RAPPORTI EPISTOLARI FRA FRANCESCO MINÀ PALUMBO ED ENRICO RAGUSA
Abstract
Il Museo Civico di Storia Naturale di Castelbuono conserva l’epistolario del medico naturalistaFrancesco Minà Palumbo, all’interno del quale sono state rinvenute tre lettere di Enrico Ragusaa Minà Palumbo, scritte tra il 1870 e il 1871. In esse, Ragusa comunica a Minà la scoperta di nuovespecie di insetti e coleotteri nelle Madonie durante le sue escursioni, oltre a richiedere materiali entomologiciper le proprie ricerche. All’interno dell’epistolario è stata trovata solo una bozza di una letteradi ringraziamento scritta da Minà Palumbo nel 1897, indirizzata a Ragusa in occasione della suanomina a Vicepresidente della Società dei Naturalisti Siciliani.
Full text
Naturalista sicil., S. IV, XLIX (2), 2025, pp. 229-248 FRANCESCO TOSCANO RAPPORTI EPISTOLARI FRA FRANCESCO MINÀ PALUMBO ED ENRICO RAGUSA RIASSUNTO Il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono conserva l’epistolario del medico naturalista Francesco Minà Palumbo, all’interno del quale sono state rinvenute tre lettere di Enrico Ragusa a Minà Palumbo, scritte tra il 1870 e il 1871. In esse, Ragusa comunica a Minà la scoperta di nuove specie di insetti e coleotteri nelle Madonie durante le sue escursioni, oltre a richiedere materiali entomologici per le proprie ricerche. All’interno dell’epistolario è stata trovata solo una bozza di una lettera di ringraziamento scritta da Minà Palumbo nel 1897, indirizzata a Ragusa in occasione della sua nomina a Vicepresidente della Società dei Naturalisti Siciliani. SUMMARY The Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo in Castelbuono preserves the epistolary of naturalist physician Francesco Minà Palumbo, within which three letters from Enrico Ragusa to Minà Palumbo, written between 1870 and 1871, were found. In them, Ragusa informs Minà of the discovery of new species of insects and beetles in the Madonie Mountains during his visits, as well as requesting entomological materials for his own research. Only a draft of a thank-you letter written by Minà Palumbo in 1897, addressed to Ragusa on the occasion of his appointment as vice-president of the Society of Sicilian Naturalists, was found within the epistolary. Nell’archivio del Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo di Castelbuono sono conservate tre lettere scritte da Enrico Ragusa a Francesco Minà Palumbo tra il 1870 e il 1871. L’epistolario di Francesco Minà Palumbo, nel suo complesso, consta di 1458 lettere ricevute da vari studiosi di tutta Europa, da istituzioni scientifiche e statali. Purtroppo non vi si trovano le letDOI: https://doi.org/10.5281/zenodo.17531724
tere inviate da Minà a Ragusa, esiste solo una bozza di ringraziamento per la nomina a Vice Presidente della Società dei Naturalisti Siciliani per il 1897 scritta da Minà ed indirizzata a Ragusa. In Sicilia Ragusa aveva legami con diversi studiosi nel campo naturalistico ed accademico fra cui il direttore del Museo di Zoologia dell’Università di Palermo Pietro Doderlein, l’entomologo Teodosio De Stefani Perez, lo zoologo Giuseppe Riggio, il malacologo Tommaso Allery Di Maria marchese di Monterosato, il marchese Antonio De Gregorio e Giovanni de Stefani che si occupavano di geologia e paleontologia, il botanico Michele Lojacono Pojero, il medico naturalista Francesco Minà Palumbo ed il suo allievo Luigi Failla Tedaldi di Castelbuono. Ragusa ebbe sempre un rapporto di rispetto e di ammirazione verso Minà Palumbo, anche per la differenza di età, essendo più giovane di 35 anni; inoltre Minà era un uomo di scienze già conosciuto nel mondo accademico e scientifico. Il 29 giugno del 1871 Ragusa esplorò le Madonie insieme al Barone Adolf Kalchberg di Vienna che si occupava di lepidotteri. RAGUSA (1871) pubblicò i risultati di quell’escursione sul Bullettino della Società Entomologica Italiana dal titolo Breve escursione entomologica fatta sulle Madonie e ne’ boschi di Caronia; partendo da Castelbuono percorsero insieme i sentieri delle Madonie raggiungendo diverse località (i Monticelli, la Barraca, la Santuzza, Passo Scuro, Milocco, lo Sparviero, Piano Ferro, ecc.). I due naturalisti la notte fra l’1 ed il 2 luglio pernottarono nei pagliai di pastori, sulle alte vette delle Madonie, in una località chiamata Lo Sparviero. Quelle zone a quei tempi erano popolate dai lupi, tanto che il Ragusa scriveva “Questa [notte] non fu interrotta che dagli urli feroci dei cani, che latravano per allontanare i lupi attirati dal gregge”. Inoltre RAGUSA (1871) parlava del suo incontro con Francesco Minà Palumbo “Nostra prima cura fù di visitare il dottore Francesco Minà Palumbo, che tanto ha scritto sulla Storia Naturale della Sicilia: esso con la solita affabilità e gentilezza, ci offrì di tutto e ci consigliò sull’itinerario da seguire durante il nostro breve soggiorno”. L’anno precedente il Ragusa era già stato sulle Madonie; e infatti scriveva ancora “…eravamo già passati dalla Badia e giunti a San Guglielmo, ottima località, ove l’anno precedente avevo raccolto sul rovere fiorito, una Thyris forse la diaphana, in due esemplari e molte Zygaene: però quest’anno, forse perché un po’ più tardi, nulla di tutto ciò; solamente vedemmo la Vanessa io, che il D. Staundiger riporta come non esistente in Sicilia, mentre Joseph Mann nel suo catalogo, pubblicato nella gazzetta entomologica di Vienna nel 1859, dice aver raccolto questa specie nelle vicinanze di Palermo nel 1858; anch’io ne posseggo esemplari, qui raccolti, nella mia collezione”. La prima lettera di Ragusa indirizzata a Minà, scritta il 30 agosto 1870, è composta da tre pagine e catalogata con il codice ID 2521-2523 (Figg. 1-3). 230 FRANCESCO TOSCANO
231Rapporti epistolari fra Francesco Minà Palumbo ed Enrico Ragusa Fig. 1
232 FRANCESCO TOSCANO Fig. 2
233Rapporti epistolari fra Francesco Minà Palumbo ed Enrico Ragusa Fig. 3
Scrive il Ragusa: Palermo 30.8.70 Carissimo Sig[no]r Professore! Non vedendo ancor comparire, il tanto desiderato catalogo dei lepidotteri diurni della Sicilia, mi fò un dovere pregarla affinché mi mandi il prezioso manoscritto, ch’io possa mandarlo alla stampa. Questo catalogo tanto utile, ora è necessario, e tocca a lei a regalarci questo libro tanto desiderato. Dunque la prego spedisca la Ima parte del catalogo “Rhopalocera Dumeril, Boisduval” ed in apresso, dato la prima spinta si penserà alle Notturne etc. etc. Mi raccomando per i promessi Lepidotteri cioè Thais Hypsipyle Fab. Anthocaris Bellezina Bid. Leucophasia Sinapis et var. Erysimi L. Lathyri H. – Cosa fà l’Illustrissimo Peppe – Il poltrone forse? La prego in tal caso lo scuota, e lo mandi per conto mio, sulle montagne. Prima di finire, le raccomando caldamente di badare nel catalogo alle Varietà, oggi tanto interessanti, ed alle quali i Naturalisti entomofili, attacano tanta importanza. Sperando avere ben presto un suo riscontro unito allo desiderato catalogo dei Rhop[alocera] mi creda sempre suo oblig[atissi]mo Enrico Ragusa Nella lettera si evidenzia il rispetto del giovane Ragusa verso il Minà, a cui si rivolge chiamandolo “Carissimo Signor Professore”. Il Minà aveva già pubblicato nel 1859 negli Atti dell’Accademia di Scienze e Lettere di Palermo un catalogo dal titolo “Storia Naturale delle Madonie. Catalogo con appendice dei lepidotteri diurni delle Madonie”. Nella lettera il Ragusa chiede al Minà il Catalogo dei lepidotteri diurni, che tuttavia, con la collaborazione di Luigi Failla Tedaldi fu pubblicato solo molti anni più tardi con il titolo “Materiali per la fauna lepidotterologica della Sicilia” ne Il Naturalista Siciliano (1886-1887). Inoltre lo studioso chiese l’invio dei lepidotteri sotto elencati: Thais hypsipyle Fab., sinonimo di Zerynthia polyxena ([Denis & Schiffermüller], 1775) Fam. Papilionidae 234 FRANCESCO TOSCANO
Anthocaris bellezina Bid. = Euchloe sp., Fam. Papilionidae Leucophasia sinapis = Leptidea sinapis (Linnaeus, 1758), Fam Pieridae et var. Erysimi= Leucophasia sinapis subsp. erysimi (Borkhausen, 1788), Fam Pieridae L. Lathyri H. = Leucophasia sinapis subsp. lathyri (Hübner, 1819), Fam Pieridae Nella missiva il Ragusa chiede di Peppe, un nome che ricorre sempre quando il Ragusa parla delle Madonie. Peppe sicuramente era un pastore che guidava il Ragusa nelle escursioni sulle Madonie, e gli forniva insetti raccolti nel territorio. Scriveva scherzosamente al Minà: “Cosa fà l’Illustrissimo Peppe, Il poltrone forse? La prego in tal caso lo scuota, e lo mandi per conto mio, sulle montagne”. Nell’articolo del 1871 RAGUSA, in occasione del ritrovamento di undici Gnorimus decempunctatus aveva scritto: “Scavando a piene mani in questa sostanza sempre di buon indizio per l’entomologo, vidi comparire, la prima gamba, indi l’intiero e bellissimo Gnorimus decempunctatus. Il segnale era dato, e non abbandonai il tronco d’aver tirato fuori dal loro nascondiglio undici individui di questa eccellente specie siciliana, che la mia guida, il vecchio Peppe, giustamente chiamava Vellutini, giacchè sembran proprio ricoperti d’un finissimo velluto, specialmente la varietà nera. E questo è quanto raccolsi nella fossa di Luigi”. 235Rapporti epistolari fra Francesco Minà Palumbo ed Enrico Ragusa
Nella seconda lettera datata 11 settembre 1870 con codice ID 25182520, composta da tre pagine (Figg. 4-6), Ragusa scrive: Palermo 11.9bre.70 Carissimo Signor Professore! Ricevo la sua lettera del 7. e vi leggo con piacere due cose, la prima sì è che ella è intenta a compilare il catalogo degli Heteroceri, il quale unito alla I parte Rhopalocera, formerà un bel ed utilissimo Volume, indispensabile ad ogni serio Lepidotterologo, che pensa d’illustrare la nostra bella Italia d’opere disgraziatamente troppo rare. La seconda sì è, che quanto prima riceverò nuovi materiali dalle Madonie. Spero non si faranno aspettare a lungo. Mi sono acquistato due carissime relazioni, la prima col distinto et rinomato entomologo di Vienna. L. Miller che mi scrisse se volevo entrare in corrispondenza con lui. La seconda col Signor de Kiesenwetter di Bautzen in Sassonia che ella conosce certamente di fama. Mi dispiace non poterle mandare l’Isis dove Zeller inserì i lepid[otteri] della Sicilia, giacché non la posseggo – come pure il desiderato catalogo dei Microlepidotteri che anche non ho. Però non si sgomenti, che s’ella vuole, finito il suo lavoro sulle Heterocere potrò (con suo permesso) inviare il tutto (I e II parte) al vice presidente della Società Ent[omologica] Ital[iana] di Firenze, il Sig[nor] Cav[alier] Prof[essor] Pietro Stefanelli, pregandolo di riordinare il tutto, da maestro qual egli è, togliendo le synonimie etc. etc. e se crede fare inserire l’opera nel bollettino. Ciò renderebbe 50 copie gratis a lei, ed un favore alla Società, che son sicuro non rifiuterà l’offerta. Sono molto amico col Stefanelli et sono sicuro di riuscire. Accetta ella la mia proposta? Presto appena riceverò suo riscontro spero avere terminato la copia delle specie trovate da M. a Z. Finiti i lepidotteri passerà spero a fare l’istesso coi Coleotteri? che sono meno difficili, i più importanti, essendo questo rame più diffuso. Per le synonimie le farò rivedere a Miller et Kiesenwetter così che anche qui sarebbe ajutato. Ansioso d’un suo riscontro et sperando in un ricco invio di coleotteri mi dico suo oblig[atissi]mo et dev[otissi]mo Enrico Ragusa 236 FRANCESCO TOSCANO
237Rapporti epistolari fra Francesco Minà Palumbo ed Enrico Ragusa Fig. 4
244 FRANCESCO TOSCANO Fig. 8
245Rapporti epistolari fra Francesco Minà Palumbo ed Enrico Ragusa Fig. 9
A febbraio il Minà mandò la seguente lettera di ringraziamento indirizzata al Ragusa per la nomina di Vice Presidente della Società dei Naturalisti Siciliani per il 1897 (Fig. 10). Castelbuono 14 Febbraro 1897 Sicilia Illustr[e] Signor Presidente Mi è stata comunicata la conferma a Vice Presidente pel 1897 della nostra Società dei Naturalisti Siciliani, rendo grazie a tutti i Soci dell’onore datomi, e resterà sempre impressa nel mio cuore la gratitudine. Mi offro sempre in che valgo pel progresso ed avanzamento della Società, che auguro sempre meglio. La rispetto cordialmente, e mando un saluto di buona armonia e progresso a tutti i Soci. Di Lei dev[ot]o Cav[aliere] Minà Palumbo Al Sig[nor] Enrico Ragusa Presidente Palermo Alla Società dei Naturalisti Siciliani BIBLIOGRAFIA CITATA MINÀ PALUMBO F., 1859. Storia naturale delle Madonie. Catalogo dei lepidotteri diurni delle Madonie. Atti Acc. Sci. Palermo, 3: 26 pp. MINÀ PALUMBO F., 1883. Limacidi Siciliani. Naturalista sicil., 2: 110-115. RAGUSA E., 1871. Breve escursione entomologica fatta sulle Madonie e ne’ boschi di Caronia. Bull. Soc. ent. ital., 3: 366-380. SABELLA G., 1993. I Coleotteri della riserva naturale di Vendicari. Atti Mem. Ente Fauna sicil., 1: 79-94. 246 FRANCESCO TOSCANO
247Rapporti epistolari fra Francesco Minà Palumbo ed Enrico Ragusa Fig. 10