Flussi Migratori E Lavoro Domestico Straniero in Italia

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Italia: Paese di badantiI flussi migratori e il lavoro domestico stranieroIl lavoro domestico straniero in Italia è un fenomeno che si sta intensificando in modo massiccio negli ultimi decenni, in Italia infatti nel 2011 si contavano più di 880.000 lavoratori domestici di cui l’80% stranieri, in prevalenza donne provenienti dall’Europa dell’Est, senza considerare il lavoro irregolare, che in questo settore è molto diffuso. Sono in continuo aumento le famiglie italiane le quali hanno “incluso nel proprio nucleo familiare” personale straniero (colf, badanti, baby sitter). Questo fenomeno è riconducibile anche a carenze nel settore del welfare, che hanno reso necessaria la presenza di una nuova figura professionale con il compito di assistere anziani e persone non autosufficienti a domicilio.Tratterò il fenomeno del lavoro domestico straniero, analizzandone le varie forme e prendendo in considerazione i flussi migratori e i mutamenti che quest’ultimo ha subito negli ultimi decenni. Inoltre ritengo rilevante esaminare la vita delle donne e degli uomini migranti prestando particolare attenzione al campo psicologico e affettivo e prendendo in considerazione le relazioni che questi instaurano al di fuori dell’ambito delle famiglie in cui prestano servizio e spesso vivono. Costituiscono considerevole importanza le difficoltà affrontate dai lavoratori, che devono far fronte a pretese e richieste talvolta eccessive e pressanti degli assistiti. Farò riferimento alla “Convenzione sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici” trattando l’argomento dei diritti spettanti legati alla professione. Intendo terminare questa breve introduzione riportando una poesia, scritta da Tetyana Kochetygova, collaboratrice domestica ucraina che lavora in Italia, poiché reputo esprima al meglio la sofferenza a cui gli assistenti famigliari vanno incontro nello svolgimento del proprio lavoro. La Signora conta le malattie ed io - i suoi anniLei chiede consolazionied io - almeno un po’ di gioiadi veder attraverso la sua finestrala lontananza azzurra...Ma la signora ha paura del solee non prova pietà per meche sempre sono dietro le tapparelle chiusecome un uccello acchiappato.La signora ha paura dei sussurriied io custodisco il silenzio.lei ripete sempreche le rimane poco da vivere,ma non le fa male niente!Solo che la sua anima non è tranquillaperché è rimasta da sola.Lei è intrappolata da longevità,e in questo c’è anche la mia colpa,perché la tratto bene,come se fossi la sua figlia.Dice che non ha più forza di vivereed io non voglio aiutarla!E dice anche che sono furbissima:non voglio perdere il mio lavoro!Ma io mi comporto da saggia,non giudico le sue parole.Tutti mi lodano per la mitezza,ma che vita è questa?Lei trattiene la mia giovinezza,io - cullo la sua vecchiaia.Fonte: www.immigrazioneoggi.itIndice1) Il lavoro domesticoIn Italia il lavoro domestico indica una tipologia di lavoro mirata al soddisfacimento delle esigenze domestiche e famigliari. Per indicare i lavoratori di questo settore si utilizza il termine colf, derivato dall’unione delle parole collaboratore e familiare. In questo capitolo esaminerò le varie forme di lavoro domestico (baby sitter, badanti, addetto alle pulizie domestiche ecc.) considerando le mutazioni che queste hanno subito nel tempo. Le forme del lavoro domestico Mutazioni nel tempoLa presenza maschile nel lavoro domestico3) Percorsi migratori e reti sociali La possibil

 

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