“Tra Penelope e Medea”: una lezione di italiano L2 con due testi di Patrizia Monaco ed Adriana Assini
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Colección escritoras y escrituras Italiano e inglés con las escritoras: Didáctica, lengua y traducciones Daniele Cerrato (coordinador) DYKINSON EBOOK
Italiano e inglés con las escritoras: Didáctica, lengua y traducciones
Colección ESCRITORAS Y ESCRITURAS Eva María Moreno Lago y Caterina Duraccio Directoras Comité científico Antonella Cagnolati, Universidad de Foggia, Italia Katjia Torres Calzada, Universidad de Sevilla Patrizia Caraffi, Universidad de Bolonia, Italia Ana Maria Díaz Marcos, Universidad de Conecticutt, USA Kostantina Boubara, Universidad Aristotele di Tesálonica, Grecia Diana del Mastro, Universidad de Secheskin, Polonia Rocio González Naranjo, Universidad católica del Oeste, Angers, Francia Camilla Cederna, Universidad de Lille, Francia Carolina Sánchez-Palencia, Universidad de Sevilla Verónica Pacheco Costa, Universidad Pablo de Olavide Isabel Clúa Gines, Universidad de Sevilla Milagro Martín Clavijo, Universidad de Salamanca Mercedes González de Sande, Universidad de Oviedo Yolanda Morató Agrafojo, Universidad de Sevilla Estela González de Sande, Universidad de Oviedo Daniele Cerrato, Universidad de Sevilla
Italiano e inglés con las escritoras: Didáctica, lengua y traducciones Daniele Cerrato (coordinador)
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Colaboran en esta edición:
ÍNDICE Recorriendo nuevos caminos para una didáctica más inclusiva…….1 Daniele CERRATO I Italiano: traducción, lengua y literatura Traducción y Querella de las Mujeres: una propuesta de unidad didáctica……………………………………………………………..1 Juan AGUILAR GONZÁLEZ Una donna sola. Il teatro italiano di Franca Rame. Una proposta per l’insegnamento dell’Italiano come L2………………………………3 Caterina DURACCIO “Tra Penelope e Medea”. Una lezione di italiano /2 con due testi di Patrizia Monaco ed Adriana Assini…………………………………4 Daniele CERRATO II Inglés: traducción, lengua y literatura Italiano y traducción en inglés moderno temprano: a true relation…............................................................................................6 Sergio MARÍN CONEJO Movimiento sufragista norteamericano……………………………..7 Verónica PACHECO COSTA Literatura nigeriana queer de la mano de Chinelo Okparanta a través de (la traducción de) sus obras………………………………………8 Ariadna SERÓN NAVAS
5 c) L’insegnante propone la lettura dell’articolo “Otto storie di donne che hanno sconfitto stereotipi e pregiudizi di genere” che contiene una intervista a Maura Gancitano ed Andrea Colamedici che nel libro Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire hanno riunito otto storie di protagoniste femminili del mito, del cinema e della contemporaneità https://libreriamo.it/libri/otto-storie-donne-hanno-sconfitto- stereotipi-pregiudizi-genere/ Dopo aver analizzato in piccoli gruppi i materiali proposti, si chiede ad ogni gruppo di presentare al resto della classe una proposta per cercare di eliminare gli stereotipi di genere dalla nostra società. 2. Attività “Parole intrecciate” (Durata 30 minuti) L’attività ha come obiettivo presentare alla classe alcune delle parole, nomi, concetti che verranno utilizzati nel corso delle varie attività. Si propone un’attività ludico-didattica da svolgere individualmente o in piccoli gruppi che consiste nel rintracciare le parole della lista all’interno dell’insieme di lettere.
5 3. Attività “Sulle tracce di Penelope e Medea” (Durata 30 minuti) Al termine della seconda attività si dialoga con la classe sulle parole proposte ed in particolare sui miti di Penelope e Medea cercando di stimolare un breve dibattito fornendo loro alcune informazioni su come i due personaggi vengono presentati in alcuni
5 testi classici. Si chiede alla classe di provare ad immaginare Penelope e Medea e a descriverle. Si mostrano quindi due quadri (Fig. 1 e Fig. 2) che le raffigurano e si chiede loro se sono d’accordo o considerano che si tratta di immagini stereotipate. Cosa cambiereste? Fig. 1 John Roddam Spencer Stanhope, Penelope (1849)
5 Fig. 2 Frederick Sandys, Medea (1868) 4. La parola alle autrici (60 minuti) Si forniscono alcune indicazioni biografiche relative a Patrizia Monaco e Adriana Assini e la trama delle loro opere. Dove aver diviso la classe in piccoli gruppi si distribuiscono i frammenti di due interviste in cui le autrici si riferiscono ai loro testi chiarendo a quali modelli si sono ispirate e mettendo in luce alcuni degli obiettivi delle loro riletture dei miti di Medea e Penelope e due brani tratti da L’eterno abbraccio del biancospino e da Penelopiade.
5 a) Testo 1 Nel mio racconto L’eterno abbraccio del biancospino abbordo temi che da sempre esercitano un fascino indubbio sugli esseri umani, sia nella vita che nella letteratura: dal mistero della magia al folle desiderio di fermare il Tempo, dalla tirannia delle passioni amorose al turpe piacere della vendetta per i torti subiti. Mirabilmente trattati dagli autori antichi, questi temi non hanno mai smesso di appassionare e coinvolgere i lettori di ieri e di oggi. E allora, volendo riproporli in una narrazione breve e senza vincoli, da chi prendere spunto se non da una figura mitica e potente come quella di Medea, che, nel bene e ancora di più nel male, ha vissuto con la massima tensione l’intero arco dei sentimenti e delle pulsioni umane. Nel mio racconto ho dunque attinto, con mano lieve, al mito dell’eroina tragica cantata da Euripide. Mi sono, tuttavia, limitata a prenderne in prestito il nome, fortemente evocativo, oltre che l’invidiabile maestria della donna nell’ambito delle arti magiche e il suo amore scomposto per un uomo che non la ricambia. Con questi elementi, ho plasmato una creatura molto simile all’antica sacerdotessa, sia nell’indole che negli intenti, ma trasportandola in un altro mondo, in un altro tempo, per riproporne comunque gli stessi assilli: la “mia” Medea, creatura crepuscolare capace di rendere possibili le cose impossibili, è legata a Werner da un amore assoluto e senza condizioni che la spinge a mettersi al suo servizio fino a fargli dono dell’eterna giovinezza. In cambio, però, non ne riceve né amore né riconoscenza, bensì una delusione cocente, visto che quell’uomo ingrato no esita a piantarla in asso. E, infine, così come la famigerata figlia del re della Colchide, che si vendica del suo bel Giasone per averla abbandonata per un “letto migliore”, così la “mia” Medea, umiliata e sconfitta, lava l’offesa con un terribile incantesimo, grazie al quale imprigiona per sempre l’infido amante tra i rami di un biancospino. Proprio come fa, nei racconti del ciclo arturiano, l’intrigante Viviana col suo innamorato Merlino. Un mito dentro a un altro mito. (Da “Intervista ad Adriana Assini” in Le scrittrici rileggono Medea: Adriana Assini e l’eterno abbraccio del biancospino, Tesi di laurea di Alexandra Partyka, Università di Danzica, Relatore Daniele Cerrato, Anno Accademico 2019/2020, pp. 30-31).
5 b) Testo 2 Penelopeide riflette le mie resistenze -la domanda dunque che sottende il testonel voler a tutti i costi rivoltare storie-leggende tramandate da così tanti secoli, e pertanto prese per vere. Mi riferisco alle varie versioni di Medea, Fedra e Edipo e quanto altro. Il libro di Margaret Atwood, Penelopeide, mi ha aperto un mondo, spalancato una visione, e ho subito capito che faceva al caso mio, anch’io potevo rivoltare una storia, seguendo le sue tracce, sia pur poi disinvoltamente discostandomene quando la Atwood entra in riflessioni metafisiche e cosmogoniche. Brutalmente, non mi servivano per le mie esperienze teatrali (Patrizia Monaco in Roberto Trovato, La verità del personaggio in Patrizia Monaco, Donne in lotta. Tre testi, 2016, p. 22). Il testo è molto liberamente ispirato al libro di Margaret Atwood Penelopiad, di cui mi aveva colpito essenzialmente l’ironia. Per evitare di cadere nel didascalico, nel polpettone storico, nella banalizzazione, ho voluto evitare i dialoghi diretti che evocassero “scenette mitologiche”. Il testo è costituito prevalentemente da una serie di monologhi contrapposti e incrociati. Non c’è azione sulla scena, se non per le coreografie e piccoli gesti, il movimento è dato dalle battute che provengono simultaneamente dall’Ade e da Itaca. Infatti, i due personaggi Penelope ed Euriclea sono contemporaneamente ora nell’Ade e allora ad Itaca. Si parlano ma è come non interagissero mai direttamente. Si ricorre anche alla tecnica del montaggio, sfalsando le linearità del racconto di Omero, pertanto la storia viene ricostruita nella mente dello spettatore. I personaggi seguono le linee del teatro di narrazione, eseguendo una partitura verbale dal ritmo interno accuratamente costruito. Il ritmo suggerisce la cifra dello spettacolo che deve essere allegro, vivace, ma soprattutto vivo! (Nota dell’autrice, in in Patrizia Monaco, Donne in lotta. Tre testi, 2016, p. 101).
5 c) Testo 3 Sorniona, trionfante, Medea sorrise: dopo un pugno di secoli, in quell’incantesimo c’era ancora la forza e il mistero degli inizi. Con la certezza che adesso Werner non sarebbe più corso lontano, attratto da altre città e da altre donne, gli narrò un’antichissima storia: «Nella notte dei secoli, Vivian, la dama del Lago, si struggeva per l’incantatore Merlino di cui era amante, ed anche allieva. Ma lui, selvatico e nobile, passava più tempo vagando tra monti e foreste che in sua compagnia, sottovalutando i pericoli che sempre si corrono quando non si ama una donna qualunque, bensì una fata. Fu così che, pur di averlo per sempre ai suoi piedi, Viviana finì per rubargli il segreto del più temuto degli incantesimi, quello con cui, grazie a nove, astrusissime frasi, riuscì a fermarlo per sempre tra i rami odorosi di un biancospino.» Spaventato dal racconto che non prevedeva lieto fine, Werner reclinò lentamente il capo sul petto: «Il tuo amore è velato di scuro e mi appare beffardo: pur di avermi, mi costringi nell’abbraccio perenne di un albero…» mormorò rassegnato. «Perché mai ti rattristi amore mio? Dovresti invece essere fiero di poter condividere la sorte toccata in un tempo lontano al più grande di tutti i maghi.» (L’eterno abbraccio del biancospino, pp. 22-23) d) Testo 4 Da quando mi trovo qui nell’Ade ho scoperto cose che avrei preferito non sapere, come quando si origlia ad una porta o si apre una lettera altrui. E ho capito che nel mondo si è affermata la versione ufficiale dell’Odissea, quella dalla parte di Ulisse. Sono paziente per natura. Sono famosa per questo. Ho atteso qualche migliaio di anni e mi pare ora il momento di raccontare la mia versione dei fatti. Il mio matrimonio con Ulisse, la sua partenza per la guerra e il ritorno di mio marito a Itaca, dopo vent’anni. […] E così io sono diventata una leggenda edificante. Un bastone per picchiare le altre donne. Non ne posso più. (con altra voce) Non potete essere fedeli come Penelope? Lei ha aspettato vent’anno suo marito, venti, mentre voi, quando il vostro va due giorni a Biella per lavoro vi sentite autorizzate a tradirlo con il postino!” Non mi piace il ruolo che mi ha dato la storia (Penelopeide, pp.103-104).
Si chiede ai gruppi di leggere i testi e di dibattere su tre questioni principali: 1) Secondo voi perché le autrici decidono di rileggere un mito classico? 2) Leggete la seguente definizione di ironia: “Dissimulazione del proprio pensiero con parole che significano il contrario di ciò che si vuol dire, con tono tuttavia che lascia intendere il vero sentimento. Può avere lo scopo di deridere scherzosamente o anche in modo offensivo, di rimproverare bonariamente, di correggere, e può essere anche una constatazione dolorosa dei fatti, di una situazione”. Secondo voi Medea di Adriana Assini e Penelope di Patrizia Monaco utilizzano l’ironia? Se sì quando, fate alcuni esempi? 3) In che modo le riletture delle storie di Penelope e Medea possono aiutarci a riflettere sugli stereotipi di genere e sulla rappresentazione del maschile e del femminile nella nostra società? Al termine, ogni gruppo dovrà esporre e condividere le proprie riflessioni. 5. Interviste (im)possibili (60 minuti) Come ultima attività si propone alla classe di realizzare un’intervista a Penelope o Medea e rivolgere loro alcune domande che riguardino alcuni dei temi trattati durante l’unità didattica (stereotipi di genere, rappresentazione dei personaggi femminili in letteratura, riscritture dei miti etc…). L’intervista dovrà immaginare anche le possibili risposte di Penelope o Medea. L’attività si può svolgere individualmente, a coppie o in gruppo. (L’estensione dell’intervista non dovrà superare le 500 parole) Come esempio si propone alla classe l’ascolto e la lettura di un frammento dell’intervista realizzata nel 1975 da Umberto Eco a Beatrice (Isabella Del Bianco) con la regia di Andrea Camilleri nell’ambito del programma radio Le interviste impossibili andato in onda su Radio Due tra il 1974 e il 1975.
a) Audio intervista https://www.youtube.com/watch?v=GBkLr_lYHBk b) Testo intervista http://www.retegeostorie.it/system/files/newsletters/nl_11_ifp_le_inte rviste_impossibili_eco-beatrice.pdf Una volta terminata la parte di scrittura si leggeranno/interpreteranno in classe alcune delle interviste. 4. CONCLUSIONI Alla fine della nostra proposta didattica siamo ancora più convinti che la letteratura possa rappresentare uno strumento fondamentale non solo per l’apprendimento di una lingua L2 ma anche per avvicinarsi a questioni e problematiche che possono essere di interesse della classe. Utilizzare non solo frammenti di testi letterari ma riportare anche le parole di autori ed autrici in merito alla genesi e alle caratteristiche delle opere può rappresentare un elemento che permette di creare un vincolo maggiore con le tematiche che si vogliono trattare. La scelta di proporre diverse tipologie di attività può inoltre dare la possibilità di costruire e sviluppare l’unità didattica su diversi livelli e di difficoltà e di lavorare competenze differenti utilizzando dinamiche di gruppo. L’ultimo aspetto ma non meno importante è certamente quello di cercare di introdurre sempre con maggiore frequenza testi di scrittrici nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano come L2 per poter affrontare non solo questioni legate alla lingua italiana ma anche trattare argomenti letterari come la costruzione del canone, la misoginia della critica e la genealogia femminile.
6 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI AA.VV (1975). Le interviste impossibili. Milano: Bompiani,. AA.VV (2020). Le nuove Eroidi. Milano: HarperCollins. Arriaga Flórez, M. (2010). Escritoras italianas: violencia y exclusión por parte de la crítica. En Arráez Llobregat J. L. (Ed.) No te di mis ojos, me los arrebataste: Ensayo sobre la discriminación, misoginía y violencia contra las mujeres desde la literatura, Alicante: Universidad de Alicante, pp. 243-266. Assini, A., (2017). I racconti dell’ombra. Salerno: Scrittura & Scritture. Bernardini, V., (2017). Il testo letterario per l’apprendimento dell’Italiano come lingua straniera o seconda, Bollettino Itals, Anno 15, numero 67 Febbraio, pp. 1-25. Casella, L. Martín Clavijo, M. (2018). Favole scritte per chi vuole sognare. Studi sulla narrativa di Adriana Assini. Roma: Aracne. Gancitano M., Colamedici A. (2019). Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire. Milano: HarperCollins Gentile, B. (2008). L’altra Penelope. Antologia di scrittrici di lingua spagnola, a cura di Brigidina Gentile, Salerno/Milano: Oèdipus. Martín Clavijo, M. (Ed.). (2017). Parole inquiete. L’opera drammaturgica di Patrizia Monaco, Benilde: Sevilla. Monaco, P. (2016). Donne in lotta. Tre testi. Roma: Aracne. Pinello, V. (2015). Il testo letterario nella didattica dell’Italiano L2/LS, Verso una didattica linguistica riflessiva. Percorsi di formazione iniziale per insegnanti di italiano come lingua non materna, Arcuri, A., Mocciaro, E., Palermo: Università degli studi di Palermo, pp. 341- 392. Pociña A., López, A. (2002). Medeas: versiones de un mito desde Grecia hasta hoy. 2 Vol. Granada: Universidad de Granada. Pociña A., López, A. (2007). Otras Medeas nuevas aportaciones al estudio literario de Medea. Granada: Universidad de Granada. Russ, J. (1983). How to Suppress Women's Writing, Austin: University of Texas Press. Showalter, E. (1979). Towards a Feminist Poetics. Women’s Writing and Writing About Women, London: Croom Helm. Zancan, M. (1986). La donna in Letteratura italiana diretta da Asor Rosa, V. Le questioni. Torino: Einaudi, pp. 76-86-