Full text
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América IL GRUPPO UNIVERSITARIO FASCISTA DI TORINO E LE COMMISSIONI ARTISTICHE GIOVANILI. IL CASO DELLA PRIMA MOSTRA DOCUMENTARIA DI VITA GOLIARDICA (1933) THE FASCIST UNIVERSITY GROUP OF TURIN AND THE YOUTH’S ART COMMISSIONS. THE CASE HISTORY OF THE FIRST DOCUMENTARY EXHIBITION OF GOLIARDIC LIFE (1933) MARCO TESTA Università degli Studi di Torino. Italia [email protected] Riassunto: Lo scopo della ricerca è di tracciare un primo bilancio in merito alla commissione e alla produzione di opere di contenuto artistico da parte del Gruppo Universitario Fascista di Torino (GUF). Queste iniziative sono connesse alla decorazione di edifici e specialmente all’organizzazione di mostre, a livello locale (1928-33) e poi per i Littoriali dell’arte , promossi dal Partito Nazionale Fascista (1934-39). La scelta della Prima Mostra documentaria di vita goliardica come caso di studio esemplificativo è dovuta alla natura dei materiali esposti: i documenti - gonfaloni, pergamene, foto… - inviati da tutta Italia, sono inseriti in un allestimento con opere scultoree e pittoriche prodotte dagli studenti dell’Università, del Politecnico e dell’Accademia Albertina di Belle Arti. Abstract: The purpose of the research is to do an initial analysis of the Fascist University Group of Turin (GUF) in the fields of patronage and production of art pieces. These works are connected to the decoration of buildings and the organization of exhibitions, at a local level (1928-33) and then for Littoriali della Cultura e dell’Arte , promoted by the National Fascist Party (1934-39). The choice of the First Documentary Exhibition of Goliardic Life as an exemplifying case history is due to the nature of the materials showed: the documents - gonfalons, parchments, photos… - sent from all over Italy are inserted in a set-up enriched by sculptures and paintings made by students of the University, the Polytechnic University and the Academy of Fine Arts. Parole chiavi: Studenti, Gruppo Universitario Fascista, GUF, Fascismo, Mostre Keywords: Students, Fascist University Group, GUF, Fascism, Exhibition
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América IL GRUPPO UNIVERSITARIO FASCISTA DI TORINO (1930-1933) Questo articolo propone un censimento dell’attività artistica del Gruppo Universitario Fascista (GUF) di Torino, esaminando le opere prodotte e la partecipazione dei suoi aderenti a commissioni, a mostre e a concorsi locali e nazionali, organizzati dal GUF stesso, da federazioni di altri atenei, dal Partito Nazionale Fascista (PNF) e da organizzazioni collaterali.1 La ricerca trova il suo centro in Torino, sede dell’associazione, allargandosi quando è stato trovato riscontro dell’intervento degli studenti a iniziative promosse al di fuori della città. Gli anni in analisi vanno dal 1930 al 1933: la scelta di questa cronologia è dovuta a due fattori, che concorrono a delimitare un periodo con caratteristiche peculiari che contraddistinsero lo sviluppo della società goliardica. Prima del 1930 non si hanno testimonianze riguardo a un’attività del GUF di Torino nel campo artistico e anche a livello nazionale sono state riscontrate solamente sporadiche attestazioni: solo dagli anni Trenta si assistette a un rinnovato dinamismo, con l’organizzazione di numerose iniziative patrocinate a livello cittadino e regionale.2 Un’interessante eccezione che si presenta nel capoluogo subalpino è l’attività del Gruppo Universitario Musicale (GUM): fondato nel 1921 come organizzazione studentesca apolitica, passò sotto la direzione degli studenti fascisti nel 1927, proponendo stagioni concertistiche ed eventi musicali.3 L’altro limite della ricerca è il 1934, data nella quale fu disposta la prima edizione dei Littoriali della cultura e dell’arte a Firenze. La manifestazione, che presentava cadenza annuale e si tenne sino al 1940, fu organizzata dal Partito Nazionale Fascista allo scopo di coinvolgere i GUF dell’intero Paese in una competizione nella quale gli studenti universitari si sfidavano nei vari campi della cultura – scientifici e umanistici – tramite dibattiti, relazioni scritte e per quanto riguarda la sezione artistica proponendo opere e progetti, secondo le richieste di un bando di gara che imponeva la tecnica e le tematiche. Il modello della gara che si proponeva era quello dei Littoriali dello sport, inaugurati nel 1932 a Bologna, dove i goliardi competevano nelle varie discipline per formare una classifica che designava la migliore prestazione nella materia in esame. I punti accumulati dai partecipanti erano poi sommati, permettendo di stilare una graduatoria finale tra i GUF: i vincitori, sia i singoli sia il Gruppo 1 Una prima rassegna dell’attività culturale del GUF di Torino si trova in VENUTI, Giulia: Arte fascista a Torino. 19281939, (tesi di laurea, Università degli Studi di Torino, Corso di Laurea Magistrale in Storia dell’Arte, rel. ROVATI, Federica), 2013-14. 2 VILLETTI, Antonio: “Una mostra universitaria d’arte”, Gioventù Fascista , 1 agosto 1933. LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf. Organizzazione, politica e miti della gioventù universitaria fascista. 1919-1943 , Bollati Boringhieri, Torino, 2003, pp. 265-67. 3 Il Gruppo Universitario Musicale fu fondato nel 1922: la prima attestazione delle sue iniziative sulla stampa torinese è di dicembre e riguarda una serie di audizioni dedicate a illustrare la musica del Romanticismo. Le serate erano costituite da una parte divulgativa sotto forma di conferenza e dalla successiva esecuzione musicale. Nel corso degli anni le attività dell’organizzazione si fecero maggiormente articolate, con la proposta di numerosi concerti e la successiva fondazione di un’orchestra d’archi composta dagli stessi studenti. Allo stato attuale della ricerca l’attività del GUM di Torino è ancora tutta da indagare. “Gruppo Universitario Musicale”, Gazzetta del Popolo , 13 dicembre 1922, p. 3; “Gruppo Universitario Musicale”, Gazzetta del Popolo , 10 febbraio 1923, p. 2; “Nel Gruppo Universitario Musicale”, Gazzetta del Popolo , 14 dicembre 1923, p. 3; “Nel Gruppo Universitario Musicale”, Gazzetta del Popolo , 30 maggio 1924, p. 5.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América con il punteggio più alto, erano incoronati col titolo di «Littore» per l’anno in corso e premiati con la «M» d’oro di Mussolini. Con i Littoriali si avviò un nuovo capitolo nel mondo della produzione culturale giovanile – e in particolare nel settore artistico qui in esame – in cui andò a imporsi un accentramento di ogni iniziativa tramite l’istituzione di una serie di fasi di selezione che partivano dalla periferia con gli Agonali e i Prelittoriali, privando via via di linfa l’iniziativa locale che veniva interamente mobilitata per la competizione.4 La fondazione dei GUF sotto la tutela del PNF ebbe inizio nel gennaio 1922 a seguito della chiusura dell’Avanguardia studentesca, la prima organizzazione degli studenti fascisti che ospitava al suo interno i ragazzi inseriti nei percorsi di formazione superiore e della scuola media.5 Già in precedenza, nel corso del 1921 nacquero spontaneamente su iniziativa locale i primi GUF. La missione che si prefissarono questi raggruppamenti fu una vera e propria «crociata patriottica» contro i socialisti, i comunisti, i cattolici e i popolari e tutte quelle forze studentesche e del corpo accademico ritenute «antinazionali».6 Il Partito appoggiò la fondazione della nuova associazione negli atenei, ascoltando le richieste degli studenti di riconoscere i propri nuclei universitari, in sintonia con lo scopo di fascistizzare cultura italiana e di formare la futura classe dirigente, evitando inoltre che andasse a costituirsi una nuova organizzazione vicina al PNF ma a questo esterna e quindi non controllabile.7 Il I Convegno nazionale degli universitari fascisti si tenne a Bologna il 21 febbraio 1922 e vide tra i Gruppi partecipanti, oltre a quello della città ospitante, quelli di Firenze, Ferrara, Genova, Milano, Modena, Padova, Pavia, Perugia, Roma, Venezia e Verona, mentre le sezioni di Pisa, Sassari, Siena, Torino e Trieste inviarono la loro adesione.8 La comunicazione del GUF di Torino conferma 4 Già nel 1933 si tenne una versione sperimentale dei «Littoriali della cultura» a Bologna, ma solo l’anno successivo fu avviata definitivamente la formula dei «Littoriali della cultura e dell’arte», con la prima edizione fiorentina: qui si articolarono in sei giornate convegni dedicati alla dottrina del fascismo, studi coloniali, critica teatrale, cinematografica e musicale, studi politici, studi scientifici, critica letteraria e artistica. I concorsi erano invece articolati nelle seguenti sezioni, comprendenti al loro interno più discipline: letteratura, scienze sociali e politiche, critica, musica, spettacolo, cinematografia e fotografia, architettura e arti figurative. “I Littoriali della cultura”, Gioventù Fascista , 30 aprile 1933; LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf ..., op. cit. 2003, pp. 265-89. 5 La parentesi dell’Avanguardia studentesca si chiuse nel gennaio 1922 fu decretata l’istituzione dell’Avanguardia giovanile fascista (AGF) e dei Gruppi universitari fascisti. L’AGF apriva le sue porte ai giovani dai 15 ai 18 anni e concedeva l’iscrizione oltre che agli studenti della scuola media anche ai lavoratori: questo comportò la conseguente perdita della sua originale funzione sindacale data dall’esclusiva appartenenza di tutti gli aderenti alla classe studentesca. La riforma determinò inoltre il venir meno della convivenza degli alunni medi e di quelli inseriti in percorsi formativi di livello superiore all’interno della stessa unica federazione. LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf ..., op. cit. 2003, p. 46. 6 La nascita dei GUF fu la risposta dei giovani al maggiore controllo imposto dal PNF sull’Avanguardia giovanile fascista, un tentativo di guadagnare sul versante universitario e dell’istruzione superiore gli spazi di autonomia politica e sindacale perduti. BETTI, Carmen: L’Opera Nazionale Balilla e l’educazione fascista , La Nuova Italia, Firenze, 1984, p. 61. Per la fondazione dei primi GUF si veda GIUNTELLA, Maria Cristina: “I gruppi universitari fascisti nel primo decennio del regime”, in Il Movimento di liberazione in Italia , 107, 1972, p. 9; NELLO, Paolo: L’avanguardismo giovanile alle origini del fascismo , Laterza, Roma-Bari, 1978, pp. 128, 138-40; LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf..., op. cit. 2003, p. 45. 7 BETTI, Carmen: L’Opera Nazionale..., op. cit. 1984, pp. 61, 73-74; LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf ...,op. cit. 2003, p. 47. 8 “Il Convegno a Bologna degli universitari fascisti”, in Il Popolo d’Italia , 21 febbraio 1922; “Il Convegno di universitari fascisti a Bologna”, in Il Popolo d’Italia , 22 febbraio 1922. GIUNTELLA, Maria Cristina: “I gruppi universitari...”, op. cit.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América la sua fondazione, da collocarsi tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 1922: due articoli de «Il Maglio», periodico del Fascio locale, ricordano lo scioglimento dell’Avanguardia studentesca e invitano i giovani fascisti a costituire l’Avanguardia giovanile fascista e il Gruppo universitario fascista.9 L’attività del GUF cittadino nella prima metà degli anni venti risulta fortemente limitata all’opera di supporto delle iniziative della Federazione locale del PNF e all’appoggio delle battaglie sindacali degli studenti, in particolare gli ex-combattenti, per ottenere facilitazioni nello svolgimento della loro carriera accademica. A testimoniare il dinamismo a passo ridotto dell’associazione, la scarsa partecipazione dei suoi membri e i sui problemi interni in questi primi anni vi è la notizia della rifondazione del gruppo nel gennaio 1924.10 In seguito alla Marcia su Roma e alla presa del potere di Benito Mussolini, gli studenti fascisti appoggiarono l’operato del governo e in particolare il varo della riforma del settore della pubblica istruzione del ministro Giovanni Gentile nel 1923, ponendosi come forza dell’ordine volta a frenare le proteste studentesche negli istituti superiori e nell’Università.11 Il GUF di Torino, inizialmente intitolato al patriota della Prima Guerra Mondiale Damiano Chiesa, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta portava il nome di Amos Maramotti, studente del Politecnico morto nel corso dello scontro tra fascisti, socialisti e comunisti durante l’assalto alla Camera del Lavoro nel 1921.12 Il suo esordio non fu dei più semplici, connotato da una forte concorrenza da parte delle altre associazioni studentesche, numerosissime in città, e per quanto riguarda i suoi fatti interni da ammanchi monetari, carenza di locali, scarsa partecipazione dei membri, dubbia morale ed episodi di sovversivismo. Dal 1925 si assistette alla normalizzazione della 1972, p. 10; NELLO, Paolo: L’avanguardismo giovanile..., op. cit. 1978, pp. 138-40; LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf ..., op. cit. 2003, p. 48. 9 “Avanguardia giovanile fascista”, in Il Maglio , 21 gennaio 1922; “Gruppo Universitario Fascista”, in Il Maglio , 28 gennaio 1922. 10 Con l’inizio del 1924, la ricostituzione del Gruppo Universitario Fascista del capoluogo piemontese, che si era disciolto l’anno precedente, divenne un punto strategico all’interno del programma varato dal direttorio della Federazione provinciale torinese del PNF: il GUF fu quindi riattivato a fine gennaio. “Le deliberazioni del Direttorio della Federazione fascista”, Gazzetta del Popolo , 17 gennaio 1924, p. 4. “Deliberazioni del Direttorio del Fascio”, La Stampa , 17 gennaio 1924, p. 6; “Gli Universitari fascisti”, Il Piemonte , 19-20 gennaio 1924, p. 4; “Il Gruppo universitarî fascisti”, Gazzetta del Popolo , 22 gennaio 1924, p. 6; “Agli Universitari fascisti”, Il Piemonte , 23-24 gennaio 1924, p. 4; “Un’assemblea di universitari fascisti”, Gazzetta del Popolo , 24 gennaio 1924, p. 5; “Gruppo Universitario fascista”, Il Maglio , 26 gennaio 1924. 11 La riforma dell’istruzione di Giovanni Gentile fu occasione di duri scontri negli atenei, che portarono alla rottura del fronte studentesco sinora abbastanza compatto nelle proprie battaglie. La critica è unanime nell’affermare che la protesta nacque con carattere apolitico, per richiedere la modifica di alcuni articoli e soprattutto una sua graduale applicazione che non andasse a inficiare i percorsi accademici già avviati. L’atteggiamento del governo si dimostrò intransigente verso ogni richiesta, imponendo in primo luogo ai prefetti e in seconda battuta ai GUF il mantenimento dell’ordine e chiudendo a tempo indeterminato quegli atenei dove lo scontro si era dimostrato più animato, come a Roma, a Napoli e infine a Torino. “L’agitazione degli studenti dell’Università e del Politecnico”, La Stampa , 7 dicembre 1923, p. 4; “La chiusura dell’Università e del Politecnico a Torino”, La Stampa , 8 dicembre 1923, p. 4; “Un comizio di studenti fascisti”, Gazzetta del Popolo , 8 dicembre 1923, p. 5; “L’agitazione universitaria”, Il Maglio , 15 dicembre 1923; GIUNTELLA, Maria Cristina: “I gruppi universitari...”, op. cit. 1972, pp. 14-17 e 28-29; LA ROVERE, Luca: Storia dei Guf ..., op. cit. 2003, pp. 59-66. 12 La celebrazione dei giovani caduti della «rivoluzione fascista» – studenti e non – fu uno dei pilastri portanti dell’etica dei Gruppi Universitari, tanto che all’interno della Prima Mostra documentaria di vita goliardica parte della Sala dello Squadrismo fu dedicata alla commemorazione della loro memoria e in particolare di Amos Maramotti, di cui era presente il busto. Vent’Anni , 12, ottobre 1933, pp. 17-21, 35.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América situazione politica della Federazione del PNF cittadino e provinciale, sinora caratterizzata da numerosi cambi ai vertici della segreteria che impedirono l’avvio di progetti a lungo termine, e della permanenza di sacche di squadrismo turbolento e violento.13 Parallelamente alla stabilizzazione del Fascio cittadino e provinciale, si verificò nel GUF l’inaugurazione di una fase di maggiore stabilità della sua direzione, che passò nelle mani di Domenico Mittica nella seconda metà degli anni Venti per essere retta ininterrottamente sino al 1929.14 Nonostante queste premesse, ancora nel 1930 si trovano nelle lettere del prefetto di Torino Luigi Maggioni al Ministero dell’Interno rimostranze riguardanti le problematiche appena citate e la mancanza di un’adesione degli studenti allo «spirito fascista».15 Sino agli anni Trenta il Gruppo Universitario Fascista non si distinse per particolari attività nella sfera culturale a causa della precarietà che ne limitava l’azione. Fa eccezione a quanto detto l’apertura nel corso dell’anno accademico 1927-28 di un primo periodico, la Rivista Universitaria , con cadenza mensile e pubblicazione compresa tra il 28 ottobre 1927 e il 28 agosto 1928 per un totale di 10 numeri. La Rivista Universitaria fu in primo luogo un bollettino che raccoglieva le informazioni inerenti il mondo studentesco cittadino, con aperture su tematiche culturali e stretti legami col fascismo torinese, dichiarati sin dalla sua data di pubblicazione – l’anniversario della Marcia su Roma - dall’editoriale sul primo numero e dalla foto con dedica di Augusto Turati e i saluti di Carlo Robilant, rispettivamente Segretario del PNF e della Federazione torinese.16 Nei primissimi anni Trenta la maturazione di una serie di fattori impose una marcia più sostenuta alle vicende artistiche legate agli organi del Fascio torinese. Questa accelerazione fu in primo luogo dovuta al cambio dei vertici delle gerarchie cittadine: nel giugno del 1931 fu designato il nuovo segretario federale del Fascio Andrea Gastaldi e nel luglio 1931 si insediò il nuovo segretario del Gruppo Universitario Fascista, Guido Pallotta.17 Si aprì sotto la direzione di Pallotta un nuovo corso 13 MANA, Emma: “Origini del fascismo a Torino (1919-1926)”, in LEVRA, Umberto; TRANFAGLIA, Nicola: Torino fra liberalismo e fascismo , Franco Angeli Libri, Milano, 1987, pp. 295-319; MANA, Emma: “Dalla crisi del dopoguerra alla stabilizzazione del regime”, in TRANFAGLIA, Nicola: Storia di Torino. Dalla Grande guerra alla Liberazione (19151945) , t. VIII, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1998, pp. 172-78. 14 A seguito di Domenico Mittica, Enrico Recchi rivestì la carica di commissario straordinario del GUF di Torino tra il 1929-30, sostituito poi tra il 1930-31 da Michele Bianchi, segretario federale e comandante della Coorte Universitaria Torinese “Principe di Piemonte”. BARILLÀ, Maria: “Guido Pallotta: un mistico dell’azione”, Quaderni di Storia dell’Università di Torino , 8, 2005, pp. 137-141. 15 Archivio di Stato di Torino (AST), Gabinetto di Prefettura, b. 31, bozza autografa del prefetto Maggioni del 14 marzo 1930 in risposta al telegramma del Ministero dell’Interno del 2 marzo 1930; AST, Gabinetto di Prefettura, b. 31, bozza autografa dal prefetto Maggioni del 20 maggio 1930 in risposta alla nota inviatagli dal Ministero dell’interno il 26 aprile 1930. 16 D’ORSI, Angelo: La cultura a Torino tra le due guerre , Torino, Einaudi, 2000, pp. 194-195; BONOMO, Renato: “Un foglio studentesco fascista. «Rivista Universitaria»”, Quaderni di Storia dell’Università di Torino , Torino, Centro Studi per la Storia dell’Università di Torino, 4, 2000, pp. 273-285. 17 Guido Pallotta (1901-1940), conte della Torre del Parco. Irredentista, ardito, nazionalista, partecipò ai fatti di Fiume, per far poi rientro in Italia presso Montefano (MC) iscrivendosi ai Fasci di combattimento e alle squadre d’azione nel 1920. Nel 1922 si trasferì a Torino, dopo aver frequentato il primo anno di Giurisprudenza a Bologna, spostando la sua carriera universitaria presso l’ateneo subalpino e collaborando con i principali periodici fascisti e filofascisti della città.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América nel GUF torinese, che allargò le proprie attività ricreative extra accademiche per occupare la sfera del tempo libero degli studenti. Intanto il gruppo nell’autunno 1930 aveva traslocato nella nuova sede della Casa Littoria, occupando i locali dell’ex-circolo fascista “Mario Gioda” e risolvendo così il problema della mancanza di spazi.18 Le prime testimonianze di un rinnovato dinamismo sono date dalla partecipazione e dalla vittoria della prima edizione dei Littoriali dello sport, tenutisi a Bologna nel 1932, e dall’apertura della rivista Vent’anni nell’ottobre dello stesso anno, sotto la direzione di Guido Pallotta. Il periodico nacque come numero unico in occasione della visita in città di Benito Mussolini, per trasformarsi poi da dicembre in mensile. Dopo la prima annata, da Novembre 1933, cambiò la sua veste grafica e la cadenza trasformandosi sino alla partenza di Pallotta per il fronte africano in pubblicazione quindicinale.19 1. L’INAUGURAZIONE DEL CIRCOLO DEL GOLIARDO E LA MOSTRA D’ARTE GOLIARDICA (TORINO, PALAZZO CARIGNANO - MAGGIO 1930) La tappa inaugurale di questa rassegna è data dall’apertura del Circolo del Goliardo e dalla Mostra d’Arte Goliardica. Il 24 maggio 1930 aprirono i locali dell’associazione studentesca, che trovò sede presso il primo piano di Palazzo Carignano (via Principe Amedeo 9, oggi 5A), occupando gli spazi precedentemente concessi al gruppo rionale fascista “Giovanni Porcù del Nunzio” soppresso nel 1929. I promotori dell’impresa furono la Federazione fascista locale e il GUF, che la cronaca ricorda operare all’unisono. Il circolo, posto sopra la Mensa del Goliardo, metteva a disposizione sale per la conversazione, di lettura, il telefono e la radio, al fine di creare un polo di aggregazione per i giovani. Per ufficializzarne l’inaugurazione fu organizzata la Mostra di Arte Goliardica , a cura di dello studente dell’Accademia Albertina Pino Stampini,20 nella quale la cronaca riporta che erano esposte opere di pittura e scultura.21 Partecipò alla Marcia su Roma dimostrando un crescente fervore per la causa fascista, che giunse negli anni al limite del fanatismo. Nel 1931 quando si delineò un cambio della guardia alla direzione del Gruppo Universitario Fascista di Torino, il segretario federale Andrea Gastaldi puntò per la nomina proprio su Pallotta, che forte dell’essere ancora studente fuori corso concorse alla carica. Rimase alla Segreteria del GUF sino al 30 ottobre del 1934, lasciando il testimone a Ernesto Ponte di Pino, dottore in giurisprudenza e già suo collaboratore, per arruolarsi l’anno successivo per la campagna d’Africa Orientale. Per la bibliografia completa di Pallotta si veda BARILLÀ, Maria: “Guido Pallotta: un...”, op. cit. 2005. 18 BARILLÀ, Maria: “Guido Pallotta: un...”, op. cit. 2005, p. 140. 19 Le pubblicazioni di Vent’anni ripresero nel 1937 per concludersi nel 1942: in questo periodo la rivista, sempre diretta da Guido Pallotta, non svolse più il ruolo di organo ufficiale del GUF cittadino. Le pagine di Vent’anni , così come quelle della Rivista Universitaria , furono il primo trampolino di lancio per le illustrazioni e i disegni degli studenti del Gruppo Universitario Fascista. D’ORSI, Angelo: La cultura a..., op. cit. 2000, pp. 320-322, 342, 346-347; PALMA, Cristina: Le riviste dei GUF e l’arte contemporanea 1926-1945 , Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2010, pp. 117-124. 20 Su Giuseppe (Pino) Stampini si veda BARILLÀ, Maria: “Guido Pallotta: un...”, op. cit. 2005, pp. 150-51. 21 La scarsità del materiale documentario non permette di aggiungere ulteriori dettagli in merito all’associazione e a questa prima esposizione, che testimonia un primo e precoce impegno del GUF. “Nella Federazione Fascista”, Gazzetta del Popolo , 26 gennaio 1930, p. 4; “Nella Federazione Fascista”, Gazzetta del Popolo , 22 maggio 1930, p. 7; “Il Circolo del Goliardo”, Gazzetta del Popolo, 25 maggio 1930, p. 7; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, pp. 49-50.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Nel 1932 sono segnalati dei lavori non meglio specificati di rinnovo dei locali: gli stessi goliardi su interessamento e finanziamento del rettore dell’Università Silvio Pivano rimisero mano al Circolo del Goliardo una prima volta in occasione della visita del segretario del PNF Achille Starace, a febbraio, e probabilmente in un secondo tempo a ottobre, per la visita di Benito Mussolini a Torino. È inoltre ricordato che anche la Mensa era provvista di una decorazione, composta di caricature dei dirigenti del GUF dipinte ad affresco sulle pareti.22 L’unico riferimento visivo alla decorazione degli ambienti del Circolo del Goliardo è stato riscontrato nella copertina dell’ Illustrazione del Popolo , inserto quindicinale della Gazzetta del Popolo di Torino, che propone l’immagine del salone della società ricreativa (Fig. 1).23 L’unica decorazione della stanza è presente sulla sua parte di fondo, dove era dipinto un corteo goliardico carnevalesco composto da studenti intenti a trainare un asino. Giulia Venuti ha ricollegato l’opera a Pino Stampini, ispirato dalle cartoline illustrate di Carnevale e dai papiri matricolari goliardici degli anni Trenta, che riportano questo soggetto.24 La ricorrenza di questa tematica e la sua tipicità all’interno dell’universo studentesco sono inoltre confermate dalla presenza della stessa scena anche nella Sala della Goliardia della Prima Mostra documentaria di vita goliardica , dove una simile sfilata studentesca decorava le pareti. 2. LA MOSTRA D’ARTE DEI GUF D’ITALIA (NAPOLI, MASCHIO ANGIOINO - NOVEMBRE-DICEMBRE 1931) La Mostra d’arte dei GUF d’Italia fu organizzata dal Gruppo Universitario Fascista di Napoli “Benito Mussolini” e inaugurata dal Capo del governo in occasione della consegna del labaro alla V^ legione “Goffredo Mameli” della Milizia Universitaria. L’esposizione occupava sette sale del Maschio Angioino e comprendeva circa duecento opere di pittura, scultura, bianco e nero e ceramica, selezionate da una commissione esaminatrice. La cronaca ricorda la partecipazione di ottanta espositori provenienti da sedici GUF: oltre a quello ospitante, è segnalata la presenza dei goliardi di Alessandria, Bologna, Faenza, Firenze, Foggia, Genova, Livorno, Padova, Palermo, Pesaro, Potenza, Savona, Sulmona, Torino e Trieste.25 22 Di entrambi gli interventi non è stata nuovamente rintracciata alcuna documentazione che permetta di precisarne la natura. “Il popolo torinese riunito attorno al Segretario del Partito riafferma in vibranti adunate la sua devozione al Duce”, La Stampa , 1 febbraio 1932, pp. 1-2; “Notiziario del GUF”, Vent’anni , 2, dicembre 1932, p. 25. VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, p. 51. 23 Illustrazione del Popolo , 12, 12 marzo 1934, copertina. VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, p. 52. 24 Gli esempi richiamati a confronto sono la cartolina-invito per i festeggiamenti goliardici del Carnevale del 1921 e il Papiro matricolare per Amalia Condulmero , dipinto da Pino Stampini nel 1931. Entrambi sono conservati in collezione Marco Albera, Centro Universitas Scholarium, Torino e sono riprodotti in ALBERA, Marco; COLLINO, Manlio; MOLA, Aldo Alessandro: Saecularia sexta album: studenti dell’Università di Torino. Sei secoli di storia , Elede, Torino, 2005, pp. 109, 137. 25 “Il Duce consegna il labaro alla legione “Mameli” della Milizia Universitaria di Napoli e inaugura la prima Mostra Nazionale d’Arte dei G.U.F.”, Gioventù fascista , 33, 1 novembre 1931, p. 4; ORLANDO, Ruggero, “La Mostra Nazione d’Arte dei Gruppi Universitari Fascisti a Napoli”, Gioventù fascista , 36, 22 novembre 1931, p. 8.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Lo scopo della rassegna era di natura commerciale: il periodico Gioventù Fascista riporta una lista degli acquirenti più prestigiosi, tra cui figurano Benito Mussolini, il re Vittorio Emanuele III, il rettore dell’Università di Napoli e altre associazioni e personalità della scena cittadina;26 tra i visitatori illustri sono segnalati il Principe e la Principessa di Piemonte.27 La rivista indica inoltre la lista dei giovani artisti accettati alla rassegna, senza però indicarne il GUF d’appartenenza; anche la ricostruzione del catalogo completo delle opere esposte al Maschio Angioino non si presenta possibile allo stato attuale della ricerca, poiché non è stata ritrovata alcuna documentazione fotografica dell’evento.28 Tuttavia, le ricerche incrociate con la stampa torinese hanno permesso di identificare in questo elenco almeno due rappresentanti del GUF subalpino. Si tratta del pittore Germano Buzzi, di cui si è ritrovata la partecipazione alla Mostra d’arte al Valentino (1931) presso Torino con il paesaggio Nel porto ,29 e di Mario Gamero (o Camero), il cui olio La passeggiante figura tra gli acquisti del Re: la carriera di questi artisti si presenta ancora tutta da ricostruire. 3. IL LITTORIALE D’ARCHITETTURA (BOLOGNA – MAGGIO-GIUGNO 1932) Nel 1932 il GUF di Torino partecipò e vinse l’edizione bolognese del Littoriale d’architettura: come per il caso torinese citato, anche a Bologna prima dell’inizio ufficiale delle competizioni studentesche sotto l’egida del PNF fu attivato autonomamente e localmente un dinamico circuito culturale. Il concorso ebbe come oggetto la progettazione della Casa del Fascio, ispirata dai principi dell’architettura «nuova», rigettando ogni residuo di storicismo, e capace di essere chiaramente distinguibile nel centro urbano, di cui doveva divenire punto cardinale. Un articolo apparso su Gioventù fascista permette di ricostruire la vicenda: “ Per iniziativa del Gruppo di Propaganda del Fascio di Bologna e del settimanale Fascista « L’Assalto », i goliardi dei Politecnici e delle Scuole Superiori d’Architettura furono invitati, nel mese di marzo di quest’anno decimo, a studiare le caratteristiche stilistiche e funzionali dell’organismo edilizio della Casa del Fascio. All’invito espresso attraverso un concorso concepito con formule debitamente elastiche, hanno risposto trentotto giovani. La mostra di tutti i progetti è stata inaugurata il 24 maggio dal console Beratto, membro del direttorio Nazionale, e con un chiaro discorso polemico dell’architetto Pagano. Da questa significativa competizione dei giovani intellettuali fascisti, che per disposizione di S. E. il Segretario del Partito ha preso il nome di «Littoriale d’architettura» sono usciti vincitori a parità di merito Renzo Bianchi, del G.U.F. di Torino, Enrico Pressutti ed Ercole Rogers, Gian Luigi Banfi e Ludovico di Belgioioso, tutti del G.U.F. di 26 Allo stato attuale della ricerca non sono ancora state rintracciate le opere vendute e non è stata ancora reperita una loro riproduzione fotografica. “Gli acquisti alla 1a Mostra Nazionale dei G.U.F. d’Italia”, Gioventù fascista , 34, 8 novembre 1931, p. 19. 27 La cronaca riporta nel dettaglio le seguenti vendite: Capo del governo (6 opere e 1 dono); Magnifico Rettore dell’Università di Napoli (5 opere); Re (6 opere); Rosanna Castelli Antico, consorte dell’Alto Commissario della provincia di Napoli (1 opera); Avv. Orazio Cicatelli (1 opera); Circolo Militare di Napoli (1 opera). “Gli acquisti alla 1a Mostra Nazionale dei G.U.F. d’Italia”, Gioventù fascista , 34, 8 novembre 1931, p. 19; “Gli acquisti di S. M. il Re”, Gioventù fascista , 40-41, 20-27 dicembre 1931, p. 20; “I Principi di Piemonte alla Mostra d’Arte dei G.U.F. a Napoli”, Gioventù fascista , 40-41, 20-27 dicembre 1931, p. 20. 28 L’elenco degli artisti su Gioventù Fascista riporta 70 partecipanti, discostandosi dalla versione data dalla cronaca. “La Mostra dei G.U.F. d’Italia a Napoli”, Gioventù fascista , 33, 1 novembre 1931, p. 19. Delle opere esposte, di cui è riportato che condividevano un gusto ascrivibile alla sfera d’influenza del movimento Novecento, è stata ritrovata la documentazione fotografica di solo quattro, riprodotte in ORLANDO, Ruggero: “La Mostra Nazione...”, op. cit. 1931, p. 8. 29 “La Mostra d’arte al Valentino”, Gazzetta del Popolo della Sera , 4 Novembre 1931, p. 2 (cfr. per la foto dell’opera).
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Milano. La medaglia d’oro donata da S. E. Starace è stata peraltro conquistata dal G.U.F. di Torino per il maggior punteggio ottenuto nella classifica generale ”.30 Il brano continua ricordando la dinamica di svolgimento della competizione: il tempo assegnato per lo sviluppo dei progetti fu di due mesi e la mostra fu poi inaugurata quattro giorni dopo la chiusura della selezione, fatta da una giuria composta dagli architetti Arata, Aschieri, Legnani, Pagano e dal giornalista P. M. Bardi. Allo stato attuale della ricerca non sono state riscontrate ulteriori informazioni riguardo ai vincitori e non si conserva la documentazione fotografica degli elaborati. Unica eccezione è data dall’illustrazione dell’articolo citato, che riporta il disegno di un prospetto di una Casa Littoria, di cui però non è indicato l’autore (Fig. 2). Ugualmente rimangono sconosciuti gli altri rappresentanti della delegazione torinese al Littoriale d’architettura, i loro progetti e il punteggio ottenuto nella graduatoria. 4. LA DECORAZIONE DELLA SEDE DELLA LEGIONE UNIVERSITARIA “PRINCIPE DI PIEMONTE” (TORINO, CASA LITTORIA - OTTOBRE 1932) La decorazione della sede della Legione Universitaria “Principe di Piemonte” si configura come la prima testimonianza ritrovata di commissione da parte di un’organizzazione orbitante dell’ambito della Federazione torinese del PNF ai giovani studenti fascisti. Un articolo della Gazzetta del Popolo della Sera riporta le foto, seppure parziali, delle scene dipinte e una rassegna dei temi sviluppati, permettendo la ricostruzione di questo ciclo di dipinti murali che oggi è andato perduto (Fig. 3). “ La felicissima idea di decorare il vasto atrio sorse nel capomanipolo dott. Guiscardo Tirotti quindici giorni prima della promessa visita del Duce e riscosse immediatamente l’apprezzamento del console Vedani, Comandante della Legione universitaria, e del Segretario federale Andrea Gastaldi, che concesse il suo appoggio, non soltanto morale. L’impegno che il dott. Tirotti si era assunto non era dei più lievi, poiché, volendo mostrare al Duce l’opera completa, il tempo stringeva. Ma quando si è giovani e pieni di entusiasmo, e per di più si può disporre di una legione di ventenni colti, e pronti a tutte le fatiche, appassionati come sono gli universitari, nulla è impossibile . Non occorse mobilitare tutta le Legione. Alle camice nere scelte Nino Roietto e Alberto Mossello, studenti dell’Accademia di Belle Arti, il dott. Tirotti espose il suo progetto, e in meno di dieci giorni – sfideremmo qualunque affrescatore a fare altrettanto – furono eseguiti e messi a posto undici grandi quadri che, se risentono un poco della affrettata esecuzione, rivelano una incontestabile abilità nei due giovanissimi pittori” .31 La decorazione si svolgeva nell’atrio degli ambienti della Legione Universitaria presso la Casa Littoria di Torino, oggi identificabile in Palazzo Campana (via Carlo Alberto 10): allo stato attuale della ricerca non è stato possibile identificare nel complesso la collocazione precisa le sale della Milizia, così come il loro numero, la dimensione, l’eventuale presenza di altre opere e il loro arredamento. L’occasione che determinò l’avvio della commissione fu la visita di Benito Mussolini (23-25 ottobre 1932) a Torino e il suo promotore fu il capomanipolo Guiscardo Tirotti, 30 SAVOIA, Carlo: “Il Littoriale d’architettura”, Gioventù fascista , 17, 20 giugno 1932, p. 6. L’indicazione di Ercole Rogers probabilmente è un refuso: dovrebbe invece trattarsi di Ernesto Nathan Rogers, che con gli altri colleghi costituì negli anni successivi il celeberrimo collettivo milanese di architettura BBPR. 31 R., A.: “Arte decorativa ed appassionato entusiasmo nella sede della Legione Universitaria torinese”, Gazzetta del Popolo della Sera , 2 marzo 1933, p. 2; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, pp. 53-60.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América non si conosce l’intervento. Qui erano disposti in due ambenti separati le insegne delle ventisei università italiane e i labari dei novantadue GUF partecipanti. Tra i guidoni spiccava la statua Il saluto romano di Michele Guerrisi,64 rappresentante un adolescente col braccio proteso; in uno dei due spazi vi era il pannello Squadrismo goliardico , dipinto da Nino Roietto e Alberto Mossello.65 Il percorso proseguiva nelle scale, che conducevano al piano inferiore dove continuava la rassegna, decorate con tre pannelli dallo studente dell’Accademia Albertina Ermanno Politi. Si trattava della Battaglia di Curatone , della Difesa del Piave e della Marcia su Roma , episodi scelti per rimarcare l’impegno giovanile durante il Risorgimento, la Grande Guerra e infine l’avvento del fascismo. 66 Seguiva la Sala della Goliardia, ideata da Franco Garelli, dove si proponeva una rassegna della vita studentesca dal 1300 agli anni contemporanei. La stanza si presentava divisa in due parti: la prima illustrava i Giochi universitari internazionali: qui era esposta la statua Il calciatore di Aurelio Quaglino e su una parete era dipinto in bianco e nero il volo di una Vittoria alla quale un atleta strappava il lauro olimpico. Le due opere erano affiancate da schede, tessere, manifesti, giornali, cartoline e opuscoli in ogni lingua, volti a dimostrare l’impegno del GUF di Torino nell’organizzazione dei giochi universitari e la partecipazione ai Littoriali dello sport del 1932 e del 1933. Questa parete si confrontava con quella contigua, al fine di far emergere la trasformazione della goliardia, che aveva ora abbandonando la precedente vita oziosa fatta di divertimento, vino e gioco d’azzardo, per il sano sport. Nella parte alta erano raffigurate episodi di vita studentesca: ritornava il corteo a schiena di somaro, con ragazzi intenti nei festeggiamenti e altre scene di egual tematica (Fig. 4). Alle pareti erano esposte incisioni tratte da Carmina Burana , con goliardi dediti al vino e al gioco dei dadi e delle carte, stampe, foto-mosaici e fotografie, manifesti, caricature, ritagli di giornale e vetrine con documenti provenienti da vari Atenei, dalla loro fondazione al primo Novecento.67 64 Guerrisi aveva già elaborato lo stesso tema in una statua esposta alla Quadriennale di Roma del 1931 e poi acquistata e donata alla città dal cav. G. Balbis, per essere collocata nel parco del Valentino. “La statura “ Saluto romano „ inaugurata stamane al Valentino, Gazzetta del Popolo della Sera , 4 novembre 1932, p. 2; PALLOTTA, Guido: “il vero volto della goliardia”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 6, 8; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, p. 74. 65 L’opera di Roietto e Mossello presenta chiari richiami alla decorazione dell’atrio della Milizia Universitaria dell’anno precedente. Data la natura effimera della mostra, ospitata tra l’altro in locali privati, Venuti afferma che le opere non furono dipinte direttamente sulle pareti: a confermare la tesi una fotografia mostra Politi al lavoro sul pannello della Battaglia di Curatone e Montanara . BAIRATI, Alberto: “La Mostra di vita goliardica”, Vent’Anni , 10-11 agosto-settembre 1933, p. 21; Vent’anni , 12, ottobre 1933, p. 15; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, p. 73. 66 Concludeva la decorazione la citazione del discorso di Mussolini del 24 maggio 1929 (Stadio dei Cipressi, oggi Stadio Olimpico): “ Nelle nostre Università, durante tutti i secoli è stata accesa la fiamma dello spirito. Nell’epoca del Risorgimento, dalle aule universitarie sono partiti i battaglioni dei volontari. Nel 1915, ancora una volta le Università si vuotarono e gli studenti in grigio-verde si ammassarono al confine ”. BAIRATI, Alberto: “la Mostra di vita goliardica”, Vent’Anni , 10-11 agosto-settembre 1933, pp. 20-21; PALLOTTA, Guido: “il vero volto della goliardia”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 6, 8; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, pp. 74-77. 67 BAIRATI, Alberto: “la Mostra di vita goliardica”, Vent’Anni , 10-11 agosto-settembre 1933, p. 20; “Glorie e bizzarrie di studenti alla Mostra nazionale di vita universitaria”, Gazzetta del Popolo , 2 settembre 1933, p. 8; PALLOTTA, Guido: “il vero volto della goliardia”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 7-9; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, pp. 77-78.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América La successiva Sala del Risorgimento e della Guerra fu decorata da Enrico Pellegrini.68 Qui era presentata una serrata rassegna storica che andava dai moti del Risorgimento alla campagna di Fiume: lo scopo di questo legame, già presente nella scansione dei pannelli nelle scale, era di legare il valore dei giovani eroi del Risorgimento italiano e dei caduti nelle trincee al valore dei ragazzi in camicia nera che erano morti nello scontro durante gli anni della nascita dei Fasci di combattimento e della presa del potere del PNF. La cronaca descrive la sala come decorata nella prima parte da tinte vivaci, in particolare in rosso, cui si contrapponeva una seconda dai toni severi: questo contrasto era volto a far emergere che “dal sacrificio epico, bandiere al vento [del Risorgimento] , canto sulle labbra, si passa all’eroismo silenzioso e diuturno della Grande Guerra e di Fiume ”.69 Nella stanza è citata la presenza di due scene dipinte da Pellegrini, di cui non si è conservata nessuna documentazione fotografica: I moti studenteschi del 1821 e La battaglia di Calatafimi , entrambi episodi del Risorgimento italiano. È inoltre riportato che e sulla parete opposta a questi vi erano “[…] scene di rivoluzione, di battaglia, da cui spiccano fatidiche date: 1821, 1848, 1859, 1918. Non v’è soluzione di continuità: si è voluto esprimere il legame ideale che unisce gli studenti del battaglione della Minerva a quelli di oggi; si è voluto dimostrare quante lotte, quanto eroismo abbiano donato all’Italia la sua unità ”.70 I pezzi forti della sala erano i cimeli, raccolti per evocare quegli episodi nei quali era emerso il valore dei goliardi: a titolo esemplificativo, erano esposti un armadio con all’interno i ricordi di della battaglia di Curatone, dipinti d’epoca, una scatola di ferri chirurgici, uniformi, labari, lettere dei caduti, terra del Carso, ecc. A seguire si trovava la Sala dello Squadrismo o dei Martiri Nostri, decorata da Nino Roietto e Alberto Mossello.71 Gli apparati della stanza erano composti da uno zoccolo rosso-nero che correva per i lati lunghi della sala, in cui erano inglobate due bacheche illuminate e contenenti cimeli. Sulla parete di destra erano raffigurati due squadristi nell’atto di lacerare con un pugnale una bandiera rossa, accompagnati dal motto “ Me ne frego di morire… ” (Fig. 5).72 Inoltre, in una nicchia nera era collocata la statua in terracotta rossa dello Squadrista , modellata da Aurelio Quaglino (Fig. 6).73 Di fronte, sulla parete sinistra, era dipinta l’allegoria dell’Italia, bianca e di profilo, col braccio alzato e attorniata dalle foto di adunate dei goliardi (Fig. 7);74 un’azzurra bandiera dalmata, simboleggiante la 68 BAIRATI, Alberto: “la Mostra di vita goliardica”, Vent’Anni , 10-11 agosto-settembre 1933, p. 21; BAUDI DI VESME, Carlo: “risorgimento”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 11-14. 69 BAUDI DI VESME, Carlo: “risorgimento”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, p. 11. 70 Ibidem. 71 BAIRATI, Alberto: “la Mostra di vita goliardica”, Vent’Anni , 10-11 agosto-settembre 1933, pp. 21-22; STAMPINI, Pino: “squadrismo”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 17-22. VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, pp. 7879. 72 Nella stessa parete si legge anche una citazione tratta dalla lettera di Amos Maramotti inviata dalla madre prima di morire: “ Mamma, vado forse a morire. Non piangere, ma sii orgogliosa di tuo figlio. Viva l’Italia, Viva il fascismo ”. Questo passo è richiamato in ogni sua commemorazione, a partire dal 1921. 73 Vent’anni , 12, ottobre 1933, p. 3. 74 Vent’anni , 12, ottobre 1933, p. 27.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América passione giovanile per la causa di Fiume,75 completava l’ornamento del muro, mentre sulla parete di fondo campeggiava la sagoma dell’Italia. L’ambiente ospitava inoltre un sacrario dedicato ai fascisti caduti nello scontro con i comunisti e i socialisti, con dinnanzi il busto di Amos Maramotti, di Quaglino (Fig. 8).76 “ Pareti alte, istoriate dall’azione squadrista. Due lesene che si perdono nel soffitto insanguinate dal nome dei martiri goliardi, incorniciano i simboli dello studente fascista: Libro e Moschetto . Maestoso verso il cielo si innalza il Fascio di Roma, argentea la scure del Littore, bianco il Libro e nero metallico il moschetto. Mentre dal basso il profilo di Mussolini, d’acciaio brunito, staglia dal fondo con lo sguardo rude, fisso verso l’altezza del cielo ”.77 Nino Roietto e Alberto Mossello curarono poi la successiva Sala dell’Organizzazione dei GUF, un corridoio di raccordo tra la stanza precedente e la Sala della Milizia universitaria, dove fu illustrato a scopo didattico, tramite l’ausilio di grafici e l’inserimento di una copiosa documentazione, il funzionamento del Gruppo Universitario Fascista.78 I due pittori si occuparono anche della successiva Sala della Milizia: in questo spazio continuava il percorso commemorativo volto a dimostrare l’evoluzione della goliardia alla luce della stella del fascismo. 79 Qui trovava posto, tra foto e cimeli, il San Sebastiano di Aurelio Quaglino, patrono del milite universitario, e su una parete era dipinta una camicia nera.80 A seguire vi erano due sale, la prima dedicata all’alpinismo,81 volta a illustrare la nascita della passione giovanile per la montagna dalle prime associazione di inizio Novecento agli anni contemporanei, e la seconda all’aviazione,82 dove con i reperti raccordati da un allestimento a cura di Nello Renacco si voleva dare una sintesi dello sviluppo dell’aviazione dal 1910 al 1933. La penultima sala ospitava un resoconto documentario delle attività artistiche proposte dal GUF, dove erano riportati tra l’altro anche alcuni degli episodi citati nel corso di questa rassegna.83 Infine in una saletta posta vicino all’entrata, al piano superiore, era conservata una serie di disegni relativa alla progettazione e alla decorazione della Casa del Goliardo di Torino, unica treccia di quello che doveva essere la Seconda Mostra Piemontese di Arte goliardica .84 Per concludere, anche se esula dagli scopi qui prefissati, si sottolinea il rapporto di derivazione della Prima Mostra documentaria di vita goliardica dalla celeberrima Mostra della Rivoluzione 75 Si scorge un’assonanza con un riquadro della decorazione dell’atrio della Milizia Universitaria di eguale tematica. 76 Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 22, 35. 77 STAMPINI, Pino: “squadrismo”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, p. 17. 78 BAIRATI, Alberto: “organizzazione dei g.u.f.”, Vent’Anni , 12, ottobre 1933, pp. 23-25. 79 “[…] la ribelle intelligenza, il coraggio sfrenato, la passione impetuosa hanno saputo cangiarsi in disciplina cosciente, tenacia incontrollabile e fede assoluta ” DE MAIO, Massimo: “milizia universitaria”, Vent’anni , 12, ottobre 1933, pp. 2628. 80 MEANO, Cesare: “Il vero cuore della «goliardia”, Corriere della Sera , 3 settembre 1933, p. 5. 81 ROMANO, FINZI: “lo sport”, Vent’Anni , 12, ottobre 1933, pp. 29-30. 82 NEGRO, Piero (Pierre la Pipe): “aviazione”, Vent’Anni , 12, ottobre 1933, pp. 31-32. 83 ROCCA, Luciano: “attività artistica”, Vent’Anni , 12, ottobre 1933, pp. 33-34. 84 Sono citati cinque progetti di Barnabò, Renacco, Lavazza, Parziga e Domenichelli, Palazzetti e Rodi e lo studio per la decorazione della mensa del goliardo di Enrica Valenziano. ROCCA, Luciano: “attività artistica”, Vent’Anni , 12, ottobre 1933, p. 33; VENUTI, Giulia: Arte fascista a ..., op. cit. 2013-14, p.70.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Fascista ,85 che generò un effetto emulativo nei giovani iscritti del GUF torinese.86 Le due esposizioni avevano in comune la natura degli oggetti esposti, reperti storici variegati e carichi di valore simbolico, e la scelta di un allestimento dichiaratamente moderno, emotivo e spettacolare, capace di accattivare lo spettatore tramite l’ausilio della pittura e della scultura, volte a unire i vari oggetti all’interno del racconto storico svolto nelle sale.87 Fig. 1 . L’«ora radiofonica» dei Gruppi universitari fascisti si svolge da qualche settimana con vivo successo: gli studenti del Guf di Torino, radunati nella Casa del Goliardo, ascoltano commossi ed entusiasti il programma svolto dai loro compagni al microfono , Aldo Molinari, 1934, in Gazzetta del Popolo della Sera , 25 marzo 1934, copertina. 85 La prima edizione della Mostra della Rivoluzione Fascista si tenne a Roma, presso il Palazzo delle Esposizione, dal 28 ottobre 1932 al 28 ottobre 1934. Il comitato direttivo era presieduto da Dino Alfieri e composto da Luigi Freddi, Alessandro Melchiori, Cipriano Efisio Oppo. ALFIERI, Dino; FREDDI, Luigi: Mostra della Rivoluzione Fascista , Edizioni del Nuovo Candido, Milano, 1982 (ristampa anastatica del catalogo); CAPANNA, Alessandra: Roma 1932. Mostra della Rivoluzione Fascista , Roma, 2004. 86 Gli studenti di Torino negarono questo rapporto di derivazione, anche se è documentata una loro visita all’esposizione romana nel dicembre 1932. STAMPINI, Pino: “La mostra della Rivoluzione Fascista”, Vent’Anni , 3, gennaio 1933, pp. 14-16. ANTONIOLA, Franco: “come è nata l’esposizione”, in Vent’anni , 12, ottobre 1933, p. 36. 87 Naturalmente il grado di spettacolarizzazione della mostra era direttamente proporzionale all’investimento finanziario e alla scelta degli artisti che si occuparono di realizzare gli apparati. Nel caso della Mostra della Rivoluzione l’allestimento, oltre a svolgersi in ventiquattro sale su due piani, si allargava anche alla facciata dell’ottocentesco Palazzo delle Esposizioni, “foderata” da un nuovo prospetto a cura di Mario De Renzi e Adalberto Libera.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Fig. 2. Progetto della Casa del Fascio , Anonimo, 1932, in SAVOIA, Carlo: “Il Littoriale d’architettura”, Gioventù fascista , 17, 20 giugno 1932, p. 6. Fig. 3. L’Agricoltura , Camicia nera con il vessillo dalmatico e il Lavoro nelle officine , Nino Roietto e Alberto Mossello, 1932, Casa Littoria (perduto), in R., A.: “Arte decorativa ed appassionato entusiasmo nella sede della Legione Universitaria torinese”, Gazzetta del Popolo della Sera , 2 marzo 1933, p. 2. Fig. 4. Corteo goliardico , Franco Garelli, 1933, Sala della Goliardia (perduto), in PALLOTTA, Guido: “il vero volto della Goliardia”, Vent’Anni , 12, ottobre 1933, p. 9.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Fig. 5. Due squadristi lacerano con un pugnale la bandiera rossa , Nino Roietto e Alberto Mossello, 1933, Sala dello Squadrismo (perduto), in STAMPINI, Pino: “squadrismo”, in Vent’Anni , 12, ottobre 1933, p. 17. Fig. 6. Squadrista , Aurelio Quaglino, 1933, Sala dello Squadrismo (perduto), in Vent’Anni , 12, ottobre 1933, p. 3.
Coleccionismo, Mecenazgo y Mercado Artístico: Marco Testa su proyección en Europa y América Fig. 7. L’Italia , Nino Roietto e Alberto Mossello, 1933, Sala dello Squadrismo (perduto), in Vent’Anni , 12, ottobre 1933, p. 27. Fig. 8. Sacrario dei Martiri Nostri e busto di Amos Maramotti , Nino Roietto e Alberto Mossello (pittura) e Alfredo Quaglino (scultura), Sala dello Squadrismo (perduto), in Vent’Anni , 12, ottobre 1933, p. 22.