Fenomeni di variazione linguistica nel testo letterario: “Il ladro di Merendine" di Andrea Camilleri
Abstract
La ponencia presentada en el IV SEMINARI SOBRE L’OBRA D’ANDREA CAMILLERI que ha tenido lugar en Barcelona el día 13 de abril de 2016, se enmarca en una serie de eventos relacionados con la figura literaria de Andrea Camilleri. El elevado espesor intelectual del autor, la particularidad de su lengua y las características de su literatura, hacen de Andrea Camilleri un autor que forma parte del imaginario cultural y literario europeo. Con esta ponencia se quiere dar respuesta a los múltiples interrogantes y dificultades que naces de la traducción e interpretación de su obra, en particular en lengua española.
Full text
Fenomeni di variazione nel testo letterario (tradotto) “Il ladro di merendine” di Andrea Camilleri Giovanni Caprara Universidad de Málaga “Obviamente, en la traducción se pierde la distinción entre el italiano y sus variantes dialectales” (N. del T.)
UN INFINITO DI POSSIBILITÀ Fra le diverse varietà NON ESISTONO CONFINI NETTI, ma sono presenti aree di SOVRAPPOSIZIONE Molti tratti linguistici compaiono in più varietà e i tratti diagnositici, peculiari di una sola varietà, sono molto ridotti diatopica diastratica diafasica diamesica diacronica
TRA I PRINCIPALI FENOMENI LINGUISTICI CREATI DALL’AUTORE, OSSERVIAMO: Commutazione e alternanza di codice: il code-switching & code-mixing Cambio codice all’interno di un discorso La commutazione di codice (ingl. code-switching) è il passaggio da una lingua a un’altra all’interno del discorso L’alternanza di codice è invece la scelta delle lingue possedute da un parlante bilingue a seconda della situazione o dell’ambito comunicativo Commutazione (italiano, genovés, siciliano) Giovanni indossò e braghette, lasciandosi però le scarpe, chiuse la porta di casa, rifece la discesa do derrùo (sdirrupu? sbalancu?), stavolta però riuscì a non tagliarsi le mani, e andò a stennersi sulla rena. A un certo punto, senza rendersene conto s’appennicò. Quande o mâ o l’arrivava longo in sciô bagnasciuga, de vòtte o ghe fäva quell’effetto lì. (La mossa del cavallo, pág. 57) intrafrasale Alternanza (italiano e dialetto siciliano): È per scansare il pericolo che una parola venga pigliata pi un’àutra ca io ora parlu sulu in dialettu. (La mossa del cavallo, pág. 213) interfrasale – fine frase
Necessità letterarie (oltre alla situazione comunicativa, argomento, interlocutore, distanza sociale – culturale, comicità ) Tra italiano e siciliano: Beatrice s’assittò nuovamente, Mimì si calò sulla seggia, rigido che pareva avesse d’incoddro un’armatura medievale. Ancora non si faceva capace come gli fosse capitata quella grazia di Dio, ma la cosa che ci aveva messo il carrico di undici era stata l’insolita gentilezza di Montalbano. Il quale sinni niscì dalla trattoria canticchiando. (La gita a Tindari, pag. 94) O tra italiano, siciliano e spagnolo: Mentre aspettava nel suo studio Hortensio e Honorio che aveva mandato a chiamare con un servo, don Sebastiano esaminò la quistione principale: se el condenado avesse detto di sì alla propuesta, cuando avrebbe dovuto anunciar a donna Isabella che doveva yacer con un hombre che no era su esposo? (Il re di Girgenti, pag.20) Ibridismi lessicali (termini formati a partire dall’italiano e dal siciliano) Termini ricorrenti nell’opera camilleriana: piccato (piccatu da peccato, esp. lástima); quanno (quannu da quando, esp. cuando); criato (criatu da creato, esp. criado); voliva (vulìa da voleva, esp. quería); aviva (avìa da aveva, esp. tenía), ecc. Italiano L.attes: Volevo dirle, da parte del signor Questore, che dell’omicidio di quel Piccolo dovrà occuparsene lei. Del resto così, a occhio e croce, mi pare si tratti di un caso abbastanza banale. (…) C.M Banalissimo, dottore. Un banale furto che si è trasformato in un banale omicidio. Lattes: Bravo! Intendevo dire proprio questo. C.M. E mi scusi l’ardire… Lattes: Ardisca pure, carissimo commissario…
USO DEL DIALETTO ITALIANIZZATO Tra la parlantina di Ingrid e la velocità che la svidisa teneva, a Montalbano non parse di aviri caminato tanto quando la machina si fermò davanti a un casale in aperta campagna. (Il giro di boa, pág. 171) ALTRI DIALETTI genovese Che bella nottata! O ciæo da lunn-a o s’allargava in sciâ campagna, paiva de giorno, no passava unna fia de vento, giusto quarche baietto de can, quarche grillo cantadô. (La mossa del cavallo, pág. 101) toscano Oddio, Ferraguto, ’un facciamo equivoci! Da noi abusato vòle dire, come dire, disorientato. A quattr’occhi, Ferraguto: l’è proprio di mestieri rihorrere a questi mezzi estremi? (Il birraio di Preston, pág. 117) romano Ho capito, disse Traquandi. Seconno voi io me ne devo annà fora de qua de prescia. (ibídem, 199) ALTRE LINGUE Ho capito, disseTraquandi. Seconno voi io me ne devo annà fora de qua de prescia. (ibídem, 199) Yo, el duca don Sebastián Vanasco de Pes y Pes, declaro abierto el segundo día del proceso contra Giosuè Zosimo acusado di avere asesinado al principe don Filippo Pensabene. (Il re di Girgenti, pág. 78) Was ist denn?; Mein Gott! (Il birraio di Preston, pág. 11) Un esempio di ibrido Kome dofe? A Figàta, kosa essere successo?»; «È una tonna Ke Kanta, (Il birraio di Preston, p. 15)
La variazione diacronica Qualsiasi lingua viva cambia col trascorrere del tempo Giagia amata, la quistione che oggidì tutti in Montelusa si pongono, e nei paesi che ad essa fanno corona, primeramente Vigàta, è quale sia stata la cagione onde il tuo sposo, il Prefetto, ovvero sia Colui che lo Stato in questi certo non amabili luoghi rappresenta, volle, e fortissimamente, che il nuovo teatro di Vigàta s’inaugurasse con l’opera Il birraio di Preston (Il birraio di Preston, pag. 204). […] In nessuna intrapresa volea accingermi, sempre stimando inane e vano alcunché, altro scopo non veggendo nella vita che la fine della vita istessa, la morte quale termine ultimo. (ibídem:204)
La variazione diatopica Tratti tipici dell’italiano regionale (Sicilia). L’italiano regionale della borghesia mescolato a dialetto locale. La fonetica: Fenomeni fonetici meglio caratterizzano i diversi tipi di “italiano regionale” presenti su un territorio Geminazione o rafforzamento dell’occlusiva labiale sonora /p/ o /b/: Di primo doppopranzo (La mossa del cavallo, pág. 37). Accussì sensibbile (La mossa del cavallo, pág. 50). Intensificazione prepalatale sonora /gg/: Cuggino. (La mossa del cavallo, pág. 146) Aggiunta di vocali per facilitare la pronuncia di particolari nessi consonantici: Finalimente. (Il birraio di Preston, pág. 17) Apocope di nomi propri personali o vocativo usati in funzione appellativa o interlocutoria: Avvocà. (La mossa del cavallo, pág. 170) Catarè. (La gita a Tindari, pág. 43) Palatalizzazione consonantica: Difficortà. (Il re di Girgenti pág. 197)
La variazione diatopica Morfosintassi Accusativo con preposizione o uso del dativo: E allora? Lasci perdere se stamattina hanno ammazzato a uno qua davanti. (La gita a Tindari, pág. 21) Tre o quattromila viddrani, contadini delle campagne vicino a Palermo. (Biografia del figlio cambiato, pág. 11) Accusativo senza preposizione: E chi l’ha sparato? (Il ladro di merendine, pág. 7) Sostituzione del congiuntivo con l’indicativo in presenza di verba putandi (esprimere opinione, giudizio, conoscenza). Uso dell’imperfetto indicativo nella protasi e altri casi in cui l’italiano userebbe il congiuntivo o il condizionale: A Montalbano, che apparteneva alla prima scuola di pensiero, quella che sosteneva che il ragioniere se n’era fujuto dopo aver fottuto tutti, Mariastella Cosentino faceva pena. (L’odore della notte, pág. 18) Vendeva tumazzo caprino che non si sapeva chi lo produceva. (L’odore della notte, pág. 26) Uso del passato remoto invece del passato prossimo: L’urlo di gioia di Montalbano rintronò la grecchia del maresciallo, lo spaventò. Dottore? Dottore? Dio mio, che successe? (Il cane di terracotta, pág. 106)
La variazione diafasica IL DIALETTO NELLA LINGUA DI CAMILLERI Termini ricorrenti di derivazione siciliana camurria, gana, macari, taliata, vossìa, acchianari, addrìtta, babbiare, passiàre, spitàli, darrè, nèsciri, ecc. Termini dialettali tipici dell’area di Porto Empedocle: travagliu y no travagghiu, figliu y no figghiu, picciliddru y no picciriddu,ecc. Parole con morfemi lessici siciliani: svacantato y no svacantatu, trimoliare y no trimuliari, nìvuro y no nìvuru, cannòli y no cannòla, inzertare y no inzirtari (característico de los vocablos sicilianos la terminación en i y u). Locuzioni idiomatiche: per il sì e per il no, in un vìdiri e svìdiri. Termini sinonimici: vignarole, attuppateddri, vavaluci, scataddrizzi, crastuna (lumache) bummola, bummoliddri, quartare, quartareddre, cocò, giarre, giarriteddre, graste, tannùra, canala (recipiente) Termini ricorrenti: babbiare, taliare, cataminarsi, magari/macari, strammato, scantarsi, arrisbigliarsi, tanticchia, picciliddro, gana, susirsi
italiano spagnolo ritraduzione (p.201) Dottore Montalbano, lei personalmenti non mi conosci e io non conosci a lei com’è fatto. Mi chiamo Prestifilippo Arcangelo e sonno il socio di suo patre nell’azenda viniccola che ringrazziando il Signori va bene assai e ci frutta. Suo patre non parla mai di lei però oscoperto che nella sua casa teni tuttì i giornali che scrivono di lei e macari si lui lo vede quarche volta comparire in televisione si mette a piangire ma cerca di non farlo vidire [...]. Prestilippo Arcangelo (p.194) Dottore Montalbano, usted personalmente no me conoce y yo no sé cómo es usted. Me llamo Arcangelo Prestifilippo ysoy socio de su padre en la empresa vinícula que, gracias a Dios, va muy bien y es rentable. Su padre nunca habla de usted, pero yo he descubierto que en su casa guarda todos los periódicos que escriben sobre usted y, cuando alguna vez lo ve en la televisión, se pone a llorar, pero procura disimularlo [...] Arcangelo Prestifilipo Dottore Montalbano, lei personalmente non mi conocse e io non so lei com’è, Mi chiamo Arcangelo Prestifilippo e sono socio di suo padre presso l’azienda vinicola che, grazie a Dio, va molto bene e rende. Suo padre non parla mai di lei, ma io ho scoperto che in casa sua conserva tutti i giornali che scrivono su di lei e, quando qualche volta lo vede in televisione, si mette a piangere, però cerca di dissimularlo…Arcangelo Prestifilippo (p.239) Adelina, la cammarera «Doppo che vossia nonni mi ffa sapìri quanno che tonna, iu priparo e priparo e doppo sonno obbligatta a gittari nella munnizza la grazzia di Diu . Non priparu cchiù nenti». (p. 229) «Como usía no me dice cuándo vuelve, yo preparo y preparo y después tengo que tirar a la basura la gracia de Dios. Ya no prepararé nada más». Siccome voi non mi dite quando tornate, io preparo e preparo e dopo devo buttare via tutto nella spazzatura la grazia di Dio. Da ora in poi non preparerò più niente. LETTERE AL COMMISSARIO
UNA PROPOSTA DI TRADUZIONE
italiano spagnolo proposta Pag. 9 «S’arrisbigliò malamente: i linzòla, nel sudatizzo del sonno agitato per via del chilo e mezzo di sarde a beccafico che la sera avanti si era sbafàto, gli si erano strettamente arravugliate torno torno il corpo, gli parse d’essere addiventato una mummia. Si susì, andò in cucina, raprì il frigorifero, si scolò mezza bottiglia d’acqua aggilàta. Mentre beveva, taliò fòra dalla finestra spalancata». Pág. 7 «Se despertó muy mal: las sábanas, en medio del sudor del sueño, alterado por culpa del kilo y medio de sardinas al horno rellenas con anchoas, cebolla, perejil y pasas que se había zampado la víspera, se le habían enrollado apretadamente alrededor del cuerpo, cual si fueran las vendas de una momia. Se levantó, se dirigió a la cocina, abrió el frigorífico y se bebió media botella de agua helada. Mientras lo hacía, miró a través de la ventana abierta». p.7 Se arrisbiglió malamente: las sábanas, en medio de tanto sudor del sueño alterado por culpa del kilo y medio de sardinas rellenas que se había zampado la noche de antes, se le habían arravugliate alrededor del cuerpo, que le pareció haberse trasformado en una momia. Se susí, se dirigió a la cocina, raprió el frigorifero y se tragó media botella de agua hielada. Mientras bebía, talió fora de la ventana abierta de par en par.
italiano spagnolo Proposta Sig. Pinna: «Lo conoscevo io, il signor Lapecora. Era un omo ‘ntipatico. A salutare una pirsuna ci veniva la suffirenzia». Sig.Pinna: «Yo conocía al señor Lapecora. Era un hombre antipático. Le costaba horrores saludar a la gente». Sig.Pinna: «Lo conocía yo, al señor Lapecora. Era un hombre ’ntipatico. Sufría a saludar a una pirsona». Montalbano: «Lei, signora, com’ha saputo ch’era morto? ». Montalbano: «Y usted, señora, ¿cómo se enteró de que había muerto? » Montalbano: «Usted, señora, ¿cómo supo que había muerto?» Sig. Pinna: «Comu lo seppi? Dovevo nèsciri per la spisa e chiamai l’ascensore. Nenti, non veniva. Mi feci persuasa che quarchiduno aviva lasciato la porta aperta, come spissu càpita con questi vastasazzi che abitano nel casamento . Scinnii a pedi e vitti la guardia giurata che faceva la guardia al catàfero. E, fatta la spisa, ho dovuto acchianare la scala a pedi, che ancora mi manca il sciato». Sig. Pinna: «¿Que cómo me enteré? Tenía que salir para hacer la compra y llamé al ascensor. Pero nada, no subía. Pensé que alguien se habría dejado la puerta abierta, tal como suele ocurrir con esta gentuza que vive en el edificio. Bajé a pie y vi al guardia jurado que montaba guardia junto al cadáver. Y, cuando regresé de la compra, tuve que subir la escalera a pie, y aún me falta la respiración». Sig. Pinna: «Que comu lo supo yo? Tenía que salir a comprar y fui a llamar al ascensor. Nenti de nenti, no venía. Pensé que arguno se había dejado a la puerta abierta, como suele pasar con la gente tan vasta que vive en este casamento. Scinnii a pie y vitti al guardia jurado que hacia la guardia junto al catàfero muerto. Y, cuando volví de la compra, me tuve que subir andantijo las escaleras, que aún me falta el aire».
CONCLUSIONI La traduzione spesso non propone certamente un atteggiamento di “apertura” alla sperimentazione Troppo spesso si opta per una sorta di standardizzazione delTO Perdita connotazioni variazione linguistica Cosa fare? È possibile un altro atteggiamento? È possibile introdurre più elementi di variazione 1. Dal punto di vista culturale perdite considerevoli 2. Contrasto tra dialetti non esiste 3. Ambigue decisioni traduttologiche
Fenomeni di variazione nel testo letterario (tradotto) “Il ladro di merendine” di Andrea Camilleri Giovanni Caprara Universidad de Málaga cap[email protected]