Nuova redazione o nuova opera? La riscrittura di un poema di Il’ja Sel’vinskij
Abstract
Il poema Uljalaevščina (L’epopea di Uljalaev) è una delle più celebri opere di Il’ja Sel’vinskij (1899-1968), negli anni Venti e Trenta uno dei più noti e rispettati poeti sovietici. Uljalaevščina è stata riveduta e riscritta innumerevoli volte, così che l’ultima versione differisce a tal punto dalle precedenti da poter essere considerata una nuova opera. Nell’articolo si cerca di definire la differenza tra la vecchia e la nuova Uljalaevščina, con opportuni confronti con i materiali d’archivio.
Full text
Rivista semestrale online / Biannual online journal http://www.parolerubate.unipr.it Fascicolo n. 22 / Issue no. 22 Dicembre 2020 / December 2020
Direttore / Editor Rinaldo Rinaldi (Università di Parma) Comitato scientifico / Research Committee Mariolina Bongiovanni Bertini (Università di Parma) Dominique Budor (Université de la Sorbonne Nouvelle – Paris III) Roberto Greci (Università di Parma) Heinz Hofmann (Universität Tübingen) Bert W. Meijer (Nederlands Kunsthistorisch Instituut Firenze / Rijksuniversiteit Utrecht) María de las Nieves Muñiz Muñiz (Universitat de Barcelona) Diego Saglia (Università di Parma) Francesco Spera (Università Statale di Milano) Segreteria di redazione / Editorial Staff Maria Elena Capitani (Università di Parma) Nicola Catelli (Università di Parma) Arianna Giardini (Università Statale di Milano) Chiara Rolli (Università di Parma) Esperti esterni (fascicolo n. 22) / External referees (issue no. 22) Manuel Boschiero (Università di Verona) Nicola Catelli (Università di Parma) Roberta De Giorgi (Università di Udine) Raffaella Faggionato (Università di Udine) Rosanna Giaquinta (Università di Udine) Ettore Gherbezza (Università di Udine) Daniele Mazza (Università di Roma La Sapienza) Anna Maria Perissutti (Università di Udine) Donatella Possamai (Università di Padova) Giorgio Ziffer (Università di Udine) Progetto grafico / Graphic design Jelena Radojev (Università di Parma) † Direttore responsabile: Rinaldo Rinaldi Autorizzazione Tribunale di Parma n. 14 del 27 maggio 2010 © Copyright 2020 – ISSN: 2039-0114
INDEX / CONTENTS Speciale RUSSIA INTERTESTUALE . CITAZIONI E RISCRITTURE IN AMBITO SLAVO a cura di Lucia Baroni, Alice Bravin, Martina Napolitano Presentazione 3-5 La sorte dei giusti. Citazioni bibliche in alcune pagine della letteratura slava ecclesiastica LUCIA BARONI (Università di Udine) 7-16 Citazioni musicali in un racconto di Natale di Nikolaj Leskov ELENA SHKAPA (Vysšaja škola ėkonomiki – Moskva) 17-21 Letteratura e filosofia. Il reimpiego dei materiali nella prosa di Aleksej Fëdorovič Losev GIORGIA RIMONDI (Università di Parma) 23-36 Una riscrittura biografica. Ivan Turgenev in due scrittori dell’emigrazione SILVIA ASCIONE (Università di Roma La Sapienza) 37-48 Nuova redazione o nuova opera? La riscrittura di un poema di Il’ja Sel’vinskij ANNA KRASNIKOVA (Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano) 49-58 Citazione e decostruzione nella poesia transfurista di Ry Nikonova ROBERTA SALA (Università di Torino) 59-68 Citazione e autotraduzione. Alcuni versi in un romanzo di Vladimir Nabokov MARIA EMELIYANOVA (Università Ca’ Foscari – Venezia) 69-79 Citazioni all’opposizione. Rimandi intertestuali in Saša Sokolov NOEMI ALBANESE (Università di Roma “Tor Vergata”) 81-90 Un titolo come omaggio. Andrej Levkin riecheggia Saša Sokolov MARTINA NAPOLITANO (Università di Udine) 91-97 Ritrovare la tradizione. Gli scrittori russi in un romanzo di Vladimir Makanin CHETI TRAINI (Università di Urbino Carlo Bo) 99-108 Vladimir Sorokin, un ‘bricoleur’ postmoderno ANITA ORFINI (Università di Roma Tre) 109-114
L’operetta distanziata. Witold Gombrowicz e la rivisitazione ironica di un genere NADZIEJA BĄKOWSKA (Uniwersytet Warszawski) 115-120 Le icone e i mostri. Citazioni sacre nell’iconografia di un bestiario contemporaneo ALICE BRAVIN (Università di Udine) 121-140 Citazioni e allusioni corporee in un balletto di Petr Zuska MATTIA MANTELLATO (Università di Udine) 141-148 Intelligenti pauca. Citazioni pittoriche e musicali nel cinema d’animazione di Andrej Chržanovskij ANGELINA ZHIVOVA (Università di Udine) 149-159 MATERIALI / MATERIALS Sofocle medioevale. Per la storia di una citazione tragica in area bizantina GIOVANNA BATTAGLINO (Università di Salerno) 163-173 La maniera epica di Cesare Arici: il modello virgiliano PAOLO COLOMBO (Università di Trento) 175-186 Pierre e Paul, i dettagli del sentimento. Postilla sul bergsonismo di Pierre Menard RINALDO RINALDI (Università di Parma) 187-203 Temi e lemmi montaliani nel “Conte di Kevenhüller” di Giorgio Caproni ALBERTO FRACCACRETA (Università di Urbino Carlo Bo) 205-212
Parole Rubate / Purloined Letters http://www.parolerubate.unipr.it Fascicolo n. 22 / Issue no. 22 – Dicembre 2020 / December 2020 ANNA KRASNIKOVA NUOVA REDAZIONE O NUOVA OPERA? LA RISCRITTURA DI UN POEMA DI IL’JA SEL’VINSKIJ 1. “Uljalaevščina”, una storia intricata Fra il 1932 e il 1934 in Unione Sovietica viene introdotto il realismo socialista, che diventa l’unico movimento artistico approvato dal potere.1 Molti scrittori sovietici della prima generazione (nati a cavallo dei due secoli e adulti durante la Rivoluzione)2 si trovano così in una situazione difficile: numerose opere scritte fino a questa data, infatti, non corrispondono più ai nuovi criteri estetici e sociali. Una via d’uscita praticata di frequente è allora la strategia della riscrittura, nel tentativo di adattare la vecchie pagine al paradigma più recente. E se spesso gli autori e 1 Si veda V. Strada, Il realismo socialista, in Storia della letteratura russa, diretta da E. Etkind, G. Nivat, I. Serman, V. Strada, vol. III: Il Novecento, t. 3: Dal realismo socialista ali nostri giorni, Torino, Einaudi, Torino 1991, pp. 5-32. 2 Si veda M. Čudakova, Zaetki o pokolenijach, in Id., Izbrannye raboty, Moskva, Jazyki slavjanskoj kul’tury, 2001, pp. 377-392.
Parole Rubate / Purloined Letters 50 i lettori considerano le nuove versioni come delle varianti redazionali, in alcuni casi è più corretto parlare di opere originali, che hanno lo stesso titolo delle precedenti e sono ad esse legate da uno stretto rapporto intertestuale. Esemplare è la vicenda del poema Uljalaevščina (L’epopea di Uljalaev) di Il’ja Sel’vinskij (1899-1968), uno dei maggiori esponenti del costruttivismo negli anni Venti3 e uno dei più noti e rispettati poeti sovietici nei primi anni Trenta.4 Dopo il congresso degli scrittori del 1934, che mette al bando ogni forma di avanguardia, Sel’vinskij cade in disgrazia e riesce a pubblicare solo alcuni dei suoi lavori.5 Negli anni Cinquanta, per riabilitarsi e adeguarsi ai dettami del regime, egli intraprende una radicale revisione di alcune sue opere, eliminando ogni traccia d’avanguardia e adeguando i suoi testi all’ideologia dominante.6 I risultati, privi di originalità, sono accettati dagli editori ma non hanno un gran successo di pubblico, mentre l’interesse per la letteratura di Sel’vinskij si spegne gradatamente. Ancora oggi sono rari gli studi a lui dedicati7 e poco studiato sono i suoi archivi, sia quello statale sia quello conservato dalla famiglia.8 3 Si veda R. Grübel, Il costruttivismo, in Storia della letteratura russa, vol. III: Il Novecento, t. 2: La Rivoluzione e gli anni Venti, cit., pp. 859–876. 4 Si veda A. Krasnikova, Текстология поэмы “Улялаевщина” Ильи Сельвинского / Redazioni e varianti del poema “Uljalaevščina” di Il’ja Sel’vinskij, tesi di Dottorato di ricerca in Lingue e Letterature Straniere (ciclo XXXI, coordinatore prof. D. Liano, relatrice prof. ssa M. Calusio), Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 2017-2018; Id., Skol’ko vsego “Uljalaevščin”?, in Vestnik krymskih čtenij I.L. Sel’vinskogo (Simferopol', 20-21 October 2017), Belgorod, Konstanta, 2018, pp. 31-60. 5 Ad esempio i poemi Puštorg (La vendita delle pellicce) e Zapiski poėta (Taccuini del poeta), del 1928, non verranno pubblicati per diversi decenni. 6 Pensiamo ai poemi Rys’ (Lince) del 1920 e Čeljuskiniana (L’epopea di Čeljuskin) del 1937-1938; alle opere teatrali Komandarm-2 (Comandante dell’esercito2) del 1928, Pao-Pao del 1931, Umka Belyj Medved’ (Umka, l’orso polare) del 1932. Si veda O. S. Reznik, Primečanija, in I. L. Sel’vinskij, Sobranije sočinenij, Moskva, Chudožestvennaja literatura, 1971, vol. 2, pp. 387-396. 7 Esiste una sola monografia scientifica (M. D. Shrayer, I Saw It: Ilya Selvinsky and the Legacy of Bearing Witness to the Shoah, Brighton [MA], Academic Studies Press, 2013) e fino agli anni Settanta una sola edizione critica di opere scelte, con molti
Anna Krasnikova, La scrittura di un poema di Il’ja Sel’vinskij 51 Uljalaevščina è incentrata sul tema della lotta al banditismo nelle steppe della regione degli Urali durante gli anni della guerra civile (19181921). Il protagonista Uljalaev è un anarchico capo contadino. Gli altri personaggi principali sono Tata, moglie di Uljalaev ed ex-moglie del ricco industriale Morozov che l’ha lasciata per fuggire all’estero; e Georgij Gaj, presidente di un comitato rivoluzionario che prima della rivoluzione frequentava le serate mondane di Tata e della quale è innamorato. Accanto alle vicende belliche spicca la vicenda amorosa della donna, che è rapita da Gaj, violentata da Uljalaev e si lega infine al militare Zverž, morendo durante la battaglia tra i comunisti e gli anarchici. Il poema si chiude con la vittoria dei rivoluzionari e Uljalaev viene giustiziato, o forse sfugge alla morte, come lascia l’ultimo verso del poema. Il testo, scritto nel 1924, subito circola manoscritto e appare parzialmente in rivista, con ampio riconoscimento da parte degli ambienti letterari.9 La prima edizione in volume esce solo nel 192710 ed è bene accolta da lettori e critici, che ne apprezzano il ritmo originale, la lingua ricca e colorita, la combinazione di grottesco e realismo. Successive stampe appaiono nel 1930, nel 1933 e nel 1935, tutte con varianti e (solo nel 1930) con la dizione ‘riveduta e corretta’ dall’autore. Dopo il 1935 il poema non viene ripubblicato per due decenni; alla fine degli anni Quaranta tutte le edizioni tranne la quarta (del 1935) sono vietate dalla censura. Nei primi anni Cinquanta Sel’vinskij riscrive completamente il poema e lo pubblica errori e inesattezze (I. L. Sel’vinskij, Izbrannnye proizvedenija, sostavitel’ I. Michajlov, Leningrad, Sovetskij pisatel’, 1972). 8 Si veda A. S. Krasnikova, Uljalaevščina v semejnom archive Il’i Sel’vinskogo, in “Vestnik Moskovskogo gosudarstvennogo universiteta” 2019, 1, pp. 187-200. 9 Si veda O. S. Reznik, Žizn’ v poėzii, Moskva, Sovetskij pisatel’, 1967, p. 113. 10 Si veda I. L. Sel’vinskij, Uljalaevščina, Moskva, Artel’ pisatelej “Krug”, 1927.
Parole Rubate / Purloined Letters 52 nel 1956.11 È molto probabile che la decisione di sottoporre il testo a una radicale revisione sia stata presa sotto la pressione delle critiche e nella condizione di oggettiva disgrazia in cui il poeta si trovava. Nel 1966 il poeta confessa all’amico Igor’ Michajlov: “К критике я всегда прислушивался, даже к самой несправедливой: всетаки что-нибудь может подметить и враг […] Но в начале революции, когда молодая поэзия пошла против эстетики символизма, мы бросались во все стороны и наломали немало дров. Вот почему я ненавижу свои старые варианты”.12 Nella stessa lettera Sel’vinskij afferma di aver riscritto ех novo il poema e in effetti il testo è drasticamente modificato nell’edizione del 1956: sono diversi la struttura e il ritmo, nuovi sono svariati episodi nei quali i comunisti sono introdotti come un principio positivo (tra i protagonisti appare anche Vladimir Lenin).13 Si vedano per esempio i due ritratti del comunista Georgij Gaj. Nella versione del 1935 il lessico, le immagini e persino il ritmo sono assolutamente originali e nelle descrizione del personaggio prevalgono gli aspetti fisici: “Но покуда защищалась буржуятина клятая, И завод дыбился рывком, С морей налетел товарищ Гай, агитатор, И с ним походный ревком. Товарищ Гай: небольшой тик справа, Точно под скулой кишели муравьи, 11 Si veda Id., Izbrannye proizvedenija, Moskva, Goslitizdat, 1956, vol. 1, pp. 283-417. 12 I. Michajlov, Kommentarii, in I. L. Sel’vinskij, Izbrannye proizvedenija, sostavitel’ I. Michajlov – C. Voskresensckaja, Moskva, Chudožestvennaja literatura, 1989, vol. 1, p. 595. Traduzione: “Ho sempre dato ascolto alla critica, anche la più ingiusta: anche il nemico può notare qualcosa […] Ma all’inizio della rivoluzione quando la giovane poesia è andata contro l’estetica del simbolismo, ci siamo buttati a destra e a manca e ne abbiamo combinate di tutti i colori. Ecco perché odio le mie vecchie varianti” (le traduzioni sono dell’autrice). 13 Si veda A. Revič, Poėmu ubila proza, in “Nezavisimaja gazeta”, 2004, 1 ijulja, all’indirizzo elettronico www.ng.ru/ng_exlibris/2004-07-01/1_revich.html .
Anna Krasnikova, La scrittura di un poema di Il’ja Sel’vinskij 53 Но торчали в глазницах черных, как рвы, Круглые очки в железной оправе”.14 Nella versione del 1956 le immagini e il lessico diventano più consueti, il metro è un canonico giambo e il personaggio è descritto quasi esclusivamente come ammiratore di Lenin: “Товарищ Гай — председатель ревкома. (Студент. Из Питера. Двадцать семь.) Утро — а он и не спал совсем, Уйдя в разворот небольшого тома. Ленина он и раньше читал. Бывало, в университете, Думать забыв про студенческий бал, Брошюры его впивали, как дети — В те годы немало огарков изжег Милый сердцу тайный кружок. Как жаль, что тогда он читал ‘вообще’! Ленин звучал для него, как Герцен. Он представлял его даже в плаще, Воспринимал не умом, а сердцем”.15 Il poema perde così la maggior parte delle sue caratteristiche originali e molti lettori lo considerano un’opera nuova. L’autore, invece, mette in calce come data di composizione l’anno 1924 e afferma che il 14 I. L. Sel’vinskij, Uljalaevščina, Moskva, Gosudarstvennoe izdatel’stvo chudožestvennoj literatury, 1935, p. 9. Traduzione: “Ma mentre i maledetti borghesi si difendevano / E la fabbrica si sollevava d’impeto / Dai mari piombò il compagno Gaj, agitatore / E con lui il comitato rivoluzionario itinerante. / Il compagno Gaj: un piccolo tic sulla destra / Come se sotto lo zigomo brulicasse di formiche, / Ma sporgevano nelle orbite nere come fossi / Gli occhiali rotondi nella montatura di ferro”. 15 Id., Uljalaevščina, in Izbrannye proizvedenija, Moskva, Goslitizdat, 1956, vol. 1, p. 28. Traduzione: “Il compagno Gaj, presidente del comitato rivoluzionario. / (Studente. Di Pietroburgo. Ventisette anni.) / È mattina e lui non ha dormito per niente, / Immerso tra le pagine di un volumetto. / Ha già letto Lenin prima di allora. / Gli succedeva all’università, / Dimenticandosi del ballo studentesco, / Gli opuscoli lo ghermivano, come bambini – / In quegli anni non pochi moccoli ha consumato / La cerchia segreta cara al cuore. / Peccato che allora leggeva ‘in generale’! / Per lui Lenin suonava allo stesso modo di Herzen, / Lo immaginava persino con il mantello, / Percepiva non con la mente, ma con il cuore”.