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Risposta data dal decano e capitolo della chiesa metropolitana, e patriarcale di Siuiglia. Ad una proposizione, chesottoli 5 di marzo 1697 fece nel capitolo ordinario líllustrissimo, e reuerendiss. signore Don Giacomo de palafox e Cardona dignissimo Arciuesouo della moderna chiesa.

Catedral de Sevilla. Cabildo

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£1G01 e1314 í1 olor: $ 5 oñs4 hi “lisb : la netÍa S. Chiefa., ” opol tana; eBgs” (ma) « SO DISIEIdT de e 0 “triarcale di Siastor > o 03130b 13097 1 viunordda] on EEE es uiglia, pai: 3 ade E sí Eh sub E 5 S5x As bn HE A tana <Sottoli 5 di Marzo le. ol AS ¡tolo ordinario. sá NT e a0O e Reuérén: > Ass; gnore.Don Giacomo de A Cardona. din, 8 wi ffómo Spb eE Prep Eoe.. pas Boup mo: : mo. se. » Mis A ¿Ren oigo a anys Lo : 48 Stendos y. Ss; Ulofric. OS (ima fitirata” agli'efer<; cizj il giorno della, a BS Magefima diecí Feb- ONE 15 «braro, 3l di fes A atriuatono: ¡1-Dectetj delaSagra Dr ¡gregazione de” Ritj fopra i (ei, abbj, Che ella gia há principiato» d.Mmettere. in, ¿práttica( 1% de E quindici mando. e ARE vn Notaro; al Capitolo ye ADE ¡vb bidi fecondola, mente della Sagta! Congregazione:1l Sabbato;¡fegutte di fedici(da” medeGmi efers Ciz]) (2 ) mando vn'ambaíciata. al Decano eflergli gía a0ta l'ybs bidienzapreltata dal Capir olo 2* Decreti fopra, menzionalí.. ¿Ché il dubbio quarto cra fopra P'affegnazionedell'ore:per le Prediche; es «hc Ordinalle ali Maltro di Cerimonic, e al Campanaro d'andareg chiedste Fora a V,S. llluftrifima dal giorno fegueñte della: Quinguagelima (3), perche:da quel grorno 'dóuiga dará principio alla pra- Data dal Decano;é Cas | ANNOTATLONI5 32175) 511163 10) O: Cole gia lan ho Simi cúgono dí aci ddtñi poe Adela molt; a BROS per ne che (af nenella ota me fa all incon- «:£7030 parimente irigeita= 220 alcun? mal fondati del a ¿60d cue. 18 in quella pros 13) Ey 135 33 (11 197: 3004 Ít io 59q% « dde , 113 Ls Me: uilz3b 9 04 310905 se 9 « Wisbsdi3 1% ia A uy Stfos; quo "SIDE 9,551 al eigol 34d 1201 Ss £ilob o!] 2p 15) ML 9) altar É silla sho5) bh Nolsulol 3 lísu -34 Li otto Moba Bo 14 »ODi Al VADO A 2111932 ¡bossa » asmib lla od ¡igtao) lb co oloiis”? > EOEÍ oseailqo: 18b » iu 16d 199 ls q oquior alab. ¿Pap * OMS 1109) oy! li io: Y ohesi 1D «CIO io mel y £119 sisdiobiroD OLITE is do; dea £ (3. S131 103 310041 Ji “171 oem) Ds, nooo) 10 * CIOOM5115 101308 199 addsin «s3i23T: tobañtius A EJ 2. 31010911 0013100) 5£3uU0 -iqa) la ; (1) £l ño 13 Sa vede chiaramente, che Cala ¡fala rélatioñe di vn fartosdel quanon poténd/e ere iimemore il Prelás Re 3 non:s'ihcamina: per: ¡Úfine che rap» prelenta 5,ma bensi per Alterare,, e trasfiguraré, ¡fuccelli 3 coloro As le ignorar no 3 EAS fi MES nelle suena. | ; E e E SUR dei led non deuo: Mnotacioni leno in elli impediré verúña a fia dí” AS ia nO 01907 PRA 1034 131 bia Ga SUSO Da is, giorno Eo gli Efercitii, Enea Choro;£ | per ció E ng PIES Mota Crrr A ha E e 30 $£00!1 E d3 6 A ao: e prática di quenó diblio /Cósi fín [més cíeguito con tanta e di Vas» riflima » che nell (cual e aia men ilDecam9 n0( 4 2004 modo rvodo dela a fecu- E aña E enaQue cantor delle Fi Sa Noe. E AS o ms lndrifena A DS e IAEA O nd nPoRdiman Se 1¡Enfe,e [| come 2 lo ¿fopra [a il metreríi in pratica eee Sl al- U ua tri dubbj > 1pecialmente” quello della correzione degli eccefíi, es cerimonie in Beclefía Cathedrali , e quello della Prelidenza, e Campanello (6 ) Me" Capitoli ; fopra le quali rifoluzioni difcorfe ella á lungo». Et effendoíi (cufato il Decano di fuggerire 4 V.S. lllnftril fima il coníiglio , che gli dimandaua,replicategli Piftanze s'arrefe a chiederlo tempo per peníarui, e dichiaratle poi il fuo (catimento ; Condeícefe ella benigaamente> , má nell'ifielío tempo amarcggio il fauore col foggiungere, ches queíta conceflione di tempo fernirebbe per maggior dilatjone, - (7) Auuifandolo ancora effere> queíta conferenza particolare ,e> che non la pauesipafle al ia tolo (3.)..- Torno il Decano da. v. S. Ia Aris. per dignificarle ¡l.fuo; fentimento > la (uftanza del guale fi, che cra tofnato i in breuc (9):af finche non LAO. che affetta» tamente differifle la rifpotta: (60- me lo auca datoá dimoftraré) ché guanto .piú, confideraua Ja:materia, auendo vilto, e riconofciuto i Decreti della 'Sagra Congregazione, equello che dall'vna, e l'altra parte era ftato Ícritto in Roma, ( confermaua (empre piú nel fentimento toralmente contrario 41! intelligenza di V.S.Hlnkr, Mentre nel decreto (10) de' Capitoli appariua chiara la rifoluzione , che es » S'offer- | AER — re A Decano fopra» 4d ito FaOe eno ren= jue: gueto puros La, c La Mide cEcanes 7 oli a "che re ab aca e re ab racció tal volta.cri bil APItO pg ghe non Pabbracciarebbe ) » 1 penti doppo della fua obbedienza; £ jedi tal efperienza adduffe dificolta Tópra tutto il rimanente,che fembraua haner_di gia o be- | dito? ma Moúf e Pabbradció £ molto , Perche non gindica- SER aa, da tía délles e vere cia ea ct di: das guíto al 110 lo in tut neo iba: O Ad OS dio tanto.» che fú EN dibecaho tb de E poser pratrica al ecreti EONFOE LS PASS SA piro lo. E quelParripne,ché doncua maggior. mente obligarli, lifece arditi y per ne gare dí eleguire quel tanto » che aa effeñeftar s5p,dalong 9 abb isos ec z ecparél larmeñte 1l punto di póte córregg! aPeccefíi, e diferti nel QUA ha frihiel Dolo Pro dire pe parla. delGhoro, ma ba Sl uan le, come fe il Ch Oro; ri di ella ¿ón fia: Arclivefcoiio: non O 5 Ma "del Camiparielló5ma per mano Décaño, quando: gli verrarinfinuatoz. che é quello,che viene fpiegato dal De» creto della;S» Congreg»!' ¡:col| parola yr bed meine Non fi puol ftimare, ANA ¡daré algu una dillionea a chi tarito le defiderap qu ando non fe gh o a dare al+ cu 20; El ) :d -N6ñ eliprokibischelo. communicalfe: al Capitolo; ne méno poté crederez > che lafciafíe,di farlo;.e percio folamente q preuenne, che quella non tra Amba” ciatas Che douefle portárlá da parte fua y ad effetto y che doppo non potelle-alle- gare il poflello, e pretendefle doierfegli pet obligo quel tanto, che all'hora erars tia benignita; e corteñia 011 (19): -. Si prele il termiñg di el sion! per rendere la ppal a OT 10 "Beti! conobbe' Monf ignor. Ario feovo y che veniua preuehuro dalla De, putacioné fecrera con, quelta rifpolta>; : non - COC dy j Ñ ] d . Jfolttum ad nutum Archie soffernafíclo ile s €confuetudine del Capitolo:Servandum effe folitum (come parla il Decreto ) ad nutum Archiepilcopi. Ne cadena in ello, fecondo il fuo parcrel'interpretazione, che VS Moftrifima, gli dana , cioé che quefto folo doucafi intendere ne” Capitoli di có. corío allPoppofizioni, e non negli otdinarj, 8z cftraordinarj; PCt= che il dubbio comprende Gapiroliin generaleze [olo nella feconda parte del concorfo al Oppolizioni aggitnge il Campanello, é Orologio,fopra che cadde la rifoluzione di concedere le Remifo. rlalidoponegate, ed 4 quetto rif. guarda il recelo q decifis lenza paf fare alla decifione della prefiden- 22,0 gouernose chi .? GUARDO difle: fergar. dum elle folitum ad nutum Archiep, laíciando al Capitolo la confuetuincleuandogli Pcro Pindependé- 24, e friferuando alla Dignitá la Uperiore autorita con la fubordinazione Pet parte del Decano > O Prefidente : che quefta giudicaua elíere la mentre della Sagra Có. Sre8gazione, $ eflendo Pifteffo Capitolo quello de'Concoríi, e quei dell Aula Capitolare, e quelli pin XIBoro4, 8% in Publico a viña di £UttO il popolo, e douc V.S. 1llu- 1 voto decifino sÍcin> clla douerfi intendereil feruandum effe folitum 2 con Of tagione donea_, intenderíi begliordinarj > 5 eltraordinarj? Al che daua forza il fa. pete, chelo sforzo qj V:S. Murio 1ma mediante il fuo Agente in, Roma fú, che fi dichiaraffe e conferuafie il praeffe, e ibero ( 11) al qualenon Condeícefe la Sagra, Congregazione, decretando che, Solleruafíe il folito : Seruandum elfo Pifcopiz e, Ves; Mulrifima confeísó h De. Caño,che la S : ñOn Pauea di Bato le Remioriali, reftana la Dj. goita | | | | | | | non pote fodisfarlo, attéfo che il dubio há due parti $ nella prima parála della prefidenza ne ¡ Capitoli 3 nella feconda tratta di poter tenere POrologio , 8z il Campanello ne í Concorfi. Onde chiaramente fi vede , che hauendo detto las S. Congregatione : Quo ad Jecundam Partemferuar Jolitum a ut Archic- Pi/copi > intefe folamente aj tenere il Campanello, 8z Orologio ne ; concorfi; poiche altrimenti farebbe Íuperflno il dire: Duo ad Jecundam Portem; Eció non prohibendo,che Monfignor parlinne elprimendo baftare, che ¡Decano faccia la riuerenza a Sua Signoria lluftrif. per fonare quando. a lui paja, epiaccia_., conformelo vuole Interpretareil Capi, -tolo: ma bensi dichiarando, che $ offer- -Prefidenza toccau ui lo ftile di fonare ¡] Campanello il De, cano, quando pero Monfienor Pinfinuará con fegni, o parole; che queíto ap- Punto vuol dire ad 2utum.La prima parte tratta del prá efe, eo tubere ne i Capitoli, equefto di gia fi confefíato, che non “era ftato chiaramente decilo » má s"nferifce la mente della S.Congregat., perche coftando del Ius di Monfig. Arciuefcono nel Capi. 6. della fefT.25. del Conc. Trid., 82 effendo ltata negata al Capitolo laremifToria > Colla quale yoleva prouare, che per la confuettidine> hauena preferitro coñitro queíto Ius,con, leguentemente 4 fece intendere > Che la aa Sua Sign, Uluftrifs, (11) L” Agente di Moníg.Arciuefcono do, mando, che foffe elprefía; e fu,perche il Capitolo , (conforme ¿ luccefío) non_, Poffufcaffe: ma moltj delliSianori Cardinali gli rf pofero!, che non bifognana; A 2 Nell' gnita ne” termini del Is; e glidif. 1e, che éra necellario notificarlo al Capitolo per intenderne il fuo fentimento ; il che non fi eleguito - 175 Che V. $. lla (ftriffi ma ¡ftelía ricono(fcefle il medelimo, che il Decano , pare» che lo comproui la, gran differenza , che ella vsó nel metterc in pratica il dubbio quar- to dell'affegnazione dell'ore per le Prediche , e quefto fecondo della prelidenza, e gouerno de' Capitode e E] As >) de ( 12 bs 1%. ¿ NelPatto » che fu notificato al Deca» no, conforme lo confefía quefta rifpolta, £ú elpreflo, che Monfign. Arciuefcono andaua al Capitolo á mettere in pratric: 1l decreto della S.Congregatione , fenz” hauergliimpofto il fecretoz onde donet= te Ínpporre Monfignore,, che da lui tol ] le participato al Capitolo.Oltreche non; e facile da crederfi, che áqueño folíe e A E occulto quel che giuridicamente fh det-" E li: Mentre eflendo tutti notificati ro al Decano, al Capitolo, in quello (chenon, auca dubbio á-fanore della Dignitá ) mando va'ambalciata añolu- E ta al Decano per la ua efecuzione; | a ES da 12008 | | | | in queíto peró vario il modo con chiamare il Decano, echiedergli il fuo parere per grazia , ecomes amico . Quefta si notabile diueráta manifeftamente preluppone che ella non trouana in cola ficurezza, come nel primo.( 13) ll Gioucdi ventotro di Febbraro mando V;S. Mluftriflima vn' ambaíciata al Decano, fignifican- «logli che voleua fargli notificare vn Decreto yal che efío riípole>-, che lo facefle ogni volta che commandaua, fupplicandola con tutro ii rifperto á compiaceríi d'ordina» re, Che gli folle ammefía la lua rifpolta. Sabbato due di Marzo (í portó D.Marco Conexo á cala del Decano, e gli notificó due decreti di V.S. lu(ftrifsima , el'vitimo fú PD NG E "Tutto quefto argomento cade facil= mentes fupponendo , conforme fid det» toy eflergli ftato folamente confultato il modo, che potena effer pih grato al Ca» pitolo per il defiderio della pace in tut- to quanto fipuole ; e fivede pi chiaramente nell'effergli anche fhato domandato Confeglio toccanteá glialtri De- 'ereti > li quali non hanno ne meno guefto affetrato dubio. A ficos A EIA e A BLA y le , A OA * 1 as quizas > A . e = TS AT E A A o is a di fargli lapere,come ella determinava afíiñiere al Capitoloil di cinque (in cui cadenail Capitolo ordinario) per auere che trattare> con efto”, con áuuertire, che nella prefidenza, e gonerno del Capitolo douca ofíeruare quello che gli Spertaua de jure, e che fi eraatrelo nella rifoluzione del Decreto fopra menzionato . (14 ) Riconoícendo il Decano quelto procedere giudiziale di V.S. Ulufitifima, auendogli Ípiegato con ogni chia. rezza il tuo lentimento , rifpofe, che vbbidiva al Decreto della Szgra 14 y Quefto [patio , 82 ¿trentione furono motuati, dal defiderio di cnitare iltu= multo.che venina pronollicato dalPIdee della Depuratione fecreta nel Cipirolo; conforme Phauena fpiegaro ¡1 Decanos. 7 ad effetto che con alcun ricorfo >» 023p= 1 pellatione Peuitaílero; ma per il medefimo cafo altrinfero il Prelato á pafares per quello,.che da lui venina sínggito, A gta Congregazione; conformes Yauca vbbidito il Capitolo , €che fe auca guíto di fcendere in Capitolo il detto giorno, in cui s'entrana all ora lolita, lo potena fare. 11 Lunedi quattro ( raduno il Capitolo ftraordinario, ja cuj il Decano (conforme la fua. Obbligazione )diederconto al Capitolo anto del Decreto di V.S.Un Are 1ma, come della (ua tifpolta; (15) e di quello, che nelle due conf. renzc con V.S, Moftriima gli era palíato; eparendonogo al Capitolo con raggióne ¡] non hauer eflo meritato,che-y,s. Motrifima li partecipalle quetta notizia, coimc l'hauena infinuaro a] Decano, con P'attenzione, che fempre le há profefíato, ordinó che in cafo che ícendeíTe nel ter PO che ¡l Capitolo ftefe nella fua Aula Capitolare prouedendo asli afarj OCcorrenti,' quattro Capitolari alpettalíero alla porta della Chiefa, perricenerla, e feruirla fino al Capitolo co: inc fú efeguito, C16 : Entró Y.S, lluftrifima fino alla fua fedia, e fenza dar luogo, cheil Capitolo le offerifse la fua atteni zione > erifpetto, cominció ancor auanti dí porfi a ledere (17)-la, fua orazione dicendo:/, propofizio» NC > che deno fare al Capitolo ancorche La diffuadena la prudenza umana , la Perfuadewa la Chrifiana carita , ed? ajfetto, che porto a quefta Santa Chie= /1.( 18) Con quefto efordio la_, Profegui per lo fpazio d'yn'ora, % 1 fuoi puati principali Cche gli in- ¡uiduali fi diranno appreflo ) fu» 1ON0, ginflificare le fue procedure Delle prefenti litisattribuireil prin- Cipio di efeal Capitolo., lafciandolo in tutto colpeuole, ( 19) rifenre); difpiaceri,che di eflo auca, (20 ) ponderare ¡] mato Ílato delle dependéze del Capitolo,predicen. doglielo pin infelice, Sin vlitimo ignificare il fuo deliderio per la pace,e che fi concordafe il rcltan- 1cdc' Dubbj, Proponendo mezzj, di va fOMPromeflo in mano dj Sua | | | | | | | | | | | | | | | | | I5 Siveda dunque qui come fi oferua, to dal Decano:il fecretol; ches fuppone nela,8. > es'e vero,che Monfig.Arcine- Ícouo diícendi al Capitolo 3¿lenza che gli fufTe fatra fapere la dí lui rifolutione. CI Dinerfe ambafciare firono inulate nella “forma ' ordinaria per lapere quando poteua calare; 8 á nefnna £i data rifpofta : Etillafciare quelti quattro Capitolari, fú vn attentione tanto erande , che lara. ben conofciuta da chiunque fapra eflere ftile., che attenda, ez alpetti tutto il'Capitolo sti la Porta, enel medefimo luogo, oue ftanano queftí quattro. | (17) , Non é vero, che incominciafe prima di federfis ne meno fi sá, che:vi fía o bligo» che il Prelato dena alpettare , che parlí prima il Capitolo. A. chiunque A volte há procurato ín vano Monfignore 1 mezzidella pacesnon parefiltrano, che Í reputiper poca prudenza il yí tpetere le perfuafioni appreffo coloró > che tanto lafuggono . E quefPiltello accredira_, maggíormente il fio grand? carita., C1 Solamente riferi cón ogni finceritj quel tantosch'era fuccefío Si principi: ma pero non ne canó la confeqnenza,che viene fuppolta , benche al profente fi concede, (20 Ricordó qualched'uno. delii af fucceílis che da lui erano ftati tollerati, ommettendone molti, e proteflando non_, proferir quellí per querelarfene,ma bens1 ad effetro, che venifíé creduto quanto ca lui folíero fate recufate le Í lití. Anche diífe alcuna cofa del fanorenole corío delle fue depe 4 pendenze; ma col folo fine di Perluadere, cheilmotivo di procurare la concordia nafcena vnicamente dalPamore, e brama della pace. In 18 ' Prá.quante, e diueríe amore, ” Sua Sa ntitá,o d'alcuni Eminentifb fimi Gardinali, O del Sig. Ambaíciatore, O d'yno, o due Auditori della Sagra Rota, 0 d'alcun Miniftro deltinato da S. Maciá a quefto fine, ouero efponendo il Capitoloá V.S. Hluftrifiima le propofizioni, $timezzi per perfezionare la fudetta Concordia. ( 21) Conclufe ella con dire, che non voleua ftácare d auantaggio il Capitolo, e fupponendo i Capitolari, che volefíe partire, filevarono in piedi peraffilterle, quando V. 5. [lluftriffima tentó di mettere in efecuzione il riferito Decreto della Sagía Congtegazione > fecondo quella interpretazione, cintelligenza, che áfuo fanore gli data ,: cercando vna, € due volte il Campanello (che (i tiene per chiamare i Miniftei del Capitolo”, che reftan fuori ) e non lo trouando,diffé al Decano, che lo fonafíe ,-( de proteltando. nelPilteflo tempo, € chiedendone atteltazione del Segretario del Capitolo -. 11 Decano le rapprefento > clic fi compiacelle d'ofleruare il decretato dalia Sagra Congregazione, cioe ,che s'ofleruafle lo file folito del Capitolo - da canto del quale era pronta Pybbedienza ad nutum Archiepiftopi > ela fupplico ádegnarfi di acquierarfi, poiche quando in. ció vi foffe alcun dubbio , (il che egli non érirouaua ) non potea á V.S. llofiriflima [pertarne Pinterpretazio- - ne per eflercin canía propria. Profegui ella in chiedere la fede al Segretario > 7 ¡l Decano [ono il Cápanello , £z efíendo entrato il Pettighero , gli difle, che chiamale il Caudatario di VS. Illuftrifima, St efibi la fede che ella dimandaua . Si leuo in piedi V. S. luftriflima > áz il Capitolo , e ltando in mezzo dell Aula Capitolare, artiuo vn” altro Caudatario diítinto dal primo» che fú D. Marco Conexo Noraro Segretario di V.S. liluftrifima,>-(23 ) 4 cui ella chiefe > che le facefíe fede , come il Capitolo E p E | | | | | | E [: | | | | | | 21 y a »+ifpoña di quefta tapprefentatione dl Capitolo » furono di nuouo efpreMi, li mezzi propofti da Monfignor Arciue= Ícono per terminare le: Lies 8 accreditas baftantemente il dí lui buon animo quel tanto, che in effa dife, e quello, Eno tiaegos di dire. | : Si (22) idas viené alterato Pordihe: di quelto fuccefío ;Jareéfo, chela prima; cola, che fece Monfignor Arciuelconos: fiv dire al Decano, che fonaMle Y Cam, panello, accióche entraffero il fuo Cal datario, e Crucifero;: ma egli fece reiterata refiftenza ; 82 alPhora volfle Monfienor fonarlo colle fue mani; € vedendo»' che con preuentione Phauena tolto il Decano dal fuo lato, e dal: lnogo,ow era, folito ftare » nesdomando di ció vna teftimonianza al Secretario ; Etil Decano, (appunto. come fe non gli fue ftato no-. tificato Parto fopra infinnato ) domando ancb”egli vna teftimonianza, qualmente Monfignor volena difturbare lo ítile del Capitolo: Et alcuni de? primi Prebendati differo á Sua Signoria Muftrifima al-> cune indecenze , che firono ommelfe dal Capitolo nella fa rifpolta, HO 1 23 Non 1 trouo pronto il Caudatario , ftante che fubito ch” entró Monfigñor nel Capitolo > furono fcacciati con Terapazzi tuto li di luj Famieliarizcontro lo. - ftile, che lempre ftato:offeruato di trattenerfi nella Stanza, chiamata volgarmente Anticapitolo.. E quefto non ft pratticato dal Maftro delle Ceremonie,ó dal Mazziere, il quale ferue di Portierg nelli Capitoli, má bensi dalli piñ infimi Serui della Chiefa, che vengono chiamati Peones > alli quali era ftato dato per prima quefPordine,Onde non e gran fatto > che il Caudatario falle lontano, mediante tal difgufto ; 3 eche potelíe entrar prima ditii vn” altro , accorío alle alterate voci de i Capitolari, il quale per termine di buona legge verlo il Padrone Ivanticipo fretrolofo » benche gli coftaf-. fe. nuoni ftrapazzi > fattigli dalli Cano=+ nicj, li quali parimente Ñ hanno difimulato, benche coltino da teftimonianze autentiche. Quefta tolo non vbbidina ql Decreto del. la Sagra a | | | nel Mede o in. piedi aus ele al: o MarcoCos nelo y che a efe com “ViSiMufttifiña: Peaa la is foluzione della Sá sn y A atea d chi aéa y Bid ñ olo, e:chefe wi era alcún;c toccana la determinazione dicflo Pd Congregazione «¡Cons Eee en 'víciellá dall'Aula: ¡Cas pitolare, "tebuendola ¡' Capitolari fino” alla porta della Chica. ' Dr la $ Ya fuecinca cons (24) di quanto $. paííato: fino: quetto ej 256 trouandoli. in. dueftisermini e ile toloma. ginftificari per lodisfare'l' Animo di V.S.Miu trif. che ve ul pe pia imbilce la di lui" ti0DE, ( 35310 fará primer; y £.2 pú Q11.d 1 maggior entit Ri e ape Ponderóy a izione »Che efafeges'! v; Si Mlofrifima: ál lao piacejo la ] ta del Sa; ratio del Carita, tituato. nel diftreno le Parocchia del Sa Sta: Santa. Chieía,- attribu efía il Principio di í quefte litj..> a y quefto' punto, fitroua ob bliga Capitolo 4 ridurleá Memorias - come effendo ella per Prima Couado ,e fapendo cgli,che vole. 44 auanti vilitare quett le mádó due: Deputati. o e rcidiacono | «Luigi Federighi Che (12'in glo. ria ) afinche Ao fuo la E lplicaflero.acció. fi 1 compiacefíe di fopraffedere in queña Vifitaye parfar 4 quella dell Arciuefcouado, — per cui era ella giá di partéza: Nel. qual tempo fi farebbé conferito con idi lei Minifiri, quali voleffe , e pacificamente larebbe pe ag giultato: -quelto punto per..il uo ritorno d Guecíta Gittá, mentre in», quelto non ne (cguiva alcun pre- si gia i Carmona 4 KE ; in lecondo luogo ' Sagramento di qgue- 2006 ad Per fi lodisfare Y, S. Moutrifima | vícire alla | Viíta, (26 ) dell Arciue(- o Sagrario, 1 che vnoldi Day 'obs.t e ¡O ells o ixib 18 “HIMAOD £0v í oñaup 97113 la e ol ci15o9sn y lá e LO0ISO0uO sa «191 00060 po £'19q 900ixkAlib - 3259 El 9T5d1055 09 ib o 1636 Ex lll 31bwo9noisñoqo 14 Soup $130 -09 0793 ¡sra ¿nuqad £5iloY fig fiiosia: del, 2150 3000 0152:333 43390 JA «Óid4n :qOl 10 pixpra el su ' ; 3y 27 il 0210915 bu il 10 at 33 imsida904 19 tE l [100 Oia) £roitdy NFoup 0133 Nr rr eN Lota e $) oli, 2 Y óds) ”. >» 5 4 Ñ oisthuigsaiq suiuga 91 Gon ad» -29; ol (iz4 Elis ole030L o Quefa relationee al ES cial com queÑeannorigd- 90D 1 t -OM5 y do 10248 ello car, a 3 alolmy Onis re 12059 El: oivbiob 0351 -Uloti1 cu cm (25 Y»: 3 01101 103 ->Qual fia quelta venerarioneyla fpiegas 6 qielteannotationi,8ranche: la mude Lima sipalla del Capitalo,.; non ebi: 53 ¡ f ¿M9 3) LbIJJut pEQ di ye E l-qer 59 1053 y t 1152: ira» tiddo 0790 id ma MIO de El ; 12 «211610 23 149 olas as 2 10):298q ella lor Vie 21d Rp) viiomntios 2d OIR es Y á Parr dora TA A : Ed 41 h ¿ui e “30 $ VIBE 113 o_ MITSIqGaLT ft - ” F dl ta » 210 U 3 q > la, Midi dd 1037301191 ME 26)... ¿«Anchei in ,queíto vic Pequiuoco, ben: -chei importi poco peril Calo, a Tuta e giudizio alla Dignitá, e douendoíi conferire quefto in vna Communitá (í numeroía , era neceffaria la dilazione per l'aggiuftamento [ene za pericolo di perturbare la pace . Sopra quefta propofizione vdi ella pit volte i Deputati, mai peró potetrero confeguire dalla benignitd fua la grazia di lopralledere in ció, ancorche glivedelle a fuoi piedi inginocchiati con fupplicarnela . Et in queít'virima feffione con. feísó V.S,Illuttriffima á Depurati, che non ne feguiua pregiudizio formale alla a Ye | molal «itorno da que Mi delArcitefeonado;Có: feíso ella ancora,che auea vn'amore Paterno verío la Chieía, % yn.» Suiícerato deliderio per la pace , e con tutto cióf lfyltima fua rifolu- ( 27) Da quetti antecedenti li vid». dero obbligati i Deputati di rap=' prelentarle, che pareua > che non volea la pace con ilCapitolo,quale tanto facilmente fenza proprio pregiudizio potea conferuare . La rifpofta di V-S, Illufriffima,á quefta rapprelentazione fú : gi2 (ho desto, € fibá da efeguire . (28 ) Partecipato quefto al Capitolo , e vedendo.che il punto d'onore di non retrocedere ella Han , che vna volta auga detro; ancorche fi nota- "bilmente fi foflero varlate Te Citco= ftanze, 13 vinceuaá non foprafledere , fi djícorle d'eleggere vn> m+:zz0O decorolo, che acquietalfe il dilei ferupolo, e fa di norificar» (che le certe letter della Sagra Rotas | (28) In De cótrouerfie non mer tolo , má molti altri,e fempre fenza frutroje perció non.poré fperare, che con mini pik lunghi fi facilitafle Paggluftamento ECOS oe Mcneno re, che potefle la fua Dignitá perdere co della vifita, (ch*e quello,col quale viene riconyenuto / pih pregjudicata di quel che 'hayena trovara > Mante che li Signori AF be la Dignita ciuefcoui fuol Predeceflori fe non hauguano vifitacos I'haneuano fattos volfuto,0 per nó hauerlo ftimato neceflario;m4peró al prefente:f potreb 7 AIRE e a a ROI a 0 GA A PIANO. “ERA -lob 0191990 lp gyibiddy non olor Ata all ; trepa poh ers $ de Monfignor “Arciuefeou o perlos Pi A els > 8% Alquni Sacraril” 1 ¡om hiánendo per di | futoriñirediviticare gl aleri Sacrarij dele la. Oiceá;s ¿Vn0. del. jualiifix quello della Garita; benche folle piudi | 1P4 xica sp » chez, resido A! eta rd Moncada besilaiSermada Yriosos deme sel eS L- 009] O immediatos mel - Koldo Gite as fal fatiga rapprelentatid e Monfigñore, chiedendogli!folamente4 ¡Dttogiórniper conferire quelta materia den dl E ] í n oro 1” as bil: 24 3. platos A AARAÍS nda CL "placer 4h Capitolo; fófpefe la vifita y A naa A D-Biagio di Torrexon>dal quale furono sofferri diuerf mezzijefráglaleri quello «Ai fare ym arto » mel quale fi dichiarafles ¿he vifitana per all hora, e fenza pregiur 19 co qa! fi éxano ¡ Capitola= Y ás tati in tempo dellHluftrifimos “e ilicfimo Montignor D.Ambró- -gio'Spiñola , e Guzman perdafciar mec» «tege: 1) Sacrario mella medema Chiefas ¿della Carita»; oltre-l'haner confeffaso al ¿Prelata in quefte.conferenze, che haue: debi paros yaa e óficts 200 _approvata la tégola di guefta Confrarer” Aa goII condi elprefla di foggias * “dere Y dera pifica 5in “tempo “delPiftello -Mónfignoré/Spinola», immediato Antes ¿ Celllorerdi Monfig. Arcinefcouo», + +5) CE trafcotfero:gli otro giorischielti dal Capt fefía- | ales ter benche: olle Monfignor con dilicione VA TUE tanco cetro, comté quello ritdicó,e (piegó y che lafciareb” ernon hauef he diseselír didvíuétefío per hauerglielo impedito il Capitolozche e molto differente ; E doppo 4! quefto.a!le inftanze,che nó recauano alcuna nuoua rággione,ne verun modo di aggHtr ftamento dille «fer yane,maggiormente hauendo fpiegara reitegatamente la fua vit ma rilolutione. Se tempo y prtoto (che con premefelegittime”, che Íi'erano auute, e (llauano apparecchiate ) parendo al Capitolo, che quelta interpofizione del Superio» r€ Auerebbe fodisfatto il di lei motilo, ma quetto diícorfo riufei TO inutile, come le rifpettofe fup- Pliche , che lo precederono . ( 29) 030) In quefto vero,e real fatto per done mai (i polono imputare al Capitolo le prefentiliti? ] De. Putatiaflicurarono V.S, llluftrií. Che al ritorno della Vifita larcbbe relato aggiuítaro pacificamente > quelto punto, potette ella lopralfedere fenza. pregiudizio del fuo lus, come lo confe[so,e fenza pregiudizio della fua riputazione, ¡nterpofta Pautoritá del primo Tri. bunale dell''Orbe Criftiano, e ció boR oltante non gulíto ella d'yna dilazione fi breue, Sará quelto Cldkfrifimo Signote )imputrabi. le al Capitolo; (31) Equando voglia diríi, che notifícate le lette, rc della Sagra Rota , entro V.S. 1l- lultcilima nellimpegao di profeguire il lus della Vifita (omettendo adefío la foda fodisfazione,che quetto tiene ) elfendo , come fono dicciidubbitoccanti laVifita,qua- ¡ono gia concordatis done íi potranno imputare al Capitolo ino- Uinta, che reltano per compire il húmero di cento, che ella há eccitato contro di efo > Dre V.S. lluftrifiima che que- a Controucríia. Pavea necellirata á penfar fopra la Vifita di queíta, Catedrale> che n | On le era pafara peril penfiero, e tanto ella ancor” aftermó a-Deputati del E non puol lafciare di ridurle a me. moria, ciñe quelta controucrña. y 1egui negl vitumi meñ dell'anno palíato 1687., € fotto il di dieci <anaro 1688. auca ella giá Otte: Ruto a (ua fupplica dalla Santita de: Mnocenzo XI. dj vn Giubbileo per il giorno in cui facefle la prima ¿Vifita della fua, Cattedralé; (33 ) qual Breuc con. j lc. felice mMCmoria apitolot | | | | | | | | | | | | | | | | | | - a 29) a Se quefto fir il mezzo opportno, decorofo per Pintento; fi puolargumeny care , come faranno gli altri di quelta.s Venerabile Communitá; e qual fara il fuo animo ; poiché fenza veruna occalio. ne ftaua tanto bene, per non dire tanto male preuenuta; poiche non folo ftimo, lorono il Prelato quefte lettere per profeguir la Vifita, 82 intentare quella della Catedrale; má erano tanto lontane dal calo, che nulla gionarono al Capitolo perqueíta lite. Il Fatto , che viene fuppofto >» non € reale, ne vero; ma bensi alterato in mol. te cof foftantiali, come li infinua ins quefte annotationi. (31 Aggiuftando il fatto alla veritá , con, forme fi é detro, chi potrá dubitare, che il Capitolo non fofle la cauía delle Liti 2 32) , Deffere tanti > feruirá per proua di uanto folle pregiudicata la Mitra, e biognoÍa la Chiefa della riforma : oltres che procedette, che quando íi trató del. la concordia, ordinó la Santitá di Alefs. 8. di fel. record. , che fofíero propofti tutti li punti , melli quali 8 poteua inciampare; 8 il defiderio, che foffe la pace piú ficura, altrinfe a proporre tutte quelle cofe, fopra le qual: allora fe nera fatta riflefione; e digia 5 e [piegato auanti chi conuiene la differenza colla_, quale fi litiga negli vni, che fono ciu. rifditionali ¿€ neeli altri che fono ritua» li. Ed eflendo piú che certo »Chenon_, haurebbe Monfignor Arciueícono liti. gato col Capitolo , quando non foffe ftata rotta la pace per il punto della vif, ta, ne fiegue per confeguenza, che tutri deuono imputaríi al Capitolo, il quale» diede il motino ¿quello della Vifira > 8 apri la porta agli altri dubija | | ds, Quanta poca forza, e vigore habbia quefta congettura, facilmente A fcuopre; : fapendofische: frá le grazie,ché vengono * efpreffe nel ceremoniale Romano, che 8 domandino ¿S.Santitá da tutti liVefco. ul nuoui > vi é quella dell Indulgenza» plenaria per la prima Vifita , 82 effendo de Ínre > Che fi accluda la Chiefa Cate. drale-, fenza che il Prelato Pefprima > fi acclude di ítile nel Brene , má quando B bene A ps APTA AE RT: 2 AGS pay 7] y 3 s k A a de «Lo DS o S : a Pp . TR TO PE a e Py 2 a a SN PO a . IRE - E ini e PR AN RRA E e » ENE FSRES a z Al E de = Me AN A rt e ae E feríí ella liberata da (uoi debit;; auer continuato, 6 aumentato le limofine, % auer fatto altre opete publiche. Itriffimo Signore, é degniffimo da attenderíi , 6 € di parere il Capitolo,che fe V. $. llfultriffima lanefle confiderato da (u0i principij, farebbero ftate le di lei rifoluzioni molto diueríe. (53 ) In comparazione di efle porrebbe egli rifpondere formal mente>»perche sá l'impegno, col quale dodici anni fá entró ellain'quefto Arciuefcona- ¿sá il valore delle fue rendite, e Paumento,che ha faputo dar loro i fuoi peli,e con poca differenza la ípeía delle [uc limofine "e famiglia,e dí tutto lomimarne vn con- to moralmente certo. ( 54 )Confefía perocheturte quelte [pecies le cancella il giubbilo di fapere , che V.S. Mulriiiima la fenza debiti, 8 in aúanzo, Sil poto y che ella (pende nelle litis come piú' volte ha detro,“á fine “di poterlo> djuolgare, e palefare nellenecefti-> rá prelenti 4 quelta gran Citrá, e Dioceti,( $5 nan dubitando , che * nel toccorfo, X= alleggerimento di effe verrá ella ad vguagliare l'inefaufta pierá dell lluktrifiimo Sig. D, Ambrogío Spinola,e Guzman fuo gloriolo anteceffore, il quale efsendo entrato con debito tré volte maggiore di Y.S, Iluftrifs., dé auendo fatro l'opere, che fisá nel fertimo anno della fua Reíidenza con ammirazione di Spa-. gna la di luj ardente caritá,inondó quétta Citrá , e Diocefi con le: [ae limoíine, tributindogli-+ueti con ragione quel fommo atnore, evenerazione che gli confernano. ($6) | Riconofce il Capitolo la Superioritá di V.S. llu (triffima,e la di lejgrande autoritá ; ha:pero, $: aucrá lemprela confolazione,che ne Supremi Tribusali dell Orbe Criftiano , dove pendono le pre-" fenti liti, non puole A US, CAR AR a | . DESICAADA SEAL de CLA e PAYS 1, Quelto punto delle (pele , 1lue E apta . A * ” pa Ñ 3 E «it 4 “y ) ADA Ñ . a A 3 » * ' , e (y 65 MR A ' e ' , » > A Ñ ú ve é a dl e , 2 us A y k A y? , > 4 £ a - pa] pa 3 Le fpefe fi deuono impntare á chi fe E guita con pil impegno , che rageionile liti3e li Decreti ottenuti , manifeltano chiaramente chi é quello , che litiga per laraggione. 54 ¿La pietá di quefto bilancio baftantemente li Ícuopre nelParte , colla qualez dicono, che tacciono;e coll'ommettere, che nel difcorfo di Monña. Arciuefcono. lr toccó quefta materia, fpiegando,che la: pouerta delli Prebendati 5 procedenas piú da quello, che [pendeuano nelle litis che dalla calamitá delli tempiz mentre Ñ E quelta toccana maggiormente la Dignitá,per ellere piú pingui le di lei rendite, é fruttiz e con tutto cio,perche fpendeua A moderatamente nelle a dar Pelemofina, e fare quel che fi vedena. miorioo)- 53 (s9bddo: | - ¡Non vengonodiftribuite da Monfign. Arside[cogo tutte quelle limofine , che bramarebbe: ma pero coloro , che non fono molto ciechi , (anno, che dá tutto. quanto ha, e che ad effetto di haner piú che dare, hi riftretre le fpefe di fua Cáfa, e Perfona ; molto pia dellí fuoi An-= tecelloriz e on. potendo gia “negar que= fto gli Affetrionati al Capitolo , hanno proeurato dinulgare,che Pelemofine,che fono ftate, fatte in aleuni bifogni particolari.nel Palazzo di Monfignore , fiefe-, guiuano d”ordíne, e per conto del Capitolo. tol , Ri j :1d AñA . q? 56) Trempi, ele Ji fono molto. diuerfe; e non e il douere tratrenerci in quelta comparacione; poithenon fi met». te in dubio,chequelto Venerab. Prelato fú molto pl teo Ne meno Signora non eflergli baítato: Pefíer tanto degnóy per non foggiacere ¡ad effer molto perfeguitato dal Capitolo nella maggior parte del fuo Ponreficato. ' $ Senza dd 1 A PR lus , che gli affifterá ; ficcome che V.S. Iluftriffima non poísa com» efla operare piú, chele rifpettofe rapprefentazioni del Capitolo ; il quale confefía eflergli ftato di fol. ligno, di auerle vdito ponderare Ja Lua induftria, afínche ella RON tros, ui dá malesíe eo vferá accortezza (57) e cura per conofcerla. Ponderó V.S. Hluktrifima il pericolo , in cui (taua il Capitolo di perderte tutto, per efserfi decifi la maggior parte de dubbi a fuo fauore, comelo erano ¡ cinques noni foprala”Vifita prefente fo. condola certa.notizia, ¿con cui elx, la fitroua, fperando che neglials, teb:cosi fia per fuccedere, 0. per: confeguenza, che il Capitolo peri, derá tutto, ferrando quefto punto con.dire,che auca compaísione di elfo. (58) O _Inqueto, Mlufttifsimo Signo- Es! Capitolo fi reftringe peradel, 0,4 tendere 4 Y:'s, Muria Srazle della pieta, che ha di luj, e” contefía,che. folo G.1roua on: vna: NotiZia-, pero quelta: di fomma.».. confolazione; chee 31£a quali Tribunali pendono le prefenti controuerfie. (s9) Riferi V.S, Muftrifima il fuo deliderio per la pace, i mezzi, che 1n Ordineá confeguirla auea polto elprimendo quello delle con- €renze con il Conte di Monte» 1ano, e la ferie di ció che dopo é Occorío , 1 Capitolo sá quanto per parte di V.S.lluftrifsima é tato quefto POnderato nella Corte di Roma : X in quella di Sua Maefta ( che il Signor Iddio con feruj ) ) ptocurando d'imprefsionare gli animi, come il Capitolo cerca folo d'allungate, quando ella defidera la pa- Ce) e'1fine delle litis E fea quefto doucfíe adefío il Capitolo fodiffare indiuidual mente , NON 2li co» crebbe altra fatica, che il fare vn” a88luftata, ma proliffa relazione di tutto quel che ella sá, 8% € par. lato; (60) Ridurra per pee lod- pereins: ' | 01139 £ i A PS ( £ ; 17 : a, 2 O 01331 (1 po » ed t Lo 4 111431125 í 3121093 4 ; “ey y Y OLA 5 ; AZ , yA ¡ón r ni ; J +8 t k É ey ¿DY Me yA . Ñ q. 44 £ mt o? j Í Di e lidiar toa , 1111 53191 Pp biibes a , pa e ab, , 2201 3010306 Y . incitar tl Sion SU9UD LAY SII sol 17 ee F > e VIRicon » e'£ FEB | coi : LLO EIARE OS Niuno celebra p a .x. quefta_» Potrá dará Queíta Íperanza. fi Tribunali > che colui > Ché con magejor Eo Helio 2 ma sió 6)e> ¿oMequio foggiace alle lo -E perci O Pcia; che fi AA e rl - Sefiza dubio che(confotmé: £í finfe Pinduftria per: difcolpare Pac- . cortezzaye per ftimolaye ad altra fcol. ¡parla 8 immicarla. Witsoy a . Batir ed dl 2 bi) i, Edif Sy “niúralcoladi quelles déllequali Gnedacolpato.”;: - MO03psloup ¿ o SRL Obolog : ao - Nofpareehe 'potellé” presitdic per pica pc sichesdi défidera, 11 Ót1 há derro) » dre qui vieco. ( 19 ) ORG "9 + e DN Lo EY 0% £ Olshbnads13 Z E ¡A e * Ñ «1 3050 ¿4 e Ta ; Me . 27 BD GA a e , 3 á 3 ¡2 la Siufticia dl piú-vera queña confolatióne an -Monfig. Arcitelco 0, ono: . Bona callao has ey 1 2. OT y eyes : bvolo 2 dildos LAO) : Brad) a) 38 oo reisin NH 9tliom 9 2 ¿0103 Oj - +), Se larelatione fue. tantó vera, come qualche, colore 4 Cc Sará 4 P lamente alcune cofe alla memoria di V.S. lluftrifsima , per fodilfare il dilei animo, che € quello al quale sincammina quelta rapprelentazione 5 ( 61) riferuando quella per quando giudichi indifpenfabile il cerziorare tutti. Si arti da quelta- Cittá Don Pietro | P ; de Padilla familiare di.V «$. Hluftrifsima effendo(iidivolgato: ya. dile famáiglia y chefe niandaua> difguflaro , per not "atetgti' ella dato la Cattedra della Morale,che era vacata , (62) e prefe la volta d” Arragona ; ma eflendofi imbarca- to in Alicante fi lafció vedere ¡in oma in qualitá d'Agente di V.S. Jluftrifsima in quella Corte. Non erain veritá neceísaria quefta finzione 5 perche clsendo come fono ,4-moti,delle ¡Communit ¡fanto «tárdi, perodipendere.da malti, do- e -«Faidobó pame, e fopicando e. Euicoskim Signos Cerdos -ueafempro il: di lei, Agentearriuare á quella Corte molto tempo auanti . (63) Con quelta notizía tratró il Capitolo d'inuiare vn» Prebendato 4 Roma , e nominó il Dottot D. Luigi Federighi Atcidiacono di Carmona, Dignitá,e ¿Canonico di'qiwelta Santa Chiela > Si degnafsero, di folpendere, la de- - tolo era Tolo di: allungare > cifione de' dubbi della. Vifita propofti da V.S. Illuftrifsima fivo all” arrivo dell'Arcidiacono > affinche -poteíse efser il Capitolo vdito, e la Sagra Congregazione con la ginftizia , che lempre pratrica ; deferi a quefta fupplica . Elsendo peró molte le dipendenze dell'Areidiacono , e bifognandogli dal loro feñto. fil necefsaria qualche dilazione, e di efsa valendofi V.S. 11l- Juftrifsima fi follecitó per fua partela rifoluzione de” [udetti affermando ,chel”Arcidiacono non.» farebbe andato , con ponderare> , che la di lui momina era flato vn rerélto Sperche ¡lfine del Capi- > fica | edo s mos: ¿mobi a ado. sul alla. -perfio ' 1] , . > ¡egos £dog. aonsmiiioli1 .- ¿slosaqiir ol aro eñiqor519q0 £09 Ji colotiqs0 lb inoisita01913%1 «Lol ib o15H i) 139) sino) »li0p REO olúgiRe csgen: ddlo] [dreda> dante en ubi pm £ssa10995 £191v, 0h 9Molica $ 10 «1197101109 199 6309 9 (14) li small .¿.Y OrmbauoT olotigs09 lisusf ¡un ai: Diaob Dusdla 199 or) o19b19q 1D “olla iddob ob 91189 1012350 6l co0paio' O e QL9mos ¿DOUE? ' naa rdeome quel” del protederie dr Hónho) che le PIE? fognd.5/1e At? dra ema ha précelal aftringere iPrelario all enirrione di quebs chef difeorrerrá Eamibipircon]s! 109 i ' ñ ES he e o) o y cinug ño p obasn3l 09101 519D 1091199 % ib onoiélaqruo) sons odo. 010.009 $e (3). 09 E «OMV 01: 210630 fon amento » col, qu o atile artificio, , VÍene ¡Pp A e meno P'ac houn j -Queíto, medemo conforme il paca, 1] u % e itá 11 labigo' gio di efér andato pe Mádtid'; poiche potéva!hauerealtte!có-2 mifióniin quella Corte, cheal prefentel S 13 * 01103 non e necellario efpriMerer. 0 ERA e Ta A 2 SEA TES: Er ÓN Ne v a y p Ñ ho E L 5! + 4 AT 91q 9 010139 Nenadiil 115gpas (07 ) 12019401: 509409 4 y * Ñ m ”.? . 10D Li SIDAD €. Y 1191141 e — - 0. 33% 011357940 99: 153200 1.9359 61123 0119119 "0456905 SMOS3ino0) Locib f: pu ito! AR ' y ' papa q42 Ol, 22D 0p09.01011015 on ¡talació ib sinoD logo ¡91 La p A DAA is ¿140 dde iy e LE gis , > + eme Y 1 ¿4 pe dd o PET II 31353 Ñ Z 5 2129 . or de Sl 6d y Ñ ' +*iod 4 ' A O . 4% , st 0130 di 7D 1158 201104 4 ¿ y» a Ou * ad , ml 4 Ni rs, e O 5 : ¡of » í $ » . 11 ? a i : : 5 ” ho Ñ endo peró la Saera Congrega: zione in volere vdire ambedue le parti, % elsendofi giá fpicciato ] Arcidiacono, e preparato tutto il necelsario per palsar ad imbarcarfi ¿ Cadice fopra vna Naue » Che in breue fi afpertaua : vn Religiolo di ftima ad infinuazione di Y. S. llu(trifsima , benche lenza manifeftarla ( 64) parló alla maggior loro,che la controuerfía della Vi. fita fi farebbe potuta aggiuítare, quando il Capitolo aucfe volínt0,€e che ella non auerebbeauuto difgulto dell aggiuftamento . Il Capitolo,che defideraua di non, aucre impicci; Á euitare le (pele d'inuíare, e mantenere lArcidia- ¿ono a Roma,abbracció con gu» fto quelta propolta, 3 introdotta cOn quefto niezzo la 11eg0ziazio. ne, X interpofizione del Conte ! Monte Piano, allora Gouernalore in queñta Cittá,quale il Capitolo accettó ancorche fapefle la lleiintrinfichezza con il Conte, 65 )nominó V.S. lluftrifsima due de” fuoi.Miniftri, 8 il Capitolo tre de*: fuoi parte de Capitolar: » PrOponendo. | Moníi enor Arciuefcono le fue Vere bra. M4 Capl- *Prebendati a | qualiin prefenza del Conte. ten SEro varie confetenze, nelle qua» li (pefero piú giorni¿ e benche de" Prebendati fi Propofero mez- 21 di aggiultamento, non y'atéct. tatono da' di lei Miniftri, ne da efli le ne ptopofero altri di quefta qualitá; (66) folo nel fine ne pro- Poícro vno,che poteaíi quer pro» polto Ja fin-dal pri; iorno ad afTegnare : Particolare per. controncrfia.e che quetta folíe d poco numero con altre circo fan. ze» Vedendo adunque il Capitolo ;. che non. potca cuitare le Ípete del viaggio , e mantenimen. to dell Arcidiacono s' fu di parere dilafciarle cofe (non eflendofí guá prefi, neanco propofti mez. zi.d agglultaménto) nel (10 Cary» Mino regolare, (67) Quefto ACCE- lero A | | | y 3 “In ogni tempo ha manifeltato 4 ture; 1 : re bra. me della pace col fuo Capitoloze percig s'ignora di chi fi parli in quefto luogo. A “ EJ 3 hot d 1 * * Perla facoltá, che gli fú'data, importana molto :poco Pinteruento di! queíto gram Minittro; ma per conoícere Pintentioye degl'yni, e degl.altri, pote conuenir molto ¡Ldi lui alto giuditio,. e la fa gran rettitudin . DIO : Lon o (OAJOna ab. __Non eratióidella qualitá dí quelli de] capitolo;"'má € pero certo ,che propofero alcuni,”li quali gli larebbero fa piú «vantaggiof »sche, li temperamenti della concordia,che fi abbracciara doppo; e frá gl'altri vno fi, c € folíe elerto vn Autore cladico,il quale trattalíe della vifita, € fi concedeffe alla Di¿nitá ruteo quellosche veniffe da lui timáro chiaro, e rimanelle al capitolo tutto quello, che haucfíe reputato dubbioío ”. - no» p e cad 7 > Monfigner Arciueícono :fh «quello , che vedédo terminará fenza frito qua | e 2 Arcidiacono z che l'afpetratione ¿ condirione, che lafciarebbé tute le dif- Jero la pronta imbarcatione dell' | Ate conferénze » propolefeaza, acaba. di queíta negotiatione hauea rafferenza all arbicrio di fua Santita, come freddato, dando occafione di dif- a: vinil Ae E, er o Aa +N - fatea in feriptis, 8% in: - fcrite il luo viaggio, di che (i va" | fiflette, elfendo paffato:3 meglior vita:la Jeua lA gente i V.s.Mluftrifhima i -fa.memo. d'Innocenzo-X1. fua gran beer le fuciftanze. Trouauali ino | nefattore, ch'era il motino a per il quale queltaCirrá l'Arcidiacono il gior- [| .allhora fifcusó il eapirolo di abhratciós z re vn mezzo tanto ficuro; a no di turrí ¡Sánti,e benche folle Ñ di paftenza, fimo bene di nó do- | ólica taa ) elicitod ner mancare in giorno siinfigne [ Y : ñ alla relidenza del Coro.V'afiltese q. +0 | non íi tralaíció di proturare di | : : approfittarii di quelta congiun- : rez Conexo Notaro Segretario di V.S. Hluftrifsima fece vna fede di auer veduto in quel giorno l' Arcidiacono in Chieía riledendo con la fua cappa da Coro , € can- | «112 109019 CA y É 1139 OD tura; mentre Don Marco Gutticmu ddass MON sida E fermata dal Giudice della Chie- 09 ía Vicario Generale , che ella tc» wr cz ME. neua , la rimefíe a Roma, conla y -: : > _Fricorws uale il di lei Agentefalla Sagra P += + b a ongregazione,iftando perla def -“: | E Ue “cifione de' dubbiX infiltendo , Posdata lona 653 y NE qe ete $$ 1911111111114 14) ehe;era- un preteftor da. nomina a dell'Arcidiacono, poiche (tauarifedendo nella-[ua Chicfa y "Come coltaua dalla fudetta fede”, che prefento: (68) Arribg final men: Le Sal tel'Arcidiacono á Capitolo la notizia della fede prefentata , € della rapprelentazione del dilei Agente, con la quale venne in cognizione dell” induftria con che. fi era quá molo il tractato d'aggiuftamento:»€.Con> : ferenze y iticám minato 4 ¡ritardar re il viaggio dell” Archidiacono, € e po a Preto dilazione', cacciar ¡.con ella (come per arte, % l0dultria) Ab fonede dubbi, a 1antis che l'Arcidiacono arciualle, (69 Y orioso is onsmia > Continuofsiper parte; di: VS, | Jllnftrifsima, non oftante l'arriuo dell*Arcidiacono , il ponderare, cheil, Capitolo cercaua d'allungare, G eflendo paflato á miglior vita la Santitá(d'innocenzio XI. di felicé/memoria,e fuccelfíogli la Santirá 4*Ateflandro: y Est Le» , A ice ““Brano molti Je , ¿bie in Roma Forteneuano Te dilavidhi "ok: prevelto“di quelto viageio + Vedeuali y .che:non ME> alud efeguito ; ¡e idubjrauníife fi efegui- 507, Ei dai mon deus parere ftrano, che facefle quetta inítanza > che nonh pode susaa Últ, med disinids 1545420 Lon OIDO bie 5h 94 ¿aña isT ib 'sboaors) comp ib tal es aliño RRA fondáto o iudicio Riamife e dalfe médefimo,e mag iormente apre: (6 coloró che ifanñio quantopoco p: 5 dnbiraré Mónfignor ¡Arcínefcouo della chiara giufticig della vificas e pet £o¡sheparina, cra di prelentes e 19 tificio, che gli viene imputero,cra vanos, e Uperguo": a , 7 y e FEO dl PP. O: l 30911 22973 70' e ona 0204 “Quefto ¿contro oeniVéritas inmodd* tales chefibitó ¿he Riefaltáto lefa? dro Y IILdi famesfú fatra V'inftanza p y “parte di Monfignor Aroiueícovo! ¡pés tifolurióne del, punto dela vifita; e, pi ENS il esla frio one he a "NO, re . 0 ¿col u dieta proroga del ceftotge, che eltett “faro dato dallaSac.Congregper notre! 0d £6 CA e "ML sa FS A. $ » e ió Hice a ella il “concetto, che auca di quelta.Sanra Chiefas intuttoil tempo del uo Pontificaro fi tennc da V. $: Miu(riísima va profondo Gilenzio in quelte ponderazioni ,.e.per. q latare la decifione de” dubbi de Vifita, nc aggiunte ella moltiap nuoni; Más ye benche l'Arcidia» cono lo clto.che Íi dereridinaf fero quelli, cid f1 vano per Fila di. ViS: llla(trifsima , e non A o? tette confeguire nel di luí Pa pan ficato . Non.puole lalciar, 1 pitolo di-tifletrere in -queña al. ternazione;, di tacere, e: gridaresy d'iftare , e differire, lecondo: ea giudica,che le conuenga'. E ueíto non Éd nouitá al apitolo, fi marauiglia peró,che non effendo: fi lollecitata da elso dilazioneaffettarajacculi nel Gapitolo. quel!” iftelso , cheella eleguilee; (91) Elsendo gid concordatii-dubbi della Vifita, ordino' Sua Mae (che il Sig. Iddio conféri 1) che ib Capitolo riimettefse al Sig Am», balciatore mandato. di procura. afíoluto peraccettare. i. tempera», menti ychedagli Eminentifsimi: Signori Cardinali“G' rifolueffero: nel reftante de dubbi: Mendo? 11 dal Capitolo rappreléntato” a Sua Maceta le fue ragioni , fecero tal forza nella di Jui Real comprealione ,: che fodisfatto il fuo Keal animo, (1 degno di.co reno alla “applica del Ga ios. Pohdeia: 'viS. MafriGima che. della pace non: peril deliderio auca ella volíuto chiamare gli Aggiunri per. Ptotedere contro iS Párucohe, Aucodone ai to graue materia in yn giá defonto .] bases, | La memoria di quefto Capitos lare potrebbe fupplicat V. S. 1lly- riísima con dire quel, che Polis doro ad Enca > lam parce fepultoz (73311 Capitol peró le r2Ppre= lenta folo:dut cófé; la ptima chic Famminifitazione” della giu0izigo : a co A ció de mai $1 ds eguente ; e prima, nilíe a de É MCG altra che roroga fotto Hi EN detéo mefe di Genmaro : 8 háavendola Otrenitaa per tutto? il. mete dj “Febraro 53£ibfará nboua iiftanza per. parte di: ASNO Arciuefcouo adi 18.: A fPilte o me fe >ad efíerto che fiff 99 ¿Cons tione, e fir rifpofto adria e ro Na pul eo ¡mee des Exec be la cólegui pex tutro cut A A Mito Pd EutiRato alli 18. delidetro mefe fi fatra. núóna inftanza perla (pedirioné del ¡sp creta »: lts di es adi Nor, elPanno leds A di. e E furo probo. ad inftanzá CMonífi se se Are on cinquedibij Lróéca SN Sinodo tíella S/Congresatione del | dao 8radi 21: Gennaro fuffeguens te'furono propoftialeri oro dubij.nella, S Pret Aa OS 9 de ngregafione parti E Gpea ma e dic ens ALAS ¿5S aria dí far inftanza Pi E ela parte de Monfignor Areiiefeonocád effetto che Á raditiá Mero. di Signoti: Cardinali; de sf dalfeil principio Alle, sora > 2 ce fotro Hi IAS e dE Eo EE Alctandro VITT, JORaON A Y, ché in reco Pontificaro rs te pidinftanzer Pef. parre: ota > 1e Áanoe [Es ; O ea a éftári pola 10 “Pate 0% coh a 153 1 39) E he Detcommciódilmo 5e ner :c : Cemefarichia aré-chiara;dimo/ra e aca las an TES E le O > COME. E ES En ado. 7 ¡ye qoisildda 1 Quer razas a vifPafla te? Eee ici éláto,manifelta Ehiaras' differenzas A er 17 PA Xq 1008: dv e +3 LL (73; JH (q) DÍ Hop 1, Defonto quello. ¡de ed r poter chiamare del, a nio LACA on la En ote pesa qa 5 ce , delito... LS 519 Qre- 4, A A eS O ai E A . A - E MAR 8 0 Pm FA a O A A A A ínai ha pert urbato. la pacécón il Capitolo. di cheve ne fono eflempj nc'Gouerni de' degnifsimi fuoi Antecelíori,che potrá mandare á vedere nel fio Archiuio»La feconda , che ella:(i compiaccia di fargli il fauore di érederesche alla corta villa del Capitolo non fe le occulta, comeanendo V.S. Hluftrifsima propofto in Roma,yn.> dubbio in cui pretende ferires quetto lus degli Aggiunti, né potendo procedere fenza di efsi,con il chiamarli corrobarana'il lus del Capit ES (741 quale in proua del defiderjo, che ha per la pace, le rapprefenta, comeauendo in» pronto vn numero confiderabile di dabbi, da poter muouere cóntro V+S. lMufrifsima, K alcuno' di elsi d'interefíe de” Capitolari;-8 elprello dallo Statuto di qúelta Santa Chieía , fino ade/so non. ne ha propofto pur vno: (75)equando vn Capitolo Acefalo,: itreligiofo,contumace,e fuperbo (épiteti,cHé tFfono ftati dati REE atte di v.S, Tiufifsima, (76)€: ro: no adefío perdar maggior.vinezz2 4 quefta ponderazione) non le ha:mofso ne anco vna lite,yedendofi provotato'; % inondato con tante; pe cheñon pofsx'dar pro ya pid. ri] leanite dal adoran: 10 di quelle, e-chiabortifcele liti. poco há.da fareá períuadcres che, ama la pace. (77):* «Pare'al Capitolo di aver fódiffatto Ale querele;e difpiacerisiche” V, 5. Ulwfrifsima nella fía otá-> zionée mifefto' aver di lui, ¡4po- arebbe Bl ticordarlej dir piaceri. pubblici,e partigolari , che pe rjcenuto; da Y.:S. MMufrifsima. e fono notorij,-(78:) ando. ¡tanto per elsi):quanto -per-quél che há: q detto,fino i pid ranierida:coghi-- 1 zione (epiú fefimamente da che viddero concordatiidúbbi della Viíira,e che efsa von cefsaya dal-” le liti)ché il fuo Eine é «dabbáttere. il Capitolo. (79) E quelta [dea. eli: EminentifT Sig. Cardinali, oracoli: della E p [ E E | | | . | | E .: E + 4 de , ' wii y ¿y “4 d : 20% 319 HD Mv rr 5. Po 25 , ¡OD 7). Queño puol dir cl per nob gradire cofa veruna, mentre negl alt ri Punti.» Inelli quali la Dignitá viene pre: giudicata.lalcia Monfignore il Capitolo nel fuo Sa pofíéflo, fin tanto chele decifioni hauerebbe fatto in queíto > quando non lo trattenefíe il defiderio: di non offenderlo ,: 8 '2cció fi veda quanto habbia 4 caro il fuo.credito, benche ñon baíti per estilo conofcerc, e confeflare « 1 75 Chi há hauuto 11 libero arbitrio per vÍurpare alla Dignitá quel tanto y'che gli € parfo ,non há bifogno di litigare alcuha cola >ma [efi dice queíto per le prouifioni y delle quali parlano li ftatuti , 4 potrebbe anche confiderare , che tornarebbe gran conto alla Dignita Arginefcouale , che quelli foflero inticramente offeruat . 76 ¿Quefi Epiteti re ds folimbd te quando Phá chiefti il bifogno della.» c¿anfa ( Branche al prefente 1 farebbero ommedfle ; quefte annoracioni, quando $ hanefíe tralafciaro. di ftampare , e dinulgare tanzo. xolontariamente queftarifpofta ) e fe il Capitolo fénza 1 pafione facef+ ferifeone alle puntdre che firori del calo fono Mare detié dabicantofuo ; 8%:a1 poco tilierto , col'qualemelle fue forittuye: e faro:tratrato; Monfignor Arcine: Ícondy mou ali dourebhg pare re ftrano quello. ehe 56 detto, prue dí 5 14 SE enofia 2 la rimas 8 : 013991 e 1001051 341 5! ána MA 4 2 “(00 A 1597 ¡ (y £S101 187 Y slo dal Ade il Capitoló pues 4, pace, che primá gódeña s: (tó. ñon prova, che: ami qurella paces che fi abbraccia colla giuflitia, che l pace xl Dio ,'e ie che il qee “bf . e - FO : si 20 :2 Ja EROS - MEE (78), . pos crederás che vifiano, e che non fi: ' pale enoacé ettendo* 1l timanente di ques ds fpoftz. ' , $ y ».. 5 Sy ”, .o 19114 E tit a Y sy ] ed A “Add els +. Y be US AD q Y 154 Abs | OQ oras): Len) Quefte fono, ciarle: *Cprezzabili das j chiunque Ron reputiad abbartimentoJAl tag gione) e la giuítitia , Ben o emendino;z 8z il medefimo E AE ro : ASA A ES CR A IS <b> Vr 7 i | | apienza , € della Prudenza l'auranctrovata difegnara ne dubbij, che ella:hd propofto, fe fi fon des; gnati di confrontarli afsieme.(80)> ee Malin rs quedo: ti» lo riferua il Capitolo per : del 95 parendogli, (e.non SABIOS, materia impropria,quando í. Lat, tá la pace ,ebenche V.S, Hluftrifn, fima há pofto Pefemplare > egli fi. deue altenere dalPimmitarlo;(81)> Solo ri(pertofamente la Súpplica' ad auere vna maísima tanto nota : Some vera, dalla quale ne verrebbe fnbito la terminazione: delle. Hitis8t €,chelaDignita,che V.S110, luferits.siómeritam a. poa ; es 2 Le, quettoCapitolo fofsepicco 0:(3 2): Giudica il Cápiiolo Lauer lo disfateo 2 An pit principali dél! Orazione di V.S, la fr; ma; fas ccndo pero riflefione fopra tutto , al vedere che per far ella 'vná pros Polizione di pace, elegge vn Capitolo Preparato con giudiziale (tre- Pito dinotificazioni , deftinato da V.S. lutrifima Biudizialmente> - per porre in Pratica,va punto controuerío ;' ancorche a1ci.le pareffo chiaro , che ftando iáin efío la precauzione che( farebbe. e cialc ) in yna lite ciuile, comincia ella a parlare ancora auanti di poríi a ledere, Rifletrendo che nel pri- IO periodo entra Y. S. Iluftrii. ma, rinfacciando ¡ Capitolari con la medelima; Propofizione, che va _4farc, cenfuraridola ella ftefa nel. le"regolé' della prudenza vimana ; (83 ) che pondera gl'inftaífi della 1ua autorita, induftria, che rife. xiíce il uo trionfo di maniera, che a lei ftefía vitroriofa le cauía compafñioncil vinto ; che teííe tutra la (ua orazione di lamenti, difpiaceti, % amarezze yerío il Capitolo ; chela conclude con tentar replicatamente d'occuparil Campanello, etcrmina lazjone con protelte, e <on chiederearreltazioni 5 Confefía egli'> Che'al confiderare tutto queíto Cumulo di circolftanze:,, BON) pS puol ente ritiene,nó. £o! L H 4 “$ e « 1 eslifb ortiga: 1 9' Nel lora £iq ollo 9 (+2) «onoistiaia «Quella sáb (890%, 0 ¡ba crioyont Eminentiflimi í o) AA Salle 2 ¿ide É al Cd 1 coll TINE € lirioni. > 4 -ELI190A «Don smaiinilsi ellos bo ORRO db ormasmicliaY 035 1018 O16Id0 ni ius 917 iaa inaro) (30D Obastis 34 i da. 210 ye no! lab armor ti "SE conttonerduei HPA det pto» : tolo'con "quélla' “datapij' 'Monfignor* Arciue(cono »)e fi vedri chi? quellor;: che:incórra,in quefta'Ceblara > pul s esim — +; TOIaa: 110119 SET IICA e 1 a a 4? E A RA os PES y 3 ol do0ls lb og 1h oda 200 21 082) olomquolI -'Meglio $ potre bbero termiñlaresquan;, oben. ino parale punt 90 ento ,. € credelíe . ccede 2: Er di To ledo 5 ACE y Le: hauéfte fopra le fpalle il fio capo; ma lo * - yúole haierénelle mani del fuo'arbitriop per maneggiarlo come glicparese queltos] chee? Santi Laureano, e Dionyiosdóp», padel loro.martirio, £4, miracolofo ».£, 0 lira Padoprarlo colli:Prelari, AA 3 “ Fs £ » les ro. tario . y Ñ PAL IS me ec La 113.£ EIA bi - Lon “hb OO Quefta intelligce%, finiftra perche quel che fembra elfer contro humana prudenza, €, ch e il Prelato entri pregando colla pace , e maggiormente eflendo armato di ginftitia ¿e di tante decifioni ¿| £auoreuolí, E A A e » * 4 » pa r 7 yace e - 1 puol lafciar d'effer rapito dállas ammirazione, 84 e molto piú fe volta. gli cda Y que la ine bile beni AS | lo annun pr ita tetr: quella feliciffima notte, che il Sa: gro Naífcimento di Crifño Nobro. Signore conuerti in chiaro giorno , imitando pa fourani Spiriti il coftume del ] on abion ld che dá A tutti y ONdanza», e non rimpronera, ter O non impraperot ( (89): Lindukriddelle Madri, che Palo gliono, che i piccoli bambini, che alleuano ,laícino le mammelle ,é di porre dell aloé fopreffe . (86 ) Y Capitolo amá tánto la pace, che diquallifizmaniera, che V¿S.M4. (MIMI Compiaccia proporgliela, fe 13 confelía a lommamente obligato e cosi pafía all" vltima parté della (ua Orazione,ia. cui ella pro», pole varij-«mezzi. per aggiuftar' i dubbi pendenti mediante lá concordia; e'ció ton'oltanteil difpias cere, chic gli há caularo il vedere; che concordáti ¡ i dubbi d ll Vii ta » non há eccitáti V. S. e Alirio? ma altri de noni. ( 87) Circa fubbito il Capitolo , che 4 pron+ to per qualfi 12 ragioncuole mczzO » in cui ( tratri di concordare i Dubb), e liti pendenti folo con yna : necefíaria aunertenza, €, chef , anno da eccettmare i Dubbj degli Aggiunti, Simultanea, % Amminiítrazione delle, Decime, e Fab= brica.. (83 ) La: aus perche il Capitolo eccertua ¡quefti Dubbj, ¿ manifeña e molte volte rapprelentata da effoá V-S. IMufirifima ) St áncora á S. Maeltá ( che il Signor lddio cóferui ) perche queñi fono d'indubitato lus del Capitolo, e la materia delle Concordie, e Tranfazioni € il lus dubbio,e non il certo. (89) Jl lus degli Aggiunti nelle Caufe> Criminali di tuttii Prebendati lo ritrouera V.S. Illuftriísima in tutte le Sante Chiefe dell'A ndaluzia , S in at:omuibms ueno, | guclto punto protefta, ' 84) > nd | “( 4 Es 33 E ea puinti 0: flato:: los ] l aisfartocnelli ira luoghi 30€ perció.fola-, | itolo nel du Tra , ps cdo iñ- E od pa e che, fi come confelfa, (a 1úl principio” + Knorificós! ché fia pote mai peníare piú fome, ne che piño potelle obligare di quello:di pafíar,c términi tanto cordiali, 8: amoreuoli d en obbedienas AAA ¡Per i(perimen:, la pace pena di 448, ¡£Ampo 4 al pe . dienza * 1005 Bl eno ¿o ada leia . quale il Sienore, che 'náíce vid Onñ potente folámence fiv armintiarala Pacel Hoíñinibus: bone. aoluntátis 8% 3 coloro»l che mancaquelta , hon, ¿omeevigió de > de quefti Dubij ná pe 'hábbia occafionati 5 Ba chifi, É partes > 9noisusasia el E —Queña ecrettiqno Ícopse, la, det delidefderi. o » be se cut J E | Sopra tute O fi Pe m7 ando" fenza che. dd alcuna cola giudicata y che lP'impedifca;e fe al Capitolo gli fembrano chiari a fuo fanore, Monfignores -crede, efler quelli, che pik e obligaco a, “difendere,per trouarí in efi; notabilmen-, te o la, fua PisnitA Moo dun- | | | | | |" 3 prefledere; qual mezzo Mi er d | | Hna podgs9n 2d ¿Lo 1iq cJon Ep Siappli chi ee ci iio POROS ales amarezze » Che (ch mo. Leo. Mena! il di lo y Di a s la págo eh la defidéza; obn39 190 905 ¿319b94 q 469 ay 9923913 (9920 1D 21001 . Di 1919 p0) o lficada olo3 £2 0120183b « ispissofnon ib 0119 210 bs visit Hi E mobi Doll ia y ¡ ES £uq 9707 19q Y :nog E $ ín quelta auanti la difpofizione ci Santo Concilio di Trento , € di Statuto confermato dalla Santita ! GiulioSecondo di felice memo- Ma, litigaro con la Dignitá,e fopra 1elio fpedite lettere efecutoriali alla Sacra Rota, e notificate a)l' Arciuelcono dj quel tempo, ea fuoi Miniftri,e cosi vniformemente fi € offeruato» (90 ) e ll lus della Simu dello Statuto d; queíta Santa Chiela , che dalla lua fondaZione (tá in viridi oblernantia ; (91)econ la, (pecialirá d'2uerla anco con gl Minentifimi Signori Cardinali Arciueíconi per priuilegio della Santitá d'Vrbano VIII di felices memoria . Per doue adunque íi Puole intentare di diuidere la Sido gi potefse fa. Cpelso quefta Santa Sede ripic, na da Eminentiísimi Cardinali, e Y illuftrifsima preftar confenío bera per queíte Eminen: Ze y, nerefultarebbe la moltruofitá di reítare, e non reftare diuiía las, Simultanea. (92) ó amminiftrazione genétale del: le Decime , e Fabbrica di quelta Santa Chicía la tiene il -Capitolo dalla fua fondazione continuara per tanti fecoli fenza jaterruzio. ne, X € in Pinidiobferuantia, come tutto E notoria, ecofta 4 V.S. 11- lultritsima, feriza che ció ammetta altro genere di dubbio > Chela denominativa d'auerlo fopra di efsa ella eccitaro . (93) 0Olt ; : ( Vitre di che» clrca lamminiltrazione delle De. cime non prole il Capitolo trala- Íciare di ricordarleil dubbio quar. to di quelli della ViGita COncorda» t0, Kaccertato giá da VS; lilas ftrisima, (94) e'confermato da S- Santita, peril quale clla s'obbl;- 80, Che fuori dell'atto della Vifita non dimandere tolo di quefta a piu che in vigo bbe £onto al Capi. mminiltrazione> , lranea é ancora: | | | | | | | | | | re di quel e | e] adunque fe puel far di vantaggio; chiS lafciarlo a] Giuditio di Arbitri dotti, e giufti ¿ li quali difingannaranno chi non hauerá ragione; e fe quello il quale fug, ge da quefto > proceda con byona ÍNteMs tioge nelle Hei. 11108719 90 Se coftará, the 18 queÑo concurra? aña Jeruantia, dores tudicata:, non verra in luítito da Monfignor Arcmeíconose fi of=: leruera la forma del Concilio , non folo colli Capitolari , ma anche con gl'altri Prebendati . (91 ' Queito 3 il pineo che magglormente [copre la pañone del Capitolo , perche fa refiftenza alla diuifione > nella quales guadagnarebbe molto;e vice vería Monfignor contro il (10 proprio intereffe re conyenienza la defidera, fenz'hauer altro motiuo , che quello di fradicare il cono, [ciuto principio delle difcordie » per alecurare vna vera,e permanente pace. eh CO : -GPArbitri, alli quali fi compromette- 12 , daranno la forma conuenenole per queíto cafo, benche non fia venuto; e fuz. Santitá y colla fua conferma, dará la fia curtá > ad efferto che all'hora £i offerui quel che al prefente fi rifoluerá, non po. tendofi dubitare della affoluta potefta, » La materia pit ia che occorre in quefte contronerfie, CSilmodo , che viene oflernato dal Capitolo nell* amminiltratione delle Decime y trattando l1 fuoi Prelati, eome fe foffero fciocchi, 8 incapaci, e perció non fi puul quefto tollerare fino 2H yltimo difinganno» che daranno eli Arbirri, le fará tanto chiarala ragione del Capitolo , comes s'immagina. 4) Non tutto. Sto >, Che mediante la» concordia fú concelío al OS nella vifita, gli compete fuori di efía ; come £i vede in molr altri puntizoltre che fin”ora folamente e ftato giehiarato quel tanto s che quel dubio contiene , ma non e ftato negato quello, che quERAIaS pretende, Que- a naffimo di faperne piú de noftri f >. maggioti , EfÍi ci fuperarono tan» to nella fodezza dellopinioni, e nella maturitá, cpelo¡del Giudizio5 quanto noi auanziamo loro nella cultura delle voci) € delle> . frafi5 ( 12) e [e (ifa riflcífione> fi trouerá che tanto ncl communc, | veri 16l Y quale dagl yni, e come. nel particolare cominció la noítra declinazione , quando fi ' prineipió a lalciare di feguitare le . loro venerabili pedate », (13 ) In> quanto :al punto principale 1 Ca- : pitolo replica quel che giá há rap--. prefentato a V.S. Illuftriffima,che * fi riduce ,ad effer pronto a qualíifia mezzo ragionenole per cócot-.: darridubbj, e liti pendenti , ecect- ; suando ¡ Dubbj degli Aggiúti,della diuifione Simulranca,X% A mminiltrazione delle Decime,e Fabbri- y ca,qual efclufione giudica neceflaria; 8 incnitabile per le raggioni, | che le ha rappresétate,e che'adelío ' corroborará inconcilo , econ bre- : viti(14). ll punto degli Aggiunti effendo,comeé elaminato,e lopra di ello fpedito lertere Elecutoriali nella S. Rota non puole efler materia capace di concordia,fe non Í1 forma vn' altra nuoua lurifpradenza (15). 0 fefi há da abbandonare quella; che in 0881 Ci € per . 1l motivo che fi há da compromcettere in foggetti giulti, efaggi,£ neceflario fubito il confeflare, che le liti fon incapaci di hauerfinc, e che conil medemo motito po” arebbe qualfifñia chieder nuoua, concordia,fopra quel che yna volta £1 fofle cancordato. La Diuifione della Simultanea € materia volontaria., in cui come talenon puole il Capitolo ne” termini di eiuftizia efler forzato ad efle (16 ) ne puol'egli temere, che il velo delPamor proprio gliimpediíca di veder liberamente la ragione, mentre in ció feguita il gindizio,e parere di quanti degniflimi Antecefíori ha V-S. HMuttrifima auto per lo fpatio di quartrocento Cinquantanni, che Ella há veduto adefío PO E (3) a e Se fi daflero quellesehe fi deuono verfó “ouuiate molge di queftóliti 01207 ; As Y 2nuiges 0h 19.8 escias mii 217073 of f i Í 8) á 5 4 Í + 2 Et Quel eceéttione dell punti pit ef. fentiali 5 che felitiganos, dichiara molto + Appafhionato impegnosche nel fare oppo- -Íitione ¿.quefto » mentre vnole pitvtolLo godernc in paces a fro arbitrio la meta» O _ A “SI 310 + (adi PV ASUS Tn nefluna cola fi,conolce di. yantaggio quelta veritá » che: nel modo >,col dagl'aleri fono M4 frartaci a loro Prelati. 0 12 (rv rr? y q cm y q HELLBOY : il rifperto delli loro Prelatl, fi farebbéro É a y pri cer e 5 + bl parada +11 EN UA ' ys | emos Ñ k ¿A e 5 bene qualía quetta Prontezza-. AY > iia 15 v) Di gía fe detco >che quando quefto ía co si; fi cederá immediatamente. mb $ s Se folle tanto chiara, come vienes fuppofta , Monfignore Auditore diSua Santita hayerebbe lacerata la commifione, come inutilmente fi pretendeua dal Capitolo 3 8z in qualfiuoglia modo ches fia, in veruna cola Íi conofce piú il fuo Poter far male in tutte le prouifioni alli uo1 Prelati, non godendone alcuna, che 107 nd aceno Comprouato dalla Sagra. se yl Rota( 1 L'Amminifrazione eo do yna 27 did dignitá há del lle ER é piú d' vn fecolo , Í se vito úEla Bota, a fúb : Che écanonizzata dalliftefTa Sagra ade Ez be oli Shia Appa Rota, e V.S, Mulftrifima Ho E “Endrelhá da: Mimbre ani lisis relazione ad Sacra Liminadell'an= -nouifihay che vi $e:3 polo X po del MO 1687. confeísó fpettare al Ca- | -Capirolo.£.ma.quand bene ne Pitoio ( 13), ancorche con Le] ¿co5i, ode hon non, fidara 14 rich quiuoco di darle per principio l' ; Lei +» € giulti quel che 1 a delfi htipapa Benederto , che mori. mb analí. , dal gualí cob dllpendi, EN ducento fettantatre anni fa nel: “dilatione non puole sfiggire la 1424, ( 19 ) ER ¡elo ella riconob-* E mente accludendofí: tra: elr. o De in vna lettera alla Sagra Con- Jl ¿Monfiguor le ntedefimisSignori Ar dicori ¡Ros hang0votato in teta ercgazione del Concilio fotto la Sri olor plan E b > ñ : ch Eo 21 a mete di Decembre 1] Alo SS p 1 OPra VCapprobazione della, efe Le afino fcaperto mE Té Concordia Das »Cheil Capi- 2 sl E. Hno opero pel ¡ONDAS tolo come tal Amminifirator ge- EA 31 pia nel Nerale duea fart . "principis "TAO! FORMS; Le perció ro della Certuña di Xérez cal. "ffamo A encircoftanze al .Fempo di ¡quel y cñi aléttera ANEANO gia CN qdo O ia or Ela] _Prncipio: le o de . SE ia 4 Ñ «istibon : ca quello puto hi 11 RITO aus Ba ¿iaa 6 tolod( o fsot ui AS ll go een ds A da Musrilima COntro ella.medo sl Ed Hori E did ito delle 20) Nell ts ini raioite della *Chiefe 4 al Pi 231 113301 199 Fabrica sa Siunge adello-; ch bib 2) Fold: Al a ¿ucudo la Sá ad dale AH: di. felice” Memoria no; inató. E io etúitannoprono O nO 1690. vna; Eran io di va Sis 1958 Allvgció r padel o dee | o rl Msi fopra-la Concordia da ordiare' dub y *reqienteniente y Hilos eje ME fi abendo Y ¿S..11lg- beneficij , e bone operation Lu ¡ima fatro: iftanza ¿Che firimetroce emo. > fTero alla: medemaConigres zio. 191 anefo son 200%: ( de altri dubbi che auca p :2 ns Job iddpbismosdos E 219) O, Ccheineatrtabo e cs o ib ga: Sbbiso ¿ni Y $] auto) cqueli che pio: cnere qe qoT mo) £iibot a | | ES fnedhró : ESA Arciuefco- Hoff D, > 0 E ”b ñ che gl accrebbe fino a A LLE Dei “312 . om 1 ap 194 cent vno Car a tr 1 PAE 133 ella si chiaro ditoccar y se fado elos dettoper ran MO miniftrazione al Pitolas.che ¡ny |-om o) $ . (ars dos noa ra3DtO hUMEIO di dubb) DON fásfar-, 112 Non! mética! tanto meri daealualía LO > luogo: es quello; SI Pa fpiegareñín vnás 0 im: altrarforma pit, trova: clprello"imalcuno q ive ,; Li9 mena tardi.oli Eb dí Roma quel cache per darglclo dopo am [ce a NO 1693. e non' auiMentare ln de : mcro, fui INcorporato nel dubbjo! LE Bue di AA no AO 14 RA al Capitolo dell Amminiftrazione ( 22) del lla: y rengóro Colitelaíehe: cdas alto fuo! Decime . A quefto ragiOni , che, y0'Prebendati sich Che fono hiprinti ad ¡efferes militano nel particolare , fe y; ag- ¡Heganttari, dalpsrilcdiquli poc e giunge vna tranfcendentale dil pd rd tie» ad: etferro $tande eficacia, edi non mino +04 Does ife "Sap ala £fenza,s autos ES do! ishoa) 9 e no “Quéfte A == q pm =z AAA e == po > A A A AA A a A E ¿o . , . p en . RIDE) sieb osRusmgiños 3139514 autoritá che é «qirella di V.S. Ulue ftrifli ma. Del mefe d'Agofto 1684 ' favori ella il Ca APIEDIO con vna lettera (che per di lei pegno fi comi ferua originalmente negli atti Capitolari ) participandogli la fua> . oO 4 quefta Santa Chie- - e o — a er tn a es, Ln. * a , z P a» € dichiarando in effa la (a dif E Sfidenzain.douer fuccedere all'Tllu- - ftrifiimo Signor Don Ambrogio Ignazio Spinola , e Guzman di. gl orioía memoria, 8z á igrand' vo- “mi ni,che lo precederono in quefta Sedia; e dice le parole feguenti: E Allegerendo le mia gran follecitudine, E 4 j > FEA 2 e fomma confufione con la confideragione che con folo fequitare le loro vemerabil; veftigio. non perderó.il e) dino della maggior gloriadi Dio s benefizio publicos Penfiero tanto de-] gno Es , eS folido'; e vero (23 ) + Quello che contengono quetti dubboj fia offerúato, € rt mi ticato fempre non per anni, - ES intieri fecoli á viltay a! (23) uses parole e: 8 aceros * ditano Pintentione , e P animo di Monfpoor Arciuefcono: ma neffuho dirá, che FobliaKino a quello, che non crede,che h An sra E bbe alcuno di tanto Wenerabili, e degni foi Predecé ¿allenfo ( 24 ) de” grandi Prede. : fori., fe: ¡lGapitolo -haneffe E eeftori di V.S. Muftrifima, Onde ¡| quello che prarrica al, prelente; e tro- Á1 prometteil Capitolo dalla! ditej ' nando colle notitie, che lono ftate [co. retritudine, che periftendo ini E peste con quefte liti=" fanto fentimento non lafciera di |. feguitare le, J0ro venerabili pedór 'mólte” cofé” feniz? approuarle ;.e queño tel 25). | anchelé fuecefó 4: :MonfignorArciue- Al Árgomento,che ella G com IE Ícono prefeñte:»: Be ini altre cafe manco- BY .0001 LANCE da fas fiitono tolleratel, place fare; come non oltante l'el. -Eono laroutotalmenteile motitie .., [cre decifi á fuo fauore i dubbi del | (2591) la Vilita, cadde fopra di ef la ' en Cos | Lo, fine En in tutto quello % ie Concordia , fele fodisfa con repe- 27 á PIpcOsHónato «colo. ftato prefente tere la relazione del fatro. Si pol: ) lé cofe, e potrá pratticarequelto det- Eifero ¿y iimartente qu Qi. ¿dubja | ¿taíne es mancare alla fa colcienza + : vor di S. Uluftrifioia. 9 | : - | : non affolutamente, má cOn mo p. : ao fofTe pi Signór! dificazione (26 ).. Decife:la. Sagr a] dona la Santa Idea della concordia, Congregazione; che ella: 'poteáa vi-' ¿114 Decreto fiv afíoluto 5 ¿di moftrará arfitar queñta Santa Chiefá; má vai-' rentico, fenz'alcuna limitatione, fempre US E Sai Sello “ag-! a dl fará qensáarigra » $ giunfe ad Santi /fimum pro .COM= eordia 5 encll'Vdienza, ed (pedi. zione del: Decreto tornó a prefer-, uarla concordia. Riconofc endo. che le raggioni (peciali y che mili- $ | ATA 4 1 tauano in queíta Santa "Chjéfa an. ' corche non'baftallero 3d evitares a foluzamente la difpofizi 5 sd 4 be Concilio Che chiedenana vna modificazio, Be se quelta provilióne ftraorajnarias ellcosi'emáno la decifióne del Lore Pifitare, Perchc3hdava re- Ipeétine aná Modificazione. della concordia. (278 Ne fi fatra ro. zione. alla antitá. q? Aleffandro VIH. che conformandoficon la, ecifione della Sagra Congrega» Z10N€ > Ordino la Concordia pri- MICIAMENtE vine Pocis Oraculo , e OPO Per reícritto Ípeciale (28 ); Come anco la nze, la diferen (parta ( lolo chiara - dente la di dunque ¡] aMOre confeguire ció gia quello ede la Dignis La Divina Maedi tante» Che pretende >» Manon che pofíedena,e pofíi ta Arciuefconale, zlOne J | | | | , erano peró si rileuanti, y Ed * 04 | h v p ” , z o » masias AS DRLUSÉUAINICA , e A ASA ie Mo y A En o E 6 ee > e. MDetreló: Palo > e bebe fa veros che bare del Cipitotá prórefe, che:nanii fpedifléro 5 BE por -Primadi: erarra Tes dellar concordia 5 e mon oftante la S--Comsregationtordinés che fi, (pedille,. lafoigado ¡alla ¡volonta delle patio po nar ¿bichi inclinare Ta famé [ndo Y quello putot? 000 nm dinar gl per la concor Pi Es SgicA ma peró ton ordind*alenna'cófa Lopí ni e 111. 3 ono (28) 00 , > La fa. memi di Ale fandro II ordino la concordia ;benche, conforme fi e dettosdimoftro inclinatione á quella, rifpondendo , quando gli fx fatta inftanza, Che confermalfe per Breue il Decre- to della S. Congregatione , che volena vedere perfprima fe Monfignor Arcinefcovo voleua la concordia; il quale hauendo faputo quefto , eli fcrifle, fupplicandolo volefíe imporre la mano in> .quella, e fino a queíto cafo non fece alcun paílo fua Santitá, come chiaramente Í: moftra rifletrendo che la fpeditione del Decreto della S. Congregatione fú nel mefe di Marzo , e la Congregatione particolare per la concordia non fú de- Ítinata fino al mefe di Ottobre lufeguétes ADA, Y! Si veda hora, fe fecendo il fatto vero, Cammina la propofta paritá, 3 E quando lo fperafíe, ne 2nco verreb. bein quefto .: Gn Non pretende Mon fignor Arciuefrouo» che fi conc edano a gl Arbieri piu lunghi termini di quel che! permerte la legge alli Giudicis fe dició £ contenta il Capitolo; 8z in quefto fuppofto non arrifchia piú il litigante » che pofiede , che l'Attore defraudato ; Cnde colni, che fa refiftenza, ¿ quello, che £¡ OPpone alla pace. (32) Pi foffre > e patifce quello ch'é deraudato , e perfeguitato , e per quefta_, cauía puol fperare, che dal Signor Iddio la vdita ¡ Kipofia ultima di Monfig.Arciuefcono, Sua Signoria Illuftrifs, rifpofe > al Decano >e Capitolo per mezzo: di vn Deputato, che portó la riferita reprelentazione, che non haueua che dire, ne rifpondere piú di quello haueua propolto nella, ferittura ( 322 Che fempre che> placeflero al Capitolo li mezzi che hascua infinuato Sua Signoria1l- Juftrifima non manearia dalla (ua parte . E quefta fú la rifpoíta di Sua Signoria Uluftrifima. e | | | | , » Ñ . 4 $ ] A Apondere > come fi Ícorge.nelle Annotas h r Ñ Troppo haueua Monfgame che Tk tioni antecedenti: lafciollo pero di fare perche conobbe, che non larebbe gid uato al fine della pace, che egli delidera ua; flanteche il Capitolo non era in dí. (pofitione di ricenere il conuencuoles definganno » 102 91 ¿4 10 $