Globalizzazione

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333BiblCOINDICEIndiceIntroduzione …………………………………………………………………..1. La globalizzazione e il fenomeno delle aggregazioni aziendali 1.1. La nozione di globalizzazione ………………………………………… 1.2. Gli effetti della globalizzazione sugli assetti economici: la crescente transnazionalità delle imprese …………………………………………. 1.3. Le motivazioni delle aggregazioni aziendali ………………………….. 1.4. La natura delle reti di imprese ………………………………………… 1.5. Le tipologie tradizionali delle reti di imprese ………………………….2. Il contratto di rete 2.1. La disciplina del contratto di rete……………….……………………... 2.2. Le finalità del contratto di rete ………………………………………… 2.3. Le caratteristiche dell’istituto …………………………………………. 2.4. La governance e il fondo comune ……………………………………..3. L’attuazione del programma di rete 3.1. Il programma di rete …………………………………………………... 3.2. L’esecuzione del contratto di rete ……………………………………... 3.3. I sotto-progetti realizzati entro il programma di rete ………………….. 3.4. L’utilizzo di contratti autonomi collegati alla rete …………………….4. I contratti di rete e le risorse umane 4.1. Premessa ………………………………………………………………. 4.2. Il ruolo del capitale umano nelle reti e la sua promozione nelle politi- che regionali…………………………………………………………… 4.3. Le risorse umane e l’esecuzione del contratto di rete: il distacco …….. 4.4. Le risorse umane e la codatorialità …………………………………….Conclusioni ………………………………………………………………..…...Tabelle e grafici …………………………………………………………….….Bibliografia …………………………………………………….……………....Sitografia ………………………………………………………………….…....p. 2p. 3p. 5p. 8p. 10p. 14p. 22p. 24p. 27p. 30p. 40p. 45p. 47p. 50p. 54p. 55p. 59p. 66p. 70p. 72p. 73p. 78IntroduzioneIl contratto di rete è stato introdotto nell’ordinamento italiano per favorire l’aggregazione tra imprese, con una più ampia flessibilità sia nella definizione degli scopi e dei confini della rete, che nel livello di coinvolgimento dei partner.Questo contratto è stato introdotto con la legge 9 aprile 2009 n. 33, successivamente integrata e modificata nel corso del triennio 2010-2012. L’idea di fondo su cui il legislatore ha strutturato il contratto di rete è che le reti di imprese rappresentano, da un punto di vista economico, una libera aggregazione tra imprese, con l’obiettivo di accrescere la loro competitività e innovatività. Prima della legge n. 33/2009, gli strumenti giuridici utilizzati dalle imprese per dare vita a queste aggregazioni erano rappresentati dal contratto di società o di consorzio, dalle A.T.I., dai raggruppamenti temporanei di imprese, dalla joint venture, dal contratto di franchising, ecc. Il contratto di rete si configura come uno strumento alternativo di cooperazione e di sviluppo. Questo strumento permette, infatti, di cogliere funzioni diverse e prima non previste come il coordinamento produttivo o distributivo, così come le strategie di collaborazione di partner locali, ritenuti strategici per l’attività della singola impresa. Il contratto di rete può avere ha anche una funzione finanziaria, diretta a coinvolgere una o più banche nel risanamento di una o più imprese. In particolare, i contratti di rete si distinguono dalle altre forme di collaborazione in quanto non si focalizzano sulla condivisione di rendimenti, ma su obiettivi strategici comuni di crescita. Questo lavoro si propone di analizzare le caratteristiche di questa nuova forma di collaborazione tra imprese, soffermando l’attenzione sui programmi di rete e sull’utilizzo delle risorse umane.In questa prospettiva, il primo capitolo prende in esame il fenomeno delle aggregazioni aziendali nell’ambito del processo di globalizzazione. Il capitolo successivo analizza la disciplina del contratto di rete, le sue finalità e governance, e le caratteristiche del fondo comune. La terza sezione del lavoro sposta l’attenzione sul programma di rete, il quale, oltre a definire obblighi e doveri dei retisti, ha l’obiettivo di individuare l’ambito di attività della rete e di stabilire le modalità e le risorse per il coordinamento delle attività delle imprese aderenti. Infine il capitolo conclusivo affronta il tema dell’utilizzo delle risorse umane nell’esecuzione del contratto di rete e nei sotto-progetti.Capitolo primoLa globalizzazione e il fenomeno delle aggregazioni aziendali1.1. La nozione di globalizzazione Il termine globalizzazione è entrato nel lessico corrente a partire dagli anni ‘90 del secolo scorso, indicando un insieme di fenomeni legati alla crescita economica, sociale e culturale tra le diverse realtà mondiali.Gli studiosi individuano l’origine di questo fenomeno già nella seconda metà del XIX secolo, anche se il suo sviluppo è stato interrotto più volte prima dalle due guerre mondiali, poi dalla grande depressione per riprendere nella seconda metà del XX secolo con rinnovato rigore. Con il termine “globalizzazione” si intendono una serie di processi che hanno determinato, e ancora oggi determinano,profondi mutamenti nelle relazioni umane e geografiche. Secondo Giddens l’elemento ricorrente è «la forte crescita dell’interdipendenza tra luoghi che, tradizionalmente, regolavano in modo autonomo i fattori caratterizzanti delle proprie strutture culturale, sociale ed economica». Tutti gli autori sono concordi con l’affermare che il punto di partenza di questo fenomeno è la constatazione della crescente integrazione tra i sistemi economici nazionali, che sembrano «sempre meno in grado di gestire autonomamente i propri fattori di regolazione e di sviluppo». Sintetizzando, si osserva che la crescente mobilità di capitali, merci e persone si traduce nella maggiore dipendenza delle economie nazionali dai meccanismi che operano ad un livello globale.Le definizioni di globalizzazione sono numerose. Secondo Waters , la globalizzazione è un processo in cui vengono meno i confini geografici relativi agli ordinamenti sociali e culturali e gli individui hanno sempre più la consapevolezza di questo fenomeno. Bovone ritiene, che la globalizzazione possa essere definita come un «processo di ibridazione», ossia «un processo di aggregazione delle forme della cultura contemporanea che non cancella le forme precedenti: lealtà locali convivono con stili di vita globali, postmoderno convive con premoderno e moderno, l’organizzazione per macroregioni favorisce lo spezzettamento in microregioni». Le cause che hanno generato la globalizzazione sono diverse: la deregulation dei vari sistemi economici mondiali; l’evoluzione dei trasporti e delle telecomunicazioni; la liberalizzazioni delle merci e delle persone. Fondamentale è stata, inoltre, l’evoluzione della comunicazione, la quale ha permesso di creare una rete di informazioni tali da annullare le distanze spaziali tra i Paesi. Il fenomeno della globalizzazione è stato esaminato da vari punti di vista cercando di determinare un modello in grado di definirne le caratteristiche e spiegarne le dinamiche.Caselli, nel suo libro “Globalizzazione e sviluppo. Quali opportunità per il Sud del mondo?”, associa la nozione di globalizzazione a all’insieme di processi per cui, innanzitutto «aumentano quanto a numero e si rafforzano quanto a intensità i contatti, le relazioni, gli scambi e i rapporti di dipendenza e di interdipendenza fra le diverse aree del mondo. Una serie di flussi, materiali e immateriali attraversa tutta la superficie della terra, venendo a costituire una rete che, con maglie ora più fitte e robuste, ora più larghe e fragili, avvolge oramai l’intero pianeta». In secondo luogo, sempre secondo Caselli, «si trasforma la rilevanza che le dimensioni “spazio” e “tempo” hanno sul numero, sulla natura e sull’intensità di tali relazioni e rapporti. In particolare il tempo e soprattutto lo spazio vengono avvertiti sempre meno come un ostacolo o un limite al dispiegarsi di tali rapporti e relazioni; limite che, in numerosi casi, sembra addirittura scomparire». Infine, aumenta nel mondo la cosiddetta “dimensione soggettiva” della globalizzazione, vale a dire la consapevolezza dell’esistenza di questi legami e della rilevanza che essi assum

 

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