Recensioni: Pastor, V. L’Arsenale di Venezia. Progetti tentativo, Padova: Il Poligrafo, 2017, pp. 87
Abstract
Producción Científica
Full text
! 166 Valeriano Pastor, L’Arsenale di Venezia. Progetti tentativo, Padova: Il Poligrafo, 2017, pp. 87, € 231. Valeriano Pastor2 raccoglie nel volume una serie di riflessioni, spunti e progetti architettonici che durante il tempo sono stati elaborati in sede accademica ai fini della graduale restituzione di questo antico presidio militare alla città metropolitana di Venezia. Il filone sul quale si basa il libro riguarda la messa a sistema di una serie di idee che potrebbero ridare una speranza di vita alla città lagunare, sia sotto il profilo del “valore” proprio insito nella stessa definizione di città, sia per quanto riguarda la creazione di lavoro per un’entità che da vari decenni sta osservando una decrescita demografica che ha portato la sua misura vitale in meno di 60.000 abitanti (con relative conseguenze sul tessuto economico e urbano). Il processo per far rientrare l’Arsenale industrializzato (e decadente) dentro la vita urbana quotidiana può essere ritrovato tra le pagine di questo libro attraverso le sue cinque parti. La prima prende in considerazione il graduale abbandono della struttura da parte della Marina Militare. In particolare, gli “eventi” significativi corrispondono a due date. Il 1957 è l’anno in cui inizia il lento e farraginoso processo di dismissione del comparto militare, con la cessazione delle attività cantieristiche, cui segue, nel 1980, la dichiarazione del Comando Marina del Ministero della Difesa di aprire il recinto militare all’uso pubblico. Tale atto sanzionava la fine dell’Arsenale quale grande proprietà di suolo (e di mare) adibita esclusivamente alla costruzione navale. La sezione “frattempo” raccoglie le iniziative presentate dal mondo accademico veneziano, talvolta in co-partecipazione con altri atenei nazionali, alcune delle quali sono state elaborate dallo stesso autore del libro. Oltrettutto, in questa seconda parte del volume si analizzano in maniera critico-interpretativa alcuni degli studi presentati, tra cui il libro Progetto Arsenale (Gennaro, Testi, 1985) in cui rientra l’idea di Vittorio Gregotti, con Carlo Magnani e Filippo Messina, di “concettualità operante”, e gli esiti della conferenza “Arsenale e/è Museo: due modi per un uso unitario” (Aa.vv., 2002). In particolare, a partire da quest’ultimo “evento” sono state avviate le azioni per approfondire l’idea innovativa di convertire l’Arsenale in polo culturale per la città, nonostante il primo Documento Direttore per l’Arsenale non dia riscontro delle proposte provenienti dagli esiti del convegno3. In tale ambito sono comunque state tralasciate, ovviamente, le innumerevoli tesi realizzate dagli anni in ambito architettonico e urbanistico, soprattutto dagli studenti dello IUAV di Venezia. ! 1 Aknowledgements: this review has been written within the European Joint Doctorate “urbanHIST”. European Union. This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under the Marie Skłodowska-Curie grant agreement No 721933. 2 Già docente di Progettazione Architettonica e poi Direttore dello stesso Dipartimento presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (Michelotto Pastor e Taddei, 2000). 3 Approvato dal Consiglio comunale nel gennaio 2001, mirato principalmente a verificare le condizioni quantitative e distributive, nonché le compatibilità funzionali tra programma di riqualificazione e caratteristiche storiche, fisiche e sociali dell’area. Copyright © FrancoAngeli N.B: Copia ad uso personale. È vietata la riproduzione (totale o parziale) dell’opera con qualsiasi mezzo effettuata e la sua messa a disposizione di terzi, sia in forma gratuita sia a pagamento.
! 167 La terza parte del libro, “altri eventi”, riguarda le conseguenze della decisione di ripartire la proprietà del suolo (circa 480.000 mq) tra Comune di Venezia, Marina Militare (ovvero Ministero della Difesa), due rami del Demanio dello Stato (Ramo storico-articstico e Ramo trasporti e navigazione), ed infine al Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Tale decisione, di fondamentale importanza per il futuro dell’Arsenale e della stessa città, è stata presa con l’approvazione del nuovo Documento Direttore sui possibili scenari del comprensorio militare (Città di Venezia, 2015). Oltretutto, un quarto evento, strettamente collegato al precedente, riguarda la volontà di partecipazione da parte della cittadinanza sulla gestione dei fatti urbani correlati all’Arsenale. La quarta sezione fa riferimento alle “iniziative straordinarie”, a tre progetti architettonici proposti da Luciano Semerari nel 1987 (Gennaro, 1987), da Giorgio Lombardi nel 1989 (Lombardi et. al., 1990), coadiuvato da Carlo Aymonimo, ed il lavoro coordinato da Umberto Tubini nel 1997 “Arsenale: Museo di Venezia. Le forme del sapere nella produzione l’Expo 2000”, cui si aggiungono altri studi interuniversitari. Nella quinta parte, “Un punto di vista soggettivo”, l’autore sviluppa il proprio pensiero sull’Arsenale e sulle idee per un futuro davvero realizzabile. Si riflette, ad esempio, sul concetto di “arte”, intendendo il compendio militare quale opera di carpenteria, dunque una pratica artistica strettamente relazionata con una ragione commerciale-aziendale della scuola-cantiere dell’Arsenale, e sui bisogni/necessità espresse dai cittadini di Venezia, oltre al valore del Museo in una città che sta sempre di più subendo un processo di disneyfication. Infine, l’“appendice” riguarda altre considerazioni di carattere prettamente architettonico partendo dalla ricerca CNR “Target Venezia-Progetto Arsenale” del 2002. In sintesi, il libro può considerarsi una raccolta di esperienze di ricerca e progetto dalle quali emergono ulteriori idee, definite dall’autore come idee «di un ricercare e un progettare tentativo» (p. 84). Il lavoro si presenta ben strutturato, un’opera la cui facile lettura introduce a questioni di vitale importanza per le sorti di Venezia. Nonostante questo, il volume avrebbe meritato l’approfondimento su alcuni elementi fondamentali che girano intorno all’Arsenale, ad esempio il movimento di partecipazione della cittadinanza ai fini della riappropriazione del bene militare. Oltretutto, gli strumenti urbanistici e il processo decisionale da parte degli organi pubblici statali e territoriali appaiono assenti in questa pubblicazione. Il volume, dunque, si sofferma sugli aspetti prettamente architettonici, anche se con alcuni rimandi che possono aiutare il lettore a intendere meglio le questioni tralasciate dal libro. Riferimenti bibliografici Aa.vv. (2002). Arsenale e/è museo: due modi per un uso unitario. Insula Quaderni, 4(11). Città di Venezia (2015). Documento Direttore per l’Arsenale di Venezia – 2015. Venezia: Comune di Venezia. Testo disponibile al sito: http://arsenale.comune.venezia.it/wp-content/uploads/2014/05/20160905_Documento_Direttore.pdf (ultimo accesso: 14 settembre 2018). Copyright © FrancoAngeli N.B: Copia ad uso personale. È vietata la riproduzione (totale o parziale) dell’opera con qualsiasi mezzo effettuata e la sua messa a disposizione di terzi, sia in forma gratuita sia a pagamento.
! 168 Gennaro P. e Testi L. (1985) (a cura di). Progetto Arsenale – Studi e ricerche per l’Arsenale di Venezia. Venezia: Cluva. Gennaro P. (1987) (a cura di). L’arsenale riordinato. Nuovi progetti per Venezia. Venezia: Arsenale. Michelotto Pastor M. e Taddei L. (2000) (a cura di). Valeriano Pastor alla Querini Stampalia. Padova: Il Poligrafo. Lombardi G. et al. (1990). Libro Bianco su VENETIAEXPO2000. Venezia: Consorzio Venezia Expo. (Federico Camerin) Copyright © FrancoAngeli N.B: Copia ad uso personale. È vietata la riproduzione (totale o parziale) dell’opera con qualsiasi mezzo effettuata e la sua messa a disposizione di terzi, sia in forma gratuita sia a pagamento.