’elenco pubblicato sono contrassegnate con un asterisco le specie non presenti in collezione Ragusa (120 per gli Eterotteri e 20 per gli Omotteri) e, per differenza, si può desumere che la raccolta fosse costituita almeno da 470 taxa; mancano comunque informazioni recenti che possano confermare o smentire questi numeri. Sono tre le collezioni oggi custodite presso il «Museo di Zoologia e Casa delle farfalle» dell’Università di Catania. La più consistente è quella dei coleotteri di Sicilia, sottoposta a restauro nel 2001 (ARNONE, 2010). Questa raccolta è di particolare valore scientifico e storico: anche se non tutti gli esemplari riportano i dati di raccolta, è quasi sempre possibile ricavarli dai suoi scritti, dove sono spesso indicati anche dettagli ecologici relativi ai singoli reperti. La collezione custodisce non solo le serie tipiche dei taxa descritti da Ragusa, ma anche molte serie inviate a specialisti europei per la descrizione e restituitegli, talora con l’epiteto specifico ragusae o ragusai. Un esempio è Ago325 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 92 Ulteriori dettagli su questa raccolta sono forniti nel contributo di Alberto Zilli pubblicato in questo stesso volume. di trovare sotto ad un individuo le etichette autografe con tre diversi pareri. Voleva conoscere il quarto» (TURATI, 1925). Sembra quasi che si diverta a mettere alla prova gli specialisti con cui entra via via in contatto, per verificarne la competenza: «Ho mandato un Euplectus [Coleoptera Staphylinidae] per 3 volte al Reitter che è monografo del gruppo e tutte le volte me lo ha rimandato con altro nome!! Anche Millier fa lo stesso con la Leucania [Lepidoptera Noctuidae] ed altre notturne!»99. Questo desiderio quasi maniacale di ottenere il maggior numero di pareri provoca talvolta qualche incidente di percorso, come egli stesso racconta in più occasioni: «Pria di chiudere gli Elateridi dirò che io posseggo un esemplare [...] È stato impossibile potere sapere a quale genere appartenga, e durante le lunghe peregrinazioni, presso distinti entomologi, ha sempre perduto qualche parte del suo corpo, cosicchè ora è in uno stato impossibile a descriverlo» (RAGUSA, 1893h: 8) e ancora in un altro brano, ricorrendo alla sua consueta ironia: «Dopo di aver tentato invano di determinarlo, affidai il mio insetto alla posta onde fargli fare il giro dei miei varii corrispondenti, che tutti me lo rimandavano come Pentodon nov. sp. o con un ? Ora sono quasi dodici anni che il povero Pentodon viaggia incognito per ritornare sempre a Palermo più incognito di prima, e quel che è peggio da vero invalido, giacché ogni nuova peregrinazione gli ha costato ora un’antenna ora una gamba; ho creduto di pubblicarlo e metterlo al riposo nella mia collezione, pria che qualche corrispondente dimentichi del tutto a rimandarlo!» (RAGUSA, 1882m: 279; Fig. 28). Un altro episodio emblematico è quello che coinvolge alcuni esemplari del genere Apion (Coleoptera Brentidae). Nel 1879 il coleotterologo olandese Edouard Everts, sulla base di due femmine inviate da Ragusa e poi restituite, descrive due specie nuove (EVERTS, 1879). Fedelissimo al metodo documentario, Ragusa riporta integralmente le diagnosi su «Il Naturalista Siciliano» (Anno 1: 253). Più di dieci anni dopo Ragusa rimette i due tipi in circolazione, chiedendo un secondo parere allo specialista francese Desbrochers des Loges. La lettera di quest’ultimo, pubblicata dallo stesso Ragusa, mette in dubbio la bontà delle specie (DESBROCHERS DES LOGES, 1893). I tipi tornano quindi a Everts, cui Ragusa li rispedisce per sapere se concorda con le conclusioni di Desbrochers. Everts, in una lettera resa pubblica da Ragusa, con tono risentito, osserva: «Anzitutto non ho il minimo dubbio sulla determinazione del sig. Desbrochers, ma ho motivo di ritenere che, almeno per A. viridicœruleum, ci sia stata una confusione di esemplare. Sono convinto che non fosse il vero tipo quello che il sig. Desbrochers aveva sotto gli occhi. [...] Dunque il vero tipo è da ricercare, 332 MARCELLO ROMANO 99 Il brano è tratto da una lettera inviata da Ragusa a Failla il 23.I.1886 presentata nell’articolo di Carapezza e Romano, in questo volume. oppure si è perduto in qualche modo. [...] Anche per A. ragusae mi resta il dubbio che si tratti davvero del vero tipo, poiché l’esemplare è troppo danneggiato per esserne certi. [...] Pertanto la prego, caro collega, di cercare accuratamente nella sua collezione se non ritrovi il vero A. viridicœruleum. [...] Mi rincresce di non possedere io stesso i tipi di queste tre specie; l’autore dovrebbe averne almeno un esemplare per poter rinnovare all’occasione le sue ricerche. Ora la certezza sull’identità è andata perduta e nessuno può avere un’opinione sull’esistenza dei miei Apion»100 (EVERTS, 1893). La lettera è seguita da una nota in cui Ragusa replica: «Rimandai al Dott. 333 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 28 —Pentodon bidens punctatus (Villers, 1789). Questo è l’esemplare caratterizzato dalle enormi dimensioni del capo e nominato “m. testudinarius” dal Ragusa. A sinistra, disegno presente ne «Il Naturalista Siciliano», Anno 1 (12), tav. XI (fig. 5) (RAGUSA, 1882m). A destra l’esemplare in collezione Ragusa (Museo di Zoologia dell’Università di Catania). 100 Tradotto dal francese. Everts l’esemplare che gli servì per la descrizione, il quale naturalmente per le lunghe peregrinazioni era ridotto in cattivo stato. [...] Mi sembra assai difficile che sia successo confusione d’esemplari nella mia raccolta che è molto ben ordinata; ciò non di meno rivedrò tutti i miei Apion, appena ne avrò il tempo» (Naturalista sicil., Anno 12: 154). Il piccolo caso, consumato fra note e corrispondenze sulle pagine de «Il Naturalista Siciliano», illumina la meticolosità di Ragusa e insieme i rischi legati al continuo passaggio di esemplari fra specialisti. Un altro tratto del suo carattere, ricorrente negli scritti, è l’inflessibilità. Al rigoroso controllo affianca una forte vena critica verso errori e improvvisazioni altrui. Nell’introduzione al «Catalogo», facendo suo un pensiero di Piochard de la Brûlerie101, scrive: «Trattando la fauna di un’isola è tanto importante di sapere quali sono le specie che le mancano che di conoscere quelle che le appartengono. È meglio tardare a registrare una specie veramente esistente nell’isola che di esporsi ad accreditare uno sbaglio che dopo è assai più difficile a correggere» (RAGUSA, 1883b: 170). Commentando, all’interno della monumentale “Monografia sui tabacchi della Sicilia” (ALFONSO, 1880) la citazione di Melolontha vulgaris102 (Coleoptera Melolonthidae) fra le specie dannose a questa coltura, allora ampiamente diffusa nella nostra isola, Ragusa scrive: «Non conosco l’entomologo che determinò [...] i suoi insetti dannosi al tabacco, ma è assai spiacevole in un’opera pregevole come quella [...] il vedervi figurare un grosso coleottero che non solamente non vive da noi, ma che io sappia, in Italia, si trova solamente dalla Romagna in su, mancando anche totalmente nel Napoletano. Parlando della larva è facile, dalla descrizione che ne dà il Prof. Alfonso, capire che si tratta invece dell’insetto perfetto che i nostri ortolani con molto criterio chiamano coriu forti, ciò che significa insetto dal cuojo forte, giacchè essi intendono parlare dell’Oryctes nasicornis e grypus da noi tanto comuni» (RAGUSA, 1893c: 238). Ancora più severo è il giudizio su altri entomologi siciliani che avevano pubblicato in passato alcuni contributi sui coleotteri dell’isola. Così commenta il catalogo dei coleotteri di Termini Imerese pubblicato nel 1886 da Saverio Ciofalo (1842-1925)103: «Questo lavoro [...] non meriterebbe davvero la nostra attenzione, se non fosse per averlo visto pubblicato negli Atti di un’Accademia rispettata e rispettabile della quale fan parte uomini per diversi titoli insigni. Ed è solo per un riguardo all’Accademia Gioenia, che noi ci facciamo a segnalare gli errori del Ciofalo, errori che potrebbero tornar dannosi alla scienza da noi prediletta. In quanto al resto non essendo il lavoro serio, non possia334 MARCELLO ROMANO 101 Charles (Jacob) Piochard de la Brûlerie (1845–1876) fu un entomologo francese, specialista di coleotteri carabidi. 102 Oggi sinonimo di Melolontha melolontha (Linnaeus, 1758). 103 Per maggiori informazioni su Saverio Ciofalo confronta ROMANO (2006). mo attaccare alcuna importanza alle specie notate e che altri non rinvennero ancora in Sicilia, ed io non terrò alcun conto di questa lista nel mio catalogo ragionato, visto che la collezione è invisibile104 ed il Ciofalo fortunatamente non si occuperà più di Cromus, di Claemi, di Karpalini e di Lacobius Lardens!!105» (RAGUSA, 1887o: 21). Non risparmia aspre critiche nemmeno nei confronti di Mariano Zuccarello Patti, entomologo di Catania, autore della descrizione di due nuovi Brachynus [Coleoptera Carabidae] di Sicilia. Dopo aver cercato invano di chiarire l’identità delle due nuove specie, Ragusa scrive: «La conclusione delle mie ricerche è che [...] l’autore, di una immaginazione assai poetica, abbia ideato la descrizione d’insetti che non hanno mai esistito! Possa questa mia nota servire di sprone ai miei colleghi di Sicilia a trovare il vero posto sinonimico di questi due insetti, se no, lasciarli nell’oblio ove restarono tanto bene per 27 anni!» (RAGUSA, 1883n: 16) Il tratto forse più riconoscibile nella produzione scientifica di Ragusa resta l’interesse per la variabilità. Le forme aberranti suscitano la sua curiosità: una serie di contributi su ermafroditismo, teratologia e forme anomale lo testimoniano. Da lepidotterologo di formazione, Ragusa trasferisce nei coleotteri la prassi, allora comune, di denominare forme: varietà, aberrazioni, albinismi, melanismi, variazioni stagionali. Tale prassi potrebbe essere oggi considerata esagerata e motivata unicamente da finalità collezionistiche. Sappiamo che, a partire dal primo gennaio 1961, tutte le denominazioni che si collocano al di sotto della sottospecie nella gerarchia tassonomica, in base al Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica, non sono più disponibili, cioè non hanno più valore nomenclaturale e non producono nomi scientifici validi. La quasi totalità delle varietà descritte da Ragusa sono esplicitamente trattate come forme individuali e dunque i nomi per esse proposti non sono oggi disponibili, anche se pubblicati prima del 1961 (ICZN, art. 45.6.4). Oggi tali forme conservano un valore soprattutto storico-descrittivo106. Ma nel contesto dato loro da Ragusa esse svolgono una funzione reale: mappare la variazione per evitare la proliferazione di “pseudo-specie” e per restituire, attraverso grandi serie, i contorni della forma tipo. In questo senso l’insistenza di Ragusa ha un significato che va oltre la prassi del tempo. 335 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 104 Ragusa si recò a Termini Imerese per cercare di incontrare personalmente Ciofalo e potere esaminare alcune specie citate nel catalogo come presenti nella sua collezione, ma ricevette un netto e poco gradito rifiuto. L’episodio è raccontato dallo stesso Ragusa ed è riportato da ROMANO (2006: 179). 105 Ragusa riporta i nomi scientifici storpiati, così come erano stati pubblicati da Ciofalo nel suo catalogo. 106 Ho ritenuto perciò utile riportare tutti questi nomi nell’elenco dei taxa descritti da Ragusa (vedi Appendice 1). Ragusa in più occasioni ribadisce e difende il suo metodo nomenclaturale. Nel 1884, entrando in aperta polemica con quanto pubblicato sulle Bestimmungs-Tabellen VII-VIII, da L. Ganglbauer, scrive: «Nella monografia dei Cerambycidae l’autore a pag. 19 in una nota dice: “Il dare dei nomi a delle varietà di colori, che si trovano nella stessa località assieme ad individui con la colorazione normale, lo ritengo un trastullo senza scopo. Razze locali invece […] meritano […] un nome speciale”. Con questo sistema […] l’autore mette in sinonimia una quantità d’interessantissime varietà, lasciando sole quelle ch’egli ritenne razze locali! Ma lo sono queste? chi lo prova? […] Io metto invece una grandissima importanza a tutte le varietà, albinismi, melanismi, anomalie, aberrazioni, mostruosità, e a tutto ciò che può svelarci perché una specie varia […]. Solamente studiando e descrivendo tutte le diverse varietà […] potremmo arrivare ad avere un giusto criterio della specie e la vera descrizione della forma tipo; omettendo ciò […] vedremo sempre nuove specie! […] Trastulliamoci pure a dare dei nomi alle varietà, e noi vedremo che […] scopriremo la biologia, che sarà la vera chiave di molti problemi […]; certamente l’entomologo esordiente cercherà con più ardore una varietà ch’ei trova citata nel catalogo […]. Prendiamo ad esempio i lepidotterologi che non hanno tralasciato di nominare la minima varietà: [...] quanto più avanzato del nostro non è il loro studio, e come saremmo felici di avere nel 1884 un catalogo di coleotteri uguale a quello sui Lepidotteri dello Staudinger del 1870!» (RAGUSA, 1884g: 333). Mantiene coerenza su questo metodo fino alla fine e nel 1924 scrive, a proposito di una varietà di Leptura (Pachytodes) erratica nominata “ragusai” da Pic l’anno precedente: «È una delle tante forme aberrative di colorito, che non formano delle razze locali, che possiamo accettare con nomi speciali per distinguerle l’una dall’altra; nomi che non arrecano alcun pregiudizio scientifico, mentre facilitano le determinazioni ed accrescono l’estetica delle collezioni» (RAGUSA, 1924b: 10). Alcuni passaggi rivelano una sensibilità precoce verso la complessità della natura e il superamento di una visione rigida della specie. In un commento che segue un articolo su un caso d’accoppiamento nei coleotteri fra specie diverse (CONIGLIO-FANALES, 1906), Ragusa scrive: «L’articolo del Dott. Giacomo Coniglio Fanales mi ha ricordato che da noi in Sicilia, ho spesso trovato il ♂della Chrysomela viridana Küst. in copula con la ♀della Chrysomela polita L. e viceversa il ♂della C. polita, in copula con la ♀della viridana. Nella mia raccolta ne conservo due paja così accoppiati che ho lasciati uniti. Ora mi sono sempre domandato da questi accoppiamenti quale ibrido ne nasce? Bisognerebbe fare degli allevamenti, come si fa con i Lepidotteri, e così poter vedere se ne nascono delle aberrazioni nuove o già conosciute» (RAGUSA, 1906b: 220). Anche in nomenclatura Ragusa espone le proprie posizioni senza reticenze. Non accetta l’uso americano dei patronimici in minuscolo: «non trovo 336 MARCELLO ROMANO logico che le specie dedicate a persone si debbono scrivere in minuscolo, secondo il sistema adottato dal Codice di nomenclatura Americano (1886), non ammesso dal Kraatz (Deutsch. Ent. Zeit. 1892). Ciò non può creare che confusione, essendo comunissimo il fatto che esistono nomi di persone uguali a quelli di città» (RAGUSA, 1923a: 3). Il tono, spesso franco, dei suoi scritti, si accompagna a un umorismo asciutto. Nel 1898 il coleotterologo tedesco Georg Seidlitz descrive una nuova specie di Melandryidae (Coleoptera) della Sicilia, Phloiotrya granicollis, aggiungendo: «in Sicilien bei Palermo vom verstorbenen107 Domenico Reina gesammelt» (SEIDLITZ, 1898: 556). L’anno successivo Enrico Ragusa, trattando questa specie nel suo «Catalogo», osserva, non senza una punta d’ironia: «Descritta sopra esemplari raccolti da Domenico Reina [...]. Egli gode perfetta salute e non è morto, per come lo crede il signor von Seidlitz» (RAGUSA, 1898b: 204). Non manca la pennellata di cronaca cittadina «in pieno secolo decimonono!» sul predicatore che tuona contro la carne al sabato: «Il Dottore Pirajno che pranzava con noi, mi raccontò come la domenica prima, il prete dal pulpito predicando, scorto Don Ferdinando in chiesa, l’aveva vivamente apostrofato, gridandogli che non era permesso di mangiare della carne il sabato, peccato da lui commesso con degli amici, e che il Don Ferdinando rosso dalla vergogna, avea risposto, che non era stato lui ad offrirne, ma gli amici che lo avevano fatto peccare!» né l’autoritratto sul campo con il nipote sfinito che «in cuor suo mandava al diavolo lo zio con la sua passionaccia» (RAGUSA, 1892l). La trama biografica e materiale completa il ritratto. L’albergatore cosmopolita fa del «Grand Hôtel des Palmes» un salotto scientifico, ospitando studiosi italiani e stranieri «con speciali favori». La tavola di casa si trasforma spesso in un tavolo di lavoro. Non stupisce che, come nota il conte Emilio Turati, «bastava che gli ospiti del suo albergo fossero “qualche cosa” perché egli non permettesse che pagassero» (TURATI, 1925). Il lepidotterologo torinese Giacinto Gianelli (1840-1932), che soggiorna in Sicilia nel maggio del 1881, così scrive del suo primo incontro con Ragusa: «Al mio arrivo a Palermo trovai il cav. Baudi108 che mi aveva preceduto, e che mi presentò al distinto entomologo il sig. Enrico Ragusa col quale ebbi la ventura di stringere amicizia» e chiosa: «A giusto titolo Egli viene chiamato la provvidenza dei forestieri e tale fu appunto per noi» (GIANELLI, 1881: 31). La sua disponibilità e generosità nei confronti degli entomologi europei 337 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 107 Traduzione: «raccolto in Sicilia, a Palermo, dal defunto Domenico Reina». 108 Flaminio Baudi di Selve (1821-1901). sono così note che un breve necrologio apparso poco dopo la sua scomparsa sulla rivista «Časopis Československé společnosti entomologické109» recita: «Il cav. Enrico Ragusa, noto coleotterologo e lepidotterologo siciliano [...] pubblicò numerosissimi contributi faunistici sui coleotteri e sulle farfalle di Sicilia, scoprendo anche un notevole numero di specie nuove [...]» e si conclude con un’affermazione palesemente esagerata: «era conosciuto come generoso sostenitore degli entomologi, sebbene ciò lo avesse quasi privato di tutto il suo patrimonio»110 (RAMBOUSEK, 1924). Così inteso, Ragusa è insieme studioso e organizzatore: dà forma a solide infrastrutture scientifiche, radica la ricerca nel territorio con ambizione europea, pratica un metodo vigilato (osservazione diretta, confronto tra specialisti, correzione degli errori), assume la variabilità come chiave interpretativa e scrive con chiarezza, talora con ironia. È questa combinazione che, a oltre un secolo di distanza, rende i suoi scritti una miniera di dati e una lezione di metodo. È il nucleo del suo progetto più duraturo: inserire la Sicilia nella geografia della scienza europea, dotandola di strumenti, luoghi e comunità all’altezza del compito. Il suo lascito non si esaurisce nelle migliaia di esemplari raccolti, descritti o studiati; è soprattutto un capitale istituzionale e relazionale – riviste, società, musei, reti di corrispondenti, standard editoriali – che collega stabilmente l’entomologia siciliana al circuito europeo e ne fa un interlocutore autorevole. ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI DI ENRICO RAGUSA 1869. [Bruchus scutellaris trouvé en Sicile]. Petit nouv. ent., Paris, 1 (18691875): 22. 1871a. Descrizione di due nuove specie di coleotteri trovati in Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 2 (IV) (1870): 315-316. 1871b. Altre due nuove specie di coleotteri trovate in Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 3(II): 195-196. 1871c. Descrizione di una nuova specie d’Attalus della Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 3 (III): 282-283. 1872a. Breve escursione entomologica fatta sulle Madonie e ne’ boschi di Caronia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 3 (IV) (1871): 366-380. 1872b. Haplocnemus trinacriensis. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 4 (I): 83, tav. I (figg. 1, 1a). 338 MARCELLO ROMANO 109 Rivista della Società entomologica cecoslovacca. 110 Tradotto dal ceco. 1873a. Rettificazione. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 4 (IV) (1872): 444. 1873b. Notizie sulla fauna lepidotterologica della Sicilia tratte da un articolo del Sig. A. Kalchberg. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 5 (I): 31-33. 1873c. Rhodocera Cleopatra L. ermafrodita. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 5 (I): 50. 1873d. Escursioni fatte sul Monte Pellegrino presso Palermo. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 5 (III): 170-179. 1874a. Di un nuovo Georyssus e Calomicrus trovati in Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 5 (IV) (1873): 233-234. 1874b. Note sinonimiche. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 5 (IV) (1873): 235236. 1874c. Sul Trimium siculum nov. sp. di De Saulcy. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 5 (IV) (1873): 264-266. 1875a. Calendario coleotterologico per Palermo e dintorni. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 6 (IV) (1874): 302-312. 1875b. Sulla sinonimia dell’Omophlus fallaciosus Rottenberg e dell’Haplocnemus Koziorowiczi Desbrochers. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 6 (IV) (1874): 313-314. 1875c. Nota necrologica [Barone Arturo di Rottenberg]. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 7: XIX. 1876a. [Microctilus Ragusae et Cossyphus tauricus]. Abeille, Paris, 14 (1875): XXI. 1876b. Gita entomologica all’isola di Pantelleria. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 7 (IV) (1875): 238-256. 1876c. [Cicindela dilacerata, Cossyphus spp., Carabus variolatus, C. cavernosus, C. Genei, Macrothorax planatus, Mylabris fulgurita, Meloe Tueria (sic — recte: Meloe tuccius)]. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 8, Resoc. Adunanze: 29-30. 1879 Nota di un’escursione entomologica all’isola di Pantelleria. Atti del duodecimo Congresso degli scienziati italiani tenuto in Palermo nel settembre del MCCCLXXV [sic] Tipografia dell’Opinione, Roma: 141-144. 1880 Liste des Carabidae de Sicile. In proprio, 8°, Palermo: 1-8. 1881a. Addenda Carabidae, Dytiscidae, Gyrinidae, Hydrophilidae, Staphylinidae, Pselaphidae, Clavigeridae et Silphidae Siciliae. In proprio, 8°, Palermo: 9-24. 1881b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (1): 5-9, tav. I (figg. 1-8). 1881c. Un Papilio machaon Lin. lillipuziano. Naturalista sicil., Palermo, 1 (1): 24, tav. I (Fig. 9). 339 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 1881d. Elenco di coleotteri del Gargano111. Naturalista sicil., Palermo, 1 (2): 30-31. 1881e. Note su alcuni lepidotteri siciliani. Naturalista sicil., Palermo, 1 (2): 36-38, tav. III (fig. 1-3). 1881f. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (2): 42-44, tav. III (fig. 5-7). 1881g. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (3): 62-64. 1881h. [Nota alla descrizione di Homalota leporina Fauvel]. Naturalista sicil., Palermo, 1 (3): 65. 1882a. [Osservazione alla descrizione di Polyphylla ragusae Kraatz]. Naturalista sicil., Palermo, 1 (4): 82. 1882b. [Notizia. Agrypnus himerensis]. Naturalista sicil., Palermo, 1 (6): 144. 1882c. Osservazioni ed aggiunte sulle Nebrie di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (8): 180-182. 1882d. Nuovo Catalogo dei coleotteri di S. A. De Marseul. Naturalista sicil., Palermo, 1 (8): 192. 1882e. Sulla Sesia cruentata Mann. Naturalista sicil., Palermo, 1 (10): 223224. 1882f. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (10): 226-231. 1882g. Malachius Heydeni.Naturalista sicil., Palermo, 1 (10): 240. 1882h. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (11): 248-251, tav. XI (fig. 4). 1882i. Elenco delle specie di Apion di Sicilia da me raccolti e posseduti. Naturalista sicil., Palermo, 1 (11): 254. 1882l. Strana aberrazione di Syntomis phegea B. Naturalista sicil., Palermo, 1 (12): 278-279, tav. XI (fig. 6). 1882m. Storia di un Pentodon di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (12): 279-280, tav. XI (fig. 5). 1882n. Apion di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 1 (12): 280. 1882o. Un’anomalia di Oryctes Grypus Ill. Naturalista sicil., Palermo, 1 (12): 280. 1882p. Descrizione di una Silpha granulata Oliv. mostruosa. Naturalista sicil., Palermo, 1 (12): 281, tav. XI (fig. 7). 1882q. Elenco di alcuni coleotteri raccolti al Lago di Lentini. Naturalista sicil., Palermo, 1 (12): 283. 340 MARCELLO ROMANO 111 Nell’introduzione al breve elenco, apparso in coda ad un lavoro di L. Bucca su aspetti geologici del Monte Gargano, Ragusa scrive: «A proposito del Monte Gargano credo utile pubblicare una Nota di coleotteri raccolti dal D.r Kobelt [...] e gentilmente comunicatani dal D.r Von Heyden». 1882r. Due nuovi Sphenophori di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 2 (2): 44-45. 1883a. Nota sulla Apocheima flabellaria Heeger, Her. Sch. Naturalista sicil., Palermo, 2 (6): 136-137. 1883b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 2 (8): 169-174. 1883c. Necrologia [Federico Lancia Di Brolo]. Naturalista sicil., Palermo, 2 (8): 192. 1883d. Necrologia [P. C. Zeller]. Naturalista sicil., Palermo, 2 (8): 192. 1883e. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 2 (9): 193-199. 1883f. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 2 (11): 241-247. 1883g. Lygistopterus anorachilus nov. sp. Naturalista sicil., Palermo, 2 (11): 251; 3 (1884): tav. III (fig. 7). 1883h. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 2 (12): 275-280. 1883i. Osservazioni al catalogus Coleopterorum Europae et Caucasi del Dr. von Heyden, E. Reitter e J. Weise. Naturalista sicil., Palermo, 2 (12): 289. 1883l. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 2 (12): 302-304. 1883m. Osservazioni al catalogus Coleopterorum Europae et Caucasi del Dr. von Heyden, E. Reitter e J. Weise. Naturalista sicil., Palermo, 3 (1): 8. 1883n. Nota sui Brachinus joenius e siculus di M. Zuccarello Patti. Naturalista sicil., Palermo, 3 (1): 13-16. 1883o. Agabus fusco-aenescens e chalconotus. Naturalista sicil., Palermo, 3 (2): 38-39. 1883p. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (3): 57-60. 1884a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (5): 129-132. 1884b. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (7): 193-196. 1884c. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (9): 249-252. 1884d. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (10): 273-276. 1884e. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (11): 301-304. 1884f. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 3 (11): 316-318, tav. III (fig. 8). 341 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 1905f. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 18 (2-3): 69-72. 1906a. Gli Apion di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 18 (9-10): 211-218. 1906b. Nota [a seguire dopo l’articolo di Giacomo Coniglio Fanales dal titolo “Di un caso d’accoppiamento nei coleotteri fra specie diverse”]. Naturalista sicil., Palermo, 18 (9-10): 220. 1906c. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 18 (9-10): 221-238. 1906d. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 18 (11-12): 247-258. 1906e. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 18 (11-12): 260-287. 1906f. Note lepidotterologiche. Naturalista sicil., Palermo, 18 (11-12): 287-288. 1906g. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (1-2): 4-8. 1906h. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (1-2): 22-48. 1906i. Note lepidotterologiche. Naturalista sicil., Palermo, 19 (3-5): 56-60. 1906l. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (3-5): 61-64. 1906m. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (3-5): 104-112. 1906n. Catalogo dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (3-5): 81-88 (paginazione a parte). 1907a. Emitteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (10-12): 209-237. 1907b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (10-12): 242-252. 1907c. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 19 (10-12): 256-280. 1908a. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 20 (1-3): 63-65. 1908b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 20 (4-5): 95-101. 1908c. Alcuni Emitteri nuovi per la Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 20 (68): 123-127. 1908d. Due giorni di caccia entomologica sulle Madonie. Naturalista sicil., Palermo, 20 (6-8): 129-134. 1908e. Note lepidotterologiche. Naturalista sicil., Palermo, 20 (6-8): 139147. 1908f. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 20 (6-8): 151-154. 348 MARCELLO ROMANO 1908g. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 20 (6-8): 156-186. 1908h. Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 20 (9): 195-211. 1911 Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Riv. Col. it., Borgo S. Donnino, 9 (8-11): 190-198. 1912 Catalogo ragionato dei Coleotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 21 (11-12) (1910): 248-257. 1916 Elenco dei Lepidotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 23 (1-6): 27-61. 1918 Observations sur Zygaena (Anthrocera) Minos Boisd. et Zygaena (Anthrocera) erythrus Hb. [Lep. Zygaenidae]. Bull. Soc. ent. France, Paris, 23: 203-204. 1919 Elenco dei Lepidotteri di Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 23 (712): 144-178. 1921a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 53 (I): 31-36. 1921b. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 53 (II-III): 85-100. 1922a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Bull. Soc. ent. ital., Firenze, 53 (IV) (1921): 121-130. 1922b. Note lepidotterologiche siciliane. Boll. Soc. ent. ital., Genova, 54 (5): 66-67. 1923a. Coleotteri nuovi o poco conosciuti nella Sicilia. Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo, 12 (1920-22): 1-18. 1923b. Note lepidotterologiche siciliane. Boll. Soc. ent. ital., Genova, 55 (2): 17-22. 1923c. Le Aegeridae (Sesiidae) della Sicilia. Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 16 (1922): 211-220. 1924a. Gli Ipidae della Sicilia. Boll. Soc. ent. ital., Genova, 56 (8): 114-118. 1924b. I Cerambycidae della Sicilia. Boll. R. Acc. Sc. Lett. Belle Arti, Palermo, 14: 1-33. 1924c. Le Anthocere (Zygaene) della Sicilia. Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 18: 81-94. 1926 Coleotteri nuovi o poco conosciuti della Sicilia. Naturalista sicil., Palermo, 24 (1923-25) (3-12): 69-83 [postumo]. Ringraziamenti – Ringrazio gli amici che hanno contribuito a questa ricerca e, in particolare, Marcello Arnone, Attilio Carapezza e Ignazio Sparacio. Un ringraziamento speciale a Roberto Poggi, per la rilettura critica del 349 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... manoscritto e i preziosi suggerimenti e a Bruno Massa, che, con grande pazienza, mi sostiene e mi sprona da molti anni. BIBLIOGRAFIA113 ALFONSO F., 1880. Monografia sui tabacchi della Sicilia. Giovanni Lorsnaider Tipografo, Palermo, 456 pp. + XII. ARNONE M., 2010. Quinto contributo alla revisione della collezione coleotterologica di Enrico Ragusa: Scarabaeoidea. Naturalista sicil., Palermo, S. IV, 34 (1-2): 61-172. ARNONE M. & ROMANO M., 1984. Indice delle pubblicazioni apparse ne “Il Naturalista Siciliano” dal 1881 al 1948. Naturalista sicil., Palermo, S. IV, 8 (Suppl.): 1-49. BAVIERA C. & CALDARA R., 2020. 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Elenco dei taxa descritti da Enrico Ragusa Di seguito si elencano tutti i taxa nominati e descritti da Ragusa. Per ciascun taxon sono riportati, nell’ordine: (1) combinazione originale; (1a) combinazione attuale (se diversa dall’originale); (2) autore (Ragusa) e anno di descrizione; (3) riferimenti bibliografici; (4) località di raccolta, quando indicata nel testo; (5) status nomenclaturale attuale. Ove opportuno, segue una nota (citazione o breve commento dell’autore). Le denominazioni pubblicate da Ragusa come var., ab. (o aber.) e forma sono trattate caso per caso. I nomi pubblicati come “ab.” sono considerati infrasottospecifici e quindi indisponibili; sono preceduti da un asterisco e, per essi, non si riporta alcuna «combinazione attuale»; si indica invece, ove opportuno, la specie di riferimento attuale, con la formula «riferibile a …». Tale indicazione ha valore puramente informativo e non costituisce né combinazione attuale né sinonimia disponibile. Le denominazioni pubblicate come nomen nudum (prive dei requisiti minimi di disponibilità) sono parimenti indisponibili; sono precedute da un asterisco e non riportano alcuna «combinazione attuale». Le denominazioni pubblicate come “var.” e “forma” sono presuntivamente disponibili a rango subspecifico, salvo quando il testo originale le qualifichi esplicitamente come variazioni individuali, stagionali o comunque infrasottospecifiche. Nei casi in cui se ne sia accertata la disponibilità, si indica la combinazione attuale (se diversa dall’originale) oppure, in alternativa, la sinonimia attuale con la formula «sinonimo di …». Nei casi non ancora verificati sul testo originale, è riportata solo la denominazione originale. Per lo stato attuale delle sinonimie i nomi, se non diversamente indicato, sono riportati secondo quanto risulta, alla data di consultazione, su GBIF (Global Biodiversity Information Facility)114. Poiché gli aggiornamenti tassonomici sono continui, è possibile che lavori recenti abbiano introdotto modifiche non ancora recepite da tale portale; in tal caso, le voci qui elencate riflettono lo stato più stabile e accessibile al momento del controllo. Le diciture di stato tassonomico “genere valido”, “specie valida”, e “sottospecie valida”, sono riportate in grassetto. COLEOPTERA Anobiidae Dryophilus siculus Ragusa, 1896; Naturalista sicil., 1 (N.S.) (4-7): 90; Madonie; specie valida. 353 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 114 GBIF, risorsa consultata nell’ottobre 2025: https://www.gbif.org/. Anthicidae Anthicus (Cyclodinus) laeviceps var. cruciferus Ragusa, 1898; Naturalista sicil., 2 (N.S.) (9-12): 231. Aphodiidae Aphodius (Calamosternus) granarius var. apicalis Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 12 (1-2): 8. Aphodius (Acrossus) luridus var. faillae Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 12 (1-2): 14. Attelabidae *Auletes maculipennis aber. nigriventris Ragusa, 1912; Naturalista sicil., 21 (11-12) (1910): 248. Rynchites (Lasiorhynchites) praeustus var. xantomelus Ragusa, 1912 [Dodero in litt.]; Naturalista sicil., 21 (11-12) (1910): 249. Buprestidae Acmaeodera virgulata var. nigra Ragusa, 1893; Acmaeoderella virgulata (Illiger, 1803); Naturalista sicil., 12 (12): 297. *Agrilus viridis ab. ragusanus Ragusa, 1923 [Obenberger in litt.]; Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo 12 (1920-22): 10. Cantharidae Cantharis livida var. bicolorata Ragusa, 1893; Naturalista sicil., 13 (3): 39. Metacantharis haemorrhoidalis var. picticollis Ragusa, 1893; Naturalista sicil., 13 (3): 40; sinonimo di Metacantharis clypeata (Illiger, 1798). Telephorus picciolii Ragusa, 1871; Bull. Soc. ent. ital. 2 (IV) (1870): 316; Bosco della Ficuzza; sinonimo di Metacantharis puncticollis (Levrat, 1857); «Dedicata al Sig. Ferdinando Piccioli di Firenze, Consigliere della Società Entomologica Italiana.» Carabidae Acupalpus dorsalis var. proserpinae Ragusa, 1886; Naturalista sicil., 5 (7): 159; sinonimo di Acupalpus parvulus (Sturm, 1825); «Ho imposto il nome di proserpinae a questa nuova varietà avendola trovata nel giugno al lago di Pergusa, luogo, come ognuno sa, ove si suppone sia successo il famoso ratto!» Acupalpus nebrodensis Ragusa, 1886; Naturalista sicil., 5 (7): 160; Madonie; probabile sinonimo di Acupalpus suturalis Dejean, 1829; «Essendomi sorti dei forti dubbii sulla validità di questa specie, sottoposi l’insetto da me descritto 354 MARCELLO ROMANO sotto questo nome, all’esame del Prof. Andrea Fiori che rimandandomelo, mi scriveva: “È certamente uno immaturo, molto probabilmente da assegnarsi al suturalis; non merita attenzione” (RAGUSA, 1906c: 223). Acupalpus reitteri Ragusa, 1886; Naturalista sicil., 5 (7): 158; Palermo, dintorni; sinonimo di Anthracus consputus (Duftschmid, 1812); «Debbo ora la conoscenza di questa nuova specie al signor Reitter». Aetophorus imperialis var. rufus Ragusa, 1892; Demetrias imperialis (Germar, 1823); Naturalista sicil., 11 (6-8): 165. Agonum numidicum var. reitteri Ragusa, 1885; Naturalista sicil., 4 (7): 154. Ancholeus v.splendensab. obscurusRagusa, 1907; Naturalista sicil., 19 (10-12): 243. Baudia Ragusa, 1884; Naturalista sicil., 4 (1-2): 3; subgen. di Badister Clairville, 1806; «Nuovo genere che mi permetto di dedicare all’illustrissimo sig. Cav. Fl. Baudi de Selve, il nestore degli entomologi Italiani.» Bedelinus Ragusa, 1885; Naturalista sicil., 4 (6): 121; sottogenere valido; «In onore all’illustre e mio carissimo amico L. Bedel, l’autore dei Coleop. du Bassin de la Seine.» Bembidion ambiguum var. palumboi Ragusa, 1887; Naturalista sicil., 6 (11): 203; «Il Prof. Augusto Palumbo mi comunicò alcuni Bembidion fra i quali trovai questa bella varietà.» Bembidion tenellum var. telemus Ragusa, 1892; Naturalista sicil.,11 (9-11): 253. Calosoma inquisitor var. coeruleum Ragusa, 1883; Naturalista sicil., 2 (9): 197. Calosoma inquisitor var. funerea Ragusa, 1905; Naturalista sicil., 17 (12): 288. Carabus auratus var. siculus Ragusa, 1881; Naturalista sicil., 1 (3): 62. Carabus (Eurycarabus) morbillosus var. viridulus Ragusa, 1904; Naturalista sicil., 17 (2-3): 49. Chlaenius velutinus var. faillae Ragusa, 1884; Naturalista sicil., 3 (11): 303; «Dedico questa nuova varietà al mio carissimo amico Luigi Failla Tedaldi di Castelbuono.» 355 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Chlaenius vestitus var. oreteus Ragusa, 1881; Naturalista sicil., 1 (1): 6, tav. I (fig. 3). Cicindela aphrodisia var. luctuosa Ragusa, 1904; Naturalista sicil., 17 (4): 85; sinonimo di Calomera panormitana panormitana (Ragusa, 1906); Cicindela aphrodisia var. panormitana Ragusa, 1906; Naturalista sicil., 18 (1112): 247; Mondello (PA); Calomera panormitana panormitana (Ragusa, 1906); specie valida; «A tutt’oggi [...] non si è trovata che là dove lo scoperta, molti anni or sono, cioè presso Palermo, in una piccolissima località, sulle sabbie di Mondello in riva al mare, solamente nel luglio ed agosto [...] così ho creduto bene chiamarla panormitana m. [...] nel luglio scorso Krüger, appositamente venuto dalla Ficuzza, per catturare questa nuova forma siciliana [ne raccolse moltissimi esemplari].» Lebia scapularis var. cocles Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 253. Lebia trimaculata var. destefanii Ragusa, 1884; Naturalista sicil., 3 (11): 316, tav. III (fig. 8); «Bella ed interessantissima varietà che con vero piacere dedico al carissimo compagno di escursioni, all’illustre imenotterologo Teodosio DeStefani.» Nebria brevicollis var. sicula Ragusa, 1882; Naturalista sicil., 1 (8): 181. Poecilus splendens var. obscurus Ragusa, 1906; Naturalista sicil., 18 (1112): 252. Pseudophonus hospes var. insularis Ragusa, 1886; Naturalista sicil., 5 (4): 97; sinonimo di Harpalus italus Schaum, 1860. Reicheia praecox var. baudii Ragusa, 1883; Typhloreicheia baudii (Ragusa, 1883); Naturalista sicil., 2 (11): 246. Bosco della Ficuzza; specie valida. Stenolophus proximus var. binotatus Ragusa, 1886; Naturalista sicil., 5 (4): 102. Tachys insularis Ragusa, 1876; Bull. Soc. ent. ital. 7 (II) (1875): 252; Pantelleria; sinonimo di Paratachys bistriatus (Duftschmid, 1812); «Trovai questa graziosa specie in quattro solo esemplari, sotto pietre, sulla riva del lago.» Tachys haemorrhoidalis var. unicolor Ragusa, 1887; Elaphropus haemorrhoidalis (Ponza, 1805); Naturalista sicil., 6 (9): 140. 356 MARCELLO ROMANO Cerambycidae Exilia timidavar. lugubrisRagusa, 1884; Naturalista sicil., 3 (12): 333, tav. III (fig. 6). Exilia timida var. apicalis Ragusa, 1884; Naturalista sicil., 3 (12): 335; sinonimo di Penichroa fasciata (Stephens, 1831). *Haplocnemia curculionoides a. bimaculata Ragusa, 1924; riferibile a Mesosa curculionoides (Linnaeus, 1761); Boll. R. Acc. Sc. Lett. Belle Arti, Palermo, 14: 28. Leptura cordigera var. immaculata Ragusa, 1889. Naturalista sicil. 8 (10-11): 236. *Purpuricenus koehleri [sic — recte kaehleri] a. nigricollis Ragusa, 1923; Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo 12: 14. *Rosalia alpina a. quadrimaculata Ragusa, 1905; Naturalista sicil., 18 (1): 8. *Stenopterus rufus a. meridionalis Ragusa, 1924; Boll. R. Acc. Sc. Lett. Belle Arti, Palermo, 14: 13. Cetoniidae Gnorimus decempunctatus var. velutinus Ragusa, 1882; Naturalista sicil., 1 (11): 250; «Una delle più belle varietà che io conosco [...] e che la mia vecchia guida Peppe, (che accompagnò anche il Bellier de la Chavignerie nel 1859) chiamava vellutini, nome che trovo adattato e che conservo.» Potosia incerta var. hypocrita Ragusa, 1905; Potosia hypocrita Ragusa, 1905; Naturalista sicil., 17 (12): 291; Cavaliere (Messina); specie valida. Chrysomelidae Calomicrus rottenbergi Ragusa, 1874; Bull. Soc. ent. ital. 5 (IV) (1873): 234.; Madonie e Ficuzza; specie valida; «Ho dedicata questa specie al Signor Barone di Rottenberg, che per il primo ci ha dato un eccellente catalogo dei coleotteri Siciliani da lui raccolti.» *Cryptocephalus grohmanni ab. cruciatus Ragusa, 1922; Bull. Soc. ent. ital. 53 (IV) (1921): 125. *Cryptocephalus marginellus var. ♀pictus Ragusa, 1882; Naturalista sicil., 1 (11): 251. 357 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Melyridae Psilothrix protensus var. busambrensis Ragusa, 1889; Naturalista sicil., 8 (1011): 236. Monotomidae Monotoma punctata Ragusa 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 201; Boschi di Caronia (Nebrodi); sinonimo di Monotoma brevicollis Aubé, 1837. Mordellidae *Mordellistena (Tolida) pulchella ab. bimaculata Ragusa, 1923; riferibile a Mordellochroa pulchella (Mulsant & Rey, 1859); Atti R. Acc. Sc. Lett. Arti, Palermo, 12 (1920-22): 12. Mycethophagidae Tritoma (Mycetophagus)fulvicollis var. sexmaculata Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (6-8): 142. Tritoma (Mycetophagus)picea var. feliceae Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (6-8): 142; Madonie; «L’ho dedicata a mia figlia Felice che mi aiuta con le sorelline a raccogliere insetti.» Nitidulidae Carpophilus hemipterus var. circumdatus Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 187. Carpophilus sexpustulatus var. 4-maculatus Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 187. Nitidula bipunctata var. nigra Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (911): 189. Xenostrongylus histrio var. siculus Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (911): 192. Noteridae Hydrocanthus notula var. siculus Ragusa, 1882; Canthydrus siculus (Ragusa, 1882); Naturalista sicil., 1 (11): 249, tav. XI (fig. 4); Lago di Lentini; specie valida (Fig. 30). Scirtidae Helodes nebrodensis Ragusa, 1884; Elodes nebrodensis Ragusa, 1884; Natura364 MARCELLO ROMANO lista sicil., 3 (12): 335; Madonie; specie valida. Scraptiidae Anaspis geoffroy var. testacea Ragusa, 1898; Naturalista sicil., 2 (N.S.) (9-12): 208; sinonimo di Anaspis fasciata (Forster, 1771). Anaspis geoffroy var. bipunctata Ragusa, 1898; Naturalista sicil., 2 (N.S.) (9-12): 208; sinonimo di Anaspis fasciata (Forster, 1771). Anaspis ruficollis var. emeryi Ragusa, 1898; Naturalista sicil., 2 (N.S.) (912): 209. Staphylinidae Achenium depressum var. erichsoni Ragusa, 1891; Naturalista sicil., 10 (11): 229. Anthobium ophtalmicum var. ragusae Ragusa, 1921 [Bernh. in litt.]; Bull. Soc. ent. ital., 53 (II-III): 86; sinonimo di Eusphalerum luteum (Marsham, 1802). Astenius parviceps Ragusa, 1891. Naturalista sicil., 10 (12): 239. Parco (Altofonte); sinonimo di Astenus pallidulus (Wollaston, 1864). Baeocera palumboi Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 255; Scaphisoma palumboi (Ragusa, 1892); specie valida; «L’ebbi dal mio carissimo amico il Prof. Augusto Palumbo di Castelvetrano, che me ne donò un esemplare, ed al quale mi faccio un vero piacere di dedicarla.» Claviger nebrodensis Ragusa, 1871; Bull. Soc. ent. ital. 3 (II): 195; Madonie; specie valida. Cyrtoscydmus kunzei var. reitteri Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (4): 80. 365 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Fig. 30 —Canthydrus siculus (Ragusa, 1882). Biviere di Lentini, V.1882, L. Failla Tedaldi leg.; ex coll. Failla, via coll. Alliata (acquisto), in coll. M. Romano, Capaci (Palermo) (donato). *Falagria myrmidon Ragusa, 1894 [Fauvel in litt. - nomen nudum]; Naturalista sicil., 13 (4): 73-75. Neuraphes panormitanus Ragusa, 1892; Scydmoraphes panormitanus (Ragusa, 1892); Naturalista sicil., 11 (4): 80; Monte Pellegrino (Pa); specie valida; «Posseggo due esemplari di questa specie nella mia collezione, essi portano questo nome manoscritto dal sig. Saulcy, nome che io le lascio, avendoli trovati assieme alla specie precedente sul Monte Pellegrino.» Ocyusa fauveli Ragusa, 1891; Cousya fauveli (Ragusa, 1891); Naturalista sicil., 10 (7): 142; specie valida. Omalium marinum Ragusa, 1871; Bull. Soc. ent. ital. 3 (II): 196; Foro Italico di Palermo; sinonimo di Hypopycna rufula (Erichson, 1840). Philonthus alcyoneus var. intermedius Ragusa, 1891; Naturalista sicil., 10 (11): 223; sinonimo di Philonthus alcyoneus devillei Chapman, 1932. Philonthus sanguineolentus var. ater Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (68): 167. Quedius cruentatus var. nigrinus Ragusa, 1891; Naturalista sicil., 10 (11): 225. Quedius molochinus var. brunneus Ragusa, 1891; Naturalista sicil., 10 (11): 216. *Zyras ragusae Ragusa, 1921 [Bernh. in litt. - nomen nudum]; Bull. Soc. ent. ital., 53 (II-III): 88. Tenebrionidae Allardius Ragusa, 1898 [proposto come subgen. di Helops]; Naturalista sicil., 2 (N.S.) (5-8): 130; genere valido. Corticeus fasciatus var. unicolor Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 12 (1-2): 31. Pachychile cossyrensis Ragusa, 1876; Pachychila crassicollis cossyrensis (Ragusa, 1876); Bull. Soc. ent. ital. 7 (II) (1875): 252; Pantelleria; sottospecie valida; «Questa specie tanto elegante, vive sotto le pietre [...] fra le aride lave presso al mare, ove la rinvenni in tre soli esemplari.» Teredidae Anommatus basalis var. rocellae [sic] Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (6-8): 366 MARCELLO ROMANO 137; sinonimo di Aglenus brunneus (Gyllenhal, 1813) (Salpingidae)116; «Dobbiamo la scoperta in Sicilia di questo interessantissimo insetto cieco, al sig. Dott. Federico Roccella di Piazza Armerina, che ne trovò un esemplare che generosamente mi donava; mi faccio un vero piacere di dedicarglielo in omaggio di gratitudine per tutte le belle specie, con le quali ha voluto in questi ultimi tempi arricchire la mia collezione.» Trogossitidae Nemosoma siculum Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 193; Madonie; sinonimo di Nemozoma elongatum (Linnaeus, 1761). Sturmia Ragusa, 1892; Naturalista sicil., 11 (9-11): 194; sinonimo di Nemozoma Latreille, 1804. Sturmiasoma Ragusa, 1895; Naturalista sicil., 14 (9): 160; nomen novum per Sturmia Ragusa, 1892. HEMIPTERA Miridae Macrocoleus krueperi var. palumboi Ragusa, 1891; Naturalista sicil., 10 (8-10): 208; sinonimo di Megalocoleus lunula (Fieber, 1861); «Ebbi quattro esemplari di questa nuova varietà…dal Prof. Minà-Palumbo che la raccolse a Castelbuono, ed il quale mi faccio un dovere di dedicarla.» Macrotylus lutescens var. garibaldinus Ragusa, 1891; Naturalista sicil., 10 (810): 208; sinonimo di Macrotylus nigricornis Fieber, 1864. Reduviidae Coranus niger var. femoralis Ragusa, 1908; Naturalista sicil., 20 (6-8): 125. LEPIDOPTERA Erebidae *Lithosia marcida gen. aest. naneola Ragusa, 1905; Naturalista sicil., 17 (78): 163. 367 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 116 «Debbo all’illustre sig. Agostino Dodero la rettifica di questo grosso errore nel quale fui tratto, descrivendo questo insetto come una varietà nuova, del basalis, per come mi era stato determinato da chi avrebbe dovuto conoscerlo, mentre non è altro che un esemplare dell’Aglenus brunneus Gyll, già conosciuto di Sicilia» (RAGUSA, 1906c: 234). Orgyia dubia razza arcerii Ragusa, 1923; Orgyia dubia arcerii Ragusa, 1923; Boll. Soc. ent. ital. 55 (2): 19. Salina del Collegio (TP); sottospecie valida; «Ho dedicato questa interessantissima razza a mio nipote Signor G. B. Arceri di Trapani, che gentilmente a varie riprese è andato a raccogliermene i bruchi per spedirmeli.» Syntomis phegea ab. krügeri Ragusa, 1904; Amata kruegeri Ragusa, 1904; Naturalista sicil., 17 (1): 20, tav. I (fig. 2); Monte Busambra (Ficuzza); specie valida; «Stupenda aberrazione scoperta nel giugno scorso dal sig. Georg Krüger sulle montagne presso la Ficuzza, ed al quale mi fo un vero piacere di dedicarla.» *Syntomis phegea ab. cyclopea Ragusa, 1904; Naturalista sicil., 17 (1): 20, tav. I (fig. 3). Geometridae *Aspilates ochrearia gen. aest. pallidaria Ragusa, 1905; Naturalista sicil., 17 (78): 162. Eupithecia gueneata var. busambraria Ragusa, 1889; Naturalista sicil., 8 (1011): 229, tav. III (figg. 3-4). *Halia semicanaria ab. unicoloraria Ragusa, 1893; riferibile a Sturgia spodiaria (Lefèbvre, 1832); Naturalista sicil., 13 (1-2): 20. *Hybernia marginaria var. gigantea Ragusa, 1908; Naturalista sicil., 20 (68): 142. Nychiodes bellieraria Ragusa, 1884; Naturalista sicil., 3 (12): 352, tav. III (fig. 2); Madonie; sinonimo di Nychiodes ragusaria Millière, 1884; « Io ritengo che l’insetto scoperto nel 1859 dal signor Bellier sia la femmina del maschio da me descritto, ed è perciò che mi sono permesso di dedicarlo al suo primo scopritore, al quale la fauna sicula va debitrice di molte altre belle scoperte». Phigalia pidaria var. sicanaria Ragusa, 1908; Naturalista sicil., 20 (6-8): 142; sinonimo di Phigalia pilosaria (Denis & Schiffermüller) 1775. Hesperiidae *Gegenes pygmaeus ab. ♀major Ragusa, 1919; riferibile a Gegenes pumilio (Hoffmannsegg, 1804); Naturalista sicil., 23 (7-12): 177. Reverdinus Ragusa, 1919; Naturalista sicil., 23 (7-12): 172; sinonimo di Carcharodus Hübner, 1819. 368 MARCELLO ROMANO Lasiocampidae Bombyx populi var. calberlae Ragusa, 1889; Poecilocampa populi (Linnaeus, 1758); Naturalista sicil., 8 (10-11): 223, tav. III (figg. 1-2); «L’ho dedicata al carissimo compagno delle escursioni da me fatte quest’anno in Sicilia, al sig. Enrico Calberla, appassionato lepidotterologo di Dresda». Lycaenidae *Lycaena telicanus aberr. bellieri Ragusa, 1881; riferibile a Leptotes pirithous (Linnaeus, 1767); Naturalista sicil., 1 (2): 37, tav. III (fig. 2); Palermo, Orto Botanico; «Mi permetto di dedicarla al signor Bellier de la Chavignerie che tanto contribuì ad illustrare la fauna lepidotterologica della Sicilia». Lycaena hylas var. intermedia Ragusa, 1919; Naturalista sicil., 23 (7-12): 165; sinonimo di Pseudophilotes baton (Bergstrasser, 1779). Lycaena chiron forma nebrodensis Ragusa, 1919; Naturalista sicil., 23 (7-12): 166; sinonimo di Eumedonia eumedon (Esper, 1780). Noctuidae *Bryophila receptricula ab. guglielminae Ragusa, 1893; riferibile a Cryphia receptricula (Hübner, 1803); Naturalista sicil., 13 (1-2): 19. *Calophasia platyptera ab. grisea Ragusa, 1905; Naturalista sicil., 17 (7-8): 155. *Coccidiphaga scitula ab. virginalis Ragusa, 1923; riferibile a Eublemma scitula (Rambur, 1833); Boll. Soc. ent. ital. 55 (2): 22. Derthisa trimaculata forma culoti Ragusa, 1923; Boll. Soc. ent. ital. 55 (2): 21; sinonimo di Episema glaucina Esper, 1789; «Dedico all’illustre entomologo di Ginevra Signor J. Culot al quale, la lepidotterologia deve un’opera da tutti lodata, con tavole meravigliose, come raramente se ne sono viste.» Hadena dydima var. struvei Ragusa, 1885; Naturalista sicil., 4 (11): 274, tav. IV (fig. 7); sinonimo di Mesapamea secalis (Linnaeus, 1758); «Siccome io ritengo che questa varietà merita un nome speciale…è con vero piacere che io la dedico al caro collega di Lipsia, all’amico Dottore Oscar Struve, che con la sua passione per questo ramo di scienza, ha saputo quest’anno infondermi nuovo zelo a seguitare le mie ricerche lepidotterologiche in riconoscenza delle belle ore passate assieme.» *Leucania vitellina gen. aest. pallida Ragusa, 1905; riferibile a Mythimna vitellina Hübner, 1808; Naturalista sicil., 17 (7-8): 151. 369 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... *Orrhodia torrida ab. faillae Ragusa, 1905; riferibile a Conistra torrida (Lederer, 1855); Naturalista sicil., 17 (7-8): 155. Polyphaenis sericata var. viridata Ragusa, 1904; Naturalista sicil., 17 (1): 18, tav. I (fig. 1). Nymphalidae Argynnis niobe forma sicula Ragusa, 1919; Naturalista sicil., 23 (7-12): 155; Monte Ciccia (Messina), Margaret Fountaine leg.; sinonimo di Argynnis niobe Linnaeus, 1761. Argynnis pandora var. paupercula Ragusa, 1885; Naturalista sicil., 4 (11): 271. Coenonympha corinna var. lefebvrei Ragusa, 1908; Naturalista sicil., 20 (6-8): 140; Boschi di Sperlinga (?); sinonimo di Coenonympha corinna Hübner, 1803; «Bellissima varietà, per la quale propongo il nome di Lefebvrei, in onore di chi la scoprì in Sicilia.» *Coenonympha sicula ab. thyrsidoides Ragusa, 1916; riferibile a Coenonympha pamphilus (Linnaeus, 1758); Naturalista sicil., 23 (1-6): 60. *Epinephele lycaon ab. ♂biocellatus Ragusa, 1904; riferibile a Hyponephele lycaon (Rottemburg, 1775); Naturalista sicil., 17 (5): 110, tav. II (fig. 2). *Hyponephele rhamnusia ab. ♂biocellatus Ragusa, 1916; riferibile a Hyponephele lupinus rhamnusia (Freyer, 1845); Naturalista sicil., 23 (1-6): 58. *Hyponephele rhamnusia ab. ♀triocellatus Ragusa, 1916; riferibile a Hyponephele lupinus rhamnusia (Freyer, 1845); Naturalista sicil., 23 (1-6): 58. Melanargia japygiaforma japygia-sulfurata Ragusa, 1916; Naturalista sicil., 23 (1-6): 49. *Melanargia pherusa f. subgrisea Ragusa, 1916; Naturalista sicil., 23 (1-6): 50. Melitaea cinxia forma sicula Ragusa, 1919; Naturalista sicil., 23 (7-12): 149; Madonie, Ficuzza e dintorni di Palermo; sinonimo di Melitaea cinxia Linnaeus, 1758. Melitaea phoebe forma punicata Ragusa, 1919; Melitaea ornata punicata (Ragusa, 1921); Naturalista sicil., 23 (7-12): 150; sottospecie valida. *Satyrus circe ab. biocellatus Ragusa, 1916; Naturalista sicil., 23 (1-6): 51. 370 MARCELLO ROMANO *Satyrus semele ab. ♀triocellatus Ragusa, 1904; riferibile a Hipparchia semele Linnaeus, 1758; Naturalista sicil., 17 (5): 109, tav. II (fig. 1). Papilionidae *Papilio machaon gen. aest. var. centralis forma zancleusoides Ragusa, 1916; Naturalista sicil., 23 (1-6): 31. *Parnassius apollo ab. pumiloides Ragusa, 1916; Naturalista sicil., 23 (1-6): 36. Pieridae *Colias edusa aberr. ♂velata Ragusa, 1904; riferibile a Colias croceus (Geoffroy in Fourcroy, 1785); Naturalista sicil., 17 (2-3): 42. *Colias croceus forma ♀albissima Ragusa, 1916; Naturalista sicil., 23 (1-6): 46. Sesiidae *Pyropteron chrysidiformis-sicula ab. foeniformoides Ragusa, 1923; Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 16 (1922): 217. *Sesia doryliformis ab. ♀unicolor Ragusa, 1904; riferibile a Pyropteron doryliformis (Ochsenheimer, 1808); Naturalista sicil., 17 (5): 114. *Synanthedon cruentata ab. lugubris Ragusa, 1923; riferibile a Synanthedon myopaeformis cruentata (Mann, 1859); Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 16 (1922): 213. Zygaenidae *Anthocera punctum var. contamineoides ab. cingulata Ragusa, 1924; riferibile a Zygaena punctum Ochsenheimer, 1808; Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 18: 87. *Anthocera trifolii syracusia Zeller var. krügeri Ragusa, 1924; riferibile a Zygaena trifolii syracusia Zeller, 1847; Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 18: 88. *Anthocera meliloti ab. melilotoides Ragusa, 1924; riferibile a Zygaena viciae (Denis & Schiffermüller, 1775); Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 18: 93. Anthocera carniolica var. sicilica Ragusa, 1924. Boll. Lab. Zool. Gen. Agr. R. Scuola Agric., Portici, 18: 94. Messina; sinonimo di Zygaena carniolica siciliana Reiss, 1921. 371 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 372 MARCELLO ROMANO 117 GBIF, risorsa consultata nell’ottobre 2025: https://www.gbif.org/. COLEOPTERA Famiglia Combinazione Autore, Combinazione e status originale Anno nomenclaturale attuale Anthicidae Anthicus ragusae Pic, 1898 Microhoria ragusae specie valida Anthribidae Microctilodes ragusae Reitter, 1875 Cercomorphus ragusae specie valida Aphodiidae Amidorus ragusae Reitter, 1892 Agoliinus ragusae specie valida Apionidae Apion ragusae Everts, 1879 sin. di Diplapion detritum (Mulsant, & Rey, 1859) Buprestidae Agrilus viridis ab. ragusanus Ragusa, 1923 sin. di Agrilus viridis (Obenberger, in litt.) (Linnaeus, 1758) Ptosima ragusai Vitale, 1932 sin. di Ptosima undecimmaculata (Herbst, 1784) Cantharidae Malthodes ragusae Fiori, 1904 sin. di Malthodes laciniatus Kiesenwetter, 1852 Carabidae Cicindela littoralis Failla, 1887 sin. di Calomera lunulata var. ragusae (Fabricius, 1781) Dyschirius ragusae G.Müller, 1922 sin. di Dyschirius globosus (Herbst, 1784) Harpalus cupreus ragusae G. Müller, 1924 sin. di Harpalus cupreus Dejean, 1829 APPENDICE 2. Elenco dei taxa dedicati a Enrico Ragusa Nel seguente elenco sono inclusi i taxa eponimi dedicati a Enrico Ragusa (ragusae, ragusai, ragusanus/-a/-um, ecc.) e le varianti ortografiche. Per ciascun taxon sono riportati in colonna, nell’ordine: (1) famiglia di appartenenza; (2) combinazione originale; (3) autore e anno di descrizione; (4) combinazione e status nomenclaturale attuale. Analogamente a quanto indicato in appendice 1, i nomi e le sinonimie attuali sono riportati secondo quanto risulta, alla data di consultazione, su GBIF (Global Biodiversity Information Facility)117. La sinonimia è indicata con “sin. di …”, seguito dal nome accettato e dall’autore e anno. INSECTA 373 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... var. ragusai erraticus (Dalman, 1817) Chrysomelidae Cryptocephalus Roubal, 1912 specie valida ragusanus Luperus ragusai Laboissière, 1919 specie valida Ciidae Cis ragusai Roubal, 1916 specie valida Curculionidae Cathormiocerus Vitale, 1904 sin. di Cathormiocerus ragusae hircus Desbrochers, 1896 Ceutorhynchus C. Brisout, 1884 Glocianus ragusae ragusae specie valida Cisurgus ragusae Reitter, 1906 specie valida Dichotrachelus Solari & Solari, 1906 specie valida ragusae Phyllobius xanthocnemus Stierlin, 1883 sin. di Phyllobius var. ragusae subdentatus Boheman, 1842 Sitona ragusae Reitter, 1903 specie valida Dasytidae Dasytiscus ragusae Prochazka, 1895 Dasytidius ragusae specie valida Haplocnemus ragusae Schilsky, 1894 sin. di Aplocnemus corcyricus Miller, 1866 Dryophthoridae Sphenophorus Stierlin, 1882 sin. di Sphenophorus ragusae abbreviatus (Fabricius, 1787) Dynastidae Oryctes grypus Riggio, 1882 sin. di Oryctes nasicornis var. ragusae grypus (Illiger, 1803) Elateridae Cardiophorus rufipes Ragusa, 1911 sin. di Cardiophorus var. ragusae [Buysson in litt.] vestigialis Erichson, 1840 Endomychidae Holoparamecus ragusae Reitter, 1875 specie valida Merophysia ragusae Belon, 1895 sin. di Merophysia formicaria P.H.Lucas, 1852 Erotylidae Triplax ragusae Reitter, 1892 sin. di Triplax lacordairii Crotch, 1870 Poecilus ragusai Heyden, 1906 sin. di Poecilus nitidus (Dejean, 1828) Cerambycidae Leptura erratica Pic, 1923 sin. di Pachytodes !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 380 MARCELLO ROMANO 11 (24) Staphylinidae 291 (291) 1974: stato di conservazione buono; 2000: muffe su un terzo degli esemplari e spilli in gran parte ossidati 12 (44) Staphylinidae 2 (???) 13 (29) Staphylinidae ? La scatola non risultava presente alla data del restauro. 14 (32) Staphylinidae ? La scatola non risultava presente alla data del restauro. 15 (6) Staphylinidae 415 (416) 16 (25) Staphylinidae 311 (314) 17 (7) Staphylinidae 369 (381) 18 (38) Staphylinidae 314 (322) 19 (1) Staphylinidae, Pselaphidae 294 (295) Nella numerazione data da Ragusa, il n. 19 è ripetuto in due cassette 19 (64) Staphylinidae 343 (356) 20 (20) Pselaphidae, Clavigeridae, Scydmaenidae 335 (340) 21 (56) Scydmaenidae, Silphidae, Leiodidae 149 (???) Notazione presa durante il restauro: presente all’interno della cassetta un’etichetta scritta a mano: “Zoia Catopidi 27/04/2000” 22 (57) Leiodidae, Clambidae, Leptinidae, Corylophidae, Sphaeridae, Trichopterygidae, Scaphidiidae, Histeridae 380 (390) 1974 e 1982: stato di conservazione buono; 2000: muffe pesanti su molti esemplari, metà degli spilli ossidati 23 (63) Histeridae 387 (392) 1974: stato di conservazione buono; 2000: muffe estese al 90% degli esemplari 24 (2) Histeridae, Hydrophilidae 583 (587) 25 (28) Hydrophilidae 681 (683) 26 (4) Cantharidae 489 (494) 27 (59) Cantharidae 555 (560) 1974: stato di conservazione buono; 2000: molte muffe, spilli ossidati (50%) 28 (13) Cantharidae 484 (520) 381 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... Georyssidae 38 (39) Elateridae 447 (448) 39 (49) Elateridae, Eucnemidae 309 (311) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: muffe estese su 70% degli esemplari, spilli quasi tutti ossidati, attacchi di antreni 40 (31) Buprestidae 381 (387) *41 (75) Alleculidae, Bostrichidae, Lyctidae, Ptinidae 271 (272) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: muffe leggere e 80% degli spilli ossidati *42 (79) Ptinidae, Anobiidae 360 (375) *43 (80) Anobiidae, Oedemeridae 267 (272) *44 (69) Oedemeridae, Pythidae, Pyrochroidae, Heteroceridae 352 (388) 1982: stato di conservazione buono; 2000: molte muffe e più di metà degli spilli ossidati *45 (85) Hylophilidae, Anthicidae 322 (322) 29 (23) Cantharidae, Cleridae 393 (523) 1974: stato di conservazione buono; 1982: più di metà degli esemplari danneggiati da antreni 30 (60) Cleridae, Ostomidae, Nitidulidae 534 (537) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: 50% spilli ossidati; muffe in quasi tutti gli esemplari 31 (21) Nitidulidae, Cucujidae 557 (571) 32 (18) Cucujidae, Cryptophagidae, Erotylidae, Phalacridae 365 (368) 33 (3) Phalacridae, Thorictidae, Lathridiidae 612 (622) 34 (58) Mycetophagidae, Sphindidae, Cisidae, Colydiidae, Endomychidae 488 (497) 1974: stato di conservazione buono, solo qualche muffa; 2000: muffe pesanti sugli esemplari ai bordi della scatola 35 (68) Coccinellidae 289 (293) 1974 e 1982: stato di conservazione discreto; 2000: molte muffe e numerosi attacchi di antreni 36 (66) Coccinellidae 315 (335) 1974: stato di conservazione buono; 2000: muffe estese e 50% degli spilli ossidati 37 (34) Coccinellidae, Helodidae, Dryopidae, 401 (428) 382 MARCELLO ROMANO esemplari completamente distrutti 55 (19) Cerambycidae 162 (162) 1974: muffe sugli esemplari di maggiori dimensioni; 2000: muffe su tutti gli esemplari e spilli in gran parte ossidati 56 (8) Cerambycidae 136 (323) 1974: cassetta invasa da decine di larve di Anthrenus museorum che hanno distrutto gran parte degli esemplari. 57 (11) Cerambycidae, Chrysomelidae 423 (428) 58 (62) Chrysomelidae 371 (389) 1974: stato di conservazione buono; 1982: attacchi di antreni su un terzo degli esemplari; 2000: muffe presenti 59 (51) Chrysomelidae 422 (530) 1974: estesi attacchi di antreni; 2000: molti esemplari distrutti e muffe sul 100% del materiale; tutti gli spilli sostituiti 60 (10) Chrysomelidae 571 (573) 61 (45) Chrysomelidae 453 (474) 62 (26) Chrysomelidae 542 (620) 1974 e 1982: stato di conservazione buono; 2000: numerosi esemplari sotto attacco di antreni *46 (77) Anthicidae, Meloidae 499 (499) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: poche muffe, 80% degli spilli ossidati *47 (78) Meloidae 328 (331) *48 (71) Meloidae, Rhipiphoridae Mordellidae 329 (330) 1974: stato di conservazione buono; 2000: spilli quasi tutti ossidati e che hanno danneggiato gli esemplari *49 (72) Mordellidae 374 (380) 1982: stato di conservazione buono; 2000: poche muffe, un terzo degli spilli ossidati 50 (16) Tenebrionidae 325 (331) 51 (36) Tenebrionidae 186 (187) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: più di metà degli esemplari con muffe leggere e con spilli ossidati 52 (9) Tenebrionidae 505 (508) 1974: stato di conservazione ottimo; 1982: presente qualche muffa; 2000: muffe su un terzo degli esemplari 53 (41) Tenebrionidae, Melandryidae, Lagriidae, Alleculidae 356 (357) 54 (35) Cerambycidae 232 (261) 1974: attacchi di parassiti limitati; 1982: attacchi estesi; 2000: muffe estese e 383 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 63 (48) Chrysomelidae, Bruchidae 411 (419) 64 (54) Bruchidae, Anthribidae, Brentidae 528 (532) 65 Nella numerazione assegnata da Ragusa non è presente una cassetta con questo numero. 66 (52) Curculionidae 381 (385) 1974: stato di conservazione buono; 2000: tutti gli esemplari con muffe leggere e metà degli spilli ossidati 67 (61) Curculionidae 487 (489) 68 (43) Curculionidae 301 (309) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: muffe su 80% degli esemplari, spilli in gran parte ossidati 69 (17) Curculionidae 397 (403) 70 (14) Curculionidae 420 (430) 1974, 1982 e 2000: sempre in buono stato di conservazione *71 (86) Curculionidae 424 (429) 1974: stato di conservazione buono; 2000: poche muffe, molti spilli ossidati *72 (81) Curculionidae 340 (343) *73 (82) Curculionidae 376 (380) 74 (47) Curculionidae 324 (325) *75 (76) Curculionidae 312 (312) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: poche muffe, 70% degli spilli ossidati *76 (70) Curculionidae 353 (358) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: poche muffe e due terzi degli spilli ossidati *77 (87) Curculionidae 320 (321) *78 (88) Curculionidae 319 (321) *79 (89) Curculionidae 385 (418) *80 (73) Curculionidae (Apioninii) 441 (443) 1974: stato di conservazione buono; 2000: quasi tutti gli spilli ossidati *81 (74) Curculionidae (Apioninii) 419 (430) *82 (83) Curculionidae, Ipidae 345 (358) *83 (84) Ipidae 191 (196) 2. COLLEZIONE «COLEOTTERI DI EUROPA» La collezione è composta da 44 cassette con numerazioni discontinue e talora ripetute, inserite in occasione di inventari condotti in tempi diversi e non riconducibili a un ordinamento scientifico. La sigla ISFA anteposta al numero in alcune cassette indica verosimilmente l’Istituto Sperimentale per l’Agrumicoltura di Acireale; alcune cassette risultano senza numero (s.n.). Di conseguenza, l’elenco non segue un ordine numerico progressivo. Il contenuto di ciascuna cassetta è dedotto da appunti personali e indica famiglia e, in qualche caso, sottofamiglia presenti. Dopo il restauro 1999-2001 sono stati recuperati integralmente o in parte circa 10.200 esemplari su 10.600; lo stato di conservazione complessivo è buono. Scatola Famiglie presenti N. esemplari 1 (ISFA) Cicindelidae 157 2 (ISFA) Carabidae: Carabus 89 3 (ISFA) Carabidae: Carabus 88 384 MARCELLO ROMANO 84 (50) Lucanidae, Scarabaeidae 428 (457) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: 70% esemplari con muffe e spilli ossidati; qualche attacco di antreni 85 (15) Scarabaeidae 338 (342) 1974: stato di conservazione buono; 2000: pesanti attacchi di antreni, muffe su tutti gli esemplari, spilli ossidati 86 (67) Scarabaeidae 335 (340) 1974: stato di conservazione discreto; 2000: un terzo degli esemplari con muffe e spilli ossidati 87 (55) Scarabaeidae 251 (255) 1974: stato di conservazione discreto, solo pochi esemplari attaccati; 2000: muffe pesanti su tutti gli esemplari, pesanti attacchi di antreni 88 (30) Scarabaeidae 110 (110) 1974: solo gli esemplari di maggiori dimensioni presentano attacchi di antreni; 1982: esemplari quasi tutti danneggiati 89 (12) Scarabaeidae 181 (182) 1974: numerosi esemplari divorati da A. museorum e vetro al coperchio era rotto; 2000: muffe estese e spilli ossidati TOTALI 32569 (33647) 4 (ISFA) Carabidae: Carabus 129 5 (ISFA) Carabidae 218 51 Carabidae Harpalinae 145 40 Carabidae Broscinae, Nebriinae 112 s.n. Carabidae Nebriinae, Trechinae 331 29 Carabidae Trechinae 335 38 Carabidae Pterostichinae 195 6 (ISFA) Carabidae, Dytiscidae 197 7 (ISFA) Dytiscidae 203 8 (ISFA) Staphylinidae 640 s.n. Staphylinidae 246 10 Pselaphidae 148 s.n. Silphidae, Leiodidae 279 13 Hydrophilidae, Cantharidae 145 30 Cantharidae Malthininae 127 12 Clambidae, Hydraenidae 192 14 (ISFA) Nitidulidae, Colydiidae, Endomychidae 349 1 Coccinellidae 132 16 (ISFA) Coccinellidae, Helodidae, Heteroceridae, Dryopidae, Elminthidae, Dermestidae, Byrrhidae 231 22 Elateridae 173 23 Elateridae II 108 5 Buprestidae 123 6 Buprestidae II 133 39 Anthicidae, Meloidae 151 37 Rhipiphoridae, Tenebrionidae 164 25 Tenebrionidae 164 13 Cerambycidae 190 14 Cerambycidae 158 15 Cerambycidae III 202 16 Chrysomelidae 592 47 Chrysomelidae II 0 s.n. Chrysomelidae 612 18 Curculionidae 442 19 Curculionidae 282 20 Curculionidae 329 21 Curculionidae 304 35 Curculionidae Otiorrhynchinae 239 385 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 34 Scarabaeidae, Scolytidae 479 4 Scarabaeidae Cetoniinae 190 7 Scarabaeidae 397 41 Scarabaeidae Melolonthinae 128 TOTALE 10248 386 MARCELLO ROMANO Fig. 33 — Cassette della collezione lepidotteri europei di Enrico Ragusa, conservate presso il Museo di Zoologia e Casa delle farfalle dell’Università di Catania e restaurate tra il 1999 e il 2001. 3. COLLEZIONE «LEPIDOTTERI DI EUROPA» La collezione è composta da 88 cassette con numerazioni discontinue e talora ripetute, assegnate in fasi di inventariazione diverse e non riferibili a un ordinamento scientifico. Alcune cassette sono senza numero (s.n.); per questo motivo l’elenco non segue un ordine numerico progressivo. Il contenuto di ciascuna cassetta è ricavato da appunti personali e indica la famiglia presente; la nomenclatura riprende quella riportata sulle cassette. Dopo il restauro 1999–2001 sono stati recuperati integralmente o in parte circa 6.000 esemplari su 6.300; lo stato di conservazione attuale è complessivamente buono (Fig. 33). Scatola Famiglie presenti N. esemplari 4 Papilionidae: Parnassius 16 5 Papilionidae : Parnassius 24 s.n. Papilionidae 19 6 Papilionidae, Pieridae 25 7 Pieridae 45 8 Pieridae 49 9 Pieridae 60 10 Pieridae 23 11 Pieridae, Nymphalidae 22 12 Nymphalidae 32 s.n. Nymphalidae 4 14 Nymphalidae 30 5 [?] Nymphalidae 83 s.n. Nymphalidae 75 17 Nymphalidae 89 18 Nymphalidae 36 19 Nymphalidae 20 s.n. Nymphalidae 45 s.n. Nymphalidae 91 22 Nymphalidae 80 24 Satyridae 46 26 Satyridae 61 27 Satyridae 95 46 Satyridae 26 s.n. Lybithaeidae, Lycaenidae 66 31 Lycaenidae 94 32 Lycaenidae 86 58 Lycaenidae 75 s.n. Lycaenidae 76 s.n. Lycaenidae 86 35 Hesperiidae 70 36 Hesperiidae 101 30 Arctiidae 19 34 Arctiidae 97 79 Arctiidae 75 37 Sphingidae 15 38 Sphingidae 11 387 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... 39 Sphingidae 24 s.n. Sphingidae 20 s.n. Saturniidae 22 41 Notodontidae 68 s.n. Lasiocampidae 32 s.n. Lasiocampidae 4 42 Lymantriidae 97 s.n. Cossidae 52 33 Noctuidae 80 46 Noctuidae 34 47 Noctuidae 33 48 Noctuidae 96 49 Noctuidae 58 50 Noctuidae 10 51 Noctuidae 74 53 Noctuidae 90 54 Noctuidae 61 55 Noctuidae 67 56 Noctuidae 105 57 Noctuidae 56 59 Noctuidae 91 60 Noctuidae 88 61 Noctuidae: Cuculliinae 53 63 Noctuidae 53 65 Noctuidae: Catocala 15 66 Noctuidae 31 76 Noctuidae 48 89 Noctuidae, Geometridae 110 74 Noctuidae, Geometridae 49 64 Noctuidae, Pyralidae 79 67 Geometridae 171 68 Geometridae 131 69 Geometridae 130 70 Geometridae 174 71 Geometridae 119 72 Geometridae 172 73 Geometridae 101 75 Geometridae 29 76 bis Geometridae 101 388 MARCELLO ROMANO 389 Enrico Ragusa protagonista dell’entomologia siciliana... s.n. Geometridae 86 78 Geometridae, Syntomidae, Saturniidae 78 83 Pyralidae 83 s.n. Pyralidae 102 s.n. Pyralidae, Pterophoridae 110 35 Psychidae 74 83 Zygaenidae 108 86 Sesiidae 80 91 Tortricidae 150 92 Tortricidae, Yponomeutidae 137 93 Gelechiidae 132 94 Microlepidoptera, Incurvariidae 54 TOTALE 5989