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Sorelle di Querelle: poetesse dell’ al-Andalus, trobairitz e poetesse italiane del Duecento e del Trecento

Cerrato, Daniele

Abstract

The debate on the Querelle des Femmes during the 16th and 17th centuries in Italy is based on different male and female authors’ dissertations. This Querelle des Femmes can be traced back to Italian women poets in the 13th and 14th centuries. This paper analyses some topics dealt with by these Italian women poets and studies the features they share with preceding al-Andalusian women poets and trobairitz.

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Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 232 SORELLE DIQUERELLE.POETESSEDELL’AL-ANDALUS, TROBAIRITZ E POETESSE ITALIANE DEL DUECENTO E DEL TRECENTO 1 Daniele Cerrato 2 SorellediQuerelle.Poetessedell’al-Andalus, trobairitz e poetesse italiane del Duecento e Trecento Riassunto: Il dibattito della Querelle des Femmes in Italia si sviluppa soprattutto durante il XV e XVI secolo attraverso vari trattati di autori ed autrici. Inrealtàl’iniziodellaQuerelledes Femmes si potrebbe far concidere con le poetesse italiane del Duecento e del Trecento. L’articoloanalizzacomealcunideitemipresentineitestidiquesteautricisipossonofarrisalire ad una tradizione di poesia femminilechecomprendelepoetessedell’al-Andalus e le trobairitz. Parole chiave: Querelle des Femmes, poetesse italiane, poetesse al-Andalus, trobairitz, genealogia. Sisters of Querelle. Al-Andalus Women Poets, Trobairitz and Italian Women Poets in the 13th and 14th Centuries Abstract: The debate on the Querelle des Femmes during the 16th and 17th centuries in Italy is based on different male and female authors’ dissertations. This Querelle des Femmes can be traced back to Italian women poets in the 13th and 14th centuries. This paper analyses some topics dealt with by these Italian women poets and studies the features they share with preceding al-Andalusian women poets and trobairitz. Key words: Querelle des Femmes, Italian women poets, al-Andalusian women poets, trobairitz, genealogy. In Italia, la Querelle des Femmes, il dibattito/polemica legato ai meriti e alla dignità delle donne, trova ampio spazio durante i secoli XV e XVI, in una serie di trattati composti da Mario Equicola, Galeazzo Capra, Torquato Tasso, ai quali si affiancano i testi di autrici quali Isotta Nogarola, Arcangela Tarabotti, Moderata Fonte, Cassandra Fedele, Lucrezia Marinella. Si tratta di un confronto letterario che si sviluppa soprattutto 1 Data di ricezione: 02/12/2015. Data di accettazione: 20/12/2015. 2 “ContratoPuentePosdoctoralVPPI-US”,DepartamentodeFilologiasIntegradas,UniversidaddeSevilla;;  [email protected]. Il presente studio rientra all’interno del piano di attività e ricerche derivate dal “ContratoPuentePosdoctoraldelVPPI-US”. Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 233 attraverso la prosa, ma vi prenderanno parte anche poetesse tra cui Laura Terracina, Laura Battiferri, Veronica Gambara e Veronica Franco 3 . Inrealtà,comegiàsottolineatodaMercedesArriaga(2008),l’iniziodellaQuerelle in Italia si potrebbe anticipare di un paio di secoli e far risalire ai testi di poetesse italiane del Duecento e del Trecento quali Monna Nina, Compiuta Donzella, il gruppo di petrarchiste marchigiane (comprendenti Ortensia da Guglielmo, Giustina Levi Perotti, Livia del Chiavello, Leonora della Genga, Elisabetta Trebbiani) e le bolognesi Giovanna Bianchetti Bonsignori e Bartolomea Mattugliani 4 . Il presente articolo si propone di dimostrare come la produzione delle poetesse italiane del Duecento e del Trecento affondi le proprie radici in una tradizione anteriore, che si puòfarrisalireallepoetessedell’al-Andalus e alle trobairitz. Pur consapevoli del differente o culturale e sociale nel quale queste autrici vivono e scrivono, crediamo che le tre generazioni di poetesse possano essere accomunate, dal momento che i loro testi sviluppano alcuni dei temi che caratterizzeranno la Querelle de femmes come l’intraprendenza amorosa femminile, la difesa del ruolo della donna nella cultura, il confronto con gli uomini sul terreno letterario 5 . Per tutte, la scrittura costituisce uno strumento decisivo per una presa di coscienza della condizione femminile e una rivendicazione dei propri diritti, che però non si manifesta solo attraverso le composizioni poetiche, ma anche attraverso la condivisione di spazi di creazione con i colleghi uomini. La corte e la città si presentano come luoghi diconvivenzaidealiperfacilitareloscambiopoeticoel’affermazioneditestiinlingua volgare. 3 Per un approfondimento riguardo alla Querelle des femmes in Italia si rimanda a Ramirez Almazán, Martín Clavijo, Aguilar González, Cerrato 2011, Cerrato 2013, Gonzalez de Sande & Gonzalez de Sande 2013, Gonzalez de Sande 2013. 4 Sul contributo delle poetesse del DuecentoeTrecentoall’internodellaQuerelledesFemmesinItaliasi veda Arriaga Flórez, Cerrato, Rosal Nadales 2012. 5 RosamaríaAguadéBenetnelsuoarticolo“CristinedePizanylastrobairitz”sottolineavaillegametra Christine De Pizan e le stessetrobairitzdalmomentochel’autricedelaCité des dames nei suoi testi riprendeva e ampliava il discorso riguardante la posizione e il ruolo delle donne nel mondo aristocratico deisecoliXIIeXIIIchequest’ultimeavevanogiàtrattatoneilorocomponimenti. Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 234 Sebbene il contesto culturale in cui le poetesse italiane del Duecento e Trecento compongono i loro testi, non sia mai stato oggetto di studi approfonditi e manchino documenti e testimonianze in grado di permettere una ricostruzione esaustiva, è possibile ipotizzare che abbiano potuto leggere e consultare alcuni dei poemi provenienti dalle tradizioni precedenti. In ogni caso, queste autrici sembrano essere certamente a conoscenza di molte strutture e topoi della tradizione provenzale e arabo-andalusa che trasferiscono e reinterpretano nei loro componimenti. Un altro elemento che, fin dalle poetesse dell’al-Andalus 6 , contraddistingue questi gruppi di autrici, è il fatto che le informazioni che le riguardano ci siano giunte per citazioni di poeti a loro contemporanei, o con i quali entrarono in relazione. Lo stesso dicasi per molti dei loro poemi che vengono tramandati perché costituiscono la risposta a poesie maschili, all’internodiscambipoetici o semplicemente attraverso citazioni. Anche presso le trobairitz e le poetesse italiane dei primi secoli, troviamo autrici che vengono ricordate per corrispondenze con altri poeti, si pensi ad esempio a Monna Nina e Dante Da Maiano, o citate da altri scrittori come nel caso di Compiuta Donzella, ricordatadaMastroTorrigianoeGuittoned’Arezzo 7 . Nella tradizione dell’al-Andalus, vari testi con voce femminile, inoltre, si presentano in forma anonima attraversoilgenerepoeticodella“moaxaja”,chesiconclude conuna“jarcha”,glossacherimandaadunambitopopolarericollegabilealgeneredei frauenlieder 8 . Questo genere letterario sembra trovare affinità con molti dei brevi testi che, come nel caso del sonetto anonimo “Pàrtite amore adeo” 9 , erano contenuti nei Memoriali 6 Conpoetessedell’al-Andalus ci si riferisce al gruppo di autrici che composero versi durante il periodo in cui la penisola Iberica era sotto la giurisdizione araba, dal secolo VIII fino al XV. 7 Si vedano ad esempio le composizioni di Mastro Torrigiano“Esserdonzelladitrovaredotta”e“S’una donzelladitrovars’ingegna”elaletteraVcontenutanell’epistolariodiGuittone. 8 Sitrattadiunoschema,che,comeosservaElviraGangutiain“Poesíagriegadeamigoypoesíaarábigoespañola” (Emerita 40, 1972. 329-396), si può far risalire già alla poesia greca arcaica e al culto mesopotamico di Inanna/Istar/Astarté. Per quanto riguarda la tradizione dei frauenlieder si veda Muñoz Saavedra, Búa Carballo 2007 e Millet 2006. 9 Il sonetto che Angelo Gianni attribuisce a Nina Siciliana descrive la separazione di due amanti al sopraggiungeredell’albaedèscanditodaunavocedidonnaeancheilpersonaggiomaschilevienedescritto edeterminatodalleparoledell’amatacomeavvienenelsonetto“Tapinamecheamavaunosparviero”della stessa autrice. Cfr. Gianni 1997. Anch’essequasisimiliaDio.Ledonnenellastoriadellaletteratura Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 235 dell’ArchivionotarilediBologna,doveapartiredal1265siiniziaronoatrascrivereivari atti del Comune e, tra gli spazi bianchi, i notari bolognesi inserirono molti componimenti in lingua volgare. Traitestianonimidellatradizionedell’al-Andalus, si trovano le cosiddette canzoni dirichiestad’amore,incuiladonnasirivolgedirettamenteall’amatoeincuiildesiderio femminile viene espresso liberamente, senza nessun tipo di finzione retorica, limitazione o censura. Anche in questo caso abbiamo esempi nella tradizione italiana, basti ricordare iltestoanonimo“Oibonagenteoditiedintenditi”doveduecognatesilamentanodelle pocheattenzionideimaritineiloroconfroni,maunatranquillizzal’altradicendoledinon preoccuparsi perchè ha invitato a pranzo un giovane che potrà soddisfare i loro desideri 10 . Un altro tipo di componimento è quello della canzone di protesta, dove la donna si lamentadeltrattamentoricevutodall’amante.Questogeneretroveràampiosvilupponella liricatrovadoricaeanchenellatradizioneitaliana,all’internodellatenzone,come avviene nel caso del sonetto di Monna Nina “Qualsètevoi,checaraprofferenza” 11 , che appartiene alla scambio poetico con Dante da Maiano, e sembra testimoniare il raggiungimento di italiana,ingranparteignoteomisconosciutedalleOriginiallafinedell’Ottocento,Lucca, Mario Barone: 14. /Partite,amore,adeo;;/chétropoçese’stato./Lomaytinoèsonato,/çornomeparchesia/Partite,amore, adeo;/ che non fossi trovato/ in sí fina celata/como nui semo stati./ Or me bassa, oclo meo;/ tosto sia l’andata,/tenendolatornata/comod’inamorati,/sí che per spesso usato/ nostra çoglia renovi:/ nostro stato non trovi/lamalaçelosia./Pàrtite,amore,adeo/evanetostamente;;/ch’onetoacosat’aço/pareclatain presente./“IlsonettoTapinamecheamavaunosparviero”sitrovacitatoinTrucchi,Francesco. 1846. Poesieitalianeineditedidugentoautori.Dall’originedellalinguainfinoalsecolodecimosettimo,raccolte ed illustrate, Ranieri Guasti, Prato, II, vol.: 53./Tapinamecheamavaunosparviero;;/Amavaltantoch’io memorìa;;/alorichiamobenm’eramaniero,/ed unque troppo pascer nol dovìa./ Or è montato e salito sì altero,/assaipiùalterochefarnonsolìa;;/edèassisodentroaunverziero,/eun’altradonnal’averàinbalìa./ Isparviermio,ch’iot’aveanodrito;;/sonagliod’orotifaceaportare,/perchénell’uccellarfossipiùardito;;/ or sei salito siccome lo mare,/ed hai rotti li geti e sei fuggito/ quando eri fermo nel tuo uccellare./ 10 “Oibonagente,oditietintenditi/lavitachefaquestamiacognata./Lavitach’elafavuil’odirite,/ese ve place voilave contare. / A lato se ne te sette gallette/ pur del meglior per poter ben conçare,/ e tutora dice chemordesete/ensinch’alatononse‘l poaacostare:/névinneaguanolaposaçare/se’ellanonponla boch’alastagnata/[…]Cognatamiachedeot’òditto,/eosaçobench’edell’èmaladire.Mamenarot’a casa un fanteletto/ e lui daremo ben mançar e bere/ e tu recherai del to vin bruschetto/e recheró del meo plenunbarile./Quandogl’avremodàmançarebere,/çaschunafaçalasoacavalcata/”. 11 Qual sète voi, che cara profferenza/Qual sète voi, che cara profferenza/sì fate a me, senza pur voi mostrare?/Molto m’agenzeria vostra parvenza,/perchè ‘l meo cor potessi dichiarare./Vostro mandato aggrada a mia intenza,/ ingioia miconteìa d’udir nomare/lo vostronome che faprofferenza/d’essere sottoposto a me innorare./Lo core meo pensar non si savrìa/Alcuna cosa che sturbasse amanza,/Così affermo e voglio ognor che sia./L’udire a voi parlare è voglia mia,/Se vostra penna ha buona consonanza/Col vostro core, od è tra lor resìa./ Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 236 quell’equilibrio e quella reciprocità poetica presente nei testi delle poetesse del alAndalus e delle trobairitz. In questo testo Monna Nina si posiziona sullo stesso livello del suo interlocutore, già a partire dalla domanda diretta che gli rivolge in apertura di sonetto (“Qualsetevoi,checaraprofferenza/sífateame, senzapurvoimostrare?”).Lasicurezza dellapoetessasemprecrescereconl’avanzaredeiversieoltreall’intraprendenzaamorosa (“Moltom’agenzeriavostraparvenza”)aumentanoancheladecisioneel’autorevolezza diNina(“Cosìaffermoevoglioognorchesia”).L’ultimaterzinadelsonetto(“L’udirea voi parlare è voglia mia/ se vostra penna ha buona consonanza/ col vostro cuore od è tra lorresia”)cheironizzasulfattochel’amoreproclamatodaDantefacciapartesolodiuna finzione poetica, permette a Nina di incalzare il suo interlocutore e al tempo stesso distanziarsene, per poterlo osservare e giudicare. Altrotemacomuneèquellodell’assenzadell’amantechericorreinmolteliriche anonimedell’al-Andalus, ed è presente anche in alcune liriche italiane, come ad esempio “Illamentodellasposapadovana” 12 . Tralevarieautricidell’al-Andalussidistinse,adesempio,A’isaAl-Qurtubiyya che visse intorno al secolo X, ed apparteneva ad una nobile famiglia cordovese. I suoi biografi raccontano che non vi fosse nessuna donna tra le nobili dell’al-Andalus che potesse competere con lei “per quanto riguarda la capacita di comprensione in doti poetiche e retoriche, in virtu, eloquenza e buon giudizio”(Garulo 1986: 57). Tra i suoi poemi si è conservata la sua risposta orgogliosa ad un poeta che la chiedeva in matrimonio: Sono una leonessa e non mi sono mai piaciute le tane altrui, e se dovessi scegliermi qualcuno, non risponderei mai a un cane, ioche tante volte non ho voluto ascoltare i leoni. (Garulo 1986: 58) 13 12 A proposito di questo componimento, si veda ad esempio Massagrande, Matteo. 1995. Lamento della sposa padovana: quattro testi poetici e quattro incisioni,Belluno,Proposted’arteColophon. 13 Tutte le traduzioni in italiano sono personali. Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 237 Il richiamo alla natura e al mondo animale, che tradizionalmente viene accostato alle donne in maniera spregiativa e degradante, viene in questo caso completamente stravolto. A’isa se ne serve per autodeterminarsi e rinforzare il suo messaggio. La leonessa che rifiuta i “corteggiatori cani” diventa, quindi, un’efficace metafora della donna autorevole e che si distingue per la sua fierezza. La stessa struttura e lo stesso ribaltamento di prospettiva si riscontrà nella lirica del XIII secolodiMonnaNina“Tapina mecheamavaunosparviero” 14 ,dovesioffreun’immaginenonconvenzionaledella relazione uomo/donna e l’autrice raffigura l’amante come un rapace che ha saputo addomesticare. Sempre nel secolo X, ad Almeria, visse Al-Gassaniyya. Si sono conservati solo sei versi di un suo panegirico amoroso, dove ricorda i momenti lieti trascorsi abbracciata al suo amante. Ti rattristi che dicano: partiranno tutte le belle? Come potrai resistere se andranno via da te? La sua partenza è la morte, e se hai dubbi, Vivi, raccoglierai le tristezze del loro allontanameno. Con loro mi incontravo e alla loro ombra vivere era delizia, e il giardino della vita, radiante e profumato. Notti felici nelle quali non temevo i rimproveri quando amavo, némispaventaval’abbandonoquandoeravamoinsieme, quando il piacere ci assaltavae i desideri abbracciavamo come i rami che si abbracciano spinti dal vento. Ah magari sapessi,ora che arriva la separazione, se mi amerai, dopo che siamo separati, come prima. (Garulo 1986: 67) Lastessaimmaginedell’abbraccioedelgiacereconl’amatoèpresenteanchenei verside“Estataiengreucossirier” dellaContessadeDiae“Tapinamecheamavauno 14 Lostessoargomentositrovasviluppatoanchenellaliricagermanica,conosciutacomela“Canzonedel falcone”delpoetadelsecolo XII Der Von Kuremberger. Si tratta di una composizione scritta in voce femminile che rappresenta certamente un modello di riferimento per Monna Nina quando compone il suo sonetto“Allevaiunfalconeperunanno/ormaidomesticocomeiovolevo/adornodipiume di oro,/volò fuggendo il falcone in altro cielo/Vidi allora volare il bel falcone:/lacci di seta brillavano alle zampe,/tutte lepiumeeranrosseed’oro:/uniscaDiochisivuoleamare!/ Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 238 sparviero” di Monna Nina. Si tratta di immagini che rompono con lo stereotipo di passività femminile e raffigurano donne che si dimostrano risolute ed intraprendenti. La figura che meglio incarna questo ideale di libertà ed indipendenza è certamente Wallada Bint Al Mustakfi o Wallada Almostacfi, conosciuta semplicemente con il nome di Wallada,lapoetessa più notadel gruppo delleautricidell’al-Andalus che visse a Cordoba tra il finire del secolo X e gli inizi del secolo XI, ricoprendo un ruolo di primo piano nella cultura e letteratura della città andalusa. Intorno al suo personaggio si sono costruiti vari aneddoti che hanno contribuito a creare il suo mito, come la leggenda che afferma che avesse fatto ricamare sul suo vestito alcuni versi che lei stessa aveva composto. Sul lato sinistro compariva “Allah mi ha creato per la gloria, e seguo orgogliosailmiocammino”,mentresullatodestro“Offroalmioamantelamiaguancia edoimieibaciachilidesidera”(RubieraMata1990:103). Della vasta produzione di Wallada, si conservano solamente nove poemi. Molti di questi sono riconducibili al suo legame con il poema Ibn Zaydun. I suoi versi scandiscono le varie fasi della relazione, tra passione, gelosie, tradimenti, fino al distacco e all’abbandono.Sitrovaadesempioiltopos dell’appuntamentonotturno,checaratterizza anche altre liriche della produzione al-Andalus: Quando cala la notte, aspetta la mia visita, vedochel’oscuritàè chi meglio copre i segreti. Sento un amore per te che se lo sentissero gli astri, non brillerebbe il sole, non apparirebbe la luna e le stelle non inizierebbero. (Rubiera Mata 1990: 103) A questi versi di amore, fanno da contraltare le parole che Wallada fa giungere all’amante,inseguitoaduntradimento.Ladolcezzael’armonialascianospazioalle accuse e alle minacce: Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 239 Se fossi stato giusto perl’amorechec’ètradinoi, non ameresti, né avresti preferito, una mia schiava. Hai lasciato i rami dove fiorisce la bellezza E hai scelto rami che non danno frutti. Sai che sono la luna dei cieli, ma hai scelto, per mia disgrazia, un pianeta oscuro. (Rubiera Mata 1990: 104) La delusione di Wallada si trasforma in risentimento e rabbia, come ben racchiude la celebre satira dedicata sempre a Ibn Zaydun: Iltuosoprannomeèl’esagono, un epitetoche non ti abbandonerà neppure quando sarai morto: pederasta, puttaniere, adultero, bastardo, cornuto e ladro oscuro. (Rubiera Mata 1990: 104) Un’altrapoetessamoltonotafucertamenteHafsaBintAl-Hayy ArRakuniyya. Visse, probabilmente, durante la metà del XII secolo e apparteneneva ad una famiglia di Granada. Molti dei suoi versi conservatisi, fanno riferimento al tormentato amore con il poeta Abu Ya’far, conclusosi con la morte di quest’ultimo. Poemi in cui esprime il desideriodipoterincontrarel’amato,sonoseguitidacomponimenti dove lo rimprovera diinteressarsiadaltredonne.Hafsa,inpiùoccasioni,ponel’accentosullemancanzee difettidell’amante,esigendounrapportodireciprocità:“Smettiladienumerarelemie mancanze, ogni volta che ci vediamo,io non terrò conto delle tue,non tener conto tu dellemie”(RubieraMata1990:78). In altri casi, i versi di amore brillano per la bellezza delle metafore, anche quando gli inviti sessuali si fanno più espliciti. Hafsa si dimostra, dunque, libera non solo nella sua maniera di vivere la vita, ma anche per come utilizza e interpreta il linguaggio in tutte le sue possibilità di espressione: Vengo io da te o verrai tu a farmi visita? Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 240 Il mio cuore sempre si curva verso i tuoi desideri. Troverai rimedio alla seteeall’ardore del solequando mi darai la benvenuta: le mie labbra sono acqua dolce e fresca, eiramidellemietreccieoffronoun’ombragenerosa. Rispondimi in fretta, non è bello, oh, mio Yamil, far aspettare la tua Butayna 15 . (Rubiera Mata 1990: 83) AncheMut’a,schiavadelcelebreZiryab,nelsuounicopoemaconservatosi,si rivolgenellastessamanieraall’amato: Tu che nascondi la tua passione, chi può nascondere il giorno? Avevo un cuore,ma mi sono innamorata ed è volato lontano da me, era mio o in prestito? Amo un Qurasí e per lui ho perso la timidezza. (Rubiera Mata 1990: 109) L’amore non è però l’unico tema che caratterizza la produzione delle poetesse dell’al-Andalus e frequenti sono le rivendicazioni del proprio stato di donne e poetesse, come nel caso di Hafsa Al-Hiyariyya, vissuta nella stessa epoca e originaria di Guadalajara. Tra i suoi quattro poemi conservatisi, un chiaro esempio è rappresentato da questi versi: Ho un amante a cui non piacciono i rimproveri e quando lo lasciai, di orgoglio si riempì e mi disse: “Hai visto qualcuno che mi assomigli?” E anche io gli ho domandato: “E tu hai incontrato chi mi faccia ombra?”(Garulo1986:67) 15 Yamil era un celebre poeta arabo e Butayna la sua amata, si vuole dunque fare riferimento alla coppia di amanti perfetti per antonomasia. Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 247 creano un dialogo e un gioco poetico a distanza, si pensi al componimento che Elisabetta Trebbiani dirige a Livia Di Chiavello intitolato Trunto mio che le falde avvien che bacie 23 , doveillegametraleduepoetesseèrappresentatometaforicamentedall’immaginario incontro dei fiumi delle loro città, il Giano e il Tronto. Queste sentimento di sorellanza è presenteancheneltesto“Copriteomuse” 24 che Leonora della Genga dedica ad Ortensia da Guglielmo in occasione della sua morte. Di Azalais de Porcairagues, del distretto di Montpellier, si conserva un unico componimento“Aremalfregtempsvengut”.Inquestotestovisonoalcuniriferimenti biograficiimportanti,comequelloallapossibilemortediRaimbautd’Orange,avvenuta nel 1173, e il saluto finale rivolto ad Ermengarda di Narbona, mecenate trobadorica che protesse ed aiutò anche Azalais. Nelleprimeduestanzedellacanzone,l’autriceutilizzaladescrizionedelpaesaggio perintrodurreiltemadolorosochesiandràatrattareeperesprimereilsuostatod’animo. L’amore perduto l’ha svuotata lasciandola senza parole. La natura muta diventa lo specchio della sua anima e, attraverso le parole, riesce a sublimare il dolore e, quindi, a sopravvivergli: Il tempo freddo è arrivato con neve e ghiaccio e fango el’uccellinorestamuto: nessuno ha il coraggio di cantare 23 Truntomio,chelefaldeavvienchebacie/AlacittàdePico,epiùdeMarte,/S’inmar,doveognifiume amistàfacie,/T’incontrassicolIan,diglieendisparte,/Ch’annunziennomemiosalute,epacie/a la mia Liviaperitad’onn’arte:/Laqualsiàl’orecchi,edocchipiacie,/oseveggiaenpersona,oscrivaencarte./La cartabiancadipiùtugl’accenna/ChedelsuobelPaeseellamemandi/Perscrivervisuegestainclite,e sole./Ma più, che la sua carta, la sua penna/Vorrei, mentr’a laudar soi merti grandi/Sol la sua penna eloquente ce vole. 24 Coprite o Muse di color funebre /Tutto Parnaso, e ogni luogo appesso,/Suelto il Lauro, piantate ivi il Cipresso./Sienlevostrequereleogn’horpiùcrebre./Ilpianto,ch’usciràdalepalpebre/EmpiaAganippe,e non si trovi in esso/Altro liquor, che quel che vi sia messo/Da gli occhi vostri, e da altrui tenebre./E poi c’haretecondolentisegni/Mostratiidannisempiternivostri/PerOrtensiagentileatondo,atondo./Direte a tutti i pellegrini ingegni;/Che spendano in lodare i sacri inchiostri/Questo spirto gentil si raro al mondo./ Il testo si trova citato ad esempio in Bergalli Gozzi, Luisa. 1726. Componimenti poetici delle più illustri rimatricid’ognisecolo. Venezia: Antonio Mora. pt. 1: 5. Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 248 e i rami degli alberi son secchi fiori e foglie non germogliano nessun usignuolo canta, lui che a maggio ogni anno ci chiama. Tanto disillusionato ho il mio cuore che da tutto mi sento distante sapendo che ho persomolto di più di quello che ho ottenuto; se le parole mi mancano è da Orange che proviene la mia pena e per la quale sono turbata e per cui vivo nella sofferenza. (Martinengo 1996: 57) Un preludio che rimanda alla tradizione classica ma, che si ritrova anche nel testo diCompiutaDonzella“Alastagioncheilmondofogliaefiora”,dovelapoetessasiserve della descrizione della natura in fiore, con gli uccelli che cantano, per creare un forte contrastoconilsuostatod’animodidolore. Anche nel caso di Azalais, ritorna il tema della corrispondenza tra donne, dal momento che il testo si dirige ad Ermengarda, donna mecenate che aiuta e protegge altre poetesse ed, ancora una volta, emerge il tentativo di costruzione di una linea genealogica al femminile, tra donne che scrivono e donne che le sostengono. Un altro partimen che può, in un certo senso, anticipare altre tematiche relative alle Querelle des femmes, è quello di Maria di Ventadorn, figura molto importante, anche per la sua attività culturale presso la corte di Ventadorn, una delle più notedeltempo.Nelsuotesto“Guid’Uissel,be-mpesadevos”,lapoetessatrattaconil poeta Guid’Uissel delle differenze che intercorrono nelle relazioni amorose tra uomini e donne e insiste sulla reciprocità di diritti e doveri. Ancheun’altrapoetessa,Castelloza,chevisseprobabilmenteinAlvernia,nellasua canzone“Amics,s’ie.ustrobesavinen”nonesitaacondannareleipocrisieegliinganni maschili,(“vitrovomalvagio,falsoevile”)e nei suoi versi, abbandonal’idealizzazione dell’amore,scegliendounlinguaggiocherompaconleconvenzioniesfidilenorme sociali(“iosobenecheamepiacecosì,/mentretuttidiconosiasconveniente/cheuna damacorteggiuncavaliere/”).SempreCastellozain“Moutavetzfaichlongestatge” diventaancorapiùesplicita,dichiarandoall’amantechedesiderafarel’amoreconlui(“vi Daniele Cerrato Sorelle di Querelle 232-251 Raudem - Revista de Estudios de las Mujeres - Vol. 3, 2015 ISSN: 2340-9630 249 chiedo di venire da me,/ dopo aver ascoltato/ questa canzone che vi garantisce/ che qui trovereteunabuonaaccoglienza”) (Martinengo 1995: 84). Infine,“NaMaria,pretzefinavalors”diBieirisDeRomanscostituisceuncaso abbastanza peculiare perché ha come destinataria un’altra donna e non fa in nessun momento riferimento ad un interlocutore maschile. Bieiris De Romans celebral’amica Maria e la elegge a modello di donna ideale, capace di racchiudere in sè tutte le virtù, i meriti e gli onori, come accadrà per i già citati testi che Elisabetta Trebbiani e Leonora Della Genga indirizzano, rispettivamente a Livia Del Chiavello e Ortensia Da Guglielmo. A distanza di secoli, i versi delle poetesse dell’al-Andalus e delle trobairitz colpiscono ancora per la loro immediatezza e per la capacità di superare i limiti dell’espressione femminile ed affrontare gli uomini sul terreno letterario, senza risparmiare critiche e senza il timore di uscirne sconfitte dialetticamente. L’esperienzadiquesteautricipuòalloraesserelettaedinterpretatacomeunapratica attiva, che rompe con la condizione di estraneità alla cultura da parte delle donne. Le poetesse italiane del Duecento e del Trecento ereditano formule e soggetti delle poetesse che le hanno precedute e, attraverso nuovi versi, continuano la Querelle des Femmes. Riferimenti bibliografici AguadéBenet,RosaMª.2011.“CristinedePizanylastrobairitz”. La Querella de las mujeres siglos XIV-XV. Antecedentes de la polémica feminista. Ed. Cristina Seguro Graiño. Madrid: Asociación Al-Mudaya. 23-44. ArriagaFlórez,Mercedes.2008.“Lescrittricimarchigiane:ungialloletterario”.Studi Umanistici Piceni. Sassoferrato: Istituto Internazionale di Studi Piceni, nº XXVIII: 161-168. Arriaga Flórez, Mercedes, Daniele Cerrato, María Rosal Nadales. 2012. Poetas italianas de los siglos XIII y XIV en la Querella de las mujeres. Sevilla: Arcibel. Bergalli Gozzi, Luisa. 1726. 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