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Rigenerazione Urbana Sostenibile RIUSO 06

Hernández Falagán, David

Abstract

Teniendo en consideración que el tejido de una ciudad consiste en un 75-80% de espacio residencial, el estudio del mismo es de interés central para comprender cualquier estrategia que pueda implementarse para el desarrollo de un proceso de regeneración urbana virtuosa. El estudio "Flexibilidad tipológica e igualdad de género: seis recomendaciones para la regeneración urbana sostenible", realizado para el Patronat Municipal de l'Habitatge de Barcelona, analiza los diversos proyectos de vivienda social promovidos por la misma institución en los últimos años. El objetivo principal de este trabajo es verificar la validez del proyecto de vivienda social como herramienta para la regeneración del tejido urbano de la ciudad catalana. Todos los proyectos tomados en consideración fueron analizados de acuerdo con un enfoque de escala múltiple: desde el análisis de la tipología, su flexibilidad y su nivel de jerarquías, pasamos al estudio de los espacios compartidos del edificio, los lugares de socialización y complemento de unidades de vivienda, hasta el estudio de la relación entre la construcción y el tejido urbano. Las tres escalas diferentes de estudio y proyecto son esenciales para asegurar que una propuesta de vivienda social responda adecuadamente a la dinámica social y sea efectivamente una herramienta regenerativa a nivel socio-urbano. El análisis de todos los proyectos brindó la posibilidad de crear una serie de recomendaciones de proyectos. Estas pueden interpretarse como un instrumento (que puede ser colaborativo y participativo), útil durante el proyecto del edificio residencial. En conclusión, las recomendaciones pretenden indicar al planificador las diversas necesidades de los habitantes y las diferentes estrategias que se utilizarán para la regeneración del tejido urbano a través del proyecto de vivienda social.

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Informe per als concursos d’arquitectura amb intervenció de jurat Teniendo en consideración que el tejido de una ciudad consiste en un 75-80% de espacio residencial, el estudio del mismo es de interés central para comprender cualquier estrategia que pueda implementarse para el desarrollo de un proceso de regeneración urbana virtuosa. El estudio "Flexibilidad tipológica e igualdad de género: seis recomendaciones para la regeneración urbana sostenible", realizado para el Patronat Municipal de l'Habitatge de Barcelona, analiza los diversos proyectos de vivienda social promovidos por la misma institución en los últimos años. El objetivo principal de este trabajo es verificar la validez del proyecto de vivienda social como herramienta para la regeneración del tejido urbano de la ciudad catalana. Todos los proyectos tomados en consideración fueron analizados de acuerdo con un enfoque de escala múltiple: desde el análisis de la tipología, su flexibilidad y su nivel de jerarquías, pasamos al estudio de los espacios compartidos del edificio, los lugares de socialización y complemento de unidades de vivienda, hasta el estudio de la relación entre la construcción y el tejido urbano. Las tres escalas diferentes de estudio y proyecto son esenciales para asegurar que una propuesta de vivienda social responda adecuadamente a la dinámica social y sea efectivamente una herramienta regenerativa a nivel socio-urbano. El análisis de todos los proyectos brindó la posibilidad de crear una serie de recomendaciones de proyectos. Estas pueden interpretarse como un instrumento (que puede ser colaborativo y participativo), útil durante el proyecto del edificio residencial. En conclusión, las recomendaciones pretenden indicar al planificador las diversas necesidades de los habitantes y las diferentes estrategias que se utilizarán para la regeneración del tejido urbano a través del proyecto de vivienda social. Basandoci sulla considerazione secondo la quale il tessuto di una città è costituito per il 75-80% da tessuto residenziale, lo studio dello stesso è di centrale interesse per capire le eventuali strategie implementabili per lo sviluppo di un processo di rigenerazione urbana virtuosa. Lo studio “Flessibilità tipologica e Uguaglianza di genere: sei raccomandazioni per una rigenerazione urbana sostenibile”, realizzato per il Patronat Municipal de l'Habitatge di Barcellona analizza i diversi progetti di housing sociale promossi dallo stesso ente negli ultimi anni. L'obiettivo principale di questo lavoro è constatare la validità del progetto di social housing come strumento per la rigenerazione del tessuto urbano della città catalana. Tutti i progetti presi in considerazione sono stati analizzati secondo un approccio multiscalare: dall'analisi della tipologia, della sua flessibilità e del suo grado di de-gerarchizzazione, si è passati allo studio degli spazi condivisi dell'edificio, luoghi di socializzazione e di complemento delle unità abitative, sino ad arrivare allo studio della relazione tra edificio e tessuto urbano. Le tre diverse scale di studio e di progetto si intendono imprescindibili affinché una proposta di housing sociale risponda adeguatamente alle dinamiche sociali e sia effettivamente uno strumento rigenerativo a livello socio-urbano. L'analisi di tutti i progetti ha dato la possibilità di creare una serie di raccomandazioni progettuali. Queste si possono interpretare come uno strumento (che potrebbe essere collaborativo e partecipativo), utile durante il processo di progetto del edificio residenziale. In conclusione, le raccomandazioni pretendono indicare al progettista le varie necessità degli abitanti e le differenti strategie da impiegare per la rigenerazione del tessuto urbano mediante il progetto di housing sociale. ! 1 Dades sobre el concurs Dades sobre el projecte Nom del concurs / Objecte RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE - RIUSO 06 (SUSTAINABLE URBAN REGENERATION) Organisme que convoca el concurs Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatore Caràcter del concurs D’idees Tipus de procediment Obert Composició del jurat Internacional Naturalesa del jurat Extern a l’organisme convocant Crida Internacional Resultat del concurs PROGETTO SEGNALATO - HONORABLE MENTION Data de resolució del concurs 24/07/2018 Nom del projecte presentat / Lema Flessibilità tipologica e uguaglianza di genere: sei raccomandazioni per una rigenerazione urbana sostenibile. Autor/Autors UPC DAVID HERNÁNDEZ FALAGÁN Altres autors Colaboradores: Graziano Brau Pani, José Aitor Martínez Lorenzo ! 2 Nell'introduzione all'Immagine della città, l'urbanista nord americano Kevin Lynch descrive la città come un'entità nella quale gli elementi mobili sono tanto importanti quanto le parti fisiche inerti. Questa percezione della città come un elemento non meramente oggettuale e fisico, ma un organizzazione in costante sviluppo è molto simile a quella che potremmo avere di qualsiasi architettura ma in special maniera di quella residenziale. Di fatto, potremmo definire la casa come un gruppo di convivenza che abita un luogo definito da degli spazi. Nella definizione della residenza sono tanto importanti gli spazi come le funzioni e gli usi che fanno di loro i suoi abitanti. Dentro il contesto dell'housing collettivo, le successive regolazioni del concetto abitativo sono stati ridondanti nella definizione di diverse condizioni fisiche minime d'abitabilità. Lo sforzo normativo si è concentrato storicamente nella definizione quantitativa capace di tradurre dimensionalmente dei requisiti di salubrità e alcune condizioni di comfort adeguate ad una occupazione standard dell'habitat. La definizione normativa di diverse parti concrete con delle condizioni specifiche determina inevitabilmente una appropriazione e un uso prestabilito per ogni ambito. Malgrado questo, questi condizionamenti si possono minimizzare durante il processo di disegno riconsiderando le condizioni dimensionali e le relazioni tre le parti al fine di garantire tra le varie parti la massima adattabilità degli spazi e le minime gerarchie nella sua occupazione. Per questo motivo definiremo a continuazione un'interpretazione dei concetti di flessibilità e adattabilità utili per l'analisi della residenza. Applicaremo questa analisi a 20 progetti promossi dal Patronato Municipale della Residenza di Barcellona durante questi ultimi anni (2013-2015) al fine di ottenere un diagnostico dello stato dell'arte e poter stabilire alcune raccomandazioni per il miglioramento. FLESSIBILITÀ E GERARCHIE DI GENERE Adattabilità e flessibilità Anche se all'interno di questo documento parleremo di flessibilità, il termine che meglio definisce la nostra approssimazione concettuale è adattabilità. In questo senso, consideriamo adeguata la referenza terminologica utilizzata dai professori Jeremy Till e Tatjana Schneider nella loro ricerca sulla residenza flessibile ( Flexible Housing, Architectural Press, 2007). In accordo con il loro lavoro, che raccoglie la nomenclatura usata dapprima dall'ingegnere Steven Groak ( The Idea of Building, E & FN Spon, 1992), una residenza è flessibile quando si può adattare alle necessità che cambiano, tanto sociali come tecnologiche. Parleremo di adattabilità come la capacità della residenza di accogliere diversi usi sociali. Utilizzeremo il termine flessibilità per riferirci alla capacità di cambio nella configurazione fisica della residenza. Nell'insieme, parliamo di flessibilità per definire ambedue le capacità, anche se daremo priorità al concetto “soft” di flessibilità, quello per il quale l'utente, senza mezzi tecnologici, ha la capacità per modificare l'appropriazione o l'uso di uno spazio. Gerarchie spaziali Introducendo la prospettiva di genere in questo sguardo, l'analisi delle gerarchie spaziali pretende trovare e visibilizzare situazioni di disuguaglianza, subordinazione o disequilibrio nell'uso della residenza da parte di uomini e donne. Gli spazi non sono mai neutri, di modo che non è difficile dimostrare situazioni di disequilibrio che possono attivare usi gerarchici, Camere da letto molto diverse dimensionalmente, cucine o sgabuzzini invisibili per gli abitanti passivi, bagni vincolari o ad uso esclusivo di una parte degli abitanti, ambiti di lavoro domestico dimensionati per una sola persona, etc., sono caratteristiche gerarchiche. Gerarchia e flessibilità completano uno sguardo reciprocamente relazionato:uno spazio poco flessibile condurrà facilmente ad un utilizzo gerarchico, nella stessa maniera che una residenza molto gerarchizzata è molto poco flessibile. CAMERE DA LETTO Abitualmente, il termine camera da letto è stato considerato un fattore quantitativo capace di definire la capacità dimensionale di una residenza, indipendentemente dalla capacità propria di queste camere. Questa considerazione ha provocato la configurazione gerarchica di questi spazi a partire dalla normativa d'abitabilità. Malgrado ciò, sarebbe più adeguato considerare il numero di abitanti o di persone che configurano il gruppo di convivenza in modo tale da definire questi spazi, cercando d'evitare camere di dimensioni ridotte che rendano impossibile cambi dovuti alle differenti maniere di appropriarsi di uno spazio.Secondo la logica d'appropriazione flessibile degli spazi, dovremmo definire delle camere da letto con la possibilità di cambio di posizione dei mobili. Per questo la camera dovrebbe contare con una dimensione diafana minima di 2,8mx2,8m rispettando la misura minima di 0,80 m di distanza tra il letto e la parete. BAGNO Si tratta chiaramente di un ambito specializzato, la cui regolazione si limita praticamente alla definizione numerica dei suoi sanitari:la sua distribuzione può essere altamente determinante della funzionalità della residenza. Il caso che lo spiega nella migliore maniera è quello di quelle residenze che dispongono di due bagni, però uno di questi è parte di una camera da letto. Questa configurazione di bagno “ in suite” gerarchizza chiaramente questa camera da letto, determinando una occupazione non ugualitaria da parte dell'unità di convivenza. D'altra parte, la dotazione dei bagni dev'essere relazionata con la capacità dell'insieme degli spazi della casa, tenendo in considerazione che si deve rendere facile sempre un uso simultaneo di questi servizi. Una maniera efficiente di conseguirlo è attraverso spazi con differenti usi compartimentati che permettano usi simultanei senza richiedere la duplicazione della dotazione completa di elementi. SALACUCINA La sala è lo spazio con maggiore esigenze dimensionali, l'ambito della residenza utilizzato in comune da tutti gli abitanti, il luogo della confluenza di differenti funzioni sviluppabili simultaneamente. La cucina è lo spazio abitabile più specializzato della residenza. Essendo un luogo funzionale, capace di sviluppare tutte le lavorazioni legate al processo dell'alimentazione è un ambito di lavoro che richiede di alcune condizioni specifiche.La comunicazione tra la sala e la cucina favorisce la visibilità dei lavori che hanno luogo nella cucina, impedendo l'esclusione o la discriminazione della persona che li svolge. Allo stesso modo, quando sala e cucina creano un unico ambito, si corre il rischio di creare tensioni tra le azioni che vengono svolte nei due ambiti. Per questo è raccomandabile un'integrazione che permetta usi simultanei, che visibilizzi il lavoro ma che allo stesso tempo possa garantire indipendenza tra gli utenti. BALCONI/TERRAZZE I balconi sono spazi intermedi che potenziano la socializzazione tra gli abitanti, favorendo l' identificazione spaziale. Facilitano la regolazione termica della residenza, grazie alla proiezione d'ombra o con altre possibilità. In maniera caratteristica, gli spazi esterni godono di alcune caratteristiche d'indeterminazione funzionale che li rendono specialmente adatti ad una loro occupazione flessibile. Le possibilità sono multiple, anche se condizionate fondamentalmente dalle loro dimensioni. Un ambito esterno che ammetta l'occupazione confortevole di più di una persona permette la sua occupazione come spazio abitabile, abile per un suo utilizzo come complemento degli spazi interni. Al di sotto di queste dimensioni si possono considerare usi relazionati con la catena degli indumenti ( spazi per stendere la biancheria all'aperto, spazi per conservare, etc). CONSERVARE Una delle case degli Smithson era la Casa “ tutto al suo posto", risposta al consumismo degli anni 90, una proposta che riorganizzava la casa per dare posto agli spazi per conservare necessari in quell'epoca. "Residui, vestiti per le feste, un paio di sedie, un tavolo da lavoro, dei pattini...” arrivano ad occupare il 22% del volume totale della casa. Senza dubbio, questa accumulazione aumenta nel tempo, anche se la normativa contempla il conservare come un complemento minore delle camere. Il fatto che gli elementi conservati si concentrino nelle camere da letto diminuisce la flessibilità nell'occupazione del loro funzionamento quotidiano. Per questo è raccomandabile la presenza di spazi per conservare nelle zone comuni della residenza. Si è considerato che ogni abitante potrebbe avere la necessità di uno spazio minimo per conservare, approssimato ai 2,5m3, distribuiti nei differenti ambiti della casa e in relazione con le sue funzioni. L'ASSE DEL MANGIARE L'asse del mangiare, concetto analizzato dalla docente nord americana Elizabeth Collins Cromley, identifica i differenti spazi, momenti, funzioni e attività relazionati con l'alimentazione dentro la casa. Il cibo entra nella residenza e richiede di spazi specifici per conservare,specialmente quando si tratta di alimenti freschi. Due attività in più, la cottura degli alimenti e la pulizia previa e posteriore della cucina, configurano un triangolo di lavoro. Questa è l'area di massima funzionalità, le dimensioni e condizioni della quale richiedono la massima attenzione al progetto. Il dimensionamento della cucina (tra 6 e 8 moduli 60x60cm, dipendente dal numero di abitanti) e la capacità per il lavoro simultaneo di più di una persona sono altre considerazioni qualitative che si analizzeranno nelle case. CICLO DEGLI INDUMENTI Il ciclo degli indumenti è quell'insieme di funzioni che implica la gestione degli stessi, della biancheria e dei complementi della casa. Insieme al ciclo degli alimenti è uno dei sistemi funzionali di lavoro domestico più importanti. La normativa contempla la presenza di spazi per lavare la roba e per asciugarla ma non esige una dotazione specifica di spazi, cosicché ciò si traduce nella marginalità di queste attività nel disegno delle tipologie. Questo ciclo implica differenti funzioni e spazi dentro la casa. Dallo spazio per riporre la roba sporca, passando attraverso il suo lavaggio e l'asciugatura sino alla piegatura e alla stiratura, arrivando alla piegatura e alla riposizione degli indumenti puliti. Differenti spazi per conservare, aree aperte per stendere, zone di lavanderia per minimizzare i percorsi e rendere più efficienti i lavori, spazi previsti per la stiratura per gli altri lavori di mantenimento dei vestiti sarebbero alcune tra le necessità molto poco coperte totalmente. SPAZI DI LAVORO Differenziamo i lavori remunerati, “lavoro produttivo” da quelli che si possono considerare lavori vincolati al mantenimento della casa, o di cura dei suoi abitanti, che chiameremo “ lavoro ri-produttivo” Solo occasionalmente, nella configurazione tipologica delle residenze, si possono identificare ambiti spaziali che permettono lo sviluppo di una attività lavorativa senza condizionare l'uso del intero spazio abitativo. Nel secondo caso si tratta di identificare quegli ambiti specifici della residenza disegnati in modo esplicito per accogliere le attività ri-produttive, come un ambito lavanderia ben in relazione con tutte la attività relazionate con l'asse della roba, uno spazio complementare per il mantenimento o, come minimo uno spazio relazionato con uno spazio determinato che permetta sviluppare queste funzioni. Rodalies c. Doctor Aiguader, 15-17 Pere IV / Josep Pla c. Pere IV, 455 i Camí de Ca l’Isidret, 5 Bon Pastor III fase – Edifici E2 c. Alfarràs, 30-38 i pg. Mollerussa, 20 Bon Pastor III fase – Edifici F1 c. Biosca, 17-25 Glòries I fase c. Ciutat de Granada, 147, 151 i 155 Can Batlló UP8 c. Parcerisas, 6 Quatre Camins c. Vista Bella, 7-9 Tànger c. Tànger, 40 Sancho d’Avila II fase pç. Dolors Piera, 6 i pç. Isabel Vila, 2 Alí Bei c. Alí Bei, 102 av. Vallcarca II fase (AA3) av. Vallcarca, 93-95 Can Fabra c. Parellada, 9 Hermanitas GG c. Viladomat, 142 Hermanitas c. Comte Borrell, 159 Via Augusta Via Augusta, 401-403 Bon Pastor IV fase – Edifici G1 c. Salomò,1 Bon Pastor IV fase – Edifici G2 c.Biosca,52 Bon Pastor IV fase – Edifici H1 c.Isona,1 Bon Pastor IV fase – Edifici H3 pg.Mollerussa,58 Bon Pastor IV fase – Edifici I1 c. Mur,4 CATALOGO PROGETTI FLESSIBILITÀ TIPOLOGICA E UGUAGLIANZA DI GENERE: SEI RACCOMANDAZIONI PER UNA RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE BARCELLONA (SPAIN) 2016 Arch. DAVID HERNANDEZ FALAGAN Arch. GRAZIANO BRAU PANI, Arch. AITOR MARTINEZ LORENZO; Coll. GIULIA BALLONE, Coll. SARA BUA FLESSIBILITÀ TIPOLOGICA E UGUAGLIANZA DI GENERE: SEI RACCOMANDAZIONI PER UNA RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE WC Triangolo di lavoro SPAZI PER CONSERVARE 2,56m30,90m30,90m30,30m30,00m30,00m3 CICLO DEGLI INDUMENTI Attività sviluppate negli spazi comuni ASSE DEL MANGIARE SPAZI DI LAVORO CAMERE DA LETTO SALA/CUCINA BAGNO BALCONI/TERRAZZE Alí Bei - c. Alí Bei, 102 49 habitatges dotacionals per a gent gran i 15 allotjaments Arquitectes: Estudio Vivas Arquitectos SCP, Pau Vidal Pont i Arquitectura Produccions APPARTAMENTO TIPO PIANO TERRA SEZIONE CONCETTUALE Gerarchia dimensionale 0 42,60 2,80 BARCELLONA (SPAIN) 2016 Arch. DAVID HERNANDEZ FALAGAN Arch. GRAZIANO BRAU PANI, Arch. AITOR MARTINEZ LORENZO; Coll. GIULIA BALLONE, Coll. SARA BUA FLESSIBILITÀ TIPOLOGICA E UGUAGLIANZA DI GENERE: SEI RACCOMANDAZIONI PER UNA RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE Le tipologie, dovuto alle loro dimensioni giuste e occasionalmente molto ristrette, si possono complementare con superfici funzionali, ripartite nell' edificio sotto forma di spazi comuni. Le funzionalità possono essere diverse: spazi per conservare, compartimentabili o condivisi, spazi per l'ozio, spazi esterni comuni come un tetto accessibile, o spazi per il Co-working o piccoli laboratori. Questa scelta potrebbe avere un beneficio multiplo. Da una parte si ampliano le capacità funzionali della residenza senza implicazioni dimensionali della propria tipologia. Dall'altra, si propongono usi che possano rinforzare l'implicazione comunitaria e il senso di comunità tra gli abitanti e i vicini dell'edificio.Le esperienze di residenza sociale che si possono vedere in alcuni dei progetti analizzati dimostrano la viabilità e l'opportunità di questa proposta. In relazione alle caratteristiche degli spazi analizzati in funzione della loro flessibilità, possiamo identificare due raccomandazioni che riassumano la risposta alle carenze osservate. Gli spazi con un minor condizionamento funzionale sono quelli che risultano più adeguati per l'appropriazione individuale di ogni abitante. Son quelli più adeguati per complementare qualsiasi uso della residenza( lavoro, conservare, camera da letto provvisionale, lavanderia,etc.). Si raccomanda l'inclusione di spazi complementari polifunzionali, identificabili con un uso che possa evolvere durante la vita utile dell'edificio. Si raccomanda anche che gli spazi esterni propri ( balconi, terrazze) dispongano di dimensioni adeguate al loro utilizzo come spazi abitabili. In definitiva possiamo sottolineare due aspetti che possono migliorare la funzionalità delle residenze in relazione agli usi quotidiani. Per lo sviluppo metodologico di questo studio si sono disegnate le tipologie abitative con un criterio comune che ha permesso l'identificazione di usi e funzioni.Nonostante questo, si da la circostanza che la planimetria architettonica abituale non include l'identificazione corretta di tutti gli usi quotidiani. Si raccomanda l'esigenza di rappresentare la planimetria della tipologia identificando tutti i dispositivi di immagazzinamento ( fino al compimento di un requisito base di 2,5 m3 di spazio per abitante), degli spazi destinati alle differenti funzioni del ciclo degli indumenti e dell'asse del mangiare ( con l'indicazione specifica del triangolo di lavoro). Queste raccomandazioni si possono interpretare come uno strumento (che potrebbe essere collaborativo e partecipativo) utile durante il processo di disegno della tipologia residenziale. In definitiva, pretendono indicare al progettista le varie necessità abitative dei possibili abitanti, a partire dell'occupazione virtuale e quotidiana dei progetti stessi. Buona parte delle residenze analizzate non sono munite di spazi d'uso specifico per lo sviluppo delle mansioni legate al ciclo della roba. Hanno solo lo spazio per asciugare, regolato dal decreto d'abitabilità, si trova identificato nella maggior parte dei progetti. IN relazione con questa area, dovremmo assegnare una superficie specifica per lo sviluppo del resto delle attività ( raccolta degli indumenti sporchi, lavaggio, stiratura) così da migliorare la sua efficienza e la sua visibilità. Gli spazi per conservare si trovano maggiormente individualizzati nei dormitori. Sarebbero molto più versatili ubicati nelle zone comuni della residenza, dove possono sviluppare in modo più flessibile differenti funzioni. Dai risultati dell'analisi si percepisce chiaramente che la distribuzione delle superfici che si propone la maggioranza delle volte coincide con la regolamentazione delle superfici minime del decreto sull'abitabilità. Questa circostanza provoca una grande diversità dimensionale delle camere da letto, lo spazio della cucina e dei bagni universonali senza capacità di essere condivisi o di avere un uso simultaneo. Si raccomanda l'inclusione di una normativa tecnica nei concorsi di progetto con una definizione delle superfici con dei criteri di flessibilità e d'eliminazione delle gerarchie:camere da letto equivalenti in superficie e qualità, cucine con capacità per l'attività di due persone e bagni che si possano compartimentare o convertire in spazi di assistenza in futuro. Tutto questo sempre da una prospettiva della casa che si identifica dal numero di abitanti e non dal numero di camere da letto. R3 - SPAZI COLLETTIVIR2 - PROPOSTA DIMENSIONALER1 - SPAZI NEUTRI E VERSATILI R4 - SPAZI DI LAVORO RIPRODUTTIVO R5 - IDENTIFICAZIONE DI FUNZIONI R6 - LA RIGENERAZIONE URBANA 6 14 Camera da letto 1 Camera da letto 2 Camera da letto 3 Visibilità Sala/Cucina Simultaneità d'uso Centralità del complesso Uso simultaneo (una camera condivisa) Uso simultaneo (camera doppia) Uso assistito Uso degerarchizzato Uso spazio abitabile Uso immagazzinamento Uso lavoro riproduttivo Vestiti Dispensa Strumenti da cucina Prodotti per la pulizia Residui Grande formato Bucato sporco Lavare Stendere/asciugare Prodotti per la pulizia Bucato pulito Ambito di lavoro indipendente Ambito di lavoro dipendente Ambito di lavoro riproduttivo Promuovere l’abitare collettivo è un’immensa opportunità per la rigenerazione di aree specifiche della città. Il piano terra degli edifici, per diversi motivi, ha una funzione di primaria importanza per conseguire questo obiettivo. Se da un lato offrono la possibilità di avere funzioni diverse da quella residenziale, garantendo la diversità degli usi del complesso e ampliando l’orario di attività e la presenza di persone, dall’altro permette l’inclusione di spazi comunitari e piccoli servizi a carattere privato o di vicinato, che possono complementare gli usi abitativi e che rendono più semplice la convivenza. In ultima istanza, dotare di attività i piani terra, le cui vetrine e cristalli creano comunicazione visuale tra interno ed esterno, generando spazi di accesso alle unità abitative sicuri e visibili. Una buona progettazione dei piani terra non solo si ripercuote positivamente nel suo edificio ma anche nella strada che gli da accesso e nella rete di spazi pubblici del quale l’edificio fa parte: favorisce la circolazione pedonale rispondendo alla scala umana della città, permette la pianificazione dell’alberatura e di spazi blandi influendo positivamente nel paesaggio urbano e nella percezione visuale di un quartiere sicuro, sano e sostenibile. 3 13 10 16 4 13 7 14 6 2 9 3 18 17 17 3 11 10 17 15 3 10 5 20 20 18 2 11 9 20 13 7 0 16 4 19 1 5 15 20 4 3 16 16 17 4 WC BARCELLONA (SPAIN) 2016 Arch. DAVID HERNANDEZ FALAGAN Arch. GRAZIANO BRAU PANI, Arch. AITOR MARTINEZ LORENZO; Coll. GIULIA BALLONE, Coll. SARA BUA FLESSIBILITÀ TIPOLOGICA E UGUAGLIANZA DI GENERE: SEI RACCOMANDAZIONI PER UNA RIGENERAZIONE URBANA SOSTENIBILE